Seconda domanda AI di un'assicurata con attività lucrativa a tempo parziale respinta dall'Ufficio AI. Riconosciuta tuttavia una rendita temporanea. Conferma dell'utilizzo del metodo misto per determinare il grado d'invalidità
Erwägungen (3 Absätze)
E. 16 giugno 2016
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Marco Bischof, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 17 giugno 2015 di
RI 1
contro
la decisione del 13 maggio 2015 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità,6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per l'invalidità
ritenuto,in fatto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se lassicurata ha diritto ad una rendita dinvalidità.
2.2. Secondo lart. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità sintende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, Lassurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Al proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(even-tuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.1).
2.4. Se, però, un assicurato maggiorenne non esercitava un'attività lucrativa prima di essere invalido, l'applicazione nei suoi confronti del concetto dell'incapacità di guadagno non è possibile poiché - in simili condizioni - l'invalidità non può cagionare una vera e propria perdita di guadagno. Ciò, in special modo, se non si può esigere da questi l'esercizio di una attività lucrativa.
Per questo motivo l'art. 8 cpv. 3 LPGA parifica l'impedimento di svolgere le proprie mansioni consuete all'incapacità al guadagno (metodo specifico di calcolo dell'invalidità, SVR 1996 IV Nr. 76 p. 221 consid. 1; RCC 1986 p. 246 consid. 2b; DTF 104 V 136). In questo senso lart. 28 a cpv. 2 LAI prevede che l'invalidità dellassicurato che non esercita unattività lucrativa ma svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda unattività lucrativa è valutata, in deroga allarticolo 16 LPGA, in funzione dellincapacità di svolgere le mansioni consuete. A sua volta, l'art. 27 cpv. 1 OAI precisa che per mansioni consuete di una persona senza attività lucrativa occupata nelleconomia domestica sintendono in particolare gli usuali lavori domestici, leducazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità e che per mansioni consuete dei religiosi sintende ogni attività svolta dalla comunità.
Linvalidità viene così valutata sulla base di un confronto delle attività domestiche, da effettuare mediante uninchiesta domiciliare (DTF 130 V 97; Pratique VSI 2001
p. 158 consid. 3c). Si paragona quindi l'attività svolta dall'assicurato prima della sopravvenienza del danno alla salute con quella che può svolgere posteriormente, applicando l'impegno che si può esi-gere da lui (RCC 1984 p. 139; Duc, Les assurances sociales en Suisse, Lausanne 1995, p. 458; Maurer, Bundessozial-versicherungsrecht, 1994, p. 145). Di regola si presume che non vi è impedimento dovuto all'invalidità se l'assicurato è an-cora attivo nella sua economia domestica e segue, almeno parzialmente, le incombenze che lo concernono. Questa presunzione può tuttavia essere rovesciata se è stabilito che la persona lavora più di quanto è ragionevolmente esigibile oppure fa eseguire da altri la maggior parte dei lavori che non può eseguire personalmente (RCC 1984 p. 139). L'importanza dell'attività della persona che si occupa dell'economia domestica dipende dalla struttura familiare, dalla situazione professionale del congiunto e dalle circostanze locali. Si distinguono quindi tre tipi di famiglia, quella senza figli, quella con figli o altri membri della famiglia che richiedono cure o quella in cui un coniuge collabora nell'impresa dell'altro.
Secondo questo Tribunale la sentenza appena citata non ha tuttavia, per il momento, nessun effetto pratico.
Innanzitutto perché quella sentenza non è definitiva in quanto la Svizzera ha sottoposto il caso alla Grande Camera. Inoltre perché spetta al Tribunale federale, che ha instaurato e sempre ribadito la sua giurisprudenza, malgrado le critiche formulate da diversi Tribunali cantonali delle assicurazioni e pure da gran parte della dottrina (cfr. U. Kieser, Bemessung der Invalidität bei teilerwerbstätigen Personen. Art. 14 EMRK i Vb. m. Art. 8 EMRK in AJP/PJA 3/2016 pag. 384 seg, 385 n. 2; S. Leuzinger-Naef, Gesetzgeberischer Handlungsbedarf beim Bundesgerichtsgesetz in plädoyer 2/16 pag. 39 seg., 42) eventualmente modificarla.
Molto più verosimilmente, per trovare una soluzione adeguata al problema, occorrerà un intervento del Parlamento federale, attraverso una modifica della LAI, o del Consiglio federale, mediante una modifica dellOAI (cfr. Consiglio federale Assurance-invalidité: évaluation du taux dinvalidité des personnes travaillant à temps partiel, in particolare la conclusione a pag. 31-32).
In una sentenza 9C_323/2009 del 14 luglio 2009, pubblicata in SVR 2009 IV Nr. 56, pag. 174, il TF, richiamati lart. 59 cpv. 2bis LAI che regola i servizi medici regionali e lart. 49 OAI che stabilisce i compiti, ha sottolineato che a un rapporto del SMR può essere riconosciuta la qualità di perizia, anche se è stato redatto senza aver visitato personalmente lassicurato.
Inoltre, circa il ruolo del medico SMR, va rammentato cheper lart. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a disposizione degli Uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli casi.
Scopo e senso del disposto come pure dellart. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza 9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).
2.7. Nella fattispecie in esame, a seguito dellinoltro della seconda domanda di prestazioni, per definire lincapacità lavorativa relativa alla parte salariata, definitiva incontestatamente nella misura del 45%, lUfficio AI ha raccolto da __________ della documentazione medica relativa allintervento chirurgico alla spalla destra dellaprile 2013 ed allo sviluppo di una CRPS.
In particolare, trattasi della perizia del 26 maggio 2014 del dr. __________. Poste quali diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa (Sindrome dolorosa regionale complessa (CRPS) tipo Iarto superiore destro dominante in esiti di intervento artroscopico per ricostruzione sovra spinoso e decompressione sotto acromiale spalla destra (04.04.2013). Limitazione funzionale dolorosa spalla sinistra non dominante su Impingement residuo dopo intervento per ricostruzione cuffia rotatori (Marzo 2011).(doc. AI 47/5, inc. cassa malati), lo specialista in medicina interna e perito certificato ha concluso:
Le succitate conclusioni sono state fatte proprie dal SMR con rapporto finale 5 giugno 2014 (doc. AI 106).
Successivamente al progetto di decisione, venuto a conoscenza di una perizia reumatologica eseguita dal dr. __________ per conto di __________, lUfficio AI ha richiamato il relativo rapporto del 15 febbraio 2015. Il citato specialista in reumatologia, riportata una diagnosi dettagliata delle affezioni, dopo unaccurata anamnesi e valutazione, ha confermato la totale inabilità lavorativa nella precedente professione. In attività rispettose delle limitazioni funzionali e di carico elencate in perizia lassicurata è stata ritenuta abile al 40%.