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Erbrecht. N0 72.
zur Bezahlung der Ersatzforderung entbunden werden
kann, sofern mindestens die Scheidung aus Verschulden
der Frau ausgesprochen wird. Für die Erben des Ehe-
mannes ist dagegen kein ungerechtfertigter Nachteil
ersichtlich, da sie die unter Berücksichtigung der Frauen-
gutsforderung überschuldete Erbschaft durch blosse
Ausschlagungserklärung einfach der Witwe überlassen
können, wie es ja ohnehin vielfach geschieht. Wenn
sich aber dritte Konkursgläubiger hintangesetzt fühlen
mögen, so ist dies die unvermeidliche Folge der von der
schweizerischen Gesetzgebung gewährten Privilegierung
der Ersatzforderung der Ehefrau.
Demnach erkennt das Bundesgericht:
Die Berufung wird,abgewiesen und das Urteil des
Obergerichts des Kantons Zürich vom 26. März 1926
bestätigt.
II. ERBRECHT
DROIT DES SUCCESSIONS
72. Extrait da l'arret da 'la. IIe Saetion eivile
du S d6eembre 1926 dans la cause Pa.lme contre Nottez.
Testament. - Legs d'une rente. ~ Interpretation de la volonte
du defunt.
Georg-Heinrich Palmie, etabli depuis de longues
annees a Paris, comme commerc;ant, fut, a raison de
sa nationalite allemande, ohlige, de quitter la France
lors de Ia declaration de guerre et vint se fixer a Lau-
sanne, en 1914. Il vivait, depuis plus de vingt ans, avec
une Fran Loin donc de limiter les
droits de Dlle Nottez au revenudu capita-l,' le testatelir
semble avoir voulu, de cette maniere, parer aux risques
de dilapidation dudit capital, et faire ensorte que l'inte-
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Sachenrecht. N° 73.
ressee rec;oive, en tout etat de cause, les versements
prescrits.
Palmie semble, du reste, avoir prevu d'emblee la
possibiJite d'une reduction de l'actif par suite du paie-
ment de la rente. En tout cas, il n'a pas pu ne pas se
rendre compte, plus tard, que le revenu de sa fortune
serait insuffisant pour acquitter les legs. Peut-etre,
comme l'admet l'instance cantonale, a-t-il pense que
ses biens ne seraient pas entierement absorbes par la
creance de Dlle Nottez. Mais il a necessairement du se
l"endre compte que le capital serait entame. En laissant
subsister tel quelle testament, il a, des lors, marque de
fac;on tres nette sa volonte de voir, en cas de conflit, les
droits de Dlle Nottez primer ceux des heritiers institues.
Le Tribunal /idiral prononce:
Le recours est rejete et le jugement cantonal confirme.
In. SACHENRECHT
DROITS REELS
73. Sentenza. 15 dicembre 1926 della. IIa aezione civile
nella causa t1ntermühle Zug c. Ginella.
Art. 900 CC. -
Dazione in pegno di un credito. Contratto
redatto per iseritto: sua validitä, non esistendo tito]o
di eredito, poiche eome tale non puö essere eonsiderato
un eontratto bilaterale e<:l oneroso di ven<:lita di stabili,
eontenente diverse clausole a carico di ambedue i contraenti.
-
Ca<:lueit adel diritto di pegno, il credito impegnato essendo
stato venduto ai pubb1ici incanti franeo e libero da ogni
aggravio. Fino a prova contraria, . e da presumersi ehe
l'asta sia stata regolarmente pubblicata.
Con istrumento 20 maggio 1913 la signora
Martina Medici-Fontana si professava debitrice di
Enrico Medici della somma di 4 500 franchi, prezzo
S,achenrecht. N° 73.
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residuo della cessione di alcuni stabili. I1 credito cra
gravato da usulrutto a favore di Luigi Medici, marito
della debitrice.
Mediante privata scrittura 8 gellllaio 1918 Enrico
Medici dichiaravasi debitore verso la ditta Untermühle
in Zug della somma di 5 138 franchi 75, a garanzia
della quale le costituiva in pegno il credito di 4 500
franchi verso Martina Medici consegnando alla creditrice,
non il titolo stesso di credito (istrumento 20 maggio 1913),
ma una copia in carta semplice di quell'atto ed autoriz-
zandola ad estrarre copia legale presso iI notaio che
l'aveva eretto.
-
In un'esecuzione diretta contro Enrico Medici
il credito prefato di nominali 4500 franchi venne staggito,
venduto agli incanti e deliberato il 7 giugno 1920 a
certo Giulio Trivelli in Lugano.
-
Nell'ottobre deI 1923 anche la Ditta Unter-
mühle escuteva Medici Enrico in via di realizzazione
dei credito impegnatole. A seguito della pubblicazione
dell'avviso di incanto, certo Giovanni Ginella rivendicava
il credito da realizzarsi per averlo acquistato dal deli-
beratario Giulio Trivelli; ed avendo la creditrice contes-
tata questa pretesa, Ginella, con petizione 3 dicembre
1924, la citava davanti il Pretore di Mendrisio per fario
riconoscere legittimo titolare deI credito in discorso.
Il Pretore respinsc l'azione, la quale invece con sentenza
13 marzo 1926 Iu accolta dal Tribunale di Appello
sostanzialmente per i seguenti motivi: Perehe un diritto
di pegno su 'di un credito sia validamente costituito
occorre, oltre la redazione deI contratto per iscritto,
la consegl1a deI titolo, se esiste (art. 900 CC). Nel caso
in esame, siffatto titolo esisteva: era l'atto notarile
20 maggio 1913, di cui, all'atto della costituzione deI
pegno solo una copia in carta semplice fu rilasciata aHa
creditrice, la quale deI titolo autentico venne in possesso
soltanto il 13 settembre 1924, dopo ehe, il 7 giugno 1920,
il credito era stato validamente deliberato a Trivelli
e da questi ceduto all'attore Ginella.