Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Incarto n.60.2006.80
Lugano
16 marzo 2006
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Mauro Mini, presidente,
segretaria:
Alessandra Mondada, vicecancelliera
sedente per statuire sullistanza 14/16.2.2006 presentata dal
IS 1
tendente ad ottenere lautorizzazione allaccesso agli atti di un procedimento penale (inc. MP __________) contro ignoti per lesioni gravi;
premesso che la richiesta è stata inviata al Ministero pubblico e da questi correttamente inviata per competenza a questa Camera con scritto accompagnatorio del 16.2.2006;
richiamate le osservazioni 9/10.3.2006 del procuratore pubblico Nicola Respini, con le quali comunica il proprio nulla osta allaccesso agli atti;
richiamato lo scritto 9/10.3.2006 del patrocinatore di PI 2, con il quale comunica di non avere particolari osservazioni alla richiesta di accesso agli atti;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto ed in diritto
"Al Consiglio di Stato (art. 22 Lsan), al DSS (art. 23 Lsan), alla Commissione di vigilanza (art. 24 Lsan) o ai servizi e uffici legittimati ad agire in loro vece, sulla base delle pertinenti disposizioni della legge sanitaria (Lsan), incombono infatti specifici doveri di vigilanza sull'esercizio delle attività sanitarie. Di regola, pertanto, non vi può essere dubbio sull'esistenza a favore di queste autorità o servizi di un interesse giuridico legittimo ai sensi dell'art. 27 CPP. In questi casi, questa Camera ritiene che ai servizi competenti possa essere dato accesso all'incarto penale senza richiedere ogni volta una specifica autorizzazione. Rimane riservata, se del caso, a tutela degli interessi personali di altre persone implicate nel procedimento, una scernita della documentazione di cui permettere la compulsazione o la trasmissione in copia da operare direttamente dall'autorità penale richiesta, cosiccome il rinvio della richiesta di ispezione a questa Camera in casi particolari o di dubbio.
Ciò premesso, riteniamo che in due casi debba essere rivolta una particolare attenzione nella valutazione delle necessità di formalizzare davanti alla CRP la richiesta di ispezione di atti penali. Nel primo caso, quando il DSS nell'ambito delle competenze specificamente attribuite (art. 23 e, in virtù del regolamento sulle deleghe di competenze decisionali, 59 Lsan) è chiamato a valutare l'opportunità di adozione nei confronti di un operatore sanitario di provvedimenti cautelari, anche se ciò ovviamente presuppone la conoscenza completa e attualizzata degli atti di un procedimento penale eventualmente aperto. In questi casi questa esigenza può scontrarsi con eventuali bisogni attinenti specificamente al procedimento penale o con gli interessi o i diritti di difesa delle parti e delle persone in esso coinvolte. A queste parti o persone la formalizzazione dell'istanza a mente dell'art. 27 CPP davanti alla CRP assicura il diritto di essere sentiti già in questa sede. Nel secondo caso, quando la valutazione da compiere da parte del magistrato inquirente sulla base dell'art. 68 cpv. 3 Lsan ponga difficoltà."
Per questi motivi,
visti l'art. 27 CPP e ogni altra norma applicabile,
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1.PI 1
2.PI 2
3. PI 3
4. PI 4
Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La segretaria