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52_II_428

BGE 52 II 428

Bundesgericht (BGE) · 1920-06-07 · Deutsch CH
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428

Erbrecht. N0 72.

zur Bezahlung der Ersatzforderung entbunden werden

kann, sofern mindestens die Scheidung aus Verschulden

der Frau ausgesprochen wird. Für die Erben des Ehe-

mannes ist dagegen kein ungerechtfertigter Nachteil

ersichtlich, da sie die unter Berücksichtigung der Frauen-

gutsforderung überschuldete Erbschaft durch blosse

Ausschlagungserklärung einfach der Witwe überlassen

können, wie es ja ohnehin vielfach geschieht. Wenn

sich aber dritte Konkursgläubiger hintangesetzt fühlen

mögen, so ist dies die unvermeidliche Folge der von der

schweizerischen Gesetzgebung gewährten Privilegierung

der Ersatzforderung der Ehefrau.

Demnach erkennt das Bundesgericht:

Die Berufung wird,abgewiesen und das Urteil des

Obergerichts des Kantons Zürich vom 26. März 1926

bestätigt.

II. ERBRECHT

DROIT DES SUCCESSIONS

72. Extrait da l'arret da 'la. IIe Saetion eivile

du S d6eembre 1926 dans la cause Pa.lme contre Nottez.

Testament. - Legs d'une rente. ~ Interpretation de la volonte

du defunt.

Georg-Heinrich Palmie, etabli depuis de longues

annees a Paris, comme commerc;ant, fut, a raison de

sa nationalite allemande, ohlige, de quitter la France

lors de Ia declaration de guerre et vint se fixer a Lau-

sanne, en 1914. Il vivait, depuis plus de vingt ans, avec

une Fran Loin donc de limiter les

droits de Dlle Nottez au revenudu capita-l,' le testatelir

semble avoir voulu, de cette maniere, parer aux risques

de dilapidation dudit capital, et faire ensorte que l'inte-

434

Sachenrecht. N° 73.

ressee rec;oive, en tout etat de cause, les versements

prescrits.

Palmie semble, du reste, avoir prevu d'emblee la

possibiJite d'une reduction de l'actif par suite du paie-

ment de la rente. En tout cas, il n'a pas pu ne pas se

rendre compte, plus tard, que le revenu de sa fortune

serait insuffisant pour acquitter les legs. Peut-etre,

comme l'admet l'instance cantonale, a-t-il pense que

ses biens ne seraient pas entierement absorbes par la

creance de Dlle Nottez. Mais il a necessairement du se

l"endre compte que le capital serait entame. En laissant

subsister tel quelle testament, il a, des lors, marque de

fac;on tres nette sa volonte de voir, en cas de conflit, les

droits de Dlle Nottez primer ceux des heritiers institues.

Le Tribunal /idiral prononce:

Le recours est rejete et le jugement cantonal confirme.

In. SACHENRECHT

DROITS REELS

73. Sentenza. 15 dicembre 1926 della. IIa aezione civile

nella causa t1ntermühle Zug c. Ginella.

Art. 900 CC. -

Dazione in pegno di un credito. Contratto

redatto per iseritto: sua validitä, non esistendo tito]o

di eredito, poiche eome tale non puö essere eonsiderato

un eontratto bilaterale e<:l oneroso di ven<:lita di stabili,

eontenente diverse clausole a carico di ambedue i contraenti.

-

Ca<:lueit adel diritto di pegno, il credito impegnato essendo

stato venduto ai pubb1ici incanti franeo e libero da ogni

aggravio. Fino a prova contraria, . e da presumersi ehe

l'asta sia stata regolarmente pubblicata.

Con istrumento 20 maggio 1913 la signora

Martina Medici-Fontana si professava debitrice di

Enrico Medici della somma di 4 500 franchi, prezzo

S,achenrecht. N° 73.

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residuo della cessione di alcuni stabili. I1 credito cra

gravato da usulrutto a favore di Luigi Medici, marito

della debitrice.

Mediante privata scrittura 8 gellllaio 1918 Enrico

Medici dichiaravasi debitore verso la ditta Untermühle

in Zug della somma di 5 138 franchi 75, a garanzia

della quale le costituiva in pegno il credito di 4 500

franchi verso Martina Medici consegnando alla creditrice,

non il titolo stesso di credito (istrumento 20 maggio 1913),

ma una copia in carta semplice di quell'atto ed autoriz-

zandola ad estrarre copia legale presso iI notaio che

l'aveva eretto.

-

In un'esecuzione diretta contro Enrico Medici

il credito prefato di nominali 4500 franchi venne staggito,

venduto agli incanti e deliberato il 7 giugno 1920 a

certo Giulio Trivelli in Lugano.

-

Nell'ottobre deI 1923 anche la Ditta Unter-

mühle escuteva Medici Enrico in via di realizzazione

dei credito impegnatole. A seguito della pubblicazione

dell'avviso di incanto, certo Giovanni Ginella rivendicava

il credito da realizzarsi per averlo acquistato dal deli-

beratario Giulio Trivelli; ed avendo la creditrice contes-

tata questa pretesa, Ginella, con petizione 3 dicembre

1924, la citava davanti il Pretore di Mendrisio per fario

riconoscere legittimo titolare deI credito in discorso.

Il Pretore respinsc l'azione, la quale invece con sentenza

13 marzo 1926 Iu accolta dal Tribunale di Appello

sostanzialmente per i seguenti motivi: Perehe un diritto

di pegno su 'di un credito sia validamente costituito

occorre, oltre la redazione deI contratto per iscritto,

la consegl1a deI titolo, se esiste (art. 900 CC). Nel caso

in esame, siffatto titolo esisteva: era l'atto notarile

20 maggio 1913, di cui, all'atto della costituzione deI

pegno solo una copia in carta semplice fu rilasciata aHa

creditrice, la quale deI titolo autentico venne in possesso

soltanto il 13 settembre 1924, dopo ehe, il 7 giugno 1920,

il credito era stato validamente deliberato a Trivelli

e da questi ceduto all'attore Ginella.