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Obligationenrecht. N° 38.
deur et que celui-ci a voulu au contraire prendre son
cousin comme successeur apres l'avoir initie aux affaires
de la maison, cela resulte clairement de la lettre du 21
. octobre 1919 dans laquelle Galli ecrit entre autres: «Je
suis content que tu· aies la ferme volonte de venir a
Fleurier pour faire a ma place ta position definitive » •••
« je suis persuade que d'ici deux ans tu pourras faire
seul ». ••
« dans ton interH, j'ai pense de te proposer
une association qui stipulerait... qu'a ta demande
je me retirerais et que tu aurais seul le droit de continuer
le commerce ... ». Il saute aux yeux qu'en ecrivant cette
lettre, le defendeur avait la ferme intention de se retirer
des affaires en faveur de son parent, et cette volonte
a trouve son expression dans rart. 16 de racte d'asso-
ciation, par lequel Galli -:- qui, il ne faut pas l'oublier,
a fait rediger le contrat -
s'engage librement et sans
reserves a « ne pas faire concurrence a son ancien associe
dans le canton de Neuchätel)). Cet engagement n'a du
reste pas He purement gracieux. Le defendeur a trouve
une compensation d'une part dans le prix de la cession
de son entreprise et d'autre part dans la collaboration
du demandeur pendant les annees 1920 a 1922. Enfin
il est juste de tenir compte du fait que la concurrence du
defendelJr, etablit a Fleurier depuis de longues annees et
se trouvant (l'instance cantonale le constate) dans une
situation financiere aisee, aurait les consequences les
plus desastreuses pour le deIllandeur, qui est loin de
pouvoir se mesurer avec Galli. Le maintien de la clause
d'interdiction est donc necessaire pour donner aux
conventions des parties la sanction qu'elles comportent
en droit et en equite.
Il n'y a meme pas lieu de mitiger la defense faite au
defendeur, car elle n'est pas de nature a mettre fin a
son activite economique. Galli peut encore exercer son
metierhors du canton de Neuehätel, soit en s'etablis-
sant a son propre eompte, soit en travaillant dans la
maison d'un tiers, soit en s'y interessant eomme associe
Versicherungsvertrag. N° 39.
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ou en quelque autre qualite. Si on limitait la portee de
la clause a un territoire plus restreint que eelui du canton
de Neuchätel et si on y introduisait une limitation dans
le temps, on exposerait par contre le demandeur a une
concurrence qui, ainsi que cela a deja ete releve, risquerait
de eompromettre gravement la situation economique
que le contrat coneIu avee le defendeur avait pour but
de lui pro eurer et en vue de laquelle il s'est decide a
venir a Fleurier.
Le Tribunal fidiral prononce:
Le recours est rejete et le jugement attaque est con-
firme.
IV. VERSICHERUNGSVERTRAG
CONTRAT D'ASSURANCE
39. Santenza 30 marzo 1925 della Ia sezione civile
nella causa Stolz c. :Be&. e Co
Art. 90 e 129 legge federale sull'assicurazione contro le malat-
tie e gli infortuni. _ Assicurato ~ nel senso di questi disposti
e anche colui, cui in virtu delI'art. 90 cap. 2 gli assegni
dell'Istituto devono venir ridotti. Ond'e, ehe anehe in con-
fronto di esso 0 dei suoi superstiti il padrone non puö essere
personalmente tenuto responsabile deI danno se non quando
esiste dolo 0 colpa grave a suo carieo.
A. -
La convenuta eseguiva nel 1922 10 scavo di
un serbatoio idraulico in Bellinzona. Il figlio dell'attore,
celibe, cittadino italiano, addetto quale man ovale a quei
lavori, fu, il 22 settembre di quell'anno, vittima di
un infortunio. Dopo 10 sparo di mine.entrava nel fondo
deI serbatoio per sgombrare il materiale, quando, da
una parete di circa 6 m. di altezza, si staccava un masso
di terra di circa un m3, ehe 10 eolpi e 10 attem>. Cadendo,
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Versichemngsvertrag. No 39.
egli andava ad urtare eontro il manieo 0 la punta deI
pieeone ehe teneva in mano. Ne riportava delle lesioni
al ventre, eui soeeombette il giorno dopo.
L'Jmpresa Beffa era assieurata presso l'Istituto nazio-
nale di assicurazione in Lueerna. 11 sinistrato essendo
suddito italiano e la legislazione italiana sugli infortuni
non offrendo agli assieurati svizzeri vantaggi equivalenti
a quelli previsti dalla legge federale 13 giugno 1911,
l'Istituto nazionale di assieurazione assegnava all'attore,
padre deI sinistrato, solo un indennizzo pei funerali
di Fr. 40 (art. 90 eap. 2° l. e.).
L'attore si adagio nei eonfronti dell'Istituto a questa
decisione. Ma eon petizione 21 febbraio 1923 egli eitava
direttamente davanti il Tribunale di Appello la Ditta
Ing. Beffa & Co per f~rla eondannare al pagamento
di Fr. 8000 eogli aeeessori in base agli art. 41 e seg.
CO, allegando ehe l'infortunio era dovuto a eolpa, anzi
a eolpa grave della eonvenuta.
B. -
Con sentenza 13 novembre 1924 il Tribunale
di Appello respinse la petizione diehiarando ehe a stregua
delI'art. 129 cap. 2° 1. e. il padrone, nella fattispeeie
l'Impresa Beffa & Co, non puo essere ritenuto respon-
sabile dei danno se non quando ha eagionato l'infortunio
eon intenzione 0 per eolpa grave, ipotesi queste ehe
non trovano. riseontro nella fattispecie.
C. -
Donde l'attuale appello inoitrato nei termini
e nei modi di legge dall'attor~, eui fu aeeordato il bene-
fieio dei poveri Iimitatamente alle spese giudiziarie;
Considerando in diritto:
1° Non e litigioso ehe il sinistrato apparteneva ad uno
Stato, il quale, nella sua legisiazione sui soeeorsi in
easo di infortunio sullavoro, non offre ai eittadini svizzeri
vantaggi equivalenti a quelli previsti dalla legge federale
13 giugno 19.11. Seeondo l'art. 90 eif. 2 l'attore quale
superstite deI sinistrato non aveva diritto, di fronte
aU'Istituto nazionale di assieurazione, ehe al risarei-
mento delle spese di sepoltura.
Versicherungsvertrag. N° 39.
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Trattasi di sapere se l'attore, basandosi sugli art. 41 e
seg. CO, possa far vaiere verso l'Impresa Beffa il danno
per mancato sostentamento, ehe esso eifra in Fr. 8000.
2° Non e eontestato ehe I'Jmpresa Beffa ha regolar-
mente pagato il premio di assieurazione anehe per il
sinistrato e ehe quindi era al benefieio della legge
federale 13 giugno 1911. L'art. 128 diehiara abrogate
le leggi sulla responsabilita civile, ehe regolavano ante-
riormente i rapporti tra padroni ed operai in tema di
infortuni sul lavoro. Queste leggi so no sostituite dalle
disposizioni deI CO, eioe di diritto eomune, dice l'art.
129 eap. 1°, ma soggiunge. nel seeondo capoverso ehe,
ove un infortunio abbia eolpito un assieurato presso
l'Istituto, il padrone ne sara tenuto responsabile solo
quando egli abbia eausato l'infortunio eon intenzione 0
eolpa grave. Trattasi di decidere :
a) se, per prineipio, questo disposto sia applieabile
al easo in esame.
b) In caso affirmativo, se l'infortunio sia stato eau-
sato per eolpa grave dell'Impresa eonvenuta. Che sia
stato oeeasionato intenzionalmente, non vien neanehe
preteso.
ad a) L'attore eontesta l'applieabilita deI disposto
dell'art. 129 eap. 20, vale a dire eontesta ehe nel caso
attuale il eonvenuto non sia responsabile ehe in easo
di eolpa grave, impugnando ehe il sinistrato possa
essere eonsiderato quale un « assicurato » a sensi della
legge. Egli argomenta eome segue: AU'attore, quale
superstite deI sinistrato, non furono assegnate dall'isti-
tuto nazionale ehe le spese per i funerali in forza delI'art.
90 al. 2. Egli non rieevette dall'Istituto nessun risarei-
mento per il danno subito dalla perdita deI figlio, ehe
10 assisteva. In queste eondizioni il sinistrato non puö
essere eonsiderato come un vero e proprio {(assieurato »
a sensi dell'art. 129 cap. 20 e la responsabilita della
eonvenuta in base al diritto comune non e limitata al
easo di eolpa grave.
L'argomento non vaIe.' Il fatto ehe, per le ragioni
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Versicherungsvertrag. N0 39.
addotte dianzi, Ie prestazioni dell'Istituto sono, nd
easo attuale, limitate all'indennita per il funeraIe, non
esclude punto ehe il sinistrato fosse un assicurato a
. sensi della legge. Se invece di Iasciare eome superstite
il padre, avesse laseiato moglie e figli, l'indennita da
fornirsi dalla cassa sarebbe stata, anche nell'ipotesi
dell'art. 90, dei 3/4. della rendita ordinaria ai superstitL
Se il sinistrato fosse sopravissuto all'infortunio, gli
spetterebbero Ie spese di malattia e i 3/4. della rendita
ordinaria di invalidita. Tutti questi risarcimenti, anche-
quello previsto per il padre superstite, limitato alla
sola indennitä pei funerali, non possono avere altra
base giuridiea ehe la qualita di assicurato nella persona
deI sinistrato. La tesi ehe, nella fattispeeie, il sinistratO'
non sarebbe un assieuratQ e ehe Ia responsabilita della
convenuta sarebbe data anche in caso di colpa non
grave s'infrange al tenore non dubbio della legge e appare
inammissibile anehe per i motivi seguenti : Abolite
in virtiI dell'art. 128, le leggi speciali sulla responsa-
bilitä civile ehe regolavano la materia in modo esclusivo,.
fu rimesso in vigore il diritto comune. Se tale reintro-
duzione deI diritto comune fosse illimitata ne seguirebbe,
ehe ogni qualvolta l'infortunio e dovuto al padrone.
egli ne sarebbe responsabile illimitatamente in base
all'art. 41, eioe anche in caso di colpa non grave : e,.
inoltre, al sinistrato competerebbero le prestazioni
dell'Istituto, per le quali questo ha diritto di regresso
verso il terzo responsabile (art. 100 1. c.). Ond'e che il
padrone, pur pagando regolarmente le tasse eome equi-
valente delle prestazioni dell'Istituto, sarebbe, in eerti
casi, in condizioni meno favorevoli di quelle ehe aveva
sotto l'impero delle antiehe leggi: di pagare eioe un
premio di assieurazione e di essere nondimeno assog-
gettato alla responsabilita eompleta deI diritto eomune
(responsabilitä per eolpa anehe non grave). Questo il
motivo legislativo deli 'art. 129 al. 20, che limita la res-
ponsabilitä deI padrone al caso di eolpa grave. Siffatta
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limitazione sta a favore deI padrone e non puo dipen-
dere dalla misura nella quale il superstite dell'assicurato
vien risarcito seeondo l'art. 90 a1. 2°, poiche il padrone
non trae aleun profitto dalla restrizione delle prestazioni
delI' Istituto previste da quel disposto. Ma la tesi soste-
nuta dall'appellante sarebbe ineoneiliabile anche col
fine cui ha mirato illegislatore dettando l'art. 90 eap. 20
della legge. Se, in date ipotesi, la legge mette gli assi-
curati di certi Stati stranieri in una situazione meno
favorevole di quella fatta agli assicurati svizzeri, si e
ehe, per questo mezzo, essa intende indurre gli Stati in
diseorso a eoncedere agli operai svizzeri vantaggi mate-
riaH equivalenti a quelli di cui fruiseono i Ioro lavora-
tori in Isvizzera. Ma se, eome vuole l'attore, l'operaio
straniero non soggiacesse all'art. 129 al. 20, vale a dire'
valesse in suo eonfronto la responsabilitä illimitata deI
diritto eommune, la Iegge costituirebbe in certo senso
un privilegio in suo favore e non uno svantaggio a suo
carieo. Infatti, in easo di infortunio dovuto a eolpa
non grave deI padrone l'assicurato svizzero dovrebbe-
aceontentarsi delle prestazioni formte dalla cassa, mentre
illavoratore straniero. se que~te prestazioni non eoprono
interamente il danno risareibile potrebbe rendere res-
ponsabile il padrone per l'ammanco: conseguenza
questa ehe va a fine contrario della legge e che e quindi
inaecettabile.
ad b : Omesso.
11 Tribunale federale pronuncia :
L'appellazione e respinta.