Erwägungen (2 Absätze)
E. 4 cpv. 1 OPGA enuncia che se il beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, lassicuratore rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse.
Ai sensi del cpv. 2 determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato.
Il cpv. 4 prevede, poi, che il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui la decisione è passata in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 4 OPGA).
Secondo il cpv. 5 sul condono è pronunciata una decisione.
L'art.
E. 5 OPGA definisce cosa si intende con "gravi difficoltà" e recita:
Secondo la legge, dunque, perché sia concesso il condono dall'obbligo di restituzione, è necessario che siano adempiuti cumulativamente i seguenti presupposti:
- l'interessato ha percepito la prestazione indebita in buona fede;
- la restituzione gli imporrebbe una grave difficoltà.
Qualora difetti una delle due condizioni suelencate, il condono non può, quindi, essere accordato.
2.4. La buona fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è versata indebitamente. Di detta ignoranza egli non si può prevalere se la stessa è stata determinata da sua negligenza.
La giurisprudenza ha precisato che la buona fede, intesa come presupposto del condono, deve essere esclusa qualora i fatti che hanno determinato l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di annunciare o di informare) siano imputabili a comportamento doloso o negligenza grave. Viceversa, l'assicurato può prevalersi della buona fede quando l'atto o l'omissione colpevole siano costitutivi solo di una violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di informare (cfr. STF 8C_213/2019 del 13 giugno 2019 consid. 2.1.; STF 8C_178/2018 del 6 agosto 2018 consid. 3.1.; STF 9C_463/2016 del 12 luglio 2017 consid. 2.1.; STF 8C_373/2016 del 29 marzo 2017 consid. 4, pubblicata in DLA 2017 N. 5 pag. 144; STF 8C_385/2011 del 13 febbraio 2012 consid. 3;STF8C_865/2008 del 27 gennaio 2009 consid. 4;DLA 2003 N. 29, consid. 1.2, pag. 260; DLA 2002 N. 38, consid. 2a, pag. 258; DLA 2001 N. 18, consid. 3a, pag. 161-162; DLA 1998 N. 14, consid. 4a, pag. 73; DLA 1992 N. 7, consid.2b, pag. 103; DTF 112 V 97, consid. 2c, pag. 103, DTF 110 V 176, consid.3c, pag. 180).
In effetti per costante giurisprudenza federale è possibile pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della decisione di restituzione, ritenuto che unicamente in quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente (cfr. STF 8C_589/2016 del 26 aprile 2017 consid. 3.1.; STF 9C_211/2009 del 26 febbraio 2010; STF 8C_130/2008 dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009).
Per quanto attiene al termine di 30 giorni di cui allart. 4 cpv. 4 OPGA, va però evidenziato che si tratta di una prescrizione dordine e non di un termine di perenzione (cfr. STF 9C_795/2020 del 10 marzo 2021 consid. 5; DTF 132 V 42; STF 8C_602/2007 del 13 dicembre 2007 consid. 3; STFA C 169/05 del 13 aprile 2006).
In simili condizioni gli atti vanno rinviati allUSSI perché si pronunci sulla domanda di condono dell11 novembre 2019 concernente la somma di fr. 550.-- nel senso appena esposto.
2.6. Riguardo al condono, come già osservato nella STCA 42.2020.17 del 28 settembre 2020, è utile rilevare, in primo luogo, che in una sentenza C 70/03 del 2 luglio 2003, pubblicata in DLA 2005 N. 7 pag. 70, relativa ad un assicurato al quale la cassa di disoccupazione aveva versato inavvertitamente un numero eccessivo di indennità di disoccupazione, il Tribunale federale ha stabilito che egli non poteva invocare la sua buona fede (condizione da adempiere, unitamente allonere troppo grave, per ottenere il condono; cfr. consid. 2.2.-2.4.), a causa dellassenza di qualsiasi collaborazione da parte sua e di un minimo di attenzione per lo sviluppo del caso assicurativo. Infatti lassicurato aveva incassato le prestazioni senza segnalare lerrore allamministrazione e senza informarsi sui motivi del conteggio manifestamente troppo elevato.
LAlta Corte, visto levidente divario fra il probabile guadagno perso dallassicurato a seguito della disoccupazione e le prestazioni dellassicurazione disoccupazione invece percepite, ha pure escluso che in concreto si trattava di un caso di negligenza lieve.
In un'altra sentenza P 32/04 del 4 ottobre 2004, la nostra Massima Istanza ha confermato il rifiuto del condono della restituzione di PC percepite a torto, in quanto non poteva essere ammessa la buona fede dellassicurato. Anche nel caso, infatti, in cui questi avesse effettivamente avvisato tempestivamente lautorità competente della morte della madre - beneficiaria delle PC -, egli avrebbe dovuto riconoscere che le PC continuavano a essere versate, senza titolo giuridico, sul conto postale della madre, di cui poteva disporre.
LAlta Corte, con giudizio 9C_453/2011 del 15 settembre 2011, ha, inoltre, confermato il diniego del condonodella restituzione di prestazioni complementari, rilevando che lassicurato, benché avesse avvisato la Cassa dellavvenuto matrimonio, non aveva poi prestato la necessaria attenzione al conteggio delle PC, il cui esame avrebbe permesso, anche a una persona senza conoscenze specifiche del settore, di constatare che nonostante il matrimonio nel calcolo non era intervenuta alcuna modifica. Allassicurato è stato contestato il fatto di non avere chiesto delucidazioni in merito allautorità competente
IlTribunale federale, con sentenza 9C_951/2011 del 26 aprile 2012, pubblicata in DTF 138 V 218 e SVR 2012 AHV Nr. 12 pag. 46, ha deciso chela buona fede doveva essere negatanel caso di una domanda di condono dellobbligo di restituire delle rendite per vedovo percepite indebitamente a seguito di un secondo matrimonio, anche qualora il dovere di informare in merito alla modificazione dello stato civile fosse stato adempiuto da parte dellassicurato.
Colui che si risposa non può in buona fede continuare a percepire per anni una rendita per vedovo, senza mai essersi informato presso la cassa di compensazione se lannuncio del passaggio a nuove nozze sia pervenuto e se lulteriore pagamento della rendita sia effettivamente corretto. Ognuno comprende infatti che il nuovo stato civile sostituisce quello vecchio, al quale lottenimento della rendita per vedovo, già solo a causa del nome, era legato.
Al riguardo cfr. pure STF C 264/05 del 25 gennaio 2006 e STF 9C_184/2015 dell8 maggio 2015; STF 9C_43/2020 del 13 ottobre 2020; STCA 39.2015.6 del 7 ottobre 2015.
Dispositiv
- dichiara e pronuncia Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario di Camera Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Raccomandata
Incarto n.42.2021.17
rs
Lugano
16 giugno 2021
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 26 febbraio 2021 di
RI 1
contro
la decisione su reclamo del 29 gennaio 2021 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento,6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto,in fatto
in diritto
"Le prestazioni indebitamente percepite vanno restituite alle condizioni di cui allart. 26 Laps."
Giusta l'art. 26 Laps:
"La prestazione sociale indebitamente percepita deve essere restituita. (cpv. 1)
Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal momento in cui lorgano amministrativo competente ha avuto conoscenza dellindebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della prestazione. (cpv. 2)
La restituzione è condonata, in tutto od in parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dellunità di riferimento al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo grave. (cpv. 3)"
Il Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per quanto attiene allart. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr. Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).
Secondo l'art. 21 cpv. 4 Laps
"L'organo designato dalla legge speciale è inoltre competente per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle prestazioni indebitamente percepite."
Ai sensi degli art. 48 Las e 2 Reg.Las competente a emettere decisioni sulle domande dassistenza, come pure sulle relative modifiche, nonché in materia di rimborso è lUSSI.
L'art. 4 cpv. 1 OPGA enuncia che se il beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, lassicuratore rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse.
Ai sensi del cpv. 2 determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato.
Il cpv. 4 prevede, poi, che il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui la decisione è passata in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 4 OPGA).
Secondo il cpv. 5 sul condono è pronunciata una decisione.
L'art. 5 OPGA definisce cosa si intende con "gravi difficoltà" e recita:
Secondo la legge, dunque, perché sia concesso il condono dall'obbligo di restituzione, è necessario che siano adempiuti cumulativamente i seguenti presupposti:
- l'interessato ha percepito la prestazione indebita in buona fede;
- la restituzione gli imporrebbe una grave difficoltà.
Qualora difetti una delle due condizioni suelencate, il condono non può, quindi, essere accordato.
2.4. La buona fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è versata indebitamente. Di detta ignoranza egli non si può prevalere se la stessa è stata determinata da sua negligenza.
La giurisprudenza ha precisato che la buona fede, intesa come presupposto del condono, deve essere esclusa qualora i fatti che hanno determinato l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di annunciare o di informare) siano imputabili a comportamento doloso o negligenza grave. Viceversa, l'assicurato può prevalersi della buona fede quando l'atto o l'omissione colpevole siano costitutivi solo di una violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di informare (cfr. STF 8C_213/2019 del 13 giugno 2019 consid. 2.1.; STF 8C_178/2018 del 6 agosto 2018 consid. 3.1.; STF 9C_463/2016 del 12 luglio 2017 consid. 2.1.; STF 8C_373/2016 del 29 marzo 2017 consid. 4, pubblicata in DLA 2017 N. 5 pag. 144; STF 8C_385/2011 del 13 febbraio 2012 consid. 3;STF8C_865/2008 del 27 gennaio 2009 consid. 4;DLA 2003 N. 29, consid. 1.2, pag. 260; DLA 2002 N. 38, consid. 2a, pag. 258; DLA 2001 N. 18, consid. 3a, pag. 161-162; DLA 1998 N. 14, consid. 4a, pag. 73; DLA 1992 N. 7, consid.2b, pag. 103; DTF 112 V 97, consid. 2c, pag. 103, DTF 110 V 176, consid.3c, pag. 180).
In effetti per costante giurisprudenza federale è possibile pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della decisione di restituzione, ritenuto che unicamente in quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente (cfr. STF 8C_589/2016 del 26 aprile 2017 consid. 3.1.; STF 9C_211/2009 del 26 febbraio 2010; STF 8C_130/2008 dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009).
Per quanto attiene al termine di 30 giorni di cui allart. 4 cpv. 4 OPGA, va però evidenziato che si tratta di una prescrizione dordine e non di un termine di perenzione (cfr. STF 9C_795/2020 del 10 marzo 2021 consid. 5; DTF 132 V 42; STF 8C_602/2007 del 13 dicembre 2007 consid. 3; STFA C 169/05 del 13 aprile 2006).
In simili condizioni gli atti vanno rinviati allUSSI perché si pronunci sulla domanda di condono dell11 novembre 2019 concernente la somma di fr. 550.-- nel senso appena esposto.
2.6. Riguardo al condono, come già osservato nella STCA 42.2020.17 del 28 settembre 2020, è utile rilevare, in primo luogo, che in una sentenza C 70/03 del 2 luglio 2003, pubblicata in DLA 2005 N. 7 pag. 70, relativa ad un assicurato al quale la cassa di disoccupazione aveva versato inavvertitamente un numero eccessivo di indennità di disoccupazione, il Tribunale federale ha stabilito che egli non poteva invocare la sua buona fede (condizione da adempiere, unitamente allonere troppo grave, per ottenere il condono; cfr. consid. 2.2.-2.4.), a causa dellassenza di qualsiasi collaborazione da parte sua e di un minimo di attenzione per lo sviluppo del caso assicurativo. Infatti lassicurato aveva incassato le prestazioni senza segnalare lerrore allamministrazione e senza informarsi sui motivi del conteggio manifestamente troppo elevato.
LAlta Corte, visto levidente divario fra il probabile guadagno perso dallassicurato a seguito della disoccupazione e le prestazioni dellassicurazione disoccupazione invece percepite, ha pure escluso che in concreto si trattava di un caso di negligenza lieve.
In un'altra sentenza P 32/04 del 4 ottobre 2004, la nostra Massima Istanza ha confermato il rifiuto del condono della restituzione di PC percepite a torto, in quanto non poteva essere ammessa la buona fede dellassicurato. Anche nel caso, infatti, in cui questi avesse effettivamente avvisato tempestivamente lautorità competente della morte della madre - beneficiaria delle PC -, egli avrebbe dovuto riconoscere che le PC continuavano a essere versate, senza titolo giuridico, sul conto postale della madre, di cui poteva disporre.
LAlta Corte, con giudizio 9C_453/2011 del 15 settembre 2011, ha, inoltre, confermato il diniego del condonodella restituzione di prestazioni complementari, rilevando che lassicurato, benché avesse avvisato la Cassa dellavvenuto matrimonio, non aveva poi prestato la necessaria attenzione al conteggio delle PC, il cui esame avrebbe permesso, anche a una persona senza conoscenze specifiche del settore, di constatare che nonostante il matrimonio nel calcolo non era intervenuta alcuna modifica. Allassicurato è stato contestato il fatto di non avere chiesto delucidazioni in merito allautorità competente
IlTribunale federale, con sentenza 9C_951/2011 del 26 aprile 2012, pubblicata in DTF 138 V 218 e SVR 2012 AHV Nr. 12 pag. 46, ha deciso chela buona fede doveva essere negatanel caso di una domanda di condono dellobbligo di restituire delle rendite per vedovo percepite indebitamente a seguito di un secondo matrimonio, anche qualora il dovere di informare in merito alla modificazione dello stato civile fosse stato adempiuto da parte dellassicurato.
Colui che si risposa non può in buona fede continuare a percepire per anni una rendita per vedovo, senza mai essersi informato presso la cassa di compensazione se lannuncio del passaggio a nuove nozze sia pervenuto e se lulteriore pagamento della rendita sia effettivamente corretto. Ognuno comprende infatti che il nuovo stato civile sostituisce quello vecchio, al quale lottenimento della rendita per vedovo, già solo a causa del nome, era legato.
Al riguardo cfr. pure STF C 264/05 del 25 gennaio 2006 e STF 9C_184/2015 dell8 maggio 2015; STF 9C_43/2020 del 13 ottobre 2020; STCA 39.2015.6 del 7 ottobre 2015.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti