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46_I_64

BGE 46 I 64

Bundesgericht (BGE) · 1920-01-01 · Italiano CH
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B. STRAFRECHT - DROIT PENAL I. LEBENSMITTELPOLIZEI LOI ET ORDONNANCES SUR LES DENREES ALIMENTAIRES

12. Sentenza. 29 ma.ggio 1920 della Corte di Casaa.zion8 nella causa Schüdknecht-'l'obler-Figlio contro 'l'icino. Criteri deI reato ~ di poca importanza » a sensi delI'art. 53 della legge federale 8 dicembre 1905 sul commercio delle derrate alimentari. A. - L'art. 41 della legge federale 8 dicembre 1905 sul eommercio delle derrate alimentari dispone ehe ehiunque tontravviene intenzionahnente alle prescrizioni della legge 0 della ordinanza emanata per la sua esecuzione (o,rdinanza federale 8 maggio 1914), e punito colla deten- zione sino a tre mesi 0 con la multa sinoa 1000 fr; verso ehi abbia agito solo per negligenza, la pena e una multa di 500 fr. al massimo. L'art. 53 tuttavia aggiunge, che se Ie infrazioni sono solo « di poca importanza», la pena sara di 50 fr. al massimo. B. - La ditta Schildknecht-Tobier & Sohn in S. Gallo spediva, nel marzo 1918, due chg. di cannella macinata aHa drogheria Beck-Fellin in Lugano per l'importo di 28 fr. 80. La merce essendo stata esaminata presso il eompratore e trovata impura, cioe contenente, secondo }' analisi fatta dal Laboratorio cantonale di chimica, una media deI 15 % di sostanze minerali (mentre il limite tollerabile e di soli 4-5 %), «il sig. Schildknecht-Tobler & Sohn » veniva, con risoluzione govemativa deI 23 aprile Lebensmittelpolizei. No 12. 65 1919, punito con una multa di 300 fr. per vendita di cannella rieonosciuta di qualita ((scadentissima » e cio in app~cazione de11'art. 168 ordinanza federale 8 maggio preCltata. Precedentemente, il Consiglio di Stato aveva comunicato aHa ditta denunciata l'analisi dellaboratorio chitnico cantonale, la cui fondatezza non venne contes- tata, poiche l'imputata, nella sua risposta deI 5 aprile 1919, ebbe a diehiarare : (non impugnamo la perizia deI laboratorio ehimico eantonale. » Contro Ia risoluzione govemativa la ditta Schild- knecht-Tobler & Sohn ricorse al Tribunale cantonale. Fätte alcune· osservazioni di ordine procedurale, la ricor- rente contesta la competenza deI foro ticinese propu- gnando quella deI suo domicilio. Pretende di essere gia stata punita pel medesimo delitto nel Canto ne di Tur- govia, dove aveva venduto 20 chg. de110 stesso prodotto e ihvoca il principio che non e ammissibile doppio proce- dhpento penale per 10 stesso reato. Nel merito, Ia ricor- rente eontesta ehe colpa qualsiasi le sia imputabile. La colpa, dice essa, edel produttore, ehe ha fornito materia greggia di pessima qualitit, corne avveniva per molti articoli durante la guerra, prodotto ehe essa non pote sufficientemente epurare, malgrado cure diligentissime e I'impiego di idonei operai ed appositi ordigni. La rieor- .rente infine eontesta la pena inflittale anehe neUa misura, allegando che, in ogni caso, non si tratta ehe di una forma di reato di poea importanza a sensi delI'art. 53 predetto e quindi punibile col massimo di fr. 50. C. - Con sentenza deI 27 novembre 1919 il Tribunale penale cantonale eonfermava la risoluzione govemativa, mettendo le spese a earico della ricorrente. Respinte le eccezioni d'ordine, i1 Tribunale eonsidera suecintamente che l'imputata ha agito eon negligenza e ehe essa e puni- bile secondo l'art. 41 al. 2 1. c. Sulla gravita deH'infra- zione e quindi sullaapplieabilitil deU'art. 53 il Tribunale cantonale dichiara : « Siecome la eannella e une droga » della quale si fa molto uso nella eucina ticinese, siccome AS 46 I - tlJ!U 5

66 Strafrecht. » la qualita della meree era seadentissima, cosi anche queste » Tribunale non ritiene sia il easo di considerare l'infrazione)) in esame di poea importanza. e tale di essere punibile eon » un massimo di 50 fr. » D. - Da questa sentenza la ditta Schildkneeht-Tobler & Sohn rieorre in eassazione al Tribunale federale nei tennini e nei modi di legge. Considerando in diritto :

1. - (Eeeezioni d'ordine.)

2. - Nel merlto il nodo della questione sta nel. sapere, se a torto l'istanza cantonale siasi rifiutata di applicare il disposto dell'art. 53 l. c. (pena massima di 50 fr.) ed abbia inveee ritenuta applieabile la pena molto phi grave prevista dall'art. 41 : ehiedesi, in altri tennini, se il giu- dice cantonale abbia fatto della legge buon governo rite- nendo che l'infrazione della legge non poteva eonsiderarsi eome « di poea importanza» : questione questa ehe impliea l'esame della colpa dell'imputata edel suo grado, e la cui soluzione varra quindi anche a dimostrare, se sia esatto il sostenere, come essa fa, che non possa esserle attribuita colpa veruna: La determinazione della misura della pena entro il suo limite massimo e minimo e, di regola, questione che cade nel prudente criterio deI giudiee di merito e ehe quindi non e diseutibile in sede di cassazione. Non cosi quando la legge, come nel easo in esame, ha ereato delle stesso reato due categorie, differenziandole seeondo la gravitä. dell'atto criminoso, e per ogni categoria ha comminato sanzione di natura e di gravitä. diversa (cfr. art. 41, al. 1 e 2 e l'art. 53). In queste caso non trattasi solo di stabi- lire la misura della pena entro il massimo previsto, ma diattribuire ilcaso piuttosto all'una che all'altra categoria. per ognuna delle quali la legge ha previsto un massimo di pena; il concetto della gravita della pena assurge, in tale ipotesi, a nozione fondament~Ue di diritto, la cui interpretazione cade nel compito della Corte di eassazione. Lebensmittelpolizei. No. 12. Passando all'esame deI concetto deI reato « di poca importanza)), chiedesi se il criterio della gravita sia da dedursi dall'estremo oggettivo (quantita della merce avariata 0 scadente messa in. commercio, grado della infe- riorita deI prodotto eec.) 0 piuttosto dall'estremo sogget- tivo deI reato (grado della colpa dell'agente) 0 dal eon- corso dei due e1ementi. La risposta e dubbia. La Iegge e mum a queste riguardo ed anche i lavori preparatori e la sua genesi, pur sembrando aecennare all'ultima delle ipotesi sopra esposte, non danno chiarimento decisivo. Ne1 caso ~ esame tuttavia questa questione pUO rimanere insoluta poil1he, eomunque, sia dal lato oggettivo ehe da quelle soggettivo, la trasgressione eommessa dalla rieorrente non appare grave. Indamo invero essa eontesta di versare in eolpa. Oecorre anzi ammettere ehe ha agito intenzionalmente e non solo per negligenza od ornis- sione, poiehe, eome risulta dalle sue ammissioni stesse (vedi stato di fatto lett. C e istanza al Tribunale ean- tonale deI 15 febbraio 1919), essa sapeva ehe la meree era seadente e la mise nondimeno in eommercio. Co- munque, trattisi di dolo eventuale 0 di negligenza, la eolpa non e grave. L'allegazione ehe durante la guerra anehe in queste artieolo eome inmolti altri non sia stato·· possibile al eommercio svizzero di ottenere merce di qua- !im tnigliore e ehe la rieorrente abbia fatto quanto poteva per epurarla, non e inattendibile e giova a far eonside- rare la sua colpa sotto luce piil mite. Che dal lato ogget- tivo il easo non sia grave, risulta dalla quantita, non certo importante, della meree venduta: e se non e eseluso ehe la rieorrente abbia venduto 10 stesso prodotto anche ad altri negozianti, eio non risulta dagli atti all'infuori de1 caso in Turgovia, per il quale eSsa fu punim. Sta di fattoche la ricorrente non fu perseguita e punita nel Ti- eino ehe per la vendita di 2 ehg. di eanella deI valore di 28 fr. Aggiungasi ehe, se la meree era eertamente scadentis- sima, e se~ come assevera il giudizio quere1ato, e di uso

68 Strafrecht. corrente nel Ticino, essa non era nociva ~r la salute deI pubblico: anche da questo bto il caso non- assume nes- sun carattere di gravita. Ha Q,unque errato il giudice cantonale applieando al caso in esame rart. 41 al. 2 ansiehe l'art. 53 1. c. Il suo ~udizio deve venir annullato e la causa deve essergli nmandata per nuovo giudizio asensi deli'art. 172 OGF. La rorte di cassazione pronuncia : Il ricorso e ammesso.

11. STEMPELABGABENGESETZ LOI SUR LES DROITS DE TIMBRE

13. 'Urteil a.. Easaationshofes vom 11. Mä.rz.; 19aO

i. S. :midg. 1'iDau4tparttmant gegen Gass. St~mpelabgabengesetz: «Nichterfüllung der Abgabepflicht.

- Im Sinne von Art. 52 liegt nur vor, wenn der Staat eine finan- zielle Einbusse erleidet. - Bedeutung der Vorschrift des Art. 75 letzt. Abs. VVO, die die nicht formrichtige Entwer- tung der Nichtste~elung gleichsetzt. A. - Am 17. September.1919 erstattete Dr. R. Grü- ninger, Notar in Basel, der eidg. Steuerverwaltung An- zeige, dass ein ihm zum Protest vorgelegter, von H. Sehmid-Ehret in Allschwil an eigene Ordre ausgestellter Wechsel für 750 Fr., der vom Kassationsbeklagten Johann Gass in Basel akzeptiert war und eine Reihe von Indos- sa~ente~ aufwies, nicht vorschriftsgemäss gestempelt seI, da dIe darauf angebrachten beiden Stempelmarken nur das Datum der Entwertung enthielten. Auf Grund dieses Tatbestandes wurden sämtliche Be- teiligten von der Steuerverwaltung wegen Übertretung der Bundesvorschriften über die Stempelabgaben bestraft. Stempelabgabengesetz. N° 13. ß9 Der Kassationsbeklagte, der sich der ihm auferlegten Busse von 5 Fr. nicht unterzog, wurde vom eidg. Finanz- departement dem kantonalen Richter zur Aburteilung überwiesen, aber vom Polizeigericht des Kantons Basel- Stadt durch Urteil vom 19. Dezember 1919 freigesprochen mit der Begründung, dass eine Steuerhinterziehung im Sinne von Art. 52 des Bundesgesetzes über die Stempel- abgaben vom 4. Oktober 1917 (StG) und Art. 123 VVO nicht vorliege, eine Bestrafung wegen Übertretung der Fonnschriften über die Entwertung (Art. 75 VVO) aber nicht erfolgen dürfe, weil diese mit keiner Strafan- drohung im Sinne von Art. 54 StG versehen seien. B. - Ge'gen dieses Urteil richtet sich die vorliegende rechtzeitig eingereichte Kassationsbeschwerde des eidg. Finanzdepartementes mit dem Antrag, es sei aufzu- heben und die Sache an ein anderes Gericht von gleichem Range zu neuer abschliessender Beurteilung zurückzu- weisen. Die KassationsklägeFSchaft erblickt in der Vor- schrift des Art. 75 Abs. 3 VVO, wonach die Stempelmarke durch Überschreiben mit dem Namenszug oder durch Aufdruck des Firmenstempels, sowie durch Eintra- gung des Datums" der Verwendung zu entkräften ist, keine neue Verbindlichkeit zu Lasten der Steuersubjekte, die einer bes,ondern Strafsanktion bedürfte, sondern eine blosseLegaldefinition der im Gesetze (Art. 7) selbst. normierten Pflicht zur Entwertung der verwendeten Mar- ken. deren richtige Vornahme hinwieder zur Erfüllung derStempelpflicht überhaupt gehöre, so dass also die Ver- letzung d~ Art. 75 als Nichtleistung der Abgabe anzu- sehen und damit als Steuerhinterziehung zu bestrafen sei. Der Kassationshof zieht in Erwägung: Es steht fest, _ dass die Stempelung des vorliegenden Wechsels der Vorschrift des Art. 75 VVO, soweit sie für die Entwertung der Marke eine namentliche Verur- kundung verlangt, nicht entspricht. Bei der danach zu entscheidenden Frage, ob der Ak-