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36.2021.50

Nel caso concreto l'intervento di cura di idrocele sintomatico a sinistra è stato rimborsato dall'assicuratore secondo i costi di una cura ambulatoriale e non di una cura stazionaria perché non vi era necessità di un'ospedalizzazione

Ticino · 2022-01-17 · Italiano TI
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Erwägungen (1 Absätze)

E. 25 agosto 2021 il dr. med. __________ ha affermato che:

2.5.   Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STF I 462/05 del 25 aprile 2007; STF U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c;Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

Nell’ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito che l’assicuratore e il giudice delle assicurazioni sociali fondino la loro decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell’istituto assicuratore, il quale è parte solo dopo l’instaurazione della controversia giudiziale, mentre nella fase che precede la decisione è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. DTF 136 V 376 consid. 4 pag. 377 segg.). Per quanto riguarda l’imparzialità e l’attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste esigenze severe (DTF 122 V 157). Per la giurisprudenza del Tribunale federale, nel caso in cui sussista anche il minimo dubbio sull’affidabilità e sulla concludenza dei pareri medici interni dell’assicurazione, occorrerà sottoporre l’assicurato a perizia medica esterna (DTF 135 V 465 consid. 4.4 pag. 469 seg.). Giova altresì ricordare che di principio deve essere considerato con la necessaria prudenza l’avviso dei medici curanti a causa dei particolari legami che essi hanno con il paziente (cfr. DTF 125 V 351 consid. 3b/cc pag. 353), per cui, secondo esperienza comune, il medico curante tende generalmente, in caso di dubbio, a pronunciarsi a favore del proprio paziente in ragione del rapporto di fiducia che lo unisce a quest’ultimo (sentenza 8C_85/2017 del 20 aprile 2018).

2.6.   Alla luce della giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. consid. 2.3.), i costi vanno fatturati secondo le tariffe per ricovero acutose i provvedimenti diagnostici e terapeutici necessari possono essere praticati in modo appropriato unicamente in un ospedale o se si sono esaurite le possibilità di una cura ambulatoriale e solo una terapia in ambito ospedaliero presenta delle possibilità di successo(STF 9C_447/2010 del 18 agosto 2010; STF K 158/04 del 21 marzo 2006; cfr. anche STF 9C_67/2014 del 5 febbraio 2015, consid. 2.1). È necessario che dal trattamento ospedaliero ci si possa attendere un notevole miglioramento dello stato di salute (STF K 158/04 del 21 marzo 2006).

L'obbligo di fornire delle prestazioni per soggiorno ospedaliero può giustificarsi anche se lo stato di salute dell'assicurato non lo rende indispensabile, ma il ricovero si impone per la particolare situazione personale e la cura medica non può essere realizzata al di fuori di una tale struttura (DTF 126 V 326 consid. 2b con riferimenti).

Se nessuna di queste ipotesi è adempiuta, l’assicuratore assume le stesse prestazioni previste in caso di cura ambulatoriale secondo l’articolo 25a LAMal (cfr. art. 49 cpv. 4 LAMal e art. 50 LAMal).

2.7.   In concreto questo Tribunale, per i motivi qui di seguito esposti, non ha alcun motivo per scostarsi dalla decisione su opposizione impugnata.

La documentazione prodotta dall’insorgente non apporta infatti elementi medici oggettivi a sostegno di una situazione che avrebbe richiesto una degenza in ospedale in seguito all’intervento del 28 aprile 2020.

Il ricorrente, in seguito all’operazione, non ha necessitato di alcun trattamento farmacologico, né ha avuto bisogno di provvedimenti diagnostici o terapeutici.

Il medico operante, dr. med. __________, infatti, nel rapporto operatorio dell’8 maggio 2020 fa stato unicamente della posa di un “piccolo drenaggio tipo Mano-Vac” e della sua rimozione il giorno seguente (cfr. allegato doc. 6), oltre che della “chiusura del Dartos con una sutura continua di Vicryl 3/0, accostamento della pelle con dei punti donati di Vicryl 4/0” e “medicazione “protettiva” (allegato doc. 6). Egli nello scritto destinato al medico curante, dr. med. __________, descrive un decorso “privo di complicazioni. Il drenaggio scrotale è stato rimosso in 1agiornata postoperatoria. Il paziente è rientrato al domicilio il giorno seguente in ottime condizioni di salute” (allegato doc. 6).

Non vi è pertanto traccia di alcun motivo medico oggettivo per il quale l’insorgente avrebbe dovuto trascorrere le due notti seguenti l’intervento in ospedale.

Certo, in seguito al rifiuto dell’assicuratore di assumersi i costi della degenza, lo specialista ha precisato di aver posato il drenaggio scrotale a causa di “un moderato sanguinamento della tonaca vaginale”, non figurante nel rapporto operatorio, e per “monitorare un eventuale sanguinamento ed evitare un ematoma” (doc. 6).

Tuttavia la posa del drenaggio è avvenuta unicamente a titolo cautelativo ed in ogni caso non risulta che necessitasse di una sorveglianza medica continua.

Non vi sono invece indicazioni circa complicazioni che sarebbero intervenute in seguito all’operazione del 28 aprile 2020.

Neppure l’età del ricorrente (quasi 74 anni all’epoca dell’intervento, essendo nato il ___________ 1946), è un motivo per seguire la tesi ricorsuale. Il dr. med. __________ non ha infatti indicato patologie pregresse o altri fattori di rischio per l’assicurato. Agli atti non figura alcun elemento medico oggettivo secondo il quale l’intervento di idrocele monolaterale potesse portare a conseguenze negative per la salute dell’interessato.

La circostanza che in altri casi analoghi vi siano state degenze di uno o due giorni che altri assicuratori malattie avrebbero pagato senza sollevare alcuna obiezione, non è un motivo per ritenere che la convenuta debba rimborsare i costi della degenza del ricorrente, ritenuto che ogni caso deve essere giudicato individualmente. Tant’è che le degenze di cui fa cenno l’assicurato non sono di uguale durata, ma variano tra uno e due giorni. Del resto in concreto il rischio di ecchimosi o di sanguinamenti era reso poco probabile grazie alla posa del drenaggio che non necessita di una sorveglianza medica continua. Inoltre, come evidenziato dall’assicuratore in sede di risposta, l’interessato, in caso di necessità, avrebbe potuto recarsi presso l’ospedale in poco tempo, ritenuto il breve percorso che avrebbe dovuto intraprendere e la circostanza che vive con tre altri membri della famiglia, tutti assai giovani, essendo nati nel 1969, 1999 e 2002 (cfr. decisione su opposizione).

Ne segue che non vi sono elementi per ritenere che l’interessato necessitasse di un’ospedalizzazione (“Spitalbedürftigkeit") in seguitoall’intervento del 28 aprile 2020.

2.8.   L’insorgente fa valere la propria buona fede poiché in passato, nel 2009, l’assicuratore ha rimborsato i costi di un intervento simile e della successiva degenza di due giorni presso la Clinica __________.

2.11.L’art. 61 lett. a LPGA, nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica egratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Dispositiv
  1. dichiara e pronuncia Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente                                                          Il segretario di Camera Daniele Cattaneo                                                 Gianluca Menghetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Raccomandata

Incarto n.36.2021.50

cs

Lugano

17 gennaio 2022

In nomedella Repubblica e CantoneTicino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Christian Steffen, vicecancelliere

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 28 ottobre 2021 di

RI 1

contro

la decisione su opposizione del 18 ottobre 2021 emanata da

CO 1

in materia di assicurazione sociale contro le malattie

ritenuto,         in fatto

in diritto

2.1.   Oggetto del contendere è la questione di sapere se l’assicuratore LAMal deve coprire integralmente le spese di cura stazionarie del ricovero del ricorrente dal 28 aprile 2020 al 30 aprile 2020 per l’intervento di cura di idrocele sintomatico a sinistra presso la Clinica __________ di __________.

Prestazioni derivanti da eventuali assicurazioni complementari alla LAMal in ambito privato non sono oggetto della presente procedura e devono semmai essere fatte valere nei confronti dell’assicuratore LCA tramite petizione (cfr. art. 7 CPC).

2.2.   Ai sensi dell’art. 24 cpv. 1 LAMal l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni definite negli articoli 25-31, secondo le condizioni di cui agli articoli 32-34. Per l’art. 24 cpv. 2 LAMal le prestazioni assunte sono collegate alla data o al periodo di trattamento.

L’art. 25 cpv. 1 LAMal prevede che l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi.

Secondo l’art. 25 cpv. 2 LAMal le prestazioni comprendono:

- per la lett. a: gli esami e le terapie ambulatoriali, in ospedale o in una casa di cura, nonché le cure in ospedale dispensate dal medico (cifra 1), dal chiropratico (cifra 2) o da persone che effettuano prestazioni previa prescrizione o indicazione di un medico o di un chiropratico (cifra 3);

-  per la lett. b: le analisi, i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi diagnostici e terapeutici prescritti dal medico o, nei limiti stabiliti dal Consiglio federale, dal chiropratico;

- per la lett. c: un contributo alle spese di cure balneari prescritte dal medico;

- per la lett. d: i provvedimenti di riabilitazione medica, eseguiti o prescritti dal medico;

-  per la lett. e: la degenza in ospedale secondo lo standard del reparto comune;

- per la lett. fbis: la degenza in caso di parto in una casa per partorienti (art. 29);

- per la lett. g: un contributo alle spese di trasporto necessarie dal profilo medico e alle spese di salvataggio;

- per la lett. h: la prestazione effettuata dal farmacista al momento di fornire i medicamenti prescritti dal medico secondo la lettera b.

Per l’art. 25a cpv. 1 LAMal l’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie presta un contributo alle cure dispensate ambulatorialmente in base a una prescrizione medica e a un comprovato bisogno terapeutico, anche in istituzioni con strutture diurne o notturne o in una casa di cura.

Secondo l’art. 25a cpv. 2 LAMal i costi delle cure acute e transitorie che si rivelano necessarie in seguito a un soggiorno ospedaliero e sono dispensate in base a una prescrizione medica sono rimunerati dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie e dal Cantone di domicilio dell’assicurato per due settimane al massimo secondo le disposizioni sul finanziamento ospedaliero (art. 49a Remunerazione delle prestazioni ospedaliere). Assicuratori e fornitori di prestazioni convengono importi forfetari.

Ai sensi dell’art. 25a cpv. 3 LAMal il Consiglio federale designa le cure e disciplina la procedura di accertamento del bisogno.

L’art. 25a cpv. 4 LAMal prevede che il Consiglio federale fissa i contributi in franchi differenziandoli a seconda del bisogno terapeutico. È determinante il costo calcolato secondo il bisogno in cure della qualità necessaria, dispensate in modo efficiente ed economico. Le cure sono sottoposte a un controllo di qualità. Il Consiglio federale determina le modalità.

Per l’art. 25a cpv. 5 LAMal i costi delle cure non coperti dalle assicurazioni sociali possono essere addossati all’assicurato solo per un importo massimo corrispondente al 20 per cento del contributo alle cure massimo fissato dal Consiglio federale. I Cantoni disciplinano il finanziamento residuo.

Ai sensi dell’art. 32 cpv. 1 LAMal le prestazioni di cui agli articoli 25-31 devono essere efficaci, appropriate ed economiche. L’efficacia deve essere comprovata secondo metodi scientifici.

Per l’art. 32 cpv. 2 LAMal l’efficacia, l’appropriatezza e l’economicità delle prestazioni sono riesaminate periodicamente.

Gli art. da 35 a 40 LAMal indicano i fornitori di prestazioni autorizzati ad esercitare a carico della LAMal.

Circa le cure stazionarie, l’art. 39 cpv. 1 LAMal elenca i criteri affinché gli stabilimenti e i rispettivi reparti adibiti alla cura ospedaliera di malattie acute o all’attuazione ospedaliera di provvedimenti medici di riabilitazione (ospedali) possono ottenere l’autorizzazione.

Secondo l’art. 49 cpv. 4 LAMal, in caso di degenza ospedaliera, la remunerazione è effettuata secondo la tariffa ospedaliera ai sensi del capoverso 1 finché il paziente, secondo l’indicazione medica, necessita di cure e assistenza o di riabilitazione medica in ospedale. Se questa condizione non è più soddisfatta, per la degenza ospedaliera è applicabile la tariffa secondo l’articolo 50.

Quest’ultimo disposto prevede che per la degenza in casa di cura (art. 39 cpv. 3), l’assicuratore assume le stesse prestazioni previste in caso di cura ambulatoriale secondo l’articolo 25a. I capoversi 7 e 8 dell’articolo 49 sono applicabili per analogia.

 Un soggiorno ospedaliero non implica, dunque, di per sé l'obbligo contributivo delle Casse: presupposto indispensabile alla nascita del diritto alle prestazioni per cura ospedaliera è la necessità di misure terapeutiche o, almeno, diagnostiche che possono essere applicate soltanto in uno stabilimento ospedaliero (DTF 126 V 326; sentenza 9C_67/2014 del 5 febbraio 2015; sentenza 9C_143/2014 del 22 luglio 2014; sentenza 9C_413/2012 del 14 febbraio 2013, sentenza 9C_276/2011 del 3 gennaio 2012; sentenza 9C_107/2011 del 28 febbraio 2011; sentenza 9C_447/2010 del 18 agosto 2010; cfr. anche SVR 2001 KV 15 pag. 39; SVR 2000 KV 40 c. 2, pag. 124, DTF 120 V 206 consid. 6; RAMI 1969 pag.  32 e seg.; 1977 pag. 167 e seg.; 1989 pag. 154 e seg.).

Il diritto alle prestazioni per cure ospedaliere presuppone, in applicazione dell’art. 56 LAMal, che la degenza ospedaliera sia richiesta dall’interesse dell’assicurato e dallo scopo del trattamento. Non deve, cioè, essere possibile fare a meno dell’ospedalizzazione, senza compromettere il buon esito del trattamento. Il fornitore di prestazioni deve limitare le prestazioni a quanto esige l’interesse dell’assicurato e lo scopo della cura.

Tuttavia, l'intensità del trattamento terapeutico, richiesto dalla malattia, non costituisce l'unico criterio per decidere se lo stato di salute giustifichi un’ospedalizzazione, soprattutto quando un assicurato anziano che vive solo si trova nell'impossibilità di ricevere a domicilio la sorveglianza e le cure richieste dal suo stato morboso. Come più volte ricordato dall'allora TFA(dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale), la Cassa è tenuta a finanziare il soggiorno ospedaliero anche se lo stato di salute dell'assicurato non lo rende indispensabile, ma il ricovero si impone per la particolare situazione personale e la cura medica non può essere realizzata al di fuori di una tale struttura (DTF 126 V 326 consid. 2b con riferimenti).

In concreto non deve, cioè, essere possibile fare a meno dell'ospedalizzazione senza compromettere il buon esito del trattamento, ledendo, così, il diritto dell'assicurato ad essere curato in modo adeguato.

2.3.   In una sentenza 9C_447/2010 del 18 agosto 2010, il TF ha dovuto giudicare un caso di un assicurato, nato nel 1966, degente presso una clinica i cui medici dello “Psychiatriezentrum” hanno chiesto un prolungamento della garanzia per una degenza stazionaria. L’assicuratore ha concesso la garanzia per un tempo limitato ed ha informato i medici che per il periodo successivo avrebbe applicato la tariffa in caso di cura ambulatoriale (“Pflegetaxe”). L’assicurato ha ricorso al TF chiedendo l’applicazione della tariffa in caso di cura acuta.

L’Alta Corte al consid. 2.1 ha rammentato che l’obbligo prestativo per una cura stazionaria presuppone la presenza di una patologia che rende necessaria una cura acuta o una riabilitazione medica in un ambiente ospedaliero (DTF 126 V 323).La necessità di ospedalizzazione ("Spitalbedürftigkeit") in tal senso si realizza, da un lato se i provvedimenti diagnostici e terapeutici necessari possono essere praticati in modo appropriato unicamente in un ospedale, e dall'altro se si sono esaurite le possibilità di una cura ambulatoriale e solo una terapia in ambito ospedaliero presenti delle possibilità di successo. L'obbligo di fornire delle prestazioni per soggiorno ospedaliero può giustificarsi anche se lo stato di salute dell'assicurato non lo rende indispensabile, ma il ricovero si impone per la particolare situazione personale e la cura medica non può essere realizzata al di fuori di una tale struttura (DTF 126 V 326 consid. 2b con riferimenti).

Il bisogno di una cura acuta è generalmente dato laddove un danno alla salute sorge improvvisamente, all’ultimo momento ed in maniera violenta, ciò che necessita un’assistenza medica od una cura immediata ed intensa.

La LAMal non prevede un termine temporale a partire dal quale una malattia durevole ha superato la fase acuta; un termine generale non esiste. La fase acuta dura in ogni caso fino a quando dalla cura ci si aspetta un miglioramento considerevole dello stato di salute. In queste condizioni anche una cura stazionaria di lunga durata in una Clinica psichiatrica può continuare ad avere il carattere di cura acuta.

Al consid. 2.2 il TF ha rammentato che di norma in presenza di un danno alla salute cronico con uno sviluppo lento della malattia il bisogno di cura è riconosciuto. Si tratta di una sofferenza permanente dove in primo piano non vi è il trattamento medico ma la cura. Un trattamento medico necessario è tutt’al più eseguibile ambulatorialmente, mentre la cura non è più parte del trattamento medico vero e proprio ma serve ad equilibrare le conseguenze dell’assenza di possibilità di miglioramento dello stato di salute. La LAMal non conosce il concetto di malato cronico, ma prevede delle norme per la cura dei pazienti lungodegenti e per i pazienti che necessitano cure acute (cfr. art. 39 cpv. 3 LAMal). Persone con patologie psichiche o somatiche di lunga durata devono essere trattate alla stessa maniera.

Il TF al consid. 2.3, con riferimento alla DTF 125 V 177 ed alla sentenza K 158/04 del 21 marzo 2006, ha poi rammentato che per pazienti lungodegenti in una Clinica psichiatrica la tariffa delle prestazioni applicabile va valutata in applicazione dell’art. 50 LAMal come prevista per gli assicurati in casa di cura. Decisivo per la delimitazione con le prestazioni stazionarie è la questione di sapere se è possibile assistere medicalmente, adeguatamente e sufficientemente la persona assicurata in un’istituzione per pazienti lungodegenti.

Nel caso concreto il TF ha respinto il ricorso dell’assicurato. I medici curanti non hanno saputo motivare le ragioni di una necessità di una cura acuta stazionaria. Neppure la necessità di un’assistenza intensiva e continuata tramite personale specializzato fonda, da solo, un bisogno di cura in ospedale, poiché anche le case di cura dispongono di personale qualificato che può intervenire per aiutare le persone malate psichicamente nel caso in cui la persona assicurata sia particolarmente aggressiva o in caso di pericolo di autolesioni.

Un possibile miglioramento o uno sviluppo favorevole dello stato di salute in forma moderata non è sufficiente a fondare la necessità di cura in ambito ospedaliero, poiché le probabilità di miglioramento devono essere concrete e di una certa importanza.

Nella citata sentenza K 158/04 del 21 marzo 2006 il TF, che ha dovuto giudicare il caso di un’assicurata ammalata di Alzheimer, degente presso un ospedale psichiatrico, e in cui l’assicuratore l’11 luglio 2003 ha informato l’interessata che dal 1° agosto 2003 (poi prolungato al 1° gennaio 2004) il soggiorno sarebbe stato rimborsato fino a concorrenza dell’importo forfetario applicato nelle case per anziani, ha affermato al consid.4:

"(…)

3.

La recourante allègue que divers établissements médico-sociaux n'ont pas été en mesure de l'accueillir (Home Y.________, Foyer Z.________, EMS W.________), eu égard à la gravité de son mal. Dès lors, il avait fallu l'hospitaliser à nouveau à l'Hôpital X.________ et un retour auprès du Home médicalisé S.________ était exclu.

Par ailleurs, la recourante soutient que la condition du besoin d'hospitalisation est réalisée en ce qui la concerne, car elle est dans l'impossibilité de recevoir à domicile la surveillance et les soins requis par son état, l'intensité desdits soins n'étant pas seule déterminante pour décider si une hospitalisation est ou non indiquée.

4.

Ces moyens sont dénués de pertinence. Dans un arrêtATF 125 V 177, où le point de vue du mandataire de la recourante a été discuté, le Tribunal fédéral des assurances a considéré que la jurisprudence rendue à propos du principe d'économie du traitement prescrit à l'art. 23 LAMA (cf. message concernant la révision de l'assurance-maladie du 6 novembre 1991, FF 1992 I 168) et ses incidences sur le droit aux prestations en cas de séjour dans un établissement a gardé toute sa valeur sous l'empire du nouveau droit (ATF 125 V 179consid. 1b et les références). En particulier, d'après cette jurisprudence, l'assuré dont l'état nécessite une hospitalisation doit choisir l'établissement hospitalier ou la division qui correspond à la catégorie de malades à laquelle il appartient.

Par ailleurs, une caisse n'a pas à prendre en charge un séjour dans un établissement hospitalier lorsqu'un assuré, dont l'état ne nécessite plus une hospitalisation, continue de séjourner dans un tel établissement parce que, par exemple, il n'y a pas de place dans un établissement médico-social adapté à ses besoins et que l'hospitalisation ne repose finalement que sur des motifs d'ordre social. La Cour de céans a récemment confirmé ces principes dans un arrêt A. du 14 avril 2005, K 157/04, consid. 2.2, s'agissant d'une assurée souffrant de la maladie d'Alzheimer.

Dans l'arrêtATF 125 V 177, le Tribunal fédéral des assurances a considéré que la condition du droit à la rémunération conformément au tarif applicable à l'hôpital (servant au traitement hospitalier de maladies aiguës, au sens de l'art. 39 al. 1 LAMal) en vertu de l'art. 49 al. 1 et 2 LAMal (art. 49 al. 3, première phrase LAMal) est réalisée lorsque l'on peut attendre d'un traitement qu'il améliore notablement l'état de santé (ATF 125 V 181consid.2c; cf. Gebhard Eugster, Krankenversicherung in : Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 304 ad ch. 139).Si tel n'est pas le cas, la rémunération s'effectue conformément à la réglementation prévue à l'art. 50 LAMal en cas de séjour dans un établissement médico-social (art. 49 al. 3, seconde phrase LAMal).

La Cour de céans n'a pas de raison de revenir sur cette jurisprudence. Au demeurant, il n'appartient pas au Tribunal fédéral des assurances de se prononcer sur les solutions apportées par le législateur à la question de l'hospitalisation de longue durée des personnes âgées et des malades chroniques.

5.

En l'espèce, il est constant que l'état de santé de la recourante est stationnaire et qu'aucun traitement hospitalier n'est nécessaire pour le maintenir. Les besoins de la recourante résident essentiellement en une surveillance en raison de sa tendance à la déambulation. Ce genre de prestation n'incombe pas à un établissement hospitalier mais à un EMS.”

Nella sentenza 9C_276/2011 del 3 gennaio 2012 al consid. 3.1 il TF ha rammentato che le nozioni di trattamento ambulatoriale, semistazionario e stazionario non sono state modificate dal nuovo tenore dell’art. 41 LAMal in vigore dal 1° gennaio 2009 e la giurisprudenza resa precedentemente continua ad essere applicabile (cfr. anche la sentenza 9C_67/2014 del 5 febbraio 2015, consid. 2.1 e seguenti dove vengono ripresi i concetti di cui alla sentenza 9C_447/2010 del 18 agosto 2010 ai consid. 2.1 e seguenti).

Cfr. pure la STF 9C_253/2020 del 2 giugno 2020 consid. 2.3.

Nel rapporto operatorio dell’8 maggio 2020 si evince che i medici hanno posato un piccolo drenaggio tipo Mano-Vac, da rimuovere nella prima giornata postoperatoria (allegato doc. 6).

L’8 maggio 2020 il dr. med. __________, si è rivolto al medico curante, dr. med. __________, FMH medicina interna, descrivendo il decorso dell’operazione: “Privo di complicazioni. Il drenaggio scrotale è stato rimosso in 1agiornata postoperatoria. Il paziente è rientrato al domicilio il giorno seguente in ottime condizioni di salute.” (allegato doc. C e allegato doc. 6).

Il 14 maggio 2021 il dr. med. __________, medico fiduciario, “FA für Anästhesiologie”, ha confermato il rifiuto dell’assunzione dei costi in ambito stazionario, affermando che:

Il 25 agosto 2021 il dr. med. __________ ha affermato che:

2.5.   Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STF I 462/05 del 25 aprile 2007; STF U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c;Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

Nell’ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito che l’assicuratore e il giudice delle assicurazioni sociali fondino la loro decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell’istituto assicuratore, il quale è parte solo dopo l’instaurazione della controversia giudiziale, mentre nella fase che precede la decisione è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. DTF 136 V 376 consid. 4 pag. 377 segg.). Per quanto riguarda l’imparzialità e l’attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste esigenze severe (DTF 122 V 157). Per la giurisprudenza del Tribunale federale, nel caso in cui sussista anche il minimo dubbio sull’affidabilità e sulla concludenza dei pareri medici interni dell’assicurazione, occorrerà sottoporre l’assicurato a perizia medica esterna (DTF 135 V 465 consid. 4.4 pag. 469 seg.). Giova altresì ricordare che di principio deve essere considerato con la necessaria prudenza l’avviso dei medici curanti a causa dei particolari legami che essi hanno con il paziente (cfr. DTF 125 V 351 consid. 3b/cc pag. 353), per cui, secondo esperienza comune, il medico curante tende generalmente, in caso di dubbio, a pronunciarsi a favore del proprio paziente in ragione del rapporto di fiducia che lo unisce a quest’ultimo (sentenza 8C_85/2017 del 20 aprile 2018).

2.6.   Alla luce della giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. consid. 2.3.), i costi vanno fatturati secondo le tariffe per ricovero acutose i provvedimenti diagnostici e terapeutici necessari possono essere praticati in modo appropriato unicamente in un ospedale o se si sono esaurite le possibilità di una cura ambulatoriale e solo una terapia in ambito ospedaliero presenta delle possibilità di successo(STF 9C_447/2010 del 18 agosto 2010; STF K 158/04 del 21 marzo 2006; cfr. anche STF 9C_67/2014 del 5 febbraio 2015, consid. 2.1). È necessario che dal trattamento ospedaliero ci si possa attendere un notevole miglioramento dello stato di salute (STF K 158/04 del 21 marzo 2006).

L'obbligo di fornire delle prestazioni per soggiorno ospedaliero può giustificarsi anche se lo stato di salute dell'assicurato non lo rende indispensabile, ma il ricovero si impone per la particolare situazione personale e la cura medica non può essere realizzata al di fuori di una tale struttura (DTF 126 V 326 consid. 2b con riferimenti).

Se nessuna di queste ipotesi è adempiuta, l’assicuratore assume le stesse prestazioni previste in caso di cura ambulatoriale secondo l’articolo 25a LAMal (cfr. art. 49 cpv. 4 LAMal e art. 50 LAMal).

2.7.   In concreto questo Tribunale, per i motivi qui di seguito esposti, non ha alcun motivo per scostarsi dalla decisione su opposizione impugnata.

La documentazione prodotta dall’insorgente non apporta infatti elementi medici oggettivi a sostegno di una situazione che avrebbe richiesto una degenza in ospedale in seguito all’intervento del 28 aprile 2020.

Il ricorrente, in seguito all’operazione, non ha necessitato di alcun trattamento farmacologico, né ha avuto bisogno di provvedimenti diagnostici o terapeutici.

Il medico operante, dr. med. __________, infatti, nel rapporto operatorio dell’8 maggio 2020 fa stato unicamente della posa di un “piccolo drenaggio tipo Mano-Vac” e della sua rimozione il giorno seguente (cfr. allegato doc. 6), oltre che della “chiusura del Dartos con una sutura continua di Vicryl 3/0, accostamento della pelle con dei punti donati di Vicryl 4/0” e “medicazione “protettiva” (allegato doc. 6). Egli nello scritto destinato al medico curante, dr. med. __________, descrive un decorso “privo di complicazioni. Il drenaggio scrotale è stato rimosso in 1agiornata postoperatoria. Il paziente è rientrato al domicilio il giorno seguente in ottime condizioni di salute” (allegato doc. 6).

Non vi è pertanto traccia di alcun motivo medico oggettivo per il quale l’insorgente avrebbe dovuto trascorrere le due notti seguenti l’intervento in ospedale.

Certo, in seguito al rifiuto dell’assicuratore di assumersi i costi della degenza, lo specialista ha precisato di aver posato il drenaggio scrotale a causa di “un moderato sanguinamento della tonaca vaginale”, non figurante nel rapporto operatorio, e per “monitorare un eventuale sanguinamento ed evitare un ematoma” (doc. 6).

Tuttavia la posa del drenaggio è avvenuta unicamente a titolo cautelativo ed in ogni caso non risulta che necessitasse di una sorveglianza medica continua.

Non vi sono invece indicazioni circa complicazioni che sarebbero intervenute in seguito all’operazione del 28 aprile 2020.

Neppure l’età del ricorrente (quasi 74 anni all’epoca dell’intervento, essendo nato il ___________ 1946), è un motivo per seguire la tesi ricorsuale. Il dr. med. __________ non ha infatti indicato patologie pregresse o altri fattori di rischio per l’assicurato. Agli atti non figura alcun elemento medico oggettivo secondo il quale l’intervento di idrocele monolaterale potesse portare a conseguenze negative per la salute dell’interessato.

La circostanza che in altri casi analoghi vi siano state degenze di uno o due giorni che altri assicuratori malattie avrebbero pagato senza sollevare alcuna obiezione, non è un motivo per ritenere che la convenuta debba rimborsare i costi della degenza del ricorrente, ritenuto che ogni caso deve essere giudicato individualmente. Tant’è che le degenze di cui fa cenno l’assicurato non sono di uguale durata, ma variano tra uno e due giorni. Del resto in concreto il rischio di ecchimosi o di sanguinamenti era reso poco probabile grazie alla posa del drenaggio che non necessita di una sorveglianza medica continua. Inoltre, come evidenziato dall’assicuratore in sede di risposta, l’interessato, in caso di necessità, avrebbe potuto recarsi presso l’ospedale in poco tempo, ritenuto il breve percorso che avrebbe dovuto intraprendere e la circostanza che vive con tre altri membri della famiglia, tutti assai giovani, essendo nati nel 1969, 1999 e 2002 (cfr. decisione su opposizione).

Ne segue che non vi sono elementi per ritenere che l’interessato necessitasse di un’ospedalizzazione (“Spitalbedürftigkeit") in seguitoall’intervento del 28 aprile 2020.

2.8.   L’insorgente fa valere la propria buona fede poiché in passato, nel 2009, l’assicuratore ha rimborsato i costi di un intervento simile e della successiva degenza di due giorni presso la Clinica __________.

2.11.L’art. 61 lett. a LPGA, nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica egratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                          Il segretario di Camera

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca Menghetti