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44_II_232

BGE 44 II 232

Bundesgericht (BGE) · 1916-04-07 · Italiano CH
Fonte Original Esporta Word PDF BibTeX RIS
Sachverhalt

Il 7 aprile 1916 Moranda Maria di Gordola dava

aHa luce un figlio illegittimo, cui fu posto iJ norne di

LuigiMoranda. La gravidanza era stata denunciata

dalla gestaute aHa MUllicipalita di Gordola, affmche

prclldessc . i provvedimenti deI caso: ma dall'incarto

non risulta ehe quest'autorita abbia nominato un cura-

tore al llascituro a scllsi o.ell'art. 311 CC, e lleanche

essa inte.rve.nue quale autorita tutoria nclla susseguente

causa 0.1 flcerca dclla paternita, colla quale l'aUrice

chicdeva ehc il eonvenuto fosse cOllo.annato a pagarle

500 fr. per gli indennizzi di cui all'art. 317 CC e 60 fr.

~ellsili a lavore del figlio illcgittimo,. a far tempo dal

glOrllO dclla naseita fino al suo 18° anno di eta.

B. -

La prima istanza, il Prctorc di Locarno, rc-

spinse l'aziollc, ritcllcndo nOll dimostratc a sufficicnza

di prova lc prctese re]azion(carnalL Di contrario avYiso

fu il Tribunale di Appello il qualc, basalldosi su11e risul-

tanze della prova indiziaria (testi, documenti e lettere),

con sentcnza dd 5 marzo 1918, dichiaraya il convenuto

padre naturale dcll'illfantc Luigi Moranda c 10 eondan-

nava a eontriJmire eon 25 fr. mensili all'allcvamento

cd all'edueazione del figlio fino al o.i lui 18° anno cd a

versare all'attricc 250 fr. per l'indennita prevista da 1-

rart. 317 Ce.

C. -

Da questa sentenza il eonvenuto si appella al

Fumilicnrecht. i\G H.

233

Tribunale fcderale nei termini e nei modi di legge doman-

dandone la riforma.

Considerando indirilto :

1 Q Poiche l'azionc, eolla quale l'aUricc Ia valcre una

pensione alimentare a lavore deI figlio, fu promossa

da cssa sola. senza l'intervento di un curatore 0 delI' au-

torita tutoria anorne dell'illfallte, chiedesi anzitutto se

essa awva ycsk a ciö fare : chiedesi, in altri termini,

se la maare illegittima abbia quulita per proporre in

giudizio a fauofe dei fi9lio gli alimenti, ehe spcttano a

quest'ultimo hl virtiI dcll'art. 319 CC. Questa questione

non fu sollevata dulle parti e neanche cSc'lminata dalle

istanze cUlltonali: llolldimeno questa Corte 11a veste

per deciderla, perche e questione di puro diritto, che

sorge daHo stato di fatto constatato dall'istallza eanto-

nale e che il Tribunalc federalc puo csaminarc d'ufficio,

senza essen~ viucolalo dagli argomenti di diritlo iuvo-

cati dalle parti.

II quesito e duhbio c fu divefSc'l.mcnte risolto dalle

corti cantouali (confr. selltenza dcl Tribunale di Appello

di Luccrna citata nella rivista di giurisprudenza sviz-

ZBra voI. 9, p. 1!7 e sentel1za deI Tribunale di Appello

di Zurigo nellu rlvista «Blätter für zürcherische Rechts-

sprechullg ... yol. 12. p. 189). Anehe llella dottrina esso

ha ricevuto diversa soluzione : gli autori pero si pronull-

ciano in numero di gran lunga prevalente per l'affer-

mativa (confr. EGGER, osserv. 2 all'art. 307; SILBER-

NAGEL Hel commelllario GMÜR osserv. 12 all'arL 307

e 11 all'arl. 319 c le dissertazioni sulla ricerca dclla

pateruita .l\10HR, p. 60, 'WUILLE, p. 45, LEISSNER, p. 23,

ROBERT, p. 256; per Ia negativa CURTI, commentario

OSserv. 9 all'arL 307 CCS). La genesi della leggc non

offre argomente decisivo in favore delI'una 0 dell'altra

tesi. Nel progetto deI Consiglio federale 28 maggio 1904

il quesito era deciso in modo indubbio in favore deHa

234

Familicnrecbt. N0 41.

legittimazione della madre (~rt. 314 : • Se J'azione d~lla

madre 0 deI figlio e ammessa, il giudice accorda a quest<)

una pensione alimentare I) ece.}~ La parole .della madre-

0» ••••• furono mantenute nelle diverse fasi della dis-

cussione e stralciate solo nella revisione redazionale.

La maggior parte delle legislazioni cantonali ehe ammet--

tevano 1a ricerca deHa paternita colle ragioni ehe ne

dipendono (pensione alimentare eee.), aceordavano aHa

madre sola la faeolta di farIe valere : aleune solamente

provvedevano ehe il figlio non fosse frustrato nei SUOT

diritti per opera della madre da omissione dell'azione,.

bonali componimenti, transazioni 0 rinuncie. A siffatto

scopo tende evidentemente l'eliminazione della parola

«madre)} nel testo definitivo della legge. Altra modifi--

cazione subi il progetto deI Consiglio federale nei dis-

posti sulla rappresentanza dell'infante: mentre esso

attribuiva ex lege aHa madre la pott'sta sulfiglio (art.

331 cap. 3 deI progetto {(eecetto ehe l'autorita pupil-

lare non stimiopportuno di nominargli un tutore I»~

il Consiglio degli Stati, con una proposta ehe divenne

legge, intese intensificare la tuteIa deI figlio prevedendO'

(art. 311) la nomina di un euratore : e statuendo, inoltre,

. ehe l'autorita tutoria «puo sottoporre l'infante aHa

tutela deI padre 0 delJa madre I) (art. 325 cap. 3), eselude

ehe la madre ne sia, per legge e ipso iure, la tutrice. La

rappresentanza delI'infante e.ssendo regolata in siffatto-

modo, la questione della legittimazione della madre a

proporre l'azione alimentare perde, nella maggior parte

dei ca si, ogni importanza: in tutti quei casi eioe in cui

1e autorita. competenti, avuta eonoseenza della gravi-

danza, abbiano nominato alI'infante un curatore e

questi ne abbia tutelati gli interessi. Vinteresse invece

deI quesito. rimane intiero, ove l'autorita tutoria, eome

nel easo eoncreto, non abbia osservato il precetto del-

rart. 311 ° non abbia avuto conoscenza della gravidanza

edella nascita in tempo utile : in questi easi, se non si

concede alla madre che procede Ia veste per llfoporre~

Famillenrecbt. N° 41.

235

·eolle altre ragioni dipendenti dalla dcerca della pater-

nitil, anche l'aziolle tendente allasommillistrazione

-degU alimenti a favore deI ftglio, quest'ultimo sara es-

pasto al rischio di vedersi precluso nei suoi diritti per

forza di perenzione (art. 308 CC).

. Decisivi per la soluzione deI problema son~ gli argo.

menU seguenti : Vart. 307 coneede aHa madre l'esereizio

delI'azione della paternita. in modo generico e senza dia.-

tinguere tra le diverse ragiolli ehe ne dipendono. Inoltre

rart.319 dispone, ehe l'aziolle dei figlio tendent~ alla

somministrazione degli alimenti «non vien tolta da una

transazione 0 da una rinuncia fatta dalla madre eon

manifesto pregiudizio dei di lui diritti »: e questo dis-

posto non si comprende, se non si parte dal concetto, ehe

"il legislatore, pur avendo modifteato in qualche punto i1

progetto, siasi rifiutato a riformarlo anehe nel suo prin-

cipio cardinale,che l'azione agli alimenti dovesse corno:

petere tanto al ftg1io ehe aHa madre. A eonforto di questa

tesi sta anche l'art. 321, secondo il quale, resa verosimile

la paternita e ove versi in bisogllO, la madre ha diritto,

gia prima della selltenza, a garanzia da parte del. padre

presunto per gli alimenti dei primi tre mesi. Ora il

diritto a garanzia e. per sua llatura, diritto accessorio :

esso suppolle U11 diritto principale e questo diritto non

pu.<> essere ehe quello di far valere la pensione alimentare

da garantirsi. Donde seg'Uc ehe, malltenuta la veste della

madre, come era indubbiamente espresso nel progelto, il

legislatore, modificandolo nel modo sopraesposto, intesc

rilevare anzitutto che belleficiario della pensionc alimen-

tare dovesse ossere il figlio e ehe solo chi per esso avesse

qualitä. per agire (euratore od autoritä. tutoria) potesse

validamente illcassarla. Quale sia, deI resto, il rapporto

. giuridieo dell'aziolle spettallte aHa madre colle ragioni

che spettano al ftglio : se si tratti di Ulla sola ragione °

di ragiolli distinte e perseguibili separatamente: quale,

eventualmente, la relazione di duc sentellze ehe potreb-

ber~, per avventura, essere. contradditorie (art. 312 CC):

236

Familienrecht. N" 41.

tutte queste ({Uestioni. che non trovano risc011tro neJJa..

fattispecie, debbono venir riservate.

. 20 Nel merito la ({uerelata sentenza e daconfermarsi.

A torio la parte convenuta ha sostenuto neJl'odierna

discussione, che Ia presunzione di paternitä, desunta dal

rart. 314 ce, non possa essere dimostrata da pro va indi-

retta od indiziaria, che costituirebbe solo una presunzione

di prova. Questll tesi non t1'ov3 conforto nena legge. In

materia di paternitä, il diritto federale non contiene limi-

tazione ai disposti deHn procedura cantonale sulla prova

all'infuori di quanto prescrive l'arL 310 cap. 2°, il quale

vieta ai eantoni di stabilire prove piiJ. rigorose di ({Uel1e

prescritte dalla procedura ordinarin. L1. legge federale

non esclude <{uindi, per principio, alcun genere di prova,

e la questione di saperc,.sc in tema di patemitä sia ammis-

sibile Ia prova per indizi, dipende dal diritto cantonale

(confr. art. 240 e s~g. PC tie.), il ({uale pero, ammettendola

nelle altre, non potrebbe escluderla nelle cause di patt'r-

nita. Ne segne, ehe anche la prova per indizi puo costi·

tuire la prova richicsk'l d311'art. 314. Giova deI resto

osscrvaf(', ehe ndla maggior partt- dei casi la provu jmli-

rctta od indiziaria flovra formare, per forza stes&'1 deUe

eose, Ja sorgente unica deI convincimento deI giuditc

e ehe la prova deI concubitc dovril ritenersi fomita~

t{ualora, dall'insiemc degli indizi, risu1ti unu violenla

suspicio fornicatiollis (RU ~ II p. 564 c seg.; sentenza

non puhblicata nella causa 'Visinand deI 1Q V. 1918).

Che questa dimostrazione sia sufiicicnte, dipende anzi-

lutto dal valore probatorio delle singole provc (attendi-

bilitä. dei testL autenticita dei documcllti cee.), Ia (:ui

valutazione spetta aJl'istanza cantonale : ehe, nel ('aso in

esame, Ia prova sia auche cOllcludellte e ehe il giudiee,

vagliandone

gli

elementi, abbia

tenuto conto

di

{{Uelli favorevoli al convenuto, risulta dalle cOllsidera-

zioni deI qnerelato giudizio, cui, sn questo punto, si Ia

riferimento.

Ond'c ehe in bast' aUe risultanzc processuali cd ane .

Erbrecht. No 42.

constataziolli di fatto dove ritenersi dimostraio, ehe il

convenuto ha avuto coll'attriee rapporti camali nel

periodo criUco : e quindi fondata Ia presunzione di pater-

l1itä. a suo carieo a sensi dell'art. 314, eontro ]a quale esso

non ha sollevato espressamente e certamente non (limos--

tratoIe eccezioni di cui all'art. 314 cap. 2 e 315.

Ne segue, ehe rettamente il giudice cantonale 10 ha

dichiarato padre illegittimo delI'infante e condannato

alle prestazioni di legge (art. 317 e 319 CC). Nella loro

misura, queste prestazioni appaiono conformi alle cir-

co stanze della causa ed alla situazione eeonomica delle

parti, come essa fu constatata dalla querelata sentenza;

11 Tribunale federale pronuncia :

L'appello e respinto e Ia sentenza qu('relata confer-

mata.

11. ERBRECH T

DROIT DES SUCCESSIOXS

42. Urteil der II. Zivilabteilung vom 15. Juli 1918

i. S. Amgarten gegen Amgarten.

Art. 620, 621 ZGB. Zuteilung eines landwirtschaftlichen Ce-

werbes bei mehreren Allsprechern. Vorrecht

~ler Söhm'.

Möglichkeit der Teilung des vom Erblasser al;.; Einheit he-

wirtschafteten Gewerbes zur Lösung des Konfliktes zwischen

verschiedenen an sich gleich berechtigten Ansprechern wenn

dabei noch Komplexe bleiben, die für sich eine Betriebsein-

heit zu bilden fähig sind '1 Voraussetzungen. Folgen der in

der Zwischenzeit erfolgten Veräusserung von Fahrniss i. s.

von Art. 620, Abs. 2 auf die Rechte des Uehernell1uers dt>s

Gewerbes.

A. - Am 9. Mai 1913 starb in Giswil alt Friedensrichter

Josef Amgarten unter Hinterlassung yon zwt>i Söhnen und

Erwägungen (1 Absätze)

E. 1 Q Poiche l'azionc, eolla quale l'aUricc Ia valcre una

pensione alimentare a lavore deI figlio, fu promossa

da cssa sola. senza l'intervento di un curatore 0 delI' au-

torita tutoria anorne dell'illfallte, chiedesi anzitutto se

essa awva ycsk a ciö fare : chiedesi, in altri termini,

se la maare illegittima abbia quulita per proporre in

giudizio a fauofe dei fi9lio gli alimenti, ehe spcttano a

quest'ultimo hl virtiI dcll'art. 319 CC. Questa questione

non fu sollevata dulle parti e neanche cSc'lminata dalle

istanze cUlltonali: llolldimeno questa Corte 11a veste

per deciderla, perche e questione di puro diritto, che

sorge daHo stato di fatto constatato dall'istallza eanto-

nale e che il Tribunalc federalc puo csaminarc d'ufficio,

senza essen~ viucolalo dagli argomenti di diritlo iuvo-

cati dalle parti.

II quesito e duhbio c fu divefSc'l.mcnte risolto dalle

corti cantouali (confr. selltenza dcl Tribunale di Appello

di Luccrna citata nella rivista di giurisprudenza sviz-

ZBra voI. 9, p. 1!7 e sentel1za deI Tribunale di Appello

di Zurigo nellu rlvista «Blätter für zürcherische Rechts-

sprechullg ... yol. 12. p. 189). Anehe llella dottrina esso

ha ricevuto diversa soluzione : gli autori pero si pronull-

ciano in numero di gran lunga prevalente per l'affer-

mativa (confr. EGGER, osserv. 2 all'art. 307; SILBER-

NAGEL Hel commelllario GMÜR osserv. 12 all'arL 307

e 11 all'arl. 319 c le dissertazioni sulla ricerca dclla

pateruita .l\10HR, p. 60, 'WUILLE, p. 45, LEISSNER, p. 23,

ROBERT, p. 256; per Ia negativa CURTI, commentario

OSserv. 9 all'arL 307 CCS). La genesi della leggc non

offre argomente decisivo in favore delI'una 0 dell'altra

tesi. Nel progetto deI Consiglio federale 28 maggio 1904

il quesito era deciso in modo indubbio in favore deHa

234

Familicnrecbt. N0 41.

legittimazione della madre (~rt. 314 : • Se J'azione d~lla

madre 0 deI figlio e ammessa, il giudice accorda a quest<)

una pensione alimentare I) ece.}~ La parole .della madre-

0» ••••• furono mantenute nelle diverse fasi della dis-

cussione e stralciate solo nella revisione redazionale.

La maggior parte delle legislazioni cantonali ehe ammet--

tevano 1a ricerca deHa paternita colle ragioni ehe ne

dipendono (pensione alimentare eee.), aceordavano aHa

madre sola la faeolta di farIe valere : aleune solamente

provvedevano ehe il figlio non fosse frustrato nei SUOT

diritti per opera della madre da omissione dell'azione,.

bonali componimenti, transazioni 0 rinuncie. A siffatto

scopo tende evidentemente l'eliminazione della parola

«madre)} nel testo definitivo della legge. Altra modifi--

cazione subi il progetto deI Consiglio federale nei dis-

posti sulla rappresentanza dell'infante: mentre esso

attribuiva ex lege aHa madre la pott'sta sulfiglio (art.

331 cap. 3 deI progetto {(eecetto ehe l'autorita pupil-

lare non stimiopportuno di nominargli un tutore I»~

il Consiglio degli Stati, con una proposta ehe divenne

legge, intese intensificare la tuteIa deI figlio prevedendO'

(art. 311) la nomina di un euratore : e statuendo, inoltre,

. ehe l'autorita tutoria «puo sottoporre l'infante aHa

tutela deI padre 0 delJa madre I) (art. 325 cap. 3), eselude

ehe la madre ne sia, per legge e ipso iure, la tutrice. La

rappresentanza delI'infante e.ssendo regolata in siffatto-

modo, la questione della legittimazione della madre a

proporre l'azione alimentare perde, nella maggior parte

dei ca si, ogni importanza: in tutti quei casi eioe in cui

1e autorita. competenti, avuta eonoseenza della gravi-

danza, abbiano nominato alI'infante un curatore e

questi ne abbia tutelati gli interessi. Vinteresse invece

deI quesito. rimane intiero, ove l'autorita tutoria, eome

nel easo eoncreto, non abbia osservato il precetto del-

rart. 311 ° non abbia avuto conoscenza della gravidanza

edella nascita in tempo utile : in questi easi, se non si

concede alla madre che procede Ia veste per llfoporre~

Famillenrecbt. N° 41.

235

·eolle altre ragioni dipendenti dalla dcerca della pater-

nitil, anche l'aziolle tendente allasommillistrazione

-degU alimenti a favore deI ftglio, quest'ultimo sara es-

pasto al rischio di vedersi precluso nei suoi diritti per

forza di perenzione (art. 308 CC).

. Decisivi per la soluzione deI problema son~ gli argo.

menU seguenti : Vart. 307 coneede aHa madre l'esereizio

delI'azione della paternita. in modo generico e senza dia.-

tinguere tra le diverse ragiolli ehe ne dipendono. Inoltre

rart.319 dispone, ehe l'aziolle dei figlio tendent~ alla

somministrazione degli alimenti «non vien tolta da una

transazione 0 da una rinuncia fatta dalla madre eon

manifesto pregiudizio dei di lui diritti »: e questo dis-

posto non si comprende, se non si parte dal concetto, ehe

"il legislatore, pur avendo modifteato in qualche punto i1

progetto, siasi rifiutato a riformarlo anehe nel suo prin-

cipio cardinale,che l'azione agli alimenti dovesse corno:

petere tanto al ftg1io ehe aHa madre. A eonforto di questa

tesi sta anche l'art. 321, secondo il quale, resa verosimile

la paternita e ove versi in bisogllO, la madre ha diritto,

gia prima della selltenza, a garanzia da parte del. padre

presunto per gli alimenti dei primi tre mesi. Ora il

diritto a garanzia e. per sua llatura, diritto accessorio :

esso suppolle U11 diritto principale e questo diritto non

pu.<> essere ehe quello di far valere la pensione alimentare

da garantirsi. Donde seg'Uc ehe, malltenuta la veste della

madre, come era indubbiamente espresso nel progelto, il

legislatore, modificandolo nel modo sopraesposto, intesc

rilevare anzitutto che belleficiario della pensionc alimen-

tare dovesse ossere il figlio e ehe solo chi per esso avesse

qualitä. per agire (euratore od autoritä. tutoria) potesse

validamente illcassarla. Quale sia, deI resto, il rapporto

. giuridieo dell'aziolle spettallte aHa madre colle ragioni

che spettano al ftglio : se si tratti di Ulla sola ragione °

di ragiolli distinte e perseguibili separatamente: quale,

eventualmente, la relazione di duc sentellze ehe potreb-

ber~, per avventura, essere. contradditorie (art. 312 CC):

236

Familienrecht. N" 41.

tutte queste ({Uestioni. che non trovano risc011tro neJJa..

fattispecie, debbono venir riservate.

. 20 Nel merito la ({uerelata sentenza e daconfermarsi.

A torio la parte convenuta ha sostenuto neJl'odierna

discussione, che Ia presunzione di paternitä, desunta dal

rart. 314 ce, non possa essere dimostrata da pro va indi-

retta od indiziaria, che costituirebbe solo una presunzione

di prova. Questll tesi non t1'ov3 conforto nena legge. In

materia di paternitä, il diritto federale non contiene limi-

tazione ai disposti deHn procedura cantonale sulla prova

all'infuori di quanto prescrive l'arL 310 cap. 2°, il quale

vieta ai eantoni di stabilire prove piiJ. rigorose di ({Uel1e

prescritte dalla procedura ordinarin. L1. legge federale

non esclude <{uindi, per principio, alcun genere di prova,

e la questione di saperc,.sc in tema di patemitä sia ammis-

sibile Ia prova per indizi, dipende dal diritto cantonale

(confr. art. 240 e s~g. PC tie.), il ({uale pero, ammettendola

nelle altre, non potrebbe escluderla nelle cause di patt'r-

nita. Ne segne, ehe anche la prova per indizi puo costi·

tuire la prova richicsk'l d311'art. 314. Giova deI resto

osscrvaf(', ehe ndla maggior partt- dei casi la provu jmli-

rctta od indiziaria flovra formare, per forza stes&'1 deUe

eose, Ja sorgente unica deI convincimento deI giuditc

e ehe la prova deI concubitc dovril ritenersi fomita~

t{ualora, dall'insiemc degli indizi, risu1ti unu violenla

suspicio fornicatiollis (RU ~ II p. 564 c seg.; sentenza

non puhblicata nella causa 'Visinand deI 1Q V. 1918).

Che questa dimostrazione sia sufiicicnte, dipende anzi-

lutto dal valore probatorio delle singole provc (attendi-

bilitä. dei testL autenticita dei documcllti cee.), Ia (:ui

valutazione spetta aJl'istanza cantonale : ehe, nel ('aso in

esame, Ia prova sia auche cOllcludellte e ehe il giudiee,

vagliandone

gli

elementi, abbia

tenuto conto

di

{{Uelli favorevoli al convenuto, risulta dalle cOllsidera-

zioni deI qnerelato giudizio, cui, sn questo punto, si Ia

riferimento.

Ond'c ehe in bast' aUe risultanzc processuali cd ane .

Erbrecht. No 42.

constataziolli di fatto dove ritenersi dimostraio, ehe il

convenuto ha avuto coll'attriee rapporti camali nel

periodo criUco : e quindi fondata Ia presunzione di pater-

l1itä. a suo carieo a sensi dell'art. 314, eontro ]a quale esso

non ha sollevato espressamente e certamente non (limos--

tratoIe eccezioni di cui all'art. 314 cap. 2 e 315.

Ne segue, ehe rettamente il giudice cantonale 10 ha

dichiarato padre illegittimo delI'infante e condannato

alle prestazioni di legge (art. 317 e 319 CC). Nella loro

misura, queste prestazioni appaiono conformi alle cir-

co stanze della causa ed alla situazione eeonomica delle

parti, come essa fu constatata dalla querelata sentenza;

11 Tribunale federale pronuncia :

L'appello e respinto e Ia sentenza qu('relata confer-

mata.

11. ERBRECH T

DROIT DES SUCCESSIOXS

42. Urteil der II. Zivilabteilung vom 15. Juli 1918

i. S. Amgarten gegen Amgarten.

Art. 620, 621 ZGB. Zuteilung eines landwirtschaftlichen Ce-

werbes bei mehreren Allsprechern. Vorrecht

~ler Söhm'.

Möglichkeit der Teilung des vom Erblasser al;.; Einheit he-

wirtschafteten Gewerbes zur Lösung des Konfliktes zwischen

verschiedenen an sich gleich berechtigten Ansprechern wenn

dabei noch Komplexe bleiben, die für sich eine Betriebsein-

heit zu bilden fähig sind '1 Voraussetzungen. Folgen der in

der Zwischenzeit erfolgten Veräusserung von Fahrniss i. s.

von Art. 620, Abs. 2 auf die Rechte des Uehernell1uers dt>s

Gewerbes.

A. - Am 9. Mai 1913 starb in Giswil alt Friedensrichter

Josef Amgarten unter Hinterlassung yon zwt>i Söhnen und

Volltext (verifizierbarer Originaltext)

232

Familienrecht. N° 41.

41. Sentenza 161ugUo 191B clella seconda sezione'civlle

nella causa Korancl& contro I.ri;.

La ~adre illegittima ha veste per proporre da sola la pensione

ahmentare a favore deI figlio.a sensi dell'art. 319 ce -

Legittimazione deI Tribunale federale per sollevare qu~ta

questione d'ufficio.

Anche la prova indiziarla e atta a stabilire la presunzione

di ~ate~ita di cui all'art. 314 ce. ed e efficace, qualora

n~ ~lsultI ?-na forte probabilita di relazioni intime nell'epoca

crltlca (vlolentasuspicio fornicationis).

A. -

Il 7 aprile 1916 Moranda Maria di Gordola dava

aHa luce un figlio illegittimo, cui fu posto iJ norne di

LuigiMoranda. La gravidanza era stata denunciata

dalla gestaute aHa MUllicipalita di Gordola, affmche

prclldessc . i provvedimenti deI caso: ma dall'incarto

non risulta ehe quest'autorita abbia nominato un cura-

tore al llascituro a scllsi o.ell'art. 311 CC, e lleanche

essa inte.rve.nue quale autorita tutoria nclla susseguente

causa 0.1 flcerca dclla paternita, colla quale l'aUrice

chicdeva ehc il eonvenuto fosse cOllo.annato a pagarle

500 fr. per gli indennizzi di cui all'art. 317 CC e 60 fr.

~ellsili a lavore del figlio illcgittimo,. a far tempo dal

glOrllO dclla naseita fino al suo 18° anno di eta.

B. -

La prima istanza, il Prctorc di Locarno, rc-

spinse l'aziollc, ritcllcndo nOll dimostratc a sufficicnza

di prova lc prctese re]azion(carnalL Di contrario avYiso

fu il Tribunale di Appello il qualc, basalldosi su11e risul-

tanze della prova indiziaria (testi, documenti e lettere),

con sentcnza dd 5 marzo 1918, dichiaraya il convenuto

padre naturale dcll'illfantc Luigi Moranda c 10 eondan-

nava a eontriJmire eon 25 fr. mensili all'allcvamento

cd all'edueazione del figlio fino al o.i lui 18° anno cd a

versare all'attricc 250 fr. per l'indennita prevista da 1-

rart. 317 Ce.

C. -

Da questa sentenza il eonvenuto si appella al

Fumilicnrecht. i\G H.

233

Tribunale fcderale nei termini e nei modi di legge doman-

dandone la riforma.

Considerando indirilto :

1 Q Poiche l'azionc, eolla quale l'aUricc Ia valcre una

pensione alimentare a lavore deI figlio, fu promossa

da cssa sola. senza l'intervento di un curatore 0 delI' au-

torita tutoria anorne dell'illfallte, chiedesi anzitutto se

essa awva ycsk a ciö fare : chiedesi, in altri termini,

se la maare illegittima abbia quulita per proporre in

giudizio a fauofe dei fi9lio gli alimenti, ehe spcttano a

quest'ultimo hl virtiI dcll'art. 319 CC. Questa questione

non fu sollevata dulle parti e neanche cSc'lminata dalle

istanze cUlltonali: llolldimeno questa Corte 11a veste

per deciderla, perche e questione di puro diritto, che

sorge daHo stato di fatto constatato dall'istallza eanto-

nale e che il Tribunalc federalc puo csaminarc d'ufficio,

senza essen~ viucolalo dagli argomenti di diritlo iuvo-

cati dalle parti.

II quesito e duhbio c fu divefSc'l.mcnte risolto dalle

corti cantouali (confr. selltenza dcl Tribunale di Appello

di Luccrna citata nella rivista di giurisprudenza sviz-

ZBra voI. 9, p. 1!7 e sentel1za deI Tribunale di Appello

di Zurigo nellu rlvista «Blätter für zürcherische Rechts-

sprechullg ... yol. 12. p. 189). Anehe llella dottrina esso

ha ricevuto diversa soluzione : gli autori pero si pronull-

ciano in numero di gran lunga prevalente per l'affer-

mativa (confr. EGGER, osserv. 2 all'art. 307; SILBER-

NAGEL Hel commelllario GMÜR osserv. 12 all'arL 307

e 11 all'arl. 319 c le dissertazioni sulla ricerca dclla

pateruita .l\10HR, p. 60, 'WUILLE, p. 45, LEISSNER, p. 23,

ROBERT, p. 256; per Ia negativa CURTI, commentario

OSserv. 9 all'arL 307 CCS). La genesi della leggc non

offre argomente decisivo in favore delI'una 0 dell'altra

tesi. Nel progetto deI Consiglio federale 28 maggio 1904

il quesito era deciso in modo indubbio in favore deHa

234

Familicnrecbt. N0 41.

legittimazione della madre (~rt. 314 : • Se J'azione d~lla

madre 0 deI figlio e ammessa, il giudice accorda a quest<)

una pensione alimentare I) ece.}~ La parole .della madre-

0» ••••• furono mantenute nelle diverse fasi della dis-

cussione e stralciate solo nella revisione redazionale.

La maggior parte delle legislazioni cantonali ehe ammet--

tevano 1a ricerca deHa paternita colle ragioni ehe ne

dipendono (pensione alimentare eee.), aceordavano aHa

madre sola la faeolta di farIe valere : aleune solamente

provvedevano ehe il figlio non fosse frustrato nei SUOT

diritti per opera della madre da omissione dell'azione,.

bonali componimenti, transazioni 0 rinuncie. A siffatto

scopo tende evidentemente l'eliminazione della parola

«madre)} nel testo definitivo della legge. Altra modifi--

cazione subi il progetto deI Consiglio federale nei dis-

posti sulla rappresentanza dell'infante: mentre esso

attribuiva ex lege aHa madre la pott'sta sulfiglio (art.

331 cap. 3 deI progetto {(eecetto ehe l'autorita pupil-

lare non stimiopportuno di nominargli un tutore I»~

il Consiglio degli Stati, con una proposta ehe divenne

legge, intese intensificare la tuteIa deI figlio prevedendO'

(art. 311) la nomina di un euratore : e statuendo, inoltre,

. ehe l'autorita tutoria «puo sottoporre l'infante aHa

tutela deI padre 0 delJa madre I) (art. 325 cap. 3), eselude

ehe la madre ne sia, per legge e ipso iure, la tutrice. La

rappresentanza delI'infante e.ssendo regolata in siffatto-

modo, la questione della legittimazione della madre a

proporre l'azione alimentare perde, nella maggior parte

dei ca si, ogni importanza: in tutti quei casi eioe in cui

1e autorita. competenti, avuta eonoseenza della gravi-

danza, abbiano nominato alI'infante un curatore e

questi ne abbia tutelati gli interessi. Vinteresse invece

deI quesito. rimane intiero, ove l'autorita tutoria, eome

nel easo eoncreto, non abbia osservato il precetto del-

rart. 311 ° non abbia avuto conoscenza della gravidanza

edella nascita in tempo utile : in questi easi, se non si

concede alla madre che procede Ia veste per llfoporre~

Famillenrecbt. N° 41.

235

·eolle altre ragioni dipendenti dalla dcerca della pater-

nitil, anche l'aziolle tendente allasommillistrazione

-degU alimenti a favore deI ftglio, quest'ultimo sara es-

pasto al rischio di vedersi precluso nei suoi diritti per

forza di perenzione (art. 308 CC).

. Decisivi per la soluzione deI problema son~ gli argo.

menU seguenti : Vart. 307 coneede aHa madre l'esereizio

delI'azione della paternita. in modo generico e senza dia.-

tinguere tra le diverse ragiolli ehe ne dipendono. Inoltre

rart.319 dispone, ehe l'aziolle dei figlio tendent~ alla

somministrazione degli alimenti «non vien tolta da una

transazione 0 da una rinuncia fatta dalla madre eon

manifesto pregiudizio dei di lui diritti »: e questo dis-

posto non si comprende, se non si parte dal concetto, ehe

"il legislatore, pur avendo modifteato in qualche punto i1

progetto, siasi rifiutato a riformarlo anehe nel suo prin-

cipio cardinale,che l'azione agli alimenti dovesse corno:

petere tanto al ftg1io ehe aHa madre. A eonforto di questa

tesi sta anche l'art. 321, secondo il quale, resa verosimile

la paternita e ove versi in bisogllO, la madre ha diritto,

gia prima della selltenza, a garanzia da parte del. padre

presunto per gli alimenti dei primi tre mesi. Ora il

diritto a garanzia e. per sua llatura, diritto accessorio :

esso suppolle U11 diritto principale e questo diritto non

pu.<> essere ehe quello di far valere la pensione alimentare

da garantirsi. Donde seg'Uc ehe, malltenuta la veste della

madre, come era indubbiamente espresso nel progelto, il

legislatore, modificandolo nel modo sopraesposto, intesc

rilevare anzitutto che belleficiario della pensionc alimen-

tare dovesse ossere il figlio e ehe solo chi per esso avesse

qualitä. per agire (euratore od autoritä. tutoria) potesse

validamente illcassarla. Quale sia, deI resto, il rapporto

. giuridieo dell'aziolle spettallte aHa madre colle ragioni

che spettano al ftglio : se si tratti di Ulla sola ragione °

di ragiolli distinte e perseguibili separatamente: quale,

eventualmente, la relazione di duc sentellze ehe potreb-

ber~, per avventura, essere. contradditorie (art. 312 CC):

236

Familienrecht. N" 41.

tutte queste ({Uestioni. che non trovano risc011tro neJJa..

fattispecie, debbono venir riservate.

. 20 Nel merito la ({uerelata sentenza e daconfermarsi.

A torio la parte convenuta ha sostenuto neJl'odierna

discussione, che Ia presunzione di paternitä, desunta dal

rart. 314 ce, non possa essere dimostrata da pro va indi-

retta od indiziaria, che costituirebbe solo una presunzione

di prova. Questll tesi non t1'ov3 conforto nena legge. In

materia di paternitä, il diritto federale non contiene limi-

tazione ai disposti deHn procedura cantonale sulla prova

all'infuori di quanto prescrive l'arL 310 cap. 2°, il quale

vieta ai eantoni di stabilire prove piiJ. rigorose di ({Uel1e

prescritte dalla procedura ordinarin. L1. legge federale

non esclude <{uindi, per principio, alcun genere di prova,

e la questione di saperc,.sc in tema di patemitä sia ammis-

sibile Ia prova per indizi, dipende dal diritto cantonale

(confr. art. 240 e s~g. PC tie.), il ({uale pero, ammettendola

nelle altre, non potrebbe escluderla nelle cause di patt'r-

nita. Ne segne, ehe anche la prova per indizi puo costi·

tuire la prova richicsk'l d311'art. 314. Giova deI resto

osscrvaf(', ehe ndla maggior partt- dei casi la provu jmli-

rctta od indiziaria flovra formare, per forza stes&'1 deUe

eose, Ja sorgente unica deI convincimento deI giuditc

e ehe la prova deI concubitc dovril ritenersi fomita~

t{ualora, dall'insiemc degli indizi, risu1ti unu violenla

suspicio fornicatiollis (RU ~ II p. 564 c seg.; sentenza

non puhblicata nella causa 'Visinand deI 1Q V. 1918).

Che questa dimostrazione sia sufiicicnte, dipende anzi-

lutto dal valore probatorio delle singole provc (attendi-

bilitä. dei testL autenticita dei documcllti cee.), Ia (:ui

valutazione spetta aJl'istanza cantonale : ehe, nel ('aso in

esame, Ia prova sia auche cOllcludellte e ehe il giudiee,

vagliandone

gli

elementi, abbia

tenuto conto

di

{{Uelli favorevoli al convenuto, risulta dalle cOllsidera-

zioni deI qnerelato giudizio, cui, sn questo punto, si Ia

riferimento.

Ond'c ehe in bast' aUe risultanzc processuali cd ane .

Erbrecht. No 42.

constataziolli di fatto dove ritenersi dimostraio, ehe il

convenuto ha avuto coll'attriee rapporti camali nel

periodo criUco : e quindi fondata Ia presunzione di pater-

l1itä. a suo carieo a sensi dell'art. 314, eontro ]a quale esso

non ha sollevato espressamente e certamente non (limos--

tratoIe eccezioni di cui all'art. 314 cap. 2 e 315.

Ne segue, ehe rettamente il giudice cantonale 10 ha

dichiarato padre illegittimo delI'infante e condannato

alle prestazioni di legge (art. 317 e 319 CC). Nella loro

misura, queste prestazioni appaiono conformi alle cir-

co stanze della causa ed alla situazione eeonomica delle

parti, come essa fu constatata dalla querelata sentenza;

11 Tribunale federale pronuncia :

L'appello e respinto e Ia sentenza qu('relata confer-

mata.

11. ERBRECH T

DROIT DES SUCCESSIOXS

42. Urteil der II. Zivilabteilung vom 15. Juli 1918

i. S. Amgarten gegen Amgarten.

Art. 620, 621 ZGB. Zuteilung eines landwirtschaftlichen Ce-

werbes bei mehreren Allsprechern. Vorrecht

~ler Söhm'.

Möglichkeit der Teilung des vom Erblasser al;.; Einheit he-

wirtschafteten Gewerbes zur Lösung des Konfliktes zwischen

verschiedenen an sich gleich berechtigten Ansprechern wenn

dabei noch Komplexe bleiben, die für sich eine Betriebsein-

heit zu bilden fähig sind '1 Voraussetzungen. Folgen der in

der Zwischenzeit erfolgten Veräusserung von Fahrniss i. s.

von Art. 620, Abs. 2 auf die Rechte des Uehernell1uers dt>s

Gewerbes.

A. - Am 9. Mai 1913 starb in Giswil alt Friedensrichter

Josef Amgarten unter Hinterlassung yon zwt>i Söhnen und