Erwägungen (27 Absätze)
E. 2 È legittimato a ricorrere presso l’AIRR colui che ha partecipato alla procedura di re- clamo dinanzi all’organo di mediazione e dimostra di avere uno stretto legame con l’oggetto dei contenuti redazionali contestati, ha almeno 18 anni, è cittadino svizzero o è titolare di un permesso di domicilio o di dimora (art. 94 cpv. 1 e 3 LRTV; ricorso individuale). Sono legitti- mate a ricorrere sia le persone fisiche che giuridiche.
Nella fattispecie, giova osservare che l’MPS, in quanto partito politico, è un’associazione e ha statuti scritti (art. 60 cpv. 1 del Codice civile svizzero [CC; RS 210]). Ha quindi la capacità di essere parte e di agire in giudizio ed è legittimato a presentare ricorso (art. 54 CC). Tuttavia, A ha presentato un reclamo presso l’organo di mediazione e ha poi sottoscritto il presente ricorso nell’interesse del MPS. Esso è […] ed è quindi abilitato a rappresentare pubblicamente il partito. Come tale ha quindi la legittimazione a ricorrere a nome del MPS.
E. 3 L’art. 97 cpv. 2 LRTV limita il potere di esame dell’AIRR, la quale può solo esaminare su ricorso se i contenuti redazionali contestati violano le esigenze minime relative al contenuto del programma (art. 4, 5 e 5a LRTV) o il diritto internazionale applicabile, o se il rifiuto di acce- dere al programma è illecito. Altre censure o conclusioni essendo inammissibili.
E. 3.1 Per quel che attiene la conclusione del ricorrente concernente un’eventuale violazione dell’articolo 24 LRTV, l’AIRR sottolinea che è una questione che compete all’Ufficio federale delle comunicazioni UFCOM (art. 86 cpv. 1 LRTV).
E. 3.2 Il ricorrente lamenta il fatto che la RSI avrebbe mancato di trasparenza, durante l’in- contro d’informazione del 20 gennaio 2023, nella comunicazione ai partiti sia sull’organizza- zione che sulle presenze assegnate ad ogni forza politica in merito all’intera offerta preeletto- rale 2023. Giova pertanto osservare che l'AIRR non ha alcun diritto di sorveglianza nella fase di preparazione dei programmi. Il controllo è esercitato solo a posteriori, ossia solo sui pro- grammi già trasmessi, nell'interesse esclusivo del pubblico e non per tutelare dei diritti perso- nali (v. Denis Masmejan in: Denis Masmejan/Bertil Cottier/Nicolas Capt (Ed.): Loi sur la radio- télévision, Berna 2014, n° 26, pag. 738). L’unico fattore determinante per l’AIRR è quello che effettivamente è stato mandato in onda.
E. 4 Il ricorso definisce l’oggetto della controversia e delimita pertanto il potere d’esame dell’AIRR. Quando entra nel merito, l’AIRR procede liberamente all’esame del diritto applica- bile e non è vincolata alle contestazioni o alle motivazioni delle parti (Denis Barrelet/Stéphane Werly, Droit de la communication, 2° edizione, Berna, 2011, n° 880, pag. 262).
E. 4.1 Il ricorrente ha interposto ricorso contro l’insieme delle trasmissioni televisive e radio- foniche che hanno coperto la campagna elettorale che ha preceduto le elezioni cantonali tici- nesi del 2 aprile 2023 in vista del rinnovo del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio. Si tratta di un ricorso temporale nel quale un ricorrente può muovere critiche contro diverse trasmissioni contemporaneamente (DTF 123 II 115 consid. 3, pag. 121 [“Arena”]; decisioni dell’AIRR b. 833 del 29 maggio 2020, consid. 4 [“Palinsesto preelettorale per le elezioni federali del 20 ottobre 2019], b. 722 dell’11 dicembre 2015, consid. 4 [“ECOPOP”], b. 614 del 20 agosto 2010, consid. 3). Conformemente all’art. 92 cpv. 1 terza frase LRTV, tra la prima e l’ultima trasmissione contestata non devono intercorrere più di tre mesi. D’altronde, in virtù della giurisprudenza dell’AIRR, i diversi servizi devono essere caratterizzati da una tematica comune. Nella fatti- specie, i due requisiti sopracitati sono adempiuti: la prima trasmissione è andata in onda il 26 febbraio 2023 e l’ultima il 26 marzo 2023 si iscrivono nel termine di tre mesi e le elezioni can- tonali del 2 aprile 2023 fungono da filo rosso, garantendo così il rispetto dell’esigenza dello stretto legame di connessione.
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E. 4.2 In generale, l’AIRR non tiene conto, in un ricorso temporale, delle trasmissioni diffuse dopo il reclamo indirizzato al mediatore. Solo nel caso in cui la trasmissione mandata in onda successivamente faccia visibilmente parte di una serie di emissioni o di un concetto program- matico globale e che sia stata fissata prima del deposito del reclamo che l’AIRR ne tiene conto nel suo esame (v. JAAC 69/2005 n° 128, consid. 1.4, pag. 1555 [“Trentième anniversaire sur plébiscite d’auto-détermination”], decisioni dell’AIRR b. 833, b. 722 precitate e b. 500 del 4 febbraio 2005).
E. 4.3 Nella fattispecie, il ricorrente ha inoltrato un reclamo presso il mediatore il 6 marzo
2023. La campagna elettorale in vista delle elezioni cantonali ticinesi del 2 aprile 2023 è iniziata il 26 febbraio 2023. Certe trasmissioni radiofoniche e televisive erano già state diffuse. Tutta- via, visto che queste ultime fanno anche parte della copertura elettorale delle elezioni cantonali ticinesi 2 aprile 2023, l’AIRR ne terrà conto nel suo esame.
E. 5 Il principio della pluralità delle opinioni sancito dall’art. 4 cpv. 4 LRTV ha come scopo essenziale di impedire che i media elettronici influenzino l’opinione del pubblico in maniera parziale e unilaterale, privilegiando certe tendenze a scapito delle altre (sentenza del TF 2C_859/2022 del 20 settembre 2022, consid. 5.5.2 [“La haine avant la votation sur la loi Co- vid »] ; Denis Masmejan, op. cit., n° 68, pag. 105 relativo all’art. 4 cpv. 4 LRTV). Ciò significa che l’emittente non deve dare troppo peso alle posizioni estreme, né limitarsi a riportare uni- camente le opinioni dominanti. La radio e la televisione, considerate nel loro insieme, sono tenute a presentare la pluralità delle dottrine e delle opinioni. Contrariamente al principio della corretta presentazione di fatti e avvenimenti, il principio della pluralità riguarda i programmi nel loro insieme.
E. 5.1 Le trasmissioni realizzate in periodo di elezioni o votazioni sono delicate poiché sono suscettibili di influenzare la formazione dell’opinione politica. Si tratta di un periodo sensibile, in cui i requisiti di diligenza giornalistica sono particolarmente elevati (sentenza del TF 2C_859/2022 precitata, consid. 5.6; GAAC 61/1997 n° 69, consid. 3.3, pag. 651 [“Arena”]; decisione dell’AIRR b. 915 del 23 giugno 2022, consid. 6.4.1). Il punto di vista dei vari partiti politici in lizza deve in particolare emergere in modo adeguato. L’emittente deve tener conto del principio secondo cui ogni candidato (e ogni partito) deve poter partecipare alle elezioni a pari opportunità. Detto questo, l’emittente non è tenuta a trattare i partiti e i candidati in modo assolutamente identico, ignorando il presunto grado di interesse della popolazione nei loro confronti. Infatti, se le trasmissioni elettorali devono garantire pari opportunità tra i partiti, esse devono anche rispondere alle esigenze di informazione del telespettatore o ascoltatore (DTF 125 II 497, consid. 3dd, pag. 504 [“Tamborini”). Nell’ambito della sua raccomandazione CM/Rec (2007) 15 adottata dal Comitato dei Ministri il 7 novembre 2007, il Consiglio d’Europa ha sot- tolineato il ruolo essenziale dei media elettronici nella copertura delle campagne elettorali. L’indipendenza e l’autonomia di cui godono le emittenti lasciano loro una certa flessibilità nell’organizzazione delle trasmissioni (v. Denis Masmejan, op. cit., n° 81, pag. 110 relativo all’art. 4 al. 4 LRTV).
E. 5.2 Le emittenti godono di autonomia e libertà nella concezione dei programmi. Secondo l’art. 6 cpv. 2 LRTV, le emittenti sono quindi libere di stabilire il numero e il genere di trasmis- sioni elettorali che intendono mandare in onda. In particolare, essi sono liberi di ripartire il tempo di parola e di adattare le modalità di partecipazione alle trasmissioni in funzione dell’im- portanza di ciascuna formazione politica, in modo da rispondere alle effettive esigenze d’infor- mazione del pubblico. Essi possono basarsi sulla proporzione di rappresentanti eletti di cui tali formazioni dispongono già negli esecutivi o nei legislativi. I piccoli partiti potranno, all’occor- renza, non avere accesso alla piattaforma in cui sono accolti i rappresentanti dei più grandi schieramenti, e dovere accontentarsi di un tempo di parola e di una visibilità inferiori (DTF 125 II 497 precitata, consid. 3c, pag. 506). Occorre tuttavia che partiti di pari importanza siano trattati in modo uguale (decisione dell’AIRR b. 578 precitata, consid. 7). I piccoli partiti o i nuovi partiti non possono essere semplicemente esclusi dall’antenna e, se sono esclusi da alcune trasmissioni elettorali, essi devono almeno poter partecipare ad altre (DTF 125 II 497 precitato, consid. 3d, pag. 506). I criteri scelti dalle emittenti devono essere obiettivi, non discriminatori
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e imparziali e non devono portare a risultati non equi (decisione dell’AIRR b. 833, consid. 5.2 e b. 645 del 20 aprile 2012, consid. 6 [“Plainte contre les émissions relatives aux élections fédérales 2011 de Rhône FM”]). I criteri di ammissione alle trasmissioni che valgono per un tipo di elezione possono inoltre non essere adatti ad altri, ad esempio quelli dove gioca un ruolo particolarmente importante la personalità dei candidati (DTF 125 II 497, consid. 3a/ee, pag. 506; decisione b. 833, consid. 7.4 [“Lega Verde”]).
E. 6 La RSI ha mandato in onda a partire dal 26 febbraio 2023 in televisione e dal 28 feb- braio 2023 in radio, una serie di trasmissioni mirate a presentare i partiti politici in lizza e i loro candidati in vista del rinnovo del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio nell’ambito delle ele- zioni cantonali ticinesi del 2 aprile 2023. La RSI ha stabilito l’intera offerta relativa alle elezioni cantonali 2023 secondo il piano di copertura elaborato il 20 gennaio 2023.
E. 6.1 In televisione erano previsti:
Alla “Domenica elettorale”, solo candidati al Consiglio di Stato, hanno partecipato:
- il 26 febbraio 2023 dei candidati del PLR (Jean-Jacques Aeschlimann), PS (Yannick Demaria) e Più Donne (Maura Mossi Nembrini)
- il 5 marzo 2023, dei candidati del Il Centro (Laura Tarchini), dei Verdi (Nara Valsan- giacomo) e della Lega (Claudio Zali)
- il 12 marzo 2023 dei candidati del Il Centro (Giorgio Fonio), del PLR (Andrea Riga- monti) e del PC/POP (Lea Ferrari)
- il 19 marzo 2023 dei candidati del PLR (Luca Renzetti), del MPS (Angelica Lepori) e della Lega (Norman Gobbi)
- il 26 marzo 2023 dei candidati del Il Centro (Raffaele De Rosa), del PS (Marina Carobbio) e dell’UDC (Piero Marchesi)
Ai “Dibattiti tematici del lunedì” hanno partecipato a ogni puntata sei candidati al Con- siglio di Stato:
- il 27 febbraio 2023 (prologo elettorale con presidenti di partito): PS (Fabrizio Sirica), Verdi (Marco Noi), Verdi Liberali (Stefano Dias), HelvEthica Ticino (Werner Nussbaumer), Avanti con Ticino & Lavoro (Evaristo Roncelli), Più Donne (Tamara Merlo), PC (Massimiliano Ay), MPS (Giuseppe Sergi), PLR (Ales- sandro Speziali), Il Centro (Fiorenzo Dadò), UDC (Pierluigi Pasi), Lega (Sabrina Aldi), MontagnaViva (Germano Mattei) e Dignità ai pensionati (Donatello Poggi)
- il 6 marzo 2023 (tema: economia-lavoro-finanze): Socialisti e Verdi (Boas Erez), Avanti con Ticino & Lavoro (Amalia Mirante), MPS (Matteo Pronzini), PLR (Christian Vitta), Il Centro (Maurizio Agustoni) e Lega (Boris Bignasca)
- il 13 marzo 2023 (tema: sanità-scuola): Socialisti e Verdi (Marina Carobbio), HelvEthica Ticino (Jürg Heim), Più Donne (Ta- mara Merlo), PLR (Alessandra Gianella), Il Centro (Raffaele De Rosa) e UDC (Paolo Pamini)
- il 20 marzo 2023 (tema: trasporti traffico): Socialisti e Verdi (Samantha Bourgoin), Verdi Liberali (Massimo Mobiglia), POP (Gianfranco Cavalli), PLR (Andrea Rigamonti), Il Centro (Paolo Caroni) e Lega (Claudio Zali)
Al “Il Quotidiano” sono stati proposti sei servizi tematici e un viaggio tra i principali partiti alla vigilia della sfida cantonale. Solo candidati al Gran Consiglio, hanno partecipato:
- il 3 marzo 2023 (tema: finanze): Il Centro (Sabrina Gendotti), UDC (Sergio Morisoli), MPS (Matteo Poretti), PLR (Cri- stina Maderni), Lega (Daniele Caverzasio) e PS-GISO-Forum Alternativo (Ivo Du- rich)
- il 6 marzo 2023 (tema: lavoro):
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Il Centro (Claudio Isabella), Più Donne (Beatrice Lundmark), PLR (Dario Gabella), Lega (Andrea Censi), Giulia Petralli (Verdi) e Fabrizio Sirica (PS-GISO-Forum Alter- nativo)
- il 10 marzo 2023 (tema: sanità): Il Centro (Maddalena Ermotti-Lepori), HelvEthica Ticino (Roberto Ostinelli), MPS (Giuseppe Sergi), Lega (Eolo Alberti), PS-GISO-Forum Alternativo (Beppe Savary) e Donatello Poggi (Dignità ai Pensionati)
- il 13 marzo 2023 (tema: scuola): Il Centro (Alessio Ghisla), PC (Zeno Castella), UDC (Andrea Giudici), PLR (Aron Piezzi), Lega (Michele Guerra) e PS-GISO-Forum Alternativo (Aurelio Sargenti)
- il 17 marzo 2023 (tema: clima): Più Donne (Giada Untersee), UDC (Roberta Soldati), MontagnaViva (Marcel Bisi), PS-GISO-Forum Alternativo (Christina Zanini Barzaghi), PLR (Enea Rossetti), Avanti con Ticino & Lavoro (Monica Pugnaloni) e Verdi (Matteo Buzzi)
- il 20 marzo 2023 (tema: trasporti): Verdi Liberali (Sara Beretta-Piccoli), Il Centro (Giovanni Berardi), PC (Alberto To- gni), PLR (Nicola Pini), Lega (Sem Genini) e Verdi (Rocco Vitali)
E. 6.2 In radio erano previsti:
A “Modem” quattro puntate di approfondimento con uno sviluppo tematico associato alle fasce generazionali. Ad ogni puntata hanno partecipato quattro candidati al Consi- glio di Stato.
- il 3 marzo 2023 (tema: scuola-clima-traffico): POP (Franco Cavalli), Lega (Claudio Zali), PLR (Jean-Jacques Aeschlimann) e Verdi (Nara Valsangiacomo)
- il 10 marzo 2023 (tema: lavoro-demografia): Il Centro (Giorgio Fonio), UDC (Piero Marchesi), PLR (Luca Renzetti) e PS (Marina Carobbio)
- il 17 marzo 2023 (tema: occupazione-finanze): Il Centro (Maurizio Agustoni), Lega (Boris Bignasca), PLR (Christian Vitta) e MPS (Matteo Poretti)
- il 24 marzo 2023 (tema: sanità-anziani): Il Centro (Raffaele De Rosa), Più Donne (Maura Mossi-Nembrini), UDC (Paolo Pa- mini) e PS (Boas Erez)
A “Mezzogiorno elettorale” (faccia a faccia) hanno partecipato due candidati al Consiglio di Stato:
- il 28 febbraio 2023, Jean-Jacques Aeschlimann (PLR) e Piero Marchesi (UDC)
- il 2 marzo 2023, Samantha Bourgoin (Verdi) e Angelica Lepori (MPS)
- il 7 marzo 2023, Yannick Demaria (PS) e Luca Renzetti (PLR)
- il 9 marzo 2023, Maurizio Augustoni (Il Centro) e Norman Gobbi (Lega dei Ticinesi)
- il 14 marzo 2023, Nara Valsangiacomo (I Verdi) e Claudio Zali (UDC)
- il 16 marzo 2023, Laura Tarchini (Il Centro) e Tamara Merlo (Più Donne)
- il 21 marzo 2023, Alberto Togni (PC) e Alessandra Gianella (PLR)
- il 23 marzo 2023, Paolo Pamini (UDC) e Paolo Caroni (Il Centro)
A “Seidisera” hanno partecipato candidati al Gran Consiglio:
- il 2 marzo 2023 (tema: giovani e formazione): Verdi Liberali (Mirco De Savelli), PC (Luca Frei), Giovani UDC (Diego Baratti), PLR (Mirella Mozzini) e Verdi (Noemi Buzzi)
- il 9 marzo 2023 (tema: lavoro-fuga dal Ticino): Il Centro (Marco Passalia), Lega (Omar Balli), PS (Elisa Pedrina) e MontagnaViva (Marcel Bisi)
- il 16 marzo 2023 (tema: reinserimento over 50):
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Più Donne (Monica Gayed), Avanti con Ticino & Lavoro (Manuela Zanola), PLR (Na- talia Ferrara) e PS (Nora Jardini)
- il 23 marzo 2023 (tema: sanità-pianificazione ospedaliera): Il Centro (Nadia Ghisolfi), HelvEthica Ticino (Werner Nussbaumer), Lega (Maruska Ortelli), MPS (Matteo Pronzini) e Dignità ai pensionati (Donatello Poggi)
E. 6.3 Nell’opuscolo di presentazione del 20 gennaio 2023 della RSI del palinsesto preeletto- rale intitolato “Elezioni cantonali ticinesi 2023 – piano di copertura RSI”, che il diffusore ha presentato ai rappresentanti di tutte le formazioni politiche, si menzionano seconda la forza dei partecipanti:
- Prima fascia: maggiore presenza alle trasmissioni accordata ai partiti già presenti in Consiglio di Stato (Il Centro e PLR) e alle formazioni politiche che hanno costituito una lista che comprende i partiti già presenti al Consiglio di Stato (PS con Verdi e Lega dei Ticinesi con UDC). Questi partiti sono stati trattati allo stesso modo. Centro e PLR hanno mandato unicamente i loro rappresentanti ai dibattiti o ai programmi radiotelevisivi, mentre le liste che raccolgono due forze hanno posti da spartire se- condo criteri scelti dagli stessi partiti portando così a una riduzione di fatto della presenza delle formazioni politiche già presenti in Consiglio di Stato.
- Seconda fascia: accordata una presenza intermedia alle trasmissioni ai partiti già presenti in Gran Consiglio che, sulla base dei risultati del 2019, non costituiscono gruppo parlamentare. Si tratta del MPS, PC-POP e Più Donne.
- Terza fascia: accordata presenza più limitata alle trasmissioni alle formazioni politi- che non ancora presenti in Gran Consiglio o che si affacciano per la prima volta nella competizione elettorale. Si tratta di Verdi Liberali, Avanti con Ticino & Lavoro, HelvEthica Ticino per il Consiglio di Stato e Gran Consiglio, Dignità ai pensionati e Montagna Viva solo per il Gran Consiglio.
E. 7 Il ricorrente lamenta principalmente il fatto che l’offerta preelettorale della RSI abbia privilegiato i partiti in Consiglio di Stato a scapito dei partiti in Gran Consiglio. A suo avviso, i partiti in Consiglio di Stato hanno avuto accesso a tutte le trasmissioni della RSI con spazi quasi totali di parola, allorquando i partiti in Gran Consiglio hanno avuto un riconoscimento di gran lunga inferiore dal punto di vista della presenza nei dibattiti organizzati di quello garantito ai partiti in Consiglio di Stato.
E. 7.1 Va ribadito che la radio e la televisione, considerate nel loro insieme, sono tenute a presentare la pluralità delle dottrine e delle opinioni. Il principio della pluralità riguarda i pro- grammi nel loro insieme. Il programma preelettorale radiotelevisivo della RSI per le elezioni cantonali ticinesi 2023 può essere considerato quantitativamente ampio (v. consid. 6.1 e 6.2). Secondo l’opuscolo della RSI del 20 gennaio 2023, ai candidati in lizza alle elezioni sono state offerte complessivamente 170 opportunità di apparizioni nei programmi radiotelevisivi, in par- ticolare 115 per il Consiglio di Stato e 55 per il Gran Consiglio. L’emittente ha applicato i criteri per l’inserimento delle varie liste nel programma preelettorale secondo tre fasce (v. consid. 6.3). Fondamentale è stata la distinzione tra partiti di governo (presenti in Consiglio di Stato) o partiti in alleanza di lista con un partito di governo, partiti che sono rappresentati solo in parlamento (in Gran Consiglio) e che non hanno forza di gruppo e, infine, nuove formazioni o partiti non ancora rappresentati in parlamento. Questo allo scopo di coniugare, da una parte, il diritto dei piccoli partiti a partecipare alle trasmissioni in cui sono accolti i rappresentanti dei più grandi partiti e, dall’altra parte, il diritto alla rappresentatività (v. opuscolo del 20 gennaio 2023).
E. 7.2 Nello specifico, al MPS (seconda fascia) è stata accordata una presenza intermedia durante la copertura preelettorale. I suoi esponenti, hanno partecipato complessivamente a otto trasmissioni e servizi radiotelevisivi, più precisamente a cinque in televisione e a tre in radio – e non solo a cinque, come sostenuto dal ricorrente (v. lett. E).
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E. 7.2.1 In televisione, alla “Domenica elettorale”, l’MPS ha partecipato alla puntata del 19 marzo 2023. A tre puntate su cinque erano presenti due candidati dei grandi partiti (prima fascia) e un candidato dei partiti medi (seconda fascia). L’MPS ha pure partecipato ai “Dibattiti del lunedì” del 27 febbraio 2023 con tutti i rappresentanti dei partiti in lizza e del 6 marzo seguente. Alle puntate del 6, 13 e 20 marzo 2023 hanno partecipato quattro candidati dei grandi partiti, un candidato dei partiti medi e un candidato dei piccoli partiti. Alla trasmissione “Il Quotidiano”, l’MPS ha partecipato alle puntate del 3 e 10 marzo 2023. Ogni puntata era composta da tre à cinque candidati dei grandi partiti e da un candidato dei partiti medi. A tre puntate hanno pure partecipato uno a due candidati dei piccoli partiti (terza fascia). In defini- tiva, tutti i partiti della seconda fascia, tra cui l’MPS, hanno partecipato alla “Domenica eletto- rale”. Ai “dibattiti del Lunedì”, tutti i partiti in lizza vi hanno partecipato. Al “Il Quotidiano, tutti i partiti erano presenti in funzione della loro forza politica.
E. 7.2.2 In radio, a “Modem”, l’MPS ha partecipato alla puntata del 17 marzo 2023. A due altre puntate presente ugualmente un altro candidato dei partiti medi. A “Mezzogiorno elettorale” (faccia a faccia) l’MPS era presente il 2 marzo 2023. Presente a due altre puntate un candidato degli altri partiti medi. A “Seidisera” l’MPS ha partecipato alla puntata del 23 marzo 2023. Più Donne (partito della seconda fascia) ha pure partecipato, come anche ad ogni puntata i piccoli partiti. In definitiva, tutti i partiti medi, tra cui l’MPS, hanno partecipato a “Modem” e a “Mezzo- giorno elettorale” i partiti medi hanno partecipato ad un “faccia a faccia” con un grande partito. A “Seidisera”, la visibilità è pure data ai piccoli partiti.
E. 7.2.3 L’MPS candidato sia per il Consiglio di Stato che per il Gran Consiglio, ha partecipato a tutta l’offerta radiotelevisiva proposta. Per il Consiglio di Stato, i candidati del MPS hanno partecipato ai due programmi televisivi mandati in onda (“Domenica elettorale” e “Dibattiti del lunedì”) e ai due in radio (“”Modem” e “Mezzogiorno elettorale”). I partiti della prima e seconda fascia sono quindi stati tutti rappresentati in funzione della loro forza politica. I partiti della terza fascia hanno solo preso parte ai “Dibattiti tematici del lunedì”. Per il Gran Consiglio, i candidati del MPS hanno partecipato al solo programma proposto in televisione (“Il Quotidiano”) e al solo programma proposto in radio (“Seidisera”). Oltre ai partiti della prima fascia, presenti pure i partiti della terza fascia.
E. 7.2.4 Altresì, alla “Domenica elettorale” del 19 marzo 2023, i tre candidati al Consiglio di Stato, fra cui il candidato del MPS, hanno tutti potuto presentarsi e hanno avuto un tempo di parola abbastanza lungo e a più riprese. Ai “Dibattiti tematici del lunedì” del 27 febbraio 2023, l’intervento dell’esponente del MPS si è protratto per ben due minuti quasi senza interruzione e avrebbe potuto continuare ad esprimersi se non avesse lasciato volontariamente lo Studio Uno dopo un’ora di trasmissione. Alla puntata del 6 marzo, l’esponente del MPS, seduto con altri cinque candidati, è intervenuto più volte, come pure al “Il Quotidiano” dei 3 e 10 marzo 2023 e a “Modem” del 17 marzo seguente. A “Seidisera” del 23 marzo 2023, l’intervista dei candidati ha avuto luogo alla fine della puntata ed è stata breve, ma a tutti i candidati è stata concessa la parola.
E. 7.3 Come già menzionato (v. consid. 5.1), la giurisprudenza del Tribunale federale e dell’AIRR (v. in particolare DTF 125 II 497, consid. 3dd; decisioni dell’AIRR b. 833, b. 730 e b.
722) prevede la possibilità per l’emittente di non trattare i partiti o i candidati in modo assolu- tamente identico all’interno dei programmi elettorali, mentre non sono consentiti privilegi o esclusioni totali (v. decisione dell’AIRR b. 833, consid. 7.4). La completa parità di trattamento potrebbe essere in conflitto con il mandato di informazione dell’emittente. Quest’ultima deve tenere conto del presunto interesse della popolazione per la realizzazione delle trasmissioni radiotelevisive, ed è proprio su questa considerazione che le differenziazioni sono ritenute ammissibili dal punto di vista del diritto in materia di programmi. Il Tribunale federale fa riferi- mento al presunto grado di interesse della popolazione nei confronti dei partiti e dei candidati su cui si concentra il dibattito politico, tenendo conto dei bisogni effettivi di informazione della maggioranza dei telespettatori o dei radioascoltatori. Più sono i voti o la responsabilità, mag- giore è l’interesse del pubblico nei loro confronti. Non appare dunque inammissibile che delle
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trasmissioni elettorali accordino uno spazio più importante ai partiti politici su cui si concentra il dibattito pubblico rispetto a quello accordato a candidati o a formazioni politiche di cui si può ragionevolmente presumere che suscitino meno attenzione da parte del pubblico. Un tale cri- terio è da ritenere perlomeno plausibile e logico.
E. 7.4 Ne discende che la selezione della partecipazione dei candidati al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio è stata fatta dalla RSI secondo i criteri suddivisi in tre fasce (v. consid. 6.3). Poco importa che i criteri adottati siano contestabili, a condizione che le soluzioni scelte siano giustificate. L’emittente si trova spesso ad affrontare sistemi elettorali, rilevanza o configura- zioni di partiti e liste diverse che richiedono una gestione flessibile delle rispettive apparizioni televisive o radiofoniche. Nella fattispecie, per le elezioni cantonali ticinesi 2023, la RSI si è trovata di fronte a 10 liste per il Consiglio di Stato e a 14 liste per il Gran Consiglio, il che ha reso necessario differenziare le apparizioni in radio e in televisione secondo criteri comprensi- bili e in modo non discriminatorio. L’offerta alle trasmissioni in televisione e in radio ha consi- derato prevalentemente le forze politiche in lizza per il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio, quindi anche l’MPS. Gli esponenti del MPS hanno potuto partecipare complessivamente a otto trasmissioni elettorali in radio e in televisione e hanno affrontato anche candidati dei partiti in lizza per il Consiglio di Stato o presidenti di partito. Inevitabilmente, l’MPS ha avuto meno spazio rispetto ad altre forze partitiche (grandi partiti, prima fascia), ma i criteri alla base di questa scelta sono dovuti alla differenza di trattamento che può essere giustificata. Pertanto, l’MPS ha potuto svolgere il suo ruolo di membro dell’opposizione e non è stato limitato nelle sue attività in Gran Consiglio. Questo invalida anche la critica del ricorrente secondo cui la RSI non avrebbe dato sufficientemente spazio alla dialettica politica tra Consiglio di Stato e Gran Consiglio o Consiglio di Stato e opposizione nelle sue trasmissioni preelettorali. I criteri adottati dalla RSI non sono solo comprensibili ma anche obiettivi, non discriminatori e imparziali. Essi sono stati applicati secondo la forza dei partecipanti e allo stesso modo a tutti i partiti di pari importanza, ossia ai grandi, medi e piccoli partiti (v. consid. 8.2-8.2.3).
E. 8 Il ricorrente ha infine criticato la trasmissione dei “Dibattiti del lunedì” del 27 febbraio 2023, in particolare l’allestimento scenografico del dibattito tenutosi nello Studio Uno della RSI. Questa critica non è stata sollevata nel reclamo presso l’organo di mediazione ma ben in sede di ricorso. Benché irricevibile, essa si rivela tuttavia materialmente infondata. A questa trasmis- sione – un prologo elettorale – erano stati invitati tutti i rappresentanti dei partiti e movimenti che avevano presentato una lista alle elezioni, così come pure altri ospiti. Sul set principale del dibattito erano così posizionate sei sedie destinate ai rappresentanti dei sei partiti più im- portanti del Cantone Ticino. Sulle panchine subito dietro, si sono accomodati i responsabili delle altre forze politiche presenti, trai cui l’esponente del MPS (v. piano scenografico dello Studio Uno della RSI in allegato alla presa di posizione del 21 agosto 2023). In effetti, non sarebbe stato possibile fare sedere tutti sulle sedie sul set principale, motivo per il quale la RSI è stata tenuta a effettuare una scelta, dando la priorità ai rappresentanti dei partiti più impor- tanti (prima fascia), il che è stato coerente, con i criteri di differenziazione tra le varie liste e partiti stabiliti dalla RSI. D’altra parte, nel corso delle due ore del programma, c’era e c’è stato spazio per tutti. L’esponente e coordinatore del MPS che ha partecipato alla puntata del 27 febbraio 2023 ha potuto sviluppare i suoi temi indisturbato e avrebbe potuto continuare ad esprimersi se non avesse lasciato volontariamente lo Studio Uno, dopo un’ora circa di dibattito, in segno di protesta. Questa scelta ha chiaramente limitato il suo diritto a partecipare al dibat- tito e ad esprimersi, ma di ciò non può essere imputata la RSI. Nel complesso, né l’allontana- mento volontario, né il tempo di parola concesso all’esponente del MPS, né l’allestimento dello studio, hanno reso la puntata del 27 febbraio 2023 squilibrata o contraria al principio della pluralità. Per di più, dopo che l’esponente del MPS ha lasciato lo Studio Uno, si è discusso delle sfide e anche di una certa frustrazione dei piccoli partiti, in particolare con Tamara Merlo di Più Donne.
E. 9 In conclusione, al MPS è stata accordata una presenza intermedia durante la copertura preelettorale 2023, secondo criteri obiettivi, non discriminatori e imparziali adottati dalla RSI, definiti in modo trasparente e comunicati in anticipo. Gli esponenti del MPS hanno partecipato complessivamente a otto trasmissioni e servizi radiotelevisivi. Il tempo di parola accordato ai
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candidati del MPS, così come pure la partecipazione degli altri due partiti della seconda fascia, sono stati equilibrati e i loro candidati non sono stati svantaggiati. Inoltre, se una presenza maggiore dei partiti della terza fascia rispetto ai partiti della seconda fascia – tra cui l’MPS – è stata accordata in certe puntate di “Il Quotidiano” e di “Seidisera”, essa è dovuta al fatto che una certa visibilità doveva pur essere accordata anche ai partiti della terza fascia secondo i criteri stabiliti. La puntata dei “Dibattiti del lunedì” del 27 febbraio 2023 non è stata dispropor- zionata. Il palinsesto preelettorale in vista delle elezioni cantonali ticinesi del 2 aprile 2023 non ha così violato il principio della pluralità delle opinioni.
E. 10 Visto quanto procede, l’AIRR considera che il palinsesto preelettorale per le elezioni cantonali ticinesi per il rinnovo del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio del 2 aprile 2023 non ha violato il diritto in materia di programmi, in particolare l’art. 4 cpv. 4 LRTV. Il ricorso del 9 giugno 2023 deve essere respinto, nella misura in cui è ammissibile. Non vengono prelevate spese di procedura (art. 98 cpv. 1 LRTV).
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Per questi motivi l’AIRR:
1. Respinge il ricorso all’unanimità, nella misura in cui è ammissibile.
2. Non percepisce spese di procedura.
3. Intimazione a:
[…]
In nome dell’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva
Rimedi giuridici
Contro le decisioni dell’AIRR può essere interposto ricorso al Tribunale federale entro un ter- mine di 30 giorni dalla data d'intimazione conformemente all’articolo 99 LRTV in combinato disposto con gli articoli 82 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 lett. c e 89 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF; RS 173.110).
Invio: 13 marzo 2024
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva AIRR
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27.08.2019
Decisione del 3 novembre 2023
Composizione dell’Autorità
Mascha Santschi Kallay (presidente) Delphine Gendre, Nadine Jürgensen, Edy Salmina, Reto Schlatter, Maja Sieber, Armon Vital, Stéphane Werly (altri membri) Pierre Rieder (segretariato)
Oggetto
Radio Televisione Svizzera italiana RSI: palinsesto preelettorale per le elezioni cantonali del 2 aprile 2023 per il rinnovo del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio per la legislatura 2023-2027
Ricorso del 9 giugno 2023
Parti / Partecipanti al procedi- mento
Movimento per il socialismo MPS (il ricorrente), rappre- sentato da A
Società svizzera di radiotelevisione SSR SRG (opponente)
b. 957
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In fatto:
A. Domenica 2 aprile 2023 si sono svolte le elezioni cantonali ticinesi in vista del rinnovo del Consiglio di Stato (5 membri) e del Gran Consiglio (90 membri) per la legislatura 2023- 2027.
B. La Radio Televisione Svizzera di lingua italiana (di seguito la RSI LA1) ha ampiamente coperto la campagna elettorale che ha preceduto le elezioni cantonali del 2 aprile 2023. Allo scopo di presentare i partiti politici in lizza e i loro candidati, la RSI ha programmato a partire dal 26 febbraio 2023 un’ampia offerta di contenuti in televisione e in radio. Erano previsti in televisione: la “Domenica elettorale” su RSI LA1 alle 19:20 (cinque appuntamenti dal 26 feb- braio al 26 marzo 2023 di circa 35 minuti), i “Dibattiti tematici del lunedì” su RSI LA1 alle ore 21.00 (quattro appuntamenti di circa due ore dal 27 febbraio al 20 marzo 2023) e “Il Quotidiano” su RSI LA1 (sei servizi tematici di 15 minuti dal 3 al 20 marzo 2023). In radio, erano previsti: “Modem” su Rete Uno a partire dalle 08:30 (quattro puntate di approfondimento di un’ora dal venerdì 3 al venerdì 24 marzo 2023), “Mezzogiorno elettorale” su Rete Uno dalle 11:45 alle 12:30 (otto faccia a faccia di 40 minuti dal 28 febbraio al 23 marzo 2023) e “Seidisera” su Rete Uno alle 18:30 (quattro servizi tematici dal 2 al 23 marzo 2023). Inoltre, il sito “rsi.ch/ticino23” era dedicato a tutti i contributi elettorali prodotti da ogni vettore offrendo uno strumento per- mettendo di accedere a numerosi dati e informazioni su 100 anni di sfide elettorali in Ticino. Il 2 aprile 2023, la RSI ha seguito in diretta la giornata elettorale con trasmissioni speciali in televisione (RSI LA1), in radio (Rete Uno) e sul web e il 3 aprile seguente è stato presentato il dibattito conclusivo.
C. Con scritto del 9 giugno 2023, il Movimento per il socialismo MPS (ricorrente), rappre- sentato da A ha inoltrato ricorso presso l'Autorità di ricorso in materia radiotelevisiva (di se- guito: l'AIRR) contro il palinsesto preelettorale per le elezioni cantonali ticinesi del 2 aprile
2023. Il ricorrente ha fatto valere che la RSI avrebbe violato gli art. 4 cpv. 4 e 24 cpv. 4 lett. a della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40). In particolare, considera che la pluralità delle opinioni sia stata rappresentata in modo insufficiente. Esso sostiene che nell’in- contro del 20 gennaio 2023, nel corso del quale la RSI ha presentato il palinsesto ai partiti che concorrevano per le elezioni cantonali, la RSI non ha mai fornito criteri oggettivi né indicato come tali criteri avrebbero trovato concreta realizzazione. L’analisi delle presenze alle trasmis- sioni mostrerebbe non solo una inaccettabile preminenza dei partiti in Consiglio di Stato, ma la mancanza di un’adeguata presenza dei partiti in Gran Consiglio. Le forze presenti in Go- verno hanno avuto accesso a tutte le trasmissioni della RSI con spazi quasi totali di parola. Per di più, l’MPS avrebbe ricevuto lo stesso spazio di forze politiche che non erano presenti in Gran Consiglio (ad esempio lista Avanti con Ticino & Lavoro). La RSI avrebbe così sottovalu- tato e sottorappresentato nella formulazione del palinsesto il ruolo del Grand Consiglio, in par- ticolare, il ruolo dei partiti che non fanno parte del Consiglio di Stato. Il rapporto della mediatrice dell’11 maggio 2023 è stato allegato al ricorso.
D. Nella risposta del 21 agosto 2023, la Società svizzera di radiotelevisione SSR SRG (di seguito: la SSR) ritiene che non sia ravvisabile alcuna violazione delle disposizioni relative al diritto in materia di programmi. In particolare, essa ribadisce che le emittenti sono liberi di ripartire il tempo di parola e di adattare le modalità di partecipazione di ciascuna formazione politica, in modo da rispondere alle effettive esigenze d’informazione del pubblico. Essa so- stiene che durante l’incontro del 20 gennaio 2023 con i partiti politici sono state fornite tutte le indicazioni necessarie per capire come sarebbe stata ripartita la presenza dei partiti nel palin- sesto preelettorale. Altresì, risulterebbe dall’intera offerta relativa alle elezioni 2023 che i criteri menzionati nel piano di copertura RSI del 20 gennaio 2023 sarebbero stati coerentemente messi in atto, rispettando le indicazioni fornite. L’opponente ritiene che l’MPS fonda la sua analisi pensando unicamente allo spazio televisivo tenendo in considerazione unicamente i dibattiti del lunedì sera, dimenticando tutto il resto dell’offerta, in particolare quella radiofonica. L’offerta ai dibattiti radiotelevisivi avrebbe considerato prevalentemente le forze politiche in corsa per il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio, quindi anche l’MPS. L’MPS avrebbe inevita- bilmente avuto meno spazio rispetto ad altre forze partitiche. Una scelta diversa secondo cui
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tutte le forze politiche avrebbero lo stesso spazio a disposizione sarebbe chiaramente impra- ticabile e una chiara scorrettezza sia nei confronti delle forze politiche maggiori che hanno responsabilità di governo, sia per i partiti già presenti da anni in Gran Consiglio. La SSR ritiene che i criteri scelti per decidere la ripartizione e la presenza nel palinsesto radiotelevisivo sono stati equilibrati e imparziali e, pertanto, il trattamento nei confronti delle liste che hanno parte- cipato alla competizione elettorale è stato equo e corretto. Specifica, inoltre, che l’esponente del MPS, A, dopo un primo intervento, a circa un’ora dall’inizio della trasmissione del 27 feb- braio 2023, avrebbe deciso di lasciare lo studio.
E. Nella replica del 23 settembre 2023, il ricorrente allega la presa di posizione pubblica che il suo esponente A ha redatto dopo aver lasciato il dibattito del 27 febbraio 2023, nella quale manifesta la sua contrarietà e indignazione per il modo con il quale è stato organizzato e condotto tale dibattito iniziale. Il ricorrente segnala che durante questo dibattito, dopo la pre- sentazione del sondaggio sul Gran Consiglio, i partiti in lizza per il Consiglio di Stato (o meglio quelli alleati per il Consiglio di Stato) hanno avuto quasi mezz’ora per commentarlo, poi è stato il turno dei rappresentanti della società civile e, infine, ai rappresentanti dei tre partiti presenti solo in Gran Consiglio con interventi di due minuti ciascuno, i quali costituiscono la sola oppo- sizione al Consiglio di Stato per esprimere il loro parere. Ampio spazio sarebbe stato di nuovo dato ai partiti in Consiglio di Stato per ribattere e commentare. Il ricorrente sottolinea, tuttavia, che l’MPS ha avuto spazio solo in uno dei quattro dibattiti tematici previsti in televisione e uno alla radio, allorquando i partiti di governo erano presenti a tutti i dibattiti. Esso specifica che le valutazioni contenute nella presa di posizione varrebbero all’intera programmazione della RSI in merito alle elezioni cantonali 2023. Il ricorrente aggiunge che la presentazione scenografica del dibattito del 27 febbraio 2023 ha mandato un messaggio confuso ai telespettatori che non permetterebbe loro di farsi un’opinione.
F. Nella duplica del 13 ottobre 2023, la SSR ribadisce ciò che stato detto nella presa di posizione del 21 agosto 2023. Per quel che concerne la trasmissione del 27 febbraio 2023, la SSR precisa che sono stati invitati tutti i rappresentanti “leader” dei partiti e movimenti che hanno presentato una lista alle elezioni. Nel corso delle due ore del programma, c’era e c’è stato spazio per tutti, anche all’esponente dell’MPS. Sul set principale non sarebbe stato pos- sibile far sedere tutti, visto anche la conformazione dello Studio Uno. È stata necessaria effet- tuare una scelta che, a suo parere, ha rispettato e trattato in modo equo le varie forze politiche. La scelta dell’esponente del MPS di lasciare lo Studio Uno ha chiaramente limitato il suo diritto al dibattito, e la RSI non può esserne ritenuta responsabile.
G. L'AIRR ha informato le parti della tenuta di deliberazioni pubbliche, considerando che non si opponevano interessi privati degni di protezione (art. 97 cpv. 1 LRTV).
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In diritto:
1. Il ricorso è stato presentato entro i termini e corredato del rapporto dell’organo di me- diazione (art. 95 cpv. 1 LRTV). Inoltre è sufficientemente motivato (art. 95 cpv. 3 LRTV).
2. È legittimato a ricorrere presso l’AIRR colui che ha partecipato alla procedura di re- clamo dinanzi all’organo di mediazione e dimostra di avere uno stretto legame con l’oggetto dei contenuti redazionali contestati, ha almeno 18 anni, è cittadino svizzero o è titolare di un permesso di domicilio o di dimora (art. 94 cpv. 1 e 3 LRTV; ricorso individuale). Sono legitti- mate a ricorrere sia le persone fisiche che giuridiche.
Nella fattispecie, giova osservare che l’MPS, in quanto partito politico, è un’associazione e ha statuti scritti (art. 60 cpv. 1 del Codice civile svizzero [CC; RS 210]). Ha quindi la capacità di essere parte e di agire in giudizio ed è legittimato a presentare ricorso (art. 54 CC). Tuttavia, A ha presentato un reclamo presso l’organo di mediazione e ha poi sottoscritto il presente ricorso nell’interesse del MPS. Esso è […] ed è quindi abilitato a rappresentare pubblicamente il partito. Come tale ha quindi la legittimazione a ricorrere a nome del MPS.
3. L’art. 97 cpv. 2 LRTV limita il potere di esame dell’AIRR, la quale può solo esaminare su ricorso se i contenuti redazionali contestati violano le esigenze minime relative al contenuto del programma (art. 4, 5 e 5a LRTV) o il diritto internazionale applicabile, o se il rifiuto di acce- dere al programma è illecito. Altre censure o conclusioni essendo inammissibili.
3.1. Per quel che attiene la conclusione del ricorrente concernente un’eventuale violazione dell’articolo 24 LRTV, l’AIRR sottolinea che è una questione che compete all’Ufficio federale delle comunicazioni UFCOM (art. 86 cpv. 1 LRTV).
3.2. Il ricorrente lamenta il fatto che la RSI avrebbe mancato di trasparenza, durante l’in- contro d’informazione del 20 gennaio 2023, nella comunicazione ai partiti sia sull’organizza- zione che sulle presenze assegnate ad ogni forza politica in merito all’intera offerta preeletto- rale 2023. Giova pertanto osservare che l'AIRR non ha alcun diritto di sorveglianza nella fase di preparazione dei programmi. Il controllo è esercitato solo a posteriori, ossia solo sui pro- grammi già trasmessi, nell'interesse esclusivo del pubblico e non per tutelare dei diritti perso- nali (v. Denis Masmejan in: Denis Masmejan/Bertil Cottier/Nicolas Capt (Ed.): Loi sur la radio- télévision, Berna 2014, n° 26, pag. 738). L’unico fattore determinante per l’AIRR è quello che effettivamente è stato mandato in onda.
4. Il ricorso definisce l’oggetto della controversia e delimita pertanto il potere d’esame dell’AIRR. Quando entra nel merito, l’AIRR procede liberamente all’esame del diritto applica- bile e non è vincolata alle contestazioni o alle motivazioni delle parti (Denis Barrelet/Stéphane Werly, Droit de la communication, 2° edizione, Berna, 2011, n° 880, pag. 262).
4.1 Il ricorrente ha interposto ricorso contro l’insieme delle trasmissioni televisive e radio- foniche che hanno coperto la campagna elettorale che ha preceduto le elezioni cantonali tici- nesi del 2 aprile 2023 in vista del rinnovo del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio. Si tratta di un ricorso temporale nel quale un ricorrente può muovere critiche contro diverse trasmissioni contemporaneamente (DTF 123 II 115 consid. 3, pag. 121 [“Arena”]; decisioni dell’AIRR b. 833 del 29 maggio 2020, consid. 4 [“Palinsesto preelettorale per le elezioni federali del 20 ottobre 2019], b. 722 dell’11 dicembre 2015, consid. 4 [“ECOPOP”], b. 614 del 20 agosto 2010, consid. 3). Conformemente all’art. 92 cpv. 1 terza frase LRTV, tra la prima e l’ultima trasmissione contestata non devono intercorrere più di tre mesi. D’altronde, in virtù della giurisprudenza dell’AIRR, i diversi servizi devono essere caratterizzati da una tematica comune. Nella fatti- specie, i due requisiti sopracitati sono adempiuti: la prima trasmissione è andata in onda il 26 febbraio 2023 e l’ultima il 26 marzo 2023 si iscrivono nel termine di tre mesi e le elezioni can- tonali del 2 aprile 2023 fungono da filo rosso, garantendo così il rispetto dell’esigenza dello stretto legame di connessione.
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4.2 In generale, l’AIRR non tiene conto, in un ricorso temporale, delle trasmissioni diffuse dopo il reclamo indirizzato al mediatore. Solo nel caso in cui la trasmissione mandata in onda successivamente faccia visibilmente parte di una serie di emissioni o di un concetto program- matico globale e che sia stata fissata prima del deposito del reclamo che l’AIRR ne tiene conto nel suo esame (v. JAAC 69/2005 n° 128, consid. 1.4, pag. 1555 [“Trentième anniversaire sur plébiscite d’auto-détermination”], decisioni dell’AIRR b. 833, b. 722 precitate e b. 500 del 4 febbraio 2005).
4.3 Nella fattispecie, il ricorrente ha inoltrato un reclamo presso il mediatore il 6 marzo
2023. La campagna elettorale in vista delle elezioni cantonali ticinesi del 2 aprile 2023 è iniziata il 26 febbraio 2023. Certe trasmissioni radiofoniche e televisive erano già state diffuse. Tutta- via, visto che queste ultime fanno anche parte della copertura elettorale delle elezioni cantonali ticinesi 2 aprile 2023, l’AIRR ne terrà conto nel suo esame.
5. Il principio della pluralità delle opinioni sancito dall’art. 4 cpv. 4 LRTV ha come scopo essenziale di impedire che i media elettronici influenzino l’opinione del pubblico in maniera parziale e unilaterale, privilegiando certe tendenze a scapito delle altre (sentenza del TF 2C_859/2022 del 20 settembre 2022, consid. 5.5.2 [“La haine avant la votation sur la loi Co- vid »] ; Denis Masmejan, op. cit., n° 68, pag. 105 relativo all’art. 4 cpv. 4 LRTV). Ciò significa che l’emittente non deve dare troppo peso alle posizioni estreme, né limitarsi a riportare uni- camente le opinioni dominanti. La radio e la televisione, considerate nel loro insieme, sono tenute a presentare la pluralità delle dottrine e delle opinioni. Contrariamente al principio della corretta presentazione di fatti e avvenimenti, il principio della pluralità riguarda i programmi nel loro insieme.
5.1 Le trasmissioni realizzate in periodo di elezioni o votazioni sono delicate poiché sono suscettibili di influenzare la formazione dell’opinione politica. Si tratta di un periodo sensibile, in cui i requisiti di diligenza giornalistica sono particolarmente elevati (sentenza del TF 2C_859/2022 precitata, consid. 5.6; GAAC 61/1997 n° 69, consid. 3.3, pag. 651 [“Arena”]; decisione dell’AIRR b. 915 del 23 giugno 2022, consid. 6.4.1). Il punto di vista dei vari partiti politici in lizza deve in particolare emergere in modo adeguato. L’emittente deve tener conto del principio secondo cui ogni candidato (e ogni partito) deve poter partecipare alle elezioni a pari opportunità. Detto questo, l’emittente non è tenuta a trattare i partiti e i candidati in modo assolutamente identico, ignorando il presunto grado di interesse della popolazione nei loro confronti. Infatti, se le trasmissioni elettorali devono garantire pari opportunità tra i partiti, esse devono anche rispondere alle esigenze di informazione del telespettatore o ascoltatore (DTF 125 II 497, consid. 3dd, pag. 504 [“Tamborini”). Nell’ambito della sua raccomandazione CM/Rec (2007) 15 adottata dal Comitato dei Ministri il 7 novembre 2007, il Consiglio d’Europa ha sot- tolineato il ruolo essenziale dei media elettronici nella copertura delle campagne elettorali. L’indipendenza e l’autonomia di cui godono le emittenti lasciano loro una certa flessibilità nell’organizzazione delle trasmissioni (v. Denis Masmejan, op. cit., n° 81, pag. 110 relativo all’art. 4 al. 4 LRTV).
5.2. Le emittenti godono di autonomia e libertà nella concezione dei programmi. Secondo l’art. 6 cpv. 2 LRTV, le emittenti sono quindi libere di stabilire il numero e il genere di trasmis- sioni elettorali che intendono mandare in onda. In particolare, essi sono liberi di ripartire il tempo di parola e di adattare le modalità di partecipazione alle trasmissioni in funzione dell’im- portanza di ciascuna formazione politica, in modo da rispondere alle effettive esigenze d’infor- mazione del pubblico. Essi possono basarsi sulla proporzione di rappresentanti eletti di cui tali formazioni dispongono già negli esecutivi o nei legislativi. I piccoli partiti potranno, all’occor- renza, non avere accesso alla piattaforma in cui sono accolti i rappresentanti dei più grandi schieramenti, e dovere accontentarsi di un tempo di parola e di una visibilità inferiori (DTF 125 II 497 precitata, consid. 3c, pag. 506). Occorre tuttavia che partiti di pari importanza siano trattati in modo uguale (decisione dell’AIRR b. 578 precitata, consid. 7). I piccoli partiti o i nuovi partiti non possono essere semplicemente esclusi dall’antenna e, se sono esclusi da alcune trasmissioni elettorali, essi devono almeno poter partecipare ad altre (DTF 125 II 497 precitato, consid. 3d, pag. 506). I criteri scelti dalle emittenti devono essere obiettivi, non discriminatori
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e imparziali e non devono portare a risultati non equi (decisione dell’AIRR b. 833, consid. 5.2 e b. 645 del 20 aprile 2012, consid. 6 [“Plainte contre les émissions relatives aux élections fédérales 2011 de Rhône FM”]). I criteri di ammissione alle trasmissioni che valgono per un tipo di elezione possono inoltre non essere adatti ad altri, ad esempio quelli dove gioca un ruolo particolarmente importante la personalità dei candidati (DTF 125 II 497, consid. 3a/ee, pag. 506; decisione b. 833, consid. 7.4 [“Lega Verde”]).
6. La RSI ha mandato in onda a partire dal 26 febbraio 2023 in televisione e dal 28 feb- braio 2023 in radio, una serie di trasmissioni mirate a presentare i partiti politici in lizza e i loro candidati in vista del rinnovo del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio nell’ambito delle ele- zioni cantonali ticinesi del 2 aprile 2023. La RSI ha stabilito l’intera offerta relativa alle elezioni cantonali 2023 secondo il piano di copertura elaborato il 20 gennaio 2023.
6.1. In televisione erano previsti:
Alla “Domenica elettorale”, solo candidati al Consiglio di Stato, hanno partecipato:
- il 26 febbraio 2023 dei candidati del PLR (Jean-Jacques Aeschlimann), PS (Yannick Demaria) e Più Donne (Maura Mossi Nembrini)
- il 5 marzo 2023, dei candidati del Il Centro (Laura Tarchini), dei Verdi (Nara Valsan- giacomo) e della Lega (Claudio Zali)
- il 12 marzo 2023 dei candidati del Il Centro (Giorgio Fonio), del PLR (Andrea Riga- monti) e del PC/POP (Lea Ferrari)
- il 19 marzo 2023 dei candidati del PLR (Luca Renzetti), del MPS (Angelica Lepori) e della Lega (Norman Gobbi)
- il 26 marzo 2023 dei candidati del Il Centro (Raffaele De Rosa), del PS (Marina Carobbio) e dell’UDC (Piero Marchesi)
Ai “Dibattiti tematici del lunedì” hanno partecipato a ogni puntata sei candidati al Con- siglio di Stato:
- il 27 febbraio 2023 (prologo elettorale con presidenti di partito): PS (Fabrizio Sirica), Verdi (Marco Noi), Verdi Liberali (Stefano Dias), HelvEthica Ticino (Werner Nussbaumer), Avanti con Ticino & Lavoro (Evaristo Roncelli), Più Donne (Tamara Merlo), PC (Massimiliano Ay), MPS (Giuseppe Sergi), PLR (Ales- sandro Speziali), Il Centro (Fiorenzo Dadò), UDC (Pierluigi Pasi), Lega (Sabrina Aldi), MontagnaViva (Germano Mattei) e Dignità ai pensionati (Donatello Poggi)
- il 6 marzo 2023 (tema: economia-lavoro-finanze): Socialisti e Verdi (Boas Erez), Avanti con Ticino & Lavoro (Amalia Mirante), MPS (Matteo Pronzini), PLR (Christian Vitta), Il Centro (Maurizio Agustoni) e Lega (Boris Bignasca)
- il 13 marzo 2023 (tema: sanità-scuola): Socialisti e Verdi (Marina Carobbio), HelvEthica Ticino (Jürg Heim), Più Donne (Ta- mara Merlo), PLR (Alessandra Gianella), Il Centro (Raffaele De Rosa) e UDC (Paolo Pamini)
- il 20 marzo 2023 (tema: trasporti traffico): Socialisti e Verdi (Samantha Bourgoin), Verdi Liberali (Massimo Mobiglia), POP (Gianfranco Cavalli), PLR (Andrea Rigamonti), Il Centro (Paolo Caroni) e Lega (Claudio Zali)
Al “Il Quotidiano” sono stati proposti sei servizi tematici e un viaggio tra i principali partiti alla vigilia della sfida cantonale. Solo candidati al Gran Consiglio, hanno partecipato:
- il 3 marzo 2023 (tema: finanze): Il Centro (Sabrina Gendotti), UDC (Sergio Morisoli), MPS (Matteo Poretti), PLR (Cri- stina Maderni), Lega (Daniele Caverzasio) e PS-GISO-Forum Alternativo (Ivo Du- rich)
- il 6 marzo 2023 (tema: lavoro):
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Il Centro (Claudio Isabella), Più Donne (Beatrice Lundmark), PLR (Dario Gabella), Lega (Andrea Censi), Giulia Petralli (Verdi) e Fabrizio Sirica (PS-GISO-Forum Alter- nativo)
- il 10 marzo 2023 (tema: sanità): Il Centro (Maddalena Ermotti-Lepori), HelvEthica Ticino (Roberto Ostinelli), MPS (Giuseppe Sergi), Lega (Eolo Alberti), PS-GISO-Forum Alternativo (Beppe Savary) e Donatello Poggi (Dignità ai Pensionati)
- il 13 marzo 2023 (tema: scuola): Il Centro (Alessio Ghisla), PC (Zeno Castella), UDC (Andrea Giudici), PLR (Aron Piezzi), Lega (Michele Guerra) e PS-GISO-Forum Alternativo (Aurelio Sargenti)
- il 17 marzo 2023 (tema: clima): Più Donne (Giada Untersee), UDC (Roberta Soldati), MontagnaViva (Marcel Bisi), PS-GISO-Forum Alternativo (Christina Zanini Barzaghi), PLR (Enea Rossetti), Avanti con Ticino & Lavoro (Monica Pugnaloni) e Verdi (Matteo Buzzi)
- il 20 marzo 2023 (tema: trasporti): Verdi Liberali (Sara Beretta-Piccoli), Il Centro (Giovanni Berardi), PC (Alberto To- gni), PLR (Nicola Pini), Lega (Sem Genini) e Verdi (Rocco Vitali)
6.2. In radio erano previsti:
A “Modem” quattro puntate di approfondimento con uno sviluppo tematico associato alle fasce generazionali. Ad ogni puntata hanno partecipato quattro candidati al Consi- glio di Stato.
- il 3 marzo 2023 (tema: scuola-clima-traffico): POP (Franco Cavalli), Lega (Claudio Zali), PLR (Jean-Jacques Aeschlimann) e Verdi (Nara Valsangiacomo)
- il 10 marzo 2023 (tema: lavoro-demografia): Il Centro (Giorgio Fonio), UDC (Piero Marchesi), PLR (Luca Renzetti) e PS (Marina Carobbio)
- il 17 marzo 2023 (tema: occupazione-finanze): Il Centro (Maurizio Agustoni), Lega (Boris Bignasca), PLR (Christian Vitta) e MPS (Matteo Poretti)
- il 24 marzo 2023 (tema: sanità-anziani): Il Centro (Raffaele De Rosa), Più Donne (Maura Mossi-Nembrini), UDC (Paolo Pa- mini) e PS (Boas Erez)
A “Mezzogiorno elettorale” (faccia a faccia) hanno partecipato due candidati al Consiglio di Stato:
- il 28 febbraio 2023, Jean-Jacques Aeschlimann (PLR) e Piero Marchesi (UDC)
- il 2 marzo 2023, Samantha Bourgoin (Verdi) e Angelica Lepori (MPS)
- il 7 marzo 2023, Yannick Demaria (PS) e Luca Renzetti (PLR)
- il 9 marzo 2023, Maurizio Augustoni (Il Centro) e Norman Gobbi (Lega dei Ticinesi)
- il 14 marzo 2023, Nara Valsangiacomo (I Verdi) e Claudio Zali (UDC)
- il 16 marzo 2023, Laura Tarchini (Il Centro) e Tamara Merlo (Più Donne)
- il 21 marzo 2023, Alberto Togni (PC) e Alessandra Gianella (PLR)
- il 23 marzo 2023, Paolo Pamini (UDC) e Paolo Caroni (Il Centro)
A “Seidisera” hanno partecipato candidati al Gran Consiglio:
- il 2 marzo 2023 (tema: giovani e formazione): Verdi Liberali (Mirco De Savelli), PC (Luca Frei), Giovani UDC (Diego Baratti), PLR (Mirella Mozzini) e Verdi (Noemi Buzzi)
- il 9 marzo 2023 (tema: lavoro-fuga dal Ticino): Il Centro (Marco Passalia), Lega (Omar Balli), PS (Elisa Pedrina) e MontagnaViva (Marcel Bisi)
- il 16 marzo 2023 (tema: reinserimento over 50):
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Più Donne (Monica Gayed), Avanti con Ticino & Lavoro (Manuela Zanola), PLR (Na- talia Ferrara) e PS (Nora Jardini)
- il 23 marzo 2023 (tema: sanità-pianificazione ospedaliera): Il Centro (Nadia Ghisolfi), HelvEthica Ticino (Werner Nussbaumer), Lega (Maruska Ortelli), MPS (Matteo Pronzini) e Dignità ai pensionati (Donatello Poggi)
6.3. Nell’opuscolo di presentazione del 20 gennaio 2023 della RSI del palinsesto preeletto- rale intitolato “Elezioni cantonali ticinesi 2023 – piano di copertura RSI”, che il diffusore ha presentato ai rappresentanti di tutte le formazioni politiche, si menzionano seconda la forza dei partecipanti:
- Prima fascia: maggiore presenza alle trasmissioni accordata ai partiti già presenti in Consiglio di Stato (Il Centro e PLR) e alle formazioni politiche che hanno costituito una lista che comprende i partiti già presenti al Consiglio di Stato (PS con Verdi e Lega dei Ticinesi con UDC). Questi partiti sono stati trattati allo stesso modo. Centro e PLR hanno mandato unicamente i loro rappresentanti ai dibattiti o ai programmi radiotelevisivi, mentre le liste che raccolgono due forze hanno posti da spartire se- condo criteri scelti dagli stessi partiti portando così a una riduzione di fatto della presenza delle formazioni politiche già presenti in Consiglio di Stato.
- Seconda fascia: accordata una presenza intermedia alle trasmissioni ai partiti già presenti in Gran Consiglio che, sulla base dei risultati del 2019, non costituiscono gruppo parlamentare. Si tratta del MPS, PC-POP e Più Donne.
- Terza fascia: accordata presenza più limitata alle trasmissioni alle formazioni politi- che non ancora presenti in Gran Consiglio o che si affacciano per la prima volta nella competizione elettorale. Si tratta di Verdi Liberali, Avanti con Ticino & Lavoro, HelvEthica Ticino per il Consiglio di Stato e Gran Consiglio, Dignità ai pensionati e Montagna Viva solo per il Gran Consiglio.
7. Il ricorrente lamenta principalmente il fatto che l’offerta preelettorale della RSI abbia privilegiato i partiti in Consiglio di Stato a scapito dei partiti in Gran Consiglio. A suo avviso, i partiti in Consiglio di Stato hanno avuto accesso a tutte le trasmissioni della RSI con spazi quasi totali di parola, allorquando i partiti in Gran Consiglio hanno avuto un riconoscimento di gran lunga inferiore dal punto di vista della presenza nei dibattiti organizzati di quello garantito ai partiti in Consiglio di Stato.
7.1. Va ribadito che la radio e la televisione, considerate nel loro insieme, sono tenute a presentare la pluralità delle dottrine e delle opinioni. Il principio della pluralità riguarda i pro- grammi nel loro insieme. Il programma preelettorale radiotelevisivo della RSI per le elezioni cantonali ticinesi 2023 può essere considerato quantitativamente ampio (v. consid. 6.1 e 6.2). Secondo l’opuscolo della RSI del 20 gennaio 2023, ai candidati in lizza alle elezioni sono state offerte complessivamente 170 opportunità di apparizioni nei programmi radiotelevisivi, in par- ticolare 115 per il Consiglio di Stato e 55 per il Gran Consiglio. L’emittente ha applicato i criteri per l’inserimento delle varie liste nel programma preelettorale secondo tre fasce (v. consid. 6.3). Fondamentale è stata la distinzione tra partiti di governo (presenti in Consiglio di Stato) o partiti in alleanza di lista con un partito di governo, partiti che sono rappresentati solo in parlamento (in Gran Consiglio) e che non hanno forza di gruppo e, infine, nuove formazioni o partiti non ancora rappresentati in parlamento. Questo allo scopo di coniugare, da una parte, il diritto dei piccoli partiti a partecipare alle trasmissioni in cui sono accolti i rappresentanti dei più grandi partiti e, dall’altra parte, il diritto alla rappresentatività (v. opuscolo del 20 gennaio 2023).
7.2. Nello specifico, al MPS (seconda fascia) è stata accordata una presenza intermedia durante la copertura preelettorale. I suoi esponenti, hanno partecipato complessivamente a otto trasmissioni e servizi radiotelevisivi, più precisamente a cinque in televisione e a tre in radio – e non solo a cinque, come sostenuto dal ricorrente (v. lett. E).
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7.2.1. In televisione, alla “Domenica elettorale”, l’MPS ha partecipato alla puntata del 19 marzo 2023. A tre puntate su cinque erano presenti due candidati dei grandi partiti (prima fascia) e un candidato dei partiti medi (seconda fascia). L’MPS ha pure partecipato ai “Dibattiti del lunedì” del 27 febbraio 2023 con tutti i rappresentanti dei partiti in lizza e del 6 marzo seguente. Alle puntate del 6, 13 e 20 marzo 2023 hanno partecipato quattro candidati dei grandi partiti, un candidato dei partiti medi e un candidato dei piccoli partiti. Alla trasmissione “Il Quotidiano”, l’MPS ha partecipato alle puntate del 3 e 10 marzo 2023. Ogni puntata era composta da tre à cinque candidati dei grandi partiti e da un candidato dei partiti medi. A tre puntate hanno pure partecipato uno a due candidati dei piccoli partiti (terza fascia). In defini- tiva, tutti i partiti della seconda fascia, tra cui l’MPS, hanno partecipato alla “Domenica eletto- rale”. Ai “dibattiti del Lunedì”, tutti i partiti in lizza vi hanno partecipato. Al “Il Quotidiano, tutti i partiti erano presenti in funzione della loro forza politica.
7.2.2. In radio, a “Modem”, l’MPS ha partecipato alla puntata del 17 marzo 2023. A due altre puntate presente ugualmente un altro candidato dei partiti medi. A “Mezzogiorno elettorale” (faccia a faccia) l’MPS era presente il 2 marzo 2023. Presente a due altre puntate un candidato degli altri partiti medi. A “Seidisera” l’MPS ha partecipato alla puntata del 23 marzo 2023. Più Donne (partito della seconda fascia) ha pure partecipato, come anche ad ogni puntata i piccoli partiti. In definitiva, tutti i partiti medi, tra cui l’MPS, hanno partecipato a “Modem” e a “Mezzo- giorno elettorale” i partiti medi hanno partecipato ad un “faccia a faccia” con un grande partito. A “Seidisera”, la visibilità è pure data ai piccoli partiti.
7.2.3. L’MPS candidato sia per il Consiglio di Stato che per il Gran Consiglio, ha partecipato a tutta l’offerta radiotelevisiva proposta. Per il Consiglio di Stato, i candidati del MPS hanno partecipato ai due programmi televisivi mandati in onda (“Domenica elettorale” e “Dibattiti del lunedì”) e ai due in radio (“”Modem” e “Mezzogiorno elettorale”). I partiti della prima e seconda fascia sono quindi stati tutti rappresentati in funzione della loro forza politica. I partiti della terza fascia hanno solo preso parte ai “Dibattiti tematici del lunedì”. Per il Gran Consiglio, i candidati del MPS hanno partecipato al solo programma proposto in televisione (“Il Quotidiano”) e al solo programma proposto in radio (“Seidisera”). Oltre ai partiti della prima fascia, presenti pure i partiti della terza fascia.
7.2.4. Altresì, alla “Domenica elettorale” del 19 marzo 2023, i tre candidati al Consiglio di Stato, fra cui il candidato del MPS, hanno tutti potuto presentarsi e hanno avuto un tempo di parola abbastanza lungo e a più riprese. Ai “Dibattiti tematici del lunedì” del 27 febbraio 2023, l’intervento dell’esponente del MPS si è protratto per ben due minuti quasi senza interruzione e avrebbe potuto continuare ad esprimersi se non avesse lasciato volontariamente lo Studio Uno dopo un’ora di trasmissione. Alla puntata del 6 marzo, l’esponente del MPS, seduto con altri cinque candidati, è intervenuto più volte, come pure al “Il Quotidiano” dei 3 e 10 marzo 2023 e a “Modem” del 17 marzo seguente. A “Seidisera” del 23 marzo 2023, l’intervista dei candidati ha avuto luogo alla fine della puntata ed è stata breve, ma a tutti i candidati è stata concessa la parola.
7.3. Come già menzionato (v. consid. 5.1), la giurisprudenza del Tribunale federale e dell’AIRR (v. in particolare DTF 125 II 497, consid. 3dd; decisioni dell’AIRR b. 833, b. 730 e b.
722) prevede la possibilità per l’emittente di non trattare i partiti o i candidati in modo assolu- tamente identico all’interno dei programmi elettorali, mentre non sono consentiti privilegi o esclusioni totali (v. decisione dell’AIRR b. 833, consid. 7.4). La completa parità di trattamento potrebbe essere in conflitto con il mandato di informazione dell’emittente. Quest’ultima deve tenere conto del presunto interesse della popolazione per la realizzazione delle trasmissioni radiotelevisive, ed è proprio su questa considerazione che le differenziazioni sono ritenute ammissibili dal punto di vista del diritto in materia di programmi. Il Tribunale federale fa riferi- mento al presunto grado di interesse della popolazione nei confronti dei partiti e dei candidati su cui si concentra il dibattito politico, tenendo conto dei bisogni effettivi di informazione della maggioranza dei telespettatori o dei radioascoltatori. Più sono i voti o la responsabilità, mag- giore è l’interesse del pubblico nei loro confronti. Non appare dunque inammissibile che delle
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trasmissioni elettorali accordino uno spazio più importante ai partiti politici su cui si concentra il dibattito pubblico rispetto a quello accordato a candidati o a formazioni politiche di cui si può ragionevolmente presumere che suscitino meno attenzione da parte del pubblico. Un tale cri- terio è da ritenere perlomeno plausibile e logico.
7.4. Ne discende che la selezione della partecipazione dei candidati al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio è stata fatta dalla RSI secondo i criteri suddivisi in tre fasce (v. consid. 6.3). Poco importa che i criteri adottati siano contestabili, a condizione che le soluzioni scelte siano giustificate. L’emittente si trova spesso ad affrontare sistemi elettorali, rilevanza o configura- zioni di partiti e liste diverse che richiedono una gestione flessibile delle rispettive apparizioni televisive o radiofoniche. Nella fattispecie, per le elezioni cantonali ticinesi 2023, la RSI si è trovata di fronte a 10 liste per il Consiglio di Stato e a 14 liste per il Gran Consiglio, il che ha reso necessario differenziare le apparizioni in radio e in televisione secondo criteri comprensi- bili e in modo non discriminatorio. L’offerta alle trasmissioni in televisione e in radio ha consi- derato prevalentemente le forze politiche in lizza per il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio, quindi anche l’MPS. Gli esponenti del MPS hanno potuto partecipare complessivamente a otto trasmissioni elettorali in radio e in televisione e hanno affrontato anche candidati dei partiti in lizza per il Consiglio di Stato o presidenti di partito. Inevitabilmente, l’MPS ha avuto meno spazio rispetto ad altre forze partitiche (grandi partiti, prima fascia), ma i criteri alla base di questa scelta sono dovuti alla differenza di trattamento che può essere giustificata. Pertanto, l’MPS ha potuto svolgere il suo ruolo di membro dell’opposizione e non è stato limitato nelle sue attività in Gran Consiglio. Questo invalida anche la critica del ricorrente secondo cui la RSI non avrebbe dato sufficientemente spazio alla dialettica politica tra Consiglio di Stato e Gran Consiglio o Consiglio di Stato e opposizione nelle sue trasmissioni preelettorali. I criteri adottati dalla RSI non sono solo comprensibili ma anche obiettivi, non discriminatori e imparziali. Essi sono stati applicati secondo la forza dei partecipanti e allo stesso modo a tutti i partiti di pari importanza, ossia ai grandi, medi e piccoli partiti (v. consid. 8.2-8.2.3).
8. Il ricorrente ha infine criticato la trasmissione dei “Dibattiti del lunedì” del 27 febbraio 2023, in particolare l’allestimento scenografico del dibattito tenutosi nello Studio Uno della RSI. Questa critica non è stata sollevata nel reclamo presso l’organo di mediazione ma ben in sede di ricorso. Benché irricevibile, essa si rivela tuttavia materialmente infondata. A questa trasmis- sione – un prologo elettorale – erano stati invitati tutti i rappresentanti dei partiti e movimenti che avevano presentato una lista alle elezioni, così come pure altri ospiti. Sul set principale del dibattito erano così posizionate sei sedie destinate ai rappresentanti dei sei partiti più im- portanti del Cantone Ticino. Sulle panchine subito dietro, si sono accomodati i responsabili delle altre forze politiche presenti, trai cui l’esponente del MPS (v. piano scenografico dello Studio Uno della RSI in allegato alla presa di posizione del 21 agosto 2023). In effetti, non sarebbe stato possibile fare sedere tutti sulle sedie sul set principale, motivo per il quale la RSI è stata tenuta a effettuare una scelta, dando la priorità ai rappresentanti dei partiti più impor- tanti (prima fascia), il che è stato coerente, con i criteri di differenziazione tra le varie liste e partiti stabiliti dalla RSI. D’altra parte, nel corso delle due ore del programma, c’era e c’è stato spazio per tutti. L’esponente e coordinatore del MPS che ha partecipato alla puntata del 27 febbraio 2023 ha potuto sviluppare i suoi temi indisturbato e avrebbe potuto continuare ad esprimersi se non avesse lasciato volontariamente lo Studio Uno, dopo un’ora circa di dibattito, in segno di protesta. Questa scelta ha chiaramente limitato il suo diritto a partecipare al dibat- tito e ad esprimersi, ma di ciò non può essere imputata la RSI. Nel complesso, né l’allontana- mento volontario, né il tempo di parola concesso all’esponente del MPS, né l’allestimento dello studio, hanno reso la puntata del 27 febbraio 2023 squilibrata o contraria al principio della pluralità. Per di più, dopo che l’esponente del MPS ha lasciato lo Studio Uno, si è discusso delle sfide e anche di una certa frustrazione dei piccoli partiti, in particolare con Tamara Merlo di Più Donne.
9. In conclusione, al MPS è stata accordata una presenza intermedia durante la copertura preelettorale 2023, secondo criteri obiettivi, non discriminatori e imparziali adottati dalla RSI, definiti in modo trasparente e comunicati in anticipo. Gli esponenti del MPS hanno partecipato complessivamente a otto trasmissioni e servizi radiotelevisivi. Il tempo di parola accordato ai
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candidati del MPS, così come pure la partecipazione degli altri due partiti della seconda fascia, sono stati equilibrati e i loro candidati non sono stati svantaggiati. Inoltre, se una presenza maggiore dei partiti della terza fascia rispetto ai partiti della seconda fascia – tra cui l’MPS – è stata accordata in certe puntate di “Il Quotidiano” e di “Seidisera”, essa è dovuta al fatto che una certa visibilità doveva pur essere accordata anche ai partiti della terza fascia secondo i criteri stabiliti. La puntata dei “Dibattiti del lunedì” del 27 febbraio 2023 non è stata dispropor- zionata. Il palinsesto preelettorale in vista delle elezioni cantonali ticinesi del 2 aprile 2023 non ha così violato il principio della pluralità delle opinioni.
10. Visto quanto procede, l’AIRR considera che il palinsesto preelettorale per le elezioni cantonali ticinesi per il rinnovo del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio del 2 aprile 2023 non ha violato il diritto in materia di programmi, in particolare l’art. 4 cpv. 4 LRTV. Il ricorso del 9 giugno 2023 deve essere respinto, nella misura in cui è ammissibile. Non vengono prelevate spese di procedura (art. 98 cpv. 1 LRTV).
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Per questi motivi l’AIRR:
1. Respinge il ricorso all’unanimità, nella misura in cui è ammissibile.
2. Non percepisce spese di procedura.
3. Intimazione a:
[…]
In nome dell’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva
Rimedi giuridici
Contro le decisioni dell’AIRR può essere interposto ricorso al Tribunale federale entro un ter- mine di 30 giorni dalla data d'intimazione conformemente all’articolo 99 LRTV in combinato disposto con gli articoli 82 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 lett. c e 89 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF; RS 173.110).
Invio: 13 marzo 2024