Visto Schengen
Sachverhalt
A. Il 15 febbraio 2016 C._______, cittadino siriano nato il (...), ha sollecitato il rilascio di un visto umanitario presso la rappresentanza elvetica a Beirut (Libano) per recarsi in Svizzera, unitamente ai genitori, presso i fratelli D._______ e E._______, i quali si trovano attualmente a F._______. B. Con decisione notificata il 29 febbraio 2016 la summenzionata rappresentanza svizzera ha rifiutato il rilascio del visto richiesto dall'interessato mediante il modulo standard Schengen. C. Il 9 marzo 2016 A._______ e B._______, familiari del richiedente, hanno inoltrato opposizione alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) contro la citata decisione della rappresentanza svizzera a Beirut ed hanno versato l'anticipo spese richiesto. Gli opponenti hanno presentato un atto unico concernente sia C._______, sia G._______ e H._______, genitori del richiedente ed anch'essi oggetto di una decisione di rifiuto del rilascio di visto umanitario da parte della rappresentanza svizzera a Beirut, il cui caso è stato trattato in un procedimento separato. Nella loro opposizione A._______ e B._______ hanno innanzitutto osservato che C._______, studente di ingegneria presso l'Università di I._______ ha dovuto interrompere gli studi poiché ricercato dall'esercito siriano. Per sfuggire alla cattura ed al conseguente arruolamento forzato l'interessato sarebbe dunque costretto a cambiare continuamente abitazione. Lo stesso sarebbe inoltre rimasto ferito ad una gamba a seguito di un'esplosione avvenuta il 2 gennaio 2016 nella città di J._______ (Siria). Gli opponenti hanno altresì precisato che, vista la situazione di violenza generalizzata in cui versa K._______, località situata nelle vicinanze di J._______ in cui vive C._______, i rischi per l'incolumità di quest'ultimo sarebbero estremamente elevati. Per A._______ e B._______ va anche considerata la fede cristiana del richiedente che, unita alla presenza nella citata regione di gruppi armati formati da fondamentalisti islamici, espone maggiormente C._______ al rischio di persecuzioni. D. In data 14 aprile 2016 la SEM ha respinto la citata opposizione. L'autorità inferiore ha considerato che la partenza dallo spazio Schengen del richiedente al termine della validità del visto non sarebbe garantita tenuto conto in particolare della situazione socioeconomica in cui versa la Siria e visto che egli non ha dimostrato di disporre di mezzi finanziari sufficienti. Per questi motivi la SEM ha ritenuto di non potere autorizzare l'entrata in Svizzera dell'interessato sulla scorta di un visto Schengen di tipo C. L'autorità federale ha altresì confermato la decisione della rappresentanza svizzera di Beirut di rifiutare il rilascio di un visto con territorialità limitata (VTL) per motivi umanitari, ritenendo che, malgrado la difficile situazione del paese di origine del richiedente e sebbene quest'ultimo sia di religione cristiana, egli non si trova in una situazione di rigore caratterizzata da un pericolo diretto, serio e concreto per la sua integrità fisica. E. A._______ e B._______ sono insorti avverso la decisione della SEM del 14 aprile 2016 mediante ricorso del 9 maggio 2016 (data del plico raccomandato: 11 maggio 2016) dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale). I ricorrenti hanno innanzitutto precisato di non avere richiesto il rilascio di un visto Schengen di tipo C, ma di avere unicamente postulato la concessione di un visto con territorialità limitata per motivi umanitari. Con riferimento a quest'ultima richiesta gli insorgenti hanno lamentato una presunta violazione del diritto di essere sentiti, vista la mancanza di un esame individualizzato del caso di specie da parte della SEM. L'autorità inferiore non si sarebbe in particolare chinata sulla questione inerente al ferimento di C._______ a seguito dello scoppio di una bomba, del rischio di arruolamento, incarcerazione o uccisione, nonché in merito all'attuale difficile contesto in cui versa la regione di provenienza dell'interessato. I ricorrenti hanno motivato il loro gravame riferendosi ai documenti prodotti che proverebbero lo stato di costante minaccia in cui vivrebbe C._______ a seguito della convocazione da parte delle forze armate siriane ed in ragione del citato ferimento. A._______ e B._______ hanno in seguito rimproverato alla SEM di non avere tenuto sufficientemente in conto del fatto che in Svizzera già risiedono diversi familiari del richiedente. Infine, viste le particolarità del caso in esame, nonché in ragione dei mezzi limitati a disposizione dell'interessato, gli insorgenti hanno postulato l'esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo. F. Il Tribunale ha accolto quest'ultima richiesta con decisione incidentale del 14 giugno 2016 ed ha invitato l'autorità inferiore ad esprimersi in merito al ricorso presentato da A._______ e da B._______. G. In data 20 giugno 2016 la SEM si è riconfermata nella decisione del 14 aprile 2016,
Erwägungen (26 Absätze)
E. 1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 LTAF, giusta l'art. 31 LTAF il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.
E. 1.2 In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera rese dalla SEM - la quale costituisce un'unità dell'amministrazione federale come definita all'art. 33 lett. d LTAF - possono essere impugnate dinanzi al Tribunale, il quale statuisce in via definitiva (art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 lett. c cifra 1 LTF).
E. 1.3 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura davanti al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).
E. 1.4 A._______ e B._______ hanno diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA), ed il loro ricorso, presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile (art. 50 e 52 PA).
E. 2 Ai sensi dell'art. 49 PA, i motivi di ricorso sono la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di fatto al momento del giudizio (DTAF 2014/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata).
E. 3 La legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce né il diritto d'entrata in Svizzera né quello al rilascio di un visto. La Confederazione elvetica, come tutti gli altri Stati non è tenuta ad autorizzare di principio l'entrata di stranieri sul suo territorio. Tale decisione viene presa dalla Svizzera autonomamente in accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. DTAF 2014/1 consid. 4.1.1 e relativi riferimenti). Tuttavia la normativa di Schengen, ripresa dalla Svizzera con la conclusione degli accordi d'associazione a Schengen, limita le prerogative degli Stati firmatari in quanto, da un lato, la regolamentazione prevede delle condizioni uniformi per l'entrata nello spazio Schengen e del rilascio dei relativi visti e, dall'altro, obbliga gli Stati firmatari a rifiutare l'entrata e il rilascio di un visto qualora le condizioni previste non siano adempiute. Inoltre, se l'autorità competente per statuire sulla domanda di visto conclude all'adempimento da parte del richiedente delle condizioni per l'ottenimento e che non esiste alcun motivo di rifiuto, il visto deve in principio essere concesso. Nell'effettuare questo esame l'autorità dispone di un ampio margine di apprezzamento. Di conseguenza, come il Tribunale ha già rilevato a più riprese nella sua giurisprudenza, la normativa di Schengen non conferisce né un diritto all'entrata nello spazio Schengen né un diritto al rilascio di un visto (cfr. ibidem). Inoltre, malgrado i Tribunali svizzeri e le autorità siano autonomi nell'applicazione e nell'interpretazione dell'acquis di Schengen, in quanto non esiste un obbligo giuridico di tenere conto dell'interpretazione data dalla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), il Tribunale, contribuisce all'applicazione e interpretazione uniforme del diritto Schengen. Di conseguenza, prende in considerazione la giurisprudenza della CGUE, evitando di scostarsene senza motivi oggettivi (cfr. DTAF 2014/1 consid. 4.1.2 e relativi riferimenti).
E. 4.1 Le disposizioni sulla procedura in materia di visto nonché sull'entrata e sulla partenza dalla Svizzera si applicano soltanto in quanto gli accordi di associazione alla normativa di Schengen, elencati nell'allegato 1 numero 1 alla LStr (RS 142.20), non contemplino disposizioni divergenti (art. 2 cpv. 4 e 5 LStr).
E. 4.2 Per quanto riguarda le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggiorno non superiore a 90 giorni, l'art. 2 cpv. 1 dell'ordinanza concernente l'entrata e il rilascio del visto del 22 ottobre 2008 (OEV, RS 142.204), nel suo tenore del 4 maggio 2016, in vigore dal 16 maggio 2016, rinvia all'art. 6 del regolamento (UE) n. 399/2016 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen, GU L 77 del 23 marzo 2016, pagg. 1-52). Le condizioni d'entrata così previste corrispondono, sostanzialmente, a quelle elencate all'art. 5 LStr.
E. 4.3 I richiedenti devono essere in possesso di uno o più documenti di viaggio validi che consentano di attraversare la frontiera e se richiesto, di un visto valido (lett. a e b), nonché giustificare lo scopo e le condizioni di soggiorno e disporre di mezzi finanziari sufficienti (lett. c, nonché art. 14 par. 1 lett. a-c del regolamento [CE] n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti [Codice dei visti, GU L 243/1 del 15 novembre 2009, pagg. 1-58]). Inoltre, non devono essere segnalati nel Sistema d'informazione Schengen (SIS) ai fini della non ammissione e non essere considerati una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza interna, la salute pubblica o le relazioni internazionali di uno degli Stati membri (lett. d ed e). Infine, sarà valutata in modo particolare la volontà dei richiedenti di lasciare gli Stati membri, prima della scadenza del visto richiesto (art. 21 par. 1 Codice dei visti; art. 5 cpv. 2 LStr).
E. 4.4 Se le condizioni di rilascio di un visto uniforme per lo spazio Schengen non sono adempiute uno Stato membro può, a titolo eccezionale, rilasciare un visto di validità territoriale limitata per motivi umanitari o di interesse nazionale oppure in virtù di obblighi internazionali (art. 2 cpv. 4 e art. 12 cpv. 4 OEV, art. 25 par. 1 lett. a Codice dei visti e art. 6 par. 5 lett. c Codice frontiere Schengen).
E. 4.5 Con la modifica urgente della LAsi (RS 142.31) del 28 settembre 2012, il Legislatore ha deciso di sopprimere la possibilità di depositare domande di asilo presso le ambasciate svizzere all'estero (cfr. art. 20 vLAsi, RU 1999 2262). L'abrogazione di tale disposizione, avvenuta il 29 settembre 2012, ha reso necessaria la possibilità di accordare la protezione della Svizzera alle persone direttamente e gravemente minacciate che si trovano all'estero. In virtù dell'art. 2 cpv. 4 OEV, entrato in vigore il 1° ottobre 2012, e conformemente alla normativa Schengen, la SEM può, in determinati casi, accordare un visto d'entrata in Svizzera per motivi umanitari, derogando alle condizioni generali previste dalla normativa Schengen concernenti il rilascio dei visti. La persona che entra in Svizzera in virtù di un visto umanitario deve depositare una domanda di asilo in Svizzera. Se ciò non avviene, essa dovrà lasciare la Svizzera dopo un soggiorno di tre mesi.
E. 4.6 Un visto umanitario può essere rilasciato se, nel caso concreto, si può ritenere che la vita o l'integrità fisica di una persona sono direttamente, seriamente e concretamente minacciate nel suo paese d'origine o di provenienza. La persona interessata deve trovarsi in una situazione di particolare emergenza che renda indispensabile l'intervento delle autorità, da qui la necessità di concederle un visto d'entrata in Svizzera. Ciò può essere il caso per esempio in situazioni di conflitto armato estremamente gravi, situazioni di guerra particolarmente cruente o per sfuggire a una minaccia personale reale e imminente. La domanda di visto va esaminata con cura tenendo conto della minaccia attuale, della situazione personale e della situazione prevalente nello Stato d'origine o di provenienza. È imperativo esaminare attentamente le specificità della domanda di visto. Se l'interessato si trova già in uno Stato terzo, di norma si può considerare che non è più minacciato (cfr. DTAF 2015/5 consid. 4.1.3).
E. 4.7 Le condizioni d'entrata nel quadro della procedura di rilascio del visto sono pertanto più restrittive di quelle vigenti nel quadro delle domande di asilo dall'estero (cfr. Messaggio del Consiglio federale del 26 maggio 2010 concernente la modifica della legge sull'asilo, FF 2010 3889, pagg. 3923- 3924; Istruzione della SEM del 25 febbraio 2014 relativa alle domande di visto per motivi umanitari [di seguito: Istruzione visto umanitario]; sentenza del TAF D-4107/2014 del 24 agosto 2015 consid. 3.6 in fine ed i riferimenti ivi citati).
E. 5.1 C._______ è di nazionalità siriana, di conseguenza al fine di potere entrare in Svizzera egli necessita dell'ottenimento di un visto (cfr. art. 4 OEV; nonché il regolamento [CE] n. 539/2001 del Consiglio del 15 marzo 2001 [GU L 81 del 21 marzo 2001, pagg. 1-7]).
E. 5.2 Nella fattispecie, come del resto non risulta contestato nel ricorso (cfr. atto ricorsuale del 9 maggio 2016, pag. 2) e come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella decisione impugnata alla quale si rinvia, un visto Schengen di tipo C non può essere concesso in quanto le condizioni per il rilascio non sono adempiute. In particolare, tenuto conto del contesto di guerra civile e violenza generalizzata in Siria, nonché della situazione personale del richiedente, egli non ha fornito garanzie che lascerà la Svizzera al momento della scadenza del visto.
E. 6.1 Non essendo adempiute le condizioni per il rilascio di un visto Schengen di tipo C, di seguito verrà analizzato se sono dati i presupposti per la concessione di un VTL ai sensi dell'art. 2 cpv. 4 OEV e sulla base dell'Istruzione visto umanitario.
E. 6.2 Preliminarmente, va rilevato che il Tribunale non è vincolato dalle istruzioni emesse dalla SEM. Tuttavia, senza un valido motivo non dovrebbe scostarsene in quanto queste istruzioni garantiscono soprattutto la parità di trattamento e permettono un'interpretazione adeguata al caso di specie delle norme giuridiche applicabili (cfr. Moor/Flückiger/Martenet, Droit administratif, Vol. I, 3a ed. 2012, pagg. 427-430).
E. 6.3 Lo scrivente Tribunale ritiene per i motivi che seguono che, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore nel provvedimento querelato, l'interessato non si trova in una situazione di particolare emergenza che rende indispensabile l'intervento delle autorità.
E. 6.4 Va innanzitutto rilevato che quand'anche i ricorrenti abbiano fornito elementi a sostegno delle difficili condizioni in cui si trova C._______, la situazione personale di quest'ultimo non appare diversa da quella dei connazionali nelle medesime condizioni.
E. 6.5 Come si è visto egli ha postulato il rilascio di un VTL per motivi umanitari richiamandosi al fatto di essere sottoposto all'obbligo di servire per l'esercito governativo siriano, ciò che a suo dire equivarrebbe quasi certamente ad una condanna a morte, visto il suo precedente rifiuto di arruolarsi. Lo scrivente Tribunale non condivide quest'argomentazione poiché i rischi di una possibile persecuzione da parte dell'esercito siriano nei confronti del richiedente non appaiono sufficientemente circostanziati e concreti. Inoltre va considerato che la volontà di C._______ di sottrarsi all'obbligo di leva non costituisce di per sé un valido motivo per il rilascio di un VTL.
E. 6.6 Con riferimento al fatto che l'interessato si è richiamato al ferimento avvenuto in data 2 gennaio 2016 nella città di J._______ a seguito dello scoppio di una bomba, il Tribunale osserva che dalle allegazioni dei ricorrenti e dal rapporto medico allegato al ricorso del 9 maggio 2016 si evince che effettivamente C._______ ha subito una ferita di 15 centimetri alla gamba sinistra. Nondimeno, pur tenendo in considerazione la gravità della situazione, nulla induce a credere che l'esplosione dell'ordigno che ha portato al citato ferimento rappresentasse un atto deliberato nei confronti del richiedente.
E. 6.7 Occorre di transenna osservare come in sede d'opposizione i ricorrenti abbiano sostenuto che la situazione di minaccia nei confronti di C._______ sarebbe ulteriormente esacerbata in ragione della fede cristiana di quest'ultimo, in quanto questa minoranza sarebbe oggetto di regolari persecuzioni (cfr. opposizione del 9 marzo 2016, incarto Simic, pag. 51). Al proposito il Tribunale considera che, contrariamente a quanto asserito da A._______ e B._______, a K._______, città di residenza del richiedente, non vi siano in atto persecuzioni a danno della comunità cristiana. Il fatto che la popolazione di tale confessione debba fare fronte a carenze nella protezione contro atti di violenza perpetrata da entità criminali, così come al generale peggioramento delle condizioni di sussistenza e di sicurezza - ciò che comporta inevitabili, spiacevoli ed indubbiamente difficili conseguenze - non può essere ricondotto ad una persecuzione intensa e mirata contro detta minoranza religiosa, ma al contrario è da inserirsi nel contesto delle conseguenze della guerra civile che affligge la Siria e di conseguenza l'insieme della popolazione ivi residente.
E. 6.8 In sintesi, sebbene la situazione personale di C._______ sia indubbiamente difficile, visto il clima di violenza generalizzata con contraddistingue la regione in cui abita ed in ragione del rischio che egli sia obbligato ad arruolarsi nelle fila dell'esercito siriano, non vi sono elementi o indizi concreti per potere concludere che egli si trova in un contesto tale da rendere indispensabile l'intervento delle autorità.
E. 7 Pertanto, visto quanto precede, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto che l'interessato non si trova in una situazione di pericolo concreta giustificante il rilascio di un visto per motivi umanitari, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata deve essere confermata.
E. 8 Visto l'esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 PA). Tuttavia, tenuto conto delle circostanze particolari del caso in esame, della domanda di assistenza giudiziaria formulata nel ricorso del 9 maggio 2016 e della situazione precaria del richiedente, si rinuncia a prelevare tali spese (art. 63 cpv. 1 in fine PA in combinato disposto con l'art. 6 lett. b del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).
E. 9 Non essendo impugnabile con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale, la presente pronuncia è quindi definitiva (art. 83 lett. c cifra 1 LTF).
Dispositiv
- Il ricorso è respinto.
- Non si prelevano spese processuali.
- Comunicazione a: - ricorrenti (raccomandata) - autorità inferiore (n. di rif. [...]; incarto di ritorno) Il presidente del collegio: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Reto Peterhans Data di spedizione:
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Bundesverwaltungsgericht Tribunal administratif fédéral Tribunale amministrativo federale Tribunal administrativ federal Corte VI F-2959/2016 Sentenza del 24 ottobre 2016 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Andreas Trommer, Yannick Antoniazza-Hafner, cancelliere Reto Peterhans. Parti
1. A._______,
2. B._______, ricorrenti, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen concernente C._______. Fatti: A. Il 15 febbraio 2016 C._______, cittadino siriano nato il (...), ha sollecitato il rilascio di un visto umanitario presso la rappresentanza elvetica a Beirut (Libano) per recarsi in Svizzera, unitamente ai genitori, presso i fratelli D._______ e E._______, i quali si trovano attualmente a F._______. B. Con decisione notificata il 29 febbraio 2016 la summenzionata rappresentanza svizzera ha rifiutato il rilascio del visto richiesto dall'interessato mediante il modulo standard Schengen. C. Il 9 marzo 2016 A._______ e B._______, familiari del richiedente, hanno inoltrato opposizione alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) contro la citata decisione della rappresentanza svizzera a Beirut ed hanno versato l'anticipo spese richiesto. Gli opponenti hanno presentato un atto unico concernente sia C._______, sia G._______ e H._______, genitori del richiedente ed anch'essi oggetto di una decisione di rifiuto del rilascio di visto umanitario da parte della rappresentanza svizzera a Beirut, il cui caso è stato trattato in un procedimento separato. Nella loro opposizione A._______ e B._______ hanno innanzitutto osservato che C._______, studente di ingegneria presso l'Università di I._______ ha dovuto interrompere gli studi poiché ricercato dall'esercito siriano. Per sfuggire alla cattura ed al conseguente arruolamento forzato l'interessato sarebbe dunque costretto a cambiare continuamente abitazione. Lo stesso sarebbe inoltre rimasto ferito ad una gamba a seguito di un'esplosione avvenuta il 2 gennaio 2016 nella città di J._______ (Siria). Gli opponenti hanno altresì precisato che, vista la situazione di violenza generalizzata in cui versa K._______, località situata nelle vicinanze di J._______ in cui vive C._______, i rischi per l'incolumità di quest'ultimo sarebbero estremamente elevati. Per A._______ e B._______ va anche considerata la fede cristiana del richiedente che, unita alla presenza nella citata regione di gruppi armati formati da fondamentalisti islamici, espone maggiormente C._______ al rischio di persecuzioni. D. In data 14 aprile 2016 la SEM ha respinto la citata opposizione. L'autorità inferiore ha considerato che la partenza dallo spazio Schengen del richiedente al termine della validità del visto non sarebbe garantita tenuto conto in particolare della situazione socioeconomica in cui versa la Siria e visto che egli non ha dimostrato di disporre di mezzi finanziari sufficienti. Per questi motivi la SEM ha ritenuto di non potere autorizzare l'entrata in Svizzera dell'interessato sulla scorta di un visto Schengen di tipo C. L'autorità federale ha altresì confermato la decisione della rappresentanza svizzera di Beirut di rifiutare il rilascio di un visto con territorialità limitata (VTL) per motivi umanitari, ritenendo che, malgrado la difficile situazione del paese di origine del richiedente e sebbene quest'ultimo sia di religione cristiana, egli non si trova in una situazione di rigore caratterizzata da un pericolo diretto, serio e concreto per la sua integrità fisica. E. A._______ e B._______ sono insorti avverso la decisione della SEM del 14 aprile 2016 mediante ricorso del 9 maggio 2016 (data del plico raccomandato: 11 maggio 2016) dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale). I ricorrenti hanno innanzitutto precisato di non avere richiesto il rilascio di un visto Schengen di tipo C, ma di avere unicamente postulato la concessione di un visto con territorialità limitata per motivi umanitari. Con riferimento a quest'ultima richiesta gli insorgenti hanno lamentato una presunta violazione del diritto di essere sentiti, vista la mancanza di un esame individualizzato del caso di specie da parte della SEM. L'autorità inferiore non si sarebbe in particolare chinata sulla questione inerente al ferimento di C._______ a seguito dello scoppio di una bomba, del rischio di arruolamento, incarcerazione o uccisione, nonché in merito all'attuale difficile contesto in cui versa la regione di provenienza dell'interessato. I ricorrenti hanno motivato il loro gravame riferendosi ai documenti prodotti che proverebbero lo stato di costante minaccia in cui vivrebbe C._______ a seguito della convocazione da parte delle forze armate siriane ed in ragione del citato ferimento. A._______ e B._______ hanno in seguito rimproverato alla SEM di non avere tenuto sufficientemente in conto del fatto che in Svizzera già risiedono diversi familiari del richiedente. Infine, viste le particolarità del caso in esame, nonché in ragione dei mezzi limitati a disposizione dell'interessato, gli insorgenti hanno postulato l'esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo. F. Il Tribunale ha accolto quest'ultima richiesta con decisione incidentale del 14 giugno 2016 ed ha invitato l'autorità inferiore ad esprimersi in merito al ricorso presentato da A._______ e da B._______. G. In data 20 giugno 2016 la SEM si è riconfermata nella decisione del 14 aprile 2016, considerando che i ricorrenti non hanno addotto argomentazioni che le permettono di modificare l'apprezzamento della fattispecie. Diritto: 1. 1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 LTAF, giusta l'art. 31 LTAF il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 1.2 In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera rese dalla SEM - la quale costituisce un'unità dell'amministrazione federale come definita all'art. 33 lett. d LTAF - possono essere impugnate dinanzi al Tribunale, il quale statuisce in via definitiva (art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 lett. c cifra 1 LTF). 1.3 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura davanti al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF). 1.4 A._______ e B._______ hanno diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA), ed il loro ricorso, presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile (art. 50 e 52 PA).
2. Ai sensi dell'art. 49 PA, i motivi di ricorso sono la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di fatto al momento del giudizio (DTAF 2014/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata).
3. La legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce né il diritto d'entrata in Svizzera né quello al rilascio di un visto. La Confederazione elvetica, come tutti gli altri Stati non è tenuta ad autorizzare di principio l'entrata di stranieri sul suo territorio. Tale decisione viene presa dalla Svizzera autonomamente in accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. DTAF 2014/1 consid. 4.1.1 e relativi riferimenti). Tuttavia la normativa di Schengen, ripresa dalla Svizzera con la conclusione degli accordi d'associazione a Schengen, limita le prerogative degli Stati firmatari in quanto, da un lato, la regolamentazione prevede delle condizioni uniformi per l'entrata nello spazio Schengen e del rilascio dei relativi visti e, dall'altro, obbliga gli Stati firmatari a rifiutare l'entrata e il rilascio di un visto qualora le condizioni previste non siano adempiute. Inoltre, se l'autorità competente per statuire sulla domanda di visto conclude all'adempimento da parte del richiedente delle condizioni per l'ottenimento e che non esiste alcun motivo di rifiuto, il visto deve in principio essere concesso. Nell'effettuare questo esame l'autorità dispone di un ampio margine di apprezzamento. Di conseguenza, come il Tribunale ha già rilevato a più riprese nella sua giurisprudenza, la normativa di Schengen non conferisce né un diritto all'entrata nello spazio Schengen né un diritto al rilascio di un visto (cfr. ibidem). Inoltre, malgrado i Tribunali svizzeri e le autorità siano autonomi nell'applicazione e nell'interpretazione dell'acquis di Schengen, in quanto non esiste un obbligo giuridico di tenere conto dell'interpretazione data dalla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), il Tribunale, contribuisce all'applicazione e interpretazione uniforme del diritto Schengen. Di conseguenza, prende in considerazione la giurisprudenza della CGUE, evitando di scostarsene senza motivi oggettivi (cfr. DTAF 2014/1 consid. 4.1.2 e relativi riferimenti). 4. 4.1 Le disposizioni sulla procedura in materia di visto nonché sull'entrata e sulla partenza dalla Svizzera si applicano soltanto in quanto gli accordi di associazione alla normativa di Schengen, elencati nell'allegato 1 numero 1 alla LStr (RS 142.20), non contemplino disposizioni divergenti (art. 2 cpv. 4 e 5 LStr). 4.2 Per quanto riguarda le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggiorno non superiore a 90 giorni, l'art. 2 cpv. 1 dell'ordinanza concernente l'entrata e il rilascio del visto del 22 ottobre 2008 (OEV, RS 142.204), nel suo tenore del 4 maggio 2016, in vigore dal 16 maggio 2016, rinvia all'art. 6 del regolamento (UE) n. 399/2016 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen, GU L 77 del 23 marzo 2016, pagg. 1-52). Le condizioni d'entrata così previste corrispondono, sostanzialmente, a quelle elencate all'art. 5 LStr. 4.3 I richiedenti devono essere in possesso di uno o più documenti di viaggio validi che consentano di attraversare la frontiera e se richiesto, di un visto valido (lett. a e b), nonché giustificare lo scopo e le condizioni di soggiorno e disporre di mezzi finanziari sufficienti (lett. c, nonché art. 14 par. 1 lett. a-c del regolamento [CE] n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti [Codice dei visti, GU L 243/1 del 15 novembre 2009, pagg. 1-58]). Inoltre, non devono essere segnalati nel Sistema d'informazione Schengen (SIS) ai fini della non ammissione e non essere considerati una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza interna, la salute pubblica o le relazioni internazionali di uno degli Stati membri (lett. d ed e). Infine, sarà valutata in modo particolare la volontà dei richiedenti di lasciare gli Stati membri, prima della scadenza del visto richiesto (art. 21 par. 1 Codice dei visti; art. 5 cpv. 2 LStr). 4.4 Se le condizioni di rilascio di un visto uniforme per lo spazio Schengen non sono adempiute uno Stato membro può, a titolo eccezionale, rilasciare un visto di validità territoriale limitata per motivi umanitari o di interesse nazionale oppure in virtù di obblighi internazionali (art. 2 cpv. 4 e art. 12 cpv. 4 OEV, art. 25 par. 1 lett. a Codice dei visti e art. 6 par. 5 lett. c Codice frontiere Schengen). 4.5 Con la modifica urgente della LAsi (RS 142.31) del 28 settembre 2012, il Legislatore ha deciso di sopprimere la possibilità di depositare domande di asilo presso le ambasciate svizzere all'estero (cfr. art. 20 vLAsi, RU 1999 2262). L'abrogazione di tale disposizione, avvenuta il 29 settembre 2012, ha reso necessaria la possibilità di accordare la protezione della Svizzera alle persone direttamente e gravemente minacciate che si trovano all'estero. In virtù dell'art. 2 cpv. 4 OEV, entrato in vigore il 1° ottobre 2012, e conformemente alla normativa Schengen, la SEM può, in determinati casi, accordare un visto d'entrata in Svizzera per motivi umanitari, derogando alle condizioni generali previste dalla normativa Schengen concernenti il rilascio dei visti. La persona che entra in Svizzera in virtù di un visto umanitario deve depositare una domanda di asilo in Svizzera. Se ciò non avviene, essa dovrà lasciare la Svizzera dopo un soggiorno di tre mesi. 4.6 Un visto umanitario può essere rilasciato se, nel caso concreto, si può ritenere che la vita o l'integrità fisica di una persona sono direttamente, seriamente e concretamente minacciate nel suo paese d'origine o di provenienza. La persona interessata deve trovarsi in una situazione di particolare emergenza che renda indispensabile l'intervento delle autorità, da qui la necessità di concederle un visto d'entrata in Svizzera. Ciò può essere il caso per esempio in situazioni di conflitto armato estremamente gravi, situazioni di guerra particolarmente cruente o per sfuggire a una minaccia personale reale e imminente. La domanda di visto va esaminata con cura tenendo conto della minaccia attuale, della situazione personale e della situazione prevalente nello Stato d'origine o di provenienza. È imperativo esaminare attentamente le specificità della domanda di visto. Se l'interessato si trova già in uno Stato terzo, di norma si può considerare che non è più minacciato (cfr. DTAF 2015/5 consid. 4.1.3). 4.7 Le condizioni d'entrata nel quadro della procedura di rilascio del visto sono pertanto più restrittive di quelle vigenti nel quadro delle domande di asilo dall'estero (cfr. Messaggio del Consiglio federale del 26 maggio 2010 concernente la modifica della legge sull'asilo, FF 2010 3889, pagg. 3923- 3924; Istruzione della SEM del 25 febbraio 2014 relativa alle domande di visto per motivi umanitari [di seguito: Istruzione visto umanitario]; sentenza del TAF D-4107/2014 del 24 agosto 2015 consid. 3.6 in fine ed i riferimenti ivi citati). 5. 5.1 C._______ è di nazionalità siriana, di conseguenza al fine di potere entrare in Svizzera egli necessita dell'ottenimento di un visto (cfr. art. 4 OEV; nonché il regolamento [CE] n. 539/2001 del Consiglio del 15 marzo 2001 [GU L 81 del 21 marzo 2001, pagg. 1-7]). 5.2 Nella fattispecie, come del resto non risulta contestato nel ricorso (cfr. atto ricorsuale del 9 maggio 2016, pag. 2) e come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella decisione impugnata alla quale si rinvia, un visto Schengen di tipo C non può essere concesso in quanto le condizioni per il rilascio non sono adempiute. In particolare, tenuto conto del contesto di guerra civile e violenza generalizzata in Siria, nonché della situazione personale del richiedente, egli non ha fornito garanzie che lascerà la Svizzera al momento della scadenza del visto. 6. 6.1 Non essendo adempiute le condizioni per il rilascio di un visto Schengen di tipo C, di seguito verrà analizzato se sono dati i presupposti per la concessione di un VTL ai sensi dell'art. 2 cpv. 4 OEV e sulla base dell'Istruzione visto umanitario. 6.2 Preliminarmente, va rilevato che il Tribunale non è vincolato dalle istruzioni emesse dalla SEM. Tuttavia, senza un valido motivo non dovrebbe scostarsene in quanto queste istruzioni garantiscono soprattutto la parità di trattamento e permettono un'interpretazione adeguata al caso di specie delle norme giuridiche applicabili (cfr. Moor/Flückiger/Martenet, Droit administratif, Vol. I, 3a ed. 2012, pagg. 427-430). 6.3 Lo scrivente Tribunale ritiene per i motivi che seguono che, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore nel provvedimento querelato, l'interessato non si trova in una situazione di particolare emergenza che rende indispensabile l'intervento delle autorità. 6.4 Va innanzitutto rilevato che quand'anche i ricorrenti abbiano fornito elementi a sostegno delle difficili condizioni in cui si trova C._______, la situazione personale di quest'ultimo non appare diversa da quella dei connazionali nelle medesime condizioni. 6.5 Come si è visto egli ha postulato il rilascio di un VTL per motivi umanitari richiamandosi al fatto di essere sottoposto all'obbligo di servire per l'esercito governativo siriano, ciò che a suo dire equivarrebbe quasi certamente ad una condanna a morte, visto il suo precedente rifiuto di arruolarsi. Lo scrivente Tribunale non condivide quest'argomentazione poiché i rischi di una possibile persecuzione da parte dell'esercito siriano nei confronti del richiedente non appaiono sufficientemente circostanziati e concreti. Inoltre va considerato che la volontà di C._______ di sottrarsi all'obbligo di leva non costituisce di per sé un valido motivo per il rilascio di un VTL. 6.6 Con riferimento al fatto che l'interessato si è richiamato al ferimento avvenuto in data 2 gennaio 2016 nella città di J._______ a seguito dello scoppio di una bomba, il Tribunale osserva che dalle allegazioni dei ricorrenti e dal rapporto medico allegato al ricorso del 9 maggio 2016 si evince che effettivamente C._______ ha subito una ferita di 15 centimetri alla gamba sinistra. Nondimeno, pur tenendo in considerazione la gravità della situazione, nulla induce a credere che l'esplosione dell'ordigno che ha portato al citato ferimento rappresentasse un atto deliberato nei confronti del richiedente. 6.7 Occorre di transenna osservare come in sede d'opposizione i ricorrenti abbiano sostenuto che la situazione di minaccia nei confronti di C._______ sarebbe ulteriormente esacerbata in ragione della fede cristiana di quest'ultimo, in quanto questa minoranza sarebbe oggetto di regolari persecuzioni (cfr. opposizione del 9 marzo 2016, incarto Simic, pag. 51). Al proposito il Tribunale considera che, contrariamente a quanto asserito da A._______ e B._______, a K._______, città di residenza del richiedente, non vi siano in atto persecuzioni a danno della comunità cristiana. Il fatto che la popolazione di tale confessione debba fare fronte a carenze nella protezione contro atti di violenza perpetrata da entità criminali, così come al generale peggioramento delle condizioni di sussistenza e di sicurezza - ciò che comporta inevitabili, spiacevoli ed indubbiamente difficili conseguenze - non può essere ricondotto ad una persecuzione intensa e mirata contro detta minoranza religiosa, ma al contrario è da inserirsi nel contesto delle conseguenze della guerra civile che affligge la Siria e di conseguenza l'insieme della popolazione ivi residente. 6.8 In sintesi, sebbene la situazione personale di C._______ sia indubbiamente difficile, visto il clima di violenza generalizzata con contraddistingue la regione in cui abita ed in ragione del rischio che egli sia obbligato ad arruolarsi nelle fila dell'esercito siriano, non vi sono elementi o indizi concreti per potere concludere che egli si trova in un contesto tale da rendere indispensabile l'intervento delle autorità.
7. Pertanto, visto quanto precede, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto che l'interessato non si trova in una situazione di pericolo concreta giustificante il rilascio di un visto per motivi umanitari, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata deve essere confermata.
8. Visto l'esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 PA). Tuttavia, tenuto conto delle circostanze particolari del caso in esame, della domanda di assistenza giudiziaria formulata nel ricorso del 9 maggio 2016 e della situazione precaria del richiedente, si rinuncia a prelevare tali spese (art. 63 cpv. 1 in fine PA in combinato disposto con l'art. 6 lett. b del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).
9. Non essendo impugnabile con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale, la presente pronuncia è quindi definitiva (art. 83 lett. c cifra 1 LTF). Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1. Il ricorso è respinto.
2. Non si prelevano spese processuali.
3. Comunicazione a:
- ricorrenti (raccomandata)
- autorità inferiore (n. di rif. [...]; incarto di ritorno) Il presidente del collegio: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Reto Peterhans Data di spedizione: