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Entscheidungen der Schuldbetreibungs-
78. Sentenza. a novembre 1915 ueHa causa Forrar.
L'ina~empimento degli obblighi denallito di cui agli Art. 222,
228e 229 LEF pu6 solo avere effetti pcnali. -
Anche il de-
bitore di ignota dimora:puoprevalersi deI beneficio den'art.
92 LEF. -
11 debitor(ehe: era domiciUato in Isvizzera nel
momento deI pignoramento 0 della dichiarazione di falli-
mento godra di quel benedicio anche se in seguito dimora
alJ' estero.
.4. -. Con .decr~to 16 aprile 1915 il Pretore di Lugano
pronunclava 11 fallimento di Augusto Forrer in Lugano,
proprietario dell'Hötel de la Paix in Lugano. L'ufficio
di Lugano, prendende atto che il debitore, partendo da
Lugano, vi aveva costituito suo rappresentante Enrico
Bernasconi, communicava il17 maggio 1915 a quest'ultimo
ehe non poteva mettere a sua disposizione gIi oggetti im-
pigllorabili a sensi deli'art. 92 LEF, perehe il debitore,
assente a1l'estero e di ignota dimora, !lOH aveva il diritto
di invocare quel disposto.
Contro questo provvedimento Ellrico Bernasconi rieorse
in nome deI fallito all'Autorita di Vigilanza. Al ricorso
esso allegava una procura generale ill suo favore, colla
finna deI mandante vidimata sotto la data: « St-Geours-
de-Mart~mne (Landes) 12 maggio 1915.)}
B. -
Con sentenza 13 settembre 1915 l'Autoritä can-
tonale di Vigilanza respinse il ricorso sulla scorta dci
seguenti mo~ivi: ris1.tlta dagli atti e dalle informazioni
assunte ehe appena dichiarato il fallimento il debitore
si rese latitante ed e d'ignota dimora, eli modo eile tutte le
operazioni fallimentari dovettero venir eseguite dall'Ufficio
senza la cooperazione deI fallito. Ora, anche a prescindere
daU'irregolaritä della proeura conferila a E. Bernasconi,
la quale non contiene ne la data, ne il luogo dell'emis-
sione, i1 fallito non puö farsi rappresentare da terzi nei
rapporti coU'Amministrazione fallimentare, specie per
gli effetti degli art.222, 228 e 229 LEF'. Dei resto, il
falIito di cui e ignota Ia dimora nnn pud invocare)a
und Konkurskammer. N° 78.
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protezione degli art. 92e 224 LEF (RU ed. sep. 14
pag. 177*).
C. -
Si e contro questo giudizio ehe Bernasconi, agendo
in norne di Forrer, ricorre al Tribunale federale. Esso
domanda ehe, annullata la querelata sentenza, sia fatto
obbligo all'Ufficio di mettere a disposizione deI rieorrente
quale rappresentante deI fallito i beni impignorabili· a
meute delI'art. 92 LEF.
Consider ando in diritto:
1. -
Non occorre decidere se il fallito debba adempiere
personalmente gli obblighi di eui agli art. 222.228 e 229
LEF : anehe in easo afiermativo la loro inosservanza
altro efietto non potrebbe avere se non di esporre il fal-
lito alle conseguenze penali previste dalle leggi di attua-
zione, non di privarlo deI beneficio di eui all'art. 92
LEF.
A to1'to poi l'Autorita cantonale qualifiea di irregolare
Ja procura eonferita dal fallito a Bernaseoni. La legge
non prevede forma speciale per la costituzione di un
mandato : la proeura generale in atti coll~ firma vidi-
mata deI mandante e concernente appunto anche le
operazioni fallimenta1'i in corso e pienamente regolare.
DeI resto, l'ufficie di Lugano nella sua comunieazione
17 maggio ha formalmente riconosciuto Bernasconi quale
rapprest'!ltallte deI debilore.
2. -
Infondata e pure 13 quereiata sentenza in quanto
essa ammette ehe il debitore di ignota dimora non possa
iu\'oeare l'art. 92 LEF. Ne il testo, ne 10 spirito della
legge giustificano quest'interpretazione. Nel easo in esame
poi il debitore ha nominato un mandatario il quale puö
esercitare nel nome deI mandante tutti i diritti ehe a
ques1i competono, anehe nel caso ehe il suo domicilio
non losse noto all'ufficio. Vero e ehe la giurisprudenza
Je! Tribunale federale ha ammesso ehe il debitore domi-
ciliato all'estero nOn puö prevalersi den'art. 92 (RU ed.
~ Ed. gen. 37 N° 71.
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Entscheidungen der Schuldbetreibungs-
sep. 14 pag. 177*): ma questo principio non puo tl'O-
vare applicazione nella specie, poiche a decidere deI-
l'applicabilita delI'art. 92 e determinante il domicilio deI
debitOl'e nel momento deI pignoramento 0 della dichia-
razione di fallimento. Nel caso in esame il debitore di-
morava rertamente ancora a Lugano quando fu dichia-
rato il fallimento, perehe, se ei6 non fosse, il fallimen to
llon avrebbe potuto venir aperto in quel luogo. DeI resto
J'istanza eantonale accerta ehe i1 fallito abbandonö iJ
paese dopo il decreto di fallimento.
3. -- Dubbio sara invece se il beneticio di cui all'art .
92 LEF nOn debba venir rifiutato a chi 10 domanda per
mezzo di un mandatario, ove risulti dalle· cin~ostanze in
eui il debitore si trova che ue lui ne 1a sua famiglia HUll
potranno servirsi perso-nalmeute dei heni asserti impi-
gnorabili. Ma nella fattispecie nOll l'stabilito ehe 1:011-
corrano queste eircostanze, poicht\ quantunque il debitol'e
abbia abbandonato il suo domieilio e ehe il llUOVO non
sia noto alle Autoritä, non e escluso ehe abbia affidato
al suo rappresentante in Lugano iI compito di trasmettere
al suo llUOVO indirizzo i mobili impignorabili. Comunque,
non fu neanche asserito che nelle condizioni in cui il
debitore si trova questi beni gli'siano i llutili 0 che esso
non possa servirsene.
Se l'ufficio non ha ancora designato gli oggetti im-
pignorabili, esso dovra far!O' a mente dell'art. 32 deI
regolamento concernente l'amministrazione degli Uffici
dei fallimenti 13 Iuglio 1911. Questo provvedimento, im-
pugnabile dal debitore e dai creditori, dovra venir loro
comunicato nel modo prescritto dagli art. 31 e 32 di detto
Jegolamento.
Pronuncia:
Il ricorso e ammesso nel senso dei consideralldi.
* Ed. gen. 37 N° 71.
und Konkurskammer. N° 79.
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79. Entscheid vom 2. November 1915 i. S. Itunz.
Hecht des Konkursbeamten, einem Glänbigervertreter nur
gegen Ausweis über die Bevollmächtigung Geldbeträge aus-
zuzahlen.
A.. -
Der Rekurrent Friedrich Kunz, Notar in Biel,
handelte im Konkurse des G. Single als Vertreter der
Ehefrau des Gemeinschuldners, ohne eine schriftliche
Vollmacht vorzulegen. Das Konkursamt Biel sandte ihm
alle für Frau Single bestimmten Mitteilungen zu, wei-
gerte sich aber, ihm ohne Vorlegung einer schriftlichen
Vollmacht die Konkursdividende im Betrage von 951 Fr.
45 Cts. auszuzahlen.
B. -
Hiegegen erhob der Rekurrent Beschwerde mit
dem Begehren, das Konkursamt sei anzuhalten, ihm
den Betrag gegen gehörige Quittung auszuhändigen oder
durch die Post zuzustellen.
Er machte geltend, das Konkursamt habe durch sein
bisheriges Verhalten die Bevollmächtigung anerkannt
und zudem sei das Verlangen nach der Vorlegung einer
schriftlichen Vollmacht ungesetzlich.
Die Aufsichtsbehörde des Kantons Bern wies die Be-
schwerde durch Entscheid vom 9. Oktober 1915 mit fol-
gender Begründung ab: « Wenn auch zuzugeben ist,
» dass das Bundesgericht (- unter Einschränkung der
,) in der frühem bundesrätlichen Praxis (vgl. Archiv I
I);\J"o 1, II N° 31) vertretenen, auch von BLUMENSTEINJ
» Handbuch p. 149 befürworteten Auffassung, dass die
» Vorlage einer Vollmacht seitens des vertraglichen Ver-
,) treters eines Gläubigers vom Betreibungsbeamten jeder-
\) zeit verlangt werden könne und von ihrer Beibringung
l) die Fortsetzung des Verfahrens abhängig gemacht
• werden könne -) in einem neueren Entscheid (Pra-
.. xis II pag. 25) entschieden h8.t, es würde dem
i} Sinne und Geist des Gesetzes widersprechen, wenn
»man von einem « agent d'affaires» verlangen würde,