Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Incarto n.17.2016.106
17.2016.113
Locarno
24 ottobre 2016/mi
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
La Corte di appello e di revisione penale
composta dai giudici:
Giovanna Roggero-Will, presidente,
Damiano Stefani e Giovanni Celio
segretaria:
Cristina Maggini, vicecancelliera,
sedente per statuire nella procedura dappello avviata con annuncio del 5 ottobre 2015 da
AP 1
contro la sentenza emanata nei suoi confronti il 30 settembre 2015 dalla Pretura penale di Bellinzona (motivazione scritta intimata il25 maggio 2016)
richiamata la dichiarazione di appello 9 giugno 2016;
denuncia mendace
per avere, a Camorino e Locarno, il 20 e il 21 novembre 2012, denunciato allautorità __________, che sapeva essere innocente, come colpevole di un crimine, subordinatamente di un delitto, per provocare contro di essa un procedimento penale, e meglio per avere dichiarato nel verbale di polizia 20 novembre 2012 e il giorno successivo per il tramite del proprio patrocinatore, che __________, il 21 ottobre 2012, lo aveva investito con lautovettura provocandogli lesioni intenzionali gravi, subordinatamente semplici, quando in realtà era stato lui ad urtare intenzionalmente tale veicolo;
reato previsto dallart. 303 cifra 1 CP, richiamato lart. 42 cpv. 1 CP
e ne ha proposto la condanna alla pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da fr. 30.- ciascuna, corrispondenti a complessivi fr. 900.-;
Con decisione del 23 agosto 2016, la Presidente di questa Corte ha accolto parzialmente le domande di prove, ammettendo tutte quelle relative alla documentazione, ma respingendo quelle di audizione dei testi.
Con allegato spontaneo del 13 ottobre 2016, laccusato ha contestato le argomentazioni dellaccusa, ribadendo alcuni concetti esposti in precedenza.
Egli studia allUniversità della Svizzera italiana, facoltà di economia, e abita con i genitori. E celibe e non ha figli.
Vive, a suo dire, grazie al sostegno finanziario dei facoltosi genitori, nonostante risulti proprietario di numerosi appartamenti (almeno 24) ed immobili ad __________ e, uno, a __________. Quale giustificazione, considerato che gli introiti degli affitti di queste proprietà sono indubbiamente importanti, egli ha addotto il fatto di non incassare direttamente gli affitti, visto che è il padre che si occupa della loro gestione.
Tutte le proprietà sono state acquisite nel 2014, quindi dopo lultima tassazione agli atti, ad eccezione di quella di __________, la casa di famiglia, che il padre gli ha ceduto nel 2012.
Nel 2012/2013 lappellante aveva, tra gli altri hobbies, quello del Parkour, una disciplina che consiste nel superare ostacoli urbani con destrezza.
Non ha precedenti penali.
Per meglio contestualizzare quanto avvenuto, è necessario premettere che AP 1 e laccusatrice privata avevano, a quei tempi, concluso da tre mesi la loro storia sentimentale, iniziata tre anni prima, e la ragazza aveva incominciato a frequentare __________. La fine della relazione aveva, come purtroppo spesso accade, fatto soffrire almeno una delle parti. In questo caso AP 1, che, oltre a star male, puntava per un ricongiungimento (PG __________ del 21 ottobre 2012, AI 8, pag. 2 seg.; PG __________ del 21 ottobre 2012, AI 8, pag. 3; __________ del 21 ottobre 2012, AI 8, pag. 3 che ha riferito che qualche istante prima dei fatti le aveva dettosenza di lei non posso stare).
Quel giorno AP 1 voleva parlare allaccusatrice privata per ottenere dei chiarimenti in merito alla loro relazione, ma non era riuscito ad incontrarla. Tantè che aveva sentito una cara amica dellaccusatrice privata, che si trovava al bar __________ di Locarno in compagnia di __________, e le aveva raggiunte per parlare dellex.
Laccusatrice privata, spaventata dallaccaduto, ha proseguito per un centinaio di metri con la vettura, per poi cedere il volante a __________. Poco dopo i due sono stati fermati da una pattuglia della polizia a Minusio, su via San Gottardo, mentre erano, a loro detta, intenzionati a tornare sul luogo dellinfortunio.
Dal canto suo, AP 1 è stato subito soccorso e poi trasportato in ambulanza allospedale. A seguito dellincidente, egli ha subito la rottura della clavicola e riportato delle escoriazioni al ginocchio destro.
Basti citare__________, testimone oculare dei fatti, che ha dichiarato daver notato AP 1 correre a gran velocità sotto i portici, in direzione di Via Ramogna fino a quando, sbucato su Via delle Monache, è andato ad urtare la vettura, che aveva già preso velocità in previsione di affrontare la salita, sulla fiancata sinistra. Proprio per questo, a detta della signora __________, per la Porsche era impossibile evitare la collisione (PG __________ del 31 ottobre 2012, AI 8, pag. 2 seg.). A queste osservazioni la teste ha aggiunto, da un lato che, a suo avviso, se il ragazzo avesse camminato normalmente, avrebbe notato che in quel momento stava transitando lauto, e, dallaltro, che questultima circolava ad una velocità non adatta alle circostanze (PG __________ del 31 ottobre 2012, AI 8, pag. 2 seg.).
I riscontri oggettivi non sono, dunque, compatibili con la tesi del qui appellante, mentre lo sono con la descrizione dei fatti fornita da __________ e __________.
Con riferimento alle accuse di lesioni, gravi o semplici, intenzionali o colpose che possano essere state, la CRP ha rilevato come le dichiarazioni delle due persone a bordo della Porsche sono conciliabili con la documentazione fotografica, sicchéLa collisione avvenuta tra la Porsche bianca e AP 1è da ascrivere in misura decisiva al comportamento sconsiderato, irragionevole e antigiuridico del querelante/denunciante, il quale si è messo a correre per cercare di pararsi davanti allautomobile sbarrando la strada, ma non ha fatto a tempo a raggiungere limbocco di Via delle Monache prima dellarrivo della vettura. Egli è andato ad impattare dapprima contro il parafango anteriore sinistro, e poi sul tetto, terminando a terra oltre la fiancata destra della Porsche.(decisione CRP 12 agosto 2013, inc. 60.2013.79, consid. 3.4, pag. 9).Per la Corte, quindi, la causa prima e principale di quanto avvenuto, e dunque anche la causa naturale ed adeguata delle lesioni subite dal qui imputato, è stato proprio il suo agire. Per contro, __________:non ha compiuto alcuna manovra atta a mettere in pericolo lincolumità di un pedone che si comporti correttamente nel contesto della circolazione stradale: dopo aver lasciato attraversare dei pedoni sulle strisce pedonali posizionate pochi metri prima il punto di collisione che qui interessa, si è avviata in direzione di Via delle Monache, senza cercare di investire AP 1 e senza dover immaginare il di lui arrivo di corsa, da sotto i portici e direttamente verso la vettura. Se poi, anche solo per ipotesi, si volesse dar seguito a quanto sostenuto nel reclamo, ovvero che __________ abbia accelerato, tale aspetto appare logico, dovendo iniziare una ripida salita.(decisione CRP 12 agosto 2013, inc. 60.2013.79, consid. 3.4, pag. 9 seg.).
A proposito delle imputazioni dinosservanza dei doveri in caso di incidente e di omissione di soccorso, la CRP (decisione CRP 12 agosto 2013, inc. 60.2013.79, consid. 4.4, pag. 12),ha concluso che, anche volendo ipotizzare un comportamento negligente o addirittura doloso da parte di __________ e/o __________ nel lasso di tempo immediatamente seguente la collisione di AP 1 con il loro automezzo, essi non sarebbero punibili in applicazione dellart. 15 CP. In effetti, per la Corte, lintento di sottrarsi alle conseguenze di un eventuale atteggiamento minaccioso di terzi, è certamente un valido motivo che giustifica lallontanamento dal luogo di un incidente. Esso prevale sul dovere di assistenza cui si richiamano gli art. 128 CP e 92 LCStr (DTF 101 IV 333 consid. 4b; STF 6B_82/2013 del 24 giugno 2013 consid. 3).
La sentenza della CRP è passata incontestata in giudicato e, pertanto, essa, unitamente al decreto di non luogo a procedere, è diventata definitiva.
Nel corso della procedura a carico del qui imputato, le parti sono giunte ad un accordo a seguito del quale i denuncianti hanno ritirato le loro querele. Tuttavia, essendo il reato di denuncia mendace (art. 303 CP) perseguito dufficio, listruttoria ha continuato il suo corso in merito a questa imputazione, concludendosi con il decreto daccusa del 18 marzo 2014.
Denuncia mendace
Dal profilo oggettivo la realizzazione del reato presuppone che una persona innocente venga denunciata allautorità quale autrice di un crimine o di un delitto.Ai fini della realizzazione del reato, sono irrilevanti le modalità di formulazione della denuncia, che può essere scritta o orale, anonima, proposta su iniziativa del denunciante oppure in seguito a domande sottopostegli durante un interrogatorio o una deposizione testimoniale (Delnon/Rüdy, in Basler Kommentar, Strafrecht II, 3a edizione, Basilea 2013, ad art. 303, n.14; Stratenwerth/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil II, 6a edizione, Berna 2008, § 53, n. 8; Donatsch/Wohlers, Strafrecht IV, Delikte gegen die Allgemeinheit, 3a edizione, Zurigo 2004, pag. 369; DTF 132 IV 20 consid. 4.2). Nemmeno è determinante che la persona accusata sia designata in modo preciso, essendo sufficiente che la sua identità sia almeno determinabile dalle circostanze (Dontasch/Wohlers, op. cit., pag. 367; Delnon/Rüdy, in op. cit., ad art. 303 n. 9; Corboz, Les infractions en droit suisse, vol.II, 3a edizione, Berna 2010, ad art. 303, n. 4; DTF132 IV 20 consid. 4.2).Innocente ai sensi dellart. 303 CP è la persona che non ha commesso latto penalmente perseguito. È tale anche la persona nei cui confronti è stata emanata una sentenza di assoluzione passata in giudicato o il cui procedimento penale è sfociato in una decisione di archiviazione (decreto dabbandono o di non luogo a procedere). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, infatti, una decisione anteriore in punto alla colpevolezza del denunciato è di principio (ad eccezione dellesistenza di un motivo di revisione o, nel caso di un decreto di non luogo a procedere, di nuovi e importanti mezzi di prova) vincolante per il giudice chiamato a pronunciarsi sullesistenza del reato di denuncia mendace, ritenuto che la sicurezza del diritto impone che tale decisione non possa più essere messa in discussione in procedimenti successivi (cfr. Dontasch/Wohlers, op. cit., pag. 367 e seg.; Delnon/Rüdy, in op. cit., ad art. 303, n. 11-13; Corboz, op. cit., ad art. 303, n. 13 e segg.;DTF 136 IV 170 consid. 2.1; 72 IV 74 consid. 1; STF 6P.196/2006 del 4 dicembre 2006, consid. 7.2 in cui viene precisato che il giudice può tuttavia nuovamente determinarsi sulla colpevolezza del denunciato se il procedimento a suo carico era stato archiviato solo per motivi di opportunità o in applicazione dellart. 54 CP). Questa soluzione non compromette in alcun modo gli interessi del denunciante che può sempre invocare la propria buona fede (DTF 72 IV 74 consid. 1; STF 6B_600/2010 del 26 novembre 2010, consid. 2.2.; STF 6P.196/2006 del 4 dicembre 2006, consid. 7.2). Il reato di cui allart. 303 cifra 1 cpv. 1 CP è realizzato già con linoltro allautorità della falsa denuncia, indipendentemente dalleffettivo avvio o meno di uninchiesta penale nei confronti del denunciato (cfr. Dontasch/Wohlers, op. cit., pag. 370 e seg.; Corboz, op. cit., ad art. 303, n. 7; Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo 2008, ad. art. 303 n. 9).
Dal profilo soggettivo, il reato di denuncia mendace presuppone intenzionalità. Il denunciante, oltre ad essere a conoscenza della punibilità, dal profilo penale, dei fatti da lui addebitati al denunciato, deve sapere che laccusa da lui formulata è falsa: poco importa se questa consapevolezza di falsità verte sulla commissione del reato in quanto tale o sullidentità dellautore del reato, o su entrambi. Il dolo eventuale non è sufficiente (Corboz, op. cit., ad art. 303, n. 17; Delnon/Rüdy, in op. cit., ad art. 303, n. 27; Stratenwerth/Bommer, op. cit., § 53 n. 20; Donatsch/Wohlers, op. cit., pag. 370 e seg.; DTF 136 IV 170, consid. 2.1; DTF 76 IV 243; STF 6B_420/2012 del 22 ottobre 2012, consid.8.2).Lautore deve inoltre agire con lintento (Absicht) di provocare contro la persona denunciata un procedimento penale. Egli deve dunque volere - o perlomeno accettare leventualità (cosiddettaEventualabsicht) - che la sua denuncia comporti, a carico della persona contro cui è diretta, lavvio di uninchiesta penale (Corboz, op. cit., ad art. 303, n. 17; Stratenwerth/Bommer, op. cit., § 53 n. 21; Donatsch/Wohlers, op. cit., pag. 371; DTF 80 IV 117). Non è al riguardo sufficiente che il denunciante agisca nel mero intento di favorire il prosieguo di un procedimento penale già pendente (cfr. DTF 111 IV 159 consid. 2a; 102 IV 107 consid.3; STF 6S.162/2000 del 20 dicembre 2000, consid.4a; Corboz, op. cit., ad art. 303, n. 17; Delnon/Rüdy, in op. cit., ad art. 303, n. 30).
Dallaltro lato, vi è un decreto di non luogo a procedere (NLP 669/2013 del 28 febbraio 2013), confermato integralmente dalla decisione della CRP del 12 agosto 2013 - emanata su ricorso interposto contro di esso dal qui imputato inc. 60.2013.79)
- che attesta, con accertamenti fattuali dettagliati e concludenti, che la dinamica dellincidente è diametralmente opposta a quella descritta dal qui appellante e che __________ non ha colpe in relazione allincidente ed alle lesioni subite da AP 1.
Come visto, i fatti accertati con una sentenza passata in giudicato e la relativa decisione di non colpevolezza sono, di principio, vincolanti per il giudice chiamato a pronunciarsi sullaccusa di denuncia mendace, a meno che non vi siano i presupposti per una revisione, rispettivamente che il caso sia stato archiviato per motivi di opportunità o in applicazione dellart. 54 CP (STF 6P.196/2006 del 4 dicembre 2006, consid. 7.2).
Contrariamente a quanto sostiene il prevenuto, la realtà giudiziaria ritenuta da chi ha deciso sul non luogo a procedere, è identica a quella che può essere appurata in questa sede, con le conseguenti ripercussioni su ciò che si deve concludere sapesse (o che non poteva non sapere) AP 1 quando ha sporto la denuncia. In effetti, anche rimettendo in discussione tutta la vicenda come chiesto dallappellante, la scrivente Corte, non può che condividere appieno le conclusioni del procuratore pubblico, della CRP e del Pretore penale: le lesioni subite da AP 1 sono state provocate dal suo agire sconsiderato, irresponsabile ed inutilmente autolesionista, che ha trovato spiegazione nella sua incapacità di gestire la delusione damore susseguente al fallimento della sua relazione sentimentale con __________.
La tesi avanzata dal prevenuto, secondo la quale la donna, nel tentativo di evitarlo - dopo averlo visto farle il cenno di fermarsi con le mani una volta ripartita dopo aver lasciato passare i pedoni - lavrebbe involontariamente colpito con la parte sinistra della vettura, scartando verso sinistra, è irrealistica e sconfessata dalle risultanze dinchiesta. In particolare, dal chiaro segno sulla fiancata dellauto (posizionato in mezzo al parafango sinistro, inteso come parte della carrozzeria che sovrasta la ruota anteriore, e con una forma allungata come quella che si può ottenere con un colpo con il ginocchio), piuttosto profondo e non cagionabile con un semplice scarto a sinistra, dalla posizione finale di AP 1 - da lui stesso ammessa, cioè a destra del veicolo - raggiungibile solo con una buona velocità di marcia del pedone, e dalle dichiarazioni dei testi.
Per provocare un danno come quello riscontrato e per passare da una parte allaltra dellautomobile, ci vuole una forza con una direzione perpendicolare a quella di marcia del veicolo. E evidente che se la Porsche non fosse stata in movimento, le chances che un incidente del genere si sarebbe potuto verificare sarebbero state irrisorie, ma è altrettanto evidente che essa non avrebbe potuto, nemmeno con uno stuntman alla guida, danneggiarsi in quel modo investendo un pedone. Già le leggi della fisica e quelle della meccanica automobilistica (con i limiti dello sterzo, che non consentono al veicolo in questione di spostarsi perpendicolarmente) escludono, da sole, largomentazione difensiva.
Nel caso che ci occupa, poi, non va dimenticato che AP 1, il 20 dicembre 2012 (AI 8, pag. 3) ha esplicitamente dichiarato di essersi fermato su via delle Monache e che improvvisamente lauto ha accelerato e lo ha investito. Si tratta di una versione dei fatti ben precisa e molto diversa da quella che la difesa ora richiama e addita come frutto di malinteso. Versione, questultima, che appare essere piuttosto frutto di unelaborata strategia processuale (certamente fine, seppur infruttosa nel suo esito) tendente ad alleggerire la propria posizione penale.
Questa Corte quindi, oltre a dare per assodato che, dal punto di vista oggettivo, il reato è realizzato, non può che accertare che i fatti si sono svolti così come stabilito in prima sede e da tutte le istanze che si sono chinate sulla vicenda.
Irrilevante, a tal proposito, è pure sapere se essi hanno mentito o meno in merito allintenzione di tornare sul posto (invero di primo acchito poco verosimile), poiché la loro scarsa credibilità su questo punto, nulla muterebbe a quella sullo svolgimento dei fatti principali, confermato come detto dai riscontri istruttori e dagli accertamenti oggettivi.
Inoltre, al momento della denuncia i due giovani erano stati sentiti solo una volta, e il secondo interrogatorio è stato effettuato ben 10 mesi dopo, per cui quando ha commesso il reato non vi era neppure stata la possibilità di notare incertezze nelle testimonianze.
Per tacere del fatto che la denuncia è stata fatta per il tramite del suo patrocinatore di quel tempo, sicché lappellante ha avuto tutto il tempo di ragionare su quanto stava facendo e, con ogni evidenza, di discuterne con un avvocato. Cosa che costituisce in indizio in più contro la sua buona fede.
In questo modo, quindi, oltre ad aver denunciato calunniosamente laccusatrice privata, non si è ravveduto manco quando aveva tutti gli elementi a disposizione per essere convinto della falsità delle sue allegazioni (in questo senso DTF 102 IV 103).
Il fatto che il non luogo a procedere e la sentenza della CRP siano posteriori al momento di commissione del reato, è, come detto, irrilevante. In effetti, la formalizzazione giuridica dellinnocenza della denunciata/querelata nulla muta a quanto lautore dellinfrazione sapeva sin dal primo istante.
AP 1 ha dunque agito per dolo diretto.
Essendo anche i presupposti soggettivi dellart. 303 CP realizzati, la condanna per denuncia mendace decretata in prima sede deve essere integralmente confermata. Lappello è di conseguenza respinto.
indennità ex art. 429 CPP
17.Tenuto conto della sua condanna, listanza di indennizzo ex art. 429 CPP, presentata da AP 1 per un importo di fr. 43'332.- (inc. 17.2016.113), va, necessariamente, respinta.
tasse e spese
18.È integralmente ratificata anche lattribuzione di tasse, spese e indennità decisa in prima sede (art. 426 cpv. 1 e 428 cpv. 3 CPP), mentre per quanto riguarda la procedura dappello le tasse e le spese giudiziarie sono poste a carico dellappellante (art. 428 cpv. 1 CPP).
Per questi motivi,
visti gli art. 6, 10, 80, 81, 84, 139, 348 e segg., 379 e segg., 398 e segg., 406, 429 CPP,
303 cifra 1 CP;
nonché, sulle spese e sulle ripetibili, lart. 428 CPP e la LTG rispettivamente il Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio dufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,
dichiara e pronuncia:
Di conseguenza:
per avere, a Camorino e Locarno, il 20 e il 21 novembre 2012, denunciato allautorità __________, che sapeva essere innocente,
e meglio per avere dichiarato nel verbale di polizia 20 novembre 2012 e il giorno successivo per il tramite del proprio patrocinatore, che __________, il 21 ottobre 2012, lo aveva investito con lautovettura provocandogli lesioni intenzionali gravi, subordinatamente semplici, quando in realtà era stato lui ad urtare intenzionalmente tale veicolo;
1.2.AP 1 è condannato alla pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere di fr. 30.- cadauna, per un totale di fr. 300.- (trecento).
- tassa di giustizia fr. 1'500.-
- altri disborsi fr. 200.-
fr. 1'700.-
sono posti a carico di AP 1.
Per la Corte di appello e di revisione penale
La presidente La segretaria