Erwägungen (17 Absätze)
E. 2 In caso di condizione agiate conseguenti a un incremento patrimoniale, devono essere accordate le seguenti quote patrimoniali esenti:
a. fr. 30000.00 per persona singola
b. fr. 50000.00 per coniugi e partner registrati
c. fr. 15000.00 per ogni figlio minorenne
E. 2.1 L'art. 33 Las prevede che le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate:
a) quando vengono effettuati dei versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non ancora corrisposte, al momento in cui tali prestazioni saranno esigibili. L'autorità può parimenti esigere che le si versino direttamente gli arretrati (art. 32 Laps);
b) in caso di acquisizione di una sostanza rilevante;
c) in caso di eredità lasciata dal beneficiario deceduto.
Giusta l'art. 35 cpv. 1 Las non vi è obbligo di rimborso per le prestazioni assistenziali per il beneficiario di prestazioni assistenziali da lui ottenute prima dell'età di 18 anni compiuti (lett. a); (lett. b abrogata); per le prestazioni assistenziali ottenute nel quadro dell'inserimento sociale e professionale previsto dal Capitolo IIa (lett. c).
Ai sensi dellart. 42 Las, nel tenore in vigore dal 1° agosto 2026 (cfr. BU 2026, 234; Comunicato stampa del 22 aprile 2026 relativo alle decisioni parlamentari del 21 aprile 2026, https://www4.ti.ch/tich/area-media/comunicati/dettaglio-comunicato/?NEWS_ID=259102), concernente la prescrizione, il diritto di rimborso e lazione di regresso si prescrivono dopo tre anni (fino al 31 luglio 2026: dopo un anno) dal giorno in cui lAutorità cantonale ha avuto conoscenza dei diritti dello Stato e, in ogni caso, dopo dieci anni dal giorno in cui la prestazione assistenziale è stata corrisposta.
Lart. 43 Las enuncia che l'Autorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano.
Lart. 43 Las è, in ogni caso, una mera disposizione potestativa (cfr. STF 8C_418/2020 del 7 settembre 2020 consid. 6.4.; STCA 42.2022.10-11 dell11 luglio 2022 consid. 2.6.; STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 consid. 2.4; 2.10.).
E. 2.1a quando vengono effettuati dei versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non ancora corrisposte, al momento in cui tali prestazioni saranno esigibili. L'autorità può parimenti esigere che le si versino direttamente gli arretrati (art. 32 Laps);
E. 2.1b in caso di acquisizione di una sostanza rilevante;
E. 2.1c in caso di eredità lasciata dal beneficiario deceduto.
Giusta l'art. 35 cpv. 1 Las non vi è obbligo di rimborso per le prestazioni assistenziali per il beneficiario di prestazioni assistenziali da lui ottenute prima dell'età di 18 anni compiuti (lett. a); (lett. b abrogata); per le prestazioni assistenziali ottenute nel quadro dell'inserimento sociale e professionale previsto dal Capitolo IIa (lett. c).
Ai sensi dellart. 42 Las, nel tenore in vigore dal 1° agosto 2026 (cfr. BU 2026, 234; Comunicato stampa del 22 aprile 2026 relativo alle decisioni parlamentari del 21 aprile 2026, https://www4.ti.ch/tich/area-media/comunicati/dettaglio-comunicato/?NEWS_ID=259102), concernente la prescrizione, il diritto di rimborso e lazione di regresso si prescrivono dopo tre anni (fino al 31 luglio 2026: dopo un anno) dal giorno in cui lAutorità cantonale ha avuto conoscenza dei diritti dello Stato e, in ogni caso, dopo dieci anni dal giorno in cui la prestazione assistenziale è stata corrisposta.
Lart. 43 Las enuncia che l'Autorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano.
Lart. 43 Las è, in ogni caso, una mera disposizione potestativa (cfr. STF 8C_418/2020 del 7 settembre 2020 consid. 6.4.; STCA 42.2022.10-11 dell11 luglio 2022 consid. 2.6.; STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 consid. 2.4; 2.10.).
E. 2.2 A proposito dellart. 33 Las nel Messaggio 5250 dell'8 maggio 2002 relativo alla Modifica della legge sull'assistenza sociale il Consiglio di Stato si era così espresso:
" Il nuovo art. 33, rispetto a quello attualmente in vigore, limita e precisa le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali, in adeguamento alla prassi già attualmente diffusa (e in riferimento alle norme della CSIAS riviste nel 1998 e nel 2000): sono considerate unicamente le situazioni in cui le prestazioni assistenziali sono versate quali anticipo su prestazioni assicurative e i casi di acquisizione di sostanza (vincite, eredità).
Si tratta, come raccomanda la CSIAS, di non scoraggiare il reinserimento professionale e la riconquista dell'autonomia con la minaccia di pignorare il salario per rimborsare le prestazioni assistenziali (evitare la cosiddetta - trappola della povertà)."
Nel suo rapporto del 5 novembre 2002 la Commissione della gestione e delle finanze aveva al riguardo rilevato:
" II nuovo art. 33 limita e precisa le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali.
In base alle direttive della COSAS il rimborso deve avvenire nei seguenti casi:
- prestazioni di Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento indebitamente percepite;
- versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non ancora corrisposte;
- eredità lasciata dal beneficiario deceduto;
- acquisizione di una sostanza rilevante durante il periodo in cui sono state versate delle prestazioni di Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento o successivamente, durante il periodo di prescrizione previsto dalla legislazione cantonale."
Nel rapporto del 28 giugno 2017 della Commissione della legislazione sulliniziativa parlamentare elaborata 20 giugno 2016 IE462 presentata nella forma elaborata da Amanda Rückert e cofirmatari per prolungare la prescrizione nel diritto di chiedere il rimborso delle prestazioni assistenziali, figurano in particolare le seguenti considerazioni:
" () Il Direttore ha sottolineato come la questione del rimborso tocca tutte le prestazioni sociali e in generale le assicurazioni sociali e che il termine di cinque anni è un termine generale sia a livello federale che cantonale.
Importante è sottolineare che il servizio prestazioni gestisce le richieste di assistenza sociale fornisce una prima consulenza personalizzata, previo consegna la lista della documentazione necessaria, fissando in seguito un appuntamento presso lo Sportello Laps del proprio comprensorio. Il Cantone tiene conto delle raccomandazioni e delle norme per il calcolo dell'aiuto sociale, edite dalla Conferenza svizzera delle istituzioni d'azione sociale (COSAS). Gli importi riconosciuti e le disposizioni specifiche per il Ticino sono pubblicati annualmente sul Bollettino ufficiale.
L'assistenza sociale prevede una prestazione ordinaria, ovvero che possa coprire il fabbisogno di base calcolato sulla base della propria situazione familiare e personale. Ad essa alla possono essere aggiunte delle prestazioni speciali per far fronte a bisogni particolari o puntuali della persona.
Questultima per beneficiare dellassistenza sociale deve collaborare attivamente, fornendo tutte le informazioni del caso per stabilire il diritto alla prestazione o se alternativamente intraprendere un percorso di inserimento sia esso sociale o professionale. In caso di indicazioni non conformi o di mancata collaborazione, possono essere applicate delle sanzioni pecuniarie sottoforma di riduzione della prestazione e nei casi più gravi è prevista la possibilità di sospendere la prestazione.
Tra gli obiettivi principali dell'assistenza sociale - oltre a garantire il minimo vitale - vi è anche quello di favorire l'inserimento sociale e professionale per far sì che la persona che fa capo a questo aiuto statale possa fare a meno della prestazione assistenziale.
Si distinguono dunque due percorsi di inserimento:
Ÿ professionale: per i beneficiari di prestazioni che dimostrano di poter rientrare nel mondo del lavoro in tempi brevi
Ÿ sociale: per i beneficiari che non sono in grado di accedere al mercato del lavoro, ma che aspirano a una maggiore autonomia economica-sociale o ancora che necessitano di un periodo di accompagnamento.
Cionondimeno dopo i 18 anni detà compiuti chi ha ottenuto prestazioni di Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, è tenuto a rimborsarle quando la sua situazione economica risulti consolidata e le sue condizioni di vita siano sufficientemente agiate, ma che non di meno non compromettano la sua indipendenza e possa indurla a ritornare a richiedere tale aiuto al Cantone.
In ogni casi i principali motivi per cui lo Stato si mette a capo di unazione di rimborso sono:
- le prestazioni indebitamente percepite (casi di abuso come ad es. stipendio in nero art. 36 LAS)
- le prestazioni anticipate in attesa di altre prestazioni assicurative (art. 33 a) LAS)
- lacquisizione di sostanza rilevante o uneredità lasciata dal beneficiario di prestazioni
- uneredità lasciata dal beneficiario deceduto (art.33 c) LAS)
Vi è poi la questione di coloro che richiedono una prestazione assistenziale essendo proprietari di immobili (art.44 LAS). In questo caso lUfficio chiede a titolo cautelativo la costituzione di unipoteca legale sullimmobile.
Nei casi appena elencati portano a un incasso complessivo di 1.6 milioni di franchi, cifra contenuta in quanto le differenti situazioni degli assistiti si risolvono lentamente e con difficoltà.
Se una persona rientra nel mondo del lavoro (o se si assiste a uno dei casi sopra citati) è tenuta a rimborsare le prestazioni assistenziali nella misura in cui si rileva un cambiamento rilevante nella sua situazione economica. Infatti se rientra nel mondo del lavoro, ma il rimborso implicherebbe un ritorno allo stato di precarietà e conseguentemente a domandare nuovamente una prestazione assistenziale, lo Stato rinuncia al rimborso.
Art. 43 LAS
Lautorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano ()"
A questultimo riguardo giova ribadire che lart. 43 Las è una mera disposizione potestativa (cfr. consid. 2.1.).
E. 2.3 Le Linee guida della Conferenza svizzera delle istituzioni dellazione sociale (CSIAS), valide dal 1° gennaio 2021 (cfr. https://skos.ch/it/norme-csias/consultare-le-norme), al p.to E.2.1., concernente il concetto di condizioni agiate nellambito delle prestazioni, prevedono:
" 1. Le prestazioni di sostegno percepite debitamente devono essere restituite se una persona antecedentemente beneficiaria viene a trovarsi in condizioni agiate.
E. 2.4 Il Tribunale federale, in una sentenza 8C_239/2024 del 23 maggio 2024 consid. 3, a proposito della natura delle Linee guida della Conferenza svizzera delle istituzioni dellazione sociale (CSIAS), ha statuito:
" Insbesondere scheint die Beschwerdeführerin den Charakter der SKOS-Richtlinien zu verkennen. Diese stellen ergänzendes kantonales, nicht aber übergeordnetes Recht dar, was zudem nur dann gilt, wenn die kantonale Gesetzgebung dies auch so (in einer Verweisungsnorm) vorsieht. Fehlt eine entsprechende Regelung im kantonalen Recht, so handelt es sich (lediglich) um eine verwaltungsinterne Richtlinie (Urteile 8C_876/2018 vom 15. Januar 2019 und 8C_692/2017 vom 6. Oktober 2017; vgl. auch unlängst ergangenes Urteil 8C_333/2023 vom 1. Februar 2024 E. 2.2, zur Publikation vorgesehen)."
Il giudizio 8C_333/2023 del 1° febbraio 2024 citato dallAlta Corte è pubblicato in DTF 150 V 161. Cfr., oltre al consid. 2.2. indicato dal TF, anche il consid. 7.3.6.
In dottrina C. Hänzi (Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011), riguardo alla funzione delle disposizioni CSIAS, evidenzia quanto segue:
" In der Schweiz ist eine einheitliche Definition hinsichtlich der Ausgestaltung und der Höhe des Existenzminimums nicht vorhanden. Die verschiedenen Regelungen zum Existenzminimum in der Schweiz bilden kein kohärentes, geschlossenes System zur Sicherung und zum Schutze minimaler Voraussetzungen für ein menschenwürdiges Dasein. So besteht auch eine eigene Umschreibung und Ausgestaltung des Existenzminimums für den Leistungsbereich der Sozialhilfe. Die Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe hat sich dieser Aufgabe angenommen und gibt im Rahmen ihrer Richtlinien Empfehlungen zuhanden der Sozialhilfeorgane des Bundes, der Kantone, der Gemeinden sowie der Organisationen der privaten Sozialhilfe ab. Damit bezweckt sie, angesichts der grossen föderalen Vielfalt, vor allem auch die Förderung einer gesamtschweizerischen Unterstützungspraxis, insbesondere im Bereich der materiellen Unterstützung. Die Richtlinien konkretisieren dabei nicht nur den Verfassungsauftrag gemäss Art. 12 BV zur Existenzsicherung, sondern sie wollen grundsätzlich die Ausgestaltung eines sozialen Existenzminimums definieren, welches über dem absolut Notwendigen zu liegen kommt. Dabei wurde mit der letzten Revision ein Paradigmawechsel in der Konzeption der Richtlinien vollzogen, da die Grundsicherung ab dann mit einem Anreizsystem verknüpft wurde. Ausgerichtet ist das Unterstützungssystem der SKOS-Richtlinien auf längerfristig unterstützte Personen, die in einem Privathaushalt leben und fähig sind, den damit verbundenen Verpflichtungen nachzukommen. Allerdings zeichnen sich die Richtlinien nicht nur dadurch aus, dass sie ein Bemessungssystem für die jeweils angemessene Sozialhilfe für solche Haushalte beinhalten. Sie umschreiben bspw. auch die geltenden Zielsetzungen dieses Leistungsfeldes, die wesentlichen Grundprinzipien, die Rechte und Pflichten Unterstützter, die regeln bei der Auszahlung von Leistungen, die möglichen Sanktionen, die Massnahmen zur Integration oder die Verwandten- und Rückerstattungspflicht und erhalten eine Sammlung der Rechtsprechung, der kantonalen Sozialhilfegesetze sowie Praxishilfen. Sie sind damit eine eigentliche Referenz für die Sozialhilfepraxis. Die Richtlinien erlangen jedoch erst durch di e kantonale Gesetzgebung, die kommunale Rechtsetzung und die Rechtsprechung Verbindlichkeit." (pag. 171-172).
In effetti le direttive amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF 8C_166/2025 del 19 gennaio 2026 consid. 2.4.; DTF 151 V 137 consid. 4.3.; STF 8C_228/2023 del 6 ottobre 2023 consid. 3.2.; STF 8C_141/2023 del 2 maggio 2023 consid. 4.1.; STF 8C_297/2022 del 15 febbraio 2023 consid. 3.2.; STF 9C_270/2021 del 30 dicembre 2021 consid. 3.5.; STF 8C_503/2021 del 18 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 8C_463/2021 del 9 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 9C_458/2020 del 27 settembre 2021 consid. 4.1.; DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF 9C_631/2019 del 19 giugno 2020 consid. 2.3.; DTF 144 V 195; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag. 438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181).
Questultimo, tuttavia, deve tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime permettono uninterpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata nel caso di specie (cfr. STF 8C_166/2025 del 19 gennaio 2026 consid. 2.4.; STF 8C_224/2024 del 2 settembre 2025 consid. 2.4.; STF 9C_230/2024 del 21 gennaio 2025 consid. 4.1.; STF 8C_425/2023 del 21 maggio 2024 consid. 4.3.; STF 8C_532/2023 del 17 aprile 2024 consid. 4.4.; STF 8C_322/2022 del 30 gennaio 2023 consid. 4.3.1.; STF 8C_769/2021 del 3 maggio 2022 consid. 3.3.; DTF 148 V 144 consid. 3.1.3.; DTF 147 V 342 consid. 5.5.2.2.; STF 8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid. 3.2; DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; DTF 145 V 224 consid. 6.1.1; DTF 142 V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133 V 587 consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).
Il giudice deve, invece, scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr. DTF 146 V 233 consid. 4.2.1.; DTF 145 V 84 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STF H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber: "La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II pag. 527; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).
Secondo la giurisprudenza, infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze (cfr. DTF 151 V 264 consid. 6.2.; STF 9C_442/2021 del 17 marzo 2022 consid. 3.3.; DTF 118 V 32; DTF 109 V 169 consid. 3b).
E. 2.5 Nella presente evenienza, come visto nei fatti, lUSSI, con decisione su reclamo del 2 settembre 2025 - cresciuta in giudicato incontestata -, ha confermato il rimborso di fr. 35'000.-- chiesto al ricorrente il 27 dicembre 2024 a seguito dellacquisizione, nel novembre 2024, di sostanza rilevante (fr. 65'000.--) tramite eredità dopo il decesso della madre (cfr. doc. VII2; VII1; consid. 1.2.; 1.3.).
Lamministrazione ha stabilito lammontare da rimborsare, tenendo conto delleredità di fr. 65'000.-- e deducendo a favore dellinsorgente limporto di fr. 30'000.-- quale quota patrimoniale esente, come contemplato dalle linee guida CSIAS p.to E.2.1. (cfr. consid. 2.3.).
Al riguardo è utile segnalare che con giudizio 8C_418/2020 del 7 settembre 2020 il Tribunale federale ha respinto il ricorso inoltrato contro la decisione 42.2020.2 del 25 maggio 2020, con il quale questa Corte, nel caso di una persona che aveva percepito prestazioni assistenziali da gennaio 2010 a giugno 2019 e a favore della quale, a giugno 2019, era stato bonificato un importo di fr. 320'000.-- a titolo di anticipo ereditario, aveva confermato la richiesta di rimborso emessa dallUSSI, ritenuto che laccredito di un anticipo ereditario corrisponde allacquisizione di una sostanza rilevante ed è una circostanza a seguito della quale le prestazioni assistenziali corrisposte ai maggiorenni vanno rimborsate (cfr. art. 33 cpv. 1 lett. b Las), come pure che rettamente lamministrazione aveva lasciato alla libera disposizione del ricorrente la somma adeguata di fr. 25000.- conformemente alle direttive COSAS allora in vigore.
In proposito cfr. anche STF 8C_145/2021 dell11 marzo 2021 e STF 8C_254/2011 del 7 luglio 2011.
Si rileva, peraltro, che il disposto dellart. 33 Las, in vigore fino al 31 gennaio 2003, prevedeva, in buona sostanza, che chi avesse ricevuto prestazioni assistenziali dopo il compimento dei diciott'anni, era obbligato a rimborsarle quando la propria situazione finanziaria risultava consolidata e le condizioni di vita erano sufficientemente agiate.
Lart. 33 lett. b Las, valido dal 1° febbraio 2003, enuncia, invece, che le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate, segnatamente in caso di acquisizione di sostanza rilevante. Non risulta più il riferimento a condizioni sufficientemente agiate.
Come visto, le Linee guida CSIAS, al p.to E.2.1., sanciscono, tuttavia, che le prestazioni di sostegno percepite debitamente devono essere restituite se una persona antecedentemente beneficiaria viene a trovarsi in condizioni agiate, rispettivamente che in caso di condizioni agiate conseguenti a un incremento patrimoniale, devono essere accordate le seguenti quote patrimoniali esenti: a. fr. 30000.00 per persona singola; b. fr. 50000.00 per coniugi e partner registrati; c. fr. 15000.00 per ogni figlio minorenne (cfr. consid. 2.3.).
E. 2.6 Con ulteriore decisione su reclamo del 15 giugno 2026 lamministrazione ha, poi, respinto il reclamo dellinsorgente inoltrato contro la decisione del 9 aprile 2026 con cui lUSSI aveva ritenuto irricevibile la richiesta di condono della somma di fr. 35'000.-- e aveva rifiutato la domanda di riduzione dellimporto da rimborsare presentate da RI1 il 16 marzo 2026 (cfr. doc. III1; A; consid. 1.4.; 1.6.).
In proposito, conformemente a quanto indicato dallamministrazione nella decisione su reclamo del 15 giugno 2026 (cfr. doc. A), giova evidenziare che lart. 26 Laps, che contempla listituto del condono, concerne la restituzione di prestazioni indebitamente percepite.
Lart. 36 Las, che rinvia allart. 26 Laps, del resto, precisa specificatamente che il rinvio allart. 26 Laps si riferisce solo alle prestazioni ottenute indebitamente, ciò che non è il caso delle prestazioni assistenziali percepite dalla ricorrente precedentemente allacquisizione delle eredità (cfr. STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 consid. 2.9.; STCA 42.2022.10-11 dell11 luglio 2022 consid. 2.13.; STCA 42.2021.9 del 3 maggio 2021 consid. 2.3., il cui ricorso al TF da parte del beneficiario di prestazioni assistenziali a cui è stato richiesto il rimborso è stato respinto con giudizio 8C_427/2021 del 7 settembre 2021).
Nel caso del rimborso ai sensi dellart. 33 Las non è, per contro, previsto il condono, a differenza di quanto contemplato per la restituzione di prestazioni percepite indebitamente (cfr. STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 consid. 2.9.; STCA 42.2022.10-11 dell11 luglio 2022 consid. 2.13.; STCA 42.2021.9 del 3 maggio 2021 consid. 2.3., il cui ricorso al TF da parte del beneficiario di prestazioni assistenziali a cui è stato richiesto il rimborso è stato respinto con giudizio 8C_427/2021 del 7 settembre 2021; STCA 42.2020.15 del 22 febbraio 2021 consid. 2.11.).
A ragione, quindi, lUSSI non ha esaminato la richiesta di condono dellinsorgente (cfr. consid. 1.4.; 1.6.).
E. 2.7 In relazione al fatto che lUSSI abbia escluso la rinuncia, anche parziale, al rimborso ex art. 43 Las, in primo luogo, va osservato che il tenore dellart. 43 Las, secondo cui l'Autorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano, era già il medesimo nel periodo antecedente la modifica dellart. 33 Las indicata sopra (cfr. consid. 2.5.; Messaggio 1651 del 5 giugno 1970 riguardante la legge sullassistenza sociale pag. 1569 e il relativo rapporto della Commissione della legislazione).
In secondo luogo, è utile ricordare che lart. 43 Las è una mera disposizione potestativa (cfr. consid. 2.1.; 2.2.).
La rinuncia ex art. 43 Las, in quanto disposizione potestativa (cfr. STF 8C_418/2020 del 7 settembre 2020 consid. 6.4.), non conferisce alcun diritto al ricorrente (cfr. STF 2D_18/2025 del 26 gennaio 2026; DTF 147 I 89 consid. 1.1.2.; STF 2C_925/2015 del 27 marzo 2017 consid. 2.3.1.).
È, quindi, soltanto una facoltà dellamministrazione e non un diritto di chi ha beneficiato di prestazioni assistenziali che deve essere riconosciuto se sono ossequiati determinati presupposti.
Daltronde, considerando che a disposizione dellinsorgente è stata lasciata la somma di fr. 30'000.--, conformemente a quanto disposta dalle Linee guida CSIAS (cfr. consid. 2.3.; 2.5.), questo Tribunale ritiene che in concreto lart. 43 Las sia stato applicato arbitrariamente.
Per quanto attiene al riferimento allart. 22 lett. a n. 2 Las, concernente la determinazione del reddito disponibile residuale, il quale prevede che eccezioni transitorie al computo della sostanza possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile, a sostegno della tesi della parte ricorrente secondo cui il legislatore ticinese ha inteso, in più punti del sistema assistenziale, riservare allautorità la possibilità di tenere conto di situazioni di rigore concreto e, dunque, anche nel contesto dellart. 43 Las (cfr. doc. V), va rilevato che tale disposto riguarda casi di rigore connessi alla sostanza, in particolare difficilmente liquidabile (cfr. STCA 42.2017.52 del 15 marzo 2018), non casi di rigore (che consentirebbero lesenzione del computo della sostanza) attinenti alla difficile situazione economica del richiedente stesso, di per sé verosimilmente data ogni volta che viene inoltrata una domanda di assistenza sociale.
Nellambito del rimborso si tiene conto, daltra parte, di un importo a libera disposizione per far fronte alle proprie necessità (cfr. consid. 2.3.; 2.5.).
Le sentenze citate nel ricorso (cfr. doc. I pag. 3) sono, poi, ininfluenti. Con la STF 8C_333/2023 del 1° febbraio 2024, pubblicata in DTF 150 V 161, la nostra Massima Istanza ha deciso che l'obbligo per un beneficiario dell'assistenza sociale di prelevare il più presto possibile il capitale di libero passaggio viola in ogni caso la protezione previdenziale del diritto federale e il principio di proporzionalità se, nonostante il prelievo anticipato, sussiste il rischio di dipendere nuovamente dall'assistenza sociale prima della riscossione anticipata della rendita di vecchiaia AVS.
Tale situazione è differente dal caso di specie in cui linsorgente non è stato obbligato a riscuotere anticipatamente leventuale capitale di libero passaggio con scopo previdenziale, bensì gli è stato chiesto ex art. 33 Las, a seguito dellacquisizione di uneredità, il rimborso di fr. 35'000.--, corrispondenti a parte delle prestazioni assistenziali delle quali ha beneficiato dallaprile 2019 al novembre 2024 (complessivamente fr. 77'394.65; cfr. consid. 1.1.; 1.2.).
Anche il giudizio 8C_444/2019 del 6 febbraio 2020, pubblicato in DTF 146 I 1, concerne una fattispecie diversa dalla presente.
In quel caso il TF ha stabilito che a torto la Camera delle assicurazioni sociali della Corte di giustizia della Repubblica e Canton Ginevra aveva negato a una ricorrente - che viveva sola con i suoi due figli e beneficiava come unico reddito di una rendita AI - delle prestazioni dellaiuto sociale a titolo transitorio con la motivazione che, essendo parte con le sue due sorelle di una comunione ereditaria che deteneva un immobile, disponeva di una sostanza che escludeva lattribuzione dellassistenza sociale.
LAlta Corte ha, in effetti, deciso, in primo luogo, che i giudici cantonali, siccome la ricorrente non poteva immediatamente disporre dellimmobile detenuto dalla comunione ereditaria in mancanza di accordo con le altre eredi (in particolare con una delle due sorelle) in merito alla divisione che ha comportato lavvio da parte sua di una causa di divisione, avevano violato lart. 12 Cost. che garantisce, però, unicamente quanto indispensabile ad assicurare la sopravvivenza (sostentamento, cure medico-sanitarie di base).
In secondo luogo, la nostra Massima Istanza, in quel caso, ha comunque riconosciuto allinsorgente il diritto a unassistenza sociale più completa rispetto a quanto contemplato dallart. 12 Cost, fondandosi sullart. 9 cpv. 3 lett. b LAISI (Loi cantonale du 22 mars 2007 sur linsertion et laide sociale individuelle) che prevede eccezionalmente lattribuzione di prestazioni assistenziali a titolo di anticipo, segnatamente, in attesa della liquidazione di una successione. Il TF ha, tuttavia, evidenziato che tali prestazioni avrebbero dovuto in ogni caso essere rimborsate non appena la ricorrente avesse potuto disporre della sua parte di successione.
Al riguardo cfr. pure il Comunicato stampa del Tribunale federale del 4 marzo 2020 (cfr. https://www.bger.ch/files/live/sites/bger/files/pdf/fr/archive/8C_444_2019_2020_03_04_T_f_10_58_03.pdf).
In simili condizioni nel caso in esame occorre concludere che lesclusione di una rinuncia al rimborso, anche solo parziale, postulata, peraltro, il 16 marzo 2026, ossia più di sei mesi dopo lemanazione, il 2 settembre 2025, della conferma del rimborso di fr. 35'000.-- (cfr. consid. 1.3.; 1.4.), da parte dellUSSI non presta, in ogni caso, il fianco a critiche.
E. 2.8 Questa Corte rileva, infine, a proposito della censura riguardante il diniego di giustizia da parte dellUSSI per non essersi pronunciato in merito alla richiesta di rateizzazione del rimborso (cfr. doc. I; V), che in una sentenza 8C_323/2025 del 22 settembre 2025 consid. 4.1. il Tribunale federale ha ricordato che il divieto di diniego formale di giustizia è riconosciuto a livello costituzionale quale parte integrante dell'art. 29 cpv. 1 Cost. e che un'autorità viola tale divieto segnatamente quando rimane del tutto inattiva in violazione dei propri doveri.
Sempre secondo la giurisprudenza l'art. 29 Cost. fed. è pure violato nel caso in cui l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò non avviene entro un determinato termine.
Il ritardo ingiustificato a statuire è una forma particolare di diniego di giustizia vietato dallart. 29 cpv. 1 Cost. e dallart. 6 § 1 CEDU. Si è in presenza di un ritardo ingiustificato a statuire quando lautorità amministrativa o giudiziaria competente non emana la decisione che le compete entro il termine previsto dalla legge oppure entro un termine che la natura del procedimento, nonché l'insieme delle altre circostanze, fanno apparire come ragionevole (cfr. STF 8C_162/2022 del 9 agosto 2022 consid. 5.1.; STF 8C_433/2018 del 14 agosto 2018 consid. 5.1.; STF 8C_697/2018 del 15 novembre 2018 consid. 3; DTF 131 V 407 consid. 1.1 p. 409 e riferimenti ivi menzionati).
In una sentenza 8C_433/2018 del 14 agosto 2018 consid. 5.1. lAlta Corte ha evidenziato che il principio della celerità, benché sia un caposaldo della procedura delle assicurazioni sociali, in linea di principio non ha una portata così forte da mettere in secondo piano il principio inquisitorio e l'obbligo di chiarire i fatti con la necessaria diligenza.
In caso di ricorso per denegata/ritardata giustizia loggetto della vertenza riguarda soltanto la questione di sapere se effettivamente sia realizzata una denegata o una ritardata giustizia. Il ricorrente può chiedere, infatti, unicamente lemanazione dellatto in questione. La lite non si estende, per contro, ai diritti e agli obblighi che possono risultare dal merito della causa. In questo senso il ricorso per denegata/ritardata giustizia non ha un effetto devolutivo, come ampiamente riconosciuto dalla dottrina (cfr. STF 9C_368/2025 del 7 maggio 2026 consid. 2.1. e 3.5.; STF 8C_323/2025 del 22 settembre 2025 consid. 4.1.; STF 8C_162/2022 del 9 agosto 2022 consid. 4.2., pubblicata in SVR 2023 UV Nr. 6 pag. 18; STF 8C_697/2018 del 15 novembre 2018 consid. 2; DTF 130 V 90).
E. 2.9 Nel caso in esame, considerato che il ricorrente, in prima battuta ha manifestato il proprio accordo sul principio del rimborso, contestandone, però, limporto che ha chiesto di quantificare in un ammontare non superiore a fr. 17500.-- (cfr. doc. VII2; consid. 1.3.), e in seguito, in via principale, ha chiesto la rinuncia totale del rimborso (cfr. doc. III2; consid. 1.5.), non è censurabile il fatto che lamministrazione non abbia ancora formulato una proposta concreta di rateizzazione.
In effetti il pagamento a rate concerne le modalità di esecuzione, le quali entrano in considerazione una volta cresciuti in giudicato tutti i provvedimenti che concernono il principio del rimborso, del relativo importo e della rinuncia totale o parziale.
Di regola, come peraltro sottolineato dallUSSI (cfr. doc. A; III), uneventuale soluzione confacente alle esigenze di un ricorrente, ad esempio proprio la possibilità di un pagamento rateale, va concordata con lamministrazione (cfr. STCA 42.20213.6 del 2 aprile 2014).
A tale proposito si evidenzia che, in ogni caso, contrariamente a quanto asserito dalla parte ricorrente (cfr. doc. V), la rateizzazione non costituisce una forma di rinuncia parziale al rimborso.
Nella fattispecie, tutto ben ponderato, ritenute le varie richieste dellinsorgente, si giustifica, qualora le parti (ricorrente e USSI in collaborazione con il servizio competente) non riescano a stabilire in modo informale un piano di rimborso adeguato per entrambe, lemissione di una decisione formale al riguardo quando il presente giudizio sarà cresciuto in giudicato o anche prima, se il ricorrente dovesse dichiarare di non voler impugnare la sentenza emanata in data odierna da questo Tribunale.
Si rende attento il ricorrente che, nel caso in cui, nel frattempo, avesse interposto una nuova domanda di assistenza sociale, è possibile che il rimborso venga eseguito tramite trattenute dalle prestazioni assistenziali ordinarie mensili (cfr. STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 e STCA 42.2025.47 del 19 gennaio 2026, entrambe riguardanti trattenute di fr. 150.-- al mese al fine di recuperare lammontare chiesto in rimborso a seguito dellacquisizione di uneredità).
Le sentenze appena citate dimostrano, contrariamente a quanto affermato dalla parte ricorrente (cfr. doc. I; consid. 1.8.), che la circostanza di decidere circa le modalità di esecuzione del rimborso dopo la crescita in giudicato del principio del rimborso e del relativo importo non impedisce al giudice di poter valutare, in un secondo tempo, la correttezza o meno di eventuali misure atte al recupero della somma da rimborsare.
E. 2.10 Lemanazione del presente giudizio rende priva di oggetto la domanda di effetto sospensivo formulata dallinsorgente (cfr. doc. I; V; STF 9C_443/2023 del 28 febbraio 2025 consid. 9., parzialmente pubblicata in DTF 151 V 194; STF 9C_414/2023 del 21 febbraio 2024 consid. 5.1.; STF 9C_716/2016 del 9 maggio 2017 consid. 12, parzialmente pubblicata in DTF 143 V 130; STF 9C_490/2012 del 30 gennaio 2013 consid. 4; STF 9C_37/2011 del 20 giugno 2011 consid. 7).
E. 2.11 In ambito di assistenza sociale, per quanto concerne la procedura dinanzi al TCA, si applica la legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non disposto da questa legge, torna applicabile la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 31 Lptca; art. 33 cpv. 3 Laps a cui rinvia lart. 65 cpv. 1 Las).
A questultimo riguardo si rileva che giusta lart. 61 lett. a LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2021, la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola, pubblica (fino al 31 dicembre 2020 tale disposto prevedeva, invece, che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato). Il 1° gennaio 2021 è, inoltre, entrato in vigore lart. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.
Lart. 29 Lptca, dal canto suo, enuncia:
" 1La procedura è gratuita per le parti.
2La procedura di ricorso concernente le controversie relative allassegnazione o al rifiuto di prestazioni dellassicurazione per linvalidità è soggetta a spese; lentità delle spese è determinata fra 200.-- e 1000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
3Alla parte che provoca la causa per leggerezza o per un comportamento temerario, sono imposte la tassa di giustizia e le spese di procedura.
4Negli altri casi la tassa di giustizia, quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1000 franchi."
Il 21 aprile 2026 il Gran Consiglio ha respinto, con 40 voti contrari e 21 favorevoli, le conclusioni del rapporto commissionale n. 8480R del 16 marzo 2026 della Commissione giustizia e diritti che invitavano il legislativo a respingere liniziativa parlamentare 4 maggio 2021 presentata nella forma elaborata da Lara Filippini e Sabrina Aldi (ripresa da Lara Filippini) per la modifica dell'art. 29 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) del 23 giugno 2008 (Implementazione della revisione LPGA alle spese giudiziarie dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni) e ad accettare il controprogetto proposto dal Consiglio di Stato nel relativo Messaggio n. 8480 del 21 agosto 2024 (cfr. https://www4.ti.ch/tich/area-media/comunicati/dettaglio-comunicato?NEWS_ID=259102&cHash=5d85ccd0ccdfe460b8b271a325647f64).
Nel Cantone Ticino è, pertanto, stato deciso di mantenere la gratuità generalizzata delle procedure (cfr. STF 9C_65/2025 del 29 gennaio 2026 consid. 4.3.1., pubblicata in DTF 152 V 2; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 consid. 4.4.3.).
In concreto, trattandosi del settore dellassistenza sociale per il quale è applicabile in primis la Lptca e solo sussidiariamente la LPGA (per quanto non disposto dalla Lptca) e considerato il tenore dellart. 29 cpv. 1 Lptca, come pure il fatto che il legislatore cantonale non abbia previsto in ogni caso di prelevare le spese nellambito dellassistenza sociale, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 42.2025.47 del 19 gennaio 2026 consid. 2.14.; STCA 42.2025.38 del 10 dicembre 2025 consid. 2.11.; STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 consid. 2.13.; STCA 42.2025.6-7 del 19 maggio 2025 consid. 2.25., confermata dal TF con giudizio 8C_371/2025 del 21 gennaio 2026; STCA 42.2024.50 del 3 febbraio 2025 consid. 2.11.; STCA 42.2022.99 del 2 maggio 2023 consid. 2.10. e STCA 42.2022.100 del 2 maggio 2023 consid. 2.12., i cui ricorsi al TF, congiunti, sono stati ritenuti inammissibili con giudizio 8C_382/2023, 8C_383/2023 del 3 luglio 2023; STCA 42.2022.44 del 29 agosto 2022 consid. 2.14., il cui ricorso al TF è stato ritenuto inammissibile con giudizio 8C_570/2022 del 9 novembre 2022; STCA 42.2021.71 del 24 gennaio 2022 consid. 2.4.).
E. 2.12 Per quanto concerne la richiesta di gratuito patrocinio (cfr. doc. I pag. 4), il ricorrente non può beneficiarne già per il fatto di non essere rappresentato da un avvocato.
In effetti il gratuito patrocinio, sia in ambito di procedura ricorsuale che amministrativa, può essere riconosciuto solo ad avvocato patentato (cfr. STF 8C_399/2007 del 23 aprile 2008; STFA 2 marzo 2005, I 447/04, consid. 4.2 citata in DTF 132 V 201 consid. 4.2 e DTF 132 V 206 consid. 5.1.4; STCA 42.2024.13 del 10 giugno 2024 consid. 2.8., il cui ricorso al TF della parte interessata è stato ritenuto inammissibile con giudizio 8C_418/2024 del 4 settembre 2024; STCA 42.2019.38 del 20 gennaio 2020 consid. 2.12.; STCA 38.2018.34 del 22 novembre 2018 consid. 2.9.; STCA 38.2016.17 del 25 maggio 2016 consid. 2.8.; STCA 38.2012.55 del 13 marzo 2013 consid. 2.12.; per quanto riguarda un avvocato non impiegato presso unorganizzazione riconosciuta di utilità pubblica e non iscritto in un albo cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 = SVR 2006 IV Nr. 50 pag. 181).
E. 3 In caso di condizioni agiate conseguenti a redditi da attività lucrativa, si deve rinunciare a richiedere una restituzione. Laddove le basi legali prevedono una restituzione attingendo ai redditi da attività lucrativa, si deve accordare un limite di reddito generoso e limitare la durata della restituzione."
Dalle relative spiegazioni emerge:
" c) Restituzione volontaria
Laiuto sociale percepito legalmente può essere restituito volontariamente anche se la persona non adempie il presupposto delle condizioni agiate (per es. poiché può procurarsi i mezzi per la restituzione solo chiedendo un prestito).
Se degli ex beneficiari del sostegno desiderano procedere a una restituzione volontaria, per esempio per soddisfare i requisiti per una naturalizzazione, ciò deve essere loro consentito.
Una restituzione può tuttavia essere considerata volontaria solo se non viene esercitata nessuna pressione da parte dellorgano dellaiuto sociale."
d) Presa in considerazione della situazione debitoria
Nellambito dellesame della questione concernente la proporzionalità di un rimborso dellaiuto sociale a fronte di condizioni agiate, occorre prendere in considerazione anche la situazione di indebitamento della persona interessata. In linea di massima, se oltre a quelli soggetti a restituzione nei confronti dellaiuto sociale, la persona ha ulteriori debiti nei confronti di altri creditori, si dovrebbe puntare a un risanamento complessivo dei debiti. Si può ricorre a un servizio di consulenza in materia di indebitamento affiliato al Verband Schuldenberatung Schweiz (www.schulden.ch) che si attiene ai principi in materia di consulenza di questa associazione professionale (B.3)."
Dispositiv
- Il ricorso è respinto.
- Gli atti sono trasmessi alla parte resistente per procedere come indicato al consid. 2.9.
- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
- Listanza tendente alla concessione del gratuito patrocinio è respinta.
- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario di Camera Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Raccomandata
Incarto n. 42.2026.30
rs
Lugano
14 settembre 2026
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella Sartoris Vacchini, cancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 30 giugno 2026 di
RI1, ______
rappr. da: RA1, ______
contro
la decisione su reclamo del 15 giugno 2026 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto in fatto
1.1. RI1 (__.__.1974), ________ (cfr. doc. VII2), nel periodo dal mese di aprile 2019 al mese novembre 2024 (tranne nei mesi di giugno e luglio 2019, da gennaio a marzo 2020, nel mese di maggio 2020, nel mese di gennaio 2021, da marzo a maggio 2021, nel mese di luglio 2021, nel mese di gennaio 2022, nel mese di luglio 2022, nel mese di gennaio 2023 e nel mese di febbraio 2024) ha beneficiato di prestazioni assistenziali per complessivi fr. 77'394.65 (cfr. doc. III3).
1.2. Con decisione del 27 dicembre 2024 lUfficio del sostegno sociale e dell'inserimento (USSI) ha chiesto a RI1 il rimborso dellimporto di fr. 35'000.--, corrispondenti a parte delle prestazioni assistenziali erogategli da aprile 2019 a novembre 2024, in quanto al medesimo, nel mese di novembre 2024, è stata accreditata la somma di fr. 65'000.-- a titolo di eredità da parte della defunta madre. Gli è stato lasciato a disposizione lammontare di fr. 30'000.-- quale quota patrimoniale esente per persona singola (cfr. doc. VII1).
1.3. A seguito del reclamo interposto dallinteressato il 31 gennaio 2025, nel quale, non contestando lobbligo di rimborso, bensì la somma di fr. 35'000.--, ha chiesto di poter rimborsare un importo pari a fr. 10000-15'000.--, massimo fr. 17'500.-- tramite pagamento rateizzato, in considerazione, in particolare, dellassenza di un reddito sufficiente e dignitoso (cfr. doc. VII2 pag. 12), lamministrazione, il 2 settembre 2025, ha emesso una decisione su reclamo con cui ha stabilito:
" () Le ragioni addotte dal reclamante non possono essere seguite.
Contrariamente a quanto sostenuto da quest'ultimo, l'importo corrispondente a CHF 65'000.- rappresenta una "sostanza rilevante" ai sensi dell'art. 33 lett. b Las, e pertanto è soggetta a rimborso nella misura in cui eccede la quota patrimoniale esente prevista.
Nel caso concreto, tenuto conto che il signore è persona sola, si applica una quota esente di CHF 30000.-. Pertanto, l'importo eccedente pari a CHF 35'000.- risulta rimborsabile.
In applicazione del citato articolo, il 27 dicembre 2024 l'USSI ha correttamente chiesto il rimborso delle prestazioni assistenziali versate dal mese di aprile 2019 sino al mese di novembre 2024, a seguito dell'acquisizione da parte dell'assistito di una sostanza rilevante.
Alla luce di quanto sopra, si conferma la decisione di rimborso del 27 dicembre 2024 per l'importo di CHF 35000.-.
Il reclamo è respinto." (Doc. VII3)
1.4. Il 9 aprile 2026 lUSSI ha emanato unulteriore decisione con la quale ha ritenuto irricevibile la richiesta di condono totale della somma di fr. 35'000.-- e ha respinto la domanda di riduzione (condono parziale) dellimporto da rimborsare (affermando che non sussistono validi motivi per applicare lart. 43 Las, relativo alla rinuncia al rimborso) presentate da RI1 il 16 marzo 2026 (cfr. doc. III1).
1.5. Linteressato, rappresentato da RA1 (RA1), il 15 aprile 2026, ha interposto reclamo, postulando, in via principale, lannullamento del provvedimento del 9 aprile 2026 e la rinuncia totale al rimborso di fr. 35'000.-- ex art. 43 Las, in via subordinata, lannullamento della decisone del 9 aprile 2026 e la rinuncia parziale al rimborso, stabilendo un piano di ammortamento rateale per limporto residuo, le cui rate siano definite in base alla sua effettiva e comprovata capacità economica. In via ulteriormente subordinata, il medesimo ha chiesto lannullamento del provvedimento del 9 aprile 2026 per violazione del diritto di essere sentito e diniego di giustizia formale (per non avere trattato la domanda subordinata relativa alla concessione di un piano di pagamento rateale), nonché il rinvio degli atti allamministrazione per nuova e completa valutazione dellistanza del 16 marzo 2026, in particolare per quanto attiene alla possibilità di pagamento rateale (cfr. doc. III2 pag. 3).
1.6. Con decisione su reclamo del 15 giugno 2026 lUSSI ha confermato il proprio provvedimento del 9 aprile 2026, rilevando:
" ()
Il diritto di richiedere il condono concerne () esclusivamente le prestazioni indebitamente percepite, vale a dire versate ma non dovute (cfr. STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 consid. 2.9).
Al contrario, secondo l'art. 33 Las le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate, in particolare, in caso di acquisizione di una sostanza rilevante (lett. b). Diversamente, dall'ordine di restituzione, la domanda di rimborso fondata sull'art. 33 Las non riguarda prestazioni indebitamente percepite, bensì prestazioni regolarmente versate e dovute al momento del pagamento, per le quali vige un obbligo di rimborso qualora intervenga successivamente una circostanza determinante, come il conseguimento di una sostanza rilevante. In questo caso non è prevista la possibilità di un condono.
Nel caso concreto, l'autorità ha formulato una richiesta di rimborso in data 27 dicembre 2024 per un importo complessivo di CHF 35'000.-, a seguito della percezione di una sostanza rilevante. Il rimborso richiesto non si fonda quindi su un'indebita percezione delle prestazioni assistenziali, bensì sull'applicazione diretta dell'art. 33 Las, che impone, al momento del percepimento del ricavato della vendita dell'immobile, il rimborso delle prestazioni ricevute.
Ne consegue che non si è in presenza di una restituzione di indebito, bensì di un caso di rimborso previsto dalla legge, per il quale non è contemplata la possibilità di condono.
A ragione quindi l'USSI ha dichiarato la richiesta di condono irricevibile.
Su questo punto il reclamo è respinto.
l.
Per quanto riguarda una possibile riduzione dell'importo richiesto, si rileva che secondo l'art. 43 Las, l'autorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano. Tale norma è una mera disposizione potestativa (cfr. STF 8C_418/2020 del 7 settembre 2020 consid. 6.4).
ll legislatore ha, inoltre, scelto di non richiedere il rimborso a coloro che beneficiano nuovamente di un salario (per evitare che ricadano nel bisogno), mentre a coloro che ricevono una sostanza rilevante o un'eredità il rimborso è, invece, chiesto, ma i medesimi possono beneficiare liberamente di un determinato importo, conformemente alle direttive CSIAS (cfr. STCA 42.2022.30 consid. 2.5).
Quanto indicato dal signor RI1 nella propria richiesta non costituisce un valido motivo affinché l'USSI prenda in considerazione tale possibilità. Il reclamante, al benefìcio delle prestazioni assistenziali dal mese di aprile 2019, era consapevole che qualora avesse percepito una sostanza rilevante avrebbe dovuto rimborsarla nei limiti legali.
A ragione quindi l'USSI ha respinto la richiesta del signor RI1.
L.
In relazione alla richiesta di rateizzazione, si informa che la stessa potrà essere discussa con l'Ufficio competente una volta cresciuta in giudicato la presente decisione.
Alla luce di quanto sopra, il reclamo è respinto." (Doc. A)
1.7. RI1, sempre assistito da RA1 (RA1), ha ricorso tempestivamente al TCA, chiedendo:
" In via principale:
1. Accogliere il ricorso e, di conseguenza, annullare la decisione su reclamo dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento del 15 giugno 2026.
2. Accogliere l'istanza del 16 marzo 2026 e disporre la rinuncia integrale al rimborso dell'importo di CHF 35'000.00, in applicazione dell'art. 43 LAS e in considerazione della manifesta situazione di rigore.
In via subordinata:
3. Annullare la decisione impugnata e, statuendo nel merito, disporre una rinuncia parziale al rimborso, riducendo l'importo a una somma equa e sostenibile, e stabilire un piano di ammortamento rateale per l'importo residuo, le cui rate siano definite in base all'effettiva e comprovata capacità economica del ricorrente.
In via ancora più subordinata:
4. Annullare la decisione impugnata per violazione del diritto di essere sentito e diniego di giustizia formale, e rinviare gli atti all'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento per una nuova e completa valutazione dell'istanza del 16 marzo 2026, che si pronunci esplicitamente su tutte le richieste formulate, inclusa quella di rateizzazione. ()" (cfr. doc. I pag. 4).
A sostegno delle proprie pretese la parte ricorrente ha, segnatamente, ribadito che il fatto di non essersi pronunciato in merito alla modalità di rimborso (in ununica soluzione o a rate) costituisce un diniego di giustizia formale, violando il diritto di essere sentito. Al riguardo è stato precisato che rinviare tale questione a dopo il passaggio in giudicato della problematica legata al solo principio del rimborso significa negare al giudice la possibilità di valutare la proporzionalità della misura nella sua interezza.
È, poi, stato asserito che lamministrazione ha operato una distinzione formalistica tra la restituzione di prestazioni indebite (art. 36 Las) e il rimborso di prestazioni lecite (art. 33 Las), non considerando che, anche se i termini sono diversi, il principio di equità che soggiace alla possibilità di rinuncia in caso di onere troppo grave deve valere per analogia.
In riferimento allart. 43 Las, secondo cui lautorità può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano, il rappresentante dellinsorgente ha indicato che potestativo non è sinonimo di arbitrario e che lautorità ha sì un margine di apprezzamento, ma ha il dovere di esercitarlo tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto e nel rispetto dei principi costituzionali, tra cui la proporzionalità. Ne è stato dedotto che, quindi, lUSSI aveva il dovere di esaminare se la situazione attuale del ricorrente costituisse una di quelle circostanze che giustificano la rinuncia giusta lart. 43 Las.
È stata, altresì, censurata la valutazione effettuata dallUSSI unicamente basandosi sulla situazione al momento della riscossione delleredità (novembre 2024), ignorando la realtà economica attuale dellinsorgente, il quale è disoccupato da quasi un anno senza percepire alcun reddito da lavoro, ha consumato la quasi totalità dellimporto ereditato a sua disposizione per far fronte alle spese di prima necessità e si trova confrontato con lesigenza imminente di presentare una nuova domanda di assistenza sociale.
A mente della parte ricorrente chiedere oggi il pagamento di fr. 35'000.-- risulta, pertanto, manifestamente sproporzionato, contrario alle finalità della legislazione sociale e una trappola della povertà (cfr. doc. I).
1.8. Con risposta del 9 luglio 2026 lUSSI ha postulato la reiezione dellimpugnativa con sostanzialmente le stesse argomentazioni esposte nella decisione su reclamo (cfr. doc. III).
1.9. Linsorgente, mediante il proprio rappresentante, si è espresso nuovamente in merito alla fattispecie con scritto 20 luglio 2026 (cfr. doc. V).
1.10. Il 10 agosto 2026 lamministrazione si è riconfermata nella risposta di causa (cfr. doc. VII).
1.11. Il doc. VII è stato inviato per conoscenza alla parte ricorrente (cfr. doc. VIII).
considerato in diritto
2.1. L'art. 33 Las prevede che le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate:
a) quando vengono effettuati dei versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non ancora corrisposte, al momento in cui tali prestazioni saranno esigibili. L'autorità può parimenti esigere che le si versino direttamente gli arretrati (art. 32 Laps);
b) in caso di acquisizione di una sostanza rilevante;
c) in caso di eredità lasciata dal beneficiario deceduto.
Giusta l'art. 35 cpv. 1 Las non vi è obbligo di rimborso per le prestazioni assistenziali per il beneficiario di prestazioni assistenziali da lui ottenute prima dell'età di 18 anni compiuti (lett. a); (lett. b abrogata); per le prestazioni assistenziali ottenute nel quadro dell'inserimento sociale e professionale previsto dal Capitolo IIa (lett. c).
Ai sensi dellart. 42 Las, nel tenore in vigore dal 1° agosto 2026 (cfr. BU 2026, 234; Comunicato stampa del 22 aprile 2026 relativo alle decisioni parlamentari del 21 aprile 2026, https://www4.ti.ch/tich/area-media/comunicati/dettaglio-comunicato/?NEWS_ID=259102), concernente la prescrizione, il diritto di rimborso e lazione di regresso si prescrivono dopo tre anni (fino al 31 luglio 2026: dopo un anno) dal giorno in cui lAutorità cantonale ha avuto conoscenza dei diritti dello Stato e, in ogni caso, dopo dieci anni dal giorno in cui la prestazione assistenziale è stata corrisposta.
Lart. 43 Las enuncia che l'Autorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano.
Lart. 43 Las è, in ogni caso, una mera disposizione potestativa (cfr. STF 8C_418/2020 del 7 settembre 2020 consid. 6.4.; STCA 42.2022.10-11 dell11 luglio 2022 consid. 2.6.; STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 consid. 2.4; 2.10.).
2.2. A proposito dellart. 33 Las nel Messaggio 5250 dell'8 maggio 2002 relativo alla Modifica della legge sull'assistenza sociale il Consiglio di Stato si era così espresso:
" Il nuovo art. 33, rispetto a quello attualmente in vigore, limita e precisa le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali, in adeguamento alla prassi già attualmente diffusa (e in riferimento alle norme della CSIAS riviste nel 1998 e nel 2000): sono considerate unicamente le situazioni in cui le prestazioni assistenziali sono versate quali anticipo su prestazioni assicurative e i casi di acquisizione di sostanza (vincite, eredità).
Si tratta, come raccomanda la CSIAS, di non scoraggiare il reinserimento professionale e la riconquista dell'autonomia con la minaccia di pignorare il salario per rimborsare le prestazioni assistenziali (evitare la cosiddetta - trappola della povertà)."
Nel suo rapporto del 5 novembre 2002 la Commissione della gestione e delle finanze aveva al riguardo rilevato:
" II nuovo art. 33 limita e precisa le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali.
In base alle direttive della COSAS il rimborso deve avvenire nei seguenti casi:
- prestazioni di Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento indebitamente percepite;
- versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non ancora corrisposte;
- eredità lasciata dal beneficiario deceduto;
- acquisizione di una sostanza rilevante durante il periodo in cui sono state versate delle prestazioni di Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento o successivamente, durante il periodo di prescrizione previsto dalla legislazione cantonale."
Nel rapporto del 28 giugno 2017 della Commissione della legislazione sulliniziativa parlamentare elaborata 20 giugno 2016 IE462 presentata nella forma elaborata da Amanda Rückert e cofirmatari per prolungare la prescrizione nel diritto di chiedere il rimborso delle prestazioni assistenziali, figurano in particolare le seguenti considerazioni:
" () Il Direttore ha sottolineato come la questione del rimborso tocca tutte le prestazioni sociali e in generale le assicurazioni sociali e che il termine di cinque anni è un termine generale sia a livello federale che cantonale.
Importante è sottolineare che il servizio prestazioni gestisce le richieste di assistenza sociale fornisce una prima consulenza personalizzata, previo consegna la lista della documentazione necessaria, fissando in seguito un appuntamento presso lo Sportello Laps del proprio comprensorio. Il Cantone tiene conto delle raccomandazioni e delle norme per il calcolo dell'aiuto sociale, edite dalla Conferenza svizzera delle istituzioni d'azione sociale (COSAS). Gli importi riconosciuti e le disposizioni specifiche per il Ticino sono pubblicati annualmente sul Bollettino ufficiale.
L'assistenza sociale prevede una prestazione ordinaria, ovvero che possa coprire il fabbisogno di base calcolato sulla base della propria situazione familiare e personale. Ad essa alla possono essere aggiunte delle prestazioni speciali per far fronte a bisogni particolari o puntuali della persona.
Questultima per beneficiare dellassistenza sociale deve collaborare attivamente, fornendo tutte le informazioni del caso per stabilire il diritto alla prestazione o se alternativamente intraprendere un percorso di inserimento sia esso sociale o professionale. In caso di indicazioni non conformi o di mancata collaborazione, possono essere applicate delle sanzioni pecuniarie sottoforma di riduzione della prestazione e nei casi più gravi è prevista la possibilità di sospendere la prestazione.
Tra gli obiettivi principali dell'assistenza sociale - oltre a garantire il minimo vitale - vi è anche quello di favorire l'inserimento sociale e professionale per far sì che la persona che fa capo a questo aiuto statale possa fare a meno della prestazione assistenziale.
Si distinguono dunque due percorsi di inserimento:
Ÿ professionale: per i beneficiari di prestazioni che dimostrano di poter rientrare nel mondo del lavoro in tempi brevi
Ÿ sociale: per i beneficiari che non sono in grado di accedere al mercato del lavoro, ma che aspirano a una maggiore autonomia economica-sociale o ancora che necessitano di un periodo di accompagnamento.
Cionondimeno dopo i 18 anni detà compiuti chi ha ottenuto prestazioni di Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, è tenuto a rimborsarle quando la sua situazione economica risulti consolidata e le sue condizioni di vita siano sufficientemente agiate, ma che non di meno non compromettano la sua indipendenza e possa indurla a ritornare a richiedere tale aiuto al Cantone.
In ogni casi i principali motivi per cui lo Stato si mette a capo di unazione di rimborso sono:
- le prestazioni indebitamente percepite (casi di abuso come ad es. stipendio in nero art. 36 LAS)
- le prestazioni anticipate in attesa di altre prestazioni assicurative (art. 33 a) LAS)
- lacquisizione di sostanza rilevante o uneredità lasciata dal beneficiario di prestazioni
- uneredità lasciata dal beneficiario deceduto (art.33 c) LAS)
Vi è poi la questione di coloro che richiedono una prestazione assistenziale essendo proprietari di immobili (art.44 LAS). In questo caso lUfficio chiede a titolo cautelativo la costituzione di unipoteca legale sullimmobile.
Nei casi appena elencati portano a un incasso complessivo di 1.6 milioni di franchi, cifra contenuta in quanto le differenti situazioni degli assistiti si risolvono lentamente e con difficoltà.
Se una persona rientra nel mondo del lavoro (o se si assiste a uno dei casi sopra citati) è tenuta a rimborsare le prestazioni assistenziali nella misura in cui si rileva un cambiamento rilevante nella sua situazione economica. Infatti se rientra nel mondo del lavoro, ma il rimborso implicherebbe un ritorno allo stato di precarietà e conseguentemente a domandare nuovamente una prestazione assistenziale, lo Stato rinuncia al rimborso.
Art. 43 LAS
Lautorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano ()"
A questultimo riguardo giova ribadire che lart. 43 Las è una mera disposizione potestativa (cfr. consid. 2.1.).
2.3. Le Linee guida della Conferenza svizzera delle istituzioni dellazione sociale (CSIAS), valide dal 1° gennaio 2021 (cfr. https://skos.ch/it/norme-csias/consultare-le-norme), al p.to E.2.1., concernente il concetto di condizioni agiate nellambito delle prestazioni, prevedono:
" 1. Le prestazioni di sostegno percepite debitamente devono essere restituite se una persona antecedentemente beneficiaria viene a trovarsi in condizioni agiate.
2. In caso di condizione agiate conseguenti a un incremento patrimoniale, devono essere accordate le seguenti quote patrimoniali esenti:
a. fr. 30000.00 per persona singola
b. fr. 50000.00 per coniugi e partner registrati
c. fr. 15000.00 per ogni figlio minorenne
3. In caso di condizioni agiate conseguenti a redditi da attività lucrativa, si deve rinunciare a richiedere una restituzione. Laddove le basi legali prevedono una restituzione attingendo ai redditi da attività lucrativa, si deve accordare un limite di reddito generoso e limitare la durata della restituzione."
Dalle relative spiegazioni emerge:
" c) Restituzione volontaria
Laiuto sociale percepito legalmente può essere restituito volontariamente anche se la persona non adempie il presupposto delle condizioni agiate (per es. poiché può procurarsi i mezzi per la restituzione solo chiedendo un prestito).
Se degli ex beneficiari del sostegno desiderano procedere a una restituzione volontaria, per esempio per soddisfare i requisiti per una naturalizzazione, ciò deve essere loro consentito.
Una restituzione può tuttavia essere considerata volontaria solo se non viene esercitata nessuna pressione da parte dellorgano dellaiuto sociale."
d) Presa in considerazione della situazione debitoria
Nellambito dellesame della questione concernente la proporzionalità di un rimborso dellaiuto sociale a fronte di condizioni agiate, occorre prendere in considerazione anche la situazione di indebitamento della persona interessata. In linea di massima, se oltre a quelli soggetti a restituzione nei confronti dellaiuto sociale, la persona ha ulteriori debiti nei confronti di altri creditori, si dovrebbe puntare a un risanamento complessivo dei debiti. Si può ricorre a un servizio di consulenza in materia di indebitamento affiliato al Verband Schuldenberatung Schweiz (www.schulden.ch) che si attiene ai principi in materia di consulenza di questa associazione professionale (B.3)."
2.4. Il Tribunale federale, in una sentenza 8C_239/2024 del 23 maggio 2024 consid. 3, a proposito della natura delle Linee guida della Conferenza svizzera delle istituzioni dellazione sociale (CSIAS), ha statuito:
" Insbesondere scheint die Beschwerdeführerin den Charakter der SKOS-Richtlinien zu verkennen. Diese stellen ergänzendes kantonales, nicht aber übergeordnetes Recht dar, was zudem nur dann gilt, wenn die kantonale Gesetzgebung dies auch so (in einer Verweisungsnorm) vorsieht. Fehlt eine entsprechende Regelung im kantonalen Recht, so handelt es sich (lediglich) um eine verwaltungsinterne Richtlinie (Urteile 8C_876/2018 vom 15. Januar 2019 und 8C_692/2017 vom 6. Oktober 2017; vgl. auch unlängst ergangenes Urteil 8C_333/2023 vom 1. Februar 2024 E. 2.2, zur Publikation vorgesehen)."
Il giudizio 8C_333/2023 del 1° febbraio 2024 citato dallAlta Corte è pubblicato in DTF 150 V 161. Cfr., oltre al consid. 2.2. indicato dal TF, anche il consid. 7.3.6.
In dottrina C. Hänzi (Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011), riguardo alla funzione delle disposizioni CSIAS, evidenzia quanto segue:
" In der Schweiz ist eine einheitliche Definition hinsichtlich der Ausgestaltung und der Höhe des Existenzminimums nicht vorhanden. Die verschiedenen Regelungen zum Existenzminimum in der Schweiz bilden kein kohärentes, geschlossenes System zur Sicherung und zum Schutze minimaler Voraussetzungen für ein menschenwürdiges Dasein. So besteht auch eine eigene Umschreibung und Ausgestaltung des Existenzminimums für den Leistungsbereich der Sozialhilfe. Die Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe hat sich dieser Aufgabe angenommen und gibt im Rahmen ihrer Richtlinien Empfehlungen zuhanden der Sozialhilfeorgane des Bundes, der Kantone, der Gemeinden sowie der Organisationen der privaten Sozialhilfe ab. Damit bezweckt sie, angesichts der grossen föderalen Vielfalt, vor allem auch die Förderung einer gesamtschweizerischen Unterstützungspraxis, insbesondere im Bereich der materiellen Unterstützung. Die Richtlinien konkretisieren dabei nicht nur den Verfassungsauftrag gemäss Art. 12 BV zur Existenzsicherung, sondern sie wollen grundsätzlich die Ausgestaltung eines sozialen Existenzminimums definieren, welches über dem absolut Notwendigen zu liegen kommt. Dabei wurde mit der letzten Revision ein Paradigmawechsel in der Konzeption der Richtlinien vollzogen, da die Grundsicherung ab dann mit einem Anreizsystem verknüpft wurde. Ausgerichtet ist das Unterstützungssystem der SKOS-Richtlinien auf längerfristig unterstützte Personen, die in einem Privathaushalt leben und fähig sind, den damit verbundenen Verpflichtungen nachzukommen. Allerdings zeichnen sich die Richtlinien nicht nur dadurch aus, dass sie ein Bemessungssystem für die jeweils angemessene Sozialhilfe für solche Haushalte beinhalten. Sie umschreiben bspw. auch die geltenden Zielsetzungen dieses Leistungsfeldes, die wesentlichen Grundprinzipien, die Rechte und Pflichten Unterstützter, die regeln bei der Auszahlung von Leistungen, die möglichen Sanktionen, die Massnahmen zur Integration oder die Verwandten- und Rückerstattungspflicht und erhalten eine Sammlung der Rechtsprechung, der kantonalen Sozialhilfegesetze sowie Praxishilfen. Sie sind damit eine eigentliche Referenz für die Sozialhilfepraxis. Die Richtlinien erlangen jedoch erst durch di e kantonale Gesetzgebung, die kommunale Rechtsetzung und die Rechtsprechung Verbindlichkeit." (pag. 171-172).
In effetti le direttive amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF 8C_166/2025 del 19 gennaio 2026 consid. 2.4.; DTF 151 V 137 consid. 4.3.; STF 8C_228/2023 del 6 ottobre 2023 consid. 3.2.; STF 8C_141/2023 del 2 maggio 2023 consid. 4.1.; STF 8C_297/2022 del 15 febbraio 2023 consid. 3.2.; STF 9C_270/2021 del 30 dicembre 2021 consid. 3.5.; STF 8C_503/2021 del 18 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 8C_463/2021 del 9 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 9C_458/2020 del 27 settembre 2021 consid. 4.1.; DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF 9C_631/2019 del 19 giugno 2020 consid. 2.3.; DTF 144 V 195; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag. 438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181).
Questultimo, tuttavia, deve tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime permettono uninterpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata nel caso di specie (cfr. STF 8C_166/2025 del 19 gennaio 2026 consid. 2.4.; STF 8C_224/2024 del 2 settembre 2025 consid. 2.4.; STF 9C_230/2024 del 21 gennaio 2025 consid. 4.1.; STF 8C_425/2023 del 21 maggio 2024 consid. 4.3.; STF 8C_532/2023 del 17 aprile 2024 consid. 4.4.; STF 8C_322/2022 del 30 gennaio 2023 consid. 4.3.1.; STF 8C_769/2021 del 3 maggio 2022 consid. 3.3.; DTF 148 V 144 consid. 3.1.3.; DTF 147 V 342 consid. 5.5.2.2.; STF 8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid. 3.2; DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; DTF 145 V 224 consid. 6.1.1; DTF 142 V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133 V 587 consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).
Il giudice deve, invece, scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr. DTF 146 V 233 consid. 4.2.1.; DTF 145 V 84 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STF H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber: "La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II pag. 527; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).
Secondo la giurisprudenza, infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze (cfr. DTF 151 V 264 consid. 6.2.; STF 9C_442/2021 del 17 marzo 2022 consid. 3.3.; DTF 118 V 32; DTF 109 V 169 consid. 3b).
2.5. Nella presente evenienza, come visto nei fatti, lUSSI, con decisione su reclamo del 2 settembre 2025 - cresciuta in giudicato incontestata -, ha confermato il rimborso di fr. 35'000.-- chiesto al ricorrente il 27 dicembre 2024 a seguito dellacquisizione, nel novembre 2024, di sostanza rilevante (fr. 65'000.--) tramite eredità dopo il decesso della madre (cfr. doc. VII2; VII1; consid. 1.2.; 1.3.).
Lamministrazione ha stabilito lammontare da rimborsare, tenendo conto delleredità di fr. 65'000.-- e deducendo a favore dellinsorgente limporto di fr. 30'000.-- quale quota patrimoniale esente, come contemplato dalle linee guida CSIAS p.to E.2.1. (cfr. consid. 2.3.).
Al riguardo è utile segnalare che con giudizio 8C_418/2020 del 7 settembre 2020 il Tribunale federale ha respinto il ricorso inoltrato contro la decisione 42.2020.2 del 25 maggio 2020, con il quale questa Corte, nel caso di una persona che aveva percepito prestazioni assistenziali da gennaio 2010 a giugno 2019 e a favore della quale, a giugno 2019, era stato bonificato un importo di fr. 320'000.-- a titolo di anticipo ereditario, aveva confermato la richiesta di rimborso emessa dallUSSI, ritenuto che laccredito di un anticipo ereditario corrisponde allacquisizione di una sostanza rilevante ed è una circostanza a seguito della quale le prestazioni assistenziali corrisposte ai maggiorenni vanno rimborsate (cfr. art. 33 cpv. 1 lett. b Las), come pure che rettamente lamministrazione aveva lasciato alla libera disposizione del ricorrente la somma adeguata di fr. 25000.- conformemente alle direttive COSAS allora in vigore.
In proposito cfr. anche STF 8C_145/2021 dell11 marzo 2021 e STF 8C_254/2011 del 7 luglio 2011.
Si rileva, peraltro, che il disposto dellart. 33 Las, in vigore fino al 31 gennaio 2003, prevedeva, in buona sostanza, che chi avesse ricevuto prestazioni assistenziali dopo il compimento dei diciott'anni, era obbligato a rimborsarle quando la propria situazione finanziaria risultava consolidata e le condizioni di vita erano sufficientemente agiate.
Lart. 33 lett. b Las, valido dal 1° febbraio 2003, enuncia, invece, che le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate, segnatamente in caso di acquisizione di sostanza rilevante. Non risulta più il riferimento a condizioni sufficientemente agiate.
Come visto, le Linee guida CSIAS, al p.to E.2.1., sanciscono, tuttavia, che le prestazioni di sostegno percepite debitamente devono essere restituite se una persona antecedentemente beneficiaria viene a trovarsi in condizioni agiate, rispettivamente che in caso di condizioni agiate conseguenti a un incremento patrimoniale, devono essere accordate le seguenti quote patrimoniali esenti: a. fr. 30000.00 per persona singola; b. fr. 50000.00 per coniugi e partner registrati; c. fr. 15000.00 per ogni figlio minorenne (cfr. consid. 2.3.).
2.6. Con ulteriore decisione su reclamo del 15 giugno 2026 lamministrazione ha, poi, respinto il reclamo dellinsorgente inoltrato contro la decisione del 9 aprile 2026 con cui lUSSI aveva ritenuto irricevibile la richiesta di condono della somma di fr. 35'000.-- e aveva rifiutato la domanda di riduzione dellimporto da rimborsare presentate da RI1 il 16 marzo 2026 (cfr. doc. III1; A; consid. 1.4.; 1.6.).
In proposito, conformemente a quanto indicato dallamministrazione nella decisione su reclamo del 15 giugno 2026 (cfr. doc. A), giova evidenziare che lart. 26 Laps, che contempla listituto del condono, concerne la restituzione di prestazioni indebitamente percepite.
Lart. 36 Las, che rinvia allart. 26 Laps, del resto, precisa specificatamente che il rinvio allart. 26 Laps si riferisce solo alle prestazioni ottenute indebitamente, ciò che non è il caso delle prestazioni assistenziali percepite dalla ricorrente precedentemente allacquisizione delle eredità (cfr. STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 consid. 2.9.; STCA 42.2022.10-11 dell11 luglio 2022 consid. 2.13.; STCA 42.2021.9 del 3 maggio 2021 consid. 2.3., il cui ricorso al TF da parte del beneficiario di prestazioni assistenziali a cui è stato richiesto il rimborso è stato respinto con giudizio 8C_427/2021 del 7 settembre 2021).
Nel caso del rimborso ai sensi dellart. 33 Las non è, per contro, previsto il condono, a differenza di quanto contemplato per la restituzione di prestazioni percepite indebitamente (cfr. STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 consid. 2.9.; STCA 42.2022.10-11 dell11 luglio 2022 consid. 2.13.; STCA 42.2021.9 del 3 maggio 2021 consid. 2.3., il cui ricorso al TF da parte del beneficiario di prestazioni assistenziali a cui è stato richiesto il rimborso è stato respinto con giudizio 8C_427/2021 del 7 settembre 2021; STCA 42.2020.15 del 22 febbraio 2021 consid. 2.11.).
A ragione, quindi, lUSSI non ha esaminato la richiesta di condono dellinsorgente (cfr. consid. 1.4.; 1.6.).
2.7. In relazione al fatto che lUSSI abbia escluso la rinuncia, anche parziale, al rimborso ex art. 43 Las, in primo luogo, va osservato che il tenore dellart. 43 Las, secondo cui l'Autorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano, era già il medesimo nel periodo antecedente la modifica dellart. 33 Las indicata sopra (cfr. consid. 2.5.; Messaggio 1651 del 5 giugno 1970 riguardante la legge sullassistenza sociale pag. 1569 e il relativo rapporto della Commissione della legislazione).
In secondo luogo, è utile ricordare che lart. 43 Las è una mera disposizione potestativa (cfr. consid. 2.1.; 2.2.).
La rinuncia ex art. 43 Las, in quanto disposizione potestativa (cfr. STF 8C_418/2020 del 7 settembre 2020 consid. 6.4.), non conferisce alcun diritto al ricorrente (cfr. STF 2D_18/2025 del 26 gennaio 2026; DTF 147 I 89 consid. 1.1.2.; STF 2C_925/2015 del 27 marzo 2017 consid. 2.3.1.).
È, quindi, soltanto una facoltà dellamministrazione e non un diritto di chi ha beneficiato di prestazioni assistenziali che deve essere riconosciuto se sono ossequiati determinati presupposti.
Daltronde, considerando che a disposizione dellinsorgente è stata lasciata la somma di fr. 30'000.--, conformemente a quanto disposta dalle Linee guida CSIAS (cfr. consid. 2.3.; 2.5.), questo Tribunale ritiene che in concreto lart. 43 Las sia stato applicato arbitrariamente.
Per quanto attiene al riferimento allart. 22 lett. a n. 2 Las, concernente la determinazione del reddito disponibile residuale, il quale prevede che eccezioni transitorie al computo della sostanza possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile, a sostegno della tesi della parte ricorrente secondo cui il legislatore ticinese ha inteso, in più punti del sistema assistenziale, riservare allautorità la possibilità di tenere conto di situazioni di rigore concreto e, dunque, anche nel contesto dellart. 43 Las (cfr. doc. V), va rilevato che tale disposto riguarda casi di rigore connessi alla sostanza, in particolare difficilmente liquidabile (cfr. STCA 42.2017.52 del 15 marzo 2018), non casi di rigore (che consentirebbero lesenzione del computo della sostanza) attinenti alla difficile situazione economica del richiedente stesso, di per sé verosimilmente data ogni volta che viene inoltrata una domanda di assistenza sociale.
Nellambito del rimborso si tiene conto, daltra parte, di un importo a libera disposizione per far fronte alle proprie necessità (cfr. consid. 2.3.; 2.5.).
Le sentenze citate nel ricorso (cfr. doc. I pag. 3) sono, poi, ininfluenti. Con la STF 8C_333/2023 del 1° febbraio 2024, pubblicata in DTF 150 V 161, la nostra Massima Istanza ha deciso che l'obbligo per un beneficiario dell'assistenza sociale di prelevare il più presto possibile il capitale di libero passaggio viola in ogni caso la protezione previdenziale del diritto federale e il principio di proporzionalità se, nonostante il prelievo anticipato, sussiste il rischio di dipendere nuovamente dall'assistenza sociale prima della riscossione anticipata della rendita di vecchiaia AVS.
Tale situazione è differente dal caso di specie in cui linsorgente non è stato obbligato a riscuotere anticipatamente leventuale capitale di libero passaggio con scopo previdenziale, bensì gli è stato chiesto ex art. 33 Las, a seguito dellacquisizione di uneredità, il rimborso di fr. 35'000.--, corrispondenti a parte delle prestazioni assistenziali delle quali ha beneficiato dallaprile 2019 al novembre 2024 (complessivamente fr. 77'394.65; cfr. consid. 1.1.; 1.2.).
Anche il giudizio 8C_444/2019 del 6 febbraio 2020, pubblicato in DTF 146 I 1, concerne una fattispecie diversa dalla presente.
In quel caso il TF ha stabilito che a torto la Camera delle assicurazioni sociali della Corte di giustizia della Repubblica e Canton Ginevra aveva negato a una ricorrente - che viveva sola con i suoi due figli e beneficiava come unico reddito di una rendita AI - delle prestazioni dellaiuto sociale a titolo transitorio con la motivazione che, essendo parte con le sue due sorelle di una comunione ereditaria che deteneva un immobile, disponeva di una sostanza che escludeva lattribuzione dellassistenza sociale.
LAlta Corte ha, in effetti, deciso, in primo luogo, che i giudici cantonali, siccome la ricorrente non poteva immediatamente disporre dellimmobile detenuto dalla comunione ereditaria in mancanza di accordo con le altre eredi (in particolare con una delle due sorelle) in merito alla divisione che ha comportato lavvio da parte sua di una causa di divisione, avevano violato lart. 12 Cost. che garantisce, però, unicamente quanto indispensabile ad assicurare la sopravvivenza (sostentamento, cure medico-sanitarie di base).
In secondo luogo, la nostra Massima Istanza, in quel caso, ha comunque riconosciuto allinsorgente il diritto a unassistenza sociale più completa rispetto a quanto contemplato dallart. 12 Cost, fondandosi sullart. 9 cpv. 3 lett. b LAISI (Loi cantonale du 22 mars 2007 sur linsertion et laide sociale individuelle) che prevede eccezionalmente lattribuzione di prestazioni assistenziali a titolo di anticipo, segnatamente, in attesa della liquidazione di una successione. Il TF ha, tuttavia, evidenziato che tali prestazioni avrebbero dovuto in ogni caso essere rimborsate non appena la ricorrente avesse potuto disporre della sua parte di successione.
Al riguardo cfr. pure il Comunicato stampa del Tribunale federale del 4 marzo 2020 (cfr. https://www.bger.ch/files/live/sites/bger/files/pdf/fr/archive/8C_444_2019_2020_03_04_T_f_10_58_03.pdf).
In simili condizioni nel caso in esame occorre concludere che lesclusione di una rinuncia al rimborso, anche solo parziale, postulata, peraltro, il 16 marzo 2026, ossia più di sei mesi dopo lemanazione, il 2 settembre 2025, della conferma del rimborso di fr. 35'000.-- (cfr. consid. 1.3.; 1.4.), da parte dellUSSI non presta, in ogni caso, il fianco a critiche.
2.8. Questa Corte rileva, infine, a proposito della censura riguardante il diniego di giustizia da parte dellUSSI per non essersi pronunciato in merito alla richiesta di rateizzazione del rimborso (cfr. doc. I; V), che in una sentenza 8C_323/2025 del 22 settembre 2025 consid. 4.1. il Tribunale federale ha ricordato che il divieto di diniego formale di giustizia è riconosciuto a livello costituzionale quale parte integrante dell'art. 29 cpv. 1 Cost. e che un'autorità viola tale divieto segnatamente quando rimane del tutto inattiva in violazione dei propri doveri.
Sempre secondo la giurisprudenza l'art. 29 Cost. fed. è pure violato nel caso in cui l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò non avviene entro un determinato termine.
Il ritardo ingiustificato a statuire è una forma particolare di diniego di giustizia vietato dallart. 29 cpv. 1 Cost. e dallart. 6 § 1 CEDU. Si è in presenza di un ritardo ingiustificato a statuire quando lautorità amministrativa o giudiziaria competente non emana la decisione che le compete entro il termine previsto dalla legge oppure entro un termine che la natura del procedimento, nonché l'insieme delle altre circostanze, fanno apparire come ragionevole (cfr. STF 8C_162/2022 del 9 agosto 2022 consid. 5.1.; STF 8C_433/2018 del 14 agosto 2018 consid. 5.1.; STF 8C_697/2018 del 15 novembre 2018 consid. 3; DTF 131 V 407 consid. 1.1 p. 409 e riferimenti ivi menzionati).
In una sentenza 8C_433/2018 del 14 agosto 2018 consid. 5.1. lAlta Corte ha evidenziato che il principio della celerità, benché sia un caposaldo della procedura delle assicurazioni sociali, in linea di principio non ha una portata così forte da mettere in secondo piano il principio inquisitorio e l'obbligo di chiarire i fatti con la necessaria diligenza.
In caso di ricorso per denegata/ritardata giustizia loggetto della vertenza riguarda soltanto la questione di sapere se effettivamente sia realizzata una denegata o una ritardata giustizia. Il ricorrente può chiedere, infatti, unicamente lemanazione dellatto in questione. La lite non si estende, per contro, ai diritti e agli obblighi che possono risultare dal merito della causa. In questo senso il ricorso per denegata/ritardata giustizia non ha un effetto devolutivo, come ampiamente riconosciuto dalla dottrina (cfr. STF 9C_368/2025 del 7 maggio 2026 consid. 2.1. e 3.5.; STF 8C_323/2025 del 22 settembre 2025 consid. 4.1.; STF 8C_162/2022 del 9 agosto 2022 consid. 4.2., pubblicata in SVR 2023 UV Nr. 6 pag. 18; STF 8C_697/2018 del 15 novembre 2018 consid. 2; DTF 130 V 90).
2.9. Nel caso in esame, considerato che il ricorrente, in prima battuta ha manifestato il proprio accordo sul principio del rimborso, contestandone, però, limporto che ha chiesto di quantificare in un ammontare non superiore a fr. 17500.-- (cfr. doc. VII2; consid. 1.3.), e in seguito, in via principale, ha chiesto la rinuncia totale del rimborso (cfr. doc. III2; consid. 1.5.), non è censurabile il fatto che lamministrazione non abbia ancora formulato una proposta concreta di rateizzazione.
In effetti il pagamento a rate concerne le modalità di esecuzione, le quali entrano in considerazione una volta cresciuti in giudicato tutti i provvedimenti che concernono il principio del rimborso, del relativo importo e della rinuncia totale o parziale.
Di regola, come peraltro sottolineato dallUSSI (cfr. doc. A; III), uneventuale soluzione confacente alle esigenze di un ricorrente, ad esempio proprio la possibilità di un pagamento rateale, va concordata con lamministrazione (cfr. STCA 42.20213.6 del 2 aprile 2014).
A tale proposito si evidenzia che, in ogni caso, contrariamente a quanto asserito dalla parte ricorrente (cfr. doc. V), la rateizzazione non costituisce una forma di rinuncia parziale al rimborso.
Nella fattispecie, tutto ben ponderato, ritenute le varie richieste dellinsorgente, si giustifica, qualora le parti (ricorrente e USSI in collaborazione con il servizio competente) non riescano a stabilire in modo informale un piano di rimborso adeguato per entrambe, lemissione di una decisione formale al riguardo quando il presente giudizio sarà cresciuto in giudicato o anche prima, se il ricorrente dovesse dichiarare di non voler impugnare la sentenza emanata in data odierna da questo Tribunale.
Si rende attento il ricorrente che, nel caso in cui, nel frattempo, avesse interposto una nuova domanda di assistenza sociale, è possibile che il rimborso venga eseguito tramite trattenute dalle prestazioni assistenziali ordinarie mensili (cfr. STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 e STCA 42.2025.47 del 19 gennaio 2026, entrambe riguardanti trattenute di fr. 150.-- al mese al fine di recuperare lammontare chiesto in rimborso a seguito dellacquisizione di uneredità).
Le sentenze appena citate dimostrano, contrariamente a quanto affermato dalla parte ricorrente (cfr. doc. I; consid. 1.8.), che la circostanza di decidere circa le modalità di esecuzione del rimborso dopo la crescita in giudicato del principio del rimborso e del relativo importo non impedisce al giudice di poter valutare, in un secondo tempo, la correttezza o meno di eventuali misure atte al recupero della somma da rimborsare.
2.10. Lemanazione del presente giudizio rende priva di oggetto la domanda di effetto sospensivo formulata dallinsorgente (cfr. doc. I; V; STF 9C_443/2023 del 28 febbraio 2025 consid. 9., parzialmente pubblicata in DTF 151 V 194; STF 9C_414/2023 del 21 febbraio 2024 consid. 5.1.; STF 9C_716/2016 del 9 maggio 2017 consid. 12, parzialmente pubblicata in DTF 143 V 130; STF 9C_490/2012 del 30 gennaio 2013 consid. 4; STF 9C_37/2011 del 20 giugno 2011 consid. 7).
2.11. In ambito di assistenza sociale, per quanto concerne la procedura dinanzi al TCA, si applica la legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non disposto da questa legge, torna applicabile la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 31 Lptca; art. 33 cpv. 3 Laps a cui rinvia lart. 65 cpv. 1 Las).
A questultimo riguardo si rileva che giusta lart. 61 lett. a LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2021, la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola, pubblica (fino al 31 dicembre 2020 tale disposto prevedeva, invece, che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato). Il 1° gennaio 2021 è, inoltre, entrato in vigore lart. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.
Lart. 29 Lptca, dal canto suo, enuncia:
" 1La procedura è gratuita per le parti.
2La procedura di ricorso concernente le controversie relative allassegnazione o al rifiuto di prestazioni dellassicurazione per linvalidità è soggetta a spese; lentità delle spese è determinata fra 200.-- e 1000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
3Alla parte che provoca la causa per leggerezza o per un comportamento temerario, sono imposte la tassa di giustizia e le spese di procedura.
4Negli altri casi la tassa di giustizia, quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1000 franchi."
Il 21 aprile 2026 il Gran Consiglio ha respinto, con 40 voti contrari e 21 favorevoli, le conclusioni del rapporto commissionale n. 8480R del 16 marzo 2026 della Commissione giustizia e diritti che invitavano il legislativo a respingere liniziativa parlamentare 4 maggio 2021 presentata nella forma elaborata da Lara Filippini e Sabrina Aldi (ripresa da Lara Filippini) per la modifica dell'art. 29 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) del 23 giugno 2008 (Implementazione della revisione LPGA alle spese giudiziarie dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni) e ad accettare il controprogetto proposto dal Consiglio di Stato nel relativo Messaggio n. 8480 del 21 agosto 2024 (cfr. https://www4.ti.ch/tich/area-media/comunicati/dettaglio-comunicato?NEWS_ID=259102&cHash=5d85ccd0ccdfe460b8b271a325647f64).
Nel Cantone Ticino è, pertanto, stato deciso di mantenere la gratuità generalizzata delle procedure (cfr. STF 9C_65/2025 del 29 gennaio 2026 consid. 4.3.1., pubblicata in DTF 152 V 2; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 consid. 4.4.3.).
In concreto, trattandosi del settore dellassistenza sociale per il quale è applicabile in primis la Lptca e solo sussidiariamente la LPGA (per quanto non disposto dalla Lptca) e considerato il tenore dellart. 29 cpv. 1 Lptca, come pure il fatto che il legislatore cantonale non abbia previsto in ogni caso di prelevare le spese nellambito dellassistenza sociale, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 42.2025.47 del 19 gennaio 2026 consid. 2.14.; STCA 42.2025.38 del 10 dicembre 2025 consid. 2.11.; STCA 42.2025.14 del 15 settembre 2025 consid. 2.13.; STCA 42.2025.6-7 del 19 maggio 2025 consid. 2.25., confermata dal TF con giudizio 8C_371/2025 del 21 gennaio 2026; STCA 42.2024.50 del 3 febbraio 2025 consid. 2.11.; STCA 42.2022.99 del 2 maggio 2023 consid. 2.10. e STCA 42.2022.100 del 2 maggio 2023 consid. 2.12., i cui ricorsi al TF, congiunti, sono stati ritenuti inammissibili con giudizio 8C_382/2023, 8C_383/2023 del 3 luglio 2023; STCA 42.2022.44 del 29 agosto 2022 consid. 2.14., il cui ricorso al TF è stato ritenuto inammissibile con giudizio 8C_570/2022 del 9 novembre 2022; STCA 42.2021.71 del 24 gennaio 2022 consid. 2.4.).
2.12. Per quanto concerne la richiesta di gratuito patrocinio (cfr. doc. I pag. 4), il ricorrente non può beneficiarne già per il fatto di non essere rappresentato da un avvocato.
In effetti il gratuito patrocinio, sia in ambito di procedura ricorsuale che amministrativa, può essere riconosciuto solo ad avvocato patentato (cfr. STF 8C_399/2007 del 23 aprile 2008; STFA 2 marzo 2005, I 447/04, consid. 4.2 citata in DTF 132 V 201 consid. 4.2 e DTF 132 V 206 consid. 5.1.4; STCA 42.2024.13 del 10 giugno 2024 consid. 2.8., il cui ricorso al TF della parte interessata è stato ritenuto inammissibile con giudizio 8C_418/2024 del 4 settembre 2024; STCA 42.2019.38 del 20 gennaio 2020 consid. 2.12.; STCA 38.2018.34 del 22 novembre 2018 consid. 2.9.; STCA 38.2016.17 del 25 maggio 2016 consid. 2.8.; STCA 38.2012.55 del 13 marzo 2013 consid. 2.12.; per quanto riguarda un avvocato non impiegato presso unorganizzazione riconosciuta di utilità pubblica e non iscritto in un albo cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 = SVR 2006 IV Nr. 50 pag. 181).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Gli atti sono trasmessi alla parte resistente per procedere come indicato al consid. 2.9.
3. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Listanza tendente alla concessione del gratuito patrocinio è respinta.
5. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti