opencaselaw.ch

51_II_225

BGE 51 II 225

Bundesgericht (BGE) · 1925-01-01 · Français CH
Source Original Export Word PDF BibTeX RIS
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

224

Obligationenrecht. N° 38.

deur et que celui-ci a voulu au contraire prendre son

cousin comme successeur apres l'avoir initie aux affaires

de la maison, cela resulte clairement de la lettre du 21

. octobre 1919 dans laquelle Galli ecrit entre autres: «Je

suis content que tu· aies la ferme volonte de venir a

Fleurier pour faire a ma place ta position definitive » •••

« je suis persuade que d'ici deux ans tu pourras faire

seul ». ••

« dans ton interH, j'ai pense de te proposer

une association qui stipulerait... qu'a ta demande

je me retirerais et que tu aurais seul le droit de continuer

le commerce ... ». Il saute aux yeux qu'en ecrivant cette

lettre, le defendeur avait la ferme intention de se retirer

des affaires en faveur de son parent, et cette volonte

a trouve son expression dans rart. 16 de racte d'asso-

ciation, par lequel Galli -:- qui, il ne faut pas l'oublier,

a fait rediger le contrat -

s'engage librement et sans

reserves a « ne pas faire concurrence a son ancien associe

dans le canton de Neuchätel)). Cet engagement n'a du

reste pas He purement gracieux. Le defendeur a trouve

une compensation d'une part dans le prix de la cession

de son entreprise et d'autre part dans la collaboration

du demandeur pendant les annees 1920 a 1922. Enfin

il est juste de tenir compte du fait que la concurrence du

defendelJr, etablit a Fleurier depuis de longues annees et

se trouvant (l'instance cantonale le constate) dans une

situation financiere aisee, aurait les consequences les

plus desastreuses pour le deIllandeur, qui est loin de

pouvoir se mesurer avec Galli. Le maintien de la clause

d'interdiction est donc necessaire pour donner aux

conventions des parties la sanction qu'elles comportent

en droit et en equite.

Il n'y a meme pas lieu de mitiger la defense faite au

defendeur, car elle n'est pas de nature a mettre fin a

son activite economique. Galli peut encore exercer son

metierhors du canton de Neuehätel, soit en s'etablis-

sant a son propre eompte, soit en travaillant dans la

maison d'un tiers, soit en s'y interessant eomme associe

Versicherungsvertrag. N° 39.

225

ou en quelque autre qualite. Si on limitait la portee de

la clause a un territoire plus restreint que eelui du canton

de Neuchätel et si on y introduisait une limitation dans

le temps, on exposerait par contre le demandeur a une

concurrence qui, ainsi que cela a deja ete releve, risquerait

de eompromettre gravement la situation economique

que le contrat coneIu avee le defendeur avait pour but

de lui pro eurer et en vue de laquelle il s'est decide a

venir a Fleurier.

Le Tribunal fidiral prononce:

Le recours est rejete et le jugement attaque est con-

firme.

IV. VERSICHERUNGSVERTRAG

CONTRAT D'ASSURANCE

39. Santenza 30 marzo 1925 della Ia sezione civile

nella causa Stolz c. :Be&. e Co

Art. 90 e 129 legge federale sull'assicurazione contro le malat-

tie e gli infortuni. _ Assicurato ~ nel senso di questi disposti

e anche colui, cui in virtu delI'art. 90 cap. 2 gli assegni

dell'Istituto devono venir ridotti. Ond'e, ehe anehe in con-

fronto di esso 0 dei suoi superstiti il padrone non puö essere

personalmente tenuto responsabile deI danno se non quando

esiste dolo 0 colpa grave a suo carieo.

A. -

La convenuta eseguiva nel 1922 10 scavo di

un serbatoio idraulico in Bellinzona. Il figlio dell'attore,

celibe, cittadino italiano, addetto quale man ovale a quei

lavori, fu, il 22 settembre di quell'anno, vittima di

un infortunio. Dopo 10 sparo di mine.entrava nel fondo

deI serbatoio per sgombrare il materiale, quando, da

una parete di circa 6 m. di altezza, si staccava un masso

di terra di circa un m3, ehe 10 eolpi e 10 attem>. Cadendo,

226

Versichemngsvertrag. No 39.

egli andava ad urtare eontro il manieo 0 la punta deI

pieeone ehe teneva in mano. Ne riportava delle lesioni

al ventre, eui soeeombette il giorno dopo.

L'Jmpresa Beffa era assieurata presso l'Istituto nazio-

nale di assicurazione in Lueerna. 11 sinistrato essendo

suddito italiano e la legislazione italiana sugli infortuni

non offrendo agli assieurati svizzeri vantaggi equivalenti

a quelli previsti dalla legge federale 13 giugno 1911,

l'Istituto nazionale di assieurazione assegnava all'attore,

padre deI sinistrato, solo un indennizzo pei funerali

di Fr. 40 (art. 90 eap. 2° l. e.).

L'attore si adagio nei eonfronti dell'Istituto a questa

decisione. Ma eon petizione 21 febbraio 1923 egli eitava

direttamente davanti il Tribunale di Appello la Ditta

Ing. Beffa & Co per f~rla eondannare al pagamento

di Fr. 8000 eogli aeeessori in base agli art. 41 e seg.

CO, allegando ehe l'infortunio era dovuto a eolpa, anzi

a eolpa grave della eonvenuta.

B. -

Con sentenza 13 novembre 1924 il Tribunale

di Appello respinse la petizione diehiarando ehe a stregua

delI'art. 129 cap. 2° 1. e. il padrone, nella fattispeeie

l'Impresa Beffa & Co, non puo essere ritenuto respon-

sabile dei danno se non quando ha eagionato l'infortunio

eon intenzione 0 per eolpa grave, ipotesi queste ehe

non trovano. riseontro nella fattispecie.

C. -

Donde l'attuale appello inoitrato nei termini

e nei modi di legge dall'attor~, eui fu aeeordato il bene-

fieio dei poveri Iimitatamente alle spese giudiziarie;

Considerando in diritto:

1° Non e litigioso ehe il sinistrato apparteneva ad uno

Stato, il quale, nella sua legisiazione sui soeeorsi in

easo di infortunio sullavoro, non offre ai eittadini svizzeri

vantaggi equivalenti a quelli previsti dalla legge federale

13 giugno 19.11. Seeondo l'art. 90 eif. 2 l'attore quale

superstite deI sinistrato non aveva diritto, di fronte

aU'Istituto nazionale di assieurazione, ehe al risarei-

mento delle spese di sepoltura.

Versicherungsvertrag. N° 39.

227

Trattasi di sapere se l'attore, basandosi sugli art. 41 e

seg. CO, possa far vaiere verso l'Impresa Beffa il danno

per mancato sostentamento, ehe esso eifra in Fr. 8000.

2° Non e eontestato ehe I'Jmpresa Beffa ha regolar-

mente pagato il premio di assieurazione anehe per il

sinistrato e ehe quindi era al benefieio della legge

federale 13 giugno 1911. L'art. 128 diehiara abrogate

le leggi sulla responsabilita civile, ehe regolavano ante-

riormente i rapporti tra padroni ed operai in tema di

infortuni sul lavoro. Queste leggi so no sostituite dalle

disposizioni deI CO, eioe di diritto eomune, dice l'art.

129 eap. 1°, ma soggiunge. nel seeondo capoverso ehe,

ove un infortunio abbia eolpito un assieurato presso

l'Istituto, il padrone ne sara tenuto responsabile solo

quando egli abbia eausato l'infortunio eon intenzione 0

eolpa grave. Trattasi di decidere :

a) se, per prineipio, questo disposto sia applieabile

al easo in esame.

b) In caso affirmativo, se l'infortunio sia stato eau-

sato per eolpa grave dell'Impresa eonvenuta. Che sia

stato oeeasionato intenzionalmente, non vien neanehe

preteso.

ad a) L'attore eontesta l'applieabilita deI disposto

dell'art. 129 eap. 20, vale a dire eontesta ehe nel caso

attuale il eonvenuto non sia responsabile ehe in easo

di eolpa grave, impugnando ehe il sinistrato possa

essere eonsiderato quale un « assicurato » a sensi della

legge. Egli argomenta eome segue: AU'attore, quale

superstite deI sinistrato, non furono assegnate dall'isti-

tuto nazionale ehe le spese per i funerali in forza delI'art.

90 al. 2. Egli non rieevette dall'Istituto nessun risarei-

mento per il danno subito dalla perdita deI figlio, ehe

10 assisteva. In queste eondizioni il sinistrato non puö

essere eonsiderato come un vero e proprio {(assieurato »

a sensi dell'art. 129 cap. 20 e la responsabilita della

eonvenuta in base al diritto comune non e limitata al

easo di eolpa grave.

L'argomento non vaIe.' Il fatto ehe, per le ragioni

228

Versicherungsvertrag. N0 39.

addotte dianzi, Ie prestazioni dell'Istituto sono, nd

easo attuale, limitate all'indennita per il funeraIe, non

esclude punto ehe il sinistrato fosse un assicurato a

. sensi della legge. Se invece di Iasciare eome superstite

il padre, avesse laseiato moglie e figli, l'indennita da

fornirsi dalla cassa sarebbe stata, anche nell'ipotesi

dell'art. 90, dei 3/4. della rendita ordinaria ai superstitL

Se il sinistrato fosse sopravissuto all'infortunio, gli

spetterebbero Ie spese di malattia e i 3/4. della rendita

ordinaria di invalidita. Tutti questi risarcimenti, anche-

quello previsto per il padre superstite, limitato alla

sola indennitä pei funerali, non possono avere altra

base giuridiea ehe la qualita di assicurato nella persona

deI sinistrato. La tesi ehe, nella fattispeeie, il sinistratO'

non sarebbe un assieuratQ e ehe Ia responsabilita della

convenuta sarebbe data anche in caso di colpa non

grave s'infrange al tenore non dubbio della legge e appare

inammissibile anehe per i motivi seguenti : Abolite

in virtiI dell'art. 128, le leggi speciali sulla responsa-

bilitä civile ehe regolavano la materia in modo esclusivo,.

fu rimesso in vigore il diritto comune. Se tale reintro-

duzione deI diritto comune fosse illimitata ne seguirebbe,

ehe ogni qualvolta l'infortunio e dovuto al padrone.

egli ne sarebbe responsabile illimitatamente in base

all'art. 41, eioe anche in caso di colpa non grave : e,.

inoltre, al sinistrato competerebbero le prestazioni

dell'Istituto, per le quali questo ha diritto di regresso

verso il terzo responsabile (art. 100 1. c.). Ond'e che il

padrone, pur pagando regolarmente le tasse eome equi-

valente delle prestazioni dell'Istituto, sarebbe, in eerti

casi, in condizioni meno favorevoli di quelle ehe aveva

sotto l'impero delle antiehe leggi: di pagare eioe un

premio di assieurazione e di essere nondimeno assog-

gettato alla responsabilita eompleta deI diritto eomune

(responsabilitä per eolpa anehe non grave). Questo il

motivo legislativo deli 'art. 129 al. 20, che limita la res-

ponsabilitä deI padrone al caso di eolpa grave. Siffatta

Versicherungsvertrag. N° 39.

229"

limitazione sta a favore deI padrone e non puo dipen-

dere dalla misura nella quale il superstite dell'assicurato

vien risarcito seeondo l'art. 90 a1. 2°, poiche il padrone

non trae aleun profitto dalla restrizione delle prestazioni

delI' Istituto previste da quel disposto. Ma la tesi soste-

nuta dall'appellante sarebbe ineoneiliabile anche col

fine cui ha mirato illegislatore dettando l'art. 90 eap. 20

della legge. Se, in date ipotesi, la legge mette gli assi-

curati di certi Stati stranieri in una situazione meno

favorevole di quella fatta agli assicurati svizzeri, si e

ehe, per questo mezzo, essa intende indurre gli Stati in

diseorso a eoncedere agli operai svizzeri vantaggi mate-

riaH equivalenti a quelli di cui fruiseono i Ioro lavora-

tori in Isvizzera. Ma se, eome vuole l'attore, l'operaio

straniero non soggiacesse all'art. 129 al. 20, vale a dire'

valesse in suo eonfronto la responsabilitä illimitata deI

diritto eommune, la Iegge costituirebbe in certo senso

un privilegio in suo favore e non uno svantaggio a suo

carieo. Infatti, in easo di infortunio dovuto a eolpa

non grave deI padrone l'assicurato svizzero dovrebbe-

aceontentarsi delle prestazioni formte dalla cassa, mentre

illavoratore straniero. se que~te prestazioni non eoprono

interamente il danno risareibile potrebbe rendere res-

ponsabile il padrone per l'ammanco: conseguenza

questa ehe va a fine contrario della legge e che e quindi

inaecettabile.

ad b : Omesso.

11 Tribunale federale pronuncia :

L'appellazione e respinta.