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292 Verkehr mit Lebensmitteln. No 63. heitsheilender oder -verhütender Wirkung schlechthin verbietet, die Anpreisung anderer gesundheitlicher Wir- kungen dagegen nur soweit diese angeblich weiter gehen, als das betreffende Lebensmittel sie von Natur aus besitzt, und soweit nicht eine ausdrückliche Bewilligung des eid- genössischen Gesundheitsamtes vorliegt. Der Beschwerde- führer sagt denn auch nicht, welchen anderen Zweck der Bundesrat mit Art. 19 Abs. 5 LMV verfolgt haben könnte, als den des Schutzes des Publikums vor falschen Vorstel- lungen über die gesundheitlichen Wirkungen von Spiri- tuosen und dergleichen und damit des Schutzes vor Täu- schung und vor (gesundheitsschädlichem) übermässigem Genuss von Schnäpsen.
4. - Darnach kommt weder etwas darauf an, ob Bitter im allgemeinen dem Magen zuträglich sind, noch ob der ((Weisfl.og-Bitter J> diese Eigenschaft vor andern Erzeug- nissen voraus hat, sondern einzig darauf, ob in der An- preisung « für Deinen Magen '' eine gesundheitliche oder Heilanpreisung irgendwelcher Art im Sinne des Art. 19 Abs. 5 LMV liegt. Das ist der Fall. Der Durchschnittsleser entnimmt den erwähnten Worten nicht den banalen Sinn, dass Weisflog- Bitter dazu bestimmt sei, in den Magen geschüttet (ge- trunken) zu werden, sondern versteht sie dahin, dass dieses Getränk die Gesundheit des Magens fördere. Diesen Sinn hat ihnen offensichtlich auch der Beschwerdeführer geben wollen. Die Bedeutung, dass Weisflog-Bitter bloss den Appetit fördere, kann ihnen im Zusammenhang, in dem sie stehen, nicht entnommen werden, da dieser Ge- danke bereits durch das Wort ((Aperitif JJ (von > kann auch nicht dahin ausgelegt werden, dass Weisflog-Bitter den Magen angenehm wärme oder ihm überhaupt eine Annehm- lichkeit bereite, wie der Beschwerdeführer geltend macht; Zollgesetz. No 64. 293 dieser Gedanke liegt zu sehr abseits, als dass der Leser ihn zwischen den Zeilen herauslesen müsste, zumal es den Beschwerdeführer, wenn er ihn hätte ausdrücken wollen keine besondere Mühe gekostet hätte, z.B. zu schreiben; « Weisflog-Bitter wärmt den Magen >J. III. ZOLLGESETZ LOI SUR LES DOUANES
64. Sentenza della Corte di cassazione penvle 22 dlcembre 1950 nella causa Hinlstero pubblico della Confederazione contro Cattaneo. Art. 7_5 e 77 LD : Criteri per la commisurazione delle multe doga- nali. Art. 75, 77 ZG: Grundsätze für die Bemessung der Zollbussen. Art. 75 ~t 77 LD: Criteres applicables au calcul des amendes douameres. A. - Dall'autunno 1948 al gennaio 1949, Cattaneo comperava a Chiasso complessivamente 16 500 monete d'oro francesi da 20 fr., in transito attraverso la Svizzera. Egli incaricava in seguito certo Luigi Mascetti, abitante in Italia, di farsi consegnare dette monete dai fornitori, di esportarle regolarmente in Italia, mediante liberamento della bolletta di cauzione, e di reimportarle poi in Isvizzera di contrabbando. In questo modo tutte le 16 500 monete tornavano in possesso del Cattaneo, ehe le vendeva poi al mercato nero. Non disponendo di su:fficienti capitali per provvedere da solo alle ordinazioni d'oro ricevute, Cattaneo accettava la cooperazione di Antonio l\fonti e di un suo compagno, coi quali si accordava nel senso ch'essi avrebbero acquistato delle monete d'oro in transito attraverso