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Sentenza o decisione senza scheda

Ticino · 1995-05-15 · Italiano TI
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Sentenza o decisione senza scheda

Erwägungen (7 Absätze)

E. 1 La competenza del Tribunale è data dagli articoli 26quater lett. D LOG e 38 LALPT. Il ricorso, inoltrato nel termine di 30 giorni di cui all'art. 38 cpv. 1                                     LALPT, è tempestivo e la ricorrente legittimata a ricorrere giusta                                          l'art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT. Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.

E. 2 Il

comune gode di autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale

non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione

del comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44).

Il comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione

del territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).

L’autonomia

non è però assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b      LPT il diritto

cantonale deve garantire il riesame completo del                                     PR

da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone Ticino l’autorità                                      competente

è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di Stato,                              che

decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo.            Ciò

significa controllo non solo della legittimità ma pure        dell’opportunità

delle scelte pianificatorie comunali. A                                          contemperare

l’estensione di tale controllo con l’autonomia          riconosciuta al comune

interviene il principio dell’art. 2 cpv. 3 LPT: le autorità incaricate di

compiti pianificatori badano di                                          lasciare

alle autorità loro subordinate il margine      d’apprezzamento necessario per

adempiere i loro compiti. Il                                   Consiglio di

Stato non può, dunque, semplicemente sostituire il                                       proprio

apprezzamento a quello del comune, ma deve       rispettarne il diritto di

scegliere tra più soluzioni adeguate quella        ritenuta più opportuna. Non

può però limitarsi a intervenire nei                                   soli

casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo o sia

manifestamente insostenibile. Deve al contrario                                       rifiutare

l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i                                 principi

e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o                       non

danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di          approvazione esige

dal comune, per motivi oggettivi, di porre il              PR in consonanza con

l’ordinamento giuridico, questi invocherà                        invano la

lesione della sua autonomia (DTF 116 Ia 226 segg.       consid. 2a; A. Kuttler,

Zum Schutz der Gemeindeautonomie in                                        der neueren

bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991,                               pag.

45 segg., in part. 55).

Il TPT non dispone, contrariamente

al Consiglio di Stato, del        sindacato d’opportunità (tranne in

applicazione dell’art. 33 cpv.    3 lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una

modifica d’ufficio                               del PR). Il ricorso è infatti

proponibile solo contro la violazione     del diritto (in particolare contro

l'errata o mancata applicazione                        di una norma stabilita

dalla legge o risultante implicitamente da essa, l'apprezzamento giuridico

erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere, la violazione di una norma

essenziale di                      procedura)e contro l’accertamento inesatto o

incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3 LALPT).

E. 3 Giusta l'art. 22quater cpv. 1 della Costituzione federale (Cost.) i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento per assicu­rare una funzionale utilizzazione del suolo e una razionale abitabilità del territorio. A livello legislativo l'obbligo di pianificare è codificato all'art. 2 LPT. Secondo quest'ultima legge la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice, pianifi­cazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - nel nostro Cantone detto piano regolatore (PR) - viene adottato, secondo le indicazioni del piano direttore (art. 6 segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (Art. 1 cpv. 1 2a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è garantita protezione giuridica (art. 33 seg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il PR disciplina l'uso ammissibile del suolo (art. 14 segg. LPT): rende vincolante verso i privati detto ordina­mento oltre che il contenuto del Piano direttore (art. 21 cpv. 1 LPT).

E. 4 Giusta l'art. 15 LPT le zone edificabili comprendono i terreni idonei all'edificazione già edificati in larga misura o prevedibil­mente necessari all'edificazione e urbanizzati entro quindi­ci anni. Ciò significa che non tutti i terreni potenzialmen­te edificabili possono essere attri­buiti a tale zona. Secondo la giurisprudenza, nemmeno l'urbanizzazione adeguata di un fondo ne giustifi­ca l'inserimento in una zona edificabile (DTF 113 Ia 366 consid. 2b con i richiami): determinante a tal fine è la situazione pianificatoria globale. Pure il fatto che un fondo confini con la zona edificabile non è un motivo sufficiente affinché il proprieta­rio possa esigere la sua inclusione nella medesima (DTF 107 Ia 243). Per prassi costante sussiste inoltre un interesse generale a impedire, rispettivamente a ridurre, la formazione di zone edificabili troppo vaste (DTF 107 Ia 242 consid. 3a, 107 Ib 335 consid. 2b), che sarebbero inopportune e in contrasto con la legge (DTF 2 febbraio 1982 in: ZBl. 83/1982, pag. 353 consid. 3c; DTF 111 Ia 22).

E. 5 La ricorrente chiede l'inserimento del suo fondo in zona edificabile. Il dimensionamento di tale zona nel PR di __________ è il seguente (risoluzione impugnata, p. 12): "a) La situazione demografica attuale secondo l'ASCT (91) è la seguente: Abitanti 944 Posti turismo                               586 Posti lavoro                                 203 Totale unità insediative          1'733

b) La contenibilità teorica del PR all'esame è così valutata: Abitanti 1'977 Posti turismo                               832 Posti lavoro                                  241 Totale unità insediative         3'050 Dai dati suddetti si rileva che esiste la possibilità teorica dal                                                     raddoppio delle unità insediative, in particolare di quelle                                                                residenziali. Basta pensare al potenziale in territorio ad esempio                                                   la vasta area (47'787 mq) soggetta a piano particolareggiato,                                                 oggi pressoché non edificata e sfruttabile con un indice dello                                          0,55." L’attuale zona edificabile di PR è pertanto sufficientemente estesa. Soddisfa più che abbondantemente i bisogni in terreno edificabile di quello che sarà il probabile e ragionevole sviluppo del comune di Origlio (art. 15 lett. b LPT). Ciò a maggior ragione se si considera che il PR abbonda di  zone edificabili con indici di sfruttamento modesti. Tanto basta per giustificare l’esclusione del terreno __________ dalla zona edificabile (STPT 28 gennaio 1994 in re __________ consid. 9 e STPT 23 dicembre 1993 in re __________ consid. 6). Comunque, anche facendo astrazione di questo principio cardine della LPT, la domanda ricorsuale principale dovrebbe essere respinta siccome nulla ne giustifica l’accoglimento: la particella RFD __________non confina nemmeno con le zone edificabili di PR. La vegetazione che in gran parte la ricopre (tipica di una zona umida, verosimilmente di una torbiera), la sua adiacenza a uno degli immissari del lago di __________, immissario che la divide da una torbiera attribuita dal PR a zona di protezione della natura, ne giustificherebbe semmai l’attribuzione a quest’ultima zona. A maggior ragione il tribunale deve confermare l’esclusione del mappale dalla zona edificabile.

E. 7 Tasse e spese di giudizio seguono la soccombenza. Per questi motivi, viste le normative alla fattispecie applicabili, in particolare l’art. 15 LPT, e 28 Pamm, 38 LALPT dichiara e pronuncia

E. 38 cpv. 4 lett. b LALPT.

Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.

L’autonomia non è però assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b      LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del                                     PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone Ticino l’autorità                                      competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di Stato,                              che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo.            Ciò significa controllo non solo della legittimità ma pure        dell’opportunità delle scelte pianificatorie comunali. A                                          contemperare l’estensione di tale controllo con l’autonomia          riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv. 3 LPT: le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di                                          lasciare alle autorità loro subordinate il margine      d’apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti. Il                                   Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire il                                       proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve       rispettarne il diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella        ritenuta più opportuna. Non può però limitarsi a intervenire nei                                   soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo o sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario                                       rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i                                 principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o                       non danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di          approvazione esige dal comune, per motivi oggettivi, di porre il              PR in consonanza con l’ordinamento giuridico, questi invocherà                        invano la lesione della sua autonomia (DTF 116 Ia 226 segg.       consid. 2a; A. Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in                                        der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991,                               pag. 45 segg., in part. 55).

Il TPT non dispone, contrariamente al Consiglio di Stato, del        sindacato d’opportunità (tranne in applicazione dell’art. 33 cpv.    3 lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una modifica d’ufficio                               del PR). Il ricorso è infatti proponibile solo contro la violazione     del diritto (in particolare contro l'errata o mancata applicazione                        di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa, l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere, la violazione di una norma essenziale di                      procedura)e contro l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3 LALPT).

"a) La situazione demografica attuale secondo l'ASCT (91) è

la seguente:

Abitanti 944

Posti turismo                               586

Posti lavoro                                 203

Totale unità insediative          1'733

b) La contenibilità teorica del PR all'esame è così valutata:

Abitanti 1'977

Posti turismo                               832

Posti lavoro                                  241

Totale unità insediative         3'050

Dai dati suddetti si rileva che esiste la possibilità teorica dal                                                     raddoppio delle unità insediative, in particolare di quelle                                                                residenziali. Basta pensare al potenziale in territorio ad esempio                                                   la vasta area (47'787 mq) soggetta a piano particolareggiato,                                                 oggi pressoché non edificata e sfruttabile con un indice dello                                          0,55."

Per questi motivi,

viste le normative alla fattispecie applicabili, in particolare l’art. 15 LPT, e 28 Pamm, 38 LALPT

dichiara e pronuncia

Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                           Il segretario

Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Tessin Tribunale della pianificazione 02.05.1995 90.1994.193 Tessin Tribunale della pianificazione 02.05.1995 90.1994.193 Ticino Tribunale della pianificazione 02.05.1995 90.1994.193

Sentenza o decisione senza scheda

Incarto n. 90.94.00193 Lugano 15 maggio 1995 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale della pianificazione del territorio composto dai giudici: Efrem Beretta, presidente, Lorenzo Anastasi, Raffaello Balerna segretario Fiorenzo Gianinazzi visto il ricorso del 22 febbraio 1993 di __________ __________, ____________________, rappr. da: __________ __________, ____________________, contro la risoluzione del Consiglio di Stato n. __________del 13 gennaio 1993 relativa all'approvazione del PR di __________; viste le osservazioni del comune e la risposta governativa, letti ed esaminati gli atti, esperiti i necessari accertamenti, r i t e n u t o in fatto a. La signora __________ è proprietaria della particella nr. __________RFD di __________. Con l'adozione del PR il sedime, di complessivi 1176 mq, è stato attribuito alla zona senza destinazione specifica. b. Avverso detto azzonamento la signora __________ era insorta                                                 innanzi al Consiglio di Stato. Nel suo gravame chiedeva                                                        l'inserimento del terreno in zona edificabile a motivo del                                                         carattere edificato del comprensorio e urbanizzato della sua                                            particel­la, nonché in virtù dell'azzonamento di quelle adiacenti. c. Con l'impugnata risoluzione il Consiglio di Stato ha appro­vato il PR e respinto l'impugnativa. d. Con allegato ricorsuale 22 febbraio 1993 __________ __________, riconfermandosi in sostanza nelle allegazioni fattuali e giuridiche presentate col ricorso di primo grado, chiede l'inserimento del suo terreno in zona edificabile. e. Comune e Consiglio di Stato chiedono la reiezione dell'impugnativa. f. In data 23 febbraio 1994 è stato esperito un sopralluogo in contraddittorio. In questa sede si è constatato che "il terreno consta di una parte bassa confinante con il sentiero comunale che costeggia l'emissario del lago a confine con la parte protetta. Quella parte del terreno è coperta da un canneto. Il terreno si rialza poi verso la strada cantonale portandosi sullo stesso livello della stessa. A Nord-Ovest in continuazione del dosso sorge una casa unifamigliare inserita in zona di mantenimento. Dal lato opposto la particella confina con il posteggio pubblico creato tre o quattro anni fa." c o n s i d e r a t o in diritto 1. La competenza del Tribunale è data dagli articoli 26quater lett. D LOG e 38 LALPT. Il ricorso, inoltrato nel termine di 30 giorni di cui all'art. 38 cpv. 1                                     LALPT, è tempestivo e la ricorrente legittimata a ricorrere giusta                                          l'art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT. Il ricorso è dunque ricevibile in ordine. 2. Il comune gode di autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti). L’autonomia non è però assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b      LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del                                     PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone Ticino l’autorità                                      competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di Stato,                              che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo.            Ciò significa controllo non solo della legittimità ma pure        dell’opportunità delle scelte pianificatorie comunali. A                                          contemperare l’estensione di tale controllo con l’autonomia          riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv. 3 LPT: le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di                                          lasciare alle autorità loro subordinate il margine      d’apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti. Il                                   Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire il                                       proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve       rispettarne il diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella        ritenuta più opportuna. Non può però limitarsi a intervenire nei                                   soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo o sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario                                       rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i                                 principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o                       non danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di          approvazione esige dal comune, per motivi oggettivi, di porre il              PR in consonanza con l’ordinamento giuridico, questi invocherà                        invano la lesione della sua autonomia (DTF 116 Ia 226 segg.       consid. 2a; A. Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in                                        der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991,                               pag. 45 segg., in part. 55). Il TPT non dispone, contrariamente al Consiglio di Stato, del        sindacato d’opportunità (tranne in applicazione dell’art. 33 cpv.    3 lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una modifica d’ufficio                               del PR). Il ricorso è infatti proponibile solo contro la violazione     del diritto (in particolare contro l'errata o mancata applicazione                        di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa, l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere, la violazione di una norma essenziale di                      procedura)e contro l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3 LALPT). 3. Giusta l'art. 22quater cpv. 1 della Costituzione federale (Cost.) i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento per assicu­rare una funzionale utilizzazione del suolo e una razionale abitabilità del territorio. A livello legislativo l'obbligo di pianificare è codificato all'art. 2 LPT. Secondo quest'ultima legge la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice, pianifi­cazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - nel nostro Cantone detto piano regolatore (PR) - viene adottato, secondo le indicazioni del piano direttore (art. 6 segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (Art. 1 cpv. 1 2a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è garantita protezione giuridica (art. 33 seg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il PR disciplina l'uso ammissibile del suolo (art. 14 segg. LPT): rende vincolante verso i privati detto ordina­mento oltre che il contenuto del Piano direttore (art. 21 cpv. 1 LPT). 4. Giusta l'art. 15 LPT le zone edificabili comprendono i terreni idonei all'edificazione già edificati in larga misura o prevedibil­mente necessari all'edificazione e urbanizzati entro quindi­ci anni. Ciò significa che non tutti i terreni potenzialmen­te edificabili possono essere attri­buiti a tale zona. Secondo la giurisprudenza, nemmeno l'urbanizzazione adeguata di un fondo ne giustifi­ca l'inserimento in una zona edificabile (DTF 113 Ia 366 consid. 2b con i richiami): determinante a tal fine è la situazione pianificatoria globale. Pure il fatto che un fondo confini con la zona edificabile non è un motivo sufficiente affinché il proprieta­rio possa esigere la sua inclusione nella medesima (DTF 107 Ia 243). Per prassi costante sussiste inoltre un interesse generale a impedire, rispettivamente a ridurre, la formazione di zone edificabili troppo vaste (DTF 107 Ia 242 consid. 3a, 107 Ib 335 consid. 2b), che sarebbero inopportune e in contrasto con la legge (DTF 2 febbraio 1982 in: ZBl. 83/1982, pag. 353 consid. 3c; DTF 111 Ia 22). 5. La ricorrente chiede l'inserimento del suo fondo in zona edificabile. Il dimensionamento di tale zona nel PR di __________ è il seguente (risoluzione impugnata, p. 12): "a) La situazione demografica attuale secondo l'ASCT (91) è la seguente: Abitanti 944 Posti turismo                               586 Posti lavoro                                 203 Totale unità insediative          1'733

b) La contenibilità teorica del PR all'esame è così valutata: Abitanti 1'977 Posti turismo                               832 Posti lavoro                                  241 Totale unità insediative         3'050 Dai dati suddetti si rileva che esiste la possibilità teorica dal                                                     raddoppio delle unità insediative, in particolare di quelle                                                                residenziali. Basta pensare al potenziale in territorio ad esempio                                                   la vasta area (47'787 mq) soggetta a piano particolareggiato,                                                 oggi pressoché non edificata e sfruttabile con un indice dello                                          0,55." L’attuale zona edificabile di PR è pertanto sufficientemente estesa. Soddisfa più che abbondantemente i bisogni in terreno edificabile di quello che sarà il probabile e ragionevole sviluppo del comune di Origlio (art. 15 lett. b LPT). Ciò a maggior ragione se si considera che il PR abbonda di  zone edificabili con indici di sfruttamento modesti. Tanto basta per giustificare l’esclusione del terreno __________ dalla zona edificabile (STPT 28 gennaio 1994 in re __________ consid. 9 e STPT 23 dicembre 1993 in re __________ consid. 6). Comunque, anche facendo astrazione di questo principio cardine della LPT, la domanda ricorsuale principale dovrebbe essere respinta siccome nulla ne giustifica l’accoglimento: la particella RFD __________non confina nemmeno con le zone edificabili di PR. La vegetazione che in gran parte la ricopre (tipica di una zona umida, verosimilmente di una torbiera), la sua adiacenza a uno degli immissari del lago di __________, immissario che la divide da una torbiera attribuita dal PR a zona di protezione della natura, ne giustificherebbe semmai l’attribuzione a quest’ultima zona. A maggior ragione il tribunale deve confermare l’esclusione del mappale dalla zona edificabile. 7. Tasse e spese di giudizio seguono la soccombenza. Per questi motivi, viste le normative alla fattispecie applicabili, in particolare l’art. 15 LPT, e 28 Pamm, 38 LALPT dichiara e pronuncia

1.   Il ricorso é respinto

2.   Le tasse di giustizia e le spese per complessivi fr. fr. 800.-- sono poste a carico della ricorrente.

3.   Intimazione:                  - __________

- Municipio di __________

- Consiglio di Stato, Bellinzona

- Sezione pianificazione urbanistica,                                                             Bellinzona Tribunale della pianificazione del territorio Il presidente                                                           Il segretario