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36.2022.11

Indennità giornaliere per malattia LCA. Per determinare il valore litigioso le pretese di natura finanziaria vanno quantificate. Con la petizione l'attrice, malgrado rappresentata da un legale, non ha quantificato la pretesa creditoria in denaro. Doveva almeno indicare un valore minimo.Inammissibile

Ticino · 2022-06-13 · Italiano TI
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Erwägungen (1 Absätze)

E. 2 prevede che una motivazione non è necessaria. Per l'art. 55 cpv. 1 CPC le parti devono dedurre in giudizio i fatti su cui poggiano le loro domande e indicare i mezzi di prova. Secondo l'art. 55 cpv. 2 CPC sono fatte salve le disposizioni di legge concernenti l'accertamento dei fatti e l'assunzione delle prove d'ufficio. Ai sensi dell'art. 84 cpv. 1 CPC con l'azione di condanna a una prestazione l'attore chiede che il convenuto sia condannato a fare, omettere o tollerare qualcosa. Secondo l'art. 84 cpv. 2 CPC se la prestazione consiste nel pagamento di una somma di denaro, la pretesa va quantificata. L'art. 85 cpv. 1 CPC prevede che se non è possibile o non si può ragionevolmente esigere che l'entità della pretesa sia precisata già all'inizio del processo, l'attore può promuovere un'azione creditoria senza quantificare il valore litigioso. Deve tuttavia indicare un valore minimo quale valore litigioso provvisorio. Per l'art. 85 cpv. 2 CPC l'attore deve precisare l'entità della pretesa appena sia in grado di farlo dopo l'assunzione delle prove o dopo che il convenuto ha fornito informazioni in merito. Il giudice adito rimane competente anche se il valore litigioso eccede la sua competenza per materia. Siccome la quantificazione della pretesa creditoria in denaro determina il valore litigioso (cfr. art. 81), essa rappresenta una componente essenziale del procedimento ( Francesco Trezzini in: Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, 2a edizione, Vol. 1, Parte Prima: Disposizioni generali [art. 1-196],

n. 26 ad art. 84). La mancata quantificazione viola un presupposto processuale (cfr. art. 59 CPC) e genera l'inammissibilità dell'azione ( Francesco Trezzini, op. cit., n. 2 ad art. 85 con rinvio alla DTF 142 III 102, in particolare consid. 3; cfr. anche DTF 147 III 166, consid. 3.3.2; STF 4A_502/2019 del 15 giugno 2020, consid. 5; STF 4A_618/2017 dell'11 gennaio 2018; STF 4A_566/2014 dell'11 dicembre 2014, consid. 1). La dottrina ( Francesco Trezzini, op. cit., n. 3 ad art. 85) rammenta che, per quanto concerne l'applicazione dell'obbligo d'interpello (art. 56 CPC), il Tribunale federale l'ha negata in un caso concreto (STF 4A_375/2015 del 26 gennaio 2016 consid. 7.1, non pubblicato in DTF 142 III 102), perché la parte attrice era patrocinata professionalmente da un avvocato, cosicché l'obbligo d'interpello avrebbe avuto una portata assai ridotta, che in quel caso non entrava in gioco, poiché il contrario avrebbe significato fornire un'indebita consulenza, lesiva del diritto delle parti di essere trattate allo stesso modo. Nello stesso giudizio, al consid. 7.2, l'Alta Corte ha pure negato l'applicazione dell'art. 132 cpv. 1 CPC (norma che impone, in caso di carenze formali quali la mancata firma o l’assenza della procura, di sanare, nel termine concesso dal giudice, la carenza sotto pena di non considerazione dell’atto), poiché il suo campo di applicazione riguarda degli aspetti di pura forma, che si riassumono sostanzialmente in una svista commessa dalla parte in questione, ciò che in concreto non era invece il caso ( Francesco Trezzini, op. cit., n. 4 ad art. 85). Ciò è stato confermato nella citata STF 4A_618/2017 dell'11 gennaio 2018, al consid. 4.3.1: " (…) 4.3.1 Lorsque le procès, comme en l'espèce, est soumis à la maxime inquisitoire sociale, le juge établit les faits d'office (art. 247 al. 2 let. a CPC en lien avec l'art. 243 al. 2 let. f CPC). Cette maxime, qui tend notamment à protéger la partie faible au contrat, répartit dans une certaine mesure la responsabilité pour l'établissement de l'état de fait entre les parties et le juge, celui-ci ayant un devoir de collaboration renforcé (ATF 139 III 457 consid. 4.4.3.2; BOHNET/JEANNIN, A ne pas confondre: maxime inquisitoire et maxime d'office, in Newsletter Bail.ch, avril 2017, p. 2). Le juge de première instance n'est pas tenu d'instruire d'office le litige lorsqu'un plaideur renonce à expliquer sa position; il doit en revanche interroger les parties et les informer de leur devoir de collaborer à l'instruction et de fournir des preuves. Si des motifs objectifs le conduisent à soupçonner que les allégations et offres de preuves d'une partie sont lacunaires, le juge doit inviter cette partie à compléter ses moyens (ATF 141 III 569 consid. 2.3.1 et 2.3.2; 125 III 231 consid. 4a). La maxime inquisitoire sociale se rapporte ainsi à l'établissement des faits - à l'instar du devoir d'interpellation de l'art. 56 CPC (cf. notamment arrêts 5A_206/2016 du 1er juin 2016 consid. 4.3 et 5A_488/2015 du 21 août 2015 consid. 3.2.2). Ni le devoir d'interpellation, ni la maxime inquisitoire sociale ne s'opposent à ce qu'un recours soit déclaré irrecevable en raison d'une motivation insuffisante (arrêt précité 5A_488/2015 consid. 3.2.1 in fine; arrêt 4A_203/2013 du 6 juin 2013 consid. 3.2). 4.3.2. Il découle de ce qui précède que la maxime inquisitoire sociale n'est pas en cause s'agissant de conclusions mal formulées. Elle n'imposait pas au juge d'attirer l'attention de l'assurée, d'ailleurs assistée d'un avocat durant toute la procédure cantonale, sur le caractère irrecevable de ses conclusions, alors que les exigences y relatives étaient clairement énoncées aux art. 84 s. CPC et dans la jurisprudence relative à l'action en constatation de droit. (…)”. In merito a questi aspetti François Bohnet , in Commentaire Romand, Code de procédure civile, a cura di François Bohnet, Jacques Haldy, Nicolas Jeandin, Philippe Schweizer, Denis Tappy , 2ed., Helbing Lichtenhahn Verlag, 2018, ad art. 84 (p. 308 e ss) rispettivamente ad art. 85 CPC (p. 311 e ss.) ricorda come: " (…) Sous réserve des exceptions de l'art. 85, Ies conclusions tendant au paiement d'une somme d'argent doivent être chiffrées. La règle vaut quel que soit le fondement de la prétention, à moins que la maxime d'office (art. 58 al. 2) s'applique. Le montant chiffré des conclusions permet de déterminer la compétence matérielle et la procédure applicable. Il est nécessaire au respect du droit d'être entendu de la partie adverse, qui doit pouvoir déterminer cantre quoi elle doit se défendre (ATF 142 III 102, c.5.3.1, RSPC 2016 230; TF, arrêt du 3 juin 2015, 4A_686/2014 c.4.3.1; (…) Le montant chiffré permet enfin de déterminer la prétention du demandeur, le juge ne pouvant accorder plus que ce qui est demandé en vertu du principe de disposition (art. 58 al. 1; (…)” (op. cit., ad art. 84, n. 17, p. 311) In merito all’azione creditoria non cifrata la medesima dottrina ricorda come l’oggetto della norma è la domanda di condanna di una parte, domanda però non determinata per il suo importo. L’art. 85 al capoverso 1 1 a frase, pone, in primis, il tema della ricevibilità di una simile richiesta al Tribunale, mentre la seconda frase del cpv. 1 e il capoverso 2 della norma specificano le modalità da rispettare negli allegati e in corso della procedura in questa costellazione particolare ( Bohnet , op. cit., ad art. 85, n. 1 p. 311). Il legislatore ha considerato l’ipotesi in cui l’attore possa trovarsi nell’impossibilità materiale di cifrare le sue conclusioni. Imporgli comunque di determinare l’importo preteso giudizialmente sotto pena di irricevibilità della sua azione appare inammissibile siccome condurrebbe l’attore a pretendere importi non effettivi e concreti, non giustificabili mediante l’istruttoria di causa, ciò che potrebbe avere conseguenze anche di natura finanziaria (relative, ad esempio, alle ripetibili da riconoscere alla controparte in caso di soccombenza, oppure – laddove la procedura non sia gratuita – al versamento di spese), od ancora l’attore potrebbe essere condotto a, prudenzialmente, chiedere meno del suo diritto e, se vincente in causa, vedersi riconoscere importi inferiori. Per tale ragione l’imposizione dell’art. 84 cpv. 2 CPC (“ Se la prestazione consiste nel pagamento di una somma di denaro, la pretesa va quantificata ”) è assortita dall’eccezione dell’art. 85 CPC che codifica (così Bohnet , op. cit. ad art. 85, n. 5 p. 313) la precedente giurisprudenza federale in materia (in questo senso anche DTF 140 III 409). Le situazioni considerate sono sostanzialmente riconducibili a due. Da un lato le conclusioni non cifrate sono ammissibili quando sia “ impossible d’articuler d’entrée de cause le montant de (la) prétention” ( Bohnet , op. cit. ad art. 85, n. 6 p. 313), rispettivamente quando questa esigenza sarebbe irragionevole ( Bohnet , idem). Il medesimo autore rammenta, in particolare, come non sia possibile formulare conclusioni condannatorie precise e concrete quando le informazioni che permetterebbero ciò siano nelle mani della parte convenuta o di un terzo. In questa costellazione l’attore ha un diritto materiale all’informazione e potrebbe, quindi, inoltrare una causa scaglionata (“ Stufenklage ”) con una richiesta di informazioni assortita da un’azione condannatoria ( Bohnet , op. cit. ad art. 85, n. 8 a 12,

p. 314). Su questi specifici aspetti si vedano DTF 140 III 409 c. 4 in cui l’Alta Corte stabilisce i criteri di delimitazione fra l'azione con domande successive e l'azione creditoria senza quantificazione del valore. La seconda ipotesi ritenuta dalla dottrina è l’irragionevolezza dell’esigenza di stabilire d’entrata l’importo della pretesa creditoria da parte dell’attore che potrebbe derivare dalla necessità di investigazioni complesse e costose (si pensi all’esecuzione di perizie per stabilire l’importo del danno) mentre l’amministrazione delle prove processuali condurrebbe a tale determinazione. Il legislatore, su questi aspetti, ha ripreso la giurisprudenza federale precedente il CPC (DTF 112 Ib

334) per cui all’attore era possibile postulare la condanna della parte convenuta senza cifrare le pretese, menzionando semplicemente un importo minimo per determinare il valore litigioso ( Bohnet , op. cit. ad art. 85, n. 14 p. 315). La dottrina è divisa sul punto di sapere se, conclusioni cifrate, possano essere formulate alla fine della procedura istruttoria o se, comunque, sia necessario cifrare la pretesa inizialmente (in merito si vedano Nicolas Gut , Die unbezifferte Forderungsklage nach der Schweizerischen Zivilprozessordnung, 2014, specie n. 131 e rinvii nonché Sabine Baumann Wey , Die unbezifferte Forderungsklage nach Art. 85 ZPO, 2013, N. 547 ff.). Questo Tribunale cantonale delle assicurazioni si è già chinato sull’aspetto della quantificazione delle richieste di condanna formulate dall’attore nella STCA 36.2021.45 del 10 gennaio 2022 (specie al consid. 2.2.) dove ha lasciato aperta la questione a sapere se, in quella specifica occasione, la quantificazione della pretesa dell’attore, formulata unicamente in sede d’udienza, dovesse invece essere formulata al momento dell’inoltro dell’azione (art. 84 cpv. 2 CPC) o se invece non fosse quantificabile la pretesa (art. 85 cpv. 1 e 2 CPC), e ciò alla luce del fatto che, in ogni caso, la domanda era da respingere nel merito siccome infondata. Si richiama ulteriormente la STF 4A_566/2014 dell'11 dicembre 2014, consid. 1, dove il TF, esaminando la ricevibilità di un ricorso in materia civile relativo a pretese fondate su un’assicurazione IG retta dalla LCA ed analizzando i principi della LTF con richiamo a CPC (art. 85), ha confermato la sua prassi per cui le pretese di natura finanziaria formulate al suo indirizzo vanno cifrate: " (…) Die Beschwerde hat ein Rechtsbegehren zu enthalten (Art. 42 Abs. 1 BGG). Da die Beschwerde an das Bundesgericht ein reformatorisches Rechtsmittel darstellt (Art. 107 Abs. 2 BGG), ist grundsätzlich ein materieller Antrag erforderlich. Rechtsbegehren, die auf einen Geldbetrag lauten, müssen beziffert werden. Es genügt allerdings, wenn aus der Beschwerdebegründung hervorgeht, in welchem Sinn der angefochtene Entscheid abgeändert werden soll (BGE 134 III 235 E. 2 mit Hinweisen).“ Ed ha poi ritenuto come, nel caso sottoposto a giudizio: " Der Beschwerdeführer stellt keinen bezifferten Antrag. Auch aus der Beschwerdebegründung geht in keiner Weise hervor, welchen Betrag er zugesprochen erhalten möchte. In der Beschwerde wird zudem mit keinem Wort begründet, weshalb dem Beschwerdeführer die Bezifferung seiner Forderung unmöglich oder unzumutbar sein soll, noch gibt er einen Mindestwert an (vgl. Art. 85 ZPO). Solches wäre aber erforderlich gewesen, da auch aus dem für das Bundesgericht maßgeblichen angefochtenen Urteil (vgl. Art. 105 Abs. 1 BGG) nicht hervorgeht, dass der Beschwerdeführer im vorinstanzlichen Verfahren dazu Ausführungen gemacht hat.” In quella costellazione l’Alta Corte ha ritenuto che: " Mangels Bezifferung des Rechtsbegehrens ist fraglich, ob auf die Beschwerde einzutreten ist. Sie wäre ohnehin abzuweisen. ” 2.2.  In concreto l'attrice, seppure rappresentata da un legale, non ha quantificato le sue pretese in sede di petizione (doc. I), malgrado ne abbia avuto la possibilità avendo beneficiato per mesi di IG di cui conosceva perfettamente l’importo. In particolare, avendo ricevuto il " conteggio intermedio indennità giornaliera " del 19 febbraio 2021 (doc. X/1) relativo alle indennità giornaliere versate dal 20 al 28 febbraio 2021 (ma pure in base ai successivi conteggi fino alla chiusura del caso avvenuta il 6 gennaio 2022), AT 1, la cui incertezza poteva risiedere unicamente nella durata del periodo della patologia (rispettivamente una riduzione dell’impatto inabilitante della stessa), non avrebbe di certo avuto alcuna difficoltà a quantificare l'importo richiesto nei confronti del suo assicuratore e ciò già al momento dell’inoltro della petizione. Si trattava di indicare il numero delle IG pretese moltiplicandole per l’importo dell’indennità giornaliera che le era noto. Si rileva qui come l’attrice fosse inabile al lavoro già dal 21 febbraio 2021, il dr. med. __________, che l’ha avuta in cura, ha attestato, il 29 novembre 2021 (doc. F), che nonostante un buon decorso post operatorio “ persistono i deficit che erano già presenti nel contesto pre-operatorio come documentato … dalla valutazione dal collega Dr. Med. __________, (e) … da un esame elettromiografico pre-operatorio” . Si ha così un quadro sufficientemente preciso, in ottica della parte attrice, per potere determinare le sue pretese di IG. L’attrice, infatti, era a conoscenza che l'indennità giornaliera contrattualmente prevista assommava, giornalmente, a CHF 43,50. Per il periodo corrente dal giorno successivo alla cessazione del versamento di IG (ossia il 7 gennaio

2022) sino al momento in cui è stata introdotta l’azione davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (ossia il 23 febbraio 2022), AT 1, che – va ribadito – era patrocinata da un avvocato ammesso al libero esercizio della professione, era in grado di cifrare con esattezza le pretese maturate sino a qual momento. Per il periodo successivo al 23 febbraio 2022, siccome il futuro incerto e non prevedibile con precisione dipendendo dall’evolvere della patologia e dal perdurare o meno di una (secondo l’attrice) piena incapacità lavorativa, il patrocinatore della signora AT 1 avrebbe potuto comunque quantificare le sue pretese sulla scorta delle prestazioni previste contrattualmente, quelle di cui aveva già beneficiato, delle diagnosi contenute nei rapporti dei suoi curanti (di cui aveva copia e cui poteva e doveva rivolgersi per ottenere ragguagli relativi alla possibile durata ed evoluzione della patologia, si veda il doc. VI/1) e questo senza onere particolare o difficoltà. Non si può, in concreto, ritenere che l’attrice non potesse ragionevolmente fissare le sue pretese anche per tale periodo. In ogni caso, quand’anche si volesse ammettere una irragionevole esigenza di quantificazione l’attrice avrebbe dovuto, come impone l’art. 85 cpv. 1 CPC, “ promuovere un’azione creditoria senza quantificare il valore litigioso. Deve tuttavia indicare un valore minimo quale valore litigioso provvisorio ”. Questa esigenza minima non è stata manifestamente soddisfatta con il petitum dell’azione che si limita a domandare la condanna dell’assicuratore a corrispondere all’attrice “ perlomeno le indennità giornaliere dal 06 gennaio 2022” (semmai dal 7 gennaio 2022), e, per il resto, chiede di convocare le parti per un’udienza di discussione e l’organizzazione di una perizia volta a stabilire “ il diritto dell’assicurata ad ottenere ulteriori prestazioni (p.e. indennità giornaliere, rendite, rendite transitorie, capitali, ecc.) dall’assicuratore” . Se anche si volesse ammettere (circostanza qui comunque non data) che non fosse possibile all’attrice determinare le pretese future, essa, e meglio il suo patrocinatore, avrebbe potuto, dopo avere comunque chiesto la condanna dell’assicuratore per le IG correnti dal 7 gennaio 2022 sino al giorno dell’inoltro della petizione, come prevede l’art. 85 cpv. 2 CPC, “precisare l’entità della pretesa appena … in grado di farlo dopo l’assunzione delle prove o dopo che il convenuto ha fornito informazioni in merito” ( Stufenklage ). L’impossibilità non è stata dimostrata (invero neppure sostenuta), e una precisazione degli importi pretesi non è avvenuta né in sede di udienza del 5 aprile 2022 (nel corso della quale il giudice delegato ha chiesto all'interessata di comprovare l'importo giornaliero delle indennità giornaliere versate da CV 1), e neppure successivamente quando AT 1 (e per essa il suo patrocinatore) ha trasmesso al TCA il conteggio delle indennità ricevute dal 20 al 28 febbraio 2021 (doc. X/1) o al termine dell’istruttoria (doc. XV). 2.3.  In concreto dunque l’attrice ha mancato il suo dovere di quantificare la sua pretesa creditoria conformemente al dettato normativo applicabile. Come indicato la quantificazione della pretesa creditoria in denaro determina il valore litigioso e rappresenta una componente essenziale del procedimento, la sua mancata quantificazione viola dunque un presupposto processuale essenziale e la petizione deve essere di riflesso dichiarata inammissibile. Di fronte a una tale carenza, che il giudice non può colmare d’ufficio come indicato, questo Tribunale non può entrare nel merito dell'azione (art. 59 cpv. 1 CPC), facendone ostacolo la chiara volontà del legislatore che ha posto dei presupposti processuali minimi, ma necessari, per potere introdurre una causa di fronte a al competente giudice, presupposti che quest'ultimo è tenuto ad esaminare d'ufficio (art. 60 CPC). Da quanto precede la petizione 23 febbraio 2022 di AT 1 deve essere dichiarata inammissibile, senza il carico di spese processuali (art. 114 lett. e CPC). All'assicuratore, rappresentato da un avvocato esterno, vanno riconosciute ripetibili (cfr. art. 95 cpv. 1 lett. b CPC; cfr. anche Viktor Rüegg/Michael Rüegg , Basler Kommentar, 3a edizione, 2017, n. 18 ad art. 95 CPC, pag. 645 e n. 1 ad art. 114 CPC, pag. 701; cfr. sentenza 4A_194/2010 del 17 novembre 2010, consid. 2.2.1 non pubblicato in DTF 137 III 47 e sentenza 4A_535/2015 del 1° giugno 2016, consid. 6.4; cfr. anche STCA 36.2021.45 del 10 gennaio 2022; STCA 36.2020.56 del 25 gennaio 2021; STCA 36.2020.24 del 17 agosto 2020; STCA 36.2019.89 del 13 novembre 2019; sentenza 36.2017.109 del 5 marzo 2018; STCA 36.2017.68 del 23 aprile 2018), calcolate conformemente al Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili del 19 dicembre 2007 (RL 178.310), in base all’ipotetico valore della causa (pari all’importo delle IG per il periodo ritenuto dalla polizza e non già oggetto di versamento, ossia un importo di poco superiore ai CHF 17'500) considerando comunque un impegno di patrocinio limitato (con richiamo all’art. 13 Regolamento citato). 2.4.  Per quanto concerne l'ammissibilità di un ricorso al Tribunale federale in funzione del valore litigioso della causa, con sentenza 4A_83/2013 del 20 giugno 2013 l'Alta Corte ha affermato che: " (…) Esso è ammissibile a prescindere dal valore litigioso (di soli fr. 1'120.--) poiché, come afferma correttamente la ricorrente, nel Cantone Ticino le controversie tra assicurati e assicuratori concernenti le assicurazioni complementari all'assicurazione contro le malattie sono di competenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni in prima e unica istanza (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF; art. 7 CPC; art. 75 della legge ticinese di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997 [RL/TI 6.4.6.1]; DTF 138 III 799 consid. 1.1).". Per l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una copia delle sentenze in tema di LCA per la pubblicazione periodica (art. 49 cpv. 1 LSA). S'impone perciò di notificare all'autorità di sorveglianza, una volta cresciuta in giudicato, anche la presente sentenza in forma elettronica e senza il nominativo dell'attrice.

Dispositiv
  1. dichiara e pronuncia Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia civile alTribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente                                                 Il segretario di Camera Daniele Cattaneo                                         Gianluca Menghetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Raccomandata

Incarto n.36.2022.11

TB/IR

Lugano

13 giugno 2022

In nomedella Repubblica e CantoneTicino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Tanja Balmelli, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sulla petizione del 23 febbraio 2022 di

AT 1

contro

CV 1

in materia di assicurazione contro le malattie

ritenutoin fatto

1.9. Con scritto del 23 maggio 2022 il giudice delegato ha indicato alle parti la chiusura dell’istruttoria di causa preannunciando loro che sarebbe stata indetta un’udienza finale salvo loro esplicita rinuncia (doc. XV). Entrambe le parti, con scritti del 2 giugno 2022 (doc. XVI e XVII), hanno rinunciato a ulteriormente esprimersi, all’allestimento di arringhe o all’indizione di un’udienza.

consideratoin diritto

2.1.  Secondo la costante giurisprudenza del Tribunale federale, le assicurazioni d'indennità giornaliera, che coprono la perdita di guadagno in caso di malattia, rientrano fra le assicurazioni complementari (STF 4A_12/2016 del 23 maggio 2017; STF 4A_304/2012 del 14 novembre 2012; DTF 138 III 558 consid. 2 e 3; 4A_595/2011 del 17 febbraio 2012 consid. 2.1) e la procedura è retta dal CPC (DTF 138 III 558 consid. 3.2; STF 4A_517/2017 del 2 ottobre 2018) e meglio dalla procedura semplificata (art. 243 cpv. 2 lett. f CPC).

In merito all’azione creditoria non cifrata la medesima dottrina ricorda come l’oggetto della norma è la domanda di condanna di una parte, domanda però non determinata per il suo importo. L’art. 85 al capoverso 1 1afrase, pone, in primis, il tema della ricevibilità di una simile richiesta al Tribunale, mentre la seconda frase del cpv. 1 e il capoverso 2 della norma specificano le modalità da rispettare negli allegati e in corso della procedura in questa costellazione particolare (Bohnet, op. cit., ad art. 85, n. 1 p. 311). Il legislatore ha considerato l’ipotesi in cui l’attore possa trovarsi nell’impossibilità materiale di cifrare le sue conclusioni. Imporgli comunque di determinare l’importo preteso giudizialmente sotto pena di irricevibilità della sua azione appare inammissibile siccome condurrebbe l’attore a pretendere importi non effettivi e concreti, non giustificabili mediante l’istruttoria di causa, ciò che potrebbe avere conseguenze anche di natura finanziaria (relative, ad esempio, alle ripetibili da riconoscere alla controparte in caso di soccombenza, oppure – laddove la procedura non sia gratuita – al versamento di spese), od ancora l’attore potrebbe essere condotto a, prudenzialmente, chiedere meno del suo diritto e, se vincente in causa, vedersi riconoscere importi inferiori. Per tale ragione l’imposizione dell’art. 84 cpv. 2 CPC (“Se la prestazione consiste nel pagamento di una somma di denaro, la pretesa va quantificata”) è assortita dall’eccezione dell’art. 85 CPC che codifica (cosìBohnet, op. cit. ad art. 85, n. 5 p. 313) la precedente giurisprudenza federale in materia (in questo senso anche DTF 140 III 409).

2.4.  Per quanto concerne l'ammissibilità di un ricorso al Tribunale federale in funzione del valore litigioso della causa, con sentenza 4A_83/2013 del 20 giugno 2013 l'Alta Corte ha affermato che:

Per l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una copia delle sentenze in tema di LCA per la pubblicazione periodica (art. 49 cpv. 1 LSA). S'impone perciò di notificare all'autorità di sorveglianza, una volta cresciuta in giudicato, anche la presente sentenza in forma elettronica e senza il nominativo dell'attrice.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia civile alTribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                 Il segretario di Camera

Daniele Cattaneo                                         Gianluca Menghetti