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42.2018.18

Chiesto rimborso di prestazioni assistenziali a seguito del versam.di un capitale di libero passaggio.In concreto il fatto che ric.abbia corrisposto imp.al nipote (quale contropretazione può abitare nella casa di questi vita natural durante) è ininfluente. Non tutela BF. Ricorso respinto

Ticino · 2018-12-10 · Italiano TI
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Erwägungen (2 Absätze)

E. 1 ha ricevuto il versamento di una polizza di libero passaggio pari a CHF 244'359.00. Considerato che il sig. RI 1 ha beneficiato di prestazioni assistenziali di sostegno sociale fino al mese di febbraio 2017 e per valutare l’applicazione dell’art. 33 della Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971, la invitiamo a trasmetterci la seguente documentazione entro il 31 agosto 2017:

-   documenti riguardanti il ritiro della polizza di libero passaggio;

-   estratto del conto corrente postale/bancario dove figura l’accredito della polizza di libero passaggio. (…)” (Doc. 5) __________, il 17 agosto 2017, ha risposto: " (…) L’importo al netto delle tassazioni è stato versato al sottoscritto, in contropartita tramite accordo privato il signor RI 1 potrà restare nella suddetta casa di mia proprietà a vita senza più pagare alcun affitto. Durante questi anni l’affitto “pagato” dal signor RI 1 è stato di fr. 1'100.- (spese comprese), un importo piuttosto basso anche perché era ed è la somma massima consentita dall’assistenza, oltretutto mio parente… Ipotizzando un giusto affitto di fr. 1'600.- mensili per una casa unifamiliare, il signor RI 1 in 12 anni esaurirebbe il capitale netto a me versato. Attualmente riceve solamente l’AVS, importo minimo sufficiente per vivere e pagare le spese fisse (affitto escluso). Da notare che a suo tempo avevo interpellato il signor __________, il quale mi aveva comunicato il fatto di dover andare in AVS anticipatamente a 63 anni (così è stato fatto) e che il capitale di libero passaggio (LPP) non sarebbe entrato in considerazione o richiesto come rimborso in quanto è per la sua sussistenza. (…)” (Doc. VII5=1) Agli atti risulta, in effetti, un “Accordo x modifica contratto d’affitto casa unifamiliare a __________” con cui il ricorrente e il nipote, __________, il 1° marzo 2017 hanno concordato, da un lato, che “l’affitto mensile di fr. 1'100.- è sempre dovuto, ma con pagamento unico e anticipato di fr. 236'000.- corrispondente alla somma di capitale della previdenza professionale spettante al signor RI 1 che nelle prossime settimane la __________ gli verserà sul conto corrente postale”. Dall’altro, che “in contropartita il signor RI 1 potrà abitare nella casa unifamiliare sita a __________ fino a quando sarà autosufficiente, anche se il capitale della previdenza professionale messo a garanzia del pagamento dell’affitto viene consumato prima” (cfr. doc. VII2). La somma di fr. 236'000.-- è stata bonificata dal ricorrente al nipote sul suo conto bancario presso la Banca __________ il 26 maggio 2017 (cfr. doc. XIII1; XIII2; consid. 1.7.). Con decisione del 3 novembre 2017 l’USSI, a seguito del versamento del capitale di libero passaggio di fr. 244'359.-- a RI 1, ha chiesto a quest’ultimo il rimborso di fr. 138'952.55, corrispondenti a prestazioni assistenziali percepite da aprile 2012 a febbraio 2017 (cfr. doc. VII4). Tale provvedimento è stato confermato con decisione su reclamo del 26 aprile 2018 (cfr. doc. A4). 2.4.   Chiamata a pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte rileva innanzitutto che a ragione il ricorrente, che era al beneficio di prestazioni assistenziali dal 2009, ha chiesto

- al compimento dei 63 anni nel febbraio 2017 – alla Cassa di compensazione AVS/AI/IPG il riconoscimento di una prestazione di vecchiaia anticipata. In effetti giusta l’art. 40 cpv. 1 LAVS gli uomini e le donne che adempiono le condizioni per l'ottenimento di una rendita ordinaria di vecchiaia possono anticiparne il godimento di uno o due anni. In tali casi, il diritto alla rendita nasce per gli uomini il primo giorno del mese seguente a quello in cui hanno compiuto 64 o 63 anni, per le donne il primo giorno del mese seguente a quello in cui hanno compiuto 63 o 62 anni. E’ vero che la rendita di vecchiaia anticipata viene ridotta rispetto alla rendita ordinaria (cfr. art. 40 cpv. 2 LAS; 56 OAVS). E’ altrettanto vero, però, che nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di cui agli art.

E. 2 I proventi dalla previdenza professionale comprendono segnatamente le prestazioni delle casse previdenziali, delle assicurazioni di risparmio e di gruppo, come anche le polizze di libero passaggio.” In concreto il ricorrente, tramite il versamento a suo favore, nel marzo 2017, del capitale di libero passaggio di fr. 244'359.-- (cfr. consid. 2.3.), ha beneficiato di un aumento rilevante della propria sostanza mobiliare. Di conseguenza, in linea di principio, egli deve rimborsare all’USSI le prestazioni assistenziali percepite da aprile 2012 a febbraio 2017 (cfr. consid. 1.1.). Al riguardo è utile rilevare che con sentenza 42.2013.12 del 21 novembre 2013 questa Corte ha confermato la richiesta di rimborso dell’USSI nei confronti di una beneficiaria dell’assistenza sociale di un importo pari a fr. 133'199.30, corrispondenti a prestazioni assistenziali percepite dall’agosto 2007 al luglio 2012. Il rimborso si giustificava in virtù dell’art. 33 lett. b Las, in quanto la ricorrente, nell’agosto 2012, aveva annunciato all’amministrazione di avere ricevuto un acconto sull’eredità del padre di Euro 350'000, somma poi corretta nel reclamo a Euro 290'000. In proposito cfr. pure STF 8C_254/2011 del 7 luglio 2011 e STF 8C_462/2013 del 29 agosto 2013 in relazione alla sentenza 605.2012.396 del 6 giugno 2013 del Tribunale cantonale, Corte delle assicurazioni sociali del Canton Friborgo, citate nella STCA 42.2013.12 del 21 novembre 2013 consid. 2.3. 2.6.   L’insorgente ha fatto valere, in primo luogo, di non avere più il capitale corrispostogli nel marzo 2017 dalla __________, poiché l’ha trasferito al nipote, __________, quale pagamento una tantum delle pigioni relative alla casa unifamiliare di __________ in cui vive di proprietà del nipote, il quale gli ha garantito, in controprestazione, la locazione vita natural durante. In secondo luogo, che il versamento della somma di fr. 236'000.-- al nipote è stato effettuato a seguito delle informazioni ricevute da due funzionari dell’USSI, e meglio da __________ e __________, anni addietro, a fine 2016 e nel febbraio 2017, secondo cui i proventi dalla previdenza professionale non vengono tenuti conto per una richiesta di restituzione dell’assistenza sociale, servendo per la sussistenza della persona in questione (cfr. doc. VII5=1; A3; I; XI; XVIII). In effetti, come accertato dal TCA (cfr. consid. 1.7.), il ricorrente, dopo aver ricevuto nel marzo 2017 il capitale di libero passaggio di fr. 244'359.-- (cfr. doc. VII11), alla fine di maggio 2017 ha versato l’importo di fr. 236'000.-- al nipote sul suo conto presso la Banca __________ (cfr. doc. XIII1-2). Nell’ambito dell’assistenza sociale l’art. 22 lett. a cfr. 4 Las enuncia che non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. Di regola si intende la rinuncia a entrate o beni che avviene precedentemente alla richiesta di prestazioni assistenziali. Nel caso di specie, invece, l’accordo con il nipote del 1° marzo 2017 e il bonifico a favore di quest’ultimo nel maggio 2017 dell’ammontare di fr. 236'000.-- relativo al capitale di libero passaggio ricevuto il 9 marzo 2017 hanno avuto luogo dopo aver beneficiato dell’assistenza sociale dal 2009 al febbraio 2017 per complessivi fr. 189'838.40, rispettivamente dall’aprile 2012 al febbraio 2017 per fr. 138'952.55 (cfr. consid. 2.3.; VII4). È vero che l’insorgente ha addotto che quale controprestazione ha ricevuto la garanzia da parte del nipote di poter abitare vita natural durante nella casa di __________ e che il trasferimento della somma menzionata corrisponde al pagamento unico e anticipato della pigione di fr. 1'100.-- mensili, come da accordo del 1° marzo 2017 (cfr. doc. VII2; consid. 2.3.). E’ altrettanto vero, tuttavia, che in casu non si vede quale ragionevole motivo, e meglio quale scopo utile per il ricorrente, l’abbia indotto a concludere un tale accordo invece di corrispondere mensilmente o trimestralmente – ad esempio tramite ordine permanente bancario – il canone di locazione al nipote. Vi è, pertanto, da chiedersi se non si sia confrontati con un abuso di diritto. 2.7.   L’art. 2 cpv. 1 CC prevede che ognuno è tenuto ad agire secondo la buona fede così nell’esercizio dei propri diritti come nell’adempimento dei propri obblighi. Giusta il cpv. 2 il manifesto abuso del proprio diritto non è protetto dalla legge. In merito all’art. 2 CC la nostra Massima istanza, in una sentenza pubblicata in DTF 131 V 97, ha precisato: " (…) 4.3.1  Art. 2 ZGB ist eine Grundschutznorm, welche der Durchsetzung der öffentlichen Ordnung und Sittlichkeit dient. Ihre Geltung erstreckt sich auf die gesamte Rechtsordnung mit Einschluss des öffentlichen Rechts sowie des Prozess- und Zwangsvollstreckungsrechts. Der Grundsatz von Treu und Glauben ist in jeder Instanz von Amtes wegen anzuwenden, was auch für die Frage gilt, ob ein Rechtsmissbrauch vorliegt. Soweit die als rechtsmissbräuchlich betrachtete Rechtsanwendung in einer gerichtlichen Rechtsdurchsetzung besteht, hat der Grundsatz einen engen inneren Zusammenhang mit der Rechtsanwendung durch das Gericht. Dieses soll nicht gehalten sein, einem Ergebnis der formalen Rechtsordnung zum Durchbruch zu verhelfen, das in offensichtlichem Widerspruch zu elementaren ethischen Anforderungen steht (BGE 128 III 206 Erw. 1c mit Hinweisen).” Per stabilire se una parte abusa dei suoi diritti occorre esaminare le circostanze del caso concreto e non decidere in base a principi rigidi (cfr. STF 4A_370/2017 del 31 gennaio 2018 consid. 5.1.; STF 4C.328/2000 del 4 aprile 2001; STF 4C.172/2005 del 14 settembre 2005 consid. 4.1.). L’aggettivo “manifesto” di cui all’art. 2 cpv. 2 CC indica che occorre mostrarsi restrittivi nell’ammissione dell’abuso di diritto (cfr. STF 4A_370/2017 del 31 gennaio 2018 consid. 5.1.; STF 4C.172/2005 del 14 settembre 2005 consid. 4.1.). Nella sentenza del 31 gennaio 2018, appena citata, il Tribunale federale, a proposito dell’abuso di diritto, al consid. 5.1. ha avuto modo di ribadire quanto segue: " (…) Les cas typiques d’abus de droit sont l’absence d’intérêt à l’exercice d’un droit, l’utilisation d’une institution juridique de façon contraire à son but, la disproportion manifeste des intérêts en présence, l’exercice d’un droit sans ménagement ou l’attitude contradictoire (ATF 143 III 279 consid. 3.1; ATF 140 III 583 consid. 3.2.4; ATF 137 III 625 consid. 4.3; ATF 135 III 162 consid. 3.3.1). Cas particulier d’abus de droit, l’exception de position mal acquise résulte du principe " nemo auditur turpitudinem suam allegans " et suppose l’existence d’un droit acquis de façon contraire à la loi, à des engagements contractuels ou d’une manière contraire aux moeurs (arrêt 5A_504/2010 du 7 décembre 2010 consid. 3.2). Il n'existe toutefois pas de règle générale voulant que seul celui qui respecte la loi puisse en réclamer le respect (ATF 129 III 426 consid. 2.2). Au demeurant, dans un arrêt récent, la question de l’applicabilité de cette exception aux cas où le comportement qualifiable d’abusif est dirigé, non pas envers la contre-partie, mais envers des tiers, a été laissée ouverte (arrêt 4A_530/2016 du 20 janvier 2017, consid. 6.2). (…)” Inoltre con giudizio 9C_293/2017 dell’11 settembre 2017 il TF ha evidenziato: " (…) 5.1. Développé à l'origine sur la base des concepts propres au droit civil (art. 2 CC), puis étendu par la jurisprudence à l'ensemble des domaines du droit, le principe de la bonne foi est explicitement consacré par l'art. 5 al. 3 Cst., selon lequel les organes de l'Etat et les particuliers doivent agir de manière conforme aux règles de la bonne foi. L'art. 9 Cst. peut également être invoqué à cet égard en tant que droit constitutionnel (ATF 142 II 206 consid. 2.3 p. 209 et les références). L'interdiction de l'abus de droit est le corollaire du principe de la bonne foi. L'abus de droit consiste à utiliser une institution juridique à des fins étrangères au but même de la disposition légale qui la consacre, de telle sorte que l'écart entre le droit exercé et l'intérêt qu'il est censé protéger soit manifeste (cf. ATF 140 III 583 consid. 3.2.4 p. 589; 130 IV 72 consid. 2.2 p. 74; 125 IV 79 consid. 1b p. 81). (…)” 2.8.   Nella presente fattispecie il ricorrente sostiene di aver ricevuto da due funzionari dell’USSI l’informazione secondo cui il capitale del libero passaggio non va considerato ai fini di un rimborso dell’assistenza sociale, provenendo dalla LPP e dovendo servire alla propria sussistenza (cfr. consid. 2.6.; doc. VII5=1; A3; I; XI; XVIII). Il diritto alla protezione della buona fede di cui all’art. 9 Cost., che consente al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi, è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal principio della legalità, allorché i seguenti presupposti, precisati da una lunga e consolidata giurisprudenza, sono cumulativamente adempiuti

1.   l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone determinate;

2.   l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;

3.   l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;

4.   l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione che gli è pregiudizievole;

5.   la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data. (cfr. STF 9C_628/2017 del 9 maggio 2018; consid. 2.2.; DTF 141 V 530 consid. 6.2.; STF 8C_306/2015 del 25 agosto 2015 consid. 3.2.; STF 9C_918/2007 del 14 gennaio 2009 consid. 3.1.; STFA K 107/05 del 25 ottobre 2005 consid. 3.1.; STFA C 270/04 del 4 luglio 2005 consid. 3.3.1.; STFA C 218/03 del 28 gennaio 2004 consid. 2; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121; Pratique VSI 1993 pag. 21-22; RCC 1991 pag. 220 consid. 3a; RCC 1983 pag. 195 consid. 3; RCC 1982 pag. 368 consid. 2; RCC 1981 pag. 194 consid. 3; RCC 1979 pag. 155; DLA 1992 pag. 106; DTF 118 V 76 consid. 7; RDAT I-1992 n° 63). 2.9.   Dalle carte processuali non emerge, però, nulla di scritto riguardo a eventuali informazioni nel senso indicato dall’insorgente che avrebbero rilasciato dei funzionari dell’USSI a lui e al nipote, __________, come del resto affermato dalla parte resistente (cfr. consid. 1.9.). Agli atti vi è unicamente la copia di un messaggio di posta elettronica del 26 febbraio 2017 con cui __________ ha chiesto alla collaboratrice dell’USSI, __________, di essere contattato per la pratica di suo zio. A mano è poi stato segnato: " tel. __________ 27.2.

- AVS: anticipata, ok, tutto giusto !

- LPP: 240’000.- (OK)” (Doc. VII6) In ogni caso, in concreto, si può prescindere dall’esperire ulteriori accertamenti in merito. Da una parte, infatti, il ricorrente ha indicato che la domanda relativa al computo o meno del capitale LPP al fine di una restituzione dell’assistenza sociale sarebbe stata posta anni addietro, a fine 2016 e nel febbraio 2017 (cfr. doc. VII5=1; A3; I; XI; XVIII) e non quindi al momento effettivo in cui ha ricevuto l’importo da parte della __________, precisando peraltro l’entità della somma versatagli di fr. 244'359.--. In proposito giova rilevare che l’amministrazione ha saputo del versamento in questione da parte dell’Ufficio circondariale di tassazione di __________ il 25 aprile 2017 (cfr. doc. 40), contrariamente a quanto previsto nelle decisioni delle prestazioni assistenziali - l’ultima risale al 23 gennaio 2017 - dove è chiaramente indicato che l’aumento della sostanza (es.: eredità, donazioni, rendite, pensioni, ecc.) deve essere annunciato dal beneficiario all’USSI (cfr. doc. 43; 54; 61; 69; 76). Dall’altra, l’insorgente, il quale per circa 8 anni ha beneficiato dell’assistenza sociale per complessivi fr. 189’838.40 (cfr. Doc. A4) e il nipote, che tra), non solo avrebbero dovuto dubitare dell’esattezza delle pretese risposte fornite dai collaboratori dell’USSI prima che si verificasse l’evento, ossia precedentemente al versamento effettivo del capitale di libero passaggio, ma avrebbero dovuto pure mettere in conto, in ogni caso, che con la rendita AVS e il capitale di libero passaggio almeno parte delle prestazioni assistenziali ricevute andavano rimborsate. Anche a loro tutela, dunque, avrebbero dovuto avvertire tempestivamente l’USSI della corresponsione del capitale di libero passaggio, indicandone l’entità, e richiedere

- a quel momento - ragguagli, meglio se in forma scritta, ritenuto che la somma bonificata da __________ è ingente. In simili condizioni, il comportamento del ricorrente che poco dopo aver ricevuto il capitale di libero passaggio l’ha riversato al nipote senza avvisare l’USSI non può essere tutelato. Di conseguenza occorre tenere conto del capitale di libero passaggio ai fini del rimborso delle prestazioni assistenziali percepite da aprile 2012 a febbraio 2017, considerato peraltro che l’insorgente dalla __________ ha ricevuto, tenuto conto della deduzione per le imposte federale, cantonale e comunale di circa fr. 14'000 (cfr. doc. VII13), una somma di fr. 230'359.--, mentre l’importo chiesto in rimborso dalla parte resistente è di fr. 138'952.55. L’importo restante al ricorrente corrisponde, perciò, a fr. 91'406.-- e risulta nettamente superiore alla somma minima da lasciare alla libera disposizione delle persone sole di fr. 25'000.-- (cfr. consid. 2.2.). 2.10.   Giova, altresì, rilevare che l’art. 40 Las enuncia che l’erede, il legatario o il donatario che profittano dell’eredità, rispettivamente del legato o della donazione, sono tenuti a rimborsare allo Stato le prestazioni assistenziali concesse al “de cuius”, rispettivamente al donatore. Per quanto attiene alla procedura, l’art. 41 Las prevede che il diritto di regresso viene esercitato mediante azione civile davanti al giudice ordinario secondo la procedura prevista dal Codice civile svizzero. L’azione di regresso si prescrive dopo un anno dal giorno in cui l’Autorità cantonale ha avuto conoscenza dei diritti dello Stato e, in ogni caso, dopo dieci anni dal giorno in cui la prestazione assistenziale è stata corrisposta (art. 42 Las). L’Autorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano (art. 43 Las). Inoltre a garanzia del regresso compete allo Stato il diritto di ipoteca legale sulla proprietà immobiliare dell’assistito o delle persone obbligate segnatamente secondo l’art. 40 Las. Perché sia valida, l’ipoteca dev’essere iscritta a Registro fondiario. Il regolamento di applicazione ne fissa le modalità (art. 44, 45 Las). 2.11.   Infine, in relazione alla censura ricorsuale secondo cui l’insorgente fra qualche anno, una volta esaurito l’importo del capitale di libero passaggio che dopo il rimborso all’USSI resterebbe a sua disposizione, dovrebbe postulare il riconoscimento delle prestazioni complementari per far fronte alle proprie spese (cfr. doc. I), il TCA si limita a evidenziare che l’assistenza sociale ha lo scopo, contemplato nella Costituzione federale (cfr. art. 12 Cost.fed.), di evitare che un’unità di riferimento cada nel bisogno, rispettivamente provvedere ad aiutare quanti siano già caduti nel bisogno, ossia coloro che non possono provvedere sufficientemente o tempestivamente con mezzi propri al sostentamento (cfr. art. 1 e 2 Legge federale sull’assistenza, LAS; art. 1 Las; 22 Las; 5 Laps). L’assistenza sociale, come visto (cfr. consid. 2.4.), rappresenta l’ultima ancora di salvataggio. L’art. 112a Cost.fed. enuncia, per contro, che la Confederazione e i Cantoni versano prestazioni complementari alle persone il cui fabbisogno vitale non è coperto dall’assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità. Inoltre giusta l’art. 1 LPC lo scopo delle PC è coprire il fabbisogno esistenziale. Le PC sono prestazioni di un’assicurazione sociale e pertanto hanno la priorità rispetto alle prestazioni assistenziali (cfr. STF 9C_36/2014 del 7 aprile 2014 consid. 3.3.). Giusta l’art. 11 cpv. 3 LPC, del resto, non rientrano fra i redditi computabili al fine della determinazione della prestazione complementare le prestazioni dell'aiuto pubblico sociale. L’art. 3 cpv. 2 lett. a della Legge federale sull’assistenza (LAS) prevede dal canto suo che le prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità non fanno infatti parte delle prestazioni assistenziali (al riguardo cfr. pure STF 2C_750/2014 del 27 ottobre 2015, pubblicata in DTF 141 II 401; STF 2C_600/2014 del 27 ottobre 2015). 2.12.   Alla luce di tutto quanto sopra esposto, la decisione su reclamo del 26 aprile 2018 impugnata deve essere confermata.

Dispositiv
  1. dichiara e pronuncia Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente                                                          Il segretario Daniele Cattaneo                                                 Gianluca Menghetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Raccomandata

Incarto n.42.2018.18

rs

Lugano

10 dicembre 2018

In nomedella Repubblica e CantoneTicino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 21 maggio 2018 di

RI 1

contro

la decisione su reclamo del 26 aprile 2018 emanata da

Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento,6501 Bellinzona

in materia di assistenza sociale

ritenuto,in fatto

in diritto

Con sentenza STF 8C_787/2011 del 28 febbraio 2012 consid. 4.2. l’Alta Corte ha rilevato, in particolare, che in virtù del principio di sussidiarietà è possibile pretendere prestazioni assistenziali solo nel caso in cui una persona non sia nella condizione di impedire la situazione di bisogno economico tramite un proprio ragionevole comportamento immediato e tempestivo, primariamente assumendo un’attività retribuita e non soltanto nel proprio settore professionale.

Con sentenza STF 8C_56/2012 dell’11 dicembre 2012 consid. 3.1. l’Alta Corte ha, poi, rilevato che non esiste un diritto di opzione tra le fonti di aiuto prioritario. In particolare l’aiuto sociale è sussidiario in rapporto alle prestazioni legali di terzi come pure in rapporto alle prestazioni volontarie da parte di terzi.

Nella STF 8C_42/2013 del 15 ottobre 2013 l’assistenza sociale è stata negata poiché il richiedente ha potuto far fronte alle sue spese non coperte dalle assicurazioni sociali e private tramite finanziamenti (prestiti) da parte di terzi.

Giusta il cpv. 2 il manifesto abuso del proprio diritto non è protetto dalla legge.

In merito all’art. 2 CC la nostra Massima istanza, in una sentenza pubblicata in DTF 131 V 97, ha precisato:

"()

4.3.1  Art. 2 ZGB ist eine Grundschutznorm, welche der Durchsetzung der öffentlichen Ordnung und Sittlichkeit dient. Ihre Geltung erstreckt sich auf die gesamte Rechtsordnung mit Einschluss des öffentlichen Rechts sowie des Prozess- und Zwangsvollstreckungsrechts. Der Grundsatz von Treu und Glauben ist in jeder Instanz von Amtes wegen anzuwenden, was auch für die Frage gilt, ob ein Rechtsmissbrauch vorliegt. Soweit die als rechtsmissbräuchlich betrachtete Rechtsanwendung in einer gerichtlichen Rechtsdurchsetzung besteht, hat der Grundsatz einen engen inneren Zusammenhang mit der Rechtsanwendung durch das Gericht. Dieses soll nicht gehalten sein, einem Ergebnis der formalen Rechtsordnung zum Durchbruch zu verhelfen, das in offensichtlichem Widerspruch zu elementaren ethischen Anforderungen steht (BGE 128 III 206 Erw. 1c mit Hinweisen).”

Per stabilire se una parte abusa dei suoi diritti occorre esaminare le circostanze del caso concreto e non decidere in base a principi rigidi (cfr. STF 4A_370/2017 del 31 gennaio 2018 consid. 5.1.; STF 4C.328/2000 del 4 aprile 2001; STF 4C.172/2005 del 14 settembre 2005 consid. 4.1.).

L’aggettivo “manifesto” di cui all’art. 2 cpv. 2 CC indica che occorre mostrarsi restrittivi nell’ammissione dell’abuso di diritto (cfr. STF 4A_370/2017 del 31 gennaio 2018 consid. 5.1.; STF 4C.172/2005 del 14 settembre 2005 consid. 4.1.).

Nella sentenza del 31 gennaio 2018, appena citata, il Tribunale federale, a proposito dell’abuso di diritto, al consid. 5.1. ha avuto modo di ribadire quanto segue:

"()Les cas typiques d’abus de droit sont l’absence d’intérêt à l’exercice d’un droit, l’utilisation d’une institution juridique de façon contraire à son but, la disproportion manifeste des intérêts en présence, l’exercice d’un droit sans ménagement ou l’attitude contradictoire (ATF 143 III 279consid. 3.1;ATF 140 III 583consid. 3.2.4;ATF 137 III 625consid. 4.3;ATF 135 III 162consid. 3.3.1).

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                          Il segretario

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca Menghetti