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44_II_273

BGE 44 II 273

Bundesgericht (BGE) · 1918-01-01 · Deutsch CH
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Obllgationenrecbt. N° 46.

bröckeln würde, auch sei es nicht Vertragsmeinung:

gewesen, dass er sofort mit dem Gipsabbau beginnen

solle. Letztere Auffassung ist durch das bereits Gesagtt'

und durch den Hinweis auf die Bestimmung über die

Vertragsdauer widerlegt. In ersterer Hinsicht ist wiede-

derum auf § 6 des Vertrages zu verweisen, -wonach

Unrentabilität im Betriebe dem Kläger wohl ein Recht

zum Rücktritt, keineswegs aber ein Recht, die Aus-

beutung hinauszuschieben und den Beklagten als Ver-

pächter bei der Verpflichtung zur Ueberlassung der

nutzbaren Sache zu behaften, gab. Die pachtweise

Ueberlassung der Grundstücke war in der Hauptsach;.'

gedacht zur GipsaUSbeute, der Wiesen- und Obstertrag

war ganz offenbar Nebensache. Wenn für den Pachtzins

auf die Ausbeute abgestellt wurde, so beweist dies nichts

dafür, dass der Kläger sie beliebig hinausschieben durfte;

der erste Pachtzins war vielmehr am 1. Juli 1915, nach .

dem ersten Halbjahr, fällig auf Grund der damaligen

Ausbeute. Dass der Beklagte nicht damals schon eingt·-

schritten ist, nahm ihm das Recht, nach Art. 294 vo f-

zugehen, nicht. Er hat als Eigentümer das überwiegende

Interesse daran, in der Verfügung über die Grundstückt'

wieder frei zu werden, gegenüber dem Interesse des

Klägers, ihn auf unabsehbare Zeit an den Vertrag zu

binden und an der Verfügung über sein Land zu hindern.

Dazu kommt, dass Von einer auch nur subjektiven Un-

möglichkeit der Vertragserfüllung durch den Klägel"

nicht gesprochen werden kann, worüber auf die schlüssi-

gen Ausführungen der Vorinstanz verwiesen werden

kann, die der Kläger nicht entkräftet hat.

Demnach erkennt das Bundesgericht :

Die Berufung wird abgewiesen und das Urteil des

Obergerichts des Kantons Aargau vom 22. Dezember

1917 bestätigt.

fl. Sentenza. 15 giugno 1918 della. 1e sezione dvile

neUn eansa Trüb & eie eont.ro S. A. Polus.

L'arl. 651 CO nOll esclude, ehe chi 11a facoltit statularia di

rappresentare una societa per azioni possa incaricare altri

di un negozio determinato, 0 di una serie di ariari,o delegan'

altrui i suoi poteri in modo generico 0 speciale, 0 prepofl'\'

un terzo ad un'azienda,od aparte di essa. Tale delegaziOllt'

puö costituire conferimento di procura commerciale 0 anclh'

solo queHo di mandato commerciale, secondo le circostanzl'

deI caso. (Art. 4t)2 e seg. CO.) Estensione delle faeoltil dei

mandatario eommerdale.

Con petiziollc' 20 ottobre 1914. proposta direttam~llll'

in appello,l'attricc Trüb & Ci" in Aarau conveniva ill

giudizio la S. A. Polus in Balerna per il pagamento rli

9785fr. 85. Questa somma dipende da diverse forni-

I ure residue di commission i maggiori.

NeUa sua risposta del 9 giugllo 1914 In convcllul r

Con sentenza 10 luglio 1917 il Tribunale di Appello

deI Cantone Tieino respinse la petizione, dOllde ricorso

al Tribujmle federale.

Considerando in diritto :

10 E paeifico in causa, dichiara l'istanza eantonale,

ehe le ordinazioni furono date all'attriee dal direttore

commerciale Kradolfer e ehe il direttore ·tecnico e inter-

!

Obligationcnrecht. N° .17.

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venuto, talvolta; neUe discussioni di dettaglio c, ta1'al-

tra,per il ritiro della meree. Queste diehiarazioni non

corrispondono esattamente ane emergenze processuali,

sono Ipro, in parte. eontrarie. e vogliono essere retti-

ficate. NOll solo il eodirettore Bernaseoni e intervenuto

neUa discussione di dettaglio. ma ha, ad esempio, fir-

mato eon Kradolfer la eonferma della commissione deI

25 llovembre 1913 : esso ha sottoscritto, inoltre, div-erSt'

eorrispondenze, ha ordinato e eooperato, talvolta, aJ ritiro

della meree. L'insieme delle risultanze proeessuali per-

suadono questa Corte, ehe se l'iniziativa fu presa da1

direttore eommerciale Kradolfer, il ehe e affatto natu-

rale, aHa eonclusione

degli affari di eui si tratta

Bernaseoni. cheeche egli

possa ora addurre, non

fu estraneo : il quale anehe, ove non firmo la eon-

fernla dei eontratti direttamente, eooperö pero aUa

loro eseeuzione: si puo quindi eonehiudere, ehe chi

agi nei eonfronti dell'attriee, non iu, insomma, solo Kra-

Qolfer, ma anehe Bernaseom. Indarno questI 1l1Voca

in eontrario di essersi disinteressato di questi affari

e di aver sottoscritto le eorrispondenze ehe li eoneerne-

wno «maeehinalmente », senza leggerle. Chi firma un

atto e presunto averne letto e approvato il eontenuto.

20 Cio ammesso, ehiedesi se Kradolfer e Bernasooni

abbiano potuto obbligare validamente Ia societa di

fronte all'attriee. L'istanza eantonale 10 contesta e

accerta, in fatto, ehe seeondo Ie pubblieazioni nel

registro di commereio, la rappresentanza statutaria

d-ella societa spettava a due membri deI consiglio di

amministrazione od a un membro eongiuntamente a1

direttore. 11 fatto e esaUo, ma non risolve pienamente

la questione : da esso non segue necessariamente ehe,

in niun easo, altre persane all'infuori di quelle nominate

neUe pubblicazioni abbiano potuto agire in modo vin-

colativo per la convenuta. L'art. 651 CO non esclude,

ehe chi ha faeolta statutaria di rappresentare Ia societa

poss.'l incaricare altri di un negozio detenninato 0 di

276

Ohligationeurcchl. ~o J'i.

una serie di affari, delegare altrui i suoi poteri in modo

speciale 0 generico. preporre un terzo ad un'azienda.

od aparte di essa ecc : se il mandato e generico ed avvenne

con conferimento di procura, si avra Ia figura giuridica

deI procuratore commerciale : altrimellti quella deI man-

dat.ario commerciale 0 institore (art. 462 c seg. CO):

Ia cui seelta non e soggetta a prescrizioni di forma, pu6

essen' fatta anche tacitamente 0 per atti conchiudenti,

e da] mandato statutario si diversifica in ciö ehe {\ revo-

cabile in ogni tempo da chi l'hn conferita.

Chiedesi pertanto se, neUn faUispecie, il cOllferimcllto

di un mandato generico a conchiudere gli affari della

sede di Balerna, da parte degli orgalli competenti deHa

societa a chi per essa agiva possa ritenersi dimostrato.

La risposta non puo essere dubbia : essa emerge dall'or-

ganizzazione stessa deI consiglio di amministrazione t'·

dei rappresentanti statutari. Risulta infatti dagli atti,

che nessuno dei eonsiglieri di amministrazione aveva

domicilio in Balerna: gli uni abitavano Zugo, gli aItri

Zurigo 0 San Gano. Risulta, inoltrl:'. ehe poeo (I nulla

i eonsiglieri di amministrazione si oeeupavano degli

affari della sede. in Balerna. Il direttore Bernasco1ü, ehe

l)ure undava giornalmt'Jltc in fabbric3, non sa se U11

delegato deHa societa venisse mai aHa sede. Ove si eOll-

siderit ehe Ia gestione di nna fabbriea e di un commereio

di siffatta aatura, ehe pure _ e di qualeht' rilievo (ca pi-

laIe .social~ 50?,OOO fr.), non solo SUPPOllC 11 disbrigo

eontmuo dl ath amministral.iYi 0 Ili trafila, ma Ja eou-

clusioue, auche immediata, di yeri coutratti bilaterali

~ di. stip~lazioni di ogni gUlere (nomina e congedo dcgli

ImplegatI ed operai, contratti compera-vendita deHn

merce ü~ natura e degli arheoli fabbricati ece.), ne segue

necess3namente ehe, onde aUuare Ia rappresentanza ill

stretta corrispondenza eogli statuti c eolle 101'0 pubbli-

cazioni, Ia societa avrebbe dovuto provvederc ehe

almeno il eonsigliere delegato avesse stunza in Balerna

o nei dintorni 0 col1a sede potesse stare in continuo cd

Obligationcllwcht ~o 47.

21.'1

jmmediato eOlltatto. E dunque giuoeoforza ritenere. ehe

il consiglio di amministrazione, ammettendo ehe ne

rosse altrimenti, ha dovuto tacitamente e per atti con-

ehiudenti conferire alle persone, che per Ia societa agi-

,-ano in Balerna, i piiI ampi poteri, le piiI estese faeolta

di eontrarrc: preporle, in altri termini, all'azienda in

flualita di institori 0 mandatari eommerciali: circos-

lanza, deI resto, ammessa direttamente dal delegato

Landtwing, il quale ha deposto ehe Kradolfer e Ber-

Ilasooni possedevano pro eu ra eollettiva, oecorrendo tut-

lavia ritenere ehe non si trattava di una vera procura

!leI sellSO giuridieo della parola, ma di un mandato com-

mcrciale a stregua degli art. 462 e seg. CO.

Invano si opporrebbe ehe, a modo di vedere di altri

iesti, Kradolfer ha agito all'infuori delle sue compe-

lenze. Questa e anzilutto una questione di diritto, da

deddcrsi dal giudice, non dai testi. Inoltre, essa sembra

rilerirsi piuUosto aIla quantita delle merci ordinate

da Kradolfer (' Bernasconi ehe non aHa natura dei rela-

! ivi negozi. Ln dichiarazionc di Landtwing, ehe Kra-

dnlfe!' HOll 3H'''H autorizzazione per agire de mo tu pro-

prio,

~:- eonlraddetta da esso stesso laddove diehiara

ein' KradoUt,!, e 13ernascolli possedevano proeura : deve

cht. N° 48.-

-ts. Auszug aus dem Orteil der Ir. ZiviIabtellung

vom 27. Juni 1918 i. S. Xonkursm&sse J. Jost-Rüedi

gegen Stitfler.

279"

Kompensation. Geltendmachung. Die G{>gcnforderung muss

ziffernmässig bestimmt sein.

Der Beklagte bestreitet nicht, der Klägerin aus einem

VOm Gemeinschuldner ihm gewährten Darlehen 2178 Fr.,

gleich der Nachlassdividende von 40 % des ursprünglichen

Darlehensbetrages von 5000 Fr. nebst Zins zu 4 % % vom

Maimarkt 1913 bis zum 15. Mai 1915 schuldig zu sein.

Die

Gegenforderung, welche der Beklagte erhebt.

war aber, soweit sie die Klageforderung nicht übersteigt.

nicht auf dem Wege der Widerklage, sondern als Tilgungs-

grund durch Einrede gegenüber der Klage geltend zu

machen. Der Beklagte hat sie implicite auch durch Ein-

rede geltend gemacht, indem er auf Abweisung der

Hauptklage anträgt, ohne ihr andere als die Klagetat-

sachen der Widerklage als Schuldbefreiungsgrund eut-

gegenzuhalten, woraus zu schliesseu ist, dass er auch die

E i 11 red e der Kom p e 11 s a t ion erheben wolle.

Allein die Kompensationseinrede ist nicht begründet.

Schon die Unmöglichkeit einer ziffernmässig bestimmten

Geltendmachung der Gegenforderung spricht gegen die

Möglichkeit der Verrechnung; denn ohne sie kann die

Hauptforderung nicht in einem bestimmten Betrag

getilgt erklärt werden; solange die Hauptforderung aber

nicht getilgt ist, besteht keinerlei rechtlicher Grund

dafür, ihre Geltendmachung aufzuschieben bis zur

ziffennässigen Feststellung der Gegenforderung, die in

einem neuen Prozesse erfolgen müsste.