Sachverhalt
Come da lui stesso ammesso, nonostante il matrimonio, PC 1 era costantemente alla ricerca di relazioni extraconiugali con altre donne, che per lui erano e dovevano rimanere di mera natura sessuale.
Nell'ambito della sua incessante attività di presa di contatto con potenziali nuove partners attraverso siti internet specializzati, la vittima è incappata nell'imputata tramite il portale Badoo, chat alla quale entrambi si erano iscritti (lei con il nick name "__________", lui con quello di __________) per fare conoscenze: il primo, in linea con la sua impostazione di vita, con il solo fine di avere esperienze sessuali, la seconda, a suo dire, per trovare persone con cui migliorare le conoscenze della lingua tedesca, che aveva iniziato ad apprendere con un corso.
Ben presto, dopo una prima serie di approcci sulla chat, rigorosamente in tedesco nonostante le evidenti difficoltà della prevenuta ad esprimersi, i due si sono scambiati i rispettivi numeri di telefono ed indirizzi e-mail per continuare a comunicare in privato.
Una quindicina di giorni dopo i primi contatti, a inizio marzo 2009, le parti si sono incontrate a __________ per una cena. Durante questa prima serata non vi sono stati approcci di natura sessuale ma la stessa si è conclusa con un bacio al momento del congedo. Nemmeno al secondo incontro, nonostante i due si siano ritrovati con addosso solo labbigliamento intimo, vi è stato un rapporto completo. Questo è stato consumato per la prima volta circa un mese dopo (verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 3; PS PC 1 4.11.2009, allegato 1 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pagg. 3 seg.).
Il
1. maggio 2009 vi sono state le prime discussioni tra le parti, scaturite da una visita da parte della prevenuta ad una sua amica di Zurigo che doveva partorire. In effetti, a detta della donna, lei e il compagno avevano organizzato un incontro che però non era riuscito, cosa che ha portato ad un litigio tra loro. Quale reazione, il 3 maggio 2009, AP 1 ha inviato una email a PC 1 chiedendogli scusa per quanto accaduto e dando la colpa al fatto che le sue scarse conoscenze linguistiche le avevano impedito di comprendere cosa egli le stesse dicendo. Questo scritto è stato prodotto in occasione dellinterrogatorio iniziale della donna con delle modifiche da lei personalmente effettuate, e meglio con la sostituzione non del tutto casuale del suo pseudonimo __________ nel mittente, con il suo nome vero e con laggiunta del nome PC 1 allindirizzo anonimo del destinatario (__________; PP AP 1 13.10.2009, AI 9, all. C; PG AP 1 4.09.2009, AI 19). Richiesta di spiegare il perché di questa contraffazione, la prevenuta non ha saputo dare risposta, limitandosi ad un generico quanto insufficiente per una questione personale (verbale dib. dappello, pag. 4), per poi precisare che con questo scritto voleva comunicare al compagno di essere intenzionata ad interrompere la relazione (verbale dib. dappello, pag. 2). I contenuti del testo smentiscono tuttavia questa dichiarazione e la cattiva conoscenza della lingua non consente comunque di concludere diversamente, essendo i termini usati ben precisi e comunque molto lontani da quelli che si sarebbero utilizzati in caso di rottura.
In seguito le relazioni tra i due membri della coppia sono continuate in maniera piuttosto regolare, ma tra alti e bassi, dovuti soprattutto al fatto che l'unico scopo perseguito dall'uomo era quello, apertamente dichiarato, di avere rapporti intimi senza alcun tipo di coinvolgimento sentimentale e senza alcuna intenzione di rinunciare alla propria famiglia, mentre limputata ambiva a qualcosa di più (verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 4).
Proprio queste divergenze, uscite dopo il quarto incontro, verosimilmente nella prima metà di luglio, quando AP 1 ha scritto per sms all'uomo lamentandosi del fatto che tutti la usavano per il sesso e che era stufa, hanno portato ad una prima rottura. PC 1, dopo aver nuovamente chiarito che in effetti lui non voleva andare oltre una relazione fisica, avendo famiglia, si è sentito messo sotto pressione e i contatti tra i due si sono interrotti per un paio di settimane (PS PC 1 4.11.2009, allegato 1 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 5). Limputata sostiene di essere stata invece lei a voler chiudere la storia, a causa dei grossi problemi linguistici che rendevano la comunicazione tra loro, soprattutto a livello orale, molto difficoltosa (verb. dib. dappello, pag. 2)
La coppia si è incontrata, durante il periodo della relazione e prima dei fatti qui in discussione, poche volte, circa 5. I rapporti sessuali, prima del 4 agosto 2009, sono stati 3 (o 4), l'ultimo dei quali dovrebbe essere avvenuto nelle prime due settimane di luglio (verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 3; verb. dib. dappello, pag. 6).
Sin dai primi momenti - visto il tenore dei messaggi, il tedesco stentato con cui erano scritti, identico a quello con cui AP 1 si esprimeva, e il fatto che linterlocutore era a conoscenza di avvenimenti personali della donna - l'uomo ha avuto il sospetto che dietro allo pseudonimo si celasse proprio la prevenuta, che aveva adottato questo espediente per metterlo alla prova e controllarlo, al fine di dimostrare che lui era alla ricerca di altre partner, come lei gli rinfacciava. A fomentare un simile convincimento aveva pure contribuito la tempistica ravvicinata delle prese di contatto da parte di __________, rispetto ai messaggi della AP 1 con i quali lo accusava proprio di essere sempre a caccia di altre donne.
PC 1 ha tentato a più riprese di fare ammettere alla prevenuta di essere lei a scrivergli dietro lo pseudonimo di __________, ma questa ha sempre negato, ipotizzando tuttavia che potesse trattarsi del suo ex marito (PS PC 1 4.11.2009, allegato 1 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 4; verb. dib. dappello, pag. 5).
