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34.2016.37

Ticino · 2017-06-01 · Italiano TI
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Contestato calcolo di sovrassicurazione operato dall'istituo di previdenza, a seguito della soprressione della rendita completiva AI a favore del figlio dell'assicurato. Attore contesta inoltre il rincaro sulla prestazione previdenziale. TCA conferma calcolo della prestazione previdenziale

Erwägungen (8 Absätze)

E. 1 L’istituto di previdenza può ridurre le prestazioni per i superstiti o quelle d’invalidità nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90 per cento del guadagno presumibilmente perso dall’assicurato.

E. 2 Sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni di natura e scopo affine che vengono versati alle persone aventi diritto sulla base dell’evento danneggiante, quali le rendite o le prestazioni in capitale al loro valore di trasformazione in rendite, provenienti da assicurazioni sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli assegni per grandi invalidi, delle indennità per menomazioni dell’integrità e di prestazioni analoghe. È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa o il reddito sostitutivo conseguito o che può presumibilmente essere ancora conseguito da beneficiari di prestazioni d’invalidità.

E. 2.5 Occorre altresì ricordare che s

econdo la giurisprudenza

federale, con

“guadagno presumibilmente perso”

di cui all’art. 24 cpv. 1

OPP 2, si deve in particolare intendere, conformemente al senso letterale

dell’ordinanza, il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto realizzare

senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del sovrindennizzo

(DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con riferimenti; STF 34/2011 del 3 maggio 2011

consid. 4.1 con riferimenti). Tale guadagno non corrisponde forzatamente al

guadagno assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima della

realizzazione dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite verso

l’alto (DTF 126 V 471 consid. 4a;

cfr. anche Vetter-Schreiber,

op. cit., n. da 7 a 11, pagg. 383-384).

Per stabilire il reddito

presumibilmente perso si parte dall’ultimo guadagno percepito prima

dell’insorgenza del danno alla salute, tenendo conto di tutte le modifiche

concernenti il reddito (il rincaro, l’aumento reale dei salari

[Reallohnerhöhung], avanzamenti professionali ecc.) che verosimilmente

sarebbero occorse senza l’invalidità (DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con

riferimenti di giurisprudenza e dottrina; cfr. anche STF 9C_434/2012 dell’11

ottobre 2012 consid. 2.1, 9C_34/2011 del 3 maggio 2011 consid. 4.1).

Se per l’adeguamento del

reddito ipotetico al rincaro non può essere fatto riferimento alle indicazioni

dell’ex datore di lavoro o nemmeno ai dati del settore interessato, l’utilizzo

dell’indice nazionale dei prezzi al consumo risulta essere una valida

alternativa (

Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 12,

pag. 384).

Secondo Vetter-Schreiber,

per determinare l’ipotetico aumento reale del salario possono essere utili

informazioni dell’ex datore di lavoro riguardo all’evoluzione dei salari,

eventualmente combinati con la visione di attestati di lavoro, dati salariali

ed eventualmente contratti collettivi. Occorre tuttavia tenere conto che in

caso di malattia l’evoluzione del salario può essere fortemente frenata, che

nella prassi generalmente nei confronti dell’invalido l’ex datore di lavoro

fornisce una previsione piuttosto favorevole oppure in passato il collaboratore

parzialmente incapace al lavoro ha beneficiato di una remunerazione non

corrispondente alle condizioni concrete. Secondariamente, può essere utile

l’indicazione fornita dall’ex datore di lavoro sulla passata evoluzione

salariale di tutti i collaboratori. Possono essere infine utili dati statistici

regionale sull’evoluzione dei redditi del settore interessato oppure prognosi

sulla futura evoluzione salariale nel settore in discussione (

Vetter-Schreiber,

op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 15, pag. 385).

Va qui precisato che le

tabelle salariali dell’Ufficio federale di statistica non sono applicabili

nella misura in cui vigeva un consolidato e stabile rapporto di lavoro (STF

9C_434/2012 citata, consid. 2.4; SZS 2013 pag. 84).

Nel reddito

presumibilmente perso può essere tenuto conto anche degli eventuali avanzamenti

professionali solo se vi sono concreti indizi, quali corsi di perfezionamento

iniziati oppure accordi di riqualificazione professionale da parte del datore

di lavoro (cfr. Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 16, pag. 385;

vedi Hürzeler in

Schneider/Geiser/Gächter, (éd.), Commentaire LPP

e LFLP, 2010, ad art. 34a, n. 19, pag. 490

e Stauffer, Berufliche

Vorsorge, 2012, marg. 1023, pagg. 375-376).

Infine, al reddito

ipotetico vanno di principio aggiunti, secondo la giurisprudenza, gli assegni

familiari che l’assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido (in

DTF 123 V 203 consid. 6c l’Alta Corte ha lasciato aperta la questione se

computare anche gli assegni per figli; critica: Vetter-Schreiber, op. cit., ad

art. 24 BVV 2, n. da 21 a 24, pagg. 386-387; a favore Hürzler, op. cit.

, ad art. 34a, n. 16, pag. 489, con riferimento a Kieser, come pure

STCA

34.1998.51 del 31 luglio 2000 consid. 2.10, 34.1999.20 del 24 luglio 2000

consid. 2.13, 34.1997.45 del 21 agosto 1998. consid. 2.13).

Per quel che concerne

invece i redditi conteggiabili, ai sensi dell’art. 24 cpv. 2 OPP 2, in base al

principio della congruenza dei diritti, che trova espressione all’art. 24 cpv.

2 OPP 2, sono computabili tutte le prestazioni di un tipo e di uno scopo

analogo, accordate dall’assicurazione. In ragione di un evento assicurato (DTF

126 V 473 e 124 V 281). In particolare sono anche conteggiabili le rendite per

i figli accordate in virtù dell’art. 35 cpv. 1 LAI, considerato come esse sono

assegnate esclusivamente in ragione dell’invalidità e perseguono uno scopo

simile alle prestazioni della LPP versate per lo stesso evento assicurato

(l’invalidità) (DTF 126 V 478 consid. 8). Le rendite per figli di invalido

vanno quindi prese in conto nel calcolo del sovrindennizzo (B 31/01 del 25

settembre 2002; cfr. anche sotto al consid. 2.7 e 2.8).

2.6.   Nel concreto, oggetto di

verifica sono i conteggi della sovrassicurazione inerente la situazione

presente al 1. novembre 2016, momento a partire dal quale l’assicurato si è

visto sopprimere dall’AI la rendita per figli a favore del secondogenito ___________

(nato il __________ 1992) alla conclusione degli studi. Più precisamente

l’attore contesta l’importo delle rendite AI imputate.

La Fondazione ha

illustrato come segue il calcolo della prestazione dovuta a far tempo dal 1.

novembre 2016:

salario annuo determinante al momento dell’inizio

dell’invalidità

(7'350

x 13)                                                             fr. 95'550.00

di

cui 90%                                                                fr.

85'995.00

dedotte

rendite federali di base (2'350 x 12)          fr. 28’200

Rendita

d’invalidità coordinata all’anno                   fr. 57'795.40

Rendita

d’invalidità coordinata al mese                  fr.   4'816.25

In corso di causa la Fondazione

ha corretto detto conteggio, riconoscendo una rendita maggiore, motivata dal

fatto che il precedente conteggio del sovrindennizzo “

non aveva

tenuto

conto del rincaro del salario annuo

”. Il nuovo calcolo è stato illustrato

come segue:

salario annuo determinante al momento dell’inizio

dell’invalidità                                                              fr.

95'550.00

Salario annuo con adattamento dell'indice

(LIK-calcolatore

del rincaro della

Confederazione svizzera, 2006-2016)

fr. 96'596.00

di cui 90%                                                                fr.

86'936.40

dedotte

rendite federali di base AI                          fr. 28’200

Rendita

d’invalidità coordinata all’anno                   fr. 58'736.40

Rendita

d’invalidità coordinata al mese                  fr.   4'894.70

Non sono per contro

oggetto di contestazione i precedenti conteggi di sovrassicurazione,

segnatamente quello con effetto al 1. novembre 2011, momento in cui, a seguito

del compimento dei 25 anni della primogenita __________, l’Ufficio AI ha

soppresso la relativa rendita per figli AI (doc. E). In quell’occasione il

calcolo era stato eseguito come segue:

salario annuo determinante al momento dell’inizio

dell’invalidità                                                              fr.

95'550.00

di

cui 90%                                                                fr.

85'995.00

assegni

per figli (250 x 12)                                      fr.   3’000

Limite

di sovrassicurazione                                     fr. 88'995.00

dedotte

rendite AI (2'150 e 860 x 12)                     fr. 36'120.00

Rendita

d’invalidità coordinata all’anno                   fr.  52'875.00

Rendita

d’invalidità coordinata al mese                  fr.    4'406.25

Pacifico d’altra parte è

che l’Ufficio AI ha riconosciuto all’attore una rendita intera d’invalidità dal

1. gennaio 2005 unitamente a rendite completive per i figli, queste ultime

versate sino al 31 ottobre 2011 per la figlia (nata il __________ 1986)

rispettivamente sino al 31 ottobre 2016 per il figlio (nato il __________

1992).

Gli importi versati

dall’AI all’attore non sono contestati ed emergono dagli atti di causa. Per

quanto riguarda la rendita d’invalidità AI versata all’attore, la stessa,

inizialmente ammontante a fr. 2'150.-- mensili, è stata adattata al rincaro con

effetto dal 1. gennaio 2015 e, quindi, aumentata a fr. 2'350.

Pure incontestato è che

l’assicurato sia titolare di un diritto ad una rendita di invalidità della

previdenza professionale versatagli dal mese di gennaio 2006.

L’importo della

prestazione cui avrebbe teoricamente (ossia riservata la sovrassicurazione)

diritto l’assicurato è di fr. 7'166.25 mensili (fr. 85'995.-- annui), pari al

90% del salario annuo determinante (art. 3.1. cifra 7 del Regolamento 1998

applicabile in concreto; cfr. doc. C, D e 27). Le rendite per figli teoriche

ammontano invece a fr. 9'555.- annui (doc. C e 27). Tuttavia, come è stato

esposto, essendo pacificamente dato un caso di sovrassicurazione - considerato

come l’importo complessivo delle rendite AI e LPP percepibili dall’assicurato

supera ampiamente il 90% del salario lordo perso - all’assicurato sono state

versate “soltanto” le prestazioni fino a concorrenza della differenza massima

compensabile.

2.7.   L’attore contesta come detto

il conteggio della sovrassicurazione effettuato dalla Cassa con effetto dal 1.

novembre 2016, censurando primariamente che nello stesso sia stato computato

l’importo della rendita AI da lui percepita dal 1 gennaio 2015 (fr. 2'350.--

mensili o fr. 28'200.-- annui) in luogo di quello riconosciutogli dall’AI nel

momento della sua prima erogazione (gennaio 2005), pari a mensili fr. 2'150.--

rispettivamente annui fr. 25'800.--.

Il modo di procedere della

Cassa, che ha computato l’ammontare della prestazione AI effettivamente

percepita dall’avente diritto nel momento in cui ha proceduto alla verifica

della sovrassicurazione (cfr. l’attestazione dell’IAS del 3 agosto 2016, doc.

H), inclusiva quindi dell’adeguamento al rincaro concesso dall’AI a far tempo

dal gennaio 2015, è corretto e non lascia spazio a censure.

In effetti, ribadito come che

il calcolo della sovrassicurazione effettuato al momento dell’assegnazione

della rendita non debba necessariamente restare immutato per il futuro,

ritenuti i possibili cambiamenti cui sono sottoposti nel tempo sia l’ammontare

delle rendite conteggiabili che quello dei redditi da attività lucrativa (cfr.

SZS 1997 p. 469 consid. 3b; vedi anche DTF 114 V 328), il medesimo calcolo deve

riferirsi forzatamente all’effettiva situazione al momento in cui viene

eseguito. Solo in tal modo un adattamento delle prestazioni alla mutata

situazione ai sensi dell’art. 24 capoverso 5 OPP2 può venire attuato.

Con specifico riferimento

all’ammontare delle prestazioni di invalidità dell’AI e della LAINF da imputare

nel calcolo della sovrassicurazione eseguito dall’istituto di previdenza

chiamato a versare la sua prestazione d’invalidità, il Tribunale federale nella

STF B 21/99 del 24 gennaio 2000 ha esposto quanto segue:

"

(…)

2.- a) Grundsätzlich nicht mehr bestritten sind

die nach Art. 34 Abs. 2 BVG in Verbindung mit Art. 24 f. BVV 2 sowie Art. 35

BVG und den entsprechenden Bestimmungen von Art. 33 und 34 des ab 1. Januar

1996 gültigen Vorsorgereglementes der Sammelstiftung anwendbaren Koordinations-

und Kürzungsregeln. Danach hat die Beschwerdegegnerin die von der SUVA

vorgenommene Leistungskürzung wegen selbstverschuldeter Herbeiführung des

Unfalls nicht auszugleichen, weshalb der Kürzungsberechnung die ungekürzten

Leistungen der obligatorischen Unfallversicherung zu Grunde zu legen sind.

Hieran ändert entgegen der Auffassung des Beschwerdeführers nichts, dass mit

der auf den 1. Januar 1999 in Kraft getretenen Änderung von Art. 37 Abs. 2 UVG

Rentenkürzungen wegen Grobfahrlässigkeit auch bei Nichtberufsunfällen

ausgeschlossen wurden. Die Bestimmung findet keine Anwendung auf

Versicherungsleistungen für Nichtberufsunfälle, die sich vor Inkrafttreten der

Änderung vom 9. Oktober 1998 ereignet haben, sofern der Anspruch nicht nach

diesem Zeitpunkt entsteht (Art. 118 Abs. 4 UVG).

b) Nicht gefolgt werden kann dem Beschwerdeführer

auch, soweit er geltend macht, bei der Kürzungsberechnung wegen

Überentschädigung seien die Leistungen der Invaliden- und der obligatorischen

Unfallversicherung nur im ursprünglich festgelegten Umfang, d.h. ohne Berücksichtigung

des gewährten Teuerungsausgleichs, anzurechnen. Der Teuerungsausgleich

bildet Bestandteil der Rentenleistungen (Art. 36 Abs. 2 und 37 Abs. 1 IVG

in Verbindung mit Art. 33ter AHVG; Art. 34 UVG). Weil der für die Ermittlung

einer Überentschädigung massgebende mutmasslich entgangene Verdienst dem

hypothetischen Einkommen entspricht, das der Versicherte ohne Invalidität im

Zeitpunkt der Überentschädigungsberechnung erzielen würde (

BGE 124 V 281

Erw. 1,

123 V 93 Erw. 3b), sind auch die Renteneinkommen der anderen Versicherungen auf

dieser zeitlichen Grundlage anzurechnen.

(

le sottolineature sono della redattrice

)

A ragione

quindi l’amministrazione ha imputato nel calcolo della sovrassicurazione la

prestazione d’invalidità dell’AI versata dall’amministrazione al momento del

ricalcolo medesimo, comprendente cioè l’adeguamento al rincaro concesso

successivamente alla prima erogazione della prestazione, dovendosi considerare

tale aumento quale parte integrante della rendita medesima ai sensi dell’art.

36 cpv. 2 e 37 cpv. 1 LAI.

Del resto,

nella risposta di causa del 1. marzo 2017, la Fondazione convenuta ha pure

proceduto a – correttamente - ricalcolare la prestazione a favore

dell’assicurato, correggendo il salario annuo presumibile da imputare e meglio

adeguando lo stesso (di fr. 95'500.--) al rincaro nel frattempo maturato

(utilizzando il LIK-calcolatore del rincaro della Confederazione svizzera,

2006-2016) ottenendo il nuovo importo di fr. 96'596.-.

Tale

correzione, a favore dell’assicurato, risulta ineccepibile (cfr. anche doc. 1)

e opportuna al fine di pareggiare le varie posizioni da computare. In effetti,

come anticipato al consid. 2.5, s

econdo la giurisprudenza federale, con

“guadagno

presumibilmente perso”

di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP 2, si deve in

particolare intendere il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto

realizzare senza l’invalidità,

nell’istante in cui si pone la questione del

sovrindennizzo

(DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con riferimenti; cfr. DTF 124

V 281), considerando in particolare l’ultimo guadagno percepito prima

dell’insorgenza del danno alla salute e, quindi adeguandolo al rincaro, se del

caso facendo capo all’indice nazionale dei prezzi al consumo (

Vetter-Schreiber,

op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 12, pag. 384).

Il calcolo della

prestazione si presenta quindi correttamente come segue:

Guadagno presumibile (inizio dell’invalidità)           fr.

95'550.00

Salario

con adattamento sino al 2016                    fr. 96'596.00

90%

di questo salario                                              fr. 86'936.40

Prestazioni

imputabili

./.

rendita invalidità AI per l’assicurato                    fr. 28’200

Differenza

massima compensabile                         fr.  58'736.40

Ritenuto dunque che

l'importo complessivo delle rendite AI e LPP percepibili dall’assicurato

superano ampiamente il 90% del salario lordo perso, si è effettivamente di

fronte ad un caso di sovrassicurazione e quindi a ragione la rendita

d'invalidità LPP deve essere ridotta sino a concorrenza della differenza

massima compensabile di fr. 58'736.40 annui appunto.

2.8.   Per quanto concerne inoltre

la pur velata censura dell’assicurato per il quale la conclusione degli studi

del figlio nemmeno configurerebbe un motivo per procedere al ricalcolo della

sovrassicurazione, considerato come la differenza tra la rendita dell’AI

versata sino al gennaio 2015 (fr. 2'150.--) e quella riconosciutagli

successivamente (fr. 2'350.--) non attingerebbe il 10% (ma solo il 9.3%)

previsto dalla giurisprudenza per procedere ad un nuovo calcolo della

sovrassicurazione, la stessa si appalesa infondata oltre che inopportuna.

L’attribuzione o, come in

concreto, la soppressione di una rendita per i figli costituiscono a non averne

dubbio modifiche sostanziali ex art. 24 cpv. 5 OPP 2, disposizione che

autorizza, come detto, l’istituto di previdenza a rivedere il calcolo della

sovrassicurazione e, se del caso, ad introdurre le conseguenti riduzioni delle

prestazioni, nel caso la modifica dei fattori comporti una differenza di almeno

il 10% (cfr. consid. 2.3. e 2.4; cfr. anche DTF 9C_865/2008 del 30 dicembre

2008 consid. 2.3; cfr. pure l’art. 5.2 cifra 5 del Regolamento per il quale la

Fondazione può riesaminare in qualsiasi momento detto calcolo se i rapporti

subiscono variazioni “significative”, concetto che rientra nel disposto legale

di cui all’art. 24 cpv. 5 OPP2; cfr. consid. 2.4).

Nella fattispecie, con la

conclusione degli studi del figlio __________ l’assicurato ha avuto una

diminuzione delle entrate avendo cessato di percepire la rendita AI a favore

dello stesso (di fr. 940.--  mensili; cfr. doc. H) così come l’assegno

familiare (di fr. 250.-- al mese; cfr. doc. E). Appare quindi manifesto che sia

subentrata una modifica considerevole ai sensi dei disposti legali e

regolamentari che legittimava (rispettivamente imponeva) una nuova verifica

della sovrassicurazione.

Non è quindi l’adattamento

al rincaro della prestazione di invalidità dell’AI a giustificare un riesame

del calcolo della sovrassicurazione con effetto dal 1. novembre 2016, ma

piuttosto la riduzione delle prestazioni del primo pilastro con decadenza della

rendita per figli a favore del figlio _________.

Ma a prescindere da questa

considerazione, anche volendo considerare appena data l’esistenza di una

modifica importante ai sensi dell’art. 24 cpv. 5 OPP2 e art. 5.2 cifra 5 del

Regolamento (passando la rendita versata dalla Cassa da fr. 4'406.25 a fr.

4'894.70, con aumento di circa l’11%; doc. E e doc. IV), va detto che in ogni

modo nulla dovrebbe avere da eccepire l’attore se si considera che il ricalcolo

della prestazione gli risulta favorevole poiché gli attribuisce una prestazione

maggiore.

E. 2.9 2.9.1.   L’assicurato sembra inoltre

vagamente pretendere che la cassa non abbia proceduto al rincaro della

prestazione a suo favore.

Ora, occorre premettere

che per l’art. 5.6. del Regolamento della convenuta:

"

Art. 5.6 Anpassung der Renten an die Preisentwicklung

Laufende Renten werden im Rahmen der finanziellen

Möglichkeiten der Stiftung an die Preisentwicklung angepasst. Der Stiftungsrat

entscheidet jährlich darüber ob und in welchem Ausmass die Renten angepasst

werden. Die Stiftung erläutert diese Beschlüsse in

ihrem Jahresbericht oder in ihrer Jahresrechnung."

La

normativa legale prevede, secondo l’art. 36 LPP, quanto segue:

"

1

Dopo tre anni di decorrenza, le rendite per superstiti e di invalidità sono

adeguate all’evoluzione dei prezzi fino al compimento dell’età ordinaria di

pensionamento, conformemente alle prescrizioni del Consiglio federale.

2

Le rendite per superstiti e d’invalidità che non

devono essere adeguate all’evoluzione dei prezzi secondo il cpv. 1 e le rendite

di vecchiaia sono adeguate all’evoluzione dei prezzi nei limiti delle

possibilità finanziarie dell’istituto di previdenza. L’organo paritetico o

l’organo supremo dell’istituto di previdenza decide di anno in anno se e in

quale misura le rendite debbano essere adeguate.

3

L’istituto di previdenza presenza nel suo conto

annuale o nel suo rapporto annuale le decisioni di cui al cpv. 2.

4

L’art. 65d cpv. 3 lett. b è applicabile agli

adattamenti all’evoluzione dei prezzi che l’organo paritetico dell’istituto di

previdenza decide tenuto conto della situazione finanziaria dell’istituto

medesimo."

Inoltre, per l’art. 1

dell’Ordinanza sull’adeguamento delle rendite superstiti e invalidità

all’evoluzione dei prezzi

"

1

Le rendite superstiti e invalidità che decorrono da tre anni

saranno adattate per la prima volta all’evoluzione dei prezzi all’inizio

dell’anno civile seguente.

2

Il tasso

d’adeguamento corrisponde a quello dell’indice svizzero dei prezzi al consumo

del mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il

mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il mese di

settembre precedente l’anno in cui avviene l’adeguamento . L’Ufficio federale

delle assicurazioni sociali pubblica il tasso d’adeguamento."

L’art. 36 LPP configura

una disposizione minima ai sensi dell’art. 6 LPP (in relazione con l'art. 49

LPP) ed è applicabile unicamente all’assicurazione obbligatoria in vigore dal

1. gennaio 1985, mentre nell’ambito della previdenza pre o sovraobbligatoria

non vi è nessun obbligo di adeguamento. Inoltre, una rendita che si basa su un

capitale previdenziale accumulato precedentemente al 1985 non deve essere

adeguata al rincaro secondo l’art. 36 LPP (DTF 130 V 83, 127 V 264 consid.

2 e riferimenti; 117 V 166ss; STF B 52/06 del 19 aprile 2007, B

99/03 dell’11 aprile 2005; SVR 2000 BVG n. 12 p. 58; Stauffer, Die berufliche

Vorsorge; Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherugsrecht,

Zurigo 1996, p. 52; SZS 1995 p. 99; AJP 2001 p. 1441).

I cpv. da 2 a 4

si applicano anche alla previdenza più estesa (cfr. art. 49 cpv. 2 cifra 5

LPP).

Mentre quindi prima della

1. revisione della LPP l’indicizzazione delle rendite della previdenza

professionale più estesa era sottoposta al libero apprezzamento delle casse

(DTF 127 V 264), dal 1. gennaio 2005 deve avere luogo “

nei limiti delle

possibilità finanziarie dell’istituto di previdenza

”. Il legislatore ha

quindi voluto costringere gli istituti di previdenza a utilizzare il margine di

manovra finanziaria di cui dispongono per adattare le rendite al rincaro

(Stauffer, op. cit. p. 340; STF 9C-140/2009 del 2 novembre 2009). Nel caso in

cui l’organo di controllo competente dell’istituto di previdenza arriva alla

conclusione che le possibilità finanziarie dell’istituto permettono

l’indicizzazione delle rendite, questa deve avvenire per l’anno in questione

(Kahil-Wolff, in: Commentaire LPP et LFLP, Berna 2010, all’art. 36 n. 7-9).

D’altra parte l’istituto

di previdenza non è tenuto ad adattare le prestazioni regolamentari fintantoché

la rendita legale minima, incluso l’adattamento al rincaro, non ha raggiunto

l’importo della rendita regolamentare (principio dell’imputazione; DTF 127 V

264; STF 9C-798/2007 del 6 dicembre 2007; SZS 2003 p. 433; cfr. anche

Kahil-Wolff, op. cit, all’art. 36 n. 5). Inoltre l’adattamento è dovuto solo

nei limiti della sovrassicurazione (DTF 123 V 204 e 212).

Rendite della previdenza

sovraobbligatoria che non sono toccate dall’indicizzazione obbligatoria e per

le quali è previsto un adeguamento al rincaro regolamentare, possono venire

aumentate secondo valori mediani, mentre che non è necessaria un’indicizzazione

secondo l’effettivo aumento salariale degli assicurati attivi (SZS 1995 p. 99;

1996 p. 250).

2.9.2.   Nel caso

concreto, se

conformemente al disciplinamento appena citato, deve essere

ammesso che esiste di principio il diritto all’adeguamento al rincaro della

parte di rendita relativa (anche) alla previdenza sovraobbligatoria,

l’esistenza o meno delle condizioni regolamentari per procedere all’adattamento

al rincaro della prestazione può restare in casu aperta, considerato come in

ogni modo, come noto, nel caso dell’assicurato è dato un caso di sovrassicurazione

che fa in modo che a fronte di una rendita teorica di fr. 85'995 annui (fr.

7'166.25), pari al 90% del salario annuo determinante (art. 3.1.1. del

Regolamento 1998; cfr. doc. D), l’assicurato abbia diritto a riceverne

“soltanto” una di fr. 58'736.40 annui per effetto della sovrassicurazione.

In queste condizioni, essendo

peraltro pacificamente ammesso che l’attore percepisce una prestazione

regolamentare che è ampiamente maggiore della rendita legale minima, incluso

l’adattamento al rincaro (cfr. il principio dell’imputazione; DTF 127 V 264;

SZS 2003 p. 433) ed essendo per la giurisprudenza l’adattamento al rincaro

dovuto solo nei limiti della sovrassicurazione (DTF 123 V 204 e 212), nessun

adattamento al rincaro è dovuto a favore dell’assicurato. Sia detto in ogni

modo in via abbondanziale che l’attore ha in concreto beneficiato

dell’adattamento al rincaro in misura indiretta visto che l’amministrazione ha,

come detto, proceduto al ricalcolo della sovrassicurazione dopo aggiornamento

del valore del salario annuo determinante sino al 2016, fattore questo che

indirettamente garantisce anche l’adeguamento della prestazione che ne risulta.

2.10.   Ineccepibile, in quanto

avvenuto nel pieno rispetto dell’illustrata normativa legale e regolamentare,

risulta pertanto il calcolo effettuato dalla Fondazione che ha concluso per una

prestazione a favore dell’assicurato ridotta di complessivi fr. 4’894.70

mensili e fr. 58'736.40 annui.

Conforme al citato

disciplinamento della legge e del regolamento e pacifica, per quanto esposto

sopra, è in ogni modo l’applicazione del limite legale e regolamentare di

sovrassicurazione del 90%.

Né del resto questa Corte

ha motivo per scostarsi dalle altre cifre indicate dalla convenuta in forza,

anche, del margine di apprezzamento sul quale dispone il giudice e del fatto

che l’assicurato non ha formulato in merito alcun altra censura specifica (DTF

123 V 93 consid. 3b; STFA B 21/99 del 24 gennaio 2000).

Al proposito va a titolo

abbondanziale ribadito che, come detto, il concetto di indebito profitto di cui

all'art. 34 cpv. 2 LPP coincide con quello di sovrindennizzo di cui all’art.

45bis LAI per il quale dopo la realizzazione del rischio assicurato l’avente

diritto non deve trovarsi in una situazione finanziariamente più vantaggiosa

rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento

assicurato (Maurer, op. cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e). Di conseguenza

le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento del danno

concretamente intervenuto (Peter, op. cit., p. 195).

Non

è pertinente, infine, nemmeno il richiamo dell’attore al fatto che in occasione

del riesame della prestazione con effetto dal 1. novembre 2011 la fondazione

avesse imputato nel calcolo della sovrassicurazione la prestazione d’invalidità

AI iniziale (ossia di fr. 2'150.-- mensili), considerato come in effetti

l’adeguamento al rincaro della medesima prestazione sia avvenuto, come detto,

solo successivamente, con effetto dal gennaio 2015.

Non risulta rilevante, infine,

nemmeno il richiamo giurisprudenziale dell’attore a RAMA 2/1973 (doc. O), ove

si osservi che tale estratto conferma semmai il dianzi illustrato principio

dell’adeguamento al rincaro dal salario presumibilmente perso sino al momento

in cui la questione del sovrindennizzo si pone (cfr. consid. 2.5 e 2.7).

Di

conseguenza, la petizione dell’assicurato, intesa ad ottenere l’aumento della

prestazioni di invalidità del 2 pilastro, va respinta. Come da precedenti

comunicazioni della Fondazione e dalla risposta di causa del 1. marzo 2017,

l’assicurato ha diritto al versamento di una rendita di invalidità della

previdenza professionale di fr. 4'894.70 mensili e fr. 58'736.40 annui. Tale

calcolo della prestazione, effettuato con validità dal 1. novembre 2016,

resterà valido sino ad un nuovo calcolo della sovrassicurazione in occasione di

una nuova modifica delle circostanze e dei parametri di calcolo che integri gli

estremi di cui all’art. 24 cpv. 5 OPP 2 e art. 5.2 del Regolamento (cfr. sopra

consid. 2.3, 2.4).

2.11.   Essendo

la presente procedura gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP in relazione all’art. 20

cpv. 1 LPTCA), all’attore, sebbene soccombente, non sono accollate tasse e

spese di giustizia.

E. 3 I redditi dei vedovi e degli orfani sono conteggiati insieme.

E. 4 L’avente diritto deve fornire all’istituto di previdenza informazioni su tutti i redditi conteggiabili.

E. 5 L’istituto di

previdenza può sempre riesaminare le condizioni e l’estensione di una riduzione

e adattare le sue prestazioni se la situazione si modifica in modo

importante."

Dal 1. gennaio 2007 il

tenore del cpv. 3 (giusta il n. I 3 dell’O del 29 settembre 2006 concernente

l’attuazione della L del 18 giugno 2004 sull’unione domestica registrata nella

previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità) è stato

modificato aggiungendo che, oltre ai redditi dei vedovi, anche quelli

“dei

partner registrati”

sono conteggiati insieme a quelli degli orfani:

“I

redditi dei vedovi o dei partner registrati e degli orfani sono conteggiati

insieme.”

A far tempo dal 1. gennaio

2011 è entrato in vigore un ulteriore capoverso 2bis concernente le prestazioni

accordate dopo il raggiungimento dell’età pensionabile AVS del seguente tenore:

“Dopo il raggiungimento dell'età pensionabile AVS sono considerate redditi

conteggiabili anche le prestazioni di vecchiaia provenienti da assicurazioni

sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli

assegni per grandi invalidi, delle indennità per menomazione dell'integrità e

di prestazioni analoghe. L'istituto di previdenza può ridurre le sue

prestazioni nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili,

superano il 90 per cento dell'importo che, nel calcolo del sovrindennizzo

eseguito immediatamente prima del raggiungimento dell'età pensionabile, era

considerato come guadagno presumibilmente perso dall'assicurato. L'importo deve

essere adeguato al rincaro registrato tra il raggiungimento dell'età

pensionabile e il momento in cui era stato effettuato il calcolo. L'ordinanza

del 16 settembre 1987 sull'adeguamento delle rendite superstiti e invalidità

all'evoluzione dei prezzi è applicabile per analogia.”

.

Infine, dal 1. gennaio

2012 il tenore del cpv. 2 (giusta il n. 2 dell’all. all’O del 16 novembre 2011)

è stato modificato precisando che il reddito supplementare realizzato durante

la partecipazione a provvedimenti di reintegrazione secondo l’articolo 8a LAI

non è considerato reddito conteggiabile:

“È inoltre conteggiato il reddito

dell’attività lucrativa o il reddito sostitutivo conseguito o che può

presumibilmente essere ancora conseguito dai beneficiari di prestazioni

d’invalidità, eccettuato il reddito supplementare realizzato durante la

partecipazione a provvedimenti di reintegrazione secondo l’articolo 8a della

legge federale del 19 giugno 1959 su l’assicurazione per l’invalidità”.

L’entrata

in vigore della LPGA (1° gennaio 2003) e della prima revisione della LPP (1°

gennaio 2005) non ha determinato alcuna modifica della situazione giuridica per

quanto concerne la regolamentazione del sovraindennizzo (DTF 130 V 78), motivo

per cui si può far riferimento alla giurisprudenza resa antecedentemente.

In tal senso va fatto

presente che l'art. 24 cpv. 1 OPP 2 è stato dichiarato conforme alla legge dal

TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) (DTF 123 V 210, DTF 122 V 314 s. consid. 6b).

In particolare l’Alta

Corte ha precisato che questo limite è stato stabilito per tener conto del

fatto che l’assicurato, dopo la realizzazione del rischio è liberato da certi

oneri sociali, stimati all’incirca nel 10% del salario lordo (DTF 122 V 314).

Va

osservato che l’art. 34aLPP configura una norma generale di coordinamento, che

intende evitare la sovrassicurazione (Messaggio del CF concernente la LPP del

19 dicembre 1975, p. 110; Nef, Die Leistungen der Beruflichen Vorsorge in

Konkurrenz zu anderen Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, SZS

1987 p. 24; Maurer, Bundessozialversicherugsrecht, 1994, p. 223, p. 172; Peter,

Die Koordination von Invalidenrenten, 1996, p. 195).

Al

riguardo il TFA, nella DTF 117 V 366, ha lasciato aperta la questione a sapere

se gli articoli 24 e 26 OPP 2, nella misura in cui conferiscono agli istituti

la semplice possibilità e non l'obbligo di prendere determinati provvedimenti

atti ad impedire indebiti profitti dell'assicurato o dei suoi superstiti nel

caso di concorso di prestazioni, sono o meno conformi alla legge. L’Alta Corte

ha infatti sviluppato la seguente considerazione:

“(…)

Per

quel che concerne le prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità, esse

devono essere escluse dal computo, sia per la parte obbligatoria che per la

previdenza più estesa. Chiaramente in effetti l'art. 27 cpv. 1 dello Statuto

dell'istituto ricorrente, con una regolamentazione più favorevole

all'assicurato di quella prevista all'art. 24 OPP 2, esclude il computo delle

prestazioni dell'assicurazione invalidità. Ci si potrebbe al riguardo certo

interrogare circa la conformità della norma statutaria con il diritto federale.

Se è pacifico che il testo dello Statuto è conforme all'art. 24 OPP 2, dubbi

sorgono viceversa circa la conformità di questo disposto regolamentare con la

LPP. In effetti, quando si osservi che la legge affermando all'art. 34 cpv. 2

che il Consiglio federale "emana" ("erlässt",

"édicte") disposizioni atte ad evitare indebiti profitti ha carattere

imperativo, è lecito chiedersi se l'autorità esecutiva federale abbia

correttamente ossequiato il mandato nella misura in cui nel regolamento ha

adottato una forma potestativa, nel senso che il regolamento stesso afferma che

l'istituto previdenziale semplicemente "può" ("kann",

"peut") predisporre provvedimenti in tal senso (cfr. NEF, Die

Leistungen der Beruflichen Vorsorge in Konkurrenz zu anderen

Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, SZS 1987 pag. 25 seg.; cfr.

pure DTF 116 V 193 consid. 2b). Ritenuto che la questione dell'eventualità del

computo delle prestazioni dell'assicurazione invalidità non è litigiosa in sede

di procedura federale, il punto può però rimanere insoluto nella presente

causa.(…)

(DTF 117 V 336, consid. 4b/aa, pagg. 345-346).

Il concetto di indebito

profitto coincide con quello di sovrindennizzo di cui all’art. 45bis LAI in

vigore sino all’entrata in vigore della LPGA. In particolare il principio è che

dopo la realizzazione del rischio assicurato l’avente diritto non deve trovarsi

in una situazione finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella in cui si

sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento assicurato (Maurer, op.

cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e; Messaggio citato p. 111). Di

conseguenza le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento

del danno (Peter, op. cit., p. 195). Nel suo Messaggio il Consiglio Federale ha

precisato che “esiste un indebito profitto quando il reddito destinato a

sostituire il salario mancante è superiore al 90% del salario considerato”.

Va ancora detto, con

riferimento all’art. 24 capoverso 5 OPP2 per il quale

"

l’Istituto di previdenza può sempre riesaminare le condizioni e

l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la situazione si

modifica in modo importante.”

che dal tenore di questa

disposizione emerge che il calcolo della sovrassicurazione effettuato una prima

volta e meglio al momento dell’assegnazione della rendita non resta immutato

per il futuro. In effetti, col trascorrere del tempo, l’ammontare sia delle

rendite conteggiabili che quello dei redditi da attività lucrativa può mutare

(cfr. SZS 1997 p. 469 consid. 3b; vedi anche DTF 114 V 328). Di principio,

quindi, secondo legge e giurisprudenza, il calcolo della sovrassicurazione può

essere rivisto in ogni tempo, se la situazione (iniziale) si modifica in

maniera importante (SZS 1997 p. 469 consid. 3b). A proposito del concetto di

modifica

importante ai sensi dell’articolo 24 cpv. 5 il TFA ha stabilito

che la stessa si verifica allorquando la modifica di uno o più fattori posti alla

base del calcolo della sovrassicurazione comporta una differenza delle

prestazioni che ne risultano pari almeno al 10% (DTF 125 V 164, 123 V 201 e

211). Alla luce di tale giurisprudenza quindi un adeguamento della rendita

della previdenza professionale è ammissibile se la situazione si modifica di un

importo pari almeno al 10%.

2.4.   Nell’ambito della previdenza

professionale più estesa, gli istituti di previdenza sono liberi di adottare,

per quanto concerne la sovrassicurazione, una soluzione differente da quella

prevista all’art. 24 OPP 2 (art. 49 cpv. 2 LPP; DTF 128 V 248 consid.

3b con riferimenti; Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, 2009, ad art.

24 BVV 2, n. 2, pag.

320), ma devono rispettare i principi

costituzionali basilari (parità di trattamento, divieto di arbitrio e

proporzionalità; DTF 132 V 149 consid.

5.2.4).

Se le norme

regolamentari sono più severe delle disposizioni legali, la sovrassicurazione

si applica solo alla prestazione più estesa ed in quel caso è necessario

procedere ad un calcolo separato e comparativo del sovrindennizzo. Qualora la

prestazione ridotta calcolata secondo il regolamento dovesse risultare

inferiore a quella determinata secondo le disposizioni di legge, l’assicurato

ha comunque diritto a quella della previdenza obbligatoria, in caso contrario

gli viene versata la prestazione regolamentare (SVR 2000 BVG no. 6 pag. 31s;

cfr. anche STFA B 74/03 del 29 marzo 2003, consid. 3.3.3 in fine, dove è stato

applicato tale principio non solo alle rendite ma anche in caso di versamento

in capitale in luogo della rendita).

Al riguardo va infatti

ricordato che, ai sensi dell'art. 6 LPP, la seconda parte della relativa legge

contiene delle disposizioni minime con cui il legislatore ha voluto assicurare

un ordinamento sociale minimo (cfr. art. 40 cpv. 2 cifra 1- 25 LPP).

Nel caso in esame, l’art.

E. 5.2 del Regolamento della Cassa convenuta nel tenore valido dal 1° gennaio

2016, concernente “

Ungerechtfertigte Vorteile, Koordination mit anderen

Versicherungen

”, vale a dire il coordinamento con le prestazioni di terzi,

prevede, per quanto qui di interesse, quanto segue:

"

Die Stiftung kürzt die Hinterlassenen- und Invalidenleistungen,

soweít sie zusammen mit anderen anrechenbaren Einkünften 90% des massgebenden

Lohnes übersteigen.

Als anrechenbare Einkünfte gelten Leistungen

gleicher Art und Zweckbestimmung, die der anspruchsberechtigten Person.

aufgrund des schädigenden Ereignisses ausgerichtet werden, wie Renten und

Kapitalleistungen mit ihrem Rentenumwandlungswert in- und ausländischer

Sozialversicherungen und Vorsorgeeinrichtungen, mit Ausnahme von

Hilflosenentschädigungen, Abfindungen und ähnlichen Leistungen. Bezügern von

Invalidenleistungen wird überdies das weiterhin erzielte oder zumutbarer Weise

noch erzielbare Erwerbs- oder Ersatzeinkommen angerechnet, mit Ausnahme des

Zusatzeinkommens, welches während del Teilnahme an Massnahmen zur

Wiedereingliederung nach Artikel 8 aIVG erzielt wird. Bei der Bestimmung des

zumutbarer Weise noch erzielbaren Erwerbseinkommens wird grundsätzlich auf das

Valideneinkommen gemäss IV-Entscheid abgestellt. Eine Anpassung des

anrechenbaren Betrages erfolgt bei Revisionen der

IV.

(…)

Der Leistungsberechtigte muss der Stiftung über

alle anrechenbaren Einkünfte Auskunft geben.

Die Stiftung kann die Voraussetzungen und den

Umfang einer Kürzung jederzeit überprüfen und ihre Leistungen anpassen, wenn

die Verhältnisse sich wesentlich ändern.

(…)” (doc. Q)

Per quanto concerne

l’adeguamento al rincaro, l’art. 5.6. del Regolamento prescrive quanto segue:

"

Art. 5.6 Anpassung der Renten an die Preisentwicklung Laufende

Renten werden im Rahmen der finanziellen Möglichkeiten der Stiftung an die

Preisentwicklung angepasst. Der Stiftungsrat entscheidet jährlich darüber ob

und in welchem Ausmass die Renten angepasst werden. Die Stiftung erläutert

diese Beschlüsse in ihrem Jahresbericht oder in ihrer Jahresrechnung. ”

Da

quanto esposto emerge che la normativa regolamentare corrisponde, per quello

che concerne la fattispecie, sostanzialmente all’art. 24 cpv. 2 OPP2,

prevedendo quale limite di sovrassicurazione il 90% del guadagno

presumibilmente perso. Anche il concetto di guadagno presumibilmente perso

coincide in sostanza con quello di cui all'art. 24 OPP2 e meglio al reddito

ipotetico che l'assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido.

Quanto alla possibilità di

procedere a un riesame del calcolo della sovrassicurazione, la normativa

regolamentare dispone che un riesame può avvenire in ogni momento

(“jederzeit

”),

ritenuto che l’adattamento delle prestazioni può avvenire in presenza di

“variazioni significative” dei rapporti (“

wenn di

Verhältnisse

sich wesentlich ändern

”, art. 5.2 cifra 5

del Regolamento).

Tale norma coincide in sostanza

con quella legale che prevede la possibilità dell’adeguamento della rendita se

la situazione si modifica in modo importante (art. 24 cpv. 5 OPP 2). Devono

quindi anche su questo punto valere le condizioni previste all’art. 24 cpv. 5

OPP2 e, quindi, il principio per cui un adeguamento della rendita della

previdenza professionale è ammissibile solo se la situazione si modifica di un

importo pari almeno al 10% (cfr. al consid. 2.3. in fine).

Per quanto concerne la

versione del Regolamento applicabile, sul tema dell’applicabilità delle norme

regolamentari dal punto di vista del diritto intertemporale, va detto che, in

assenza di una esplicita norma transitoria si applicano le norme legali valide

al momento in cui si pone la questione della

sovrassicurazione

, quindi

anche alle rendite correnti. Le norme applicabili al momento della nascita del

diritto alla prestazione non continuano ad essere applicabili in modo immutato

(Schneider/Geiser/ Gächter (éd.), Commentaire LPP e LFLP, 2010, ad art. 34a, n.

51, p. 51, Vetter-Schreiber,

op. cit.,

ad art. 24 BVV, n.

51 e ad art. 4 OPP2 n. 41, p. 330; DTF 134 V 67 consid. 2.3.1 con riferimento a

DTF 122 V 319 consid. 3c).

La stessa giurisprudenza è

applicabile anche alle disposizioni regolamentari. In particolare il TF ha

ritenuto conforme al diritto l’adattamento di una corrente rendita d’invalidità

alle nuove disposizioni regolamentari che stabilivano l’abbassamento del limite

di sovrindennizzo dal 100% al 90% del salario presumibilmente perso (STF

9C-1002/2009 del 27 settembre 2010, B 82/06 del 19 gennaio 2007, pubblicata in

SVR 2007 BVG nr. 35, citata anche in Schneider/Geiser/Gächter, op. cit., ad

art. 34a, n. 51, p. 51, Vetter-Schreiber,

op. cit.,

ad

art. 24 BVV, n. 51 p. 330; criticata da Riemer in RSAS 2007, 287 ss., ma

confermata in DTF 134 V 68 consid. 2.3.3). Determinante è quindi il Regolamento

in vigore al momento in cui si pone la questione della sovrassicurazione (STCA

34.2010.12 e 34.2010.55 consid. 2.7 con riferimenti).

Sia come sia, come detto,

nel caso concreto la regolamentazione sulla sovrassicurazione prevista dai

Regolamenti precedenti, segnatamente nel Regolamento 1998 e successive

aggiunte, è rimasta sostanzialmente invariata nel successivo testo in vigore

dal gennaio 2016 (cfr. il tenore del Regolamento 1998 laddove all’art. 3.7

prevede, per quanto qui di interesse, sostanzialmente la stessa norma in

materia di “Riduzione delle prestazioni in seguito a sovrindennizzo”, cfr.

anche le aggiunte in vigore dal 1. gennaio 2002, 1 aprile 2003 e 1 gennaio

2004, doc. D).

Dispositiv
  1. La petizione è respinta . È accertato il diritto di AT 1 ad una rendita d’invalidità della previdenza professionale di fr. 4’894.70 mensili a far tempo dal 1 novembre 2016.
  2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
  3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna , entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente                                                          Il segretario Daniele Cattaneo                                                 Gianluca Menghetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.06.2017 34.2016.37 Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.06.2017 34.2016.37 Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.06.2017 34.2016.37

Contestato calcolo di sovrassicurazione operato dall'istituo di previdenza, a seguito della soprressione della rendita completiva AI a favore del figlio dell'assicurato. Attore contesta inoltre il rincaro sulla prestazione previdenziale. TCA conferma calcolo della prestazione previdenziale

Raccomandata Incarto n. 34.2016.37 Fc /sc Lugano 1° giugno 2017 In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il Tribunale cantonale delle assicurazioni composto dei giudici: Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici redattrice: Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera segretario: Gianluca Menghetti statuendo sulla petizione del 15 dicembre 2016 di AT 1 contro CV 1 in materia di previdenza professionale ritenuto, in fatto 1.1.   AT 1, nato nel 1957, ha lavorato presso la __________ (già __________) dal 1. giugno 1986 e da questa data è stato assicurato ai fini previdenziali alla CV 1 (doc. 48). L’assicurato ha interrotto l’attività lavorativa dal 28 gennaio 2004 per motivi di salute. Con decisioni del 12 maggio 2006, 13 dicembre 2007 e 13 febbraio 2008 (doc. A, 34) l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha riconosciuto a AT 1 il diritto ad una rendita intera di invalidità dal 1. gennaio 2005, oltre a due rendite completive per i due figli. Il diritto alla rendita intera AI è stato confermato dopo le relative procedure di revisione, mediante comunicazioni del 26 maggio 2010 e 10 aprile 2014 (doc. B. 8 e 11). Di conseguenza, alla cessazione del versamento dell’indennità giornaliera, la CV 1 (di seguito: Fondazione), mediante comunicazione formale del 19 luglio 2006 (e del 3 aprile 2008), ha riconosciuto all’assicurato una rendita LPP di invalidità, dal mese di gennaio 2006, di teorici fr. 85'995.-- annui (oltre alle completive per i figli) e erogata, dopo verifica della sovrassicurazione, nella misura di fr. 45'555.-- annui (fr. 3'796.25.-- mensili) (doc. 27, 19). 1.2.   A seguito del compimento del 25esimo anno della figlia dell’assicurato e, quindi, della cessazione della rendita completiva AI a suo favore dal 1 novembre 2011, la Fondazione ha riesaminato la prestazione d’invalidità, confermandola nella misura di fr. 4'406.25 mensili (doc. 12, 13, E). Dal 1. novembre 2016, con la cessazione degli studi del figlio __________, l’AI ha sospeso la rendita completiva a suo favore (di fr. 940.-- mensili; doc G). Di conseguenza la Fondazione ha riesaminato il diritto a prestazioni dell’assicurato e con comunicazioni dell’11, 24 e 26 agosto 2016 ha definito in fr. 4'816.25 la prestazione d’invalidità dovuta dal 1. novembre 2016, tenuto conto della sovrassicurazione. L’interessato ha contestato la determinazione della Fondazione, chiedendo in sostanza una prestazione maggiore e censurando in particolare gli importi computati nel calcolo del sovrindennizzo. 1.3.   Non essendo stato possibile comporre bonalmente la questione, con petizione 15 dicembre 2016 nei confronti della CV 1, AT 1 ha chiesto che la rendita d’invalidità della previdenza professionale dovutagli con effetto dal 1. novembre 2016, di fr. 4'816.25 mensili (fr. 57'795.-- annui), venga aumentata a fr. 5'016.25 mensili (fr. 60'195.-- annui). In sostanza contesta l’ammontare della rendita dell’AI computato dalla Fondazione nel calcolo della sovrassicurazione, considerato come a suo avviso andrebbe tenuto conto dell’importo di fr. 25'800.-- - versatogli annualmente dal 1. gennaio 2005, vale a dire dall’inizio dell’invalidità - in luogo di quello, di fr. 28'200.-, corrispostogli dal gennaio 2015. 1.4.   Con la risposta di causa la Fondazione postula la reiezione della petizione, contestando gli addebiti mossile dall’attore. Rimanda in particolare alla documentazione e ai conteggi allegati, dai quali emerge la correttezza del calcolo del sovrindennizzo operato, incluso il computo della rendita versata dall’AI. Ha tuttavia operato una correzione a favore dell’assicurato del guadagno presumibilmente perso da imputare nel calcolo del sovrindennizzo, riconoscendo quindi una rendita di fr. 4'894.70 mensili (fr. 58'736.40.- annui; doc. IV). 1.5.   Su richiesta del TCA, la Fondazione ha prodotto l’incarto completo relativo all’assicurato. considerato in diritto in ordine 2.1.   Giusta l'art. 73 cpv. 1 LPP ogni Cantone designa un tribunale che, in ultima istanza cantonale, decide sulle controversie tra istituti di previdenza, datori di lavoro e aventi diritto. Competente nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle assicurazioni (art. 4 cpv. 1 della Legge concernente la vigilanza sugli istituti di previdenza professionale e sulle fondazioni, entrata in vigore il 1° gennaio 2012; RL 6.4.8.1). Con riferimento alla competenza territoriale, secondo l’art. 73 cpv. 3 LPP il foro è nella sede o nel domicilio svizzeri del convenuto o nel luogo dell’azienda presso la quale l’assicurato fu assunto. Pacifica nel caso in esame è la competenza materiale, trattandosi infatti di una controversia tra un assicuratore LPP ed un avente diritto, riguardante il versamento di prestazioni d’invalidità previdenziali ridotte (cfr. DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V 168 consid. 2 con riferimenti). Altrettanto pacifica è la competenza territoriale di questo TCA, considerato come l’assicurato ha sempre lavorato in Ticino. nel merito 2.2.   Nel caso in esame l’attore contesta in sostanza il calcolo della sovrassicurazione operato dall’istituto previdenziale convenuto successivamente alla soppressione della rendita completiva AI a favore del figlio, con effetto dal 1. novembre 2016. Più precisamente l’attore contesta l’importo della rendita AI computata, ritenendo che debba essere considerata quella erogata inizialmente e non quella adeguata al rincaro e versatagli dal gennaio 2015. Contesta inoltre in definitiva che la cessazione dell’erogazione della rendita completiva dell’AI giustifichi un riesame del calcolo del sovrindennizzo. Non sono invece oggetto di censura le prestazioni dovute in quanto tali né la misura del guadagno presumibilmente perso ammesso dalla Cassa. 2.3.   L’art. 34a LPP, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2003 (corrispondente al vecchio art. 34 LPP [cfr. DTF 131 V 78] e rimasto invariato a seguito della prima revisione della LPP, entrata in vigore il 1° gennaio 2005) stabilisce che il Consiglio federale emana prescrizioni per impedire indebiti profitti dell’assicurato o dei suoi superstiti in caso di concorso di prestazioni (art. 34a LPP cpv. 1). Se vi è concorso fra le prestazioni previste dalla presente legge e prestazioni analoghe di altre assicurazioni sociali è applicabile l’art. 66 cpv. 2 LPGA. Le prestazioni non possono inoltre essere ridotte se l’assicurazione militare versa rendite per coniugi o per orfani in caso di prestazioni previdenziali insufficienti giusta l’art. 54 LAM (art. 34a LPP cpv. 2). Secondo l’art. 66 cpv. 1 LPGA, le rendite e le indennità in capitale delle varie assicurazioni sono cumulabili, salvo nei casi di sovrindennizzo. Le rendite e le indennità in capitale sono fornite secondo le disposizioni della singola legge interessata e nel seguente ordine (cpv. 2): dall’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti o dall’assicurazione per l’invalidità (lett. a), dall’assicurazione militare o dall’assicurazione contro gli infortuni (lett. b); dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità secondo la LPP (lett. c). In base alla delega di cui all’art. 34a cpv. 1 LPP, l’Esecutivo federale ha promulgato l’art. 24 OPP 2 che, nella versione del 1° gennaio 2005, ha il seguente tenore (sottolineature del redattore): " 1 L’istituto di previdenza può ridurre le prestazioni per i superstiti o quelle d’invalidità nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90 per cento del guadagno presumibilmente perso dall’assicurato. 2 Sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni di natura e scopo affine che vengono versati alle persone aventi diritto sulla base dell’evento danneggiante, quali le rendite o le prestazioni in capitale al loro valore di trasformazione in rendite, provenienti da assicurazioni sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli assegni per grandi invalidi, delle indennità per menomazioni dell’integrità e di prestazioni analoghe. È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa o il reddito sostitutivo conseguito o che può presumibilmente essere ancora conseguito da beneficiari di prestazioni d’invalidità. 3 I redditi dei vedovi e degli orfani sono conteggiati insieme. 4 L’avente diritto deve fornire all’istituto di previdenza informazioni su tutti i redditi conteggiabili. 5 L’istituto di previdenza può sempre riesaminare le condizioni e l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la situazione si modifica in modo importante." Dal 1. gennaio 2007 il tenore del cpv. 3 (giusta il n. I 3 dell’O del 29 settembre 2006 concernente l’attuazione della L del 18 giugno 2004 sull’unione domestica registrata nella previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità) è stato modificato aggiungendo che, oltre ai redditi dei vedovi, anche quelli “dei partner registrati” sono conteggiati insieme a quelli degli orfani: “I redditi dei vedovi o dei partner registrati e degli orfani sono conteggiati insieme.” A far tempo dal 1. gennaio 2011 è entrato in vigore un ulteriore capoverso 2bis concernente le prestazioni accordate dopo il raggiungimento dell’età pensionabile AVS del seguente tenore: “Dopo il raggiungimento dell'età pensionabile AVS sono considerate redditi conteggiabili anche le prestazioni di vecchiaia provenienti da assicurazioni sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli assegni per grandi invalidi, delle indennità per menomazione dell'integrità e di prestazioni analoghe. L'istituto di previdenza può ridurre le sue prestazioni nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90 per cento dell'importo che, nel calcolo del sovrindennizzo eseguito immediatamente prima del raggiungimento dell'età pensionabile, era considerato come guadagno presumibilmente perso dall'assicurato. L'importo deve essere adeguato al rincaro registrato tra il raggiungimento dell'età pensionabile e il momento in cui era stato effettuato il calcolo. L'ordinanza del 16 settembre 1987 sull'adeguamento delle rendite superstiti e invalidità all'evoluzione dei prezzi è applicabile per analogia.” . Infine, dal 1. gennaio 2012 il tenore del cpv. 2 (giusta il n. 2 dell’all. all’O del 16 novembre 2011) è stato modificato precisando che il reddito supplementare realizzato durante la partecipazione a provvedimenti di reintegrazione secondo l’articolo 8a LAI non è considerato reddito conteggiabile: “È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa o il reddito sostitutivo conseguito o che può presumibilmente essere ancora conseguito dai beneficiari di prestazioni d’invalidità, eccettuato il reddito supplementare realizzato durante la partecipazione a provvedimenti di reintegrazione secondo l’articolo 8a della legge federale del 19 giugno 1959 su l’assicurazione per l’invalidità”. L’entrata in vigore della LPGA (1° gennaio 2003) e della prima revisione della LPP (1° gennaio 2005) non ha determinato alcuna modifica della situazione giuridica per quanto concerne la regolamentazione del sovraindennizzo (DTF 130 V 78), motivo per cui si può far riferimento alla giurisprudenza resa antecedentemente. In tal senso va fatto presente che l'art. 24 cpv. 1 OPP 2 è stato dichiarato conforme alla legge dal TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) (DTF 123 V 210, DTF 122 V 314 s. consid. 6b). In particolare l’Alta Corte ha precisato che questo limite è stato stabilito per tener conto del fatto che l’assicurato, dopo la realizzazione del rischio è liberato da certi oneri sociali, stimati all’incirca nel 10% del salario lordo (DTF 122 V 314). Va osservato che l’art. 34aLPP configura una norma generale di coordinamento, che intende evitare la sovrassicurazione (Messaggio del CF concernente la LPP del 19 dicembre 1975, p. 110; Nef, Die Leistungen der Beruflichen Vorsorge in Konkurrenz zu anderen Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, SZS 1987 p. 24; Maurer, Bundessozialversicherugsrecht, 1994, p. 223, p. 172; Peter, Die Koordination von Invalidenrenten, 1996, p. 195). Al riguardo il TFA, nella DTF 117 V 366, ha lasciato aperta la questione a sapere se gli articoli 24 e 26 OPP 2, nella misura in cui conferiscono agli istituti la semplice possibilità e non l'obbligo di prendere determinati provvedimenti atti ad impedire indebiti profitti dell'assicurato o dei suoi superstiti nel caso di concorso di prestazioni, sono o meno conformi alla legge. L’Alta Corte ha infatti sviluppato la seguente considerazione: “(…) Per quel che concerne le prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità, esse devono essere escluse dal computo, sia per la parte obbligatoria che per la previdenza più estesa. Chiaramente in effetti l'art. 27 cpv. 1 dello Statuto dell'istituto ricorrente, con una regolamentazione più favorevole all'assicurato di quella prevista all'art. 24 OPP 2, esclude il computo delle prestazioni dell'assicurazione invalidità. Ci si potrebbe al riguardo certo interrogare circa la conformità della norma statutaria con il diritto federale. Se è pacifico che il testo dello Statuto è conforme all'art. 24 OPP 2, dubbi sorgono viceversa circa la conformità di questo disposto regolamentare con la LPP. In effetti, quando si osservi che la legge affermando all'art. 34 cpv. 2 che il Consiglio federale "emana" ("erlässt", "édicte") disposizioni atte ad evitare indebiti profitti ha carattere imperativo, è lecito chiedersi se l'autorità esecutiva federale abbia correttamente ossequiato il mandato nella misura in cui nel regolamento ha adottato una forma potestativa, nel senso che il regolamento stesso afferma che l'istituto previdenziale semplicemente "può" ("kann", "peut") predisporre provvedimenti in tal senso (cfr. NEF, Die Leistungen der Beruflichen Vorsorge in Konkurrenz zu anderen Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, SZS 1987 pag. 25 seg.; cfr. pure DTF 116 V 193 consid. 2b). Ritenuto che la questione dell'eventualità del computo delle prestazioni dell'assicurazione invalidità non è litigiosa in sede di procedura federale, il punto può però rimanere insoluto nella presente causa.(…) ” (DTF 117 V 336, consid. 4b/aa, pagg. 345-346). Il concetto di indebito profitto coincide con quello di sovrindennizzo di cui all’art. 45bis LAI in vigore sino all’entrata in vigore della LPGA. In particolare il principio è che dopo la realizzazione del rischio assicurato l’avente diritto non deve trovarsi in una situazione finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento assicurato (Maurer, op. cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e; Messaggio citato p. 111). Di conseguenza le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento del danno (Peter, op. cit., p. 195). Nel suo Messaggio il Consiglio Federale ha precisato che “esiste un indebito profitto quando il reddito destinato a sostituire il salario mancante è superiore al 90% del salario considerato”. Va ancora detto, con riferimento all’art. 24 capoverso 5 OPP2 per il quale " l’Istituto di previdenza può sempre riesaminare le condizioni e l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la situazione si modifica in modo importante.” che dal tenore di questa disposizione emerge che il calcolo della sovrassicurazione effettuato una prima volta e meglio al momento dell’assegnazione della rendita non resta immutato per il futuro. In effetti, col trascorrere del tempo, l’ammontare sia delle rendite conteggiabili che quello dei redditi da attività lucrativa può mutare (cfr. SZS 1997 p. 469 consid. 3b; vedi anche DTF 114 V 328). Di principio, quindi, secondo legge e giurisprudenza, il calcolo della sovrassicurazione può essere rivisto in ogni tempo, se la situazione (iniziale) si modifica in maniera importante (SZS 1997 p. 469 consid. 3b). A proposito del concetto di modifica importante ai sensi dell’articolo 24 cpv. 5 il TFA ha stabilito che la stessa si verifica allorquando la modifica di uno o più fattori posti alla base del calcolo della sovrassicurazione comporta una differenza delle prestazioni che ne risultano pari almeno al 10% (DTF 125 V 164, 123 V 201 e 211). Alla luce di tale giurisprudenza quindi un adeguamento della rendita della previdenza professionale è ammissibile se la situazione si modifica di un importo pari almeno al 10%. 2.4.   Nell’ambito della previdenza professionale più estesa, gli istituti di previdenza sono liberi di adottare, per quanto concerne la sovrassicurazione, una soluzione differente da quella prevista all’art. 24 OPP 2 (art. 49 cpv. 2 LPP; DTF 128 V 248 consid. 3b con riferimenti; Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, 2009, ad art. 24 BVV 2, n. 2, pag. 320), ma devono rispettare i principi costituzionali basilari (parità di trattamento, divieto di arbitrio e proporzionalità; DTF 132 V 149 consid. 5.2.4). Se le norme regolamentari sono più severe delle disposizioni legali, la sovrassicurazione si applica solo alla prestazione più estesa ed in quel caso è necessario procedere ad un calcolo separato e comparativo del sovrindennizzo. Qualora la prestazione ridotta calcolata secondo il regolamento dovesse risultare inferiore a quella determinata secondo le disposizioni di legge, l’assicurato ha comunque diritto a quella della previdenza obbligatoria, in caso contrario gli viene versata la prestazione regolamentare (SVR 2000 BVG no. 6 pag. 31s; cfr. anche STFA B 74/03 del 29 marzo 2003, consid. 3.3.3 in fine, dove è stato applicato tale principio non solo alle rendite ma anche in caso di versamento in capitale in luogo della rendita). Al riguardo va infatti ricordato che, ai sensi dell'art. 6 LPP, la seconda parte della relativa legge contiene delle disposizioni minime con cui il legislatore ha voluto assicurare un ordinamento sociale minimo (cfr. art. 40 cpv. 2 cifra 1- 25 LPP). Nel caso in esame, l’art. 5.2 del Regolamento della Cassa convenuta nel tenore valido dal 1° gennaio 2016, concernente “ Ungerechtfertigte Vorteile, Koordination mit anderen Versicherungen ”, vale a dire il coordinamento con le prestazioni di terzi, prevede, per quanto qui di interesse, quanto segue: " Die Stiftung kürzt die Hinterlassenen- und Invalidenleistungen, soweít sie zusammen mit anderen anrechenbaren Einkünften 90% des massgebenden Lohnes übersteigen. Als anrechenbare Einkünfte gelten Leistungen gleicher Art und Zweckbestimmung, die der anspruchsberechtigten Person. aufgrund des schädigenden Ereignisses ausgerichtet werden, wie Renten und Kapitalleistungen mit ihrem Rentenumwandlungswert in- und ausländischer Sozialversicherungen und Vorsorgeeinrichtungen, mit Ausnahme von Hilflosenentschädigungen, Abfindungen und ähnlichen Leistungen. Bezügern von Invalidenleistungen wird überdies das weiterhin erzielte oder zumutbarer Weise noch erzielbare Erwerbs- oder Ersatzeinkommen angerechnet, mit Ausnahme des Zusatzeinkommens, welches während del Teilnahme an Massnahmen zur Wiedereingliederung nach Artikel 8 aIVG erzielt wird. Bei der Bestimmung des zumutbarer Weise noch erzielbaren Erwerbseinkommens wird grundsätzlich auf das Valideneinkommen gemäss IV-Entscheid abgestellt. Eine Anpassung des anrechenbaren Betrages erfolgt bei Revisionen der IV. (…) Der Leistungsberechtigte muss der Stiftung über alle anrechenbaren Einkünfte Auskunft geben. Die Stiftung kann die Voraussetzungen und den Umfang einer Kürzung jederzeit überprüfen und ihre Leistungen anpassen, wenn die Verhältnisse sich wesentlich ändern. (…)” (doc. Q) Per quanto concerne l’adeguamento al rincaro, l’art. 5.6. del Regolamento prescrive quanto segue: " Art. 5.6 Anpassung der Renten an die Preisentwicklung Laufende Renten werden im Rahmen der finanziellen Möglichkeiten der Stiftung an die Preisentwicklung angepasst. Der Stiftungsrat entscheidet jährlich darüber ob und in welchem Ausmass die Renten angepasst werden. Die Stiftung erläutert diese Beschlüsse in ihrem Jahresbericht oder in ihrer Jahresrechnung. ” Da quanto esposto emerge che la normativa regolamentare corrisponde, per quello che concerne la fattispecie, sostanzialmente all’art. 24 cpv. 2 OPP2, prevedendo quale limite di sovrassicurazione il 90% del guadagno presumibilmente perso. Anche il concetto di guadagno presumibilmente perso coincide in sostanza con quello di cui all'art. 24 OPP2 e meglio al reddito ipotetico che l'assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido. Quanto alla possibilità di procedere a un riesame del calcolo della sovrassicurazione, la normativa regolamentare dispone che un riesame può avvenire in ogni momento (“jederzeit ”), ritenuto che l’adattamento delle prestazioni può avvenire in presenza di “variazioni significative” dei rapporti (“ wenn di Verhältnisse sich wesentlich ändern ”, art. 5.2 cifra 5 del Regolamento). Tale norma coincide in sostanza con quella legale che prevede la possibilità dell’adeguamento della rendita se la situazione si modifica in modo importante (art. 24 cpv. 5 OPP 2). Devono quindi anche su questo punto valere le condizioni previste all’art. 24 cpv. 5 OPP2 e, quindi, il principio per cui un adeguamento della rendita della previdenza professionale è ammissibile solo se la situazione si modifica di un importo pari almeno al 10% (cfr. al consid. 2.3. in fine). Per quanto concerne la versione del Regolamento applicabile, sul tema dell’applicabilità delle norme regolamentari dal punto di vista del diritto intertemporale, va detto che, in assenza di una esplicita norma transitoria si applicano le norme legali valide al momento in cui si pone la questione della sovrassicurazione, quindi anche alle rendite correnti. Le norme applicabili al momento della nascita del diritto alla prestazione non continuano ad essere applicabili in modo immutato (Schneider/Geiser/ Gächter (éd.), Commentaire LPP e LFLP, 2010, ad art. 34a, n. 51, p. 51, Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV, n. 51 e ad art. 4 OPP2 n. 41, p. 330; DTF 134 V 67 consid. 2.3.1 con riferimento a DTF 122 V 319 consid. 3c). La stessa giurisprudenza è applicabile anche alle disposizioni regolamentari. In particolare il TF ha ritenuto conforme al diritto l’adattamento di una corrente rendita d’invalidità alle nuove disposizioni regolamentari che stabilivano l’abbassamento del limite di sovrindennizzo dal 100% al 90% del salario presumibilmente perso (STF 9C-1002/2009 del 27 settembre 2010, B 82/06 del 19 gennaio 2007, pubblicata in SVR 2007 BVG nr. 35, citata anche in Schneider/Geiser/Gächter, op. cit., ad art. 34a, n. 51, p. 51, Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV, n. 51 p. 330; criticata da Riemer in RSAS 2007, 287 ss., ma confermata in DTF 134 V 68 consid. 2.3.3). Determinante è quindi il Regolamento in vigore al momento in cui si pone la questione della sovrassicurazione (STCA 34.2010.12 e 34.2010.55 consid. 2.7 con riferimenti). Sia come sia, come detto, nel caso concreto la regolamentazione sulla sovrassicurazione prevista dai Regolamenti precedenti, segnatamente nel Regolamento 1998 e successive aggiunte, è rimasta sostanzialmente invariata nel successivo testo in vigore dal gennaio 2016 (cfr. il tenore del Regolamento 1998 laddove all’art. 3.7 prevede, per quanto qui di interesse, sostanzialmente la stessa norma in materia di “Riduzione delle prestazioni in seguito a sovrindennizzo”, cfr. anche le aggiunte in vigore dal 1. gennaio 2002, 1 aprile 2003 e 1 gennaio 2004, doc. D). 2.5. Occorre altresì ricordare che s econdo la giurisprudenza federale, con “guadagno presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP 2, si deve in particolare intendere, conformemente al senso letterale dell’ordinanza, il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del sovrindennizzo (DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con riferimenti; STF 34/2011 del 3 maggio 2011 consid. 4.1 con riferimenti). Tale guadagno non corrisponde forzatamente al guadagno assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima della realizzazione dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite verso l’alto (DTF 126 V 471 consid. 4a; cfr. anche Vetter-Schreiber, op. cit., n. da 7 a 11, pagg. 383-384). Per stabilire il reddito presumibilmente perso si parte dall’ultimo guadagno percepito prima dell’insorgenza del danno alla salute, tenendo conto di tutte le modifiche concernenti il reddito (il rincaro, l’aumento reale dei salari [Reallohnerhöhung], avanzamenti professionali ecc.) che verosimilmente sarebbero occorse senza l’invalidità (DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con riferimenti di giurisprudenza e dottrina; cfr. anche STF 9C_434/2012 dell’11 ottobre 2012 consid. 2.1, 9C_34/2011 del 3 maggio 2011 consid. 4.1). Se per l’adeguamento del reddito ipotetico al rincaro non può essere fatto riferimento alle indicazioni dell’ex datore di lavoro o nemmeno ai dati del settore interessato, l’utilizzo dell’indice nazionale dei prezzi al consumo risulta essere una valida alternativa (Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 12, pag. 384). Secondo Vetter-Schreiber, per determinare l’ipotetico aumento reale del salario possono essere utili informazioni dell’ex datore di lavoro riguardo all’evoluzione dei salari, eventualmente combinati con la visione di attestati di lavoro, dati salariali ed eventualmente contratti collettivi. Occorre tuttavia tenere conto che in caso di malattia l’evoluzione del salario può essere fortemente frenata, che nella prassi generalmente nei confronti dell’invalido l’ex datore di lavoro fornisce una previsione piuttosto favorevole oppure in passato il collaboratore parzialmente incapace al lavoro ha beneficiato di una remunerazione non corrispondente alle condizioni concrete. Secondariamente, può essere utile l’indicazione fornita dall’ex datore di lavoro sulla passata evoluzione salariale di tutti i collaboratori. Possono essere infine utili dati statistici regionale sull’evoluzione dei redditi del settore interessato oppure prognosi sulla futura evoluzione salariale nel settore in discussione (Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 15, pag. 385). Va qui precisato che le tabelle salariali dell’Ufficio federale di statistica non sono applicabili nella misura in cui vigeva un consolidato e stabile rapporto di lavoro (STF 9C_434/2012 citata, consid. 2.4; SZS 2013 pag. 84). Nel reddito presumibilmente perso può essere tenuto conto anche degli eventuali avanzamenti professionali solo se vi sono concreti indizi, quali corsi di perfezionamento iniziati oppure accordi di riqualificazione professionale da parte del datore di lavoro (cfr. Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 16, pag. 385; vedi Hürzeler in Schneider/Geiser/Gächter, (éd.), Commentaire LPP e LFLP, 2010, ad art. 34a, n. 19, pag. 490 e Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2012, marg. 1023, pagg. 375-376). Infine, al reddito ipotetico vanno di principio aggiunti, secondo la giurisprudenza, gli assegni familiari che l’assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido (in DTF 123 V 203 consid. 6c l’Alta Corte ha lasciato aperta la questione se computare anche gli assegni per figli; critica: Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. da 21 a 24, pagg. 386-387; a favore Hürzler, op. cit., ad art. 34a, n. 16, pag. 489, con riferimento a Kieser, come pure STCA 34.1998.51 del 31 luglio 2000 consid. 2.10, 34.1999.20 del 24 luglio 2000 consid. 2.13, 34.1997.45 del 21 agosto 1998. consid. 2.13). Per quel che concerne invece i redditi conteggiabili, ai sensi dell’art. 24 cpv. 2 OPP 2, in base al principio della congruenza dei diritti, che trova espressione all’art. 24 cpv. 2 OPP 2, sono computabili tutte le prestazioni di un tipo e di uno scopo analogo, accordate dall’assicurazione. In ragione di un evento assicurato (DTF 126 V 473 e 124 V 281). In particolare sono anche conteggiabili le rendite per i figli accordate in virtù dell’art. 35 cpv. 1 LAI, considerato come esse sono assegnate esclusivamente in ragione dell’invalidità e perseguono uno scopo simile alle prestazioni della LPP versate per lo stesso evento assicurato (l’invalidità) (DTF 126 V 478 consid. 8). Le rendite per figli di invalido vanno quindi prese in conto nel calcolo del sovrindennizzo (B 31/01 del 25 settembre 2002; cfr. anche sotto al consid. 2.7 e 2.8). 2.6.   Nel concreto, oggetto di verifica sono i conteggi della sovrassicurazione inerente la situazione presente al 1. novembre 2016, momento a partire dal quale l’assicurato si è visto sopprimere dall’AI la rendita per figli a favore del secondogenito ___________ (nato il __________ 1992) alla conclusione degli studi. Più precisamente l’attore contesta l’importo delle rendite AI imputate. La Fondazione ha illustrato come segue il calcolo della prestazione dovuta a far tempo dal 1. novembre 2016: salario annuo determinante al momento dell’inizio dell’invalidità (7'350 x 13)                                                             fr. 95'550.00 di cui 90%                                                                fr. 85'995.00 dedotte rendite federali di base (2'350 x 12)          fr. 28’200 Rendita d’invalidità coordinata all’anno                   fr. 57'795.40 Rendita d’invalidità coordinata al mese                  fr.   4'816.25 In corso di causa la Fondazione ha corretto detto conteggio, riconoscendo una rendita maggiore, motivata dal fatto che il precedente conteggio del sovrindennizzo “ non aveva tenuto conto del rincaro del salario annuo ”. Il nuovo calcolo è stato illustrato come segue: salario annuo determinante al momento dell’inizio dell’invalidità                                                              fr. 95'550.00 Salario annuo con adattamento dell'indice (LIK-calcolatore del rincaro della Confederazione svizzera, 2006-2016) fr. 96'596.00 di cui 90%                                                                fr. 86'936.40 dedotte rendite federali di base AI                          fr. 28’200 Rendita d’invalidità coordinata all’anno                   fr. 58'736.40 Rendita d’invalidità coordinata al mese                  fr.   4'894.70 Non sono per contro oggetto di contestazione i precedenti conteggi di sovrassicurazione, segnatamente quello con effetto al 1. novembre 2011, momento in cui, a seguito del compimento dei 25 anni della primogenita __________, l’Ufficio AI ha soppresso la relativa rendita per figli AI (doc. E). In quell’occasione il calcolo era stato eseguito come segue: salario annuo determinante al momento dell’inizio dell’invalidità                                                              fr. 95'550.00 di cui 90%                                                                fr. 85'995.00 assegni per figli (250 x 12)                                      fr.   3’000 Limite di sovrassicurazione                                     fr. 88'995.00 dedotte rendite AI (2'150 e 860 x 12)                     fr. 36'120.00 Rendita d’invalidità coordinata all’anno                   fr.  52'875.00 Rendita d’invalidità coordinata al mese                  fr.    4'406.25 Pacifico d’altra parte è che l’Ufficio AI ha riconosciuto all’attore una rendita intera d’invalidità dal

1. gennaio 2005 unitamente a rendite completive per i figli, queste ultime versate sino al 31 ottobre 2011 per la figlia (nata il __________ 1986) rispettivamente sino al 31 ottobre 2016 per il figlio (nato il __________ 1992). Gli importi versati dall’AI all’attore non sono contestati ed emergono dagli atti di causa. Per quanto riguarda la rendita d’invalidità AI versata all’attore, la stessa, inizialmente ammontante a fr. 2'150.-- mensili, è stata adattata al rincaro con effetto dal 1. gennaio 2015 e, quindi, aumentata a fr. 2'350. Pure incontestato è che l’assicurato sia titolare di un diritto ad una rendita di invalidità della previdenza professionale versatagli dal mese di gennaio 2006. L’importo della prestazione cui avrebbe teoricamente (ossia riservata la sovrassicurazione) diritto l’assicurato è di fr. 7'166.25 mensili (fr. 85'995.-- annui), pari al 90% del salario annuo determinante (art. 3.1. cifra 7 del Regolamento 1998 applicabile in concreto; cfr. doc. C, D e 27). Le rendite per figli teoriche ammontano invece a fr. 9'555.- annui (doc. C e 27). Tuttavia, come è stato esposto, essendo pacificamente dato un caso di sovrassicurazione - considerato come l’importo complessivo delle rendite AI e LPP percepibili dall’assicurato supera ampiamente il 90% del salario lordo perso - all’assicurato sono state versate “soltanto” le prestazioni fino a concorrenza della differenza massima compensabile. 2.7.   L’attore contesta come detto il conteggio della sovrassicurazione effettuato dalla Cassa con effetto dal 1. novembre 2016, censurando primariamente che nello stesso sia stato computato l’importo della rendita AI da lui percepita dal 1 gennaio 2015 (fr. 2'350.-- mensili o fr. 28'200.-- annui) in luogo di quello riconosciutogli dall’AI nel momento della sua prima erogazione (gennaio 2005), pari a mensili fr. 2'150.-- rispettivamente annui fr. 25'800.--. Il modo di procedere della Cassa, che ha computato l’ammontare della prestazione AI effettivamente percepita dall’avente diritto nel momento in cui ha proceduto alla verifica della sovrassicurazione (cfr. l’attestazione dell’IAS del 3 agosto 2016, doc. H), inclusiva quindi dell’adeguamento al rincaro concesso dall’AI a far tempo dal gennaio 2015, è corretto e non lascia spazio a censure. In effetti, ribadito come che il calcolo della sovrassicurazione effettuato al momento dell’assegnazione della rendita non debba necessariamente restare immutato per il futuro, ritenuti i possibili cambiamenti cui sono sottoposti nel tempo sia l’ammontare delle rendite conteggiabili che quello dei redditi da attività lucrativa (cfr. SZS 1997 p. 469 consid. 3b; vedi anche DTF 114 V 328), il medesimo calcolo deve riferirsi forzatamente all’effettiva situazione al momento in cui viene eseguito. Solo in tal modo un adattamento delle prestazioni alla mutata situazione ai sensi dell’art. 24 capoverso 5 OPP2 può venire attuato. Con specifico riferimento all’ammontare delle prestazioni di invalidità dell’AI e della LAINF da imputare nel calcolo della sovrassicurazione eseguito dall’istituto di previdenza chiamato a versare la sua prestazione d’invalidità, il Tribunale federale nella STF B 21/99 del 24 gennaio 2000 ha esposto quanto segue: " (…) 2.- a) Grundsätzlich nicht mehr bestritten sind die nach Art. 34 Abs. 2 BVG in Verbindung mit Art. 24 f. BVV 2 sowie Art. 35 BVG und den entsprechenden Bestimmungen von Art. 33 und 34 des ab 1. Januar 1996 gültigen Vorsorgereglementes der Sammelstiftung anwendbaren Koordinations- und Kürzungsregeln. Danach hat die Beschwerdegegnerin die von der SUVA vorgenommene Leistungskürzung wegen selbstverschuldeter Herbeiführung des Unfalls nicht auszugleichen, weshalb der Kürzungsberechnung die ungekürzten Leistungen der obligatorischen Unfallversicherung zu Grunde zu legen sind. Hieran ändert entgegen der Auffassung des Beschwerdeführers nichts, dass mit der auf den 1. Januar 1999 in Kraft getretenen Änderung von Art. 37 Abs. 2 UVG Rentenkürzungen wegen Grobfahrlässigkeit auch bei Nichtberufsunfällen ausgeschlossen wurden. Die Bestimmung findet keine Anwendung auf Versicherungsleistungen für Nichtberufsunfälle, die sich vor Inkrafttreten der Änderung vom 9. Oktober 1998 ereignet haben, sofern der Anspruch nicht nach diesem Zeitpunkt entsteht (Art. 118 Abs. 4 UVG).

b) Nicht gefolgt werden kann dem Beschwerdeführer auch, soweit er geltend macht, bei der Kürzungsberechnung wegen Überentschädigung seien die Leistungen der Invaliden- und der obligatorischen Unfallversicherung nur im ursprünglich festgelegten Umfang, d.h. ohne Berücksichtigung des gewährten Teuerungsausgleichs, anzurechnen. Der Teuerungsausgleich bildet Bestandteil der Rentenleistungen (Art. 36 Abs. 2 und 37 Abs. 1 IVG in Verbindung mit Art. 33ter AHVG; Art. 34 UVG). Weil der für die Ermittlung einer Überentschädigung massgebende mutmasslich entgangene Verdienst dem hypothetischen Einkommen entspricht, das der Versicherte ohne Invalidität im Zeitpunkt der Überentschädigungsberechnung erzielen würde (BGE 124 V 281 Erw. 1, 123 V 93 Erw. 3b), sind auch die Renteneinkommen der anderen Versicherungen auf dieser zeitlichen Grundlage anzurechnen. ” (le sottolineature sono della redattrice) A ragione quindi l’amministrazione ha imputato nel calcolo della sovrassicurazione la prestazione d’invalidità dell’AI versata dall’amministrazione al momento del ricalcolo medesimo, comprendente cioè l’adeguamento al rincaro concesso successivamente alla prima erogazione della prestazione, dovendosi considerare tale aumento quale parte integrante della rendita medesima ai sensi dell’art. 36 cpv. 2 e 37 cpv. 1 LAI. Del resto, nella risposta di causa del 1. marzo 2017, la Fondazione convenuta ha pure proceduto a – correttamente - ricalcolare la prestazione a favore dell’assicurato, correggendo il salario annuo presumibile da imputare e meglio adeguando lo stesso (di fr. 95'500.--) al rincaro nel frattempo maturato (utilizzando il LIK-calcolatore del rincaro della Confederazione svizzera, 2006-2016) ottenendo il nuovo importo di fr. 96'596.-. Tale correzione, a favore dell’assicurato, risulta ineccepibile (cfr. anche doc. 1) e opportuna al fine di pareggiare le varie posizioni da computare. In effetti, come anticipato al consid. 2.5, s econdo la giurisprudenza federale, con “guadagno presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP 2, si deve in particolare intendere il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del sovrindennizzo (DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con riferimenti; cfr. DTF 124 V 281), considerando in particolare l’ultimo guadagno percepito prima dell’insorgenza del danno alla salute e, quindi adeguandolo al rincaro, se del caso facendo capo all’indice nazionale dei prezzi al consumo (Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 12, pag. 384). Il calcolo della prestazione si presenta quindi correttamente come segue: Guadagno presumibile (inizio dell’invalidità)           fr. 95'550.00 Salario con adattamento sino al 2016                    fr. 96'596.00 90% di questo salario                                              fr. 86'936.40 Prestazioni imputabili ./. rendita invalidità AI per l’assicurato                    fr. 28’200 Differenza massima compensabile                         fr.  58'736.40 Ritenuto dunque che l'importo complessivo delle rendite AI e LPP percepibili dall’assicurato superano ampiamente il 90% del salario lordo perso, si è effettivamente di fronte ad un caso di sovrassicurazione e quindi a ragione la rendita d'invalidità LPP deve essere ridotta sino a concorrenza della differenza massima compensabile di fr. 58'736.40 annui appunto. 2.8.   Per quanto concerne inoltre la pur velata censura dell’assicurato per il quale la conclusione degli studi del figlio nemmeno configurerebbe un motivo per procedere al ricalcolo della sovrassicurazione, considerato come la differenza tra la rendita dell’AI versata sino al gennaio 2015 (fr. 2'150.--) e quella riconosciutagli successivamente (fr. 2'350.--) non attingerebbe il 10% (ma solo il 9.3%) previsto dalla giurisprudenza per procedere ad un nuovo calcolo della sovrassicurazione, la stessa si appalesa infondata oltre che inopportuna. L’attribuzione o, come in concreto, la soppressione di una rendita per i figli costituiscono a non averne dubbio modifiche sostanziali ex art. 24 cpv. 5 OPP 2, disposizione che autorizza, come detto, l’istituto di previdenza a rivedere il calcolo della sovrassicurazione e, se del caso, ad introdurre le conseguenti riduzioni delle prestazioni, nel caso la modifica dei fattori comporti una differenza di almeno il 10% (cfr. consid. 2.3. e 2.4; cfr. anche DTF 9C_865/2008 del 30 dicembre 2008 consid. 2.3; cfr. pure l’art. 5.2 cifra 5 del Regolamento per il quale la Fondazione può riesaminare in qualsiasi momento detto calcolo se i rapporti subiscono variazioni “significative”, concetto che rientra nel disposto legale di cui all’art. 24 cpv. 5 OPP2; cfr. consid. 2.4). Nella fattispecie, con la conclusione degli studi del figlio __________ l’assicurato ha avuto una diminuzione delle entrate avendo cessato di percepire la rendita AI a favore dello stesso (di fr. 940.--  mensili; cfr. doc. H) così come l’assegno familiare (di fr. 250.-- al mese; cfr. doc. E). Appare quindi manifesto che sia subentrata una modifica considerevole ai sensi dei disposti legali e regolamentari che legittimava (rispettivamente imponeva) una nuova verifica della sovrassicurazione. Non è quindi l’adattamento al rincaro della prestazione di invalidità dell’AI a giustificare un riesame del calcolo della sovrassicurazione con effetto dal 1. novembre 2016, ma piuttosto la riduzione delle prestazioni del primo pilastro con decadenza della rendita per figli a favore del figlio _________. Ma a prescindere da questa considerazione, anche volendo considerare appena data l’esistenza di una modifica importante ai sensi dell’art. 24 cpv. 5 OPP2 e art. 5.2 cifra 5 del Regolamento (passando la rendita versata dalla Cassa da fr. 4'406.25 a fr. 4'894.70, con aumento di circa l’11%; doc. E e doc. IV), va detto che in ogni modo nulla dovrebbe avere da eccepire l’attore se si considera che il ricalcolo della prestazione gli risulta favorevole poiché gli attribuisce una prestazione maggiore. 2.9. 2.9.1.   L’assicurato sembra inoltre vagamente pretendere che la cassa non abbia proceduto al rincaro della prestazione a suo favore. Ora, occorre premettere che per l’art. 5.6. del Regolamento della convenuta: " Art. 5.6 Anpassung der Renten an die Preisentwicklung Laufende Renten werden im Rahmen der finanziellen Möglichkeiten der Stiftung an die Preisentwicklung angepasst. Der Stiftungsrat entscheidet jährlich darüber ob und in welchem Ausmass die Renten angepasst werden. Die Stiftung erläutert diese Beschlüsse in ihrem Jahresbericht oder in ihrer Jahresrechnung." La normativa legale prevede, secondo l’art. 36 LPP, quanto segue: " 1 Dopo tre anni di decorrenza, le rendite per superstiti e di invalidità sono adeguate all’evoluzione dei prezzi fino al compimento dell’età ordinaria di pensionamento, conformemente alle prescrizioni del Consiglio federale. 2 Le rendite per superstiti e d’invalidità che non devono essere adeguate all’evoluzione dei prezzi secondo il cpv. 1 e le rendite di vecchiaia sono adeguate all’evoluzione dei prezzi nei limiti delle possibilità finanziarie dell’istituto di previdenza. L’organo paritetico o l’organo supremo dell’istituto di previdenza decide di anno in anno se e in quale misura le rendite debbano essere adeguate. 3 L’istituto di previdenza presenza nel suo conto annuale o nel suo rapporto annuale le decisioni di cui al cpv. 2. 4 L’art. 65d cpv. 3 lett. b è applicabile agli adattamenti all’evoluzione dei prezzi che l’organo paritetico dell’istituto di previdenza decide tenuto conto della situazione finanziaria dell’istituto medesimo." Inoltre, per l’art. 1 dell’Ordinanza sull’adeguamento delle rendite superstiti e invalidità all’evoluzione dei prezzi " 1 Le rendite superstiti e invalidità che decorrono da tre anni saranno adattate per la prima volta all’evoluzione dei prezzi all’inizio dell’anno civile seguente. 2 Il tasso d’adeguamento corrisponde a quello dell’indice svizzero dei prezzi al consumo del mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il mese di settembre precedente l’anno in cui avviene l’adeguamento . L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali pubblica il tasso d’adeguamento." L’art. 36 LPP configura una disposizione minima ai sensi dell’art. 6 LPP (in relazione con l'art. 49 LPP) ed è applicabile unicamente all’assicurazione obbligatoria in vigore dal

1. gennaio 1985, mentre nell’ambito della previdenza pre o sovraobbligatoria non vi è nessun obbligo di adeguamento. Inoltre, una rendita che si basa su un capitale previdenziale accumulato precedentemente al 1985 non deve essere adeguata al rincaro secondo l’art. 36 LPP (DTF 130 V 83, 127 V 264 consid. 2 e riferimenti; 117 V 166ss; STF B 52/06 del 19 aprile 2007, B 99/03 dell’11 aprile 2005; SVR 2000 BVG n. 12 p. 58; Stauffer, Die berufliche Vorsorge; Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherugsrecht, Zurigo 1996, p. 52; SZS 1995 p. 99; AJP 2001 p. 1441). I cpv. da 2 a 4 si applicano anche alla previdenza più estesa (cfr. art. 49 cpv. 2 cifra 5 LPP). Mentre quindi prima della

1. revisione della LPP l’indicizzazione delle rendite della previdenza professionale più estesa era sottoposta al libero apprezzamento delle casse (DTF 127 V 264), dal 1. gennaio 2005 deve avere luogo “ nei limiti delle possibilità finanziarie dell’istituto di previdenza ”. Il legislatore ha quindi voluto costringere gli istituti di previdenza a utilizzare il margine di manovra finanziaria di cui dispongono per adattare le rendite al rincaro (Stauffer, op. cit. p. 340; STF 9C-140/2009 del 2 novembre 2009). Nel caso in cui l’organo di controllo competente dell’istituto di previdenza arriva alla conclusione che le possibilità finanziarie dell’istituto permettono l’indicizzazione delle rendite, questa deve avvenire per l’anno in questione (Kahil-Wolff, in: Commentaire LPP et LFLP, Berna 2010, all’art. 36 n. 7-9). D’altra parte l’istituto di previdenza non è tenuto ad adattare le prestazioni regolamentari fintantoché la rendita legale minima, incluso l’adattamento al rincaro, non ha raggiunto l’importo della rendita regolamentare (principio dell’imputazione; DTF 127 V 264; STF 9C-798/2007 del 6 dicembre 2007; SZS 2003 p. 433; cfr. anche Kahil-Wolff, op. cit, all’art. 36 n. 5). Inoltre l’adattamento è dovuto solo nei limiti della sovrassicurazione (DTF 123 V 204 e 212). Rendite della previdenza sovraobbligatoria che non sono toccate dall’indicizzazione obbligatoria e per le quali è previsto un adeguamento al rincaro regolamentare, possono venire aumentate secondo valori mediani, mentre che non è necessaria un’indicizzazione secondo l’effettivo aumento salariale degli assicurati attivi (SZS 1995 p. 99; 1996 p. 250). 2.9.2.   Nel caso concreto, se conformemente al disciplinamento appena citato, deve essere ammesso che esiste di principio il diritto all’adeguamento al rincaro della parte di rendita relativa (anche) alla previdenza sovraobbligatoria, l’esistenza o meno delle condizioni regolamentari per procedere all’adattamento al rincaro della prestazione può restare in casu aperta, considerato come in ogni modo, come noto, nel caso dell’assicurato è dato un caso di sovrassicurazione che fa in modo che a fronte di una rendita teorica di fr. 85'995 annui (fr. 7'166.25), pari al 90% del salario annuo determinante (art. 3.1.1. del Regolamento 1998; cfr. doc. D), l’assicurato abbia diritto a riceverne “soltanto” una di fr. 58'736.40 annui per effetto della sovrassicurazione. In queste condizioni, essendo peraltro pacificamente ammesso che l’attore percepisce una prestazione regolamentare che è ampiamente maggiore della rendita legale minima, incluso l’adattamento al rincaro (cfr. il principio dell’imputazione; DTF 127 V 264; SZS 2003 p. 433) ed essendo per la giurisprudenza l’adattamento al rincaro dovuto solo nei limiti della sovrassicurazione (DTF 123 V 204 e 212), nessun adattamento al rincaro è dovuto a favore dell’assicurato. Sia detto in ogni modo in via abbondanziale che l’attore ha in concreto beneficiato dell’adattamento al rincaro in misura indiretta visto che l’amministrazione ha, come detto, proceduto al ricalcolo della sovrassicurazione dopo aggiornamento del valore del salario annuo determinante sino al 2016, fattore questo che indirettamente garantisce anche l’adeguamento della prestazione che ne risulta. 2.10.   Ineccepibile, in quanto avvenuto nel pieno rispetto dell’illustrata normativa legale e regolamentare, risulta pertanto il calcolo effettuato dalla Fondazione che ha concluso per una prestazione a favore dell’assicurato ridotta di complessivi fr. 4’894.70 mensili e fr. 58'736.40 annui. Conforme al citato disciplinamento della legge e del regolamento e pacifica, per quanto esposto sopra, è in ogni modo l’applicazione del limite legale e regolamentare di sovrassicurazione del 90%. Né del resto questa Corte ha motivo per scostarsi dalle altre cifre indicate dalla convenuta in forza, anche, del margine di apprezzamento sul quale dispone il giudice e del fatto che l’assicurato non ha formulato in merito alcun altra censura specifica (DTF 123 V 93 consid. 3b; STFA B 21/99 del 24 gennaio 2000). Al proposito va a titolo abbondanziale ribadito che, come detto, il concetto di indebito profitto di cui all'art. 34 cpv. 2 LPP coincide con quello di sovrindennizzo di cui all’art. 45bis LAI per il quale dopo la realizzazione del rischio assicurato l’avente diritto non deve trovarsi in una situazione finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento assicurato (Maurer, op. cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e). Di conseguenza le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento del danno concretamente intervenuto (Peter, op. cit., p. 195). Non è pertinente, infine, nemmeno il richiamo dell’attore al fatto che in occasione del riesame della prestazione con effetto dal 1. novembre 2011 la fondazione avesse imputato nel calcolo della sovrassicurazione la prestazione d’invalidità AI iniziale (ossia di fr. 2'150.-- mensili), considerato come in effetti l’adeguamento al rincaro della medesima prestazione sia avvenuto, come detto, solo successivamente, con effetto dal gennaio 2015. Non risulta rilevante, infine, nemmeno il richiamo giurisprudenziale dell’attore a RAMA 2/1973 (doc. O), ove si osservi che tale estratto conferma semmai il dianzi illustrato principio dell’adeguamento al rincaro dal salario presumibilmente perso sino al momento in cui la questione del sovrindennizzo si pone (cfr. consid. 2.5 e 2.7). Di conseguenza, la petizione dell’assicurato, intesa ad ottenere l’aumento della prestazioni di invalidità del 2 pilastro, va respinta. Come da precedenti comunicazioni della Fondazione e dalla risposta di causa del 1. marzo 2017, l’assicurato ha diritto al versamento di una rendita di invalidità della previdenza professionale di fr. 4'894.70 mensili e fr. 58'736.40 annui. Tale calcolo della prestazione, effettuato con validità dal 1. novembre 2016, resterà valido sino ad un nuovo calcolo della sovrassicurazione in occasione di una nuova modifica delle circostanze e dei parametri di calcolo che integri gli estremi di cui all’art. 24 cpv. 5 OPP 2 e art. 5.2 del Regolamento (cfr. sopra consid. 2.3, 2.4). 2.11.   Essendo la presente procedura gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP in relazione all’art. 20 cpv. 1 LPTCA), all’attore, sebbene soccombente, non sono accollate tasse e spese di giustizia. Per questi motivi dichiara e pronuncia

1.   La petizione è respinta . È accertato il diritto di AT 1 ad una rendita d’invalidità della previdenza professionale di fr. 4’894.70 mensili a far tempo dal 1 novembre 2016.

2.   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente                                                          Il segretario Daniele Cattaneo                                                 Gianluca Menghetti