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57_II_575

BGE 57 II 575

Bundesgericht (BGE) · 1931-01-01 · Deutsch CH
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Sachenrecht. N° 92.

sich auf Summen beschränkt, welche für den Besitzer

mehrerer Liegenschaften nichts verdächtiges an sich

haben und, wie übrigens auch die Beteiligung des Geser,

, nur den Schluss auf starke Immobilisierung, nicht auch

auf « schwere überschuldung» aufdrängen. Dass dieser

Wechselverkehr etwa nicht ordnungsgemäss vor sich

gegangen sei, ist nicht aufgezeigt worden. Und wenn

es der Klägerin habe auffallen müssen, dass Müller

nun plötzlich über einen bankfähigen Pfandtitel verfüge,

so begründete dies noch keinen Verdacht, dass der Titel

nicht in Ordnung gehen könnte; darum aber, ob es bei

der Rückgabe des Titels durch den bisherigen Inhaber

(z. B. einen Faustpfandgläubiger) mit rechten Dingen

zugegangen sei, brauchte sich die Klägerin nicht zu

kümmern. War es schliesslich wirklich undenkbar dass

der bisherige Inhaber, auch ohne vorgängig bef;iedigt

worden zu sein, den Titel zu anderweitiger vorteilhafterer

Verwertung vorderhand dem Müller anvertraut hatte

dem seine Inhabertitel anvertrauen z~ müssen das Publi~

kum von Verwaltungs wegen genötigt war? Ebensowenig

brauchte zum Aufsehen zu mahnen, wenn der Schuld-

brief in keiner Weise zerknittert oder beschmutzt war

da es sich ja nicht um ein zum Umlaufe bestimmte~

Papier handelte, welches vielmehr bisher sehr wohl erst

durch eine Hand gegangen sein konnte. Sodann hätte

die Fälschung der Unterschriften des Grundbuchver-

walters und des Bezirksgerichtspräsidenten auch von

demjenigen,,velchem diese Namenzüge geläufig smd,

erst bei näherer Betrachtung erkannt werden können,

wozu jedoch, wie gesagt, keine Veranlassung bestand,

zumal angesichts des aufgedrückten Amtssiegels. Der

Hinweis des Beklagten auf das in Haarschrift aufge-

druckte Jahr (1928) des Druckes des Iverwendeten [For-

mulars ist unangebracht; es konnte umsoweniger zufäl-

ligerweise in die Augen springen, als Müller es in raffinierter

Weise verundeutlicht hatte.

3. -

Unbestrittenermassen hätte der der Klägerin

Obligationenrecht. N° 93.

575

verpfändete Schuldbrief volle Deckung, für den ebenfalls

unbestrittenen Restbetrag ihres Darlehens geboten, wenn

er echt gewesen wäre. Trotzdem im Konkursverfahren

über Müller die Verteilung noch nicht stattgefunden

hat, darf der VOll der Klägerin erlittene Schaden füglich

auf diesen ganzen Betrag bemessen werden gestützt

auf die von der Konkursverwaltung erteilte Auskunft

über die Ergebnislosigkeit des Konkurses, wozu noch

kommt, dass die Klägerin dem Beklagten die Abtretung

eines allfälligen Dividendenanspruches anbietet, wobei

sie zu behaften ist.

Demnach erkennt das Bunde8yet'icht:

Die Klage wird zugesprochen und dem Beklagten davon

Akt gegeben, dass die Klägerin ihm die auf ihre Darle-

hensforderung entfallende Dividende aus dem Konkurs

über Walter Müller abtritt.

IH. OBLIGATIONENRECHT

DROIT DES OBLIGATIONS

93. Sentenza 16 d.ecembre 1931 d.eUa. 13 Sezione civile

in causa BaleBtra c. Christen.

Cac.eia proibita. -

L'affittuario deI fondo percuote il cacciatore,

11 quale, tentando di coipirlo col calcio dello schioppo, si ferisee

morta.lmente. -

Azione di responsabilita della vedova e deUa

figlia deI defunto. -

Discriminazione delle eausa eoncorrenti e

delle responsabilitA e determinazione dell'indennizzo.

A. -

Verso le 14,30 deI 6 ottobre 1927 Osvaldo Balestra,

pittore decoratore, ventottenne, ammogliato ad Ida Brunel,

24anni, e padre di una bambino, di un anno, cacciava

nei dintorni di Bellinzona e precisamente nella localita

denominata « Semine » ed entrava in un prato di proprieta

Obligationenrecht. N° 93.

deI sig. Dr. Pusterla, dato in aHitto ad Enrico Christen.

Il prato e eintato; possiede due vani per l'entrata e

l'uscita, muniti da sbarre; dista circa 120 metri dalla casa

Pusterla e circa 200 da altri abitati. Il territorio {(Semine »

non e lontano dal « Dragonato », quartiere di Bellinzona.

Nel fondo Pusterla paseolavano delle bovine di pro-

prieM. deI Christen, sotto 180 vigilanza deI costui servitore,

certo Casari. Appena entrato, Balestra fu reso attento

dal detto Casari all'imprudenza di cacciare in luogo ove

stava pascendo una mandra e fu invitato ad uscire

dal recinto colle parole: « Fuori di qui, non e questo il

luogo di sparare e di cacciare ». Balestra non se ne

diede per inteso: sparo, uccise un uccelletto, 10 raccolse

e ricarico il fucile. In seguito, trovando evidentemente

inutile cacciare in luogo dove aveva gia sparato e, di

nuovo ammonito dal Casari, Balestra si avviava verso

l'uscita, quando fu interpellato dal Christen, il quale

sopravvenendo in bicicletta, aveva seguito da Iontano Ia

scena sopradescritta. D Christen iIitimava al Balestra

d'uscire dal prato, caso contrario « avrebbe pensato lui

c~ farsi ubbidire ll. Appena uscito dal chiuso, Balestra si

trovo di fronte al Christen, ehe continuava ad inveire ed

a gridare, ehe non era quello il luogo di andare a caccia,

ehe nel prato non era permesso "di cacciare, ecc. Rispon-

dendo Balestra in modo risentito «(di vacche non ne ho

mai ammazzate, andro a caccia quando vorr<> come per

il passato)l ece. -

0 qualche.cosa di simile -), Christen,

adirato, feee atto di aHerrare il fucile, ehe il cacciatore

portava ad armaeo110, dicendo: « Te 10 faceio mangiare

10 il fucile 'J. Nello stesso tempo il Christen diede uno

spintone al Balestra egli assesto un pugno 0 due sulla

faccia. Questi, reagendo, aHerrava per le canne il fucile

carico cd in posizione di scatto e, allontanatosi alquanto

dal Christen, gli calava Ull colpo violento col calcio del-

l'arma. Christen pero riuseiva, eon rapida mossa, 80 schi-

vare il colpo, ehe eolpiva di seoreio solo 180 di lui spalla :

il fueile, urtando eol ealcio il terreno, si spezzava, ed un

Obligationenrecht. N° 93.

577

colpo ne partiva, dal quale Balestra fu mortalmente

ferito.

B. -

Co11a petizione 14 aprile 1928 Ia vedova e la

bambina Balestra citavano in giudizio Enrico Christen

direttamente davanti al Tribunale di appello deI Cantone

Ticino chiedendogli i1 pagamento di 25 000 fchi. cogli

accessori.

O. -

Il convenuto conchiudeva, nelIa risposta, alla

reiezione della petizione. Dei motivi della petizione come

della risposta, si dira, se d'uopo, pit. sotto.

D. -

Con sentenza 19 maggio 1931 il Tribunale di

appello deI Cantone Ticino statuiva :

{(1. La domanda della petizione di causa e accolta nel

aenso ehe i1 convenuto Enrico Christen deve pagare agli

Eredi deI fu Osvaldo Balestra 180 somma di 8000 fchi.

coll'interesse deI 5 % apartire dalla intimazione della

petizione. 2. La tassa di giustizia di 800 fchi., oltre le

spese giudiziali, di copie e holli, sono carieate 801 convenuto,

compensate le ripetibili. »

. E. -

Contro questa sentenza sono volti l'appelIo prin-

cipale deI convenuto e l'appello adesivo delle attrici,

ambedue inoltrati nei termini e modi di legge. Col primo

si propone la reiezione, col seeondo l'accoglimento in .

toto della petizione.

Oonsiilerando in diritto :

1. -

Oggetto dell'odierna discussione orale fu in primo

luogo la questione di sapere, se, cacciando sul fondo

Christen, il defunto Balestra abbia commesso atto illecito :

questiOlW non indifferente sia per l'esame deI nesso cau-

sale tra i diversi fatti ehe condussero all'evento fatale, sia

per 180 valutazione delle colpe concorrenti e quindi deI grado

delle responsabilita.

Anzitutto -

e cio e esplicitamente ammesso -

i1

Balestra era entrato nel fondo Pusterla per cacciarvi de11a

selvaggina (uccelletti, soprattutto delle allodoie) pro-

578

Obligationenrecht. N° 93.

tetta d,alla legge (art. 2 e 4, eifra 3 della legge federale

sulla caccia deI 10 giugno 1925): in seeondo luogo, il

fondo dista 120 a 200 metri dall'abitato, eioe a distanza

tale ehe i proiettili (pallini) di una eartueeia di forza

anehe media potrebbero essere ancora noeivi (art. 12

legge ibidem e 3 della legge eantonale Bulla eaceia) e,

finalmente, si trattava di un fondo chiuso a mente dei

disposti preeitati, a eio nulla ostando i due vani muniti

da pali per ehiuderli, vani indispensabili per l'entrata

e l'useita. Aggravante la cireostanza ehe, sul fondo in

discorso, al momento in eui Balestra caceiava e sparava,

si trovavano delle mueche.

Dagli atti risulta, ehe grande e la tolleranza nel Tieino

in materia di caceia e grande altresi la renitenza di molti

eaeeiatori ad ottemperare ai divieti ed alle restrizioni

delle leggi sulla caeeia. t testi assunti diehiarano unanimi,

ehe neUe vieinanze di Bellinzona e preeisamente nei

paraggi in diseorso si caeeia agli ueeelletti apertamente

ed impunemente. Un pubblieo funzionario ammette senza

ambagi ehe i eaeciatori si danno, indisturbati, a queste

sport favorito in pieno meriggio e ehe la zona piu fre-

quentata da loro e appunto quella ehe eomprende anehe

il fondo Pusterla. Si eaceia anehe su fondi ove paseola

il bestiame e, quando il fondo e eintato eOme quelle in

discorso, si da semplicemente la -scalata ai muri.

Malgrado queste deplorevoli eonsuetudini venatorie Ba-

lestra doveva sapere ehe, entrando nel fondo altrui senza

motivo giustificato ed a scopi illegali, si rendeva eolpevole

di atto illecito. Tutti i eacciatori, anehe nel Tieino, sanno

ehe la eaccia agli ueeelletti e vietata (salvo qualehe rara

speeie speeialmente enuneiata neUe leggi); devono sapere

altresi ehe e perieoloso sparare nelle vieinanze degli

abitati e delle mandre. Se, nondimeno, molti la prati-

eano eontravvenendo alla legge, si e appunto perche

fanno fidanza nella tolleranza delle autorita locali di

vigilanza ed anehe nella bonarieta dei proprietari dei

terreni. Il Dipartimento tieinese degli Interni, eon apposita

Obligationenrecht. N° 93.

579

eircolare distribuita ai eaeeiatori eon la patente (foglietto

giallo), raceomanda loro di usare, eaeeiando, la massima

prudenza. Raccomanda loro « vivamente », tra altro, di

osservare il divieto di sparare in vieinanza deI bestiame

ed a meno di 200 metri deH'abitato.

E l'art. 8 eap. 1 della legge eantonale sulla eaeeia e sulla

protezione degli uccelli, riprodotto nella patente tieinese,

dispone : ({ Non e permessa 180 eaceia nei eimiteri, nei fondi

ehiusi, neHe vigne eoltivate a pergolato... e a meno di

200 metri dagli abitati ... ».

E' dunqueinsostenibile la tesi ehe, reeandosi a eaceiare

nel fondo Christen-Pusterla, Balestra non siasi reso eolpe-

vole di atto illecito ed imprudente.

2. -

Ciü posto, ehiedesi quali dei fatti, ehe eondussero

al luttuoso evento, possano cadere in eonsiderazione eome

eausali. Che, nell'esame di questa questione debbansi

eonsiderare, non solo le eause dirette ed immediate (il

eolpo vibrato dal Balestra col ealcio deI fueile in posizione

di scatto, 10 spaccarsi deI fueile urtando la terra e 10 scarico

fatale), ma anehe le cause indirette e mediate dell'infor-

tunio, e fuori di dubbio, ed anche nell'odierna discussione

della eausail rappresentante deI eonvenuto non l'ha

eontestato. Ma devesi nell'indagine delle cause risalire

solo fino alla scena avvenuta sullimitare deI fondo e nel

corso della quale il Christen aveva percosso il Balestra

od oeeorre prendere le mosse dal eomplesso dei fatti

avvenuti anteriormente e ehe eondussero all'ineontro deI

Christen col Balestra 1

Questa Corte opina ehe motivi prevalenti militino a

favore di quest'ultima tesi. Che, se a ragione l'istanza

eantonale, per motivi dottrinali, ehe non eostituiseono

interpretazione scorretta della legge e neanehe della

giurisprudenza nel vessato quesito della eausalita ha

ammesso, ehe le minaceie e le violenze (pereosse, tenta-

tivo di disarmo) usate dal Christen nei confronti deI

Balestra, sono in relazione di causa ad effetto eoll'evento

dannoso nel senso ehe determinarono 180 rapida, irriflessa

AS 57 II -

1931

1>80

Obligationenrecht. N° 93.

reazione deI Balestra la quale condusse aUa di lui morte,

e pur anche indubbio, ehe il modo d'agire del Balestra,

• anteriormente a quella scena, dava al Christen motivo non

ingiustificato d'intervenire, a difesa dei suoi diritti d'affit-

tuario deI fondo ed anche a110 scopo d'impedire nuovi

eventuali soprusi. Anehe dopo ehe Balestra era uscito dal

chiuso, e data, sopratutto, l'insufficienza della sorveglianza

uffieiale in questa materia, Christen aveva legittimo

motivo di ammonirlo, di biasimarlo, di redarguirlo, e

Balestra, ehe doveva essere conscio d'aver torto, anziehe

assumere un atteggiamento di sfida e di rispondere in

modo arrogante, esprimendo, tra altro, il proposito di

volere, anehe per l'avvenire, perseverare nella violazione

dell'altrui proprieta (<< andro a caccia quando vorro come

per il passato »), avrebbe dovuto tenerselo per detto,

mostrarsi remissivo e tirar via per Ie Bue faccende. Onde,

conchiudendo, si dira che l'atto illecito deI Balestra ed

il suo atteggiamento cacciando sul fondo e dopo esserne

uscito, potevano -

secondo l'ordine normale delle cose-

dare motivo sufficiente al Christen per intervenire : quei

fatti furono quindi efficienti nel senso della teoria della

causa adeguata e devono essere eonsiderati eause con-

correnti dell'evento dannoso.

D'altro canto occorre ritenere a carico deI Christen,

che il di lui contegno, dopo ehe il Balestra era uscito

dal chiuso, vale a dire il tentartiivo di togliergli H fueile

seguito da vie di fatto, era tale da non escludere la pre-

vedibilita di quanto poi successe : ehe eioe Balestra avrebbe

potuto difendersi impiegando il fucile.

Quest'atteggia-

mento deI Christen, col quale egli ebbe ad assumere una

parte deI rischio, costituisce dunque un eomplesso di cir-

costanze causali giuridicamente rilevanti e di eui nel giu-

dizio sul eoncorso delle causalita si deve tener eonto.

3. -

Se, in ordine di quanto precede, si seende ad esa-

minare la questione della colpa 0 delle eolpe coneorrenti

risulta:

a) Cacciando sul fondo Christen-Pusterla, il sinistrato

Obliga.tionenrecht. N° 93.

581

ha commesso -

e fu dimostrato -

atto illecito. L'illeceita.

e bensi cessata quando Balestra, finalmente, usciva dal

chiuso : ma l'atto illecito commesso non era percio messo

nel nulla. Donde Ia legittimita dell'intervento deI Christen.

Ma l'intervento fu indubbiamente eecessivo. La reazione

deI Christen ando oltre quanta occorreva a salvaguardia

dei suoi interessi.

b) Ovvio si e pure ehe, all'offesa deI Christen il defunto

Balestra opponeva reazione pure eccessiva, anzi brutale

e feroce e propriamente ineomprensibile, se non si sup-

pone in lui eccitabilitA, nervosa straordinaria, anzi momen-

taneo traviamento dello spirito. Balestra non si trovava

in istato di legittima difesa e neanehe la provocazione

da parte deI Christen giustifieava una ritorsione eosl vio-

lenta; il colpo da lui vibrato col ealcio deI fucile, atto

pericolosissimo per l'agente stesso (perehe il fucHe era

carico ed in posizione di seatto) ma ehe poteva riuseire

fatale anche all'aggredito, se non fosse riescito a schi-

varlo.

L'evento dannoso e dunque dovuto a diversi atti colposi

concorrenti : gli uni, di gran lunga i piu gravi, a carico

deI sinistrato stesso; gli altri, molto meno gravi, ma che

pure stanno in rapporto di causalita, a carico deI Christen,

il quale quindi dev'essere dichiarato responsabile, se pure

in minima parte, deI danno, l'altra, di gran lunga phI

considerevole, dovendo essere accollata, al sinistrato stesso.

4. -

NeU'odiema discussione della causa, il rappresen-

tante deI convenuto ha censurato il computo deI danno

stabilitodall'istanza cantonale. La censura non edel

tutto infondata. I dati della sentenza querelata non bas-

terebbero, per se soli, adeterminare l'indennizzo anche

solo approssimativamente, poiche non vien indieata l'eta

dell'attrice ne della bambina. Ma non oceorre rinviare

l'incarto al prima giudiee per complemento d'istruzione

e nuovo giudizio a' sensi dell'art. 64 OGF, perehe questi

dati possono essere desunti dagli atti proeessuali (art.

82 OGF). Risulta da un certificato officiale della Citta

582

ObligatioTtenrecht. N0 93.

di Bellinzona (certificato per l'ammissione 0.1 gratuito

patrocinio) ehe 10. vedova Balestra e nato. nel 1903 e 10.

bambino. nel 1926. Per quanta concerne il guadagno deI

• sinistrato, 10. Corte cantonale parte dalla eifra di 4000 fchi.

annui, valutazione probabilmente vicina alla verita, non

ineompatibile cogli atti e ehe, ad ogni modo, non fu een-

surata nei modi di legge (art. 67 OGF).

Basandosi su questi dati, e ritenendo ehe il sinistrato

avrebOO dovuto impiegare buona parte deI suo guadagno,

oltre un terzo, per il sostentamento della moglie edella

figlia, l'indennizzo, basato sui metodi di ealeolo usuali,

supererebbe la somma richiesta dalle attrici, se non dovesse

entrare in linea di conto 10. colpa della vittima e eioe :

10. violazione ingiustificata deI dominio altrui, origine di

tutto il male, ed il modo suo eccessivo di reazione di

fronte all'attacco deI Christen, maneggiando, impruden-

tissimamente, un'arma carica ed 0. percussori alzati.

N ella determinazione deI danno (8000 fchi.) non sem bra

0. questa Corte, che il giudice cantonale abbia tenuto in

debito conto tutti i precitati elementi della eolpa impu-

tabile 0.1 Balestra, elementi ehe, considerati nel loro

assieme, eostituiseono una colpa gravissima e di gran

lunga preponderante. Questo giudiee ritiene quindi ehe

il danno di eui i1 eonvenuto e eontabile dev'essere ridotto

in misura eonsiderevolissima. Un suo contributo di 4000

fehi. 0.1 danno patito dalle attrici corrisponde equamente

alla eolpa, affatto secondaria, ehe gli pub essere attribuita.

Il Tribunale /ederale pronuncia :

II ricorso adesivo delle attrici e respinto; quello prin-

cipale deI convenuto e ammesso nel senso, ehe 10. somma

da pagarsi dal convenuto alle attriei e ridotta 0. 4000 fehi.

co11'interesse deI 5 % 0. contare dalla data della petizione.

Obligationenrecht. N° 94-.

583

94. Auuug aus dem Urteil der I. Zivilabteilug

vom 2S. Dezember 1981 i. S. Sennha,user u. ltons. gegen Halle .

Verjährungsunterbrechung zufolge Forderungsanerken,nung (OR

Art. 135 Ziff. 1).

Die Anerkennung einer Forderung braucht, um gemäss

Art. 135 Ziff. 1 OR eine die Verjährung unterbrechende

Wirkung zu entfalten, nicht zu dem Zwecke erfolgt zu

sein, den Verpflichtungswillen zum Ausdruck zu bringen;

vielmehr genügt hieffu, dass der Schuldner ausdrücklich

oder durch konkludente Handlungen seiner Meinung Aus-

druck gegeben hat, die Schuld bestehe noch (vgl. v. TUHR

OR TI S. 61 i f., OSER, Kommentar zu Art. 135 OR Note 30.

S. 653; FIOK, Kommentar zu Art. 135 OR Note 10 S. 277;

HAFNER, Kommentar zu Art. 154 aOR Note 1 b S. 64). Es

bedarf also, entgegen der von Becker (in seinem Kom-

mentar zu Art. 135Note Ir 1 S. 535) geäusserten Auffassung,

keiner Willenserklärung, d. h. keines Rechtsgeschäftes. Das

ergibt sich unzweideutig aus dem Wortlaut des Gesetzes

selbst, das in Art. 135 Ziff. 1 OR als Beispiele einer For-

derungsanerkennung «(namentlich auch», « notamment»,

« in speeie ll) aufführt: « Zins- und Abschlagszahlungen,

Pfand- undBürgschaftsbestellung ll, d. h. Rechtshandlungen,

deren Zweck in der Erfüllung oder Sicherstellung der 00-

zügl. Verbindlichkeit, nicht in deren Anerkennung besteht.

Genügt somit zur Unterbrechung der Verjährung auch eine

blosse Wissenserklärung, so tritt diese Wirkung aber auf

alle Fälle nur ein, wenn aus der Äusserung des Schuldners

unzweideutig sich ergibt, dass er sich als rechtlich und nicht

nur als moralisch verpflichtet erachtet (vgl. auch BGE 23

S. 940 f.). In der Regel, d. h. wenn eine auf einem normalen,

den guten Sitten entsprechenden Schuldgrund beruhende

Forderung in Frage steht, wird dies, sofern aus dem Ver-

halten des Schuldners nicht klar das Gegenteil hervorgeht,

zu vermuten sein. Wo aber die Klagbarkeit der bezügl.