Erwägungen (3 Absätze)
E. 2 Il DLRust 08 "intende promuovere, attraverso la concessione di sussidi, il recupero di rustici meritevoli di conservazione, comprese le migliorie a rustici già riattati, da locare quali alloggi turistici nei comprensori periferici. Per rustico si intendono tutte le costruzioni residue delle attività rurali-contadine, collegate con l'uso agricolo del territorio, di modeste dimensioni (stalle, fienili, abitazioni contadine) inserite in un contesto territoriale nel quale esse rappresentano una componente importante ai fini di qualificarne il carattere di paesaggio" (art. 1 cpv. 1 e 2 DLRust 08). In particolare esso persegue i seguenti scopi:
- aumentare la capacità ricettiva e conseguentemente incre- mentare il turismo di soggiorno;
- creare possibilità di reddito complementare;
- agevolare il mantenimento della proprietà;
- salvaguardare e valorizzare il patrimonio architettonico rurale tradizionale" (art. 1 cpv. 3 DLRust 08). Il Consiglio di Stato può concedere, per il tramite della SPE (cfr. Regolamento sulle deleghe di competenze decisionali del 24 agosto 1994 e relativo allegato; RL 2.4.1.8), "sussidi ai proprietari di rustici domiciliati nel comprensorio periferico in cui è ubicato il rustico e, limitatamente ad un singolo oggetto, ai proprietari domiciliati fuori dal comprensorio" (art. 2 cpv. 1 DLRust 08). Il cpv. 2 di tale norma prevede che le decisioni sul sussidiamento saranno esaminate sulla scorta del preavviso di una speciale Commissione multidisciplinare istituita ad hoc dal Consiglio di Stato con risoluzione n. __________ del 24 settembre 2008, per il periodo 1° luglio 2008-30 giugno 2012. Alla stessa sono stati affidati i seguenti compiti: - esaminare le richieste preliminari di sussidio, in particolare valutare se gli edifici oggetto della richiesta sono dei rustici meritevoli di conservazione come definitivo dall'art. 1 cpv. 1, 2 e formulare all'indirizzo della Sezione della promozione economica i relativi preavvisi; - esaminare i progetti, verificando in particolare che gli stessi rispondano ai criteri di salvaguardia dei valori formali e volumetrici della tipologia originale dei rustici e formulare all'indirizzo della Sezione della promozione economica i relativi preavvisi .
E. 3.1 Il DLRust 08 stabilisce le condizioni per poter beneficiare di
un sussidio da parte del Cantone (cfr. il sito internet della SPE che illustra,
oltre alle principali condizioni, anche la procedura per la domanda di sussidio;
http://www4.ti.ch/fileadmin/DFE/DE-SPE/documenti/DRUST_info.pdf
). Le stesse possono essere così riepilogate:
a.
allo stabile in oggetto deve essere attribuita la qualifica di rustico;
b.
il rustico deve essere situato in uno dei comuni periferici indicati
nell'Appendice al DLRust 08 ed essere meritevole di conservazione;
c.
per beneficiare di un sussidio il rustico deve essere accessibile
convenientemente e distare al massimo quindici minuti a piedi dall'ultimo punto
stradale raggiungibile con normali mezzi di trasporto su strada;
d.
per 15 anni, durante almeno 5 mesi all'anno nell'alta stagione, il
rustico deve essere messo a disposizione dei turisti, con esclusione
dell'affitto annuale o stagionale ad un unico locatario;
e.
il beneficiario del sussidio è tenuto a sottoscrivere una
convenzione con l'Ente turistico locale e deve certificare di
collaborare, nella messa sul mercato del rustico,
con u
na agenzia professionale del settore;
f.
i rustici non possono subire modifiche in
contrasto con gli obiettivi fissati dal DLRust 08; in particolare è necessario
mantenere le caratteristiche originali della struttura; i lavori non possono
essere deliberati o realizzati prima della decisione di sussidio e dovranno
essere conclusi entro 3 anni dalla data della decisione (cfr. art. 5, 6 e 7
DLRust 08).
E. 3.2 Nel
caso concreto, la CMDr - incaricata di "
esaminare i progetti,
verificando in particolare che gli stessi rispondano ai criteri di salvaguardia
dei valori formali e volumetrici della tipologia originale dei rustici e
formulare all'indirizzo della Sezione della promozione economica i relativi
preavvisi
" (cfr. art. 2 cpv. 2 DLRust 08) - ha confermato che l'edificio
oggetto della richiesta di sussidio rispetta sia i criteri sanciti ai cpv. 1 e
2 dell'art. 1 DLRust 08 (rustico meritevole di conservazione), sia quello di
accessibilità di cui all'art. 5 cpv. 2 DLRust 08. Siccome il progetto deve essere
finalizzato, fra le altre cose, alla salvaguardia e alla valorizzazione del
rustico ai sensi dell'art. 1 cpv. 3 del decreto - ha precisato la CMDr - gli interventi
edilizi richiesti avrebbero dovuto rispettare nel complesso l'identità del
rustico, senza alterarne in modo sostanziale lo stato originario e mantenendo
il materiale di copertura in piode. Esaminati gli atti di progetto, la Commissione
ha ritenuto che nella fattispecie, le modifiche richieste dall'insorgente
rispettassero nel complesso i criteri sopraccitati ma che, tuttavia
"[..]
ai fini di rispettare l'art. 1 cpv. 3 D-rust, il nostro preavviso può essere
favorevole a condizione che tutte le nuove aperture siano realizzate a forma di
feritoia dalle dimensioni massime esterne di cm 20 x (altezza) cm 70. In questo senso, le due nuove aperture proposte sulla facciata sud al piano terreno
(pranzo/soggiorno) non sono ammesse nelle dimensioni proposte, ma vanno adeguate
alle dimensioni citate "
. La SPE - d'accordo con quanto espresso il 13
maggio 2009 dalla CMDr - ha in buona sostanza ritenuto che gli interventi
edilizi proposti dal ricorrente avessero introdotto degli elementi (finestre)
estranei
alla tipologia rurale tradizionale del luogo, compromettendo il carattere
originario della facciata principale dell'edificio
. In considerazione delle
necessità minime richieste dalla trasformazione, la CMDr ha nondimeno concesso
delle aperture in forma di feritoia che, come da tipologia rurale tradizionale,
permettono comunque l'illuminazione, la vista e l'aerazione
senza compromettere
in modo sostanziale il carattere della facciata a valle, storicamente
caratterizzata dall'assenza di finestre
. La SPE, sulla base delle suddette
considerazioni ed al fine di meglio rispettare gli scopi del decreto
(segnatamente quello di salvaguardare e valorizzare il patrimonio architettonico
rurale tradizionale previsto all'art. 1 cpv. 3 DLRust 08), ha invitato l'insorgente
a presentare una variante della domanda di costruzione che fosse rispettosa delle
condizioni poste dalla CMDr. Preso atto della mancata presentazione della
variante richiesta, ritenuta condizione indispensabile per rientrare nei
parametri fissati per l'ottenimento del sussidio ex DLRust 08, la SPE ha deciso
di respingere l'istanza 26 febbraio 2009 presentata dall'insorgente.
La
decisione della SPE, fondata sul preavviso 13 maggio 2009 della CMDr, regge
alle critiche del ricorrente.
4. Come si evince dai
lavori preparatori, e più precisamente dal verbale del Gran Consiglio relativo
alla seduta del 2 giugno 2008 (cfr. RVCG seduta V del 2 giugno 2008, pag. 591
segg.), e come ritenuto dallo stesso Tribunale federale, il DLRust 08 non ha alcuna
valenza di carattere pianificatorio o di polizia edilizia, bensì unicamente di
natura finanziaria (STF 2C_495/2008 del 16 aprile 2009, consid. 3). La
concessione del sussidio è infatti subordinata al rilascio, ove necessario, di
una licenza edilizia. Questa circostanza risulta ad esempio, in maniera
inequivocabile, dall'art. 5 cpv. 4 del decreto che vincola in ogni caso
l'eventuale inizio anticipato dei lavori a tale decisione. Il rilascio della
licenza edilizia non è in alcun modo vincolante per l'ottenimento di un
sussidio cantonale, ma rappresenta il presupposto per la sua assegnazione. Tale
autorizzazione non fornisce infatti la garanzia del rispetto degli scopi sanciti
dal DLRust; di fatto, questa valutazione, proprio per questo motivo, è stata deferita
ad una speciale commissione istituita ad hoc dall'Esecutivo cantonale con
risoluzione goverantiva del 24 settembre 2008. Dalla documentazione agli atti
si evince che con decisione 22 agosto 2008 il municipio di __________ ha accordato
a RI 1 una licenza edilizia per quanto concerne la riattazione con
sopraelevazione del rustico di cui alla part. n. __________ (doc. H); tale circostanza
lo abilita a chiedere - ciò che ovviamente ancora non significa ottenere - gli
aiuti messi a disposizione dal decreto (cfr. RVCG seduta V del 2 giugno 2008,
pag. 591 segg.). Le procedure di rilascio della licenza edilizia, rispettivamente
quella tesa all'ottenimento di un sussidio ex DLRust, sono assolutamente
indipendenti l'una dall'altra; ne discende che l'autorità chiamata ad applicare
il DLRust 08 (
in casu
, la CMDr competente per preavvisare la richiesta
di sussidiamento all'attenzione della SPE) è legittimata a valutare liberamente
ed in piena autonomia la conformità del progetto presentato dal ricorrente con
gli obiettivi perseguiti dal decreto e con le caratteristiche tipologiche delle
costruzioni tradizionali locali. L'ottenimento di un aiuto al finanziamento
può, in altri termini, essere subordinato ad esigenze diverse e persino più
severe, segnatamente per quanto attiene alla salvaguardia e valorizzazione del
patrimonio
architettonico rurale tradizionale
(art. 1 cpv. 3 DLRust 08), per rapporto
a quelle a cui soggiace il rilascio della licenza edilizia.
5. Il sussidio previsto dal
DLRust 08 fa parte dei sussidi facoltativi (cfr. art. 4 legge sui sussidi
cantonali del 22 giugno 1994; Lsuss; RL 10.2.7.1). L'art. 2 cpv. 1 DLRust 08
non obbliga infatti il Governo - e per esso la SPE - a sussidiare
indiscriminatamente tutti gli interventi di recupero dei rustici, ma riserva
all'autorità un margine discrezionale, permettendole di operare delle scelte e
di stabilire delle priorità (STA 52.2002.211 del 30 luglio 2002). Il DLRust 08,
oltre a fissare dei criteri minimi per l'eventuale concessione di un sussidio,
lascia all'autorità competente un certo margine di apprezzamento onde potere
decidere se sia opportuno o meno concedere un sussidio fondato sul DLRust 08.
Del resto, già lo stesso rapporto 15 novembre 2000 della Commissione speciale
per la pianificazione del territorio sull'iniziativa parlamentare 14 dicembre
1998 presentata nella forma elaborata dalla Commissione stessa concernente il
recupero di rustici da locare quali alloggi turistici, riprendeva - a pag. 13 -
il medesimo concetto (
"Con la formulazione "Il Consiglio di Stato
può concedere sussidi a … " (invece di "Possono beneficiare dei
sussidi …) si vuole sottolineare il fatto che il Consiglio di Stato non è
obbligato a concedere il sussidio a tutte le domande che rispettano i requisiti
minimi, ma può definire delle priorità e accordare i sussidi a quei progetti
che meglio rispettano gli scopi del decreto"
). La decisione impugnata
resiste pertanto alla critica secondo cui
la CMDr, richiedendo la modifica del progetto affinché
questo rispondesse meglio al principio sancito all'art. 1 cpv. 3 DLRust 08,
avrebbe travalico le proprie mansioni, limitate - a mente del ricorrente - alla
sola verifica dell'ossequio delle condizioni poste dal decreto per accedere al
sussidio.
6. 6.1. Quando l'applicazione
di una norma implica esercizio del potere di apprezzamento da parte
dell'autorità amministrativa inferiore, la cognizione di questo Tribunale è praticamente
ristretta all'arbitrio (RDAT I-1994 n. 34 consid. 1a).
Il
controllo dell'apprezzamento
da parte di questo Tribunale non è quindi illimitato, ma circoscritto alla
verifica che l'autorità decidente non abbia travalicato i limiti del potere
discrezionale riservatole dalla legge o l'abbia esercitato in spregio dei
principi generali del diritto. L'autorità di ricorso deve in particolare
evitare di sostituire il proprio apprezzamento a quello della precedente
istanza, limitandosi a censurare quelle decisioni che integrano gli estremi di
una violazione del diritto sotto il profilo dell'eccesso o dell'abuso di
potere. Ipotesi, quest'ultima, che si verifica unicamente nei casi in cui la
decisione appare insostenibile, siccome priva di giustificazioni oggettive,
fondata su considerazioni estranee o altrimenti lesiva dei principi
fondamentali del diritto, segnatamente di quelli riferiti alla parità di
trattamento o all'adeguatezza (cfr. RDAT I-1994 n. 34;
Marco Borghi/Guido Corti
, Compendio di procedura amministrativa
ticinese, Lugano 1997, n. 2d ad art. 61 LPamm;
Adelio
Scolari
, Diritto amministrativo, parte generale, 2. ed., Bellinzona
2002, n. 407 segg.).
6.2. Ritenendo, come nel caso concreto, che
gli interventi edilizi proposti dall'insorgente fossero estranei alla tipologia
rurale tradizionale del luogo ed avrebbero così compromesso la facciata
principale dell'edificio alterandone le caratteristiche originarie, l'autorità
inferiore non ha violato la legge. Del resto, la SPE ha preso la propria
decisione applicando correttamente la procedura prevista dal DLRust 08, in particolare dopo avere raccolto il preavviso della CMDr e dopo avere lasciato al richiedente
la possibilità di modificare il progetto in modo da rispondere al meglio al
criterio della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio architettonico
rurale tradizionale, proprio come avvenuto, anni prima, per il caso della
riattazione del rustico "Casa F__________ " in località di __________
(cfr. doc. 16)
. L'allora Sezione
del promovimento economico e del lavoro aveva effettivamente concesso un
sussidio ai sensi del DLRust 1988 per la ristrutturazione del rustico citato;
tale decisione era però stata presa dopo che il promotore aveva rivisto il
proprio progetto - al fine di renderlo conforme allo scopo di cui all'art. 1
cpv. 2 DLRust 1988 - a seguito di un primo preavviso negativo da parte dell'allora
Commissione delle bellezze naturali.
In quest'ottica, non sussistono motivi per affermare che, rifiutando il
sussidio a RI 1, la SPE abbia abusato del potere d'apprezzamento che la legge
riserva all'autorità, né ancora che abbia in qualche modo violato il principio
della disparità di trattamento, come pretende a torto l'insorgente. La
circostanza per cui sulla facciata a sud
del rustico adiacente (part. n. __________), rispettivamente di quello sottostante
(part. n. __________) a quello oggetto della richiesta di aiuto qui in
discussione, siano state
"a suo tempo"
inserite delle finestre,
non può essere di alcun giovamento per il qui ricorrente nella misura in cui
quest'ultimo pretende un analogo trattamento, non solo poiché non è dato di
sapere quando e secondo quali procedure tali interventi siano stati realizzati,
ma anche - e soprattutto - poiché l'esecuzione di tali lavori non trae giocoforza
seco la conseguenza che gli stessi siano stati posti al beneficio di un
sussidio cantonale ex DLRust. Per questi motivi, il
fatto che gli interventi edilizi cui l'insorgente fa
riferimento possano anche essere (stati) conformi alle norme pianificatorie
comunali per la zona di __________ (con tutte le riserve del caso), ma non per
questo ossequiare gli scopi perseguiti dal decreto per l'ottenimento di un finanziamento,
sottrae qualsiasi fondamento all’eccezione di disparità di trattamento sollevata
in relazione ad altri stabili, muniti di finestre, nella stessa zona
.
La documentazione prodotta dal resistente dimostra
in realtà come l'autorità inferiore abbia già accordato finanziamenti solo dopo
aver richiesto (ed ottenuto) una modifica dei progetti originali, non fosse
altro che per renderli conformi alle caratteristiche tipologiche delle costruzioni
tradizionali locali (cfr. doc. 16, 17 e 17a).
Così stando le cose, la decisione impugnata
va confermata siccome immune da violazioni del diritto.
7. Sulla scorta delle
considerazioni che precedono, il ricorso va dunque respinto. La tassa di
giustizia è a carico del ricorrente secondo soccombenza (art. 28 LPamm).
Per questi motivi,
dichiara
e pronuncia:
1. Il ricorso
è respinto.
2. La tassa
di giustizia di fr. 1'500.- è a carico del ricorrente.
3. Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).
4. Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il vicepresidente La
segretaria
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Incarto n.52.2009.313
Lugano
1° luglio 2011
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Stefano Bernasconi, vicepresidente,
Matteo Cassina, Flavia Verzasconi
segretaria:
Paola Passucci, vicecancelliera
statuendo sul ricorso 24 agosto 2009 di
RI 1
contro
la decisione 13 luglio 2009 del Dipartimento delle finanze e dell'economia, Sezione della promozione economica (n. __________) che respinge l'istanza 26 febbraio 2009 dell'insorgente intesa ad ottenere un sussidio per la ristrutturazione del rustico al mappale no. __________ del comune di;
vista la risposta 24 settembre 2009 della Sezione della promozione economica;
preso atto della replica 28 ottobre 2009 del ricorrente e della duplica 6 novembre 2009 della Sezione della promozione economica;
letti ed esaminati gli atti;
4. Come si evince dai lavori preparatori, e più precisamente dal verbale del Gran Consiglio relativo alla seduta del 2 giugno 2008 (cfr. RVCG seduta V del 2 giugno 2008, pag. 591 segg.), e come ritenuto dallo stesso Tribunale federale, il DLRust 08 non ha alcuna valenza di carattere pianificatorio o di polizia edilizia, bensì unicamente di natura finanziaria (STF 2C_495/2008 del 16 aprile 2009, consid. 3). La concessione del sussidio è infatti subordinata al rilascio, ove necessario, di una licenza edilizia. Questa circostanza risulta ad esempio, in maniera inequivocabile, dall'art. 5 cpv. 4 del decreto che vincola in ogni caso l'eventuale inizio anticipato dei lavori a tale decisione. Il rilascio della licenza edilizia non è in alcun modo vincolante per l'ottenimento di un sussidio cantonale, ma rappresenta il presupposto per la sua assegnazione. Tale autorizzazione non fornisce infatti la garanzia del rispetto degli scopi sanciti dal DLRust; di fatto, questa valutazione, proprio per questo motivo, è stata deferita ad una speciale commissione istituita ad hoc dall'Esecutivo cantonale con risoluzione goverantiva del 24 settembre 2008. Dalla documentazione agli atti si evince che con decisione 22 agosto 2008 il municipio di __________ ha accordato a RI 1 una licenza edilizia per quanto concerne la riattazione con sopraelevazione del rustico di cui alla part. n. __________ (doc. H); tale circostanza lo abilita a chiedere - ciò che ovviamente ancora non significa ottenere - gli aiuti messi a disposizione dal decreto (cfr. RVCG seduta V del 2 giugno 2008, pag. 591 segg.). Le procedure di rilascio della licenza edilizia, rispettivamente quella tesa all'ottenimento di un sussidio ex DLRust, sono assolutamente indipendenti l'una dall'altra; ne discende che l'autorità chiamata ad applicare il DLRust 08 (in casu, la CMDr competente per preavvisare la richiesta di sussidiamento all'attenzione della SPE) è legittimata a valutare liberamente ed in piena autonomia la conformità del progetto presentato dal ricorrente con gli obiettivi perseguiti dal decreto e con le caratteristiche tipologiche delle costruzioni tradizionali locali. L'ottenimento di un aiuto al finanziamento può, in altri termini, essere subordinato ad esigenze diverse e persino più severe, segnatamente per quanto attiene alla salvaguardia e valorizzazione delpatrimonio architettonico rurale tradizionale(art. 1 cpv. 3 DLRust 08), per rapporto a quelle a cui soggiace il rilascio della licenza edilizia.
5. Il sussidio previsto dal DLRust 08 fa parte dei sussidi facoltativi (cfr. art. 4 legge sui sussidi cantonali del 22 giugno 1994; Lsuss; RL 10.2.7.1). L'art. 2 cpv. 1 DLRust 08 non obbliga infatti il Governo - e per esso la SPE - a sussidiare indiscriminatamente tutti gli interventi di recupero dei rustici, ma riserva all'autorità un margine discrezionale, permettendole di operare delle scelte e di stabilire delle priorità (STA 52.2002.211 del 30 luglio 2002). Il DLRust 08, oltre a fissare dei criteri minimi per l'eventuale concessione di un sussidio, lascia all'autorità competente un certo margine di apprezzamento onde potere decidere se sia opportuno o meno concedere un sussidio fondato sul DLRust 08. Del resto, già lo stesso rapporto 15 novembre 2000 della Commissione speciale per la pianificazione del territorio sull'iniziativa parlamentare 14 dicembre 1998 presentata nella forma elaborata dalla Commissione stessa concernente il recupero di rustici da locare quali alloggi turistici, riprendeva - a pag. 13 - il medesimo concetto ("Con la formulazione "Il Consiglio di Stato può concedere sussidi a " (invece di "Possono beneficiare dei sussidi) si vuole sottolineare il fatto che il Consiglio di Stato non è obbligato a concedere il sussidio a tutte le domande che rispettano i requisiti minimi, ma può definire delle priorità e accordare i sussidi a quei progetti che meglio rispettano gli scopi del decreto"). La decisione impugnata resiste pertanto alla critica secondo cuila CMDr, richiedendo la modifica del progetto affinché questo rispondesse meglio al principio sancito all'art. 1 cpv. 3 DLRust 08, avrebbe travalico le proprie mansioni, limitate - a mente del ricorrente - alla sola verifica dell'ossequio delle condizioni poste dal decreto per accedere al sussidio.
6. 6.1. Quando l'applicazione di una norma implica esercizio del potere di apprezzamento da parte dell'autorità amministrativa inferiore, la cognizione di questo Tribunale è praticamente ristretta all'arbitrio (RDAT I-1994 n. 34 consid. 1a).Ilcontrollo dell'apprezzamento da parte di questo Tribunale non è quindi illimitato, ma circoscritto alla verifica che l'autorità decidente non abbia travalicato i limiti del potere discrezionale riservatole dalla legge o l'abbia esercitato in spregio dei principi generali del diritto. L'autorità di ricorso deve in particolare evitare di sostituire il proprio apprezzamento a quello della precedente istanza, limitandosi a censurare quelle decisioni che integrano gli estremi di una violazione del diritto sotto il profilo dell'eccesso o dell'abuso di potere. Ipotesi, quest'ultima, che si verifica unicamente nei casi in cui la decisione appare insostenibile, siccome priva di giustificazioni oggettive, fondata su considerazioni estranee o altrimenti lesiva dei principi fondamentali del diritto, segnatamente di quelli riferiti alla parità di trattamento o all'adeguatezza (cfr. RDAT I-1994 n. 34;Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 2d ad art. 61 LPamm;Adelio Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, 2. ed., Bellinzona 2002, n. 407 segg.).
6.2. Ritenendo, come nel caso concreto, che gli interventi edilizi proposti dall'insorgente fossero estranei alla tipologia rurale tradizionale del luogo ed avrebbero così compromesso la facciata principale dell'edificio alterandone le caratteristiche originarie, l'autorità inferiore non ha violato la legge. Del resto, la SPE ha preso la propria decisione applicando correttamente la procedura prevista dal DLRust 08, in particolare dopo avere raccolto il preavviso della CMDr e dopo avere lasciato al richiedente la possibilità di modificare il progetto in modo da rispondere al meglio al criterio della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio architettonico rurale tradizionale, proprio come avvenuto, anni prima, per il caso della riattazione del rustico "Casa F__________ " in località di __________ (cfr. doc. 16). L'allora Sezione del promovimento economico e del lavoro aveva effettivamente concesso un sussidio ai sensi del DLRust 1988 per la ristrutturazione del rustico citato; tale decisione era però stata presa dopo che il promotore aveva rivisto il proprio progetto - al fine di renderlo conforme allo scopo di cui all'art. 1 cpv. 2 DLRust 1988 - a seguito di un primo preavviso negativo da parte dell'allora Commissione delle bellezze naturali.In quest'ottica, non sussistono motivi per affermare che, rifiutando il sussidio a RI 1, la SPE abbia abusato del potere d'apprezzamento che la legge riserva all'autorità, né ancora che abbia in qualche modo violato il principio della disparità di trattamento, come pretende a torto l'insorgente. Lacircostanza per cui sulla facciata a sud del rustico adiacente (part. n. __________), rispettivamente di quello sottostante (part. n. __________) a quello oggetto della richiesta di aiuto qui in discussione, siano state"a suo tempo"inserite delle finestre, non può essere di alcun giovamento per il qui ricorrente nella misura in cui quest'ultimo pretende un analogo trattamento, non solo poiché non è dato di sapere quando e secondo quali procedure tali interventi siano stati realizzati, ma anche - e soprattutto - poiché l'esecuzione di tali lavori non trae giocoforza seco la conseguenza che gli stessi siano stati posti al beneficio di un sussidio cantonale ex DLRust. Per questi motivi, ilfatto che gli interventi edilizi cui l'insorgente fa riferimento possano anche essere (stati) conformi alle norme pianificatorie comunali per la zona di __________ (con tutte le riserve del caso), ma non per questo ossequiare gli scopi perseguiti dal decreto per l'ottenimento di un finanziamento, sottrae qualsiasi fondamento alleccezione di disparità di trattamento sollevata in relazione ad altri stabili, muniti di finestre, nella stessa zona.La documentazione prodotta dal resistente dimostra in realtà come l'autorità inferiore abbia già accordato finanziamenti solo dopo aver richiesto (ed ottenuto) una modifica dei progetti originali, non fosse altro che per renderli conformi alle caratteristiche tipologiche delle costruzioni tradizionali locali (cfr. doc. 16, 17 e 17a).
Così stando le cose, la decisione impugnata va confermata siccome immune da violazioni del diritto.
7. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va dunque respinto. La tassa di giustizia è a carico del ricorrente secondo soccombenza (art. 28 LPamm).
Per questi motivi,
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il vicepresidente La segretaria