Erwägungen (1 Absätze)
E. 4 que du personnel de chancellerie de langue italienne soit à la disposition du Parlement, notamment pour les travaux de dactylographie et de recherche. Mitunterzeichner-Cofirmatari-Cosignataires: Saggi, Caccia, Carobbio, Cotti, Grassi, Pini, Salvioni (7) Schriftliche Begründung - Motivazione scritta - Développement par écrit II principio fondamentale su cui si fonda questa mozione è quello sancito nell'articolo 116 della Costituzione federale che stabilisce l'assoluta parità delle tre lingue ufficiali (tedesco, francese, italiano). Purtroppo, anche nella realtà quotidiana dell'attività delle Camere federali questo principio non è rispet- tato. Vi è infatti una palese disparità di diritto e di fatto tra l'ita- liano, da una parte, e il francese e ancor più il tedesco, dall'al- tra. Nonostante alcuni miglioramenti attuati in passato, la no- stra lingua non è ancora presente nello stesso grado delle al- tre due lingue ufficiali. Le lacune principali esistono nei quattro settori elencati nella mozione. In primo luogo, tutta la documentazione dipartimentale e par- lamentare deve essere disponibile anche in italiano. E' un'esi- genza che non serve unicamente ai dieci deputati ticinesi, ma bensì a tutti coloro che in Svizzera e segnatamente nella Sviz- zera italiana (autorità, amministrazione, giornalisti, partiti poli- tici, organizzazioni e associazioni, studenti ecc.) hanno la ne- cessità di consultare i documenti pubblici inerenti al lavoro delle Camere. Non si comprende poi perché la traduzione simultanea in Par- lamento sia oggi limitata al francese e al tedesco. Gli interventi del deputato che si esprime in italiano sono tradotti simulta- neamente nelle altre due lingue ufficiali, ma gli interventi in queste due lingue non sono tradotti in italiano. Questa lacuna va colmata. Essa consentirebbe peraltro di mettere a disposi- zione del pubblico delle tribune delle cuffie per seguire i dibat- titi in una delle tre lingue ufficiali: un'esigenza sentita da molti frequentatori delle tribune delle Camere che spesso hanno grosse difficoltà nel capire i dibattiti parlamentari perché non conoscono sufficientemente le diverse lingue. Anche nelle commissioni con deputati ticinesi occorre assicurare la tradu- zione simultanea delle loro proposte e delle discussioni. Per un deputato, anche con buone conoscenze linguistiche, è dif- ficile seguire per ore e ore i dibattiti in un'altra lingua. Ciò ri- chiede uno sforzo di concentrazione considerevole e spesso (su temi complessi e con una specifica terminologia) suben- trano difficoltà di esatta comprensione e quindi di partecipa- zione ai dibattiti commissionali. La traduzione simultanea faci- literebbe anche la comprensione reciproca tra deputati di lin- gue diverse, sicuramente non sufficiente, e tra commissioni del Consiglio federale ed esperti, e viceversa. Per gli stessi motivi il Presidente e il relatore della Svizzera italiana possono anche esprimersi nella loro lingua. Da ultimo non si comprende perché i deputati ticinesi deb- bano incontrare regolarmente grosse difficoltà nella cancelle- ria del Parlamento, quando si tratta di ottenere i servizi di una o più segretarie di lingua italiana o bilingui in grado di compren- dere e di scrivere in lingua italiana i testi da loro preparati in qualità di presidente o relatore, di interventi, alti parlamentari o di corrispondenza strettamente legata all'attività del deputato. La presenza della lingua e della cultura italiana nell'attività delle Camere federali passa anche attraverso la soluzione pra- tica di questi problemi, la Deputazione ticinese invita pertanto gli organi e i servizi responsabili del Parlamento a provvedere, entro un anno dall'adozione delle nuove disposizioni sulla ri- forma del Parlamento, affinchè il principio costituzionale della parità delle tre lingue, in particolare le richieste specificamente espresse nella mozione, siano soddisfatti. Schriftliche Stellungnahme des Büros vom 13. August 1991 Risposta scritta dell'Ufficio del 13 agosto 1991 Rapport écrit du Bureau du 13 août 1991 L'Ufficio è conscio del fatto che la parità fra l'italiano, da un canto, e il francese e il tedesco, dall'altro, non è attualmente assicurata in Parlamento. Il principio costituzionale dell'ugua- glianza delle lingue potrà tuttavia essere attuato soltanto gra- dualmente. Per realizzare questo principio, che sta particolar- mente a cuore all'Ufficio, come alla deputazione ticinese, si dovranno mettere in opera importanti mezzi. Si dovranno as- sumere traduttori, interpreti, segretari e personale tecnico, os- sia una trentina di persone. La loro rimunerazione comples- siva sarà di circa 4,5 milioni di franchi annui. Si dovranno inol- tre coprire i costi infrastnitturali che ammonteranno a circa 2,5 milioni di franchi. Nell'ambito delle deliberazioni del 19 giugno 1991 in merito alla Riforma del Parlamento, il Consi- glio nazionale ha deciso che «entro un anno dalla presente re- visione, le Camere federali prendono tutte le decisioni neces- sarie affinchè il principio costituzionale della parità delle lingue ufficiali possa essere attuato in Parlamento» (disposizioni tran- sitorie). L'Ufficio ritiene che occorrerà procedere secondo un ordine di priorità nella realizzazione delle richieste. Si potrebbe immagi- nare di cominciare ad assicurare l'interpretazione simultanea delle sedute plenarie e la traduzione in italiano delle proposte, dei rapporti delle commissioni e dei paragrammi. Se l'interpre- tazione simultana fosse stesa alle tre lingue ufficiali, la fun- zione di secondo relatore potrebbe essere soppressa (art. 22 RCN). Quanto all'interpretazione nelle commissioni, l'Ufficio costata che sussiste una divergenza fra la decisione del Consiglio na- zionale e la proposta della Commissione del Consiglio degli Stati. La Commissione del Consiglio nazionale «Riforma del Parla- mento» ha previsto, nel suo rapporto del 16 maggio 1991, che le deliberazioni siano tradotte in italiano soltanto su richiesta di un deputato (art. 23a RCN). Il 19 giugno 1991, il Consiglio na- zionale ha deciso (in prima lettura), con 77 voti contro 59, che, contrariamente alla versione della commissione, le delibera- zioni siano tradotte in italiano se almeno un membro della commissione è un parlamentare della Svizzera italiana. L'Ufficio propende per la clausola facoltativa quale proposta dalla Commissione del Consiglio nazionale «Riforma del Par- lamento» (16.5.1991). •In una prima fase si potrebbe pensare alla pubblicazione in ita- liano del.«Riassunto delle deiibarazioni dell»Assemblea fede- rale« e all'introduzione dell'italiano nel sistema informatico del Parlamento. Per quanto concerne i documenti emanati dal Cosiglio fede- rale e dall'amministrazione federale, la Cancelleria federale ha assicurato all'Ufficio che il governo intende rimediare a una si- tuazione che ritiene insoddisfacente e discriminatoria. Si può dunque sperare che il rapporto di gestione, il preventivo, il consuntivo ed altri documenti dipartimentali siano in futuro di- sponibili anche in lingua italiana. Antrag des Büros Proposta dell'Ufficio Proposition du Bureau La mozione è accettata con le riserve menzionate nel rapporto. Ueberwiesen - Transmis
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali Motion Cavadini Gleichstellung der italienischen Sprache im Parlament Motion Cavadini Parité au Parlement entre l'italien et les autres langues officielles Mozione Cavadini Parità dell'italiano in Parlamento In Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Dans Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale In Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale Jahr 1991 Année Anno Band IV Volume Volume Session Herbstsession Session Session d'automne Sessione Sessione autunnale Rat Nationalrat Conseil Conseil national Consiglio Consiglio nazionale Sitzung 16 Séance Seduta Geschäftsnummer 91.3193 Numéro d'objet Numero dell'oggetto Datum 04.10.1991 - 08:00 Date Data Seite 1974-1975 Page Pagina Ref. No 20 020 407 Dieses Dokument wurde digitalisiert durch den Dienst für das Amtliche Bulletin der Bundesversammlung. Ce document a été numérisé par le Service du Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale. Questo documento è stato digitalizzato dal Servizio del Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale.
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Motion Cavadini 1974 N 4 octobre 1991 tion en matière de politique d'aménagement du territoire (utili- sation de l'espace), fournira une réponse globale à la question de savoir quelle évolution retenir sur le plan national. Une telle conception vise à établir une politique aéronautique de la Confédération intégrée dans le système de société, et spécia- lement:
a. à définir les choix souhaitables quant au développement de l'infrastructure dans l'optique de la politique aéronautique;
b. à fixer les principes qui régiront les rapports entre les aéro- dromes/installations aéronautiques et les autres affectations du sol dans l'intérêt de l'habitat, des loisirs et de la protection de l'environnement. Il est ainsi possible d'intégrer la politique aéronautique dans l'aménagement du territoire et, simultanément, de prendre en considération les intérêts de l'environnement, de l'énergie et des transports au sens large. Il convient aussi de mentionner l'étude envisagée au sein de la «Coopération européenne dans le domaine de la recherche scientifique et technique» (COST), qui devrait dégager dans quelle mesure les futures liaisons ferroviaires à grande vitesse pourraient alléger le trafic aérien régional européen et libérer ainsi des capacités en faveur du trafic aérien intercontinental. On se penche sur l'avenir du trafic aérien également dans le cadre de l'élaboration de perspectives concernant le CO2, étu- des qui seront utilisées pour fixer la contribution de la Suisse aux efforts de stabilisation, voire réduction des émissions de C02 sur le plan mondial. Signalons enfin le mandat confié conjointement par l'Office fédéral de l'aviation civile et l'Office fédéral des aérodromes militaires à Elektrowatt, en vue d'étu- dier les effets du trafic aérien sur l'environnement. Pour être suivies d'effets positifs, presque toutes les mesures touchant le trafic aérien doivent faire l'objet d'une démarche coordonnée sur le plan international. Tant pour des raisons pratiques relevant de l'exécution des décisions que pour des motifs tenant au droit international, un seul pays peut difficile- ment faire cavalier seul et adopter isolément telle ou telle me- sure déterminée. Dans ce contexte, la Suisse fait partie des pays particulièrement dynamiques au sein des organismes internationaux spécialisés. Schriftliche Erklärung des Bundesrates Déclaration écrite du Conseil fédéral Le Conseil fédéral propose de transformer la motion en postu- lat. Ueberwiesen a/s Postulat - Transmis comme postulat #ST# 91.3193 Motion Cavadini Gleichstellung der italienischen Sprache im Parlament Mozione Cavadini Parità dell'italiano in Parlamento Motion Cavadini Parité au Parlement entre l'italien et les autres langues officielles Wortlaut der Motion vom 19. Juni 1991 Die Tessiner Delegation verlangt, dass die italienische Spra- che in der parlamentarischen Arbeit und in den Parlaments- diensten den beiden ändern Amtssprachen gleichgestellt wird, wie dies übrigens Artikel 116 der Bundesverfassung vor- sieht. Insbesondere, und es sind nur Beispiele, verlangen wir:
1. dass alle Unterlagen, die in deutscher und französischer Sprache zur Verfügung stehen, auch in italienischer Sprache erhältlich sind, unter anderem:
- die Uebersicht über die Verhandlungen der Bundesver- sammlung
- die Sessionsprogramme und die Tagesordnungen
- die Vorschau und die Rückschau der Sessionen
- sämtliche Unterlagen aus den Departementen und aus dem Parlament
