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43_III_210

BGE 43 III 210

Bundesgericht (BGE) · 1917-01-01 · Italiano CH
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Entscheidungen der Schuldbetreibungs-

Aufhebung des angefochtenen Entscheides das Betrei-

bungsamt Base};.Stadt angewiesen, die beanstandete Ab-

schlagszahlung zu unterlassen.

42. Sentenza algiugno 1917 neUa causa Tami.

Il curatore assistente giusta l'art. 395 ce non e, di regola, il

rappresentante legale dei curatelato: non puö promuo-

vere atti esecutivi in suo no me se non quan do gli fu

trasmessa ramministrazione della sostanza. Il ricupero di

fitti col mezzo di esecuzione e atto amministrativo.

A. -

Con decreto 2 febbraio 1917 il Pretore di Lugano-

Cith\ pronunciava Ia il1abilitazione di Cesare Ferrari in

Lugano ed invitava l'autoritt\ tutoria a nominargli

un curatore « ehe provvedesse aUa gestione della sua

)} sostanza agli effetti delI 'art. 395 CCS, rimanendo

)} libera all'inabilitato la disposizione delle rendite. I>

Carlo Censi avvocato in Lugano, nominato curatore-

assistente in forza di questo decreto, otteneva il 28 aprile

1917, in norne di Ferrari ed a tutela di un suo credito

di fr. 2125 per affitti scaduti,- l'inventario dei mobili

sbggetti al diritto di ritenzion~ ehe si trovavano nell'al-

bergo Americana in Lugano, ehe i debitOl'i fratelli Giu-

seppe e Battista Tami avevano affittato. In seguito, il

5 maggio 1917 l'avvocato Carlo Censi, sempre in qualita

di euratore di Ferrari, promuoveva l'eseeuzione per il

pagamento di quella somma.

B. -

Contro questi provvedimenti (inventario ed

esecuzione) i debitori ricorsero all'Autorita di Vigilanza

domandandone l'annullamento. Essi addueevano : il ere-

ditore e eontrario ad ogni atto eseeutivo in 10ro odio :

e poiche l'avvoeato Censi non e di Iui proeuratore 0 rap-

presentante, ma solo il suo curatore-assistente, non gIi

spetta Ia faeoIta di agire in suo norne e eontro Ia gua

volonta per l'ineasso di una rendita, ehe a mente den'art.

und Konkurskammer. N° 42.

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395 CCS edel decreto stesso di inabilitazione, permane

nella libera disposizione dell'inabilitato.

C. -

Respinti dall'Autorita eantonale di Vigilanza,

i fratelli Tami se ne aggravano presso il Tribunale fede-

raJe.

Considerando in diritto:

10

-

La questione di sapere se ed in quale misura uu

curatore-assistente asensi dell'art. 395 CCS possa rap-

presentare Ia persona sottoposta a curatela e, per sua

natura, di diritto civile e come tale di competenza deI

giudice. Nondimeno l'Autorita di Vigilanza puö e deve

esaminarla incidentalmente e senza pregiudizio quando,

come nel caso in esame, essa si presenti come pregiudi-

ziale in una questione sulla validita di atti esecuthri pro-

mossi dal curatore in norne deI curatelato.

2° -

Nel merito devesi ritenere ehe il curatore-assi-

~tente a sensi dell'art. 395 CCS non e, in via di massima,

il rappresentante legale deI curatelato. Le sue funzioni

si limitano a dare 0 a rifiutare il consenso a certi atti,

determinati dalla legge (art. 395 CeS), ehe possono avere

conseguenze eeonomiche importallti e ehe non sono validi

senza Ia sua autorizzazione. Ma questa regola mnmette

eceezioni. Giusta il disposto dell'uItimo capoverso del-

rart 395 la persona soggetta a euratela puö esser privata

dall'amministrazione deHa sostanza

(i rimanendole la

libera disposizione deHa rendita.)} In questo caso iI cura-

tore. ~iventa il rappresentante legale deI curatelato per

tuttI I provvedimenti richiesti dall'amminislrazione deHa

sostanza di quest'uItimo : e poiche l'incasso di ntti 0 di

rendite e senza dubbio atto di amministrazione, al cura-

tore eompetera Ia facolta di promuovere i provvedirnenti

legali ehe mirallo al ricupero di siffatti crediti (invelltario

a tu~eIa deI diritto di ritenzione, esecuzione per Ia loro

esazlOne), salvo a consegnare in seguito al curatelato

la rendita neUa percepita e eioe l'ammontare ineassato,

dedotte Ie spese di amministrazione e gli altri aggravi

sui beni dai quali Ia rendita proviene.

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Entscheidungen der Scbuldbetreibungs-

Nel easo in esame i ricorrenti eontestano a torto ehe

Ferrari sia stato privato dan'amministrazione dena sua

sostanza. Il deereto pretoriale 2 febbraio 1917 non Iaseia

dubbio in proposito : esso statuisce esplicitamente ehe il

curatore debba provvedere aUa gestione della sostanza

Ferrari: il ehe aItro non significa se non ehe l'inabili-

iato vien privato dal diritto di amministrarla, ehe passa

al euratore. In questo eondizioni non puo venir contes-

tato che questi aveva Ia faeoltä di provvedere aIl'esa-

zione dei crediti in questione e quindi di promuovere le

misure esecutive querelate.

La Camera Esecuzioni e Fallimenti

prol1uncia:

Il ricorso e respinto.

43. Entscheid vom 10. Juli 1917 i. S. Schmid.

Art. 149 Abs. 3 SchKG. Fortsetzung der Betreibung ohne

neuen Zahlungsbefehl, wenn auf Grund eines definitiven

Verlustscheins eine Anfechtungsklage mit Erfolg erhoben

worden ist.

A. -

In der Betreibung N° 1939 gegen den Rekurrenten

Friedrich Schmid-Hausmann.in Suhr wurde am 2. Juni

1915 ein definitiver Verlustschein für 4987 Fr. 25 Cts.

ausgestellt. Die Rekursgegner F. und H. Siebenmann in

Aarau als Rechtsnachfolger der ursprünglichen betrei-

benden Gläubigerin erhoben auf Grund dieses am 5. Juni

1915 zugestellten Verlustscheins gegen die Ehefrau des

R~kurrel1ten am 2. Mai 1916 eine Anfechtungsklage.

Diese wurde gutgeheissen und die Ehefrau des Rekur-

renten verpflichtet, die durch einen Kaufvertrag vom

9. Juni 1913 erworbenen Gegenstände zu Gunsten der

Kläger pfänden und verwerten zu lassen. Unmittelbar

nach der Zustellung des Urteiles verlangten die Rekur-

renten vom Betreibungsamt Suhrdie Pfändung dieser

und Konkurskammer. N° 43.

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Gegenstände. Das Amt pfändete darauf am 4. Mai 1917

Liegenschaften und Fahrhabe.

B. -

Auf Beschwerde des Rekurrenten und seiner

Ehefrau hob die untere Aufsichtsbehörde die Pfändung

auf, indem sie davon ausging, dass ein neuer Zahlungs-

befehl erforderlich sei, weil seit Zustellung des Verlust-

scheins mehr als sechs Monate verstrichen seien.

Hiegegen rekurrierten F. und H. Siebenmann an die

obere Aufsichtsbehörde des Kantons Aargau.

Diese hiess den Rekurs am 15. Juni 1917 gut, indem sie

die Pfändung aufrecht hielt.

Der Entscheid ist wie folgt begründet : « Die rein be-

treibungsrechtliche Anfechtungsklage verfolgt das Ziel,

die Rückleistung der veräusserten Vermögensobjekte zum

Zwecke ihrer betreibungsrechtlichen Inan~pruchnahme

zu erwirken. Es kann daher der im Anfechtungsprozesse

obsiegende Gläubiger in der Tat die betreibungsrechtlich

erstrittenen Objekte « für sich pfänden und verwerten

lassen, wie wenn die anfechtbare Handlung nicht erfolgt

wäre)}. Das Urteil gegen den dritten Erwerber der Ob-

jekte gibt ihm das Recht hiezu; der Schuldner, der sich

ja der Objekte entäusserte, ist gar nicht legitimiert,

dagegen Einsprache zu erheben. Die Bestimmungen des

Art. 149 SchKG kommen also in diesem Falle nicht zur

Anwendung; speziell ist gleichgültig, ob die Anfechtungs-!

klage innerhalb sechs Monaten nach der Zustellung des

Verlustscheins erfolgte oder erst später. Schliesslich ist

noch darauf hinzuweisen, dass die ursprüngliche Betrei-

bung und das gestellte Pfändungsbegehren durch den

auf unrichtiger Voraussetzung beruhenden Verlustschein

ihren Abschluss nicht gefunden haben, da das Pfändungs-

verfahren in 'Virklichkeit ein fruchtbares hätte sein

müssen, wenn die mit Erfolg angefochtene Rechtshand-

lung nicht dazwischen getreten wäre.)

C. -

Diesen Entscheid hat der Rekurrent am 30. Juni

1917 an das Bundesgericht weitergezogen, indem er sein

Begehren um Aufhebung der Pfändung erneuert.