Erwägungen (3 Absätze)
E. 26 Laps), mentre il caso concreto riguarda il rimborso di prestazioni assistenziali debitamente ricevute come previsto ex art. 33 Las. Inoltre è stato precisato che alle decisioni di rimborso è applicabile l’art. 43 Las relativo alla rinuncia in merito alla quale l’USSI, nel caso specifico, si è già espresso con decisione su reclamo del 4 ottobre 2023, cresciuta in giudicato incontestata, per cui essa risulta ora irricevibile. Per quanto attiene alla trattenuta, l’amministrazione ha rilevato di aver dedotto dalle prestazioni assistenziali ordinarie l’importo di fr. 150.-- mensili al fine di ricuperare quanto dovuto dall’interessata - alla quale era ben noto il dovere di rimborsare quanto debitamente percepito dall’assistenza sociale a seguito dell'eredità ricevute -, visto che la decisione di rimborso era cresciuta in giudicato e il rimborso era stato effettuato soltanto parzialmente. A titolo abbondanziale è stato puntualizzato che l'entità della trattenuta applicata in concreto è più che proporzionale con riferimento alle linee guida CSIAS p.to E.4., secondo cui "2L'ammontare della compensazione, inclusa un'eventuale sanzione, non può superare il limite massimo consentito per le riduzioni delle prestazioni (30% del FM)" e considerato che la diminuzione del forfait risulta essere inferiore al 15% (cfr. doc. B; consid. 1.6.). Del resto l’insorgente, rappresentata da un legale già in sede di reclamo (cfr. consid. 1.6.), ha potuto rendersi conto della portata della decisione su reclamo emessa nei suoi confronti e ha potuto contestarla dinanzi a questo Tribunale. La decisione su reclamo dell’11 febbraio 2025 non risulta, pertanto, carente nella motivazione. 2.3. L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). Tale normativa è stata oggetto di modifiche, valide in particolare dal 1° febbraio 2003 (cfr. fu 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e dal 1° ottobre 2006 (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317), resesi necessarie a seguito dell’adozione, il 26 giugno 2002, della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003). L’art. 67 Las, relativo all’obbligo di informazione in generale, prevede che: " Il richiedente, rispettivamente l’assistito, è tenuto a dare agli organi dell’assistenza sociale ogni informazione utile sulle sue condizioni personali e finanziarie; esso deve produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai rappresentanti degli organi dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione. (cpv. 1) A richiesta, l’interessato deve svincolare ogni Autorità, ente privato o pubblico e ogni terzo in genere dal segreto d’ufficio, rispettivamente dal segreto professionale. (cpv. 2)” Giusta l’art. 68 Las, afferente all’obbligo di informazione in particolare: " L’assistito è tenuto a segnalare immediatamente agli organi dell’assistenza sociale ogni cambiamento intervenuto nelle sue condizioni personali o finanziarie tale da implicare la modificazione, la riduzione o la soppressione delle prestazioni assistenziali. (cpv. 1) L’assistito è tenuto a segnalare tempestivamente agli organi dell’assistenza sociale l’eventuale suo cambiamento di domicilio, come pure l’eventuale sua intenzione di soggiorni prolungati fuori del luogo di domicilio. (cpv. 2)” 2.4. L'art. 33 Las, in vigore dal 1° febbraio 2003, prevede che le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate: a) quando vengono effettuati dei versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non ancora corrisposte, al momento in cui tali prestazioni saranno esigibili. L'autorità può parimenti esigere che le si versino direttamente gli arretrati (art. 32 Laps); b) in caso di acquisizione di una sostanza rilevante; c) in caso di eredità lasciata dal beneficiario deceduto. Giusta l'art. 35 cpv. 1 Las non vi è obbligo di rimborso per le prestazioni assistenziali per il beneficiario di prestazioni assistenziali da lui ottenute prima dell'età di 18 anni compiuti (lett. a); (lett. b abrogata); per le prestazioni assistenziali ottenute nel quadro dell'inserimento sociale e professionale previsto dal Capitolo IIa (lett. c). Ai sensi dell’art. 42 Las, concernente la prescrizione, il diritto di rimborso e l’azione di regresso si prescrivono dopo un anno dal giorno in cui l’Autorità Cantonale ha avuto conoscenza dei diritti dello Stato e, in ogni caso, dopo dieci anni dal giorno in cui la prestazione assistenziale è stata corrisposta. L’art. 43 Las enuncia che l'Autorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano. L’art. 43 Las è in ogni caso una mera disposizione potestativa (cfr. STF 8C_418/2020 del 7 settembre 2020 consid. 6.4.). 2.5. A proposito dell’art. 33 Las, nel Messaggio 5250 dell'8 maggio 2002 relativo alla Modifica della legge sull'assistenza sociale, il Consiglio di Stato si era così espresso: " Il nuovo art. 33, rispetto a quello attualmente in vigore, limita e precisa le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali, in adeguamento alla prassi già attualmente diffusa (e in riferimento alle norme della CSIAS riviste nel 1998 e nel 2000): sono considerate unicamente le situazioni in cui le prestazioni assistenziali sono versate quali anticipo su prestazioni assicurative e i casi di acquisizione di sostanza (vincite, eredità). Si tratta, come raccomanda la CSIAS, di non scoraggiare il reinserimento professionale e la riconquista dell'autonomia con la minaccia di pignorare il salario per rimborsare le prestazioni assistenziali (evitare la cosiddetta - trappola della povertà)." Nel suo rapporto del 5 novembre 2002 la Commissione della gestione e delle finanze aveva al riguardo rilevato: " II nuovo art. 33 limita e precisa le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali. In base alle direttive della COSAS il rimborso deve avvenire nei seguenti casi:
- prestazioni di sostegno sociale indebitamente percepite;
- versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non ancora corrisposte;
- eredità lasciata dal beneficiario deceduto;
- acquisizione di una sostanza rilevante durante il periodo in cui sono state versate delle prestazioni di sostegno sociale o successivamente, durante il periodo di prescrizione previsto dalla legislazione cantonale. " Nel rapporto del 28 giugno 2017 della Commissione della legislazione sull’iniziativa parlamentare elaborata 20 giugno 2016 IE462 presentata nella forma elaborata da Amanda Rückert e cofirmatari per prolungare la prescrizione nel diritto di chiedere il rimborso delle prestazioni assistenziali, figurano in particolare le seguenti considerazioni: " (…) Il Direttore ha sottolineato come la questione del rimborso tocca tutte le prestazioni sociali e in generale le assicurazioni sociali e che il termine di cinque anni è un termine generale sia a livello federale che cantonale. Importante è sottolineare che il servizio prestazioni gestisce le richieste di assistenza sociale fornisce una prima consulenza personalizzata, previo consegna la lista della documentazione necessaria, fissando in seguito un appuntamento presso lo Sportello Laps del proprio comprensorio. Il Cantone tiene conto delle raccomandazioni e delle norme per il calcolo dell'aiuto sociale, edite dalla Conferenza svizzera delle istituzioni d'azione sociale (COSAS). Gli importi riconosciuti e le disposizioni specifiche per il Ticino sono pubblicati annualmente sul Bollettino ufficiale. L'assistenza sociale prevede una prestazione ordinaria, ovvero che possa coprire il fabbisogno di base calcolato sulla base della propria situazione familiare e personale. Ad essa alla possono essere aggiunte delle prestazioni speciali per far fronte a bisogni particolari o puntuali della persona. Quest’ultima per beneficiare dell’assistenza sociale deve collaborare attivamente, fornendo tutte le informazioni del caso per stabilire il diritto alla prestazione o se alternativamente intraprendere un percorso di inserimento sia esso sociale o professionale. In caso di indicazioni non conformi o di mancata collaborazione, possono essere applicate delle sanzioni pecuniarie sottoforma di riduzione della prestazione e nei casi più gravi è prevista la possibilità di sospendere la prestazione. Tra gli obiettivi principali dell'assistenza sociale - oltre a garantire il minimo vitale - vi è anche quello di favorire l'inserimento sociale e professionale per far sì che la persona che fa capo a questo aiuto statale possa fare a meno della prestazione assistenziale. Si distinguono dunque due percorsi di inserimento: professionale : per i beneficiari di prestazioni che dimostrano di poter rientrare nel mondo del lavoro in tempi brevi sociale : per i beneficiari che non sono in grado di accedere al mercato del lavoro, ma che aspirano a una maggiore autonomia economica-sociale o ancora che necessitano di un periodo di accompagnamento. Cionondimeno dopo i 18 anni d’età compiuti chi ha ottenuto prestazioni di sostegno sociale, è tenuto a rimborsarle quando la sua situazione economica risulti consolidata e le sue condizioni di vita siano sufficientemente agiate, ma che non di meno non compromettano la sua indipendenza e possa indurla a ritornare a richiedere tale aiuto al Cantone. In ogni casi i principali motivi per cui lo Stato si mette a capo di un’azione di rimborso sono:
- le prestazioni indebitamente percepite (casi di abuso come ad es. stipendio in nero – art. 36 LAS)
- le prestazioni anticipate in attesa di altre prestazioni assicurative (art. 33 a) LAS)
- l’acquisizione di sostanza rilevante o un’eredità lasciata dal beneficiario di prestazioni
- un’eredità lasciata dal beneficiario deceduto (art.33 c) LAS) Vi è poi la questione di coloro che richiedono una prestazione assistenziale essendo proprietari di immobili (art.44 LAS). In questo caso l’Ufficio chiede – a titolo cautelativo – la costituzione di un’ipoteca legale sull’immobile. Nei casi appena elencati portano a un incasso complessivo di 1.6 milioni di franchi, cifra contenuta in quanto le differenti situazioni degli assistiti si risolvono lentamente e con difficoltà. Se una persona rientra nel mondo del lavoro (o se si assiste a uno dei casi sopra citati) è tenuta a rimborsare le prestazioni assistenziali nella misura in cui si rileva un cambiamento rilevante nella sua situazione economica. Infatti se rientra nel mondo del lavoro, ma il rimborso implicherebbe un ritorno allo stato di precarietà e conseguentemente a domandare nuovamente una prestazione assistenziale, lo Stato rinuncia al rimborso. Art. 43 LAS L’autorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano (…)” Questa Corte rammenta che, in ogni caso, l’art. 43 Las è una mera disposizione potestativa (cfr. STF 8C_418/2020 del 7 settembre 2020 consid. 6.4). 2.6. Le Linee guida della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (CSIAS), valide dal 1° gennaio 2021 (cfr. https://skos.ch/it/norme-csias/consultare-le-norme), al p.to E.2.1., concernente il concetto di condizioni agiate nell’ambito delle prestazioni percepite debitamente, prevedono " E.2.1.
1. Le prestazioni di sostegno percepite debitamente devono essere restituite se una persona antecedentemente beneficiaria viene a trovarsi in condizioni agiate. 2 In caso di condizione agiate conseguenti a un incremento patrimoniale, devono essere accordate le seguenti quote patrimoniali esenti:
a. fr. 30’000.00 per persona singola
b. fr. 50’000.00 per coniugi e partner registrati
c. fr. 15’000.00 per ogni figlio minorenne 3 In caso di condizioni agiate conseguenti a redditi da attività lucrativa, si deve rinunciare a richiedere una restituzione. Laddove le basi legali prevedono una restituzione attingendo ai redditi da attività lucrativa, si deve accordare un limite di reddito generoso e limitare la durata della restituzione.” Dalle relative spiegazioni emerge: "
c) Restituzione volontaria L’aiuto sociale percepito legalmente può essere restituito volontariamente anche se la persona non adempie il presupposto delle condizioni agiate (per es. poiché può procurarsi i mezzi per la restituzione solo chiedendo un prestito). Se degli ex beneficiari del sostegno desiderano procedere a una restituzione volontaria, per esempio per soddisfare i requisiti per una naturalizzazione, ciò deve essere loro consentito. Una restituzione può tuttavia essere considerata volontaria solo se non viene esercitata nessuna pressione da parte dell’organo dell’aiuto sociale.”
d) Presa in considerazione della situazione debitoria Nell’ambito dell’esame della questione concernente la proporzionalità di un rimborso dell’aiuto sociale a fronte di condizioni agiate, occorre prendere in considerazione anche la situazione di indebitamento della persona interessata. In linea di massima, se oltre a quelli soggetti a restituzione nei confronti dell’aiuto sociale, la persona ha ulteriori debiti nei confronti di altri creditori, si dovrebbe puntare a un risanamento complessivo dei debiti. Si può ricorre a un servizio di consulenza in materia di indebitamento affiliato al Verband Schuldenberatung Schweiz (www.schulden.ch) che si attiene ai principi in materia di consulenza di questa associazione professionale ( B.3 ).” 2.7. Il Tribunale federale, in una sentenza 8C_239/2024 del 23 maggio 2024 consid. 3, a proposito della natura delle Linee guida della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (CSIAS), ha statuito: " Insbesondere scheint die Beschwerdeführerin den Charakter der SKOS-Richtlinien zu verkennen. Diese stellen ergänzendes kantonales, nicht aber übergeordnetes Recht dar, was zudem nur dann gilt, wenn die kantonale Gesetzgebung dies auch so (in einer Verweisungsnorm) vorsieht. Fehlt eine entsprechende Regelung im kantonalen Recht, so handelt es sich (lediglich) um eine verwaltungsinterne Richtlinie (Urteile 8C _876/2018 vom 15. Januar 2019 und 8C _692/2017 vom 6. Oktober 2017; vgl. auch unlängst ergangenes Urteil 8C _333/2023 vom 1. Februar 2024 E. 2.2, zur Publikation vorgesehen).” Il giudizio 8C _333/2023 del 1° febbraio 2024 citato dall’Alta Corte è pubblicato in DTF 150 V 161. Cfr., oltre al consid. 2.2. indicato dal TF, anche il consid. 7.3.6. In dottrina C. Hänzi (Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011), riguardo alla funzione delle disposizioni CSIAS, evidenzia quanto segue: " In der Schweiz ist eine einheitliche Definition hinsichtlich der Ausgestaltung und der Höhe des Existenzminimums nicht vorhanden. Die verschiedenen Regelungen zum Existenzminimum in der Schweiz bilden kein kohärentes, geschlossenes System zur Sicherung und zum Schutze minimaler Voraussetzungen für ein menschenwürdiges Dasein. So besteht auch eine eigene Umschreibung und Ausgestaltung des Existenzminimums für den Leistungsbereich der Sozialhilfe. Die Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe hat sich dieser Aufgabe angenommen und gibt im Rahmen ihrer Richtlinien Empfehlungen zuhanden der Sozialhilfeorgane des Bundes, der Kantone, der Gemeinden sowie der Organisationen der privaten Sozialhilfe ab. Damit bezweckt sie, angesichts der grossen föderalen Vielfalt, vor allem auch die Förderung einer gesamtschweizerischen Unterstützungspraxis, insbesondere im Bereich der materiellen Unterstützung. Die Richtlinien konkretisieren dabei nicht nur den Verfassungsauftrag gemäss Art. 12 BV zur Existenzsicherung, sondern sie wollen grundsätzlich die Ausgestaltung eines sozialen Existenzminimums definieren, welches über dem absolut Notwendigen zu liegen kommt. Dabei wurde mit der letzten Revision ein Paradigmawechsel in der Konzeption der Richtlinien vollzogen, da die Grundsicherung ab dann mit einem Anreizsystem verknüpft wurde. Ausgerichtet ist das Unterstützungssystem der SKOS-Richtlinien auf längerfristig unterstützte Personen, die in einem Privathaushalt leben und fähig sind, den damit verbundenen Verpflichtungen nachzukommen. Allerdings zeichnen sich die Richtlinien nicht nur dadurch aus, dass sie ein Bemessungssystem für die jeweils angemessene Sozialhilfe für solche Haushalte beinhalten. Sie umschreiben bspw. auch die geltenden Zielsetzungen dieses Leistungsfeldes, die wesentlichen Grundprinzipien, die Rechte und Pflichten Unterstützter, die regeln bei der Auszahlung von Leistungen, die möglichen Sanktionen, die Massnahmen zur Integration oder die Verwandten- und Rückerstattungspflicht und erhalten eine Sammlung der Rechtsprechung, der kantonalen Sozialhilfegesetze sowie Praxishilfen. Sie sind damit eine eigentliche Referenz für die Sozialhilfepraxis. Die Richtlinien erlangen jedoch erst durch di e kantonale Gesetzgebung, die kommunale Rechtsetzung und die Rechtsprechung Verbindlichkeit.“ (pag. 171-172). In effetti le direttive amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 151 V 137 consid. 4.3.; STF 8C_228/2023 del 6 ottobre 2023 consid. 3.2.; STF 8C_141/2023 del 2 maggio 2023 consid. 4.1.; STF 8C_297/2022 del 15 febbraio 2023 consid. 3.2.; STF 9C_270/2021 del 30 dicembre 2021 consid. 3.5.; STF 8C_503/2021 del 18 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 8C_463/2021 del 9 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 9C_458/2020 del 27 settembre 2021 consid. 4.1.; DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF 9C_631/2019 del 19 giugno 2020 consid. 2.3.; DTF 144 V 195 ; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag. 438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181). Quest’ultimo, tuttavia, deve tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata nel caso di specie (cfr. STF 9C_230/2024 del 21 gennaio 2025 consid. 4.1.; STF 8C_425/2023 del 21 maggio 2024 consid. 4.3.; STF 8C_532/2023 del 17 aprile 2024 consid. 4.4.; STF 8C_322/2022 del 30 gennaio 2023 consid. 4.3.1.; STF 8C_769/2021 del 3 maggio 2022 consid. 3.3.; DTF 148 V 144 consid. 3.1.3.; DTF 147 V 342 consid. 5.5.2.2.; STF 8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid. 3.2; DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; DTF 145 V 224 consid. 6.1.1; DTF 142 V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133 V 587 consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300). Il giudice deve, invece, scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr. DTF 146 V 233 consid. 4.2.1.; DTF 145 V 84 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STF H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid. 3a; vedi inoltre Bois , "Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber : "La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II pag. 527; D. Cattaneo , "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297). Secondo la giurisprudenza, infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze (cfr. STF 9C_442/2021 del 17 marzo 2022 consid. 3.3.; DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b). 2.8. Nella presente evenienza, come visto nei fatti, l’USSI, con decisione su reclamo del 4 ottobre 2023, ha confermato il rimborso di fr. 166'921.92 chiesto a RI 1 il 27 aprile 2023 (cfr. doc. 294) a seguito dell’acquisizione, nell’ottobre 2021, di sostanza rilevante (circa fr. 430'000.--; cfr. consid. 1.2.) tramite eredità dopo il decesso di due parenti. L’amministrazione ha stabilito l’ammontare da rimborsare, tenendo conto nell’aprile 2023 di una massa ereditaria ridottasi a fr. 196'921.92 in ragione delle spese sostenute e deducendo a favore dell’insorgente l’importo di fr. 30'000.-- quale quota patrimoniale esente, come contemplato dalle linee guida CSIAS p.to E.2.1. (cfr. consid. 2.6.). Al riguardo è utile segnalare che con giudizio 8C_418/2020 del 7 settembre 2020 il Tribunale federale ha respinto il ricorso inoltrato contro la decisione 42.2020.2 del 25 maggio 2020, con cui questa Corte, nel caso di una persona che aveva percepito prestazioni assistenziali da gennaio 2010 a giugno 2019 e a favore della quale, a giugno 2019, era stato bonificato un importo di fr. 320'000.-- a titolo di anticipo ereditario, aveva confermato la richiesta di rimborso emessa dall’USSI, ritenuto che l’accredito di un anticipo ereditario corrisponde all’acquisizione di una sostanza rilevante ed è una circostanza a seguito della quale le prestazioni assistenziali corrisposte ai maggiorenni vanno rimborsate (cfr. art. 33 cpv. 1 lett. b Las), come pure che rettamente l’amministrazione aveva lasciato alla libera disposizione del ricorrente la somma adeguata di fr. 25’000.- conformemente alle direttive COSAS allora in vigore. Con il provvedimento del 4 ottobre 2023 l’amministrazione ha, altresì, respinto la richiesta dell’interessata di rinunciare, almeno parzialmente, al rimborso dell’importo in questione (cfr. doc. 297-303; consid. 1.2.). La decisione su reclamo del 4 ottobre 2023 è cresciuta in giudicato incontestata e il 9 gennaio 2024 la parte ricorrente ha versato la somma di fr. 117'620.37 alla Sezione del sostegno sociale USSI (cfr. doc. 346; 347). In simili condizioni, si osserva, innanzitutto, che le censure ricorsuali relative al principio del rimborso (e meglio che l’amministrazione, prima di determinare l’obbligo di rimborsare le prestazioni assistenziali, non avrebbe svolto le necessarie verifiche per accertare se la situazione finanziaria dell’insorgente fosse effettivamente consolidata; cfr. doc. I pag. 5-6; consid. 1.7.), essendo la decisione su reclamo del 4 ottobre 2023 cresciuta in giudicato incontestata, si rivelano irricevibili (cfr. STF 8C_670/2014 del 30 dicembre 2014 consid. 2; STFA P 67/03 del 25 ottobre 2004 consid. 3.2.). Giova rilevare, ad ogni modo, che il disposto dell’art. 33 Las menzionato nel ricorso, ossia “chi ha ricevuto prestazioni assistenziali dopo il compimento dei diciott'anni è obbligato a rimborsarle quando la propria situazione finanziaria risulta consolidata e le condizioni di vita sono sufficientemente agiate” (cfr. doc. I pag. 5; consid. 1.7.), nonché la relativa giurisprudenza si riferiscono all’art. 33 Las in vigore fino al 31 gennaio 2003, quando l’autorità di ricorso in ambito di assistenza sociale era il Consiglio di Stato (cfr. art. 65 vLas) e non il TCA (cfr. art. 65 cpv. 1 Las; 33 cpv. 2 Laps). Come esposto in precedenza (cfr. consid. 2.4.), l’art. 33 lett. b Las, valido dal 1° febbraio 2003, prevede che le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate, segnatamente in caso di eredità lasciata dal beneficiario deceduto. 2.9. Nel reclamo del 15 febbraio 2024 interposto contro le decisioni del 16 gennaio 2024 di rifiuto della prestazione assistenziale per il mese di dicembre 2023, rispettivamente di riconoscimento di prestazioni da gennaio a giugno 2024 con l’applicazione di una trattenuta di fr. 150.-- mensili è stato postulato il condono ai sensi degli art. 36 Las e 26 cpv. 3 Laps ( “La restituzione è condonata, in tutto od in parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo grave” ). A quest’ultimo riguardo, conformemente a quanto indicato dall’amministrazione nella decisione su reclamo dell’11 febbraio 2025 (cfr. consid. 1.6.; 2.1.), va evidenziato che l’art. 26 Laps , che contempla l’istituto del condono, concerne la restituzione di prestazioni indebitamente percepite . L’art. 36 Las, che rinvia all’art. 26 Laps, del resto, precisa specificatamente che il rinvio all’art. 26 Laps si riferisce solo alle prestazioni ottenute indebitamente, ciò che non è il caso delle prestazioni assistenziali percepite dalla ricorrente precedentemente all’acquisizione delle eredità (cfr. STCA 42.2022.10-11 dell’11 luglio 2022 consid. 2.13.; STCA 42.2021.9 del 3 maggio 2021 consid. 2.3., il cui ricorso al TF da parte del beneficiario di prestazioni assistenziali a cui è stato richiesto il rimborso è stato respinto con giudizio 8C_427/2021 del 7 settembre 2021). È vero che nella decisione del 16 gennaio 2024 relativa alle prestazioni assistenziali ordinarie da gennaio a giugno 2024 la trattenuta di fr. 150.-- mensili è stata giustificata quale “ricupero prestazioni indebitamente percepite” (cfr. doc. 339). È altrettanto vero, tuttavia, che tale indicazione è errata e la decurtazione in questione si riferisce al parziale mancato rimborso di prestazioni ricevute a giusta ragione chiesto all’insorgente a seguito delle eredità di cui ha beneficiato. Dal tenore del reclamo del 15 febbraio 2024 risulta, d’altronde, che la parte ricorrente ha compreso in tal senso la trattenuta applicatale (cfr. doc. 272-279). Nel caso del rimborso ai sensi dell’art. 33 Las non è, per contro, previsto il condono, a differenza di quanto contemplato per la restituzione di prestazioni percepite indebitamente (cfr. STCA 42.2022.10-11 dell’11 luglio 2022 consid. 2.13.; STCA 42.2021.9 del 3 maggio 2021 consid. 2.3., il cui ricorso al TF da parte del beneficiario di prestazioni assistenziali a cui è stato richiesto il rimborso è stato respinto con giudizio 8C_427/2021 del 7 settembre 2021; STCA 42.2020.15 del 22 febbraio 2021 consid. 2.11.). Non può, perciò, essere dato seguito alla richiesta di condono dell’insorgente. 2.10. Nella misura in cui, poi, l’USSI ha escluso la rinuncia, almeno parziale, al rimborso ex art. 43 Las, domandata dalla ricorrente con reclamo del 30 maggio 2023 inoltrato contro la decisione di rimborso del 27 aprile 2023 (cfr. doc. 299), già con la decisione su reclamo del 4 ottobre 2023 che ha confermato l’ordine di rimborso del 27 aprile 2023 (cfr. consid. 1.2.), la questione della rinuncia al rimborso non può in ogni caso essere oggetto di nuovi giudizi in virtù del principio “ne bis in idem” , corollario della forza di cosa giudicata. In proposito è utile rilevare che, in effetti, a seguito dell’acquisizione di forza di cosa giudicata materiale un giudizio vincola le parti in procedure successive, nel senso che esso si oppone all’emanazione di nuovi giudizi. In nuove, successive ed identiche azioni la decisione non può più essere, quindi, modificata, se non a determinate condizioni (cfr. STF 8C_108/2022 del 22 settembre 2022 consid. 3.4.; STF 8C_661/2017 del 20 dicembre 2017 consid. 4.2.; STF 9C_840/2011 del 19 giugno 2012 consid. 4.2.; U. Häfelin/G. Haller , Grundriss des allgemeinen Verwaltungsrechts, Zurigo 1990, pag. 166; pag. 170 N 782), ossia se sono adempiute, nel caso di sentenze emesse dal TCA, le condizioni della revisione ai sensi degli art. 61 lett. i LPGA e 24 Lptca, più precisamente qualora siano effettivamente date nuove circostanze fattuali o nuovi mezzi di prova. Una vertenza che ha acquisito forza di cosa giudicata (materiale) non può, dunque, più essere rimessa in discussione né dalle parti, né dai tribunali (cfr. STF 9C_527/2016 del 12 dicembre 2016 consid. 2.1.; STF 9C_840/2011 del 19 giugno 2012 consid. 4.2.; STF 9C_346/2007 del 23 gennaio 2008 consid. 4.2.). Al riguardo cfr. pure STCA 42.2021.9 del 3 maggio 2021 consid. 2.4., confermata dalla STF 8C_427/2021 del 7 settembre 2021. Per completezza va ricordato che l’art. 43 Las secondo cui l’autorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano (cfr. il Messaggio 1651 del 5 giugno 1970 riguardante la legge sull’assistenza sociale e il relativo rapporto della Commissione della legislazione) è, peraltro, una mera disposizione potestativa (cfr. consid. 2.4.; 2.5.). Pertanto l’esclusione di una rinuncia al rimborso da parte dell’USSI non presta, in ogni caso, il fianco a critiche. 2.11. In relazione alla trattenuta di fr. 150.-- al fine di recuperare l’importo ancora dovuto (fr. 49'301.55; cfr. consid. 1.6.; 2.1.) a titolo di rimborso dell’assistenza sociale a seguito dell’acquisizione di eredità, Il TCA rileva che l’art. 23 cpv. 1 Las prevede che le prestazioni assistenziali strettamente indispensabili non possono essere rifiutate, anche se l’interessato sia personalmente colpevole del suo stato. Il cpv. 2 Las enuncia che l’importo delle prestazioni assistenziali ordinarie e di quelle speciali, stabilito secondo gli art. 18 e 20, può essere ridotto, tenuto conto delle direttive in merito della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale. Le Linee guida CSIAS al p.to E.4., concernente il principio della restituzione (p.to E) sia delle prestazioni percepite indebitamente (p.to E.1.) che delle prestazioni percepite debitamente (p.to E.2.), enunciano: " 1 Una pretesa di restituzione può essere compensata a rate con il sostegno corrente dello stesso organo dell’aiuto sociale. 2 L’ammontare della compensazione, inclusa un’eventuale sanzione, non può superare il limite massimo consentito per le riduzioni delle prestazioni (30% del FM).” Nelle spiegazioni è indicato: " Requisiti legali per la compensazione Si deve tener presente che una compensazione è ammessa solo se i rispettivi creditori e debitori dei crediti in esame corrispondono (art. 120 CO). Pertanto, un organo dell’aiuto sociale può compensare con le prestazioni di sostegno correnti solo quelle pretese di restituzione che gli spettano personalmente. Non è ammesso che un organo dell’aiuto sociale compensi, nell’ambito dei versamenti correnti, dei debiti di aiuto sociale nei confronti di un altro ente pubblico (per es. il comune che erogava precedentemente il sostegno) o (nel caso dell’aiuto sociale cantonale) nei confronti del cantone che erogava precedentemente il sostegno.” Per quanto attiene alla portata delle direttive cfr. consid. 2.7. Nel caso di specie la trattenuta di fr. 150.-- al mese applicata dalla parte resistente per il periodo da gennaio a giugno 2024 (cfr. consid. 1.5.; 1.6.) concerne una pretesa di rimborso che spetta personalmente all’USSI ed è inferiore al 30% del forfait di mantenimento che per il 2024 corrispondeva a fr. 1'031.- mensili per una persona sola (cfr. BU 41/2023 del 22 dicembre 2023 pag. 416), ovvero è pari al 14.6% di fr. 1'031.--. Secondo la giurisprudenza il principio della proporzionalità esige che il provvedimento sia idoneo e necessario a raggiungere lo scopo prefissato e che sussista un rapporto ragionevole tra questo scopo e i mezzi impiegati, rispettivamente gli interessi compromessi (proporzionalità in senso stretto; cfr. STF 8c_864/2018 del 21 gennaio 2020 consid. 5.2.2.; DTF 141 I 1 consid. 5.3.2.). Ne discende, tutto ben ponderato, che la decurtazione in questione non risulta eccessivamente severa per rapporto allo scopo voluto (ossia recuperare quanto non ancora rimborsato a seguito delle eredità ricevute) e rispetta, dunque, il principio della proporzionalità. 2.12. Stante quanto precede, la decisione su reclamo dell’11 febbraio 2025 deve, conseguentemente, essere confermata. 2.13. In ambito di assistenza sociale, per quanto concerne la procedura dinanzi al TCA, si applica la legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non disposto da questa legge, si applica la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 31 Lptca; art. 33 cpv. 3 Laps a cui rinvia l’art. 65 cpv. 1 Las ). L’art.
E. 29 Lptca enuncia: " 1 La procedura è gratuita per le parti. 2 La procedura di ricorso concernente le controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità è soggetta a spese; l’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso. 3 Alla parte che provoca la causa per leggerezza o per un comportamento temerario, sono imposte la tassa di giustizia e le spese di procedura. 4 Negli altri casi la tassa di giustizia, quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1’000 franchi.” L’art. 61 lett. a LPGA, valido fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti ; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. Il 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è in vigore l’art. 61 lett. f bis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. In concreto, trattandosi del settore dell’assistenza sociale per il quale è applicabile in primis la Lptca e solo sussidiariamente la LPGA (per quanto non disposto dalla Lptca) e considerato il tenore dell’attuale art. 29 Lptca, come pure il fatto che il legislatore cantonale non abbia previsto in ogni caso di prelevare le spese nell’ambito dell’assistenza sociale (sul tema delle spese davanti al TCA cfr. il Messaggio Nr. 8480 del Consiglio di Stato del 21 agosto 2024 «Rapporto sull’iniziativa parlamentare presentata il 4 maggio 2021 nella forma elaborata da Lara Filippini e Sabrina Aldi per la modifica dell'art. 29 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) del 23 giugno 2008 (Implementazione della revisione LPGA alle spese giudiziarie dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni) e controprogetto»), non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 42.2024.47-48 del 31 marzo 2025 consid. 2.20.; STCA 42.2024.38 del 27 gennaio 2025 consid. 2.17.; STCA 42.2024.17 del
E. 30 settembre 2024 consid. 2.13.; STCA 42.2023.45 del 21 febbraio 2024 consid. 2.10.; STCA 42.2023.30 del 29 settembre 2023 consid. 2.14.; STCA 42.2022.99 del 2 maggio 2023 consid. 2.10. e STCA 42.2022.100 del 2 maggio 2023 consid. 2.12., i cui ricorsi al TF, congiunti, sono stati ritenuti inammissibili con giudizio 8C_382/2023, 8C_383/2023 del 3 luglio 2023; STCA 42.2022.44 del 29 agosto 2022 consid. 2.14., il cui ricorso al TF è stato ritenuto inammissibile con giudizio 8C_570/2022 del 9 novembre 2022; STCA 42.2021.71 del 24 gennaio 2022 consid. 2.4.).
Dispositiv
- dichiara e pronuncia Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario di Camera Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Raccomandata
Incarto n.42.2025.14
rs
Lugano
15 settembre 2025
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella Sartoris Vacchini, cancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 14 marzo 2025 di
RI 1
contro
la decisione su reclamo dell11 febbraio 2025 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento,6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenutoin fatto
consideratoin diritto
2.1. Oggetto della lite è la questione di sapere se a ragione o meno lUSSI, da un lato, abbia rifiutato di concedere alla ricorrente il condono dellimporto di fr. 49'301.55, corrispondente alla differenza tra la somma di fr. 166'921.92 chiestale, a seguito dellacquisizione di una sostanza rilevante tramite eredità, quale rimborso di parte delle prestazioni assistenziali percepite e lammontare di fr. 117'620.37 già versati nel mese di gennaio 2024 (cfr. consid. 1.1.; 1.2.; 1.3.; 1.5.; 1.6.).
Il diritto di essere sentito, di cui allart. 29 cpv. 2 Cost., comprende, fra laltro, la pretesa di ottenere una decisione motivata, che impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Tale obbligo intende evitare che l'autorità, nell'esercizio dei suoi poteri decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d'altro canto, consentire al cittadino di farsi una chiara idea della portata della decisione che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare. A tal fine ogni atto decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le considerazioni che ne hanno determinato il convincimento e lhanno dunque spinta a decidere in un senso piuttosto che nellaltro. Lautorità non è tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di diritto, ma può al contrario limitarsi all'esame delle argomentazioni di parte atte a influire sul giudizio (cfr. STF 9C_142/2025 del 28 maggio 2025 cosnid. 5.4.; STF 8C_430/2024 del 29 gennaio 2025 consid. 5.2.; STF 8C_789/2023 dell8 gennaio 2025 consid. 4.2.2.; STF 8C_532/2022 del 17 maggio 2023 consid. 4.1.; STF 8C_293/2021 del 1° marzo 2023 consid. 6.1.; STF 8C_673/2021 del 24 marzo 2022 consid. 2.2.; STF 8C_555/2021 del 24 novembre 2021 consid, 5.2.2.; STF 8C_754/2018 del 7 marzo 2019 consid. 6.2.; STF 9C_603/2015 del 15 aprile 2016 consid. 5.1.; DTF 141 V 557 consid. 3.2.1.; STF 9C_112/2010 del 15 febbraio 2011 consid. 3.2.).
La decisione su reclamo dell11 febbraio 2025 non risulta, pertanto, carente nella motivazione.
2.3. Lintervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sullassistenza sociale dell8 marzo 1971 (Las).
Tale normativa è stata oggetto di modifiche, valide in particolare dal 1° febbraio 2003 (cfr. fu 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e dal 1° ottobre 2006 (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317), resesi necessarie a seguito delladozione, il 26 giugno 2002, della Legge sullarmonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio2003).
Lart. 67 Las, relativo allobbligo di informazione in generale, prevede che:
"Il richiedente, rispettivamente lassistito, è tenuto a dare agli organi dellassistenza sociale ogni informazione utile sulle sue condizioni personali e finanziarie; esso deve produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai rappresentanti degli organi dellassistenza laccesso alla sua abitazione. (cpv. 1)
A richiesta, linteressato deve svincolare ogni Autorità, ente privato o pubblico e ogni terzo in genere dal segreto dufficio, rispettivamente dal segreto professionale. (cpv. 2)
Giusta lart. 68 Las, afferente allobbligo di informazione in particolare:
"Lassistito è tenuto a segnalare immediatamente agli organi dellassistenza sociale ogni cambiamento intervenuto nelle sue condizioni personali o finanziarie tale da implicare la modificazione, la riduzione o la soppressione delle prestazioni assistenziali. (cpv. 1)
Lassistito è tenuto a segnalare tempestivamente agli organi dellassistenza sociale leventuale suo cambiamento di domicilio, come pure leventuale sua intenzione di soggiorni prolungati fuori del luogo di domicilio. (cpv. 2)
2.4. L'art. 33 Las, in vigore dal 1° febbraio 2003, prevede che le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate:
a) quando vengono effettuati dei versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non ancora corrisposte, al momento in cui tali prestazioni saranno esigibili. L'autorità può parimenti esigere che le si versino direttamente gli arretrati (art. 32 Laps);
b) in caso di acquisizione di una sostanza rilevante;
c) in caso di eredità lasciata dal beneficiario deceduto.
2.5. A proposito dellart. 33 Las, nel Messaggio 5250 dell'8 maggio 2002 relativo alla Modifica della legge sull'assistenza sociale, il Consiglio di Stato si era così espresso:
"Il nuovo art. 33, rispetto a quello attualmente in vigore, limita e precisa le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali, in adeguamento alla prassi già attualmente diffusa (e in riferimento alle norme della CSIAS riviste nel 1998 e nel 2000): sono considerate unicamente le situazioni in cui le prestazioni assistenziali sono versate quali anticipo su prestazioni assicurative e i casi di acquisizione di sostanza (vincite, eredità).
Si tratta, come raccomanda la CSIAS, di non scoraggiare il reinserimento professionale e la riconquista dell'autonomia con la minaccia di pignorare il salario per rimborsare le prestazioni assistenziali (evitare la cosiddetta - trappola della povertà)."
Nel suo rapporto del 5 novembre 2002 la Commissione della gestione e delle finanze aveva al riguardo rilevato:
"II nuovo art. 33 limita e precisa le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali.
In base alle direttive della COSAS il rimborso deve avvenire nei seguenti casi:
- prestazioni di sostegno sociale indebitamente percepite;
- versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non ancora corrisposte;
- eredità lasciata dal beneficiario deceduto;
- acquisizione di una sostanza rilevante durante il periodo in cui sono state versate delle prestazioni di sostegno sociale o successivamente, durante il periodo di prescrizione previsto dalla legislazione cantonale."
Nel rapporto del 28 giugno 2017 della Commissione della legislazione sulliniziativa parlamentare elaborata 20 giugno 2016 IE462 presentata nella forma elaborata da Amanda Rückert e cofirmatari per prolungare la prescrizione nel diritto di chiedere il rimborso delle prestazioni assistenziali, figurano in particolare le seguenti considerazioni:
In dottrinaC. Hänzi(Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011), riguardo alla funzione delle disposizioni CSIAS, evidenzia quanto segue:
"In der Schweiz ist eine einheitliche Definition hinsichtlich der Ausgestaltung und der Höhe des Existenzminimums nicht vorhanden. Die verschiedenen Regelungen zum Existenzminimum in der Schweiz bilden kein kohärentes, geschlossenes System zur Sicherung und zum Schutze minimaler Voraussetzungen für ein menschenwürdiges Dasein. So besteht auch eine eigene Umschreibung und Ausgestaltung des Existenzminimums für den Leistungsbereich der Sozialhilfe. Die Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe hat sich dieser Aufgabe angenommen und gibt im Rahmen ihrer Richtlinien Empfehlungen zuhanden der Sozialhilfeorgane des Bundes, der Kantone, der Gemeinden sowie der Organisationen der privaten Sozialhilfe ab. Damit bezweckt sie, angesichts der grossen föderalen Vielfalt, vor allem auch die Förderung einer gesamtschweizerischen Unterstützungspraxis, insbesondere im Bereich der materiellen Unterstützung. Die Richtlinien konkretisieren dabei nicht nur den Verfassungsauftrag gemäss Art. 12 BV zur Existenzsicherung, sondern sie wollen grundsätzlich die Ausgestaltung eines sozialen Existenzminimums definieren, welches über dem absolut Notwendigen zu liegen kommt. Dabei wurde mit der letzten Revision ein Paradigmawechsel in der Konzeption der Richtlinien vollzogen, da die Grundsicherung ab dann mit einem Anreizsystem verknüpft wurde. Ausgerichtet ist das Unterstützungssystem der SKOS-Richtlinien auf längerfristig unterstützte Personen, die in einem Privathaushalt leben und fähig sind, den damit verbundenen Verpflichtungen nachzukommen. Allerdings zeichnen sich die Richtlinien nicht nur dadurch aus, dass sie ein Bemessungssystem für die jeweils angemessene Sozialhilfe für solche Haushalte beinhalten. Sie umschreiben bspw. auch die geltenden Zielsetzungen dieses Leistungsfeldes, die wesentlichen Grundprinzipien, die Rechte und Pflichten Unterstützter, die regeln bei der Auszahlung von Leistungen, die möglichen Sanktionen, die Massnahmen zur Integration oder die Verwandten- und Rückerstattungspflicht und erhalten eine Sammlung der Rechtsprechung, der kantonalen Sozialhilfegesetze sowie Praxishilfen. Sie sind damit eine eigentliche Referenz für die Sozialhilfepraxis. Die Richtlinien erlangen jedoch erst durch di e kantonale Gesetzgebung, die kommunale Rechtsetzung und die Rechtsprechung Verbindlichkeit. (pag. 171-172).
In effetti ledirettive amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 151 V 137 consid. 4.3.; STF 8C_228/2023 del 6 ottobre 2023 consid. 3.2.; STF 8C_141/2023 del 2 maggio 2023 consid. 4.1.; STF 8C_297/2022 del 15 febbraio 2023 consid. 3.2.; STF 9C_270/2021 del 30 dicembre 2021 consid. 3.5.; STF 8C_503/2021 del 18 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 8C_463/2021 del 9 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 9C_458/2020 del 27 settembre 2021 consid. 4.1.; DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF9C_631/2019 del 19 giugno 2020 consid. 2.3.; DTF 144 V 195; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag. 438; DTF 133 V 169 consid.10.1 pag. 181).
Questultimo, tuttavia, deve tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime permettono uninterpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata nel caso di specie (cfr. STF 9C_230/2024 del 21 gennaio 2025 consid. 4.1.;STF 8C_425/2023 del 21 maggio 2024 consid. 4.3.;STF 8C_532/2023 del 17 aprile 2024 consid. 4.4.; STF 8C_322/2022 del 30 gennaio 2023 consid. 4.3.1.; STF 8C_769/2021 del 3 maggio 2022 consid. 3.3.; DTF 148 V 144 consid. 3.1.3.; DTF 147 V 342 consid. 5.5.2.2.; STF 8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid.3.2; DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; DTF 145 V 224 consid. 6.1.1; DTF 142 V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V 50 consid.4.1;DTF 133 V 587 consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag. 258 seg.;DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid.2.3; DTF 130 V 229 consid.2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).
Il giudice deve, invece, scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr. DTF 146 V 233 consid. 4.2.1.; DTF 145 V 84 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STF H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid.5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16;DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid.2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid.3a; vedi inoltreBois, "Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss;Duc-Greber: "La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II pag. 527;D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed.Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).
Secondo la giurisprudenza, infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze (cfr. STF 9C_442/2021 del 17 marzo 2022 consid.3.3.; DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).
2.10. Nella misura in cui, poi, lUSSI ha escluso la rinuncia, almeno parziale, al rimborso ex art. 43 Las, domandata dalla ricorrente con reclamo del 30 maggio 2023 inoltrato contro la decisione di rimborso del 27 aprile 2023 (cfr. doc. 299), già con la decisione su reclamo del 4 ottobre 2023 che ha confermato lordine di rimborso del 27 aprile 2023 (cfr. consid. 1.2.), la questione della rinuncia al rimborso non può in ogni caso essere oggetto di nuovi giudizi in virtù del principione bis in idem, corollario della forza di cosa giudicata.
In proposito è utile rilevare che, in effetti, a seguito dellacquisizione di forza di cosa giudicata materiale un giudizio vincola le parti in procedure successive, nel senso che esso si oppone allemanazione di nuovi giudizi. In nuove, successive ed identiche azioni la decisione non può più essere, quindi, modificata, se non a determinate condizioni (cfr. STF 8C_108/2022 del 22 settembre 2022 consid. 3.4.; STF 8C_661/2017 del 20 dicembre 2017 consid. 4.2.; STF 9C_840/2011 del 19 giugno 2012 consid. 4.2.;U. Häfelin/G. Haller, Grundriss des allgemeinen Verwaltungsrechts, Zurigo 1990, pag. 166; pag. 170 N 782), ossia se sono adempiute, nel caso di sentenze emesse dal TCA, le condizioni della revisione ai sensi degli art. 61 lett. i LPGA e 24 Lptca, più precisamente qualora siano effettivamente date nuove circostanze fattuali o nuovi mezzi di prova.
Una vertenza che ha acquisito forza di cosa giudicata (materiale) non può, dunque, più essere rimessa in discussione né dalle parti, né dai tribunali (cfr. STF 9C_527/2016 del 12 dicembre 2016 consid. 2.1.; STF 9C_840/2011 del 19 giugno 2012 consid. 4.2.; STF 9C_346/2007 del 23 gennaio 2008 consid. 4.2.).
Per completezza va ricordato che lart. 43 Las secondo cui lautorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano (cfr. il Messaggio 1651 del 5 giugno 1970 riguardante la legge sullassistenza sociale e il relativo rapporto della Commissione della legislazione) è, peraltro, una mera disposizione potestativa (cfr. consid. 2.4.; 2.5.).
2.12.Stantequanto precede, la decisione su reclamo dell11 febbraio 2025 deve, conseguentemente, essere confermata.
2.13.In ambito di assistenza sociale, per quanto concerne la procedura dinanzi al TCA, si applica la legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non disposto da questa legge, si applica la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 31 Lptca; art.33 cpv. 3 Laps a cui rinvia lart. 65 cpv. 1 Las).
Lart. 29 Lptca enuncia:
"1La procedura è gratuita per le parti.
2La procedura di ricorso concernente le controversie relative allassegnazione o al rifiuto di prestazioni dellassicurazione per linvalidità è soggetta a spese; lentità delle spese è determinata fra 200.-- e 1000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
3Alla parte che provoca la causa per leggerezza o per un comportamento temerario, sono imposte la tassa di giustizia e le spese di procedura.
4Negli altri casi la tassa di giustizia, quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1000 franchi.
Lart. 61 lett. a LPGA,valido fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica egratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.
Il 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. Lart. 61 lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è in vigore lart. 61 lett. fbisLPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti