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Sentenza o decisione senza scheda

Ticino · 1998-04-24 · Italiano TI
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Sentenza o decisione senza scheda

Erwägungen (4 Absätze)

E. 1 LPN (introdotto dal n. 1 della LF del 19 giugno 1987, in vigore dal 1. febbraio 1988) il Consiglio federale, sentiti i Cantoni, determina i biotopi d'importanza nazionale, ne stabilisce la situazione e indica gli scopi della protezione. Il secondo capoverso fa tassativo ordine ai Cantoni di disciplinare la protezione e la manutenzione dei biotopi d'importanza nazionale, di prendere tempestivamente gli opportuni provvedimenti e di badare alla loro esecuzione. Quanto ai biotopi d'importanza regionale e locale spetta ai cantoni, a norma dell'art. 18b cpv. 1 LPN (pure introdotto dalla LF del 19 giugno 1987) provvedere alla loro protezione e manutenzione. Si tratta secondo la giurisprudenza di un mandato imperativo (DTF 118 Ib 488, 117 Ib 243 ss, 116 Ib 203 ss; 114 Ib 268 ss). I biotopi non sono direttamente designati dall'art. 18 LPN; la loro protezione non deriva direttamente dal diritto federale (DTF 116 Ib 209 ss, consid. 5). La Confederazione - e, trattandosi di biotopi d'importanza regionale e locale, i Cantoni - devono anzitutto stabilire quali sono gli spazi vitali da proteggere. Ciò presuppone la ponderazione di tutti gli interessi, pubblici e privati, in gioco. 2.2. La natura e il paesaggio sono parimenti protetti dalla legge federale sulla pianificazione del territorio del 22 giugno 1979 (LPT), fondata sull'art. 22quater Cost. L'art. 3 cpv. 2 LPT proclama che il paesaggio dev'essere rispettato e che in particolare (lett. d) occorre conservare i siti naturali. Nell’ambito dei PR comunali l'art. 17 LPT prevede infatti l'istituzione di zone protette comprendenti tra l'altro “i biotopi per gli animali e vegetali degni di protezione” (cpv. 1 lett. d). Al posto delle zone protette il diritto cantonale può prevedere altre misure adatte (art. 17 cpv. 2 LPT). Anche l’art. 28 LALPT cpv. 2 dispone alla lett. f che le rappresentazioni grafiche dei PR abbiano in particolare a fissare “le zone di protezione dei beni naturalistici, paesaggistici e storico-culturali” e, alla lett. h, “i vincoli speciali cui è assoggettata l’utilizzazione di taluni fondi, in particolare per la protezione delle acque, la tutela del paesaggio, dei contenuti naturalistici del paesaggio, degli edifici di pregio storico-culturale o della vista panoramica”. E’ pero’ possibile (ed in taluni casi auspicabile) affidare la protezione della natura ad altri strumenti pianificatori : nella scelta delle misure i cantoni godono in effetti di un'ampia libertà (DTF 118 Ib 490) e possono far capo alle procedure di cui già dispongono (DTF 116 Ib 215). Occorre a questo punto ricordare che nel Canton Ticino sono tuttora in vigore il Decreto legislativo sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio (DLBN) del lontano 16 gennaio 1940 e il relativo regolamento di applicazione del 22 gennaio 1974. Le relative normative conferiscono al Consiglio di Stato la competenza di assicurare la tutela dei rispettivi beni. Ciò può avvenire direttamente con gli strumenti del PR comunale, oppure per iniziativa del Consiglio di Stato (art. 5 R appl. DLBN), tramite l’adozione di piani regolatori cantonali di protezione ai sensi degli art. 9-12 R appl. DLBN. Ed é precisamente su questa base che il Cantone ha deciso l’adozione del Piano regolatore cantonale di protezione della __________ di __________, istituendo le due zone di protezione della natura ZPN1 e ZPN2 e le relative norme di attuazione. 2.3. La __________ di __________ __________ di __________, oltre ad essere inserita nell’inventario dei siti di riproduzione degli anfibi di importanza nazionale, é stata iscritta quale oggetto n. 2512 nell’Inventario federale delle paludi di importanza nazionale e soggiace pertanto alle disposizioni dell ’Ordinanza sulle paludi (OPN), entrata in vigore il 1 ottobre 1994. Gli oggetti di cui all’inventario citato (art. 1 OPN) soddisfano le esigenze di particolare bellezza menzionate nell’art. 24sexies cpv. 5 Cost. fed.. La delimitazione di tali oggetti é stabilita dai Cantoni che prevedono fra l’altro zone cuscinetto sufficienti dal punto di vista ecologico (art. 3 OPN), adottano adeguati provvedimenti di protezione e di manutenzione (art. 5 cpv. 1 OPN) e vigilano in particolare a che i piani e le prescrizioni che regolano la modalità di utilizzazione del suolo, ai sensi della legislazione in materia di pianificazione del territorio, siano conformi all’Ordinanza stessa (art. 5 cpv.

E. 2 lett. a OPN).

Come detto l’adempimento

dei compiti assegnati dai citati disposti federali al Cantone é, nel caso

concreto, stato attuato per il tramite di un piano regolatore cantonale di

protezione ai sensi del R appl. DLBN. E non poteva essere altrimenti; si

ricorda infatti che il Consiglio comunale di Vezia, con decisione 28 agosto

1995, ha deciso di rinviare al mittente il progetto di Piano particolareggiato

della __________ elaborato dal Municipio, chiedendo al Cantone di provvedere

lui stesso a stabilire i limiti e le prescrizioni delle misure volte alla

protezione della __________. Va rilevato al proposito che lo strumento del PRCP

é già stato utilizzato con successo in diverse circostanze (si cita in

particolare la protezione dei laghetti di __________ e __________), e permette

all’autorità cantonale di intervenire direttamente e celermente nell’adozione

di misure di protezione a livello pianificatorio.

3.   Interesse pubblico -

proporzionalità

In via principale,

l’insorgente contesta l’attribuzione di parte del f.n. __________alla zona di

protezione della natura ZPN2, ritenendo che lo scopo di tutela della __________

può essere benissimo assicurato anche senza vincolare questa superficie.

Simili affermazioni si

scontrano tuttavia con le risultanze dei numerosi studi effettuati sul biotopo,

già citati nella precedenti sentenze del TPT 20 settembre 1993 (re Giani A.) e

8 novembre 1994 (re __________ e __________). In particolare lo studio

effettuato dallo Studio consulenze ambientali __________ negli anni 1993-94

(che é servito da base per l’elaborazione del PRCP e per l’iscrizione della

__________ nell’Inventario federale delle paludi) ha evidenziato l’importanza

della salvaguardia delle zone “cuscinetto” a contorno della zona umida vera e

propria, zone nelle quali va evitato il sorgere di nuove infrastrutture per il traffico

e di nuove edificazioni, allo scopo di non compromettere il delicato equilibrio

idrologico della zona e di evitare la distruzione della vegetazione ripuale

come pure l’aumento di immissioni di origine antropica di ogni genere.

Non fa dubbio, alla luce

di queste circostanze (che, per quanto possibile, sono state verificate in sede

di sopralluogo), che l’estensione della zona di protezione ZPN2 alla parte

orientale del f.n. __________ (già corretta dal CdS in parziale accoglimento

del ricorso in prima istanza) sia pienamente giustificata.

L’interesse pubblico a

proteggere la __________ e i suoi dintorni prevale senz’altro su quello privato

della proprietaria a poter liberamente disporre del proprio fondo e merita

tutela in questa sede. Né vi sono peraltro motivi per porne in dubbio la

proporzionalità : il provvedimento è idoneo a conseguire lo scopo, non si vede

quale altra misura meno incisiva potrebbe raggiungere lo stesso risultato e

infine tra scopo e mezzo per conseguirlo corre un rapporto ragionevole (zumutbar).

Si ricorda nuovamente come il CdS, in approvazione della domanda subordinata

dell’insorgente, abbia già proceduto a correggere il limite della zona di

protezione verso est; la superficie toccata dal vincolo rappresenta ora la

misura minima necessaria alla tutela dell’equilibrio ecologico della

__________.

E. 4 In seconda istanza,

l’insorgente lamenta una mancanza di precisione e chiarezza delle disposizioni

normative del PRCP in merito alle possibilità edificatorie a confine con la

zona ZPN. Queste mancanze renderebbero inaccettabile la decisione del CdS, che

pure accoglieva parzialmente i postulati del suo primo ricorso. Per questi

motivi essa chiede una serie di precisazioni da parte di questo Tribunale.

4.1.   Riordino fondiario

Nelle sue osservazioni al

ricorso il CdS afferma che, nella misura in cui vengono rispettate le

indicazioni e i disposti pianificatori del PRCP e i limiti posti dalla

legislazione federale e cantonale in materia, non vi sono ostacoli ad una

diversa parcellazione delle proprietà dell’insorgente. Su questo punto il

ricorso è pertanto privo di oggetto.

4.2.   Delimitazione di zona

Il CdS ha stabilito che la

delimitazione tra zona edificabile e zona ZPN2 corre al

piede del muro

di sostegno esistente sul mapp. n. 489, come richiesto dalla ricorrente. Quanto

alla misurazione delle altezze, giustamente l’autorità governativa ritiene che

la stessa dovrà essere effettuata in base alle norme previste dalla zona

specifica (nel caso la RU2), nonché della Legge edilizia cantonale (art. 40).

Anche su questo punto il ricorso diviene privo di oggetto.

4.3.   linea di arretramento /

corpi sporgenti.

L’insorgente chiede che il

limite esterno della ZPN2 a contatto con l’area edificabile sul f.n.

__________RFD venga considerato quale linea di arretramento, dalla quale

eventuali costruzioni non devono più mantenere le distanze legali. Chiede

inoltre la possibilità di erigere corpi sporgenti sulla ZPN2, della profondità

massima di 1,1 metri, così come disposto dall’art. 41 RALE.

Queste facoltà sono

espressamente riconosciute dal CdS (cfr. punto b) e d) delle osservazioni al

ricorso), dal momento che le norme di attuazione del PRCP non prescrivono

diversamente. Ora, questo Tribunale non ha motivi per distanziarsi da quanto

stabilito dal CdS; la possibilità di costruire a confine tra le zone RU2 e ZPN2

e di erigere dei corpi sporgenti (nel limite delle disposizioni della LE) é

pertanto ammessa.

4.4.   Computo della superficie

edificabile / area “verde”

La risposta del Consiglio

di Stato alla richiesta dell’insorgente è chiara e non necessita ulteriori

disquisizioni : il trasferimento delle quantità edificatorie include anche il

computo dell’area verde, fissata obbligatoriamente al 40% della superficie

totale di un fondo in zona RU2. In altre parole, la superficie del f.n.

__________può essere interamente conteggiata nel computo della superficie

edificabile netta (SEN) del f.n. __________. Anche quest’ultimo punto del

ricorso deve essere ritenuto privo di oggetto.

E. 5 Stante le considerazioni sviluppate ai paragrafi precedenti, il ricorso deve essere respinto in via principale, negando quindi l’attribuzione integrale del f.n. __________alla zona edificabile e confermando il limite della zona di protezione natura ZPN2 decretato dal PRCP. Le domande di precisazione enunciate in via subordinata sono invece evase ai sensi dei considerandi. Tassa di giudizio e spese seguono la soccombenza. Non si assegnano ripetibili. Per questi motivi, viste le normative alla fattispecie applicabili, dichiara e pronuncia

1.   Il ricorso é respinto .

2.   La ricorrente é condannata al pagamento delle tasse di giudizio e delle spese per complessivi fr. 500.-- (cinquecento).

3.   Intimazione:                  - Avv. __________. __________, __________, per                                                           l’insorgente

- Municipio di __________  - Consiglio di Stato, _________

- Sezione pianificazione urbanistica,                                                             __________ Tribunale della pianificazione del territorio Il presidente                                                           Il segretario

Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Tessin Tribunale della pianificazione 24.04.1998 90.1997.60 Tessin Tribunale della pianificazione 24.04.1998 90.1997.60 Ticino Tribunale della pianificazione 24.04.1998 90.1997.60

Sentenza o decisione senza scheda

Incarto n. 90.97.00060 Lugano 24 aprile 1998 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale della pianificazione del territorio composto dai giudici: Efrem Beretta, presidente, Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca vicecancelliere Tito Ponti visto il ricorso del 5 giugno 1997 di __________ __________, __________, rappr. da: avv. __________ __________, __________ __________, contro la decisione 30 aprile 1997 del Consiglio di Stato che approva il Piano regolatore cantonale di protezione (PRCP) della __________ di __________ __________ nel Comune di __________ vista la risposta 7 agosto 1997 del Consiglio di Stato, letti ed esaminati gli atti, esperiti i necessari accertamenti; r i t e n u t o in fatto a. __________ __________ é proprietaria delle confinanti part. n. __________ e __________RFD di __________; sul mappale __________0, situato in zona edificabile residenziale RU2, sorge l’abitazione dell’insorgente; il fondo n. __________, non costruito, è invece attribuito in parte alla zona edificabile e in parte alla zona di protezione natura ZPN2 della __________ di __________. __________o. b .   Il PR di Vezia é stato approvato dal CdS nel dicembre del 1989. Per poter procedere alla definizione di misure pianificatorie atte alla protezione del biotopo umido della __________ di __________ __________, il Municipio ha provveduto ad istituire una zona di pianificazione entrata in vigore il 9 settembre 1991 per la durata di due anni e la cui validità é stata prorogata dal Consiglio di Stato sino al 9 settembre 1995. c. Nel frattempo il Municipio di __________ ha proceduto all’elaborazione di un Piano particolareggiato della __________ di __________. __________, presentato al Dipartimento del territorio per esame preliminare in data 1 giugno 1995. Nella sua seduta del 28 agosto 1995 il legislativo di __________ ha però risolto di rinviare il progetto di PP al Municipio, demandando al Cantone il compito di provvedere all’adozione delle misure di protezione della __________. Quest’ultimo ha quindi deciso di presentare un piano regolatore cantonale di protezione (PRCP) fondato sulle disposizione del DLBN del 16 gennaio 1940 e del relativo Regolamento di applicazione (R appl. DLBN del 22.1.1974). Tale piano, che riprende in sostanza i contenuti del PP elaborato dal Municipio di __________, prevede in particolare l’attribuzione parziale (ca. 2/3 della superficie) della particella n.__________ RFD alla zona di protezione della natura ZPN2. d. Contro questa misura pianificatoria __________ __________ è insorta dinanzi al Consiglio di Stato. Essa ritiene in via principale che l’inclusione del suo fondo in zona di protezione natura non sia necessario alla tutela della __________; in via subordinata chiede una adeguamento del limite della ZPN2 a est del muro di sostegno esistente sul mapp.

n. __________. e. Con risoluzione governativa del 30 aprile 1997 il Consiglio di Stato ha approvato il PRCP della __________ di __________. Rispondendo alle censure ricorsuali, il CdS ritiene di poter accettare la domanda subordinata e dispone affinché la delimitazione della zona di protezione ZPN2 venga spostata a est del muro di sostegno sul f.n. __________RFD (cfr. Allegato 1 della risoluzione). f. Dissentendo da tale decisione, __________ __________ é insorta dinanzi al TPT, chiedendo una completazione del PRCP con una serie di norme edilizie più precise e chiare, inerenti in particolare alla ricomposizione parcellare, al travaso degli indici, alle linee di arretramento e alla possibilità di costruire in sporgenza. Qualora queste richieste non potessero essere soddisfatte, l’insorgente chiede l’annullamento del PRCP e l’attribuzione integrale del fondo alla zona edificabile RU2. g. Nelle sue osservazioni al ricorso il Consiglio di Stato, dopo aver precisato alcune disposizioni nel senso richiesto dall’insorgente, chiede la reiezione del gravame  ricordando il prevalente interesse pubblico della protezione di un raro biotopo come la __________ di __________. __________. h. In data 9 ottobre 1997 si é tenuta l’udienza in contraddittorio. All’occasione le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande. c o n s i d e r a t o in diritto 1. La competenza di questo tribunale è data dall'art. 8 cpv. 2 DLBN, in vigore dal 1 ottobre 1992, in virtù del quale contro le decisioni dell’ultima istanza amministrativa in materia di protezione delle bellezze naturali e del paesaggio é dato ricorso al TPT (cfr. sentenza TRAM 25.20.1992 in re Lepori D.). La potestà ricorsuale dell’insorgente é invece data dall’art. 10 cpv. 1 R appl. DLBN; quale proprietaria di fondi situati nel perimetro del PRCP o nelle sue immediate vicinanze dispone senz’altro di un interesse legittimo. Presentato nei termini statuiti dall’art. 38 cpv. 1 LALPT, il gravame é  pertanto ricevibile in ordine.

2.   protezione della natura

- base legale 2.1. La protezione della natura e del paesaggio è sancita a livello costituzionale dall'art. 24 sexies Cost che ne affida la competenza ai Cantoni, mentre fa carico alla Confederazione di rispettare nell'esecuzione dei suoi compiti le caratteristiche del paesaggio, l'aspetto degli abitati, i luoghi storici, come anche le rarità naturali e i monumenti culturali, con l'obbligo di conservarli intatti quando vi sia un interesse generale e preponderante. Il disposto costituzionale conferisce alla Confederazione la facoltà di legiferare sulla protezione della fauna e della flora. Direttamente protette dalla Costituzione sono unicamente, a seguito dell'iniziativa di __________, le paludi e le zone palustri di particolare bellezza e di importanza nazionale (protezione sancita anche dalla modifica 24.3.1995 degli art. 23 e 24 LPN, in vigore dal 1.1.1997). La protezione della natura e del paesaggio è specificamente disciplinata dalla  legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio del 1.7.1966, fondata sul citato art. 24sexies Cost. Giusta l'art. 18 cpv. 1 LPN "l'estinzione di specie animali e vegetali indigene dev'essere prevenuta mediante la conservazione di spazi vitali sufficienti (biotopi) e altri provvedimenti adeguati. Secondo il cpv. 1bis (introdotto dall'art. 66 no. 1 della L del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell'ambiente, in vigore dal 1.1.1985) devono essere segnatamente protetti le zone ripuali, le praterie a carice (= prati umidi) e le paludi, le fitocenosi forestali rare, le siepi, i boschetti in terreni aperti, i prati secchi e altri siti che nell'equilibrio naturale hanno una funzione compensatrice o presentano condizioni favorevoli alle biocenosi (risalto ns.)". Secondo l'art. 18a cpv. 1 LPN (introdotto dal n. 1 della LF del 19 giugno 1987, in vigore dal 1. febbraio 1988) il Consiglio federale, sentiti i Cantoni, determina i biotopi d'importanza nazionale, ne stabilisce la situazione e indica gli scopi della protezione. Il secondo capoverso fa tassativo ordine ai Cantoni di disciplinare la protezione e la manutenzione dei biotopi d'importanza nazionale, di prendere tempestivamente gli opportuni provvedimenti e di badare alla loro esecuzione. Quanto ai biotopi d'importanza regionale e locale spetta ai cantoni, a norma dell'art. 18b cpv. 1 LPN (pure introdotto dalla LF del 19 giugno 1987) provvedere alla loro protezione e manutenzione. Si tratta secondo la giurisprudenza di un mandato imperativo (DTF 118 Ib 488, 117 Ib 243 ss, 116 Ib 203 ss; 114 Ib 268 ss). I biotopi non sono direttamente designati dall'art. 18 LPN; la loro protezione non deriva direttamente dal diritto federale (DTF 116 Ib 209 ss, consid. 5). La Confederazione - e, trattandosi di biotopi d'importanza regionale e locale, i Cantoni - devono anzitutto stabilire quali sono gli spazi vitali da proteggere. Ciò presuppone la ponderazione di tutti gli interessi, pubblici e privati, in gioco. 2.2. La natura e il paesaggio sono parimenti protetti dalla legge federale sulla pianificazione del territorio del 22 giugno 1979 (LPT), fondata sull'art. 22quater Cost. L'art. 3 cpv. 2 LPT proclama che il paesaggio dev'essere rispettato e che in particolare (lett. d) occorre conservare i siti naturali. Nell’ambito dei PR comunali l'art. 17 LPT prevede infatti l'istituzione di zone protette comprendenti tra l'altro “i biotopi per gli animali e vegetali degni di protezione” (cpv. 1 lett. d). Al posto delle zone protette il diritto cantonale può prevedere altre misure adatte (art. 17 cpv. 2 LPT). Anche l’art. 28 LALPT cpv. 2 dispone alla lett. f che le rappresentazioni grafiche dei PR abbiano in particolare a fissare “le zone di protezione dei beni naturalistici, paesaggistici e storico-culturali” e, alla lett. h, “i vincoli speciali cui è assoggettata l’utilizzazione di taluni fondi, in particolare per la protezione delle acque, la tutela del paesaggio, dei contenuti naturalistici del paesaggio, degli edifici di pregio storico-culturale o della vista panoramica”. E’ pero’ possibile (ed in taluni casi auspicabile) affidare la protezione della natura ad altri strumenti pianificatori : nella scelta delle misure i cantoni godono in effetti di un'ampia libertà (DTF 118 Ib 490) e possono far capo alle procedure di cui già dispongono (DTF 116 Ib 215). Occorre a questo punto ricordare che nel Canton Ticino sono tuttora in vigore il Decreto legislativo sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio (DLBN) del lontano 16 gennaio 1940 e il relativo regolamento di applicazione del 22 gennaio 1974. Le relative normative conferiscono al Consiglio di Stato la competenza di assicurare la tutela dei rispettivi beni. Ciò può avvenire direttamente con gli strumenti del PR comunale, oppure per iniziativa del Consiglio di Stato (art. 5 R appl. DLBN), tramite l’adozione di piani regolatori cantonali di protezione ai sensi degli art. 9-12 R appl. DLBN. Ed é precisamente su questa base che il Cantone ha deciso l’adozione del Piano regolatore cantonale di protezione della __________ di __________, istituendo le due zone di protezione della natura ZPN1 e ZPN2 e le relative norme di attuazione. 2.3. La __________ di __________ __________ di __________, oltre ad essere inserita nell’inventario dei siti di riproduzione degli anfibi di importanza nazionale, é stata iscritta quale oggetto n. 2512 nell’Inventario federale delle paludi di importanza nazionale e soggiace pertanto alle disposizioni dell ’Ordinanza sulle paludi (OPN), entrata in vigore il 1 ottobre 1994. Gli oggetti di cui all’inventario citato (art. 1 OPN) soddisfano le esigenze di particolare bellezza menzionate nell’art. 24sexies cpv. 5 Cost. fed.. La delimitazione di tali oggetti é stabilita dai Cantoni che prevedono fra l’altro zone cuscinetto sufficienti dal punto di vista ecologico (art. 3 OPN), adottano adeguati provvedimenti di protezione e di manutenzione (art. 5 cpv. 1 OPN) e vigilano in particolare a che i piani e le prescrizioni che regolano la modalità di utilizzazione del suolo, ai sensi della legislazione in materia di pianificazione del territorio, siano conformi all’Ordinanza stessa (art. 5 cpv. 2 lett. a OPN). Come detto l’adempimento dei compiti assegnati dai citati disposti federali al Cantone é, nel caso concreto, stato attuato per il tramite di un piano regolatore cantonale di protezione ai sensi del R appl. DLBN. E non poteva essere altrimenti; si ricorda infatti che il Consiglio comunale di Vezia, con decisione 28 agosto 1995, ha deciso di rinviare al mittente il progetto di Piano particolareggiato della __________ elaborato dal Municipio, chiedendo al Cantone di provvedere lui stesso a stabilire i limiti e le prescrizioni delle misure volte alla protezione della __________. Va rilevato al proposito che lo strumento del PRCP é già stato utilizzato con successo in diverse circostanze (si cita in particolare la protezione dei laghetti di __________ e __________), e permette all’autorità cantonale di intervenire direttamente e celermente nell’adozione di misure di protezione a livello pianificatorio.

3.   Interesse pubblico - proporzionalità In via principale, l’insorgente contesta l’attribuzione di parte del f.n. __________alla zona di protezione della natura ZPN2, ritenendo che lo scopo di tutela della __________ può essere benissimo assicurato anche senza vincolare questa superficie. Simili affermazioni si scontrano tuttavia con le risultanze dei numerosi studi effettuati sul biotopo, già citati nella precedenti sentenze del TPT 20 settembre 1993 (re Giani A.) e 8 novembre 1994 (re __________ e __________). In particolare lo studio effettuato dallo Studio consulenze ambientali __________ negli anni 1993-94 (che é servito da base per l’elaborazione del PRCP e per l’iscrizione della __________ nell’Inventario federale delle paludi) ha evidenziato l’importanza della salvaguardia delle zone “cuscinetto” a contorno della zona umida vera e propria, zone nelle quali va evitato il sorgere di nuove infrastrutture per il traffico e di nuove edificazioni, allo scopo di non compromettere il delicato equilibrio idrologico della zona e di evitare la distruzione della vegetazione ripuale come pure l’aumento di immissioni di origine antropica di ogni genere. Non fa dubbio, alla luce di queste circostanze (che, per quanto possibile, sono state verificate in sede di sopralluogo), che l’estensione della zona di protezione ZPN2 alla parte orientale del f.n. __________ (già corretta dal CdS in parziale accoglimento del ricorso in prima istanza) sia pienamente giustificata. L’interesse pubblico a proteggere la __________ e i suoi dintorni prevale senz’altro su quello privato della proprietaria a poter liberamente disporre del proprio fondo e merita tutela in questa sede. Né vi sono peraltro motivi per porne in dubbio la proporzionalità : il provvedimento è idoneo a conseguire lo scopo, non si vede quale altra misura meno incisiva potrebbe raggiungere lo stesso risultato e infine tra scopo e mezzo per conseguirlo corre un rapporto ragionevole (zumutbar). Si ricorda nuovamente come il CdS, in approvazione della domanda subordinata dell’insorgente, abbia già proceduto a correggere il limite della zona di protezione verso est; la superficie toccata dal vincolo rappresenta ora la misura minima necessaria alla tutela dell’equilibrio ecologico della __________. 4. In seconda istanza, l’insorgente lamenta una mancanza di precisione e chiarezza delle disposizioni normative del PRCP in merito alle possibilità edificatorie a confine con la zona ZPN. Queste mancanze renderebbero inaccettabile la decisione del CdS, che pure accoglieva parzialmente i postulati del suo primo ricorso. Per questi motivi essa chiede una serie di precisazioni da parte di questo Tribunale. 4.1.   Riordino fondiario Nelle sue osservazioni al ricorso il CdS afferma che, nella misura in cui vengono rispettate le indicazioni e i disposti pianificatori del PRCP e i limiti posti dalla legislazione federale e cantonale in materia, non vi sono ostacoli ad una diversa parcellazione delle proprietà dell’insorgente. Su questo punto il ricorso è pertanto privo di oggetto. 4.2.   Delimitazione di zona Il CdS ha stabilito che la delimitazione tra zona edificabile e zona ZPN2 corre al piede del muro di sostegno esistente sul mapp. n. 489, come richiesto dalla ricorrente. Quanto alla misurazione delle altezze, giustamente l’autorità governativa ritiene che la stessa dovrà essere effettuata in base alle norme previste dalla zona specifica (nel caso la RU2), nonché della Legge edilizia cantonale (art. 40). Anche su questo punto il ricorso diviene privo di oggetto. 4.3.   linea di arretramento / corpi sporgenti. L’insorgente chiede che il limite esterno della ZPN2 a contatto con l’area edificabile sul f.n. __________RFD venga considerato quale linea di arretramento, dalla quale eventuali costruzioni non devono più mantenere le distanze legali. Chiede inoltre la possibilità di erigere corpi sporgenti sulla ZPN2, della profondità massima di 1,1 metri, così come disposto dall’art. 41 RALE. Queste facoltà sono espressamente riconosciute dal CdS (cfr. punto b) e d) delle osservazioni al ricorso), dal momento che le norme di attuazione del PRCP non prescrivono diversamente. Ora, questo Tribunale non ha motivi per distanziarsi da quanto stabilito dal CdS; la possibilità di costruire a confine tra le zone RU2 e ZPN2 e di erigere dei corpi sporgenti (nel limite delle disposizioni della LE) é pertanto ammessa. 4.4.   Computo della superficie edificabile / area “verde” La risposta del Consiglio di Stato alla richiesta dell’insorgente è chiara e non necessita ulteriori disquisizioni : il trasferimento delle quantità edificatorie include anche il computo dell’area verde, fissata obbligatoriamente al 40% della superficie totale di un fondo in zona RU2. In altre parole, la superficie del f.n. __________può essere interamente conteggiata nel computo della superficie edificabile netta (SEN) del f.n. __________. Anche quest’ultimo punto del ricorso deve essere ritenuto privo di oggetto. 5. Stante le considerazioni sviluppate ai paragrafi precedenti, il ricorso deve essere respinto in via principale, negando quindi l’attribuzione integrale del f.n. __________alla zona edificabile e confermando il limite della zona di protezione natura ZPN2 decretato dal PRCP. Le domande di precisazione enunciate in via subordinata sono invece evase ai sensi dei considerandi. Tassa di giudizio e spese seguono la soccombenza. Non si assegnano ripetibili. Per questi motivi, viste le normative alla fattispecie applicabili, dichiara e pronuncia

1.   Il ricorso é respinto .

2.   La ricorrente é condannata al pagamento delle tasse di giudizio e delle spese per complessivi fr. 500.-- (cinquecento).

3.   Intimazione:                  - Avv. __________. __________, __________, per                                                           l’insorgente

- Municipio di __________  - Consiglio di Stato, _________

- Sezione pianificazione urbanistica,                                                             __________ Tribunale della pianificazione del territorio Il presidente                                                           Il segretario