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44_II_273

BGE 44 II 273

Bundesgericht (BGE) · 1915-07-01 · Deutsch CH
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Dispositiv
  1. Die Berufung wird abgewiesen und das Urteil des Obergerichts des Kantons Aargau vom 22. Dezember 1917 bestätigt. fl. Sentenza. 15 giugno 1918 della. 1e sezione dvile neUn eansa Trüb & eie eont.ro S. A. Polus. L'arl. 651 CO nOll esclude, ehe chi 11a facoltit statularia di rappresentare una societa per azioni possa incaricare altri di un negozio determinato, 0 di una serie di ariari,o delegan' altrui i suoi poteri in modo generico 0 speciale, 0 prepofl'\' un terzo ad un'azienda,od aparte di essa. Tale delegaziOllt' puö costituire conferimento di procura commerciale 0 anclh' solo queHo di mandato commerciale, secondo le circostanzl' deI caso. (Art. 4t)2 e seg. CO.) Estensione delle faeoltil dei mandatario eommerdale. Con petiziollc' 20 ottobre 1914. proposta direttam~llll' in appello,l'attricc Trüb & Ci" in Aarau conveniva ill giudizio la S. A. Polus in Balerna per il pagamento rli 9785fr. 85. Questa somma dipende da diverse forni- I ure residue di commission i maggiori. NeUa sua risposta del 9 giugllo 1914 In convcllul<l. pur ammettendo l'inten:enuto rapporto di affari, e ehe parte della merce ordinata fu ricevuht (:' pag:1ta, COI'- ehiuse al rigetto della petizione. In linea prillc~pale essa afferma di LluHa ave!' sa- puto delle ordintlzioni, meutre, d 'altro canto, chi pretese agire in suo norne (Kradolfer, event. Bernas- coni) non aveva veste par farlo. Kradolfer. giü direttore commerciale deHa eOllvenula (mentre Bernas- coni ne era e ne e direttore tecl1ico), non poteva vill- colarla. assevera essa, se non in coneorso di almenn un membro deI Consiglio di mnministrazione, COnCOfS(l che non fu mai ne richiestro ne ottenuto. In Iinea subol'- dinata contesta il prezzo della merce t'. il suo l[uall- titativo, che eensura di esorbitanli: assevera ehe la mere\:' non fu fornita a riehiesta. ma illtempestivamente. prim:t o dopo : che una parte deHa meree fu pagata con dul' cheques di 4863 fr., che debbollo. esse re dedotti: e final- mente, ehe l'attrice non mantenne i patti, ehe la loro esc- • 271 euziOllC HOll fu cOllforme alle stipulaziolli e conchiude col dichiararli rescissi per colpa dell'attrice. Dagli atti dell'inearto e dalle constatazioni di fatto deI giudizio querelato risultano assodate Ie cireostanzc seguenti : La S. A. Polus, con sede in Balerna (Cant. Ticino), foudata per il commercio dei tabaechi e la fab- brieazione e vendita di sigari, fu eostituita nel maggio 1912 eon un capitale di 200,000 fr., portato poi, nel llovembre 1913 a 500,000 fr. Secolldo le pubblicaziolli nel registro di eommercio (gli statut i stessi non si tro- val10 all'inearto), Ia societa e rappreselltata dalla firma collettiva di due membri deI consiglio di amministra- zione 0 di un membro deI eOllsiglio edel direttorc. A eomporre il primo consiglio di amministrazione ven- nero chiamati : Vittore Wilczek, domieiliato in Zurigo, presidente, Carlo Landtwing in Zugo, eonsigliere dele- gato, e Francesco Maeder, parimenti in Zugo. Il 3 no- vembre 1913, Landtwing e Maeder cessano di far partt' deI eonsiglio di amministrazione c vengono sostituiti da Alberto Eberle in S. Gallo e Luigi Simmler in Zurigo, quest'ultimo eome eonsigliere delegato. Nella sua se- duta deI 10 ottobre 1913 il consiglio di amministra- zione «eonfermava neUa earica di .direttore tecnieo }) Federieo Bernasconi in Lugano e ehiamava a eoprire * la carica di direttore eommerciale Fritz Kradolfer )} in Balerna, ehe deve firmare- eoUettivamente eon un » membro deI eonsigJio e ciö seeondo 10 statuto, ehe » prevede ehe ogni direttore puö vineolare la societil ) in eoneorso eon un consigliere di amministrazione. >r Con sentenza 10 luglio 1917 il Tribunale di Appello deI Cantone Tieino respinse la petizione, dOllde ricorso al Tribujmle federale. Considerando in diritto : 10 E paeifico in causa, dichiara l'istanza eantonale, ehe le ordinazioni furono date all'attriee dal direttore commerciale Kradolfer e ehe il direttore ·tecnico e inter- ! Obligationcnrecht. N° .17. 275 venuto, talvolta; neUe discussioni di dettaglio c, ta1'al- tra,per il ritiro della meree. Queste diehiarazioni non corrispondono esattamente ane emergenze processuali, sono Ipro, in parte. eontrarie. e vogliono essere retti- ficate. NOll solo il eodirettore Bernaseoni e intervenuto neUa discussione di dettaglio. ma ha, ad esempio, fir- mato eon Kradolfer la eonferma della commissione deI 25 llovembre 1913 : esso ha sottoscritto, inoltre, div-erSt' eorrispondenze, ha ordinato e eooperato, talvolta, aJ ritiro della meree. L'insieme delle risultanze proeessuali per- suadono questa Corte, ehe se l'iniziativa fu presa da1 direttore eommerciale Kradolfer, il ehe e affatto natu- rale, aHa eonclusione degli affari di eui si tratta Bernaseoni. cheeche egli possa ora addurre, non fu estraneo : il quale anehe, ove non firmo la eon- fernla dei eontratti direttamente, eooperö pero aUa loro eseeuzione: si puo quindi eonehiudere, ehe chi agi nei eonfronti dell'attriee, non iu, insomma, solo Kra- Qolfer, ma anehe Bernaseom. Indarno questI 1l1Voca in eontrario di essersi disinteressato di questi affari e di aver sottoscritto le eorrispondenze ehe li eoneerne- wno «maeehinalmente », senza leggerle. Chi firma un atto e presunto averne letto e approvato il eontenuto. 20 Cio ammesso, ehiedesi se Kradolfer e Bernasooni abbiano potuto obbligare validamente Ia societa di fronte all'attriee. L'istanza eantonale 10 contesta e accerta, in fatto, ehe seeondo Ie pubblieazioni nel registro di commereio, la rappresentanza statutaria d-ella societa spettava a due membri deI consiglio di amministrazione od a un membro eongiuntamente a1 direttore. 11 fatto e esaUo, ma non risolve pienamente la questione : da esso non segue necessariamente ehe, in niun easo, altre persane all'infuori di quelle nominate neUe pubblicazioni abbiano potuto agire in modo vin- colativo per la convenuta. L'art. 651 CO non esclude, ehe chi ha faeolta statutaria di rappresentare Ia societa poss.'l incaricare altri di un negozio detenninato 0 di 276 Ohligationeurcchl. ~o J'i. una serie di affari, delegare altrui i suoi poteri in modo speciale 0 generico. preporre un terzo ad un'azienda. od aparte di essa ecc : se il mandato e generico ed avvenne con conferimento di procura, si avra Ia figura giuridica deI procuratore commerciale : altrimellti quella deI man- dat.ario commerciale 0 institore (art. 462 c seg. CO): Ia cui seelta non e soggetta a prescrizioni di forma, pu6 essen' fatta anche tacitamente 0 per atti conchiudenti, e da] mandato statutario si diversifica in ciö ehe {\ revo- cabile in ogni tempo da chi l'hn conferita. Chiedesi pertanto se, neUn faUispecie, il cOllferimcllto di un mandato generico a conchiudere gli affari della sede di Balerna, da parte degli orgalli competenti deHa societa a chi per essa agiva possa ritenersi dimostrato. La risposta non puo essere dubbia : essa emerge dall'or- ganizzazione stessa deI consiglio di amministrazione t'· dei rappresentanti statutari. Risulta infatti dagli atti, che nessuno dei eonsiglieri di amministrazione aveva domicilio in Balerna: gli uni abitavano Zugo, gli aItri Zurigo 0 San Gano. Risulta, inoltrl:'. ehe poeo (I nulla i eonsiglieri di amministrazione si oeeupavano degli affari della sede. in Balerna. Il direttore Bernasco1ü, ehe l)ure undava giornalmt'Jltc in fabbric3, non sa se U11 delegato deHa societa venisse mai aHa sede. Ove si eOll- siderit ehe Ia gestione di nna fabbriea e di un commereio di siffatta aatura, ehe pure _ e di qualeht' rilievo (ca pi- laIe .social~ 50?,OOO fr.), non solo SUPPOllC 11 disbrigo eontmuo dl ath amministral.iYi 0 Ili trafila, ma Ja eou- clusioue, auche immediata, di yeri coutratti bilaterali ~ di. stip~lazioni di ogni gUlere (nomina e congedo dcgli ImplegatI ed operai, contratti compera-vendita deHn merce ü~ natura e degli arheoli fabbricati ece.), ne segue necess3namente ehe, onde aUuare Ia rappresentanza ill stretta corrispondenza eogli statuti c eolle 101'0 pubbli- cazioni, Ia societa avrebbe dovuto provvederc ehe almeno il eonsigliere delegato avesse stunza in Balerna o nei dintorni 0 col1a sede potesse stare in continuo cd Obligationcllwcht ~o 47. 21.'1 jmmediato eOlltatto. E dunque giuoeoforza ritenere. ehe il consiglio di amministrazione, ammettendo ehe ne rosse altrimenti, ha dovuto tacitamente e per atti con- ehiudenti conferire alle persone, che per Ia societa agi- ,-ano in Balerna, i piiI ampi poteri, le piiI estese faeolta di eontrarrc: preporle, in altri termini, all'azienda in flualita di institori 0 mandatari eommerciali: circos- lanza, deI resto, ammessa direttamente dal delegato Landtwing, il quale ha deposto ehe Kradolfer e Ber- Ilasooni possedevano pro eu ra eollettiva, oecorrendo tut- lavia ritenere ehe non si trattava di una vera procura !leI sellSO giuridieo della parola, ma di un mandato com- mcrciale a stregua degli art. 462 e seg. CO. Invano si opporrebbe ehe, a modo di vedere di altri iesti, Kradolfer ha agito all'infuori delle sue compe- lenze. Questa e anzilutto una questione di diritto, da deddcrsi dal giudice, non dai testi. Inoltre, essa sembra rilerirsi piuUosto aIla quantita delle merci ordinate da Kradolfer (' Bernasconi ehe non aHa natura dei rela- ! ivi negozi. Ln dichiarazionc di Landtwing, ehe Kra- dnlfe!' HOll 3H'''H autorizzazione per agire de mo tu pro- prio, ~:- eonlraddetta da esso stesso laddove diehiara ein' KradoUt,!, e 13ernascolli possedevano proeura : deve <ftündi essert' intesa nel senso che, anche ad avviso deI lt'ste, KradoUer non avesse qualitil. per agire da solo. ,·alidi ('ssendo invece gli afIari eOllchiusi da Kradolfer " Hernasconi {;ongiuntarnente. Nulla importa deI resto eil\.', specialmcllte in riguardo ai negozi in questiol1l\ il COllsiglio HOIl fosse stato tenulo al corrente e li igno- n:ssc, eom(' la eonvenuta intende dedurre dalle deposi- zinni Bcrnasconi. Landl Willg e altre: poiche si tratta di maudato generico ehe, come tale, non richiede l'auto- ri~zazioJle 0 la ratifica di ogni singolo affare. Invano Ia eOl1venuta sostiene ancora in eontrario cht:~ k onlinazioni furono grandemente esagerate, ben al di lü deI fabbisogno cec. Le facolta deI mandatario eom- 1l1,!:rcialt, sono determinate anzitutto dalla natura dei 278 Obligationenrecbt. No 4'i. negozio. non dal suo quantitativo (art. 462 a1. 2). Ora, e incontestabile, ehe il provvedere per gli involti della • merce e per la reelame, rientra nell'ambito diehi e pre- posto all'amministrazione ed alla parte commerciale dell'azienda. DeI resto, anehe il quantitativo della merce in litigio non sembra deI tutto all'infuori deI fabbisoqu(} normale di una fabbrica. ehe lavora con un capitale sociale di 500,000 fr. e dalla quale il COllsiglio si ripro- metteva un prospero avvenire, come risulta appunto dall'aumento deI eapitale sociale: avvenire ehe puo essere poi stato compromesso dalle conseguenze della guerra. Da queste consideraziolle emerge ehe Kradolfer e Bemasconi avevano veste per eontrarre in norne e per conto della societa. Cade' quindi Ia tesi principale della convenuta e cadono, con essa, anehe Ie illazioni ehe si intende dedrirre dai disposti deI CO sul valore delle pubblicazioni eommerciali, la loro efficaeia giuridiea eec: poiehe appunto, non in tali pubblicazioni e non direltamente negli statuti, i poteri di Kradolfer e Bernas- coni avevano origine, sibbene in una delegazione di mandato da parte degli organ i d~na soeieta. 30 Ond'e ehe, dimostrata inammissibile la tesi in base alla quale l'istanza cantonale Iia respinta l'azione, 1a causa deve esserle rinviata per istruzione e decisioHl' di tutte Ie altre eccezioni accampate dalla convenuttl; 11 Tribunale federale pronuncia: L'appello e ammesso. Obligationt:nrt>cht. N° 48.- -ts. Auszug aus dem Orteil der Ir. ZiviIabtellung vom 27. Juni 1918 i. S. Xonkursm&sse J. Jost-Rüedi gegen Stitfler. 279" Kompensation. Geltendmachung. Die G{>gcnforderung muss ziffernmässig bestimmt sein. Der Beklagte bestreitet nicht, der Klägerin aus einem VOm Gemeinschuldner ihm gewährten Darlehen 2178 Fr., gleich der Nachlassdividende von 40 % des ursprünglichen Darlehensbetrages von 5000 Fr. nebst Zins zu 4 % % vom Maimarkt 1913 bis zum 15. Mai 1915 schuldig zu sein. Die Gegenforderung, welche der Beklagte erhebt. war aber, soweit sie die Klageforderung nicht übersteigt. nicht auf dem Wege der Widerklage, sondern als Tilgungs- grund durch Einrede gegenüber der Klage geltend zu machen. Der Beklagte hat sie implicite auch durch Ein- rede geltend gemacht, indem er auf Abweisung der Hauptklage anträgt, ohne ihr andere als die Klagetat- sachen der Widerklage als Schuldbefreiungsgrund eut- gegenzuhalten, woraus zu schliesseu ist, dass er auch die E i 11 red e der Kom p e 11 s a t ion erheben wolle. Allein die Kompensationseinrede ist nicht begründet. Schon die Unmöglichkeit einer ziffernmässig bestimmten Geltendmachung der Gegenforderung spricht gegen die Möglichkeit der Verrechnung; denn ohne sie kann die Hauptforderung nicht in einem bestimmten Betrag getilgt erklärt werden; solange die Hauptforderung aber nicht getilgt ist, besteht keinerlei rechtlicher Grund dafür, ihre Geltendmachung aufzuschieben bis zur ziffennässigen Feststellung der Gegenforderung, die in einem neuen Prozesse erfolgen müsste.
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

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Obllgationenrecbt. N° 46.

bröckeln würde, auch sei es nicht Vertragsmeinung:

gewesen, dass er sofort mit dem Gipsabbau beginnen

solle. Letztere Auffassung ist durch das bereits Gesagtt'

und durch den Hinweis auf die Bestimmung über die

Vertragsdauer widerlegt. In ersterer Hinsicht ist wiede-

derum auf § 6 des Vertrages zu verweisen, -wonach

Unrentabilität im Betriebe dem Kläger wohl ein Recht

zum Rücktritt, keineswegs aber ein Recht, die Aus-

beutung hinauszuschieben und den Beklagten als Ver-

pächter bei der Verpflichtung zur Ueberlassung der

nutzbaren Sache zu behaften, gab. Die pachtweise

Ueberlassung der Grundstücke war in der Hauptsach;.'

gedacht zur GipsaUSbeute, der Wiesen- und Obstertrag

war ganz offenbar Nebensache. Wenn für den Pachtzins

auf die Ausbeute abgestellt wurde, so beweist dies nichts

dafür, dass der Kläger sie beliebig hinausschieben durfte;

der erste Pachtzins war vielmehr am 1. Juli 1915, nach .

dem ersten Halbjahr, fällig auf Grund der damaligen

Ausbeute. Dass der Beklagte nicht damals schon eingt·-

schritten ist, nahm ihm das Recht, nach Art. 294 vo f-

zugehen, nicht. Er hat als Eigentümer das überwiegende

Interesse daran, in der Verfügung über die Grundstückt'

wieder frei zu werden, gegenüber dem Interesse des

Klägers, ihn auf unabsehbare Zeit an den Vertrag zu

binden und an der Verfügung über sein Land zu hindern.

Dazu kommt, dass Von einer auch nur subjektiven Un-

möglichkeit der Vertragserfüllung durch den Klägel"

nicht gesprochen werden kann, worüber auf die schlüssi-

gen Ausführungen der Vorinstanz verwiesen werden

kann, die der Kläger nicht entkräftet hat.

Demnach erkennt das Bundesgericht :

Die Berufung wird abgewiesen und das Urteil des

Obergerichts des Kantons Aargau vom 22. Dezember

1917 bestätigt.

fl. Sentenza. 15 giugno 1918 della. 1e sezione dvile

neUn eansa Trüb & eie eont.ro S. A. Polus.

L'arl. 651 CO nOll esclude, ehe chi 11a facoltit statularia di

rappresentare una societa per azioni possa incaricare altri

di un negozio determinato, 0 di una serie di ariari,o delegan'

altrui i suoi poteri in modo generico 0 speciale, 0 prepofl'\'

un terzo ad un'azienda,od aparte di essa. Tale delegaziOllt'

puö costituire conferimento di procura commerciale 0 anclh'

solo queHo di mandato commerciale, secondo le circostanzl'

deI caso. (Art. 4t)2 e seg. CO.) Estensione delle faeoltil dei

mandatario eommerdale.

Con petiziollc' 20 ottobre 1914. proposta direttam~llll'

in appello,l'attricc Trüb & Ci" in Aarau conveniva ill

giudizio la S. A. Polus in Balerna per il pagamento rli

9785fr. 85. Questa somma dipende da diverse forni-

I ure residue di commission i maggiori.

NeUa sua risposta del 9 giugllo 1914 In convcllul<l.

pur ammettendo l'inten:enuto rapporto di affari, e ehe

parte della merce ordinata fu ricevuht (:' pag:1ta, COI'-

ehiuse al rigetto della petizione.

In linea

prillc~pale essa afferma di LluHa ave!' sa-

puto delle ordintlzioni,

meutre, d 'altro canto, chi

pretese agire in suo norne (Kradolfer, event. Bernas-

coni)

non aveva veste par farlo.

Kradolfer. giü

direttore commerciale deHa eOllvenula (mentre Bernas-

coni ne era e ne e direttore tecl1ico), non poteva vill-

colarla. assevera essa, se non in coneorso di almenn

un membro deI Consiglio di mnministrazione, COnCOfS(l

che non fu mai ne richiestro ne ottenuto. In Iinea subol'-

dinata contesta il prezzo della merce t'. il suo l[uall-

titativo, che eensura di esorbitanli: assevera ehe la mere\:'

non fu fornita a riehiesta. ma illtempestivamente. prim:t

o dopo : che una parte deHa meree fu pagata con dul'

cheques di 4863 fr., che debbollo. esse re dedotti: e final-

mente, ehe l'attrice non mantenne i patti, ehe la loro esc- •

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euziOllC HOll fu cOllforme alle stipulaziolli e conchiude

col dichiararli rescissi per colpa dell'attrice.

Dagli atti dell'inearto e dalle constatazioni di fatto

deI giudizio querelato risultano assodate Ie cireostanzc

seguenti : La S. A. Polus, con sede in Balerna (Cant.

Ticino), foudata per il commercio dei tabaechi e la fab-

brieazione e vendita di sigari, fu eostituita nel maggio

1912 eon un capitale di 200,000 fr., portato poi, nel

llovembre 1913 a 500,000 fr. Secolldo le pubblicaziolli

nel registro di eommercio (gli statut i stessi non si tro-

val10 all'inearto), Ia societa e rappreselltata dalla firma

collettiva di due membri deI consiglio di amministra-

zione 0 di un membro deI eOllsiglio edel direttorc.

A eomporre il primo consiglio di amministrazione ven-

nero chiamati : Vittore Wilczek, domieiliato in Zurigo,

presidente, Carlo Landtwing in Zugo, eonsigliere dele-

gato, e Francesco Maeder, parimenti in Zugo. Il 3 no-

vembre 1913, Landtwing e Maeder cessano di far partt'

deI eonsiglio di amministrazione c vengono sostituiti

da Alberto Eberle in S. Gallo e Luigi Simmler in Zurigo,

quest'ultimo eome eonsigliere delegato. Nella sua se-

duta deI 10 ottobre 1913 il consiglio di amministra-

zione «eonfermava neUa earica di .direttore tecnieo

}) Federieo Bernasconi in Lugano e ehiamava a eoprire

* la carica di direttore eommerciale Fritz Kradolfer

)} in Balerna, ehe deve firmare- eoUettivamente eon un

» membro deI eonsigJio e ciö seeondo 10 statuto, ehe

» prevede ehe ogni direttore puö vineolare la societil

) in eoneorso eon un consigliere di amministrazione. >r

Con sentenza 10 luglio 1917 il Tribunale di Appello

deI Cantone Tieino respinse la petizione, dOllde ricorso

al Tribujmle federale.

Considerando in diritto :

10 E paeifico in causa, dichiara l'istanza eantonale,

ehe le ordinazioni furono date all'attriee dal direttore

commerciale Kradolfer e ehe il direttore ·tecnico e inter-

!

Obligationcnrecht. N° .17.

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venuto, talvolta; neUe discussioni di dettaglio c, ta1'al-

tra,per il ritiro della meree. Queste diehiarazioni non

corrispondono esattamente ane emergenze processuali,

sono Ipro, in parte. eontrarie. e vogliono essere retti-

ficate. NOll solo il eodirettore Bernaseoni e intervenuto

neUa discussione di dettaglio. ma ha, ad esempio, fir-

mato eon Kradolfer la eonferma della commissione deI

25 llovembre 1913 : esso ha sottoscritto, inoltre, div-erSt'

eorrispondenze, ha ordinato e eooperato, talvolta, aJ ritiro

della meree. L'insieme delle risultanze proeessuali per-

suadono questa Corte, ehe se l'iniziativa fu presa da1

direttore eommerciale Kradolfer, il ehe e affatto natu-

rale, aHa eonclusione

degli affari di eui si tratta

Bernaseoni. cheeche egli

possa ora addurre, non

fu estraneo : il quale anehe, ove non firmo la eon-

fernla dei eontratti direttamente, eooperö pero aUa

loro eseeuzione: si puo quindi eonehiudere, ehe chi

agi nei eonfronti dell'attriee, non iu, insomma, solo Kra-

Qolfer, ma anehe Bernaseom. Indarno questI 1l1Voca

in eontrario di essersi disinteressato di questi affari

e di aver sottoscritto le eorrispondenze ehe li eoneerne-

wno «maeehinalmente », senza leggerle. Chi firma un

atto e presunto averne letto e approvato il eontenuto.

20 Cio ammesso, ehiedesi se Kradolfer e Bernasooni

abbiano potuto obbligare validamente Ia societa di

fronte all'attriee. L'istanza eantonale 10 contesta e

accerta, in fatto, ehe seeondo Ie pubblieazioni nel

registro di commereio, la rappresentanza statutaria

d-ella societa spettava a due membri deI consiglio di

amministrazione od a un membro eongiuntamente a1

direttore. 11 fatto e esaUo, ma non risolve pienamente

la questione : da esso non segue necessariamente ehe,

in niun easo, altre persane all'infuori di quelle nominate

neUe pubblicazioni abbiano potuto agire in modo vin-

colativo per la convenuta. L'art. 651 CO non esclude,

ehe chi ha faeolta statutaria di rappresentare Ia societa

poss.'l incaricare altri di un negozio detenninato 0 di

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Ohligationeurcchl. ~o J'i.

una serie di affari, delegare altrui i suoi poteri in modo

speciale 0 generico. preporre un terzo ad un'azienda.

od aparte di essa ecc : se il mandato e generico ed avvenne

con conferimento di procura, si avra Ia figura giuridica

deI procuratore commerciale : altrimellti quella deI man-

dat.ario commerciale 0 institore (art. 462 c seg. CO):

Ia cui seelta non e soggetta a prescrizioni di forma, pu6

essen' fatta anche tacitamente 0 per atti conchiudenti,

e da] mandato statutario si diversifica in ciö ehe {\ revo-

cabile in ogni tempo da chi l'hn conferita.

Chiedesi pertanto se, neUn faUispecie, il cOllferimcllto

di un mandato generico a conchiudere gli affari della

sede di Balerna, da parte degli orgalli competenti deHa

societa a chi per essa agiva possa ritenersi dimostrato.

La risposta non puo essere dubbia : essa emerge dall'or-

ganizzazione stessa deI consiglio di amministrazione t'·

dei rappresentanti statutari. Risulta infatti dagli atti,

che nessuno dei eonsiglieri di amministrazione aveva

domicilio in Balerna: gli uni abitavano Zugo, gli aItri

Zurigo 0 San Gano. Risulta, inoltrl:'. ehe poeo (I nulla

i eonsiglieri di amministrazione si oeeupavano degli

affari della sede. in Balerna. Il direttore Bernasco1ü, ehe

l)ure undava giornalmt'Jltc in fabbric3, non sa se U11

delegato deHa societa venisse mai aHa sede. Ove si eOll-

siderit ehe Ia gestione di nna fabbriea e di un commereio

di siffatta aatura, ehe pure _ e di qualeht' rilievo (ca pi-

laIe .social~ 50?,OOO fr.), non solo SUPPOllC 11 disbrigo

eontmuo dl ath amministral.iYi 0 Ili trafila, ma Ja eou-

clusioue, auche immediata, di yeri coutratti bilaterali

~ di. stip~lazioni di ogni gUlere (nomina e congedo dcgli

ImplegatI ed operai, contratti compera-vendita deHn

merce ü~ natura e degli arheoli fabbricati ece.), ne segue

necess3namente ehe, onde aUuare Ia rappresentanza ill

stretta corrispondenza eogli statuti c eolle 101'0 pubbli-

cazioni, Ia societa avrebbe dovuto provvederc ehe

almeno il eonsigliere delegato avesse stunza in Balerna

o nei dintorni 0 col1a sede potesse stare in continuo cd

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21.'1

jmmediato eOlltatto. E dunque giuoeoforza ritenere. ehe

il consiglio di amministrazione, ammettendo ehe ne

rosse altrimenti, ha dovuto tacitamente e per atti con-

ehiudenti conferire alle persone, che per Ia societa agi-

,-ano in Balerna, i piiI ampi poteri, le piiI estese faeolta

di eontrarrc: preporle, in altri termini, all'azienda in

flualita di institori 0 mandatari eommerciali: circos-

lanza, deI resto, ammessa direttamente dal delegato

Landtwing, il quale ha deposto ehe Kradolfer e Ber-

Ilasooni possedevano pro eu ra eollettiva, oecorrendo tut-

lavia ritenere ehe non si trattava di una vera procura

!leI sellSO giuridieo della parola, ma di un mandato com-

mcrciale a stregua degli art. 462 e seg. CO.

Invano si opporrebbe ehe, a modo di vedere di altri

iesti, Kradolfer ha agito all'infuori delle sue compe-

lenze. Questa e anzilutto una questione di diritto, da

deddcrsi dal giudice, non dai testi. Inoltre, essa sembra

rilerirsi piuUosto aIla quantita delle merci ordinate

da Kradolfer (' Bernasconi ehe non aHa natura dei rela-

! ivi negozi. Ln dichiarazionc di Landtwing, ehe Kra-

dnlfe!' HOll 3H'''H autorizzazione per agire de mo tu pro-

prio,

~:- eonlraddetta da esso stesso laddove diehiara

ein' KradoUt,!, e 13ernascolli possedevano proeura : deve

<ftündi essert' intesa nel senso che, anche ad avviso deI

lt'ste, KradoUer non avesse qualitil. per agire da solo.

,·alidi ('ssendo invece gli afIari eOllchiusi da Kradolfer

" Hernasconi {;ongiuntarnente. Nulla importa deI resto

eil\.', specialmcllte in riguardo ai negozi in questiol1l\

il COllsiglio HOIl fosse stato tenulo al corrente e li igno-

n:ssc, eom(' la eonvenuta intende dedurre dalle deposi-

zinni Bcrnasconi. Landl Willg e altre: poiche si tratta

di maudato generico ehe, come tale, non richiede l'auto-

ri~zazioJle 0 la ratifica di ogni singolo affare.

Invano Ia eOl1venuta sostiene ancora in eontrario cht:~

k onlinazioni furono grandemente esagerate, ben al di

lü deI fabbisogno cec. Le facolta deI mandatario eom-

1l1,!:rcialt, sono determinate anzitutto dalla natura dei

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negozio. non dal suo quantitativo (art. 462 a1. 2). Ora, e

incontestabile, ehe il provvedere per gli involti della

• merce e per la reelame, rientra nell'ambito diehi e pre-

posto all'amministrazione ed alla parte commerciale

dell'azienda. DeI resto, anehe il quantitativo della merce

in litigio non sembra deI tutto all'infuori deI fabbisoqu(}

normale di una fabbrica. ehe lavora con un capitale

sociale di 500,000 fr. e dalla quale il COllsiglio si ripro-

metteva un prospero avvenire, come risulta appunto

dall'aumento deI eapitale sociale: avvenire ehe puo

essere poi stato compromesso dalle conseguenze della

guerra.

Da queste consideraziolle emerge ehe Kradolfer e

Bemasconi avevano veste per eontrarre in norne e per

conto della societa. Cade' quindi Ia tesi principale della

convenuta e cadono, con essa, anehe Ie illazioni ehe si

intende dedrirre dai disposti deI CO sul valore delle

pubblicazioni eommerciali, la loro efficaeia giuridiea

eec: poiehe appunto, non in tali pubblicazioni e non

direltamente negli statuti, i poteri di Kradolfer e Bernas-

coni avevano origine, sibbene in una delegazione di

mandato da parte degli organ i d~na soeieta.

30 Ond'e ehe, dimostrata inammissibile la tesi in base

alla quale l'istanza cantonale Iia respinta l'azione, 1a

causa deve esserle rinviata per istruzione e decisioHl'

di tutte Ie altre eccezioni accampate dalla convenuttl;

11 Tribunale federale pronuncia:

L'appello e ammesso.

Obligationt:nrt>cht. N° 48.-

-ts. Auszug aus dem Orteil der Ir. ZiviIabtellung

vom 27. Juni 1918 i. S. Xonkursm&sse J. Jost-Rüedi

gegen Stitfler.

279"

Kompensation. Geltendmachung. Die G{>gcnforderung muss

ziffernmässig bestimmt sein.

Der Beklagte bestreitet nicht, der Klägerin aus einem

VOm Gemeinschuldner ihm gewährten Darlehen 2178 Fr.,

gleich der Nachlassdividende von 40 % des ursprünglichen

Darlehensbetrages von 5000 Fr. nebst Zins zu 4 % % vom

Maimarkt 1913 bis zum 15. Mai 1915 schuldig zu sein.

Die

Gegenforderung, welche der Beklagte erhebt.

war aber, soweit sie die Klageforderung nicht übersteigt.

nicht auf dem Wege der Widerklage, sondern als Tilgungs-

grund durch Einrede gegenüber der Klage geltend zu

machen. Der Beklagte hat sie implicite auch durch Ein-

rede geltend gemacht, indem er auf Abweisung der

Hauptklage anträgt, ohne ihr andere als die Klagetat-

sachen der Widerklage als Schuldbefreiungsgrund eut-

gegenzuhalten, woraus zu schliesseu ist, dass er auch die

E i 11 red e der Kom p e 11 s a t ion erheben wolle.

Allein die Kompensationseinrede ist nicht begründet.

Schon die Unmöglichkeit einer ziffernmässig bestimmten

Geltendmachung der Gegenforderung spricht gegen die

Möglichkeit der Verrechnung; denn ohne sie kann die

Hauptforderung nicht in einem bestimmten Betrag

getilgt erklärt werden; solange die Hauptforderung aber

nicht getilgt ist, besteht keinerlei rechtlicher Grund

dafür, ihre Geltendmachung aufzuschieben bis zur

ziffennässigen Feststellung der Gegenforderung, die in

einem neuen Prozesse erfolgen müsste.