Erwägungen (1 Absätze)
E. 13 luglio 2015; STCA 38.2021.62 dell’11 ottobre 2021). 2.8. La società ricorrente ha chiesto la tutela della propria buona fede ex art. 9 Cost., asserendo di avere riposto fiducia nelle decisioni iniziali di riconoscimento del diritto alle indennità per lavoro ridotto che hanno avuto come conseguenza il versamento di tali indennità che sono state prontamente corrisposte ai propri dipendenti __________, __________, __________, __________ e __________ e hanno permesso di mantenere i rapporti contrattuali (cfr. doc. I pag.6; consid. 1.5.; 2.5.). Il diritto alla protezione della buona fede di cui all’art. 9 Cost. consente al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi. Così un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a concedere a un cittadino un vantaggio contrario alla legge se i seguenti presupposti, precisati da una lunga e consolidata giurisprudenza, sono cumulativamente adempiuti : 1. Si tratta di un’informazione senza riserve da parte dell’autorità;
2. l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone determinate;
3. l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;
4. l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;
5. l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione che gli è pregiudizievole;
6. la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data;
7. l’interesse alla corretta applicazione del diritto oggettivo non prevale su quello alla tutela della buona fede. (cfr. STF 8C_73/2022 del 26 gennaio 2023 consid. 5.2.; STF 8C_271/2022 dell’11 novembre 2022 consid. 3.2.3.; STF 8C_458/2021 del 25 gennaio 2022 consid. 3.2., pubblicata in SVR 2022 ALV Nr. 26 pag. 92 e DLA 2022 N. 10 pag. 316; STF 8C_458/2021 del 25 gennaio 2022 consid. 3.2.; STF 9C_86/2021 del 14 giugno 2021 consid. 6.1.; STF 9C_296/2020 del 4 settembre 2020 consid. 2.2.; STF 8C_625/2018 del 22 gennaio 2019, pubblicata in DLA 2019 N. 4 pag. 97; DTF 143 V 95 consid. 3.6.2.; STF 9C_753/201 del 3 aprile 2017 consid. 6.1.; STF 8C_306/2015 del 25 agosto 2015 consid. 3.2.; STF 9C_5/2015 del 31 luglio 2015 consid. 3.; STF 9C_918/2007 del 14 gennaio 2009 consid. 3.1.; STF K 107/05 del 25 ottobre 2005 consid. 3.1.; STF C 270/04 del 4 luglio 2005 consid. 3.3.1.; STF C 218/03 del 28 gennaio 2004 consid. 2; STF C 25/02 del 29 agosto 2002; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata ). Esaminando, in particolare, la condizione secondo cui l'informazione errata deve avere indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione non reversibile senza pregiudizio occorre verificare che l’informazione sia stata causale per il comportamento dell’assicurato. Esiste un nesso causale tra l’informazione dell’autorità e l’agire dell’assicurato quando può essere ammesso che in assenza di tale informazione l’assicurato si sarebbe comportato differentemente (cfr. STF 8C_458/2021 del 25 gennaio 2022 consid. 5.3.1., pubblicata in SVR 2022 ALV Nr. 26 pag. 92 e DLA 2022 N. 10 pag. 316; STF 8C_804/2010 del 7 febbraio 2011 consid. 7.1.; STF 8C_619/2009 del 23 giugno 2010 consid. 3.4.; STFA C 177/04 del 25 ottobre 2005; STFA C 25/02 del 29 agosto 2002; STFA C 344/00 del 6 settembre 2001 consid. 3.bb.). 2.9. Nel caso di specie il condono della restituzione delle indennità per lavoro ridotto non può essere riconosciuto alla ricorrente in virtù del diritto costituzionale alla protezione della buona fede sancito dall’art. 9 Cost. Nel sistema dell'assicurazione contro la disoccupazione il datore di lavoro non può dedurre alcunché dalla concessione (senza riserve) delle prestazioni (cfr. STF 8C_681/2021 del 23 febbraio 2022 consid. 3.5.). Inoltre al fine della tutela della buona fede devono essere comunque adempiute tutte le specifiche condizioni (cfr. consid. 2.8.). In concreto il fatto che l’amministrazione abbia versato alla società ricorrente le indennità per lavoro ridotto per il lasso di tempo marzo - agosto 2020 e dicembre 2020 - marzo 2021 senza sollevare alcuna obiezione circa il sistema di controllo delle ore di lavoro non le è di ausilio. In effetti la Sezione del lavoro e la Cassa di disoccupazione possono presumere che il requisito relativo alla controllabilità sufficiente del tempo di lavoro sia dato e non sono tenute a predisporre dei controlli approfonditi, regolari e sistematici per ogni singola impresa al momento del riconoscimento del diritto alle ILR o durante il periodo di versamento delle indennità. È sufficiente che simili controlli vengano eseguiti dalla SECO in un secondo tempo nell’ambito della revisione o per sondaggio (cfr. consid. 2.4.; STAF B-269/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.3.6; STF 8C_129/2015 del 13 luglio 2015; STF 8C_469/2011 del 29 dicembre 2011 consid. 6.2.1.2; STCA 38.2021.62 dell’11 ottobre 2021 consid. 2.4.; 2.5.). D’altronde le decisioni iniziali della Sezione del lavoro indicano chiaramente, da una parte, che la Cassa avrebbe potuto versare le ILR, se adempiuti gli ulteriori presupposti legali, dall’altra, come visto (cfr. consid. 2.7.), che i datori di lavoro sono responsabili dell’osservanza delle disposizioni in materia di registrazione del tempo di lavoro, così come descritto nei “Richiami importanti riguardo all’indennità per lavoro ridotto” riportati nei provvedimenti stessi e sono tenuti a conservare la relativa documentazione (cfr. doc. doc. 1; 2; 6; 7). La Sagl, essendo stata avvertita di essere responsabile del sistema di controllo delle ore che doveva essere eseguito giorno per giorno, come indicato nelle decisioni della Sezione del lavoro (cfr. doc. doc. 1; 2; 6; 7) e di doverne conservare la documentazione - la quale dunque avrebbe potuto esserle richiesta in seguito per una verifica - era nelle condizioni di rendersi conto che la correttezza (che avrebbe potuto essere esaminata successivamente) dell’erogazione delle ILR dipendeva anche dal requisito della presenza di un sistema di controllo del tempo di lavoro adeguato. L’avviso risultante dalle decisioni di riconoscimento delle ILR avrebbe, ad ogni modo, perlomeno dovuto farle sorgere il dubbio al riguardo e indurla a chiedere delucidazioni alla Sezione del lavoro stessa e/o alla Cassa. Si osserva altresì che il messaggio di posta elettronica del 18 maggio 2020 da parte della Cassa __________ (cfr. doc. 21/2) menzionato nel ricorso (cfr. doc I pag. 7; consid. 1.5.), a prescindere dal fatto che non provenga dalla Cassa resistente, non concerne ad ogni modo la questione della necessità di un sistema di controllo aziendale del tempo di lavoro. Nessuna rassicurazione è stata fornita con il medesimo riguardo all’eventuale inutilità di un sistema di registrazione delle ore di lavoro sufficiente. Ne discende che già il primo presupposto da ossequiare per vedere garantita la protezione della buona fede, ovvero l’esistenza di un’informazione senza riserve da parte dell’autorità (cfr. consid. 2.8.), non è adempiuto. In proposito è utile rilevare che il Tribunale federale, in una sentenza 8C_177/2023 del 6 ottobre 2023 consid. 4.4.3., nel caso di una società, il cui riconoscimento alle ILR era stato riconsiderato, ha escluso la tutela della buona fede pretesa in virtù dell’affidamento riposto nelle decisioni positive dell’amministrazione all’origine del mantenimento dei posti di impiego, indicando che la protezione della buona fede era infondata, ritenuto che non si era confrontati con un’autorizzazione senza riserve al lavoro ridotto. In casu neppure risulta soddisfatta la condizione secondo cui l’errata o la mancata informazione deve avere indotto l’assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione non reversibile senza pregiudizio (cfr. consid. 2.8.). Più precisamente non può essere ammesso, secondo la verosimiglianza preponderante (cfr., in relazione alla condizione secondo cui “l’informazione errata ha indotto l’assicurato ad adottare un comportamento o un’omissione che gli è pregiudizievole”, STF 8C_458/2021 del 25 gennaio 2022 consid. 5.3.1., pubblicata in SVR 2022 ALV Nr. 26 pag. 92 e DLA 2022 N. 10 pag. 316 ; STF 8C_325/2021 del 23 dicembre 2021 consid. 5.1. e 5.2.; DTF 133 V 14 consid. 9.2.; STFA C 85/06 consid. 3.3.), un nesso causale tra le decisioni di riconoscimento ed erogazione delle ILR e il mancato licenziamento dei dipendenti da parte della ricorrente. È infatti poco verosimile, come già stabilito per i mesi di aprile e maggio 2021 nella STCA 38.2022.7 dell’8 giugno 2022 consid. 2.15., cresciuta in giudicato incontestata (cfr. consid. 1.1.), che una ditta che si occupa di amministrazione, gestione, consulenza, intermediazione, promozione e pubblicità in ambito immobiliare (cfr. estratto RC reperibile nel sito www.zefix.ch) volesse privarsi dei suoi collaboratori per il servizio esterno attivi nei mesi da marzo ad agosto 2020 e da dicembre 2020 a marzo 2021, considerato, in primo luogo, che, dopo una perdita di lavoro per ragioni economiche nei mesi di marzo e aprile 2020 superiore all’80% (cfr. doc. 1/1; 24), era stata stimata una perdita di lavoro probabile già solo del 50% a partire dal mese di settembre 2020 (cfr. doc. 3/1; 6/1). Inoltre nel mese di marzo 2021 la perdita di lavoro era si era ulteriormente ridotta al 30.15% (cfr. STCA 38.2022.7 dell’8 giugno 2022 consid. 2.15.). In secondo luogo e a maggiore ragione, che alcuni dei dipendenti erano stati assunti proprio nel lasso di tempo in questione, e meglio __________ nel mese di maggio 2020 con contratto di durata indeterminata e __________ nel mese di luglio 2020 con contrato di durata indeterminata (cfr. STCA 38.2022.7 dell’8 giugno 2022 consid. 2.5.). Secondo la giurisprudenza, infine, il fatto di avere utilizzato l’importo della prestazione ricevuta non costituisce un comportamento pregiudizievole che consenta la protezione della buona fede (cfr. STF 8C_228/2023 del 6 ottobre 2023 consid. 6.2.; STF 8C_405/2020 del 3 febbraio 2021 consid. 5.3.; STF 8C_341/2019 del 30 gennaio 2020 consid. 5.1.; DTF 142 V 259 consid. 3.2.2.). 2.10. Alla luce delle risultanze di cui sopra, il TCA, non potendo riconoscere la buona fede della ricorrente, prima condizione per ottenere un eventuale condono, deve confermare la decisione su opposizione del 5 febbraio 2024, senza che si riveli necessario esaminare il secondo presupposto del condono, ossia l’onere gravoso. Per completezza, in riferimento alla censura ricorsuale secondo cui una decisione di restituzione andava semmai indirizzata ai lavoratori stessi, quali beneficiari materiali ultimi delle ILR (cfr. doc. I pag. 8; consid. 1.5.), questa Corte si limita a sottolineare che, come risulta dalla decisione su opposizione e dalla risposta di causa (cfr. doc. A pag. 9; III pag. 3), ai sensi dell’art. 95 cpv. 2 LADI la Cassa esige dal datore di lavoro la restituzione delle indennità, indebitamente riscosse, per lavoro ridotto o per intemperie. Il datore di lavoro, se è responsabile del pagamento indebito, non può esigerne il rimborso dai lavoratori. 2.11. L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti ; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. Il 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. f bis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. Nel caso concreto, trattandosi di prestazioni LADI, in relazione alle quali il legislatore non ha previsto di prelevare le spese, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 38.2023.40-41 del 2 ottobre 2023 consid. 2.15., STCA 38.2023.23 del 19 giugno 2023 consid. 2.15.; STCA 38.2022.73 del 16 febbraio 2023 consid. 2.13., STCA 38.2022.56 del 28 ottobre 2022 consid. 2.12.; STCA 38.2022.27-28 del 18 luglio 2022 consid. 2.17; STCA 38.2021.97 del 25 aprile 2022 consid. 2.2.14.; STCA 38.2021.96 del 30 marzo 2022 consid. 2.14.; STCA 38.2021.89 del 7 febbraio 2022 consid. 2.11.; STCA 38.2021.32 del 13 settembre 2021 consid. 2.11.). Sul tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi , Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).
Dispositiv
- dichiara e pronuncia Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario di Camera Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Raccomandata
Incarto n.38.2024.14
rs
Lugano
13 maggio 2024
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella Sartoris Vacchini, cancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 7 marzo 2024 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 5 febbraio 2024 emanata da
Sezione del lavoro,6501 Bellinzona
in materia di assicurazione contro la disoccupazione
ritenutoin fatto
Al riguardo è stato precisato che lamministrazione poteva preservare il suo interesse alla restituzione delle prestazioni erogate da marzo ad agosto 2020 e da dicembre 2020 a marzo 2021 esaminando direttamente se fossero realizzati i presupposti della riconsiderazione o della revisione processuale ed emanando un ordine di restituzione delle indennità per lavoro ridotto già corrisposte.
consideratoin diritto
2.1. Nella presente fattispecie il ricorrente ha fatto valere che la richiesta di restituzione per le indennità da marzo 2020 ad agosto2020 sia ormai perenta in quanto fino al 31.12.2020 il termine di perenzione era di un anno e solo con il nuovo art. 25 cpv. 2 LPGA, valido dal 01.01.2021, tale termine è divenuto di 3 anni(cfr. doc. I pag. 9).
Il TCA rileva al riguardo che la decisione su opposizione del 10 gennaio 2023 con la quale la Cassa ha confermato il proprio ordine di restituzione dell11 ottobre 2022 è cresciuta in giudicato incontestata (cfr. consid. 1.2.)
La perenzione di un diritto, benché la stessa debba essere constatata dufficio, è una questione di merito (cfr. STFA H 341/00 del 15 marzo 2001 consid. 3).
In una sentenza H 341/00 del 15 marzo 2001 lAlta Corte, confermando lirricevibilità di unazione di disconoscimento di debito, in quanto la decisione della cassa di compensazione con cui era stato richiesto il pagamento del danno subito ai sensi dellart. 52 LAVS era passata in giudicato incontestata e costituiva così un titolo di rigetto definitivo, ha precisato:
"( )
3.- Le recourant soutient que les premiers juges devaient, sans égard à la recevabilité de sa demande, constater d'office la nullité de la décision de l'intimée du 20 janvier 1999, en raison de la péremption de son droit à demander la réparation du dommage (art. 82 RAVS). Toutefois, la péremption d'un droit, même si elle doit être constatée d'office, est une question de fond. Comme la juridiction cantonale ne devait pas entrer en matière sur l'action du recourant, elle n'avait pas à se prononcer sur la péremption invoquée ni à déterminer si une telle péremption aurait, cas échéant, constitué un motif de nullité de la décision de l'intimée du 20 janvier 1999.Sur ce point également, le recours doit être rejeté."
La nostra Massima Istanza, in una sentenza P 67/03 del 25 ottobre 2004, ha poi deciso che in sede di ricorso contro il diniego di condonare lobbligo di restituire delle prestazioni complementari percepite a torto, non era possibile, vista la crescita in giudicato incontestata della decisione di restituzione, entrare in materia sulleccezione di perenzione del diritto di chiedere il rimborso.
Al riguardo cfr. pure STF 8C_670/2014 del 30 dicembre 2014 consid. 2; STF 8C_383/2007 del 15 luglio 2008; STCA 38.2014.16 del 23 marzo 2015 consid. 2.3., pubblicata in RtiD II-2015 N. 67 pag. 259 segg.; STCA 38.2007.2 del 21 marzo 2007 consid. 2.4.
Alla luce della giurisprudenza appena esposta questo Tribunale ritiene che, poichéla decisione su opposizione del 10 gennaio 2023 che ha confermato lordine di restituzione dell11 ottobre 2022 è cresciuta in giudicato incontestata e quindi qualsiasi domanda che implichi il dover chinarsi, in questa sede, sullordine di restituzione è irricevibile (cfr. STF 9C_556/2022 del 13 marzo 2023 consid. 2.1.), non è possibile ora, nel contesto del ricorso contro il diniego del condono, entrare in materia riguardo alla fondatezza o meno delleccezione di perenzione.
2.2. Oggetto della lite è la questione di sapere se a ragione oppure no la Sezione del lavoro abbia negato alla società ricorrente il condono della restituzione delle indennità per lavoro ridotto percepite a torto dal mese di marzo al mese di agosto 2020 e dal mese di dicembre 2020 al mese di marzo 2021.
2.3. Lart. 95 cpv. 1 LADI che regola la restituzione di prestazioni rinvia all'art. 25 LPGA.
L'art. 25 cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.
La giurisprudenza federale sviluppata in merito al condono regolato dal vecchio art. 95 LADI conserva in ogni caso tutta la sua validità anche con lentrata in vigore dellart. 25 LPGA (cfr. STF C 21/07 dell11 febbraio 2008 consid. 1.3.; STF C 174/04 del 27 aprile 2005).
2.4. La buona fede presuppone che l'assicurato ignori, al momento in cui riceve una prestazione, che la stessa gli è versata indebitamente. Di detta ignoranza egli non si può prevalere se la stessa è stata determinata da sua negligenza.
Inoltre, la buona fede deve essere negata se colui che si è arricchito, al momento del versamento, poteva attendersi di dover restituire, in quanto sapeva o doveva sapere, facendo prova dellattenzione richiesta, che la prestazione era indebita (art. 3 cpv. 2 CC; STF 8C_399/2021 del 5 ottobre 2021; STF 9C_795/2020 del 10 marzo 2021; DTF 130 V 414 consid. 4.3 e i riferimenti ivi menzionati).
Lart. 46b OADI stabilisce che la perdita di lavoro può essere sufficientemente controllabile (art. 31 cpv. 1 lett. a LADI) solo se le ore di lavoro sono controllate dall'azienda (cpv. 1). Il datore di lavoro conserva durante cinque anni i documenti relativi al controllo delle ore di lavoro (cpv. 2).
Salvo che per circostanze del tutto straordinarie che non dipendono dal datore di lavoro (art. 32 cpv. 3 LADI in combinato disposto con l'art. 51 cpv. 1 OADI), il requisito della controllabilità del tempo di lavoro è unicamente soddisfatto se sussiste un rilevamento quotidiano ed ininterrotto delle ore di lavoro effettivamente prestate dai dipendenti toccati dalla riduzione dell'orario di lavoro, in altre parole a condizione che le ore di lavoro effettivamente prestate siano controllabili per ogni giorno di lavoro. Questo è l'unico modo di garantire che le ore supplementari che devono essere compensate durante il periodo di conteggio siano prese in considerazione nel calcolo della perdita di lavoro mensile. Un totale di ore perse alla fine del mese non permette di rendere la perdita di lavoro sufficientemente controllabile e nemmeno il fatto di controllare le presenze e le assenze anche nel caso di un orario di lavoro fisso in una piccola impresa.
Il rilevamento dell'orario di lavoro richiesto non può essere sostituito con dei documenti presentati soltanto a posteriori (per esempio dei rapporti di lavoro settimanali oppure delle informazioni date dai dipendenti interessati; cfr. STF 8C_306/2023 del 7 marzo 2024 consid. 5.1.2.). Lo stesso vale nel caso di quei dipendenti che percepiscono un salario mensile. L'orario di lavoro può essere verificato per mezzo di cartellini di timbratura, dei rapporti sulle ore o sugli spostamenti effettuati, nonché mediante altri giustificativi che attestino l'orario di lavoro. Le ore di lavoro effettuate non devono necessariamente essere stabilite in modo elettronico o meccanico e i rilevamenti non devono poter essere modificabili ulteriormente senza che la modifica non sia menzionata nel sistema (cfr. STF 8C_699/2022 del 15 giugno 2023 consid. 5.1.2.; STF 8C_745/2021 del 16 novembre 2021; STAF B-269/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.3.2; 3.3.3.; STFA C 269/03 del 25 maggio 2004 consid. 3.1; STFA C 191/02 del 15 luglio 2003 consid. 1.3.; STFA C 295/02 del 12 giugno 2003 consid. 2.2.).
Tuttavia linsorgente non ha attuato alcun sistema di verifica del tempo di lavoro idoneo, né ha chiesto ragguagli in merito allamministrazione.
Il diritto alla protezione della buona fede di cui allart. 9 Cost. consente al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi.Così un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a concedere a un cittadino un vantaggio contrario alla legge sei seguenti presupposti, precisati da una lunga e consolidata giurisprudenza, sono cumulativamente adempiuti:
2. l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone determinate;
3. l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;
4. l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;
5. l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione che gli è pregiudizievole;
6. la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data;
7. linteresse alla corretta applicazione del diritto oggettivo non prevale su quello alla tutela della buona fede.
(cfr. STF 8C_73/2022 del 26 gennaio 2023 consid. 5.2.; STF 8C_271/2022 dell11 novembre 2022 consid. 3.2.3.; STF 8C_458/2021 del 25 gennaio 2022 consid. 3.2., pubblicata in SVR 2022 ALV Nr. 26 pag. 92 e DLA 2022 N. 10 pag. 316; STF 8C_458/2021 del 25 gennaio 2022 consid. 3.2.; STF 9C_86/2021 del 14 giugno 2021 consid. 6.1.; STF 9C_296/2020 del 4 settembre 2020 consid. 2.2.; STF 8C_625/2018 del 22 gennaio 2019, pubblicata in DLA 2019 N. 4 pag. 97; DTF 143 V 95 consid. 3.6.2.; STF 9C_753/201 del 3 aprile 2017 consid. 6.1.; STF 8C_306/2015 del 25 agosto 2015 consid. 3.2.; STF 9C_5/2015 del 31 luglio 2015 consid. 3.; STF 9C_918/2007 del 14 gennaio 2009 consid. 3.1.; STF K 107/05 del 25 ottobre 2005 consid. 3.1.; STF C 270/04 del 4 luglio 2005 consid. 3.3.1.; STF C 218/03 del 28 gennaio 2004 consid. 2; STF C 25/02 del 29 agosto 2002; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata).
Esaminando, in particolare, la condizione secondo cui l'informazione errata deve avere indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione non reversibile senza pregiudizio occorre verificare che linformazione sia stata causale per il comportamento dellassicurato. Esiste un nesso causale tra linformazione dellautorità e lagire dellassicurato quando può essere ammesso che in assenza di tale informazione lassicurato si sarebbe comportato differentemente (cfr. STF 8C_458/2021 del 25 gennaio 2022 consid. 5.3.1., pubblicata in SVR 2022 ALV Nr. 26 pag. 92 e DLA 2022 N. 10 pag. 316; STF 8C_804/2010 del 7 febbraio 2011 consid. 7.1.; STF 8C_619/2009 del 23 giugno 2010 consid. 3.4.; STFA C 177/04 del 25 ottobre 2005; STFA C 25/02 del 29 agosto 2002; STFA C 344/00 del 6 settembre 2001 consid. 3.bb.).
2.9. Nel caso di specie il condono della restituzione delle indennità per lavoro ridotto non può essere riconosciuto alla ricorrente in virtù del diritto costituzionale alla protezione della buona fede sancito dallart. 9 Cost.
In concreto il fatto che lamministrazione abbia versato alla società ricorrente le indennità per lavoro ridotto per il lasso di tempo marzo - agosto 2020 e dicembre 2020 - marzo 2021 senza sollevare alcuna obiezione circa il sistema di controllo delle ore di lavoro non le è di ausilio.
In effetti la Sezione del lavoro e la Cassa di disoccupazione possono presumere che il requisito relativo alla controllabilità sufficiente del tempo di lavoro sia dato e non sono tenute a predisporre dei controlli approfonditi, regolari e sistematici per ogni singola impresa al momento del riconoscimento del diritto alle ILR o durante il periodo di versamento delle indennità. È sufficiente che simili controlli vengano eseguiti dalla SECO in un secondo tempo nellambito della revisione o per sondaggio (cfr. consid. 2.4.; STAF B-269/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.3.6; STF 8C_129/2015 del 13 luglio 2015; STF 8C_469/2011 del 29 dicembre 2011 consid. 6.2.1.2; STCA 38.2021.62 dell11 ottobre 2021 consid. 2.4.; 2.5.).
In casu neppure risulta soddisfatta la condizione secondo cui lerrata o la mancata informazione deve avere indotto lassicurato ad adottare un comportamento o un'omissione non reversibile senza pregiudizio (cfr. consid. 2.8.).
Più precisamente non può essere ammesso, secondo la verosimiglianza preponderante (cfr., in relazione alla condizione secondo cui linformazione errata ha indotto lassicurato ad adottare un comportamento o unomissione che gli è pregiudizievole, STF 8C_458/2021 del 25 gennaio 2022 consid. 5.3.1.,pubblicata in SVR 2022 ALV Nr. 26 pag. 92 e DLA 2022 N. 10 pag. 316; STF 8C_325/2021 del 23 dicembre 2021 consid. 5.1. e 5.2.; DTF 133 V 14 consid. 9.2.; STFA C 85/06 consid. 3.3.), un nesso causale tra le decisioni di riconoscimento ed erogazione delle ILR e il mancato licenziamento dei dipendenti da parte della ricorrente.
2.11.Lart. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica egratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.
Il 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. Lart. 61 lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore lart. 61 lett. fbisLPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.
Nel caso concreto, trattandosi di prestazioni LADI, in relazione alle quali il legislatore non ha previsto di prelevare le spese, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 38.2023.40-41 del 2 ottobre 2023 consid. 2.15., STCA 38.2023.23 del 19 giugno 2023 consid. 2.15.; STCA 38.2022.73 del 16 febbraio 2023 consid. 2.13., STCA 38.2022.56 del 28 ottobre 2022 consid. 2.12.; STCA 38.2022.27-28 del 18 luglio 2022 consid. 2.17; STCA 38.2021.97 del 25 aprile 2022 consid. 2.2.14.; STCA 38.2021.96 del 30 marzo 2022 consid. 2.14.; STCA 38.2021.89 del 7 febbraio 2022 consid. 2.11.; STCA 38.2021.32 del 13 settembre 2021 consid. 2.11.).
Sul tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr.Ares Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti