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INC.1999.36811

Ticino · 2000-08-08 · Italiano TI
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Sentenza o decisione senza scheda

Erwägungen (6 Absätze)

E. 1 I fatti alla base del presente

giudizio possono essere riassunti come ai recentissimi interventi del Giar avv.

__________ (decisione 23 giugno 2000 368.99.9) e della lodevole Camera dei

Ricorsi Penali del Tribunale di Appello del 23 giugno 2000 (Inc. 60.2000.00192)

cui si rinvia per completezza. Va qui richiamata la precedente decisione

emanata, sempre in ambito di libertà personale, nei confronti dell'accusata da

questo giudice e formante l'incarto Giar 368.99.8 (decisione del 22 novembre

1999). Si può quindi ritenere come __________ sia stata arrestata il 26 maggio

1999 e si trovi ora deferita dinanzi alla Corte delle Assise Criminali con

l'atto di accusa citato in epigrafe segnatamente con le imputazioni di ripetuta

infrazione aggravata legge federale sugli stupefacenti, "

siccome

commessa in banda e riferita a quantitativi di cocaina che sapeva essere tali

da mettere in pericolo la salute di parecchie persone … per avere, senza essere

autorizzata, … venduto, procurato, offerto, detenuto e negoziato l'acquisto di

almeno 6,1 Kg di cocaina

", e di riciclaggio di denaro, "

per

avere compiuto atti suscettibili di vanificare l'accertamento dell'origine, il

ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali provento di reato, inviando

ed investendo all'estero somme di denaro da lei ottenute con la vendita di

cocaina

", per un importo complessivo di circa fr. 157'000.-;

Nell'intervento di questo giudice

del 22 novembre 1999 si rammentava come __________ fosse già stata condannata

quattro volte negli anni:

"come rilevabile

dal più aggiornato estratto del MP: una condanna con decreto d'accusa

correzionale del 1993 per reati connessi alla circolazione, in particolare

circolazione in stato d'ebrietà; un secondo decreto d'accusa correzionale del

1994 per contravvenzione ed infrazione alla LF Stupefacenti, quindi un decreto

d'accusa pretorile del 1998 sempre per infrazione e contravvenzione alla

LFStup. ed un ultimo decreto d'accusa pretorile 1999 per reati connessi alla

circolazione".

L'accusata, che ha ammesso di

essersi dedicata alla prostituzione nel corso degli anni (con il che si può

inquadrare il suo rapporto con le figlie), risulta essere proprietaria

immobiliare nella sua patria d'origine, __________ è infatti cittadina elvetica

unicamente in virtù del matrimonio e risulta avere un forte legame con il padre

naturale di una delle sue figlie __________, cittadino elvetico comunque

stabilmente residente a __________.

E. 2 Successivamente all'emanazione dell'atto d'accusa di cui è cenno del 13 aprile scorso, la detenzione preventiva cui è astretta l'accusata è stata prorogata ex lege e quindi, a seguito dell'intervento del Presidente della Corte, il termine è stato inizialmente fissato al 18/29 settembre 2000 con sentenza della CRP. Con recente istanza l'on. Presidente della Corte del merito ha proposto alla CRP ulteriore proroga del termine della detenzione preventiva cui è astretta l'accusata sino al prossimo novembre 2000. L'istanza è attualmente sub judice. Nel corso dello scambio di allegati relativo a quell'istanza di proroga la difesa di __________ ha postulato la concessione in favore dell'accusata della libertà provvisoria. La diligente difesa indica come la proroga del termine per l'inizio del processo sia dovuta a fattori indipendenti dalla volontà dell'accusata la quale sarebbe madre di due figlie "… inutilmente maltrattate da questa inchiesta", dimenticando forse che detta inchiesta deriva, come gli atti lasciano trasparire, da agire dell'accusata che il magistrato d'accusa sussume ai reati formalizzati nell'atto d'accusa e quindi non giova il tentativo di responsabilizzazione delle istituzioni posto in atto. Nell'istanza si rammenta come l'istruttoria sia stata condotta da un poliziotto solo cui si addebitano comportamenti eticamente dubbi, il conto dei chilogrammi di stupefacente sarebbe poi contestato. Secondo la difesa non vi sarebbe rischio di fuga, senza comunque che sia stata posta in discussione la posizione contraria ritenuta dall'ultimo intervento del Giar, e quindi __________ sarebbe da liberare. Il PP ha comunicato verbalmente al Giar di rinviare ai suoi precedenti interventi in materia mentre l'on. Presidente della Corte del merito si rimette al giudizio del Giar.

E. 3 Come noto alle parti in diritto la materia è retta dall'art. 95 CPP - corrispondente all'art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - norme la quale, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, il pericolo di fuga e quello di recidiva (senza dimenticare che l'arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell'istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell'accusato al processo e a garantire l'eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993, consid. 3). L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

E. 4 Gravi indizi di colpevolezza

La diligente difesa non pone in

discussione l'esistenza di sufficienti e concreti elementi indizianti a carico

dell'accusata pur evidenziando come il numero di chilogrammi ritenuti a carico

dell'accusata "deriverebbero dal modo perlomeno garibaldino di condurre

l'inchiesta da parte di questo poliziotto". La contestazione appare vaga e

superficiale. Il magistrato d'accusa ha svolto la sua attività coadiuvato dai

funzionari di polizia che si sono alternati nella trattazione del caso. Il

numero di chilogrammi ritenuto a carico dell'accusata deriva da chiamate in

correità a carico della stessa signora __________. Vanno quindi ritenuti

sufficienti indizi di un'attività contraria alla legge di una gravità

decisamente elevata ad opera di una madre, pluripregiudicata, che si è pure

dedicata alla prostituzione. Il requisito di legge appare manifestamente dato

viste da un lato le ammissioni della signora __________ e dall'altro le

chiamate in correità agli atti e gli elementi oggettivi reperiti in corso

d'istruttoria.

Necessità istruttorie e

rischio di collusione

A carico della qui istante va

ritenuto un serio rischio di collusione alla luce della reticenza dimostrata in

corso d'istruttoria a fronte delle chiamate in correità formulate nei suoi

confronti. Come noto il rischio di collusione non cessa con l'emanazione

dell'atto di rinvio a giudizio ma può sussistere sino alla celebrazione del

processo. Se tale rischio sia sufficiente a giustificare il mantenimento in

detenzione preventiva dell'accusata è questione che può rimanere qui irrisolta

a fronte del sussistere di un concreto, ed anzi rafforzato dall'approssimarsi

del processo, rischio di fuga.

Rischio di fuga

Poco più di un mese fa il Giar

avv. __________ si è chinato sulla tematica ritenendo concreto il rischio di

fuga esistente a carico dell'accusata con le argomentazioni che vengono qui di

seguito riprese:

con l'aggiunta che

l'approssimarsi di un giudizio da parte di una Corte criminale e quindi con

eventualità di severa pena detentiva da espiare di per sé accresce il pericolo

di fuga, a questo proposito vale quanto esposto nella decisione 22 novembre 1999

di proroga del carcere preventivo (inc. GIAR 368.99.2):

"Come noto alle

parti affinché sia ammesso un rischio di fuga, occorre considerare il carattere

dell'accusato, il suo domicilio, la sua professione, la sua situazione

famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981,

135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20

ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze,

per invocare appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere che le

conseguenze di una fuga appaiano per l’accusato come un male minore rispetto a

quello derivante per lui dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto

più i reati imputati comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti

(in questo senso Mario

Luvini

; in

REP 1989, pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994

in re S.V., CRP 341/94). Il Tribunale Federale ha pure considerato (DTF 9

luglio 1996 I Corte di diritto Pubblico in re GM), quale elemento di

valutazione del rischio di fuga la morale, la situazione finanziaria e le

risorse economiche dell’arrestato. La gravità della pena che sarà

presumibilmente inflitta non basta, ad essa sola, a giustificare e

concretizzare un rischio di fuga (v. DTF 117 Ia 69 e segg.; cfr. anche DTF 19

gennaio 1999 I. Corte di diritto pubblico in re GS pag. 7). Recente decisione

di questo Giar ha negato la concessione della libertà provvisoria a cittadini

elvetici imputati di reati patrimoniali di certo rilievo per i quali non

appariva più prospettabile continuazione di attività lucrativa in Ticino e che

avevano allacciato legami professionali all'estero (pur essendo sempre stati

attivi in Ticino). Il TF, in decisione del 17 settembre 1997 ha ammesso, per un

cittadino svizzero con legami fuori del paese e pregiudicato in patria, un

concreto rischio di fuga.

Nel concreto caso

__________ è cittadina svizzera per matrimonio, essa è nata a __________ dove

risiede la di lei madre. L'accusata è a sua volta madre ma, come da essa stessa

ribadito a più riprese e con forza, è attiva (e secondo suo dire con certo

successo) quale prostituta e frequenta spesso e volentieri locali notturni e

feste ove consuma e mette a disposizione di altri cocaina da lei acquistata con

l'intento di venderla (si vedano le verbalizzazioni della stessa __________)

con il che si ha predilezione per attività professionale eticamente discutibile

per una madre di due giovani ragazzine (di 9 e 3 anni) e con propensione per il

divertimento invece che per le figlie. Essa potrebbe quindi facilmente

esercitare il suo mestiere in qualsiasi parte del mondo nonostante i suoi

prossimi 39 anni. In caso di liberazione dell'accusata la stessa potrebbe

riparare nel suo paese natio dove possiede beni immobiliari di certo rilievo

apparentemente (ed in merito ai quali la difesa non ha prodotto a questo Giar i

documenti chiesti in occasione dell'istanza tendente ad ottenere il gratuito

patrocinio) e dove potrebbe quindi avere facile soluzione logistica. Non solo.

La seconda figlia dell'accusata ha quale padre naturale __________ - come

rammenta il PP nella sua istanza - ed in ogni modo le figlie, piccole,

potrebbero seguire la madre fuori dalla Svizzera senza particolari difficoltà.

La presenza delle figlie in Ticino quindi non appare legame sufficiente a

trattenerla dal fuggire, anche perché __________ - in caso di giudizio di

condanna - rischia severa pena detentiva - per i precedenti ed anche per

l'atteggiamento negatorio assunto in corso di inchiesta (comunque e di per sé legittimo)

- e dall'altro perché le figlie mai l'hanno trattenuta dal "mestiere"

e dallo spaccio di cocaina (perlomeno quello ammesso) e quindi dal fornire loro

quell'esempio poco edificante che è una madre prostituta che esercita

l'attività professionalmente con asseriti interessanti guadagni e consuma e

spaccia cocaina. In questo contesto indicare le figlie quale elemento di un

legame con la Svizzera appare inammissibile e comunque manifestamente

insufficiente. Anche il legame con il padre naturale della figlia più piccola

dell'accusata appare importante. Come detto a __________ __________ è nata ed

ha passato buona parte della sua esistenza, ha forti e stretti legami (madre,

padre della sua secondogenita), ha disponibilità finanziarie (i soldi spediti a

__________ come agli iniziali accertamenti istruttori ne sono un esempio, oltre

alla dimora, che la difesa vuole quale stamberga mentre gli accertamenti svolti

indicano [già solo per gli investimenti così come

ricordati nella

verbalizzazione dello scorso luglio del marito dell'accusata] quale residenza

di buon livello). Nel suo paese natìo l'accusata sfuggirebbe poi ad una pena

che, in caso di riconoscimento di colpevolezza per l'attività illecita indicata

dal PP, rischia di essere di parecchi anni di carcere."

Vista la situazione descritta,

abbondanzialmente detto, non si vede quali misure sostitutive possano dar

certezza di successo, la stessa accusata istante rimanendo in proposito del

tutto vaga e protestando comunque la possibilità di versare cauzione contenuta.

Va da se che, alla luce degli elementi ritenuti a fondamento del rischio di

fuga, nessun deposito di documenti o di cauzione può permettere di ovviare al

concreto ed estremamente forte rischio che __________ si sottragga al processo

ed alla successiva espiazione della pena. Il legame con il marito, si rammenta

comunque che in costanza di matrimonio la signora __________ ha esercitato

secondo il suo dire l'attività di prostituta lasciando le figlie a carico del

padre, sembra decisamente poca cosa a fronte del legame invece instaurato con

__________ da un lato e comunque stante il legame con il paese natio.

L'accusata, che è recidiva e quindi manifestamente non ha compreso i moniti che

nei suoi confronti sono stati lanciati con numerosi decreti d'accusa, rischia

di vedersi infliggere - come già detto - una lunga pena detentiva in caso di

giudizio di condanna, e ciò anche solo sulla base delle sue stesse ammissioni.

Qualora i quantitativi di droga ritenuti nell'atto d'accusa dovessero trovare

conferma la pena rischierebbe di essere particolarmente lunga. A fronte di

questa concreta prospettiva (vista l'emanazione dell'atto d'accusa del PP) e

dei legami con __________ evidenziati, osservato come le figlie potrebbero

facilmente seguire la madre in patria (dove vive la nonna materna) e ritenuto

come l'attività di prostituta sia esercitabile facilmente anche in patria (dove

la signora __________ dispone di immobili e quindi di sostanza), va ritenuto

ancora una volta un concreto rischio di fuga.

L'esame dell'esistenza di un

concreto rischio di recidiva, alla luce delle precedenti condanne dell'accusata

e ritenuto come la stessa sia caduta pesantemente (secondo l'atto d'accusa) nel

reato, considerata inoltre la ripetitività dell'agire ritenuto illecito e visto

il susseguirsi dei decreti d'accusa emanati nei suoi confronti senza mutamento

d'atteggiamento, può restare aperta in questa sede.

E. 5 L'istanza implicitamente fa anche

valere violazione della proporzionalità per un carcere preventivo che dura da

oltre quattordici mesi. Va osservato qui come l'on. Presidente della Corte

delle Assise Criminali abbia postulato alla CRP proroga della detenzione

preventiva sino al prossimo novembre per permettere la celebrazione del

processo. Non spetta a questo giudice valutarne gli estremi, in quanto materia

di competenza della Camera dei ricorsi penali (art. 130 cpv. 1 lett. b CPP).

Qui resta da esaminare il

rispetto del principio di proporzionalità del carcere preventivo sofferto ed

ancora prospettabile sia di per sé stesso sia in rapporto alla presumibile pena

che la Corte del merito potrebbe infliggere in caso di giudizio di condanna.

Come noto alle parti la prassi

del Tribunale federale ha stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni

carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena

privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal

giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2

e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del

carcere preventivo deve essere adeguato alle concrete circostanze, in

particolare dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento

dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b).

Come ritenuto nella decisione

Giar dello scorso novembre 1999:

Nel caso concreto

l'inchiesta si è rilevata lunga e laboriosa in particolare per il numero di

persone coinvolte nelle indagini, la molteplicità dei fatti esaminati, e per

l'atteggiamento dell'accusata decisamente poco collaborativo (__________non ha

voluto indicare nomi di persone per l'accertamento del suo dire), come

evidenziato ai punti che precedono.

Inchiesta complessa, articolata e

coinvolgente numerose persone, da un lato, e pena decisamente importante - se

confermato l'atto d'accusa da parte della Corte del merito - dall'altro. La

pena prospettabile in caso di giudizio di colpevolezza appare decisamente

superiore ai 14 messi e mezzo sin qui patiti ed a quelli ancora necessari per

giungere alla celebrazione del processo. Va ammesso pieno rispetto del

principio di proporzionalità.

E. 6 L'istanza è così respinta con la presente decisione esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP). Per i quali motivi, visti i citati articoli di legge, decide: 1. L’istanza di libertà provvisoria 5/8 agosto 2000 è respinta . 2. Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie. 3. Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione. 4. Intimazione: - avv. __________ per sé e per l’istante; - Procuratore pubblico avv. __________; - Presidente della Corte delle Assise criminali giudice avv. __________, sede.

5.    Copia per conoscenza alla lodevole Camera dei Ricorsi Penali, sede. giudice __________

Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 08.08.2000 INC.1999.36811 Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 08.08.2000 INC.1999.36811 Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 08.08.2000 INC.1999.36811

Sentenza o decisione senza scheda

N. 368.99.11 R                                                           Lugano, 8 agosto 2000 IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO __________ sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria presentata il 5 agosto 2000 da __________, attualmente presso il Penitenziario cantonale (patrocinata dall'avv. dott. __________) nel procedimento pendente nei suoi confronti dinnanzi alla Corte delle Assise criminali con le imputazioni di ripetuta infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti ed altri reati, come ad atto di accusa 13 aprile 2000 del Procuratore pubblico avv. __________; presa conoscenza del preavviso negativo verbale del Procuratore pubblico avv. __________ che richiama i suoi precedenti interventi in materia in cui ha evidenziato gravi indizi a carico dell'istante unitamente a rischio di fuga e di recidiva, e sentita la Presidente della Corte delle Assise criminali giudice avv. __________ che, verbalmente, ha comunicato di rimettersi al giudizio di questa sede; entrambi i preavvisi sono di data odierna; preso atto dell'esistenza presso la Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello di un'istanza dell'on. Presidente della Corte del merito che postula la concessione di una proroga della detenzione preventiva sino e compreso il 6 novembre 2000, istanza non ancora evasa da parte della CRP; letti ed esaminati gli atti; ritenuto e considerato in fatto e in diritto: 1. I fatti alla base del presente giudizio possono essere riassunti come ai recentissimi interventi del Giar avv. __________ (decisione 23 giugno 2000 368.99.9) e della lodevole Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello del 23 giugno 2000 (Inc. 60.2000.00192) cui si rinvia per completezza. Va qui richiamata la precedente decisione emanata, sempre in ambito di libertà personale, nei confronti dell'accusata da questo giudice e formante l'incarto Giar 368.99.8 (decisione del 22 novembre 1999). Si può quindi ritenere come __________ sia stata arrestata il 26 maggio 1999 e si trovi ora deferita dinanzi alla Corte delle Assise Criminali con l'atto di accusa citato in epigrafe segnatamente con le imputazioni di ripetuta infrazione aggravata legge federale sugli stupefacenti, " siccome commessa in banda e riferita a quantitativi di cocaina che sapeva essere tali da mettere in pericolo la salute di parecchie persone … per avere, senza essere autorizzata, … venduto, procurato, offerto, detenuto e negoziato l'acquisto di almeno 6,1 Kg di cocaina ", e di riciclaggio di denaro, " per avere compiuto atti suscettibili di vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali provento di reato, inviando ed investendo all'estero somme di denaro da lei ottenute con la vendita di cocaina ", per un importo complessivo di circa fr. 157'000.-; Nell'intervento di questo giudice del 22 novembre 1999 si rammentava come __________ fosse già stata condannata quattro volte negli anni: "come rilevabile dal più aggiornato estratto del MP: una condanna con decreto d'accusa correzionale del 1993 per reati connessi alla circolazione, in particolare circolazione in stato d'ebrietà; un secondo decreto d'accusa correzionale del 1994 per contravvenzione ed infrazione alla LF Stupefacenti, quindi un decreto d'accusa pretorile del 1998 sempre per infrazione e contravvenzione alla LFStup. ed un ultimo decreto d'accusa pretorile 1999 per reati connessi alla circolazione". L'accusata, che ha ammesso di essersi dedicata alla prostituzione nel corso degli anni (con il che si può inquadrare il suo rapporto con le figlie), risulta essere proprietaria immobiliare nella sua patria d'origine, __________ è infatti cittadina elvetica unicamente in virtù del matrimonio e risulta avere un forte legame con il padre naturale di una delle sue figlie __________, cittadino elvetico comunque stabilmente residente a __________. 2. Successivamente all'emanazione dell'atto d'accusa di cui è cenno del 13 aprile scorso, la detenzione preventiva cui è astretta l'accusata è stata prorogata ex lege e quindi, a seguito dell'intervento del Presidente della Corte, il termine è stato inizialmente fissato al 18/29 settembre 2000 con sentenza della CRP. Con recente istanza l'on. Presidente della Corte del merito ha proposto alla CRP ulteriore proroga del termine della detenzione preventiva cui è astretta l'accusata sino al prossimo novembre 2000. L'istanza è attualmente sub judice. Nel corso dello scambio di allegati relativo a quell'istanza di proroga la difesa di __________ ha postulato la concessione in favore dell'accusata della libertà provvisoria. La diligente difesa indica come la proroga del termine per l'inizio del processo sia dovuta a fattori indipendenti dalla volontà dell'accusata la quale sarebbe madre di due figlie "… inutilmente maltrattate da questa inchiesta", dimenticando forse che detta inchiesta deriva, come gli atti lasciano trasparire, da agire dell'accusata che il magistrato d'accusa sussume ai reati formalizzati nell'atto d'accusa e quindi non giova il tentativo di responsabilizzazione delle istituzioni posto in atto. Nell'istanza si rammenta come l'istruttoria sia stata condotta da un poliziotto solo cui si addebitano comportamenti eticamente dubbi, il conto dei chilogrammi di stupefacente sarebbe poi contestato. Secondo la difesa non vi sarebbe rischio di fuga, senza comunque che sia stata posta in discussione la posizione contraria ritenuta dall'ultimo intervento del Giar, e quindi __________ sarebbe da liberare. Il PP ha comunicato verbalmente al Giar di rinviare ai suoi precedenti interventi in materia mentre l'on. Presidente della Corte del merito si rimette al giudizio del Giar. 3. Come noto alle parti in diritto la materia è retta dall'art. 95 CPP - corrispondente all'art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - norme la quale, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, il pericolo di fuga e quello di recidiva (senza dimenticare che l'arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell'istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell'accusato al processo e a garantire l'eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993, consid. 3). L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128). 4. Gravi indizi di colpevolezza La diligente difesa non pone in discussione l'esistenza di sufficienti e concreti elementi indizianti a carico dell'accusata pur evidenziando come il numero di chilogrammi ritenuti a carico dell'accusata "deriverebbero dal modo perlomeno garibaldino di condurre l'inchiesta da parte di questo poliziotto". La contestazione appare vaga e superficiale. Il magistrato d'accusa ha svolto la sua attività coadiuvato dai funzionari di polizia che si sono alternati nella trattazione del caso. Il numero di chilogrammi ritenuto a carico dell'accusata deriva da chiamate in correità a carico della stessa signora __________. Vanno quindi ritenuti sufficienti indizi di un'attività contraria alla legge di una gravità decisamente elevata ad opera di una madre, pluripregiudicata, che si è pure dedicata alla prostituzione. Il requisito di legge appare manifestamente dato viste da un lato le ammissioni della signora __________ e dall'altro le chiamate in correità agli atti e gli elementi oggettivi reperiti in corso d'istruttoria. Necessità istruttorie e rischio di collusione A carico della qui istante va ritenuto un serio rischio di collusione alla luce della reticenza dimostrata in corso d'istruttoria a fronte delle chiamate in correità formulate nei suoi confronti. Come noto il rischio di collusione non cessa con l'emanazione dell'atto di rinvio a giudizio ma può sussistere sino alla celebrazione del processo. Se tale rischio sia sufficiente a giustificare il mantenimento in detenzione preventiva dell'accusata è questione che può rimanere qui irrisolta a fronte del sussistere di un concreto, ed anzi rafforzato dall'approssimarsi del processo, rischio di fuga. Rischio di fuga Poco più di un mese fa il Giar avv. __________ si è chinato sulla tematica ritenendo concreto il rischio di fuga esistente a carico dell'accusata con le argomentazioni che vengono qui di seguito riprese: con l'aggiunta che l'approssimarsi di un giudizio da parte di una Corte criminale e quindi con eventualità di severa pena detentiva da espiare di per sé accresce il pericolo di fuga, a questo proposito vale quanto esposto nella decisione 22 novembre 1999 di proroga del carcere preventivo (inc. GIAR 368.99.2): "Come noto alle parti affinché sia ammesso un rischio di fuga, occorre considerare il carattere dell'accusato, il suo domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo senso Mario Luvini; in REP 1989, pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94). Il Tribunale Federale ha pure considerato (DTF 9 luglio 1996 I Corte di diritto Pubblico in re GM), quale elemento di valutazione del rischio di fuga la morale, la situazione finanziaria e le risorse economiche dell’arrestato. La gravità della pena che sarà presumibilmente inflitta non basta, ad essa sola, a giustificare e concretizzare un rischio di fuga (v. DTF 117 Ia 69 e segg.; cfr. anche DTF 19 gennaio 1999 I. Corte di diritto pubblico in re GS pag. 7). Recente decisione di questo Giar ha negato la concessione della libertà provvisoria a cittadini elvetici imputati di reati patrimoniali di certo rilievo per i quali non appariva più prospettabile continuazione di attività lucrativa in Ticino e che avevano allacciato legami professionali all'estero (pur essendo sempre stati attivi in Ticino). Il TF, in decisione del 17 settembre 1997 ha ammesso, per un cittadino svizzero con legami fuori del paese e pregiudicato in patria, un concreto rischio di fuga. Nel concreto caso __________ è cittadina svizzera per matrimonio, essa è nata a __________ dove risiede la di lei madre. L'accusata è a sua volta madre ma, come da essa stessa ribadito a più riprese e con forza, è attiva (e secondo suo dire con certo successo) quale prostituta e frequenta spesso e volentieri locali notturni e feste ove consuma e mette a disposizione di altri cocaina da lei acquistata con l'intento di venderla (si vedano le verbalizzazioni della stessa __________) con il che si ha predilezione per attività professionale eticamente discutibile per una madre di due giovani ragazzine (di 9 e 3 anni) e con propensione per il divertimento invece che per le figlie. Essa potrebbe quindi facilmente esercitare il suo mestiere in qualsiasi parte del mondo nonostante i suoi prossimi 39 anni. In caso di liberazione dell'accusata la stessa potrebbe riparare nel suo paese natio dove possiede beni immobiliari di certo rilievo apparentemente (ed in merito ai quali la difesa non ha prodotto a questo Giar i documenti chiesti in occasione dell'istanza tendente ad ottenere il gratuito patrocinio) e dove potrebbe quindi avere facile soluzione logistica. Non solo. La seconda figlia dell'accusata ha quale padre naturale __________ - come rammenta il PP nella sua istanza - ed in ogni modo le figlie, piccole, potrebbero seguire la madre fuori dalla Svizzera senza particolari difficoltà. La presenza delle figlie in Ticino quindi non appare legame sufficiente a trattenerla dal fuggire, anche perché __________ - in caso di giudizio di condanna - rischia severa pena detentiva - per i precedenti ed anche per l'atteggiamento negatorio assunto in corso di inchiesta (comunque e di per sé legittimo)

- e dall'altro perché le figlie mai l'hanno trattenuta dal "mestiere" e dallo spaccio di cocaina (perlomeno quello ammesso) e quindi dal fornire loro quell'esempio poco edificante che è una madre prostituta che esercita l'attività professionalmente con asseriti interessanti guadagni e consuma e spaccia cocaina. In questo contesto indicare le figlie quale elemento di un legame con la Svizzera appare inammissibile e comunque manifestamente insufficiente. Anche il legame con il padre naturale della figlia più piccola dell'accusata appare importante. Come detto a __________ __________ è nata ed ha passato buona parte della sua esistenza, ha forti e stretti legami (madre, padre della sua secondogenita), ha disponibilità finanziarie (i soldi spediti a __________ come agli iniziali accertamenti istruttori ne sono un esempio, oltre alla dimora, che la difesa vuole quale stamberga mentre gli accertamenti svolti indicano [già solo per gli investimenti così come ricordati nella verbalizzazione dello scorso luglio del marito dell'accusata] quale residenza di buon livello). Nel suo paese natìo l'accusata sfuggirebbe poi ad una pena che, in caso di riconoscimento di colpevolezza per l'attività illecita indicata dal PP, rischia di essere di parecchi anni di carcere." Vista la situazione descritta, abbondanzialmente detto, non si vede quali misure sostitutive possano dar certezza di successo, la stessa accusata istante rimanendo in proposito del tutto vaga e protestando comunque la possibilità di versare cauzione contenuta. Va da se che, alla luce degli elementi ritenuti a fondamento del rischio di fuga, nessun deposito di documenti o di cauzione può permettere di ovviare al concreto ed estremamente forte rischio che __________ si sottragga al processo ed alla successiva espiazione della pena. Il legame con il marito, si rammenta comunque che in costanza di matrimonio la signora __________ ha esercitato secondo il suo dire l'attività di prostituta lasciando le figlie a carico del padre, sembra decisamente poca cosa a fronte del legame invece instaurato con __________ da un lato e comunque stante il legame con il paese natio. L'accusata, che è recidiva e quindi manifestamente non ha compreso i moniti che nei suoi confronti sono stati lanciati con numerosi decreti d'accusa, rischia di vedersi infliggere - come già detto - una lunga pena detentiva in caso di giudizio di condanna, e ciò anche solo sulla base delle sue stesse ammissioni. Qualora i quantitativi di droga ritenuti nell'atto d'accusa dovessero trovare conferma la pena rischierebbe di essere particolarmente lunga. A fronte di questa concreta prospettiva (vista l'emanazione dell'atto d'accusa del PP) e dei legami con __________ evidenziati, osservato come le figlie potrebbero facilmente seguire la madre in patria (dove vive la nonna materna) e ritenuto come l'attività di prostituta sia esercitabile facilmente anche in patria (dove la signora __________ dispone di immobili e quindi di sostanza), va ritenuto ancora una volta un concreto rischio di fuga. L'esame dell'esistenza di un concreto rischio di recidiva, alla luce delle precedenti condanne dell'accusata e ritenuto come la stessa sia caduta pesantemente (secondo l'atto d'accusa) nel reato, considerata inoltre la ripetitività dell'agire ritenuto illecito e visto il susseguirsi dei decreti d'accusa emanati nei suoi confronti senza mutamento d'atteggiamento, può restare aperta in questa sede. 5. L'istanza implicitamente fa anche valere violazione della proporzionalità per un carcere preventivo che dura da oltre quattordici mesi. Va osservato qui come l'on. Presidente della Corte delle Assise Criminali abbia postulato alla CRP proroga della detenzione preventiva sino al prossimo novembre per permettere la celebrazione del processo. Non spetta a questo giudice valutarne gli estremi, in quanto materia di competenza della Camera dei ricorsi penali (art. 130 cpv. 1 lett. b CPP). Qui resta da esaminare il rispetto del principio di proporzionalità del carcere preventivo sofferto ed ancora prospettabile sia di per sé stesso sia in rapporto alla presumibile pena che la Corte del merito potrebbe infliggere in caso di giudizio di condanna. Come noto alle parti la prassi del Tribunale federale ha stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2 e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del carcere preventivo deve essere adeguato alle concrete circostanze, in particolare dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b). Come ritenuto nella decisione Giar dello scorso novembre 1999: Nel caso concreto l'inchiesta si è rilevata lunga e laboriosa in particolare per il numero di persone coinvolte nelle indagini, la molteplicità dei fatti esaminati, e per l'atteggiamento dell'accusata decisamente poco collaborativo (__________non ha voluto indicare nomi di persone per l'accertamento del suo dire), come evidenziato ai punti che precedono. Inchiesta complessa, articolata e coinvolgente numerose persone, da un lato, e pena decisamente importante - se confermato l'atto d'accusa da parte della Corte del merito - dall'altro. La pena prospettabile in caso di giudizio di colpevolezza appare decisamente superiore ai 14 messi e mezzo sin qui patiti ed a quelli ancora necessari per giungere alla celebrazione del processo. Va ammesso pieno rispetto del principio di proporzionalità. 6. L'istanza è così respinta con la presente decisione esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP). Per i quali motivi, visti i citati articoli di legge, decide: 1. L’istanza di libertà provvisoria 5/8 agosto 2000 è respinta . 2. Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie. 3. Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione. 4. Intimazione: - avv. __________ per sé e per l’istante; - Procuratore pubblico avv. __________; - Presidente della Corte delle Assise criminali giudice avv. __________, sede.

5.    Copia per conoscenza alla lodevole Camera dei Ricorsi Penali, sede. giudice __________