Come da schema classico in queste situazioni, gli interlocutori si sono scambiati, nonostante i sospetti sulle intenzioni di __________, i numeri di cellulare. PC 1 ha registrato nella sua rubrica quello di questultima (_________) sotto il nome "__________".
4.Verso fine luglio-inizio agosto, le parti si sono nuovamente messe in contatto dopo la breve interruzione di cui si è detto prima.
A detta di PC 1, l'imputata gli avrebbe assicurato di non essere più arrabbiata e che, contrariamente a quanto gli aveva rimproverato in precedenza, non le dava più fastidio incontrarsi solo ogni 5/6 settimane (PS PC 1 4.11.2009, allegato 1 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 5).
Nei messaggi che si sono scritti da quel momento, il tema del sesso ha assunto un ruolo importante, per non dire predominante, e la donna, alla quale l'uomo aveva già a suo tempo raccontato tutte le sue fantasie sessuali, gli avrebbe detto che al prossimo incontro sarebbe stata disposta a fare tutto quel che lui desiderava, compreso il sesso anale (PS PC 1 4.11.2009, allegato 1 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 5).
5.Il 4 agosto 2009 AP 1 e PC 1, che si trovava a __________ per lavoro, hanno avuto un intenso scambio di sms. L'imputata ha proposto alla vittima di trovarsi da lei, sul posto di lavoro, al bar __________ di Arbedo, alle 16:00, invito che lui ha declinato non volendo farsi vedere in quel locale, a lui sconosciuto, con lei (verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 8). Egli, quindi, secondo le sue dichiarazioni, avrebbe detto all'ex amante che sarebbe passato a casa sua.
In relazione allappuntamento, la prevenuta ha dichiarato che, dopo essere stato programmato per le 15:00, sempre al bar __________, lui, allultimo momento, le avrebbe detto che non poteva passare e lei gli avrebbe risposto che andava bene così perché tanto quello che doveva dirgli glielo aveva già scritto per messaggio (verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 8)
In totale gli sms scambiati tra le parti dal mattino sino al loro incontro è di 40 (AI 28).
6. AP 1(PG 4.09.2009, AI 19) ha dichiarato che terminato il turno, era intenzionata ad andare a prendere la figliola all'__________, quando, improvvisamente, le sarebbero venute le mestruazioni e avrebbe pertanto deciso di andare prima a casa a cambiarsi. Entrata nel suo appartamento, essendo di fretta, si è recata subito in bagno per fare una doccia senza chiudere la porta d'entrata. Mentre si stava rivestendo, dopo aver finito di lavarsi, ha sentito suonare il campanello. Nemmeno il tempo di mettere una maglietta e un paio di jeans, che ha trovato PC 1 già in casa. Non aspettandolo gli ha chiesto che cosa facesse lì e lui ha risposto che lei lo sapeva. Poi l'ha presa improvvisamente per le braccia, l'ha fatta sedere sul divano, le si è seduto sopra e ha iniziato a baciarla, toccarla leccarla, mentre lei diceva "no no" e gli spiegava che aveva il ciclo (PG AP 1 4.09.2009, AI 19, pag. 4). Poi l'ha trascinata in bagno tenendole un braccio intorno al collo e, al tentativo di lei di divincolarsi, l'ha spinta in avanti facendola cadere prona sulla vasca, ordinandole di togliersi l'assorbente interno altrimenti lo avrebbe fatto lui. Fatto questo, lha quindi penetrata, a suo dire contro la sua volontà, in vagina da tergo.
La donna, sempre secondo il suo racconto agli inquirenti, è successivamente finita per terra, dopo che lui le ha spalmato del sangue mestruale su tutto il corpo, viso compreso. In seguito laccusatore privato l'ha ammanettata ad un polso con delle manette che aveva con sé e l'ha trascinata, strattonandola anche per i capelli, in stanza da letto, per poi ammanettarla con entrambe le mani alla testata dello stesso. Le ha affondato la testa nel cuscino, ha preso della crema della figlia, l'ha spalmata sull'ano e l'ha così penetrata facendole molto male. Una volta terminato, è andato in bagno per dopo tornare in stanza, toglierle le manette e lasciare l'appartamento.
AP 1 ha asserito di essere rimasta pietrificata sino a quando non è stata chiamata al telefono dalla scuola della figlia per farle presente che era in ritardo. A questo punto, ella, sempre secondo la sua descrizione dei fatti, ha pulito velocemente tutto ed è corsa in auto all'istituto, incappando in un controllo della velocità all'andata ed in uno al rientro (AI 17).
7. PC 1ha riconosciuto di avere avuto quella sera un rapporto sessuale prima vaginale e poi anale con la prevenuta, ma ha descritto tutta la vicenda in maniera completamente diversa. Egli ha in effetti dichiarato non solo che la donna era consenziente, ma che addirittura era lei ad avere voluto fare tutto.
A suo dire il 4 agosto 2009, alle ore 15:00 egli aveva già finito di lavorare e si trovava nei paraggi di Bellinzona, in attesa di incontrare AP 1. Non volendolo fare al bar __________, ha girovagato un po in auto, aspettando lsms con il quale erano rimasti d'accordo che lei gli avrebbe dovuto segnalare di essere arrivata a casa. Verso le 16:00, quando egli si trovava alla stazione di Giubiasco, questo messaggio gli è poi giunto e lui è subito partito per Monte Carasso. Arrivato a casa della donna, ha parcheggiato ed è salito. Dopo aver suonato invano al campanello un paio di volte, è sceso fuori dal palazzo per fumare una sigaretta nell'attesa. Poi è tornato all'auto per scriverle un nuovo sms dal tenoresono qui sotto, al quale ella ha subito rispostoanch'io, così che egli è salito nell'appartamento, nel quale è entrato dopo aver suonato un'altra volta, alle 16:30 circa (PS PC 1 4.11.2009, allegato 1 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 12). I due si sono incontrati nell'atrio, hanno bevuto qualcosa insieme, iniziando ben presto a baciarsi e toccarsi. AP 1 lo ha informato di essere indisposta, asserendo che tuttavia questo non era un problema. Essi sono quindi andati in bagno, dove c'è stata una penetrazione vaginale.