- die Geschäftsberichte und die Jahresrechnungen
- die Anträge in den Kommissionen und im Parlament
- die Kommissionsberichte
- die Texte für die Schlussabstimmungen
- das Handbuch der schweizerischen Bundesversammlung
- das Vademecum für Parlamentarier usw.;
2. dass im Parlament und in seinen Kommissionen die Simul- tanübersetzung auch ins Italienische sichergestellt wird und sich der Berichterstatter der italienischen Schweiz in seiner Muttersprache ausdrücken kann;
3. dass in den Parlamentsdiensten auch Fachbeamte italieni- scher Muttersprache arbeiten; dies ist - vor allem, wenn der Präsident oder der Berichterstatter aus der italienischen Schweiz kommt-wichtig, damit den Kommissionen ein italie- nisches Sekretariat zur Verfügung steht und die italienisch- sprachigen Parlamentarier in ihrer Tätigkeit unterstützt werden können;
4. dass sich unter dem Kanzleipersonal, das den Parlamenta- riern für Kopierarbeiten, Nachforschungen usw. zur Verfügung steht, auch Personen italienischer Muttersprache befinden. Testo della mozione del 19 giugno 1991 La Deputazione ticinese chiede che nei lavori e nei servizi del Parlamento la lingua italiana sia equiparata alle due altre lin- gue ufficiali, come d'altronde previsto dall'articolo 116 della Costituzione federale. In particolare, e a titolo d'esempio, si chiede:
1. che tutta la documentazione disponibile in tedesco e in fran- cese sia pure ottenibile in italiano. Tra questa:
- il riassunto delle deliberazioni dell'Assemblea federale
- il programma generale e i programmi giornalieri delle ses- sioni
- la prospettiva e la retrospettiva delle sessioni
- tutta la documentazione dipartimentale e parlamentare
- i rapporti di gestione ed i conti
- le proposte presentate in commissione e in Parlamento
- i rapporti commissionali
- i testi per le votazioni finali
- il Manuale dell'Assemblea federale
- il Vademecum dei deputati ecc.;
2. che in Parlamento e nelle sue commissioni sia assicurata la traduzione simultanea anche in italiano e che il relatore della Svizzera italiana possa esprimersi nella sua lingua;
3. che nei Servizi del Parlamento vi siano anche funzionar! di concetto di lingua italiana. Ciò è importante - soprattutto quando il presidente o il relatore è un deputato della Svizzera italiana - per assicurare una segreteria in italiano delle com- missioni e per assistere i deputati di lingua italiana nella loro attività;
4. che tra il personale di cancelleria a disposizione del Parla- mento per lavori di copiatura, ricerca ecc. siano pure presenti persone di lingua materna italiana. Texte de la motion du 19 juin 1991 La députation tessinoise demande que la langue italienne jouisse de la parité avec les autres langues officielles dans la totalité des travaux et des services de l'Assemblée fédérale, comme cela est d'ailleurs prévu par l'article 116 de la Constitu- tion fédérale. Nous demandons en particulier:
1. que toute la documentation existant en allemand et en fra- nçais soit aussi disponible en italien, soit notamment:
- le résumé des délibérations de l'Assemblée fédérale,
- le programme de la session et l'ordre du jour quotidien,
- les analyses prospectives et rétrospectives des sessions,
- toute la documentation des départements et du Parlement,
- les rapports de gestion et les comptes,
4. Oktober 1991 1975 Motion Cavadini
- les propositions faites dans les commissions et au plénum,
- les rapports de commissions,
- les textes soumis au vote final,
- le manuel des Chambres fédérales,
- l'aide-mémoire à l'intention des députés; etc.
2. que la traduction simultanée en italien soit elle aussi assu- rée au Parlement et dans ses commissions, et que le rappor- teur de Suisse italienne puisse s'exprimer dans sa langue;
3. que les Services du Parlement disposent aussi de fonction- naires de langue italienne (ceci est important, notamment lorsqu'un président ou un rapporteur est un député de Suisse italienne, de manière à assurer un secrétariat de commissions en italien, et pour assister les députés italophones dans leur travail);
4. que du personnel de chancellerie de langue italienne soit à la disposition du Parlement, notamment pour les travaux de dactylographie et de recherche. Mitunterzeichner-Cofirmatari-Cosignataires: Saggi, Caccia, Carobbio, Cotti, Grassi, Pini, Salvioni (7) Schriftliche Begründung - Motivazione scritta - Développement par écrit II principio fondamentale su cui si fonda questa mozione è quello sancito nell'articolo 116 della Costituzione federale che stabilisce l'assoluta parità delle tre lingue ufficiali (tedesco, francese, italiano). Purtroppo, anche nella realtà quotidiana dell'attività delle Camere federali questo principio non è rispet- tato. Vi è infatti una palese disparità di diritto e di fatto tra l'ita- liano, da una parte, e il francese e ancor più il tedesco, dall'al- tra. Nonostante alcuni miglioramenti attuati in passato, la no- stra lingua non è ancora presente nello stesso grado delle al- tre due lingue ufficiali. Le lacune principali esistono nei quattro settori elencati nella mozione. In primo luogo, tutta la documentazione dipartimentale e par- lamentare deve essere disponibile anche in italiano. E' un'esi- genza che non serve unicamente ai dieci deputati ticinesi, ma bensì a tutti coloro che in Svizzera e segnatamente nella Sviz- zera italiana (autorità, amministrazione, giornalisti, partiti poli- tici, organizzazioni e associazioni, studenti ecc.) hanno la ne- cessità di consultare i documenti pubblici inerenti al lavoro delle Camere. Non si comprende poi perché la traduzione simultanea in Par- lamento sia oggi limitata al francese e al tedesco. Gli interventi del deputato che si esprime in italiano sono tradotti simulta- neamente nelle altre due lingue ufficiali, ma gli interventi in queste due lingue non sono tradotti in italiano. Questa lacuna va colmata. Essa consentirebbe peraltro di mettere a disposi- zione del pubblico delle tribune delle cuffie per seguire i dibat- titi in una delle tre lingue ufficiali: un'esigenza sentita da molti frequentatori delle tribune delle Camere che spesso hanno grosse difficoltà nel capire i dibattiti parlamentari perché non conoscono sufficientemente le diverse lingue. Anche nelle commissioni con deputati ticinesi occorre assicurare la tradu- zione simultanea delle loro proposte e delle discussioni. Per un deputato, anche con buone conoscenze linguistiche, è dif- ficile seguire per ore e ore i dibattiti in un'altra lingua. Ciò ri- chiede uno sforzo di concentrazione considerevole e spesso (su temi complessi e con una specifica terminologia) suben- trano difficoltà di esatta comprensione e quindi di partecipa- zione ai dibattiti commissionali. La traduzione simultanea faci- literebbe anche la comprensione reciproca tra deputati di lin- gue diverse, sicuramente non sufficiente, e tra commissioni del Consiglio federale ed esperti, e viceversa. Per gli stessi motivi il Presidente e il relatore della Svizzera italiana possono anche esprimersi nella loro lingua. Da ultimo non si comprende perché i deputati ticinesi deb- bano incontrare regolarmente grosse difficoltà nella cancelle- ria del Parlamento, quando si tratta di ottenere i servizi di una o più segretarie di lingua italiana o bilingui in grado di compren- dere e di scrivere in lingua italiana i testi da loro preparati in qualità di presidente o relatore, di interventi, alti parlamentari o di corrispondenza strettamente legata all'attività del deputato. La presenza della lingua e della cultura italiana nell'attività delle Camere federali passa anche attraverso la soluzione pra- tica di questi problemi, la Deputazione ticinese invita pertanto gli organi e i servizi responsabili del Parlamento a provvedere, entro un anno dall'adozione delle nuove disposizioni sulla ri- forma del Parlamento, affinchè il principio costituzionale della parità delle tre lingue, in particolare le richieste specificamente espresse nella mozione, siano soddisfatti. Schriftliche Stellungnahme des Büros vom 13. August 1991 Risposta scritta dell'Ufficio del 13 agosto 1991 Rapport écrit du Bureau du 13 août 1991 L'Ufficio è conscio del fatto che la parità fra l'italiano, da un canto, e il francese e il tedesco, dall'altro, non è attualmente assicurata in Parlamento. Il principio costituzionale dell'ugua- glianza delle lingue potrà tuttavia essere attuato soltanto gra- dualmente. Per realizzare questo principio, che sta particolar- mente a cuore all'Ufficio, come alla deputazione ticinese, si dovranno mettere in opera importanti mezzi. Si dovranno as- sumere traduttori, interpreti, segretari e personale tecnico, os- sia una trentina di persone. La loro rimunerazione comples- siva sarà di circa 4,5 milioni di franchi annui. Si dovranno inol- tre coprire i costi infrastnitturali che ammonteranno a circa 2,5 milioni di franchi. Nell'ambito delle deliberazioni del 19 giugno 1991 in merito alla Riforma del Parlamento, il Consi- glio nazionale ha deciso che «entro un anno dalla presente re- visione, le Camere federali prendono tutte le decisioni neces- sarie affinchè il principio costituzionale della parità delle lingue ufficiali possa essere attuato in Parlamento» (disposizioni tran- sitorie). L'Ufficio ritiene che occorrerà procedere secondo un ordine di priorità nella realizzazione delle richieste. Si potrebbe immagi- nare di cominciare ad assicurare l'interpretazione simultanea delle sedute plenarie e la traduzione in italiano delle proposte, dei rapporti delle commissioni e dei paragrammi. Se l'interpre- tazione simultana fosse stesa alle tre lingue ufficiali, la fun- zione di secondo relatore potrebbe essere soppressa (art. 22 RCN). Quanto all'interpretazione nelle commissioni, l'Ufficio costata che sussiste una divergenza fra la decisione del Consiglio na- zionale e la proposta della Commissione del Consiglio degli Stati. La Commissione del Consiglio nazionale «Riforma del Parla- mento» ha previsto, nel suo rapporto del 16 maggio 1991, che le deliberazioni siano tradotte in italiano soltanto su richiesta di un deputato (art. 23a RCN). Il 19 giugno 1991, il Consiglio na- zionale ha deciso (in prima lettura), con 77 voti contro 59, che, contrariamente alla versione della commissione, le delibera- zioni siano tradotte in italiano se almeno un membro della commissione è un parlamentare della Svizzera italiana. L'Ufficio propende per la clausola facoltativa quale proposta dalla Commissione del Consiglio nazionale «Riforma del Par- lamento» (16.5.1991). •In una prima fase si potrebbe pensare alla pubblicazione in ita- liano del.«Riassunto delle deiibarazioni dell»Assemblea fede- rale« e all'introduzione dell'italiano nel sistema informatico del Parlamento. Per quanto concerne i documenti emanati dal Cosiglio fede- rale e dall'amministrazione federale, la Cancelleria federale ha assicurato all'Ufficio che il governo intende rimediare a una si- tuazione che ritiene insoddisfacente e discriminatoria. Si può dunque sperare che il rapporto di gestione, il preventivo, il consuntivo ed altri documenti dipartimentali siano in futuro di- sponibili anche in lingua italiana. Antrag des Büros Proposta dell'Ufficio Proposition du Bureau La mozione è accettata con le riserve menzionate nel rapporto. Ueberwiesen - Transmis
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali Motion Cavadini Gleichstellung der italienischen Sprache im Parlament Motion Cavadini Parité au Parlement entre l'italien et les autres langues officielles Mozione Cavadini Parità dell'italiano in Parlamento In Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Dans Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale In Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale Jahr 1991 Année Anno Band IV Volume Volume Session Herbstsession Session Session d'automne Sessione Sessione autunnale Rat Nationalrat Conseil Conseil national Consiglio Consiglio nazionale Sitzung 16 Séance Seduta Geschäftsnummer 91.3193 Numéro d'objet Numero dell'oggetto Datum 04.10.1991 - 08:00 Date Data Seite 1974-1975 Page Pagina Ref. No 20 020 407 Dieses Dokument wurde digitalisiert durch den Dienst für das Amtliche Bulletin der Bundesversammlung. Ce document a été numérisé par le Service du Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale. Questo documento è stato digitalizzato dal Servizio del Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale.