Assicurato scivola nel giardino di casa riportando distorsione alla caviglia destra. Determinazione diritto alla rendita d'invalidità e determinazione entità menomazione intergrità
Erwägungen (2 Absätze)
E. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità. Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. Il TFA, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA. Da parte sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido. L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del
E. 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non
ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto
dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.
Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi
concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di
inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere
la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.
Su questi aspetti si veda pure la DTF 130 V 343.
Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:
1. il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)
2. la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).
Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore causale).
Nell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.
2.3.2. L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.
D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.
Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.
Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.
Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, la
STFA I 871/02 del 20 aprile 2004 e
la
STFA I
162/01 del 18 marzo 2002).
L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).
I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.
La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.
Il TFA ha
avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto
di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire
pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua
capacità lavorativa (STFA U 25/94 del 30 giugno 1994).
La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).
Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).
I.
Termine:
reddito da invalido
La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.
Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p.
97ss., consid. 5a, b).
Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA
del 30 giugno 1994 succitata).
II.
Termine:
reddito conseguibile senza invalidità
:
Nel
determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si
sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992
nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse
per modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio o
se particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile
(cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).
Il
grado di invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra
il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno
ipotetico, conseguibile da invalido
.
2.3.3. Dalle carte
processuali emerge che l’8 agosto 2005 RI 1, dopo essere scivolato nel giardino
di casa, ha incastrato il piede nel canale di scolo riportando una distorsione
della caviglia destra (cfr. consid. 1.1.).
Nel
rapporto CO 1 del 20 dicembre 2005 il Dr. __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica ha diagnosticato uno stato da distorsione del retro piede destro
l’8.8.2005 e stato da plastica di stabilizzazione talo calcaneare nel 2000
(doc. 22).
Dallo
scritto del 21 dicembre 2005 del Dr. __________ capo-clinica in ortopedia
dell’Ospedale __________ di __________, si evince che l’assicurato il 27
novembre 2005 ha nuovamente distorto la caviglia con una clinica di stiramento
del fibulo talare anteriore (doc. 24).
Nel
rapporto di visita del 21 aprile 2006 il Dr. __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica e traumatologia, ha diagnosticato un’instabilità e artralgie del
retropiede destro post-traumatico (doc. 41).
Il 31
maggio 2006 l’assicurato si è quindi sottoposto ad un intervento di resezione
parziale di una ricostruzione plastica legamentosa sottotalare destra e
plastica legamentosa fibulo-talare anteriore della caviglia destra e artrolisi
sottotalare, da parte del Dr. __________ (doc. 50).
Nel
rapporto di visita dell’8 agosto 2006 il Dr. __________ ha attestato un’abilità
lavorativa del 100% a partire dall’8 settembre 2006 (doc. 57), poi confermata
ancora nel rapporto del 5 settembre 2006 (doc. 61).
Nel
rapporto dell’CO 1 del 29 settembre 2006 il Dr. __________ ha posto la seguente
diagnosi:
"
(…)
Stato da ripetuti traumi distorsivi alla caviglia
destra.
Stato da plastica del fibulo-talare anteriore e
resezione di un ostefita laterale al talo il 31.5.2006.
Stato da plastica legamentare talocalcaneare a
destra il 29.5.2000."
(doc. 66)
Il
Dr. __________ ha quindi esposto le seguenti considerazioni conclusive:
"
(...)
Conclusioni
Vi è una chiara discrepanza tra la dichiarazione
dell'assicurato e i reperti oggettivabili, infatti l'assicurato dichiara di
avere importantissimi dolori che lo disturbano moltissimo però dichiara anche
di non assumere nessun medicamento contro i dolori. Dichiara di non riuscire
quasi a camminare e di doversi risparmiare molto, però alla prova dei fatti non
si rileva nessuna atrofia dell'arto inferiore sinistro. Questo è anche in netta
contraddizione con l'iniziale importante zoppia dimostrata dall'assicurato
anche se bisogna pur dire che dopo insistenza l'assicurato inizia a camminare
piuttosto normalmente. Anche la sintomatologia fatta rilevare dall'assicurato
alla palpazione della cicatrice è pur sempre un reperto soltanto
semi-oggettivabile infatti i dolori lamentati non possono essere nè provati, nè
smentiti. In contraddizione con questo vi è però il fatto che alla
mobilizzazione dell'alluce il paziente lamenta anche importanti dolori alla
caviglia in zona antero-laterale e questo non trova nessuna spiegazione dal
punto di vista anatomico, infatti i tendini, in particolare il flessore dell'alluce
si trovano sul lato mediale e nulla hanno a che vedere con la zona del malleolo
laterale rispettivamente con il seno del tarso.
Procedere
L'assicurato continua ad insistere dicendo di
avere importanti dolori, questi sono in gran parte poco oggettivabili però è
pur vero che egli è stato sottoposto a 2 interventi alla caviglia in questi
ultimi 5 anni per cui per tentare di ulteriormente mettere in chiaro la
situazione della caviglia destra e alfine di mettere in chiaro quali sono i veri
reperti oggettivabili chiederemo secondo parere alla Clinica __________.
Per il momento fino all'esecuzione del secondo
parere l'assicurato continua ad essere inabile al lavoro al 100%.
Questa lettera è inviata al medico curante dell'assicurato,
dott. __________ con il consenso dello stesso." (Doc. 66)
RI 1 è
quindi stato visitato presso la Clinica __________ di __________ che nel
rapporto del 9 gennaio 2007 ha posto la diagnosi di “
St.n. Bandplastik
Ligamentum talofibulare anterius mit Osteophytenentfernung am lateralen Talus
am 31.05.2006. St.n. Bandplastik talocalcaneär am 29.05.2002, jeweils rechts.
Aktuell Beschwerdepersistenz lateraler Malleolus bei V.a. symptomatisches Os
subfibulare sowie möglicher Peronealsehnenläsion und Entrapement des N. suralis
”
(doc. 74)
Gli
specialisti della Clinica __________ di __________ hanno quindi concluso come
segue:
"
(...)
Beurteilung und Procedere (gemeinsam mit Dr.
med. __________
, Leitender Oberarzt
Fusschirurgie):
Es besteht ein St.n. zweimaliger Bandplastik am
lateralen Malleolus rechts und aktueller Beschwerdepersistenz. Der Patient ist
aktuell nicht unwesentlich beeinträchtig. Seit ca. 1 Jahr konnte er seinem
Beruf als Versicherungsagent nicht mehr nachgehen. Aufgrund der klinischen
Untersuchung empfehlen wir zunächst eine Wiederholung der MRI-Bilder um eine
allfällige Peronealläsion bei klinisch deutlicher Schmerzhaftigkeit zu
bestätigen oder auszuschliessen. Des Weiteren empfehlen wir eine neurologische
Untersuchung im Sinne einer sensorischen orthodromen Neurographie. Nach
durchgeführter Untersuchung müsste allenfalls die Entfernung des Os
subfibulare, welches durchaus die geklagten Beschwerden verursachen kann, in
Erwägung gezogen werden.
Wir hoffen, Ihnen mit unseren Angaben gedient zu
haben und stehen für weitergehende Fragen selbstverständlich jederzeit zur
Verfügung." (Doc. 74)
Sulla
base delle indicazioni degli spec
ialisti della Clinica __________
l’CO 1 ha predisposto una valutazione neurologica unitamente ad un nuovo esame
di risonanza magnetica (doc. 80).
Il Dr. __________
dell’Ospedale __________ di __________ nel referto radiologico del 19 febbraio 2007 ha riferito che rispetto alla risonanza magnetica del 26 ottobre 2005 “
si notano reperti
sostanzialmente invariati senza segni per fratture. Presenza di un piccolo
sperone osseo a livello antero-laterale del calcagno. Vi sono esiti dopo
plastica legamentare in sede laterale e anteriore con un lieve edema, reperto
da correlare con l’esame clinico. Non segni per un’osteonecrosi. Non fratture
da stress. Stato dopo asportazione del materiale di osteosintesi
” (doc.
86).
Il
Dr. __________, spec. FMH in neurologia, nel referto del 21 febbraio 2007 ha espresso la seguente valutazione:
"
(...)
Da un punto di vista clinico il paziente
riferisce un'ipo e disestesia nel territorio di innervazione del nervo surale
destro con una certa alodinia alla palpazione perimalleolare del malleolo
laterale destro in sede postero-inferiore, viene riferita anche una lieve
ipoestesia sulla punta dorsale delle dita da II a V del piede destro. La forza
muscolare è indenne, i riflessi sono ben evocabili e simmetrici, vi è una lieve
ipotrofia della muscolatura distale dell'arto inferiore destro su probabile
disuso. All'esame ENG parametri nella norma del nervo peroneo superficiale sensitivo
destro e del nervo surale bilateralmente, ho effettuato anche una derivazione
distale del nervo surale a livello del III° distale laterale dei piedi
bilateralmente (descritto nell'esame ENG come option2), risultati nella norma.
La lieve riduzione della velocità di conduzione sensitiva in tutti i nervi
esaminati non è da considerare patologica ed è legata alla temperatura cutanea
piuttosto bassa di 27.3° C.
In conclusione non trovo una patologia nel nervo
surale destro sotto forma di una neuropatia o compressione del nervo, non posso
però escludere del tutto un'irritazione del nervo stesso. Dal lato terapeutico
si potrebbe eventualmente tentare un'infiltrazione del nervo surale destro
oppure un trattamento con farmaci antiepilettici del tipo Lyrica
®
, Neurontin
® o
Tegreto®." (Doc. 89)
Dopo le
consultazioni del 3 luglio 2007 (doc. 101), del 13 agosto 2007 (doc. 105), del
18 ottobre 2007 (doc. 117) del 27 novembre 2007 (doc. 121) e del 15 maggio 2008
(doc. 142) presso la Clinica __________ di __________, l'assicuratore contro
gli infortuni ha ritenuto necessario sottoporre l’assicurato ad una visita
specialistica ad opera del Dr. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica e
attivo presso la Divisione medica infortunistica dell'CO 1 a __________, il
quale nel referto peritale del 24 giugno 2008 ha posto la seguente diagnosi:
"
(...)
Diagnose
- Narbenprobleme und Defekt im lateralen USG
rechts bei
- Zustand nach zweimaliger Bandplastik wegen
lateraler OSG-In stabilität rechts, letztmals am 31.5.2006,
Zustand nach
Bandplastik im lateralen Chopart-Gelenk
- Zustand nach ausgedehnter subtalarer Arthrolyse am 31.5.2006,
erheblich vorwiegend narbig bedingte Restbeschwerden.
- Zustand nach Strecksehnenläsionen Mittelfinger rechts vom
14.11.2001 ohne Residuen."
Egli ha poi sviluppato in
particolare le seguenti considerazioni:
"
Es bleibt somit sehr schwierig, die vom
Versicherten als für jeden Beruf voll invalidisierend genannten Beschwerden
am rechten Fuss mit orthopädischen und neurologischen Befunden zu erklären.
Dies macht auch eine gezielte Behandlung unmöglich oder zumindest
sehr schwierig.
Die heutige Untersuchung hat auch wenig
Schonungszeichen ergeben. Der einzige Unterschied nebst der Narbe war
eigentlich nur eine gewisse Verschmächtigung des Vorfussballens. Eine Wadenatrophie
konnte umfangmassig nicht bestätigt werden. Dies ist dem Versicherten auch
mitgeteilt worden.
Es ist natürlich ausgesprochen unbefriedigend,
dass Herr RI 1 als 24-Jahriger nun schon seit langer Zeit vollständig aus dem
Berufsleben ausgeschieden ist und fúr sich auch keine berufliche Zukunft sieht
solange sich die Beschwerden am Fuss nicht bessern. Aus orthopädischer Sicht lässt
sich dies auch nicht begründen; das heisst die Bilanz zwischen Erträglichkeit
der Symptome und nutzbringender Tätigkeit sieht Herr RI 1 alleine aufgrund des
Schmerzausmasses. Herr RI 1 konnte beruhigt werden, dass eine tägliche
Belastung im üblichen Rahmen (ebenes Gelände, mit regelmässigem Sitzen) keine
Gefahr einer objektiven Verschlechterung des Befundes mit sich bringt.
Sicherlich ist der Ausgang des operativen
Eingriffes von Dr. __________ fúr Herrn RI 1 unbefriedigend, obwohl die
Instabilität des OSGs ganz klar davon profitiert hat. Offenbar ist damit nicht
das präoperativ bestehende Problem angegangen worden, sondern vor allem die
Instabilität im oberen Sprunggelenk, welche wahrscheinlich durch den
vorangegangenen Eingriff gar nicht wesentlich gebessert worden ist. Die
ausgiebige Resektion des lateralen unteren Sprunggelenkes, respektive der
draus entstandene grosse Defekt vermag zumindest einen Teil der residuellen Beschwerden
zu erkiaren, aber nicht den gesamten Umfang. Für eine Arthrodese des unteren
Sprunggelenkes besteht keine ausreichende Indikation.
Zusammenfassung
Herr RI 1 klagt über zunehmende Beschwerden im
lateralen Ruckfuss nach einer Revisionsbandplastik des oberen Sprunggelenkes,
nachdem mit Peroneus brevis-Sehne das Calcaneo-Cuboidalgelenk überbrückt
worden ist, eine Behandlungsmethode welche mir nicht geläufig ist.
Gleichzeitig ist der laterale Sinus tarsi, einschliesslich
dem lateralen unteren Sprunggelenk in grösserem Umfange debridiert worden.
Dieser Eingriff hat offenbar überhaupt keinen Erfolg gebracht und der
Folgezustand des Débridements im unteren Sprunggelenk ist möglicherweise für
einen Teil der Beschwerden verantwortlich. Im Wesentlichen finden sich reizlose
Verhältnisse mit zwangsläufig resultierenden Narben und auch Knochenveränderungen
aufgrund der durchgeführten Bandplastik-Technik. Die Vorwürfe an PD Dr__________
einer Fehlbehandlung sind nicht so einfach zu stützen, sicher sind sie nicht
angebracht was die Bandplastik anbelangt. Verschiedener Meinung kann man
sicherlich sein bezüglich der Indikation zur ausgedehnten Revision des unteren
Sprunggelenkes.
Objektivierbar ist im MRI und heute auch klinisch
eine Narbe nach zweimaligem Eingriff am lateralen OSG und USG. Die Narben sind
allerdings nicht sehr auffällig und normalerweise - bei anderen Betroffenen - überhaupt
nicht oder nicht besonders schmerzhaft. Eine erneute MRI-Untersuchung dürfte
kaum wesentliche Befunde zutage fördern, welche die erhebliche Schmerzproblematik
erklärt, welche bei Herrn RI 1 aus seiner Sicht ein hohes Mass an Invalidität
erreicht.
Gewisse belastungsabhängige Beschwerden,
namentlich beim Begehen von unebenem Untergrund lassen sich durch die Befunde
durchaus erklären. Nicht plausibel erklärt werden können indessen
invalidisierende Schmerzen beim Sitzen und eine regelmassige wesentliche Störung
der Nachtruhe durch Fussschmerzen. Herr RI 1 sollte aufgrund des objektives
Befundes - einschliesslich Dysästhesien in der lateralen Kniekehle rechts - in
der Lage sein eine körperlich nicht anspruchsvolle Tätigkeit was den Gehapparat
anbelangt vollzeitig zu leisten.
Oberes und unteres Sprunggelenk zusammengenommen,
wird die Erheblichkeitsgrenze für eine Integritätsentschädigung mit 5 %
erreicht." (Doc. 144)
Il
Dr. __________ in data 8 giugno 2009 ha poi fornito il seguente complemento peritale:
"
Herr RI 1 ist am rechten Fuss wegen
OSG-Instabilität zweimal operiert worden. Es sind auch Eingriffe am lateralen
Chopart-Gelenk und am 31.05.2006 am unteren Sprunggelenk erfolgt mit
ausgedehnter Arthrolyse. Zu Einzelheiten verweise ich auf den Bericht über
meine Untersuchung vom 24.06.2008. Herr RI 1 hat meinem Wunsch entsprechend
nach der Untersuchung Fotos geschickt. Er war der Meinung, damit die bei der
Untersuchung nicht vorhandene Schwellung belegen zu können, was meines
Erachtens nicht gelungen ist. Ich gehe davon aus, dass die der Einsprache vom
10.09.2008 beigehefteten neun Fotos denjenigen entsprechen, welche mir auch
schon zugekommen sind, zumindest mehrere davon. Auf diesen Bildern kann ich
nach wie vor keine Weichteilschwellung erkennen, hingegen Schwellungen aufgrund
der vorgenommenen Operationen, welche teils narbig und teils knöchern bedingt
sind.
Am 22.10.2008 hat Dr. __________ vom
Nuklearmedizinischen Institut und Zentrum für PET-CT eine triphasische
Knochenszintigraphie durchgeführt. Darüber liegt der an Dr. __________, __________
in __________ gerichtete Befundungsbericht vor. Es werden keine signifikanten
pathologischen Veränderungen im Bereich des knöchernen oberen Sprunggelenkes
gesehen. Die Untersuchung erfolgte SPET-CT. Diese kombiniert
anatomisch-funktionelle Untersuchung hat somit keine Hinweise oder Nachweise
eines "aktiven" Vorganges ergeben, namentlich keine Hinweise auf
einen entzündlichen oder "irritativen" Vorgang.
Somit hat diese Untersuchung keine neuen
Erkenntnisse geliefert, namentlich nicht im Hinblick auf Sinn oder
Notwendigkeit von operativen Behandlungen und auch nicht im Hinblick auf die
Belastbarkeit des Fusses im Alitag, z. B. für berufliche Tätigkeiten. Diese
Aussage trifft auch für die Farbfotos zu.
Es ergibt sich somit medizinisch gesehen kein
Grund, weshalb der Fuss nicht in dem Masse belastet werden könnte, wie ich
dies im zweitletzten Abschnitt in meiner Beurteilung vom 07.07.2008
niedergeschrieben habe. Eine stehende oder gehende Verrichtung ohne regelmassiges
Heben und Tragen von Lasten und ohne Tätigkeiten in längerer Kauerstellung sind
mit den objektiven Befunden somit vollzeitig vereinbar, wenngleich nicht ideal.
Ideal oder praktisch vollständig angepasst wäre indessen eine Tätigkeit im
Sitzen mit nur wenigen stehenden und herumgehenden Phasen. Erschwert und
ungünstig waren das Besteigen von Leitern, häufiges Treppenabwärtsgehen und
insbesondere das Gehen auf abschüssigem oder stark unebenem Gelände. Von
Vorteil ist es, wenn stabiles Schuhwerk, z. B. mit hohem Schaft und mit weicher
Sohle, getragen werden kann. Gemessen an den ergonomischen Kriterien, welche
für die DAP-Blätter (DPL) angewendet werden, kann in Bezug auf die
Beschreibung körperlicher Anforderungen Folgendes ausgesagt werden: Heben und
Tragen sehr leichter Lasten (bis Lendenhöhe): nicht eingeschränkt, ebenso wenig
5 - 10 kg, darüber hinaus selten bis nie. Heben über Brusthöhe ist nicht
eingeschränkt, ebenso wenig das Hantieren mit Werkzeugen (keine manuellen
Einschränkungen). Arbeiten über Kopfhöhe sind manchmal möglich, mit rotiertem
Oberkörper nicht eingeschränkt, Sitzen ist nicht eingeschränkt, Knien ist
selten bis manchmal möglich. Länger dauernde Haltung ist nicht eingeschränkt.
Fortbewegung durch gehen über 50 m ist nicht eingeschränkt. Gehen auf unebenem
Gelände ist eingeschränkt (nie oder selten). Treppen steigen ist selten bis
manchmal, Leitern besteigen selten möglich." (Doc. 177)
2.3.4. Per costante
giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è
parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece
nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato
di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209;
STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003, consid.
2.1.1; U. Meier-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).
Pertanto i referti
ordinati ed eseguiti in adempimento di questo compito non possono essere
considerati di parte (cfr. STF U 350/06 del 20 luglio 2007).
Nella DTF
125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572),
l'Alta Corte ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti,
compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
L’Alta
Corte ha, peraltro, precisato che i pareri redatti dai medici dell'__________
hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi
unicamente
in base agli atti
, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr.
STFA del 10 settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996
nella causa A., U 49/95).
Per
quel che concerne il valore probante di un rapporto medico,
determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr.
SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63;
DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,
consid. 1c e riferimenti).
L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).
E’
infine utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il
giudice non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal
giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente
da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si
evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA del 31
gennaio 2005 nella causa M., I 811/03, consid. 5 in fine; STFA dell’8 ottobre 2002 nella causa C., I 673/00; SVR 2000 UV n. 10 pag. 35 consid. 4b).
2.3.5. In concreto,
l
’CO 1, fondandosi sulla valutazione del Dr. __________, ha ritenuto
l’assicurato in grado di svolgere un lavoro leggero e prevalentemente
sedentario per tutto il giorno (cfr. doc. 177, 186).
In
particolare questo specialista ha concluso che: “
Eine stehende oder gehende
Verrichtung ohne regelmassiges Heben und Tragen von Lasten und ohne
Tätigkeiten in längerer Kauerstellung sind mit den objektiven Befunden somit vollzeitig
vereinbar, wenngleich nicht ideal.
Ideal
oder praktisch vollständig angepasst wäre indessen eine Tätigkeit im Sitzen mit
nur wenigen stehenden und herumgehenden Phasen
“
(doc. 177, la sottolineatura è del redattore.
Chiamata a pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte
ritiene che l’apprezzamento enunciato dal medico dell’CO 1, Dr. __________,
possa validamente costituire da supporto probatorio al presente giudizio, senza
che si riveli necessario procedere ad ulteriori atti istruttori (sul valore
probatorio delle valutazioni del medico di __________, cfr. sentenza del
Tribunale federale U 350/06 del 20 luglio 2007 in cui l'Alta Corte ha ricordato che "nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in
linea di principio consentito che l'amministrazione e il giudice delle
assicurazioni sociali si fondino esclusivamente su basi di giudizio interne
all'istituto assicuratore.").
Al riguardo va ricordato
che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso
delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve
essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non
potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si
rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA dell'11 gennaio
2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H
103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26
novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa
P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p. 202
consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F.
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
In effetti la valutazione
del Dr. __________ non contiene
contraddizioni e presenta
tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché possa essere
riconosciuto, ad un apprezzamento medico, piena forza probante: in particolare,
il sanitario ha espresso la sua valutazione in modo chiaro, motivato e
convincente, dopo aver proceduto allo studio approfondito del dossier
dell’assicurato comprensivo di tutti gli accertamenti medici effettuati,
all’esame dei referti radiologici e alla visita di quest’ultimo (cfr. doc. 144,
177).
Agli
atti nemmeno risultano atti medici specialistici di differente tenore che
permettono a questa Corte una diversa valutazione della fattispecie. In
particolare il rapporto del dottor __________ preannunciato dal patrocinatore
dell'assicurato in uno scritto del 16 ottobre 2009 non è mai pervenuto al TCA
(cfr. Doc. V).
Tale non può essere lo
scritto del mese di settembre 2009 della fisioterapia __________ (doc.E) che si
limita sostanzialmente ad indicare che l’assicurato ha eseguito due cicli di
fisioterapia dal 18 agosto 2006 al 2 ottobre 2006, in seguito all’intervento al piede destro operato dal Dr. __________. Trattamenti
successivamente interrotti per il riacutizzarsi del dolore e dello stato
infiammatorio del piede.
Queste circostanze sono peraltro
ben conosciute dal perito, il quale nel referto del 7 luglio 2008 ha ampiamente riferito dei dolori patiti dal ricorrente dopo l’intervento del Dr. __________
(cfr. doc. 144, pag. 10).
Il TCA non ha, perciò,
motivo di scostarsi dal parere allestito dal Dr. __________, che peraltro
adempie i criteri per riconoscere a un rapporto medico piena forza probante
(cfr. DTF
125 V 351 seg. = SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI
1999 U 356, p. 572
)
.
Ne discende che per
determinare il grado di invalidità dell’assicurato va ritenuto - dal punto di
vista
medico -, che l’assicurato
può svolgere un lavoro leggero e prevalentemente sedentario per tutto il
giorno. Entrano in considerazione attività quali ad esempio l’operaio
affilatore, il commesso-cassiere in un supermercato, il cassiere in un negozio
do-it o l’operaio di fabbrica (doc. 186).
In questo
contesto è peraltro utile ricordare che, secondo la giurisprudenza, se è vero
che vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione
rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti
sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera
attendibile il grado di invalidità. In proposito va rilevato che il TFA ha in
particolare già ritenuto corretto il rinvio generico a attività nel settore
industriale e commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di
controllo e sorveglianza (cfr. VSI 1998 p. 296 consid. 3b; STFA U 329/01 del 25
febbraio 2003, consid. 4.7).
2.3.6.
Si
tratta ora di valutare le conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.
Per
quanto concerne il
reddito da valido
, secondo l’CO 1,
l'insorgente avrebbe guadagnato, nel 2008 (cfr., a questo proposito, DTF 128 V
174 = RAMI 2002 U 467, p. 511ss.), qualora non fosse rimasto vittima
dell’infortunio assicurato, un importo annuo di
fr. 53'155.75
(cfr.
doc. 181, 189).
Tale
importo non è stato contestato dall'assicurato e può pertanto essere fatto
proprio da questo Tribunale.
2.3.7. Per quanto
riguarda invece il
reddito da invalido
, la giurisprudenza
federale si fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75
seg. e in DTF 129 V 472 seg.
Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato,
a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti)
.
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.
Nella
seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché
il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei
salari DPL.
In quella
sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque
DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale
dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.
L’Alta
Corte, relativamente ai dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente
applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali
nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla
struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori
desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle
grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I
222/04).
In una
sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che
“(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)
”.
Con
sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta
la questione di sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il
valore fosse chiaramente sotto la media (“
deutliche Abweichung
”). Tale è
di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; nella
sentenza pubblicata in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha
ritenuto rilevante un gap salariale del 4%).
La
questione è stata definitivamente risolta dalla nostra Massima Istanza, la
quale nella sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009 ha ricordato che:
"
3.3
In
una recente sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009, non ancora
pubblicata nella Raccolta ufficiale, il Tribunale federale, precisando la
propria giurisprudenza, ha stabilito che quando il reddito effettivamente
conseguito differisce di almeno il 5% rispetto al salario statistico
riconosciuto nel corrispondente settore economico, esso deve essere considerato
considerevolmente inferiore alla media nel senso della DTF 134 V 322 e può - in
caso di adempimento degli altri presupposti - giustificare un parallelismo dei
redditi di raffronto (consid. 6.1.2). A questo parallelismo si procederà però
soltanto limitatamente alla parte percentuale eccedente la soglia determinante
del 5% (consid. 6.1.3). Questa Corte ha nella stessa sentenza confermato che i
fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto con il
parallelismo non possono essere presi in considerazione una seconda volta
nell'ambito della deduzione per circostanze personali e professionali."
2.3.8. Nel caso in
esame per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato,
l'assicuratore LAINF resistente ha compiuto in sede amministrativa degli
accertamenti presso cinque aziende ticinesi. L’CO 1 ha indicato che dai
medesimi risulta che nelle attività leggere che l'insorgente sarebbe in grado
di esercitare tenuto conto dei postumi infortunistici residuali, e meglio
affilatore presso la __________ di __________, venditore cassiere presso la __________,
addetto alla pulitura / lucidatura d’orologi presso la __________, __________,
cassiere di negozio do-it presso la __________, __________ e operaio di
fabbrica – reparto iniezione presso la __________, __________, i dipendenti di
tali ditte percepivano in media, nel 2008, un reddito annuo pari a
fr. 46’216.80
(cfr. doc. 181).
D’altro
canto, sempre in conformità alla giurisprudenza evocata,
l'assicuratore
infortuni ha fornito informazioni sul numero globale dei posti di lavoro che
entrano in linea di conto alla luce degli impedimenti presentati
dall'assicurato, sul salario massimo e minimo, così come sul salario medio.
In
effetti, dalla tabella che figura sul doc. 181 si evince che sono 33 i posti di
lavoro che entrano in considerazione, che i salari minimo e massimo ammontano,
rispettivamente, a fr. 31'199.-- e a fr. 69'745.--, e infine che quello medio è
di fr. 46'291.--
In
relazione all’esigenza di rappresentatività del reddito da invalido stabilito
in base alle DPL (cfr. DTF 129 V 472), il TCA osserva che il valore considerato
dall’assicuratore LAINF convenuto (fr. 46’216.80) è inferiore rispetto alla
media dei salari medi (fr. 46'291.--), ciò a tutto vantaggio dell’assicurato.
In
conclusione, accertato che i cinque posti di lavoro segnalati
dall’amministrazione rispettano appieno le limitazioni funzionali descritte dal
medico dell’CO 1, il reddito da invalido è stato validamente determinato in
base alle DPL.
Esso
ammonta a
fr. 46’216.80
.
Decurtazioni
sul reddito da invalido stabilito in applicazione delle DPL non possono entrare
in linea di conto, considerato il sistema stesso su cui si fonda questa
modalità di fissazione del reddito (cfr. DTF 129 V 472, consid. 4.2.3).
Il grado
di invalidità del ricorrente - stabilito confrontando i fr. 46’216.80 al
reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto l’infortunio,
e cioè fr. 53'155.75 - è del 13,05%, arrotondato al 13% secondo la
giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121, consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 p.
41 (cfr. anche SVR 2004 UV Nr. 12 p. 44 in cui il TFA ha stabilito che la giurisprudenza appena menzionata, secondo la quale il risultato aritmeticamente
esatto del grado di invalidità va arrotondato per eccesso o per difetto alla
prossima cifra espressa in percentuale intera secondo le regole applicabili in
matematica, è applicabile immediatamente, nel senso che essa si estende a
decisioni contestate che, dal punto di vista temporale, sono state emanate
prima della pubblicazione della sentenza in questione).
Rettamente,
dunque, l’CO 1 ha assegnato al ricorrente una rendita d’invalidità del 13%.
2.4. Indennità
per menomazione dell’integrità
2.4.1. Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in
seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole
all'integrità fisica, mentale o psichica.
Tale indennità
è assegnata in forma di prestazione in capitale.
Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.
Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).
2.4.2. L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se
verosimilmente sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed
importante se l'integrità fisica, mentale o psichica, indipendentemente dalla
capacità di guadagno, è alterata in modo evidente o grave.
In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato. Secondo la giurisprudenza,
infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di
accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto
morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato
(cfr. RAMI 2000 U 362, p. 42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p.
438).
La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli
artt. 24ss. LAINF è, dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del
danno (segnatamente il
pretium doloris
e il pregiudizio estetico) ne
sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 121).
Questi
concetti sono stati ribaditi in un sentenza U 349/06 dell11 luglio 2007 nel
quale il Tribunale federale ha rilevato:
"
Occorre poi ricordare al ricorrente, come già
spiegato dal giudice cantonale, che secondo giurisprudenza la menomazione
dell'integrità è valutata in modo astratto, uguale per tutti. Da questo
profilo, l'IMI si distingue quindi dall'indennità per torto morale ai sensi del
diritto civile, per il quale si procede ad una valutazione individuale del
danno avuto riguardo alle particolarità del caso. Contrariamente alla
valutazione del torto morale secondo il diritto privato, la fissazione dell'IMI
può prendere a base criteri medici di carattere generale, risultanti da esami
comparativi di postumi infortunistici analoghi, senza tener conto delle
specifiche limitazioni che la lesione è suscettibile di comportare per un
determinato assicurato. In altri termini, l'importo dell'IMI non dipende dalle
circostanze del caso concreto, ma da una valutazione medico-teorica del danno
alla salute fisica o psichica, prescindendo da fattori di carattere soggettivo (
DTF 115 V 147
consid. 1; cfr.
DTF 133 V 224
). In quest'ordine di
idee, la Corte cantonale ha rettamente rilevato che la circostanza che
l'insorgente, a causa delle conseguenze dell'infortunio, possa essere stato
costretto a modificare le proprie abitudini di vita, non può essere presa in
considerazione nella valutazione della menomazione all'integrità di cui è
portatore."
2.4.3. Secondo
l'art. 36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive
contenute nell'Allegato 3 dell'OAINF.
Una
tabella elenca una serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di
indennizzo, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo del
guadagno assicurato.
Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (cfr. RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a;
RAMI 1988 U 48
p. 235 consid. 2a e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma
valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).
Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti
tabellarmente per menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2
dell'allegato).
La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nessuna indennità verrà versata se la menomazione
dell'integrità risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).
Se più
menomazioni all'integrità fisica, mentale o psichica, causate da uno o più
infortuni sono concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio
complessivo (art. 36 cpv. 3 1a frase OAINF; cfr. SVR 2008 UV Nr. 10).
Si prende
in considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della
menomazione dell'integrità. E' possibile effettuare revisioni solo in casi
eccezionali, ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile
(art. 36 cpv. 4 OAINF).
Peggioramenti
non prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati.
Nel caso
in cui un pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi
originaria, la revisione dell'indennità per
menomazione
è, di principio, esclusa. Per contro, l'indennità dev'essere di nuovo valutata,
quando il danno è peggiorato in una misura maggiore rispetto a quanto
pronosticato (cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss. consid. 4b e dottrina ivi
menzionata).
2.4.4. L’CO 1 ha
allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano
quella dell'ordinanza.
Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377
consid. 1c; STFA del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U 71,
p. 221ss.).
Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).
Al
riguardo in una sentenza 8C_472/2007 del 9 giugno 2008 il Tribunale federale ha
rilevato:
"
3.4 La table 1.2. prévoit, en ce qui concerne
l'épaule, un taux d'atteinte à l'intégrité de 30 pour cent pour une épaule
bloquée en adduction, de 10 pour cent pour une épaule mobile jusqu'à 30 degrés
au dessus de l'horizontale, et de 15 pour cent pour une épaule mobile jusqu'à
l'horizontale. En l'espèce, il ressort des constatations du docteur E.________
- qui se fondent sur un examen clinique approfondi et dont il n'y a pas lieu de
remettre en cause l'exactitude - que la mobilité de l'épaule est réduite
jusqu'à l'horizontale (l'abduction active atteint l'horizontal tandis que la
flexion active est possible un peu au dessus de l'horizontal). Le taux de 15
pour cent retenu par la CNA et les premiers juges correspond dès lors bien au
handicap du recourant."
2.4.5. Nel caso
di specie l’assicuratore LAINF resistente, sentito il parere del Dr. __________,
ha assegnato all’assicurato un’IMI del 5% (cfr. doc. 144, 186, 189).
Questa la valutazione del
medico dell’CO 1:
"
Oberes und unteres Sprunggelenk
zusammengenommen, wird die Erheblichkeitsgrenze für eine Integritätsentschädigung
mit 5 % erreicht." (Doc. 144)
Chiamato
a pronunciarsi su una questione di carattere medico, questo Tribunale,
considerata anche l'assenza di pareri specialistici divergenti, ritiene che
l’apprezzamento espresso dal medico dell’assicuratore resistente possa
validamente costituire da supporto probatorio al presente giudizio, senza che
si riveli necessario esperire ulteriori accertamenti, segnatamente la perizia
medica richiesta dal ricorrente (cfr. doc. I;
sul valore
probatorio delle valutazioni del medico dell’CO 1, cfr. sentenza del Tribunale
federale U 350/06 del 20 luglio 2007 in cui l'Alta Corte ha ricordato che
"nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio
consentito che l'amministrazione e il giudice delle assicurazioni sociali si
fondino esclusivamente su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore.").
Al riguardo va ricordato
che c
onformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l’istruttoria
da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato
(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove
(cfr. STF I 1018/06 del 16 gennaio 2008 consid. 5.3.; SVR 2003 IV Nr. 1; STFA H
102/01 dell'11 gennaio 2002; STFA H 103/01 dell'11 gennaio 2002; STFA H 299/99
dell'11 gennaio 2002; STFA U 257/01 del 26 novembre 2001; STFA U 82/01 del 15
novembre 2001; STFA I 11/01 del 28 giugno 2001; RCC 1986 p. 202 consid. 2d;
STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F.
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
Giova, del resto, ribadire
che l'indennità per menomazione dell'integrità si valuta sulla base di
constatazioni mediche. C
iò significa che per tutti quegli
assicurati che presentano uno stesso
status
medico, la menomazione
all'integrità sarà la medesima; essa è, in effetti, stabilita in maniera
astratta, uguale per tutti. In altri termini, l'ammontare dell'IMI non dipende
dalle circostanze particolari del caso concreto, ma bensì da un apprezzamento
medico-teorico della menomazione fisica o psichica, a prescindere da fattori
soggettivi (cfr. DTF 115 V 147 consid. 1, 113 V 121 consid. 4b e
riferimenti ivi menzionati; RAMI 2000 U 362, p. 43; cfr., pure, STCA 35.2001.71
del 12 dicembre 2001, confermata dal TFA con pronunzia U 14/02 del 28 giugno
2002; cfr., altresì, Th.
Frei, Die
Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die
Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1998, p. 40s.).
In questo senso le sofferenze soggettive patite dall'assicurato, non
possono essere prese in considerazione nella valutazione dell'indennità per
menomazione all'integrità.
D’altro
canto, il ricorrente ha sì preteso di avere diritto a un’IMI di un’entità
maggiore (30%), tuttavia egli non ha portato alcun argomento medico-scientifico
pertinente a sostegno di questa sua richiesta e, del resto, fra gli atti di
causa non figurano neppure pareri specialistici contenenti una valutazione
della menomazione all’integrità diversa da quella enunciata dal Dr. __________.
Dispositiv
- dichiara e pronuncia Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.12.2009 35.2009.86 Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.12.2009 35.2009.86 Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.12.2009 35.2009.86
Assicurato scivola nel giardino di casa riportando distorsione alla caviglia destra. Determinazione diritto alla rendita d'invalidità e determinazione entità menomazione intergrità
Raccomandata Incarto n. 35.2009.86 LG / sc Lugano 10 dicembre 2009 In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni Giudice Daniele Cattaneo con redattore: Luca Giudici, vicecancelliere segretario: Fabio Zocchetti statuendo sul ricorso del 9 settembre 2009 di RI 1 rappr. da: RA 1 contro la decisione su opposizione del 11 agosto 2009 emanata da CO 1 rappr. da: RA 2 in materia di assicurazione contro gli infortuni ritenuto, in fatto 1.1. L’8 agosto 2005 RI 1 (1984) – a quel momento iscritto in disoccupazione - è scivolato nel giardino della propria abitazione e ha “ incastrato il piede nel canale di scolo ” riportando una distorsione della caviglia destra (doc. 1, 2, 7). L’CO 1 ha assunto il caso e corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. 1.2. L’assicurato in data 31 maggio 2006 è stato sottoposto da parte del Dr. __________ ad un intervento di resezione parziale di una ricostruzione plastica legamentosa sottotalare destra e plastica legamentosa fibulo-talare anteriore della caviglia destra. Artrolisi sotto talare (doc. 50). Il 29 maggio 2000 RI 1 aveva già subìto un intervento di plastica legamentare talo calcaneare con tendine peroneo breve piede destro (doc. 8, 66). 1.3. L’CO 1, sulla base della perizia del Dr. __________ (doc. 144), con decisione del 14 agosto 2008 ha riconosciuto all’assicurato un’IMI del 5% e dalla medesima data lo ha ritenuto abile al lavoro in misura completa non essendo le limitazioni tali da pregiudicare in modo significativo la capacità lucrativa in attività idonee e confacenti al suo stato di salute (doc. 151). 1.4. Contro questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, in data 10 settembre 2008 ha inoltrato opposizione chiedendo di ristabilire l’effetto sospensivo alla decisione, di riconoscere un’indennità per menomazione dell’integrità del 30%, nonché il diritto ad una rendita intera d’invalidità (doc. 162). 1.5. L’CO 1, con decisione incidente del 18 settembre 2008, cresciuta incontestata in giudicato, ha respinto la richiesta dell’assicurato volta a ripristinare l’effetto sospensivo (doc. 163). 1.6. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, in particolare dopo aver nuovamente interpellato il Dr. __________ (doc. 177), con decisione del 3 luglio 2009 l’assicuratore LAINF ha annullato la precedente decisione del 14 agosto 2008, e, per tenere conto degli impedimenti cagionati dal sinistro dell’8 agosto 2005, ha riconosciuto il diritto a una rendita del 13% a fare tempo dal 1° agosto 2008, nonché a un’IMI del 5% e ha stabilito in fr. 33'888.-- il suo guadagno assicurato (doc. 186). A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurato, sempre rappresentato dall’avv. RA 1 (doc. 187), l’assicuratore LAINF, l’11 agosto 2009, ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 189). 1.7. Con tempestivo ricorso del 9 settembre 2009 l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, ha postulato l’esecuzione dei necessari accertamenti per misurare il dolore al piede e per valutare l’esigibilità lavorativa del ricorrente. Egli ha inoltre chiesto il riconoscimento di un’indennità per menomazione dell’integrità del 30%, nonché del diritto ad una rendita intera d’invalidità (doc. I). A sostegno delle proprie pretese ricorsuali l’insorgente ha addotto che “… malgrado egli abbia lamentato forti dolori invalidanti al piede, il dr. med. __________ non gli ha dato nessun credito, giustificando la plausibilità del suo dolore unicamente sulla base dei riscontri oggettivi ” (doc. I). Inoltre, a mente del patrocinatore, il perito avrebbe esperito gli accertamenti volti a valutare l’esigibilità lavorativa in modo superficiale partendo dall’assunto errato che egli abbia esercitato l’attività di agente assicurativo. (doc. I). 1.8. L’avv. RA 2, patrocinatore dell’CO 1, in risposta, ha chiesto l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III). 1.9. Con scritto del 16 ottobre 2009 l’assicurato ha contestato integralmente l’allegato di risposta dell’CO 1. Egli ha confermato il contenuto del proprio atto ricorsuale e chiesto che siano ordinati i necessari accertamenti per misurare il dolore al piede e per valutare l’esigibilità lavorativa (doc. V). L’avv. RA 1 ha quindi trasmesso a questa Corte il certificato della Fisioterapia __________ di __________ (doc. E). 1.10. L’avv. RA 2, per conto dell’assicuratore LAINF, ha preso posizione al riguardo il 29 ottobre 2009 (doc. VII). Il doc. VII è stato trasmesso per conoscenza all’avv. RA 1 (doc. VIII). in diritto In ordine 2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999). Nel merito 2.2. L’oggetto della lite è circoscritto all’entità della rendita di invalidità e dell’IMI spettanti all’assicurato. 2.3. Rendita di invalidità 2.3.1. Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità. Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. Il TFA, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA. Da parte sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido. L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF. Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA. Su questi aspetti si veda pure la DTF 130 V 343. Due sono, dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:
1. il danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)
2. la diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico). Tra il danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale, naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio. 2.3.2. L'invalidità, concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute. D'altro canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione. Spetta al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determinate funzioni. Il medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe. Egli valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi aspetti, la STFA I 871/02 del 20 aprile 2004 e la STFA I 162/01 del 18 marzo 2002). L'invalidità, proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA). I due redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo. La giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. Il TFA ha avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STFA U 25/94 del 30 giugno 1994). La perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza). Le ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d). I. Termine: reddito da invalido La misura dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale. Secondo la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b). Nel valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA del 30 giugno 1994 succitata). II. Termine: reddito conseguibile senza invalidità : Nel determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b). Il grado di invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da invalido . 2.3.3. Dalle carte processuali emerge che l’8 agosto 2005 RI 1, dopo essere scivolato nel giardino di casa, ha incastrato il piede nel canale di scolo riportando una distorsione della caviglia destra (cfr. consid. 1.1.). Nel rapporto CO 1 del 20 dicembre 2005 il Dr. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica ha diagnosticato uno stato da distorsione del retro piede destro l’8.8.2005 e stato da plastica di stabilizzazione talo calcaneare nel 2000 (doc. 22). Dallo scritto del 21 dicembre 2005 del Dr. __________ capo-clinica in ortopedia dell’Ospedale __________ di __________, si evince che l’assicurato il 27 novembre 2005 ha nuovamente distorto la caviglia con una clinica di stiramento del fibulo talare anteriore (doc. 24). Nel rapporto di visita del 21 aprile 2006 il Dr. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia, ha diagnosticato un’instabilità e artralgie del retropiede destro post-traumatico (doc. 41). Il 31 maggio 2006 l’assicurato si è quindi sottoposto ad un intervento di resezione parziale di una ricostruzione plastica legamentosa sottotalare destra e plastica legamentosa fibulo-talare anteriore della caviglia destra e artrolisi sottotalare, da parte del Dr. __________ (doc. 50). Nel rapporto di visita dell’8 agosto 2006 il Dr. __________ ha attestato un’abilità lavorativa del 100% a partire dall’8 settembre 2006 (doc. 57), poi confermata ancora nel rapporto del 5 settembre 2006 (doc. 61). Nel rapporto dell’CO 1 del 29 settembre 2006 il Dr. __________ ha posto la seguente diagnosi: " (…) Stato da ripetuti traumi distorsivi alla caviglia destra. Stato da plastica del fibulo-talare anteriore e resezione di un ostefita laterale al talo il 31.5.2006. Stato da plastica legamentare talocalcaneare a destra il 29.5.2000." (doc. 66) Il Dr. __________ ha quindi esposto le seguenti considerazioni conclusive: " (...) Conclusioni Vi è una chiara discrepanza tra la dichiarazione dell'assicurato e i reperti oggettivabili, infatti l'assicurato dichiara di avere importantissimi dolori che lo disturbano moltissimo però dichiara anche di non assumere nessun medicamento contro i dolori. Dichiara di non riuscire quasi a camminare e di doversi risparmiare molto, però alla prova dei fatti non si rileva nessuna atrofia dell'arto inferiore sinistro. Questo è anche in netta contraddizione con l'iniziale importante zoppia dimostrata dall'assicurato anche se bisogna pur dire che dopo insistenza l'assicurato inizia a camminare piuttosto normalmente. Anche la sintomatologia fatta rilevare dall'assicurato alla palpazione della cicatrice è pur sempre un reperto soltanto semi-oggettivabile infatti i dolori lamentati non possono essere nè provati, nè smentiti. In contraddizione con questo vi è però il fatto che alla mobilizzazione dell'alluce il paziente lamenta anche importanti dolori alla caviglia in zona antero-laterale e questo non trova nessuna spiegazione dal punto di vista anatomico, infatti i tendini, in particolare il flessore dell'alluce si trovano sul lato mediale e nulla hanno a che vedere con la zona del malleolo laterale rispettivamente con il seno del tarso. Procedere L'assicurato continua ad insistere dicendo di avere importanti dolori, questi sono in gran parte poco oggettivabili però è pur vero che egli è stato sottoposto a 2 interventi alla caviglia in questi ultimi 5 anni per cui per tentare di ulteriormente mettere in chiaro la situazione della caviglia destra e alfine di mettere in chiaro quali sono i veri reperti oggettivabili chiederemo secondo parere alla Clinica __________. Per il momento fino all'esecuzione del secondo parere l'assicurato continua ad essere inabile al lavoro al 100%. Questa lettera è inviata al medico curante dell'assicurato, dott. __________ con il consenso dello stesso." (Doc. 66) RI 1 è quindi stato visitato presso la Clinica __________ di __________ che nel rapporto del 9 gennaio 2007 ha posto la diagnosi di “ St.n. Bandplastik Ligamentum talofibulare anterius mit Osteophytenentfernung am lateralen Talus am 31.05.2006. St.n. Bandplastik talocalcaneär am 29.05.2002, jeweils rechts. Aktuell Beschwerdepersistenz lateraler Malleolus bei V.a. symptomatisches Os subfibulare sowie möglicher Peronealsehnenläsion und Entrapement des N. suralis ” (doc. 74) Gli specialisti della Clinica __________ di __________ hanno quindi concluso come segue: " (...) Beurteilung und Procedere (gemeinsam mit Dr. med. __________, Leitender Oberarzt Fusschirurgie): Es besteht ein St.n. zweimaliger Bandplastik am lateralen Malleolus rechts und aktueller Beschwerdepersistenz. Der Patient ist aktuell nicht unwesentlich beeinträchtig. Seit ca. 1 Jahr konnte er seinem Beruf als Versicherungsagent nicht mehr nachgehen. Aufgrund der klinischen Untersuchung empfehlen wir zunächst eine Wiederholung der MRI-Bilder um eine allfällige Peronealläsion bei klinisch deutlicher Schmerzhaftigkeit zu bestätigen oder auszuschliessen. Des Weiteren empfehlen wir eine neurologische Untersuchung im Sinne einer sensorischen orthodromen Neurographie. Nach durchgeführter Untersuchung müsste allenfalls die Entfernung des Os subfibulare, welches durchaus die geklagten Beschwerden verursachen kann, in Erwägung gezogen werden. Wir hoffen, Ihnen mit unseren Angaben gedient zu haben und stehen für weitergehende Fragen selbstverständlich jederzeit zur Verfügung." (Doc. 74) Sulla base delle indicazioni degli spec ialisti della Clinica __________ l’CO 1 ha predisposto una valutazione neurologica unitamente ad un nuovo esame di risonanza magnetica (doc. 80). Il Dr. __________ dell’Ospedale __________ di __________ nel referto radiologico del 19 febbraio 2007 ha riferito che rispetto alla risonanza magnetica del 26 ottobre 2005 “ si notano reperti sostanzialmente invariati senza segni per fratture. Presenza di un piccolo sperone osseo a livello antero-laterale del calcagno. Vi sono esiti dopo plastica legamentare in sede laterale e anteriore con un lieve edema, reperto da correlare con l’esame clinico. Non segni per un’osteonecrosi. Non fratture da stress. Stato dopo asportazione del materiale di osteosintesi ” (doc. 86). Il Dr. __________, spec. FMH in neurologia, nel referto del 21 febbraio 2007 ha espresso la seguente valutazione: " (...) Da un punto di vista clinico il paziente riferisce un'ipo e disestesia nel territorio di innervazione del nervo surale destro con una certa alodinia alla palpazione perimalleolare del malleolo laterale destro in sede postero-inferiore, viene riferita anche una lieve ipoestesia sulla punta dorsale delle dita da II a V del piede destro. La forza muscolare è indenne, i riflessi sono ben evocabili e simmetrici, vi è una lieve ipotrofia della muscolatura distale dell'arto inferiore destro su probabile disuso. All'esame ENG parametri nella norma del nervo peroneo superficiale sensitivo destro e del nervo surale bilateralmente, ho effettuato anche una derivazione distale del nervo surale a livello del III° distale laterale dei piedi bilateralmente (descritto nell'esame ENG come option2), risultati nella norma. La lieve riduzione della velocità di conduzione sensitiva in tutti i nervi esaminati non è da considerare patologica ed è legata alla temperatura cutanea piuttosto bassa di 27.3° C. In conclusione non trovo una patologia nel nervo surale destro sotto forma di una neuropatia o compressione del nervo, non posso però escludere del tutto un'irritazione del nervo stesso. Dal lato terapeutico si potrebbe eventualmente tentare un'infiltrazione del nervo surale destro oppure un trattamento con farmaci antiepilettici del tipo Lyrica ®, Neurontin ® o Tegreto®." (Doc. 89) Dopo le consultazioni del 3 luglio 2007 (doc. 101), del 13 agosto 2007 (doc. 105), del 18 ottobre 2007 (doc. 117) del 27 novembre 2007 (doc. 121) e del 15 maggio 2008 (doc. 142) presso la Clinica __________ di __________, l'assicuratore contro gli infortuni ha ritenuto necessario sottoporre l’assicurato ad una visita specialistica ad opera del Dr. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica e attivo presso la Divisione medica infortunistica dell'CO 1 a __________, il quale nel referto peritale del 24 giugno 2008 ha posto la seguente diagnosi: " (...) Diagnose
- Narbenprobleme und Defekt im lateralen USG rechts bei
- Zustand nach zweimaliger Bandplastik wegen lateraler OSG-In stabilität rechts, letztmals am 31.5.2006, Zustand nach Bandplastik im lateralen Chopart-Gelenk
- Zustand nach ausgedehnter subtalarer Arthrolyse am 31.5.2006, erheblich vorwiegend narbig bedingte Restbeschwerden.
- Zustand nach Strecksehnenläsionen Mittelfinger rechts vom 14.11.2001 ohne Residuen." Egli ha poi sviluppato in particolare le seguenti considerazioni: " Es bleibt somit sehr schwierig, die vom Versicherten als für jeden Beruf voll invalidisierend genannten Beschwerden am rechten Fuss mit orthopädischen und neurologischen Befunden zu erklären. Dies macht auch eine gezielte Behandlung unmöglich oder zumindest sehr schwierig. Die heutige Untersuchung hat auch wenig Schonungszeichen ergeben. Der einzige Unterschied nebst der Narbe war eigentlich nur eine gewisse Verschmächtigung des Vorfussballens. Eine Wadenatrophie konnte umfangmassig nicht bestätigt werden. Dies ist dem Versicherten auch mitgeteilt worden. Es ist natürlich ausgesprochen unbefriedigend, dass Herr RI 1 als 24-Jahriger nun schon seit langer Zeit vollständig aus dem Berufsleben ausgeschieden ist und fúr sich auch keine berufliche Zukunft sieht solange sich die Beschwerden am Fuss nicht bessern. Aus orthopädischer Sicht lässt sich dies auch nicht begründen; das heisst die Bilanz zwischen Erträglichkeit der Symptome und nutzbringender Tätigkeit sieht Herr RI 1 alleine aufgrund des Schmerzausmasses. Herr RI 1 konnte beruhigt werden, dass eine tägliche Belastung im üblichen Rahmen (ebenes Gelände, mit regelmässigem Sitzen) keine Gefahr einer objektiven Verschlechterung des Befundes mit sich bringt. Sicherlich ist der Ausgang des operativen Eingriffes von Dr. __________ fúr Herrn RI 1 unbefriedigend, obwohl die Instabilität des OSGs ganz klar davon profitiert hat. Offenbar ist damit nicht das präoperativ bestehende Problem angegangen worden, sondern vor allem die Instabilität im oberen Sprunggelenk, welche wahrscheinlich durch den vorangegangenen Eingriff gar nicht wesentlich gebessert worden ist. Die ausgiebige Resektion des lateralen unteren Sprunggelenkes, respektive der draus entstandene grosse Defekt vermag zumindest einen Teil der residuellen Beschwerden zu erkiaren, aber nicht den gesamten Umfang. Für eine Arthrodese des unteren Sprunggelenkes besteht keine ausreichende Indikation. Zusammenfassung Herr RI 1 klagt über zunehmende Beschwerden im lateralen Ruckfuss nach einer Revisionsbandplastik des oberen Sprunggelenkes, nachdem mit Peroneus brevis-Sehne das Calcaneo-Cuboidalgelenk überbrückt worden ist, eine Behandlungsmethode welche mir nicht geläufig ist. Gleichzeitig ist der laterale Sinus tarsi, einschliesslich dem lateralen unteren Sprunggelenk in grösserem Umfange debridiert worden. Dieser Eingriff hat offenbar überhaupt keinen Erfolg gebracht und der Folgezustand des Débridements im unteren Sprunggelenk ist möglicherweise für einen Teil der Beschwerden verantwortlich. Im Wesentlichen finden sich reizlose Verhältnisse mit zwangsläufig resultierenden Narben und auch Knochenveränderungen aufgrund der durchgeführten Bandplastik-Technik. Die Vorwürfe an PD Dr__________ einer Fehlbehandlung sind nicht so einfach zu stützen, sicher sind sie nicht angebracht was die Bandplastik anbelangt. Verschiedener Meinung kann man sicherlich sein bezüglich der Indikation zur ausgedehnten Revision des unteren Sprunggelenkes. Objektivierbar ist im MRI und heute auch klinisch eine Narbe nach zweimaligem Eingriff am lateralen OSG und USG. Die Narben sind allerdings nicht sehr auffällig und normalerweise - bei anderen Betroffenen - überhaupt nicht oder nicht besonders schmerzhaft. Eine erneute MRI-Untersuchung dürfte kaum wesentliche Befunde zutage fördern, welche die erhebliche Schmerzproblematik erklärt, welche bei Herrn RI 1 aus seiner Sicht ein hohes Mass an Invalidität erreicht. Gewisse belastungsabhängige Beschwerden, namentlich beim Begehen von unebenem Untergrund lassen sich durch die Befunde durchaus erklären. Nicht plausibel erklärt werden können indessen invalidisierende Schmerzen beim Sitzen und eine regelmassige wesentliche Störung der Nachtruhe durch Fussschmerzen. Herr RI 1 sollte aufgrund des objektives Befundes - einschliesslich Dysästhesien in der lateralen Kniekehle rechts - in der Lage sein eine körperlich nicht anspruchsvolle Tätigkeit was den Gehapparat anbelangt vollzeitig zu leisten. Oberes und unteres Sprunggelenk zusammengenommen, wird die Erheblichkeitsgrenze für eine Integritätsentschädigung mit 5 % erreicht." (Doc. 144) Il Dr. __________ in data 8 giugno 2009 ha poi fornito il seguente complemento peritale: " Herr RI 1 ist am rechten Fuss wegen OSG-Instabilität zweimal operiert worden. Es sind auch Eingriffe am lateralen Chopart-Gelenk und am 31.05.2006 am unteren Sprunggelenk erfolgt mit ausgedehnter Arthrolyse. Zu Einzelheiten verweise ich auf den Bericht über meine Untersuchung vom 24.06.2008. Herr RI 1 hat meinem Wunsch entsprechend nach der Untersuchung Fotos geschickt. Er war der Meinung, damit die bei der Untersuchung nicht vorhandene Schwellung belegen zu können, was meines Erachtens nicht gelungen ist. Ich gehe davon aus, dass die der Einsprache vom 10.09.2008 beigehefteten neun Fotos denjenigen entsprechen, welche mir auch schon zugekommen sind, zumindest mehrere davon. Auf diesen Bildern kann ich nach wie vor keine Weichteilschwellung erkennen, hingegen Schwellungen aufgrund der vorgenommenen Operationen, welche teils narbig und teils knöchern bedingt sind. Am 22.10.2008 hat Dr. __________ vom Nuklearmedizinischen Institut und Zentrum für PET-CT eine triphasische Knochenszintigraphie durchgeführt. Darüber liegt der an Dr. __________, __________ in __________ gerichtete Befundungsbericht vor. Es werden keine signifikanten pathologischen Veränderungen im Bereich des knöchernen oberen Sprunggelenkes gesehen. Die Untersuchung erfolgte SPET-CT. Diese kombiniert anatomisch-funktionelle Untersuchung hat somit keine Hinweise oder Nachweise eines "aktiven" Vorganges ergeben, namentlich keine Hinweise auf einen entzündlichen oder "irritativen" Vorgang. Somit hat diese Untersuchung keine neuen Erkenntnisse geliefert, namentlich nicht im Hinblick auf Sinn oder Notwendigkeit von operativen Behandlungen und auch nicht im Hinblick auf die Belastbarkeit des Fusses im Alitag, z. B. für berufliche Tätigkeiten. Diese Aussage trifft auch für die Farbfotos zu. Es ergibt sich somit medizinisch gesehen kein Grund, weshalb der Fuss nicht in dem Masse belastet werden könnte, wie ich dies im zweitletzten Abschnitt in meiner Beurteilung vom 07.07.2008 niedergeschrieben habe. Eine stehende oder gehende Verrichtung ohne regelmassiges Heben und Tragen von Lasten und ohne Tätigkeiten in längerer Kauerstellung sind mit den objektiven Befunden somit vollzeitig vereinbar, wenngleich nicht ideal. Ideal oder praktisch vollständig angepasst wäre indessen eine Tätigkeit im Sitzen mit nur wenigen stehenden und herumgehenden Phasen. Erschwert und ungünstig waren das Besteigen von Leitern, häufiges Treppenabwärtsgehen und insbesondere das Gehen auf abschüssigem oder stark unebenem Gelände. Von Vorteil ist es, wenn stabiles Schuhwerk, z. B. mit hohem Schaft und mit weicher Sohle, getragen werden kann. Gemessen an den ergonomischen Kriterien, welche für die DAP-Blätter (DPL) angewendet werden, kann in Bezug auf die Beschreibung körperlicher Anforderungen Folgendes ausgesagt werden: Heben und Tragen sehr leichter Lasten (bis Lendenhöhe): nicht eingeschränkt, ebenso wenig 5 - 10 kg, darüber hinaus selten bis nie. Heben über Brusthöhe ist nicht eingeschränkt, ebenso wenig das Hantieren mit Werkzeugen (keine manuellen Einschränkungen). Arbeiten über Kopfhöhe sind manchmal möglich, mit rotiertem Oberkörper nicht eingeschränkt, Sitzen ist nicht eingeschränkt, Knien ist selten bis manchmal möglich. Länger dauernde Haltung ist nicht eingeschränkt. Fortbewegung durch gehen über 50 m ist nicht eingeschränkt. Gehen auf unebenem Gelände ist eingeschränkt (nie oder selten). Treppen steigen ist selten bis manchmal, Leitern besteigen selten möglich." (Doc. 177) 2.3.4. Per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003, consid. 2.1.1; U. Meier-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). Pertanto i referti ordinati ed eseguiti in adempimento di questo compito non possono essere considerati di parte (cfr. STF U 350/06 del 20 luglio 2007). Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), l'Alta Corte ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento. L’Alta Corte ha, peraltro, precisato che i pareri redatti dai medici dell'__________ hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente in base agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10 settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa A., U 49/95). Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti). L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti). E’ infine utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA del 31 gennaio 2005 nella causa M., I 811/03, consid. 5 in fine; STFA dell’8 ottobre 2002 nella causa C., I 673/00; SVR 2000 UV n. 10 pag. 35 consid. 4b). 2.3.5. In concreto, l ’CO 1, fondandosi sulla valutazione del Dr. __________, ha ritenuto l’assicurato in grado di svolgere un lavoro leggero e prevalentemente sedentario per tutto il giorno (cfr. doc. 177, 186). In particolare questo specialista ha concluso che: “ Eine stehende oder gehende Verrichtung ohne regelmassiges Heben und Tragen von Lasten und ohne Tätigkeiten in längerer Kauerstellung sind mit den objektiven Befunden somit vollzeitig vereinbar, wenngleich nicht ideal. Ideal oder praktisch vollständig angepasst wäre indessen eine Tätigkeit im Sitzen mit nur wenigen stehenden und herumgehenden Phasen “ (doc. 177, la sottolineatura è del redattore. Chiamata a pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte ritiene che l’apprezzamento enunciato dal medico dell’CO 1, Dr. __________, possa validamente costituire da supporto probatorio al presente giudizio, senza che si riveli necessario procedere ad ulteriori atti istruttori (sul valore probatorio delle valutazioni del medico di __________, cfr. sentenza del Tribunale federale U 350/06 del 20 luglio 2007 in cui l'Alta Corte ha ricordato che "nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito che l'amministrazione e il giudice delle assicurazioni sociali si fondino esclusivamente su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore."). Al riguardo va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). In effetti la valutazione del Dr. __________ non contiene contraddizioni e presenta tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché possa essere riconosciuto, ad un apprezzamento medico, piena forza probante: in particolare, il sanitario ha espresso la sua valutazione in modo chiaro, motivato e convincente, dopo aver proceduto allo studio approfondito del dossier dell’assicurato comprensivo di tutti gli accertamenti medici effettuati, all’esame dei referti radiologici e alla visita di quest’ultimo (cfr. doc. 144, 177). Agli atti nemmeno risultano atti medici specialistici di differente tenore che permettono a questa Corte una diversa valutazione della fattispecie. In particolare il rapporto del dottor __________ preannunciato dal patrocinatore dell'assicurato in uno scritto del 16 ottobre 2009 non è mai pervenuto al TCA (cfr. Doc. V). Tale non può essere lo scritto del mese di settembre 2009 della fisioterapia __________ (doc.E) che si limita sostanzialmente ad indicare che l’assicurato ha eseguito due cicli di fisioterapia dal 18 agosto 2006 al 2 ottobre 2006, in seguito all’intervento al piede destro operato dal Dr. __________. Trattamenti successivamente interrotti per il riacutizzarsi del dolore e dello stato infiammatorio del piede. Queste circostanze sono peraltro ben conosciute dal perito, il quale nel referto del 7 luglio 2008 ha ampiamente riferito dei dolori patiti dal ricorrente dopo l’intervento del Dr. __________ (cfr. doc. 144, pag. 10). Il TCA non ha, perciò, motivo di scostarsi dal parere allestito dal Dr. __________, che peraltro adempie i criteri per riconoscere a un rapporto medico piena forza probante (cfr. DTF 125 V 351 seg. = SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572) . Ne discende che per determinare il grado di invalidità dell’assicurato va ritenuto - dal punto di vista medico -, che l’assicurato può svolgere un lavoro leggero e prevalentemente sedentario per tutto il giorno. Entrano in considerazione attività quali ad esempio l’operaio affilatore, il commesso-cassiere in un supermercato, il cassiere in un negozio do-it o l’operaio di fabbrica (doc. 186). In questo contesto è peraltro utile ricordare che, secondo la giurisprudenza, se è vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In proposito va rilevato che il TFA ha in particolare già ritenuto corretto il rinvio generico a attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (cfr. VSI 1998 p. 296 consid. 3b; STFA U 329/01 del 25 febbraio 2003, consid. 4.7). 2.3.6. Si tratta ora di valutare le conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico. Per quanto concerne il reddito da valido, secondo l’CO 1, l'insorgente avrebbe guadagnato, nel 2008 (cfr., a questo proposito, DTF 128 V 174 = RAMI 2002 U 467, p. 511ss.), qualora non fosse rimasto vittima dell’infortunio assicurato, un importo annuo di fr. 53'155.75 (cfr. doc. 181, 189). Tale importo non è stato contestato dall'assicurato e può pertanto essere fatto proprio da questo Tribunale. 2.3.7. Per quanto riguarda invece il reddito da invalido, la giurisprudenza federale si fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75 seg. e in DTF 129 V 472 seg. Nella prima sentenza di principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti) . Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione. Nella seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei salari DPL. In quella sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento. L’Alta Corte, relativamente ai dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04). In una sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…) ”. Con sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta la questione di sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore fosse chiaramente sotto la media (“ deutliche Abweichung ”). Tale è di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45 consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; nella sentenza pubblicata in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha ritenuto rilevante un gap salariale del 4%). La questione è stata definitivamente risolta dalla nostra Massima Istanza, la quale nella sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009 ha ricordato che: " 3.3 In una recente sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009, non ancora pubblicata nella Raccolta ufficiale, il Tribunale federale, precisando la propria giurisprudenza, ha stabilito che quando il reddito effettivamente conseguito differisce di almeno il 5% rispetto al salario statistico riconosciuto nel corrispondente settore economico, esso deve essere considerato considerevolmente inferiore alla media nel senso della DTF 134 V 322 e può - in caso di adempimento degli altri presupposti - giustificare un parallelismo dei redditi di raffronto (consid. 6.1.2). A questo parallelismo si procederà però soltanto limitatamente alla parte percentuale eccedente la soglia determinante del 5% (consid. 6.1.3). Questa Corte ha nella stessa sentenza confermato che i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto con il parallelismo non possono essere presi in considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze personali e professionali." 2.3.8. Nel caso in esame per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'assicuratore LAINF resistente ha compiuto in sede amministrativa degli accertamenti presso cinque aziende ticinesi. L’CO 1 ha indicato che dai medesimi risulta che nelle attività leggere che l'insorgente sarebbe in grado di esercitare tenuto conto dei postumi infortunistici residuali, e meglio affilatore presso la __________ di __________, venditore cassiere presso la __________, addetto alla pulitura / lucidatura d’orologi presso la __________, __________, cassiere di negozio do-it presso la __________, __________ e operaio di fabbrica – reparto iniezione presso la __________, __________, i dipendenti di tali ditte percepivano in media, nel 2008, un reddito annuo pari a fr. 46’216.80 (cfr. doc. 181). D’altro canto, sempre in conformità alla giurisprudenza evocata, l'assicuratore infortuni ha fornito informazioni sul numero globale dei posti di lavoro che entrano in linea di conto alla luce degli impedimenti presentati dall'assicurato, sul salario massimo e minimo, così come sul salario medio. In effetti, dalla tabella che figura sul doc. 181 si evince che sono 33 i posti di lavoro che entrano in considerazione, che i salari minimo e massimo ammontano, rispettivamente, a fr. 31'199.-- e a fr. 69'745.--, e infine che quello medio è di fr. 46'291.-- In relazione all’esigenza di rappresentatività del reddito da invalido stabilito in base alle DPL (cfr. DTF 129 V 472), il TCA osserva che il valore considerato dall’assicuratore LAINF convenuto (fr. 46’216.80) è inferiore rispetto alla media dei salari medi (fr. 46'291.--), ciò a tutto vantaggio dell’assicurato. In conclusione, accertato che i cinque posti di lavoro segnalati dall’amministrazione rispettano appieno le limitazioni funzionali descritte dal medico dell’CO 1, il reddito da invalido è stato validamente determinato in base alle DPL. Esso ammonta a fr. 46’216.80 . Decurtazioni sul reddito da invalido stabilito in applicazione delle DPL non possono entrare in linea di conto, considerato il sistema stesso su cui si fonda questa modalità di fissazione del reddito (cfr. DTF 129 V 472, consid. 4.2.3). Il grado di invalidità del ricorrente - stabilito confrontando i fr. 46’216.80 al reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto l’infortunio, e cioè fr. 53'155.75 - è del 13,05%, arrotondato al 13% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121, consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 p. 41 (cfr. anche SVR 2004 UV Nr. 12 p. 44 in cui il TFA ha stabilito che la giurisprudenza appena menzionata, secondo la quale il risultato aritmeticamente esatto del grado di invalidità va arrotondato per eccesso o per difetto alla prossima cifra espressa in percentuale intera secondo le regole applicabili in matematica, è applicabile immediatamente, nel senso che essa si estende a decisioni contestate che, dal punto di vista temporale, sono state emanate prima della pubblicazione della sentenza in questione). Rettamente, dunque, l’CO 1 ha assegnato al ricorrente una rendita d’invalidità del 13%. 2.4. Indennità per menomazione dell’integrità 2.4.1. Secondo l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole all'integrità fisica, mentale o psichica. Tale indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale. Essa non deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni. Il Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF). 2.4.2. L'art. 36 cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed importante se l'integrità fisica, mentale o psichica, indipendentemente dalla capacità di guadagno, è alterata in modo evidente o grave. In questa valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche dalle circostanze personali dell'assicurato. Secondo la giurisprudenza, infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (cfr. RAMI 2000 U 362, p. 42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p. 438). La parte della riparazione del torto morale contemplata dagli artt. 24ss. LAINF è, dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 121). Questi concetti sono stati ribaditi in un sentenza U 349/06 dell11 luglio 2007 nel quale il Tribunale federale ha rilevato: " Occorre poi ricordare al ricorrente, come già spiegato dal giudice cantonale, che secondo giurisprudenza la menomazione dell'integrità è valutata in modo astratto, uguale per tutti. Da questo profilo, l'IMI si distingue quindi dall'indennità per torto morale ai sensi del diritto civile, per il quale si procede ad una valutazione individuale del danno avuto riguardo alle particolarità del caso. Contrariamente alla valutazione del torto morale secondo il diritto privato, la fissazione dell'IMI può prendere a base criteri medici di carattere generale, risultanti da esami comparativi di postumi infortunistici analoghi, senza tener conto delle specifiche limitazioni che la lesione è suscettibile di comportare per un determinato assicurato. In altri termini, l'importo dell'IMI non dipende dalle circostanze del caso concreto, ma da una valutazione medico-teorica del danno alla salute fisica o psichica, prescindendo da fattori di carattere soggettivo (DTF 115 V 147 consid. 1; cfr. DTF 133 V 224). In quest'ordine di idee, la Corte cantonale ha rettamente rilevato che la circostanza che l'insorgente, a causa delle conseguenze dell'infortunio, possa essere stato costretto a modificare le proprie abitudini di vita, non può essere presa in considerazione nella valutazione della menomazione all'integrità di cui è portatore." 2.4.3. Secondo l'art. 36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nell'Allegato 3 dell'OAINF. Una tabella elenca una serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di indennizzo, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo del guadagno assicurato. Questa tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco esaustivo (cfr. RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U 48
p. 235 consid. 2a e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato). Le menomazioni extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti tabellarmente per menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato). La perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente ridotta; tuttavia nessuna indennità verrà versata se la menomazione dell'integrità risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato). Se più menomazioni all'integrità fisica, mentale o psichica, causate da uno o più infortuni sono concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art. 36 cpv. 3 1a frase OAINF; cfr. SVR 2008 UV Nr. 10). Si prende in considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della menomazione dell'integrità. E' possibile effettuare revisioni solo in casi eccezionali, ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile (art. 36 cpv. 4 OAINF). Peggioramenti non prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati. Nel caso in cui un pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi originaria, la revisione dell'indennità per menomazione è, di principio, esclusa. Per contro, l'indennità dev'essere di nuovo valutata, quando il danno è peggiorato in una misura maggiore rispetto a quanto pronosticato (cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss. consid. 4b e dottrina ivi menzionata). 2.4.4. L’CO 1 ha allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano quella dell'ordinanza. Semplici direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non vincolano il giudice (cfr. STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377 consid. 1c; STFA del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U 71,
p. 221ss.). Tuttavia, nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF 116 V 157, consid. 3a). Al riguardo in una sentenza 8C_472/2007 del 9 giugno 2008 il Tribunale federale ha rilevato: " 3.4 La table 1.2. prévoit, en ce qui concerne l'épaule, un taux d'atteinte à l'intégrité de 30 pour cent pour une épaule bloquée en adduction, de 10 pour cent pour une épaule mobile jusqu'à 30 degrés au dessus de l'horizontale, et de 15 pour cent pour une épaule mobile jusqu'à l'horizontale. En l'espèce, il ressort des constatations du docteur E.________
- qui se fondent sur un examen clinique approfondi et dont il n'y a pas lieu de remettre en cause l'exactitude - que la mobilité de l'épaule est réduite jusqu'à l'horizontale (l'abduction active atteint l'horizontal tandis que la flexion active est possible un peu au dessus de l'horizontal). Le taux de 15 pour cent retenu par la CNA et les premiers juges correspond dès lors bien au handicap du recourant." 2.4.5. Nel caso di specie l’assicuratore LAINF resistente, sentito il parere del Dr. __________, ha assegnato all’assicurato un’IMI del 5% (cfr. doc. 144, 186, 189). Questa la valutazione del medico dell’CO 1: " Oberes und unteres Sprunggelenk zusammengenommen, wird die Erheblichkeitsgrenze für eine Integritätsentschädigung mit 5 % erreicht." (Doc. 144) Chiamato a pronunciarsi su una questione di carattere medico, questo Tribunale, considerata anche l'assenza di pareri specialistici divergenti, ritiene che l’apprezzamento espresso dal medico dell’assicuratore resistente possa validamente costituire da supporto probatorio al presente giudizio, senza che si riveli necessario esperire ulteriori accertamenti, segnatamente la perizia medica richiesta dal ricorrente (cfr. doc. I; sul valore probatorio delle valutazioni del medico dell’CO 1, cfr. sentenza del Tribunale federale U 350/06 del 20 luglio 2007 in cui l'Alta Corte ha ricordato che "nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito che l'amministrazione e il giudice delle assicurazioni sociali si fondino esclusivamente su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore."). Al riguardo va ricordato che c onformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STF I 1018/06 del 16 gennaio 2008 consid. 5.3.; SVR 2003 IV Nr. 1; STFA H 102/01 dell'11 gennaio 2002; STFA H 103/01 dell'11 gennaio 2002; STFA H 299/99 dell'11 gennaio 2002; STFA U 257/01 del 26 novembre 2001; STFA U 82/01 del 15 novembre 2001; STFA I 11/01 del 28 giugno 2001; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). Giova, del resto, ribadire che l'indennità per menomazione dell'integrità si valuta sulla base di constatazioni mediche. C iò significa che per tutti quegli assicurati che presentano uno stesso status medico, la menomazione all'integrità sarà la medesima; essa è, in effetti, stabilita in maniera astratta, uguale per tutti. In altri termini, l'ammontare dell'IMI non dipende dalle circostanze particolari del caso concreto, ma bensì da un apprezzamento medico-teorico della menomazione fisica o psichica, a prescindere da fattori soggettivi (cfr. DTF 115 V 147 consid. 1, 113 V 121 consid. 4b e riferimenti ivi menzionati; RAMI 2000 U 362, p. 43; cfr., pure, STCA 35.2001.71 del 12 dicembre 2001, confermata dal TFA con pronunzia U 14/02 del 28 giugno 2002; cfr., altresì, Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1998, p. 40s.). In questo senso le sofferenze soggettive patite dall'assicurato, non possono essere prese in considerazione nella valutazione dell'indennità per menomazione all'integrità. D’altro canto, il ricorrente ha sì preteso di avere diritto a un’IMI di un’entità maggiore (30%), tuttavia egli non ha portato alcun argomento medico-scientifico pertinente a sostegno di questa sua richiesta e, del resto, fra gli atti di causa non figurano neppure pareri specialistici contenenti una valutazione della menomazione all’integrità diversa da quella enunciata dal Dr. __________. Per questi motivi dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto .
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti