delibera fornitura e posa di contenitori interrati per rifiuti da sistemari in diversi punti di raccolta
Erwägungen (1 Absätze)
E. 37 lett. d LCPubb). Dal profilo della tempestività, i ricorsi sono senz'altro
ricevibili (art. 46 PAmm).
1.2. Essendo fondate sugli stessi fatti,
incontestati, le impugnative possono essere evase con un unico giudizio emanato
sulla base degli atti (art. 18 PAmm), integrati dalle informazioni assunte da
questo tribunale in merito ai contenitori prodotti dalla ditta che collabora
con la B__________.
2. 2.1.
Giusta l'art. 24 LCPubb, i
l subappalto è vietato a meno che sia ammesso dagli
atti di gara. Ogni subappaltatore deve comunque rispettare tutti i requisiti
richiesti dalla LCPubb.
Nell'ambito del diritto civile, con il termine di
subappalto
si intende generalmente un
negozio giuridico mediante il quale l'appaltatore affida a terzi l'esecuzione
dell'opera che si è impegnato a compiere per conto del committente originario.
Per principio, in tale ambito, il subappalto presuppone l'esistenza di un
appalto, ovvero di un contratto per cui l'appaltatore si obbliga a compiere un'opera
e il committente a pagare una mercede (art. 363 CO; Peter Gauch, Der
Werkvertrag, IV. ed., Zurigo 1996, 138 seg.).
La nozione di subappalto, di cui al divieto
sancito dall'art. 24 LCPubb, ha tuttavia una valenza più ampia. Nel diritto
cantonale delle commesse pubbliche, il termine di appalto è in effetti utilizzato
anche come sinonimo di commessa. Il divieto di subappalto di cui all'art. 24
LCPubb è dunque essenzialmente inteso ad impedire che l'aggiudicatario, che
viene valutato quantomeno dal profilo della sua idoneità generale (art. 5 lett.
c LCPubb) a partecipare alla gara, deleghi in tutto o in parte l'esecuzione
effettiva della commessa a terzi scelti indipendentemente dal committente. Questa
deduzione è avvalorata dal testo stesso dell'art. 24 LCPubb, laddove esige che
ogni subappaltatore risponda a tutti i requisiti della LCPubb.
Il divieto di cui all'art. 24 LCPubb
colpisce sicuramente le commesse edili (art. 4 cpv. 1 LCPubb), che per
definizione danno luogo ad un contratto d'appalto ai sensi dell'art. 363 CO.
Sotto il divieto in questione, quantomeno nella misura in cui comportano la stipulazione
di contratti riconducibili ad un contratto d'appalto, ricadono inoltre le
commesse di servizio (art. 4 cpv. 3 LCPubb), ossia le commesse che
riguardano
la fornitura di prestazioni non annoverabili tra le commesse edili o le
forniture. Di principio, considerate le finalità perseguite dall'art. 24
LCPubb, nemmeno le commesse di fornitura dovrebbero sfuggire al divieto di subappalto.
Le particolari caratteristiche di questo tipo di commessa, volto all'acquisto
di beni mobili mediante compravendita, leasing, locazione, affitto o
nolo-vendita (art. 4 cpv. 2 LCPubb), inducono tuttavia a ritenere che il
legislatore non abbia inteso senz'altro assoggettarvele. Ne fanno fede
i materiali legislativi, laddove escludono che i fornitori dell'appaltatore
possano essere considerati subappaltatori (cfr. messaggio del Consiglio di
Stato n. 4086 del 28.10.1998 relativo all'adozione della LCPubb, ad art. 21:
colui
che fornisce all'appaltatore materiale o mezzi, che servono per l'esecuzione
delle opere richieste con il contratto di appalto, non può essere considerato
come subappaltatore
). Alla stessa stregua non sono pertanto da considerare
tali i semplici fornitori del concorrente che si aggiudica una commessa di fornitura.
2.2. La commessa in esame presenta connotazioni
ambivalenti. Nella misura in cui comporta la realizzazione di opere del genio
civile (scavo e messa in opera degli involucri destinati ad accogliere i
contenitori dei rifiuti) è riconducibile ad una commessa edile (art. 4 cpv. 1
LCPubb). Nella misura in cui implica la fornitura e la posa degli impianti di
raccolta dei rifiuti è invece assimilabile ad una commessa di fornitura (art. 4
cpv. 2 LCPubb).
Non potendo essere esclusivamente annoverata
né fra le commesse edili, né fra le commesse di fornitura, la commessa va
dunque considerata una commessa di servizio (art. 4 cpv. 3 LCPubb). La parte assimilabile
ad una commessa edile, in mancanza di diversa disposizione degli atti di gara,
soggiace al divieto di subappalto. Non ricade invece sotto il divieto sancito
dall'art. 24 LCPubb la parte che presenta le connotazioni di una semplice
commessa di fornitura.
2.2.1. La ricorrente M__________,
specializzata in costruzioni metalliche, non eseguirebbe direttamente gli scavi
necessari per la messa in opera degli involucri di cemento destinati ad accogliere
i contenitori dei rifiuti. Nella misura in cui prevede di subappaltare a terzi
questa parte della commessa, chiaramente configurabile come una commessa
edilizia, la sua offerta disattende il divieto sancito dall'art. 24 LCPubb.
Legittima, da questo profilo, appare di
conseguenza la decisione del municipio di escluderla dall'aggiudicazione.
Il ricorso della M__________ può dunque
essere respinto senza esaminare le contestazioni sollevate dall'insorgente nei
confronti della decisione di aggiudicazione, in particolare sotto il profilo
dell'ammissibilità delle varianti inoltrate dal consorzio CO 1.
2.2.2. L'offerta della ricorrente B__________,
specializzata in costruzioni del genio civile, non viola invece il divieto in
questione. Questa ricorrente prevede in effetti sia di eseguire le opere di
scavo necessarie per interrare i suddetti involucri di cemento, sia di mettere
in opera con i propri mezzi gli impianti di raccolta dei rifiuti che le
verrebbero forniti come prodotti finiti dalla Mo__________. I due operai
specializzati, che - stando alla relazione tecnica - verrebbero messi a
disposizione non permettono di ravvisarvi una disattenzione del divieto di subappalto.
Ingiustificata, da questo limitato profilo,
appare dunque la decisione del municipio di escluderla dall'aggiudicazione.
3.
3.1. A norma dell'art. 26 cpv. 2 LCPubb, il committente esclude
dalla procedura le offerte tardive o quelle che presentano lacune formali
rilevanti. Vanno inoltre escluse le offerte che non rispondono alle
prescrizioni del capitolato, che - notoriamente - costituisce la legge stessa
della gara. L'aggiudicazione a condizioni diverse da quelle stabilite dal bando
risulterebbe infatti inconciliabile con il principio fondamentale della parità
di trattamento che governa l'intera legislazione sulle commesse pubbliche (cfr.
art. 1 lett. c LCPubb).
3.2. Nell'evenienza concreta, il capitolato
prevede di attrezzare tutte le sei piazze di raccolta dei rifiuti con
contenitori di capacità nominale di 5 mc. L'offerta della ricorrente B__________
non ossequia questo requisito. Pur avendo compilato anche le posizioni del
capitolato che prevedono la fornitura e la messa in posa di contenitori di
queste dimensioni, la ricorrente ha infatti allegato all'offerta un prospetto
che specifica le caratteristiche dei contenitori indicando fra l'altro un
volume di 4.5 mc (modello ETL 164).
Considerato che la Mo__________, sotto la denominazione
__________, produce e commercia anche un modello con una capacità nominale di 5
mc, che l'offerta della B__________ tuttavia non propone, si deve
necessariamente concludere che questa ricorrente abbia inteso offrire
espressamente ed unicamente il modello di 4.5 mc e non quello di maggior
capacità (__________). Ne consegue che la sua offerta non poteva essere presa
in considerazione ai fini dell'aggiudicazione, poiché divergeva dalle
prescrizioni del capitolato. È ben vero che il modello offerto (__________)
corrisponde alle misure orizzontali (164 x 164 cm) indicate dalle planimetrie
allegate al capitolato. Tale circostanza non permette tuttavia di giungere a
conclusioni più favorevoli alla ricorrente, poiché l'altezza (260 cm) e quindi
anche la capienza (4.5 mc) dei contenitori, rilevante dal profilo del ritmo di
vuotatura e dei costi di gestione indotti, rimangono comunque inferiori a
quelle (292 cm, 5 mc) prescritte dal capitolato. Da questo punto di vista, la
decisione di escludere la B__________ dalla gara regge dunque alla critica.
4. In esito
alle considerazioni che precedono i ricorsi vanno pertanto respinti. La tassa
di giustizia e le ripetibili, commisurate al valore della commessa ed al lavoro
occasionato dalle impugnative, sono suddivise in parti uguali fra le
ricorrenti.
Per questi motivi,
visti gli art. 4, 24, 29, 36, 37 LCPubb; 3, 18, 28,
31, 60, 61 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
1. I ricorsi
sono respinti.
2.
La tassa di giustizia di fr. 1'200.- è suddivisa in parti uguali fra
le ricorrenti.
3. Ciascuna
ricorrente rifonderà fr. 300.- al consorzio resistente a titolo di ripetibili.
4. Intimazione
a:
terzi implicati
1.
Consorzio
Frigerio & Co. / Marco Taddei SA,
6601 Locarno,
1 patrocinata da: avv. Gianfrancesco
Beltrami, 6612 Ascona,
2.
Maturi
& Sampietro SA,
6805 Mezzovico,
3.
Municipio
di Bedano,
6930 Bedano,
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Tessin Tribunale cantonale amministrativo 22.04.2005 52.2005.85 Tessin Tribunale cantonale amministrativo 22.04.2005 52.2005.85 Ticino Tribunale cantonale amministrativo 22.04.2005 52.2005.85
delibera fornitura e posa di contenitori interrati per rifiuti da sistemari in diversi punti di raccolta
Incarto n. 52.2005.85 52.2005.93 Lugano 22 aprile 2005 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina segretario: Leopoldo Crivelli statuendo sui ricorsi 14 marzo 2005 delle a) b) B__________,, M__________,, contro la decisione 2 marzo 2005 del municipio di CO 3, che aggiudica al consorzio CO 1 la fornitura e la posa di contenitori interrati per la raccolta dei rifiuti solidi urbani; viste le risposte:
- 21 marzo 2005 del municipio di CO 3;
- 29 marzo 2005 del consorzio CO 1; al ricorso sub a)
- 21 marzo 2005 del municipio di CO 3;
- 29 marzo 2005 del consorzio CO 1; al ricorso sub b) letti ed esaminati gli atti; ritenuto, in fatto A. Il 16 dicembre 2004 il municipio di CO 3 ha indetto un pubblico concorso, retto dalla LCPubb ed impostato secondo la procedura libera, per aggiudicare la fornitura e la posa di contenitori interrati per rifiuti da sistemare in sei diversi punti di raccolta (FU 102/2004 pag. 9043). Il capitolato d'appalto e modulo d'offerta alla posizione 2.1. stabiliva fra l'altro che: "Le offerte devono essere complete senza modifiche né aggiunte. Riserve, varianti e osservazioni vanno notificate con scritto allegato". Per ogni punto di raccolta il capitolato prevedeva almeno le seguenti posizioni: 1. Impianto di cantiere 2. Fornitura di contenitori 2.1. Vasca esterna di contenimento in cemento di dimensioni come al dettaglio allegato 2.2. Contenitore interno di capacità nominale mc 5 3. Posa contenitori 3.1. Scavo 3.2. Posa 3.3. Riempimenti 3.4. Regie Per i punti di raccolta da 2 a 6 erano inoltre previsti lavori di demolizione o di smontaggio. B. In tempo utile sono pervenute al committente le offerte di sei concorrenti. Fra queste, quella della B__________ di fr. 117'390.-, quella della M__________ (__________) di fr. 111'822.25 e quella del consorzio CO 1 (__________), articolata in un'offerta di base (fr. 149'580.10), abbinata a due varianti (V1: fr. 165'074.50; V2: fr. 198'176.90). Il committente ha in pratica considerato valida soltanto la variante V1 dell'offerta inoltrata dal consorzio CO 1. Le offerte delle altre concorrenti sono state invece state scartate in quanto lesive del divieto di subappalto (art. 24 LCPubb), poiché veniva delegata a terzi la parte di commessa estranea al loro campo di attività sebbene il capitolato non prevedesse deroghe al divieto in questione. L'offerta della B__________ è stata inoltre considerata difforme anche perché prevedeva la fornitura di contenitori di 4.5 mc anziché di 5 mc come prescritto dal capitolato. Con decisione 2 marzo 2005, il municipio ha quindi aggiudicato la commessa al consorzio CO 1. C. Contro la predetta decisione sono insorte davanti al Tribunale cantonale amministrativo sia la B__________, sia la M__________.
a. La B__________, attiva nel campo delle costruzioni edilizie e del genio civile, nega in sostanza di subappaltare la parte di commessa concernente la fornitura dei contenitori per la raccolta dei rifiuti. Afferma di procurarseli dalla ditta Mo__________, che si limiterebbe a fornirglieli come prodotti finiti.
b. La M__________ contesta invece l'ammissibilità delle varianti presentate dal consorzio aggiudicatario. Secondo l'art. 29 LCPubb, le varianti sono ammesse soltanto se previste dagli atti di gara, che sarebbero silenti in proposito. D. I ricorsi sono avversati dal municipio e dal consorzio CO 1, che ne postulano il rigetto con argomenti di cui si dirà nei seguenti considerandi . Considerato, in diritto
1. 1.1 La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 36 cpv. 1 LCPubb. In quanto partecipanti alla gara le ditte ricorrenti sono legittimate a contestare l'esclusione della loro offerta dall'aggiudicazione (art. 37 lett. b LCPubb e 43 PAmm). In caso di successo delle eccezioni sollevate in proposito, saranno semmai ammesse a contestare anche la decisione di aggiudicazione (art. 37 lett. d LCPubb). Dal profilo della tempestività, i ricorsi sono senz'altro ricevibili (art. 46 PAmm). 1.2. Essendo fondate sugli stessi fatti, incontestati, le impugnative possono essere evase con un unico giudizio emanato sulla base degli atti (art. 18 PAmm), integrati dalle informazioni assunte da questo tribunale in merito ai contenitori prodotti dalla ditta che collabora con la B__________.
2. 2.1. Giusta l'art. 24 LCPubb, i l subappalto è vietato a meno che sia ammesso dagli atti di gara. Ogni subappaltatore deve comunque rispettare tutti i requisiti richiesti dalla LCPubb. Nell'ambito del diritto civile, con il termine di subappalto si intende generalmente un negozio giuridico mediante il quale l'appaltatore affida a terzi l'esecuzione dell'opera che si è impegnato a compiere per conto del committente originario. Per principio, in tale ambito, il subappalto presuppone l'esistenza di un appalto, ovvero di un contratto per cui l'appaltatore si obbliga a compiere un'opera e il committente a pagare una mercede (art. 363 CO; Peter Gauch, Der Werkvertrag, IV. ed., Zurigo 1996, 138 seg.). La nozione di subappalto, di cui al divieto sancito dall'art. 24 LCPubb, ha tuttavia una valenza più ampia. Nel diritto cantonale delle commesse pubbliche, il termine di appalto è in effetti utilizzato anche come sinonimo di commessa. Il divieto di subappalto di cui all'art. 24 LCPubb è dunque essenzialmente inteso ad impedire che l'aggiudicatario, che viene valutato quantomeno dal profilo della sua idoneità generale (art. 5 lett. c LCPubb) a partecipare alla gara, deleghi in tutto o in parte l'esecuzione effettiva della commessa a terzi scelti indipendentemente dal committente. Questa deduzione è avvalorata dal testo stesso dell'art. 24 LCPubb, laddove esige che ogni subappaltatore risponda a tutti i requisiti della LCPubb. Il divieto di cui all'art. 24 LCPubb colpisce sicuramente le commesse edili (art. 4 cpv. 1 LCPubb), che per definizione danno luogo ad un contratto d'appalto ai sensi dell'art. 363 CO. Sotto il divieto in questione, quantomeno nella misura in cui comportano la stipulazione di contratti riconducibili ad un contratto d'appalto, ricadono inoltre le commesse di servizio (art. 4 cpv. 3 LCPubb), ossia le commesse che riguardano la fornitura di prestazioni non annoverabili tra le commesse edili o le forniture. Di principio, considerate le finalità perseguite dall'art. 24 LCPubb, nemmeno le commesse di fornitura dovrebbero sfuggire al divieto di subappalto. Le particolari caratteristiche di questo tipo di commessa, volto all'acquisto di beni mobili mediante compravendita, leasing, locazione, affitto o nolo-vendita (art. 4 cpv. 2 LCPubb), inducono tuttavia a ritenere che il legislatore non abbia inteso senz'altro assoggettarvele. Ne fanno fede i materiali legislativi, laddove escludono che i fornitori dell'appaltatore possano essere considerati subappaltatori (cfr. messaggio del Consiglio di Stato n. 4086 del 28.10.1998 relativo all'adozione della LCPubb, ad art. 21: colui che fornisce all'appaltatore materiale o mezzi, che servono per l'esecuzione delle opere richieste con il contratto di appalto, non può essere considerato come subappaltatore). Alla stessa stregua non sono pertanto da considerare tali i semplici fornitori del concorrente che si aggiudica una commessa di fornitura. 2.2. La commessa in esame presenta connotazioni ambivalenti. Nella misura in cui comporta la realizzazione di opere del genio civile (scavo e messa in opera degli involucri destinati ad accogliere i contenitori dei rifiuti) è riconducibile ad una commessa edile (art. 4 cpv. 1 LCPubb). Nella misura in cui implica la fornitura e la posa degli impianti di raccolta dei rifiuti è invece assimilabile ad una commessa di fornitura (art. 4 cpv. 2 LCPubb). Non potendo essere esclusivamente annoverata né fra le commesse edili, né fra le commesse di fornitura, la commessa va dunque considerata una commessa di servizio (art. 4 cpv. 3 LCPubb). La parte assimilabile ad una commessa edile, in mancanza di diversa disposizione degli atti di gara, soggiace al divieto di subappalto. Non ricade invece sotto il divieto sancito dall'art. 24 LCPubb la parte che presenta le connotazioni di una semplice commessa di fornitura. 2.2.1. La ricorrente M__________, specializzata in costruzioni metalliche, non eseguirebbe direttamente gli scavi necessari per la messa in opera degli involucri di cemento destinati ad accogliere i contenitori dei rifiuti. Nella misura in cui prevede di subappaltare a terzi questa parte della commessa, chiaramente configurabile come una commessa edilizia, la sua offerta disattende il divieto sancito dall'art. 24 LCPubb. Legittima, da questo profilo, appare di conseguenza la decisione del municipio di escluderla dall'aggiudicazione. Il ricorso della M__________ può dunque essere respinto senza esaminare le contestazioni sollevate dall'insorgente nei confronti della decisione di aggiudicazione, in particolare sotto il profilo dell'ammissibilità delle varianti inoltrate dal consorzio CO 1. 2.2.2. L'offerta della ricorrente B__________, specializzata in costruzioni del genio civile, non viola invece il divieto in questione. Questa ricorrente prevede in effetti sia di eseguire le opere di scavo necessarie per interrare i suddetti involucri di cemento, sia di mettere in opera con i propri mezzi gli impianti di raccolta dei rifiuti che le verrebbero forniti come prodotti finiti dalla Mo__________. I due operai specializzati, che - stando alla relazione tecnica - verrebbero messi a disposizione non permettono di ravvisarvi una disattenzione del divieto di subappalto. Ingiustificata, da questo limitato profilo, appare dunque la decisione del municipio di escluderla dall'aggiudicazione. 3. 3.1. A norma dell'art. 26 cpv. 2 LCPubb, il committente esclude dalla procedura le offerte tardive o quelle che presentano lacune formali rilevanti. Vanno inoltre escluse le offerte che non rispondono alle prescrizioni del capitolato, che - notoriamente - costituisce la legge stessa della gara. L'aggiudicazione a condizioni diverse da quelle stabilite dal bando risulterebbe infatti inconciliabile con il principio fondamentale della parità di trattamento che governa l'intera legislazione sulle commesse pubbliche (cfr. art. 1 lett. c LCPubb). 3.2. Nell'evenienza concreta, il capitolato prevede di attrezzare tutte le sei piazze di raccolta dei rifiuti con contenitori di capacità nominale di 5 mc. L'offerta della ricorrente B__________ non ossequia questo requisito. Pur avendo compilato anche le posizioni del capitolato che prevedono la fornitura e la messa in posa di contenitori di queste dimensioni, la ricorrente ha infatti allegato all'offerta un prospetto che specifica le caratteristiche dei contenitori indicando fra l'altro un volume di 4.5 mc (modello ETL 164). Considerato che la Mo__________, sotto la denominazione __________, produce e commercia anche un modello con una capacità nominale di 5 mc, che l'offerta della B__________ tuttavia non propone, si deve necessariamente concludere che questa ricorrente abbia inteso offrire espressamente ed unicamente il modello di 4.5 mc e non quello di maggior capacità (__________). Ne consegue che la sua offerta non poteva essere presa in considerazione ai fini dell'aggiudicazione, poiché divergeva dalle prescrizioni del capitolato. È ben vero che il modello offerto (__________) corrisponde alle misure orizzontali (164 x 164 cm) indicate dalle planimetrie allegate al capitolato. Tale circostanza non permette tuttavia di giungere a conclusioni più favorevoli alla ricorrente, poiché l'altezza (260 cm) e quindi anche la capienza (4.5 mc) dei contenitori, rilevante dal profilo del ritmo di vuotatura e dei costi di gestione indotti, rimangono comunque inferiori a quelle (292 cm, 5 mc) prescritte dal capitolato. Da questo punto di vista, la decisione di escludere la B__________ dalla gara regge dunque alla critica.
4. In esito alle considerazioni che precedono i ricorsi vanno pertanto respinti. La tassa di giustizia e le ripetibili, commisurate al valore della commessa ed al lavoro occasionato dalle impugnative, sono suddivise in parti uguali fra le ricorrenti. Per questi motivi, visti gli art. 4, 24, 29, 36, 37 LCPubb; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm; dichiara e pronuncia:
1. I ricorsi sono respinti. 2. La tassa di giustizia di fr. 1'200.- è suddivisa in parti uguali fra le ricorrenti.
3. Ciascuna ricorrente rifonderà fr. 300.- al consorzio resistente a titolo di ripetibili.
4. Intimazione a: terzi implicati 1. Consorzio Frigerio & Co. / Marco Taddei SA, 6601 Locarno, 1 patrocinata da: avv. Gianfrancesco Beltrami, 6612 Ascona, 2. Maturi & Sampietro SA, 6805 Mezzovico, 3. Municipio di Bedano, 6930 Bedano, Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente Il segretario