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60_I_295

BGE 60 I 295

Bundesgericht (BGE) · 1934-01-01 · Deutsch CH
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294,

V"rwaltungs- und Disziplinarrechtspfleg ...

wenn in der Absicht, das Gesetz zu umgehen zur Errei-

chung des wirtschaftlichen Endzweckes der Geldbeschaf-

fung auf drei Jahre fest eine dafür ungewöhnliche Form

-

der Reskription -

gewählt worden wäre, obschon in

der üblichen Form -

des Darlehens ohne Reskriptionen

-

der Endzweck in gleicher Weise hätte erzielt werden

können (s. BLUMENSTEIN, Referat, Juristentag 1933,

229 ff.; Deutsche Reichsabgabenordnung § 10 Abs. 2).

Allein eine Gesetzesumgehung wird von der Eidgenössi-

schen Steuerverwaltung nicht behauptet, und es kann in

der Tat schon deswegen von einer solchen keine Rede

sein, weil der Kanton Zürich gerade mit Rücksicht auf die

Schatzanweisungen das Geld zum Zinsfuss von 3 %

erhielt, zu dem er es als gewöhnliches Darlehen nicht er~

halten hätte.

b) Abgesehen vom Falle der Gesetzesumgehnng liesse

sich die Auffassung, dass Art. 11 Abs. 1 lit. c generell dem

Art. 38 vorgehen solle, von dem Standpunkt aus begrün-

den, dass bei einer Konkurrenz zweier Steuervorschriften

des Gesetzes eigentlich beide Steuern geschuldet seien und

nur zur Vermeidung einer doppelten Belastung (nach

bestimmten Regeln) die eine Vorschrift vor der andern

zurückzutreten habe. Wenn aber in einem solchen Kon-

kurrenzfall die nach diesen Regeln an sich vorgehende

Steuervorschrift wegen eines speziellen Steuerbefreiungs-

grundes nicht zur Anwendung komme, so werde damit

unmittelbar die andere wirks~m.

Ob diese Regel allgemein richtig wäre, kann offen bleiben

(das StG stellt sich in Art. 2 für das Verhältnis zwischen

Bund und Kanton auf einen andern Standpunkt), denn

Art. 11 Abs. 1 lit. c StG hat aus einem andern Grunde

speziell der lit. a von Art. 38 StG vorzugehen :

c) Der Grundgedanke von Art. 38 lit. a StG ist der,

dass die schweizerischen Gemeinwesen von der Abgabe

auf kurzfristigen Krediten befreit werden sollen ein Ge-

danke, der nach dem ber~its Ausgeführten sola~e hinter

das formale Unterscheidungsmerkmal der Schatzanwei-

RegistersacheIl. ~o 46.

295

sungen zurücktritt, als Art. 38 Iit. a allein in Frage steht.

Wenn aber diese Bestimmung mit der von Art. 11 Abs. 1

lit. c in Konkurrenz tritt deswegen, weil die Schatzanwei-

sungen nur die abstrakte lj'orm eines untes diese letztere

Vorschrift fallenden langfristigen Kredites ist, so ist auf

die ratio des Gesetzes zurückzugehen und der Konflikt

zwischen den beiden konkurrierenden Vorschriften zu-

gunsten der Anwendbarkeit von Art. 11 Abs. 1 lit. c StG

zu lösen.

Das am 21. April 1932 zwischen dem Kanton Zürich

und der Schweizerischen Kreditanstalt abgeschlossene

Kreditgeschäft ist also als Darlehen im Sinne von Art. 11

Abs. 1 lit. c StG Gegenstand der Stempelabgabe. Damit

sind auch die Darlehens z ins e

Gegenstand der Cou-

ponstempelabgabe nach Art. 5 Abs. 1 lit. d CG von 1921/

1927, denn als dem Couponstempel unterliegend werden

in dieser Vorschrift bezeichnet die Zinsen für Darlehens-

guthaben im Sinne von Art. 11 Abs. 1 Iit. c StG.

Demnach erkennt das Bundesgericht :

Die Beschwerde wird abgewiesen.

H. REGISTERSACHEN

REGISTRES

46. Sentenza 11 ottobre 1984 della 11- sezione chile

in causa Bianchi &, Pagani

contro F~cio delle organizzazicni sindacale.

lpoteca legale degli imprenditori.

Veste per proporre ricorso di diritto amministrativo al 'l'rib1lllale

federale contro una risoluzione dell'aut.orita cantonale ehe

ordina la cancellazione dell'annotazione provvisoria dell'ipoteca

(consid. 1). Il decreto di proroga della dura.ta dell'annota-

zione dev6, per essere efficace, non solo inwrvenire, ma esSere

iscritto a regist.ro prima della scadenza deI termine originario.

296

Vt'rwaltungs· und Disziplinarrechtspflege.

In ca.so contrario, l'annotazione dovm essere cancellata.

d'ufficio (consid. 2 e 3).

. A. -

L'impresa di costruzioni ing. Bianchi & Pagani

m Lugano, asserendosi creditriee deI Fascio delle Organiz-

zazioni Sindacali di Bellinzona di un credito, non ancora

liquidato, di 179 438 fchi. 85, chiedeva al Pretore di

Bellinzona l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale degli

imprenditori sulle opere eseguite. L'iscrizione fu coneessa

con decreto deI 13 febbraio 1931 in base all'art. 961 ces,

il quale dispone, ehe, ove l'iscrizione provvisoria sia

accordata, i1 giudice deve stabilirne esattamente da durata

e gli effetti e fissare, se occorre, un termine per far valere

giudizialmente le pretese». Il decreto dei 13 febbraio

fissa questa data al 31 dieembre 1932 per la durata del-

l'iscrizione e a fine marzo 1931 per far valere giudizial-

mente la pretesa.

.

In data deI 9 marzo 1931 le parti deferivano al giudizio

inappellabile di un consesso di tre arbitri la liquidazione

dei loro rapporti di dare ed avere. Allorquando, ill 0 giugno

1934, l'attuale ricorso di diritto amministrativo fu inoltrato

Ia proeedura arbitrale era ancora pendente.

'

Una proroga della durata dell'iscrizione provvisoria

dell'ipoteca in discorso prima della scadenza dei termine

previsto dal Pretore il 13 febb~aio 1931 (31 dicembre

1932), non avvenne ne fu chiesta.

B. -

In data deI 12 aprile 1934 il Fascio ehiedeva all'Uffi-

cio dei registri Ia caneellazione dell'ipoteca provvisoria.

L'ufficio vi si rifiutava ed avendosene i1 richiedente aggra-

vato, il Dipartimento di Giustizia deI Cantone Tieino

istanza cantonale di ricorso, ammetteva'il reclamo co~

risoluzione deI 2/3 maggio 1934 ed ordinava la caneella-

zione dell'iserizione provvisoria.

.Nel frattempo e preeisamente il 16 aprile 1934, la credi-

trlee aveva domandata al Pretore di Bellinzona di prolun-

gare il termine originario (fine dieembre 1932) della durata

dell'iserizione « sino ad un mese da ehe sara cresciuto in

giudicato i1 Iodo degli arbitri l>.

Regisrersachen. N0 46.

297

Il Pretore aecoglieva l'istanza eon decreto deI 26 aprile

1934.

Il debitore si e appellato da questo decreto al Tribunale

d'appello. ·La vertenza e sub judiee ed esula dal presente

litigio.

O. -

Il Dipartimento federale di giustizia e polizia,

cui l'attuale ricorso fu eomunieato per le Bue osservazioni

a' sensi dell'art. 14 cp. 2 GAD, eonchiude per il rigetto.

Alle stesse conclusioni giunge il Dipartimento di Giustizia

deI Cantone Ticino.

Oonsiderando in diritto·:

1. -

Nella sua risposta al rieorso, il Dipartimento

eantonale di giustizia, riferendosi all'art. 102 deI regoIa-

mento federale per il registro fondiario (RRF) solleva

l'eeeezione d'irrieevibilita in ordine deI rieorso, asserendo

avere veste di presentare un gravame solo ehi muova

lagnanza contro l'operato dell'ufficio. L'attuale rieorrente

non si e mai lagnata dell'operato dell'Uffieio dei registri :

non sarebbe quindi Iegittimata, si conehiude, per aggravarsi

da una risoluzione deI Dipartimento cantonale di giustizia,

ehe non eoneeme un ricorso da .essa sollevato.

La risposta deI Dipartimento federale di giustizia e

polizia impugna l'obbiezione e diehiara ehe la legitti-

mazione a ricorrere pub essere dedotta dall'art. 9 cp.·l

della GAD non potendosi contestare, ehe, se il rieorso e

fondato, la risoluzione querelata non abbia leso i diritti

deUa ditta ricorrente a' sensi di quel disposto. Questo

modo di vedere dev'essere aceolto.

2. -

Ma il gravame e infondato nel merito.

Anehe se, corne assevera la rieorrente e corne infatti

ernerge dall'incarto, le parti hanno eonvenuto di sotto-

porre al consesso arbitrale la questione, quando l'iserizione

dovesse diventare definitiva, non solo il decreto di proroga,

rna anche la sua iscrizione a registro dovevano avvenire

prima della scadenza dei termine originario fissato dal

giudiee per determinaro 1& durata e gli etIetti della iscri-

298

V"rwaltlmgs. und Disziplinarrechtspflegp.

zione provvisoria : in altri termini: l'iscrizione a registro

d'ipoteca definitiva 0 di un decreto di proroga deI termine

originariamente stabilito per l'iscrizione provvisoria doveva

aver luogo, nel caso in esame, entro il 31 dicembre 1932:

il che non avvenne.

3. -

La ricorrente sostiene in contrario, che l'iscrizione

provvisoria deI 13 febbraio 1931 era ancora valida ed

efficiente perche non cancellata, quando, con decreto deI

26 aprile 1934, il Pretore ordinava fosse mantenuta in

vigore fino ad un mese dopo l'entrata in forza deI Iodo.

Ne deduce che, ci?> essendo, non si pUD ritenere tardiva

Ia domanda di proroga deI termine. La durata dell'iscri-

zione provvisoria, assevera essa, era stata limitata nella

supposizione che al 31 dicembre 1932 illodo sarebbe stato

emesso : ne seguirebbe che, poiche, in seguito alle more

deI procedimento arbitraIe, l'iscrizione definitiva non

pore aver luogo, gli effetti dell'iscrizione provvisoria

continuarono senz'altro al di la deI termine originario

(31 dicembre 1932). L'argomento e fallace. L'art. 76 deI

RRF dispone che l'annotazione d'iscrizione provvisoria

dev'essere cancellata d'oflicio quando ..... « sia trascorso

infruttuosamente il termine fissato dal giudice per richie-

dere I'iscrizione definitiva». Questo disposto non pUD

essere eluso per il fatto che l'ufficio non procede tempes-

tivamente alla cancellazione di un'iscrizione provvisoria

estinta, sia che creda, erroneamente, di non potervi

procedere se non ad istanza' delle parti interessate, sia

che ignori questo disposto.

Nel caso in esame l'iscrizione provvisoria era diventata

caduca colla decorrenza infruttuosa deI 31 dicembre 1932

e doveva venir cancellata d'officio (RU 53 II N.38).

II Tribunale /ederale pronuncia :

Il ricorso e respinto.

Vgl. auch III. Teil Nr. 52. -

Voir aussi IIIe partie n° 52.

Spielbanken und Lotterien. No 47.

299

IH. SPIELBANKEN UND LOTTERIEN

MAISONS DE JEU ET LOTE RIES

47. Urteil vom 8. November 1934

i. S. Schüpf3r gegen Eiig. JusLiz- uni l'olizeidepartement.

1. Spielapparate im Sinne des Spielbankgesetzes (Art. 3) sind

Apparate, die ihrer Einrichtung oder ihrer sonstigen Bestim-

mung nach dem Spiel mit Einsatz um Geldgewinn dienen

(Erw. 1 und 2).

2. Das Aufstellen solcher Apparate ist erlaubt, wenn der Spiel-

ausgang in unverkennbarer Weise ganz oder vorwiegend auf

Geschicklichkeit beruht (Erw. I und 3).

A. -

Durch Entscheid vom 24. August 1934 hat das

eidgenössische Justiz- und Polizeidepartement den Spiel-

apparat « CoUP», der ihm vom Beschwerdeführer, Oskar

Schüpfer in Luzern, zur Prüfung angemeldet worden war,

gestützt auf Art. I und 3 Spielbankengesetz verboten.

Der Apparat besteht aus einem etwa 2 m langen Kasten,

in dessen Deckel sich eine gerade, horizontale Spalte

befindet. Im Innern läuft unter dieser Spalte auf Schienen

ein mit Gummirädern versehener Wagen. Darauf sind

zwei Metallstangen angebracht, die durch die Spalte

herausragen und von denen eine einen Knopf, die andere

eine Läuferfigur und, an deren Sockel seitlich rechts heraus-

ragend, eine Blattfeder trägt. Der Knopf dient als Hand-

griff zum Hin- und Herbewegen, besonders zum Antrieb

(Abstoss) des Wagens Qeim Spiel. Die Läuferstange ist

mit einer Vorrichtung versehen, die sie bei Erreichen der

beiden Enden der Laufbahn um 1800 dreht, sodass der

Läufer stets in der Laufrichtung blickt. Vom Spieler aus

links ist längs der· Laufbahn eine Skala mit 45 Feldern

angebracht, die durch kleine, senkrechte Stifte von ein-

ander getrennt sind. Die Felder der Skala tragen Num-

mern, nämlich die 4 ersten und letzten schwarze Verlust-

nummern 10, 20, 30, 40; dazwischen liegen rote Gewinn-