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39_II_729

BGE 39 II 729

Bundesgericht (BGE) · 1913-01-01 · Italiano CH
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7::..8

Oberste Zivilcerichtsinstanz. -

I. Materiellrechtliche Entscheiduncen.

lidjeß58erfdjulben beß

~ireftorß ober ber ~ebienfteten nidjt I>or;

tMuefonbere \tIQre bie angebIidj I>erfplitete ~lnrufung ber

~oIiaet

~ödjfteM für bie 9adjtentbedung beß ~ie6eß, nidjt aber für ben

~ieufta~I an iidj fllufal. ~aein audj ber Umitanb, baa baß .Btm~

mermlibdjen nlldj I>errldjteter

~rueit baß .Bimmer ber .!tIiigeriu

nidjt l>erfdjIoffen ~at, filnu ber ~efIagteu utdjt ilH! 58erfdjuIben en~

gegengeijlllten \tIerben. Unb enblidj fe~lt ieber llofitil>e ~n~alt~llunft

bafür, baa ber @ang im erften Stotf\tlerf ungenügenb übemadjt

\tIar.

~er lQadj\tleiß beß entftanbenen Sdjilbens tft {emt g:eftfteaung

ber 580rinftana redjtßgenügIidj erbradjt.

~iefe geftfteUung

beru~t

auf bunb~redjtlidj unanfedjtbarer ~ürbi9ung beß ~e\tleißergebniffe~

unb tft ba~er für bas ~uube~geridjt \)erbinbHdj.

~il inbeffen eine

geUllue ~eftimmung beß

~erte5 aaer

gefto~lener Sdjmuitfadjen

nidjt möglidj \tIllr, ~Ilt bie 580rinftana her .!tlägerin einen ~etrag

3ugefprodjen, ber ungefä~r ber ~ifferena a\tlifdjen bem appronma ..

til>en @efamt\tlert

einerfeit~ unb bem ~ert beiber

~ri«llntfteme

unb be~ ~~ngerß anberfeitß (4400 Jtr.) entfpridjt. Sie ~at

bemgemliu bie on 140 Jtr. \tIegfiillt, befteqt tein auretdjenber @runb, um

\)on jenem on @rlluUünhen \)om 17. Wllli 1913-

\tIirb in allen ~eUen beftätigt.

3. Ol>ligationenrecht. N0 1U.

124. Sentenz& as novembre 1913 della. Ia Sezione civile

nella causa Bubschmid Gottlieb e Xa.ri& attori, contro

Societa. anonima « Merkur », convenuta.

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Azione di ripetizione dell'indebito a norma dell'art. 86 LEF. A chi

inoombe ronere della prova? -

L'art. 8l v. CO inapplicabile

aU'incapace ehe lavora in dipendenza allrui. -

Applicabilitä

dell'art.30 v. CO. -

TI consenso generioo deI rappresentante

legale ad un contratto deI minorenne implica consenso ai 8in-

goli obbligbi ehe da esso scaturiscono. -

Sequesto oons~nso

ingeneri obbligazione anche dei rappresentante, era questlone

retta dal diritto eantonale prima deU'entrata in vigore dei CCS.

-

Art. 86 LEF, 30 e 34 v. CO.

La Camera civile deI Tribunale di Appello deI cantone Ti-

eino ebbe a giudicare il 19 giugno 1913:

a) La ditta eonvenuta e obbligata arestituire a Gottlie~

Hubsehmid per se e figlia Maria Ia somma di fr. 86745 eogh

interessi legali dal16 novembre 1910.

b) E fatto obbligo alla stessa ditta eonvenuta di pagare

c agli attori » Ia somma di fr. 77.

Nei termini e nei modi di legge, Ie parti si appellarono di

questa sentenza al tribunale federale. La eonvenuta domanda

ehe Ia petizione venga respinta nella sua. totalita. L'attore

inveee chiede, per appello adesivo, ehe, eonfermato il primo

disposiÜvo. vengano riformati il seeondo e il ter~o nel senso

ehe i1 debito della eonvenuta verso la parte attnea da fr. 77

sia portato a fr. 1820 25; :-

Rilenulo in linea di fatto :

A. -

Maria Hubschmid, nat&. il 12 ottobre 1890, dopo

essere stat&. al sermio delIa eonvenuta da diversi anni veniva

assunta alla direzione della sueeursale di Locarno col 10 8et-

tembre 1909. Gm prima di quest'epoea le veniva eonsegnato

c: l'ordine di servizio » (N° 153), eome pure un'aggiunta allo

8tesso, la eui rieevuta fu firmata dalla. Maria Hubsehmid e

dal padre Gottlieb. Nei quali atti si die~ara, tra altro, ~e a

garantire tutte Ie ragioni ehe potranno meombere aUa dltta.

Oberste Zivilgeriehtsinsta,nz. -

I. llatem""'eehUiehe Entseheidunreu.

verso Ia Hubsehmid, le si da in pegno un libretto di rispar-

mio N° 25 206 di fr. 500 della Banea della Svizzera italiana.

Vi si aggiunge ehe Ia direttrice di ogni sueeursale risponde

di tutte le merci, deI materiale edel mobilio assunti eonfor-

memente all'inventario di entrata e eosl pure deI danno ehe

potrebbe risultare per negligenza nel servizio: eonstatandosi

all'useita dal servizio un ammaneo, la direttriee dovra risar-

eirlo.

Maria Hubschmid abbandono il servizio verso Ia fine di

maggio 1910. L'inventario deI 26 gennaio 1910 aeeusava un

passiva di fr. 667 17: quelle suecessivo deI 26 aprile di

fr. 15115: in tutto dunque di fr. 81832. I due inventari sono

n.rmati daUa Maria . Hubsehmid, la quale poi in lette re ·sueees-

sive (1 0 maggio e 6 maggio) prometteva di coprire il disa-

vanzo a poeo a poeo in rate mensUL

B. -

La pratiehe per il pagamento bonale di questa

somma sortirono poi inve,ce ssito negativo, quantunque Ia

convenuta si fosse dichiarata pronta (lettera 1.9 maggio 1910)

a riduria di fr. 200 a titolo di aecomodamento, rieouoseendo

inoltre aHa l\iaria Hubschmid una provvigione di fr. 77 per le

vendite da lei effettuate dal 10 gennaio al 26 aprile 1910.

Oon preeetti esecutivi deI 7 giugno 1.910 la ditta intimava il

pagamento di questa somma tanto a! p~dre Gottlieb Hub-

schmid ehe aHa Maria Hubschmid.· I due precetti non fUfOilO

contestati eil padre Hubschmid pagava allora H 16 DO-

vembre 191.0 nelle mani dell'ufficio delle eseeuzioni di Lugano

1a somma litigiosa, Ia quale, eogli interessi e le spase incorse,

raggiungeva !'importo di fr. 867 45.

C. -

Con petizione 1° agosto 1911 Hubsehmid Gottlieb

« per se e quale procuratore della figIia Maria» domandava

Ia . restituzione della somma da Iui versata eoi relativi inte-

l'essi e il pagamento delle provvigioni dovute alla signorina

Hubsehmid dal 1905 al 1910, provvigioni ehe nelle conclu-

sioni furono poi determinate in fr. 182015 (1 % delle ven-

dite effettive dal 10 settembre 1909 al 30 maggio 1910). La

prima istanza, il Pretore di Lugano-Citta, am mise Ia peti-

zione « nei rapporti eol Sigr Gottlieb Hubschmid limitata-

mente aHa somma di fr. 31832 »,la respinse «nei riguardi

3. Obligationenrecht. NO 124.

7.11

delJa figlia :t. La seconda istanza inveee giudicava come fu

detto basandosi, in sostanza, sui motivi seguenti: I pretesi

riconoscimenti della differenza passiva di fr. 81832 sono inef-

ficaci, pereM la Hubschmid era minorenne quando avven-

nero. 11 fatto che il padre Hubschmid si e reso garante eGn

una somma di fr. 500 dell'opera che Ja figlia stava per pre-

stare a cio nulla muta poiche, a. mente dell'art. 34 CO, rau-

torizzazione deI legale rappresentante di un minorenne. non

sorte gli efietti di legge, se non nel easo in cui l'ineapace

eserciti una professione 0 una industria da se e in modo

affatto indipendente, non quando, come nel caso concreto, si

trova in servizio di altm persona. Lo Hubschmid ha dunque

pagato senza causa. La domanda di versamento di una prov-

vigione invece e da respingersi perehe non suffragata da

prove, se non in quanta essa non venne riconosciuta dalla

convenuta nella lettera 19 maggio 1910, eioe per Ia somma

di fr. 77; -

Comidemndo in dirillo :

