opencaselaw.ch

36.2004.88

pagamento dei premi dell'assicurazione sociale retta dalla LAMal, compensazione con prestazioni arretrate, debitori dei premi dei figli minorenni e maggiorenni, interessi.

Ticino · 2004-11-12 · Italiano TI
Fonte Original Esporta Word PDF BibTeX RIS

pagamento dei premi dell'assicurazione sociale retta dalla LAMal, compensazione con prestazioni arretrate, debitori dei premi dei figli minorenni e maggiorenni, interessi.

Erwägungen (3 Absätze)

E. 2 di premi per tre mesi per due adulti (fr. 603 - il sussidio di fr. 521.70 X 2), da fr. 155.4 X 2 (502.80 - 347.40 X 2) per premi di tre mesi per le due figlie e da fr. 33.25 di partecipazioni ai costi, dedotto un accredito di fr. 308.85 (cfr. doc. VIII). Il secondo importo (fr. 164.25; esecuzione n. __________) è invece composto da fr. 108.40 x 2 per quattro mesi per due adulti (804 - il sussidio di fr. 695.60 X

2) da fr. 207.20 per premi per cinque mesi per giovani (670.40 - 463.20), da fr. 91.40 per l'altra figlia poiché sono chiesti solo due mesi (335.20 - il sussidio di fr. 243.80), di fr. 57.30 + 3.35 di partecipazioni ai costi, dedotto un accredito di fr. 411.80. La cassa ha per contro abbandonato ogni e qualsiasi pretesa derivante dalla LCA per quanto concerne il 2001 (doc. VIII), che quindi non è oggetto del contendere. L'insorgente, da parte sua, fa valere la compensazione con crediti che avrebbe nei confronti della Cassa e il mancato rimborso di sussidi cui aveva diritto. 2.7.   Va innanzitutto rilevato che, di principio, per quanto concerne i premi e le partecipazioni ai costi il calcolo della Cassa appare corretto. Infatti, dal certificato di assicurazione 2001 (doc. 46.5), emerge che il premio mensile, con franchigia annua di fr. 600, ammontava a fr. 201 per gli adulti e a fr. 167.60 per le due figlie (doc. 46.7 e 46.8). Ciò corrisponde a fr. 603 ogni tre mesi per gli adulti e fr. 502.80 per le due figlie, come da PE __________. Considerato che la famiglia ha ottenuto per il 2001 fr. 6'953 di sussidio (fr. 2'086.50 ogni adulto e fr. 1'390 ogni figlia, doc. A32), ciò significa una riduzione di fr. 521.70 (2'086.50 : 12 X 3) ogni tre mesi per gli adulti e fr. 347.50 (1'390 : 12 x 3) per le figlie. Dunque marito e moglie devono fr. 603 - 521.70, ossia 81.30 ciascuno. Le due figlie sono debitrici di fr. 502.80 - 347.40, ossia fr. 155.40 ciascuno. Considerato che in data 18 marzo 2002 vi è stato un accredito di fr. 308.85, l'ammontare complessivo dovuto dai ricorrenti è di fr. 164.55 (81.30 X 2 + 155.40 X 2 - 308.85), a cui va aggiunto l'importo di fr. 33.25 che l'insorgente, con osservazioni del 22 ottobre 2004 non contesta. Infatti "non è in grado di trovare i giustificativi di pagamento avvenuto" (cfr. doc. X). Anche per quanto concerne il PE __________ il calcolo è corretto. Infatti,

E. 4 mesi di premio per adulti corrispondono a fr. 804 (201 X 4), cui va dedotto

l'importo di fr. 695.60 di sussidio, per un ammontare di fr. 108.40 per ogni

coniuge.

Per le

figlie invece, la Cassa ha giustamente calcolato un importo di fr. 670.40 per

quattro mesi (167.60 X 4) e di fr. 335.20 per due mesi (167.60 X 2). A questi

importi sono stati dedotti fr. 463.20 di sussidio, rispettivamente 243.80, per

un importo di fr. 207.20, rispettivamente di fr. 91.40.

Per cui,

complessivamente gli assicurati devono fr. 103.60 (108.40 X 2 + 207.20 + 91.40

- l'accredito di fr. 411.80 del 18.3.2002), cui vanno aggiunti fr. 3.35 + 57.30

per partecipazioni ai costi che l'insorgente, come visto sopra non prova di

aver pagato, per complessivi fr. 164.25.

2.8.   Tuttavia,

dagli atti, e meglio dalle polizze assicurative del 2001 (doc. 46.7 e 46.8),

emerge che le figlie sono nate nel __________, rispettivamente nel __________.

Esse, pertanto, nel 2001, erano entrambe maggiorenni (cfr. art. 14 CCS).

Per

l'art. 163 CCS

"

1

I coniugi

provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito

mantenimento della famiglia.

2

Essi

s’intendono sul loro contributo rispettivo, segnatamente circa le prestazioni

pecuniarie, il governo della casa, la cura della prole o l’assistenza nella

professione o nell’impresa dell’altro.

3

In tale

ambito, tengono conto dei bisogni dell’unione coniugale e della loro situazione

personale".

Secondo

l'art. 272 CCS

"I genitori ed i figli si devono

vicendevolmente l'assistenza, i riguardi e il rispetto che il bene della

comunione richiede."

Per

l'art. 276 cpv. 1 CCS i genitori devono procedere al mantenimento del figlio,

incluse le spese d'educazione e formazione e delle misure prese a sua tutela.

Il mantenimento consiste nella cura e nell'educazione ovvero, se il figlio non

è sotto la custodia dei genitori, in prestazioni pecuniarie (cpv. 2).

I

genitori sono liberati dall'obbligo di mantenimento nella misura in cui si

possa ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé con il

provento del suo lavoro o con altri mezzi (cpv. 3).

L'art.

277 cpv. 1 CCS prevede che l'obbligo di mantenimento dura fino alla maggiore

età del figlio. Per il cpv. 2, se raggiunta la maggiore età, il figlio non ha

ancora una formazione appropriata, i genitori per quanto si possa

ragionevolmente pretendere da loro dato l'insieme delle circostanze, devono

continuare a provvedere al suo mantenimento fino al momento in cui una simile

formazione possa normalmente concludersi.

Il TF ed

il TFA hanno già avuto modo di stabilire che il pagamento dei premi alle

assicurazioni sociali fa parte del "debito mantenimento della

famiglia" ai sensi dell'art. 163 cpv. 1 CCS (DTF 125 V 430 consid. 3b e

dottrina citata; RAMI 2/2000 p. 79, cfr. anche DTF 119 V 25 consid.

6a; DTF 112 II 404 consid. 6; Eugster, Krankenversicherung, in

Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit, Basilea 1998, p. 182 no. 337).

La conclusione di un'assicurazione malattia obbligatoria, così come

il cambiamento di assicuratore sono stati inoltre considerati come facenti

parte dei bisogni correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166 cpv. 1 CCS (Eugster

op. cit. p. 182 e giurisprudenza federale citata alla N 815). In base all'art.

166 cpv. 3 CCS i coniugi rispondono quindi solidalmente tra di loro per i premi

impagati, indipendentemente dal regime matrimoniale scelto e dal momento della

conclusione del contratto (DTF 129 V 90; DTF 119 V 21 consid. 4e).

Debitore del premio è la persona assicurata (Eugster

op. cit. p. 182, n. 337). L'obbligo del pagamento dei premi dei figli fino ai

18 anni compiuti (cfr. art. 61 cpv. 3 LAMal e Eugster op. cit. p. 179, n. 332)

appartiene ai genitori conformemente all'art. 276 CCS (Eugster op. cit. p. 182,

n. 337).

A contrario

, in seguito incombe ai figli.

Con

sentenza del 18 febbraio 2002 nella causa S. e T., inc. K 132/01, il TFA ha

affermato:

"

(…)

Gleiches gilt sodann im Hinblick auf die

Prämienzahlungspflicht der - unmündigen - Kinder, die im Rahmen der

Unterhaltspflicht nach Art. 276 Abs. 1 in Verbindung mit Art. 277 Abs. 1 ZGB

von den Eltern wahrzunehmen ist. Die das obligatorische

Krankenpflegeversicherungsverhältnis betreffenden Kinderprämien gehören

ebenfalls zu den laufenden Bedürfnissen der Familie im Sinne von Art. 166 ZGB,

für welche die in gerichtlich ungetrennter Ehe lebenden Eltern solidarisch

haften (RKUV 1993 Nr. K 914 S. 86 Erw. 2b/bb; Eugster, a.a.O., S. 182 Rz 337). Eine

Unterhaltspflicht im Sinne der Prämienzahlungs- sowie Kostenbeteiligungspflicht

für im Zeitpunkt der Beitragserhebung bereits mündige Kinder besteht

demgegenüber nicht.

Den Akten zu entnehmen ist vorliegend einzig das

Alter der Söhne O.________ (geb. 1984) und J.________ (geb. 1975), währenddem

die Geburtsdaten von P.________ und A.________ nicht ersichtlich sind. Bereits

aus diesen Angaben erhellt indes, dass die Beschwerdeführer, namentlich der

dahingehend betriebene Beschwerdeführer 1, für die aus-stehenden Prämien und

Kostenbeteiligungen des im Zeitpunkt der relevanten Beitragserhebung bereits

volljährigen Sohnes J.________ nicht haften. Im Hinblick auf den Sohn

P.________, welcher gemäss Schreiben der __________ an die Be-schwerdeführerin

2 (S.________) vom 15. Januar 1997 aus dem Familienhaushalt ausgezogen war und

somit vermutungsweise ebenfalls das Mündigkeitsalter erreicht hat, sowie die

Tochter A.________ lässt sich auf Grund der vorhandenen Unterlagen hingegen

keine abschliessende Beurteilung der Haftungsfrage vornehmen."

(sottolienature del redattore)

In altre

parole, i genitori sono solidalmente responsabili unicamente per quanto

concerne il pagamento dei premi dei figli minorenni.

I figli

maggiorenni sono invece personalmente responsabili per il pagamento dei loro

premi e partecipazioni ai costi.

Nel caso

di specie i premi e le partecipazioni ai costi del 2001 devono pertanto essere

dedotti dal debito della ricorrente.

In

particolare dall'esecuzione n. __________ vanno dedotti gli importi di fr.

155.40 di premi e fr. 33.25 di partecipazioni ai costi di __________ e fr.

155.40 di premi di __________.

Per

quanto concerne l'esecuzione n. __________ vanno invece dedotti fr. 207.20 di

premi dovuti da __________ e fr. 91.40 di premi dovuti da __________, nonché la

partecipazione ai costi del 2000 di fr. 3.35 di __________ (trattamento dal

20.11.2000 al 23.11.2000), anno nel quale ha compiuto __________ anni (nata il __________,

doc. 46.8) ed è diventata maggiorenne (art. 14 CC).

Per cui,

dall'esecuzione n. __________ vanno dedotti fr. 344.05, mentre dall'esecuzione

n. __________ vanno dedotti fr. 301.95.

2.9.   L'interessato

fa poi valere la compensazione con sussidi arretrati e prestazioni mediche che

non sarebbero mai state rimborsate.

Ora, a

prescindere dalle argomentazioni del ricorrente, va rilevato che il TCA,

applicando una consolidata giurisprudenza del TFA, ha più volte ricordato che,

di regola, l'assicurato non può compensare i propri debiti derivanti da premi e

partecipazioni ai costi con crediti da lui fatti valere.

La

compensazione da parte degli assicurati tra i premi dovuti e le eventuali

prestazioni a carico della Cassa non è possibile.

Infatti,

in una sentenza del 16 luglio 1984 sotto l'egida della LAMI, pubblicata in DTF

110 V 183, il TFA ha precisato che le casse malati riconosciute possono

compensare prestazioni assicurative scadute con crediti di pagamento di quote

arretrate.

Pari

diritto non spetta agli assicurati. L'Alta Corte ha in particolare affermato:

"

3.- Im vorliegenden Fall ist zu prüfen, ob auch

der Versicherte eine Forderung der Kasse gegen ihn durch Verrechnung mit seiner

eigenen Leistungsforderung tilgen kann. Kasse und Vorinstanz haben dies

verneint, was die Beschwerdeführer als Rechtsungleichheit rügen.

In dem in RSKV 1970 Nr. 78 S. 184 publizierten

Urteil hat das Eidg. Versicherungsgericht das Recht des Versicherten zur

Verrechnung gegenüber einer öffentlichen Krankenkasse verneint. Es stützte sich

dabei auf Art. 125 Ziff. 3 OR, wonach Verpflichtungen gegenüber dem Gemeinwesen

gegen dessen Willen nicht durch Verrechnung getilgt werden können. Da die

damals betroffene öffentliche Krankenkasse als Teil einer Stadtverwaltung,

somit eines Gemeinwesens, betrachtet wurde und da sich die Kasse mit der

Verrechnung nicht einverstanden erklärt hatte, wurde der Verrechnungsanspruch

des Versicherten verneint (Erw. 4 des zitierten Urteils). - Das in RSKV 1980

Nr. 411 S. 125 veröffentlichte Urteil hatte den Fall eines Versicherten zum

Gegenstand, welcher die Verrechnung gegenüber einer Krankenkasse geltend

machte, die als Genossenschaft organisiert war. Das Gericht erachtete die

Verrechnung durch den Versicherten hier als zulässig, weil sich die Kasse als

Genossenschaft nicht auf Art. 125 Ziff. 3 OR berufen könne (Erw. 2b des

Urteils).

Diese unterschiedliche Handhabung der

Verrechnungsmöglichkeit, je nachdem ob die Verrechnung gegenüber einer

privatrechtlich oder einer öffentlichrechtlich organisierten Krankenkasse

geltend gemacht wird, vermag indessen nicht zu befriedigen. Bekanntlich weisen

die Rechtsverhältnisse in einer privatrechtlich organisierten Krankenkasse

sowohl zivilrechtliche als auch öffentlichrechtliche Elemente auf. Die

letzteren überwiegen jedenfalls dort, wo es um die der Krankenkasse übertragene

öffentliche Aufgabe geht, nämlich die Durchführung der sozialen

Krankenversicherung durch Erbringung von Leistungen einerseits und deren

Finanzierung durch Beiträge der Versicherten anderseits. In diesem Rahmen ist

es unerheblich, ob eine Krankenkasse privatrechtlich oder öffentlichrechtlich

organisiert ist. Die Rechtsstellung des Versicherten bezüglich seines

Versicherungsverhältnisses darf nicht von der Organisationsform der Kasse

abhängen.

Wie bereits dargelegt, ist in den meisten Sozialversicherungs-

gesetzen des Bundes das Verrechnungsrecht geregelt. Übereinstimmend wird dieses

Recht jeweils nur der Verwaltung eingeräumt; die gesetzlichen Formulierungen

schliessen ein Verrechnungsrecht des Versicherten aus. Der Grund für diese

übereinstimmenden Regelungen liegt darin, dass nur die Verwaltung befugt ist,

Verfügungen zu erlassen, d.h. einseitig und hoheitlich über Rechte und

Pflichten der Versicherten zu befinden (vgl. Art. 5 VwVG)

.

Hieraus ergibt sich die einseitige Zuerkennung

des Verrechnungsrechtes an die Verwaltung. Das hat insbesondere auch für die

Krankenversicherung zu gelten. Würde man in diesem Bereich das

Verrechnungsrecht auch dem Versicherten zugestehen, so hätte es dieser in der

Hand, zunächst von sich aus zu bestimmen, welche Kassenleistungen er für

richtig hält, und damit die Krankenkasse zu veranlassen, eine Beitragsverfügung

zu erlassen, bei der die Beiträge an sich gar nicht streitig sind, sondern eben

die Leistungen. Zudem liegt es im Interesse der Vereinheitlichung des

Sozialversicherungs- rechts, auch in der Krankenversicherung das Recht zur

Verrechnung einseitig nur den - öffentlichen und privaten - Krankenkassen

einzuräumen. In diesem Sinn eist die bisherige Rechtsprechung zu ändern."

(DTF 110 V 183)

In una successiva sentenza del 15 giugno 1992, pubblicata in RAMI

1992, pag. 138, l'Alta Corte, in un caso concernente le indennità giornaliere,

facendo riferimento alla giurisprudenza sopra indicata, ha ribadito che, pena

la disattenzione del principio della mutualità e la creazione di una disparità

di trattamento difficilmente ammissibile in seno alla cassa malati, solo

l'assicurato che paga regolarmente le quote può pretendere prestazioni.

Infine,

in una sentenza del 30 aprile 1996 il TFA, riferendosi alle sopra citate

decisioni, ha lasciato irrisolto il tema di sapere se al ricorrente fosse

consentito di estinguere un proprio debito invocando la compensazione,

considerato come il credito della cassa era ormai perento (DTF 122 V 331).

La

dottrina, a proposito della compensazione dei premi con le prestazioni dovute

dall'assicuratore malattia, ricorda che, in mancanza di regolamentazione, la

compensazione, nell'ambito della LAMI, poteva essere invocata unicamente

dall'assicuratore e non dall'assicurato. Neppure la LAMal, e la relativa

ordinanza, contengono disposizioni in merito. Secondo la dottrina la precedente

giurisprudenza conserva la sua validità anche nel nuovo regime (Jean-Louis Duc,

Non-paiement des primes de l'assurance-maladie obligatoire et suspension du

droit aux prestations selon la LAMal; compensation dans le cadre de la LAMal,

in Recueil de travaux en l'honneur de la Société Suisse de droit des

assurances, ed. IRAL, Losanna 1997, pag. 469 e seg.).

In queste

circostanze, considerata la giurisprudenza applicabile in concreto e la

dottrina, a mente del TCA la richiesta dell'insorgente non può trovare

accoglimento (cfr. anche in tal senso STCA del 23 aprile 2002 nella causa J.,

36.2001.64/66).

Come

visto in precedenza, con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la LPGA. A

proposito della compensazione Kieser, ATSG-Kommentar, 2003, a pag. 13, n. 22 ad

"Vorbemerkung", ricorda:

"

Art. 34 E ATSG sah eine - als

<<multilaterale>> Möglichkeit bezeichnete (vgl. BERICHT UND

ENTWURF, 48) - Verrechnung vor (vgl. BBl 1991 II 258). In der parlamentarischen

Debatte blieb unklar, ob die Bestimmung es erlauben würde, den Kostenersatz für

eine Sachleistung in die Verrechnung einzubeziehen; sodann wurde es abgelehnt,

dass von einem Arbeitgeber nicht entrichtete Beiträge und Prämien mit

Leistungen an die versicherte Person verrechnet werden können; in der

nationalrätlichen Kommission wurde angesichts dieser Streitpunkte die

Bestimmung gestrichen (vgl. BBl 1999 4581). Damit bleibt es in der

Sozialversicherung bei einer zweibezogenen Umschreibung der Verrechnung, der im

übrigen auch von Gerichtspraxis der Vorzug gegeben wird (BGE 125 V 323 f.).

Einzig in Art. 20 Abs. 2 ATSG wird ein - eingeschränkter -

Verrechnungsausschluss festgelegt."

Per cui, anche con l'entrata in vigore della LPGA, il principio

rimane il medesimo e, in questo ambito, la compensazione è esclusa.

Va poi

abbondanzialmente rammentato che l'Alta Corte in una sentenza del 22 ottobre

2002 nella causa B. (K 102/00, pubblicata in SVR 6/2003, KV nr. 15, pag. 57) ha

fissato i limiti entro i quali la compensazione da parte dell'assicuratore è

possibile. In particolare i giudici federali hanno stabilito che "

la

giurisprudenza federale sull'ammissibilità per la Cassa malati di procedere

alla compensazione va compresa nel senso che essa è possibile solo

posteriormente alla messa in atto, da parte dell'assicuratore malattia, della

procedura di cui all'art. 9 cpv. 1 OAMal

."

2.10.   Per quanto

concerne l'asserito mancato rimborso di sussidi per anni antecedenti il 2001,

delle spese mediche, dell'importo di fr. 111.25 di richiamo e il calcolo

definitivo "dare-avere" tra le parti, spetta all'assicurato, se lo

ritiene necessario, chiedere alla Cassa l'emanazione di una decisione formale

che potrà essere oggetto di opposizione (cfr. art. 52 LPGA) e successivamente

di ricorso al TCA (cfr. art. 60 LPGA; cfr. STCA del 3 maggio 2004, inc.

36.2003.110).

Infatti,

in concreto, oggetto del contendere sono unicamente i premi e le partecipazioni

ai costi che l'assicuratore afferma di non aver ancora incassato e chiesti con

i due precetti esecutivi in esame.

Su questo

punto il ricorso è di conseguenza irricevibile.

2.11.   Resta da

esaminare se la Cassa può chiedere con entrambi i precetti esecutivi le spese

di diffida (fr. 80), d'apertura dell'incarto (fr. 30), del precetto esecutivo

(fr. 80), degli interessi (fr. 17.35, rispettivamente fr. 22.05), e le spese

dell'attestato di carenza beni (fr. 71).

2.11.1.   Per quanto

concerne le spese di diffida (fr. 80) e di apertura dell'incarto (fr. 30), va

rammentato che in una sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276

il TFA ha ricordato che pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore

contro le malattie può esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida

così come di spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento

del versamento dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese

(alle quali si sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano

addebitabili a colpa dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e

gli obblighi degli assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo

(cfr. anche RAMI 2003 pag. 226).

In concreto, le condizioni generali d'assicurazione (CGA)

dell'assicurazione di base, prevedono all'art. __________ che "

i premi,

le franchigie o le aliquote percentuali devono essere pagate entro la data di

scadenza indicata sulla fattura. Trascorso questo termine, l'assicuratore può

chiedere un interesse di mora, le spese di richiamo, le spese di diffida e le

spese amministrative

."

In

concreto la cassa chiede fr. 80 per spese di diffida e fr. 30 per spese di

apertura dell'incarto. Visto l'importo chiesto in esecuzione (fr. 197.80 e fr.

164.25), l'ammontare richiesto è sproporzionato. Questo TCA lo riduce pertanto

a fr. 20 per spese di diffida e fr. 20 per spese di apertura dell'incarto.

2.11.2.

Per quanto concerne invece il riconoscimento delle

spese esecutive, va ricordato che esse non formano oggetto della sentenza di

rigetto, ma seguono le sorti dell'esecuzione per la quale è stato concesso il

rigetto senza che sia necessaria una esplicita pronuncia di merito (RAMI 2003

pag. 226, SZS 2001 pag. 568 consid.

E. 5 con riferimenti; Panchaud/Caprez,

La mainlevée de l'opposition, §164, pag. 414; K. Ammon, Grundriss des Schuldbetreibungs-und

konkursrechts, Berna 1983, p. 106).

In concreto dagli atti emerge che la Cassa ha chiesto fr. 80 per il

"precetto esecutivo" (fr. 50 per il precedente precetto fatto

spiccare contro il marito e fr. 30 per il precetto di cui si chiede il rigetto

dell'opposizione). Tuttavia, rettamente, i fr. 30 del precetto di cui si chiede

il rigetto non sono compresi negli importi di fr. 446.15, rispettivamente

417,30, poiché seguono le sorti dell'esecuzione.

I fr. 50

del precetto contro il marito vanno invece assunti dalla moglie. Allo stesso

modo essa deve pagare l'importo delle spese dell'attestato di carenza beni (fr.

71).

2.12.   Infine, per

quanto concerne gli interessi di mora, va rilevato che dal verbale di pignoramento

emerge che gli importi di fr. 22.05 e fr. 17.35 richiesti dalla Cassa si

riferiscono a periodi anteriori l'1.1.2003, ossia all'entrata in vigore della

LPGA (cfr. doc. 3 e 4, verbali del 17 dicembre 2002).

Fino al

31 dicembre 2002, secondo la costante giurisprudenza del TFA, nel settore delle

assicurazioni sociali per principio non venivano versati interessi di mora, a

meno che la legge non lo prevedesse espressamente (cfr. STCA del 19 gennaio

2000 nella causa A., inc. 30.1999.25; DTF 119 V 134, 119 V 79 e 113 V 50 con

riferimenti).

Questo principio conosceva delle eccezioni.

Infatti, il TFA ha riconosciuto il diritto ad

interessi moratori allorché si riscontravano “

circostanze particolari

”.

Queste circostanze sono state considerate

realizzate in presenza di manovre illecite o dilatorie degli organi

amministrativi (DTF 101 V 118).

In DTF 108 V 19 consid. 4b (= RCC 1983 pag. 156

consid.

4b) l’Alto tribunale, dopo avere confermato la

propria prassi, ha aggiunto che per poter attribuire eccezionalmente interessi

moratori in assenza di base legale oltre all’atto illecito era ancora

necessario un agire colposo da parte dell’amministrazione (o di un’autorità di

ricorso, cfr. anche DTF 117 V 352 consid. 3, 116 V 327).

Il TFA ha tuttavia rifiutato il versamento

generalizzato di interessi. Tale impostazione è fondata sulla circostanza che

nel diritto delle assicurazioni sociali il riconoscimento di interessi moratori

è giustificato, come in passato, soltanto in via eccezionale e in casi isolati

che particolarmente urtano il senso del diritto (DTF 113 V 50 consid. 2a, RCC

1990 pag. 47 consid. 3).

In DTF 101 V 114 il TFA ha inoltre rilevato come

"

quant à l'assuré, la règle de l'égalité des parties commande de le dispenser

lui aussi du paiement des intérêts de retard lorsqu'il a defendu ce qu'il estimait

être son droit.

"

La

possibilità di chiedere gli interessi, introdotta nel 1996 in ambito LAMal,

nella prima la versione dell'art. 9 cpv. 2 OAMal, è stata abrogata con effetto

dal 1.1.1998 (Gerhard Eugster, Krankenversicherung, pag. 185, nota 828).

Con il 1°

gennaio 2003 è entrata in vigore la legge federale sulla parte generale del

diritto delle assicurazioni sociali.

La LPGA

all'art. 26 cpv. 1 prevede che i crediti di contributi dovuti o di contributi

indebitamente riscossi sottostanno rispettivamente a interessi di mora o

rimunerativi. Il Consiglio federale può prevedere eccezioni per importi esigui

e termini di breve durata. Il TCA constata che attualmente nell'ordinanza non è

stato previsto alcun limite.

Per il

cpv. 2 dell'art. 26 LPGA sempre che l'assicurato si sia pienamente attenuto

all'obbligo di collaborare, l'assicurazione sociale deve interessi di mora

sulle sue prestazioni dopo 24 mesi dalla nascita del diritto, ma al più presto

12 mesi dopo che si è fatto valere il diritto.

Il TCA

con sentenza del 26 aprile 2004 (inc. 36.2004.15), ha stabilito che l'art. 26

LPGA, applicabile in caso di ritardo nel pagamento dei premi (cfr. Kieser,

ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, ad art. 26 pag. 296 n. 7), trova applicazione

con effetto dal 1.1.2003.

In

particolare, gli interessi al 5% possono essere chiesti dal 1.1.2003 (cfr.

anche

e contrario

il Bollettino n° 122 dell'UFAS all'attenzione delle

casse di compensazione AVS del 10 gennaio 2003, dove, in materia di

prestazioni, gli interessi sono calcolati dal 1.1.2003 anche se la prestazione

è dovuta precedentemente all'entrata in vigore della LPGA).

A

proposito del diritto transitorio Kieser, op. cit., pag. 306 n. 26 ad art. 26,

in materia di prestazioni, rileva:

"

Die Neueinführung des Verzugszinses erfordert

übergangsrechtliche Entscheidungen. Dabei muss insbesondere entschieden werden,

welches der massgebende, die Bestimmung des anwendbaren Rechts steuernde

Tatbestand ist. Bei Verzugszinsen ist dies grundsätzlich derjenige Zeitpunkt,

in welchem die verspätete geschuldete Leistung erbracht wird. Entsprechend hat

die Rechtsprechung festgelegt, dass die Frist zur Geltendmachung des

Verzugszinses erst in demjenigen Zeitpunkt zu laufen beginnt, in welchem die

(verspätete) Leistung eingeht (BGE 119 V 239 f.). Art. 26 ATSG ist deshalb

anwendbar, wenn die (verspätete) Leistung nach dem Inkraftreten des Gesetzes

erfolgt. Allerdings ist bei der Berechnung des Zinses nur die Zeit ab dem

Inkrafttreten des Gesetzes zu berücksichtigen (vgl. ATSG-Kommentar, Art. 82

Rz. 9)."

In simili condizioni, la decisione tramite la quale la Cassa chiede

interessi prima del 1.1.2003 non merita conferma, non essendo dati, su questo

punto, gli estremi per applicare la giurisprudenza valida fino al 31.12.2002.

Per cui

anche gli importi di fr. 17.35 (esecuzione n. __________) e di fr. 22.05

(esecuzione __________), vanno dedotti dall'importo chiesto.

Per

contro, la circostanza che nelle decisioni viene indicato che l'assicurata è

debitrice di interessi di mora del 5% è corretta nella misura in cui si

riferisce al periodo dal 1.1.2003. Non essendo tuttavia parte del precetto

esecutivo, su questo punto non vi è il rigetto dell'opposizione.

2.13.   Per quanto concerne l'incasso forzato di somme quali quelle

in discussione (franchigia, partecipazione ai costi e spese di sollecito ed

amministrative), il TFA ha più volte dichiarato applicabile alle casse malati

(DTF 121 V 109ss.; RAMI 1983, p. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984, p.197), la giurisprudenza

secondo cui una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione

ad un P. E. con una decisione formale riferentesi precisamente all'esecuzione

in corso, qualora avesse iniziato la procedura esecutiva per il recupero del

credito senza prima aver formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La

Cassa malati, in tali casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai

sensi dell'art. 80 LEF.

Alla luce degli argomenti sviluppati in precedenza, le decisioni su

opposizione vanno modificate.

La

decisione del 29 giugno 2004 tramite la quale si chiede il pagamento

dell'importo di fr. 446.15 dovrebbe essere modificata nel senso che andrebbero

dedotti fr. 431.40 (17.35 di interessi, fr. 60 di spese di diffida, fr. 10 di

spese dell'apertura dell'incarto e fr. 344.05 per premi e franchigia [155. 4 x

2 + (33.25)]), per un importo di fr. 14.75 (446.15 - 431.40).

Tuttavia,

come emerge dalle osservazioni dell'8 ottobre 2004 (doc. VIII), l'assicuratore,

con il sussidio a favore del marito per l'anno 2001 ricevuto nel 2002 e con

l'annullamento di premi LCA (complessivamente fr. 1'132.45) dovuti da tutti i

famigliari (comprese le figlie) ha compensato i premi richiesti con 4 precetti

esecutivi diversi.

In

particolare nella procedura in esame ha dedotto fr. 308.85 (cfr. doc. VIII e

19).

Ora,

considerato che il TCA ha annullato l'esecuzione nei confronti delle figlie, il

calcolo andrebbe fatto differentemente e il calcolo della deduzione di fr.

308.85 sull'esecuzione __________, così come quella di fr. 411.80 sull'altra

esecuzione, andrebbe modificata e verosimilmente ridotta (cfr. doc. 19).

Il

procedere della Cassa, che mischia premi LAMal, premi LCA e sussidi versati dal

Cantone, con premi LCA e LAMAl dovuti dal marito, dalla moglie e dalle figlie

maggiorenni, e con 4 esecuzioni differenti, non aiuta a far chiarezza in una

situazione assai opaca e non permette a questo TCA di procedere ad un calcolo

corretto.

Tanto più

che negli scritti al marito della ricorrente la Cassa utilizza numeri di

esecuzione "interni" in luogo di quelli indicati sul precetto

esecutivo (cfr. doc. 19), ciò che genera ancor maggiore confusione. Da rilevare

che anche nei precetti esecutivi la Cassa quale titolo di credito aveva

indicato premi LCA, per poi precisare in sede di accertamento da parte di

questo TCA che in realtà i premi LCA non erano oggetto di esecuzione (doc. VIII

e A4 e A5).

Considerata

l'opacità dei suoi calcoli, ora la Cassa ne deve sopportare le conseguenze, non

essendo facilmente valutabile in che misura la deduzione di fr. 308.85,

rispettivamente 411.80 concerne anche premi dovuti dalle figlie e in che

percentuale la deduzione globale di fr. 1'132.45 ripartita tra 4 esecuzioni

concerne le figlie e interessa anche i premi LCA e/o LAMal (cfr. doc. VIII e

19).

Questa

situazione, anche se verosimilmente riferita ad altri periodi, era d'altra

parte stata evidenziata anche dal Ministero Pubblico (cfr. doc. A 36: "

Pur

senza entrare nel merito e nel dettaglio, dalla documentazione prodotta emerge

che tra l'assicurato e la Cassa Malati denunciata vi sono diversi problemi

unicamente di carattere amministrativo, legati probabilmente a conteggi o

compensazioni in parte errati, che sicuramente avranno causato disagi al

denunciante, ma che non configurano reato penale.

").

Queste

considerazioni valgono anche per la decisione del 29 giugno 2004 tramite la

quale si chiede il pagamento di fr. 417,30.

In queste

condizioni, in parziale accoglimento del ricorso, le decisioni impugnate vanno

annullate e l'incarto ritornato alla cassa affinché, dopo aver scorporato,

dall'ammontare richiesto, l'importo dovuto dalle figlie e ricalcolato,

proporzionalmente, l'ammontare corretto da dedurre (vedi lettera del 18 marzo

2002, deduzione complessiva di fr. 1'132.45, doc. 19), allestisca un calcolo

comprensibile e chieda alla ricorrente unicamente gli importi ancora scoperti

come ai precedenti considerandi (in particolare deducendo gli interessi e parte

delle spese di diffida e dell'apertura dell'incarto).

2.14.   Va ancora

abbondanzialmente rilevato, circa l'asserita violazione del Codice Penale per

appropriazione indebita e truffa, da una parte che il Ministero Pubblico ha già

emesso un decreto di non luogo a procedere e dall'altra che se lo riterrà

opportuno la ricorrente, che già conosce la procedura, potrà direttamente

sottoporre al Ministero Pubblico la fattispecie, con possibilità di revisione

della presente in caso di accertato delitto o crimine (cfr. anche STFA dell'11

ottobre 2004 nella causa S., inc. k 56/03).

2.15.   Infine, per

quanto concerne la richiesta di ripetibili, va rammentato che di regola esse

vanno attribuite unicamente nel caso in cui l'assicurato è rappresentato da

persona cognita in materia.

La

procedura ricorsuale è retta dal diritto cantonale. Tuttavia essa deve

soddisfare determinati requisiti (cfr. art. 61 LPGA).

Per

quanto concerne l'indennità per ripetibili, essa può venire assegnata, di

regola, solo al ricorrente vittorioso patrocinato in causa (cfr. art. 22 della

legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni

[LPTCA]; vedasi per la regola e le eccezioni: DTF 112 V 86 consid.

4; DTF 110 V 81 consid. 7; DTF 105 V 89 consid. 4; DTF 105 Ia 122 e

DTF 99 Ia 580 consid. 4; Susanne Leuzinger-Naef, "Bundesrechtliche

Verfahrensanforderungen betreffend Verfahrenkosten, Parteientschädigung und

unentgeltliche Rechtsbeistand in Sozialversicherungsrecht", in SZS 1991

pag. 180 ss).

L'Alta Corte riconosce un'indennità per ripetibili anche quando il

patrocinio é assunto da una persona particolarmente qualificata per la

questione giuridica considerata (cfr. STFA del 13 gennaio 2000 nella causa K.,

U 284/99, consid.

6; DTF 126 V 11; RDAT II-1993, N. 67;

RCC 1992 pag. 433 consid. 2a; RCC 1985 pag. 411 consid. 4; DTF 108 V 271 = RCC

1983 p. 329).

Nel caso concreto l'attribuzione di ripetibili all'assicurata,

rappresentata da suo marito non si giustifica poiché gli estremi posti dalla

giurisprudenza non sono adempiuti.

Dispositiv
  1. dichiara e pronuncia Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il giudice delegato                                                 Il segretario Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.11.2004 36.2004.88 Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.11.2004 36.2004.88 Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.11.2004 36.2004.88

pagamento dei premi dell'assicurazione sociale retta dalla LAMal, compensazione con prestazioni arretrate, debitori dei premi dei figli minorenni e maggiorenni, interessi.

Raccomandata Incarto n. 36.2004.88 36.2004.100 cs / sc Lugano 12 novembre 2004 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni Giudice Ivano Ranzanici con redattore: Christian Steffen, vicecancelliere segretario: Fabio Zocchetti statuendo sul ricorso del 13 luglio 2004 di RI 1 rappr. da: RA 1 contro le decisioni del 29 giugno 2004 emanate da Cassa malati CO 1 in materia di assicurazione sociale contro le malattie ritenuto, in fatto 1.1.   Dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2001 RA 1, sua moglie e le figlie __________ e __________, sono stati affiliati presso la Cassa Malati CO 1 per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e per alcune complementari rette dalla LCA (cfr. doc. V). 1.2.   Nel corso del 2001 l'assicuratore ha fatto spiccare due precetti esecutivi nei confronti di RA 1 per premi e partecipazioni ai costi non pagati da lui, dalla moglie e dalle figlie per i periodi febbraio - maggio 2001 (PE n. __________ dell'__________ di __________ di fr. 879,45 oltre spese di diffida e d'apertura dell'incarto, doc. 1) e giugno - luglio - agosto 2001 (PE n. __________ dell'__________ di __________, fr. 734.20 oltre spese di diffida e d'apertura dell'incarto, doc. 2), entrambi sfociati in attestati di carenza beni (doc. 3 e 4). Successivamente l'assicuratore ha fatto spiccare dall'__________ di __________, nei confronti della moglie, i PE n. __________ e __________ (doc. 5 e 6), tramite i quali ha chiesto il pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi rimasti scoperti in seguito al rilascio degli attestati di carenza beni, oltre alle spese (per complessivi fr. 417,30, rispettivamente fr. 446,15). In seguito alle opposizioni interposte dall'interessata ai due PE, l'assicuratore ha emanato due decisioni formali tramite le quali ha rigettato le opposizioni e richiesto il pagamento degli importi di fr. 417.30, rispettivamente fr. 446.15 (doc. 7 e 8). L'assicurata, rappresentata dall'avv. __________, è insorta contro le predette decisioni, contestando le richieste della Cassa (doc. 9). Con due decisioni su opposizione del 29 giugno 2004 l'assicuratore ha ribadito l'obbligo della moglie di pagare i premi e le partecipazioni ai costi del 2001 (doc. A2 e A3). 1.3.   Tramite ricorso del 13 luglio 2004, RI 1, rappresentata dal marito, contesta le decisioni su opposizione rilevando in particolare di aver ottenuto dall'Istituto delle assicurazioni sociali i sussidi per il pagamento dei premi dell'assicurazione di base sin dal 1995 e facendo valere la compensazione con prestazioni non pagate dalla Cassa. L'insorgente afferma inoltre che l'assicuratore avrebbe trattenuto irregolarmente dei sussidi senza l'assenso della ricorrente, ammettendo tuttavia che il Ministero Pubblico ha decretato un non luogo a procedere nella procedura avviata dal marito per truffa ed amministrazione infedele. L'assicurata fa poi valere che in data 18 marzo 2002 l'assicuratore avrebbe ammesso di essere debitore di un importo di fr. 1'132.45 nei confronti di suo marito, ma nel contempo avrebbe utilizzato questa somma per pagare debiti derivanti da premi e partecipazioni ai costi rimasti impagati con riferimento a precetti esecutivi che non sarebbero mai stati spiccati. L'insorgente ribadisce pertanto l'accusa di truffa ed amministrazione infedele e presenta la situazione contabile per il periodo 1.1.1996-31.12.2001, con un saldo, a favore dell'assicuratore, di soli fr. 176.45. L'interessata chiede inoltre al Tribunale di accertare che " con il rimborso delle prestazioni 11.05.2000 (doc. 14.1) l'arch. RA 1 non abbia riconosciuto valido l'agire CO 1 di voler addebitare Fr 111.25 per un semplice richiamo del 14.04.2000 (non due come scritto), invece di accreditare detto importo regolarmente all'istante. " L'insorgente chiede al TCA di: " A. Annullare le due Decisioni su opposizione del 29 Giugno 2004 in modo definitivo. B. Conseguentemente di voler dichiarare, in modo vincolante, il presente ricorso quale conteggio contabile, definitivo, per il periodo dell'Assicurazione obbligatoria delle cure, dal 01 Gen­naio 1996 al 31 Dicembre 2001, per tutti i quattro membri della famiglia RA 1:,, __________ e __________. Con un saldo di addebito, a carico della qui ricorrente RI 1 di FR 176.45 secondo il punto 6 d) del ricorso. C. Contestato tasse, spese e ripetibili." (Doc. I) 1.4.   In data 14 luglio 2004 l'interessata ha trasmesso ulteriore documentazione, facendo valere un agire scorretto da parte dell'assicuratore ed affermando: "59 Quale esempio, detto tipo sempre è stato usato per i pagamenti dei rimborsi all'assicurato. Ossia sulla pagina davanti il rispet­tivo testo ed in basso l'Assegno postale, staccabile che, sul . suo retro l'assicurato, con il ritiro dell'ammontare, doveva mettere sua firma. Tutti i rimborsi per il periodo contrattuale, senza eccezione, avvenivano in tal modo. Il problema è che, per l'assicurato rimaneva soltanto la pagina davanti con le spiegazioni e nient'altro. Mentre l'assegno come tale, ritornava all'CO 1, firmato. Orbene, non essendoci sul retro nessun riferimento prestampato con numero e/o indicazione di registrazione, ma soltanto poi la firma della ricevuta, diventa facilissimo un'eventuale falsifica­zione qualsiasi, a livello copiatura. Stampando davanti sull'assegno quello che si vuole e poi, per la "copiatura di prova..." applicando la firma dell'assicurato da un altro assegno. Detta spiegazione avviene cautelarmente ad avviso personale dell'istante, esplicitamente non intesa quale accusa all'CO 1. Pertanto se il vostro Lodevole Tribunale dovesse ritenerlo, dovrà chiedere all'CO 1 l'originale vero e proprio del/dei singoli assegni e non la fotocopia. "Proprio per coscienziosità di chiusura, l'istante ha voluto passare tutti sei anni contrattuali 1996 al 2001 compreso, per verificare voce per voce, tutte le fatture delle cure, susseguentemente dopo ieri essersi informato, come detto. Per quanto concerne rimborsi ricevuti e non ricevuti. Il controllo era facile perché, come principio l'istante sempre aggancia la conferma del rimborso e/o della franchigia alla rispettiva fattura. Il risultato è il seguente, con le fatture non rimborsate dall'CO 1: 62 Fattura 08.02.1999 Dr. __________ Fr 376.80 62.1 Fattura 13.08.1999 Dr.  __________            Fr.   61.20 62.2 Fattura 13.09.1999 Dr. __________ Fr 74.40 62.3 Fattura 06.10.1999 Dr. __________ Fr 238.80 62.4 Fattura 16.10.2001 Dr. __________ Fr 55.20 (tutte con ricevuta CCP) Totale Fr. 806.65 il 90% da accreditare all'assicurato FR 726.- ." (Doc. II) 1.5.   Con risposta del 5 agosto 2004 la Cassa, dopo aver osservato che ancora recentemente il TFA ha stabilito che i coniugi sono solidalmente responsabili per il pagamento dei premi (STFA del 18.11.2002, K 60/00), ciò che del resto l'insorgente non contesta, ha proposto la reiezione dell'impugnativa (doc. V). 1.6.   In data 4 ottobre 2004 il TCA, constatato che i precetti esecutivi di cui viene chiesto il rigetto dell'opposizione contengono riferimenti alle assicurazioni complementari (LCA), e che dagli attestati di carenza beni emerge il pagamento di acconti, ha chiesto all'assicuratore di presentare per esteso il calcolo preciso degli importi dovuti dai membri della famiglia riferiti unicamente all'assicurazione di base (LAMal), precisando in particolare a quale assicurazione (LAMal e LCA) sono stati attribuiti i versamenti già effettuati (fr. 411.80 e fr. 308.85) e per quale motivo (Doc. VII). 1.7.   Con osservazioni dell'8 ottobre 2004 l'assicuratore ha prodotto un calcolo complesso, precisando tra l'altro di aver abbandonato la procedura per il pagamento dei premi derivanti dall'assicurazione complementare (doc. VIII). La Cassa ha poi precisato: " Inoltre, "i due versamenti" di Fr. 411.80 e di Fr. 308.85 provenienti dal nostro avviso di credito N° __________ del 18 marzo 2002 si spiegano come segue: abbiamo annullato rettroattivamente al 31 gennaio 2001 i premi LCA dei quattro membri della famiglia RI 1 (,, __________ e __________) ed abbiamo anche ammortizzato definitivamente tutti i premi delle assicurazioni complementari LCA non pagati (perdita per la nostra cassa-malati). Nel corrente del mese di marzo 2002, abbiamo anche ricevuto dalla Cassa __________ il sussidio 2001 per il Signore RA 1 che abbiamo dedotto sui i suoi premi LAMal dal 1 gennaio 2001 al 31 dicembre

2001. Queste due modifiche dei rami assicurativi LAMal e LCA per la famiglia RI 1 (abbandono dei premi LCA 2001 e sussidio rettroattivo 2001 per) hanno generato un avviso di credito di Fr. 1'132.45 (N° __________) che è stato incassato come segue:

1)   Fr. 411.80 sull'esecuzione N° __________ in deduzione dei premi LAMal dal 01.02.2001 al 31.05.2001 per la famiglia RI 1

2)   Fr. 308.85 sull'esecuzione N° __________ in deduzione dei premi LAMal dal 01.06.2001 al 31.08.2001 per la famiglia RI 1

3)   Fr. 205.90 sull'esecuzione N° __________ in deduzione dei premi LAMal dal 01.09.2001 al 31.10.2001 per la famiglia RI 1

4)   Fr. 205.90 sull'esecuzione N° __________ in deduzione dei premi LAMal dal 01.11.2001 al 31.12.2001 per la famiglia RI 1.(doc. VIII) 1.8.   Tramite scritto del 22 ottobre 2004 l'interessata contesta la presa di posizione della Cassa, rileva che l'assicuratore non ha presentato la prova del pagamento delle fatture ancora scoperte relative alle prestazioni mediche elencate con l'aggiunta al ricorso del 14 luglio 2004 e produce ulteriore documentazione. Dopo aver presentato un ulteriore calcolo, pur ammettendo di non aver le prove di aver pagato le partecipazioni ai costi richieste dalla Cassa, conclude per un saldo, questa volta a suo favore, di fr. 455.65 (doc. X). 1.9.   La Cassa non ha presentato osservazioni (doc. XI). in diritto In ordine 2.1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98). Nel merito 2.2.   Va innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAMal. Mentre le norme sostanziali non sono applicabili in concreto poiché da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b), le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a). Per cui ogni riferimento alle norme applicabili in concreto va inteso nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002, tranne indicazioni contrarie. 2.3.   Il TCA è chiamato a determinare se ed in quale misura la ricorrente è effettivamente debitrice nei confronti della Cassa malati del pagamento di premi e partecipazioni ai costi rimasti impagati nel 2000 e nel 2001. 2.4.   Giusta l'art. 61 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri assicurati. Sempreché la legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote dai propri assicurati premi uguali (cpv. 1). L'assicuratore può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. Sono possibili al massimo tre graduazioni regionali per Cantone (cpv. 2). Per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni, l'assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto a quello degli assicurati d'età superiore (adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati che non hanno ancora compiuto 25 anni e che stanno svolgendo una formazione (cpv. 3). L'ammontare dei premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere approvato dal Consiglio federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono prendere posizione in merito alle tariffe dei premi previste per la loro popolazione; la procedura d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv. 4). L'art. 90 OAMal prevede che di regola i premi devono essere pagati mensilmente. 2.5.   Giusta l'art. 64 cpv. 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno (franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota percentuale) (cpv. 2). Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari (cpv. 5). Secondo l'art. 103 cpv. 1 OAMal, la franchigia prevista nell'articolo 64 cpv. 2 lett. a della legge ammonta a 230 franchi per anno civile dal 1° gennaio 1998 (cfr. RU 1997 2435, in precedenza fr. 150). L'importo annuo massimo dell'aliquota percentuale secondo l'articolo 64 cpv. 2 lett. b della legge ammonta a 600 franchi per gli assicurati adulti e a 300 franchi per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (cpv. 2). Per la riscossione della franchigia e dell'aliquota percentuale è determinante la data della cura (cpv. 3). A norma dell'art. 93 cpv. 1 OAMal, oltre all’assicurazione ordinaria delle cure medico-sanitarie, gli assicuratori possono esercitare un’assicurazione per la quale gli assicurati possono scegliere una franchigia superiore a quella prevista nell’articolo 103 capoverso 1 (franchigie opzionali). Le franchigie opzionali ammontano a partire dal 1° gennaio 1998 a fr. 400, 600, 1200 e 1500 (cfr. RU 1997 2435; in precedenza a 300, 600, 1200 e 1500 franchi) per gli assicurati adulti e a 150, 300 e 375 franchi per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni. L’assicuratore che esercita questa forma d’assicurazione deve offrire tutte le franchigie opzionali. Dal 1° gennaio 2004 la franchigia minima è stata portata a fr. 300 e la partecipazione ai costi annua a fr. 700 per gli adulti e fr. 350 per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (cfr. art. 103 cpv. 1 e 2 OAMal in vigore dal 1.1.2004). 2.6.   Nel caso di specie l'assicuratore, tramite le decisioni su opposizione, chiede il pagamento di importi di fr. 417.30, rispettivamente di fr. 446.15 (doc. A1 e doc. A2). In entrambi i casi la Cassa chiede innanzitutto fr. 80 di spese di diffida, fr. 30 per spese di apertura incarto, fr. 50 di spese del precetto esecutivo nei confronti del marito (oltre a fr. 30 del precetto esecutivo di cui si chiede il rigetto), fr. 17.35, rispettivamente 22.05 di interessi e fr. 71 di spese dell'attestato di carenza beni nei confronti del marito (cfr. doc. VIII). Per quanto concerne i premi e le partecipazioni ai costi (complessivamente fr. 197.80), il primo importo (esecuzione n. __________) è composto da fr. 81.30 x 2 di premi per tre mesi per due adulti (fr. 603 - il sussidio di fr. 521.70 X 2), da fr. 155.4 X 2 (502.80 - 347.40 X 2) per premi di tre mesi per le due figlie e da fr. 33.25 di partecipazioni ai costi, dedotto un accredito di fr. 308.85 (cfr. doc. VIII). Il secondo importo (fr. 164.25; esecuzione n. __________) è invece composto da fr. 108.40 x 2 per quattro mesi per due adulti (804 - il sussidio di fr. 695.60 X

2) da fr. 207.20 per premi per cinque mesi per giovani (670.40 - 463.20), da fr. 91.40 per l'altra figlia poiché sono chiesti solo due mesi (335.20 - il sussidio di fr. 243.80), di fr. 57.30 + 3.35 di partecipazioni ai costi, dedotto un accredito di fr. 411.80. La cassa ha per contro abbandonato ogni e qualsiasi pretesa derivante dalla LCA per quanto concerne il 2001 (doc. VIII), che quindi non è oggetto del contendere. L'insorgente, da parte sua, fa valere la compensazione con crediti che avrebbe nei confronti della Cassa e il mancato rimborso di sussidi cui aveva diritto. 2.7.   Va innanzitutto rilevato che, di principio, per quanto concerne i premi e le partecipazioni ai costi il calcolo della Cassa appare corretto. Infatti, dal certificato di assicurazione 2001 (doc. 46.5), emerge che il premio mensile, con franchigia annua di fr. 600, ammontava a fr. 201 per gli adulti e a fr. 167.60 per le due figlie (doc. 46.7 e 46.8). Ciò corrisponde a fr. 603 ogni tre mesi per gli adulti e fr. 502.80 per le due figlie, come da PE __________. Considerato che la famiglia ha ottenuto per il 2001 fr. 6'953 di sussidio (fr. 2'086.50 ogni adulto e fr. 1'390 ogni figlia, doc. A32), ciò significa una riduzione di fr. 521.70 (2'086.50 : 12 X 3) ogni tre mesi per gli adulti e fr. 347.50 (1'390 : 12 x 3) per le figlie. Dunque marito e moglie devono fr. 603 - 521.70, ossia 81.30 ciascuno. Le due figlie sono debitrici di fr. 502.80 - 347.40, ossia fr. 155.40 ciascuno. Considerato che in data 18 marzo 2002 vi è stato un accredito di fr. 308.85, l'ammontare complessivo dovuto dai ricorrenti è di fr. 164.55 (81.30 X 2 + 155.40 X 2 - 308.85), a cui va aggiunto l'importo di fr. 33.25 che l'insorgente, con osservazioni del 22 ottobre 2004 non contesta. Infatti "non è in grado di trovare i giustificativi di pagamento avvenuto" (cfr. doc. X). Anche per quanto concerne il PE __________ il calcolo è corretto. Infatti, 4 mesi di premio per adulti corrispondono a fr. 804 (201 X 4), cui va dedotto l'importo di fr. 695.60 di sussidio, per un ammontare di fr. 108.40 per ogni coniuge. Per le figlie invece, la Cassa ha giustamente calcolato un importo di fr. 670.40 per quattro mesi (167.60 X 4) e di fr. 335.20 per due mesi (167.60 X 2). A questi importi sono stati dedotti fr. 463.20 di sussidio, rispettivamente 243.80, per un importo di fr. 207.20, rispettivamente di fr. 91.40. Per cui, complessivamente gli assicurati devono fr. 103.60 (108.40 X 2 + 207.20 + 91.40

- l'accredito di fr. 411.80 del 18.3.2002), cui vanno aggiunti fr. 3.35 + 57.30 per partecipazioni ai costi che l'insorgente, come visto sopra non prova di aver pagato, per complessivi fr. 164.25. 2.8.   Tuttavia, dagli atti, e meglio dalle polizze assicurative del 2001 (doc. 46.7 e 46.8), emerge che le figlie sono nate nel __________, rispettivamente nel __________. Esse, pertanto, nel 2001, erano entrambe maggiorenni (cfr. art. 14 CCS). Per l'art. 163 CCS " 1 I coniugi provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito mantenimento della famiglia. 2 Essi s’intendono sul loro contributo rispettivo, segnatamente circa le prestazioni pecuniarie, il governo della casa, la cura della prole o l’assistenza nella professione o nell’impresa dell’altro. 3 In tale ambito, tengono conto dei bisogni dell’unione coniugale e della loro situazione personale". Secondo l'art. 272 CCS "I genitori ed i figli si devono vicendevolmente l'assistenza, i riguardi e il rispetto che il bene della comunione richiede." Per l'art. 276 cpv. 1 CCS i genitori devono procedere al mantenimento del figlio, incluse le spese d'educazione e formazione e delle misure prese a sua tutela. Il mantenimento consiste nella cura e nell'educazione ovvero, se il figlio non è sotto la custodia dei genitori, in prestazioni pecuniarie (cpv. 2). I genitori sono liberati dall'obbligo di mantenimento nella misura in cui si possa ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé con il provento del suo lavoro o con altri mezzi (cpv. 3). L'art. 277 cpv. 1 CCS prevede che l'obbligo di mantenimento dura fino alla maggiore età del figlio. Per il cpv. 2, se raggiunta la maggiore età, il figlio non ha ancora una formazione appropriata, i genitori per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro dato l'insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al suo mantenimento fino al momento in cui una simile formazione possa normalmente concludersi. Il TF ed il TFA hanno già avuto modo di stabilire che il pagamento dei premi alle assicurazioni sociali fa parte del "debito mantenimento della famiglia" ai sensi dell'art. 163 cpv. 1 CCS (DTF 125 V 430 consid. 3b e dottrina citata; RAMI 2/2000 p. 79, cfr. anche DTF 119 V 25 consid. 6a; DTF 112 II 404 consid. 6; Eugster, Krankenversicherung, in Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit, Basilea 1998, p. 182 no. 337). La conclusione di un'assicurazione malattia obbligatoria, così come il cambiamento di assicuratore sono stati inoltre considerati come facenti parte dei bisogni correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166 cpv. 1 CCS (Eugster op. cit. p. 182 e giurisprudenza federale citata alla N 815). In base all'art. 166 cpv. 3 CCS i coniugi rispondono quindi solidalmente tra di loro per i premi impagati, indipendentemente dal regime matrimoniale scelto e dal momento della conclusione del contratto (DTF 129 V 90; DTF 119 V 21 consid. 4e). Debitore del premio è la persona assicurata (Eugster op. cit. p. 182, n. 337). L'obbligo del pagamento dei premi dei figli fino ai 18 anni compiuti (cfr. art. 61 cpv. 3 LAMal e Eugster op. cit. p. 179, n. 332) appartiene ai genitori conformemente all'art. 276 CCS (Eugster op. cit. p. 182,

n. 337). A contrario, in seguito incombe ai figli. Con sentenza del 18 febbraio 2002 nella causa S. e T., inc. K 132/01, il TFA ha affermato: " (…) Gleiches gilt sodann im Hinblick auf die Prämienzahlungspflicht der - unmündigen - Kinder, die im Rahmen der Unterhaltspflicht nach Art. 276 Abs. 1 in Verbindung mit Art. 277 Abs. 1 ZGB von den Eltern wahrzunehmen ist. Die das obligatorische Krankenpflegeversicherungsverhältnis betreffenden Kinderprämien gehören ebenfalls zu den laufenden Bedürfnissen der Familie im Sinne von Art. 166 ZGB, für welche die in gerichtlich ungetrennter Ehe lebenden Eltern solidarisch haften (RKUV 1993 Nr. K 914 S. 86 Erw. 2b/bb; Eugster, a.a.O., S. 182 Rz 337). Eine Unterhaltspflicht im Sinne der Prämienzahlungs- sowie Kostenbeteiligungspflicht für im Zeitpunkt der Beitragserhebung bereits mündige Kinder besteht demgegenüber nicht. Den Akten zu entnehmen ist vorliegend einzig das Alter der Söhne O.________ (geb. 1984) und J.________ (geb. 1975), währenddem die Geburtsdaten von P.________ und A.________ nicht ersichtlich sind. Bereits aus diesen Angaben erhellt indes, dass die Beschwerdeführer, namentlich der dahingehend betriebene Beschwerdeführer 1, für die aus-stehenden Prämien und Kostenbeteiligungen des im Zeitpunkt der relevanten Beitragserhebung bereits volljährigen Sohnes J.________ nicht haften. Im Hinblick auf den Sohn P.________, welcher gemäss Schreiben der __________ an die Be-schwerdeführerin 2 (S.________) vom 15. Januar 1997 aus dem Familienhaushalt ausgezogen war und somit vermutungsweise ebenfalls das Mündigkeitsalter erreicht hat, sowie die Tochter A.________ lässt sich auf Grund der vorhandenen Unterlagen hingegen keine abschliessende Beurteilung der Haftungsfrage vornehmen." (sottolienature del redattore) In altre parole, i genitori sono solidalmente responsabili unicamente per quanto concerne il pagamento dei premi dei figli minorenni. I figli maggiorenni sono invece personalmente responsabili per il pagamento dei loro premi e partecipazioni ai costi. Nel caso di specie i premi e le partecipazioni ai costi del 2001 devono pertanto essere dedotti dal debito della ricorrente. In particolare dall'esecuzione n. __________ vanno dedotti gli importi di fr. 155.40 di premi e fr. 33.25 di partecipazioni ai costi di __________ e fr. 155.40 di premi di __________. Per quanto concerne l'esecuzione n. __________ vanno invece dedotti fr. 207.20 di premi dovuti da __________ e fr. 91.40 di premi dovuti da __________, nonché la partecipazione ai costi del 2000 di fr. 3.35 di __________ (trattamento dal 20.11.2000 al 23.11.2000), anno nel quale ha compiuto __________ anni (nata il __________, doc. 46.8) ed è diventata maggiorenne (art. 14 CC). Per cui, dall'esecuzione n. __________ vanno dedotti fr. 344.05, mentre dall'esecuzione

n. __________ vanno dedotti fr. 301.95. 2.9.   L'interessato fa poi valere la compensazione con sussidi arretrati e prestazioni mediche che non sarebbero mai state rimborsate. Ora, a prescindere dalle argomentazioni del ricorrente, va rilevato che il TCA, applicando una consolidata giurisprudenza del TFA, ha più volte ricordato che, di regola, l'assicurato non può compensare i propri debiti derivanti da premi e partecipazioni ai costi con crediti da lui fatti valere. La compensazione da parte degli assicurati tra i premi dovuti e le eventuali prestazioni a carico della Cassa non è possibile. Infatti, in una sentenza del 16 luglio 1984 sotto l'egida della LAMI, pubblicata in DTF 110 V 183, il TFA ha precisato che le casse malati riconosciute possono compensare prestazioni assicurative scadute con crediti di pagamento di quote arretrate. Pari diritto non spetta agli assicurati. L'Alta Corte ha in particolare affermato: " 3.- Im vorliegenden Fall ist zu prüfen, ob auch der Versicherte eine Forderung der Kasse gegen ihn durch Verrechnung mit seiner eigenen Leistungsforderung tilgen kann. Kasse und Vorinstanz haben dies verneint, was die Beschwerdeführer als Rechtsungleichheit rügen. In dem in RSKV 1970 Nr. 78 S. 184 publizierten Urteil hat das Eidg. Versicherungsgericht das Recht des Versicherten zur Verrechnung gegenüber einer öffentlichen Krankenkasse verneint. Es stützte sich dabei auf Art. 125 Ziff. 3 OR, wonach Verpflichtungen gegenüber dem Gemeinwesen gegen dessen Willen nicht durch Verrechnung getilgt werden können. Da die damals betroffene öffentliche Krankenkasse als Teil einer Stadtverwaltung, somit eines Gemeinwesens, betrachtet wurde und da sich die Kasse mit der Verrechnung nicht einverstanden erklärt hatte, wurde der Verrechnungsanspruch des Versicherten verneint (Erw. 4 des zitierten Urteils). - Das in RSKV 1980 Nr. 411 S. 125 veröffentlichte Urteil hatte den Fall eines Versicherten zum Gegenstand, welcher die Verrechnung gegenüber einer Krankenkasse geltend machte, die als Genossenschaft organisiert war. Das Gericht erachtete die Verrechnung durch den Versicherten hier als zulässig, weil sich die Kasse als Genossenschaft nicht auf Art. 125 Ziff. 3 OR berufen könne (Erw. 2b des Urteils). Diese unterschiedliche Handhabung der Verrechnungsmöglichkeit, je nachdem ob die Verrechnung gegenüber einer privatrechtlich oder einer öffentlichrechtlich organisierten Krankenkasse geltend gemacht wird, vermag indessen nicht zu befriedigen. Bekanntlich weisen die Rechtsverhältnisse in einer privatrechtlich organisierten Krankenkasse sowohl zivilrechtliche als auch öffentlichrechtliche Elemente auf. Die letzteren überwiegen jedenfalls dort, wo es um die der Krankenkasse übertragene öffentliche Aufgabe geht, nämlich die Durchführung der sozialen Krankenversicherung durch Erbringung von Leistungen einerseits und deren Finanzierung durch Beiträge der Versicherten anderseits. In diesem Rahmen ist es unerheblich, ob eine Krankenkasse privatrechtlich oder öffentlichrechtlich organisiert ist. Die Rechtsstellung des Versicherten bezüglich seines Versicherungsverhältnisses darf nicht von der Organisationsform der Kasse abhängen. Wie bereits dargelegt, ist in den meisten Sozialversicherungs- gesetzen des Bundes das Verrechnungsrecht geregelt. Übereinstimmend wird dieses Recht jeweils nur der Verwaltung eingeräumt; die gesetzlichen Formulierungen schliessen ein Verrechnungsrecht des Versicherten aus. Der Grund für diese übereinstimmenden Regelungen liegt darin, dass nur die Verwaltung befugt ist, Verfügungen zu erlassen, d.h. einseitig und hoheitlich über Rechte und Pflichten der Versicherten zu befinden (vgl. Art. 5 VwVG) . Hieraus ergibt sich die einseitige Zuerkennung des Verrechnungsrechtes an die Verwaltung. Das hat insbesondere auch für die Krankenversicherung zu gelten. Würde man in diesem Bereich das Verrechnungsrecht auch dem Versicherten zugestehen, so hätte es dieser in der Hand, zunächst von sich aus zu bestimmen, welche Kassenleistungen er für richtig hält, und damit die Krankenkasse zu veranlassen, eine Beitragsverfügung zu erlassen, bei der die Beiträge an sich gar nicht streitig sind, sondern eben die Leistungen. Zudem liegt es im Interesse der Vereinheitlichung des Sozialversicherungs- rechts, auch in der Krankenversicherung das Recht zur Verrechnung einseitig nur den - öffentlichen und privaten - Krankenkassen einzuräumen. In diesem Sinn eist die bisherige Rechtsprechung zu ändern." (DTF 110 V 183) In una successiva sentenza del 15 giugno 1992, pubblicata in RAMI 1992, pag. 138, l'Alta Corte, in un caso concernente le indennità giornaliere, facendo riferimento alla giurisprudenza sopra indicata, ha ribadito che, pena la disattenzione del principio della mutualità e la creazione di una disparità di trattamento difficilmente ammissibile in seno alla cassa malati, solo l'assicurato che paga regolarmente le quote può pretendere prestazioni. Infine, in una sentenza del 30 aprile 1996 il TFA, riferendosi alle sopra citate decisioni, ha lasciato irrisolto il tema di sapere se al ricorrente fosse consentito di estinguere un proprio debito invocando la compensazione, considerato come il credito della cassa era ormai perento (DTF 122 V 331). La dottrina, a proposito della compensazione dei premi con le prestazioni dovute dall'assicuratore malattia, ricorda che, in mancanza di regolamentazione, la compensazione, nell'ambito della LAMI, poteva essere invocata unicamente dall'assicuratore e non dall'assicurato. Neppure la LAMal, e la relativa ordinanza, contengono disposizioni in merito. Secondo la dottrina la precedente giurisprudenza conserva la sua validità anche nel nuovo regime (Jean-Louis Duc, Non-paiement des primes de l'assurance-maladie obligatoire et suspension du droit aux prestations selon la LAMal; compensation dans le cadre de la LAMal, in Recueil de travaux en l'honneur de la Société Suisse de droit des assurances, ed. IRAL, Losanna 1997, pag. 469 e seg.). In queste circostanze, considerata la giurisprudenza applicabile in concreto e la dottrina, a mente del TCA la richiesta dell'insorgente non può trovare accoglimento (cfr. anche in tal senso STCA del 23 aprile 2002 nella causa J., 36.2001.64/66). Come visto in precedenza, con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la LPGA. A proposito della compensazione Kieser, ATSG-Kommentar, 2003, a pag. 13, n. 22 ad "Vorbemerkung", ricorda: " Art. 34 E ATSG sah eine - als > Möglichkeit bezeichnete (vgl. BERICHT UND ENTWURF, 48) - Verrechnung vor (vgl. BBl 1991 II 258). In der parlamentarischen Debatte blieb unklar, ob die Bestimmung es erlauben würde, den Kostenersatz für eine Sachleistung in die Verrechnung einzubeziehen; sodann wurde es abgelehnt, dass von einem Arbeitgeber nicht entrichtete Beiträge und Prämien mit Leistungen an die versicherte Person verrechnet werden können; in der nationalrätlichen Kommission wurde angesichts dieser Streitpunkte die Bestimmung gestrichen (vgl. BBl 1999 4581). Damit bleibt es in der Sozialversicherung bei einer zweibezogenen Umschreibung der Verrechnung, der im übrigen auch von Gerichtspraxis der Vorzug gegeben wird (BGE 125 V 323 f.). Einzig in Art. 20 Abs. 2 ATSG wird ein - eingeschränkter - Verrechnungsausschluss festgelegt." Per cui, anche con l'entrata in vigore della LPGA, il principio rimane il medesimo e, in questo ambito, la compensazione è esclusa. Va poi abbondanzialmente rammentato che l'Alta Corte in una sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa B. (K 102/00, pubblicata in SVR 6/2003, KV nr. 15, pag. 57) ha fissato i limiti entro i quali la compensazione da parte dell'assicuratore è possibile. In particolare i giudici federali hanno stabilito che " la giurisprudenza federale sull'ammissibilità per la Cassa malati di procedere alla compensazione va compresa nel senso che essa è possibile solo posteriormente alla messa in atto, da parte dell'assicuratore malattia, della procedura di cui all'art. 9 cpv. 1 OAMal ." 2.10.   Per quanto concerne l'asserito mancato rimborso di sussidi per anni antecedenti il 2001, delle spese mediche, dell'importo di fr. 111.25 di richiamo e il calcolo definitivo "dare-avere" tra le parti, spetta all'assicurato, se lo ritiene necessario, chiedere alla Cassa l'emanazione di una decisione formale che potrà essere oggetto di opposizione (cfr. art. 52 LPGA) e successivamente di ricorso al TCA (cfr. art. 60 LPGA; cfr. STCA del 3 maggio 2004, inc. 36.2003.110). Infatti, in concreto, oggetto del contendere sono unicamente i premi e le partecipazioni ai costi che l'assicuratore afferma di non aver ancora incassato e chiesti con i due precetti esecutivi in esame. Su questo punto il ricorso è di conseguenza irricevibile. 2.11.   Resta da esaminare se la Cassa può chiedere con entrambi i precetti esecutivi le spese di diffida (fr. 80), d'apertura dell'incarto (fr. 30), del precetto esecutivo (fr. 80), degli interessi (fr. 17.35, rispettivamente fr. 22.05), e le spese dell'attestato di carenza beni (fr. 71). 2.11.1.   Per quanto concerne le spese di diffida (fr. 80) e di apertura dell'incarto (fr. 30), va rammentato che in una sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 il TFA ha ricordato che pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo (cfr. anche RAMI 2003 pag. 226). In concreto, le condizioni generali d'assicurazione (CGA) dell'assicurazione di base, prevedono all'art. __________ che " i premi, le franchigie o le aliquote percentuali devono essere pagate entro la data di scadenza indicata sulla fattura. Trascorso questo termine, l'assicuratore può chiedere un interesse di mora, le spese di richiamo, le spese di diffida e le spese amministrative ." In concreto la cassa chiede fr. 80 per spese di diffida e fr. 30 per spese di apertura dell'incarto. Visto l'importo chiesto in esecuzione (fr. 197.80 e fr. 164.25), l'ammontare richiesto è sproporzionato. Questo TCA lo riduce pertanto a fr. 20 per spese di diffida e fr. 20 per spese di apertura dell'incarto. 2.11.2. Per quanto concerne invece il riconoscimento delle spese esecutive, va ricordato che esse non formano oggetto della sentenza di rigetto, ma seguono le sorti dell'esecuzione per la quale è stato concesso il rigetto senza che sia necessaria una esplicita pronuncia di merito (RAMI 2003 pag. 226, SZS 2001 pag. 568 consid. 5 con riferimenti; Panchaud/Caprez, La mainlevée de l'opposition, §164, pag. 414; K. Ammon, Grundriss des Schuldbetreibungs-und konkursrechts, Berna 1983, p. 106). In concreto dagli atti emerge che la Cassa ha chiesto fr. 80 per il "precetto esecutivo" (fr. 50 per il precedente precetto fatto spiccare contro il marito e fr. 30 per il precetto di cui si chiede il rigetto dell'opposizione). Tuttavia, rettamente, i fr. 30 del precetto di cui si chiede il rigetto non sono compresi negli importi di fr. 446.15, rispettivamente 417,30, poiché seguono le sorti dell'esecuzione. I fr. 50 del precetto contro il marito vanno invece assunti dalla moglie. Allo stesso modo essa deve pagare l'importo delle spese dell'attestato di carenza beni (fr. 71). 2.12.   Infine, per quanto concerne gli interessi di mora, va rilevato che dal verbale di pignoramento emerge che gli importi di fr. 22.05 e fr. 17.35 richiesti dalla Cassa si riferiscono a periodi anteriori l'1.1.2003, ossia all'entrata in vigore della LPGA (cfr. doc. 3 e 4, verbali del 17 dicembre 2002). Fino al 31 dicembre 2002, secondo la costante giurisprudenza del TFA, nel settore delle assicurazioni sociali per principio non venivano versati interessi di mora, a meno che la legge non lo prevedesse espressamente (cfr. STCA del 19 gennaio 2000 nella causa A., inc. 30.1999.25; DTF 119 V 134, 119 V 79 e 113 V 50 con riferimenti). Questo principio conosceva delle eccezioni. Infatti, il TFA ha riconosciuto il diritto ad interessi moratori allorché si riscontravano “ circostanze particolari ”. Queste circostanze sono state considerate realizzate in presenza di manovre illecite o dilatorie degli organi amministrativi (DTF 101 V 118). In DTF 108 V 19 consid. 4b (= RCC 1983 pag. 156 consid. 4b) l’Alto tribunale, dopo avere confermato la propria prassi, ha aggiunto che per poter attribuire eccezionalmente interessi moratori in assenza di base legale oltre all’atto illecito era ancora necessario un agire colposo da parte dell’amministrazione (o di un’autorità di ricorso, cfr. anche DTF 117 V 352 consid. 3, 116 V 327). Il TFA ha tuttavia rifiutato il versamento generalizzato di interessi. Tale impostazione è fondata sulla circostanza che nel diritto delle assicurazioni sociali il riconoscimento di interessi moratori è giustificato, come in passato, soltanto in via eccezionale e in casi isolati che particolarmente urtano il senso del diritto (DTF 113 V 50 consid. 2a, RCC 1990 pag. 47 consid. 3). In DTF 101 V 114 il TFA ha inoltre rilevato come " quant à l'assuré, la règle de l'égalité des parties commande de le dispenser lui aussi du paiement des intérêts de retard lorsqu'il a defendu ce qu'il estimait être son droit. " La possibilità di chiedere gli interessi, introdotta nel 1996 in ambito LAMal, nella prima la versione dell'art. 9 cpv. 2 OAMal, è stata abrogata con effetto dal 1.1.1998 (Gerhard Eugster, Krankenversicherung, pag. 185, nota 828). Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali. La LPGA all'art. 26 cpv. 1 prevede che i crediti di contributi dovuti o di contributi indebitamente riscossi sottostanno rispettivamente a interessi di mora o rimunerativi. Il Consiglio federale può prevedere eccezioni per importi esigui e termini di breve durata. Il TCA constata che attualmente nell'ordinanza non è stato previsto alcun limite. Per il cpv. 2 dell'art. 26 LPGA sempre che l'assicurato si sia pienamente attenuto all'obbligo di collaborare, l'assicurazione sociale deve interessi di mora sulle sue prestazioni dopo 24 mesi dalla nascita del diritto, ma al più presto 12 mesi dopo che si è fatto valere il diritto. Il TCA con sentenza del 26 aprile 2004 (inc. 36.2004.15), ha stabilito che l'art. 26 LPGA, applicabile in caso di ritardo nel pagamento dei premi (cfr. Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, ad art. 26 pag. 296 n. 7), trova applicazione con effetto dal 1.1.2003. In particolare, gli interessi al 5% possono essere chiesti dal 1.1.2003 (cfr. anche e contrario il Bollettino n° 122 dell'UFAS all'attenzione delle casse di compensazione AVS del 10 gennaio 2003, dove, in materia di prestazioni, gli interessi sono calcolati dal 1.1.2003 anche se la prestazione è dovuta precedentemente all'entrata in vigore della LPGA). A proposito del diritto transitorio Kieser, op. cit., pag. 306 n. 26 ad art. 26, in materia di prestazioni, rileva: " Die Neueinführung des Verzugszinses erfordert übergangsrechtliche Entscheidungen. Dabei muss insbesondere entschieden werden, welches der massgebende, die Bestimmung des anwendbaren Rechts steuernde Tatbestand ist. Bei Verzugszinsen ist dies grundsätzlich derjenige Zeitpunkt, in welchem die verspätete geschuldete Leistung erbracht wird. Entsprechend hat die Rechtsprechung festgelegt, dass die Frist zur Geltendmachung des Verzugszinses erst in demjenigen Zeitpunkt zu laufen beginnt, in welchem die (verspätete) Leistung eingeht (BGE 119 V 239 f.). Art. 26 ATSG ist deshalb anwendbar, wenn die (verspätete) Leistung nach dem Inkraftreten des Gesetzes erfolgt. Allerdings ist bei der Berechnung des Zinses nur die Zeit ab dem Inkrafttreten des Gesetzes zu berücksichtigen (vgl. ATSG-Kommentar, Art. 82 Rz. 9)." In simili condizioni, la decisione tramite la quale la Cassa chiede interessi prima del 1.1.2003 non merita conferma, non essendo dati, su questo punto, gli estremi per applicare la giurisprudenza valida fino al 31.12.2002. Per cui anche gli importi di fr. 17.35 (esecuzione n. __________) e di fr. 22.05 (esecuzione __________), vanno dedotti dall'importo chiesto. Per contro, la circostanza che nelle decisioni viene indicato che l'assicurata è debitrice di interessi di mora del 5% è corretta nella misura in cui si riferisce al periodo dal 1.1.2003. Non essendo tuttavia parte del precetto esecutivo, su questo punto non vi è il rigetto dell'opposizione. 2.13.   Per quanto concerne l'incasso forzato di somme quali quelle in discussione (franchigia, partecipazione ai costi e spese di sollecito ed amministrative), il TFA ha più volte dichiarato applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109ss.; RAMI 1983, p. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984, p.197), la giurisprudenza secondo cui una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione ad un P. E. con una decisione formale riferentesi precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse iniziato la procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima aver formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi dell'art. 80 LEF. Alla luce degli argomenti sviluppati in precedenza, le decisioni su opposizione vanno modificate. La decisione del 29 giugno 2004 tramite la quale si chiede il pagamento dell'importo di fr. 446.15 dovrebbe essere modificata nel senso che andrebbero dedotti fr. 431.40 (17.35 di interessi, fr. 60 di spese di diffida, fr. 10 di spese dell'apertura dell'incarto e fr. 344.05 per premi e franchigia [155. 4 x 2 + (33.25)]), per un importo di fr. 14.75 (446.15 - 431.40). Tuttavia, come emerge dalle osservazioni dell'8 ottobre 2004 (doc. VIII), l'assicuratore, con il sussidio a favore del marito per l'anno 2001 ricevuto nel 2002 e con l'annullamento di premi LCA (complessivamente fr. 1'132.45) dovuti da tutti i famigliari (comprese le figlie) ha compensato i premi richiesti con 4 precetti esecutivi diversi. In particolare nella procedura in esame ha dedotto fr. 308.85 (cfr. doc. VIII e 19). Ora, considerato che il TCA ha annullato l'esecuzione nei confronti delle figlie, il calcolo andrebbe fatto differentemente e il calcolo della deduzione di fr. 308.85 sull'esecuzione __________, così come quella di fr. 411.80 sull'altra esecuzione, andrebbe modificata e verosimilmente ridotta (cfr. doc. 19). Il procedere della Cassa, che mischia premi LAMal, premi LCA e sussidi versati dal Cantone, con premi LCA e LAMAl dovuti dal marito, dalla moglie e dalle figlie maggiorenni, e con 4 esecuzioni differenti, non aiuta a far chiarezza in una situazione assai opaca e non permette a questo TCA di procedere ad un calcolo corretto. Tanto più che negli scritti al marito della ricorrente la Cassa utilizza numeri di esecuzione "interni" in luogo di quelli indicati sul precetto esecutivo (cfr. doc. 19), ciò che genera ancor maggiore confusione. Da rilevare che anche nei precetti esecutivi la Cassa quale titolo di credito aveva indicato premi LCA, per poi precisare in sede di accertamento da parte di questo TCA che in realtà i premi LCA non erano oggetto di esecuzione (doc. VIII e A4 e A5). Considerata l'opacità dei suoi calcoli, ora la Cassa ne deve sopportare le conseguenze, non essendo facilmente valutabile in che misura la deduzione di fr. 308.85, rispettivamente 411.80 concerne anche premi dovuti dalle figlie e in che percentuale la deduzione globale di fr. 1'132.45 ripartita tra 4 esecuzioni concerne le figlie e interessa anche i premi LCA e/o LAMal (cfr. doc. VIII e 19). Questa situazione, anche se verosimilmente riferita ad altri periodi, era d'altra parte stata evidenziata anche dal Ministero Pubblico (cfr. doc. A 36: " Pur senza entrare nel merito e nel dettaglio, dalla documentazione prodotta emerge che tra l'assicurato e la Cassa Malati denunciata vi sono diversi problemi unicamente di carattere amministrativo, legati probabilmente a conteggi o compensazioni in parte errati, che sicuramente avranno causato disagi al denunciante, ma che non configurano reato penale. "). Queste considerazioni valgono anche per la decisione del 29 giugno 2004 tramite la quale si chiede il pagamento di fr. 417,30. In queste condizioni, in parziale accoglimento del ricorso, le decisioni impugnate vanno annullate e l'incarto ritornato alla cassa affinché, dopo aver scorporato, dall'ammontare richiesto, l'importo dovuto dalle figlie e ricalcolato, proporzionalmente, l'ammontare corretto da dedurre (vedi lettera del 18 marzo 2002, deduzione complessiva di fr. 1'132.45, doc. 19), allestisca un calcolo comprensibile e chieda alla ricorrente unicamente gli importi ancora scoperti come ai precedenti considerandi (in particolare deducendo gli interessi e parte delle spese di diffida e dell'apertura dell'incarto). 2.14.   Va ancora abbondanzialmente rilevato, circa l'asserita violazione del Codice Penale per appropriazione indebita e truffa, da una parte che il Ministero Pubblico ha già emesso un decreto di non luogo a procedere e dall'altra che se lo riterrà opportuno la ricorrente, che già conosce la procedura, potrà direttamente sottoporre al Ministero Pubblico la fattispecie, con possibilità di revisione della presente in caso di accertato delitto o crimine (cfr. anche STFA dell'11 ottobre 2004 nella causa S., inc. k 56/03). 2.15.   Infine, per quanto concerne la richiesta di ripetibili, va rammentato che di regola esse vanno attribuite unicamente nel caso in cui l'assicurato è rappresentato da persona cognita in materia. La procedura ricorsuale è retta dal diritto cantonale. Tuttavia essa deve soddisfare determinati requisiti (cfr. art. 61 LPGA). Per quanto concerne l'indennità per ripetibili, essa può venire assegnata, di regola, solo al ricorrente vittorioso patrocinato in causa (cfr. art. 22 della legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni [LPTCA]; vedasi per la regola e le eccezioni: DTF 112 V 86 consid. 4; DTF 110 V 81 consid. 7; DTF 105 V 89 consid. 4; DTF 105 Ia 122 e DTF 99 Ia 580 consid. 4; Susanne Leuzinger-Naef, "Bundesrechtliche Verfahrensanforderungen betreffend Verfahrenkosten, Parteientschädigung und unentgeltliche Rechtsbeistand in Sozialversicherungsrecht", in SZS 1991 pag. 180 ss). L'Alta Corte riconosce un'indennità per ripetibili anche quando il patrocinio é assunto da una persona particolarmente qualificata per la questione giuridica considerata (cfr. STFA del 13 gennaio 2000 nella causa K., U 284/99, consid. 6; DTF 126 V 11; RDAT II-1993, N. 67; RCC 1992 pag. 433 consid. 2a; RCC 1985 pag. 411 consid. 4; DTF 108 V 271 = RCC 1983 p. 329). Nel caso concreto l'attribuzione di ripetibili all'assicurata, rappresentata da suo marito non si giustifica poiché gli estremi posti dalla giurisprudenza non sono adempiuti. Per questi motivi dichiara e pronuncia 1.-   Il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi . Le decisioni su opposizione sono annullate e l'incarto rinviato alla Cassa affinché proceda come ai considerandi. 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano ripetibili. 3.-   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. terzi implicati Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il giudice delegato                                                 Il segretario Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti