Sentenza o decisione senza scheda
Erwägungen (7 Absätze)
E. 1 Questo giudice si è occupato
della libertà dell'accusato da ultimo con decisione 12 ottobre 1999 che non è
stata impugnata dalla difesa. Visto il breve tempo trascorso da tale decisione
i fatti in discussione, ampiamente noti alle parti - ed in particolare alla
difesa che ha accesso agli atti -, possono essere semplicemente riassunti come
alla decisione 991.98.10, e meglio:
“_______________,
medico psichiatra, é stato arrestato il 1 dicembre 1998 siccome accusato di
truffa e falsità in documenti. Come noto l’arresto é avvenuto contestualmente
con l’esecuzione di numerose perquisizioni e sequestri presso lo studio medico
dell’accusato, e presso le cliniche __________, con l’acquisizione di
un'impressionante mole di documentazione sia di tipo contabile che medico (in
specie cartelle riferite a numerosi pazienti), documentazione attualmente al
vaglio degli inquirenti come noto alla difesa. Nel corso dell’istruttoria sia i
magistrati che la polizia hanno proceduto a numerose verbalizzazioni di testi
ed indiziati e sin dall’inizio il compito istruttorio é apparso notevole a
fronte del numero delle persone coinvolte od interessate ai fatti di cui si
tratta ed alla luce della mole di documentazione acquisita e da acquisire
attraverso le casse malati vittime degli ipotizzati reati.
Sin dal suo arresto
_______________, già colpito da infarto (come attestano i periti incaricati dal
PP nel loro scritto 21 marzo 1999) nel corso del 1991, é stato trattenuto
presso la cella dell’Ospedale __________ sotto cura medica da parte del
primario prof. __________ ed in cura presso il dott. __________. In pratica _______________
non é stato considerato carcerabile (nel senso che non é stato possibile
trattenerlo presso una cella del PCT) per ragioni mediche.
A _______________
il PP rimprovera numerose malversazioni, commesse con varie modalità, in danno
di Casse malati, di pazienti, di assicurazioni sociali e di case farmaceutiche.
Più specificatamente _______________ avrebbe fatturato, per prestazioni mai
eseguite, ricoveri di pazienti che in realtà non si trovavano degenti nelle
cliniche da lui dirette o che si trovavano congedati dalle stesse (con
l’apposizione di indicazioni fasulle sulle cartelle mediche come se i pazienti
fossero ricoverati, il tutto al fine di conseguire ... un indebito profitto
personale rispettivamente in favore di terzi).
L’inchiesta
condotta dal magistrato d’accusa ha permesso di evidenziare numerose e diverse
modalità operative ritenute truffaldine in danno principalmente delle casse
malati, e ciò sia nell’ambito della gestione delle cliniche che facevano capo
all’accusato sia nella conduzione dello studio ove venivano fatturate
giornalmente prestazioni mediche per un complessivo di ore fatturate a volte
superiore al numero di ore di cui un giorno é composto.
... sono emerse poi
nuove ipotesi fattuali riferite principalmente all’inserimento di pazienti in
sperimentazioni remunerate da case farmaceutiche, pazienti non adatti a tali
sperimentazioni, con lo scopo di ottenere rispettivamente non perdere i
compensi versati dalle citate case farmaceutiche, il tutto mediante
falsificazione dei dati del paziente. Come detto nella decisione 1 marzo 1999
di questo giudice i fatti sono di inusuale estensione ed oggettiva gravità
siccome ripetuti nel tempo in numero elevato.
In corso
d’istruttoria il magistrato d’accusa, che ha profuso notevole impegno, ha
proceduto a sentire personalmente rispettivamente a fare interrogare numerose
persone, sono stati acquisiti un centinaio di verbali (ad oggi aumentati a
quasi duecento per il procedere sollecito dell’istruttoria da parte del
magistrato d’accusa e dei funzionari di polizia a lui preposti) e numerose sono
pure le audizioni dell’accusato che non sempre é apparso collaborativo
ammettendo i fatti indicando comunque sua consapevolezza della illiceità
dell’agire quasi sistematico adottato nelle cliniche unicamente dopo il suo
arresto. Ancora al vaglio degli inquirenti é l’esame dell’enorme mole di
documentazione sequestrata, in particolare il medico legale dott. __________
sta esaminando (come a recente nomina a perito) tutte le cartelle mediche
sequestrate. Gli accertamenti sin qui svolti, il cui risultato appare riassunto
nel Rapporto intermedio di data 13 febbraio scorso, evidenziano la commissione
di differenti e numerose “irregolarità” nella fatturazione di prestazioni.
Come già ricordato
nella decisione 1 marzo 1999 all’accusato sono state contestate sostanzialmente
tutte le diverse tipologie di malversazione ritenute dalla pubblica accusa. In
particolare si ricordano le ipotesi di reato riferite ai pazienti fittizi,
ossia non presenti in clinica, rispettivamente per pazienti diurni o notturni,
vi sarebbero poi malversazioni con riferimento a pazienti amministrativi, ossia
a pazienti per i quali si procedeva ad ammissioni anticipate (la fatturazione
iniziava prima della reale
ammissione del
paziente in clinica), rispettivamente a dimissioni posticipate (la fatturazione
proseguiva oltre il reale periodo di degenza), ed ancora malversazioni riferite
alla fatturazione di congedi effettivi ma con falsa iscrizione sulle cartelle
mediche o congedi prolungati. Tra le ipotesi accusatorie vi sono poi le
irregolarità, riferite alla “sovrappopolazione” di letti ossia letti fatturati
a più pazienti, le sovrafatturazioni per farmaci, terapie e per analisi (per
avere _______________ operato iscrizioni nelle cartelle mediche relative a
fasulle prescrizioni di farmaci - pagati dalle CM - in sostituzione di
prestazioni fisioterapeutiche invece non pagate dalle CM come ammesso
dall’accusato stesso che tende comunque a ridimensionare i casi a pochi e per
contenuto indebito arricchimento). Ulteriori capitoli attualmente al vaglio del
magistrato d’accusa si riferiscono, e ci si atterrà qui alla nomenclatura
convenuta tra le parti nel verbale 30 dicembre 1998 dell’accusato, alle
consultazioni degli psicologi, all’AI, alle problematiche connesse con
l’esenzione militare, ad incassi non dichiarati ed ai ricoveri forzati. Va qui
rilevato come numerosi collaboratori ed ex collaboratori dell’accusato abbiano
ammesso le loro responsabilità riconducendo comunque il loro agire al dott. _______________
giustificandolo con la volontà del “capo” ed il rischio di perdere il posto di
lavoro oltre che a pressioni specifiche in questo senso subite dal dott. _______________.”
Sin dall'inizio
delle indagini _______________ ha avuto un comportamento processuale perlomeno
reticente, come detto. Egli ha mostrato problemi d'ordine fisico e psichico che
hanno imposto la sua carcerazione prima all'__________ ed oggi all'ospedale neuropsichiatrico
cantonale (oggi CPC) e ciò per affezioni cardiache ed una accertata psicopatologia.
A proposito di questa va evidenziato quanto rilevato dal prof. __________ a
pag. 6 e 7 del suo Rapporto annesso all'AI 55: "… il prof. _______________
presenta una complessa sindrome psicopatologica, espressione di uno scompenso,
con esacerbazione dei sintomi, di un disturbo di personalità.… (che) …
appartiene all'area dei Disturbi d'Ansia … in soggetto che presenta netti segni
clinici di Disturbo Narcisistico ed Istrionico di Personalità … " con il
rilievo, per l'esperto italiano, di "… gravissima ferita narcisistica … e
determina il manifestarsi di reazioni rabbiose ed impulsive per il rifiuto … di
sentirsi <impotente>, di fronte ad un potere superiore al suo" ed
ancora "L'aspetto psicologico principale che tormenta il prof. _______________
è il senso di non poter far niente per cambiare la propria condizione …
esperienza mai accettata, … evitata con meccanismi controfobici e che, invece,
si trova … costretto ad accettare incondizionatamente."
L'inchiesta ha
fatto importanti progressi proprio recentemente quando le Casse Malati,
coinvolte quali parti civili nel procedimento in discussione, sono finalmente
riuscite a raccogliere (quasi) interamente il materiale documentale da mesi
atteso dal Procuratore pubblico. Si tratta di voluminosa documentazione
comprovante l'incasso, da parte dell'accusato, di quasi CHF 60 milioni in ben
pochi anni, danari incassati sia personalmente da _______________ per la sua
attività presso lo studio medico, sia per le attività svolte dalle cliniche a
lui facenti capo.
D'altra parte gli
interrogatori sono stati condotti con la necessaria celerità (nonostante le
critiche della diligente difesa) a fronte della mole dell'incarto e delle
prioritarie necessità di procedere agli esami peritali che il caso impone, ed
il perito dott. __________ sta procedendo nei suoi lavori sollecitamente.
Come rammenta il
Procuratore pubblico avv. Marco Bertoli (nei cui confronti l'accusato ha
formulato istanza di ricusa respinta sia dalla Camera dei Ricorsi Penali e,
successivamente, dal Tribunale Federale, con il rilievo qui di istanza
rinnovata dopo la sentenza federale e nuovamente respinta dalla Camera dei
Ricorsi Penali) il
danno non ancora
definitivo cagionato dall'agire ritenuto illecito ammonta a circa CHF 10
milioni, importo indubbiamente spaventoso.
Come si evidenziava
già nella decisione 25 maggio 1999 (991.98.7) in merito alla perizia affidata
al dott. __________:
"Il perito
incaricato dell’esame delle numerose cartelle mediche ha, dal canto suo,
esaminato parte del materiale sequestrato evidenziando le risultanze del suo
esame in un rapporto intermedio intitolato “Sintesi” cui sono allegati 8
classificatori contenenti gli elementi documentali a sostegno del lavoro
peritale. In particolare il perito ha inserito in 5 classificatori conteggi
assenza/congedi riferiti ad una trentina di pazienti. L’esame di questi
limitati casi ha evidenziato ipotesi di reato (“soprassedendo ad una
valutazione in merito alla fisioterapia”) per un danno totale di oltre 2,2 mio
CHF. Il perito ha annesso al suo lavoro intermedio un classificatore contenente
le schede relative alle ipotizzate sovrafatturazioni eseguite dall’accusato in
seno al suo studio medico. L’importo ipotizzato malversato ammonta a CHF 2,9
mio."
Già si è detto
comunque, che l'attività peritale è proseguita e le ben più importanti cifre
oggi avanzate dal magistrato d'accusa debbono trovare conforto nell'esame
completo che compete al dott. __________, esame incrociato con l'analisi
documentale basata su quanto prodotto dalle Casse Malati (FTCM) e per esse dal
signor __________ (si veda in merito l'ultima verbalizzazione del teste).
Come si osservava
già nella decisione 25 maggio 1999:
"Il PP sta
procedendo, con la collaborazione della polizia da un lato e le indicazioni del
perito, all’audizione dei pazienti che sono stati in cura dell’accusato e che,
consapevolmente o meno, sono stati coinvolti nei fatti. Si tratta, a non averne
dubbio (poiché lo ricorda anche la CRP nella sua decisione 19 maggio 1999 su
ricorso dell’accusato in materia di libertà personale, di poi citata CRP1, al pto.
