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9.2022.70

Trasferimento all'estero di un minore, incompetenza delle autorità svizzere

Ticino · 2022-08-22 · Italiano TI
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Erwägungen (7 Absätze)

E. 1 Le decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti minorenni sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di appello, nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione agli art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto [LPMA]; art. 48 lett. f n. 7 LOG). Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa (art. 99 LPAmm; cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente la modifica della LTut, pag. 8) e, in via ancora più sussidiaria, alle disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).

E. 2 Prima di entrare nel merito delle censure della reclamante nei confronti della decisione impugnata è imprescindibile chinarsi sulla questione della competenza a statuire di questo giudice, questione che deve essere oggetto d’esame d’ufficio ad ogni stadio del procedimento.

E. 2.1 Ai sensi dell’art. 85 cpv. 1 della Legge sul diritto internazionale privato (LDIP), la competenza dei tribunali o delle autorità svizzeri, il diritto applicabile, il riconoscimento e l'esecuzione di decisioni o provvedimenti stranieri in materia di protezione dei minori sono regolati dalla Convenzione dell'Aia del 19 ottobre 1996 sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori (Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori; RS 0.211.231.011). Ai sensi dell’art.

E. 2.2 Nel caso in esame, il trasferimento di PI 1 in __________ è avvenuto il 14 agosto 2020, senza l’accordo della madre e ancor prima che il padre presentasse all’Autorità di protezione la richiesta per la relativa autorizzazione, datata 19 agosto 2020. L’autorizzazione al trasferimento rilasciata dall’Autorità di protezione in data 16 aprile 2021, tempestivamente impugnata da RE 1 con gravame munito di effetto sospensivo, non è mai divenuta esecutiva (circostanza che non sembra essere stato considerata dal Tribunale di __________ nel suo decreto 25 maggio 2021) ed è infine stata annullata da questa Camera. Anche la decisione attualmente impugnata non risulta essere divenuta esecutiva e la sua efficacia è sospesa dal presente reclamo. In assenza di una valida autorizzazione da parte dell’autorità e stante l’opposizione della madre, pure titolare dell’autorità parentale, il trasferimento di PI 1 era da considerarsi illecito ai sensi dell’art. 7 cpv. 2 della Convenzione e non ha permesso il passaggio di competenze decisionali all’__________ di cui all’art. 5 cpv. 2 della Convenzione. Ciò comporta dunque che le autorità elvetiche sono rimaste competenti a pronunciarsi in relazione alla protezione del minore e che le autorità dello Stato contraente in cui il minore è stato trasferito o trattenuto erano abilitate ad adottare soltanto le misure urgenti necessarie alla protezione della persona o dei beni del minore di cui all'art. 11 della Convenzione.

E. 2.3 Stante quanto sopra, vi è tuttavia da rilevare che – seppur per motivi diversi da quelli evocati dall’autorità di prime cure per sancire la sua incompetenza – la Camera di protezione si trova oggi a dover declinare la propria competenza a statuire sul reclamo presentato da RE 1, in applicazione dell’art. 7 par. 1 lett. b della Convenzione. Infatti, anche in caso di trasferimento illecito, le autorità dello Stato in cui il minore aveva la sua residenza abituale non conservano indefinitamente la loro competenza decisionale su di lui. A due anni dal trasferimento – noto a tutte le parti – PI 1 risiede durevolmente a __________, unitamente al padre. Quel luogo ha dunque ormai sostituito __________ quale suo centro di interessi e costituisce la sua nuova residenza abituale (cfr. STF 5A_807/2013 del 28 novembre 2013, consid. 2.3.1; STF 5A_119/2011 del 29 marzo 2011, consid. 6.2.1.1; STF 5A_440/2011 del 25 ottobre 2011, consid. 2.2; STF 5A_665/2010 del 2 dicembre 2010, consid. 4.1; STF 5A_650/2009 dell'11 novembre 2009, consid. 5.2 con rinvii; sentenza CDP del 7 settembre 2017, inc. 9.2017.167, consid. 3.3). Inoltre, nessuna domanda in vista del ritorno del minore è ormai più proponibile e non risulta che ve ne sia una in corso di esame dinnanzi alle autorità __________. Per questi motivi, sebbene il trasferimento di PI 1 fosse illecito, in applicazione dell’art.

E. 5 della Convenzione le autorità (sia giudiziarie che amministrative) dello

Stato contraente di residenza abituale del minore sono competenti ad adottare

misure tendenti alla protezione della sua persona o dei suoi beni (par. 1).

Fatto salvo l'art. 7, in caso di trasferimento della residenza abituale del

minore in un altro Stato contraente, sono competenti le autorità dello Stato di

nuova abituale residenza (par. 2).

Giusta l’art. 7 par. 1

della Convenzione, in caso di trasferimento o di mancato ritorno illecito del

minore, le autorità dello Stato contraente in cui il minore aveva la sua

residenza abituale immediatamente prima del suo trasferimento o del suo mancato

ritorno conservano la competenza fino al momento in cui il minore abbia acquisito

una residenza abituale in un altro Stato e: qualsiasi persona, istituzione o

altro ente avente il diritto di affidamento abbia acconsentito al trasferimento

o al mancato ritorno (a); oppure il minore abbia risieduto nell'altro Stato per

un periodo di almeno un anno a decorrere da quando la persona, l'istituzione o

qualsiasi altro ente avente il diritto di affidamento ha conosciuto o avrebbe

dovuto conoscere il luogo in cui si trovava il minore, nessuna domanda in vista

del ritorno presentata in quel periodo sia in corso di esame e il minore si sia

integrato nel suo nuovo ambiente (b).

L’art. 7 par. 2 della

Convenzione definisce illecito il trasferimento o il mancato ritorno del minore

se avviene in violazione di un diritto di affidamento, assegnato a una persona,

un'istituzione o qualsiasi altro ente, individualmente o congiuntamente, in

base alla legislazione dello Stato in cui il minore aveva la sua residenza

abituale immediatamente prima del suo trasferimento o mancato ritorno (a); e

tale diritto era effettivamente esercitato, individualmente o congiuntamente,

al momento del trasferimento o del mancato ritorno, o avrebbe potuto esserlo se

non si fossero verificate tali circostanze (b). Il diritto di affidamento di

cui alla lettera (a) può segnatamente derivare direttamente dalla legge, da una

decisione giudiziaria o amministrativa, o da un accordo in vigore in base alla

legislazione di tale Stato.

Giusta l’art. 7 par. 3

della Convenzione, finché le autorità citate all’art. 7 par. 1 conservano la

loro competenza, le autorità dello Stato contraente in cui il minore è stato

trasferito o trattenuto possono adottare soltanto le misure urgenti necessarie

alla protezione della persona o dei beni del minore di cui all'art. 11 della

Convenzione.

E. 7 par. 1 lett. b della Convenzione e in assenza di perpetuatio fori

– principio secondo cui il tribunale territorialmente competente al momento della litispendenza rimane tale seppure i fatti su cui si fonda la sua competenza mutino in seguito (DTF 143 III 183 consid. 1, 2 e 4, in una fattispecie analoga; sentenza CDP del 7 settembre 2017, inc. 9.2017.167, consid. 3.3; RtiD I-2010 pag. 833 consid. 3d; sentenza I CCA 10.2010.6 del 25 novembre 2010, consid. 6; sentenza I CCA 11.2010.83 del 6 ottobre 2011, consid. 6; STF 5A_220/2009 del 30 giugno 2009, consid. 4.1.1) – questo giudice si trova ormai impossibilitato ad entrare nel merito del gravame in oggetto e delle censure rivolte all’Autorità di protezione. Il reclamo è pertanto destinato ad un giudizio di irricevibilità. 3. Gli oneri processuali seguono la soccombenza e devono dunque essere posti integralmente a carico di RE 1, che li ha già anticipati. La reclamante rifonderà a CO 2, che si è avvalso di un patrocinatore, fr. 800.– a titolo di ripetibili.

Dispositiv
  1. - - Il presidenteLa vicecancelliera Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, ilricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Incarto n.9.2022.70

Lugano

22 agosto 2022

In nomedella Repubblica e CantoneTicino

Il presidente della Camera di protezione del Tribunale d'appello

Damiano Bozzini

giudice unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

assistito dalla

vicecancelliera

Dell'Oro

RE 1

all’

Autorità regionale di protezione __________,

e a

CO 2

per quanto riguarda la disciplina del trasferimento in __________ del minore

PI 1

giudicando sul reclamo presentato il 6 maggio 2022 da RE 1 contro la decisione emessa il 22 aprile 2022 (n. 86/2022 del 25 aprile 2022) dall'Autorità regionale di protezione __________;

in fatto

Considerato

Per questi motivi

-

-

Il presidenteLa vicecancelliera

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, ilricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.