la Svizzera, le avrebbero esportate regolarmente in Italia e importate di nuovo in Isvizzera di contrabbando per consegnarle 294 Zollgesetz. No 64. poi al Cattaneo. In esecuzione di quest'accordo egli riceveva altre 10 500 monete d'oro da 20 fr. importate clandestina- mente. Cattaneo acquistava inoltre a Losanna 20 kg. d'oro in lingotti e 1000 monete d'oro da 20 fr. ehe consegnava ad un terzo con l'incarico di esportarli in Italia di contrab- bando. Cattaneo prendeva in consegna detti valori a Milano, ove li negoziava alla borsa. B. - Per questi fatti, riconosciuti esatti dal Cattaneo, il Dipartimento federale delle finanze e delle dogane gli infüggeva:
a) per infrazione dei divieti e sottrazione dell'imposta sulla cifra d'affari, commesse facendo importare di contrabbando 16 500 monete d'oro, una multa di fr. 100 650.-, pari ad l /5 del valore della merce, a.ccertato in fr. 503 250.-;
b) per ricettazione di 10 500 monete d'oro, di cui sapeva ch'erano state importate .di contrabbando per opera d'altri, una multa di fr. 53 375.-, pari ad l /6 del valore della merce, accertato in fr. 320 250.-;
c) per infrazione dei divieti, commessa fa.cendo esportare di contrabbando kg 20 di oro in lingotti e 1000 monete d'oro, una multa di jr. 80 650.-, pari a 3 /4 del valore dell'oro greggio (fr. 99 400.-) e ad l /5 del valore dell'oro monetato (fr. 30 500.-'-). L'ammontare dell'imposta sulla. cifra d'affari elusa era determinato in 20 130 fr. L'incolpato faceva opposizione alla decisione amministra- tiVa e chiedeva di essere deferito all'autoritä. giudiziaria.
0. - Con sentenza 22 maggio 1950 la Corte delle assisi pretoriali del Distretto di Mendrisio riconosceva Cattaneo colpevole dei reati doganali addebitatigli e lo condannava:
a) per infrazione dei divieti all'importazione e sottrazione del- l'imposta sulla cifra d'affari ad lma multa di fr. 16 775.-, pari ad l /30 del valore della merce;
b) per ricettazione ad una multa di fr. 9150.-, pari ad l /3r> del valore della merce;
c) per infrazione dei divieti all'esportazione ad una m.ulta di fr. 3711.-, pari ad 1 /35 del valore della rnerce, nonche al pagamento delle spese amministrative e giudiziarie. La Corte motivava la riduzione delle multe in sostanza corrie segue : L'ammontare delle multe infütte dall'autorita ammi- niStrativa e eccessivo e manifestamente sproporzionato Zollgesetz. No 64. 295 all'entita. dei reati, alla eolpa del delinquente, eome pure al danno (reale o potenziale) derivato all'eeonomia nazio- nale e alla collettivita. L'esagerazione nella quantita. della pena costituisce un'inutile, anzi dannosa severitit.. E riell'interesse del fisco di moderare la misura delle multe in modo ehe possano essere pagate dal multato. La prassi adottata dall'Amministrazione federale delle dogane d'in- függere delle pene peeuniarie inesigibili eonduce inevita- bilmente alla loro commutazione in arresto, sanzione ehe e eontraria al prineipio statuito dall'art. 59 cp. 3 CF. Questi motivi · eonsigliano e giustificano di ridurre le multe proposte. D. - II Ministero pubblico della Confederazione si e aggravato alla Corte di eassazione del Tribunale federale, chiedendo l'annullamento della sentenza querelata e il rinvio degli atti all'autorita cantonale per nuovo giudizio. Gonsiderando in diritto :
l. - (Rieevibilita.)
2. - La materialita. e la qualifiea giuridica dei fatti addebitati al eonvenuto non sono eontroverse. Litigiosa e soltanto ]a misura della pena.
a) Opina la preeedente giurisdizione ehe la multa doganale dovrebbe essere eommisurata in modo ehe il multato possa pagarla, evitando cosi eh'essa debba essere eommutata in arresto. Questo ragionamento, in quanto tien eonto essenzialmente della situazione materiale del reo, non fä ehe applicare indirettamente l'art. 48 cifra 2 CP, il ehe eostituisee violazione del diritto federale. lnfatti, per le ragioni diffusamente esposte da questa C01·te nella sua sentenza Desaules (RU 72 IV 188 sgg.) e ribadite, da ultimo, nella sentenza 29 novembre 1949 su ricorso Mascetti, il disposto menzionato non trova applicazione nel campo doganale. Sostiene in questo connesso l'autoritä. cantonale ehe la conversione in arresto della multa rimasta inconseguita per inopia del eontravventore e contraria all'art. 59 ep. 296 Zollgesetz. N<> 64. 3 CF, ehe abolisce l'arresto personale per debiti. E di giurisprudenza costante ehe l'arresto e conciliabile con la garanzia costituzionale invocata, purche non sia ordinato quale mezzo coercitivo nell'interesse privato del creditore pel soddisfacimento di un suo credito, ma quale pena, nell'interesse pubblico (RU 12, 526). E cosi e appunto in materia di conversione delle multe doganali.
b) In urto eol diritto federale e ugualmente l'opinione dell'autoritä. eantonale, secondo cui 1a multa dovrebbe essere eommisurata anche al danno ehe dalla eontravven- zione puo essere derivato al fisco o all'eeonomia nazionale. Sta bene ehe la riparazione di siffatto nocumento e una delle finalita precipue della repressione in diritto doganale; il danno non e invece, eome questa Corte gfä ebbe a dichiarare nella succitata sentenza Mascetti, il eriterio per il computo della multa. Nulla e stato addotto dall'auto- rita cantonale ehe giustifichi di dipartirsi da questa prassi, la quale e conforme al tenore e allo spirito della legge.
c) Se l'autorita cantonale, dichiarando ehe il convenuto e condannato << complessivamente ad una multa di 29 636 fr. », avesse inteso infliggergli una multa unica per i tre reati indipendenti (infrazione dei divieti all'importa- zione, ricettazione e infrazione dei divieti all'esportazione), l'addebito mossogli dal ricorrente di aver violato il diritto federale sarebbe fondato. L'art. 85 cp. 1 LD, ehe statuisce il principio della pena unificata, contempla, nonostante il tenore della nota marginale, soltanto il concorso ideale. TI fatto ehe la legge non disciplina espressamente il con- corso reale non autorizza pero d'inferire ehe per quest'ipo- tesi faccia stato, in virtu dell'art. 333 cp. l CP, il principio sancito dall'art. 68 cifra 1 cp. 2 CP, secondo cui chi incorre in piU multe e condannato ad una multa corrispondente alla colpevolezza. Quest'illazione misconoscerebbe infatti ehe la repressione in diritto doganale non mira, come nel diritto penale comune, essenzialmente all'espiazione e all'emendamento del condannato, ma a riparare la Zollgesetz. No 64. 297 perdita subita dal fisco e a proteggere la collettivita (RU 72 IV 190). Corollario di questa concezione della repressione doganale e il cumulo materiale delle multe. Se cosi non fosse, mal si comprenderebbe perche la legge prevede esplicitamente il cumulo delle pene all'art. 85 cp. 2 per talune forme del eoneorso ideale (RU 68 IV 108 sgg. e le sentenze non pubblicate 14 febbraio 1949 nella causa Riat e 17 marzo 1949 nella causa Agazzi).
3. - Come si legge nella sentenza Mascetti, gfä men- zionata, la commisurazione della multe doganali ubbidisce a due criteri : quello dell'entita della contravvenzione e quello del grado della colpevolezza. Questi criteri, riconosciuti dal Tribunale federale siccome i soli eonformi alla legge, debbono servire di guida all'ammi- nistrazione e al giudice nell'esercizio del potere discrezionale ehe loro e conferito per l'individuazione della pena, potere invero pa.rticolarmente ampio, se si eonsidera ehe la legge prevede bensi un massimo (art. 75 e 77 LD), peraltro assai elevato, ma non un minimo della pena. Non basta dunque ehe la pena irrogata sia eontenuta entro il massimo comminato per il singolo reato eontravvenzionale; occorre aJ.tresi ch'essa sia proporzionata e all'entita conereta del fätto illecito, da desumersi dall'importo del dazio frodato o tentato di frodare, rispettivamente dal valore della merce oggetto del reato, e al grado della eolpevolezza, tenuto eonto delle eireostanze attenuanti o aggravanti. Perche non vi sia sproporzione e d'uopo inoltre ehe nel- l'individuazione della pena il magistrato eviti due estremi ugualmente sconsigliabili : l'eccessiva severitä. e l'eceessiva indulgenza. Se e vero ehe le sanzioni troppo severe ripugna- no al senso di giustizia e di equita., ciü e altrettanto vero per le sanzioni troppo miti, le quali hanno inoltre per oonseguenza d'infirmare quell'efficacia repressiva e pre- ventiva ehe e inerente ad ogni penalita. Ora non v'e dubbio ehe quest'efficaeia vien meno alla pena segnatamente quando abbandona nelle mani del colpevole una parte del lucro illecitamente conseguito, 298 Berichtigung. il ehe eostituisee per lui un premio, per altri un ineentivo al reato. Multe ehe non privano il reo neppure dei frutti del reato sono un abuso del potere discrezionale e un'irri- sione ad ogni concetto di giustizia e di equita. E ovvio ehe, per adempiere i fini ehe le sono propri, Ia multa deve innanzitutto privare il reo del profitto rieavato dall'operazione illeeita e eolpirlo inoltre con un soprappiU, da determinarsi seeondo il prudente apprez- zamento del magistrato, in modo pero da eostituire un aggravio sensibile, e eio anehe per la persona abbiente. In altre parole, la multa deve conservare il suo earattere affiittivo.
4. · - Orbene, basta eonsiderare le multe inflitte al eonvenuto per eostatare eh'esse sono manifestamente abusive. Non oceorre infätti fornire la prova ehe delle multe di Cömplessivaniente 29 636 fr. per un traffieo d'oro clandestino di 953 400 fr. lasciano nelle mani del reo parte dell'illeeito profitto e tolgono alla pena il suo carattere afflittivo. E superfluo e pure dimostrare eh'esse non sono adeguate ne all'entita delle contravvenzioni, ne alla colpevolezza del convenuto. La sentenza querelata deve quindi essere annullata e gli atti rinviati all'autorita cantonale per nuovo giudizio a norma dei considerandL Giova avvertire ehe, per rispet- tare questi considerandi, l'aumento delle pene dovra essere sostanziale. BERICHTIGUNG - ERRATUM Seite 98 Zeile 4 von unten: Art. 20 CP statt CO. 299 PERSONENVERZEICHNIS N. B. - Bei den publizierten Entscheiden ist die Seite, bei den nicht publizierten das Datum angegeben. Aargau, Staatsanwaltschaft c. Brandenberg . --c. Bucher --c. Erb ... - -c. Frei .. - -
c. Füchter . - -
c. Füglistaler. - -
c. Gautschi . - -
c. Gloor ... - --,- c. Heimgartner . - -
c. Hengärtner - -c. Heuer ... - -
c. Honegger . - -
c. Hufschmid - -
c. Hunziker . --c. Imhof ... - -
c. Jecker und Hänseler . - -
c. Kremser. . - -
c. Lichtsteiner . . . . . --c. Loeb ....... . - -
c. Luzern, Staatsanwaltschaft - -
c. Martinelli . - -
c. Meister --c. Meyer .. . - -
c. --,.., ... . - -
c. Morgenthaler - -
c. Nicolas --c. Sauer .. - -
c. Schmid . - -
c. Schneider - -
c. Schödler und Hagenbucher --c. -- ......... . Datum Seite
12. Sept.
17. August
21. Okt.
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7. März
16. Okt.
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11. Juli
3. August
22. Sept.
11. Nov.
30. Juni
28. März
30. Okt.
8. Juni
5. Mai
23. August 283 171 166 . . . . 243
5. April
5. April
20. Okt. 4.Juli
30. Nov.
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