E. 4 La situazione
non essendosi modificata, se non con suo aggravamento stante l'accertamento
tecnico eseguito dal dott. __________, si deve qui ribadire l'esistenza di
concreti a gravi indizi di colpevolezza per reati decisamente importanti, quali
raramente capita di vedere (stante l'ampiezza del danno finanziario e loro
ripetizione come alle ipotesi della pubblica accusa). Si può quindi far capo
alla decisione dello scorso mese di ottobre che - come riferito - non è stata
impugnata dalla diligente difesa:
"Come riferito
la situazione processuale di _______________ è stata recentemente analizzata
dalla Camera dei ricorsi penali con decisione del 19 maggio 1999. Questa
autorità ha ritenuto pacifici i gravi indizi di colpevolezza a carico
dell'accusato.
Detto presupposto
legale va qui oggi pienamente confermato. L'accusato è indiziato di truffa
ripetuta e falsità in documenti ripetuta, in correità con terzi. A suo carico
vi sono tutta una serie di indizi consistenti in particolar modo negli
accertamenti peritali svolti dal dott. __________ deducibili sia dal rapporto
intermedio del febbraio scorso, sia dal rapporto denominato "Sintesi"
di cui è parola sub. 1. Sussistono poi tutta una serie di deposizioni, in
specie di chiamate in correità quali quelle rese dal dott. __________ (comunque
posto a confronto con _______________), le deposizioni di __________, per non
citarne che alcune.
Dette deposizioni,
o perlomeno parti di esse, sono state prospettate all'accusato il quale, come
detto, ne ha almeno in parte ricusato il contenuto.
Vanno poi evocate
le, seppur parziali, ammissioni di _______________ accompagnate comunque dalla precisazione
di consapevolezza dell'illecito agire acquisita solo dopo l'intervento della
magistratura.
Le deposizioni agli
atti appaiono significative - ancorché il loro contenuto debba essere semmai
approfondito e quindi contestato a _______________ - ed indicano la sistematica
pratica di ammissioni anticipate e dimissioni posticipate di pazienti, evocano
la fatturazione fasulla di prestazioni non coperte dalle casse malati in luogo
di prestazioni diverse coperte, ricordano le fatturazioni dello studio secondo
direttive di _______________ per orari non corrispondenti - tanto che vi sono
fatturazioni per ore di lavoro superiori a quanto un giorno ne contenga - ed
attestano (dott. __________) malversazioni in ordine alle sperimentazioni con
le case farmaceutiche.
Si tratta di
elementi seri e convergenti che imputano all'accusato un agire illecito
sistematico, costante nel tempo e riferito ad un danno di tutto rilievo.
Come detto la somma
preliminare accertata sin qui, ma l'analisi che incombe al dott. __________ è
lungi dall'essere completa, è di 5,1 mio CHF."
Questi gravi indizi
sono oggi rafforzati ulteriormente dall'attività d'indagine dell'inquirente e
dagli ulteriori sviluppi degli accertamenti peritali condotti dal dott. __________
che indicherebbero un danno di ca. 10 mio CHF. Le cifre saranno formalizzate
non appena possibile da parte del perito.
Da notare, in
questa sede, come il difensore di _______________ non contesti minimamente il
sussistere di concreti e gravi indizi di colpevolezza e non ne contesti
l'ampiezza (nonostante abbia da molti mesi totale e completo accesso agli
atti), anzi. La difesa ammette il sussistere di indizi di colpevolezza che
riconduce alle ammissioni stesse di _______________ (cfr, contro osservazioni
pag. 4)"
E. 5 Anche per quel che concerne
l'esistenza di sufficienti ed imperiose necessità istruttorie, nonché di
evidente rischio collusivo, quanto sostenuto poco più di un mese fa da questo
giudice va qui ripreso e confermato:
"Dal profilo
delle necessità istruttorie basterebbe fare semplice rinvio a quanto ritenuto
dalla Camera dei ricorsi penali nella sentenza citata al suo punto 4.1.
Detta autorità
giudiziaria ricorda come l'accusato
"... non
abbia fornito all'autorità inquirente una collaborazione piena ed incondizionata,
limitandosi a fare ammissioni solo dinnanzi a precise e documentate circostanze
di fatto..",
ciò che, per la CRP
"...
rende perlomeno verosimile un suo tentativo, qualora posto in libertà
provvisoria, di inquinare le prove".
(CRP 19
maggio 1999, pag. 5 in fine, 5 in inizio).
La CRP appare poi
particolarmente chiara nell'evidenziare "l'atteggiamento negativo di _______________"
riferendosi alle giustificazioni mediche paventate, da un lato, ed al desiderio
dei suoi collaboratori di compiacerlo dall'altro. Questo giudice non può qui
far altro che ribadire quanto già espresso nelle decisioni 24 dicembre 1998, 1.
marzo 1999 e 15 aprile 1999.
A carico di _______________
sono state in particolare raccolte un numero importante di deposizioni, sia a
livello di Polizia sia da parte del PP, e deponenti risultano essere suoi
stretti collaboratori in formazione (medici), sia personale infermieristico ed
amministrativo dello studio e delle cliniche. Con tali persone l'accusato ha
instaurato, prima del suo arresto, stretti rapporti in conseguenza allo
svolgimento - fianco a fianco - dell'attività lavorativa in un campo delicato
quale quello della medicina psichiatrica. Il rapporto di datore di lavoro (_______________
è ancora proprietario delle cliniche oggetto d'indagine) e collaboratore, che
notoriamente si basa sulla fiducia, la collaborazione giornaliera, con
conseguenza di delega nello svolgimento delle mansioni, ed il rapporto di
subordinazione che ne deriva, oltre che il rapporto di dipendenza conseguente ai
ruoli svolti (medici in formazione ed infermieri con professore universitario)
sono elementi che lasciano presumere - viste le contrastanti versioni rese dai
protagonisti - facile e possibile intervento dell'accusato per ottenere
versioni "ammorbidite" o ritrattazioni delle deposizioni raccolte.
A puro titolo
esemplificativo bisogna qui ricordare il verbale __________ (v. PP 2.12.1998):
"... era
per me tuttavia chiaro che se non rispettavo queste indicazioni ... perdevo il
posto di lavoro",
ed ancora il
verbale del dott. __________ in merito al collega dott. __________ il quale,
con riferimento a "procedure poco corrette" riferite a pazienti non
presenti in clinica gestiva in generale detti pazienti e ricorda come questi
"...
subiva l'influenza del dott. _______________ nella peggiore delle accezioni. In
pratica lui faceva tutto quello che gli chiedeva _______________".
(v. Pol. __________,
pag. 2).
Anche __________
rammenta le "pressioni che egli esercitava sul nostro capo clinica"
evocando - nell'ambito delle ricerche riferite a case farmaceutiche - che
"...
abbiamo fatto sparire dalla clinica tutta la documentazione medica di questi
pazienti i cui dati anamnestici erano stati manipolati"
(in questo
senso GIAR 1. marzo 1999, pag. 9 in fine e 10 in inizio).
Sussiste quindi,
nei confronti delle persone già sentite e collaboratrici/collaboratori
rispettivamente colleghi (comunque subalterni di _______________) un forte
rischio di collusione."
…
"__________ ha
temuto molto per il suo futuro professionale ed ha tentato di contattare
l'accusato, ed ancora si vedano le telefonate specificatamente ricordate dai PP
nella loro istanza."
(__________ ha nel
frattempo perso il posto di lavoro per la cessazione dell'attività dello studio
medico dell'accusato).
"Vi è quindi,
e lo si ribadisce, un forte rischio di collusione, rischio che appare ancora
più elevato nei confronti dei pazienti. L'esame del perito sta evidenziando,
come il Rapporto "Sintesi" riferisce, tutta una importante serie di
ipotizzate malversazioni sulla pelle delle Casse Malati con l'intervento,
consapevole od inconsapevole, di numerosi pazienti.
La CRP (sentenza 19
maggio 1999, pag. 6) evoca un concreto rischio di collusione nei confronti dei
pazienti
"... i
quali, sia per le loro patologie che per il particolare rapporto di fiducia
esistente con l'accusato sarebbero da quest'ultimo facilmente
influenzabili".
Va qui rilevato
come _______________ ben conosca i suoi pazienti - tanto da ricordare (a 10
anni di distanza) che la madre del PP __________ sarebbe stata sua paziente - e
li ricorda. D'altro canto invece il PP ed il PPG non hanno ancora proceduto
(per tramite del dott. __________) a completare l'esame delle cartelle mediche
acquisite e di quelle preannunciate dall'AI.
Il dott. _______________
sa quindi perfettamente chi potrebbe contattare mentre la magistratura non ha
ancora identificato i pazienti nell'ambito delle cui cure sarebbero state
commesse malversazioni.
A ragione la CRP
ricorda poi il legame di fiducia, soprattutto in ambito delicato come quello
della medicina psichiatrica, che si instaura tra medico e paziente, rapporto
particolarmente forte per l'esistenza del segreto medico che copre tutti gli
aspetti delicati che i pazienti possono riferire al medico.
Non solo. La malattia,
in particolare quelle nell'ambito del dott. _______________, pone spesso il
paziente in condizione di subordinazione nei confronti del medico come
l'esperienza insegna.
In questo senso va
ritenuto un concreto rischio di collusione nei confronti dei pazienti in parte
già identificati e sentiti ed in parte ancora da identificare."
Si ha oggi, ancora
più che al 25 maggio 1999, un forte rischio di collusione rafforzato dal fatto
che, con la presentazione della documentazione FTCM, al Magistrato inquirente è
possibile - in parallelo con l'avanzare del lavoro del dott. __________ - avere
sotto gli occhi l'ampiezza dell'agire ritenuto illecito con l'identificazione
delle persone che ancora debbono essere sentite (e nei cui confronti - stanti
le argomentazioni sviluppate dalla CRP e qui sopra riportate relative al
particolare rapporto di fiducia ed al rapporto di subordinazione
paziente/medico - permarrà un concreto rischio collusivo e di pressione anche
dopo loro audizione, visto anche l'atteggiamento processuale assunto da _______________).
Anzi. Gli accertamenti peritali hanno evidenziato progressione nel calcolo
delle presunte malversazioni, nel senso che dalle prime ipotesi formulate sulla
scorta delle deposizioni rese le indagini tecniche hanno ampliato il numero di
pazienti in modo considerevole (cfr. Rapporto Sintesi citato). Considerato come
lo spoglio delle cartelle, in numero enorme, non è terminato non è fuor di
luogo ritenere che le ulteriori indagini del medico incaricato dal Procuratore
Pubblico evidenzino
ancora numerosi episodi di possibili malversazioni allargando ulteriormente il
cerchio delle persone nei cui confronti appare concreta una collusione."
…
Questo giudice deve
ancora oggi ammettere un rischio collusivo importante nonostante siano state
raccolte le deposizioni dei malati indicati dall'accusato medesimo. Questa
circostanza, come d'altra parte l'esistenza di un verbale __________ del 1997,
nulla mutano nella valutazione del rischio collusivo. L'accesso al verbale __________,
come evoca il PP nel suo preavviso, era possibile da tempo al difensore. La
difesa non specifica in cosa l'esistenza di detto verbale - datato - muti nella
fattispecie.
Il rischio di
inquinamento probatorio non è ovviato dall'acquisizione delle verbalizzazioni,
comunque parziali, dei pazienti e dei collaboratori del dott. _______________.
L'acquisizione della documentazione medica (cartelle) e l'acquisizione delle
fatture (prodotte recentemente dalla FTCM) costituisce base di lavoro e spunto
di rischio collusivo. In effetti l'esame della fatturazione in uno con quello
delle cartelle mediche permette di ipotizzare malversazioni che vanno
verificate alla luce delle annotazioni eseguite dal personale medico, da un
lato, e - semmai - dalle deposizioni dei pazienti stessi per l'opportuno
approfondimento. La difesa non dimentica certo l'ampiezza dell'agire ritenuto
illecito da parte del PP che, come già detto, deve comportare esame completo
anche per l'atteggiamento processuale assunto dall'accusato. Ovviamente la detenzione
preventiva non serve per ottenere ammissioni da parte di _______________ ma
serve ad evitare che questi, soprattutto per i casi più importanti dal punto di
vista economico (vi sono degenze che hanno imposto alle CM l'esborso di importi
rilevanti) possa tentare ammorbidimento della sua posizione. Certamente non
sfugge alle parti che l'importanza del danno cagionato, rispettivamente
l'ampiezza dell'agire ritenuto illecito dal PP, possono avere rilievo nella
commisurazione della pena in caso di giudizio di condanna.
Non vi è comunque
soltanto un rischio di collusione e di inquinamento probatorio ma vi sono
concrete esigenze istruttorie come ritenuto nelle precedenti decisioni, in
particolare quella del 25 maggio 1999 in cui si rammentava che:
"_______________
deve essere approfonditamente interrogato, gli devono essere prospettati i
verbali raccolti (semmai, dopo necessario approfondimento) e deve essere
possibile procedere ai necessari confronti."
Se la raccolta
delle deposizioni dell'accusato ha subito un certo rallentamento (fisiologico
all'inchiesta per i motivi evidenziati in precedenza) va posto in risalto il
fatto che recentemente la documentazione delle Casse Malati (ancorché non
completa) è stata trasmessa al magistrato inquirente. Al diligente difensore
non è certo sfuggita la mole importante di lavoro di ricostruzione che la FTCM
ha dovuto affrontare per reperire ed elencare tutte le fatturazioni del Dott. _______________,
basti evocare la natura dell'attività sanitaria svolta e rapportarla alla cifra
indicativa evidenziata di quasi 60 mio CHF. Alle CM non può quindi essere mosso
rimprovero per i tempi relativamente lunghi necessari al reperimento della
documentazione. Detta documentazione impone verifica e comporterà l'esecuzione
di numerosi verbali di interrogatorio dell'accusato e semmai verbali di
confronto. Esigenze istruttorie
vanno poi ancora
ammesse con riferimento ad altri capitoli oggetto dell'istruttoria, quali in
particolare quelli riferiti alle sperimentazioni condotte su richiesta di case
farmaceutiche. Come già ritenuto nelle precedenti decisioni di questo Giar e
della CRP l'atteggiamento assunto in corso d'istruttoria da _______________
(con contestazione, minimizzazione, attribuzione di responsabilità a terzi) -
di per sé legittimo - impone necessità di accurato approfondimento e di precisa
verifica dell'agire presunto illecito dal magistrato d'accusa. Contrariamente a
quello che ritiene la difesa le esigenze istruttorie ancora in essere impongono
perdurare della detenzione preventiva e non possono essere condotte con
l'accusato a piede libero. In questa fase, ossia vedendo avvicinarsi la fine
del lavoro del perito dott. __________, le necessità d'inchiesta si fanno più
imperiose.
Come detto la situazione non
appare per nulla modificata e le ragioni che hanno giustificato la reiezione
dell'istanza di libertà provvisoria del 5 ottobre 1999 appaiono ancora del
tutto attuali a fronte dell'assenza - da parte dell'accusato - di mutato
atteggiamento processuale ed in assenza di collaborazione spontanea, ciò che
deve indurre il magistrato a procedere a minuziosa e dettagliata ricostruzione
dei fatti (acquisendo elementi probatori sia a carico che a discarico
dell'accusato senza rischio di versioni preordinate) ed alla dettagliata (per
quanto possibile) verifica del danno cagionato. Non può essere sottaciuto il
danno (secondo l'ipotesi accusatoria) evidenziato in quasi 10 mio CHF a fronte
del numero delle cartelle mediche ancora contenuto esaminato dal perito.
L'entità del danno, quello accertato e quello che potrebbe derivare dal
completo esame della documentazione, dovrà imporre al magistrato d'accusa di
procedere all'adozione di quelle misure provvisionali tali da fornire alle
parti civili le adeguate garanzie per il risarcimento, anche in quest'ambito va
ritenuto rischio di inquinamento probatorio
La condizione legale essendo
soddisfatta i requisiti necessari al mantenimento della detenzione preventiva
cui è astretto l'accusato sono dati. Anche in casu, come già avvenuto lo scorso
12 ottobre 1999, va comunque evidenziato concreto rischio di fuga.
E. 6 I criteri determinanti per
stabilire se sia dato un rischio di fuga sono noti alle parti. Si richiama qui
la decisione 12 ottobre 1999 pto. 7 in initio.
Non diversamente da quanto ritenuto
nell'ultima decisione di questo Giar si deve oggi ammettere, nonostante le
contestazioni puntuali della difesa in sede di osservazioni comunque non
suffragate da supporti probatori, l'esistenza di concreto e forte pericolo di
fuga.
L'accusato non si è adoperato per
il rientro dei soldi dalle Bahamas e non ha fatto in modo di far pervenire al
Procuratore Pubblico documenti bancari attestanti l'afflusso di danaro e la
successiva alimentazione del fondo. La puntuale difesa non risulta avere
prodotto alcun documento relativo alla proprietà immobiliare in quel di __________.
Secondo la difesa _______________ non sarebbe fuggito a fronte delle notizie
giunte alle sue orecchie tramite la signora __________, si noti comunque che un
appuntamento fissato da __________ con il legale venne disdetto da _______________
viste le informazioni da questi attinte e per lui e rassicuranti (e quindi non
tali da indurlo, a quel momento, alla fuga). L'argomento difensivo è privo di
consistenza. Nella decisione dello scorso ottobre si era ritenuto:
Vanno infatti
osservati, in un esame d'insieme, sia il carattere di _______________ come
evidenziato dall'inchiesta, sia la disponibilità finanziaria che quella di
lavoro all'estero. L'accusato non ha spontaneamente ammesso, nella sostanza,
nulla, se non indicando nominativi di alcuni pazienti (peraltro noti per la
maggior parte agli inquirenti) sulle cui degenze sono state eseguite le
malversazioni ipotizzate. _______________ si è chinato (per riprendere
un'espressione del magistrato d'accusa) all'evidenza solo in talune circostanze
indicando il più delle volte altri all'origine delle malversazioni (che
giovavano comunque a lui ed alle sue società): prima i collaboratori, poi i
pazienti e quindi altri ancora, oggi sostenendo addirittura che il Ministero
Pubblico, avendo notizia di reato dal verbale __________, gli avrebbe permesso
di continuare a delinquere (cfr. contr osservazioni pag. 2). _______________ si
trova poi confrontato con un procedimento di proporzioni notevoli, procedimento
che ha un'eco ed un interesse pubblico fuori del comune poiché coinvolge un
numero impressionante di collaboratori e pazienti ed ha creato, secondo
l'ipotesi della pubblica accusa, un danno ingentissimo al patrimonio delle
casse malati. L'accusato ha potuto beneficiare di una notevole notorietà per la
professione svolta e per la cattedra nell'Università di __________. Egli è
senz'altro da considerare uno dei più conosciuti psichiatri di questo cantone
ed ha beneficiato, come la classe medica tutta, di quel particolare rapporto
tipico della relazione medico / paziente che comporta fiducia e confidenzialità.
Questi elementi vanno rapportati alla personalità dell'accusato, oggetto di
ripetuti esami di suoi colleghi psichiatri, che ne hanno evidenziato i tratti
rilevanti. Dalle elaborazioni del prof. __________ (Rapporto del 21 marzo 1999)
emerge un disturbo narcisistico ed istrionico della personalità.
L'incarcerazione ed il procedimento penale condotto sono apparsi all'accusato
come un'importante ferita narcisistica, tanto da lasciare ritenere ai medici
curanti possibilità di suicidio (da leggere come fuga dagli eventi che
incombono sul capo di _______________, come oggi ancora paventa la difesa), nei
confronti della quale - vista la detenzione preventiva in corso - _______________
ha avuto un profondo senso di impotenza dovendo egli subire una situazione che
non può personalmente gestire ("…
. esperienza mai accettata, sempre
accuratamente evitata con meccanismi controfobici e che invece si trova, nei fatti,
costretto ad accettare incondizionatamente
", cfr. sub. 1). Come
rammentano ancora i medici intervenuti per valutare le condizioni di salute
dell'accusato (in attesa della perizia psichiatrica) il procedimento e la
detenzione preventiva che ne consegue appaiono come un insulto ed offesa
personale dell'accusato che vive un senso di impotenza (__________ parla di un
confronto dell'accusato con un potere - rifiutato - "superiore" al
suo: annesso all'AI 55 pag. 7 fine del penultimo paragrafo). Già queste considerazioni,
basate sulle valutazioni dei medici della personalità dell'accusato, permettono
di ritenere - visto come il processo di maturazione cui fa cenno la dott. __________
nel suo verbale al PP non è ancora intervenuto, o non è comunque ancora completo
-, ad esse sole, un rischio di fuga.
_______________, a
fronte della personalità descritta dai medici, avrebbe certamente tutto
l'interesse a sottrarsi a quel potere - più forte del suo (ossia quello dello
Stato che impone persecuzione e giudizio di fattispecie a connotazione penale,
con imposizione - laddove necessario - di misure coercitive) - che gli impone
di giustificarsi, di spiegare il suo agire, di rimanere privato della sua
libertà (sia preventivamente che, eventualmente, per l'espiazione della pena),
e di subire quel processo che accrescerebbe certamente la sua
"rabbia" (per usare un'espressione del prof. __________ annesso
all'AI 55 pag. 7) ed il suo desiderio di "cambiare la propria
posizione" (__________ ibidem).
Sottraendosi al
processo, e prima ancora all'inchiesta cogente per lui, _______________
eviterebbe quindi quel potere cui oggi deve attenersi.
Ma il rischio di
fuga è suffragato non solo da motivi caratteriali. L'accusato dispone infatti -
come rammenta il PP nel suo preavviso - di un'importante sostanza all'estero
che gli permetterebbe di fronteggiare in tutta tranquillità una latitanza e che
gli permetterebbe di ricominciare una nuova vita professionale. L'esistenza di
società a lui facente capo (la __________ di Panama) detentrice di relazione
bancaria all'estero (Nassau, con il che si ha tutta l'evidenza della difficoltà
per l'inquirente di ottenere il blocco) su cui sarebbero depositati
"almeno 1,25 mio" con trasferimento avvenuto nel corso del 1997 (ma
la società risulta esistere dal 1989), indica più che ampia disponibilità di
denaro. Ciò vale anche se, a mente della difesa, l'accusato non avrebbe diretta
disponibilità a quel denaro il potere di firma essendo di terzi. Questa
circostanza muta ben poco. La situazione economica generale dell'accusato
essendo comunque buona (nonostante i sequestri intervenuti) così come tutto il
fascicolo relativo alle decisioni di tassazioni lascia ben intendere (e dal
quale si desume introito personale anche della moglie). Va poi aggiunto che il
Ticino, e la Svizzera in genere, sono professionalmente, per l'accusato,
"terra bruciata". Appare ben difficile che _______________, vista la
portata del procedimento in corso e visto il decreto di sospensione
dall'esercizio dell'attività professionale decretato dal DOS nel passato
dicembre 1998, possa ritornare ad esercitare la sua professione in patria. Al
contrario, all'estero, dove l'eco del procedimento penale in discussione non è
pari a quella recepita in Ticino, _______________ risulta avere importanti e
seri agganci professionali. Come rammenta il magistrato d'accusa e come
desumibile dall'AI 147 l'accusato è stato professore a contratto
nell'Università di __________ per un periodo di tre anni accademici (con
convenzione parallela tra l'Università degli Studi di __________ e la Clinica __________)
come a deposizione del __________ __________ (ed agli annessi all'AI 147) con
ciò che detta importante nomina professionale comporta in fatto di notorietà e
di lustro già solo per il territorio italiano. D'altro canto l'accusato non
risulta essere materialmente impedito nell'esercizio della sua attività
professionale in altri paesi rispetto al suo. Evidenzia poi ancora
l'inquirente, fondandosi sugli atti dell'incarto, che _______________ risulta
iscritto "presso l'anagrafe tributaria" (e con ciò non si intende che
egli sia residente) in Italia. Contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa _______________
e la moglie __________ avrebbero donato al figlio __________ un appartamento di
__________ (donazione del 5 aprile 1993). In merito a detto immobile (all. 4 AI
147) la documentazione acquisita per commissione rogatoria attesta unicamente
l'esistenza di un appartamento a __________, donato dai coniugi _______________
al figlio. L'assunto difensivo di successiva vendita dell'immobile non è stato
comprovato (ciò che comunque nulla muterebbe nel merito la decisione di questo
giudice). Dall'appartamento di cui è questione, e comunque dalle disponibilità
finanziarie dell'accusato e della di lui moglie, si deve dedurre facile,
possibile e pratica soluzione logistica che permetterebbe la fuga.
_______________ ha
quindi professionalmente ben maggiori possibilità di reinserimento all'estero -
in particolare in Italia - piuttosto che in patria - ed all'estero ha anche
contatti ed apparentemente concrete possibilità logistiche. Egli dispone di
mezzi finanziari sufficienti ed ha una personalità tale da indurlo alla fuga.
Anche per quanto riguarda i legami famigliari va ritenuto come _______________
sia da anni sposato ed abbia figli in età (__________ ha oggi __________ anni
mentre __________ ha __________ anni) non tale da vincolarlo al
territorio ticinese
(per la frequentazione delle scuole). I figli sono, come detto, adulti (dagli
atti fiscali si desumono studi universitari del primogenito a __________) ed
autosufficienti e non costituiscono certo un legame tale da impedire una fuga.
Visto quanto
precede, nel solco della prassi del TF, va ritenuto concreto rischio di fuga al
quale non potrebbero ovviare misure sostitutive quali un deposito cauzionale -
anche ingente - od il deposito dei documenti di legittimazione (comunque
neppure avanzate dalla difesa). Tali misure appaiono inadeguate a fronte
dell'aspetto sia patrimoniale sia caratteriale che - in particolare -
caratterizzano concretezza del rischio di fuga.
E. 7 La difesa contesta il sussistere del rischio di fuga, a comprova del suo dire non produce comunque documenti (banca e casa a __________). Le affermazioni difensive non sono tali da modificare il concreto rischio di fuga già ritenuto. Da un lato l'esistenza o meno di una casa all'estero è elemento di per sé non indispensabile per ritenere il rischio di fuga. Appare infatti di estrema semplicità per l'accusato, sia personalmente sia tramite terzi, potere locare un appartamento a fronte dei notevoli mezzi finanziari a sua disposizione. Quanto ritenuto nella decisione 12 ottobre 1999 circa la disponibilità finanziaria intestata a società panamense di _______________ era fondato su dati non attuali. Alla difesa è noto, per l'accesso agli atti di cui gode, come _______________ disponga presso la Banca __________ di Nassau di un importo superiore al milione ritenuto in precedenza (cfr. scritto dott. __________/PP 4 novembre 1999 AI 193). Gli accertamenti indicano depositati sul conto "__________" oltre 4,8 mio CHF con aumento notevole rispetto a quanto noto in precedenza. Come, da chi e quando è stato alimentato il conto? La difesa non lo dice. A non averne dubbio i 4,8 mio CHF permetterebbero una latitanza perenne. Il dato rilevante, e che nella sostanza acuisce il già concreto rischio di fuga, è l'aumento - nel giro di pochi mesi - del deposito ciò che lascia ritenere l'esistenza all'estero di altri fondi a disposizione di _______________.
E. 8 Resta da esaminare la
proporzionalità della detenzione preventiva sin qui subita e quella ancora
richiesta dal magistrato d'accusa per - prevedibilmente - terminare
l'istruttoria e giungere al processo. Come rammentato nell'ultima decisione in
re _______________ libertà provvisoria:
"Giusta
l’art. 102 cpv. 2 CPP la durata del carcere preventivo durante l’istruzione
formale può essere di sei mesi; tale termine può essere convenientemente
prorogato (art. 103 CPP).
La prassi del
Tribunale federale ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva
ogni carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena
privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal
giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2
e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del
carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità,
stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in
particolare, dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento
dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b)."
Il PP domanda che l'accusato sia
privato della sua libertà personale ancora per sei mesi durante i quali egli
procederà al completamento degli interrogatori ed il perito incaricato dott. __________
potrà completare (o perlomeno avanzare) nelle sue analisi peritali. D'altro
canto è anche attesa la perizia psichiatrica eseguita sull'accusato. La
richiesta appare ampiamente giustificata sia dall'ampiezza del procedimento di
cui si tratta, sia dall'importanza del numero di cartelle mediche al vaglio del
perito, ed anche dall'atteggiamento processuale adottato dall'accusato - di per
se più che legittimo - ma che impone un esame minuzioso e dettagliato che deve
avvenire con il perdurare della detenzione preventiva.
Come ricordato nella decisione 12
ottobre 1999:
"Nel caso
concreto il procedimento risulta essere estremamente vasto e complesso e solo
recentemente la FTCM ha prodotto il frutto di mesi di lavoro di ricostruzione.
D'altro canto, come osservato ai punti che precedono, il lavoro peritale che
incombe al dott. __________ appare notevole e lo stesso è progredito con la
necessaria solerzia. Anche le verbalizzazioni dei pazienti, delegate alla
polizia, hanno avuto il loro regolare corso. Se l'accusato non è stato sentito
per un certo periodo di tempo ciò non significa che il procedimento che lo
coinvolge non abbia avuto il seguito solerte imposto dalle circostanze. Non
vanno poi dimenticati i più che legittimi atti giudiziari voluti dalla difesa
(istanza di libertà provvisoria, reclami ed istanze di ricusa) che hanno
imposto, per essere esaminati ed evasi, un certo lasso di tempo. L'istruttoria
appare quindi essere stata condotta nel rispetto del principio di celerità
imposto dalla legge."
D'altro canto va ritenuto come la
detenzione sin qui subita (1 anno il prossimo 1 dicembre 1999), quella ancora
richiesta e quella ancora presumibilmente necessaria per giungere al processo,
appaiono del tutto adeguate a fronte della possibile pena in caso di giudizio
di condanna. _______________ è accusato di truffa commessa per mestiere,
ripetuta nell'arco di diversi anni, con il conseguimento di un indebito
profitto (sempre secondo le tesi accusatorie che stanno trovando il conforto
dell'acquisizione probatoria) di almeno CHF 10 milioni, il tutto ad opera di
persona intellettualmente dotata, con vita agiata e senza apparenti bisogni
(fatta riserva della perizia psichiatrica in corso). La prassi delle Corti
delle Assise Criminali per fattispecie analoghe a quella in discussione è l'inflizione
di pene detentive di durata di molto superiore alla detenzione complessiva qui
ammessa.
Si ribadisce ancora (come già
nelle decisioni 991.98.7 e 991.98.10) l'invito agli inquirenti a voler
procedere con sollecitudine per giungere ad un giudizio di merito in tempi del
tutto contenuti per evitare quei ritardi nell'amministrazione della giustizia
che hanno condotto a severe decisioni del TF (si vedano in proposito le DTF
Cassazione Penale 30 novembre 1998 in re E.F., A.P. e E.P. dove l'alta corte
federale ricorda il diritto per ogni accusato a che l'inchiesta e il
procedimento penale aperti nei suoi confronti siano portati a compimento senza
inutili ritardi, ovvero entro un termine ragionevole). Certamente il PP vorrà
salvaguardare al meglio anche questo diritto della difesa.
Egli è in particolare invitato a
volere adottare i passi necessari per accelerare (per quanto possibile) gli
accertamenti peritali essendo i tempi indicati dal perito come ancora necessari
decisamente lunghi. L'aumento di collaborazione al perito dott. __________
dovrebbe permettere di ridurre notevolmente i tempi istruttori ancora necessari
per accertare il danno ed identificare le persone ancora da sentire. Ciò a
prescindere dai motivi evidenziati in precedenza.
E. 10 novembre 1999 formulata dal Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli é integralmente accolta. 2. Di conseguenza il carcere preventivo cui é astretto _______________ é prorogato sino e compreso il 31 maggio 2000 . 3. Non si percepiscono tasse e spese. 4. Avverso la presente decisione in materia di libertà personale é data facoltà di ricorso alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel termine di dieci giorni dall’intimazione. 5. Intimazione: - all’accusato _______________, per il tramite del patrocinatore avv. __________; - all’avv. __________; - al Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano, con gli atti di ritorno. giudice Ivano Ranzanici
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 22.11.1999 INC.1998.99111 Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 22.11.1999 INC.1998.99111 Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 22.11.1999 INC.1998.99111
Sentenza o decisione senza scheda
N. 991.98.11 R Lugano, 22 novembre 1999 IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO Ivano Ranzanici sedente per statuire sull’istanza 10 novembre 1999 formulata dal: Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano tendente ad ottenere la proroga della detenzione preventiva cui é astretto _______________ detenuto c/o __________ (patrocinato dall’avv. __________) sino e compreso il 31 maggio 2000; lette le osservazioni di data 17 novembre 1999 dell'avv. __________, tendenti alla reiezione dell'istanza; avuti gli atti del procedimento penale a disposizione considerato e ritenuto in fatto ed in diritto: 1. Questo giudice si è occupato della libertà dell'accusato da ultimo con decisione 12 ottobre 1999 che non è stata impugnata dalla difesa. Visto il breve tempo trascorso da tale decisione i fatti in discussione, ampiamente noti alle parti - ed in particolare alla difesa che ha accesso agli atti -, possono essere semplicemente riassunti come alla decisione 991.98.10, e meglio: “_______________, medico psichiatra, é stato arrestato il 1 dicembre 1998 siccome accusato di truffa e falsità in documenti. Come noto l’arresto é avvenuto contestualmente con l’esecuzione di numerose perquisizioni e sequestri presso lo studio medico dell’accusato, e presso le cliniche __________, con l’acquisizione di un'impressionante mole di documentazione sia di tipo contabile che medico (in specie cartelle riferite a numerosi pazienti), documentazione attualmente al vaglio degli inquirenti come noto alla difesa. Nel corso dell’istruttoria sia i magistrati che la polizia hanno proceduto a numerose verbalizzazioni di testi ed indiziati e sin dall’inizio il compito istruttorio é apparso notevole a fronte del numero delle persone coinvolte od interessate ai fatti di cui si tratta ed alla luce della mole di documentazione acquisita e da acquisire attraverso le casse malati vittime degli ipotizzati reati. Sin dal suo arresto _______________, già colpito da infarto (come attestano i periti incaricati dal PP nel loro scritto 21 marzo 1999) nel corso del 1991, é stato trattenuto presso la cella dell’Ospedale __________ sotto cura medica da parte del primario prof. __________ ed in cura presso il dott. __________. In pratica _______________ non é stato considerato carcerabile (nel senso che non é stato possibile trattenerlo presso una cella del PCT) per ragioni mediche. A _______________ il PP rimprovera numerose malversazioni, commesse con varie modalità, in danno di Casse malati, di pazienti, di assicurazioni sociali e di case farmaceutiche. Più specificatamente _______________ avrebbe fatturato, per prestazioni mai eseguite, ricoveri di pazienti che in realtà non si trovavano degenti nelle cliniche da lui dirette o che si trovavano congedati dalle stesse (con l’apposizione di indicazioni fasulle sulle cartelle mediche come se i pazienti fossero ricoverati, il tutto al fine di conseguire ... un indebito profitto personale rispettivamente in favore di terzi). L’inchiesta condotta dal magistrato d’accusa ha permesso di evidenziare numerose e diverse modalità operative ritenute truffaldine in danno principalmente delle casse malati, e ciò sia nell’ambito della gestione delle cliniche che facevano capo all’accusato sia nella conduzione dello studio ove venivano fatturate giornalmente prestazioni mediche per un complessivo di ore fatturate a volte superiore al numero di ore di cui un giorno é composto. ... sono emerse poi nuove ipotesi fattuali riferite principalmente all’inserimento di pazienti in sperimentazioni remunerate da case farmaceutiche, pazienti non adatti a tali sperimentazioni, con lo scopo di ottenere rispettivamente non perdere i compensi versati dalle citate case farmaceutiche, il tutto mediante falsificazione dei dati del paziente. Come detto nella decisione 1 marzo 1999 di questo giudice i fatti sono di inusuale estensione ed oggettiva gravità siccome ripetuti nel tempo in numero elevato. In corso d’istruttoria il magistrato d’accusa, che ha profuso notevole impegno, ha proceduto a sentire personalmente rispettivamente a fare interrogare numerose persone, sono stati acquisiti un centinaio di verbali (ad oggi aumentati a quasi duecento per il procedere sollecito dell’istruttoria da parte del magistrato d’accusa e dei funzionari di polizia a lui preposti) e numerose sono pure le audizioni dell’accusato che non sempre é apparso collaborativo ammettendo i fatti indicando comunque sua consapevolezza della illiceità dell’agire quasi sistematico adottato nelle cliniche unicamente dopo il suo arresto. Ancora al vaglio degli inquirenti é l’esame dell’enorme mole di documentazione sequestrata, in particolare il medico legale dott. __________ sta esaminando (come a recente nomina a perito) tutte le cartelle mediche sequestrate. Gli accertamenti sin qui svolti, il cui risultato appare riassunto nel Rapporto intermedio di data 13 febbraio scorso, evidenziano la commissione di differenti e numerose “irregolarità” nella fatturazione di prestazioni. Come già ricordato nella decisione 1 marzo 1999 all’accusato sono state contestate sostanzialmente tutte le diverse tipologie di malversazione ritenute dalla pubblica accusa. In particolare si ricordano le ipotesi di reato riferite ai pazienti fittizi, ossia non presenti in clinica, rispettivamente per pazienti diurni o notturni, vi sarebbero poi malversazioni con riferimento a pazienti amministrativi, ossia a pazienti per i quali si procedeva ad ammissioni anticipate (la fatturazione iniziava prima della reale ammissione del paziente in clinica), rispettivamente a dimissioni posticipate (la fatturazione proseguiva oltre il reale periodo di degenza), ed ancora malversazioni riferite alla fatturazione di congedi effettivi ma con falsa iscrizione sulle cartelle mediche o congedi prolungati. Tra le ipotesi accusatorie vi sono poi le irregolarità, riferite alla “sovrappopolazione” di letti ossia letti fatturati a più pazienti, le sovrafatturazioni per farmaci, terapie e per analisi (per avere _______________ operato iscrizioni nelle cartelle mediche relative a fasulle prescrizioni di farmaci - pagati dalle CM - in sostituzione di prestazioni fisioterapeutiche invece non pagate dalle CM come ammesso dall’accusato stesso che tende comunque a ridimensionare i casi a pochi e per contenuto indebito arricchimento). Ulteriori capitoli attualmente al vaglio del magistrato d’accusa si riferiscono, e ci si atterrà qui alla nomenclatura convenuta tra le parti nel verbale 30 dicembre 1998 dell’accusato, alle consultazioni degli psicologi, all’AI, alle problematiche connesse con l’esenzione militare, ad incassi non dichiarati ed ai ricoveri forzati. Va qui rilevato come numerosi collaboratori ed ex collaboratori dell’accusato abbiano ammesso le loro responsabilità riconducendo comunque il loro agire al dott. _______________ giustificandolo con la volontà del “capo” ed il rischio di perdere il posto di lavoro oltre che a pressioni specifiche in questo senso subite dal dott. _______________.” Sin dall'inizio delle indagini _______________ ha avuto un comportamento processuale perlomeno reticente, come detto. Egli ha mostrato problemi d'ordine fisico e psichico che hanno imposto la sua carcerazione prima all'__________ ed oggi all'ospedale neuropsichiatrico cantonale (oggi CPC) e ciò per affezioni cardiache ed una accertata psicopatologia. A proposito di questa va evidenziato quanto rilevato dal prof. __________ a pag. 6 e 7 del suo Rapporto annesso all'AI 55: "… il prof. _______________ presenta una complessa sindrome psicopatologica, espressione di uno scompenso, con esacerbazione dei sintomi, di un disturbo di personalità.… (che) … appartiene all'area dei Disturbi d'Ansia … in soggetto che presenta netti segni clinici di Disturbo Narcisistico ed Istrionico di Personalità … " con il rilievo, per l'esperto italiano, di "… gravissima ferita narcisistica … e determina il manifestarsi di reazioni rabbiose ed impulsive per il rifiuto … di sentirsi, di fronte ad un potere superiore al suo" ed ancora "L'aspetto psicologico principale che tormenta il prof. _______________ è il senso di non poter far niente per cambiare la propria condizione … esperienza mai accettata, … evitata con meccanismi controfobici e che, invece, si trova … costretto ad accettare incondizionatamente." L'inchiesta ha fatto importanti progressi proprio recentemente quando le Casse Malati, coinvolte quali parti civili nel procedimento in discussione, sono finalmente riuscite a raccogliere (quasi) interamente il materiale documentale da mesi atteso dal Procuratore pubblico. Si tratta di voluminosa documentazione comprovante l'incasso, da parte dell'accusato, di quasi CHF 60 milioni in ben pochi anni, danari incassati sia personalmente da _______________ per la sua attività presso lo studio medico, sia per le attività svolte dalle cliniche a lui facenti capo. D'altra parte gli interrogatori sono stati condotti con la necessaria celerità (nonostante le critiche della diligente difesa) a fronte della mole dell'incarto e delle prioritarie necessità di procedere agli esami peritali che il caso impone, ed il perito dott. __________ sta procedendo nei suoi lavori sollecitamente. Come rammenta il Procuratore pubblico avv. Marco Bertoli (nei cui confronti l'accusato ha formulato istanza di ricusa respinta sia dalla Camera dei Ricorsi Penali e, successivamente, dal Tribunale Federale, con il rilievo qui di istanza rinnovata dopo la sentenza federale e nuovamente respinta dalla Camera dei Ricorsi Penali) il danno non ancora definitivo cagionato dall'agire ritenuto illecito ammonta a circa CHF 10 milioni, importo indubbiamente spaventoso. Come si evidenziava già nella decisione 25 maggio 1999 (991.98.7) in merito alla perizia affidata al dott. __________: "Il perito incaricato dell’esame delle numerose cartelle mediche ha, dal canto suo, esaminato parte del materiale sequestrato evidenziando le risultanze del suo esame in un rapporto intermedio intitolato “Sintesi” cui sono allegati 8 classificatori contenenti gli elementi documentali a sostegno del lavoro peritale. In particolare il perito ha inserito in 5 classificatori conteggi assenza/congedi riferiti ad una trentina di pazienti. L’esame di questi limitati casi ha evidenziato ipotesi di reato (“soprassedendo ad una valutazione in merito alla fisioterapia”) per un danno totale di oltre 2,2 mio CHF. Il perito ha annesso al suo lavoro intermedio un classificatore contenente le schede relative alle ipotizzate sovrafatturazioni eseguite dall’accusato in seno al suo studio medico. L’importo ipotizzato malversato ammonta a CHF 2,9 mio." Già si è detto comunque, che l'attività peritale è proseguita e le ben più importanti cifre oggi avanzate dal magistrato d'accusa debbono trovare conforto nell'esame completo che compete al dott. __________, esame incrociato con l'analisi documentale basata su quanto prodotto dalle Casse Malati (FTCM) e per esse dal signor __________ (si veda in merito l'ultima verbalizzazione del teste). Come si osservava già nella decisione 25 maggio 1999: "Il PP sta procedendo, con la collaborazione della polizia da un lato e le indicazioni del perito, all’audizione dei pazienti che sono stati in cura dell’accusato e che, consapevolmente o meno, sono stati coinvolti nei fatti. Si tratta, a non averne dubbio (poiché lo ricorda anche la CRP nella sua decisione 19 maggio 1999 su ricorso dell’accusato in materia di libertà personale, di poi citata CRP1, al pto. 4 pag. 6 a metà ed in fine al pto. 4.1.), di importanti elementi ai fini dell’istruttoria per accertare l’esatto ruolo di _______________ e per definire il ruolo dei pazienti stessi nonché per accertare con precisione (ciò che solo le deposizioni dei pazienti permetteranno di ottenere) l’ammontare del danno cagionato con l’agire ritenuto illecito dal magistrato inquirente." Grazie alla documentazione prodotta dalle Casse Malati sarà ora possibile operare quella verifica incrociata necessaria e sarà possibile identificare con precisione tutta la lunga serie di persone - malati in primis - coinvolte nei fatti, per poter essere interrogate in dettaglio laddove necessario. Si tratta di verbalizzazioni certamente importanti ritenuto il comportamento processuale mantenuto dall'accusato e già evidenziato anche nei precedenti interventi di questo Giar. … L'istruttoria a carico di _______________ ha potuto accertare come egli disponga, all'estero, di ingenti somme di danaro che non sono oggetto di procedimenti restrittivi da parte del Procuratore Pubblico confermati (si veda il Rapporto dell'équipe finanziaria del 21 luglio 1999 atti __________ Banca). Più dettagliatamente _______________ risulta disporre di almeno CHF 1,25 mio depositati presso banca di Nassau a nome di società a lui facente capo. _______________ è inoltre docente presso l'università di __________ ed il figlio __________ è proprietario di un appartamento a __________ donatogli da padre e madre nel 1993 (cfr. AI 147). Come accennato il dott. __________ ha approfondito il suo lavoro ed ha rassegnato il 15 novembre scorso il suo secondo rapporto peritale intermedio sul caso "__________". In questo rapporto emergono le cifre riportate più sopra (che portano a circa 10 milioni complessivi il presunto indebito profitto dell'accusato), emerge un esame di poco meno di 500 cartelle cliniche e la necessità di esaminarne ancora un notevole numero (solo poco più del 10 % delle cartelle è stato esaminato) con un lavoro prevedibile di "… circa due anni" e si tratta di previsione che colpisce e che imporrà agli inquirenti di moltiplicare le loro forze per abbreviare il più possibile i tempi d'esame. 2. Con istanza 12 novembre 1999 la Pubblica Accusa chiede la proroga della detenzione preventiva cui è astretto l'accusato sino e compreso il prossimo 30 maggio 2000 per potere procedere agli ulteriori necessari atti istruttori, in effetti - come desumibile dal Rapporto del perito medico - solo una parte delle cartelle mediche sequestrate ha potuto essere sin qui perquisita con conseguente accertamento (stando all'ipotesi accusatoria) di malversazioni per ca. 10 mio CHF. Per il PP il perito deve completare la sua attività e gli inquirenti dovranno sentire pazienti e collaboratori del medico inquisito. Il magistrato d'accusa rammenta l'ampiezza del procedimento in discussione, la sua oggettiva gravità, concreto rischio di inquinamento probatorio e di fuga e parallelo rispetto del principio di proporzionalità. Dal canto suo la difesa contesta vivacemente le pretese necessità istruttorie, gli accertamenti potendo essere condotti con l'accusato a piede libero senza rischio di collusione ed inquinamento probatorio, e ribadisce l'inesistenza di un rischio di fuga, strumentalmente invocato dal PP nel corso della procedura che ha condotto all'emanazione della decisione 12 ottobre 1999. _______________ contesta infatti ogni possesso o disponibilità di immobili all'estero e l'esistenza di beni all'estero tali da permettergli di sopportare una latitanza. L'accusato sostiene poi che una fuga non rientra nelle sue viste stanti i legami con il territorio ticinese. La difesa non risparmia critiche a questo giudice che avvallerebbe acriticamente l'agire del Procuratore Pubblico (pag. 1, 2, 4, 5 delle osservazioni) il Giar avrebbe inoltre già deciso e farebbe uso del "taglia incolla" del programma di computer per motivare le sue decisioni. Si osserva che la decisione 12 ottobre 1999 non è stata impugnata dal diligente difensore. La durata di 6 mesi chiesta dal Procuratore Pubblico sarebbe sproporzionata e _______________ non sarebbe fuggito nonostante avesse avuto sentore di azione penale nei suoi confronti. La difesa postula la reiezione dell'istanza eventualmente mediante deposito di cauzione e presentazione quotidiana in Polizia. 3. Come già nelle precedenti decisioni di questo Giar si rammenta alle parti il diritto applicabile: "l'art. 95 CPP
- corrispondente all'art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, il pericolo di fuga e quello di recidiva (senza dimenticare che l'arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell'istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell'accusato al processo e a garantire l'eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993, consid. 3). L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)." 4. La situazione non essendosi modificata, se non con suo aggravamento stante l'accertamento tecnico eseguito dal dott. __________, si deve qui ribadire l'esistenza di concreti a gravi indizi di colpevolezza per reati decisamente importanti, quali raramente capita di vedere (stante l'ampiezza del danno finanziario e loro ripetizione come alle ipotesi della pubblica accusa). Si può quindi far capo alla decisione dello scorso mese di ottobre che - come riferito - non è stata impugnata dalla diligente difesa: "Come riferito la situazione processuale di _______________ è stata recentemente analizzata dalla Camera dei ricorsi penali con decisione del 19 maggio 1999. Questa autorità ha ritenuto pacifici i gravi indizi di colpevolezza a carico dell'accusato. Detto presupposto legale va qui oggi pienamente confermato. L'accusato è indiziato di truffa ripetuta e falsità in documenti ripetuta, in correità con terzi. A suo carico vi sono tutta una serie di indizi consistenti in particolar modo negli accertamenti peritali svolti dal dott. __________ deducibili sia dal rapporto intermedio del febbraio scorso, sia dal rapporto denominato "Sintesi" di cui è parola sub. 1. Sussistono poi tutta una serie di deposizioni, in specie di chiamate in correità quali quelle rese dal dott. __________ (comunque posto a confronto con _______________), le deposizioni di __________, per non citarne che alcune. Dette deposizioni, o perlomeno parti di esse, sono state prospettate all'accusato il quale, come detto, ne ha almeno in parte ricusato il contenuto. Vanno poi evocate le, seppur parziali, ammissioni di _______________ accompagnate comunque dalla precisazione di consapevolezza dell'illecito agire acquisita solo dopo l'intervento della magistratura. Le deposizioni agli atti appaiono significative - ancorché il loro contenuto debba essere semmai approfondito e quindi contestato a _______________ - ed indicano la sistematica pratica di ammissioni anticipate e dimissioni posticipate di pazienti, evocano la fatturazione fasulla di prestazioni non coperte dalle casse malati in luogo di prestazioni diverse coperte, ricordano le fatturazioni dello studio secondo direttive di _______________ per orari non corrispondenti - tanto che vi sono fatturazioni per ore di lavoro superiori a quanto un giorno ne contenga - ed attestano (dott. __________) malversazioni in ordine alle sperimentazioni con le case farmaceutiche. Si tratta di elementi seri e convergenti che imputano all'accusato un agire illecito sistematico, costante nel tempo e riferito ad un danno di tutto rilievo. Come detto la somma preliminare accertata sin qui, ma l'analisi che incombe al dott. __________ è lungi dall'essere completa, è di 5,1 mio CHF." Questi gravi indizi sono oggi rafforzati ulteriormente dall'attività d'indagine dell'inquirente e dagli ulteriori sviluppi degli accertamenti peritali condotti dal dott. __________ che indicherebbero un danno di ca. 10 mio CHF. Le cifre saranno formalizzate non appena possibile da parte del perito. Da notare, in questa sede, come il difensore di _______________ non contesti minimamente il sussistere di concreti e gravi indizi di colpevolezza e non ne contesti l'ampiezza (nonostante abbia da molti mesi totale e completo accesso agli atti), anzi. La difesa ammette il sussistere di indizi di colpevolezza che riconduce alle ammissioni stesse di _______________ (cfr, contro osservazioni pag. 4)" 5. Anche per quel che concerne l'esistenza di sufficienti ed imperiose necessità istruttorie, nonché di evidente rischio collusivo, quanto sostenuto poco più di un mese fa da questo giudice va qui ripreso e confermato: "Dal profilo delle necessità istruttorie basterebbe fare semplice rinvio a quanto ritenuto dalla Camera dei ricorsi penali nella sentenza citata al suo punto 4.1. Detta autorità giudiziaria ricorda come l'accusato "... non abbia fornito all'autorità inquirente una collaborazione piena ed incondizionata, limitandosi a fare ammissioni solo dinnanzi a precise e documentate circostanze di fatto..", ciò che, per la CRP "... rende perlomeno verosimile un suo tentativo, qualora posto in libertà provvisoria, di inquinare le prove". (CRP 19 maggio 1999, pag. 5 in fine, 5 in inizio). La CRP appare poi particolarmente chiara nell'evidenziare "l'atteggiamento negativo di _______________" riferendosi alle giustificazioni mediche paventate, da un lato, ed al desiderio dei suoi collaboratori di compiacerlo dall'altro. Questo giudice non può qui far altro che ribadire quanto già espresso nelle decisioni 24 dicembre 1998, 1. marzo 1999 e 15 aprile 1999. A carico di _______________ sono state in particolare raccolte un numero importante di deposizioni, sia a livello di Polizia sia da parte del PP, e deponenti risultano essere suoi stretti collaboratori in formazione (medici), sia personale infermieristico ed amministrativo dello studio e delle cliniche. Con tali persone l'accusato ha instaurato, prima del suo arresto, stretti rapporti in conseguenza allo svolgimento - fianco a fianco - dell'attività lavorativa in un campo delicato quale quello della medicina psichiatrica. Il rapporto di datore di lavoro (_______________ è ancora proprietario delle cliniche oggetto d'indagine) e collaboratore, che notoriamente si basa sulla fiducia, la collaborazione giornaliera, con conseguenza di delega nello svolgimento delle mansioni, ed il rapporto di subordinazione che ne deriva, oltre che il rapporto di dipendenza conseguente ai ruoli svolti (medici in formazione ed infermieri con professore universitario) sono elementi che lasciano presumere - viste le contrastanti versioni rese dai protagonisti - facile e possibile intervento dell'accusato per ottenere versioni "ammorbidite" o ritrattazioni delle deposizioni raccolte. A puro titolo esemplificativo bisogna qui ricordare il verbale __________ (v. PP 2.12.1998): "... era per me tuttavia chiaro che se non rispettavo queste indicazioni ... perdevo il posto di lavoro", ed ancora il verbale del dott. __________ in merito al collega dott. __________ il quale, con riferimento a "procedure poco corrette" riferite a pazienti non presenti in clinica gestiva in generale detti pazienti e ricorda come questi "... subiva l'influenza del dott. _______________ nella peggiore delle accezioni. In pratica lui faceva tutto quello che gli chiedeva _______________". (v. Pol. __________, pag. 2). Anche __________ rammenta le "pressioni che egli esercitava sul nostro capo clinica" evocando - nell'ambito delle ricerche riferite a case farmaceutiche - che "... abbiamo fatto sparire dalla clinica tutta la documentazione medica di questi pazienti i cui dati anamnestici erano stati manipolati" (in questo senso GIAR 1. marzo 1999, pag. 9 in fine e 10 in inizio). Sussiste quindi, nei confronti delle persone già sentite e collaboratrici/collaboratori rispettivamente colleghi (comunque subalterni di _______________) un forte rischio di collusione." … "__________ ha temuto molto per il suo futuro professionale ed ha tentato di contattare l'accusato, ed ancora si vedano le telefonate specificatamente ricordate dai PP nella loro istanza." (__________ ha nel frattempo perso il posto di lavoro per la cessazione dell'attività dello studio medico dell'accusato). "Vi è quindi, e lo si ribadisce, un forte rischio di collusione, rischio che appare ancora più elevato nei confronti dei pazienti. L'esame del perito sta evidenziando, come il Rapporto "Sintesi" riferisce, tutta una importante serie di ipotizzate malversazioni sulla pelle delle Casse Malati con l'intervento, consapevole od inconsapevole, di numerosi pazienti. La CRP (sentenza 19 maggio 1999, pag. 6) evoca un concreto rischio di collusione nei confronti dei pazienti "... i quali, sia per le loro patologie che per il particolare rapporto di fiducia esistente con l'accusato sarebbero da quest'ultimo facilmente influenzabili". Va qui rilevato come _______________ ben conosca i suoi pazienti - tanto da ricordare (a 10 anni di distanza) che la madre del PP __________ sarebbe stata sua paziente - e li ricorda. D'altro canto invece il PP ed il PPG non hanno ancora proceduto (per tramite del dott. __________) a completare l'esame delle cartelle mediche acquisite e di quelle preannunciate dall'AI. Il dott. _______________ sa quindi perfettamente chi potrebbe contattare mentre la magistratura non ha ancora identificato i pazienti nell'ambito delle cui cure sarebbero state commesse malversazioni. A ragione la CRP ricorda poi il legame di fiducia, soprattutto in ambito delicato come quello della medicina psichiatrica, che si instaura tra medico e paziente, rapporto particolarmente forte per l'esistenza del segreto medico che copre tutti gli aspetti delicati che i pazienti possono riferire al medico. Non solo. La malattia, in particolare quelle nell'ambito del dott. _______________, pone spesso il paziente in condizione di subordinazione nei confronti del medico come l'esperienza insegna. In questo senso va ritenuto un concreto rischio di collusione nei confronti dei pazienti in parte già identificati e sentiti ed in parte ancora da identificare." Si ha oggi, ancora più che al 25 maggio 1999, un forte rischio di collusione rafforzato dal fatto che, con la presentazione della documentazione FTCM, al Magistrato inquirente è possibile - in parallelo con l'avanzare del lavoro del dott. __________ - avere sotto gli occhi l'ampiezza dell'agire ritenuto illecito con l'identificazione delle persone che ancora debbono essere sentite (e nei cui confronti - stanti le argomentazioni sviluppate dalla CRP e qui sopra riportate relative al particolare rapporto di fiducia ed al rapporto di subordinazione paziente/medico - permarrà un concreto rischio collusivo e di pressione anche dopo loro audizione, visto anche l'atteggiamento processuale assunto da _______________). Anzi. Gli accertamenti peritali hanno evidenziato progressione nel calcolo delle presunte malversazioni, nel senso che dalle prime ipotesi formulate sulla scorta delle deposizioni rese le indagini tecniche hanno ampliato il numero di pazienti in modo considerevole (cfr. Rapporto Sintesi citato). Considerato come lo spoglio delle cartelle, in numero enorme, non è terminato non è fuor di luogo ritenere che le ulteriori indagini del medico incaricato dal Procuratore Pubblico evidenzino ancora numerosi episodi di possibili malversazioni allargando ulteriormente il cerchio delle persone nei cui confronti appare concreta una collusione." … Questo giudice deve ancora oggi ammettere un rischio collusivo importante nonostante siano state raccolte le deposizioni dei malati indicati dall'accusato medesimo. Questa circostanza, come d'altra parte l'esistenza di un verbale __________ del 1997, nulla mutano nella valutazione del rischio collusivo. L'accesso al verbale __________, come evoca il PP nel suo preavviso, era possibile da tempo al difensore. La difesa non specifica in cosa l'esistenza di detto verbale - datato - muti nella fattispecie. Il rischio di inquinamento probatorio non è ovviato dall'acquisizione delle verbalizzazioni, comunque parziali, dei pazienti e dei collaboratori del dott. _______________. L'acquisizione della documentazione medica (cartelle) e l'acquisizione delle fatture (prodotte recentemente dalla FTCM) costituisce base di lavoro e spunto di rischio collusivo. In effetti l'esame della fatturazione in uno con quello delle cartelle mediche permette di ipotizzare malversazioni che vanno verificate alla luce delle annotazioni eseguite dal personale medico, da un lato, e - semmai - dalle deposizioni dei pazienti stessi per l'opportuno approfondimento. La difesa non dimentica certo l'ampiezza dell'agire ritenuto illecito da parte del PP che, come già detto, deve comportare esame completo anche per l'atteggiamento processuale assunto dall'accusato. Ovviamente la detenzione preventiva non serve per ottenere ammissioni da parte di _______________ ma serve ad evitare che questi, soprattutto per i casi più importanti dal punto di vista economico (vi sono degenze che hanno imposto alle CM l'esborso di importi rilevanti) possa tentare ammorbidimento della sua posizione. Certamente non sfugge alle parti che l'importanza del danno cagionato, rispettivamente l'ampiezza dell'agire ritenuto illecito dal PP, possono avere rilievo nella commisurazione della pena in caso di giudizio di condanna. Non vi è comunque soltanto un rischio di collusione e di inquinamento probatorio ma vi sono concrete esigenze istruttorie come ritenuto nelle precedenti decisioni, in particolare quella del 25 maggio 1999 in cui si rammentava che: "_______________ deve essere approfonditamente interrogato, gli devono essere prospettati i verbali raccolti (semmai, dopo necessario approfondimento) e deve essere possibile procedere ai necessari confronti." Se la raccolta delle deposizioni dell'accusato ha subito un certo rallentamento (fisiologico all'inchiesta per i motivi evidenziati in precedenza) va posto in risalto il fatto che recentemente la documentazione delle Casse Malati (ancorché non completa) è stata trasmessa al magistrato inquirente. Al diligente difensore non è certo sfuggita la mole importante di lavoro di ricostruzione che la FTCM ha dovuto affrontare per reperire ed elencare tutte le fatturazioni del Dott. _______________, basti evocare la natura dell'attività sanitaria svolta e rapportarla alla cifra indicativa evidenziata di quasi 60 mio CHF. Alle CM non può quindi essere mosso rimprovero per i tempi relativamente lunghi necessari al reperimento della documentazione. Detta documentazione impone verifica e comporterà l'esecuzione di numerosi verbali di interrogatorio dell'accusato e semmai verbali di confronto. Esigenze istruttorie vanno poi ancora ammesse con riferimento ad altri capitoli oggetto dell'istruttoria, quali in particolare quelli riferiti alle sperimentazioni condotte su richiesta di case farmaceutiche. Come già ritenuto nelle precedenti decisioni di questo Giar e della CRP l'atteggiamento assunto in corso d'istruttoria da _______________ (con contestazione, minimizzazione, attribuzione di responsabilità a terzi) - di per sé legittimo - impone necessità di accurato approfondimento e di precisa verifica dell'agire presunto illecito dal magistrato d'accusa. Contrariamente a quello che ritiene la difesa le esigenze istruttorie ancora in essere impongono perdurare della detenzione preventiva e non possono essere condotte con l'accusato a piede libero. In questa fase, ossia vedendo avvicinarsi la fine del lavoro del perito dott. __________, le necessità d'inchiesta si fanno più imperiose. Come detto la situazione non appare per nulla modificata e le ragioni che hanno giustificato la reiezione dell'istanza di libertà provvisoria del 5 ottobre 1999 appaiono ancora del tutto attuali a fronte dell'assenza - da parte dell'accusato - di mutato atteggiamento processuale ed in assenza di collaborazione spontanea, ciò che deve indurre il magistrato a procedere a minuziosa e dettagliata ricostruzione dei fatti (acquisendo elementi probatori sia a carico che a discarico dell'accusato senza rischio di versioni preordinate) ed alla dettagliata (per quanto possibile) verifica del danno cagionato. Non può essere sottaciuto il danno (secondo l'ipotesi accusatoria) evidenziato in quasi 10 mio CHF a fronte del numero delle cartelle mediche ancora contenuto esaminato dal perito. L'entità del danno, quello accertato e quello che potrebbe derivare dal completo esame della documentazione, dovrà imporre al magistrato d'accusa di procedere all'adozione di quelle misure provvisionali tali da fornire alle parti civili le adeguate garanzie per il risarcimento, anche in quest'ambito va ritenuto rischio di inquinamento probatorio La condizione legale essendo soddisfatta i requisiti necessari al mantenimento della detenzione preventiva cui è astretto l'accusato sono dati. Anche in casu, come già avvenuto lo scorso 12 ottobre 1999, va comunque evidenziato concreto rischio di fuga. 6. I criteri determinanti per stabilire se sia dato un rischio di fuga sono noti alle parti. Si richiama qui la decisione 12 ottobre 1999 pto. 7 in initio. Non diversamente da quanto ritenuto nell'ultima decisione di questo Giar si deve oggi ammettere, nonostante le contestazioni puntuali della difesa in sede di osservazioni comunque non suffragate da supporti probatori, l'esistenza di concreto e forte pericolo di fuga. L'accusato non si è adoperato per il rientro dei soldi dalle Bahamas e non ha fatto in modo di far pervenire al Procuratore Pubblico documenti bancari attestanti l'afflusso di danaro e la successiva alimentazione del fondo. La puntuale difesa non risulta avere prodotto alcun documento relativo alla proprietà immobiliare in quel di __________. Secondo la difesa _______________ non sarebbe fuggito a fronte delle notizie giunte alle sue orecchie tramite la signora __________, si noti comunque che un appuntamento fissato da __________ con il legale venne disdetto da _______________ viste le informazioni da questi attinte e per lui e rassicuranti (e quindi non tali da indurlo, a quel momento, alla fuga). L'argomento difensivo è privo di consistenza. Nella decisione dello scorso ottobre si era ritenuto: Vanno infatti osservati, in un esame d'insieme, sia il carattere di _______________ come evidenziato dall'inchiesta, sia la disponibilità finanziaria che quella di lavoro all'estero. L'accusato non ha spontaneamente ammesso, nella sostanza, nulla, se non indicando nominativi di alcuni pazienti (peraltro noti per la maggior parte agli inquirenti) sulle cui degenze sono state eseguite le malversazioni ipotizzate. _______________ si è chinato (per riprendere un'espressione del magistrato d'accusa) all'evidenza solo in talune circostanze indicando il più delle volte altri all'origine delle malversazioni (che giovavano comunque a lui ed alle sue società): prima i collaboratori, poi i pazienti e quindi altri ancora, oggi sostenendo addirittura che il Ministero Pubblico, avendo notizia di reato dal verbale __________, gli avrebbe permesso di continuare a delinquere (cfr. contr osservazioni pag. 2). _______________ si trova poi confrontato con un procedimento di proporzioni notevoli, procedimento che ha un'eco ed un interesse pubblico fuori del comune poiché coinvolge un numero impressionante di collaboratori e pazienti ed ha creato, secondo l'ipotesi della pubblica accusa, un danno ingentissimo al patrimonio delle casse malati. L'accusato ha potuto beneficiare di una notevole notorietà per la professione svolta e per la cattedra nell'Università di __________. Egli è senz'altro da considerare uno dei più conosciuti psichiatri di questo cantone ed ha beneficiato, come la classe medica tutta, di quel particolare rapporto tipico della relazione medico / paziente che comporta fiducia e confidenzialità. Questi elementi vanno rapportati alla personalità dell'accusato, oggetto di ripetuti esami di suoi colleghi psichiatri, che ne hanno evidenziato i tratti rilevanti. Dalle elaborazioni del prof. __________ (Rapporto del 21 marzo 1999) emerge un disturbo narcisistico ed istrionico della personalità. L'incarcerazione ed il procedimento penale condotto sono apparsi all'accusato come un'importante ferita narcisistica, tanto da lasciare ritenere ai medici curanti possibilità di suicidio (da leggere come fuga dagli eventi che incombono sul capo di _______________, come oggi ancora paventa la difesa), nei confronti della quale - vista la detenzione preventiva in corso - _______________ ha avuto un profondo senso di impotenza dovendo egli subire una situazione che non può personalmente gestire ("… . esperienza mai accettata, sempre accuratamente evitata con meccanismi controfobici e che invece si trova, nei fatti, costretto ad accettare incondizionatamente ", cfr. sub. 1). Come rammentano ancora i medici intervenuti per valutare le condizioni di salute dell'accusato (in attesa della perizia psichiatrica) il procedimento e la detenzione preventiva che ne consegue appaiono come un insulto ed offesa personale dell'accusato che vive un senso di impotenza (__________ parla di un confronto dell'accusato con un potere - rifiutato - "superiore" al suo: annesso all'AI 55 pag. 7 fine del penultimo paragrafo). Già queste considerazioni, basate sulle valutazioni dei medici della personalità dell'accusato, permettono di ritenere - visto come il