Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Incarto n.91.2012.67
47/206
Bellinzona
22 novembre 2012
Sentenza con motivazione
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
Il Presidente della Pretura penale
Marco Kraushaar
sedente con Petra Vanoni in qualità di segretaria per giudicare
IM 1
difeso da: DI 1
visto il decreto daccusa n. 47/206 del 13 aprile 2012;
preso atto che AINQ 1ritiene limputato autore colpevole di
infrazione alla Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione
per avere permesso, quale gerente del __________ a __________, che nella terrazza dellesercizio, chiusa per più del 50% del suo perimetro e avente la capacità di 40 posti, si potesse fumare; al momento del controllo su ogni tavolo cera un posacenere;
e propone la condanna alla multa di fr. 320.- oltre alla tassa di giustizia difr. 80.- e alle spese di fr. 30.-;
rilevato che il difensore chiede il proscioglimento;
consideratoin fatto e in diritto
1.LUfficio del commercio e dei passaporti rimprovera a IM 1, nella sua qualità di gerente del __________ a __________, di avere permesso che nella terrazza dellesercizio, chiusa per più del 50% del suo perimetro e avente la capacità di 40 posti, si potesse fumare, ritenuto che al momento del controllo su ogni tavolo cera un posacenere.
2.La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 21, 35 e 44 Lear, nonché degli art. 50, 51, 73 cpv. 1 e 74 lett. e RLear.
3.Per lart. 35 cpv. 1 Lear allinterno degli esercizi è vietato fumare. È riservata la facoltà di creare spazi o locali fisicamente separati e opportunamente ventilati adibiti ai fumatori (cpv. 2).
Per quanto riguarda i requisiti strutturali, lart. 50 RLear specifica che gli spazi chiusi adibiti ai fumatori di cui allart. 35 cpv. 2 della legge: (a) possono avere una capienza massima pari a 1/3 della superficie totale dei locali desercizio, escluso il servizio dalloggio; (b) devono essere dotati di impianti di ventilazione meccanici conformi alle Norme svizzere SN SIA V382/1 e V382/3, provvisti di filtri di classe HEPA certificati EN 1822 commisurati alla loro volumetria; e (c) devono essere delimitati da pareti a tuttaltezza su tutti i lati e dotati di una porta a chiusura automatica.
Lart. 51 RLear sancisce che sono considerati spazi aperti quegli spazi che presentano unapertura direttamente verso lesterno di almeno la metà del perimetro della struttura; lapertura del soffitto non è presa in considerazione (cpv. 1). Tende, gazebo, vetrate, terrazze, porticati e altre strutture analoghe sono considerati spazi chiusi se non rispondono ai requisiti del cpv. 1 (cpv. 2). In ogni caso non possono essere messi a disposizione dei fumatori gli spazi abituali di un esercizio (cpv. 3).
Giusta lart. 21 Lear il gerente è responsabile della conduzione dellesercizio e garantisce, con la sua presenza, il rispetto delle leggi e dei regolamenti; il regolamento fissa le modalità della sua presenza e reperibilità. In particolare, a norma dellart. 74 lett. e) RLear egli è responsabile di vigilare al rispetto dei divieti di: vendere bevande alcoliche a minori, fumare in locali inadeguati e incoraggiare il consumo di bevande alcoliche (art. 23, 25 e 35 Lear).
Le infrazioni alla legge e al regolamento di applicazione, sono punite con una multa da un minimo di fr. 50. ad un massimo di fr. 40000. (art. 44 cpv. 1 Lear). Sono punibili il gerente o chi lo sostituisce nel senso dellart. 22 cpv. 2 (art. 44 cpv. 3 lett. a Lear).
4.Il difensore ha chiesto il proscioglimento dellimputato considerato chela zona definita terrazza appare come un luogo completamente sprovvisto di copertura, così che levacuazione del fumo, e con essa la protezione della salute degli avventori e dei lavoratori contro le conseguenze del fumo passivo, appare, a suo dire ampiamente garantita.Il difensore sostiene infatti cheil richiamo del cpv. 1 dellart. 51 ad una apertura nel soffitto, lascia chiaramente intendere che in caso di presenza di un soffitto, la libera evacuazione del fumo e laerazione dello spazio vengono limitate e tale limitazione viene ovviata da una semplice apertura nel soffitto medesimo.Al contrario, laddove, come nel caso concreto, il soffitto è completamente assente, non può nemmeno tornare applicabile il concetto di apertura, così che la norma non può essere applicata in modo restrittivo, pena larbitrarietà della decisione.
Egli soggiunge chele delimitazioni laterali vetrate, poste ai lati della zona in questione, non sono in alcun modo congiunte ad altre parti della struttura o delledificio adiacente, con la conseguenza che, nemmeno in questo caso, può essere individuata una situazione di chiusura e di limitazione dellaerazione naturale dello spazio(cfr. osservazioni 9 marzo 2012 pag. 2/3, richiamate in sedi di arringa). Egli pretende, in definitiva, che la situazione ambientale della zona esterna allesercizio pubblico che si riscontra nel periodo invernale in presenza delle vetrature laterali, non differisce sostanzialmente dalla situazione estiva, quando la zona esterna appare priva di tali vetrature, ragion per cui nella terrazza non può essere fatto divieto di fumare.
A sostegno del proscioglimento egli si rifà inoltre ad alcune sentenze emesse da questa Pretura in relazione a fattispecie analoghe, in cui questo giudice, analizzando il Regolamento concernente i luoghi e gli spazi pubblici e di uso pubblico ove è vietato fumare del 27 marzo 2007, ammetteva che uno spazio potrebbe ritenersi aperto quando presenta unapertura di almeno la metà del soffitto.
5.In concreto, si rileva anzitutto che le sentenze invocate sono state emanate sotto legida della legislazione precedentemente in vigore, ovvero la Les pubb, la quale non specificava direttamente cosa si intendeva per spazio chiuso, di modo che tale nozione giuridica andava interpretata alla luce della protezione della salute, e meglio con riferimento allart. 1 del predetto regolamento (fondato sulla lart. 52 cpv. 3 Legge sanitaria) che sanciva che tende e gazebo sono considerati chiusi se non aperti almeno al 50%. Inoltre è stato preso in considerazione il rapporto esplicativo allOrdinanza concernente la protezione contro il fumo passivo dellUfficio federale della sanità pubblica del giugno 2009 (cfr. pag. 5/16).
Ciò premesso, si osserva che a mente dellart. 4 della Leggefederale concernente la protezione contro il fumo passivo, iCantoni possono emanare prescrizioni più severe a tutela della salute. È precisamente quanto fatto dal Canton Ticino, che contestualmente alla revisione della legislazione sugli esercizi pubblici si è dotato di una nuova legge (la Legge sugli esercizi alberghieri e la ristorazione, in vigore dal 1° aprile 2011) e del relativo nuovo regolamento dapplicazione.
Per quanto riguarda il divieto di fumo negli esercizi pubblici, lart.51 RLear prevede che sono considerati spazi aperti quegli spazi che presentano unapertura direttamente verso lesterno di almeno la metà del perimetro della struttura, ritenuto che lapertura del soffitto non è presa in considerazione (cpv. 1).
Detta norma, entro il quadro legale fissato dal diritto superiore, è quindi più restrittiva per rapporto a quanto sancito dalla legislazione precedentemente in vigore, poiché non considera leventuale apertura del soffitto. In ogni caso essa impone unapertura del 50% indipendentemente dallaltezza delle pareti.
Scopo della legge è infatti quello di garantire un sufficiente ricambio daria, mediante unapertura minima pari alla metà del perimetro negli spazi allesterno, rispettivamente, nei locali chiusi, mediante linstallazione di appositi impianti di ventilazione che devono rispondere a precisi requisiti tecnici che vanno verificati preventivamente nellambito della procedura di rilascio della licenza di costruzione.
6.Nella fattispecie, le pareti (frangivento) installate nel periodo invernale sui quattro lati della terrazza, seppur di unaltezza di 1.75 m e non a tuttaltezza (come risulta dalle osservazioni 9 marzo 2012), hanno la precisa funzione di proteggere dallaria, in specie fredda; in altri termini, si vuole precisamente che non arrivi troppa aria sugli avventori che siedono ai tavolini.
Ora, a mente di questo giudice, il legislatore ha ritenuto che in difetto di unapertura minima laterale non cè un ricambio sufficiente di aria per garantire la protezione delle persone dal fumo, e questo a prescindere dalleventuale apertura del tetto, donde la precisazione nel regolamento.
Sebbene sia risaputo che per la sua densità il fumo abbia tendenza a salire in alto, lesistenza di un circuito daria laterale appare più efficace al fine di evacuare laria fumosa.
Peraltro, come detto, anche laltezza della pareti non è decisiva. Ne segue che i requisiti posti dal regolamento per poter ammettere che ci si trovi in presenza di uno spazio aperto non sono adempiute. Tale conclusione si impone a maggior ragione nel caso in cui il telone spiovente che copre lintera terrazza è abbassato (come si evince dalle fotografie scattate il 12 gennaio 2012 dalla polizia e annesse al rapporto di servizio 17 gennaio 2012), con la conseguenza che circola meno aria. Limputato non può quindi ragionevolmente pretendere che la situazione sia paragonabile a quella esistente durante il periodo estivo, laddove le pareti non sono installate.
Per questi motivi occorre concludere che egli è autore colpevole del reato che gli viene rimproverato.
7.La multa proposta dallUfficio del commercio e dei passaporti risulta peraltro correttamente commisurata al grado di colpa, confacentemente proporzionata al caso concreto e contenuta nei limiti di legge. La stessa merita conferma.
richiamati gli art. 44 Lear in relazione con gli art. 21, 35 Lear, 50, 51, 73 cpv. 1, 74 lett. e RLear; 106 CP; 80 e segg., 84 e segg., 348 e segg., 422 e segg. CPP; 22 LTG;
al termine dellodierno dibattimento e dopo aver motivato oralmente la decisione;
pronuncia1. IM 1 è autore colpevole di infrazione alla Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione per avere permesso, quale gerente del __________ a __________, che nella terrazza dellesercizio, chiusa per più del 50% del suo perimetro e avente la capacità di 40 posti, si potesse fumare; al momento del controllo, effettuato il 12 gennaio 2012 alle 09:45, su ogni tavolo cera un posacenere.
2. Di conseguenza IM 1 è condannato:
2.1. alla multa di fr. 320.- (trecentoventi);
2.1.1. in caso di mancato pagamento la pena detentiva sostitutiva è fissata in 4 (quattro) giorni (art. 106 cpv. 2 CP).
2.2. al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 710.- (settecentodieci) con motivazione scritta e di fr. 310.- (trecentodieci) senza motivazione scritta.
3. Questo giudizio può essere impugnato mediante appello; lo stesso va annunciato alla Pretura penale entro 10 giorni dalla comunicazione della sentenza, per scritto oppure oralmente a verbale. Entro lo stesso termine può essere chiesta la motivazione della sentenza.
4. Intimazione a:
Il presidente: La segretaria:
Distinta spese a carico di IM 1
fr. 320.- multa
fr.630.-tassa di giustizia
fr. 80.- spese giudiziarie
fr.1'030.- totale
Avvertenza:la parte che ha annunciato ricorso in appello deve inoltrare una dichiarazione scritta dappello alla Corte di appello e di revisione penale, in conformità dellart. 399 cpv. 3 e 4 CPP, entro venti giorni dalla notificazione di questa sentenza motivata.