10

-

La domanda consta dipiu capi: delIa ripetizione di

un indebito di fr. 867 45 e di un'azione in pagamento di

fr. 1820 35 per provvigioni aHa Maria ~ubschmid. La sen-

tenza impugnata e dunque appellabile a questa sede a mente

dell'art. 59 OG. La vertenza por e retta dall'antico diritto

poiche i fatti su cui poggia sono aoteriori aU'entrata in vigore

deI nuovo eodice (art. 1° deI titolo finale CCS).

20

-

•••••

30 -

Passando all'esame deI merlto della vertenza si do-

vra trattare separatamente dell'azione di restituzione e di

quella di pagamento della provvigione : azioni diverse per la

loro indole giuridica e per le persone le qualivi possono

essere legittimate. QueIla trova iI suo fondamento generico

nell'art. 86 LEF e non puo quindi competere che al padre,

poiche esso solo ebbe a pagare iI preteso debito nell'esecu-

zione mossa contro di lui personalmente : questa 'invece non

pub spettare se non alla figUa, poiche l'azione ripete le sue

origini nel contratto di servizio tra la Hubschmid e Ia Societii:

convenuta.

a) Il debito soluto da Gottlieb Hubschmid potra. essere

78'~

Oberste ZivilgerichtsInstanz. -

I. Materiellreehtliche Entscheidungen.

dichiarato inesistente sia perehe gli faecia düetto il (atio su

eui 10 poggia la convenuta (ammanco di fr. 81832), sia per-

ehe questo (aUo sia giuridieamente ine(ficace nei rapporti

eon la figlia Maria, sia infine per mancanza di causa neUa

persona deI padre (pagamento sine causa). E sono poi queste

le questioni ehe eonverrä esaminare, osservando ehe per l'ef-

fetto deIl'art. 86 LEF l'onere della prova dell'inesistenza deI

debito ineombe tutto alla parte attrice (vedi JAEGER, Com-

mentario della LEF, terza ediz, osservazioni 10 e 11 al-

l'art. 86).

La prova ehe l'ammanco non sm reale e ehe eioe gü inven-

tari deI gennaio ed aprile 1910 siano inesatti non fu nem-

meno . tentata. A questo proposito Ia parte attrice si ümito a

pretendere ehe la firma ivi apposta dalla Maria HubschInid

le fosse stata· earpita abusando della sua buona fede. Ma.

questo asserto, atto, deI resto, non a distruggere la differenza

passiva ma ad oppugnare Ia validitä della firma, il ehe e tut-

t'altra cosa, non solamente non fu provato, ma sta in contrad-

dizione eolle Iettere del1a Hubsehmid deI febbraio e mag-

gio 1910. E dunque fatto acqnisito ehe il passiva accusato

dagli inventari suddetti comportava fr. 818 32. Sta pure il

fatto ehe la Maria ebbe a firmare gü inventari,. riconoseendo

cost, se non dire~tamente Ia sua· responsabilitä, almeno il

fatto ehe tale passivo esistesse. La convenUta' argomentando

dall'art. 34 v CO, ravvede in queSta firma, nelle lettere suc-

eessive deI 1° e 6 maggio 1910 e 'negli obblighi daJla Hub-

schmid eontrattualmente assunti, la fonte giuridiea deIJa re-

sponsabilitä di quest'ultima. Ma il disposto deIJ'art. 34 v CO e

inapplicabil~ neUa specie. TI cha risulta anzitutto dal tenore

eoncorde deIl'art. 34 CO nelle tre lingue (chi ....• esereita

da se una professione ..... : celui qui exerce seul une pro-

fession ..... : der selbständige Betrieb eines Berufes oder

Gewerbes .....); poi anche dai disposti corrispondenti di

quelle legislazioni alle quali si e inspirato il nostro legislatore

e ehe proeedono, in generale, dai medesimi eoncetti di di-

ritto (ved. code ciVil franl/ais, art. 487, eod. civ. deI eantone

di Zurigo § 270; vedi ancora prima progetto deI eod. civ.

3. Obligationenrl'cht. N° 1U.

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germanico §§ 67 e 68 e suoi motivi, p. 141-145). E dunque

fuor di dubbio ehe l'art. 34 non pub trovare applicazione nel

{:oncreto easo, poiche la Hubschmid non esercitava un'indu-

stda 0 una professione da se, ma in dipendenza della eonve-

nuta e in forza di un eontratto di lavoro. Ma se alla tesi della

-convenuta 'sfugge il sostegno di quest'articol0, essa trova in~

vece eonforto nel disposto dell'art. 30 v CO a norma deI quale

i minorenni possono assumere obbligazioni col consenso del

loro legale rappresentante. Che il padre Hubsehmid abbia

consentito al contratto di locazione di opere tra la figUa e la

eonvenuta non pub mettersi in dubbio: esso sottoserisse eon

essa la rieevuta della lista degli oneri inerenti all'impiego e

firmo l'atto di deposito deI libretto di Cr. 500 in garanzia deI

Ioro adempimento. Esso ammetteva eos!, ehe Ia figlia assu-

messe l'obbligo di gerire la succursale della convenuta secondo

gü ordini rieevuti egli impegni deI eontratto, tra i quali prln-

eipalequello di rispondere degli ammanchi ehe potrebbero

verificarsi durante Ia gestione. E poicM dunque Ia figlia, eon-

se.nziente ilpadre, era eapace di obbligarsi eon il contratto

diservizio neUe sue singole clausolee ehe aHa parte attrice

non venne dato di dimostrare l'inesistenza di fatto della

rimanenza passiva, ne sussegue ehe, nei rapp~rti eon Ia Maria

Hubschmid, la prova dell'indebito non fu formta.

.

b) Da queste considerazioni si arguisee ehe oram&I Ia pre-

tesa inesistenza. dei debito, non potrebbe essere ammessa se

nonove l'attoreavesse dimostratoehesolvendo un obbligo

{:uiera tenuta la nglia esso l'avesse fatto «sine ·causa. »

La causa. potrebbe tuttavia ravvedersi sia in un~ lib~ra­

lita deI padre verso Ia figlia, sia in una vera sua ob?ligazl?n~

sestente dal fatto ehe esso ebbe a eonsentire agh obblighl

poi assuntidalla figUa verso I~ eonve~uta. Que~t'uI~imO rap-

porto giuridico era retto, prima delI entrata JD vigore d~I

ces, dal diritto cantonale, a stregua deI quale ~ovrebbe vemr

giudieato nel easo concreto (vedi HUBER, Gesclztehte und ~ys­

.tem des schweiz. Privatrechts vol. 1, p. 439 e seg.). Ma 1 a~­

tore eui ineombe anche qui l'ODere della prova, non ha dl-

mostrato ehe una sua liberalitä in favore delIa figlia sia da

·34

Oberste Zivilgerichtsinstanz. -

I. Materiellrechtliche Entscheidungen.

eseludersi, Ia quale liberalitä. poi non sarebbe ineonciliabile ia

modo aS801uto neanehe eon Ia cireostanza ehe il pagamento

avvenne in istanza di eseeuzione. Esso non ha poi neppure

asserito ehe il diritto tieinese non ammettesse tale responsa-

bilitä. deI rappresentante legale ed ha eos! dispensato il giu-

diee eantonale e, a fortiori, questa sede, dall'esaminare questo..

quesito, di modo ehe, anche qul, Ia mancanza di base giuri-

dica al versamento fatto dall'attore non fu provata.

40

-

La domanda concernente Ia provvigione dal giudice

cantonale ammessa per l'importo di fr. 77 e da respingersi

neUa sua totalita, anche prescindendo daDa eonsiderazione

ehe su questo punto all'attore GottJieb Hubsehmid potrebbe

far difetto Ia veste attiva. A ragione infatti l'istanza canto-

nale ha aeeertato che manea ogni giustificazione delle pretese

vendite per l'ammontare di fr. 1820351, constatazione questa

conforme alle risultanze della causa. Quanto poi all'importo.

di fr. 77, non e ammissibile derivarlo dalla lettera della eon-

venuta 19 maggio 1910, eomeeehe questa lettera null'altro e

ehe una proposta di bonale aceordo, la quaIe, non aecettata,.

eade in toto e quindi anehe per quanta ha tratto al preteso.

rieonoseimento di fr. 77; -

il Tribunale federale pronunei& :

Vappellazione adesiva e respinta, ammessa invece Ia prin-

ci pale : in riforma della sentenza 19 giugno 1913 deI Tribu-

nale di Appello deI eantoue Ticino vien quindi respinta IIt

domanda petizionale 10 agosto 1911.

3. Obligationenrecht. N° 125.

125. ~riC ~r l ~i.iI46t"tCwttJ .0. 5. ~,,~_" 1DUl-

in Sa(gen §je ~otlj k,te. tu ~tll.t ~efI. u. ~erAU.,

gegen ~dt •• Ut ~l. u. ~er.",~efI.

Berufungsverfahren. Nachprüfung del' Parteifähigkeit (Erw. 2).

Kollektiv- und KommanditgeselIsohaft. Der Auflösungsbeschluss ka~n­

das Leben der Gesellschaft nur dann !lernichten, wenn auf den Zed-

punkt der Auflösung auch ihre Rechtsbezie~ungen zu Dti:ren. er-

loschen sind. Geschäftsübernahme ohne Zushmmung des Glaubtgers:

befreit die Gesellschaft nicht (Erw. 3 u. 4).

5!)as ~unbe~geri(9t ~at

auf @runb fo[genber q3roae~(aiJe:

A. -

~it Urteil uom 3. Sevtemlier 1913 ~at bie L ~:p:pel"

{ationßfammer beß Oliergeri(9t~ beß ~antod ßüri(9 ertauut:

5!)ie ~dlagte \Uirb ner:pfIi(9tet, an ben ~Iäger je 125 %r. aIß

lI.Binß :per 1. Oftolier 1910, 1 . .Januar 1911 unb 1. ~~(191~

"unb 10,000 %r. :per 1. ~:priI 1911, unb einen @e\Utuuantetl

"in ber S)ö~e uon 10 % bes eraieIten inettogefd)äftßge\Ui~eß be~

"@ef(91iitßia~reß 19tO':per 30. ~:priI1911, m:uft 5 % ßtuß ft'tt

/Ibm %1iUigfeitßbaten au lie30~len. 11

• •

.

B. -

@egen biefe.0 Urteil ~at bie ~efIagte re(9t3ettt9 bte .?Se ..

rnfullg an baß ~unbeßgerid)t erfIärt, mit bem ~lltrag auf ~uf"

~liung unh ~li\Ueirung her ~[age in uollem Umfange.

C. -

5!)ie ~efIagte ~t fi(9 an ber ~eutigen merf)anblung nid)t

l>ertreten laffen; ber mertfder beß" ~lägerß . ~at 2[bweifung ber

.?Berufung unb .?8eftätigultg beß angefo(9tenen Urleilß beantragt; -

in @r\U1igung:

1. -

~m 18.,3uni 1909 fd)(o~ ber ~Iäger mit ber ~om ..

mllnbitgefellfd)aft @. mot~ & ~ie., lieft~enb aUß,3ngenieur @. mot9

alß unlief(9ränft ~aftenbem @efelll(9after unb ~. ~uinger als ~om",

manbitär, folgenben l/5!)arle~enßuertragll au:

. 111• Dr. meItmann fteUt genannter %trma ein

~a:pitaI non

,,10,000 %r. aIß 5!)arl~en 3ur merfügung.

,,2. 5!)ie %irma aa~lt alt Dr. meltmann in uierteIiä~rU(ger ~li ..

IIred)nung 5 %

.Binfen p. a. \)on ouigem 5!)ade~en unb nergfttet