A detta di PC 1(...) AP 1 non era come le altre volte non la riconoscevo neppure, mi sembrava strana, ero anche scettico, mi proponeva di fare di tutto, tutto quello che desideravo fare, anche quando ero sdraiato nudo sul letto mi si è seduta sopra e mi ha detto di penetrarla analmente, proposta veramente strana e mai pensato che mi sarebbe giunta da lei. Io nei momenti prima la interrogavo, quando mi diceva di provare tutto, la interrogavo con lo sguardo perché ero veramente stranito da questo cambiamento di AP 1(verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 10). Addirittura lui, vedendola così strana, aveva pensato che avesse consumato stupefacenti (verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 11).
Una volta nel letto, la donna si è lasciata penetrare analmente. Proprio in occasione di questa pratica lui ha dichiarato di aver pensato di averle fatto male, perché ha visto del sangue proveniente dall'ano. Glielo ha fatto notare ma lei ha risposto che non faceva nulla. Lui ha continuato ancora per un po' ma poi ha smesso e si è sdraiato sul letto.
Durante tutto il rapporto del 4 agosto 2009, PC 1 non ha mai costretto la partner a fare nulla, non ha usato violenza su di lei; ella, dal canto suo, non ha mai detto di no, ma era anzi euforica e non ha mai pianto (verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 12).
Egli non è stato in grado di dire se proprio quel giorno ha legato per i polsi la AP 1; in ogni caso ha dichiarato che se ciò è avvenuto è stato con una sciarpa ein maniera molle(verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 12).
Una volta finito i due partner si sono trovati nudi e sporchi di sangue. Hanno così fatto una doccia e poi bevuto ancora qualcosa insieme.
In seguito, poco prima delle 19:00, PC 1 è partito da Monte Carasso ed è rientrato a casa sua in Svizzera Tedesca (verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 16).
Sulla via del ritorno, secondo la sua versione, egli avrebbe ricevuto ancora svariati SMS dalla prevenuta, con la quale ella, seguendo il solito schema, gli rinfacciava di considerarla solo per il sesso. Visto il tenore dei messaggi egli ha deciso di non risponderle, concentrandosi a chattare con altre due donne svizzero-tedesche con le quali aveva instaurato o intendeva instaurare delle relazioni sessuali extraconiugali (verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 14).
8.Qualche giornodopo i fatti, il 12 agosto 2009 (secondo le sue dichiarazioni), l'imputata ha scritto a PC 1 un messaggio, già ripreso nella sentenza di prime cure, al quale questi nemmeno ha risposto, con il seguente tenore:
Il 17 agosto 2009, egli ha ricevuto tuttavia una serie di messaggi SMS dal contatto Badoo __________ che, come detto, aveva registrato sotto il nome di __________, con i quali inizialmente lo si invitava a prendere contatto con AP 1:devi scendere in Ticino,devi convincere AP 1 a tornare da me.A tali richieste egli avrebbe risposto che non aveva più rapporti con la donna e gli sarebbe stato replicato chelei avrebbe fatto di tutto per me e che io sarei stato in grado di convincerla(PG PC 1 4 novembre 2009, AI 12, pag. 5). Nuovamente luomo avrebbe risposto di non aver più nulla a che fare con limputata.
A questi messaggi, hanno poi fatto seguito altri dallesplicito contenuto minatorio, inizialmente con unvuoi rovinarti la vitae poi - dopo un SMS contenente lindirizzo di casa di PC 1, i suoi numeri di telefono e quelli della moglie - conun vengo a casa tua e racconto quello che hai fatto in Ticino.Alla provocazione la vittima ha dichiarato di aver rispostoma che cosa vuoi?, domanda alla quale gli sarebbe stato ribattutovoglio CHF 20'000.-( PS PC 1 4.11.2009, allegato 1 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 5). Dopo questultima comunicazione PC 1 ha deciso di non più reagire e così __________ gli ha inviato un nuovo SMS:ultimatum, hai tempo fino a domani alle 12:00.
Il giorno seguente, a mezzogiorno, non è successo nulla, ma verso le 15:00/16:00 è giunto a PC 1 un messaggio SMS dal seguente contenutopensaci bene, stai rischiando molto, hai tempo ancora fino a domani. Nemmeno in questo caso, nonostante si sia sentito chiaramente minacciato, egli ha deciso di reagire. Un paio di giorni dopo __________ lo ha di nuovo contattato scrivendo:hai avuto la tua possibilità ora vedrai cosa succederà. Pur essendo preoccupato per queste intimidazioni, luomo non ha più scritto nulla allinterlocutore che, dopo questultimo SMS, non ha più sentito.
PC 1 ha tenuto i messaggi SMS salvati sul suo telefono cellulare fino a verso fine settembre/inizio ottobre 2009, poi, non essendosi più fatto vivo nessuno, ha deciso di cancellarli, così come di eliminare i numeri di __________ e AP 1, oltre che i contatti su Badoo (PS PC 1 4.11.2009, allegato 1 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 5). Per questo motivo egli non è stato in grado di produrre agli atti alcuna prova cartacea o elettronica degli SMS.
PC 1 ha sostenuto di essere stato convinto che anche dietro a questi messaggi vi fosse la AP 1, in primo luogo perché, di nuovo, i testi erano scritti in un tedesco approssimativo come quello usato dalla prevenuta. Inoltre, la richiesta di farsi pagare fr. 20'000.- si collegava ad un discorso avuto con la donna in occasione di un loro incontro del mese di maggio, quando ella gli aveva riferito di aver bisogno urgente di fr. 5'000.- per far fronte ai propri debiti e che si sarebbe persino spinta a prostituirsi pur di racimolare tale importo (PS PC 1 4.11.2009, allegato 1 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 6 seg.; verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pagg. 5 e seg.).
Ciononostante questa ha fermamente contestato di esserne lautrice, sia allex compagno, sia agli inquirenti.
Dopo aver interrogato le parti, assunto le prove ed aver preso atto dei risultati degli esami medici effettuati sulla denunciante il 4 ed il 7 settembre 2009, che non hanno consentito di accertare alcunché se non una tumefazione emorroidaria dolente non più sanguinante (AI 18 e 19), in data 25 aprile 2014 la Procuratrice pubblica incaricata ha emanato un decreto di abbandono nei confronti delluomo, poi regolarmente passato in giudicato poiché non impugnato.
In sostanza, il magistrato ha concluso per la non credibilità della denunciante, sulla scorta di elementi fattuali che ne hanno sconfessato il dire e di altri che hanno confermato la versione di PC 1:
In precedenza, il 21 febbraio 2014, sulla scorta delle stesse risultanze, il PP ha emanato il decreto daccusa che ha dato avvio alla presente procedura, sfociata nella sentenza 27 maggio 2015 della Pretura penale, qui impugnata.
In primo luogo lappellante rileva che, per quanto concerne i messaggi inviati il 17 agosto 2009 a PC 1, non sussiste nessuna prova diretta, né alcun indizio, che attesti che lei abbia scritto quanto ritenuto dallaccusa. In particolare non vi è alcuna prova dellesistenza di quegli sms, del loro contenuto e del loro invio/ricevuta; non vi è prova agli atti del fatto che tali sms siano stati inviati dallutenza __________ e ricevuti da PC 1 al numero __________; non vi è prova che limputata abbia utilizzato lutenza __________ per inviare alla vittima sms di carattere estorsivo; non vi è neppure agli atti la prova delleffettiva esistenza di tale __________, così come del fatto che questo utente fosse in realtà limputata. Laccusa di tentata estorsione si fonda unicamente sulle dichiarazioni di PC 1, che tra laltro è stato poco preciso e mai perentorio nellaffermare che __________ era la AP 1.
In merito alla denuncia mendace, dopo aver riconosciuto che dal punto di vista oggettivo il reato, alla luce del decreto di abbandono, è dato, lappellante eccepisce di essere sempre stata convinta, e di esserlo tuttora, della colpevolezza di PC 1. Il fatto che non sia stata in grado di dimostrarla non è costitutivo di reato. Manca pertanto laspetto soggettivo e di conseguenza la condanna deve essere annullata.
Denuncia mendace
Dal profilo oggettivo la realizzazione del reato presuppone che una persona innocente venga denunciata allautorità quale autrice di un crimine o di un delitto.Ai fini della realizzazione del reato, sono irrilevanti le modalità di formulazione della denuncia, che può essere scritta o orale, anonima, proposta su iniziativa del denunciante oppure in seguito a domande sottopostegli durante un interrogatorio o una deposizione testimoniale (Delnon/Rüdy, in Basler Kommentar, Strafrecht II, 3a edizione, Basilea 2013, ad art. 303, n.14; Stratenwerth/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil II, 6a edizione, Berna 2008, § 53, n. 8; Donatsch/Wohlers, Strafrecht IV, Delikte gegen die Allgemeinheit, 3a edizione, Zurigo 2004, pag. 369; DTF 132 IV 20 consid. 4.2). Nemmeno è determinante che la persona accusata sia designata in modo preciso, essendo sufficiente che lidentità della stessa sia almeno determinabile dalle circostanze (Dontasch/Wohlers, op. cit., pag. 367; Delnon/Rüdy, in op. cit., ad art. 303 n. 9; Corboz, Les infractions en droit suisse, vol.II, 3a edizione, Berna 2010, ad art. 303, n. 4; DTF132 IV 20 consid. 4.2).Innocente ai sensi dellart. 303 CP è la persona che non ha commesso latto penalmente perseguito. È tale anche la persona nei cui confronti è stata emanata una sentenza di assoluzione passata in giudicato o il cui procedimento penale è sfociato in una decisione di archiviazione (decreto dabbandono o di non luogo a procedere). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, infatti, una decisione anteriore in punto alla colpevolezza del denunciato è di principio (ad eccezione dellesistenza di un motivo di revisione o, nel caso di un decreto di non luogo a procedere, di nuovi e importanti mezzi di prova) vincolante per il giudice chiamato a pronunciarsi sullesistenza del reato di denuncia mendace, ritenuto che la sicurezza del diritto impone che tale decisione non possa più essere messa in discussione in procedimenti successivi (cfr. Dontasch/Wohlers, op. cit., pag. 367 e seg.; Delnon/Rüdy, in op. cit., ad art. 303, n. 11-13; Corboz, op. cit., ad art. 303, n. 13 e segg.;DTF 136 IV 170 consid. 2.1; 72 IV 74 consid. 1; STF 6P.196/2006 del 4 dicembre 2006, consid. 7.2 in cui viene precisato che il giudice può tuttavia nuovamente determinarsi sulla colpevolezza del denunciato se il procedimento a suo carico era stato archiviato solo per motivi di opportunità o in applicazione dellart. 54 CP). Questa soluzione non compromette in alcun modo gli interessi del denunciante che può sempre invocare la propria buona fede (DTF 72 IV 74 consid. 1; STF 6B_600/2010 del 26 novembre 2010, consid. 2.2.; STF 6P.196/2006 del 4 dicembre 2006, consid. 7.2). Il reato di cui allart. 303 cifra 1 cpv. 1 CP è realizzato già con linoltro allautorità della falsa denuncia, indipendentemente dalleffettivo avvio o meno di uninchiesta penale nei confronti del denunciato (cfr. Dontasch/Wohlers, op. cit., pag. 370 e seg.; Corboz, op. cit., ad art. 303, n. 7; Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo 2008, ad. art. 303 n. 9).
