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210 Entscheidungen der Schuldbetreibungs- Aufhebung des angefochtenen Entscheides das Betrei- bungsamt Base};.Stadt angewiesen, die beanstandete Ab- schlagszahlung zu unterlassen.
42. Sentenza algiugno 1917 neUa causa Tami. Il curatore assistente giusta l'art. 395 ce non e, di regola, il rappresentante legale dei curatelato: non puö promuo- vere atti esecutivi in suo no me se non quan do gli fu trasmessa ramministrazione della sostanza. Il ricupero di fitti col mezzo di esecuzione e atto amministrativo. A. - Con decreto 2 febbraio 1917 il Pretore di Lugano- Cith\ pronunciava Ia il1abilitazione di Cesare Ferrari in Lugano ed invitava l'autoritt\ tutoria a nominargli un curatore « ehe provvedesse aUa gestione della sua )} sostanza agli effetti delI 'art. 395 CCS, rimanendo )} libera all'inabilitato la disposizione delle rendite. I> Carlo Censi avvocato in Lugano, nominato curatore- assistente in forza di questo decreto, otteneva il 28 aprile 1917, in norne di Ferrari ed a tutela di un suo credito di fr. 2125 per affitti scaduti,- l'inventario dei mobili sbggetti al diritto di ritenzion~ ehe si trovavano nell'al- bergo Americana in Lugano, ehe i debitOl'i fratelli Giu- seppe e Battista Tami avevano affittato. In seguito, il 5 maggio 1917 l'avvocato Carlo Censi, sempre in qualita di euratore di Ferrari, promuoveva l'eseeuzione per il pagamento di quella somma. B. - Contro questi provvedimenti (inventario ed esecuzione) i debitori ricorsero all'Autorita di Vigilanza domandandone l'annullamento. Essi addueevano : il ere- ditore e eontrario ad ogni atto eseeutivo in 10ro odio : e poiche l'avvoeato Censi non e di Iui proeuratore 0 rap- presentante, ma solo il suo curatore-assistente, non gIi spetta Ia faeoIta di agire in suo norne e eontro Ia gua volonta per l'ineasso di una rendita, ehe a mente den'art. und Konkurskammer. N° 42. 211 395 CCS edel decreto stesso di inabilitazione, permane nella libera disposizione dell'inabilitato. C. - Respinti dall'Autorita eantonale di Vigilanza, i fratelli Tami se ne aggravano presso il Tribunale fede- raJe. Considerando in diritto: 10 - La questione di sapere se ed in quale misura uu curatore-assistente asensi dell'art. 395 CCS possa rap- presentare Ia persona sottoposta a curatela e, per sua natura, di diritto civile e come tale di competenza deI giudice. Nondimeno l' Autorita di Vigilanza puö e deve esaminarla incidentalmente e senza pregiudizio quando, come nel caso in esame, essa si presenti come pregiudi- ziale in una questione sulla validita di atti esecuthri pro- mossi dal curatore in norne deI curatelato. 2° - Nel merito devesi ritenere ehe il curatore-assi- ~tente a sensi dell'art. 395 CCS non e, in via di massima, il rappresentante legale deI curatelato. Le sue funzioni si limitano a dare 0 a rifiutare il consenso a certi atti, determinati dalla legge (art. 395 CeS), ehe possono avere conseguenze eeonomiche importallti e ehe non sono validi senza Ia sua autorizzazione. Ma questa regola mnmette eceezioni. Giusta il disposto dell'uItimo capoverso del- rart 395 la persona soggetta a euratela puö esser privata dall'amministrazione deHa sostanza (i rimanendole la libera disposizione deHa rendita. )} In questo caso iI cura- tore. ~iventa il rappresentante legale deI curatelato per tuttI I provvedimenti richiesti dall' amminislrazione deHa sostanza di quest'uItimo : e poiche l'incasso di ntti 0 di rendite e senza dubbio atto di amministrazione, al cura- tore eompetera Ia facolta di promuovere i provvedirnenti legali ehe mirallo al ricupero di siffatti crediti (invelltario a tu~eIa deI diritto di ritenzione, esecuzione per Ia loro esazlOne), salvo a consegnare in seguito al curatelato la rendita neUa percepita e eioe l'ammontare ineassato, dedotte Ie spese di amministrazione e gli altri aggravi sui beni dai quali Ia rendita proviene. 212 Entscheidungen der Scbuldbetreibungs- Nel easo in esame i ricorrenti eontestano a torto ehe Ferrari sia stato privato dan'amministrazione dena sua sostanza. Il deereto pretoriale 2 febbraio 1917 non Iaseia dubbio in proposito : esso statuisce esplicitamente ehe il curatore debba provvedere aUa gestione della sostanza Ferrari: il ehe aItro non significa se non ehe l'inabili- iato vien privato dal diritto di amministrarla, ehe passa al euratore. In questo eondizioni non puo venir contes- tato che questi aveva Ia faeoltä di provvedere aIl'esa- zione dei crediti in questione e quindi di promuovere le misure esecutive querelate. La Camera Esecuzioni e Fallimenti prol1uncia: Il ricorso e respinto.
43. Entscheid vom 10. Juli 1917 i. S. Schmid. Art. 149 Abs. 3 SchKG. Fortsetzung der Betreibung ohne neuen Zahlungsbefehl, wenn auf Grund eines definitiven Verlustscheins eine Anfechtungsklage mit Erfolg erhoben worden ist. • A. - In der Betreibung N° 1939 gegen den Rekurrenten Friedrich Schmid-Hausmann.in Suhr wurde am 2. Juni 1915 ein definitiver Verlustschein für 4987 Fr. 25 Cts. ausgestellt. Die Rekursgegner F. und H. Siebenmann in Aarau als Rechtsnachfolger der ursprünglichen betrei- benden Gläubigerin erhoben auf Grund dieses am 5. Juni 1915 zugestellten Verlustscheins gegen die Ehefrau des R~kurrel1ten am 2. Mai 1916 eine Anfechtungsklage. Diese wurde gutgeheissen und die Ehefrau des Rekur- renten verpflichtet, die durch einen Kaufvertrag vom
9. Juni 1913 erworbenen Gegenstände zu Gunsten der Kläger pfänden und verwerten zu lassen. Unmittelbar nach der Zustellung des Urteiles verlangten die Rekur- renten vom Betreibungsamt Suhrdie Pfändung dieser und Konkurskammer. N° 43. 213 Gegenstände. Das Amt pfändete darauf am 4. Mai 1917 Liegenschaften und Fahrhabe. B. - Auf Beschwerde des Rekurrenten und seiner Ehefrau hob die untere Aufsichtsbehörde die Pfändung auf, indem sie davon ausging, dass ein neuer Zahlungs- befehl erforderlich sei, weil seit Zustellung des Verlust- scheins mehr als sechs Monate verstrichen seien. Hiegegen rekurrierten F. und H. Siebenmann an die obere Aufsichtsbehörde des Kantons Aargau. Diese hiess den Rekurs am 15. Juni 1917 gut, indem sie die Pfändung aufrecht hielt. Der Entscheid ist wie folgt begründet : « Die rein be- treibungsrechtliche Anfechtungsklage verfolgt das Ziel, die Rückleistung der veräusserten Vermögensobjekte zum Zwecke ihrer betreibungsrechtlichen Inan~pruchnahme zu erwirken. Es kann daher der im Anfechtungsprozesse obsiegende Gläubiger in der Tat die betreibungsrechtlich erstrittenen Objekte « für sich pfänden und verwerten lassen, wie wenn die anfechtbare Handlung nicht erfolgt wäre )}. Das Urteil gegen den dritten Erwerber der Ob- jekte gibt ihm das Recht hiezu ; der Schuldner, der sich ja der Objekte entäusserte, ist gar nicht legitimiert, dagegen Einsprache zu erheben. Die Bestimmungen des Art. 149 SchKG kommen also in diesem Falle nicht zur Anwendung; speziell ist gleichgültig, ob die Anfechtungs-! klage innerhalb sechs Monaten nach der Zustellung des Verlustscheins erfolgte oder erst später. Schliesslich ist noch darauf hinzuweisen, dass die ursprüngliche Betrei- bung und das gestellte Pfändungsbegehren durch den auf unrichtiger Voraussetzung beruhenden Verlustschein ihren Abschluss nicht gefunden haben, da das Pfändungs- verfahren in 'Virklichkeit ein fruchtbares hätte sein müssen, wenn die mit Erfolg angefochtene Rechtshand- lung nicht dazwischen getreten wäre. ) C. - Diesen Entscheid hat der Rekurrent am 30. Juni 1917 an das Bundesgericht weitergezogen, indem er sein Begehren um Aufhebung der Pfändung erneuert.