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41_III_366

BGE 41 III 366

Bundesgericht (BGE) · 1915-04-16 · Italiano CH
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Entscheidungen der Schuldbetreibungs-

78. Sentenza. a novembre 1915 ueHa causa Forrar.

L'ina~empimento degli obblighi denallito di cui agli Art. 222,

228e 229 LEF pu6 solo avere effetti pcnali. -

Anche il de-

bitore di ignota dimora:puoprevalersi deI beneficio den'art.

92 LEF. -

11 debitor(ehe: era domiciUato in Isvizzera nel

momento deI pignoramento 0 della dichiarazione di falli-

mento godra di quel benedicio anche se in seguito dimora

alJ' estero.

.4. -. Con .decr~to 16 aprile 1915 il Pretore di Lugano

pronunclava 11 fallimento di Augusto Forrer in Lugano,

proprietario dell'Hötel de la Paix in Lugano. L'ufficio

di Lugano, prendende atto che il debitore, partendo da

Lugano, vi aveva costituito suo rappresentante Enrico

Bernasconi, communicava il17 maggio 1915 a quest'ultimo

ehe non poteva mettere a sua disposizione gIi oggetti im-

pigllorabili a sensi deli'art. 92 LEF, perehe il debitore,

assente a1l'estero e di ignota dimora, !lOH aveva il diritto

di invocare quel disposto.

Contro questo provvedimento Ellrico Bernasconi rieorse

in nome deI fallito all'Autorita di Vigilanza. Al ricorso

esso allegava una procura generale ill suo favore, colla

finna deI mandante vidimata sotto la data: « St-Geours-

de-Mart~mne (Landes) 12 maggio 1915.)}

B. -

Con sentenza 13 settembre 1915 l'Autoritä can-

tonale di Vigilanza respinse il ricorso sulla scorta dci

seguenti mo~ivi: ris1.tlta dagli atti e dalle informazioni

assunte ehe appena dichiarato il fallimento il debitore

si rese latitante ed e d'ignota dimora, eli modo eile tutte le

operazioni fallimentari dovettero venir eseguite dall'Ufficio

senza la cooperazione deI fallito. Ora, anche a prescindere

daU'irregolaritä della proeura conferila a E. Bernasconi,

la quale non contiene ne la data, ne il luogo dell'emis-

sione, i1 fallito non puö farsi rappresentare da terzi nei

rapporti coU'Amministrazione fallimentare, specie per

gli effetti degli art.222, 228 e 229 LEF'. Dei resto, il

falIito di cui e ignota Ia dimora nnn pud invocare)a

und Konkurskammer. N° 78.

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protezione degli art. 92e 224 LEF (RU ed. sep. 14

pag. 177*).

C. -

Si e contro questo giudizio ehe Bernasconi, agendo

in norne di Forrer, ricorre al Tribunale federale. Esso

domanda ehe, annullata la querelata sentenza, sia fatto

obbligo all'Ufficio di mettere a disposizione deI rieorrente

quale rappresentante deI fallito i beni impignorabili· a

meute delI'art. 92 LEF.

Consider ando in diritto:

1. -

Non occorre decidere se il fallito debba adempiere

personalmente gli obblighi di eui agli art. 222.228 e 229

LEF : anehe in easo afiermativo la loro inosservanza

altro efietto non potrebbe avere se non di esporre il fal-

lito alle conseguenze penali previste dalle leggi di attua-

zione, non di privarlo deI beneficio di eui all'art. 92

LEF.

A to1'to poi l'Autorita cantonale qualifiea di irregolare

Ja procura eonferita dal fallito a Bernaseoni. La legge

non prevede forma speciale per la costituzione di un

mandato : la proeura generale in atti coll~ firma vidi-

mata deI mandante e concernente appunto anche le

operazioni fallimenta1'i in corso e pienamente regolare.

DeI resto, l'ufficie di Lugano nella sua comunieazione

17 maggio ha formalmente riconosciuto Bernasconi quale

rapprest'!ltallte deI debilore.

2. -

Infondata e pure 13 quereiata sentenza in quanto

essa ammette ehe il debitore di ignota dimora non possa

iu\'oeare l'art. 92 LEF. Ne il testo, ne 10 spirito della

legge giustificano quest'interpretazione. Nel easo in esame

poi il debitore ha nominato un mandatario il quale puö

esercitare nel nome deI mandante tutti i diritti ehe a

ques1i competono, anehe nel caso ehe il suo domicilio

non losse noto all'ufficio. Vero e ehe la giurisprudenza

Je! Tribunale federale ha ammesso ehe il debitore domi-

ciliato all'estero nOn puö prevalersi den'art. 92 (RU ed.

~ Ed. gen. 37 N° 71.

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Entscheidungen der Schuldbetreibungs-

sep. 14 pag. 177*): ma questo principio non puo tl'O-

vare applicazione nella specie, poiche a decidere deI-

l'applicabilita delI'art. 92 e determinante il domicilio deI

debitOl'e nel momento deI pignoramento 0 della dichia-

razione di fallimento. Nel caso in esame il debitore di-

morava rertamente ancora a Lugano quando fu dichia-

rato il fallimento, perehe, se ei6 non fosse, il fallimen to

llon avrebbe potuto venir aperto in quel luogo. DeI resto

J'istanza eantonale accerta ehe i1 fallito abbandonö iJ

paese dopo il decreto di fallimento.

3. -- Dubbio sara invece se il beneticio di cui all'art .

92 LEF nOn debba venir rifiutato a chi 10 domanda per

mezzo di un mandatario, ove risulti dalle· cin~ostanze in

eui il debitore si trova che ue lui ne 1a sua famiglia HUll

potranno servirsi perso-nalmeute dei heni asserti impi-

gnorabili. Ma nella fattispecie nOll l'stabilito ehe 1:011-

corrano queste eircostanze, poicht\ quantunque il debitol'e

abbia abbandonato il suo domieilio e ehe il llUOVO non

sia noto alle Autoritä, non e escluso ehe abbia affidato

al suo rappresentante in Lugano iI compito di trasmettere

al suo llUOVO indirizzo i mobili impignorabili. Comunque,

non fu neanche asserito che nelle condizioni in cui il

debitore si trova questi beni gli'siano i llutili 0 che esso

non possa servirsene.

Se l'ufficio non ha ancora designato gli oggetti im-

pignorabili, esso dovra far!O' a mente dell'art. 32 deI

regolamento concernente l'amministrazione degli Uffici

dei fallimenti 13 Iuglio 1911. Questo provvedimento, im-

pugnabile dal debitore e dai creditori, dovra venir loro

comunicato nel modo prescritto dagli art. 31 e 32 di detto

Jegolamento.

Pronuncia:

Il ricorso e ammesso nel senso dei consideralldi.

* Ed. gen. 37 N° 71.

und Konkurskammer. N° 79.

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79. Entscheid vom 2. November 1915 i. S. Itunz.

Hecht des Konkursbeamten, einem Glänbigervertreter nur

gegen Ausweis über die Bevollmächtigung Geldbeträge aus-

zuzahlen.

A.. -

Der Rekurrent Friedrich Kunz, Notar in Biel,

handelte im Konkurse des G. Single als Vertreter der

Ehefrau des Gemeinschuldners, ohne eine schriftliche

Vollmacht vorzulegen. Das Konkursamt Biel sandte ihm

alle für Frau Single bestimmten Mitteilungen zu, wei-

gerte sich aber, ihm ohne Vorlegung einer schriftlichen

Vollmacht die Konkursdividende im Betrage von 951 Fr.

45 Cts. auszuzahlen.

B. -

Hiegegen erhob der Rekurrent Beschwerde mit

dem Begehren, das Konkursamt sei anzuhalten, ihm

den Betrag gegen gehörige Quittung auszuhändigen oder

durch die Post zuzustellen.

Er machte geltend, das Konkursamt habe durch sein

bisheriges Verhalten die Bevollmächtigung anerkannt

und zudem sei das Verlangen nach der Vorlegung einer

schriftlichen Vollmacht ungesetzlich.

Die Aufsichtsbehörde des Kantons Bern wies die Be-

schwerde durch Entscheid vom 9. Oktober 1915 mit fol-

gender Begründung ab: « Wenn auch zuzugeben ist,

» dass das Bundesgericht (- unter Einschränkung der

,) in der frühem bundesrätlichen Praxis (vgl. Archiv I

I);\J"o 1, II N° 31) vertretenen, auch von BLUMENSTEINJ

» Handbuch p. 149 befürworteten Auffassung, dass die

» Vorlage einer Vollmacht seitens des vertraglichen Ver-

,) treters eines Gläubigers vom Betreibungsbeamten jeder-

\) zeit verlangt werden könne und von ihrer Beibringung

l) die Fortsetzung des Verfahrens abhängig gemacht

• werden könne -) in einem neueren Entscheid (Pra-

.. xis II pag. 25) entschieden h8.t, es würde dem

i} Sinne und Geist des Gesetzes widersprechen, wenn

»man von einem « agent d'affaires» verlangen würde,