Dal profilo soggettivo, il reato di denuncia mendace presuppone intenzionalità. Il denunciante, oltre ad essere a conoscenza della punibilità, dal profilo penale, dei fatti da lui addebitati al denunciato, deve sapere che laccusa da lui formulata è falsa: poco importa se questa consapevolezza di falsità verte sulla commissione del reato in quanto tale o sullidentità dellautore del reato, o su entrambi. Il dolo eventuale non è sufficiente (Corboz, op. cit., ad art. 303, n. 17; Delnon/Rüdy, in op. cit., ad art. 303, n. 27; Stratenwerth/Bommer, op. cit., § 53 n. 20; Donatsch/Wohlers, op. cit., pag. 370 e seg.; DTF 136 IV 170, consid. 2.1; DTF 76 IV 243; STF 6B_420/2012 del 22 ottobre 2012, consid.8.2).Lautore deve inoltre agire con lintento (Absicht) di provocare contro la persona denunciata un procedimento penale. Egli deve dunque volere - o perlomeno accettare leventualità (cosiddettoEventualabsicht) - che la sua denuncia comporti, a carico della persona contro cui è diretta, lavvio di uninchiesta penale (Corboz, op. cit., ad art. 303, n. 17; Stratenwerth/Bommer, op. cit., § 53 n. 21; Donatsch/Wohlers, op. cit., pag. 371; DTF 80 IV 117). Non è al riguardo sufficiente che il denunciante agisca nel mero intento di favorire il prosieguo di un procedimento penale già pendente (cfr. DTF 111 IV 159 consid. 2a; 102 IV 107 consid.3; STF 6S.162/2000 del 20 dicembre 2000, consid.4a; Corboz, op. cit., ad art. 303, n. 17; Delnon/Rüdy, in op. cit., ad art. 303, n. 30).
Resta quindi unicamente da verificare se la denunciante, oltre ad essere a conoscenza della punibilità dei fatti da lei portati allattenzione delle autorità, era consapevole che le accuse formulate nei confronti di PC 1 erano false.
Credibilità delle parti
14.Determinante per lesame delle fattispecie in oggetto è la valutazione dellattendibilità delle dichiarazioni delle parti in causa.
Per le fattispecie in questione lesame deve essere fatto in maniera analoga a quanto avviene con i reati di natura sessuale, considerato che alla base vi è proprio, in effetti, unaccusa di violenza carnale e coazione sessuale per fatti ai quali avrebbero partecipato unicamente AP 1 e PC 1.
Anche la condanna per la tentata estorsione si fonda quasi esclusivamente sulle dichiarazioni delluomo, non essendovi in atti nemmeno uno degli sms incriminati.
In questo senso, rilevanti, per la valutazione delle opposte dichiarazioni - che deve essere effettuata con estremo rigore (STF 6P.218/2006 del 30 marzo 2007 consid. 3.4.3) - sono la linearità e la costanza nel tempo delle versioni date, la loro logica intrinseca, la loro verosimiglianza e la presenza o meno di indizi esterni che possano supportarle (STF 6B_1012/2009 del 15 febbraio 2010 consid. 1.2).
La generale credibilità della presunta vittima va poi verificata, laddove possibile, con eventuali riscontri oggettivi e con le testimonianze delle persone che hanno raccolto il suo racconto (STF 6B_705/2010 del 2 dicembre 2010 consid. 1.2; 6B_1012/2009 del 15 febbraio 2010 consid. 1.2; 6P.218/2006 del 30 marzo 2007 consid. 3.4.3 e 3.8.2).
Rilevante è, pure, la coerenza comportamentale della vittima, coerenza che va valutata sia durante che dopo i fatti (cfr. STF del 28 maggio 2001 in re A.B. e C.; STF del 17 gennaio 2005 in re A. contro B.; STF 6P.218/2006 del 30 marzo 2007).
A tal proposito si rinvia pure ai criteri fissati dal Tribunale federale nella sua sentenza del 30 maggio 2011 (STF 6B_539/2010).
15.Sulla credibilità dellimputata in merito ai fatti del 4 agosto 2009, questa Corte ritiene corrette le conclusioni del primo giudice e, di riflesso, quelle del procuratore pubblico. In effetti, esaminate le varie dichiarazioni da lei rilasciate, non si può non rilevare come esse, modificate e completate nel corso della procedura a seconda delle convenienze, siano molto fragili, incoerenti, incomplete, contraddittorie e sconfessate dai pochi elementi oggettivi che listruttoria ha consentito di recuperare.
15.1.Nel primo verbale di polizia (PG 4.09.2009, AI 19) la donna ha dichiarato:
- di non aver denunciato prima i fatti perché pensava di riuscire a dimenticare (pag. 1);
- di essersi separata dal marito __________ nel 2002, che non ha mai pagato nulla per la loro figlia __________, e di non sentirlo più da anni (pag. 2);
- di vivere con i soldi passati dallassistenza sociale e quelli incassati con il lavoro al bar __________ (pag. 2);
- di essere stata innamorata di PC 1 (pag. 3);
- di aver conosciuto il prevenuto a febbraio 2009 tramite Badoo, sito al quale si era iscritta per imparare il tedesco, daverlo incontrato solo tempo dopo perché allinizio non voleva e che da lì è nata una relazione sentimentale intima tanto che lui veniva molto spesso in Ticino e si fermava a casa sua (pag. 2 seg.);
- che dopo la rottura di fine maggio 2009 con PC 1 - da lei voluta perché la situazione, visto che lui aveva famiglia e due figlie, non le andava più bene - lui aveva riallacciato i contatti e le chiedeva di fare sesso di gruppo ma lei non rispondeva nemmeno (pag. 3);
- che il 4 agosto 2009 ha lavorato fino alle 15:30 e poi, essendole venute inaspettatamente le mestruazioni è andata a casa a lavarsi e cambiarsi prima di andare a prendere la figlia. Uscita dalla doccia ha sentito suonare, si è messa i primi vestiti che aveva sotto mano e poi, a sua sorpresa, si è ritrovata PC 1 già in casa (pag. 4);
- che per prima cosa lha afferrata per un braccio, lha fatta sedere sul divano e poi le si è seduto sopra, baciandola, toccandola e leccandola. Poi lha portata in bagno trascinandola tenendole un braccio intorno al collo, lha spinta facendola cadere prona sulla vasca da bagno, le gridava di togliere lassorbente interno, lha penetrata in vagina da dietro contro la sua volontà, lha spalmata di sangue dappertutto, anche in faccia, ha preso un asciugamano, si è pulito, è andato in camera per posarlo sul letto, è tornato, lha ammanettata per un polso, lha fatta rialzare, lha portata in camera prendendola anche per i capelli, lha fatta sbattere contro lo stipite, lha ammanettata al letto con la faccia sprofondata nel cuscino, dove lha penetrata analmente dopo averle messo della crema sullano per facilitare loperazione e dopo averle fatto cambiare posizione (pag. 4 seg.);
- che una volta finito è andato a lavarsi, per tornare a liberarla e poi lasciare lappartamento (pag. 5);
- che è rimasta sul letto pietrificata fino a quando non ha risposto al telefono che squillava continuamente. Era la scuola che le chiedeva il perché del ritardo. Ha risposto che arrivava, ha pulito tutto, ha vomitato ed è corsa allistituto, incappando in due radar (pag. n. 5 seg.);
- che lui è riuscito facilmente a toglierle i jeans già quando era sul divano (pag. 6);
- che gli ha scritto un messaggio qualche giorno dopo per dirgli che era un vigliacco bastardo (pag. 6);
- che ha cancellato la maggior parte degli sms inviatile da PC 1 (pag. 6);
- che avrebbe consegnato seduta stante il barattolo di crema usato da PC 1 per sodomizzarla, con ancora le ditate delluomo (pag. 7).
15.4.Il
1. ottobre 2009, la prevenuta ha ancora chiesto di essere sentita per spiegare alcune cose che avrebbero potuto essere fraintese, e meglio, innanzitutto, per ribadire che i suoi silenzi sul fatto che aveva continuato a sentire per sms PC 1 anche dopo che si erano, a suo dire, lasciati, e soprattutto che avevano messaggiato il 4 agosto 2009 era dovuto al timore di non essere creduta (PG AP 1 1.10.2009, allegato 15 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 1). In seguito ha precisato, su esplicita contestazione degli interroganti, che effettivamente dal suo estratto __________ è risultato che lei ha inviato un sms alluomo già il 3 agosto 2009 alle 23:46, e che quello che le è stato prospettato avergli mandato il 4 agosto 2009 alle 07:48 non è un nuovo sms, ma dovrebbe essere piuttosto lo stesso che risulta essere stato recapitato solo a quellora perché è solo a quellora che ha riacceso il telefono dopo averlo lasciato spento durante la notte. A suo dire quellsms era la rispostaquando vuoialla richiesta di PC 1 che chiedeva quando poteva parlarle. Ha ammesso che è possibile che lei abbia inviato lultimo messaggio alle 16:22, ma precisando che mai lo ha invitato a casa sua perché aveva paura di incontrarlo da sola, così come ha ammesso che è possibile che sia stata lei a scrivere per prima a lui il 4 agosto 2009 alle ore 10:46, come le è stato detto risultare dallestratto __________ (PG AP 1 1.10.2009, allegato 14 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 2).
Al verbale di confronto del 5 novembre 2009 (allegato 16 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40) ha affermato di aver scritto a PC 1 il 3 agosto 2009 perché lui le avrebbe rinfacciato di non essere sincera poiché aveva un altro uomo (pag. 7) e perché voleva approfittare del fatto che lui le aveva trasmesso per sbaglio un sms dal quale emergeva che lui aveva rapporti con altri uomini per troncare la relazione. Pertanto quella sera gli aveva comunicato che lei era in Ticino e che se lui proprio voleva parlarle, lei era disponibile. Il giorno dopo lei gli ha poi scritto di nuovo perché non capiva come mai se lui aveva così fretta di parlare, non le aveva risposto (pag. 8).
Ella ha poi negato di aver mai chiesto a PC 1 di legarla o di averlo a sua volta legato (pag. 9).
Dopo i fatti lei ha dichiarato di avergli scrittobastardoe che lui le ha rispostocosì è la vita(pag. 13).
Al processo di primo grado la prevenuta non ha voluto rispondere, mentre in appello ha esplicitamente chiesto di essere sentita. In tale occasione ha sostanzialmente ripetuto la sua versione e le accuse di essere stata abusata sessualmente dallex compagno, modificando tuttavia nuovamente alcuni particolari della ricostruzione. Da notare che a precisa domanda ha asserito di non essere stata innamorata di PC 1, ma solo colpita dalle sue attenzioni e gentilezza (verb. dib. dappello, pag. 2), così come di non sapere perché lui, dopo averle abbassato i pantaloni già in sala, labbia condotta in bagno per avere il rapporto sessuale vaginale (verb. dib. dappello, pag. 2). Diversamente dalle prime dichiarazioni, ha asserito che una volta ammanettata in bagno mentre lei era a terra, lui lha trascinata in camera da letto e lei è riuscita comunque a rialzarsi da sola (verb. dib. dappello pag. 4). Come detto, non ha saputo spiegare in maniera credibile perché ha prodotto alla polizia un email del 3 maggio 2009 modificato. Inoltre, ha dichiarato:A domanda della PP rispondo di aver cancellato i messaggi di PC 1 dal mio telefono in modo casuale. Quelli del 4 agosto 2009 li ho cancellati perché non volevo più sapere nulla di lui. E nemmeno volevo denunciarlo, volevo dimenticare.(verb. dib. dappello, pag. 4) eA domanda del presidente rispondo che ho detto la verità solo man mano nel corso degli interrogatori perché ho deciso di limitarmi a rispondere alle domande senza aggiungere nulla, anche perché la prima volta che lho fatto sono subito stata additata (con riferimento alla questione della mia reale data nascita)(verb. dib. dappello, pag. 5).
