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66_I_228

BGE 66 I 228

Bundesgericht (BGE) · 1939-05-25 · Italiano CH
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228

St .... tsrecht.

Bedeutung un~ kommt dem Herausgabeort Zürich als

Anfangs- und Mittelpunkt der Verbreitung nahe. St.

Gallen ist desh*,lb neben Zürich als Erscheinungsort der

Ausgabe des « Guggu)) vom 25. Mai 1939 zu betrachten

und es durften die Rekurrenten entweder in Zürich ode;

in St. Gallen zur Verantwortung gezogen werden.

. Die Anerkennung eines zweiten Erscheinungsortes führt

DIcht etwa zurück zum fliegenden Gerichtsstand, der auf

Grund von Art, 55 BV weiterhin ausgeschlossen bleibt.

Sie hängt ab vom Vorliegen ganz bestimmter V oraus-

setzungen, die insbesondere bei periodischen Presse-

erzeugnissen nicht ausdehnend ausgelegt werden dürfen.

IH. GERICHTSTAND

FOR

42. Semenza 29 novembre 1940 neUa causa

BIom c. S. A. Monte Verita.

I. I! ri<:OJ:'so di diritto pubblico per vioiazione dell'art. 59 CF e

~c~}vlbIle contro ?~i ~t~o deI giudice che appaia come eser-

ClZlO della sua glUrIsdlZlOne, anche se non siano state adite

tutte le istanze cantonali.

2. L'a~ .. ~9 CF non garantisce al convenuto iI giudice deI suo

domICiIlO quando si tratti di azioni reali, come quelle previste

a tu~ela deI possesso (art. 927 e 928 CO). L'art. 59 CF e invece

a:pphc~ble all'azione di risarcimento deI danno causato dalla

vlOla~lO~e deI possess?, anche se promossa cumulativamente

con I aZlOne possessorla.

I. Die ~taats~~~tliche B~hwe:de w~gen Verletzung von Art. 59

BV "!!"t ZulasSlg geg~n Jede rlC!Iterhche Handlung, die sich als

Au~~bung der GerIChtsbarkeIt darstellt; die vorherige Er-

schopfung des kan~onalen Instanzenzuges ist nicht erforderlich.

2. Art. 59. BV garantIert dem Beklagten nicht den Richter seines

WohnsItZes, wenn es sich wie bei den zum Schutze des Besitzes

vo~gesehenen (Art. 927 f. ZGB) um dingliche Klagen handelt;

er :.st dagegen amyendbar auf die Klage auf Ersatz des durch die

Storung des BeSItzes verursachten Schadens auch wenn sie

zusammen mit der Besitzesschutzklage erhoben wird.

I. Le recours de droit public pour violation de l'art. 59 CF est

recevable contre tout acte par lequelle juge exerce son pouvoir,

Gerichtsstand. N0 42.

229

meme si les degras de juridiction cantonaux n'ont pas tous

ete parcourus.

2. L'art. 59 CF ne fixe pas le for des actions reelles et notam-

ment des actions possessoires (art. 927 et 928 CC) au domicile

du defendeur. Il s'applique, en revanche, a l'action en domma-

ges-interets intenMe a raison d'un trouble que le demandeur

a souffert dans sa possession, meme lorsque cette action est

jointe a une action possessoire .

A. -

11 dott. Alberto Blum, domiciliato a Zurigo, ha

una figlia minorenne Margherita, la quale, convivente

oon lui e soggetta alla sua potesta, e proprietaria di una

villa con annesso terreno ad Ascona. La proprieta e com-

pIetamente circondata dal parco della S. A. Monte Verita,

nel quale si trovano numerosi alberi di alto fusto, i cui

rami e talora anche una parte deI ~ronco sporgevano in

misura oonsiderevole sul fondo Blum e vi penetravano

altresi con le loro radici; inoltre, a quanta pare, questi

alberi non erano piantati alla distanza legale.

Con lettera 6 maggio 1940 Blum diffidava, in virtu

dell'art. 687 ce, la S. A. Monte Verita a togliere, entro

il 18 maggio, gli alberi, i rami e le radici in questione;

altrimenti avrebbe fatto eseguire egli stesso tale lavoro

da un giardiniere_ Questa diffida essendo rimasta infrut-

tuosa, il dott. Blum incaricava della bisogna un certo

Vanetti, il quale, nelle prime ore mattutine deI 3 giugno

1940, penetrava con una squadra di operai nel fondo

della S. A. Monte Verita.

Mentre il Vanetti e i suoi operai erano aneora intenti

al lavoro, la S. A. Monte Verita presentava al Pretore di

Loearno una petizione incidentale, con la quale, in virtu

degli art. 927 e 928 CC, chiedeva quanto segue :

1. E' ordinato al dott. Blum e al suo incaricato Vanetti

l'immediata eessazione di ulteriori turbative deI possesso

della S. A. Monte Verita, e eioe di ulteriore taglio di alberi

sulla proprieta di lei, come pure e vietata la rimozione

degli alberi tagliati, tutto cie. sotto le oomminatorie civili

e penali;

2. i1 convenuto e condannato al pagamento di 3000 fchi

a titolo di risareimento dei dannL

230

Staatsrecht.

Riguardo all!'J. domanda I l'attrice chiedeva ehe fosse

emanato un decretoprovvisionale per la durata della Iite.

H Pretore di LOearno emanava, il 3 giugno 1940, questo

decreto e, nello stesso tempo, invitava il convenuto ad

inoltrare la risposta di. merito entro il termine di dieci

giorni.

Rispondendo, il eonvenuto, eontestava la competenza

ratione loei della Pretura di Locarno, poiche egli abita

Zurigo. Anche in sede d'interrogatorio il dott. Blum

confermava questa eccezione.

Con sentenza 9 luglio 1940 la Pretura di Loearno si

dichiarava competente ratione loei per esaminare la

petizione di causa,. osservando in sostanza quanto segue :

Giusta il suo tenore e la situazione di fatto, la domanda

I e quella di un'azione possessoria volta ad ottenere la

tutela deI giudice contro atti d'illecita violenza eompiuti

da un terzo su una cosa. Una tale azione ha quindi earat-

tere reale e puö essere promossa al Iuogo ove si trova la

cosa. DeI resto, in sede di discussione, il dott. Blum ha

limitato la sua eccezione d'incompetenza ratione loci alla

domanda 2 e ha con ein ammesso la legalita deI foro

giudiziario di Locarno per quanto concerne la domanda l.

Ma anche riguardo alla domanda 2 l'eccezione d'incom-

petenza ratione loci va respinta. La pretesa di risarcimento

dei danni e fondata sulla subita manomissione deI possesso

delI'attrice e sostituisce la pretesa di ripristino dello stato

anteriore di fatto, il quale none possibile in concreto.

Il legislatore tratta il risarcimento dei danni, sia nel caso

delI'art. 927 CC, sia nel caso delI'art. 928 ce, quale parte

o forma della protezione deI possesso. Questa connessione

risultante dalla legge stessa esclude che la domanda di

risarciment.o possa essere trattata, per quanto concerne

Ia competenza ratione loei, altrimenti ehe la domanda di

reintegra deI possesso (art. 927 CC) 0 di cessazione della

turbativa deI possesso e di divieto di ulteriori turbative

(art. 928 CC),

B. -

Da tale sentenza il dott. Blum si e tempestiva-

Gerichtsstand. N0 42.

231

mente aggravato al Tribunale federale mediante ricorso

di diritto pubblico, adducendo in soatanza quanto segue:

Il quesito di sapere se la domanda di cessazione della

turbativa deI possesso (art. 928 CC), come e formulata

dall'attrice neUa sua petizione, abbia earattere reale,

puö restare indeciso. Infatti, quando fu promossa l'azione,

l'asserta turbativa deI possesso era cessata, poiche erano

gia eseguiti i tagli accertati dal Pretore, ne ulteriori tagli

erano previsti. E' quindi mallcato ab initio l'oggetto per

promuovere un'azione di cessazione della turbativa. Una

domanda di reintegra deI possesso (art. 927 CC) non e

stata peru formulata; l'attrice ha chiesto soltanto ehe

fosse pronunciato il divieto di rimuovere i rami e gli alberi

tagliati. Ad un tale divieto non sono applicabili ne l'art.

927, ne l'art. 928 CC; esso e una semplice misura prov-

visionale da ordinarsi d'offieio 0 su istanza delle parti per

la durata della causa.

Anche indipendentemente da ciö, non ci si trova in

presenza di un'azione di manutenzione 0 di reintegra deI

possesso, ma si e di fronte ad ml easo di applicazione del-

l'art. 687 ce, ecioa si tratta disapere :

a) se il ricorrente, quale rappresentante della sua figlia

minorenne, avesse 0 no il diritto di ordinare il taglio dei

rami sporgenti, ossia se in fatto esistesse una tale spor-

genza e se cagionasse danno alla proprieta Blum;

b) se l'incaricato Vanetti, per ragioni sconoseiute a

Blum, abbia ecceduto nell'esecuzione deI suo mandato,

ossia abbia tagliato piu di quanto fosse leeito. Il diritto

di taglio previsto dall'art. 687 CC non ha peru carattere

reale, ma soltanto personale. Il vieino non ha ehe questo

diritto di farsi ragione : se egli non taglia 0 non fa tagliare

per proprio conto i rami sporgenti 0 dannosi, non potra

adire il giudiee con un'azione di tutela deI possesso (art.

927 CC) na con un'azione negatoria (art. 641 CC) per

costringere il proprietario a rimuovere i rami. Per eser-

eitare il diritto di taglio, il vicino puö penetrare nel terreno

appartenente al proprietario degli alberi'; ciö non costi-

232

Staatsrecht.

tuisee una tur~ativa deI possesso a' sensi degli art. 927

o 928 CC. Qualora il vieino eeeedesse nell'esereizio deI suo

diritto, ossia proeedesse ad un taglio maggiore di quello

coneessogli dalla legge, si renderebbe colpevole non di

una turbativa dell'altrui possesso, ma unicamente di un

atto illecito giusta l'art. 41 CO, ehe l'obbligherebbe a

risareire il valore degli alberi. In tale senso si esprimono

anehe i eommentatori deI Codice civile germanieo. Il

diritto di farsi J;agione previsto dall'art. 687 CO divente-

rebbe illusorio, se, al momento di esereitarlo, il proprietario

delle piante sporgenti ne potesse prevenire 0 impedire °

disturbare l'esercizio con una delle azioni stabilite per la

difesa deI possesso. L'azione promossa dalla S. A. Monte

Verita e quindi effettivamente un'azione ordinaria di risar-

eimento dei danni e solo in apparenza e un'azione posses-

soria. L'azione di risareimento dei danni deve pero essere

promossa in virtu dell'art. 59 OF al domieilio deI convenuto,

ehe, neI fattispeeie, e Zurigo. Irrilevante a il fatto ehe una

tale azione eoneerna un immobile situato in un eantone

diverso da quello in cui il convenuto a domieiliato.

La sentenza deI Pretore. di Locarno va quindi annullata.

O. -

La S. A. Monte Verita ha proposto il rigetto deI

rieorso di diritto pubblico.

Oonsiderando in diritto :

1. -

Secondo la costante giurisprudenza deI Tribunale

federale (RU 51 I 49, 337; 52 I 133, 268), il rieorso di

diritto pubblico, ehe eensura la violazione dell'art. 59 OF,

e ricevibile eontro ogni atto deI giudice ehe appaia eome

esereizio della sua giurisdizione, anehe se non siano state

adite tutte le istanze eantonali.

Oontrariamente a quanto opina la S. A. Monte Verita,

e quindi irrilevante ehe la sentenza pronunciata il 9 luglio

1940 dal Pretore di Loearno potesse essere aneora impu-

gnata davanti al Tribunale di appello, na importa ehe

essa non sia una sentenza definitiva, ma soltanto inter-

locutoria.

Gerichtsstand. No 42.

233

2. -

L'art. 59 OF garantisce al eonvenuto il giudice

deI suo domieilio in quanto si tratti di pretese personali.

Tale garanzia non si estende a pretese reali, in partieolare

non abbraeeia Ia rivendicazione, ne l'azione negatoria deI

proprietario (art. 641 cp. 2 00), eome pure non puo essere

invoeata per i mezzi ehe il legislatore ha previsti a tutela

deI possesso : l'azione di reintegra contro chi ha tolto

altrui una cosa con atto d~illecita violenza (art. 927 OO)

e l'azione di eessazione della turbativa deI posS'esso a'

sensi dell'art. 928 00 (RU 9 pag. 38 eonsid. 3; pag. 43).

La domanda 1 della petizione di causa mira anzitutto,

almeno nella sua prima parte, ad ottenere Ia protezione

deI possesso. Basandosi sul possesso di un fondo iscritto

a suo nome nel registro fondiario, Ia S. A. Monte Verita

chiede ehe il dott. Blum si astenga dal turbare questo

possesso mediante il taglio illeeito degli alberi piantati

su questo fondo, deI quale essi sono elementi integranti

(art. 667 CO).

A dir vero, l'azione prevista dall'art. 928 00 presuppone

ehe minacci una turbativa deI possesso 0 si produea una

situazione tale da determinare una turbativa permanente

deI possesso; non e quindi proponibile per togliere gli

effetti dannosi ehe un atto gia terminato ha avuti sul

possesso, nel quale caso il possessore puo ehiedere soltanto

il risarcimento dei danni (HOMBERGER, Kommentar z.

sehw. Zivilgesetzbuch, ad art. 928, note 18-21). Il ricor-

rente afferma ehe nel· fattispecie i tagli degli alberi erano

gia eseguiti allorehe fu promossa causa ed altri tagli non

erano previsti. Ma si tratta anzitutto di una semplice

affermazione eontestata dalla parte avversa e non suffra-

gata da nessuna prova. In particolare e inesatto che

l'impugnato giudizio ammetta una tale situazione di

fatto; esso non contiene nessun aeeertamento ehe giusti-

fiehi questa conelusione. Inoltre, ne seguirebbe tutt'al

piu ehe l'azione di eessazione della turbativa deI possesso

dovrebbe essere respinta perehe infondata nel merito, in

quanto ehe non esisteva motivo di promuoverla; ma Ia

234.

Staatsrecht.

eompetenza ratione l<Jci per pronuneiarsi su di essa non

sarebbe eselusa..

Oio vale anehe per la questione di sapere se il possessore

di un fondo possa opporsi, mediante un'azione a' sensi

dell'art. 928 00, al minaeeiato esereizio deI diritto di

taglio dei rami sporgenti ehe l'art. 687 ep. 1 ce eonferisce

al vieino. DeI resto, 1'0pinione professata al riguardo dal

rieorrente e tutt'altro ehe deeisiva. Sta bene ehe, seeondo

una eerta dottrina, il vieino dispone soltanto deI mezzo

della ragion fattasi a' sensi dell'art. 687 ep. 1 CO e non

puo quindi ehiedere mediante azione negatoria 0 azione

basata sull'art. 928 00 ehe il proprietario degli alberi

tolga i rami sporgenti (LEEMANN, Kommentar z. schw.

Zivilrecht, ad art. 687, nota 12). Ma anche se si aceogliesse

questa dottrina, che certi autori respingono (efr. HAAB,

Kommentar z. sehw. Zivilgesetzbuch, ad art. 687, nota ll),

non ne seguirebbe e contrario ehe al· proprietario degli

alberi non spetti una tale azione per evitare il minacciato

taglio. La ragion fattasi a' sensi dell'art. 687 ep. 1 00 e

ammissibile soltanto alla duplice condizione ehe i rami

sporgenti danneggino il fondo deI vieino e ehe un termine

conveniente per toglierli sia assegnato al proprietario. Se

il vieino proeede al taglio, beneM queste condizioni non

siano adempiute, la ragion· fattasi non e permessa e puo

considerarsi eome un atto d'illeeita violenza a' sensi

dell'art. 92800, eontro la cui·minaeeia puo essere promossa

. l'azione di eessazione prevista da· questo articolo (cfr. IIAAB,

ibidem, nota 6). Aggiungasi ehe il diritto di farsi ragione

a' sensi dell'art. 687 ep. 1 00 si estende a rami sporgenti,

non al tronco di un albero ereseiuto eurvo e quindi spor-

gente, e nemmeno ad alberi non piantati aHa distanza

legale dal eonfine (HAAB, ibidem, nota 1). Le eonelu-

sioni ehe in eonereto il rieorrente vorrebbe trarre da

questo diritto son quindi, prescindendo dal resto, senz'altro

irrilevanti, in quanto, eome pretende l'attrice, siano stati

abbattuti interi alberi coi loro tronehi.

Anehe la seeonda parte della domanda petizionale 1,

seeondo eui devesi vietare al eonvenuto la rimozione della

Gerichtsstand. N° 42.

235

legna spaeeata, e volta alla cessazione di una minaeeiata

turbativa deI possesso, in quanto la legna in parola si

trovi ancora sul fondo della parte attrice. NeUa misura

pero ehe si tratti di legna giacente sul fondo Blum, la

domanda cennata e diretta ad ottenere una misura provvi-

sionale per proteggere la proprieta ehe l'attrice pretende

di avere su tale legna. Il diritto di appropriazione a' sensi

dell'art. 687 ep. 1 00 esiste solo in quanto esista il diritto

di taglio, ossia solo in quanto si verifiehino i presupposti

legali. Maneando questi presupposti, i rami tagliati restano

in proprieta deI proprietario degli alberi e possono essere

rivendieati (LEEMANN, ibidem, nota II; HAAB, ibidem,

nota 9); il ehe vale senz'altro per tronehi ed alberi interi

abbattuti, poieM in loro eonfronto e escluso un diritto di

taglio e quindi anehe di appropriazione a' sensi dell'art. 687

ep. 100. Ma eome la rivendieazione non benefieia dell'art.

59 OF, eosi ne e di una misura provvisionale ehe mira a

tutelare un'eventuale rivendieazione.

Non oecorre quindi indagare se il rieorrenteabbia rinun-

eiato ad invoeare l'art. 59 OF per quanta eoneerne la

domanda petizionale 1, aVEmdola diseussa senza riserva

davanti al Pretore di Loearno.

3. -

AbuOll diritto iIivece impugna il rieorrente la

competenza ratione lod deI Pretore di Loearno relativa-

mente alla domanda petizionale 2.

Tale domanda non mira ad esigere dal eonvenuto un

determinatoatteggiamento nei eonfronti· di una deter-

minata eosa, sulla quale l'attrieevanta la proprieta 0 un

altro diritto reale 0 il possesso, ma tende ad ottenere dal

eonvenuto una prestazione peeuniaria (e piu preeisamente

3000 frehi.) a risareimento di una diininuzione patita dalla

sostanza dell'attriee. Oi si trova quindi di fronte non· piu

ad un'azione reale, . ma ad una pretesa personale a' sensi

dell'art. 59 OF.

Ohe l'atto illeeito, dal quale deriva 1'0bbligo di risar-

eimento, eonsista nella violazione della proprieta 0 deI

possesso di una eosa, non muta il contenuto della presta-

zione riehiesta, ne la natura della pretesa sollevata. 11

236

Staatsrecht.

Tribunale fedEirale ha sempre considerato come azioni

personali le pretese di risarcimento dei danni arrecati a

cose (mobili od immobili) mediante atti illeciti, anche se

l'attore basi le sue pretese di risarcimento sulla propriem

o sul possesso delle cose danneggiate (RU 3 pag. 626 e seg.,

in particolare pag. 633 consid. 3; 17 pag. 563, consid. 1 e 2;

30 I 296). E tale giurisprudenza si attaglia anche al caso

in cui il convenuto sia proprietario di un fondo vicino ed

abbia compiuto l'atto illecito nell'esercizio deI diritto di

propriem sul suo fondo 0 in' connessione con 10 sfrutta-

mento di quest'ultimo.

A dir vero, l'art. 927 CC non si limita aporre il principio

che chi ha tolto altrui una cosa con atti d'illecita violenza

e tenuto a restituirla, anche se pretende avere su di essa

un diritto prevalente. -E nemmeno l'art. 928 ce dispone

soltanto ehe, quando il possessore sm turbato nel suo

possesso da un atto di illecita violenza, egli puo proporre

l'azione di manutenzione contro l'autore della turbativa

anche se qUE:'-sti pretende di agire con diritto. Infatti, sia

l'art. 927, sia l'art. 928 prevedono espressamente un'ag-

giunta, il prima nel senso che « l'azione ha per oggetto la

restituzione della cosa e il risarcim.ento aet danno », il

secondo nel senso che l'azione ha per iscopo« la cessazione

della turbativa, il divieto di turbative ulteriori ed il .

risarcim.ento dei danni ».

Ma una tale aggiunta significa unicamente che gia

l'illecita manomissione deI possesso, non soltanto della

propriem 0 di un diritto reale su una cosa, costituisce un

atto illegale che, secondo la norma generale dell'art. 41 CO,

obbliga al risarcimento deI danno. Il legislatore non ha

voluto equiparare una tale pretesa di risarcimento deI

danno ad una pretesa reale, ne ha inteso stabilire per essa

il medesimo foro previsto per la reintegra e la manuten-

zione deI possesso (cfr. VON Tmm, Allgemeiner Teil des

schw. Obligationenrechts, vol. 1, pag. 10, nota 21; HOM-

BERGEH, Kommentar z. schw. Zivilgesetzbuch, ad art. 927,

nota 25), altrimenti egli avrebbe fatto figurare tale aggiunta

Gerichtsstand. N0 42.

237

anche all'art. 641 CC: infatti anche il proprietario di una

cosa, che un terzo detiene senza diritto 0 sulla quale un

terzo esereita un'indebita ingerenza, puo chiedere il risar-

cimento dei danno e nessuna ragione giustificherebbe di

trattare, per quanto riguarda il foro, il proprietario in

modo peggiore deI possessore.

DeI resto, la domanda di risareimento formulata dal-

l'attriee, la quale si estende al valore degli alberi e al

deprezzamemto deI fondo, poggia effettivamente sulla

propriem e non sul possesso. Ora, in base agli art. 927 e

928 CC, si puo far valere soltanto il risarcimento deI danno

causato dall'illecita violenza, non l~interesse alla conser-

vazione della cosa (OSTERTAG, Kommentar z. schw. Zivil-

gesetzbuch, ad art. 927, nota 22, e ad art. 928, nota 20;

HOMBERGER, Kommentar z. sehw. Zivilgesetzbuch, ad

Mt. 927, nota 26).

Ai fini della eompetenza ratione loci e inoltre irrilevante

che la pretesa di risarcimento deI danno non sia formulata

ase, ma congiuntamente con una domanda diastensione

da ulteriori turbative 001 possesso. La connessione invo-

cata dal Pretore per giustificare la sua sentenza c, secondo

la prassi relativa all'art. 59 CF, un requisito per l'ammis-

sibilita di una riconvenzione al1uogo ove e stata introdotta

la domanda principale: anche chi ha promosso azione

altrove che al proprio domicilio, deve lasciarsi convenire

in quel luogo riconvenzionalmente per una pretesa perso-

nale soltanto se questa riconvenzione poggi sullo stesso

motivo giuridico ehe la domanda principale 0 almeno si

basi su una situazione di fatto comune a quest'ultima.

Inoltre, prescindendo dal caso in cui nella procedura

penale e fatta valere adesivamente una domanda di risar-

cimento fondata su un atto punibile, la connessione puo

avere, di fronte all'art. 59 CF, efficacia costitutiva di foro

soltanto se il giudice competente per pronunciarsi sull'og-

getto principale sia considerato come competente anche

per giudicare su quello aecessorio (RU 58 I 170 consid. 4

e sentenza ivi citate). Ora, nel caso concreto, appare anzi-

238

Staatsrecht.

tutto dubbio Se esista eonnessione, poiche la domanda

di risareimento deI danno concerne una turbativa gia

cessata, mentre la domanda di protezione deI possesso

mira eselusivamente all'astensione da future analoghe

turbative. Ad ogni modo, una pretesa di risareimento deI

danno per un importo di 3000 fehi. non puo essere consi-

derata, rispetto a questa domanda di astenersi da ulteriori

turbative, come un semplice punto aecessorio, ma rappre-

senta, data la sua importanza, l'oggetto principale (RU

58 I 171), tanto piu ehe l'attrice non ha nemmeno preteso

ehe, avuto riguardo alla situazione di fatto dopo i tagli

gia eseguiti, dalla quale e derivata la pretesa di risarci-

mento, siano da temere ulteriori tagli di· entita approssi-

mativamente uguale 0 anche maggiore dei primi.

Che, in concreto, l'amministrazione delle prove relative

all'atto illecito e al danno si presenti meno agevole di

quanto sarebbe se il processo fosse eondotto alluogo ov'e

situato il fondo, e esatto, ma appare irrilevante. Altrimenti,

per analoghi motivi, si dovrebbe ammettere in generale

il forum delicti oommissi per le pretese di risarcimento dei

danno derivato da atti illeciti, anche se una procedura

penale, nel· corso della quale esse potrebberoesser fatte

valere adesivamente, non fosse stata aperta; il ehe la

giurisprudenza deI Tribunale federale ha sempre rifiutato .

di ammettere siecome ineonciliabile eon la garanzia san-

eita dall'art. 59 CF.

Il Tribunale federale pronuncia :

11 ricorso e respinto per quanto riguarda la domanda

n. 0 1 della petizione incidentale 3 giugno 1940 inoltrata

alla Pretura di Locarno dalla S. A. :Monte Verita contro

il dott. Alberto Blum.

Relativamente alla domanda n. 0 2 della suddetta

petizione, il ricorso e invece ammesso nel senso ehe i tri-

bunali tieinesi non sono competenti a giudieare tale

domanda.

Eigentumsgarantie. No 43.

IV. EIGENTUMSGARANTIE

GARANTIE DE LA PROPRIETE

43. Urteil vom 13. Dezember 1940

239

i. S. Kindhauser und Konsorten gegen Zürich, Regiemnßsrat.

Ehehafte Tavernenrechte im Kanton Zürich geben heute nicht

mehr Anspruch auf teilweise Befreiung von der zürcherischen

Wirtschaftsabgabe im Sinne des Entscheides Bd. 48 I NI'. 48.

Les droits de taverne qui existent encore dans le Canton de

Zurich ne donnent plus droit, aujourd'hui, a l'exoneration

partielle de l'impöt zurichois Bur les auberges, comme il avait

eM dit dans l'arret Schellenberger (RO 48 I 412).

I cosiddetti ({ diritti di taverna » che sussistono ancora nel Cantone

di Zurigo non danno piu diritto, oggi, all'esonero parziale

dall'imposta zurigana sugli alberghi, come era stato deciso

precedentemente (RU 48 I 412).

A. -Der Kanton Zürich wurde durch den BGE 48

I Nr. 48 angehalten, die Inhaber ehehafter Tavernen-

rechte von der Wirtschaftsabgabe (WA) gemäss dem

Wirtschaftsgesetz (WG) vom 31. Mai 1896, § 24 H., teil-

weise zu entlasten. Die Entlastung erfolgte so, dass die

Ehehaften nicht die Abgabe der Klasse, in die sie einge-

reiht waren, sondern die Taxe der nächst niedrigeren

Klasse zu bezahlen hatten (BGE vom 19. Juli 1923 i.S.

Kaspar und Mitbeteiligte). Diese Entlastung wurde von

der Finanzdirektion des Kantons Zürich für die Jahre

1940-1942 nicht mehr gewährt mit der Begründung, dass

sie nach dem neuen WG vom 21. Mai 1939 nicht mehr

begründet sei. Auf Rekurs hin hat der Regierungsrat den

Entscheid der Finanzdirektion bestätigt. Die Begründung

ist im wesentlichen die Folgende: Eine neuere Unter-

suchung über die ehehaften Tavernenrechte habe ergeben,

dass die WA des WG von 1896 entgegen der Annahme

des BGE 48 I N0 48 ni~ht zum Teil noch die Natur einer

Konzessionsgebühr, d. h. eines Entgeltes für das mit dem