Sentenza o decisione senza scheda
Erwägungen (9 Absätze)
E. 1 La competenza di questo tribunale è data dall'art. 26 quater lett. D LOG, introdotto con la Legge concernente l'istituzione del Tribunale della pianificazione del territorio, entrata in vigore il 1. ottobre 1992. A norma dell’art. 38 LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale della pianificazione del territorio (TPT), entro 30 giorni dalla notificazione. L’art. 38 LALPT legittima a ricorrere il Comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi (cpv. 4 lett. b), i proprietari dei fondi la cui situazione è stata modificata dalla decisione del Consiglio di Stato (cpv. 4 lett. c). In concreto, la legittimazione attiva del signor _________-_________, già insorto in prima sede, per gli stessi motivi, giusta l’art. 35 LALPT, è pacifica (art. 38 cpv. 4 lett. b) LALPT). Presentato nei termini di legge, e quindi tempestivo, il ricorso è ricevibile in ordine.
E. 2 II comune gode di autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del territorio (art. 1 LE 73, art. 24 LALPT; DTF inedita 21 novembre 1990 in re comune di Brissago). L’autonomia non è però assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b) LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo con l’autonomia riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv. 3 LPT : Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna. Il Consiglio di Stato non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo, sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione esige dal comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con l’ordinamento giuridico, il comune invocherà invano la lesione della sua autonomia (116 Ia 226 seg. consid. 2a; Alfred Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, in Rep. 1991, pag. 45 seg., in part. 55).
E. 3 Giusta l'art.
22quater cpv. 1 della Costituzione federale (Cost.) i Cantoni devono allestire
dei piani d'azzonamento per assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e
una razionale abitabilità del territorio. A livello legislativo l'obbligo di
pianificare è codificato all'art. 2 LPT.
Secondo quest'ultima legge
la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice,
pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse
stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte
adempie una specifica funzione.
Il piano di utilizzazione
- in Ticino detto PR - viene adottato, secondo le indicazioni del PD (art. 6
segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (Art.
1 cpv. 1, 2a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è
garantita protezione giuridica (art. 33 seg. LPT) e partecipazione democratica
(art. 4 LPT). Il PR disciplina l'uso ammissibile del suolo (art. 14 segg. LPT),
rendendo vincolante verso i privati detto ordinamento oltre che il contenuto
del PD (art. 21 cpv. 1 LPT). Compito fondamentale del PR è la delimitazione
delle zone edificabili, agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT).
Ai
sensi dell’art. 26 LALPT, un PR si compone di un rapporto di pianificazione, di
rappresentazioni grafiche, di norme di attuazione e di un programma di
realizzazione.
Le rappresentazioni
grafiche comprendono i piani del paesaggio, delle zone, del traffico, delle
attrezzature e costruzioni di interesse pubblico e il piano indicativo dei
servizi pubblici (art. _________ LALPT). In particolare esse fissano la rete
delle vie di comunicazione per i mezzi di trasporto pubblici e privati con la
precisazione delle linee di arretramento, le vie ciclabili e pedonali, i
sentieri e i posteggi pubblici (art. _________ cpv. 2 lett. p LALPT). Fissano
inoltre i vincoli speciali cui è assoggettata l’utilizzazione di taluni fondi,
in particolare per la protezione delle acque, la tutela del paesaggio, dei
contenuti naturalistici del paesaggio, degli edifici di pregio
storico-culturale o della vista panoramica (art. _________ cpv. 2 lett. h).
Possono infine prevedere i fondi la cui utilizzazione è subordinata a un piano
particolareggiato, a un piano di quartiere o ad un'operazione di ricomposizione
particellare (art. _________ cpv. 2 lett. c).
Tutti i vincoli in
contestazione dispongono pertanto di una base legale chiara ed esplicita.
E. 4 Piani di quartiere
E. 4.1 Il piano di quartiere
è un progetto planovolumetrico per un insieme di edifici, inteso a favorire la
promozione urbanistica quando sussiste un interesse generale derivante dalla
realizzazione degli obiettivi urbanistici qualitativi fissati dal piano
regolatore (art. __________cpv. 1 LALPT). Il PR stabilisce se l'allestimento
del piano di quartiere è obbligatorio o facoltativo. Esso fissa inoltre la
superficie minima dei fondi, i requisiti qualitativi minimi e i parametri
edilizi minimi e massimi. Il piano di quartiere segue la procedura di una
domanda di costruzione (art. __________ cpv. 2 e 3 LALPT).
Per prassi costante del
Tribunale federale una restrizione di diritto pubblico della proprietà è
compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art. 22ter Cost. solo
se si fonda su di una base legale (che deve essere chiara ed esplicita quando
la limitazione è particolarmente grave, DTF 114 Ia 117 consid. 3), è
giustificata da un interesse pubblico preponderante, rispetta il principio
della proporzionalità, non viola la garanzia della proprietà quale istituto e
dà luogo a piena indennità ove equivalga ad una espropriazione (DTF 10 febbraio
1992 in re Micheli, consid. 5b; DTF 115 Ia 29 consid. 4, 114 Ia 249 consid. 5a,
114 Ia 337 consid. 2, 113 Ia 364 consid. 2).
Nella presente fattispecie
occorre dunque analizzare se i vincoli previsti in località __________ e
_________ risultano sorretti da un eminente interesse pubblico e, in caso di
risposta affermativa, se la restrizione della proprietà è proporzionata al fine
perseguito. A tale proposito va sottolineato che in linea generale è pubblico
l'interesse che coinvolge la generalità dei cittadini o una sua frazione
significativa che compete al potere pubblico promuovere nell’esercizio delle
sue funzioni. V’è interesse pubblico a un provvedimento di pianificazione del
territorio quando la sua adozione corrisponde a un bisogno importante,
chiaramente avvertito dalla collettività (G. Müller, Commentaire de la Cost. féd.,
art. 22ter n. 34). Tale interesse deve prevalere sui contrapposti interessi
pubblici e privati in giuoco.
E. 4.2 Per rispondere al
quesito occorre analizzare più da vicino la situazione dei due comparti.
Dal piano delle zone del
Comune si evince che l'area gravata dal vincolo di piano di quartiere, situata
in località __________, costituisce una fascia di terreno lunga circa ml 250.00
e larga ml 40.00, confinante a nord con la strada Cantonale e a sud con la zona
agricola. Le porzioni di territorio situate a ovest e a est del comparto e al
di là della strada Cantonale, sono inserite in zona R4, rispettivamente R3b, e
risultano, salvo pochi fondi, completamente edificate e consolidate.
Il sopralluogo esperito da
questo Tribunale ha permesso di appurare che il comparto gravato dal vincolo
presenta, per la sua posizione di transizione fra la zona agricola a sud e la
strada cantonale e il comprensorio edificato a nord, e per il fatto di
costituire l'unica area di considerevoli dimensioni (ca. 10'000 mq) rimasta inedificata,
aspetti particolari che impongono di evitarne il sacrificio ad un'edificazione
disordinata, pretendendone invece un uso qualificante, basato su un ordinamento
che presenti un grado di definizione maggiore rispetto ai parametri ordinari
validi per la zona R4. Tale interesse si inserisce peraltro nell'obiettivo
generale di valorizzazione e di riqualifica del territorio comunale, obiettivo
che ispira tutta la revisione del PR.
Ammessa quindi la
sussistenza di un interesse pubblico a garantire uno sviluppo controllato del
comparto, rimane da esaminare se lo strumento scelto dal Comune sia idoneo al
conseguimento dello scopo e proporzionato.
Orbene, a mente di questo
Tribunale, la forma regolare dell'area colpita dal vincolo non comporta
difficoltà particolari nella ricerca di una soluzione spaziale e di un ordine
costruttivo qualificante. In quest'ottica il vincolo contestato appare
sproporzionato. Non va infatti dimenticato che l'obbligo di edificare in base a
un piano di quartiere costringe i proprietari da un lato a riunire i loro fondi
ed a proporre un progetto unitario, che si qualifichi dal profilo
architettonico e urbanistico rispetto agli altri edifici situati nella zona e
che faccia se del caso astrazione dai rapporti di proprietà, "rimodellando"
l'area, e dall'altro a rendersi promotori dell'intera operazione. Allo scopo di
garantire uno sviluppo controllato del comparto bastava quindi ricorrere a
strumenti pianificatori meno sofisticati e onerosi per i proprietari, quali ad
esempio l'imposizione di linee di costruzione verso la zona agricola,
l'emanazione di prescrizioni tipologiche e insediative particolari, la
fissazione nel piano dei percorsi interni. Su questo punto dunque il ricorso
merita di essere accolto. Gli atti vengono rinviati al Comune, affinché
riesamini l'assetto pianificatorio del comparto tramite l'elaborazione di una
variante.
E. 4.3 La situazione del
comparto _________ presenta invece altre caratteristiche: posto a ridosso del
nucleo tradizionale di _________, di cui rappresenta la porta d'accesso, e
confinante a sud con la zona PN di protezione della natura, esso costituisce,
per la sua posizione, un'area pregiata, importante e sensibile, che merita un
grado di specificazione dell'utilizzazione maggiore rispetto ai parametri
ordinari previsti per la zona R3b: il raccordo con il nucleo, il fronte verso
la zona di protezione della natura e il fronte nord a confine con la strada
costituiscono i punti più delicati del comparto, che può essere considerato
l'estensione "moderna" del nucleo.
Ammessa dunque la
sussistenza di un interesse pubblico a garantire un'edificazione dell'area
qualificata dal profilo architettonico e ordinata dal profilo urbanistico, va
tuttavia negato che il piano di quartiere previsto costituisca lo strumento
adatto per raggiungere lo scopo. E' vero che lo strumento del piano di
quartiere obbligatorio va usato quando occorre dare un assetto qualificato dal
profilo urbanistico e architettonico ad una determinata area. Tale strumento
mira però, nella stessa misura, a incentivare la creatività dei promotori,
lasciando loro l'iniziativa in merito alla concretizzazione dell'edificazione,
ed a soddisfare l'esigenza di maggior adattabilità, flessibilità e tempestività
alle necessità contingenti, permettendo l'elaborazione di soluzioni "ad
hoc". Come tale esso si presta quindi in modo particolare a disciplinare
aree situate in un contesto cittadino.
Diversa la situazione del
comparto all'esame, in cui prevale non tanto la necessità di lasciare un
adeguato margine di manovra ai proprietari dei fondi, garantendo l'elaborazione
di soluzioni consone alle esigenze del momento, bensì piuttosto, vista la sua
importanza, la necessità di predeterminare gli interventi ammissibili, in base
ad un ordine urbanistico definito, che fissi in particolare le soluzioni
relative ai punti più delicati e le tematiche insediative da sviluppare. Per
tutti questi motivi lo strumento scelto dal Comune non appare idoneo al
raggiungimento di una qualifica urbanistica dell'area. Anche in questo caso gli
atti vanno rinviati al Comune, affinché riesamini la situazione del comparto e
opti per una soluzione più consona al fine perseguito. In tale contesto potrà
entrare in linea di conto sia una combinazione fra vari strumenti
pianificatori, quale l'imposizione di linee di costruzione, la densificazione
delle norme che reggono la zona nel senso di garantire un'edificazione più
controllata e qualificata, il disciplinamento della contiguità, la fissazione
nel piano dei percorsi interni, ecc., sia l'elaborazione di un piano particolareggiato.
E. 4.4 In conclusione, va
riconosciuto che, nella fattispecie, i piani di quartiere previsti per il
comparto __________ e _________ non costituiscono uno strumento pianificatorio
valido e non potevano quindi venir approvati dal Consiglio di Stato. Non può
per contro venir accolta la richiesta del ricorrente tendente a mantenere la validità
delle facilitazioni concesse dall'art. 15 NAPR (maggiorazione dell'indice di
sfruttamento del 15% e concessione di altezze superiori), facilitazioni queste
che non possono venir estrapolate dal contesto dell'intera norma
d'applicazione, che va annullata insieme ai vincoli.
A questo proposito si
osserva che, impregiudicata la sussistenza di un sufficiente interesse
pubblico, al Comune resta riservata la facoltà di modificare il PR attraverso
una variante che preveda, nel comparto __________, l'esclusione
dall'edificazione di una superficie unitaria di almeno 2'500 mq e la sua
attribuzione alla contigua zona agricola. L'assegnazione di tale compito ai proprietari
dei fondi colpiti dal vincolo (cfr. art. 15 cpv. 2 lett. d NAPR) risulta
infatti crassamente lesiva del principio secondo cui la funzione fondamentale e
indelegabile del PR consiste nel dividere il territorio edificabile da quello
non edificabile (art. 14 LPT).
5. Fascia alberata
Nella risoluzione
impugnata il Consiglio di Stato ha ritenuto che il vincolo di servitù a favore
del Comune per la creazione di una fascia alberata lungo la strada Cantonale -
fascia che si estende sui due lati a partire dal fondo n° _________ RFD per una
lunghezza di ca. ml 500.00 - fosse sorretto da un eminente interesse pubblico e
non costituisse una misura sproporzionata per rapporto all'obiettivo di
riqualifica urbana e ambientale delle strade di più intensa circolazione,
obiettivo perseguito dal Comune con la revisione del PR (cfr. Rapporto di
pianificazione, p. 10 e 17).
A questo proposito giova
ricordare che, come descritto ai considerandi che precedono, salvo per il
comparto sottoposto a piano di quartiere, la strada Cantonale attraversa, nel
tratto dov'è prevista l'alberatura, un comprensorio ampiamente edificato e
consolidato. Dal profilo della sussistenza di un interesse pubblico, bisogna
ammettere che la creazione di un viale alberato come quello previsto, anche se
limitato nell'estensione a soli ml 500.00, sarebbe in grado di caratterizzare
in modo marcato il prospetto dell'asse stradale, qualificando nel contempo
l'area circostante.
La scelta operata dal
Comune non considera tuttavia in modo sufficiente le costruzioni che
costeggiano il settore in questione, costruzioni che per almeno la metà della
sua lunghezza, e in particolar modo all'inizio e alla fine, intralciano
marginalmente o in modo più marcato, l'esecuzione concreta dell'opera.
Peraltro, lo stesso rapporto di pianificazione segnala implicitamente le
difficoltà relative alla realizzazione del vincolo, osservando che l'ubicazione
delle piante dovrà tener conto degli accessi veicolari esistenti come pure di
altre particolari esigenze di sistemazione esterna e di recinzioni (cfr.
Rapporto di pianificazione, p. 17). Soluzione questa che difficilmente si
concilia con la regolarità spaziale necessaria ad un'alberatura. Visto poi il
carattere recente della sostanza edilizia presente nella zona, nemmeno si può
ipotizzare che la formazione del viale potrebbe avvenire nel tempo a dipendenza
della modifica della struttura edilizia esistente. Ne deriva che,
oggettivamente, il Comune di _________ potrebbe invocare un interesse pubblico
prevalente all'imposizione del vincolo soltanto qualora questo fosse
effettivamente idoneo a raggiungere lo scopo di riqualifica urbana ricercato,
ciò che in concreto per i motivi sopra esposti va negato.
6. Mapp. n° _________ RFD
In merito al vincolo che
grava il giardino al mapp. n° _________ RFD il ricorrente contesta l'esistenza
di valori ambientali o paesaggistici particolari suscettibili di fondare un
sufficiente interesse pubblico. L'autorità governativa ha invece ritenuto che
il Comune avesse rettamente individuato nel giardino uno spazio che concorre in
modo determinante a caratterizzare e valorizzare il tessuto edificato del
nucleo.
A mente di questo
Tribunale le considerazioni espresse dalle autorità inferiori meritano di
essere pienamente condivise: il giardino del ricorrente forma infatti,
unitamente a quello contiguo al mapp. n° __________RFD, anch'esso colpito dal
vincolo, un vasto spazio libero terrazzato che si affaccia sul fronte sud del
nucleo tradizionale di _________ al cospetto del parco di __________, da cui è
separato da un avvallamento. Tale spazio si distingue dalle altre proprietà che
concorrono a formare il fronte per la sua posizione avanzata. Orbene, a
prescindere dal fatto che il vincolo permette di rafforzare l'aspetto
qualitativo dell'alternanza fra spazi aperti e spazi costruiti, che già
caratterizza la struttura insediativa del nucleo di _________, appare fuori
dubbio che l'interesse a preservare a sud il fronte edificato del nucleo, e
quindi la peculiarità e la bellezza del luogo, giustifichi l'esigenza di
mantenere libero da costruzioni il giardino del signor _________-_________,
giardino che, unitamente a quello contiguo, concorre in modo determinante a
caratterizzare il fronte.
Ammessa dunque la
sussistenza di un interesse pubblico sufficiente deve ancora essere esaminato
il rispetto del principio della proporzionalità, segnatamente se il mezzo
adottato è il meno incisivo fra quelli possibili, è idoneo a conseguire lo
scopo di interesse pubblico prefisso e se sussiste un rapporto ragionevole tra
il risultato da raggiungere e le restrizioni della proprietà necessarie al suo
conseguimento (DTF _________ Ia 98, 113 Ia 137). Nel caso all'esame, oltre a
permettere, come detto, la salvaguardia della struttura di alternanza tra zone
edificate e zone libere del nucleo, la misura pianificatoria all'esame è
certamente atta a tutelare il fronte sud del nucleo. Questi scopi non
potrebbero essere raggiunti con limitazioni di altro genere. Alla luce di
quanto prescrive l'art. 34 NAPR per i nuclei tradizionali - norma che peraltro
non si differenzia in modo sostanziale dalla vecchia disciplina di zona (cfr. art.
