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52.1996.37

Sentenza o decisione senza scheda

Ticino · 1997-04-04 · Italiano TI
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Sentenza o decisione senza scheda

Erwägungen (1 Absätze)

E. 18 cpv. 1 PAmm).

2.   Le tasse sono il

corrispettivo dovuto all'ente pubblico per un atto dell'amministrazione

occasionato dal singolo cittadino o per l'utilizzazione di un servizio pubblico

(Imboden Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V ed. N. 110 B I).

Conformemente a questa doppia funzione, le tasse si suddividono in tasse

amministrative e tasse d'utilizzazione. In quanto tributi causali rispondono al

principio della copertura dei costi ed al principio dell'equivalenza. Il primo,

applicabile senza riserve in tema di tasse amministrative, esige che il gettito

complessivo delle tasse prelevate corrisponda ai costi totali del relativo

servizio. Il secondo, discendente dal principio di proporzionalità, postula

invece che la tassa percepita si situi in un rapporto ragionevole con il valore

effettivo della prestazione fornita dall'ente pubblico (Rhinow Krähenmann,

Schweiz. Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd. N. 110 B III seg.).

Le tasse d'utilizzazione costituiscono il compenso dovuto per

una prestazione fornita dalla pubblica amministrazione o per l'utilizzazione di

un servizio pubblico. A differenza delle tasse amministrative, se la legge lo

prevede, il gettito complessivo di queste tasse può dare un certo utile. Entro

certi limiti, le tasse d'uso possono inoltre tener conto di fattori che vanno

oltre il semplice valore economico della prestazione dispensata (Grisel, Traité

de droit administratif, II ed., vol. II, pag. 609 e riferimenti; Scolari,

Diritto amministrativo, vol. II, pag. 263 seg., n. 417, 424).

Le tasse di consumo dell'acqua potabile sono tasse

d'utilizzazione prelevate periodicamente quale emolumento per la fornitura di

acqua potabile attraverso l'impianto di distribuzione (DTF 102 Ia 402).

Le tasse d'allacciamento sono invero tasse uniche, che

vengono riscosse in occasione del collegamento di una costruzione alla rete di

distribuzione dell'acqua potabile. Si tratta di un emolumento dovuto per il

diritto stesso di allacciarsi e di rimanere allacciato al servizio (Scolari,

op. cit., pag. 266, n. 428).

La tassa di allacciamento è considerata una tassa di

utilizzazione, poiché va ben oltre gli atti amministrativi propri dell'esame e

dell'evasione della domanda di allacciamento, caratteristici

della tassa amministrativa, quali ad esempio lo studio degli atti, i sopralluoghi,

i rilievi sulle mappe comunali degli allacciamenti ed i collaudi. Essa remunera

infatti anche la possibilità di utilizzare in ogni momento la rete di

distribuzione o di raccolta (Grisel, op. cit., vol. II, pag, 609; DTF 102 Ia

397; DTF 112 Ia 263; RDAT 1991 II 8). La tassa d'allacciamento è dovuta non

appena viene effettuato il raccordo ed è possibile usufruire dell'impianto. Non

è necessario, per contro, che sia dimostrata l'utilizzazione effettiva

dell'allacciamento da parte dell'utente (Rhinow Krähenmann, op. cit., n. 110 B

VI seg., Rep 1984 pag. 45).

3.   3.1 Per la costruzione e

l'esercizio degli impianti di distribuzione dell'acqua potabile l'art. 25 RAAP

di __________ prevede il prelievo di tasse d'allacciamento, di tasse annuali e

di tasse sul consumo.

La tassa di allacciamento non è definita. La norma si

limita ad indicare che è esigibile al momento della posa del contatore e che

viene determinata in base alla volumetria del fabbricato da allacciare in

ragione di fr. 0,50 al mc.

La tassa annuale è invece definita come la tassa che

"da diritto all'utente di rimanere allacciato alla rete dell'acquedotto ed

è comprensiva del noleggio del contatore."

Viene fissata dal municipio mediante ordinanza entro i

seguenti parametri:

"a) case

unifamiliari, appartamenti (per ogni ec. domestica): da un minimo fr. 100.- ad

un massimo fr. 250.--;

b) abitazioni

adibite a residenze secondarie: da fr. 200.- a fr. 500.--;

c)  alberghi,

pensioni, ristoranti, motel, garni, hôtel, e simili: da fr. 350.- a fr.

1'000.--;

d) negozi,

commerci in genere, uffici, bar, banche, laboratori, studi medici, attività

artigianali e simili da fr. 250.- a fr. 500.-;

e) aziende,

autolavaggi, stabilimenti, attività industriali e garages da fr. 500.- a fr.

3'000.-;

f)   autorimesse

autonome e uso agricolo, privato da fr. 50.- a fr. 150.-;

g)  piscine

a partire da 8 mc, da fr. 3.- a fr. 10.- al mc"

La tassa sul consumo annuale è dal canto suo definita

come l'emolumento dovuto in base al volume d'acqua prelevata, moltiplicato per

il prezzo unitario fissato dal municipio mediante ordinanza tra un minimo di

fr. 0,80 ed un massimo di fr. 1,60 per mc.

3.2 In concreto, va osservato che il Tribunale federale in un

caso analogo a quello in esame (cfr. STF 24 febbraio 1997 in re S.) ha

considerato che poco importa se la contestata tassa annuale sia una tassa

d'allacciamento in senso lato o, invece, una parte della tassa di

utilizzazione. Determinante è che il dovere di versarla nasce in seguito al

fatto che l'abbonato continua a rimanere allacciato alla rete e beneficia

quindi della possibilità di utilizzarla. Un simile tributo, a mente dell'Alta

corte, non può pertanto che essere destinato a coprire le spese che l'ente

pubblico deve sopportare anche in assenza di qualsiasi consumo.

Contrariamente a quanto assume il Dipartimento delle

istituzioni, il tributo in esame non è dunque destinato a remunerare una seconda

volta il diritto di rimanere allacciato alla rete di distribuzione e di

prelevare acqua potabile in ogni tempo, ma serve soltanto ad assicurare la

copertura delle spese di manutenzione e di rinnovo dell'impianto di

distribuzione.

Se è ben vero infatti che tali oneri possono essere compresi

nel costo dell'acqua e, quindi, essere coperti mediante la tassa sul consumo;

nulla vieta tuttavia che un comune sovvenga a tali spese, indipendenti dal

consumo, mediante tributo distinto, non legato all'uso effettivo dell'impianto

(cfr. STF citata).

La regolamentazione in esame indica segnatamente che il comune

di __________ ha optato per quest'ultima soluzione.

Il fatto poi che il noleggio del contatore sia compreso nella

tassa annuale e non venga conteggiato separatamente non incide sulla validità

della tassa stessa. Considerato il costo d'acquisto di un contatore e la sua

durata, il noleggio costituisce in effetti un onere di modica entità e di

rilevanza marginale, accessoria e trascurabile rispetto all'ammontare della

tassa in discussione.

4.   La tassa in esame non

presta il fianco a critiche nemmeno nella misura in cui determina la tassa

annuale delle abitazioni primarie sulla base del numero di economie domestiche

facenti capo ad un singolo allacciamento.

In effetti, come esposto nel precedente considerando, la

tassa litigiosa è destinata a coprire i costi di manutenzione e di rinnovo

dell'impianto. Ora, è evidente che, se un immobile ospita più economie

domestiche l'uso potenziale della rete di distribuzione è più importante che

nel caso di uno stabile occupato da una sola famiglia. Ne deriva che, anche a

parere della nostra massima istanza giudiziaria (cfr. STF citata), la

regolamentazione sancita dall'art. 25 RAAP, che non poggia sul numero di allacciamenti

o sul numero degli abbonati, bensì soltanto sul potenziale utilizzo

dell'impianto merita di essere confermata.

Data la trascurabile rilevanza dei costi di noleggio dei

contatori nell'economia della tassa annuale, il fatto che non venga commisurata

in base alle dimensioni degli apparecchi di misura, non incide sulla

legittimità della norma. Tanto meno quando si consideri che i contatori delle

case plurifamiliari sono sostanzialmente identici a quelli delle case

monofamiliari.

5.   Per tutte le ragioni sin

qui esposte, il ricorso va quindi accolto, annullando la decisione

dipartimentale censurata e confermando la tassa annuale esatta dal municipio di

__________.

La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza.

Non si assegnano ripetibili.

Per

questi motivi,

visti

gli art. 40 LMSP, 25, 45 RAAP di __________; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 65 PAmm,

dichiara e pronuncia:

1.   Il ricorso è accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.   la decisione 22 gennaio 1996, no

7620/95, del Dipartimento delle istituzioni è annullata;

1.2.   la decisione 14 ottobre 1995 del

municipio di __________ è confermata.

2.   La tassa di giustizia e le

spese di fr. 600.-- sono a carico della resistente.

3.   Intimazione

a:

__________

Per

il Tribunale cantonale amministrativo

Il

presidente                                                             La

segretaria

Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.04.1997 52.1996.37 Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.04.1997 52.1996.37 Ticino Tribunale cantonale amministrativo 04.04.1997 52.1996.37

Sentenza o decisione senza scheda

Incarto n. 52.96.00037 Lugano 4 aprile 1997 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi segretaria: Monica Campana Liebi, vicecancelliere statuendo sul ricorso 30 gennaio 1996 del Comune di __________ contro la decisione 22 gennaio 1996, no 7620/95, con cui il Dipartimento delle istituzioni ha annullato la decisione municipale 14 ottobre 1994 in materia di tassa annuale d'acqua potabile; viste le risposte:

-    15 febbraio 1996 di __________,

-    19 febbraio 1996 del Dipartimento; letti ed esaminati gli atti; ritenuto, in fatto A.   __________ è proprietaria di una casa composta da tre unità abitative a __________. Il 31 ottobre 1995 l'Azienda comunale dell'acqua potabile (AAP) le ha chiesto il pagamento di una "tassa annuale" di fr. 360.- per l'anno 1995, pari a fr. 120.- per unità abitativa. Contro questa imposizione __________ ha interposto reclamo al municipio, chiedendo una riduzione della tassa a fr. 120.- in considerazione del fatto che lo stabile dispone di un unico allacciamento e di un unico contatore. B.   Con decisione 14 novembre 1995 il municipio di __________ ha respinto il gravame, asserendo che l'art. 25 del Regolamento dell'AAP (in seguito: RAAP) commisura la tassa annuale in base al numero delle economie domestiche facenti capo ad un singolo allacciamento. C.   Contro questa decisione __________ è insorta davanti al Consiglio di Stato contestando sia l'interpretazione, sia l'applicazione dell'art. 25 RAAP. A suo modo di vedere, varrebbe l'equazione: "un allacciamento + un contatore = una tassa". Stabilendo che la tassa annuale conferisce all'utente il diritto di rimanere allacciati alla rete di distribuzione dell'acqua potabile ed è comprensiva del noleggio del contatore, la norma in questione escluderebbe qualsiasi commisurazione fondata sul numero delle economie domestiche allacciate. D.   Con giudizio 22 gennaio 1996 il Dipartimento delle istituzioni ha accolto l'impugnativa ed annullato la pronuncia municipale. Considerato che il RAAP prevede la riscossione di una tassa d'allacciamento al momento del raccordo alla rete di distribuzione, l'autorità cantonale ha ritenuto che non potessero più essere imposte ulteriori tasse per lo stesso genere di prestazione. In ogni caso, la tassa per il noleggio del contatore andrebbe prelevata separatamente, poiché altrimenti l'utente si vedrebbe privato della possibilità di conoscerne l'esatto ammontare. E.   Avverso il predetto giudizio il comune di __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento. Secondo l'insorgente, la tassa annuale - comprensiva di quella del noleggio del contatore - non sarebbe una tassa d'allacciamento, bensì  una tassa minima configurabile quale tassa base di consumo. Di conseguenza, andrebbe prelevata proporzionalmente al numero delle economie domestiche facenti capo al singolo allacciamento. A suo avviso, l'art. 25 RAAP costituirebbe una base legale sufficiente per prelevare sia la tassa annuale, sia quella relativa al noleggio del contatore. Tenuto conto dei modici costi di noleggio degli apparecchi, ulteriori specificazioni non sarebbero necessarie. F.   All'accoglimento del ricorso si oppone il Dipartimento delle istituzioni che non formula osservazioni. Ad identica conclusione perviene la resistente __________, con argomenti che, per quanto necessario, saranno ripresi nei seguenti considerandi. Considerato, in diritto

1.   La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dagli art. 60 PAmm e 40 LMSP. La legittimazione attiva della ricorrente è indiscutibile (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine. Data la natura delle questioni poste a giudizio, l'impugnativa può essere decisa sulla base degli atti senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

2.   Le tasse sono il corrispettivo dovuto all'ente pubblico per un atto dell'amministrazione occasionato dal singolo cittadino o per l'utilizzazione di un servizio pubblico (Imboden Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V ed. N. 110 B I). Conformemente a questa doppia funzione, le tasse si suddividono in tasse amministrative e tasse d'utilizzazione. In quanto tributi causali rispondono al principio della copertura dei costi ed al principio dell'equivalenza. Il primo, applicabile senza riserve in tema di tasse amministrative, esige che il gettito complessivo delle tasse prelevate corrisponda ai costi totali del relativo servizio. Il secondo, discendente dal principio di proporzionalità, postula invece che la tassa percepita si situi in un rapporto ragionevole con il valore effettivo della prestazione fornita dall'ente pubblico (Rhinow Krähenmann, Schweiz. Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd. N. 110 B III seg.). Le tasse d'utilizzazione costituiscono il compenso dovuto per una prestazione fornita dalla pubblica amministrazione o per l'utilizzazione di un servizio pubblico. A differenza delle tasse amministrative, se la legge lo prevede, il gettito complessivo di queste tasse può dare un certo utile. Entro certi limiti, le tasse d'uso possono inoltre tener conto di fattori che vanno oltre il semplice valore economico della prestazione dispensata (Grisel, Traité de droit administratif, II ed., vol. II, pag. 609 e riferimenti; Scolari, Diritto amministrativo, vol. II, pag. 263 seg., n. 417, 424). Le tasse di consumo dell'acqua potabile sono tasse d'utilizzazione prelevate periodicamente quale emolumento per la fornitura di acqua potabile attraverso l'impianto di distribuzione (DTF 102 Ia 402). Le tasse d'allacciamento sono invero tasse uniche, che vengono riscosse in occasione del collegamento di una costruzione alla rete di distribuzione dell'acqua potabile. Si tratta di un emolumento dovuto per il diritto stesso di allacciarsi e di rimanere allacciato al servizio (Scolari, op. cit., pag. 266, n. 428). La tassa di allacciamento è considerata una tassa di utilizzazione, poiché va ben oltre gli atti amministrativi propri dell'esame e dell'evasione della domanda di allacciamento, caratteristici della tassa amministrativa, quali ad esempio lo studio degli atti, i sopralluoghi, i rilievi sulle mappe comunali degli allacciamenti ed i collaudi. Essa remunera infatti anche la possibilità di utilizzare in ogni momento la rete di distribuzione o di raccolta (Grisel, op. cit., vol. II, pag, 609; DTF 102 Ia 397; DTF 112 Ia 263; RDAT 1991 II 8). La tassa d'allacciamento è dovuta non appena viene effettuato il raccordo ed è possibile usufruire dell'impianto. Non è necessario, per contro, che sia dimostrata l'utilizzazione effettiva dell'allacciamento da parte dell'utente (Rhinow Krähenmann, op. cit., n. 110 B VI seg., Rep 1984 pag. 45).

3.   3.1 Per la costruzione e l'esercizio degli impianti di distribuzione dell'acqua potabile l'art. 25 RAAP di __________ prevede il prelievo di tasse d'allacciamento, di tasse annuali e di tasse sul consumo. La tassa di allacciamento non è definita. La norma si limita ad indicare che è esigibile al momento della posa del contatore e che viene determinata in base alla volumetria del fabbricato da allacciare in ragione di fr. 0,50 al mc. La tassa annuale è invece definita come la tassa che "da diritto all'utente di rimanere allacciato alla rete dell'acquedotto ed è comprensiva del noleggio del contatore." Viene fissata dal municipio mediante ordinanza entro i seguenti parametri: "a) case unifamiliari, appartamenti (per ogni ec. domestica): da un minimo fr. 100.- ad un massimo fr. 250.--;

b) abitazioni adibite a residenze secondarie: da fr. 200.- a fr. 500.--;

c)  alberghi, pensioni, ristoranti, motel, garni, hôtel, e simili: da fr. 350.- a fr. 1'000.--;

d) negozi, commerci in genere, uffici, bar, banche, laboratori, studi medici, attività artigianali e simili da fr. 250.- a fr. 500.-;

e) aziende, autolavaggi, stabilimenti, attività industriali e garages da fr. 500.- a fr. 3'000.-;

f)   autorimesse autonome e uso agricolo, privato da fr. 50.- a fr. 150.-;

g)  piscine a partire da 8 mc, da fr. 3.- a fr. 10.- al mc" La tassa sul consumo annuale è dal canto suo definita come l'emolumento dovuto in base al volume d'acqua prelevata, moltiplicato per il prezzo unitario fissato dal municipio mediante ordinanza tra un minimo di fr. 0,80 ed un massimo di fr. 1,60 per mc. 3.2 In concreto, va osservato che il Tribunale federale in un caso analogo a quello in esame (cfr. STF 24 febbraio 1997 in re S.) ha considerato che poco importa se la contestata tassa annuale sia una tassa d'allacciamento in senso lato o, invece, una parte della tassa di utilizzazione. Determinante è che il dovere di versarla nasce in seguito al fatto che l'abbonato continua a rimanere allacciato alla rete e beneficia quindi della possibilità di utilizzarla. Un simile tributo, a mente dell'Alta corte, non può pertanto che essere destinato a coprire le spese che l'ente pubblico deve sopportare anche in assenza di qualsiasi consumo. Contrariamente a quanto assume il Dipartimento delle istituzioni, il tributo in esame non è dunque destinato a remunerare una seconda volta il diritto di rimanere allacciato alla rete di distribuzione e di prelevare acqua potabile in ogni tempo, ma serve soltanto ad assicurare la copertura delle spese di manutenzione e di rinnovo dell'impianto di distribuzione. Se è ben vero infatti che tali oneri possono essere compresi nel costo dell'acqua e, quindi, essere coperti mediante la tassa sul consumo; nulla vieta tuttavia che un comune sovvenga a tali spese, indipendenti dal consumo, mediante tributo distinto, non legato all'uso effettivo dell'impianto (cfr. STF citata). La regolamentazione in esame indica segnatamente che il comune di __________ ha optato per quest'ultima soluzione. Il fatto poi che il noleggio del contatore sia compreso nella tassa annuale e non venga conteggiato separatamente non incide sulla validità della tassa stessa. Considerato il costo d'acquisto di un contatore e la sua durata, il noleggio costituisce in effetti un onere di modica entità e di rilevanza marginale, accessoria e trascurabile rispetto all'ammontare della tassa in discussione.

4.   La tassa in esame non presta il fianco a critiche nemmeno nella misura in cui determina la tassa annuale delle abitazioni primarie sulla base del numero di economie domestiche facenti capo ad un singolo allacciamento. In effetti, come esposto nel precedente considerando, la tassa litigiosa è destinata a coprire i costi di manutenzione e di rinnovo dell'impianto. Ora, è evidente che, se un immobile ospita più economie domestiche l'uso potenziale della rete di distribuzione è più importante che nel caso di uno stabile occupato da una sola famiglia. Ne deriva che, anche a parere della nostra massima istanza giudiziaria (cfr. STF citata), la regolamentazione sancita dall'art. 25 RAAP, che non poggia sul numero di allacciamenti o sul numero degli abbonati, bensì soltanto sul potenziale utilizzo dell'impianto merita di essere confermata. Data la trascurabile rilevanza dei costi di noleggio dei contatori nell'economia della tassa annuale, il fatto che non venga commisurata in base alle dimensioni degli apparecchi di misura, non incide sulla legittimità della norma. Tanto meno quando si consideri che i contatori delle case plurifamiliari sono sostanzialmente identici a quelli delle case monofamiliari.

5.   Per tutte le ragioni sin qui esposte, il ricorso va quindi accolto, annullando la decisione dipartimentale censurata e confermando la tassa annuale esatta dal municipio di __________. La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza. Non si assegnano ripetibili. Per questi motivi, visti gli art. 40 LMSP, 25, 45 RAAP di __________; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 65 PAmm, dichiara e pronuncia:

1.   Il ricorso è accolto. §.  Di conseguenza: 1.1.   la decisione 22 gennaio 1996, no 7620/95, del Dipartimento delle istituzioni è annullata; 1.2.   la decisione 14 ottobre 1995 del municipio di __________ è confermata.

2.   La tassa di giustizia e le spese di fr. 600.-- sono a carico della resistente.

3.   Intimazione a: __________ Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente                                                             La segretaria