processo di maturazione cui fa cenno la dott. __________ nel suo verbale al PP non è ancora intervenuto, o non è comunque ancora completo -, ad esse sole, un rischio di fuga. _______________, a fronte della personalità descritta dai medici, avrebbe certamente tutto l'interesse a sottrarsi a quel potere - più forte del suo (ossia quello dello Stato che impone persecuzione e giudizio di fattispecie a connotazione penale, con imposizione - laddove necessario - di misure coercitive) - che gli impone di giustificarsi, di spiegare il suo agire, di rimanere privato della sua libertà (sia preventivamente che, eventualmente, per l'espiazione della pena), e di subire quel processo che accrescerebbe certamente la sua "rabbia" (per usare un'espressione del prof. __________ annesso all'AI 55 pag. 7) ed il suo desiderio di "cambiare la propria posizione" (__________ ibidem). Sottraendosi al processo, e prima ancora all'inchiesta cogente per lui, _______________ eviterebbe quindi quel potere cui oggi deve attenersi. Ma il rischio di fuga è suffragato non solo da motivi caratteriali. L'accusato dispone infatti - come rammenta il PP nel suo preavviso - di un'importante sostanza all'estero che gli permetterebbe di fronteggiare in tutta tranquillità una latitanza e che gli permetterebbe di ricominciare una nuova vita professionale. L'esistenza di società a lui facente capo (la __________ di Panama) detentrice di relazione bancaria all'estero (Nassau, con il che si ha tutta l'evidenza della difficoltà per l'inquirente di ottenere il blocco) su cui sarebbero depositati "almeno 1,25 mio" con trasferimento avvenuto nel corso del 1997 (ma la società risulta esistere dal 1989), indica più che ampia disponibilità di denaro. Ciò vale anche se, a mente della difesa, l'accusato non avrebbe diretta disponibilità a quel denaro il potere di firma essendo di terzi. Questa circostanza muta ben poco. La situazione economica generale dell'accusato essendo comunque buona (nonostante i sequestri intervenuti) così come tutto il fascicolo relativo alle decisioni di tassazioni lascia ben intendere (e dal quale si desume introito personale anche della moglie). Va poi aggiunto che il Ticino, e la Svizzera in genere, sono professionalmente, per l'accusato, "terra bruciata". Appare ben difficile che _______________, vista la portata del procedimento in corso e visto il decreto di sospensione dall'esercizio dell'attività professionale decretato dal DOS nel passato dicembre 1998, possa ritornare ad esercitare la sua professione in patria. Al contrario, all'estero, dove l'eco del procedimento penale in discussione non è pari a quella recepita in Ticino, _______________ risulta avere importanti e seri agganci professionali. Come rammenta il magistrato d'accusa e come desumibile dall'AI 147 l'accusato è stato professore a contratto nell'Università di __________ per un periodo di tre anni accademici (con convenzione parallela tra l'Università degli Studi di __________ e la Clinica __________) come a deposizione del __________ __________ (ed agli annessi all'AI 147) con ciò che detta importante nomina professionale comporta in fatto di notorietà e di lustro già solo per il territorio italiano. D'altro canto l'accusato non risulta essere materialmente impedito nell'esercizio della sua attività professionale in altri paesi rispetto al suo. Evidenzia poi ancora l'inquirente, fondandosi sugli atti dell'incarto, che _______________ risulta iscritto "presso l'anagrafe tributaria" (e con ciò non si intende che egli sia residente) in Italia. Contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa _______________ e la moglie __________ avrebbero donato al figlio __________ un appartamento di __________ (donazione del 5 aprile 1993). In merito a detto immobile (all. 4 AI
147) la documentazione acquisita per commissione rogatoria attesta unicamente l'esistenza di un appartamento a __________, donato dai coniugi _______________ al figlio. L'assunto difensivo di successiva vendita dell'immobile non è stato comprovato (ciò che comunque nulla muterebbe nel merito la decisione di questo giudice). Dall'appartamento di cui è questione, e comunque dalle disponibilità finanziarie dell'accusato e della di lui moglie, si deve dedurre facile, possibile e pratica soluzione logistica che permetterebbe la fuga. _______________ ha quindi professionalmente ben maggiori possibilità di reinserimento all'estero - in particolare in Italia - piuttosto che in patria - ed all'estero ha anche contatti ed apparentemente concrete possibilità logistiche. Egli dispone di mezzi finanziari sufficienti ed ha una personalità tale da indurlo alla fuga. Anche per quanto riguarda i legami famigliari va ritenuto come _______________ sia da anni sposato ed abbia figli in età (__________ ha oggi __________ anni mentre __________ ha __________ anni) non tale da vincolarlo al territorio ticinese (per la frequentazione delle scuole). I figli sono, come detto, adulti (dagli atti fiscali si desumono studi universitari del primogenito a __________) ed autosufficienti e non costituiscono certo un legame tale da impedire una fuga. Visto quanto precede, nel solco della prassi del TF, va ritenuto concreto rischio di fuga al quale non potrebbero ovviare misure sostitutive quali un deposito cauzionale - anche ingente - od il deposito dei documenti di legittimazione (comunque neppure avanzate dalla difesa). Tali misure appaiono inadeguate a fronte dell'aspetto sia patrimoniale sia caratteriale che - in particolare - caratterizzano concretezza del rischio di fuga. 7. La difesa contesta il sussistere del rischio di fuga, a comprova del suo dire non produce comunque documenti (banca e casa a __________). Le affermazioni difensive non sono tali da modificare il concreto rischio di fuga già ritenuto. Da un lato l'esistenza o meno di una casa all'estero è elemento di per sé non indispensabile per ritenere il rischio di fuga. Appare infatti di estrema semplicità per l'accusato, sia personalmente sia tramite terzi, potere locare un appartamento a fronte dei notevoli mezzi finanziari a sua disposizione. Quanto ritenuto nella decisione 12 ottobre 1999 circa la disponibilità finanziaria intestata a società panamense di _______________ era fondato su dati non attuali. Alla difesa è noto, per l'accesso agli atti di cui gode, come _______________ disponga presso la Banca __________ di Nassau di un importo superiore al milione ritenuto in precedenza (cfr. scritto dott. __________/PP 4 novembre 1999 AI 193). Gli accertamenti indicano depositati sul conto "__________" oltre 4,8 mio CHF con aumento notevole rispetto a quanto noto in precedenza. Come, da chi e quando è stato alimentato il conto? La difesa non lo dice. A non averne dubbio i 4,8 mio CHF permetterebbero una latitanza perenne. Il dato rilevante, e che nella sostanza acuisce il già concreto rischio di fuga, è l'aumento - nel giro di pochi mesi - del deposito ciò che lascia ritenere l'esistenza all'estero di altri fondi a disposizione di _______________. 8. Resta da esaminare la proporzionalità della detenzione preventiva sin qui subita e quella ancora richiesta dal magistrato d'accusa per - prevedibilmente - terminare l'istruttoria e giungere al processo. Come rammentato nell'ultima decisione in re _______________ libertà provvisoria: "Giusta l’art. 102 cpv. 2 CPP la durata del carcere preventivo durante l’istruzione formale può essere di sei mesi; tale termine può essere convenientemente prorogato (art. 103 CPP). La prassi del Tribunale federale ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2 e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità, stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in particolare, dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b)." Il PP domanda che l'accusato sia privato della sua libertà personale ancora per sei mesi durante i quali egli procederà al completamento degli interrogatori ed il perito incaricato dott. __________ potrà completare (o perlomeno avanzare) nelle sue analisi peritali. D'altro canto è anche attesa la perizia psichiatrica eseguita sull'accusato. La richiesta appare ampiamente giustificata sia dall'ampiezza del procedimento di cui si tratta, sia dall'importanza del numero di cartelle mediche al vaglio del perito, ed anche dall'atteggiamento processuale adottato dall'accusato - di per se più che legittimo - ma che impone un esame minuzioso e dettagliato che deve avvenire con il perdurare della detenzione preventiva. Come ricordato nella decisione 12 ottobre 1999: "Nel caso concreto il procedimento risulta essere estremamente vasto e complesso e solo recentemente la FTCM ha prodotto il frutto di mesi di lavoro di ricostruzione. D'altro canto, come osservato ai punti che precedono, il lavoro peritale che incombe al dott. __________ appare notevole e lo stesso è progredito con la necessaria solerzia. Anche le verbalizzazioni dei pazienti, delegate alla polizia, hanno avuto il loro regolare corso. Se l'accusato non è stato sentito per un certo periodo di tempo ciò non significa che il procedimento che lo coinvolge non abbia avuto il seguito solerte imposto dalle circostanze. Non vanno poi dimenticati i più che legittimi atti giudiziari voluti dalla difesa (istanza di libertà provvisoria, reclami ed istanze di ricusa) che hanno imposto, per essere esaminati ed evasi, un certo lasso di tempo. L'istruttoria appare quindi essere stata condotta nel rispetto del principio di celerità imposto dalla legge." D'altro canto va ritenuto come la detenzione sin qui subita (1 anno il prossimo 1 dicembre 1999), quella ancora richiesta e quella ancora presumibilmente necessaria per giungere al processo, appaiono del tutto adeguate a fronte della possibile pena in caso di giudizio di condanna. _______________ è accusato di truffa commessa per mestiere, ripetuta nell'arco di diversi anni, con il conseguimento di un indebito profitto (sempre secondo le tesi accusatorie che stanno trovando il conforto dell'acquisizione probatoria) di almeno CHF 10 milioni, il tutto ad opera di persona intellettualmente dotata, con vita agiata e senza apparenti bisogni (fatta riserva della perizia psichiatrica in corso). La prassi delle Corti delle Assise Criminali per fattispecie analoghe a quella in discussione è l'inflizione di pene detentive di durata di molto superiore alla detenzione complessiva qui ammessa. Si ribadisce ancora (come già nelle decisioni 991.98.7 e 991.98.10) l'invito agli inquirenti a voler procedere con sollecitudine per giungere ad un giudizio di merito in tempi del tutto contenuti per evitare quei ritardi nell'amministrazione della giustizia che hanno condotto a severe decisioni del TF (si vedano in proposito le DTF Cassazione Penale 30 novembre 1998 in re E.F., A.P. e E.P. dove l'alta corte federale ricorda il diritto per ogni accusato a che l'inchiesta e il procedimento penale aperti nei suoi confronti siano portati a compimento senza inutili ritardi, ovvero entro un termine ragionevole). Certamente il PP vorrà salvaguardare al meglio anche questo diritto della difesa. Egli è in particolare invitato a volere adottare i passi necessari per accelerare (per quanto possibile) gli accertamenti peritali essendo i tempi indicati dal perito come ancora necessari decisamente lunghi. L'aumento di collaborazione al perito dott. __________ dovrebbe permettere di ridurre notevolmente i tempi istruttori ancora necessari per accertare il danno ed identificare le persone ancora da sentire. Ciò a prescindere dai motivi evidenziati in precedenza. 10. Visto quanto precede l’istanza del PP avv Marco Bertoli tendente alla proroga per ulteriori 6 mesi della detenzione preventiva cui è astretto l'accusato _______________ va integralmente ammessa. Avverso la presente decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni dall'intimazione. P.q.m., visti gli artt. 102 e segg. CPP decide: 1. L’istanza 10 novembre 1999 formulata dal Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli é integralmente accolta. 2. Di conseguenza il carcere preventivo cui é astretto _______________ é prorogato sino e compreso il 31 maggio 2000 . 3. Non si percepiscono tasse e spese. 4. Avverso la presente decisione in materia di libertà personale é data facoltà di ricorso alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel termine di dieci giorni dall’intimazione. 5. Intimazione: - all’accusato _______________, per il tramite del patrocinatore avv. __________; - all’avv. __________; - al Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano, con gli atti di ritorno. giudice Ivano Ranzanici