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Staatsrecht.
solches Verhältnis des Mündels zu dem betreffenden
Orte beziehe, das für eine handlungsfähige Person einCiL
Wohnsitz im Sinne von Art. 23 ZGB begründen würde.
Da dies nach dem Gesagten hier angesichts der Er-
klärungen der Vormundschaftsbehörde Wahlern vom
Juni und August 1911 nicht zutrifft, muss das Be-
gehren des 'Waisenamtes Seen um Uebertragung der
Vormundschaft daher mit dem bernischen Regierungs-
rat als unbegründet angesehen und abgewiesen werden.
Ob Rosina Jenni selbst die Absicht gehabt habe und
noch habe, dauernd in Seen zu bleiben, ist unerheblich.
weil es für die Frage, ob die Voraussetzungen eines
Wohnsitzwechsels im Sinne von Art. 377 ZGB vorliegen.
nicht auf den Willen des Bevormundeten, sondern auf
denjenigen der Vormundschaftsbehörde ankommt.
Demnach hat das Bundesgericht
erkannt
Der Rekurs wird abgewiesen.
VII. STAATSVERTRÄGE
TRAITES INTERNATIONAUX
47. Sentenza 1 ottobre 1915 nella causa G.
Una rogatoria per assunzione di teste richiesta da uno stato
ehe ha aderito aHa convenzione delI' Aja 17 luglio 1905 e da
eseguirsi anche quando Ia legislazione dello stato richiesto
non ammette d'ufficio il teste. -
Art. 11 eif. 3 di detta con-
venzione.
_'1. -
L'art. 321 deI codice di procedura civile austriaco
dispone che un teste p u 6 rifiutarsi a rispondere qualora
le risposte possono tornare di disdoro a lui, al conjuge od
Staatsverträge. No 47.
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ai figli 0 puo esporre queste persone ad un procedimento
penale od ad un danno patrimoniale. L'art. 203 PC tici-
nese dichiara ehe non {) 0 S S 0 n 0 esser sentiti come
testi :
a) 11 fidanzato 0 conjuge di una parte, ancorche di-
vorziato.
b) Gli ascelldenti 0 discendenti legitimi, adottivi e na-
1 urali di una delle parti .... eccettoche nelle questioni
di stato, separazione 0 divorzio ....
NeUa causa intentata dal prof. Hans G. in Graz in
nome deI figlio tutelato Otto G. contro la bambina Eva
Verena G. in contestazione di legittimitä, il Tribunale di
Graz, COIl rogaloria 23 maggio 1914, invitava il Pretore
di Locarno ad assumere come teste Frieda G. nata Sch.
moglie di Otto G., sulla seguente domanda:
{i Se e quando la teste ebbe relazioni carnali col pro-
» prio marito nel periodo di tempo int~rcedente fra il 1-1.
» novembre 1913 ed il 14 marzo 1914 ~>. :\ell'udienza deI
23 giugno 1914 davanti il Pretore di Locarno, Ia teste,
premesso si osserva : l'istanza eantonale ha rieo-
nosciuto applicabile l'art. 11 eif. 3 della convenzione
essenzialmente per il motivo ehe in rignardo al sistema
adottato dal legislatore cantonale l'assunzione a testi-
mone deI conjuge di una delle parti (dunque nel easo
in esame deHa Frieda G.) significherebbe violazione della
sovranitä eantonale (vedi art, 11 eil. 3 deHa conven-
zione). Questa tesi non regae. Come Meili e Mamelok (das
internationale Privat- und Zivilprozessrecht auf Grund
der Haager Konventioll, pag. 328 und 335) rettamente
osservano, Ia eonvenzione internazionale ha eonsiderevol-
mente protratti i limiti enlro i quali gli Stab erano sino
aHora telluti a prestarsi vicendevole ajulo nell'amministra-
zione rlellagiustizia. Essa ha inleso diminuire i motivi di
(i ordine pubblico » per i quali gli Stati eredevano poter
ricusare il loro ausilio. Infatti. a norma deHa convenzionc,
non basta invoeare semplieemente la pertnrbazione ehe
a mente deno Stato riehiesto J'eseeuzioue della rogatoria
potrebbe per avventura eausare all'ordine pubblieo: bi-
sogna ehe ratto da eseguirsi sia tale da « portal' pregiudizio
aBa sun sieurezza od aHa sua sovranitä ». Ora i motivi
iuvoeati dall'autoritä cantonale varranno forse a dimo-
strare ehe l'escussione della Frieda G. e contraria
all'ordine pubblieo ticinese, inquantoehe viola Ull pre-
ei so
disposto
di diritto procedurale da applicarsi
fl'ufficio (art. 203) : ma essi !'ono affatto insuffieienti a
provare ehe raUo richiesto eomprometterebbe addirit-
tura la sovranitä deHo Stato 0 eome si esprime quel giu-
dice { } durch die Gerichte desjenigen Landes entschieden wer-
» den, in welchem das Eigentum sich befindet.
«(Liegt der Nachlass in beiden Staaten, so sind die
» Behörden desjenigen Staates kompetent, dem der Erb-
» lasser bürgerrechtlich angehört.. .. »
Die Argumentation der Klage geht dahin, es treUe
vorliegend die letzterwähnte Bestimmung des Abs. 2 VOll
Art. 6 zu, weil das zur Erbschaft gehörende Guthaben
bei der Bezirkssparkasse Singen als ein in Singen gele-
genes Vermögensstück zu betrachten sei, da es eine Hol-
schuld darstelle und bei Forderungen der Erfüllungsort
als der Ort gelten müsse, wo die Forderung «liege >i.
Mit Urteil vom 11. Juni 1915 wies das Obergericht des
Kantons Schaffhausen in Bestätigung des erstinstanz-
lichen Entscheides des Bezirksgerichts Schafihausen die
K1age ab. Es verwarf zwar den Einwand der beklagten
Intestaterben, dass die angerufene Staatsvertragsbestim-
mung nicht mehr zu Recht bestehe, trat jedoch der Ar-
gumentation der Klägerin mit der Erwägung entgegen,
im Sinne jener Bestimmung müsse das Mobiliarver-
mögen als einheitlich am letzten Wohnsitze des Erblas-
sers liegend angesehen werden.
B. -
Gegen dieses Urteil des Obergerichts hat Witwe
Billinger-Ruh unter Berufung auf Art. 182Abs. 2 OG recht-
zeitig den staatsrechtlichen Rekurs an das Bundesgericht
ergriffen und beantragt, das Urteil sei aufzuheben und