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9.2015.154

Misure di protezione del minore, competenza dell'ARP

Ticino · 2016-03-04 · Italiano TI
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Erwägungen (10 Absätze)

E. 1 Le decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale d'appello, che decide nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione agli art. 314 cpv. 1 CC e 440 cpv. 3 CC, art. 2 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell'adulto LPMA, art. 48 lett. f n. 7 LOG). Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CPC, occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il diritto civile di competenza dell'autorità amministrativa (art. 99 LPAmm) e in via ancor più sussidiaria, alle disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).

E. 2 Nella decisione 12 agosto 2015 impugnata con reclamo, l'ARP __________ ha deciso di privare provvisoriamente entrambi i genitori della custodia del figlio, ha ordinato il collocamento di PI 2 in un istituto adeguato sino alla fine dell'anno scolastico 2015-2016, ha regolato le relazioni personali dei genitori con PI 2 e ha dato all'Ufficio dell'aiuto e della protezione in __________ il mandato di sorvegliare il collocamento.

E. 3 RE 1 impugna con il reclamo del 7 settembre 2015 tutti i dispositivi della decisione 12 agosto 2015 e chiede la sua ammissione al gratuito patrocinio. La reclamante contesta la competenza dell'ARP __________ ad emanare decisioni in merito a PI 2, in quanto è già pendente una causa di divorzio davanti al Tribunale distrettuale (Bezirksgericht) di __________ e non sono dati i presupposti dell'art. 315a cpv. 3 cifra 2 CC. Le misure decise il 12 agosto 2015, prosegue la reclamante, non erano immediatamente necessarie, poiché dopo il decreto provvisionale del 24 febbraio 2015 l'ARP __________ avrebbe dovuto trasmettere gli atti al Tribunale distrettuale di __________, solo competente. Ritiene pertanto che vi sia stata un'errata valutazione della propria competenza da parte dell'ARP __________. A sostegno della propria domanda di ammissione al gratuito patrocinio, la reclamante afferma di non avere reddito né sostanza sufficiente per le spese giudiziarie e di patrocinio. Nella replica, poi, la reclamante ha ribadito le censure sull'incompetenza dell'ARP __________, rimproverando all'autorità di aver violato l'art. 315a CC e di aver modificato le misure di protezione dell'unione coniugale senza averne la competenza.

E. 4 Nel caso concreto si tratta quindi di stabilire se il 12 agosto 2015 la competenza per emanare misure di protezione in favore di PI 2 spettava all'ARP __________ o al Bezirksgericht __________, presso il quale è pendente dal 2014 la causa di divorzio tra i genitori del minore.

E. 5 La competenza per l’adozione di misure di protezione del figlio è disciplinata dagli art. 315 e segg. CC. Ai sensi dell’art. 315 cpv. 1 CC, le misure per la protezione del figlio sono ordinate dall’autorità di protezione dei minori del domicilio del figlio. Giusta l’art. 315 CC, se è chiamato a decidere sulle relazioni personali dei genitori con i figli, il giudice competente per il divorzio o la tutela dell’unione coniugale prende anche le misure necessarie per proteggere il figlio e ne affida l’esecuzione all’autorità di protezione dei minori (cpv. 1); il giudice può anche adeguare alle nuove circostanze le misure di protezione del figlio che sono già state prese (cpv. 2). Spetta tuttavia all’autorità di protezione dei minori continuare una procedura di protezione del figlio introdotta prima della procedura giudiziaria (cpv. 3, n. 1) oppure ordinare le misure immediatamente necessarie alla protezione del figlio, quando sia prevedibile che il giudice non possa prenderle tempestivamente (cpv. 3, cifra 2). Secondo l’art. 315b CC, il giudice è competente a modificare le misure giudiziarie relative all’attribuzione e alla protezione del figlio: durante la procedura di divorzio (cpv. 1 n. 1); nella procedura di modifica della sentenza di divorzio, secondo le norme disciplinanti il divorzio (cpv. 1 n. 2); nella procedura di modifica delle misure a tutela dell’unione coniugale (cpv. 1 n. 3). Negli altri casi la modifica delle misure giudiziarie compete all’autorità di protezione dei minori (art. 315b cpv. 2 CC).

E. 6 Dagli atti del procedimento risulta che con decisione del 23 maggio 2012 il giudice unico del Bezirksgericht __________ ha statuito sull'istanza di misure di protezione dell'unione coniugale presentata l'8 settembre 2011 da PI

1. Egli ha omologato la convenzione sottoscritta dai coniugi il 23 maggio 2012 per la regolamentazione della vita separata, ha affidato PI 2 alle cure della madre per la durata della separazione, ha disciplinato le relazioni personali tra padre e figlio e ha stabilito in fr. 1'000.- mensili il contributo dovuto dal padre per PI 2 (doc. D). La procedura di misure di protezione dell'unione coniugale è terminata con l'emanazione della citata decisione. Il 22 aprile 2014, quando è stata segnalata all'ARP __________ la situazione di disagio scolastico in cui si trovava PI 2, non era più pendente presso il Bezirksgericht __________ alcuna procedura di stato tra i genitori di PI 2. Non è contestato, infatti, che la causa di divorzio è stata avviata solo il 19 giugno 2014. Nella sua lettera del 16 marzo 2015, infatti, il Bezirksgericht __________ ha comunicato all'ARP __________ che la causa di divorzio tra i genitori di PI 2 era pendente dal 19 giugno 2014 e che senza opposizione da parte dell'ARP __________ la ritenevano competente per le misure di protezione in favore di PI 2. Il tribunale confederato ha quindi chiesto all'ARP __________ di istruire e decidere ulteriori misure di protezione del minore, inviandole copia delle decisioni e degli allegati al più presto. Ne è seguito uno scambio di corrispondenza: il 28 aprile 2015 il Bezirksgericht __________ ha sollecitato l'ARP __________ per ottenere l'invio della documentazione chiesta il 16 marzo precedente, il 13 maggio 2015 l'ARP __________ ha inviato al Bezirksgericht __________ quanto richiesto il 28 aprile 2015, il 2 luglio 2015 l'ARP __________ ha inviato al Bezirksgericht __________ le perizie sulle capacità genitoriali, il rapporto del Centro __________ e il proprio verbale 1° aprile 2015, il 21 luglio 2015 l'ARP __________ ha chiesto al tribunale confederato di inviare loro copia del verbale dell'udienza tenutasi l'8 luglio 2015, e il 7 settembre 2015 l'ARP __________ ha inviato al Bezirksgericht __________ copia della decisione 12 agosto 2015 (fascicolo corrispondenza dell'incarto ARP __________).

E. 7 Si deve dunque concludere che a fine aprile 2014, quando l'ARP __________ è stata adita dall'istituto scolastico allora frequentato da PI 2 e ha avviato il procedimento per le misure di protezione del minore, non era in corso una procedura matrimoniale. L'emanazione di nuove misure di protezione del minore era pertanto di competenza dell'autorità di protezione (BSK ZGB I, Breitschmid,

n. 13 ad art. 315-315b). La decisione 12 agosto 2015 è di conseguenza stata emanata dall'autorità competente, vale a dire l'ARP __________. Quest'ultima ha poi conservato la propria competenza anche dopo l'introduzione della causa di divorzio a __________ (CPra Matrimonial, Helle,

n. 33 ad art. 315a CC, n. 14 e 26 ad art. 315b CC). La censura della reclamante sulla competenza dell'ARP __________ si rivela dunque infondata. Non regge all'esame neppure la critica della reclamante sul mancato coordinamento con il giudice del divorzio e alla mancata informazione di quest'ultimo da parte dell'ARP __________. Come risulta dall'incarto, infatti, l'ARP __________ ha informato costantemente il Bezirksgericht __________ sullo stato della procedura di protezione del minore e gli ha inviato il 2 luglio 2015 le perizie sulle capacità genitoriali, il rapporto del Centro __________, il proprio verbale 1° luglio 2015 e il 7 settembre 2015 ha spedito la decisione 12 agosto 2015. L'ARP __________ avrebbe invero potuto adottare un modo di procedere più trasparente e diretto e notificare in copia al giudice del divorzio ogni decisione sulle misure di protezione. A ogni modo l'ARP __________ non è venuta meno all'obbligo di collaborazione con il giudice del divorzio (BSK ZGB I, Breitschmid,

n. 6 ad art. 315-315b), poiché lo ha tenuto aggiornato sullo stato delle misure di protezione del minore.

E. 8 Giusta l'art. 307 cpv. 1 CC, se il bene del figlio è minacciato e i genitori non vi rimediano o non sono in grado di rimediarvi, l'autorità di protezione ordina le misure opportune per la protezione del figlio. L'art. 310 cpv. 1 CC (privazione del diritto di determinare il luogo di dimora) prevede che quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto al pericolo, l'autorità di protezione deve toglierlo alla custodia dei genitori, o dei terzi presso cui si trova, e ricoverarlo convenientemente. Giusta il cpv. 2 l’Autorità di protezione, ad istanza di un genitore o del figlio, prende la stessa misura nel caso in cui le relazioni siano così gravemente turbate che non si possa più esigere ragionevolmente la convivenza ulteriore e, secondo le circostanze, non si possa rimediare altrimenti. La revoca della custodia è una misura nettamente più incisiva di quelle previste agli articoli 307 e 308 CC e deve essere pronunciata solo se è rispettato il principio di proporzionalità. L'autorità di protezione revoca la custodia “quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto al pericolo” (art. 310 cpv. 1 CC). Questa è l'espressione del principio di proporzionalità (CR CC I, Meier, art. 310 n. 2). Le misure che permettono la conservazione della vita nel nucleo famigliare (“ communauté familiale ”) devono di conseguenza rimanere prioritarie (CR CC I, Meier, art. 310 n. 14). Nell'accezione di “pericolo” rientra tutto quanto è suscettibile di pregiudicare lo sviluppo fisico, intellettuale e morale del figlio sotto l'autorità parentale dei genitori (BSK ZGB I, Breitschmid, ad art. 310 CC n. 3; Hegnauer, Grundriss des Kindesrechts, 5ª ed. 1999,

n. 27.36 pag. 214; Meier/Stettler, Droit de filiation, 5ª ed. 2014, n. 1298 pag. 850; STF del 1° luglio 2002, inc. 5C.117/2002, consid. 3.1). Le cause della messa in pericolo sono ininfluenti (circostanze oggettive, colpa del minore, dei genitori o dell’entourage familiare): la misura non è una sanzione nei confronti dei genitori ma persegue quale unico scopo la tutela del bene del minore (BSK ZGB I, Breitschmid, ad art. 310 CC n. 3, Meier/Stettler, Droit de filiation, n. 1296 pag. 850; STF del 21 giugno 2012, inc. 5A_335/2012, consid. 3.1; STF del 1° luglio 2002, inc. 5C.117/2002, consid. 3.1; STF del 12 marzo 2012, inc. 5A_701/2011, consid. 4.2.1). Con la privazione della custodia parentale l'autorità di protezione decide parimenti il collocamento del minorenne, che deve corrispondere alla personalità e ai bisogni di quest'ultimo (Hegnauer, op. cit., pag. 215 no. 27.41; sentenza CDP del 20 marzo 2014, inc. 9.2013.266, cons. 4; DTF 5A_858/2008 del 15 aprile 2009, cons. 4.1). Considerata la gravità della misura, ma anche il rischio che una revoca inappropriata farebbe correre al minore, la decisione di revoca della custodia deve in principio essere preceduta da un rapporto o una perizia di un professionista (osservazione in ambulatorio, affidamento in prova di breve durata, esame effettuato da un gruppo interdisciplinare specializzato in protezione dei minori) (CR CC I, Meier, art. 310 n. 16).

E. 9 Nel caso concreto,

la reclamante non indica per quale motivo la decisione dell'ARP __________ non

sarebbe corretta e al riguardo il reclamo è da considerare irricevibile. A ogni

modo, quand’anche si potesse entrare nel merito del reclamo, la decisione

emanata il 12 agosto 2015 sarebbe da confermare.

Dall'istruttoria

è emerso che la reclamante si è isolata in casa per mesi con il figlio minorenne,

vivendo in una situazione di degrado ambientale e accumulando debiti ingenti,

senza provvedere alla scolarizzazione di PI 2 né al disbrigo delle normali

incombenze amministrative familiari. Madre e figlio vivevano in una situazione

di vero e proprio degrado ambientale, ampiamente illustrato dalle fotografie

allegate al rapporto 20 marzo 2015 della Polizia cantonale. Praticamente ogni

locale della casa d'abitazione, come anche il garage, era sporco e in

disordine, con vestiti e oggetti vari accatastati alla rinfusa "come una

discarica". Interrogata su questo aspetto, la reclamante aveva spiegato

all'udienza del 1° aprile 2015 che il disordine durava da anni "perché il

marito ha lasciato la casa così come è ora" (cfr. verbale). Se si

considera che la separazione dei coniugi è avvenuta nel 2011, si deve costatare

che madre e figlio vivevano da anni in una situazione di grave disagio, in

locali che la Polizia cantonale ha paragonato a "una discarica" (cfr.

le fotografie prodotte con il rapporto 20 marzo 2015 della Polizia cantonale).

Nel corso dell'istruttoria l'ARP

__________

ha raccolto ampie prove sulla grave situazione di disagio in cui si

trovava PI 2: oltre al citato rapporto della Polizia cantonale, vi sono agli

atti il rapporto del Centro

__________

e le valutazioni sulle capacità genitoriali. Ha inoltre sentito in

varie occasioni entrambi i genitori di PI 2. In altre parole, ha emanato la

decisione 12 agosto 2015 dopo un'istruttoria conforme e ha adottato le misure

necessarie per proteggere il minore, che si trovava indubbiamente in una

situazione di pericolo.

E. 10 Accertata

la competenza dell'ARP __________ per l'emanazione della decisione 12 agosto

2015, non rimane che respingere il reclamo nella misura in cui è ricevibile. Per

quel che concerne le spese giudiziarie, la reclamante ha chiesto di essere

ammessa al beneficio del gratuito patrocinio e ha spiegato e documentato la

propria situazione finanziaria.

Ai sensi

dell'art. 117 CPC, applicabile su rinvio dell'art. 13 LAG, ha diritto al gratuito

patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a), la cui domanda

non appaia priva di probabilità di successo.

Nel caso

concreto, dalla documentazione prodotta dalla reclamante e da quanto noto a

questa Camera (cfr. incarto n. 9.2015.148) emerge una situazione patrimoniale e

finanziaria precaria. È ben vero, come rileva l'ARP __________, che la

reclamante e il marito sono comproprietari di una casa d'abitazione.

Dall'estratto 20 maggio 2015 del Registro fondiario definitivo di __________

emerge tuttavia che l'immobile era stato pignorato e che era gravato da

restrizioni della capacità di disporre. Dai verbali agli atti risultano

notevoli scoperti per la retta scolastica di PI 2 già nell'ottobre 2014 (fr.

27'060.-, verbale dell'8 ottobre 2014). La situazione debitoria della

reclamante appare in tutta la sua drammaticità nel rapporto 31 agosto 2015 di __________,

designata curatrice della reclamante (cfr. inc. 9.2015.148). Oltre al debito

ipotecario di fr. 187'425.- (pari al 50% del totale) la reclamante è debitrice

di fr. 54'873.65 e fr. 3'029.95 nei confronti della cassa malati __________ per

premi suoi e di PI 2 (cfr. il conteggio prodotto agli atti), di fr. 2'170.- nei

confronti del

__________

per la retta

di PI 2. Essa non ha inoltre pagato la fattura del legale che la rappresentava

in precedenza (fr. 1'116.75) e deve al Comune di __________ fr. 8'033.80, pari

al 50% delle imposte comunali non pagate dai coniugi (stato al 27 agosto 2015).

L'estratto dal registro delle esecuzioni del 22 luglio 2015 indica 20

esecuzioni in corso per un totale di fr. 34'083.95. Dagli atti risulta quindi

che la reclamante non è in grado di far fronte alle spese processuali e di

patrocinio. È inoltre adempiuta anche la seconda condizione cumulativa

richiesta dall'art. 117 CPC. La questione della competenza dell'ARP __________

non poteva dirsi manifesta ed è stato necessario un approfondito esame

dell'incarto ARP __________ per chiarire le circostanze temporali delle

procedure giudiziarie in corso. Il reclamo non poteva dunque essere considerato

sprovvisto di probabilità di esito favorevole. La domanda di assistenza

giudiziaria presentata con il reclamo va quindi accolta, con l'esenzione dalle

spese processuali, mentre lo Stato provvederà alla retribuzione del legale della

reclamante.

Dispositiv
  1. - - - La giudice supplenteLa segretaria Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, ilricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Incarto n.9.2015.154

Lugano

4 marzo 2016

In nomedella Repubblica e CantoneTicino

La giudice supplente della Camera di protezione del Tribunale d’appello

Emanuela Epiney-Colombo

giudice unica ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

assistita dalla

segretaria

Squillace

sedente per statuire nella causa che oppone

RE 1

all’

Autorità regionale di protezione __________,

per quanto riguarda le misure adottate a protezione del figlio PI 2

giudicando sul reclamo del 7 settembre 2015 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 12 agosto 2015 dall'Autorità regionale di protezione __________;

in fatto

8.Giusta l'art. 307 cpv. 1 CC, se il bene del figlio è minacciato e i genitori non vi rimediano o non sono in grado di rimediarvi, l'autorità di protezione ordina le misure opportune per la protezione del figlio.

L'art. 310 cpv. 1 CC (privazione del diritto di determinare il luogo di dimora) prevede che quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto al pericolo, l'autorità di protezione deve toglierlo alla custodia dei genitori, o dei terzi presso cui si trova, e ricoverarlo convenientemente. Giusta il cpv. 2 l’Autorità di protezione, ad istanza di un genitore o del figlio, prende la stessa misura nel caso in cui le relazioni siano così gravemente turbate che non si possa più esigere ragionevolmente la convivenza ulteriore e, secondo le circostanze, non si possa rimediare altrimenti.

La revoca della custodia è una misura nettamente più incisiva di quelle previste agli articoli 307 e 308 CC e deve essere pronunciata solo se è rispettato il principio di proporzionalità. L'autorità di protezione revoca la custodia “quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto al pericolo” (art. 310 cpv. 1 CC). Questa è l'espressione del principio di proporzionalità (CR CC I,Meier, art. 310 n. 2). Le misure che permettono la conservazione della vita nel nucleo famigliare (“communauté familiale”) devono di conseguenza rimanere prioritarie (CR CC I,Meier, art. 310 n. 14).

Nell'accezione di “pericolo” rientra tutto quanto è suscettibile di pregiudicare lo sviluppo fisico, intellettuale e morale del figlio sotto l'autorità parentale dei genitori (BSK ZGB I,Breitschmid, ad art. 310 CC n. 3;Hegnauer,Grundriss des Kindesrechts, 5ª ed. 1999,n. 27.36 pag. 214;Meier/Stettler, Droit de filiation, 5ª ed. 2014, n. 1298 pag. 850; STFdel 1° luglio 2002, inc. 5C.117/2002, consid. 3.1).Le cause della messa in pericolo sono ininfluenti (circostanze oggettive, colpa del minore, dei genitori o dell’entouragefamiliare): la misura non è una sanzione nei confronti dei genitori ma persegue quale unico scopo la tutela del bene del minore (BSK ZGB I,Breitschmid,ad art. 310 CC n. 3,Meier/Stettler,Droit de filiation, n.1296 pag. 850;STFdel 21 giugno 2012, inc. 5A_335/2012, consid. 3.1; STFdel 1° luglio 2002, inc. 5C.117/2002, consid. 3.1; STF del 12 marzo 2012, inc.5A_701/2011,consid. 4.2.1).

Con la privazione della custodia parentale l'autorità di protezione decide parimenti il collocamento del minorenne, che deve corrispondere alla personalità e ai bisogni di quest'ultimo (Hegnauer, op. cit., pag. 215 no. 27.41; sentenza CDP del 20 marzo 2014, inc. 9.2013.266, cons. 4; DTF 5A_858/2008 del 15 aprile 2009, cons. 4.1). Considerata la gravità della misura, ma anche il rischio che una revoca inappropriata farebbe correre al minore, la decisione di revoca della custodia deve in principio essere preceduta da un rapporto o una perizia di un professionista (osservazione in ambulatorio, affidamento in prova di breve durata, esame effettuato da un gruppo interdisciplinare specializzato in protezione dei minori) (CR CC I, Meier, art. 310 n. 16).

Per questi motivi

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La giudice supplenteLa segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, ilricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.