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. CivilrechtspUege . bager baß,jnboffament beß 1ftemittenten ba~ erfte. mie 1fteigen= folge ber,3nboffamente 6eftimmt jid) banad), in \1,)e[d)er rrolge biefeiben, infolge i9rer riiumHdjen eifef unterriegen, baf3 baß,jnbofiament beß jt{iigert5 baß erite, baßjenige beß memittenten baß 3\1,)eite ift. 1ftid)tig ift nun freiIid), \1,)enn bil' fantonnten,jn= ftanaen au~fü9ren, ber SiI6erfennungßUiiger 9a6e burd) feine Unter= fd)rift auf ber 1ftMfeite beß ?illed)felß feinen ?illiUen 3U erlennen gege6en, eine \1,)ed)feIred)tnd)e lSer:pf!id)tung ein3ugegen. SiIUein biefeß IDComeni fanlt 3ur ®utgei~ung beß ~rnf:prud)~ beß SiI6erfennungß= lietragteri nid)t fitljren. mer ?illed)fel ift ein formafeß U(ed)t~gefd)iift; aur S)erl>or6rtngung wed)fefred)tfiq,er ?illirfungen genügt ber lifoae, irgenb\uie 6efunbete ?illiUe nid)t, fonbem müffen Oie wed)feIred)t= Iid)en rrormen 6eoliad)tet, muf3 f:peateU bie Begitimation beß @Iiiu= :6igerß in ben wed)felred)tIid)en ~ormen gergefteUt fein. maran Q6er mangert eß im uorliegenben u:aUe, ba iiuf3eriid), in ber rrorm, wie biefe!6en Quf brr ?illed)fe1urfunbe fid) .))riifentieren, bie ~on= ttnuitiit ber ?illed)feferUiirungen nid)t gewaljrt, fonbern beren Bu= f nmmenljang unter6rod)en tfi. memnad) 9at ba~ ~unbeßgerid)t edannt: mie >Berufung be~ .R'(iiger~ luirb a[~ begrünb!'t erfIiirt unb bemgemiifi baß Urtei(beß D6ergerid)tß be~ jtanton~ Buaern bom
25. illCai 1900 aufgeljolien unb bie SiI6ertennungßfiage beß jtlii= ger~ 9utgegei8en, bie ?illed)felforberung ber >Benagten an ben jtfii= ger \)on 2000 rrr. unb rrofgen, (aut Ba9(ung~liefeljr \)om 20.,juni 1898, fomU a6erfannt. HI. Obligationen recht. N° 88.
88. Sentenza del 20 ottobre 1900 neUa causa Resinelli contro Bernasconi. 693 . D manda di confermazione di disdetta e di risarci- Locazwnd8. '-d o. _ Sentenza di merito~ - Valore dell'oggetto mento e1 anm.. I t tt 1\{ . . . 59 0 G F - Interpretazione de con ra O • .I.{ ora htlglOSO, art. ..' deI conduttore; Art. 117 C. O. - Colpa. N eHa causa Resinelli eontro Bernaseo~i, nel~a quale . . A. TI Tribunale eivile distret~uale dl Bellinzona-RiVlera con sentenza 4: aprile 1900 giudlcava: . ' . .
1. E eonfermata la disdetta della I?C~ZlOne .dal ~lgnor .LUl~ Bernasconi fatta intimare ai comugt Resmelli cogli attl 10 gennaio e 13 aprile 1898; .' • H. I sicrnori coniugi Resinelli eons~gnera~no ImmedIata- mente al ~ignor Bernasconi gli stabih locati col eontratto 12 aprile 1892; bl' ti . HI I signori Resinelli solidalmente sono. 0 l~a . a nsa:-- eire ~l signor Bernasconi tutti i danni a lUl derr-:ati. e ~en vabili dal ritardo frapposto aHa consegna, salvo hqUldazlOne da farsi; . d'fi . . deI IV Non vi ha luogo a deciSlOne sulle mo 1 ca~lOm ..l: 12 'I 1892 proposte in via subordmata dal contratto apn e signor Bernasconi. . . B. Et il Tribunale di appello deI cantone Ticmo con sen- tenza 6 giugno 1900, L'appellata sentenza e confermat~.. . ., li con Appellanti da questo giudizio i COlllUgt Resmelh, 1 qU~f atto 27 agosto 1900 eonchiudono do~an~and~:. Ia ~ ~~: d I iudizio di appello nel senso ehe 11 dlSPOSltlV~ . . s:nt~nza deI Tribunale distrettuale BeIlinzona-RlVlera Sla an::!l~:~tre il signor Bernasconi conchiude aHa reie~iOt~e deI rieorso in ordine e in merito, protestando esso pure u e le spese relative. . Considerando in linea dt ratio: . Il 12 aprile 1892 i signori fratelli Secondo ed Antomo 694 Civilrechtspllege. Mo10·Pusterla affittavano ai signori eoniugi Dionigi e Laura Resinelli una easa ed annessi in eontrada Magoria, N° 70, BeIIinzona, stipulando fra aItro quanto segue : « 4, La presente loeazione eomineera eol 10 settembre 1892, duratura per anni nove, da rivedersi ogni tre anni, » Il 18 lugIio 1895 gli stabili affittati venivano eeduti a eerta signora Caterina vedova Bernaseoni, la quale a sua volta li vendeva al propria figIio Luigi, eon istrumento 17 ottobre 1895, Subito dopo I'aequisto, eon diffida 24 Iuglio 1895, la signora Bernaseoni notifieava ai signori Resinelli ehe, in rela- zione aIl' art. 4 deI eontratto, intendeva di por fine all'affitto eollo seadere deI triennio in eorso, vale a dire per la fine deI mese di agosto. La quale diffida essendo stata eontestata dai signori Resinelli per la ragione ehe non erano stati osser- vati i termini dell'art. 2!J0 deI Cod, fed. Obbl., la loeatriee ritirava la propria disdetta, ponendo fine eosl alla relativa eontestazione, Passati pera gli stabiIi in proprieta deI signor Luigi Bernaseoni, questi, ultimato il seeondo triennio, eon atto 10-12 gennaio 1898 intimava ai signori Resinelli ehe eol deeorso deß' anno loeatizio, ossia eol 31 agosto 1898, intendeva di desistere dal eontratto, diehiarandosi pera di- sposto a prorogarlo di un altro triennio alle eondizioni: 1 Q ehe fosse escluso il roneo dalla loeazione; 20 ehe restasse vietato ai eonduttori di subloeare; 3° ehe il fitto fosse aumen- tato a 1600 fr, annui e pagato in semestri anticipati; 4° ehe il proprietario avesse diritto di alzare la easa di un piano, di abbassare il muro della eorteverso strada e di introdurre quelle altre variazioni ehe a tal uopo credesse necessarie, senza ohbligo di indennizzo. La disdetta doveva ritenersi per data ed aeeettata, se entro otto giorni non veniva data risposta dai signori Resinelli. Il ehe essendosi avverato, eon atto 13 aprile il signor Bernaseoni faeeva eonfermare ai con- duttori Ia data disdetta, In seguito poi a Iibello provoeatorio 24 aprile 1898 dei signori Resinelli, il loeatore Bernasconi formulava in giudizio 1e seguenti domande:
1. Che venisse rieonoseiuta legale ed effieaee Ia denuncia data il 10 gennaio e 13 aprile 1898; Ill. Obligationenrecht. N° 88. 695 2, Che di eonseguenza i signori Resi~el1i fo?sero ~bbli- ati a sgombrare gli stabili affittati non pIU t~rdl deI 1 set- ~embre 1898 ed a farne eonsegna al loeatore III buono stato, eome ai relativi artieoli deI Cod, fed. Obbl.
3. Che in easo di ritardo nello sgombro ~ n~lla e.o~segna~ i signori Resinelli fossero obbligati a risarClrgh tuttI 1 dan~l, ' d'b'l'dall'inadempimento delIa loro obbh- derIvatI e enva 11 gazione, 2 il 1892 fosse Subordinatamente: e~e il eontratto 1 apr e. modificato eome aUe proposte formulate nella notIfiea 10 gen- naio 1898. t tt Il eonduttore rispondeva ehe rart. 4 deI e~n ra 0 non d d' 'tt al loeatore di recedere dalla loeazlOne, ma solo ava lrI 0, . I f' . d'biedere ogni tre anni una revisione. deI pattI oea IZI elre~ l'~~miSsione della quale, in easo di dlsaeeordo fra !~ partI, doveva deeidere il giudiee sopra domanda dell?,part! lllt~:~:~ sate Subordinatamente oeeorrere per la reVISlOne u~ . h I . t'fiehi nel mentre nel easo eonereto Ilstante nuoVO e e a gms I,, 'd I', t'fieato in nessun modo le varIantl a Ul pro- non aveVa gIUS 1 oste eon atto deI 10-12 gennaio 1898., P Statuendo sullitigio, ambedue le istanze eant~na~ alm~e~~ tevano eoi o-iudizi sopra citati la domanda prlllClpa ~d e 0' . 11 11' ogo-io delle eonSl era- l'attore. TI Tribunale dl appe 0 a app 0' zioni seguenti : I I ' e La clausola dell'art, 4, seeondo Ia,quaI~ a oeaz~one., -« duratura er anni nove da rivedersl ogm tr~ anm,» gI~ oeo chiara Pe eontradditoria in se stessa, deve lllterpreta~sl :eeondo il eriterio informativo den' art. 16 deI C',O., vale a dl~e seeondo la volonta presumibile dei eontraentI, no:o ~:e;:rt~ il senso letterale delle parole, Ora nel easo eone~e, dibiIe traenti hanno sieuramente adoperato Ia pa~o a rlve eon " d'b'I . he un'interpretazlOne letterale, nel senso dl reseIn 1 1 e, pOle . t i1 diritto di pro- seeondo eui le parti si sarebbero rlserva e d'fi ' . deI . ' ' delle mo 1 eaZlOm porre alla ~ead~nza d':~:l f:~~:~~l~alla eontroparte aeeolte, eontratto, le quali, ove l'd' '0 deI magistrato urta ~~:~~~e:;nis~:t:Si~~!t~~;:::i:ne ~:i :~ntraenti, non pot~ndosi 696 Civilreehtspflege. amme:tere sia,si ado~erata una cIausola eosl vaga, indefinita e IasClante adlto ad mtrodurre ogni tre anni delle variant' sul prezzo, sul modo di godimento, sul numero dei loeali 1 eee. eee" SI da innovare eompletamente il eontratto medesimo'
e. ei~ ~e~za stabili:e delle no:'me determinanti e direttive pei glUdlZlO m easo dl eontestazlOue. Oltre a eib la elausola di eui all'art. 4 deve essere interpretata in easo di dubbio eontro eolui ehe ha stipulato ed in favore di quello ehe ha eontrattato l'obbligazione, quindi nel senso della liberazione an~i:be delI' ob~ligazione" Ammessa pertanto la legaIitä, rego~ Ianta ed effieaela della dlsdetta data eogIi atti 10-J.2 gennaio e 13 aprile 1898, ne deriva per eorollario l'obbIigo nei eon- dutt?:i Resin~lli di fare immediatamente la eonsegna degli stabIll affittatI,. restando sottoposti al risareimento dei danni, a stregua degh art. 110 e 116 deI C. O. per il ritardo neI- l'effettuare 10 sgombro eomminato. Quanto all'ammontare deI danno, ma~eando attualmente gli elementi neeessari pella sua valutazlOne, Ia eosa dovra essere liquidata separatamente e eon ulteriore giudizio. In diritto:
1. La sentenza appellata e indubbiamente una sentenza di merito eolla quale Ia domanda di indennizzo formulata dal Ioeatore, eel aneora in litigio, e stata eleeisa per eib ehe riguarda le istanze cantonali, in modo assolut~ e definitivo. AI momento in eui fu iniziata Ia causa, non era aneora eerta ne l'esistenza di un danno a earieo dei eonvenuto ne tanto meno l'importanza deI danno medesimo. Non rest~va quindi ~ll' attor~ ehe di inte~tare un' azione pregiudiziale avente per lseopo dl far determmare solo in massima l'obbligo deI eon- venut? al risareimento dei danni. E eib ehe egli feee eli fatti, ed e lß questo senso ehe le istanze eantonali hanno statuito sulla domanda d'indennizzo. Ma cib non togIie ehe la sentenza di appello debba essere eonsiderata anehe a tale riguardo eome un vel'O e proprio giudizio di merito, e non eome un semplice giudizio parziale non avente aneora earattere defi- nitivo. 2, Nessun dubbio dei pari ehe iI litigio deve essere de- lU. Obligationenrecht. No 88. 697 eiso in base al diritto federale e ehe il Tribunale federale e eompetente ad oeeuparsene anehe in ragione dei valore. Seeondo il disposto tassativo dell'art. 59 delIa Legge org. giud. fed., il valore dell'oggetto litigioso deve determi- narsi in base alle eonclusioni formulate dalle parti nei 101'0. allegati di domanda e risposta innanzi alla prima istanza eantonale. Nel easo presente non e dunqlle solo l'importo della domanda in risareimento dei danni ehe deve far stato. per ealeolare il valore deI litigio, ma il eomplesso di tutte le domande presentate dall'attore davanti il Tribunale di Bel- linzo.na-Riviera e quindi anehe il valore di quella tendente a far pronunciare la reseissione deI eontratto apartire della fine deI seeondo, inveee ehe deI terzo triennio. Ora il.valore loeatizio degli stabili affittati, stabilito nel contratto dl loea: zione a fr, 570, venendo valutato dall'attore a non meno di fr. 1600 aU' anno, e l'epoea d'affitto in questione essendo di tre anni, l'importanza dellitigio supera eertamente qnella sta- bilita per legge di fr. 2000.
3. Nel merito il solo punto aneora eontestato e, eome fu gia aeeennato, quello relativo al risarci~ento, dei danni: Per eib ehe riguarda la durata della 10eazlOne, 1 eonvenutI non hanno diehiarato di appellarsi al Tribunale federale. Sn questo punto la sentenza dell'istanza superiore c~ntona~e. ha aequistato forza di eosa gilldieata, e :-imane. eOSI ae~Ulslto, nonostante le obbiezioni dei rieorrentI, ehe III segmto aHa disdetta ricevuta, gli stessi erano in obbligo di rimettere alI' attore gli stabili affittati al piu tardi col 1 0 settembre 1898. Ne si pub difatti interpretare ragionevolmente in altro modo la elausola dell'art. 4 deI eontratto. Se la stessa avesse avuto per iseopo di permettere solo ai eontraenti di. do~an dare aHa fine di ogni triennio una revisione 0 modlfieazlOne parziale dei patti loeatizi, eome pretend~no i ricorrenti, ~a non la eessazione eompleta deI eontratto, 11 quale doveva nte- nersi stipulato in ogni easo per nove anni, ~'istr~m~nto di locazione an'ebbe eertamente euumerato qual! ?attl. SI .dov~ vano ritenere modifieabili 0 rivedibili aHa fine dl ogm tnenmo e quale proeedura si dovesse seguire in easo di disaeeordo. 698 Civilrechtspflege. f~a Ie parti. NIa cosl eome sta, senza altro aeeenno 0 restri- .z~one, 1a .c1ausola delI' art. 4, interpretata neI modo voluto dai fleorrentl, e?ndurreb~~ in pratiea ad un risultato impossibile. !nveee, ~e SI accetta lmterpretazione dell'istanza eantonale 11 patto m .questi~ne aequista non solo un significato ragio~ nevoIe, logleo e.d 111 perfetta armonia eon se stesso, ma niente affatto eontr~no ne~pure aHa signifieazione generale della parola « ~a nvederSI. » TI eontratto s'intende eonehiuso per nove anm nel senso ehe aUa fine deI nono anno Ia loeazione deb?a ce~sare di pieno diritto, senza ehe le parti eontraenti ab~la~o bisogno di farne preeedere la cessazione da diehia- :'az~o~l preventive. NeUo stesso tempo viene pero riservato 11 dIrlt~o alle stesse di dipartirsi daI eontratto giä aHa fine ?E'l pnmo 0 seeondo triennio, mediante disdetta da darsi J.ll maneanza di una stipulazione speciale entro i terminI delI'art. 290 NQ 1 d I C 0 Cl I .' . '. '. e '. . auso e di tal genere sono molto flequent! neI contrattl di loeazione; esse eorrispon- d~~o, ~eeon~o la s~ntenza della Ia istanza eantonale, anehe agb USI loeah d~l dl~tretto di BeUinzona, e non solo agli usi, ma anehe aHa sItuazlOne speeiale in eui si trovavano le parti al n;omento deUa eonelusione deI eontratto. Ora, in forza de~l art. 16 d~l C. 0., e eonforme aH'intenzione presumibile dm e?ntraenb.e non eonforme al valore letterale delle parole .ehe SI devono 111terpretare le convenzioni. . 4. Resta ~osi a~quisito .ehe i., convenuti erano in obbligo dl evacuare I 10cah ~ffittatI al pm tardi col1 0 settembre 1898 .e ehe eonsegnando.h sol~ piu tardi, il 10 agosto 1900, essi non hann~, ademplto aU obbligo loro imposto daIl'art. 4. ~ade perclO ?a .se stes~a la prima obbiezione sollevata nel ncorso, ehe 1 neorrentl non si siano trovati in mora,essendo st~ti tenuti di dar seguito aHa disdetta dell'atto~Oe~ Ma anehe Il seeondo appunto sul quale SI' conda'I . h . ..' l' 1 neorso, c e elOe trattandoSI dl un'obbligazione non chiara, non liquida e non aneora constatata da un' autorita giudiziale iI ritardo ne~la .conseg?a non si possa imputare a colpa dei ~onvenuti e ~;ndl non SI possa far luogo a risareimento di danni in base a art. 110 deI C. 0., non ha maggiore fondamento deI primo.
111. Obligationenrecht. N° 88. 699 A termini dell'art. 117 deI C. 0., il debitore e eostituito in mora quando l'obbligazione e seaduta, mediante interpella- zione deI creditore, e quando il giorno deU' adempimento e stabilito 0 risulti determinato da un avvertimento eonvenuto, pel decorso di detto giorno. Pella mora deI debitore non e dunque richiesto ehe l'obbligazione di eui 10 stesso e tenuto all'adempimento, sia liquida. (Ved. Hafner, 2 ed., pag. 42). Riehiesto e inveee di regola generale, perehe si possa far luogo ad una domanda di indennizzo (eosl anehe nel easo di avvenimento fortuito, art. 118), ehe il ritardo neH' eseeu- zione di un' ob bligazione, sill. imputabile a colpa deI debitore. Solo quando l'obbligazione si riferisee al pagamento di una somma in danaro, l'art. 119 deI C. O. obbliga il debitore in mora al pagamento di interessi moratori, indipendentemente dal fatto ehe il debitore trovisi 0 non trovisi in eolpa, aceol- lando al ereditore la prova ehe il debitore e in eolpa, nel caso ehe 10 stesso pretenda un indennizzo maggiore (art. 110). Ma, all'infuori di questo easo, vale Ia regola delI' art. 110, seeondo la quale il debitore ehe non ha adempito un' obbli- gazione 0 ehe non l'ha adempita nel modo dovuto, puo libe- rarsi dall'obbligo deI risareimento dei danni, provando che jl non adempimento 0 l'adempimento irregolare e avvenuto senza sua eolpa. Ora la deficienza di eolpa puo eonsistere benissimo nelI' ambiguita e illiquidita delI' obbligazione. COS1, quando un debitore versa in errore sull'esistenza 0 Bulla portata degli obblighi ehe gli ineombono e ehe questo errore .e giustifieabile, vale a dire quando anehe usando tutta la pru- denza dovuta, si possa eredere e si erede in buona fede di non essere obbligati ad una prestazione, 0 di non esservi obbligati per un tempo determinato, e di regola comune, sca- tente deI resto dai principi generali di diritto, ehe non ostante si versi in istato di mora, non si sia obbligati aI risareimento di dann i. Ma perche vi sm errore seusabile in questo senso, e necessario ehe il debitore non abbia agito alla leggera, ~he, riehiesto di una prestazione, prima di rifiutarvisi, abbia 'ßsaminato eolla maggiore attenzione e diligenza possibile -quali obblighi gli impone il eontratto; eon altre parole, ehe a XXVI, 1I. - 1900 46 700 Civilrechtspflege. termini deIl'art. 113 deI O. O. non gli sia imputabiJe nessuna. eolpa, neppure Ia piu Ieggera. Se agisee altrimenti e si affida senz' altro alle sorti di un proeesso, ineorre nelIa responsa- bilita stabilita appunto da questo artieolo. Ora e fuori didubbio che l'errore eommesso dai ricorrenti nel eRSO conereto, rmutandosi di aecettare Ia disdetta 12 gennaio 1898 e di consegnare gli stabili alla fine deI seeondo triennio, non pUD qualificarsi di errore giustificablile. L'interpretazione da Ioro data alla clausola 4 deI eontratto trova benst un appoggio apparente nel signifieato stretto, usuale della parola «da rivedersi, ~ ma un esame piiI serio ed imparziale li avrebbe dovuti persuadere deI diritto che aveva il Iocatore di denunciare iI contratto alla fine di ogni triennio. La colpa dei convenuti e altrettanto piiI indiscutibile che illoro rifiuto di consegnare gli stabili ha per base un ragionamento pura- mente formalistico, non consentaneo ne aHa volonta presu- mibile delle parti, ne alle esigenze della vita commerciale. Per questi motivi, il Tribunale federale pronuneia: E respinto l'appello introdotto dai coniugi Resinelli contro Ia sentenza 6 giugno 1900 delI' istanza cantonale superiore ticinese, e Ia sentenza stessa percio confermata in ogni sua parte.
89. Arret du 27 Getobre 1900 dans la catese Morand 8: Bellora eontre Reichlen. Influence du jugement penal condamnant un inculpe ponr lesions corporelles et liberant les autres inculpes de cette accnsation, sur la responsabilite civile des liMres. Art. 60 CO. - Constata- tions de faH; contradiction avec les pieces du dossier. Auguste Reichlen, aubergiste ä. Ia Tour-de-Treme (Fri- bourg), demandeur au proees actueI, avait annonce que le 2 fevrier 1899 il y aurait .4' cassee ~ (de noix) a son etablis- III. Obligationenl'echt. N° 89. 701 sement, c'est-a-dire qu'il offrait ce jour-la a ses cIients des noix, des chätaignes, etc. Oette annonce avait attire un assez grand nombre de jeunes gens de Ia Tour-de-Treme et des Iocalites voisines, par exelll- pIe de Grandvillard. Parmi les consommateursse trouvaient Alexandre Bellora, tailleur de pierres a Bulle, alors age d'en- viron 19 ans, et Emile Morand, age de 29 ans, ouvrier a Ia Tour, tous deux defendeurs au proces. Morand a reconnu dans l'instruction qu'on avait bu plus que de raison vers la fin de Ia soiree et que « chacun avait sa pointe ~; lui-meme avait, peu de temps avant Ia fermeture de l'etablissement, CRSSe une table en voulant Ia soulever. Vers i i haures du soir Ie cafetier Reichlen voulut fermer son etablissement, c'est-a-dire faire « fierab ~ (Feierabend), comme on dit dans le canton de Fribourg. La sortie des con- sommateurs ne s'effectua toutefois que difficiJement. Tandis que Bellora dit etre sorti de Ia pinte sans en attendre l'ordre, d'autres s'obstinaient arester, les uns a Ia cuisine, d'autres (Ies jeunes gens de Grandvillard) a Ia salle du premier etage. En particulier Morand se montra recalcitrant. Dans sa pre- miere deposition devant Ie prefet de Ia Gruyere, il dit qu'il aHa d'abord se cacher a la Iaiterie avec d'autres jeunes gens, pour pouvoir rentrer au cafe par Ia porte de Ia laiterie, qui est contigue a celui-ci. Puis il penetra dans le corridor et y rencontra Reichlen, qui le poussa et l'entraina du cote de Ia sortie sur Ia rue. Il reconnait avoir resiste alors, en secouant Reichlen par ses habits. Survint MmeReichlen, qui le frappa avec une buche sur Ia main et sur Ia figure. Au dernier mo~ ment Morand mit le pied entre Ia porte et le seuil, pour em- pedter de renner, a-t-il dit dans son interrogatoire devant Ie prefet, quatre jours apres. Plus tard, mais seulement devant 1e Tribunal criminel, il a explique que s'il avait eu recoursa cette manamvre, c'etait pour empecher de se faire ecraser le bras,qui s'etait trouve pris. Plusieurs temoins ont confirme que Morand avait e1Iectivement Ie bras pris et avait appele au secouts, ce qui determina plusieurs de s~s camarades fi Nenir Ie degager. Au nombre de ces dermers se trouvalt