Sachverhalt
Diritto
- municipio di .
per la Camera di diritto tributario del Tribunale dappello
Il presidente:Lasegretaria:
Erwägungen (23 Absätze)
E. 1.1 In primo luogo, i ricorrenti contestano l’imposizione di prestazioni valutabili in denaro riconducibili all’acquisto, da parte di RI 1, di due partecipazioni in società liquidate di fatto. Nel primo caso, nel periodo fiscale 2012, è stato considerato reddito imponibile l’importo di fr. 100'000.–, corrispondente alla “differenza fra il capitale azionario della società [__________ SA] e il prezzo d’acquisto definito (0.– fr.), in quanto secondo le norme vigenti se al momento del trapasso di proprietà non si provvede alla ricostituzione di tutto il capitale azionario con apporto di fondi freschi si verificano le condizioni di una distribuzione gratuita di azioni assoggettata all’imposta sul reddito” (cfr. decisione di tassazione IC/IFD 2012 dell’8 novembre 2017). Nel secondo caso, presentando la dichiarazione d’imposta 2014, i contribuenti hanno dichiarato di detenere alla fine del periodo fiscale la totalità delle azioni della __________ SA, __________, spiegando in una nota allegata di aver “acquisito per CHF 3'000.00 il mantello giuridico dai precedenti proprietari nel mese di settembre 2014” . L’Ufficio di tassazione ha imposto l’importo di fr. 97'000.– quale prestazione valutabile in denaro.
E. 1.2 Secondo gli articoli 20 cpv. 1 lett. c prima frase LIFD e 19 cpv. 1 lett. c prima frase LT, sono imponibili quali redditi della sostanza mobiliare i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure i vantaggi valutabili in denaro risultanti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale ecc.). Per gli articoli 20 cpv. 1 bis LIFD e 19 cpv. 1 bis LT, i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da azioni, quote in società a garanzia limitata o in società cooperative e buoni di partecipazione (comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale e simili) sono imponibili in ragione del 60 per cento se questi diritti di partecipazione rappresentano almeno il 10 per cento del capitale azionario o sociale di una società di capitali o di una società cooperativa. Dal periodo fiscale 2018 per l’IC e dal 2020 per l’IFD, i suddetti redditi sono imponibili in ragione del 70%.
E. 1.3 Azioni gratuite, buoni di partecipazione gratuiti e liberazioni gratuite di capitale risultano nella misura in cui valori nominali di azioni e di buoni di partecipazione sono liberati mediante fondi della società. Ciò può avvenire attraverso: - l’emissione di nuovi titoli - l’aumento del valore nominale dei titoli detenuti finora - l’eliminazione delle perdite riportate ancora esistenti dopo la vendita del mantello giuridico per mezzo degli utili netti annui della società. (Promemoria dell’Amministrazione federale delle contribuzioni del 30 aprile 1999, Imposta preventiva sulle azioni gratuite, sui buoni di partecipazione gratuite e sulle liberazioni gratuite di capitale, cifra 1).
E. 1.4 Il trasferimento di un mantello giuridico di azioni consiste in una vendita di diritti di partecipazione che permette, al loro acquirente, di disporre di una società non ancora sciolta giuridicamente, ma che risulta economicamente liquidata, anche se può aver mantenuto a bilancio determinati attivi liquidi (denaro contante, averi depositati presso banche, titoli quotati) che determinano il valore venale delle azioni. Tale operazione è assimilata ad una liquidazione della società, seguita da una nuova costituzione, poiché presenta le caratteristiche dell’abuso di diritto. In effetti, il venditore di queste azioni cerca, di principio, di evitare le spese e le imposte legate allo scioglimento della società, mentre l’acquirente desidera eludere il diritto di bollo d’emissione e le spese legate alla fondazione di una nuova società (sentenza 2C_176/2008 del 26.8.2008 consid. 5.1.; 2C_749/2019 del 13.1.2020 consid. 5.3.). Per poter essere qualificato quale trasferimento di un mantello giuridico d’azioni, la vendita deve condurre economicamente allo stesso risultato di una liquidazione di una vecchia società ed alla fondazione di una nuova persona giuridica. Diversi indizi permettono di ritenere l’esistenza di un tale trasferimento, ad esempio dei cambiamenti in seno al consiglio di amministrazione, la modifica della sede, dello scopo o della ragione sociale (sentenza 2C_176/2008 del 26.8.2008 consid. 5.1.; 2C_749/2019 del 13.1.2020 consid. 5.3.). Altri indizi sono il fatto che la società venduta non abbia più attivi oppure che gli unici attivi siano liquidi o facilmente realizzabili (per esempio titoli negoziabili regolarmente, prestiti agli azionisti), che la società abbia cessato la sua attività economica (produzione e commercializzazione di beni o di servizi), che i nuovi proprietari cessino l’attività della società per adottarne una nuova. Nella maggior parte dei casi, ci si accorge della vendita di un mantello giuridico d’azioni in base all’iscrizione a registro di commercio oppure dei conti di chiusura dei bilanci ( Bernardoni/Bortolotto , La fiscalità dell’azienda, Mendrisio 2010, p. 477).
E. 1.5 Nel caso di cessione del mantello giuridico di azioni ad un prezzo superiore al valore nominale, la differenza viene considerata un’eccedenza di liquidazione imponibile presso l’azionista. Di solito però la cessione di mantelli azionari avviene ad un prezzo che è inferiore al valore nominale a causa del fatto che all’attivo di bilancio figurano importanti perdite riportate che annullano in parte o totalmente il capitale azionario. Esiste anche la possibilità che la società sia stata svuotata con un prestito all’azionista venditore (correntista attivo) che cede il pacchetto azionario al nuovo azionista il quale diventa nel contempo anche debitore della società. Se, al momento del trapasso al nuovo azionista, questi non provvede alla ricostituzione di tutto il capitale azionario con apporto di fondi freschi, ma il capitale viene ricostituito dalla società stessa per mezzo dei suoi utili annuali provenienti dalla nuova attività, si verificano le premesse di una distribuzione gratuita di azioni assoggettata all’imposta sul reddito. Presso la società questa situazione causa l’impossibilità di riconoscere la perdita riportata in deduzione degli esercizi futuri ( Bernardoni/Bortolotto , op. cit., p. 477-478).
E. 1.6 Venendo al caso in esame, le decisioni di tassazione dei periodi fiscali 2012 e 2014 sono motivate in modo estremamente laconico. L’unica indicazione che ne emerge è che l’autorità fiscale ha considerato prestazione valutabile in denaro, e pertanto reddito della sostanza mobiliare, la differenza fra il capitale azionario delle società acquistate e il prezzo di acquisto dichiarato dallo stesso acquirente. Non viene fornita nessuna indicazione in merito alla data di acquisto delle partecipazioni, all’attività svolta dalle società prima e dopo il trasferimento delle azioni, all’esistenza di perdite riportate o di crediti delle società nei confronti dei soci. L’autorità di tassazione non ha in tal modo provato l’adempimento delle condizioni previste dalla giurisprudenza per ammettere l’esistenza di una vendita del mantello giuridico. In particolare, non ha illustrato i presupposti in base ai quali ha stabilito che era intervenuta una liberazione gratuita di capitale. Neppure è chiaro quando sarebbe avvenuta la pretesa cessione del mantello giuridico, in particolare nel caso della __________ SA. Le decisioni su reclamo dell’8 febbraio 2023 sono del tutto silenti in merito a questi redditi, limitandosi a confermare “le prestazioni valutabili in denaro esposte in sede di notifica di tassazione” , dipendenti da “una carenza di cifra d’affari della __________ SA”. Per quanto concerne in particolar modo il calcolo del reddito imponibile, le decisioni impugnate affermano che i vantaggi economici sarebbero “esposti nella partita personale in ragione del 70%” , sulla base degli articoli 20 cpv. 1 bis LIFD e 19 cpv. 1 bis LT. Dal calcolo del reddito della sostanza risulta tuttavia che i proventi risultanti dalla pretesa distribuzione gratuita di azioni è stato considerato al 100%, senza alcuna spiegazione.
E. 1.7 Per quanto concerne i proventi legati all’acquisto del mantello giuridico delle società __________ SA e __________ SA, le decisioni impugnate sono annullate e gli atti sono rinviati all’autorità di tassazione, perché adotti nuove decisioni motivate. B. Prestazioni valutabili in denaro della __________
E. 2.1 Nelle tassazioni relative ai periodi fiscali dal 2013 al 2017, l’UT di __________ ha aggiunto ai redditi dichiarati considerevoli importi a titolo di “altri redditi della sostanza mobiliare”, ritenendo l’esistenza di prestazioni valutabili in denaro da parte della __________ SA. La motivazione addotta dall’autorità fiscale per giustificare le riprese effettuate è infatti sempre stata la medesima, ovvero: Secondo la documentazione in nostro possesso, il signor RI 1 risulta essere l’azionista unico della __________ SA. Dal verbale interrogatorio del 24 giugno 2021 effettuato dall’amministrazione federale delle contribuzioni AFC, il contribuente indica alla domanda numero 58 di essere l’unico azionista (quota 100%) della società __________ SA dal 2012. Nel citato verbale si discute inoltre delle riprese in merito alle prestazioni valutabili in denaro esposte dall’Ufficio competente ove il contribuente conferma l’accettazione delle decisioni di reclamo del 13.12.2016 e del 09.04.2019 di tali riprese. In virtù degli articoli 19 cpv. 1 bis LT e 20 cpv. 1 bis LIFD eventuali vantaggi economici valutati debbano essere esposti nella partita personale in ragione del 70%. In base alle informazioni emerse le riprese sono relativa ad una carenza di cifra d’affari, tale cifra d’affari riteniamo sia corretto presumere essere confluita all’amministratore e azionista unico. Dal canto suo, il ricorrente ha sempre contestato di aver percepito vantaggi da parte della società e sostiene che le riprese effettuate dall’UTPG in seno alla __________ SA siano esclusivamente da ricondurre ad una stima cantonale di settore. Di conseguenza, RI 1 non sarebbe mai stato arricchito dai presunti vantaggi goduti in ambito societario né ne avrebbe beneficiato in alcun modo.
E. 2.2 Secondo la giurisprudenza, vi è un vantaggio valutabile in denaro secondo gli articoli 20 cpv. 1 lett. c LIFD e 19 cpv. 1 lett. c LT, quando sono adempiute cumulativamente le quattro condizioni seguenti:
1) la società fa una prestazione senza ottenere una controprestazione corrispondente; 2) tale prestazione è concessa ad un azionista o ad una persona vicina; 3) tale prestazione non sarebbe stata concessa ad un terzo alle stesse condizioni; 4) la sproporzione tra la prestazione e la controprestazione è tanto palese che gli organi della società avrebbero potuto rendersi conto del vantaggio che concedevano (sentenza TF 2C_11/2018 del 10.12.2018, consid. 7.2.; DTF 131 II 593 consid. 5; 119 Ib 116 consid. 2; 115 Ib 238).
E. 2.3 Quali prestazioni valutabili in denaro, qualificate pure come distribuzioni dissimulate di utili (DTF 131 II 593 consid. 5.1), valgono anche le rinunce a determinati proventi in favore dell’azionista o di una persona a lui vicina, con una corrispondente riduzione, presso la società, dell’utile esposto nel conto economico. Questa forma di prestazione valutabile in denaro viene definita con la nozione di prelevamento anticipato dell’utile ( Gewinnvorwegnahme ; cfr. Bernardoni/Bortolotto , op. cit., p. 432). Essa sussiste per l’appunto quando la società non rivendica alcun diritto su introiti di sua competenza, che vengono così incassati direttamente dall’azionista, rispettivamente quando quest’ultimo non fornisce la controprestazione che la società esigerebbe da un terzo, ad esempio la vendita di un bene del patrimonio sociale ad un prezzo di favore. La differenza fra il valore che sarebbe stato possibile ottenere da un terzo e il valore pattuito con l’azionista rappresenta una distribuzione mascherata di utile ( Bernardoni/ Bortolotto , op. cit., p. 423; sentenza del Tribunale federale 2A.204/2006 del 22 giugno 2007, consid. 6; sentenza 2A.263/2003 del 19 novembre 2003, in: ASA 74 p. 660, consid. 2.2; sentenza 2A.602/2002 del 23 luglio 2003, consid. 2, con riferimenti).
E. 2.4 Spetta all’autorità fiscale dimostrare l’esistenza di elementi che creano oppure aumentano il carico fiscale, mentre al contribuente incombe l’onere della prova degli elementi che riducono oppure sopprimono il suo obbligo fiscale (DTF 133 II 153 consid. 4.3.; sentenza TF 2C_445/2015 del 26.8.2016 consid. 7.1.; sentenza TF 2C_177/2016 del 30.1.2017 consid. 4.1.). Per quanto concerne le prestazioni valutabili in denaro, le autorità fiscali devono portare la prova che la società ha fornito una prestazione e che non ha ottenuto una controprestazione, oppure una controprestazione insufficiente. Se le prove raccolte dall’autorità fiscale forniscono indizi a sufficienza per determinare una tale sproporzione, spetta allora al contribuente stabilire l’esattezza delle sue allegazioni contrarie (sentenze TF 138 II 57 consid. 7.1.; DTF 133 II 153 consid. 4.3.; 2C_927/2013 del 21.5.2914 consid. 5.4.; 2C_177/2016 del 30.1.2017, consid. 5.5.).
E. 3.1 Nelle motivazioni delle decisioni impugnate, l’autorità fiscale ha sottolineato che le varie riprese nella partita fiscale del contribuente dipendevano dalla circostanza che RI 1 “era azionista unico e amministratore della __________ ” e che dal verbale d’interrogatorio del 24 giugno 2021 risultava aver accettato le riprese in merito alle prestazioni valutabili in denaro stabilite dal fisco. In effetti alla pagina 4, domanda 14 del citato verbale d’interrogatorio, interpellato in merito al reclamo interposto contro le decisioni di tassazione della società per i periodi fiscali dal 2013 al 2015, il contribuente si è così espresso: Il reclamo fu fatto perché non avevamo capito esattamente alcune cose, si trattava di un chiarimento più che un reclamo. È stata fatta una verifica fiscale, durante la quale vi sono state delle riprese. Riprese che poi valutate anche dei consulenti fiscali, abbiamo ritenuto di accettare. Quindi abbiamo fatto tutto quanto necessario per dichiarare, da qui il modello 102, che abbiamo fatto non appena possibile. Anche nel ricorso dinanzi a questa Camera, il ricorrente scrive esplicitamente che “ ha accettato la ripresa in capo alla società ma mai ha accettato, confermato o comunicato che la prestazione doveva essere attribuita a lui medesimo ” (cfr. ricorso del 9 marzo 2023, p. 4).
E. 3.2 Quella che a livello della società viene trattata come una distribuzione mascherata di utile costituisce in linea di principio un vantaggio valutabile in denaro per il titolare della partecipazione, secondo l’art. 20 cpv. 1 lett. c LIFD (nel diritto cantonale, secondo l’art. 19 cpv. 1 lett. c LT). Nella misura in cui la prestazione valutabile in denaro della società è stata accertata con una decisione passata in giudicato, i cantoni intraprendono generalmente una corrispondente ripresa presso il titolare della partecipazione (sentenza del TF n. 2C_16/2015 del 6 agosto 2015, in ASA 84 p. 254 = RDAF 2016 II 110 = StE 2015 A 21.12 n. 16 = StR 70/2015 p. 811, consid. 2.5.6 e dottrina citata). Ciononostante, non esiste un vero e proprio automatismo nella ripresa (“Aufrechnungsautomatismus”). La prestazione valutabile in denaro della società costituisce un indizio di peso da prendere in considerazione nella tassazione del titolare della partecipazione. Tuttavia, ad impedire che la qualifica si estenda automaticamente al socio è il fatto che è solo il dispositivo di una decisione che può passare in giudicato e non anche gli accertamenti fattuali o le argomentazioni giuridiche, cioè la motivazione. Ne consegue che sono solo i fattori fiscali (in questo caso, della società) a passare in giudicato. Una nuova valutazione giuridica a livello dell’azionista è quindi indispensabile, soprattutto perché la società e il detentore della partecipazione – nonostante il legame che deriva dal diritto societario – sono due soggetti giuridici e fiscali indipendenti (sentenza n. 2C_16/2015 del 6 agosto 2015 consid. 2.5.7, con riferimenti a giurisprudenza e dottrina; cfr. anche Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, 2 a ed., Basilea 2019, n. 86 ad art. 20 LIFD, p. 592 s.). In deroga alle regole usuali sull’onere della prova, tuttavia, un azionista che è anche organo della società deve contestare dettagliatamente l’esistenza e l’ammontare della prestazione valutabile in denaro, presa in considerazione dall’autorità di tassazione. Se non lo fa o si limita a contestazioni generiche, l'autorità fiscale può presumere che la ripresa stabilita con una decisione passata in giudicato a livello della società sia ugualmente giustificata nei confronti del socio (cfr. sentenza 2C_16/2015 del 6 agosto 2015 consid. 2.5.8;
v. anche Kocher , Aspekte der steuerlichen Zweidimensionalität - Gedankensplitter im Licht der bundesgerichtlichen Rechtsprechung, in: Ordre romand des experts fiscaux diplômés OREF [a cura di], Au carrefour des contributions - Mélanges de droit fiscal en l'honneur de Monsieur le Juge Pascal Mollard, Berna 2020, p. 602).
E. 3.3 Nella fattispecie, l’UT ha motivato le sue decisioni sostenendo che, sulla base del verbale d’interrogatorio allestito dall’AFC: - il contribuente era l’azionista unico della __________ SA dal 2012; - che nel citato verbale si discute inoltre delle riprese in merito alle prestazioni valutabili in denaro esposte dall’ufficio competente e che il contribuente ha confermato l’accettazione delle decisioni dopo reclamo concernenti la persona giuridica del 13.12.2016 e 09.04.2019 di tali riprese e - che in base alle informazioni emerse le riprese sono relative ad una carenza di cifra d’affari, che l’autorità fiscale ritiene “ sia corretto presumere essere confluita all’amministratore e azionista unico ”. Poiché, come visto, la res judicata della decisione relativa alla persona giuridica __________ SA non si estende automaticamente alla tassazione del socio RI 1, che avrebbe beneficiato delle prestazioni valutabili in denaro, quest’ultimo risulta senz’altro legittimato, in linea di principio, a contestare le riprese che lo concernono, impugnando la tassazione della persona fisica. In tal caso, grava ancora sull’autorità fiscale l’onere della prova dell’esistenza e dell’ammontare della distribuzione mascherata di utile. Si è tuttavia rilevato come la giurisprudenza del Tribunale federale ammetta un’eccezione alle usuali regole che concernono l’onere della prova, quando il socio della persona giuridica è nel contempo suo organo. In tal caso, se non contesta nel dettaglio le riprese, queste possono essere considerate giustificate anche nei suoi confronti.
E. 3.4 Ora, che il ricorrente fosse azionista della __________ SA nei periodi fiscali qui in disamina è indubbio, considerato come dalle dichiarazioni fiscali IC/IFD per gli anni fiscali qui in discussione si evinca che egli ne deteneva le azioni, nella misura del 100%. Inoltre, ha ammesso di essere azionista unico della società anche nel verbale di interrogatorio della DAPI (cfr. domanda 58, pag. 10 del verbale d’interrogatorio del 24 giugno 2021). Proprio per tale motivo l’UT ha imposto limitatamente gli “altri redditi” in virtù degli art. 19 cpv. 1bis LT e 20 cpv. 1bis LIFD, come indicato nelle decisioni su reclamo dell’8 febbraio 2023, dove si legge che “eventuali vantaggi economici valutati debbano essere esposti nella partita personale in ragione del 70%”. Pacifico inoltre che il ricorrente fosse organo della __________ SA (cfr. domanda 17, p. 4 del Verbale d’interrogatorio del 24 giugno 2021: “in qualità di amministratore sono stato quello che ha coordinato l’attività all’interno della struttura, ho preso le decisioni strategiche, poi avendo il diritto di firma ho svolto l’attività di relazione con la banca, piuttosto che con i grossisti del biglietto. […] Quindi mi sono occupato della parte strategica decisionale” ). In queste circostanze, si giustifica l’applicazione della menzionata deroga alla ripartizione dell’onere della prova. All’insorgente spetta dunque l’onere di prendere compiutamente posizione sulle riprese risultanti dalla tassazione della società.
E. 3.5 L’insorgente si limita a negare di essersi arricchito e di aver beneficiato di presunte prestazioni valutabili in denaro da parte della società, senza tuttavia presentare documenti che possano suffragare la propria tesi. Va ricordato al ricorrente che la __________ SA è stata oggetto di una verifica dell’Ispettorato fiscale nel corso del 2017. Dal rapporto del 28 novembre 2018 si apprende che il saldo cassa alla fine dell’esercizio non risultava attendibile (cifra 2.1.1, p. 6) e che la società non allestiva “alcun giornale dell’inventario contenente le singole operazioni come pure la giacenza quotidiana ad inventario” e che “dai 13 uffici cambio viene riassunta la movimentazione giornaliera delle vendite in un’unica cifra”. Ciò rendeva “impossibile accertare quali vendite con quale margine sono state effettuate che vadano oltre ad una valutazione di margine medio giornaliero” e “quante operazioni inverse vi sono state, ossia quanti portatori di EUR hanno voliuto acquistare CHF”. A quest’ultimo riguardo, l’Ispettorato ha sottolineato come “sulla base della documentazione ricevuta dall’AFC… emerge[sse] che il 16% delle operazioni erano inverse” mentre “nella fattispecie la contribuente non esibisce alcuna operazione inversa” (cifra 2.1.1, p. 10). È stata inoltre constatata una “negatività delle scorte” , che avrebbe avvalorato “l’inattendibilità della contabilità, poiché gli acquisti potrebbero essere avvenuti con altri fondi” (cifra 2.1.1, p. 12). Soprattutto, l’Ispettorato ha ravvisato una “marginalità… altamente inferiore ai parametri di mercato dal 2013” , cosa che ha confermato l’inattendibilità della contabilità relativa al settore cambio e ha indotto il fisco a procedere ad una “tassazione d’ufficio parziale” (cifra 2.3, p. 18 s.). Altre riprese sono state fatte sui ricavi della vendita di benzina e degli shop, come pure sull’oro. Sono stati infine ripresi gli interessi pagati alla __________ Ltd di __________. Anche nelle decisioni, con cui ha respinto il reclamo interposto dalla __________ SA contro le decisioni di tassazione, l’UTPG ha riassunto le risultanze della verifica dell’Ispettorato, con particolare riguardo alla questione della “bassa marginalità dell’attività di cambio valuta”. Si aggiunga ancora che, dopo che le decisioni di tassazione erano passate in giudicato, la __________ SA ha inoltrato all’AFC i moduli 102 per il pagamento dell’imposta preventiva su prestazioni valutabili in denaro per fr. 2'445'212.–.
E. 3.6 Tenuto conto del lavoro svolto dall’Ispettorato e delle decisioni dell’UTPG che si sono basate sul relativo rapporto, il ricorrente non può limitarsi a contestare di aver beneficiato delle prestazioni valutabili in denaro, corrispondenti ai prelevamenti anticipati di utile che risultano dalla tassazione della __________ SA. Come risulta dalla giurisprudenza del Tribunale federale, l’azionista che è anche organo della società deve contestare nel dettaglio l’esistenza e l’ammontare della prestazione valutabile in denaro, presa in considerazione dall’autorità di tassazione. Nella fattispecie, avrebbe dovuto giustificare la completezza e la conformità con il diritto commerciale della contabilità della società, il rispetto dei margini di guadagno dell’attività di cambio o tutt’al più contestare i margini applicati dall’autorità di tassazione nella tassazione della società.
E. 3.7 Non giustifica una diversa conclusione neppure la motivazione del decreto penale del 2 ottobre 2023, trasmesso alla Camera di diritto tributario dal ricorrente il 6 novembre 2023. Secondo il contribuente, “nel decreto non viene mai attribuito [a lui] un arricchimento, una prestazione valutabile in denaro goduta in ambito societario o un vantaggio economico” . Con il decreto in questione, egli è stato tuttavia condannato per sottrazione dell’imposta preventiva nell’ambito della gestione della __________ SA. Secondo l’art. 20 cpv. 1 dell’Ordinanza del 19 dicembre 1966 sull'imposta preventiva (OIPrev; RS 642.211) si considera reddito imponibile di azioni, di quote sociali in società a garanzia limitata e in cooperative, ogni prestazione valutabile in denaro corrisposta dalla società ai titolari di diritti di partecipazione, o a terze persone loro vicine, che non ha il carattere di rimborso delle quote di capitale sociale versato esistenti all’atto della prestazione (dividendi, abbuoni, azioni gratuite, buoni di partecipazione gratuiti, eccedenze di liquidazione, ecc.). Non si vede come l’unico socio della __________ SA possa negare di aver conseguito la prestazione valutabile in denaro, che la società stessa ha dichiarato al fisco federale di aver corrisposto ai soci o a persone vicine.
E. 3.8 In queste circostanze, il ricorso deve essere respinto. C. Interessi passivi versati alla __________ Ltd di __________
E. 4.1 Infine, gli insorgenti contestano la ripresa degli interessi passivi pagati alla __________ Ltd di Dubai in relazione ad un mutuo di fr. 1'508'365.–. L’autorità di tassazione ha ritenuto di non ammettere il relativo costo, non essendo note le generalità del beneficiario. In sé la censura è già stata evasa nell’ambito della motivazione relativa alle prestazioni valutabili in denaro della __________ SA. Infatti, la ripresa dei controversi interessi passivi dipende a sua volta dall’esito della verifica esperita dall’Ispettorato fiscale nei confronti della società del ricorrente. Anche in questo caso si tratta di una distribuzione dissimulata di utile da parte della stessa società. Infatti, il fisco cantonale ha ritenuto non comprovata l’esistenza di una adeguata controprestazione per il versamento degli interessi litigiosi. Per il fatto che nel ricorso viene proposta una motivazione distinta per questa ripresa, ci si sofferma anche su tale aspetto.
E. 4.2 Il contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (articoli 126 cpv. 1 LIFD e 200 cpv. 1 LT). Deve segnatamente fornire, a domanda dell’autorità di tassazione, informazioni orali e scritte e presentare libri contabili, giustificativi e altri attestati, come anche documenti concernenti le relazioni d'affari (articoli 126 cpv. 2 LIFD e 200 cpv. 2 LT). La giurisprudenza esige una collaborazione “particolarmente qualificata” nei rapporti giuridici internazionali. Le relazioni del beneficiario estero della prestazione sono infatti sottratte al controllo delle autorità fiscali interne, ragione per cui un contribuente che voglia trarre un qualsiasi vantaggio da questa relazione internazionale sottostà all’onere della prova e a un obbligo di collaborazione accresciuti (cfr. per esempio sentenza del TF n. 2C_16/2015 del 6 agosto 2015, in RF 70/2015 p. 811, consid. 2.5.2 con riferimenti a dottrina e giurisprudenza). Un contribuente che sostiene di aver proceduto a versamenti all’estero non può pertanto limitarsi a indicare il nominativo del destinatario del pagamento, ma deve esporre tutte le circostanze che hanno portato al versamento, come pure i contratti, la corrispondenza e i giustificativi bancari (cfr. sentenza del TF n. 2C_32/2018 dell’11 novembre 2019 consid. 3.2.2 e giurisprudenza citata).
E. 4.3 Il fisco cantonale ha chiesto alla __________ SA di produrre il contratto di mutuo, giustificativi bancari comprovanti il trasferimento dell’importo del mutuo e le generalità del creditore. In questo contesto, non si può ignorare il fatto che negli Emirati Arabi Uniti le società residenti non soggiacciono a imposizione (Messaggio del Consiglio federale n. 11.073 del 23 novembre 2011 concernente l’approvazione di una Convenzione tra la Svizzera e gli Emirati Arabi Uniti per evitare le doppie imposizioni, in FF 2011 8123, p. 8128). È quindi più che giustificata la richiesta dell’autorità fiscale di produrre documentazione circostanziata. In seguito al reclamo contro le decisioni di tassazione, la società ha prodotto il contratto di finanziamento ed ha precisato che il pagamento dell’importo prestato era avvenuto per il tramite della __________ SA di __________. Per il resto si è limitata ad affermare che il beneficiario economico della __________ Ltd era “estero”: Comprensibilmente, l’UTPG ha respinto il reclamo e ha confermato la ripresa degli interessi passivi. Nel ricorso, i contribuenti non apportano ulteriori prove in merito alla società di Dubai e ai rapporti finanziari di quest’ultima con la __________ SA. Si limitano ad affermare che “la sola mancata informazione dell’azionista della __________ Ltd non può essere catalogata come un arricchimento” di RI 1. Anche a questo proposito il ricorso deve essere respinto.
E. 5 Le decisioni relative ai periodi fiscali 2012 e 2014 sono annullate limitatamente alla questione legata all’acquisto del mantello giuridico delle società __________ SA e __________ SA. L’autorità di tassazione notificherà ai ricorrenti due nuove decisioni motivate. Per il resto il ricorso è respinto. La tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico dei ricorrenti in misura proporzionale alla loro soccombenza. Agli insorgenti è anche riconosciuta un’indennità per ripetibili. Per questi motivi, visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT dichiara e pronuncia
1. 1.1. Le decisioni su reclamo dell’8 febbraio 2023 relative ai periodi fiscali 2012 e 2014 sono annullate, limitatamente all’imposizione dei proventi legati all’acquisto del mantello giuridico delle società __________ SA e __________ SA, e gli atti sono rinviati all’autorità di tassazione, perché adotti nuove decisioni motivate. 1.2. Per il resto, il ricorso è respinto .
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 5’000.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 500.– per un totale di fr. 5’500.– sono a carico dei ricorrenti nella misura di 4/5 (fr. 4'400.–). Ai ricorrenti è riconosciuta un’indennità di fr. 1'000.– per ripetibili.
3. Contro il presente Copia per conoscenza: - municipio di . per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il presidente: La segretari a :
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Incarti n.80.2023.50
80.2023.51
Lugano
18 luglio 2024
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente,
Raffaele Guffi,Ivano Ranzanici
segretaria
Mara Regazzoni
parti
RI 1
RI 2
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 9 marzo 2023 contro le decisioni dell8 marzo 2023 in materia di IC e IFD 2012, 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017.
Fatti
Diritto
- municipio di .
per la Camera di diritto tributario del Tribunale dappello
Il presidente:Lasegretaria: