Erwägungen (5 Absätze)
E. 7 Il reclamo è presentato dallindagato e sequestratario, quindi da persona legittimata.
Quanto alla tempestività o tardività del reclamo, spedito per raccomandata il 14 aprile 2009, va detto che quanto esposto dalla querelante nelle sue osservazioni è corretto: lordine di posta a trattenere non permette di interrompere i termini (al di là degli usuali sette giorni di giacenza delle raccomandate) e ciò vale a maggior ragione per chi sa dellesistenza di una procedura che lo concerne. Tuttavia, non è possibile, in base agli atti trasmessi, determinare con certezza a quale data la raccomandata, o il relativo avviso, sia giunto nella sfera di competenza del destinatario. Il 20 marzo era venerdì e il 14 aprile il primo giorno utile dopo tre festivi, quindi il reclamo potrebbe essere tempestivo se la decisione impugnata fosse giunta nella posta del destinatario anche solo il mercoledì 25, invece del lunedì 23 aprile. Nel contempo, va ricordato che la giurisprudenza cantonale (cfr. CRP 7.12.1993, 225/93; GIAR 16.3.2001, 528.2000.1) ha già avuto modo di affermare che un reclamo contro un sequestro presentato tardivamente può essere trattato come istanza di dissequestro (proponibile in ogni tempo), rispettivamente come reclamo contro un rifiuto di dissequestro, e il GIAR, per economia di giudizio, può entrare nel merito (con riserva delle situazioni che potrebbero violare il diritto di essere sentito e/o quello ad un doppio grado di giurisdizione, ciò che non è qui il caso).
Di conseguenza, nel caso in esame, ulteriori approfondimenti circa la tempestività del reclamo appaiono di poca utilità, potendosi comunque trattare il merito.
E. 8 a)
E opportuno rilevare preliminarmente che la lettura del reclamo (impostazione e terminologia usata) induce a pensare che il signor __________ non abbia compreso le caratteristiche della decisione che gli è stata notificata. Sembra che egli la ritenga una decisione definitiva e di merito (cioè una decisione di confisca) e non, come è qui il caso, una decisione incidentale cautelare (sequestro conservativo) volta a mantenere gli oggetti a disposizione dellautorità inquirente ai fini del seguito del procedimento e, se del caso, della decisione di merito che porrà fine alla procedura (e dovrà esprimersi sulla restituzione, confisca e/o devoluzione allo Stato; cfr. art. 165 CPP).
È allora opportuno precisare due questioni, in diritto, tra loro connesse.
b)
Si è qui (e per il momento, ancora) in presenza di una misura istruttoria cautelare che intende salvaguardare la presenza degli orologi per il seguito del procedimento. E vero che tale misura intacca, fossanche solo temporaneamente, i diritti costituzionali, ma ciò può essere legittimo (vista la presenza di una base legale - art. 161 CPP) ai sensi dellart. 37 della Costituzione federale) e giustificato qualora siano presenti sufficienti indizi di reato (non necessariamente prove, a questo stadio) e di connessione tra questo e loggetto che lautorità vuole salvaguardare per gli incombenti processuali di istruttoria e di giudizio, rispettando, inoltre, il principio di proporzionalità. Solo lassenza o il venir meno di questi presupposti toglierebbe legittimità al sequestro (cautelare) e ne imporrebbe la revoca (DTF TF 1P.391/2003; decisioni GIAR pubblicate in REP 1999 n. 131, REP 1998 n. 117, REP 1966 n. 107; Gérard Piquerez, Précis de procédure pénale suisse, 2. éd. Lausanne 1994, margin. 1441, 1454 e 1469, con rinvii). Va inoltre aggiunto che la verifica della fondatezza di questi presupposti deve essere costante negli incombenti dellautorità inquirente e requirente, con sempre accresciuta esigenza probatoria indiziante approssimantesi alla verità materiale, a partire dal sospetto allapertura del procedimento, che va in seguito ed indilatamente approfondito con gli accertamenti probatori del caso (CRP 1 ottobre 1991, 184/91; CRP 17 marzo 1992, 38/92).
c)
Compito di questo giudice, nellambito di un reclamo contro il sequestro cautelare o contro il suo mantenimento per il seguito della procedura, è quello di esaminare lesistenza dei presupposti formali per lemanazione (rispettivamente il mantenimento) dellordine contestato, non di valutare nella sostanza lesistenza di un reato o effettuare considerazioni di merito premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio (CRP 5 agosto 1991 in re I.).
E. 9 E allora, nellottica appena descritta, in base agli atti del procedimento occorre concludere per lesistenza di sufficienti indizi di acquisto, possesso e importazione di orologi contraffatti mediante imitazione e abuso del marchio della marca __________ (Rapporto della federazione orologera svizzera - doc. 7 in AI 1 - e Rapporto dogane - doc. 5 in AI 1). Pure presenti, sufficienti indizi di un acquisto consapevole della contraffazione, visto quanto dichiarato dallindagato nel verbale del 6 aprile 2008 circa il motivo degli acquisti ( Se vuoi dimostrare un certo livello devi avere un __________, Per questo motivo io avevo acquistato due orologi falsi marca __________ ), il prezzo pagato (uno circa CHF 500.- (facendo il cambio) e laltro circa CHF 400.- allorquando, pur affermando di non avere idea precisa del costo di un __________ autentico, si riconosce che tale costo può essere di 2'000.-, 3'000.- o 4'000.- franchi). Non da ultimo, vanno pure considerate le varie, e diverse, indicazioni fornite circa il luogo dacquisto ( Uhrengeschäft nello scritto 20.7.2008 alle dogane - doc. 9 in AI 1 -, in un mercato nel verbale 6.4.2008, in negozi che figurano come monte dei pegni, come anche da noi in Svizzera nella versione italiana del reclamo - Pfandhäuser nella versione in lingua tedesca: cfr. doc. 1 e 4 dellinc. GIAR 638.2008.2).
Gli elementi indizianti le ipotesi di reato ascritte (LPM e LDes in particolare, dato che quella ex art. 155 CP sembra non essere più oggetto di accertamenti: cfr. Osservazioni PP punto 2.1) appaiono, allo stadio attuale delle indagini, sufficienti a giustificare il mantenimento del sequestro, mantenimento che non è ancora lesivo del principio di proporzionalità dato che si tratta di merce molto verosimilmente (per non dire di più) contraffatta e i tempi dellinchiesta, perlomeno a partire dallinizio di dicembre 2008, sono conseguenti alle assenze allestero dellindagato.
A beneficio del reclamante si segnala che questa decisione non mette fine né al procedimento né alla questione del destino definitivo dei due orologi. Spetta, ora, al magistrato inquirente proseguire negli accertamenti per poi determinarsi su quanto di sua competenza (promozione daccusa, rinvio a giudizio, non luogo a procedere) e, se del caso successivamente al giudice del merito pronunciarsi sulla sufficienza degli elementi a carico per il giudizio di merito e leventuale confisca.
E. 10 Le richieste di risarcimento presentate dal reclamante sono in parte premature, oltre che indirizzate ad autorità incompetente (per materia), e per altra parte esulano semplicemente dalle competenze di questo ufficio.
Ribadito che quella del Procuratore pubblico è una decisione incidentale e non una requisitoria ai fini del giudizio di merito (come sembra ritenere il reclamante: cfr. Reclamo pag. 15), va ricordato che le spese generiche causate dal procedimento, così come quelle per consulenza legale e quelle per danni morali presuppongono la conclusione della procedura con una decisione di non luogo, abbandono o assoluzione (ciò che, come detto, non è ancora il caso) e, se del caso, debbono essere oggetto di istanza alla Camera dei Ricorsi Penali, Lugano (cfr. art. 317 CPP e art. 9 CPP); quanto alla richiesta di risarcimento danni per le modalità della perquisizione (formalmente avvenuta conformemente ai disposti degli artt. 157 ss. CPP: cfr. AI 17 e 18), la stessa deve essere indirizzata allautorità che lha eseguita, rispettivamente al Dipartimento competente.
E. 11 In conclusione, nella misura in cui è ricevibile, il reclamo è respinto.
Tasse e spese seguono la soccombenza, tenendo comunque conto delle particolarità del caso (persona non rappresentata, non avvezza alla procedura rispettivamente alla distinzione tra quella amministrativa/doganale e quella penale, nonché priva di una buona conoscenza della lingua italiana).
P.Q.M.
viste le norme applicabili, in particolare gli artt. 155 CP, 61 e 62 LPM, 41 LDes, 70 e seguenti CP, 9, 157 ss. 161, 280, 284, 317 CPP,
decide
1.Il reclamo, laddove ricevibile, è respinto.
2.La tassa di giustizia, fissata in FRS 150.-, e le spese di FRS 50.-, sono poste a carico del reclamante. Non si assegnano ripetibili.
3.Contro la presente è dato reclamo alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dallintimazione.
4.Intimazione (con copia delle osservazioni delle parti) a:
giudice Edy Meli
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Incarto n.
INC.2008.63802
Lugano
7 maggio 2009
In nomedella Repubblica e Cantonedel Ticino
Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto
Edy Meli
sedente per statuire sul reclamo presentato il 14/15 aprile 2009 e emandato (nella lingua ufficiale del cantone) il 20 aprile 2009 da
__________, __________
contro
Iordine di sequestro emanato il 20 marzo 2009 dal Procuratore pubblico Manuela Minotti Perucchi nellambito della procedura di cui allincarto MP __________;
viste le osservazioni del magistrato inquirente (4 maggio 2009) e della parte civile __________ (29/30 aprile 2009);
visto lincarto MP __________;
ritenuto e considerato,
in fatto ed in diritto
1.
Come già detto in precedente sentenza il 30 settembre 2008, a seguito di denuncia/querela presentata dalla __________, il Procuratore pubblico ha aperto un incarto penale nei confronti di __________ (cfr. mappetta rosa inc. MP __________) ed ha emanato: un ordine perquisizione e sequestro di due orologi momentaneamente presso la __________ (AI 2 e 5), un ordine di perquisizione domiciliare nei confronti di __________ (AI 3) e un ordine di traduzione forzata nei confronti dello stesso __________ (AI 4); (GIAR 16 marzo 2009, 638.2008.1).
La sentenza menzionata concludeva, per tutta una serie di motivi noti alle parti cui è stata notificata, che il sequestro posto in essere il 30 settembre 2008 nei confronti di __________ decadrà qualora entro il 20 marzo 2009, il magistrato inquirente non provvederà ad emanare ed intimare alle parti una nuova decisione debitamente motivata.
2.
Con decisione del 20 marzo 2009, il Procuratore pubblico ha ribadito il sequestro affermando lesistenza di sufficienti indizi di violazione delle norme di cui agli artt. 155 e 160 CP, 61 e 62 LPM, 41 LDes. Dopo aver indicato (in termini generali) gli elementi costitutivi delle ipotesi di reato formulate (punto 5), il magistrato inquirente ha elencato gli elementi di fatto (emersi sino a quel momento) che ne indizierebbero la realizzazione nel caso concreto (punto 6).
Nella decisione si segnala pure che perquisizione domiciliare e interrogatorio non hanno ancora potuto aver luogo, causa le frequenti (e prolungate) assenze allestero del sequestratario indagato.
3.
Mediante il presente reclamo (in lingua tedesca, poi assortito da traduzione in italiano: doc. 1 e 4, inc. GIAR 638.2008.2), __________ ha impugnato la decisione menzionata.
Indicate le sue assenze allestero, nonché lesistenza di un ordine di posta a trattenere, a giustificazione della presa di conoscenza delle decisioni intimategli solo il 6 aprile 2009, il reclamante presenta la sua versione dei fatti in relazione allacquisto degli orologi sequestrati (Reclamo, pagg.. 2, 3 e 4).
Precisa, innanzitutto, di non contestare le risultanze del rapporto del 17 giugno 2008 che li considera falsi (si deve dare credibilità a questo rapporto: pag. 4), ma ritiene congetture, prive di fondamento (e di prove), quelle formulate dal magistrato inquirente quo allacquisto consapevole, alla negoziazione, al commercio, alla produzione, allimportazione/esportazione di orologi falsi (pag. 6). In particolare, in relazione alle sue (o delle società per le quali egli opera) attività commerciali, e alle modalità di trasporto degli orologi, invita il magistrato inquirente ad una indagine più approfondita (pag. 7 e 8).
Afferma anche che egli non si intende di orologi e quelli sequestrati sono stati acquistati come di seconda mano (ciò che giustificherebbe il prezzo relativamente basso per rapporto a degli originali nuovi: pag.9).
Conclude protestando contro le modalità desecuzione della perquisizione domiciliare del 2 aprile 2009 (lesione dei principi di presunzione di innocenza e di proporzionalità) e chiedendo (sostanzialmente) che lordine di sequestro venga annullato e gli venga assegnato un risarcimento di FRS 8000.- a vario titolo (pag. 15).
4.
In sede di osservazioni (doc. 7, inc. GIAR 638.2008.2) il magistrato inquirente afferma, innanzitutto, che la perquisizione domiciliare è avvenuta conformemente alle norme applicabili (presenza di Municipale e polizia comunale) ed era giustificata ai fini dellavanzamento delle indagini, anche in ragioni delle frequenti assenze dellindagato (Osservazioni, punto 1). Ribadisce (in parte con riferimento al verbale di interrogatorio del 6 aprile 2009) lesistenza di sufficienti indizi di reato quo allimportazione di merce contraffatta in mala fede (viste le modalità dacquisto ed il prezzo dichiarato), anche per uso privato, con conseguente obbligo di confisca sia ai sensi della LPM che ai sensi della LDes (punti 2.2 e 3). Precisa che dalla perquisizione non sono emersi elementi a sostegno dellipotesi di commercializzazione (punto 2.1).
Concludendo, chiede il respingimento del reclamo.
5.
La parte civile, e querelante, nelle sue osservazioni (doc. 6, inc. GIAR 638.2008.2), afferma che la versione (relativa allacquisto) proposta in ambito penale dal reclamante non è supportata da alcuna indicazione probatoria ed é contraddittoria (o diversa) da quella fornita precedentemente allamministrazione delle dogane (Osservazioni, punti 2. e 3). Inoltre, vengono evidenziate alcune affermazioni dellindagato (acquisto regolare di orologi, contrattazioni con chi vende - anche - merce contraffatta, prezzo basso anche per merce di seconda mano) che, sempre a dire della querelante, sarebbero indiziante di consapevolezza della falsità degli orologi in questione (punti, 4, ss).
La querelante, con riferimento allart. 7 CPP, mette pure in dubbio tempestività (quindi ricevibilità del reclamo; punto 2 in ordine).
6.
Delle eventuali ulteriori considerazioni/argomentazioni delle parti si dirà, se necessario, nei considerandi che seguono.
7.
Il reclamo è presentato dallindagato e sequestratario, quindi da persona legittimata.
Quanto alla tempestività o tardività del reclamo, spedito per raccomandata il 14 aprile 2009, va detto che quanto esposto dalla querelante nelle sue osservazioni è corretto: lordine di posta a trattenere non permette di interrompere i termini (al di là degli usuali sette giorni di giacenza delle raccomandate) e ciò vale a maggior ragione per chi sa dellesistenza di una procedura che lo concerne. Tuttavia, non è possibile, in base agli atti trasmessi, determinare con certezza a quale data la raccomandata, o il relativo avviso, sia giunto nella sfera di competenza del destinatario. Il 20 marzo era venerdì e il 14 aprile il primo giorno utile dopo tre festivi, quindi il reclamo potrebbe essere tempestivo se la decisione impugnata fosse giunta nella posta del destinatario anche solo il mercoledì 25, invece del lunedì 23 aprile. Nel contempo, va ricordato che la giurisprudenza cantonale (cfr. CRP 7.12.1993, 225/93; GIAR 16.3.2001, 528.2000.1) ha già avuto modo di affermare che un reclamo contro un sequestro presentato tardivamente può essere trattato come istanza di dissequestro (proponibile in ogni tempo), rispettivamente come reclamo contro un rifiuto di dissequestro, e il GIAR, per economia di giudizio, può entrare nel merito (con riserva delle situazioni che potrebbero violare il diritto di essere sentito e/o quello ad un doppio grado di giurisdizione, ciò che non è qui il caso).
Di conseguenza, nel caso in esame, ulteriori approfondimenti circa la tempestività del reclamo appaiono di poca utilità, potendosi comunque trattare il merito.
8.
a)
E opportuno rilevare preliminarmente che la lettura del reclamo (impostazione e terminologia usata) induce a pensare che il signor __________ non abbia compreso le caratteristiche della decisione che gli è stata notificata. Sembra che egli la ritenga una decisione definitiva e di merito (cioè una decisione di confisca) e non, come è qui il caso, una decisione incidentale cautelare (sequestro conservativo) volta a mantenere gli oggetti a disposizione dellautorità inquirente ai fini del seguito del procedimento e, se del caso, della decisione di merito che porrà fine alla procedura (e dovrà esprimersi sulla restituzione, confisca e/o devoluzione allo Stato; cfr. art. 165 CPP).
È allora opportuno precisare due questioni, in diritto, tra loro connesse.
b)
Si è qui (e per il momento, ancora) in presenza di una misura istruttoria cautelare che intende salvaguardare la presenza degli orologi per il seguito del procedimento. E vero che tale misura intacca, fossanche solo temporaneamente, i diritti costituzionali, ma ciò può essere legittimo (vista la presenza di una base legale - art. 161 CPP) ai sensi dellart. 37 della Costituzione federale) e giustificato qualora siano presenti sufficienti indizi di reato (non necessariamente prove, a questo stadio) e di connessione tra questo e loggetto che lautorità vuole salvaguardare per gli incombenti processuali di istruttoria e di giudizio, rispettando, inoltre, il principio di proporzionalità. Solo lassenza o il venir meno di questi presupposti toglierebbe legittimità al sequestro (cautelare) e ne imporrebbe la revoca (DTF TF 1P.391/2003; decisioni GIAR pubblicate in REP 1999 n. 131, REP 1998 n. 117, REP 1966 n. 107; Gérard Piquerez, Précis de procédure pénale suisse, 2. éd. Lausanne 1994, margin. 1441, 1454 e 1469, con rinvii). Va inoltre aggiunto che la verifica della fondatezza di questi presupposti deve essere costante negli incombenti dellautorità inquirente e requirente, con sempre accresciuta esigenza probatoria indiziante approssimantesi alla verità materiale, a partire dal sospetto allapertura del procedimento, che va in seguito ed indilatamente approfondito con gli accertamenti probatori del caso (CRP 1 ottobre 1991, 184/91; CRP 17 marzo 1992, 38/92).
c)
Compito di questo giudice, nellambito di un reclamo contro il sequestro cautelare o contro il suo mantenimento per il seguito della procedura, è quello di esaminare lesistenza dei presupposti formali per lemanazione (rispettivamente il mantenimento) dellordine contestato, non di valutare nella sostanza lesistenza di un reato o effettuare considerazioni di merito premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio (CRP 5 agosto 1991 in re I.).
9.
E allora, nellottica appena descritta, in base agli atti del procedimento occorre concludere per lesistenza di sufficienti indizi di acquisto, possesso e importazione di orologi contraffatti mediante imitazione e abuso del marchio della marca __________ (Rapporto della federazione orologera svizzera - doc. 7 in AI 1 - e Rapporto dogane - doc. 5 in AI 1). Pure presenti, sufficienti indizi di un acquisto consapevole della contraffazione, visto quanto dichiarato dallindagato nel verbale del 6 aprile 2008 circa il motivo degli acquisti ( Se vuoi dimostrare un certo livello devi avere un __________, Per questo motivo io avevo acquistato due orologi falsi marca __________ ), il prezzo pagato (uno circa CHF 500.- (facendo il cambio) e laltro circa CHF 400.- allorquando, pur affermando di non avere idea precisa del costo di un __________ autentico, si riconosce che tale costo può essere di 2'000.-, 3'000.- o 4'000.- franchi). Non da ultimo, vanno pure considerate le varie, e diverse, indicazioni fornite circa il luogo dacquisto ( Uhrengeschäft nello scritto 20.7.2008 alle dogane - doc. 9 in AI 1 -, in un mercato nel verbale 6.4.2008, in negozi che figurano come monte dei pegni, come anche da noi in Svizzera nella versione italiana del reclamo - Pfandhäuser nella versione in lingua tedesca: cfr. doc. 1 e 4 dellinc. GIAR 638.2008.2).
Gli elementi indizianti le ipotesi di reato ascritte (LPM e LDes in particolare, dato che quella ex art. 155 CP sembra non essere più oggetto di accertamenti: cfr. Osservazioni PP punto 2.1) appaiono, allo stadio attuale delle indagini, sufficienti a giustificare il mantenimento del sequestro, mantenimento che non è ancora lesivo del principio di proporzionalità dato che si tratta di merce molto verosimilmente (per non dire di più) contraffatta e i tempi dellinchiesta, perlomeno a partire dallinizio di dicembre 2008, sono conseguenti alle assenze allestero dellindagato.
A beneficio del reclamante si segnala che questa decisione non mette fine né al procedimento né alla questione del destino definitivo dei due orologi. Spetta, ora, al magistrato inquirente proseguire negli accertamenti per poi determinarsi su quanto di sua competenza (promozione daccusa, rinvio a giudizio, non luogo a procedere) e, se del caso successivamente al giudice del merito pronunciarsi sulla sufficienza degli elementi a carico per il giudizio di merito e leventuale confisca.
10.
Le richieste di risarcimento presentate dal reclamante sono in parte premature, oltre che indirizzate ad autorità incompetente (per materia), e per altra parte esulano semplicemente dalle competenze di questo ufficio.
Ribadito che quella del Procuratore pubblico è una decisione incidentale e non una requisitoria ai fini del giudizio di merito (come sembra ritenere il reclamante: cfr. Reclamo pag. 15), va ricordato che le spese generiche causate dal procedimento, così come quelle per consulenza legale e quelle per danni morali presuppongono la conclusione della procedura con una decisione di non luogo, abbandono o assoluzione (ciò che, come detto, non è ancora il caso) e, se del caso, debbono essere oggetto di istanza alla Camera dei Ricorsi Penali, Lugano (cfr. art. 317 CPP e art. 9 CPP); quanto alla richiesta di risarcimento danni per le modalità della perquisizione (formalmente avvenuta conformemente ai disposti degli artt. 157 ss. CPP: cfr. AI 17 e 18), la stessa deve essere indirizzata allautorità che lha eseguita, rispettivamente al Dipartimento competente.
11.
In conclusione, nella misura in cui è ricevibile, il reclamo è respinto.
Tasse e spese seguono la soccombenza, tenendo comunque conto delle particolarità del caso (persona non rappresentata, non avvezza alla procedura rispettivamente alla distinzione tra quella amministrativa/doganale e quella penale, nonché priva di una buona conoscenza della lingua italiana).
P.Q.M.
viste le norme applicabili, in particolare gli artt. 155 CP, 61 e 62 LPM, 41 LDes, 70 e seguenti CP, 9, 157 ss. 161, 280, 284, 317 CPP,
decide
1.Il reclamo, laddove ricevibile, è respinto.
2.La tassa di giustizia, fissata in FRS 150.-, e le spese di FRS 50.-, sono poste a carico del reclamante. Non si assegnano ripetibili.
3.Contro la presente è dato reclamo alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dallintimazione.
4.Intimazione (con copia delle osservazioni delle parti) a:
giudice Edy Meli