16.È indiscutibile che AP 1 ha fatto dichiarazioni parziali e contraddittorie tra loro su elementi centrali della vicenda. Si pensi ad esempio alla descrizione delle modalità con le quali è stata trascinata dal bagno alla camera da letto: nelle prime versioni PC 1 lha obbligata a rialzarsi, mentre in appello ha dichiarato che lavrebbe trascinata e che solo in un secondo tempo lei sarebbe riuscita a mettersi in piedi. Lincongruenza non è di poco conto: se i fatti fossero stati realmente vissuti, la donna non avrebbe certamente potuto sbagliarsi su un particolare così importante.
Anche sul fatto di essere stata innamorata ha cambiato versione, proprio in appello, dopo aver letto nella sentenza di primo grado che il suo innamoramento disilluso è stato considerato lelemento scatenante di tutta la vicenda. Così come ha fornito motivazioni differenti sui motivi che lavrebbero condotta a terminare la relazione.
Come si può vedere dallevoluzione delle dichiarazioni, rende poi certamente debole la versione della donna il fatto che al momento di denunciare il presunto stupratore abbia omesso di dire che il giorno della violenza si erano scritti vicendevolmente molti messaggi. Questo è indice chiaro di una volontà di nascondere dei fatti per mettere in cattiva luce il denunciato. La giustificazione della reticenza con il timore di non essere creduta non è plausibile, anche perché i contenuti dei messaggi, così come riportati dalla donna, avrebbero potuto permetterle di avvalorare la sua tesi (verbale di confronto 13.10.2009, allegato 16 al Rapporto di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 8).
A questo si aggiunga che l8 settembre 2009, allorquando ha chiesto di essere sentita per ammettere lo scambio di sms del 4 agosto 2009, ha esplicitamente dichiarato di non sapere che PC 1 era sceso in Ticino e ha volontariamente mancato di dire che il 4 agosto 2009 avevano concordato di trovarsi sul posto di lavoro di lei:Lui non mi ha detto che era qui in Ticino(PG AP 1 8.09.2009, allegato 13 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 1). In occasione dellinterrogatorio del 22 settembre 2009, pure effettuato su sua domanda (PG AP 1 1.10.2009, allegato 14 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 2), limputata ha ribadito che luomo non le aveva detto che era in Ticino(non mi ha mai detto dove era e io non ho mai chiesto). Solo il 1. ottobre 2009 (PG AP 1 1.10.2009, allegato 15 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pagg. 1 e 2), quindi a quasi due mesi dai fatti e a un mese dal primo interrogatorio, ella ha ammesso cheè vero che lui mi aveva detto che sarebbe passato al bar in cui lavoravo per parlareeIo ho saputo che PC 1 era in Ticino solo il giorno 4 agosto quando ci scambiavamo gli sms; penso verso le ore 11:00/12:00 o giù di lì. Mi ricordo che gli avevo messaggiato dicendogli di venire al bar verso le 15:00 per parlare.Aver sottaciuto due aspetti così importanti per la ricostruzione dei fatti, scredita in maniera decisiva le dichiarazioni della donna, che appaiono decisamente strumentali, le prime, e maldestri tentativi di salvare il salvabile a fronte degli sviluppi dellinchiesta, quelli seguenti.
In questo contesto, anche la dichiarazione con la quale limputata ha sostenuto di non aver voluto vedere da sola PC 1 perché aveva paura di lui appare completamente priva di credito, non avendo ella fino al momento dellasserita violenza avuto alcun motivo per temere luomo e, soprattutto, con il tenore dei messaggi scambiati, che risulta essere di complicità.
Lamico confidente della prevenuta, __________ (che comunque sia negli sms la chiamava anche la mia gattina sexy, messaggi in plico H, AI 36), ha riferito una descrizione degli eventi fattagli da lei che non si concilia con la cronologia di quella che la donna ha reso agli inquirenti:Di quello che so io AP 1 era stata ammanettata al letto, in seguito mi diceva che aveva opposto resistenza, quindi era stata portata in vasca da bagno, dove era stata messa in una posizione a me sconosciuta e luomo avrebbe utilizzato della vaselina, la quale si trovava allinterno di un barattolo già presente allinterno della toilette. Tendo a precisare che quello enunciato sino ad ora è quello che mi è stato confidato da AP 1.(VI __________ 7.09.2009, allegato 32 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 5). Da questa deposizione non si può che desumere che la donna ha raccontato allamico una storia diversa dalla sua versione ufficiale.
Scredita pure limputata, oltre al fatto stesso di aver cancellato dai suoi telefoni tutte le tracce dei messaggi del 4 agosto 2009, la spiegazione fornita per questo atto alla scrivente Corte: se in effetti avesse voluto davvero cancellare dalla sua vita la brutta esperienza che dice daver subito e la persona che ne è allorigine, avrebbe cancellato tutti i messaggi. Di certo non avrebbe tenuto quelli in cui si parla di sesso a tre, o di legarla, perché sono indiscutibilmente contenuti che portano immediatamente alla memoria ciò che lei dice di aver subito. Alla stessa stregua, avrebbe anche eliminato i messaggi con i quali lo rimproverava per quanto fatto, perché espressione della sofferenza provata in quel momento.
In egual misura, laver modificato lintestazione delle-mail del 3 maggio 2009 prodotto alla polizia toglie ulteriori tasselli allaffidabilità di AP 1.
Tutto questo induce piuttosto a pensare che la donna abbia fatto una scelta ben mirata di cosa lasciare che gli inquirenti potessero vedere con lo scopo di rafforzare le proprie accuse.
17.Oltre a quanto precede, le asserzioni della denunciante sono sconfessate da tutta una serie di elementi oggettivi.
17.1.In primo luogo, la teste __________ ha smentito che AP 1 sia rimasta al lavoro sino alle 16:30, come da lei asserito in alcuni interrogatori:Mi viene chiesto se è possibile che quel 4 agosto 2009 AP 1 si sia fermata oltre il suo orario di lavoro e fino alle 16:20-16:30, rispondo che non è possibile. Se AP 1 si è fermata un po di più lo ha fatto al massimo per 15 o 20 minuti ma escludo che si sia fermata per unora oltre il termine del suo turno.(VI __________ 16.08.2009, allegato 30 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.0210, AI 40, pag. 3).
Verosimilmente proprio perché ha preso atto di queste dichiarazioni e della valenza date loro nella sentenza di prime cure, in appello AP 1 ha semplicemente detto di aver finito di lavorare un po più tardi rispetto allorario previsto delle 15:30. Questo cambio di versione, non motivato, scaltro ma maldestro, è evidentemente strumentale.
17.2.Limputata ha sempre dichiarato che la tappa a casa sua prima di andare a prendere la figlia __________ a scuola è stata del tutto imprevista, essendole venute le mestruazioni senza alcun preavviso. Di conseguenza, seguendo la sua tesi che non avrebbe mai detto a PC 1 dove era e di raggiungerla, le uniche possibilità che egli aveva per venirne a conoscenza erano quella di pedinarla alluscita dal lavoro (come da lei implicitamente suggerito l8 settembre 2009 (PG AP 1 8.09.2009, allegato 13 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 1) e poi esplicitamente detto al processo di secondo grado:La cosa che mi ha stupito è che ho saputo che lui era fuori dal bar e quindi comunicava con me da lì, veb. dib. dappello, pag. 3), oppure quella di attenderla sotto casa.
Dai tabulati telefonici del denunciato, tuttavia, risulta che egli, il 4 agosto 2009, verso le 15:30 era allacciato a delle antenne nella zona di Arbedo, alle quali è rimasto collegato per una quindicina di minuti, per poi passare a quella di Monte Carasso alle 15:49:12, ed in seguito a quelle di Giubiasco, 15:49:48, Camorino, 15:50:33, Cadenazzo, 15:51:33, Monti di Ravecchia, 15:52:00, Monte Carasso, 15:52:32, Cadenazzo, 15:52:59, Monti di Ravecchia, 15:54:15, Monte Ceneri Tunnel, 15:54:48, Gola di Lago, 15:57:34, Monte Ceneri, 15:58:44, Monte Carasso, 15:59:15, Giubiasco, 16:02:04, Camorino, 16:02:28, Giubiasco, 16:04:42 ed allacciarsi infine a quella di Monte Carasso alle 16:08:33, alla quale è rimasto collegato sino alle 19:01:48, quando il suo cellulare ha trasmesso attraverso lantenna di Biasca, per entrare in contatto con quelle che vanno verso il Gottardo (AI 28).
Questi dati oggettivi attestano come, dopo essere stato in zona Arbedo verso lorario in cui laccusata avrebbe dovuto secondo programma finire di lavorare (15:30), nei momenti precedenti larrivo a Monte Carasso, PC 1 ha girovagato per il Bellinzonese, spingendosi sino a Rivera, per cui di certo non ha fatto nessun appostamento fuori dal bar __________, né tantomeno ha pedinato o anche soltanto aspettato sotto casa la denunciante. Molto più realistico è che egli, informato dalla donna del ritardo, per non restare fermo ad aspettare, abbia deciso di fare qualche chilometro in auto per passare il tempo in attesa che ella staccasse effettivamente.
Anche su questo punto dunque, AP 1 ha mentito: luomo si è recato a casa sua perché è stata lei a fargli sapere che era lì e quando arrivare.
17.3.A indebolire maggiormente la versione della denunciante contribuisce poi __________, leducatrice dellistituto __________, che, sentita in qualità di teste, basandosi sui propri ricordi e su un estratto telefonico, ha raccontato agli inquirenti daver chiamato AP 1 alle ore 17:20 del 4 agosto 2009 perché non era ancora passata a prendere la figlia, quando normalmente lo faceva verso le 16:00. Questa, rispondendo, ha giustificato il ritardo con il fatto che luomo che doveva darle il cambio sul lavoro non era ancora arrivato. Sulla motivazione la teste non è stata in grado di essere perentoria, dicendo che forse, in maniera meno verosimile, poteva anche averla data in unaltra occasione. Per contro è stata apodittica nellindicare lorario della chiamata, così come quello in cui è poi giunta la donna: poco prima delle 19:00 (VI __________ 20.10.2009, allegato 31 al Rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 20.01.2010, AI 40, pag. 2).
La correttezza della ricostruzione temporale è confermata pure dai due controlli della velocità nei quali è incappata limputata, (18:48 il primo e 19:00 il secondo, al rientro, AI 17).
17.4.Oltre a ciò, anche i dati che emergono dai tabulati telefonici di PC 1 sono in contrasto con le dichiarazioni dellimputata. Come visto poco sopra, egli è rimasto a Monte Carasso dalla donna, in base ai rilevamenti dei collegamenti ai vari ripetitori, sino a poco prima delle 19:00, essendosi alle 19:01 trovato allaltezza dellantenna di Biasca. Incrociando questi fatti con la descrizione delle violenze fatta da AP 1, che ha dichiarato che una volta finito di sodomizzarla luomo si sarebbe lavato e poi sarebbe subito partito dopo averla liberata dalle manette, labuso sarebbe pertanto terminato tra le 18:00 e le 18:30 e sarebbe quindi durato oltre unora e mezza.
Essendo impensabile che dopo una violenza carnale, luomo sia rimasto in giro per Monte Carasso ancora per più di unora, questo significa che al momento della telefonata dellistituto scolastico della figlia delle 17:20, lasserita aggressione sessuale ai danni dellimputata avrebbe dovuto essere nel pieno della sua brutalità.