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90.2005.32

ricorso contro una zona di pianificazione comunale

Ticino · 2006-02-07 · Italiano TI
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ricorso contro una zona di pianificazione comunale

Erwägungen (4 Absätze)

E. 1 la definizione dei tipi di attività compatibili, con particolare riferimento alla qualità degli insediamenti ed al carico ambientale generale ammissibile, segnatamente per la qualità dell'aria (difficoltà di dispersione degli inquinanti gassosi a causa delle condizioni meteorologiche generali che si esplicano sul fondovalle della __________ __________, dove si concentrano i principali insediamenti abitativi);

E. 2 i provvedimenti da intraprendere per attenuare la conflittualità che il traffico pesante provoca sulle condizioni di viabilità sia per l'accesso alla zona da sud (attraversamento di aree residenziali) che per la distribuzione interna alla zona industriale (infrastrutture inadeguate, di sicurezza per la mobilità lenta);

E. 3 l'urbanizzazione della zona industriale, in particolare la questione degli accessi, anche in relazione al necessario coordinamento con il centro di competenza per il controllo del traffico pesante e relativi svincoli (o semisvincoli) autostradali;

E. 4 la

protezione delle acque, ritenuto che il comprensorio della zona di

pianificazione è inserito nel settore Au di protezione delle acque.

La misura

ha lo scopo di consentire al municipio di approntare gli studi pianificatori e

di salvaguardare la loro elaborazione fino al completamento dell'iter

procedurale di approvazione.

Nel

comprensorio interessato la scheda descrittiva stabilisce come segue gli

effetti dell'avversata zona:

“In generale sono ammessi solo interventi di

ordinaria manutenzione di edifici e di impianti esistenti; nuove costruzioni

industriali possono essere eccezionalmente autorizzate dal municipio, alla condizione

che le utilizzazioni proposte siano compatibili con l'urbanizzazione della zona

e non conducano ad apprezzabili aumenti del traffico e di carico ambientale.”

Il

menzionato documento prevede infine che la zona di pianificazione entra in

vigore con la sua pubblicazione ed ha una durata di cinque anni.

4.   Una restrizione

di diritto pubblico è compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art.

26 Cost. solo se si fonda su di una base legale, è giustificata da un interesse

pubblico preponderante e rispetta il principio della proporzionalità (art. 36

cpv. 1-3 Cost.). In linea generale è pubblico l'interesse che coinvolge la

generalità dei cittadini o una sua frazione significativa e che compete al

potere pubblico promuovere nell'esercizio delle sue funzioni. L'interesse

pubblico a un provvedimento di pianificazione del territorio è, pertanto,

segnatamente dato quando la sua adozione corrisponde a un bisogno importante,

chiaramente avvertito dalla collettività. Tale interesse deve prevalere sui contrapposti

interessi pubblici e privati in giuoco (RDAT I-2000 n. 24 consid. 4.1 con

rinvii; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction,

expropriation, Berna 2001, n. 98-102; Scolari, Diritto amministrativo, parte

generale, 2.a edizione, Cadenazzo 2002, n. 558-594). Il principio della proporzionalità

esige invece che le restrizioni della proprietà siano idonee a raggiungere lo

scopo di interesse pubblico desiderato (regola dell'idoneità), che tra i

diversi provvedimenti a disposizione per conseguire tale scopo venga scelto

quello che lede in misura minore gli interessi del proprietario (regola della

necessità), infine che sussista un rapporto ragionevole tra lo scopo di

interesse pubblico perseguito e i mezzi utilizzati (regola della

proporzionalità in senso stretto; RDAT II-2000 n. 75 consid. 5b con rinvii;

Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 103-106; Scolari, op. cit., n. 595-610).

5.   Gli

insorgenti non contestano la sussistenza di una base legale che legittimi il

municipio ad emanare la controversa zona di pianificazione, la quale comporta

indubitabilmente delle nuove restrizioni a carico dei loro fondi. Non resta

quindi che esaminare l'interesse pubblico e la proporzionalità del provvedimento.

6.   6.1. L'adozione

di una misura di salvaguardia della pianificazione presuppone, come requisito

centrale, una seria intenzione di mutare l'ordinamento pianificatorio vigente (RDAT

I-1995 n. 31 consid. 2b di fine; Ruch, op. cit., art. 27 n. 27); questo significa

che deve sussistere un interesse pubblico sia alla modifica del piano di utilizzazione

(piano regolatore a livello comunale) sia all'impiego transitorio dello strumento

della zona di pianificazione (Ruch, op. cit., ad art. 27 n. 25 seg.). Il grado

di concretizzazione di questa intenzione non dev'essere tuttavia

necessariamente elevato, specialmodo quando il provvedimento è adottato, come si

avvera nel nostro Cantone, dall'esecutivo comunale, che non è l'autorità competente

ad adottare il piano di utilizzazione che la zona di pianificazione vuole

tutelare (cfr. Ruch, op. cit., ad art. 27 n. 27 seg.; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,

Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 457).

6.2. In

concreto, il municipio di __________ ha dato avvio alla revisione del piano

regolatore, approvato dal Consiglio di Stato il 5 agosto 1981. Nella risposta

ai gravami il municipio spiega che, a quella data la zona industriale comunale,

di circa 150'000 mq, era ancora occupata, quantomeno in parte, dagli

stabilimenti di produzione della __________ SA, che hanno chiuso definitivamente

i battenti al 31 dicembre 1994. La chiusura di questo impianto ha comportato la

cessazione dell'attività di altre ditte legate allo stesso. Il panorama

industriale e occupazionale locale è pertanto mutato in misura importante dopo

la data di approvazione del piano regolatore, lasciando sul terreno costruzioni

in parte fatiscenti, oltre a vaste aree smesse e poco attrattive. Secondo gli

intendimenti dell'esecutivo di __________, la futura pianificazione della zona

industriale dovrà coordinare quattro ordini di interessi, non sempre

convergenti: permettere il mantenimento e lo sviluppo delle aziende esistenti;

favorire l'insediamento di nuove attività di una certa qualità, risolvere i problemi

viari, evitare infine un peggioramento della situazione ambientale ed eventualmente

contribuire a migliorarla.

Intanto

la nuova pianificazione, giusta le indicazioni fornite dal municipio nelle risposte

di causa, appare necessaria per precisare la destinazione del comparto industriale,

attualmente disciplinata all'art. 49 NAPR, che ammette attività industriali, artigianali

e a cielo aperto di ogni tipo. Questa disposizione non tiene conto dei problemi

viari e della situazione ambientale locale. La qualità dell'aria a __________ e

nella __________ __________ continua a peggiorare a causa dell'inquinamento

indotto dalle industrie esistenti, dall'autostrada e dal cantiere __________,

situato alle porte dell'abitato, superando sistematicamente i valori limite

fissati nell'OIAt.

Inoltre

la revisione del piano regolatore, prosegue l'autorità intimata, è necessaria

per ridefinire completamente gli accessi alla zona industriale, che non

appaiono sufficienti. Il traffico attuale, caratterizzato da una quasi totalità

di trasporti su strada, è insostenibile. L'accesso veicolare alla zona

industriale ha luogo in prevalenza da sud, da dove proviene il traffico in

uscita dallo svincolo autostradale di __________. I veicoli passano attraverso

l'abitato di __________, svoltano verso __________ e proseguono sulla strada

del __________, dal calibro e dal percorso inadeguati; esso è caratterizzato da

due incroci pericolosi e si sovrappone, in parte, ad un itinerario ciclabile. L'urbanizzazione

sotto l'aspetto viario della zona industriale dovrà essere coordinata con

quella degli altri comuni, ed in particolare con quella adiacente e di ben

maggiori dimensioni di __________, di circa 2,5 volte più estesa di quella di __________,

dove, molto probabilmente, verrà costruito a breve-medio termine uno svincolo autostradale

contemporaneamente ad un'area multiservizi (area di stoccaggio per ca. 400

veicoli pesanti, centro di controllo, centro di servizi e posteggi per veicoli

leggeri).

6.3.

Sulla scorta delle spiegazioni fornite dall'autorità intimata, l'intenzione del

municipio di __________ di mutare l'ordinamento pianificatorio vigente appare

più che sufficientemente dimostrata. In particolare è intenzione dell'esecutivo

di quel comune di ridefinire i contenuti (tipologia delle attività ammissibili)

e l'urbanizzazione del comprensorio della sponda destra del fiume __________

per quanto concerne la zona industriale, in vista di un miglioramento della

qualità degli insediamenti e di un contenimento del loro inquinamento.

Questo

fine può senz'altro essere conseguito attraverso gli strumenti della pianificazione

del territorio (in concreto la revisione del piano regolatore), anche se rientra,

quantomeno in parte, negli obiettivi della legislazione sulla protezione dell'ambiente

consegnati, in primo luogo, agli art. 74 Cost. e 1 cpv. 1 LPAmb. Le autorità

incaricate della pianificazione del territorio devono in effetti tener conto,

nelle loro decisioni, di numerose esigenze ecologiche, conformemente a quanto

dispongono - segnatamente - gli 1 cpv. 2 lett. a-b e 3 cpv. 2 lett. c-d e cpv.

3 lett. b, 6 cpv. 2 lett. b-c e 17 LPT. La protezione dell'ambiente costituisce

pertanto, indiscutibilmente, uno degli scopi della pianificazione del territorio;

quest'ultima, a sua volta, rappresenta un mezzo per perseguire la tutela dell'ambiente

(cfr. Tschannen, Bau- und Nutzungbeschränkungen aufgrund von umweltrechtlichen

Vorschriften: Zusammenspiel von Umweltrecht und Raumplanung, pubbl. un URP

1998, 486 segg., 491; inoltre Hänni, Planungs-, Bau- und besonderes

Umweltchutzrecht, Berna 2002, pag. 345 seg.).

La pianificazione

del territorio permette quindi in modo ottimale di impedire tempestivamente

indesiderati sviluppi ed inquinamenti, mediante la delimitazione dello spazio e

l'apprestamento delle condizioni quadro della protezione dell'ambiente (cfr. messaggio

del Consiglio federale del 31 ottobre 1979 concernente la LPAmb, pubbl. in FF

1979 III 713 segg., 729; inoltre DTF 113 Ib 376 consid. 4b). Bisogna tuttavia

vigilare affinché gli strumenti cantonali o comunali adottati secondo la LPT

non interferiscano nel campo di applicazione della normativa federale sulla

protezione dell'ambiente, poiché violerebbero la forza derogatoria di quest'ultima

ancorata all'art. 49 cpv. 1 Cost. Ora, com'è noto, la giurisprudenza ritiene

che il diritto federale sulla protezione dell'ambiente non impedisca al legislatore

comunale di precisare la funzione assegnata dal piano regolatore a singole zone

attraverso ulteriori normative di attuazione volte a definire più in dettaglio le

caratteristiche delle costruzioni o degli impianti che possono essere insediati

nelle stesse; questa precisazione ha luogo, generalmente, in funzioni delle

ripercussioni ambientali che certi tipi di attività sogliono generare, preventivamente

valutate in modo astratto e secondo criteri oggettivi (cfr. RDAT II-2000 n. 77

consid. 1b e 3; II-1994 n. 56 e relativi rinvii; inoltre Scolari, Commentario,

Cadenazzo, 1996, ad art. 28 LALPT n. 250). Del pari, l'urbanizzazione delle

zone edificabili, ancorché possa provocare dell'inquinamento e debba, di

conseguenza, ossequiare anche la legislazione ambientale federale (RDAT I-1994

n. 67 consid. 2.3), costituisce un compito primordiale per il comune non solo per

quanto concerne la sua pianificazione (art. 28 cpv. 2 lett. p LALPT, 5 cpv. 2

Lstr) ma anche la sua realizzazione (art. 19 cpv. 2 LPT, 78 seg. LALPT, 4 cpv.

2 Lstr).

6.4. I

ricorrenti adducono che la zona industriale di __________ è già edificata e

sfruttata in larga misura conformemente alla sua attuale funzione: una

ridefinizione dei suoi contenuti, che dovrebbe essere oltretutto coordinata con

le funzioni delle adiacenti zone industriali dei comuni di __________ e __________,

potrebbe pertanto servire a poco. Affermano inoltre che una riduzione del

carico ambientale può essere efficace solo se attuata sul complesso della zona

industriale, che è però ubicata, per la maggior parte, sul territorio di __________

e, in misura minore, di __________, i cui municipi si sono pubblicamente

dissociati dall'adozione del controverso provvedimento con comunicato congiunto

3 marzo 2005. Ora, questi indiscutibili elementi fattuali ridimensionano in misura

significativa la possibilità di concretamente attuare gli ambiziosi obiettivi

che si è prefisso il municipio di __________. Tuttavia, com'è stato spiegato,

in questa sede non è, né potrebbe essere rimesso in forse, il fondamento della

pianificazione che il municipio si propone di perseguire: basta che questo non appaia

d'acchito, come si avvera nel caso in esame, manifestamente insostenibile.

I

ricorrenti muovono delle contestazioni anche in merito all'urbanizzazione della

zona industriale, che essi ritengono sufficiente. Nondimeno l'accesso alla zona

industriale implica pur sempre l'attraversamento di aree residenziali, degli incroci

ed inoltre il sedime stradale interno alla stessa, che per una buona parte è

inferiore ai 6 m di larghezza, appare inadeguato al traffico pesante. Anche il

ripensamento dell'urbanizzazione del settore - che dipende comunque sia in

grande parte dalle scelte che verranno operate a livello di azzonamento - non

appare, prima facie, del tutto fuori luogo. Tanto più che gli accessi alla zona

industriale potranno essere influenzati dalla realizzazione dello svincolo

autostradale che il Consiglio di Stato ha intenzione di progettare (e

realizzare) insieme all'area multiservizi prevista sui sedimi della __________,

secondo quanto sta scritto nella risoluzione 6 dicembre 2005 in risposta all'interpellanza

“Per la rapida realizzazione di un adeguato e più modesto centro di controllo

dei mezzi pesanti in Ticino”. Intenzione che, secondo quanto afferma lo stesso

Consiglio di Stato nell'appena menzionato documento, dovrebbe parimenti

perseguire il risanamento della locale area industriale.

6.5. Fondata

sotto il criterio dell'interesse pubblico, resta da esaminare se per rapporto

alle circostanze concrete la misura pianificatoria all'esame risulta

ragionevole, idonea e necessaria; segnatamente se non sacrifica

sproporzionatamente l'interesse privato contrapposto (RDAT I-1995 n. 31 consid.

2b). Se così fosse, questa misura violerebbe il principio della

proporzionalità. Trattasi pertanto di verificare, in primis, gli effetti della controversa

zona di pianificazione, per determinare se e fino a che punto si giustifichi di

mantenere la pianificazione comunale allo studio al riparo da iniziative

edilizie che potrebbero seriamente comprometterla o comunque renderne più arduo

lo svolgimento. In quest'ordine di idee la scheda descrittiva predisposta dall'autorità

comunale concede, in generale, per l'area industriale interessata solo

interventi di ordinaria manutenzione di edifici e impianti. Essa riserva

tuttavia, in seguito, la facoltà per il municipio di derogare a questo

principio, autorizzando a titolo eccezionale nuove costruzioni industriali, “alla

condizione che le utilizzazioni proposte siano compatibili con l'urbanizzazione

della zona e non conducano ad apprezzabili aumenti del traffico e di carico

ambientale.” Se l'avversato provvedimento appare pertanto idoneo e nello stesso

tempo necessario, da un lato, a perseguire la salvaguardia della pianificazione

in fieri, va dunque, d'altro canto, evidenziato che la regolamentazione degli effetti

della zona prevede un apprezzabile elemento di flessibilità nell'interesse dei

proprietari, poiché non si limita a vietare tassativamente qualsiasi iniziativa

edificatoria, ma facoltizza anzi espressamente l'autorità esecutiva,

conferendole nel contempo un notevole potere d'apprezzamento, ad autorizzare tutte

quelle che appaiono in sintonia con gli obiettivi dell'auspicata pianificazione.

Il giudizio dell'autorità chiamata a valutare un progetto concreto potrà

inoltre essere debitamente adattato al grado di definizione del progetto di

piano regolatore raggiunto a quel momento. Poco importa se, come obiettano i

ricorrenti, una nuova costruzione od impianto deve già soddisfare le severe esigenze

ecologiche prescritte dalla legislazione federale sulla protezione dell'ambiente.

Com'è stato spiegato, le condizioni quadro dello sviluppo auspicato, che qui si

tratta di tutelare, e che comprendono, segnatamente, eventuali specifiche

caratteristiche di costruzioni od impianti, vengono stabilite a livello

pianificatorio; per questo motivo appare lecito conferire transitoriamente al

municipio, ovvero all'autorità preposta alla verifica di tali condizioni in

sede di rilascio di una licenza edilizia, la facoltà di estendere le proprie

valutazioni anche ai presumibili effetti inquinanti arrecati delle costruzioni

od impianti che si tratta di approvare, allo scopo di potersi preventivamente

pronunciare sulla loro compatibilità con l'indirizzo che si vuol imprimere,

tramite la pianificazione in corso, alla zona di utilizzazione interessata,

nella fattispecie quella industriale. In caso contrario entrerebbe in linea di

conto solo un blocco temporaneo di tutte le costruzioni, ovviamente più pregiudizievole

alla posizione dei proprietari. Trattandosi poi di un vincolo i cui effetti

sono limitati - in principio - a cinque anni, e considerando l'importanza della

pianificazione da salvaguardare, la bilancia pende alla fin fine a favore dell'interesse

pubblico. Di conseguenza, la zona di pianificazione appare anche proporzionata

al sacrificio imposto ai proprietari dei fondi toccati.

7.   La zona di

pianificazione all'esame risulta quindi sorretta da una valida base legale,

giustificata da un sufficiente interesse pubblico e rispettosa del principio di

proporzionalità. I ricorsi devono essere conseguentemente respinti, salvo

quello di __________ SA, che dev'esser dichiarato irricevibile. La tassa di

giudizio e le spese devono essere poste a carico dei ricorrenti (art. 28 PAmm),

i quali devono inoltre essere tenuti a versare al comune di __________ delle

adeguate ripetibili (art. 31 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla

fattispecie;

dichiara

e pronuncia:

1.   Il ricorso è

__________ SA è dichiarato irricevibile.

Gli altri ricorsi

sono respinti.

2.   La tassa di

giudizio, di fr. 2'000.-, è posta a carico dei ricorrenti ____________________

SA, __________ SA, __________ SA, __________ SA, in ragione di ¼ ciascuno.

Nella stessa proporzione i predetti ricorrenti sono tenuti a rifondere al

comune di __________ identico importo per ripetibili.

3.   Intimazione

a:

terzi implicati

PI 1

CO 1

patr. da: PR 1

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                             Il

segretario

Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Tessin Tribunale della pianificazione 07.02.2006 90.2005.32 Tessin Tribunale della pianificazione 07.02.2006 90.2005.32 Ticino Tribunale della pianificazione 07.02.2006 90.2005.32

ricorso contro una zona di pianificazione comunale

Incarto n. 90.2005.32 90.2005.33 90.2005.34 90.2005.37 Lugano 7 febbraio 2006 In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il Tribunale della pianificazione del territorio composto dei giudici: Raffaello Balerna, presidente, Lorenzo Anastasi, Matteo Cassina segretario: Leopoldo Crivelli statuendo sui ricorsi di RI 1 del 31 marzo 2005 __________ SA, __________, patr. da: avv. __________, del 4 aprile 2005 __________ SA, __________, del 6 aprile 2005 __________ SA, __________, del 15 aprile 2005 contro la risoluzione 16 dicembre 2004 con cui il municipio del CO 1 ha istituito una zona di pianificazione relativa al comprensorio di utilizzazione sponda destra del __________ (zona industriale e zone AP-EP), pubblicandola in seguito nel periodo 21 febbraio-23 marzo 2005; viste le risposte:

-    27 aprile 2005 della divisione della pianificazione territoriale del dipartimento del territorio;

-    3 giugno 2005 del municipio di __________; viste inoltre la replica della __________ SA, del 28 luglio 2005, e la duplica del municipio di __________, dell'8 settembre 2005; letti ed esaminati gli atti; ritenuto, in fatto A. Con decisione 16 dicembre 2004 il municipio di CO 1 ha adottato una zona di pianificazione relativamente al comprensorio di utilizzazione ubicato lungo la sponda destra del fiume __________, formato principalmente dalla zona industriale comunale, che confina con le zone industriali di __________, di __________, ed inoltre da alcune zone AP-EP. A fondamento del provvedimento, pubblicato nel periodo 21 febbraio-23 marzo 2005, il municipio ha spiegato, nella scheda descrittiva predisposta all'uopo, che gli studi in atto di revisione del piano regolatore avevano messo in evidenza la necessità di coordinare la soluzione di alcuni aspetti problematici per la promozione della locale zona industriale. La misura, predisposta per consentire l'approntamento di una congrua pianificazione, aveva come effetto di autorizzare, in principio, nel comprensorio toccato solo interventi di ordinaria manutenzione di edifici e di impianti esistenti; nuove costruzioni industriali potevano essere eccezionalmente autorizzate dal municipio, a determinate condizioni. La zona di pianificazione entrava in vigore con la sua pubblicazione ed aveva una durata di cinque anni. B.   a) Avverso la zona di pianificazione sono stati inoltrati al tribunale tre ricorsi, attraverso i quali altrettanti proprietari di fondi ricompresi nel suo perimetro ne hanno chiesto l'annullamento. La RI 1, originariamente __________ SA, era proprietaria, alla data di inoltro del ricorso, dei mapp. 762, di 7953 mq, e 1234, di 572 mq, utilizzati come posteggio. Questi fondi sono frattanto stati venduti alla __________ SA. A circa 400/450 m a nord-ovest di queste particelle laRI 1 possiede una serie di fondi ubicati sul territorio di __________, segnatamente i mapp. 1206, che originariamente confinava con le proprietà della ricorrente poste sul territorio di __________, 1413, 1217, 1219, 1190, 1191, 1459, di estese dimensioni, sui quali insiste parte dello stabilimento impiegato, sino all'inizio dello scorso decennio, per la produzione siderurgica, i relativi impianti accessori e gli accessi stradali e ferroviari, ed attualmente utilizzati per vari scopi. La __________ SA possiede invece il mapp. 771, di 10055 mq, oltre al confinante mapp. 1429 di __________, di 10609 mq, su cui sorgono edifici di un certo rilievo, utilizzati per lo svolgimento dell'attività della ditta. Infine la __________ SA, attiva nella ricerca e fabbricazione di materiali e prodotti chimici, detiene il mapp. 741, di complessivi 66651 mq, ed il confinante mapp. 1216 di __________, di 35015 mq, che ospita lo stabilimento d'impresa.

b) In sintesi, i proprietari contestano la sussistenza di una seria e concretizzabile intenzione pianificatoria del comune, di un sufficiente interesse pubblico del provvedimento e una lesione del principio di proporzionalità.

c) Al tribunale si è pure aggravata la __________ SA, con sede a __________, il cui scopo sociale consiste nella produzione, l'acquisto, la vendita, il trasporto, la distribuzione e la commercializzazione di energia elettrica e termica prodotta da fonti di ogni genere e segnatamente da fonti energetiche rinnovabili. La __________ SA si è legittimata facendo riferimento all'introduzione, il 5 dicembre 2003, di una domanda di costruzione volta alla realizzazione di una centrale cogenerativa a biomasse legnose sui mapp. 1206 di __________ e sui mapp. 762 e 1234 di __________, questi ultimi compresi nella zona di pianificazione, tutti fondi in origine di proprietà della RI 1. Il 4 marzo 2005 il municipio di __________ aveva negato il rilascio della licenza edilizia, adducendo - tra i vari motivi - che la domanda fosse in contrasto con l'avversata zona di pianificazione. Le censure della __________ SA non vengono riassunte, in quanto il suo gravame dev'essere dichiarato irricevibile.

d) La divisione della pianificazione territoriale si è rimessa al giudizio del tribunale, mentre che il municipio di __________ ha postulato la reiezione di tutte le impugnative. C.   a) In data 1° dicembre 2005 si è tenuta l'udienza in contraddittorio, durante la quale le parti hanno confermato le rispettive allegazioni e domande, rinunciando al dibattimento finale e a presentare conclusioni. AllaRI 1, che aveva frattanto alienato i mapp. 762 e 1234 ed aveva, di conseguenza, comunicato al tribunale di non avere più interesse a proseguire le vertenza (cfr. lettera 29 novembre 2005), è quindi stato fissato un termine scadente il 31 dicembre 2005 per far dichiarare dalla nuova proprietaria, __________ SA, __________, se intendeva subentrare nella causa: la relativa dichiarazione in tal senso è stata trasmessa al tribunale il 27 dicembre 2005. Per questo motivo, la RI 1 viene dimessa dalla lite; nella stessa le subentra, a tutti gli effetti, la nuova proprietaria dei fondi, __________ SA. All'udienza 1° dicembre 2005 ha fatto seguito il sopralluogo, in occasione del quale sono state scattate delle fotografie dei luoghi, che sono state acquisite agli atti. In esecuzione di quanto stabilito nel verbale dell'udienza, con lettera 5 dicembre 2005 il municipio di __________ ha trasmesso al tribunale la documentazione in suo possesso relativa allo svincolo autostradale previsto in corrispondenza della zona industriale. Alle ricorrenti è quindi stato fissato un termine di 30 giorni per formulare eventuali osservazioni su questa documentazione. In questo contesto il patrocinatore di __________ SA e di __________ SA ha trasmesso al tribunale copia della risoluzione n. 5759, del 6 dicembre 2005, con cui il Consiglio di Stato ha risposto all'interpellanza “Per la rapida realizzazione di un adeguato e più modesto Centro di controllo dei mezzi pesanti in Ticino”; visto l'interesse alla conoscenza di questo documento, esso è stato notificato a tutte le parti coinvolte.

b) Non avendo potuto partecipare alla seduta del 1° dicembre 2005, la __________ SA è stata citata ad una nuova udienza, che ha avuto luogo presso la sede del tribunale il giorno 10 gennaio 2006 ed alla quale le altre parti non sono comparse. Anche questa insorgente, che ha rinunciato all'esperimento di un nuovo sopralluogo, ha ribadito i motivi e le domande formulate nell'impugnativa. Considerato, in diritto

1.   1.1. La competenza del tribunale è data ed i ricorsi sono tempestivi (art. 64 cpv. 1 LALPT). La legittimazione diRI 1, __________ SA e __________ SA, che contestano la legittimità della zona di pianificazione disposta dal municipio di __________ a carico delle loro proprietà, è certa (art. 64 cpv. 2 LALPT). Com'è appena stato spiegato, alla prima menzionata società, che ha alienato le sue due particelle colpite dal provvedimento posteriormente all'inoltro del gravame, è frattanto subentrata la __________ SA (art. 24 PAmm, 103 e 110 CPC). I loro gravami sono senz'altro ricevibili in ordine. 1.2. Diversa appare invece la posizione processuale della __________ SA. La ricorrente vanta un interesse degno di protezione secondo la terminologia impiegata all'art. 64 cpv. 2 LALPT (ed agli art. 35 cpv. 2 lett. b e 38 cpv. 4 lett. c LALPT), ispirata alla legislazione federale (art. 48 lett. a PA; 103 lett. a OG), ovvero un interesse legittimo ai sensi dell'art. 43 PAmm, all'impugnazione della risoluzione municipale. Per essere tale quest'interesse dev'essere, tra l'altro, personale, ovvero proprio, e diretto (cfr. sul concetto di interesse legittimo RDAT II-2001 n. 2 consid. 2.1. con rinvii; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 43; Bovay, Procédure administrative, Berna 2000, pag. 350 segg.; Scolari, Diritto amministrativo, Parte generale, 2.a edizione, Cadenazzo 2002, n. 1255 segg.; in particolare circa l'interesse personale e diretto RDAT I-1992 n. 17). In concreto, la __________ SA non è proprietaria di particelle comprese nella zona di pianificazione, ma è semplicemente intenzionata a costruire, su alcune di esse, una centrale cogenerativa a biomasse legnose; in relazione a tale intenzione la ricorrente aveva inoltrato una domanda di licenza edilizia, che è stata negata con decisione del municipio di __________ il 4 marzo 2005 per motivo, tra l'altro, di contrasto con l'avversata zona di pianificazione. Alla __________ SA non può pertanto essere riconosciuto un interesse proprio, ovvero indipendente ed autonomo rispetto a quello dei proprietari, e nello stesso tempo diretto al conseguimento dell'edificabilità immediata dei fondi. Il suo gravame dev'essere, di conseguenza, dichiarato irricevibile per difetto della necessaria legittimazione. Poco importa se, com'è appena stato spiegato, uno dei motivi di diniego di rilascio del permesso di costruzione sia stato individuato nel contrasto dei progetti con il provvedimento pianificatorio osteggiato. Le allegazioni della __________ SA e i mezzi di prova versati agli atti dalla stessa, su cui il municipio di __________ ha potuto prendere compiutamente posizione, vengono tuttavia considerati nell'ambito dell'accertamento d'ufficio dei fatti (art. 18 cpv. 1 PAmm). 1.3. I ricorsi, che presentano lo stesso fondamento fattuale, sono stati istruiti congiuntamente e vengono altresì decisi con un unico giudizio (art. 51 PAmm).

2.   2.1. Secondo l'art. 27 cpv. 1 LPT, se i piani d'utilizzazione mancano o devono essere modificati, l'autorità competente può stabilire zone di pianificazione per comprensori esattamente delimitati al cui interno nulla è lecito intraprendere che possa rendere più ardua la pianificazione dell'utilizzazione. Il principio è ripreso, a livello cantonale, all'art. 58 LALPT, che consente di istituire zone di pianificazione se conflitti con i principi pianificatori o problemi particolari relativi all'uso del territorio lo giustificano (cpv. 1), ed in particolare, se i piani mancano o devono essere modificati (cpv. 2). La zona di pianificazione è istituita, nell'ambito delle relative competenze, dal municipio, rispettivamente dal Consiglio di Stato (art. 60 cpv. 1 LALPT); quest'ultimo può inoltre stabilire zone di pianificazione a salvaguardia degli obiettivi della pianificazione del territorio e della protezione dell'ambiente, così come per garantire l'adeguamento delle pianificazioni locali (art. 60 cpv. 2 LALPT). Il diritto cantonale riprende all'art. 63 cpv. 2 LALPT gli effetti del provvedimento prescritti all'art. 27 cpv. 1 LPT, secondo cui all'interno della zona è vietato ogni intervento che possa rendere più ardua la pianificazione dell'utilizzazione, precisando inoltre che le domande di costruzione in contrasto con gli obiettivi del piano in formazione sono decise negativamente oppure sono sospese, al massimo fino alla scadenza della zona di pianificazione (art. 63 cpv. 3 LALPT). La zona di pianificazione entra in vigore con la sua pubblicazione e lo resta fino a che sia pubblicato il piano sostitutivo, ma comunque non oltre cinque anni, con facoltà del Consiglio di Stato di prorogare di altri due il termine di scadenza (art. 27 cpv. 2 LPT; 62 seg. LALPT). 2.2. In sintesi, la zona di pianificazione è un provvedimento conservativo (RDAT 1990

n. 79 consid. 2b), volto a evitare che la pianificazione in atto o in procinto di essere intrapresa venga ostacolata o comunque sia influenzata negativamente da un uso del territorio contrastante col suo indirizzo. Lo scopo principale dell'istituto consiste quindi nel tutelare la libertà di decisione dell'autorità durante lo svolgimento del processo di pianificazione (DTF 118 Ia 510 consid. 4d; 113 Ia 362 consid. 2a, bb; Ruch, Kommentar RPG, ad art. 27 n. 21). A questo stadio l'assetto definitivo dell'ordinamento allo studio non può essere dato per certo. Non si può in particolare affermare che ne deriverà effettivamente la restrizione della proprietà che l'indirizzo pianificatorio potrebbe far temere. La zona di pianificazione non si confonde con la pianificazione soggiacente: è un provvedimento a sé stante che, pur condizionato nei suoi effetti dall'indirizzo pianificatorio di cui si pone a tutela, provoca direttamente, per la sua durata, una restrizione della proprietà. La legittimità della zona di pianificazione va dunque esaminata distintamente da quella delle intenzioni pianificatorie che, pur nei limiti della loro indeterminatezza, ne informano l'azione. Per i motivi che sono appena stati spiegati, l'esame giurisdizionale che l'art. 33 cpv. 3 lett. b) LPT garantisce nella materia specifica non può estendersi, salvo il caso di un'impostazione manifestamente erronea, all'ordinamento pianificatorio nel quale dovrebbero sfociare gli studi avviati, bensì e soltanto alla fondatezza e all'idoneità del vincolo istituito per non compromettere la loro efficacia (RDAT 1990 n. 79 consid. 2b). Solo importa dunque, in questo contesto, determinare se il provvedimento si giustifichi in quanto tale.

3.   L'avversata zona di pianificazione è stata disposta sul comprensorio di utilizzazione ubicato lungo la sponda destra del fiume __________, formato principalmente dalla zona industriale comunale, che confina con le zone industriali di __________ (a nord-ovest) e di __________ (a sud-est), ed inoltre da alcune zone AP-EP, che ospitano, tra l'altro, il locale campo di calcio. A fondamento del provvedimento il municipio ha indicato, nella scheda descrittiva predisposta all'uopo, che gli studi in atto di revisione del piano regolatore avevano messo in evidenza la necessità di coordinare la soluzione dei seguenti quattro aspetti problematici per la promozione della locale zona industriale:

1. la definizione dei tipi di attività compatibili, con particolare riferimento alla qualità degli insediamenti ed al carico ambientale generale ammissibile, segnatamente per la qualità dell'aria (difficoltà di dispersione degli inquinanti gassosi a causa delle condizioni meteorologiche generali che si esplicano sul fondovalle della __________ __________, dove si concentrano i principali insediamenti abitativi);

2. i provvedimenti da intraprendere per attenuare la conflittualità che il traffico pesante provoca sulle condizioni di viabilità sia per l'accesso alla zona da sud (attraversamento di aree residenziali) che per la distribuzione interna alla zona industriale (infrastrutture inadeguate, di sicurezza per la mobilità lenta);

3. l'urbanizzazione della zona industriale, in particolare la questione degli accessi, anche in relazione al necessario coordinamento con il centro di competenza per il controllo del traffico pesante e relativi svincoli (o semisvincoli) autostradali;

4. la protezione delle acque, ritenuto che il comprensorio della zona di pianificazione è inserito nel settore Au di protezione delle acque. La misura ha lo scopo di consentire al municipio di approntare gli studi pianificatori e di salvaguardare la loro elaborazione fino al completamento dell'iter procedurale di approvazione. Nel comprensorio interessato la scheda descrittiva stabilisce come segue gli effetti dell'avversata zona: “In generale sono ammessi solo interventi di ordinaria manutenzione di edifici e di impianti esistenti; nuove costruzioni industriali possono essere eccezionalmente autorizzate dal municipio, alla condizione che le utilizzazioni proposte siano compatibili con l'urbanizzazione della zona e non conducano ad apprezzabili aumenti del traffico e di carico ambientale.” Il menzionato documento prevede infine che la zona di pianificazione entra in vigore con la sua pubblicazione ed ha una durata di cinque anni.

4.   Una restrizione di diritto pubblico è compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art. 26 Cost. solo se si fonda su di una base legale, è giustificata da un interesse pubblico preponderante e rispetta il principio della proporzionalità (art. 36 cpv. 1-3 Cost.). In linea generale è pubblico l'interesse che coinvolge la generalità dei cittadini o una sua frazione significativa e che compete al potere pubblico promuovere nell'esercizio delle sue funzioni. L'interesse pubblico a un provvedimento di pianificazione del territorio è, pertanto, segnatamente dato quando la sua adozione corrisponde a un bisogno importante, chiaramente avvertito dalla collettività. Tale interesse deve prevalere sui contrapposti interessi pubblici e privati in giuoco (RDAT I-2000 n. 24 consid. 4.1 con rinvii; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 98-102; Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, 2.a edizione, Cadenazzo 2002, n. 558-594). Il principio della proporzionalità esige invece che le restrizioni della proprietà siano idonee a raggiungere lo scopo di interesse pubblico desiderato (regola dell'idoneità), che tra i diversi provvedimenti a disposizione per conseguire tale scopo venga scelto quello che lede in misura minore gli interessi del proprietario (regola della necessità), infine che sussista un rapporto ragionevole tra lo scopo di interesse pubblico perseguito e i mezzi utilizzati (regola della proporzionalità in senso stretto; RDAT II-2000 n. 75 consid. 5b con rinvii; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 103-106; Scolari, op. cit., n. 595-610).

5.   Gli insorgenti non contestano la sussistenza di una base legale che legittimi il municipio ad emanare la controversa zona di pianificazione, la quale comporta indubitabilmente delle nuove restrizioni a carico dei loro fondi. Non resta quindi che esaminare l'interesse pubblico e la proporzionalità del provvedimento.

6.   6.1. L'adozione di una misura di salvaguardia della pianificazione presuppone, come requisito centrale, una seria intenzione di mutare l'ordinamento pianificatorio vigente (RDAT I-1995 n. 31 consid. 2b di fine; Ruch, op. cit., art. 27 n. 27); questo significa che deve sussistere un interesse pubblico sia alla modifica del piano di utilizzazione (piano regolatore a livello comunale) sia all'impiego transitorio dello strumento della zona di pianificazione (Ruch, op. cit., ad art. 27 n. 25 seg.). Il grado di concretizzazione di questa intenzione non dev'essere tuttavia necessariamente elevato, specialmodo quando il provvedimento è adottato, come si avvera nel nostro Cantone, dall'esecutivo comunale, che non è l'autorità competente ad adottare il piano di utilizzazione che la zona di pianificazione vuole tutelare (cfr. Ruch, op. cit., ad art. 27 n. 27 seg.; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 457). 6.2. In concreto, il municipio di __________ ha dato avvio alla revisione del piano regolatore, approvato dal Consiglio di Stato il 5 agosto 1981. Nella risposta ai gravami il municipio spiega che, a quella data la zona industriale comunale, di circa 150'000 mq, era ancora occupata, quantomeno in parte, dagli stabilimenti di produzione della __________ SA, che hanno chiuso definitivamente i battenti al 31 dicembre 1994. La chiusura di questo impianto ha comportato la cessazione dell'attività di altre ditte legate allo stesso. Il panorama industriale e occupazionale locale è pertanto mutato in misura importante dopo la data di approvazione del piano regolatore, lasciando sul terreno costruzioni in parte fatiscenti, oltre a vaste aree smesse e poco attrattive. Secondo gli intendimenti dell'esecutivo di __________, la futura pianificazione della zona industriale dovrà coordinare quattro ordini di interessi, non sempre convergenti: permettere il mantenimento e lo sviluppo delle aziende esistenti; favorire l'insediamento di nuove attività di una certa qualità, risolvere i problemi viari, evitare infine un peggioramento della situazione ambientale ed eventualmente contribuire a migliorarla. Intanto la nuova pianificazione, giusta le indicazioni fornite dal municipio nelle risposte di causa, appare necessaria per precisare la destinazione del comparto industriale, attualmente disciplinata all'art. 49 NAPR, che ammette attività industriali, artigianali e a cielo aperto di ogni tipo. Questa disposizione non tiene conto dei problemi viari e della situazione ambientale locale. La qualità dell'aria a __________ e nella __________ __________ continua a peggiorare a causa dell'inquinamento indotto dalle industrie esistenti, dall'autostrada e dal cantiere __________, situato alle porte dell'abitato, superando sistematicamente i valori limite fissati nell'OIAt. Inoltre la revisione del piano regolatore, prosegue l'autorità intimata, è necessaria per ridefinire completamente gli accessi alla zona industriale, che non appaiono sufficienti. Il traffico attuale, caratterizzato da una quasi totalità di trasporti su strada, è insostenibile. L'accesso veicolare alla zona industriale ha luogo in prevalenza da sud, da dove proviene il traffico in uscita dallo svincolo autostradale di __________. I veicoli passano attraverso l'abitato di __________, svoltano verso __________ e proseguono sulla strada del __________, dal calibro e dal percorso inadeguati; esso è caratterizzato da due incroci pericolosi e si sovrappone, in parte, ad un itinerario ciclabile. L'urbanizzazione sotto l'aspetto viario della zona industriale dovrà essere coordinata con quella degli altri comuni, ed in particolare con quella adiacente e di ben maggiori dimensioni di __________, di circa 2,5 volte più estesa di quella di __________, dove, molto probabilmente, verrà costruito a breve-medio termine uno svincolo autostradale contemporaneamente ad un'area multiservizi (area di stoccaggio per ca. 400 veicoli pesanti, centro di controllo, centro di servizi e posteggi per veicoli leggeri). 6.3. Sulla scorta delle spiegazioni fornite dall'autorità intimata, l'intenzione del municipio di __________ di mutare l'ordinamento pianificatorio vigente appare più che sufficientemente dimostrata. In particolare è intenzione dell'esecutivo di quel comune di ridefinire i contenuti (tipologia delle attività ammissibili) e l'urbanizzazione del comprensorio della sponda destra del fiume __________ per quanto concerne la zona industriale, in vista di un miglioramento della qualità degli insediamenti e di un contenimento del loro inquinamento. Questo fine può senz'altro essere conseguito attraverso gli strumenti della pianificazione del territorio (in concreto la revisione del piano regolatore), anche se rientra, quantomeno in parte, negli obiettivi della legislazione sulla protezione dell'ambiente consegnati, in primo luogo, agli art. 74 Cost. e 1 cpv. 1 LPAmb. Le autorità incaricate della pianificazione del territorio devono in effetti tener conto, nelle loro decisioni, di numerose esigenze ecologiche, conformemente a quanto dispongono - segnatamente - gli 1 cpv. 2 lett. a-b e 3 cpv. 2 lett. c-d e cpv. 3 lett. b, 6 cpv. 2 lett. b-c e 17 LPT. La protezione dell'ambiente costituisce pertanto, indiscutibilmente, uno degli scopi della pianificazione del territorio; quest'ultima, a sua volta, rappresenta un mezzo per perseguire la tutela dell'ambiente (cfr. Tschannen, Bau- und Nutzungbeschränkungen aufgrund von umweltrechtlichen Vorschriften: Zusammenspiel von Umweltrecht und Raumplanung, pubbl. un URP 1998, 486 segg., 491; inoltre Hänni, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltchutzrecht, Berna 2002, pag. 345 seg.). La pianificazione del territorio permette quindi in modo ottimale di impedire tempestivamente indesiderati sviluppi ed inquinamenti, mediante la delimitazione dello spazio e l'apprestamento delle condizioni quadro della protezione dell'ambiente (cfr. messaggio del Consiglio federale del 31 ottobre 1979 concernente la LPAmb, pubbl. in FF 1979 III 713 segg., 729; inoltre DTF 113 Ib 376 consid. 4b). Bisogna tuttavia vigilare affinché gli strumenti cantonali o comunali adottati secondo la LPT non interferiscano nel campo di applicazione della normativa federale sulla protezione dell'ambiente, poiché violerebbero la forza derogatoria di quest'ultima ancorata all'art. 49 cpv. 1 Cost. Ora, com'è noto, la giurisprudenza ritiene che il diritto federale sulla protezione dell'ambiente non impedisca al legislatore comunale di precisare la funzione assegnata dal piano regolatore a singole zone attraverso ulteriori normative di attuazione volte a definire più in dettaglio le caratteristiche delle costruzioni o degli impianti che possono essere insediati nelle stesse; questa precisazione ha luogo, generalmente, in funzioni delle ripercussioni ambientali che certi tipi di attività sogliono generare, preventivamente valutate in modo astratto e secondo criteri oggettivi (cfr. RDAT II-2000 n. 77 consid. 1b e 3; II-1994 n. 56 e relativi rinvii; inoltre Scolari, Commentario, Cadenazzo, 1996, ad art. 28 LALPT n. 250). Del pari, l'urbanizzazione delle zone edificabili, ancorché possa provocare dell'inquinamento e debba, di conseguenza, ossequiare anche la legislazione ambientale federale (RDAT I-1994

n. 67 consid. 2.3), costituisce un compito primordiale per il comune non solo per quanto concerne la sua pianificazione (art. 28 cpv. 2 lett. p LALPT, 5 cpv. 2 Lstr) ma anche la sua realizzazione (art. 19 cpv. 2 LPT, 78 seg. LALPT, 4 cpv. 2 Lstr). 6.4. I ricorrenti adducono che la zona industriale di __________ è già edificata e sfruttata in larga misura conformemente alla sua attuale funzione: una ridefinizione dei suoi contenuti, che dovrebbe essere oltretutto coordinata con le funzioni delle adiacenti zone industriali dei comuni di __________ e __________, potrebbe pertanto servire a poco. Affermano inoltre che una riduzione del carico ambientale può essere efficace solo se attuata sul complesso della zona industriale, che è però ubicata, per la maggior parte, sul territorio di __________ e, in misura minore, di __________, i cui municipi si sono pubblicamente dissociati dall'adozione del controverso provvedimento con comunicato congiunto 3 marzo 2005. Ora, questi indiscutibili elementi fattuali ridimensionano in misura significativa la possibilità di concretamente attuare gli ambiziosi obiettivi che si è prefisso il municipio di __________. Tuttavia, com'è stato spiegato, in questa sede non è, né potrebbe essere rimesso in forse, il fondamento della pianificazione che il municipio si propone di perseguire: basta che questo non appaia d'acchito, come si avvera nel caso in esame, manifestamente insostenibile. I ricorrenti muovono delle contestazioni anche in merito all'urbanizzazione della zona industriale, che essi ritengono sufficiente. Nondimeno l'accesso alla zona industriale implica pur sempre l'attraversamento di aree residenziali, degli incroci ed inoltre il sedime stradale interno alla stessa, che per una buona parte è inferiore ai 6 m di larghezza, appare inadeguato al traffico pesante. Anche il ripensamento dell'urbanizzazione del settore - che dipende comunque sia in grande parte dalle scelte che verranno operate a livello di azzonamento - non appare, prima facie, del tutto fuori luogo. Tanto più che gli accessi alla zona industriale potranno essere influenzati dalla realizzazione dello svincolo autostradale che il Consiglio di Stato ha intenzione di progettare (e realizzare) insieme all'area multiservizi prevista sui sedimi della __________, secondo quanto sta scritto nella risoluzione 6 dicembre 2005 in risposta all'interpellanza “Per la rapida realizzazione di un adeguato e più modesto centro di controllo dei mezzi pesanti in Ticino”. Intenzione che, secondo quanto afferma lo stesso Consiglio di Stato nell'appena menzionato documento, dovrebbe parimenti perseguire il risanamento della locale area industriale. 6.5. Fondata sotto il criterio dell'interesse pubblico, resta da esaminare se per rapporto alle circostanze concrete la misura pianificatoria all'esame risulta ragionevole, idonea e necessaria; segnatamente se non sacrifica sproporzionatamente l'interesse privato contrapposto (RDAT I-1995 n. 31 consid. 2b). Se così fosse, questa misura violerebbe il principio della proporzionalità. Trattasi pertanto di verificare, in primis, gli effetti della controversa zona di pianificazione, per determinare se e fino a che punto si giustifichi di mantenere la pianificazione comunale allo studio al riparo da iniziative edilizie che potrebbero seriamente comprometterla o comunque renderne più arduo lo svolgimento. In quest'ordine di idee la scheda descrittiva predisposta dall'autorità comunale concede, in generale, per l'area industriale interessata solo interventi di ordinaria manutenzione di edifici e impianti. Essa riserva tuttavia, in seguito, la facoltà per il municipio di derogare a questo principio, autorizzando a titolo eccezionale nuove costruzioni industriali, “alla condizione che le utilizzazioni proposte siano compatibili con l'urbanizzazione della zona e non conducano ad apprezzabili aumenti del traffico e di carico ambientale.” Se l'avversato provvedimento appare pertanto idoneo e nello stesso tempo necessario, da un lato, a perseguire la salvaguardia della pianificazione in fieri, va dunque, d'altro canto, evidenziato che la regolamentazione degli effetti della zona prevede un apprezzabile elemento di flessibilità nell'interesse dei proprietari, poiché non si limita a vietare tassativamente qualsiasi iniziativa edificatoria, ma facoltizza anzi espressamente l'autorità esecutiva, conferendole nel contempo un notevole potere d'apprezzamento, ad autorizzare tutte quelle che appaiono in sintonia con gli obiettivi dell'auspicata pianificazione. Il giudizio dell'autorità chiamata a valutare un progetto concreto potrà inoltre essere debitamente adattato al grado di definizione del progetto di piano regolatore raggiunto a quel momento. Poco importa se, come obiettano i ricorrenti, una nuova costruzione od impianto deve già soddisfare le severe esigenze ecologiche prescritte dalla legislazione federale sulla protezione dell'ambiente. Com'è stato spiegato, le condizioni quadro dello sviluppo auspicato, che qui si tratta di tutelare, e che comprendono, segnatamente, eventuali specifiche caratteristiche di costruzioni od impianti, vengono stabilite a livello pianificatorio; per questo motivo appare lecito conferire transitoriamente al municipio, ovvero all'autorità preposta alla verifica di tali condizioni in sede di rilascio di una licenza edilizia, la facoltà di estendere le proprie valutazioni anche ai presumibili effetti inquinanti arrecati delle costruzioni od impianti che si tratta di approvare, allo scopo di potersi preventivamente pronunciare sulla loro compatibilità con l'indirizzo che si vuol imprimere, tramite la pianificazione in corso, alla zona di utilizzazione interessata, nella fattispecie quella industriale. In caso contrario entrerebbe in linea di conto solo un blocco temporaneo di tutte le costruzioni, ovviamente più pregiudizievole alla posizione dei proprietari. Trattandosi poi di un vincolo i cui effetti sono limitati - in principio - a cinque anni, e considerando l'importanza della pianificazione da salvaguardare, la bilancia pende alla fin fine a favore dell'interesse pubblico. Di conseguenza, la zona di pianificazione appare anche proporzionata al sacrificio imposto ai proprietari dei fondi toccati.

7.   La zona di pianificazione all'esame risulta quindi sorretta da una valida base legale, giustificata da un sufficiente interesse pubblico e rispettosa del principio di proporzionalità. I ricorsi devono essere conseguentemente respinti, salvo quello di __________ SA, che dev'esser dichiarato irricevibile. La tassa di giudizio e le spese devono essere poste a carico dei ricorrenti (art. 28 PAmm), i quali devono inoltre essere tenuti a versare al comune di __________ delle adeguate ripetibili (art. 31 PAmm). Per questi motivi, visti gli articoli di legge applicabili alla fattispecie; dichiara e pronuncia:

1.   Il ricorso è __________ SA è dichiarato irricevibile. Gli altri ricorsi sono respinti.

2.   La tassa di giudizio, di fr. 2'000.-, è posta a carico dei ricorrenti ____________________ SA, __________ SA, __________ SA, __________ SA, in ragione di ¼ ciascuno. Nella stessa proporzione i predetti ricorrenti sono tenuti a rifondere al comune di __________ identico importo per ripetibili.

3.   Intimazione a: terzi implicati PI 1 CO 1 patr. da: PR 1 Per il Tribunale della pianificazione del territorio Il presidente                                                             Il segretario