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60.2003.46

istanza di promozione dell'accusa. legittimazione. irricevibilità. truffa. false indicazioni su attività commerciali. false comunicazioni alle autorità del registro di commercio.

Ticino ·25 · · Italiano TI
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Incarto n.60.2003.46

Lugano

In nomedella Repubblica e Cantonedel Ticino

La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello

composta dai giudici:

Ivano Ranzanici, presidente,

segretaria:

Daniela Rüegg, vicecancelliera

sedente per statuire sull’istanza di promozione dell’accusa 10/12.2.2003 presentata da

IS 1,

in relazione

al decreto di non luogo a procedere 28.1.2003 emanato dal procuratore pubblico Arturo Garzoni nell’ambito del procedimento penale dipendente dalla denuncia 19/22.7.2002 nei confronti di __________PI 1, __________, per titolo di truffa, false indicazioni su attività commerciali e false comunicazioni alle autorità del registro di commercio;

richiamate le osservazioni 17/18.2.2003 del procuratore pubblico, concludenti per la reiezione del gravame;

rilevato che __________ PI 1 non ha presentato osservazioni;

letti ed esaminati gli atti;

considerato

in fatto

Giova innanzitutto evidenziare come dalla documentazione agli atti appare che la parte lesa avente diritto di costituirsi parte civile in questo procedimento non è l’istante, bensì sua figlia __________ __________, la quale ha affermato con scritto 14.12.2000 di aver “() affidato(alla __________ __________)il lavaggio di un coprimaterasso nuovo, e che lo stesso, all’atto del suo impiego è risultato ristretto di circa 20 cm. per lato” (doc. A allegato alla denuncia penale 19/22.7.2002), e che ha personalmente avviato la procedura civile nei confronti di questa lavanderia presso la giudicatura di pace del Circolo di __________ il 29.5.2001, procedura sfociata nella sentenza 21.2.2002 della Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello, che indica come ricorrente __________ __________ (cfr. doc. B - doc. G allegati alla denuncia penale 19/22.7.2002).

__________ __________ IS 1, e non sua figlia __________, figura invece quale denunciante nell’esposto 19/22.7.2002 e conseguentemente come istante in questa sede. In denuncia l'istante ha indicato l’ipotesi di truffa. Per questo reato il bene giuridico protetto è il patrimonio individuale del leso (o di chi si pretende tale). Per questa specifica ipotesi __________ __________ IS 1 non può essere ritenuto leso individualmente non avendo neppure sostenuto che il patrimonio danneggiato con l’asserita truffa fosse il suo.

Senza che sia necessario un più approfondito esame degli art. 152 CP, e, soprattutto, 153 CP va rilevato che dette norme tendono apparentemente a proteggere interessi collettivi; in queste ipotesi vanno considerati danneggiati - e quindi legittimati a costituirsi parte civile e proporre istanze come quella in oggetto - coloro che sono “effettivamente lesi nei loro diritti da tali delitti, sempre che il pregiudizio patito sia conseguenza diretta dell’azione delittuosa ()” (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 5 ad art. 69 CPP).

Non diversamente va trattato l’art. 326ter CP che regola le contravvenzioni alle disposizioni sulle ditte commerciali, ipotesi di reato - questa - segnalata al procuratore pubblico da parte del Caposezione del registro fondiario e di commercio nell’unico atto istruttorio compiuto (cfr. AI 3, scritto 26.7.2002) e che non ha fatto oggetto della benché minima verifica da parte dell’inquirente il quale non ha acquisito gli estratti RC relativi alla società che fa capo a __________, non ha proceduto ad audizione alcuna e ciò nonostante quanto evidenziato in sede di denuncia. Troppo facilmente il magistrato d’accusa ha ritenuto che “un minimo di verifiche a RC” prima della causa civile avrebbe permesso di determinare “() la corretta ragione sociale”; in effetti, l’indagine a Registro di commercio non permette tale verifica che non appare agevole in particolare per chi non è avvezzo a tali ricerche. Nonostante queste evidenze, come segnalato, nel caso fa difetto un danno diretto e personalmente patito dall’istante. In effetti unicamente __________ __________, ossia la persona che ha, se del caso, subito l’illecito, in quanto attualmente, direttamente e personalmente lesa nel suo bene giuridico, potrebbe essere riconosciuta la veste di parte lesa e quindi la facoltà di presentare l’istanza in esame. Ne discende che il presente gravame, difettando la legittimazione dell’istante, è irricevibile.

3.3.

Va infine evidenziato che le ipotesi di reato di cui agli art. 326ter CP e 3 lit. b LCSl sostenute dall’istante in questa sede non sono state oggetto dell’inchiesta e quindi di decisione da parte del procuratore pubblico. Di conseguenza questa Camera, quale autorità di ricorso (art. 284 CPP), non può esprimersi in merito. Si osserva in ogni caso che la contravvenzione di cui all’art. 326ter CP e l’ipotesi di reato di cui all’art. 3 lit. b LCSl in relazione all’art. 23 LCSl, perseguibile a querela, appaiono prescritti.

Vista la particolarità del caso si prescinde dalla percezione di tassa di giustizia e spese.

richiamati gli art. 186 CPP, 1 ss. e 39 lit. f LTG e ogni altra norma applicabile,

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PI 1

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente                                                             La segretaria