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42.2015.4

Ticino · 2014-10-15 · Italiano TI
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L'UR di una rich.AS è composta pure del figlio,poiché questi va considerato econ.non indip.:magg.<30 anni non sposato senza figli e in 1°formaz.Prima form.non interrotta x + di 24 mesi.Corsi linguist.all'estero=perf.lingu.dopo form.livello 2 previsto da art.2 cpv.2 lett.d Reg.Laps quale 1°formazione

Erwägungen (12 Absätze)

E. 1 In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS.

E. 2 Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.

E. 2a primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

E. 2b secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;

E. 2c terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

E. 2d perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.

E. 3 __________ si assume il debito arretrato relativo agli affitti ancora scoperti sino al 31 agosto 2014.

E. 3a non sono in formazione ed esercitano un’attività lucrativa con un reddito minimo da definire, oppure l’hanno svolta per due anni;

E. 3b hanno più di 35 anni. Il criterio dei 35 anni è stato ripreso dall’art. 53 del Regolamento di applicazione alla LCAMal (RU 6.4.6.1.1). Viene oggi applicato per esentare il richiedente del sussidio assicurazione malattia dall’obbligo di indicare il nucleo di riferimento;

E. 3c sono coniugati e uno dei coniugi ha un reddito minimo o più di 35 anni;

E. 3d hanno figli.

(…)

Nel regolamento di applicazione la precisazione del concetto di

persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri il più

possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia di un

titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori).

Oltre a criteri d'indipendenza legati al fatto che una persona

svolge un’attività economica, bisognerà tenere in considerazione situazioni

dove vi è un’autonomia di fatto (ad es. persone con figli o persone che abbiano

avuto un’attività lavorativa durante un periodo di due anni ritenendo che in

questo caso non sussista più un legame di dipendenza economica dalla famiglia).

Sono così da considerare economicamente indipendenti coloro che:

- non sono in formazione e esercitano un’attività lucrativa che

permette loro di conseguire un reddito minimo (indipendenza economica);

- hanno esercitato un’attività lucrativa per almeno due anni

(indipendenza di fatto);

- hanno compiuto 35 anni e conducono un'esistenza autonoma

(indipendenza di fatto);

- hanno figli (indipendenza di fatto);

- sono coniugati, se il loro coniuge adempie ad uno dei due

requisiti indicati sopra (indipendenza economica e di fatto).

(…)”

(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/4773-4773a-r.htm)

Durante la seduta del Gran

Consiglio del 5 giugno 2000, dopo la discussione di entrata in materia, messi

ai voti senza discussione, i singoli articoli della Legge di armonizzazione e

coordinamento delle prestazioni sociali e il complesso del disegno di legge

sono stati accolti con un’astensione (cfr. Raccolta dei verbali del Gran

Consiglio, anno parlamentare 2000-2001, volume 1, pag. 453).

Nel Messaggio n. 5221 del 13

marzo 2002 relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali il Consiglio di Stato, ai punti 2 e 3, ha precisato che:

"

(…)

Accertare l’unità economica di riferimento presuppone

di stabilire chi ne fa parte, a partire dalla definizione legale che ne danno

l’art. 4 Laps e il Regolamento per quanto riguarda i criteri che definiscono

l’indipendenza o la dipendenza economica dei figli dai genitori.

(…)

Un’altra modifica dell’art. 4 scaturisce dalla

necessità di poter stabilire delle unità di riferimento che rispondano alla

realtà di fatto (sociologica, economica) dei modi di vita attuali e, quindi, di

poter definire in modo appropriato il concetto di figlio maggiorenne

“economicamente indipendente” o “non indipendente”, ai sensi della Laps.

Il legislatore ha demandato al Regolamento il compito

di definire quel concetto.

Secondo le opportune indicazioni del Rapporto della

Commissione della gestione, deve trattarsi di un concetto di indipendenza “di

fatto” dai genitori, quando non è ragionevole ritenere che figli maggiorenni e

genitori facciano parte della medesima unità di riferimento. Infatti, occorre

tenere presente che quando i figli maggiorenni vi facessero parte, il loro

diritto alle prestazioni Laps, e quello dei loro genitori, dipenderebbe dalla

situazione finanziaria di genitori e figli assieme.

La dipendenza o meno dai genitori è una condizione che

va anche definita con chiarezza, semplicità e pertinenza dal punto di vista

dell’applicazione operativa della legge.

Il Consiglio di Stato intende precisare nel

Regolamento Laps il concetto seguente di dipendenza o indipendenza dai

genitori: una persona maggiorenne non è economicamente indipendente dai

genitori se, cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposata, non ha figli

ed è in prima formazione.

Viceversa, un figlio maggiorenne è indipendente dai

genitori, ai sensi della Laps, se: ha più di trent’anni; oppure è sposato;

oppure ha figli.

Se ha meno di trent’anni, non è sposato e non ha

figli, egli non è comunque dipendente dai genitori se ha già concluso la “prima

formazione”, poiché in questa situazione i genitori non sono più obbligati al

suo mantenimento secondo l’art. 277 del Codice Civile Svizzero.

La soluzione proposta risponde alle esigenze di

aderenza alla realtà sociale, come pure alle esigenze pratiche dei cittadini e

dell’amministrazione che devono allestire e valutare le domande di prestazioni

Laps con un dispendio di tempo e di risorse ragionevole:

-la situazione d’indipendenza o dipendenza dai

genitori definita nel Regolamento è immediatamente rilevabile al momento

dell'allestimento di una domanda di prestazioni Laps: è sufficiente chiedere al

richiedente semplici dati anagrafici e se si trova in “prima formazione”

(concetto definito nel Regolamento e precisato in una direttiva che ne permette

la traduzione in un algoritmo del programma informatico);

-qualora una persona di meno di trent’anni, non

sposata, senza figli, frequentasse ancora una formazione considerata “prima

formazione”, della sua unità di riferimento farebbero parte i genitori, ciò che

è coerente con l'art. 277 CCS;

-se invece quella persona non fosse più in prima

formazione, sarebbe considerata indipendente dai genitori, anche se priva di

reddito sufficiente (sia che lavori, sia che si trovi in disoccupazione, o

benefici di rendite, o altro), ciò che è pure conforme all’art. 277 CCS che

istituisce l’obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli fino

alla maggiore età, mentre oltre la maggiore età l’obbligo sussiste solo in

relazione alla normale conclusione di una prima formazione che fosse ancora in

corso.

Si potrebbe obiettare al diritto di prestazioni Laps per

un figlio di meno di trent’anni che ha concluso la prima formazione e

appartiene ad una famiglia benestante (tenuta all’obbligo di assistenza secondo

l’art. 328 CCS). In pratica, si può però ipotizzare

che, per i pochi

richiedenti di prestazioni Laps che hanno genitori benestanti, sussistano

motivi delicati in virtù dei quali non possono contare sull'appoggio della

famiglia e che una legge sociale non può forzare. Del resto, persino

nell’applicazione delle leggi sull’assistenza, la Conferenza svizzera dell’azione

sociale auspica che l'eventuale applicazione dell'art. 328 non sia imposta, ma

sia oggetto di negoziazione fra le parti. Restano comunque sempre riservate le

disposizioni sul regresso nei confronti dei genitori previste dalle singole

leggi speciali (si veda a questo proposito anche il messaggio Laps del 1.

luglio 1998).

Negli altri casi, si può indubbiamente concordare che

un’età di 30 anni o più, la responsabilità di figli propri, come pure l’essere

coniugati, generano di per sé una situazione di indipendenza di fatto dai

genitori, prescindendo da ogni altra circostanza.

(…)”

(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/word/5221m.doc)

Infine, dal Rapporto dell’11

giugno 2002 emesso dalla Commissione della gestione e delle finanze sul Messaggio

13 marzo 2002, p.to 6.1, emerge che:

"

(…)

L’art. 4 cpv. 2 introduce il concetto di

“economicamente indipendente”.

La Commissione della gestione nel suo rapporto del 4

aprile 2000 affermava:

“Nel regolamento di applicazione la precisazione del

concetto di persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri

il più possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia

di un titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori)”

.

Il regolamento codificherà che un figlio maggiorenne è

economicamente indipendente se ha più di trent’anni, oppure è sposato, oppure

ha figli.

Viceversa un figlio maggiorenne non è economicamente

indipendente se cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposato, non ha

figli ed è in prima formazione.

(…)”

(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/word/5221r.doc)

La

Laps è entrata in vigore, dopo l’approvazione della relativa modifica da parte

del Gran Consiglio il 26 giugno 2002, il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 2003 pag. 13

e 28; Verbale del Gran Consiglio del 26 giugno 2002 relativo alla Modifica

della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali -

Laps).

2.4.   Con sentenza 39.2011.6 del 21

maggio 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 9 pag. 25 segg., questa Corte ha deciso

che

per valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30 anni non

sposato, legalmente divorziato, separato o vedovo, non vincolato da un’unione

domestica registrata, senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv. 1 lett. a,

b, c, d Reg.Laps) vada o meno considerato nell’unità di riferimento dei

genitori non si può prescindere dall’esame della sua situazione economica.

Il TCA ha,

in primo luogo, rilevato che in effetti dai lavori preparatori si evince che

per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente di cui

all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps l’art. 2 Reg.Laps si riferisce all’art. 277 CC,

ossia al concetto di figli maggiorenni che stanno ancora seguendo una

formazione appropriata di cui al cpv. 2 di tale disposto, la cui situazione

finanziaria è un elemento essenziale per stabilire se si possa pretendere o

meno dai genitori il suo mantenimento.

In secondo

luogo, questo Tribunale ha osservato che non procedendo a una verifica dello

stato finanziario del figlio maggiorenne, nell’eventualità in cui questi abbia

risorse proprie (reddito da lavoro, rendite, patrimonio) sufficienti per il

proprio mantenimento, il regime introdotto dall’art. 2 Reg.Laps per definire il

figlio maggiorenne non economicamente indipendente che va considerato

nell’unità di riferimento dei genitori non sarebbe, dunque, conforme all’art.

277 cpv. 2 CC, in relazione all’art. 276 cpv. 3 CC che contempla l’esenzione

dei genitori dall’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ancora in

formazione allorché questi possono con le proprie risorse far fronte al proprio

sostentamento.

In tale

ipotesi l’art. 2 Reg.Laps si rivelerebbe pure contrario all’art. 328 CC.

Infatti,

qualora le sue entrate fossero anche lievemente superiori al suo fabbisogno minimo,

si imporrebbe al figlio maggiorenne minore di 30 anni in prima formazione di

aiutare i genitori ed eventuali fratelli nel loro rispettivo mantenimento.

Tuttavia

l’art. 328 CC comporta, in primo luogo, che il soccorso avvenga unicamente tra

parenti in linea ascendente e discendente (non tra fratelli e sorelle), in

secondo luogo, che il parente sia sì tenuto a intaccare il suo patrimonio, ma

soltanto se questo non deve rimanere intatto per garantire a lungo termine il

suo sostentamento, in particolare con riferimento alla vecchiaia.

Questa Corte

ha, pertanto, stabilito che l’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps deve essere interpretato

conformemente agli art. 277 cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328 CC, al fine di non violare

il principio della forza derogatoria del diritto federale codificato all’art.

49 cpv. 1 Cost.

2.5.   Nella presente evenienza

dalle carte processuali emerge che RI 1 vive a __________ in via __________ con

i due figli __________, nato l’11 giugno 1991, e __________, nata il 3 febbraio

1996 (cfr. doc. 54; sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP

che

gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone).

RI 1 è separata dal marito

perlomeno dal mese di ottobre 2014 (cfr. doc. 71). Il 14 novembre 2014 la

medesima e il marito, davanti al Pretore aggiunto di __________ e con l’accordo

di quest’ultimo, hanno concordato a titolo provvisorio nelle more istruttorie

quanto segue:

"

1. I

coniugi sono autorizzati a vivere separati.

2. L’abitazione coniugale è attribuita in

uso alla moglie.

E. 4 Ritenuto un

reddito del marito di fr. 2'500.-- mensili dalla disoccupazione per un periodo

limitato a sei mesi, sino alla fine di gennaio 2015, e considerato un fabbisogno

minimo di almeno fr. 2'500.-- (fr. 1'200.-- di minimo vitale, fr. 900.-- a

titolo di affitto e spese accessorie, fr. 300.-- cassa malati e fr. 100.- per

trasporti, RC, ecc.), le parti convengono che al momento non vi è spazio per un

contributo alimentare nei confronti della moglie.” (Doc. 67)

La figlia __________, nel

settembre 2014, ha iniziato il quarto anno presso il Centro scolastico __________

di __________ come grafico AFC (cfr. doc. 187). Il 7 ottobre 2014 l’Ufficio

delle borse di studio e dei sussidi le ha concesso per l’anno scolastico

2014-15 un assegno di studio di fr. 3'347.-- (cfr. doc. 182).

Il figlio __________, dopo

le scuole dell’obbligo e aver svolto due anni di liceo, ha intrapreso un

apprendistato di commercio, effettuato presso la __________ di __________ (cfr.

doc. VII; L2).

Nell’agosto 2011 egli ha

conseguito l’Attestato federale di capacità quale impiegato di commercio

profilo E (formazione estesa; cfr. doc. C; L2; I).

Dal 9 gennaio al 6 aprile

2012 __________ ha frequentato un corso di __________ a __________ di 25 ore

alla settimana livello B1 (cfr. doc. H), per il quale ha ricevuto un sussidio

di fr. 2'600.-- da parte dell’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi (cfr.

doc. G).

Egli ha poi svolto un

ulteriore corso a __________ dal 14 dicembre 2012 al 19 aprile 2013 di 30 ore

alla settimana, partecipando al progetto “__________” (cfr. doc. I).

Nel luglio 2013 __________

si è iscritto al corso per professionisti qualificati (Maturità Post AFC) che

ha poi iniziato nel settembre 2013. A fine giugno 2014 egli ha ottenuto la

Maturità professionale commerciale (cfr. doc. I; L1; C).

Dal 26 luglio 2014 al 27

marzo 2015 __________ ha nuovamente frequentato a __________ un corso intensivo

di tedesco generale di 25 lezioni alla settimana (cfr. doc. D). Egli non ha,

tuttavia, superato l’esame __________ (cfr. doc. M1).

Il 16 giugno 2015 il

responsabile della formazione, Prof. __________, e il delegato al corso di

laurea, Prof. __________, del Dipartimento __________ della __________ hanno

comunicato al figlio dell’insorgente che la sua domanda di iscrizione al corso

di laurea Bachelor in __________, approfondimento in __________, è stata

accolta, informandolo che i documenti necessari per completare l’iscrizione

avrebbero dovuto essere ritornati debitamente compilati entro il 31 luglio 2015

e che l’anno universitario sarebbe iniziato il 16 settembre 2015 (cfr. doc.

M2).

RI 1, il 2 ottobre 2014,

ha postulato la concessione di prestazioni assistenziali (cfr. doc. 71).

L’USSI, con decisione del

15 ottobre 2014, le ha assegnato una prestazione assistenziale ordinaria di fr.

2'760.-- per il mese di ottobre 2014, tenendo conto nell’unità di riferimento

unicamente della medesima e della figlia __________ (cfr. doc. 255).

Tale provvedimento è stato

confermato con decisione su reclamo dell’11 febbraio 2015, nella quale è stato

specificato che il figlio __________, maggiorenne, non è stato considerato

nell’unità di riferimento della madre, in quanto, avendo ripreso la formazione

dopo un’interruzione di oltre 24 mesi, non è più stato ritenuto persona

economicamente dipendente ai sensi degli art. 4 cpv. 1 lett. e Laps e 2

Reg.Laps, (cfr. doc. A; III).

2.6.   Chiamata a pronunciarsi in

merito alla fattispecie, questa Corte ribadisce che giusta l’art. 4 cpv. 1

lett. e Laps nell’unità di riferimento di un genitore rientrano i figli

maggiorenni non economicamente indipendenti, ossia, secondo l’art. 2 cpv. 1

Reg.Laps, i figli con meno di 30 anni, non sposati, e in prima formazione (cfr.

consid. 2.2.).

L’art. 2 cpv. 2 Reg.Laps

prevede, inoltre, che vi è prima formazione

quando,

senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona

maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a)  primario,

secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

b)  secondario

2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un

titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c)   terziario

di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del

biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se

non possiede già un titolo di livello terziario;

d)  perfezionamento

linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.

In concreto è pacifico che

__________, nato nel 1991, abbia meno di 30 anni, non sia sposato, né legalmente

divorziato, separato o vedovo, non sia vincolato o non sia stato vincolato da

un’unione domestica registrata e non abbia figli.

Litigiosa, per contro, è

la condizione relativa allo svolgimento della prima formazione.

L’USSI ritiene che __________

non risulti in prima formazione ai sensi degli art. 4 cpv. 1 lett.e Laps e 2

Reg.Laps, poiché dopo aver conseguito l’Attestato federale di capacità quale

impiegato di commercio nell’agosto 2011 ha interrotto la formazione,

riprendendola dopo oltre 24 mesi con il corso per la maturità professionale

commerciale iniziato nel settembre 2013. A mente dell’amministrazione i corsi

di tedesco svolti nel 2012 e nel 2013 non rappresentano una continuazione della

sua prima formazione secondo i disposti della Laps e del Reg.Laps (cfr. doc. A;

III).

La ricorrente, dal canto

suo, è del parere che il figlio non abbia interrotto la formazione per oltre 24

mesi dal momento che, dopo il diploma di commercio e prima di iniziare nel

settembre 2013 il corso di maturità professionale conseguita nel 2014, ha

approfondito le sue conoscenze linguistiche, svolgendo due corsi di __________

a __________, dal 9 gennaio al 6 aprile 2012, rispettivamente dal 14 dicembre

2012 al 19 aprile 2013.

L’insorgente ha

sottolineato che del resto __________ non è mai stato in grado di provvedere al

proprio sostentamento con i soli propri mezzi finanziari, ma è economicamente a

suo carico comportando un aumento delle sue spese (cfr. doc. I).

2.7.   Come visto sopra, una persona

maggiorenne può essere considerata non economicamente indipendente se, in

particolare, è in prima formazione (cfr. art. 2 cpv. 1 lett. d Reg.Laps),

ovvero se, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi,

frequenta una formazione di livello secondario 2 di tipo professionale oppure

un perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2

(cfr. art. 2 cpv. 2 lett. b e d Reg.Laps).

Per formazione di livello

secondario 2 si intende la

formazione professionale di base

che

interviene al termine del ciclo della scolarità obbligatoria successivo alle

scuole elementari, ovvero alle scuole medie (livello secondario 1; cfr.

www.sbfi.admin.ch/diploma

), come ad

esempio il tirocinio quale impiegato di commercio (cfr. www.sta.ti.ch).

Secondo quanto indicato

dalla Conferenza svizzera dei rami di formazione e degli esami commerciali la

formazione di base di impiegato di commercio dura tre anni e si conclude con il

conseguimento di un attestato federale di capacità (AFC). Tale attestato può

essere conseguito seguendo la formazione base (profilo B) o la formazione

estesa (profilo E) e consente l’accesso a una formazione professionale

superiore. Il profilo E consente il conseguimento della maturità professionale

(livello secondario 2), che rende possibile l’accesso a uno studio presso una

scuola universitaria professionale (cfr. www.skkab.ch).

In effetti anche __________,

membro del Consiglio di Direzione del Centro professionale commerciale di __________,

il 25 febbraio 2015 ha attestato che sia la formazione di commercio estesa che

la maturità professionale commerciale appartengono al livello secondario 2

(cfr. doc. C).

Ne discende, da una parte,

che __________ nell’agosto 2011, conseguendo l’attestato federale di capacità

quale impiegato di commercio profilo E, ha concluso una formazione secondaria

livello 2 e nel settembre 2013 ha iniziato il corso di maturità professionale

commerciale ottenuta a fine giugno 2014, anch’essa facente parte della

formazione secondaria 2 (art. 2 cpv. 2 lett. b Reg.Laps).

Dall’altra, che nel

periodo tra agosto 2011, dopo il conseguimento dell’AFC profilo E (formazione

di livello secondario 2), e settembre 2013, avendo svolto due corsi di __________

a __________ della durata di 12 settimane o più (dal 9 gennaio al 6 aprile 2012

il primo - cfr. doc. H -, rispettivamente dal 14 dicembre 2012 al 19 aprile

2013 il secondo - cfr. doc. I) di 25 ore alla settimana il primo - livello B1

(cfr. doc. H) - e di 30 ore il secondo (cfr. doc. I), il figlio della

ricorrente ha effettuato un perfezionamento linguistico

dopo

una

formazione di livello 2 come previsto dall’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg.Laps.

A quest’ultimo riguardo va

evidenziato che l’Ufficio borse di studio e dei sussidi ha concesso a __________

un sussidio di fr. 2’600.-- per il soggiorno linguistico dal 9 gennaio al 6

aprile 2012 (cfr. doc. G).

E’ peraltro utile rilevare

che dalle Direttive Laps emesse dal Servizio centrale di prestazioni sociali

dell’IAS relative al concetto di unità di riferimento e in particolare di prima

formazione, in primo luogo, emerge che la formazione di livello secondario 2 ai

sensi dell’art. 2 Reg.Laps presuppone il superamento del livello secondario 1

(scuola media), salvo per il tirocinio in azienda. Inoltre la formazione di

livello secondario 2 è stata suddivisa in tre tipi: il tipo 1 comprende

formazioni che non conferiscono un diploma abilitante all’esercizio di una

professione (ad esempio liceo), il tipo 2 comprende le formazioni che

conferiscono un diploma abilitante all’esercizio di una professione (ad esempio

tirocinio in azienda, tirocinio presso una scuola d’arti e mestieri; scuola

cantonale di commercio) e il tipo 3 comprende le formazioni che succedono al

livello secondario 2, tipo 1 o 2 (ad esempio la maturità professionale).

In secondo luogo, dalle

Direttive menzionate si evince che il perfezionamento linguistico presuppone il

superamento del livello secondario 2 e che lo standard minimo richiesto per

considerare “in formazione” chi lo segue prevede che a) il corso deve

comprendere un minimo di 25 lezioni (unità di didattiche o ore) e b) il corso

deve avere una durata minima di 12 settimane.

In simili condizioni

occorre concludere che il figlio dell’insorgente, tra agosto 2011 (quando ha

conseguito l’AFC) e settembre 2013 (allorché ha iniziato il corso di maturità

professionale commerciale), non ha interrotto la sua formazione per più di 24 mesi,

avendo svolto due periodi di perfezionamento linguistico in Germania (dal 9

gennaio al 6 aprile 2012 e dal 14 dicembre 2012 al 19 aprile 2013) dopo una

formazione di livello secondario 2 ex art. 2 cpv. 2 lett. d Reg.Laps, e meglio

dopo il conseguimento dell’attestato federale di capacità quale impiegato di

commercio profilo esteso E.

Dopo l’ottenimento a fine

giugno 2014 della maturità professionale commerciale (formazione livello

secondario 2), il cui corso era iniziato a settembre 2013, __________ ha poi

effettuato un ulteriore corso intensivo di __________ a __________ dal 26

luglio 2014 al 27 marzo 2015 di 25 lezioni alla settimana (cfr. doc. D).

Anche tale periodo di

studio, vista la struttura del corso della durata di circa 8 mesi con 25 lezioni

alla settimana, va considerato quale perfezionamento linguistico ai sensi

dell’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg.Laps.

Pertanto __________,

nell’ottobre 2014, quando la madre ha richiesto l’assegnazione di una

prestazione assistenziale era ancora in prima formazione secondo l’art. 2 Reg.

Laps e conseguentemente, date in concreto le ulteriori condizioni previste

dall’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps (cfr. consid. 2.2.; 2.6.), egli era non era

economicamente indipendente giusta l’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps.

__________ deve, dunque,

essere considerato nell’unità di riferimento della madre ai fini della

determinazione della prestazione assistenziale richiesta dalla ricorrente nel

mese di ottobre 2014.

2.8.   Alla luce di tutto quanto

esposto, ricordato che la decisione su reclamo impugnata delimita temporalmente

il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali che valuta, quindi,

la legalità della decisione amministrativa deferitagli sulla base della

situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata emanata (cfr. STF

8C_820/2013 del 31 gennaio 2014 consid. 3.1.; STF 9C_5/2012 del 31 gennaio

2012;

DTF 132 V 215

consid. 3.1.1; STFA I 525/04

del 15 aprile 2005 consid. 2), si giustifica l’annullamento della decisione su

reclamo dell’11 febbraio 2015 e il rinvio degli atti all’USSI perché proceda a

un nuovo calcolo volto a determinare la prestazione assistenziale spettante

all’insorgente, tenendo conto nella sua unità di riferimento anche del figlio __________

da ottobre 2014 al termine del corso intensivo di __________ a __________ (nel

marzo 2015).

Dispositiv
  1. Il ricorso è accolto . §        La decisione su reclamo dell’11 febbraio 2015 è annullata. §§      L’unità di riferimento di RI 1 è costituita dal mese di ottobre 2014 anche dal figlio __________. §§§    Gli atti sono rinviati all’USSI per un nuovo calcolo del diritto alla prestazione assistenziale da ottobre 2012 a marzo 2015.
  2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
  3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna , entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente                                                          Il segretario Daniele Cattaneo                                                 Gianluca Menghetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.11.2015 42.2015.4 Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.11.2015 42.2015.4 Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.11.2015 42.2015.4

L'UR di una rich.AS è composta pure del figlio,poiché questi va considerato econ.non indip.:magg.<30 anni non sposato senza figli e in 1°formaz.Prima form.non interrotta x + di 24 mesi.Corsi linguist.all'estero=perf.lingu.dopo form.livello 2 previsto da art.2 cpv.2 lett.d Reg.Laps quale 1°formazione

Raccomandata Incarto n. 42.2015.4 rs Lugano 5 novembre 2015 In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il Tribunale cantonale delle assicurazioni composto dei giudici: Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici redattore: Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera segretario: Gianluca Menghetti statuendo sul ricorso del 12 marzo 2015 di RI 1 contro la decisione su reclamo dell’11 febbraio 2015 emanata da Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona in materia di assistenza sociali ritenuto, in fatto 1.1.   Con decisione su reclamo dell’11 febbraio 2015 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha confermato la precedente decisione del 15 ottobre 2014 (cfr. doc. 255), con cui a RI 1 è stata concessa una prestazione assistenziale di fr. 2’764.-- mensili per il mese di ottobre 2014, considerando nella sua unità di riferimento la medesima e la figlia __________ (3.2.1996), a esclusione del figlio __________ (11.6.1991; cfr. doc. A). L’amministrazione, nella decisione su reclamo, ha in particolare rilevato che: " (…) Nel caso concreto il figlio __________, nato l’11 giugno 1991, è maggiorenne e frequenta un corso di __________ a __________. Egli dopo aver conseguito l’AFC di commercio il 17 agosto 2011 ha interrotto la formazione e l’ha ripresa dopo oltre 24 mesi con la maturità professionale commerciale iniziata in settembre 2013. Non risulta quindi in prima formazione e in base alle norme citate dunque è da considerare economicamente indipendente. Non rientra quindi nell’unità di riferimento della madre. (…)” (Doc. A) 1.2.   Contro la decisione su reclamo dell’11 febbraio 2015 RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto l’annullamento di tale provvedimento e il conseguente rinvio degli atti all’USSI affinché calcoli nuovamente le prestazioni assistenziali a lei spettanti, considerando nella sua unità di riferimento anche il figlio. A sostegno delle proprie pretese ricorsuali l’insorgente ha segnatamente addotto: " (…)

5. Nella presente fattispecie è pacifico che il figlio della ricorrente è maggiorenne, ha meno di 30 anni, non è coniugato, né divorziato, separato o vedovo, non è vincolato da un’unione registrata e non ha figli. Per quanto concerne il suo percorso formativo, si rileva che __________ ha ottenuto, presso il Centro professionale commerciale di __________ le certificazioni di Impiegato di commercio nel 2011 e la Maturità professionale commerciale (Corso per perfezionisti qualificati) nel 2014. Entrambe le formazioni appartengono al livello secondario 2 ai sensi dell’art. 2 cpv. 2 lett. b Reg.Laps. Attualmente, __________ si trova a __________ per un soggiorno linguistico. Essendo tale corso, un perfezionamento linguistico ai sensi dell’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg.Laps, egli si trova tuttora in prima formazione. Si contesta che __________, dopo aver conseguito l’AFC di commercio il 17 agosto 2011, abbia interrotto la formazione per oltre 24 mesi. Infatti, egli ha continuato il suo percorso formativo non limitandosi al diploma di commercio, ma approfondendo le sue conoscenze; in particolare ha presentato richiesta di un sussidio per poter frequentare un corso linguistico di __________ a __________, dal 9 gennaio al 6 aprile 2012. In data 14 dicembre 2012 __________ ha iniziato il secondo corso di __________ a __________ che ha terminato il 19 aprile 2013. In seguito, nel mese di luglio 2013, egli si è iscritto al corso di maturità professionale commerciale, che ha regolarmente conseguito l’anno seguente. Se ne deduce che, contrariamente a quanto preteso, __________ non ha interrotto per un periodo superiore a 24 mesi la sua formazione. Del resto e giustamente, egli ha voluto perfezionarsi - ciò che tuttora fa - al fine di inserirsi il più presto possibile nel mpondo del lavoro con un bagaglio di conoscenze professionali e linguistiche adeguate. In ogni caso, si rivela che egli non è mai stato in grado di provvedere con i soli propri mezzi finanziari al proprio sostentamento e che non ha partecipato in alcun modo alle spese della madre, che sono quindi rimaste invariate. __________, essendo finanziariamente a carico della madre e comportando un aumento delle spese della stessa è quindi da inserire nell’unità di riferimento della ricorrente per il calcolo dell’assistenza sociale. (…)” (Doc. I) 1.3.   L’USSI, in risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III). 1.4.   Il 2 aprile 2015 l’insorgente ha trasmesso copia di una dichiarazione del 31 marzio 2015 del direttore, __________, del Centro professionale commerciale di __________ e di una lettera del figlio __________ al direttore __________ (cfr. doc. V; L1-2). 1.5.   L’USSI ha preso posizione al riguardo con scritto del 22 aprile 2015 (cfr. doc. VII). 1.6.   La ricorrente, il 22 luglio 2015, ha inviato copia della conferma della partecipazione del figlio all’esame “__________” a __________ in data 24 aprile 2015 e della conferma di ammissione di __________ al corso di laurea Bachelor in __________ alla __________ del 16 giugno 2015 (cfr. doc. IX; M1-2). 1.7.   Il 24 agosto 2015 l’amministrazione si è riconfermata nella risposta di causa, precisando, da un lato, che la ricorrente non ha indicato fatti o motivi che non siano già stati adeguatamente valutati, dall’altro, che quanto allegato, relativo alla formazione nel 2015 e 2016, non è idoneo a giustificare una diversa valutazione rispetto alla decisione impugnata (cfr. doc. XI). 1.8.   Il doc. XI è stato trasmesso per conoscenza all’insorgente (cfr. doc. XII). in diritto 2.1.   Oggetto del contendere è la questione di sapere se, ai fini del calcolo della prestazione assistenziale richiesta da RI 1 il 2 ottobre 2014, nella sua unità di riferimento vadano considerate unicamente la medesima e la figlia __________, come deciso dall’USSI, oppure debba essere compreso anche il figlio __________. 2.2.   Ai sensi dell’art. 4 Laps, applicabile anche nell’ambito dell’assistenza sociale (cfr. art. 2 Laps; 21 Las): " 1 L’unità di riferimento è costituita:

a)   dal titolare del diritto;

b)   dal coniuge o dal partner registrato;

c)   dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;

d)   dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;

e)   dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti. 2-7 …" L’art. 21 Las prevede che " 1 In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS. 2 In caso di rigore, l’autorità competente può pure escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS.” L'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5). Relativamente al concetto di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, l’art. 2 Reg.Laps enuncia: " 1 Una persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:

a) ha meno di 30 anni;

b) non è sposata, legalmente divorziata, separata o vedova, non è o non è stata vincolata da un’unione domestica registrata;

c) non ha figli;

d) è in prima formazione. 2 Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2. 3 …” 2.3.   Come appena visto, per gli art. 4 Laps e 2 Reg.Laps, l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è composta anche dei figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti, ossia se hanno meno di 30 anni, non sono sposati, legalmente divorziati, separati o vedovi, non sono o non sono stati vincolati da un’unione domestica registrata, non hanno figli e sono in prima formazione. Nel Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali al p.to 7.1. in relazione alla definizione dell’unità economica di riferimento il Consiglio di Stato ha indicato che: " (…) Sono attribuiti alla medesima unità economica di riferimento pure i figli maggiorenni economicamente dipendenti, in modo da avvicinarsi il più possibile al reale rapporto di dipendenza economica anche se, sia legalmente che fiscalmente, i soggetti sono già considerati autonomi e indipendenti dai genitori. Non appartengono invece alla medesima unità economica di riferimento il partner senza figli in comune (che non ha dunque obblighi di mantenimento) e i figli maggiorenni economicamente indipendenti. Si intendono i figli maggiorenni che non sono in formazione e che esercitano un’attività lavorativa oppure i figli maggiorenni che, pur non esercitando un’attività lavorativa, l’hanno svolta per un periodo di almeno due anni. (…)” (cfr.www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/4773.htm) Dal Rapporto del 4 aprile 2000 emesso dalla Commissione della gestione e delle finanze sul citato Messaggio, p.ti 6 e 8.1.2, si evince quanto segue: " L’unità economica di riferimento è la cerchia di persone da considerare per il calcolo delle prestazioni. Ogni individuo fa parte di una sola unità economica di riferimento. Ogni membro maggiorenne di un'unità economica di riferimento (economicamente indipendente o dipendente) può essere titolare di una o più prestazioni. (…) Va sottolineato che i figli sono economicamente indipendenti se:

a) non sono in formazione ed esercitano un’attività lucrativa con un reddito minimo da definire, oppure l’hanno svolta per due anni;

b) hanno più di 35 anni. Il criterio dei 35 anni è stato ripreso dall’art. 53 del Regolamento di applicazione alla LCAMal (RU 6.4.6.1.1). Viene oggi applicato per esentare il richiedente del sussidio assicurazione malattia dall’obbligo di indicare il nucleo di riferimento;

c) sono coniugati e uno dei coniugi ha un reddito minimo o più di 35 anni;

d) hanno figli. (…) Nel regolamento di applicazione la precisazione del concetto di persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri il più possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia di un titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori). Oltre a criteri d'indipendenza legati al fatto che una persona svolge un’attività economica, bisognerà tenere in considerazione situazioni dove vi è un’autonomia di fatto (ad es. persone con figli o persone che abbiano avuto un’attività lavorativa durante un periodo di due anni ritenendo che in questo caso non sussista più un legame di dipendenza economica dalla famiglia). Sono così da considerare economicamente indipendenti coloro che:

- non sono in formazione e esercitano un’attività lucrativa che permette loro di conseguire un reddito minimo (indipendenza economica);

- hanno esercitato un’attività lucrativa per almeno due anni (indipendenza di fatto);

- hanno compiuto 35 anni e conducono un'esistenza autonoma (indipendenza di fatto);

- hanno figli (indipendenza di fatto);

- sono coniugati, se il loro coniuge adempie ad uno dei due requisiti indicati sopra (indipendenza economica e di fatto). (…)” (www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/4773-4773a-r.htm) Durante la seduta del Gran Consiglio del 5 giugno 2000, dopo la discussione di entrata in materia, messi ai voti senza discussione, i singoli articoli della Legge di armonizzazione e coordinamento delle prestazioni sociali e il complesso del disegno di legge sono stati accolti con un’astensione (cfr. Raccolta dei verbali del Gran Consiglio, anno parlamentare 2000-2001, volume 1, pag. 453). Nel Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali il Consiglio di Stato, ai punti 2 e 3, ha precisato che: " (…) Accertare l’unità economica di riferimento presuppone di stabilire chi ne fa parte, a partire dalla definizione legale che ne danno l’art. 4 Laps e il Regolamento per quanto riguarda i criteri che definiscono l’indipendenza o la dipendenza economica dei figli dai genitori. (…) Un’altra modifica dell’art. 4 scaturisce dalla necessità di poter stabilire delle unità di riferimento che rispondano alla realtà di fatto (sociologica, economica) dei modi di vita attuali e, quindi, di poter definire in modo appropriato il concetto di figlio maggiorenne “economicamente indipendente” o “non indipendente”, ai sensi della Laps. Il legislatore ha demandato al Regolamento il compito di definire quel concetto. Secondo le opportune indicazioni del Rapporto della Commissione della gestione, deve trattarsi di un concetto di indipendenza “di fatto” dai genitori, quando non è ragionevole ritenere che figli maggiorenni e genitori facciano parte della medesima unità di riferimento. Infatti, occorre tenere presente che quando i figli maggiorenni vi facessero parte, il loro diritto alle prestazioni Laps, e quello dei loro genitori, dipenderebbe dalla situazione finanziaria di genitori e figli assieme. La dipendenza o meno dai genitori è una condizione che va anche definita con chiarezza, semplicità e pertinenza dal punto di vista dell’applicazione operativa della legge. Il Consiglio di Stato intende precisare nel Regolamento Laps il concetto seguente di dipendenza o indipendenza dai genitori: una persona maggiorenne non è economicamente indipendente dai genitori se, cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposata, non ha figli ed è in prima formazione. Viceversa, un figlio maggiorenne è indipendente dai genitori, ai sensi della Laps, se: ha più di trent’anni; oppure è sposato; oppure ha figli. Se ha meno di trent’anni, non è sposato e non ha figli, egli non è comunque dipendente dai genitori se ha già concluso la “prima formazione”, poiché in questa situazione i genitori non sono più obbligati al suo mantenimento secondo l’art. 277 del Codice Civile Svizzero. La soluzione proposta risponde alle esigenze di aderenza alla realtà sociale, come pure alle esigenze pratiche dei cittadini e dell’amministrazione che devono allestire e valutare le domande di prestazioni Laps con un dispendio di tempo e di risorse ragionevole: -la situazione d’indipendenza o dipendenza dai genitori definita nel Regolamento è immediatamente rilevabile al momento dell'allestimento di una domanda di prestazioni Laps: è sufficiente chiedere al richiedente semplici dati anagrafici e se si trova in “prima formazione” (concetto definito nel Regolamento e precisato in una direttiva che ne permette la traduzione in un algoritmo del programma informatico); -qualora una persona di meno di trent’anni, non sposata, senza figli, frequentasse ancora una formazione considerata “prima formazione”, della sua unità di riferimento farebbero parte i genitori, ciò che è coerente con l'art. 277 CCS; -se invece quella persona non fosse più in prima formazione, sarebbe considerata indipendente dai genitori, anche se priva di reddito sufficiente (sia che lavori, sia che si trovi in disoccupazione, o benefici di rendite, o altro), ciò che è pure conforme all’art. 277 CCS che istituisce l’obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli fino alla maggiore età, mentre oltre la maggiore età l’obbligo sussiste solo in relazione alla normale conclusione di una prima formazione che fosse ancora in corso. Si potrebbe obiettare al diritto di prestazioni Laps per un figlio di meno di trent’anni che ha concluso la prima formazione e appartiene ad una famiglia benestante (tenuta all’obbligo di assistenza secondo l’art. 328 CCS). In pratica, si può però ipotizzare che, per i pochi richiedenti di prestazioni Laps che hanno genitori benestanti, sussistano motivi delicati in virtù dei quali non possono contare sull'appoggio della famiglia e che una legge sociale non può forzare. Del resto, persino nell’applicazione delle leggi sull’assistenza, la Conferenza svizzera dell’azione sociale auspica che l'eventuale applicazione dell'art. 328 non sia imposta, ma sia oggetto di negoziazione fra le parti. Restano comunque sempre riservate le disposizioni sul regresso nei confronti dei genitori previste dalle singole leggi speciali (si veda a questo proposito anche il messaggio Laps del 1. luglio 1998). Negli altri casi, si può indubbiamente concordare che un’età di 30 anni o più, la responsabilità di figli propri, come pure l’essere coniugati, generano di per sé una situazione di indipendenza di fatto dai genitori, prescindendo da ogni altra circostanza. (…)” (www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/word/5221m.doc) Infine, dal Rapporto dell’11 giugno 2002 emesso dalla Commissione della gestione e delle finanze sul Messaggio 13 marzo 2002, p.to 6.1, emerge che: " (…) L’art. 4 cpv. 2 introduce il concetto di “economicamente indipendente”. La Commissione della gestione nel suo rapporto del 4 aprile 2000 affermava: “Nel regolamento di applicazione la precisazione del concetto di persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri il più possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia di un titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori)” . Il regolamento codificherà che un figlio maggiorenne è economicamente indipendente se ha più di trent’anni, oppure è sposato, oppure ha figli. Viceversa un figlio maggiorenne non è economicamente indipendente se cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposato, non ha figli ed è in prima formazione. (…)” (www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/word/5221r.doc) La Laps è entrata in vigore, dopo l’approvazione della relativa modifica da parte del Gran Consiglio il 26 giugno 2002, il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 2003 pag. 13 e 28; Verbale del Gran Consiglio del 26 giugno 2002 relativo alla Modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali - Laps). 2.4.   Con sentenza 39.2011.6 del 21 maggio 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 9 pag. 25 segg., questa Corte ha deciso che per valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30 anni non sposato, legalmente divorziato, separato o vedovo, non vincolato da un’unione domestica registrata, senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps) vada o meno considerato nell’unità di riferimento dei genitori non si può prescindere dall’esame della sua situazione economica. Il TCA ha, in primo luogo, rilevato che in effetti dai lavori preparatori si evince che per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps l’art. 2 Reg.Laps si riferisce all’art. 277 CC, ossia al concetto di figli maggiorenni che stanno ancora seguendo una formazione appropriata di cui al cpv. 2 di tale disposto, la cui situazione finanziaria è un elemento essenziale per stabilire se si possa pretendere o meno dai genitori il suo mantenimento. In secondo luogo, questo Tribunale ha osservato che non procedendo a una verifica dello stato finanziario del figlio maggiorenne, nell’eventualità in cui questi abbia risorse proprie (reddito da lavoro, rendite, patrimonio) sufficienti per il proprio mantenimento, il regime introdotto dall’art. 2 Reg.Laps per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente che va considerato nell’unità di riferimento dei genitori non sarebbe, dunque, conforme all’art. 277 cpv. 2 CC, in relazione all’art. 276 cpv. 3 CC che contempla l’esenzione dei genitori dall’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ancora in formazione allorché questi possono con le proprie risorse far fronte al proprio sostentamento. In tale ipotesi l’art. 2 Reg.Laps si rivelerebbe pure contrario all’art. 328 CC. Infatti, qualora le sue entrate fossero anche lievemente superiori al suo fabbisogno minimo, si imporrebbe al figlio maggiorenne minore di 30 anni in prima formazione di aiutare i genitori ed eventuali fratelli nel loro rispettivo mantenimento. Tuttavia l’art. 328 CC comporta, in primo luogo, che il soccorso avvenga unicamente tra parenti in linea ascendente e discendente (non tra fratelli e sorelle), in secondo luogo, che il parente sia sì tenuto a intaccare il suo patrimonio, ma soltanto se questo non deve rimanere intatto per garantire a lungo termine il suo sostentamento, in particolare con riferimento alla vecchiaia. Questa Corte ha, pertanto, stabilito che l’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps deve essere interpretato conformemente agli art. 277 cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328 CC, al fine di non violare il principio della forza derogatoria del diritto federale codificato all’art. 49 cpv. 1 Cost. 2.5.   Nella presente evenienza dalle carte processuali emerge che RI 1 vive a __________ in via __________ con i due figli __________, nato l’11 giugno 1991, e __________, nata il 3 febbraio 1996 (cfr. doc. 54; sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone). RI 1 è separata dal marito perlomeno dal mese di ottobre 2014 (cfr. doc. 71). Il 14 novembre 2014 la medesima e il marito, davanti al Pretore aggiunto di __________ e con l’accordo di quest’ultimo, hanno concordato a titolo provvisorio nelle more istruttorie quanto segue: "

1. I coniugi sono autorizzati a vivere separati.

2. L’abitazione coniugale è attribuita in uso alla moglie.

3. __________ si assume il debito arretrato relativo agli affitti ancora scoperti sino al 31 agosto 2014.

4. Ritenuto un reddito del marito di fr. 2'500.-- mensili dalla disoccupazione per un periodo limitato a sei mesi, sino alla fine di gennaio 2015, e considerato un fabbisogno minimo di almeno fr. 2'500.-- (fr. 1'200.-- di minimo vitale, fr. 900.-- a titolo di affitto e spese accessorie, fr. 300.-- cassa malati e fr. 100.- per trasporti, RC, ecc.), le parti convengono che al momento non vi è spazio per un contributo alimentare nei confronti della moglie.” (Doc. 67) La figlia __________, nel settembre 2014, ha iniziato il quarto anno presso il Centro scolastico __________ di __________ come grafico AFC (cfr. doc. 187). Il 7 ottobre 2014 l’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi le ha concesso per l’anno scolastico 2014-15 un assegno di studio di fr. 3'347.-- (cfr. doc. 182). Il figlio __________, dopo le scuole dell’obbligo e aver svolto due anni di liceo, ha intrapreso un apprendistato di commercio, effettuato presso la __________ di __________ (cfr. doc. VII; L2). Nell’agosto 2011 egli ha conseguito l’Attestato federale di capacità quale impiegato di commercio profilo E (formazione estesa; cfr. doc. C; L2; I). Dal 9 gennaio al 6 aprile 2012 __________ ha frequentato un corso di __________ a __________ di 25 ore alla settimana livello B1 (cfr. doc. H), per il quale ha ricevuto un sussidio di fr. 2'600.-- da parte dell’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi (cfr. doc. G). Egli ha poi svolto un ulteriore corso a __________ dal 14 dicembre 2012 al 19 aprile 2013 di 30 ore alla settimana, partecipando al progetto “__________” (cfr. doc. I). Nel luglio 2013 __________ si è iscritto al corso per professionisti qualificati (Maturità Post AFC) che ha poi iniziato nel settembre 2013. A fine giugno 2014 egli ha ottenuto la Maturità professionale commerciale (cfr. doc. I; L1; C). Dal 26 luglio 2014 al 27 marzo 2015 __________ ha nuovamente frequentato a __________ un corso intensivo di tedesco generale di 25 lezioni alla settimana (cfr. doc. D). Egli non ha, tuttavia, superato l’esame __________ (cfr. doc. M1). Il 16 giugno 2015 il responsabile della formazione, Prof. __________, e il delegato al corso di laurea, Prof. __________, del Dipartimento __________ della __________ hanno comunicato al figlio dell’insorgente che la sua domanda di iscrizione al corso di laurea Bachelor in __________, approfondimento in __________, è stata accolta, informandolo che i documenti necessari per completare l’iscrizione avrebbero dovuto essere ritornati debitamente compilati entro il 31 luglio 2015 e che l’anno universitario sarebbe iniziato il 16 settembre 2015 (cfr. doc. M2). RI 1, il 2 ottobre 2014, ha postulato la concessione di prestazioni assistenziali (cfr. doc. 71). L’USSI, con decisione del 15 ottobre 2014, le ha assegnato una prestazione assistenziale ordinaria di fr. 2'760.-- per il mese di ottobre 2014, tenendo conto nell’unità di riferimento unicamente della medesima e della figlia __________ (cfr. doc. 255). Tale provvedimento è stato confermato con decisione su reclamo dell’11 febbraio 2015, nella quale è stato specificato che il figlio __________, maggiorenne, non è stato considerato nell’unità di riferimento della madre, in quanto, avendo ripreso la formazione dopo un’interruzione di oltre 24 mesi, non è più stato ritenuto persona economicamente dipendente ai sensi degli art. 4 cpv. 1 lett. e Laps e 2 Reg.Laps, (cfr. doc. A; III). 2.6.   Chiamata a pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte ribadisce che giusta l’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps nell’unità di riferimento di un genitore rientrano i figli maggiorenni non economicamente indipendenti, ossia, secondo l’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps, i figli con meno di 30 anni, non sposati, e in prima formazione (cfr. consid. 2.2.). L’art. 2 cpv. 2 Reg.Laps prevede, inoltre, che vi è prima formazione quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a)  primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

b)  secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c)   terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d)  perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2. In concreto è pacifico che __________, nato nel 1991, abbia meno di 30 anni, non sia sposato, né legalmente divorziato, separato o vedovo, non sia vincolato o non sia stato vincolato da un’unione domestica registrata e non abbia figli. Litigiosa, per contro, è la condizione relativa allo svolgimento della prima formazione. L’USSI ritiene che __________ non risulti in prima formazione ai sensi degli art. 4 cpv. 1 lett.e Laps e 2 Reg.Laps, poiché dopo aver conseguito l’Attestato federale di capacità quale impiegato di commercio nell’agosto 2011 ha interrotto la formazione, riprendendola dopo oltre 24 mesi con il corso per la maturità professionale commerciale iniziato nel settembre 2013. A mente dell’amministrazione i corsi di tedesco svolti nel 2012 e nel 2013 non rappresentano una continuazione della sua prima formazione secondo i disposti della Laps e del Reg.Laps (cfr. doc. A; III). La ricorrente, dal canto suo, è del parere che il figlio non abbia interrotto la formazione per oltre 24 mesi dal momento che, dopo il diploma di commercio e prima di iniziare nel settembre 2013 il corso di maturità professionale conseguita nel 2014, ha approfondito le sue conoscenze linguistiche, svolgendo due corsi di __________ a __________, dal 9 gennaio al 6 aprile 2012, rispettivamente dal 14 dicembre 2012 al 19 aprile 2013. L’insorgente ha sottolineato che del resto __________ non è mai stato in grado di provvedere al proprio sostentamento con i soli propri mezzi finanziari, ma è economicamente a suo carico comportando un aumento delle sue spese (cfr. doc. I). 2.7.   Come visto sopra, una persona maggiorenne può essere considerata non economicamente indipendente se, in particolare, è in prima formazione (cfr. art. 2 cpv. 1 lett. d Reg.Laps), ovvero se, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, frequenta una formazione di livello secondario 2 di tipo professionale oppure un perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2 (cfr. art. 2 cpv. 2 lett. b e d Reg.Laps). Per formazione di livello secondario 2 si intende la formazione professionale di base che interviene al termine del ciclo della scolarità obbligatoria successivo alle scuole elementari, ovvero alle scuole medie (livello secondario 1; cfr. www.sbfi.admin.ch/diploma), come ad esempio il tirocinio quale impiegato di commercio (cfr. www.sta.ti.ch). Secondo quanto indicato dalla Conferenza svizzera dei rami di formazione e degli esami commerciali la formazione di base di impiegato di commercio dura tre anni e si conclude con il conseguimento di un attestato federale di capacità (AFC). Tale attestato può essere conseguito seguendo la formazione base (profilo B) o la formazione estesa (profilo E) e consente l’accesso a una formazione professionale superiore. Il profilo E consente il conseguimento della maturità professionale (livello secondario 2), che rende possibile l’accesso a uno studio presso una scuola universitaria professionale (cfr. www.skkab.ch). In effetti anche __________, membro del Consiglio di Direzione del Centro professionale commerciale di __________, il 25 febbraio 2015 ha attestato che sia la formazione di commercio estesa che la maturità professionale commerciale appartengono al livello secondario 2 (cfr. doc. C). Ne discende, da una parte, che __________ nell’agosto 2011, conseguendo l’attestato federale di capacità quale impiegato di commercio profilo E, ha concluso una formazione secondaria livello 2 e nel settembre 2013 ha iniziato il corso di maturità professionale commerciale ottenuta a fine giugno 2014, anch’essa facente parte della formazione secondaria 2 (art. 2 cpv. 2 lett. b Reg.Laps). Dall’altra, che nel periodo tra agosto 2011, dopo il conseguimento dell’AFC profilo E (formazione di livello secondario 2), e settembre 2013, avendo svolto due corsi di __________ a __________ della durata di 12 settimane o più (dal 9 gennaio al 6 aprile 2012 il primo - cfr. doc. H -, rispettivamente dal 14 dicembre 2012 al 19 aprile 2013 il secondo - cfr. doc. I) di 25 ore alla settimana il primo - livello B1 (cfr. doc. H) - e di 30 ore il secondo (cfr. doc. I), il figlio della ricorrente ha effettuato un perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello 2 come previsto dall’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg.Laps. A quest’ultimo riguardo va evidenziato che l’Ufficio borse di studio e dei sussidi ha concesso a __________ un sussidio di fr. 2’600.-- per il soggiorno linguistico dal 9 gennaio al 6 aprile 2012 (cfr. doc. G). E’ peraltro utile rilevare che dalle Direttive Laps emesse dal Servizio centrale di prestazioni sociali dell’IAS relative al concetto di unità di riferimento e in particolare di prima formazione, in primo luogo, emerge che la formazione di livello secondario 2 ai sensi dell’art. 2 Reg.Laps presuppone il superamento del livello secondario 1 (scuola media), salvo per il tirocinio in azienda. Inoltre la formazione di livello secondario 2 è stata suddivisa in tre tipi: il tipo 1 comprende formazioni che non conferiscono un diploma abilitante all’esercizio di una professione (ad esempio liceo), il tipo 2 comprende le formazioni che conferiscono un diploma abilitante all’esercizio di una professione (ad esempio tirocinio in azienda, tirocinio presso una scuola d’arti e mestieri; scuola cantonale di commercio) e il tipo 3 comprende le formazioni che succedono al livello secondario 2, tipo 1 o 2 (ad esempio la maturità professionale). In secondo luogo, dalle Direttive menzionate si evince che il perfezionamento linguistico presuppone il superamento del livello secondario 2 e che lo standard minimo richiesto per considerare “in formazione” chi lo segue prevede che a) il corso deve comprendere un minimo di 25 lezioni (unità di didattiche o ore) e b) il corso deve avere una durata minima di 12 settimane. In simili condizioni occorre concludere che il figlio dell’insorgente, tra agosto 2011 (quando ha conseguito l’AFC) e settembre 2013 (allorché ha iniziato il corso di maturità professionale commerciale), non ha interrotto la sua formazione per più di 24 mesi, avendo svolto due periodi di perfezionamento linguistico in Germania (dal 9 gennaio al 6 aprile 2012 e dal 14 dicembre 2012 al 19 aprile 2013) dopo una formazione di livello secondario 2 ex art. 2 cpv. 2 lett. d Reg.Laps, e meglio dopo il conseguimento dell’attestato federale di capacità quale impiegato di commercio profilo esteso E. Dopo l’ottenimento a fine giugno 2014 della maturità professionale commerciale (formazione livello secondario 2), il cui corso era iniziato a settembre 2013, __________ ha poi effettuato un ulteriore corso intensivo di __________ a __________ dal 26 luglio 2014 al 27 marzo 2015 di 25 lezioni alla settimana (cfr. doc. D). Anche tale periodo di studio, vista la struttura del corso della durata di circa 8 mesi con 25 lezioni alla settimana, va considerato quale perfezionamento linguistico ai sensi dell’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg.Laps. Pertanto __________, nell’ottobre 2014, quando la madre ha richiesto l’assegnazione di una prestazione assistenziale era ancora in prima formazione secondo l’art. 2 Reg. Laps e conseguentemente, date in concreto le ulteriori condizioni previste dall’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps (cfr. consid. 2.2.; 2.6.), egli era non era economicamente indipendente giusta l’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps. __________ deve, dunque, essere considerato nell’unità di riferimento della madre ai fini della determinazione della prestazione assistenziale richiesta dalla ricorrente nel mese di ottobre 2014. 2.8.   Alla luce di tutto quanto esposto, ricordato che la decisione su reclamo impugnata delimita temporalmente il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali che valuta, quindi, la legalità della decisione amministrativa deferitagli sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata emanata (cfr. STF 8C_820/2013 del 31 gennaio 2014 consid. 3.1.; STF 9C_5/2012 del 31 gennaio 2012; DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; STFA I 525/04 del 15 aprile 2005 consid. 2), si giustifica l’annullamento della decisione su reclamo dell’11 febbraio 2015 e il rinvio degli atti all’USSI perché proceda a un nuovo calcolo volto a determinare la prestazione assistenziale spettante all’insorgente, tenendo conto nella sua unità di riferimento anche del figlio __________ da ottobre 2014 al termine del corso intensivo di __________ a __________ (nel marzo 2015). Per questi motivi dichiara e pronuncia

1.   Il ricorso è accolto . §        La decisione su reclamo dell’11 febbraio 2015 è annullata. §§      L’unità di riferimento di RI 1 è costituita dal mese di ottobre 2014 anche dal figlio __________. §§§    Gli atti sono rinviati all’USSI per un nuovo calcolo del diritto alla prestazione assistenziale da ottobre 2012 a marzo 2015.

2.   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente                                                          Il segretario Daniele Cattaneo                                                 Gianluca Menghetti