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C. Entscheidungen der Sehuldbetreibungs-
avoir pU prendre connaissance des participations deja ad-
mises dans les 30 jours et s'etre ainsi assuree si Ieur mon-
tant est de nature a porter atteinte a sa creance resultant dn
mariage.
Mais pour qu'elle puisse invoquer 1e privilege que lui ae-
corde cet article, n faut qu'il s'agisse d'une creance rEJsultant
du mariage et il faut en outre que 1e debiteur poursuivi soit
encore le mari de Ia femme qui veut intervenir.
La premiere de ces deux conditions est expressement men-
tionnee dans la loi. La seconde resuIte du but que s'est pro-
pose le Iegislateur, but qui consistait a faeiHter Ia realisation
des creanees des personnes qui ne Ront pas devenues crean-"
ciers de leur plein gre et qui, dependant plus ou moins du"
debiteur et lui devant certains egards, ne pouvaieut guere
entamer des poursuites contre lui. Or ces eonsiderations ne
s'appliquent plus a Ia femme divoreee, Iaquelle se trouve,
vis-a-vis de son aneien mari, dans une position absolument in-
dependante et par consequent n'a aucun motif de reculer de-
vant une poursuite.
O'est d'ailhmrs ce qui resulte aussi du texte allemand de
rart. 111, ou il est dit que le droit de participer a une saisie
sans poursuite prealable est aecorde « a l'epouse >.
2. -
En l'espece, il est constant qu'au moment ou elle a
declare vouloir participer a Ia saisie,]a recourante n'etait
plus Ia femme du debiteur. L'une des deux conditions ci-des-
sus fait donc en tous CRS defaut. Quant a l'autre condition
(creance resultant du mariage), Ie dossier ne contient a ce
sujet aucune donnee precise. La re courante pretend qu'il
s'agit d'une pension qui lui Rurait ete allouee par Ie jugement
de divorce, mais rien ne prouve qu'il en soit ainsi. D'ailleurs
il peut y avoir des doutes sur la question de savoir si une
pension allouee par un jugement de divorce constitue une
ereance resultant du mariage. Quoi qu'il en soit, il est eertain
que, Ia recourante n'ayant plus ete Ia femme du debiteur au
moment ou elle a declare vouloir partieiper a Ia saisie, Ie.
droit de participation ne lui appartient pas.
La decision cantonale qui lui refuse ce droit doit done etre
confirmee.
und Konkul'skammer. N° 29.
Par ces motifs,
La Ohambre des Poursuites et des FailIites
prononee:
Le reeours est ecarte.
29. Sentenza dal 10 marzo 1908, nella causa
Banca Can tonale 'I'icinese.
Fallimento; spese. Art. 262 LEF.
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Nel fallimento Lorenzo Oavargna, in Malvaglia, l'at-
tivo si eomponeva esclusivamente di beni stabili su cui gra-
vano delle ipoteche per una cifra molto superiore al loro va-
lore. La 101'0 realizzazione dava un prodotto di 18561 fr.,
ehe col rieavo di un affitto in 245 fr. costituisee Ia totalita
dei denari da ripartire.
Allestendo 10 stato di riparto, l'Ufficio, in difetto di beni
liberi sul prodotto dei quali potesse prelevare le spese di li-
quidazione, dedueeva quest'ultime intieramente dal prodotto
dei beni ipotecati.
La Banea. Cantonale Ticinese, creditrice ipoteearia per una
somma rilevante, di eui 26 417 fr. 60 rimanevano seoperti,
rieorse all'Autorita di sorveglianza domandando, all'appoggio
deI 2° alinea dell'art. 262, l'annullazione deIlo stato di riparto·
e l'allestimento di un nuovo riparto indicante nei dettagli il
prodotto della realizzazione e le spese di amministrazione e
realizzazione di ogni bene stabile costituente il pegno di ogni
creditore ipotecario e caricante ai ereditori chirografari la ta-
talita delle spese generali di amministrazione e di liquida-
zione.
TI ricorso veniva ammesso daIl' Autorita inferiore; respinto
invece dall'Autorita eantonale superiore, sulla seorta dei con-
siderandi seguenti :
TI 20 alinea dell'art. 262 non e applicabile ehe nei casi
normali, in cui il fallimento comprende dei beni liberi., sul
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prodotto dei quali si possano prelevare le spese generali, ma
non nei casi eccezionali, nei quali il fallimento non eomprende
ehe dei beni gravati da ipoteca. In quest'ultimo caso tutte le
spese devono essere prelevate sul prodotto dei beni gravati
da ipoteca, in quanto ehe e inammissibile ehe i creditori chi-
rografari, che non toccano nulla, abbiano ancora a soggiacere
a disborsi per le spese di liquidazione, e d'aItra parte queste
spese non possono essere earicate allo Stato. La Banea Can-
tonale Ticinese, occupando, eome ereditrice, un rango infe-
riore, e dunque in obbligo di sopportare la totalitä. di queste
'Spese.
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-
E contro questo giudizio ehe la Banca Cantonale ri-
eorre attualmente al Tribunale federale.
In diritto:
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0
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La prima delle eonclusioni della Banca ricorrente,
tendente all'allestimento di un nuovo piano di riparto, e evi-
dentemente giustificata in massima, in quanta ha per iscopo
di ottenere un'indicazione precisa deI prodotto dei singoli
-enti ipotecati e delle spese relative alla 10ro amministrazione
e realizzazione, dacehe non e naturalmente possibile di pro-
cedere aHa ripartizione deI ricavo della realizzazione tra i
creditori ipotecari, senza che 10 stato di riparto indichi il
prodotto da ripartirse e le spese di amministrazione e di
realizzazione da dedursL
Infondata e invece in quanto tende a far dichiarare ehe
queste spese debbono essere sopportate dai creditori chiro-
grafari, in proporzione delle somme per le quali gli stessi figu-
rano nello stato di riparto. L'art. 262 non fa che stabilire ehe
dal prodotto dei beni affetti da pegno non possono essere
prelevate ehe le spese di amministrazione e di realizzazione
dei pegno, ma non regola il riparto di queste spese tra i sin-
goli creditori pignoratizi, pel caso ehe uno stesso ente sia
soggetto a pegni di rango differente, come sembra verificarsi
nel fattispecie. In simili casi non e ammissibile altra solu-
zione se nou ehe la totalita delle spese debba essere soppor-
tata dal ereditore pignoratizio di rango inferiore. Anzitutto
perche tal modo di procedere e una eonseguenza inevitabile
und Konkurskammer . N° 29.
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deI fatto ehe le spese sono da prelevarsi dalle somme rica-
vati, che restano diminuite di altrettanto. Poi perche simile
misura e anche in se stessa giustificata, dal momento ehe
il ereditore pignoratizio di rango inferiore sa 0 deve sa-
pere, all'epoca della eostituzione deI pegno, ehe il valore di
quest'ultimo sarebbe eventualmente diminuito delle spese di
realizzazione, in caso di liquidazione forzata.
La decisione dell'Autoritä. cantonale superiore di vigilanza
e quindi da confermarsi su questo punto.
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-
Resta a vedere quale esito debbano avere le altre
spese che fanno oggetto delIa seeonda conclusione.
n ricorso tende in sostanza ad ottenere che queste spese
non siano dedotte dal ricavo dei beni ipotecati, ed il 2° ali-
nea dell'art. 262 disponendo che dalla somma ricavata dagli
Qggetti costituiti in pegllo si possano prelevare soltanto le
spese di amministrazione e di realizzazione deI pegno, sem-
bra a prima giustifieare questa tesL
Ma in realta non e in questo senso ehe deve interpretarsi
il disposto di quest'artieolo.
Le spese di liquidazione rappresentano un debito della
massa eome tale, e vanno a earico delIa massa, eonsiderata
eome un tutto; di conseguenza esse devono essere pagate
dall'attivo dena massa, senza distinzione fra l'attivo prove-
niente dalla realizzazione dei beni liberi e da quello prove-
Diente dai beni soggetti ad ipoteca. Questa regola e talmente
evidente ehe non vi era bisogno di un disposto esplicito di
legge per sancirla. L'art. 262 ha per iscopo, piu ehe di sta-
bilh'e in modo espresso questa massima, di determinare in
quali proporzioni debbano essere distribuite queste spese tra
le differenti categorie costituenti l'attivo. Esso dice in sos-
tanza ehe le spese generali debbono eSSel'e prelevate dal pro-
dotto dei beni liberi, e quelle di amministrazione e realizza-
zione dei pegni dal prodotto di quest'ultimi, regolando cOSI
una questione di ripartizione fra due eategorie di beni, senza
menomare al principio emanante dalla natura stessa delle
eose, che cioe le spese, eome debito della massa, sono a ca-
nco della massa intiera.
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E questo principio generale riprende appunto Ia sua appIi-
cazioue nei casi in cui non e possibile, non essendovi beni
liberi, di ripartire su di essi una parte delle spese. In tal
caso, Ia totalita delle spese deve necessariamente essere de-
dotta dal solo attivo existente, vale a dire dal prodotto dei
beni ipotecati. '
3° -
Un'altra questione sarebbe quella di vedere in quali
proporzioni dovrebbero essere sopportate queste spese dai
creditori pignoratizi, nel easo in cui vi fossero piu pegni gra-
vanti su oggetto differente. Ma tale questione non si po ne nel
fattispecie.
Da quanta risulta, gli stabili eostituenti l'attivo di massa
erano tutti soggetti ad ipoteca in favore degli stessi eredi-
tori. Trattasi quindi di un dato numero di pegni aventi tutti
10 stesso oggetto. In questo easo Ie spese, dovendo essere
prelevate sul prodotto della realizzazione deI pegno, vengono<
naturalmente a eolpire il creditore di rango inferiore, ehe nel
fattispecie trovasi essere la Banea Cantonale.
Per questi motivi,
la Camera Eseeuzioni e Fallimenti
pronuneia:
I1 ricorso e respinto.
30. Arret du 17 mars 1908, dans la canse 13aur.
Opposition cow;me dans les termes: {(Opposition; oirre de payer
une somme de ....)) Reconnaissance de dette ou oirre de transac~
tion?
A. -
Le recourant Alfred Baur, a Geneve, a command6
a Franljois Poncet, tapissier au meme endroit, un mobilier
devise a 35 183 fr. 40.
Des contestations s'etant elevees au sujet de l'execution
du travail, sieur Baur, apres avoir paye une somme da
27 000 francs, demanda une expertise qui fut pratiquee et
par laquelle le solde de la facture fut arbitre a 5399 fr. 05.
und Konkurskammer. No 30.
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Estimant que les frais d'expertise incombaient a sieur
Poncet Baur offrit le paiement ponr solde de 4962 fr. 80,
monta~t du solde fixe par les experts moins les frais d'exper-
tise et un escompte de 2 %.
Plus tard par lettre du 6 fevrier, BaUT declara renoncer a
eet escompte et porta son offre a 5059 fr. 05.
Le 21 janvier 1908, Poncet fit notifier a Baur un comman-
dement de payer de 5450 francs avec interets de droit des
le 31 decembre 1907, offrant de reprendre ponr 150 francs
une commode Louis XV.
Le 30 janvier, Baur a fait opposition en ces termes:
« Opposition; off re de payer pour solde 5059 fr. 05. »
Le 20 fevrier sieur Poncet requit la continuation de Ia
poursuite pour la somme de 5059 fr. 05.
Le 21 fevrier l'office avisa Baur qu'il semit procede a la
saisie le 24 fevrier.
B. _ Le 22 fevrier Baur a recouru a l'autorite de surveil-
lance en demandant l'annulation de l'avis de saisie. TI soute-
nait qu'il avait fait opposition et que l'offre de payer 5059 fr.
'05 pour solde constituait une offre de trans action et non une
reconnaissance.
C. _ Cette plainte ayant ete ecartee par l'instanee canto-
nale, Baur a recouru au Tribunal f6deral en faisant valoir les
arguments deja invoques devant l'instanee cantonale.
Stattwnt sur ces [aits et considerant en droit :
Dans son arret du 24 decembre 1907 rendu dans Ia cause
Uhlmann, le Tribunal fMeral a admis qu'une opposition eon-
(jue dans les termes suivants :
({ D'apres ma lettre du 27 mai je reconnais devoir seule-
» ment 1050 francs pour solde, somme qui peut toujours
» etre encaissee contre quittance pour solde. "
impliquait une reconnaissance pure et simple d'une dette de
1050 francs et que l'exigence d'une quittance pour solde ne
constituait pas une condition de cette reconnaissance, mais
en etait plutöt une consequenee, le debiteur exigeant une
quittanee pour solde precisement parce qu'il pretendait ne
devoir que la somme reconnue.