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Obllgationenrecbt. N° 46.
bröckeln würde, auch sei es nicht Vertragsmeinung:
gewesen, dass er sofort mit dem Gipsabbau beginnen
solle. Letztere Auffassung ist durch das bereits Gesagtt'
und durch den Hinweis auf die Bestimmung über die
Vertragsdauer widerlegt. In ersterer Hinsicht ist wiede-
derum auf § 6 des Vertrages zu verweisen, -wonach
Unrentabilität im Betriebe dem Kläger wohl ein Recht
zum Rücktritt, keineswegs aber ein Recht, die Aus-
beutung hinauszuschieben und den Beklagten als Ver-
pächter bei der Verpflichtung zur Ueberlassung der
nutzbaren Sache zu behaften, gab. Die pachtweise
Ueberlassung der Grundstücke war in der Hauptsach;.'
gedacht zur GipsaUSbeute, der Wiesen- und Obstertrag
war ganz offenbar Nebensache. Wenn für den Pachtzins
auf die Ausbeute abgestellt wurde, so beweist dies nichts
dafür, dass der Kläger sie beliebig hinausschieben durfte;
der erste Pachtzins war vielmehr am 1. Juli 1915, nach .
dem ersten Halbjahr, fällig auf Grund der damaligen
Ausbeute. Dass der Beklagte nicht damals schon eingt·-
schritten ist, nahm ihm das Recht, nach Art. 294 vo f-
zugehen, nicht. Er hat als Eigentümer das überwiegende
Interesse daran, in der Verfügung über die Grundstückt'
wieder frei zu werden, gegenüber dem Interesse des
Klägers, ihn auf unabsehbare Zeit an den Vertrag zu
binden und an der Verfügung über sein Land zu hindern.
Dazu kommt, dass Von einer auch nur subjektiven Un-
möglichkeit der Vertragserfüllung durch den Klägel"
nicht gesprochen werden kann, worüber auf die schlüssi-
gen Ausführungen der Vorinstanz verwiesen werden
kann, die der Kläger nicht entkräftet hat.
Demnach erkennt das Bundesgericht :
Die Berufung wird abgewiesen und das Urteil des
Obergerichts des Kantons Aargau vom 22. Dezember
1917 bestätigt.
fl. Sentenza. 15 giugno 1918 della. 1e sezione dvile
neUn eansa Trüb & eie eont.ro S. A. Polus.
L'arl. 651 CO nOll esclude, ehe chi 11a facoltit statularia di
rappresentare una societa per azioni possa incaricare altri
di un negozio determinato, 0 di una serie di ariari,o delegan'
altrui i suoi poteri in modo generico 0 speciale, 0 prepofl'\'
un terzo ad un'azienda,od aparte di essa. Tale delegaziOllt'
puö costituire conferimento di procura commerciale 0 anclh'
solo queHo di mandato commerciale, secondo le circostanzl'
deI caso. (Art. 4t)2 e seg. CO.) Estensione delle faeoltil dei
mandatario eommerdale.
Con petiziollc' 20 ottobre 1914. proposta direttam~llll'
in appello,l'attricc Trüb & Ci" in Aarau conveniva ill
giudizio la S. A. Polus in Balerna per il pagamento rli
9785fr. 85. Questa somma dipende da diverse forni-
I ure residue di commission i maggiori.
NeUa sua risposta del 9 giugllo 1914 In convcllul r
Con sentenza 10 luglio 1917 il Tribunale di Appello
deI Cantone Tieino respinse la petizione, dOllde ricorso
al Tribujmle federale.
Considerando in diritto :
10 E paeifico in causa, dichiara l'istanza eantonale,
ehe le ordinazioni furono date all'attriee dal direttore
commerciale Kradolfer e ehe il direttore ·tecnico e inter-
!
Obligationcnrecht. N° .17.
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venuto, talvolta; neUe discussioni di dettaglio c, ta1'al-
tra,per il ritiro della meree. Queste diehiarazioni non
corrispondono esattamente ane emergenze processuali,
sono Ipro, in parte. eontrarie. e vogliono essere retti-
ficate. NOll solo il eodirettore Bernaseoni e intervenuto
neUa discussione di dettaglio. ma ha, ad esempio, fir-
mato eon Kradolfer la eonferma della commissione deI
25 llovembre 1913 : esso ha sottoscritto, inoltre, div-erSt'
eorrispondenze, ha ordinato e eooperato, talvolta, aJ ritiro
della meree. L'insieme delle risultanze proeessuali per-
suadono questa Corte, ehe se l'iniziativa fu presa da1
direttore eommerciale Kradolfer, il ehe e affatto natu-
rale, aHa eonclusione
degli affari di eui si tratta
Bernaseoni. cheeche egli
possa ora addurre, non
fu estraneo : il quale anehe, ove non firmo la eon-
fernla dei eontratti direttamente, eooperö pero aUa
loro eseeuzione: si puo quindi eonehiudere, ehe chi
agi nei eonfronti dell'attriee, non iu, insomma, solo Kra-
Qolfer, ma anehe Bernaseom. Indarno questI 1l1Voca
in eontrario di essersi disinteressato di questi affari
e di aver sottoscritto le eorrispondenze ehe li eoneerne-
wno «maeehinalmente », senza leggerle. Chi firma un
atto e presunto averne letto e approvato il eontenuto.
20 Cio ammesso, ehiedesi se Kradolfer e Bernasooni
abbiano potuto obbligare validamente Ia societa di
fronte all'attriee. L'istanza eantonale 10 contesta e
accerta, in fatto, ehe seeondo Ie pubblieazioni nel
registro di commereio, la rappresentanza statutaria
d-ella societa spettava a due membri deI consiglio di
amministrazione od a un membro eongiuntamente a1
direttore. 11 fatto e esaUo, ma non risolve pienamente
la questione : da esso non segue necessariamente ehe,
in niun easo, altre persane all'infuori di quelle nominate
neUe pubblicazioni abbiano potuto agire in modo vin-
colativo per la convenuta. L'art. 651 CO non esclude,
ehe chi ha faeolta statutaria di rappresentare Ia societa
poss.'l incaricare altri di un negozio detenninato 0 di
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Ohligationeurcchl. ~o J'i.
una serie di affari, delegare altrui i suoi poteri in modo
speciale 0 generico. preporre un terzo ad un'azienda.
od aparte di essa ecc : se il mandato e generico ed avvenne
con conferimento di procura, si avra Ia figura giuridica
deI procuratore commerciale : altrimellti quella deI man-
dat.ario commerciale 0 institore (art. 462 c seg. CO):
Ia cui seelta non e soggetta a prescrizioni di forma, pu6
essen' fatta anche tacitamente 0 per atti conchiudenti,
e da] mandato statutario si diversifica in ciö ehe {\ revo-
cabile in ogni tempo da chi l'hn conferita.
Chiedesi pertanto se, neUn faUispecie, il cOllferimcllto
di un mandato generico a conchiudere gli affari della
sede di Balerna, da parte degli orgalli competenti deHa
societa a chi per essa agiva possa ritenersi dimostrato.
La risposta non puo essere dubbia : essa emerge dall'or-
ganizzazione stessa deI consiglio di amministrazione t'·
dei rappresentanti statutari. Risulta infatti dagli atti,
che nessuno dei eonsiglieri di amministrazione aveva
domicilio in Balerna: gli uni abitavano Zugo, gli aItri
Zurigo 0 San Gano. Risulta, inoltrl:'. ehe poeo (I nulla
i eonsiglieri di amministrazione si oeeupavano degli
affari della sede. in Balerna. Il direttore Bernasco1ü, ehe
l)ure undava giornalmt'Jltc in fabbric3, non sa se U11
delegato deHa societa venisse mai aHa sede. Ove si eOll-
siderit ehe Ia gestione di nna fabbriea e di un commereio
di siffatta aatura, ehe pure _ e di qualeht' rilievo (ca pi-
laIe .social~ 50?,OOO fr.), non solo SUPPOllC 11 disbrigo
eontmuo dl ath amministral.iYi 0 Ili trafila, ma Ja eou-
clusioue, auche immediata, di yeri coutratti bilaterali
~ di. stip~lazioni di ogni gUlere (nomina e congedo dcgli
ImplegatI ed operai, contratti compera-vendita deHn
merce ü~ natura e degli arheoli fabbricati ece.), ne segue
necess3namente ehe, onde aUuare Ia rappresentanza ill
stretta corrispondenza eogli statuti c eolle 101'0 pubbli-
cazioni, Ia societa avrebbe dovuto provvederc ehe
almeno il eonsigliere delegato avesse stunza in Balerna
o nei dintorni 0 col1a sede potesse stare in continuo cd
Obligationcllwcht ~o 47.
21.'1
jmmediato eOlltatto. E dunque giuoeoforza ritenere. ehe
il consiglio di amministrazione, ammettendo ehe ne
rosse altrimenti, ha dovuto tacitamente e per atti con-
ehiudenti conferire alle persone, che per Ia societa agi-
,-ano in Balerna, i piiI ampi poteri, le piiI estese faeolta
di eontrarrc: preporle, in altri termini, all'azienda in
flualita di institori 0 mandatari eommerciali: circos-
lanza, deI resto, ammessa direttamente dal delegato
Landtwing, il quale ha deposto ehe Kradolfer e Ber-
Ilasooni possedevano pro eu ra eollettiva, oecorrendo tut-
lavia ritenere ehe non si trattava di una vera procura
!leI sellSO giuridieo della parola, ma di un mandato com-
mcrciale a stregua degli art. 462 e seg. CO.
Invano si opporrebbe ehe, a modo di vedere di altri
iesti, Kradolfer ha agito all'infuori delle sue compe-
lenze. Questa e anzilutto una questione di diritto, da
deddcrsi dal giudice, non dai testi. Inoltre, essa sembra
rilerirsi piuUosto aIla quantita delle merci ordinate
da Kradolfer (' Bernasconi ehe non aHa natura dei rela-
! ivi negozi. Ln dichiarazionc di Landtwing, ehe Kra-
dnlfe!' HOll 3H'''H autorizzazione per agire de mo tu pro-
prio,
~:- eonlraddetta da esso stesso laddove diehiara
ein' KradoUt,!, e 13ernascolli possedevano proeura : deve
cht. N° 48.-
-ts. Auszug aus dem Orteil der Ir. ZiviIabtellung
vom 27. Juni 1918 i. S. Xonkursm&sse J. Jost-Rüedi
gegen Stitfler.
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Kompensation. Geltendmachung. Die G{>gcnforderung muss
ziffernmässig bestimmt sein.
Der Beklagte bestreitet nicht, der Klägerin aus einem
VOm Gemeinschuldner ihm gewährten Darlehen 2178 Fr.,
gleich der Nachlassdividende von 40 % des ursprünglichen
Darlehensbetrages von 5000 Fr. nebst Zins zu 4 % % vom
Maimarkt 1913 bis zum 15. Mai 1915 schuldig zu sein.
Die
Gegenforderung, welche der Beklagte erhebt.
war aber, soweit sie die Klageforderung nicht übersteigt.
nicht auf dem Wege der Widerklage, sondern als Tilgungs-
grund durch Einrede gegenüber der Klage geltend zu
machen. Der Beklagte hat sie implicite auch durch Ein-
rede geltend gemacht, indem er auf Abweisung der
Hauptklage anträgt, ohne ihr andere als die Klagetat-
sachen der Widerklage als Schuldbefreiungsgrund eut-
gegenzuhalten, woraus zu schliesseu ist, dass er auch die
E i 11 red e der Kom p e 11 s a t ion erheben wolle.
Allein die Kompensationseinrede ist nicht begründet.
Schon die Unmöglichkeit einer ziffernmässig bestimmten
Geltendmachung der Gegenforderung spricht gegen die
Möglichkeit der Verrechnung; denn ohne sie kann die
Hauptforderung nicht in einem bestimmten Betrag
getilgt erklärt werden; solange die Hauptforderung aber
nicht getilgt ist, besteht keinerlei rechtlicher Grund
dafür, ihre Geltendmachung aufzuschieben bis zur
ziffennässigen Feststellung der Gegenforderung, die in
einem neuen Prozesse erfolgen müsste.