32 NAPR, ora abrogato) -, la restrizione risulta in pratica confondersi con il
divieto di eseguire, verso il giardino, contenuti aumenti di volumetria in caso
di eventuali interventi costruttivi che consentono di migliorare le condizioni
di abitabilità dell'edificio (cfr. art. 34 cpv. 4 NAPR). Negli spazi liberi è
invece ammessa l'erezione di piccoli manufatti per il deposito di attrezzi da
giardino (art. 34 cpv. 8 NAPR). Ne risulta che l'uso del fondo al mapp. n°
__________ RFD non è precluso. In concreto non può quindi essere negata la
proporzionalità in senso stretto, ossia la sussistenza di un rapporto
ragionevole tra l’interesse pubblico a conseguire lo scopo e il sacrificio che
ne deriva al privato.
Ne
scende che il sacrificio imposto al proprietario non è sproporzionato rispetto
agli intendimenti perseguiti dall’autorità con la definizione del citato
vincolo.
7. Mapp. n° _________ RFD
Come già ricordato
nei fatti, nella decisione impugnata il Consiglio di Stato ha indicato al
Comune la necessità di rivedere il declassamento adottato per la fascia delle
zone residenziali a contatto con la strada cantonale, in quanto tale misura non
era idonea a permettere l'attuazione dei necessari risanamenti alle fonti ed
agli impianti origine delle immissioni e ad apportare i dovuti miglioramenti ai
contenuti sensibili al rumore posti all'interno della fascia (cfr. risoluzione
impugnata, p. 16). Orbene, poiché l'autorità di prima istanza non ha operato su
questo punto una modifica d'ufficio né tanto meno ha dato ordine al Comune di
procedere in tal senso, la censura del ricorrente risulta improponibile in
questa sede in quanto prematura. Essa potrà se del caso venir sollevata al
momento dell'elaborazione da parte del Comune della variante auspicata dal
Governo.
E. 8 In conclusione va riconosciuto che, nella fattispecie, i piani di quartiere previsti per i comparti _________ e __________ nonché il vincolo di alberatura lungo la strada Cantonale non costituiscono gli strumenti pianificatori idonei per raggiungere gli scopi di qualifica urbanistica perseguiti dal Comune e non potevano quindi venir approvati dal Consiglio di Stato senza incorrere in una violazione del diritto federale. Le spese, le tasse di giudizio nonché le ripetibili seguono la soccombenza. Poiché il Comune è intervenuto non a difesa di interessi patrimoniali ma nell'esercizio delle sue funzioni pubbliche va esente da spese e tassa di giudizio. Per questi motivi, visti gli articoli di legge applicabili alla fattispecie, dichiara e pronuncia
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Tessin Tribunale della pianificazione 12.10.1998 90.1998.5 Tessin Tribunale della pianificazione 12.10.1998 90.1998.5 Ticino Tribunale della pianificazione 12.10.1998 90.1998.5
Sentenza o decisione senza scheda
Incarto n. 90.98.00005 Lugano 12 ottobre 1998 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale della pianificazione del territorio composto dai giudici: Efrem Beretta, presidente, Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca vicecancelliera Matea Pessina visto il ricorso del 2 gennaio 1998 di _________ _________ _________, rappr. da: avv. __________ __________ __________, __________ __________ __________ __________, contro la risoluzione _________ novembre 1997 (n. __________) del Consiglio di Stato, che approva la revisione 1995 del PR di _________; viste le osservazioni 9 marzo 1998 del Consiglio di Stato e 3 marzo 1998 del Municipio di __________ (rappr. da: avv. __________ __________, __________) letti ed esaminati gli atti esperiti i necessari accertamenti r i t e n u t o, in fatto a) Il signor _________ - ________ è proprietario a _________ dei mapp. n° _________, _________ e _________ RFD, situati in località "_________", dei mapp. n° _________ e 7_________ RFD, situati in località _________, del mapp. n° _________ RFD, situato in località "_________", del mapp. n° _________ RFD, situato nel nucleo di _________, e del mapp. n° _________ RFD. b) In data 29 gennaio 1996 il Consiglio comunale di _________ ha approvato la revisione totale del PR. Il nuovo piano delle zone attribuisce i mapp. n° _________, _________ e _________ RFD alla zona R3b, i mapp. n° _________ e _________ RFD alla zona R4 e contempla per i comparti "_________" e _________, dove sono situati i fondi, l'obbligo di concepire l'edificazione secondo un piano di quartiere conformemente all'art. 15 NAPR; il giardino dell'edificio al mapp. n° _________ RFD è stato definito "spazio libero di valore ambientale". Il nuovo PR ha poi previsto lungo la strada cantonale che sale verso _________ la creazione di un viale alberato che si estende sui due lati a partire dal fondo n° _________ RFD per una lunghezza di ca. ml 500.00 e che include anche i mapp. n° _________ e 7_________ RFD. Sono stati infine attribuiti alle diverse zone i gradi di sensibilità al rumore; in quest'ambito il Comune ha provveduto a declassare secondo una determinata profondità le zone residenziali esposte alle immissioni provenienti dalla strada cantonale: al mapp. n° _________ RFD, attribuito sia alla zona R2 che alla zona R3b, è stato assegnato, a dipendenza dalla distanza dall'arteria, un grado di sensibilità II, rispettivamente III, al rumore. c) Contro detti vincoli il signor _________-_________ è insorto davanti al Consiglio di Stato, ritenendo anzitutto che l'obbligo di edificare secondo un piano di quartiere costituisse una limitazione gravissima e sproporzionata della proprietà, non sorretta da un sufficiente interesse generale; che il vincolo previsto per il giardino al mapp. n° _________ RFD fosse arbitrario, in quanto non sarebbero sussistiti particolari valori ambientali o paesaggistici da proteggere, ed infine che il vincolo di alberatura si rivelasse ingiustificato ed impossibile da realizzare, in quanto buona parte della fascia risultava già edificata. Egli chiedeva inoltre l'attribuzione del mapp. n° _________ RFD ad un unico regime di zona con l'assegnazione di un unico grado di sensibilità al rumore. Osservando come il vincolo relativo al comparto _________ servisse a controllare l'area di contatto con il nucleo tradizionale di _________ e come il vincolo relativo al comparto __________ fosse da ricondurre all'ampliamento della zona edificabile ed alla concessione di abbuoni, e quindi alla volontà di garantire un'edificazione controllata ed un compenso per la sottrazione di territorio agricolo, il Municipio di _________ si dichiarava disposto a stralciare l'obbligo di edificare secondo un piano di quartiere, a condizione che venisse ripristinato il vecchio regime di zona. Per quanto concerne le altre censure, l'Esecutivo comunale ne chiedeva l'integrale reiezione. d) Con ris. gov. __________novembre 1997, n° __________, il Consiglio di Stato ha approvato la revisione del PR, respingendo il ricorso in parola: ritenendo tutti i vincoli e gli azzonamenti sorretti da un sufficiente interesse pubblico, esso non ha tuttavia escluso per i comparti _________ e __________ la possibilità di prevedere un diverso assetto pianificatorio, da attuarsi tramite una variante. In merito all'attribuzione dei gradi di sensibilità al rumore, il Governo ha auspicato che il Comune rivedesse il declassamento adottato per la fascia delle zone residenziali a contatto con la strada cantonale mediante l'attribuzione di un grado di sensibilità II al rumore oppure mediante la modifica della destinazione d'uso (zona mista; cfr. p.to n° 5.2 del Riassunto delle modifiche scaturite, p.34). e) Dissentendo da tale decisione, il signor _________-_________ insorge ora davanti al TPT, chiedendo, oltre allo stralcio di tutti vincoli, il mantenimento dell'assegnazione dei fondi soggetti all'obbligo di piano di quartiere alla zona R3b e R4 unitamente agli abbuoni concessi dall'art. 15 NAPR. Preso atto delle argomentazioni addotte in merito al mapp. n° _________ RFD, egli si oppone tuttavia alla modifica del grado di sensibilità al rumore attribuito alla fascia a contatto con la strada, modifica che ne pregiudicherebbe l'edificabilità. f) Nelle loro osservazioni il Municipio di _________ e il Consiglio di Stato postulano la reiezione del gravame. g) In data 7 maggio 1998 è stato esperito il sopralluogo in contraddittorio, durante il quale le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande, rinunciando al dibattimento finale. c o n s i d e r a t o in diritto 1. La competenza di questo tribunale è data dall'art. 26 quater lett. D LOG, introdotto con la Legge concernente l'istituzione del Tribunale della pianificazione del territorio, entrata in vigore il 1. ottobre 1992. A norma dell’art. 38 LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale della pianificazione del territorio (TPT), entro 30 giorni dalla notificazione. L’art. 38 LALPT legittima a ricorrere il Comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi (cpv. 4 lett. b), i proprietari dei fondi la cui situazione è stata modificata dalla decisione del Consiglio di Stato (cpv. 4 lett. c). In concreto, la legittimazione attiva del signor _________-_________, già insorto in prima sede, per gli stessi motivi, giusta l’art. 35 LALPT, è pacifica (art. 38 cpv. 4 lett. b) LALPT). Presentato nei termini di legge, e quindi tempestivo, il ricorso è ricevibile in ordine. 2. II comune gode di autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del territorio (art. 1 LE 73, art. 24 LALPT; DTF inedita 21 novembre 1990 in re comune di Brissago). L’autonomia non è però assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b) LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo con l’autonomia riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv. 3 LPT : Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna. Il Consiglio di Stato non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo, sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione esige dal comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con l’ordinamento giuridico, il comune invocherà invano la lesione della sua autonomia (116 Ia 226 seg. consid. 2a; Alfred Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, in Rep. 1991, pag. 45 seg., in part. 55). 3. Giusta l'art. 22quater cpv. 1 della Costituzione federale (Cost.) i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento per assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e una razionale abitabilità del territorio. A livello legislativo l'obbligo di pianificare è codificato all'art. 2 LPT. Secondo quest'ultima legge la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice, pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione
- in Ticino detto PR - viene adottato, secondo le indicazioni del PD (art. 6 segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (Art. 1 cpv. 1, 2a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è garantita protezione giuridica (art. 33 seg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il PR disciplina l'uso ammissibile del suolo (art. 14 segg. LPT), rendendo vincolante verso i privati detto ordinamento oltre che il contenuto del PD (art. 21 cpv. 1 LPT). Compito fondamentale del PR è la delimitazione delle zone edificabili, agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Ai sensi dell’art. 26 LALPT, un PR si compone di un rapporto di pianificazione, di rappresentazioni grafiche, di norme di attuazione e di un programma di realizzazione. Le rappresentazioni grafiche comprendono i piani del paesaggio, delle zone, del traffico, delle attrezzature e costruzioni di interesse pubblico e il piano indicativo dei servizi pubblici (art. _________ LALPT). In particolare esse fissano la rete delle vie di comunicazione per i mezzi di trasporto pubblici e privati con la precisazione delle linee di arretramento, le vie ciclabili e pedonali, i sentieri e i posteggi pubblici (art. _________ cpv. 2 lett. p LALPT). Fissano inoltre i vincoli speciali cui è assoggettata l’utilizzazione di taluni fondi, in particolare per la protezione delle acque, la tutela del paesaggio, dei contenuti naturalistici del paesaggio, degli edifici di pregio storico-culturale o della vista panoramica (art. _________ cpv. 2 lett. h). Possono infine prevedere i fondi la cui utilizzazione è subordinata a un piano particolareggiato, a un piano di quartiere o ad un'operazione di ricomposizione particellare (art. _________ cpv. 2 lett. c). Tutti i vincoli in contestazione dispongono pertanto di una base legale chiara ed esplicita. 4. Piani di quartiere 4.1 Il piano di quartiere è un progetto planovolumetrico per un insieme di edifici, inteso a favorire la promozione urbanistica quando sussiste un interesse generale derivante dalla realizzazione degli obiettivi urbanistici qualitativi fissati dal piano regolatore (art. __________cpv. 1 LALPT). Il PR stabilisce se l'allestimento del piano di quartiere è obbligatorio o facoltativo. Esso fissa inoltre la superficie minima dei fondi, i requisiti qualitativi minimi e i parametri edilizi minimi e massimi. Il piano di quartiere segue la procedura di una domanda di costruzione (art. __________ cpv. 2 e 3 LALPT). Per prassi costante del Tribunale federale una restrizione di diritto pubblico della proprietà è compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art. 22ter Cost. solo se si fonda su di una base legale (che deve essere chiara ed esplicita quando la limitazione è particolarmente grave, DTF 114 Ia 117 consid. 3), è giustificata da un interesse pubblico preponderante, rispetta il principio della proporzionalità, non viola la garanzia della proprietà quale istituto e dà luogo a piena indennità ove equivalga ad una espropriazione (DTF 10 febbraio 1992 in re Micheli, consid. 5b; DTF 115 Ia 29 consid. 4, 114 Ia 249 consid. 5a, 114 Ia 337 consid. 2, 113 Ia 364 consid. 2). Nella presente fattispecie occorre dunque analizzare se i vincoli previsti in località __________ e _________ risultano sorretti da un eminente interesse pubblico e, in caso di risposta affermativa, se la restrizione della proprietà è proporzionata al fine perseguito. A tale proposito va sottolineato che in linea generale è pubblico l'interesse che coinvolge la generalità dei cittadini o una sua frazione significativa che compete al potere pubblico promuovere nell’esercizio delle sue funzioni. V’è interesse pubblico a un provvedimento di pianificazione del territorio quando la sua adozione corrisponde a un bisogno importante, chiaramente avvertito dalla collettività (G. Müller, Commentaire de la Cost. féd., art. 22ter n. 34). Tale interesse deve prevalere sui contrapposti interessi pubblici e privati in giuoco. 4.2 Per rispondere al quesito occorre analizzare più da vicino la situazione dei due comparti. Dal piano delle zone del Comune si evince che l'area gravata dal vincolo di piano di quartiere, situata in località __________, costituisce una fascia di terreno lunga circa ml 250.00 e larga ml 40.00, confinante a nord con la strada Cantonale e a sud con la zona agricola. Le porzioni di territorio situate a ovest e a est del comparto e al di là della strada Cantonale, sono inserite in zona R4, rispettivamente R3b, e risultano, salvo pochi fondi, completamente edificate e consolidate. Il sopralluogo esperito da questo Tribunale ha permesso di appurare che il comparto gravato dal vincolo presenta, per la sua posizione di transizione fra la zona agricola a sud e la strada cantonale e il comprensorio edificato a nord, e per il fatto di costituire l'unica area di considerevoli dimensioni (ca. 10'000 mq) rimasta inedificata, aspetti particolari che impongono di evitarne il sacrificio ad un'edificazione disordinata, pretendendone invece un uso qualificante, basato su un ordinamento che presenti un grado di definizione maggiore rispetto ai parametri ordinari validi per la zona R4. Tale interesse si inserisce peraltro nell'obiettivo generale di valorizzazione e di riqualifica del territorio comunale, obiettivo che ispira tutta la revisione del PR. Ammessa quindi la sussistenza di un interesse pubblico a garantire uno sviluppo controllato del comparto, rimane da esaminare se lo strumento scelto dal Comune sia idoneo al conseguimento dello scopo e proporzionato. Orbene, a mente di questo Tribunale, la forma regolare dell'area colpita dal vincolo non comporta difficoltà particolari nella ricerca di una soluzione spaziale e di un ordine costruttivo qualificante. In quest'ottica il vincolo contestato appare sproporzionato. Non va infatti dimenticato che l'obbligo di edificare in base a un piano di quartiere costringe i proprietari da un lato a riunire i loro fondi ed a proporre un progetto unitario, che si qualifichi dal profilo architettonico e urbanistico rispetto agli altri edifici situati nella zona e che faccia se del caso astrazione dai rapporti di proprietà, "rimodellando" l'area, e dall'altro a rendersi promotori dell'intera operazione. Allo scopo di garantire uno sviluppo controllato del comparto bastava quindi ricorrere a strumenti pianificatori meno sofisticati e onerosi per i proprietari, quali ad esempio l'imposizione di linee di costruzione verso la zona agricola, l'emanazione di prescrizioni tipologiche e insediative particolari, la fissazione nel piano dei percorsi interni. Su questo punto dunque il ricorso merita di essere accolto. Gli atti vengono rinviati al Comune, affinché riesamini l'assetto pianificatorio del comparto tramite l'elaborazione di una variante. 4.3 La situazione del comparto _________ presenta invece altre caratteristiche: posto a ridosso del nucleo tradizionale di _________, di cui rappresenta la porta d'accesso, e confinante a sud con la zona PN di protezione della natura, esso costituisce, per la sua posizione, un'area pregiata, importante e sensibile, che merita un grado di specificazione dell'utilizzazione maggiore rispetto ai parametri ordinari previsti per la zona R3b: il raccordo con il nucleo, il fronte verso la zona di protezione della natura e il fronte nord a confine con la strada costituiscono i punti più delicati del comparto, che può essere considerato l'estensione "moderna" del nucleo. Ammessa dunque la sussistenza di un interesse pubblico a garantire un'edificazione dell'area qualificata dal profilo architettonico e ordinata dal profilo urbanistico, va tuttavia negato che il piano di quartiere previsto costituisca lo strumento adatto per raggiungere lo scopo. E' vero che lo strumento del piano di quartiere obbligatorio va usato quando occorre dare un assetto qualificato dal profilo urbanistico e architettonico ad una determinata area. Tale strumento mira però, nella stessa misura, a incentivare la creatività dei promotori, lasciando loro l'iniziativa in merito alla concretizzazione dell'edificazione, ed a soddisfare l'esigenza di maggior adattabilità, flessibilità e tempestività alle necessità contingenti, permettendo l'elaborazione di soluzioni "ad hoc". Come tale esso si presta quindi in modo particolare a disciplinare aree situate in un contesto cittadino. Diversa la situazione del comparto all'esame, in cui prevale non tanto la necessità di lasciare un adeguato margine di manovra ai proprietari dei fondi, garantendo l'elaborazione di soluzioni consone alle esigenze del momento, bensì piuttosto, vista la sua importanza, la necessità di predeterminare gli interventi ammissibili, in base ad un ordine urbanistico definito, che fissi in particolare le soluzioni relative ai punti più delicati e le tematiche insediative da sviluppare. Per tutti questi motivi lo strumento scelto dal Comune non appare idoneo al raggiungimento di una qualifica urbanistica dell'area. Anche in questo caso gli atti vanno rinviati al Comune, affinché riesamini la situazione del comparto e opti per una soluzione più consona al fine perseguito. In tale contesto potrà entrare in linea di conto sia una combinazione fra vari strumenti pianificatori, quale l'imposizione di linee di costruzione, la densificazione delle norme che reggono la zona nel senso di garantire un'edificazione più controllata e qualificata, il disciplinamento della contiguità, la fissazione nel piano dei percorsi interni, ecc., sia l'elaborazione di un piano particolareggiato. 4.4 In conclusione, va riconosciuto che, nella fattispecie, i piani di quartiere previsti per il comparto __________ e _________ non costituiscono uno strumento pianificatorio valido e non potevano quindi venir approvati dal Consiglio di Stato. Non può per contro venir accolta la richiesta del ricorrente tendente a mantenere la validità delle facilitazioni concesse dall'art. 15 NAPR (maggiorazione dell'indice di sfruttamento del 15% e concessione di altezze superiori), facilitazioni queste che non possono venir estrapolate dal contesto dell'intera norma d'applicazione, che va annullata insieme ai vincoli. A questo proposito si osserva che, impregiudicata la sussistenza di un sufficiente interesse pubblico, al Comune resta riservata la facoltà di modificare il PR attraverso una variante che preveda, nel comparto __________, l'esclusione dall'edificazione di una superficie unitaria di almeno 2'500 mq e la sua attribuzione alla contigua zona agricola. L'assegnazione di tale compito ai proprietari dei fondi colpiti dal vincolo (cfr. art. 15 cpv. 2 lett. d NAPR) risulta infatti crassamente lesiva del principio secondo cui la funzione fondamentale e indelegabile del PR consiste nel dividere il territorio edificabile da quello non edificabile (art. 14 LPT).
5. Fascia alberata Nella risoluzione impugnata il Consiglio di Stato ha ritenuto che il vincolo di servitù a favore del Comune per la creazione di una fascia alberata lungo la strada Cantonale - fascia che si estende sui due lati a partire dal fondo n° _________ RFD per una lunghezza di ca. ml 500.00 - fosse sorretto da un eminente interesse pubblico e non costituisse una misura sproporzionata per rapporto all'obiettivo di riqualifica urbana e ambientale delle strade di più intensa circolazione, obiettivo perseguito dal Comune con la revisione del PR (cfr. Rapporto di pianificazione, p. 10 e 17). A questo proposito giova ricordare che, come descritto ai considerandi che precedono, salvo per il comparto sottoposto a piano di quartiere, la strada Cantonale attraversa, nel tratto dov'è prevista l'alberatura, un comprensorio ampiamente edificato e consolidato. Dal profilo della sussistenza di un interesse pubblico, bisogna ammettere che la creazione di un viale alberato come quello previsto, anche se limitato nell'estensione a soli ml 500.00, sarebbe in grado di caratterizzare in modo marcato il prospetto dell'asse stradale, qualificando nel contempo l'area circostante. La scelta operata dal Comune non considera tuttavia in modo sufficiente le costruzioni che costeggiano il settore in questione, costruzioni che per almeno la metà della sua lunghezza, e in particolar modo all'inizio e alla fine, intralciano marginalmente o in modo più marcato, l'esecuzione concreta dell'opera. Peraltro, lo stesso rapporto di pianificazione segnala implicitamente le difficoltà relative alla realizzazione del vincolo, osservando che l'ubicazione delle piante dovrà tener conto degli accessi veicolari esistenti come pure di altre particolari esigenze di sistemazione esterna e di recinzioni (cfr. Rapporto di pianificazione, p. 17). Soluzione questa che difficilmente si concilia con la regolarità spaziale necessaria ad un'alberatura. Visto poi il carattere recente della sostanza edilizia presente nella zona, nemmeno si può ipotizzare che la formazione del viale potrebbe avvenire nel tempo a dipendenza della modifica della struttura edilizia esistente. Ne deriva che, oggettivamente, il Comune di _________ potrebbe invocare un interesse pubblico prevalente all'imposizione del vincolo soltanto qualora questo fosse effettivamente idoneo a raggiungere lo scopo di riqualifica urbana ricercato, ciò che in concreto per i motivi sopra esposti va negato.
6. Mapp. n° _________ RFD In merito al vincolo che grava il giardino al mapp. n° _________ RFD il ricorrente contesta l'esistenza di valori ambientali o paesaggistici particolari suscettibili di fondare un sufficiente interesse pubblico. L'autorità governativa ha invece ritenuto che il Comune avesse rettamente individuato nel giardino uno spazio che concorre in modo determinante a caratterizzare e valorizzare il tessuto edificato del nucleo. A mente di questo Tribunale le considerazioni espresse dalle autorità inferiori meritano di essere pienamente condivise: il giardino del ricorrente forma infatti, unitamente a quello contiguo al mapp. n° __________RFD, anch'esso colpito dal vincolo, un vasto spazio libero terrazzato che si affaccia sul fronte sud del nucleo tradizionale di _________ al cospetto del parco di __________, da cui è separato da un avvallamento. Tale spazio si distingue dalle altre proprietà che concorrono a formare il fronte per la sua posizione avanzata. Orbene, a prescindere dal fatto che il vincolo permette di rafforzare l'aspetto qualitativo dell'alternanza fra spazi aperti e spazi costruiti, che già caratterizza la struttura insediativa del nucleo di _________, appare fuori dubbio che l'interesse a preservare a sud il fronte edificato del nucleo, e quindi la peculiarità e la bellezza del luogo, giustifichi l'esigenza di mantenere libero da costruzioni il giardino del signor _________-_________, giardino che, unitamente a quello contiguo, concorre in modo determinante a caratterizzare il fronte. Ammessa dunque la sussistenza di un interesse pubblico sufficiente deve ancora essere esaminato il rispetto del principio della proporzionalità, segnatamente se il mezzo adottato è il meno incisivo fra quelli possibili, è idoneo a conseguire lo scopo di interesse pubblico prefisso e se sussiste un rapporto ragionevole tra il risultato da raggiungere e le restrizioni della proprietà necessarie al suo conseguimento (DTF _________ Ia 98, 113 Ia 137). Nel caso all'esame, oltre a permettere, come detto, la salvaguardia della struttura di alternanza tra zone edificate e zone libere del nucleo, la misura pianificatoria all'esame è certamente atta a tutelare il fronte sud del nucleo. Questi scopi non potrebbero essere raggiunti con limitazioni di altro genere. Alla luce di quanto prescrive l'art. 34 NAPR per i nuclei tradizionali - norma che peraltro non si differenzia in modo sostanziale dalla vecchia disciplina di zona (cfr. art. 32 NAPR, ora abrogato) -, la restrizione risulta in pratica confondersi con il divieto di eseguire, verso il giardino, contenuti aumenti di volumetria in caso di eventuali interventi costruttivi che consentono di migliorare le condizioni di abitabilità dell'edificio (cfr. art. 34 cpv. 4 NAPR). Negli spazi liberi è invece ammessa l'erezione di piccoli manufatti per il deposito di attrezzi da giardino (art. 34 cpv. 8 NAPR). Ne risulta che l'uso del fondo al mapp. n° __________ RFD non è precluso. In concreto non può quindi essere negata la proporzionalità in senso stretto, ossia la sussistenza di un rapporto ragionevole tra l’interesse pubblico a conseguire lo scopo e il sacrificio che ne deriva al privato. Ne scende che il sacrificio imposto al proprietario non è sproporzionato rispetto agli intendimenti perseguiti dall’autorità con la definizione del citato vincolo.
7. Mapp. n° _________ RFD Come già ricordato nei fatti, nella decisione impugnata il Consiglio di Stato ha indicato al Comune la necessità di rivedere il declassamento adottato per la fascia delle zone residenziali a contatto con la strada cantonale, in quanto tale misura non era idonea a permettere l'attuazione dei necessari risanamenti alle fonti ed agli impianti origine delle immissioni e ad apportare i dovuti miglioramenti ai contenuti sensibili al rumore posti all'interno della fascia (cfr. risoluzione impugnata, p. 16). Orbene, poiché l'autorità di prima istanza non ha operato su questo punto una modifica d'ufficio né tanto meno ha dato ordine al Comune di procedere in tal senso, la censura del ricorrente risulta improponibile in questa sede in quanto prematura. Essa potrà se del caso venir sollevata al momento dell'elaborazione da parte del Comune della variante auspicata dal Governo. 8. In conclusione va riconosciuto che, nella fattispecie, i piani di quartiere previsti per i comparti _________ e __________ nonché il vincolo di alberatura lungo la strada Cantonale non costituiscono gli strumenti pianificatori idonei per raggiungere gli scopi di qualifica urbanistica perseguiti dal Comune e non potevano quindi venir approvati dal Consiglio di Stato senza incorrere in una violazione del diritto federale. Le spese, le tasse di giudizio nonché le ripetibili seguono la soccombenza. Poiché il Comune è intervenuto non a difesa di interessi patrimoniali ma nell'esercizio delle sue funzioni pubbliche va esente da spese e tassa di giudizio. Per questi motivi, visti gli articoli di legge applicabili alla fattispecie, dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è parzialmente accolto . 1.1 Di conseguenza la risoluzione impugnata viene annullata nella misura in cui approva l'obbligo di piano di quartiere per i comparti __________ e _________ e il vincolo di fascia alberata ai margini della strada Cantonale. 1.2 Gli atti vengono rinviati al Comune affinché proceda ai sensi dei considerandi. 2. Non si prelevano spese né tassa di giudizio. Il Comune di _________ rifonderà al ricorrente fr. 1000.-- (mille) a titolo di ripetibili. 3. Intimazione: - __________,
- Avv. __________ __________, __________, - Municipio di _________
- Consiglio di Stato, Bellinzona
- Sezione pianificazione urbanistica, Bellinzona Tribunale della pianificazione del territorio Il presidente Il segretario