opencaselaw.ch

36.2002.145

Sentenza o decisione senza scheda

Ticino · 2002-11-06 · Italiano TI
Fonte Original Esporta Word PDF BibTeX RIS

Sentenza o decisione senza scheda

Erwägungen (5 Absätze)

E. 16 novembre 2000 all'allora rappresentante legale dell'oppo­nente, l'avvocatessa __________ la __________ aveva esposto dettagliatamente la situazione giuridica vigente concedendo all'opponente un ulteriore termine di pagamento di 20 giorni. Quindi, all'opponente è noto già da anni che è in arre­trato con i premi per l'anno 1997.

8.   Inoltre, per quanto riguarda i premi dal gennaio al luglio 1997, l'opponente dice di non essere responsabile solidale per gli arretrati del suo ex marito __________. Anche que­sta affermazione è evidentemente sbagliata. Infatti dalla decisione del Pretore della Giu­risdizione di __________ del 4 febbraio 1998 rispettivamente dalla sentenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni del 25 maggio 1999 fatte valere dall'opponente ri­sulta chiaramente che la reciproca responsabilità solidale fu abrogata solo per il 31 luglio 1997. La __________ aveva indicato anche questa circostanza già nella sua lettera del 16 novembre 2000 all'avv. __________.

9.   Infine l'opponente rimanda all'art. 21 cpv. 1 della Legge federale sul contratto d'assicu­razione (LCA). Così facendo non vede però che i premi richiesti dalla __________ ri­guardano l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo la LAMal, per cui la LCA non è applicabile. La __________ si attiene pertanto al fatto che i suddetti premi arretrati devono esserle rimborsati integralmente.

10. Giusta l'art. 20.5 del regolamento, la __________ ha inoltre il diritto di farsi rimborsare gli interessi di mora e le spese causate da debitori morosi, come spese per solleciti, esecu­zioni, ecc. Spetta pertanto all'opponente di rimborsare le spese di mora di un importo di fr. 20.--.

11. Riassumendo quindi risulta che l'importo globale dei premi arretrati dovuti dall'opponente fino al 31 dicembre 1997 ammonta a fr. 4'730.30 (premi arretrati pari ad un importo di fr. 4'710.30 per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie nonché fr. 20.-- a ti­tolo di spese di mora). La __________ ha pertanto a giusto titolo rigettato, mediante de­cisione del 16 agosto 2002, l'opposizione interposta relativamente a questo importo con­tro il precetto esecutivo n° __________ dell'Ufficio esecuzione di __________, ragione per cui la presente opposizione dev'essere integralmente respinta." (Doc. _) 1.4.   Con ricorso 6 dicembre 2002 l'assicurata ha chiesto al TCA di annullare la decisione impugnata, osservando: "1) __________ ex marito della ricorrente ha stipulato con la cassa malati __________ dal 1990 una polizza malattia per tutti i componenti della famiglia domiciliati in __________ (allegato _).

2)   In data 12 gennaio 1996 la Pretura di __________ ha autorizzato, per turbativa familiare, __________ a lasciare legalmente il domicilio di __________ (allegato _).

3)   In data 08 agosto 1997 tra la ricorrente e l'ex marito è stata stipulata una convenzione di separazione (allegato _), tale convenzione è stata omologata dalla Pretura di __________ in data 04 febbraio 1998 (allegato _).

4)   A seguito del cambio di domicilio e l'avvenuta separazione, l'ex marito della ricorrente quale contraente dava disdetta per il 31 dicembre 1997 della polizza malattia con la __________ per sé e per gli altri componenti del nucleo familiare assicurati (allegato _).

5)   In data 05 giugno 2000 la sottoscritta stipulava con l'ex marito una convenzione di divorzio (allegato _), nella quale al punto 7 era ribadito che il regime matrimoniale era già stato liquidato con la convenzione del 04 agosto 1997 (allegato _), omologata il 04 febbraio 1998. La Pretura di __________ ha sciolto con sentenza del 12 settembre 2000 il matrimonio della ricorrente, (allegato _).

6)   Con decorrenza 01 gennaio 1998 la ricorrente ha stipulato con la cassa malati __________ una polizza malattia per sé e per la figlia __________.

7)   In data 02 marzo 2000 la cassa malati __________ inviava alla ricorrente un richiamo di pagamento di Frs. 23'130,10 (allegato _), per presunti premi e partecipazioni non pagate dal mese di settembre 1996 al mese di febbraio 2000. II 16 marzo 2000 la ricorrente respingeva la richiesta della __________ e richiedeva una decisione formale della cassa malati in base all'art. 80 LAMAL (allegato _), cosa che la __________ non ha fatto nel tempo previsto di 30 giorni. Non avendo avuto risposta dalla __________, la ricorrente delegava lo studio Avv. __________ che ribadiva con scritto del 25 maggio 2000 (allegato _) l'estraneità della ricorrente chiedendo la chiusura della vertenza. La cassa malati __________ solo il 16 novembre 2000 rispondeva allo studio legale __________ (allegato _) portando le pretese per presunti premi non pagati, sino al 31 dicembre 1997, a Frs. 6'823,50 e allestendo con data 14 novembre 2000 una polizza a nome della ricorrente, valevole dal 01 agosto 1997 (allegato _).

8)   La __________ non ha avviato alcuna azione legale se non nel mese di agosto 2002 con l'emissione di un precetto esecutivo a nome della ricorrente datato 07 agosto 2002 per un importo di Frs. 4'710,30 (allegato _); la ricorrente ha fatto opposizione al citato precetto, respinta con decisione del

E. 18 agosto 2002 (allegato _); ulteriore opposizione è stata presentata dalla

ricorrente il 18 settembre 2002 (allegato _).

La cassa malati __________ basa la sua

richiesta di pagamento in merito alla responsabilità in solido di premi non

pagati dall'ex marito per i periodi gennaio-luglio 1997, e ad una

responsabilità personale della ricorrente per premi non pagati dal mese di

agosto a dicembre 1997, motiva il fatto che i premi non sono stati richiesti

prima del 2000 perché non a conoscenza del domicilio e dello stato civile della

ricorrente (allegato _).

Quanto sopra non corrisponde al vero

perché la __________ già dal 1996, era a conoscenza del cambiamento di

domicilio dell'ex marito e che la ricorrente aveva conservato il domicilio di

__________, tanto che avvisata di questo fatto, la __________ inviava in data

08 febbraio 1996 un'offerta di variazione della polizza di malattia per la

ricorrente e per la figlia __________ (allegato _).

La __________, pur essendo al corrente

già dal 1996 della separazione dall'ex marito, dei differenti domicili, dello

stato di non convivenza, mai ha informato la ricorrente, sia come eventuale

responsabile solidale, sia come assicurata, del credito vantato nei confronti

dell'ex marito.

La prima informazione avuta dalla

__________ è pervenuta al domicilio della ricorrente il 02 marzo 2000, dopo

oltre due anni dal termine della copertura assicurativa, ad avvenuta

liquidazione del regime matrimoniale e per una morosità iniziata dal 1996.

AI momento della separazione dall'ex

marito la ricorrente, in buona fede non aveva alcuna conoscenza di eventuali

crediti vantati dalla __________, nella convenzione di separazione omologata il

04 febbraio 1998 ha regolato con l'ex marito il regime matrimoniale,

convenzione riconfermata con il divorzio del 12 settembre 2000.

La ricorrente se fosse stata informata

dalla __________ del credito vantato, prima dello scioglimento del regime

matrimoniale, omologazione del 04 febbraio 1998, avrebbe potuto richiedere

all'ex marito tramite il Pretore competente di sistemare la situazione.

La __________ è sempre stata imprecisa

nelle sue richieste alla ricorrente, nel mese di marzo 2000 richiedeva un

pagamento di

Frs.

23'120,10, nel mese di novembre 2000 un

pagamento di

Frs.

6'823,50, il precetto al quale si

riferisce il presente ricorso è stato fatto per un importo di

Frs.

4'710,30. La __________ è tenuta a motivare queste variazioni e su quali

basi regola i vari conteggi, cosa che non ha mai fatto.

La Cassa Malati __________ ha mancato

nei confronti della ricorrente in relazione all'obbligo d'informazione, durante

e successivamente il periodo di assicurazione, tale obbligo dell'assicuratore è

previsto dall'art. 16 della LAMAL.

La mancanza d'informazione da parte

della __________, il lungo periodo trascorso dal termine dell'assicurazione nel

dicembre 1997 senza informazione alcuna, ha causato alla sottoscritta un danno

reale, quanto ricevuto dalla ricorrente dall'ex marito a liquidazione del

regime matrimoniale per colpa della __________ non ha potuto tener conto del

credito vantato.

La LAMAL non prevede alcuna responsabilità

solidale per premi non pagati; la responsabilità solidale, solo durante il

regime matrimoniale, è prevista dal C.C. Anche la Legge Cantonale sulle

Assicurazioni, regola i tempi che un assicuratore ha per esigere premi non

corrisposti, tempi che la __________ non ha rispettato.

Cosa più importante da rilevare,

secondo il Codice delle Obbligazioni art. 128, il credito vantato dalla

__________ si prescrive con una decorrenza di 5 anni, la prescrizione si

interrompe mediante atto esecutivo ecc., art. 135 parte 2. L'esecuzione della

__________ nei confronti della sottoscritta è stata effettuata con data 07

agosto 2002, i premi relativi alla cassa malati scadono mensilmente, pertanto i

premi pretesi dalla __________ per il periodo da gennaio 1997 a luglio 1997 per

un totale di

Frs.

4'710,30 essendo trascorsi i 5 anni

previsti sono da ritenersi caduti in prescrizione e non più esigibili a nessun

titolo.

Riguardo i premi successivi da agosto

1997 a dicembre 1997 per un totale di

Frs.

1'123,50, la

sottoscritta oltre che contestare l'importo perché ha ricevuto la polizza solo

nel mese di novembre 2000 (allegato _) e non comprende su quale base è stato

effettuato il calcolo, ritiene che il pagamento non possa essere preteso per

quanto sopra riportato relativamente alla mancata informazione da parte della

__________ e alla richiesta avvenuta solo dopo lo scioglimento del regime

matrimoniale.

La ricorrente è venuta a conoscenza

nell'anno 2000 dall'ex marito che la __________ non gli ha rimborsato già dal

1996 spese medico sanitarie da lui sostenute, per se stesso, per la

sottoscritta e la figlia __________. Tale credito che oggi vanta la ricorrente

nei confronti della __________ per il 1997 ammonta a

Frs.

3'150,

25 per il periodo gennaio/luglio 1997 (allegato _ da _ a _) e

Frs.

644,80 per il periodo agosto/dicembre 1997 (allegato _ da _ a _). Per

tali importi e in particolare per quelli relativi al periodo agosto/dicembre

1997 la ricorrente secondo quanto previsto dal Codice delle Obbligazioni, ne

richiede la compensazione con quanto richiesto dalla __________.

Per

guanto

sopra

riportato,

la ricorrente

richiede al

Tribunale

di

giudicare:

II credito vantato dalla __________

per il periodo gennaio/luglio 2002 (data errata, i premi si riferiscono al

1997, n.d.r.) é nullo e non esigibile per prescrizione.

La ricorrente non è tenuta al

pagamento del credito vantato dalla __________ per il periodo agosto/dicembre

1997 per mancata informazione della Cassa malati, richiesta dopo l'avvenuto

scioglimento del regime matrimoniale e per mancata decisione alla quale era

tenuta, da emettere nel periodo di 30 giorni, come richiesto dalla ricorrente

con raccomandata del 16 marzo 2000 (allegato _). Nell'ipotesi non fosse

accettata dal Tribunale tale ipotesi, di giudicare compensato il Credito

vantato dalla __________ con il credito vantato dalla ricorrente, secondo il

Codice delle Obbligazioni." (Doc. _)

1.5.   Con risposta

di causa del 22 gennaio 2003 la __________ ha proposto al TCA di respingere il

ricorso, rilevando che:

"

(…)

1.   Fino al 31

dicembre 1997 la ricorrente era assicurata obbligatoriamente presso la

__________ secondo la Legge federale sull'assicurazione malattia (LAMal). Con

lettera del 16 risp. del 22 novembre 2000 la __________ le aveva comunicato che

erano ancora in sospeso premi d'assicurazione per il 1996 ed il 1997 e le aveva

intimato di provvedere entro 20 giorni al versamento di tali arretrati.

2.   II 4 giugno

2002 fu di nuovo intimato alla ricorrente di pagare i premi ancora in sospeso

del 1997. Poiché anche questa lettera di sollecito non ebbe come risultato il

saldo degli arretrati, il 15 luglio 2002 la __________ fu costretta ad

introdurre una procedura di esecuzione.

3.   Contro il

rispettivo precetto esecutivo no. 583089 dell'Ufficio esecuzione di __________

la ri­corrente fece opposizione il 14 agosto 2002. Con decisione formale del 16

agosto 2002 la __________ abrogò questa opposizione. L'opposizione sollevata in

merito è stata respinta dalla __________ con la decisione su opposizione qui

contestata del 6 no­vembre 2002.

IN DIRITTO

1.   Secondo la

giurisprudenza, le casse malati riconosciute hanno il diritto di abrogare

un'opposizione mediante decisione formale (DTF 121 V 110; RAMI 1993 K 919 pag.

126).

2.   L'assicurato

è obbligato a versare i suoi premi mensili sia quando è in buona salute, sia

quando è malato. È possibile un pagamento anticipato per due mesi, tre mesi,

sei mesi o per un anno intero (art. 20.1 e 20.2 Regolamento Assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie, edizione 1997).

3.   Come la

__________ ha dovuto constatare nella sua contabilità, l'importo totale dei

premi arretrati dovuti dalla ricorrente per l'assicurazione obbligatoria delle

cure medico-­sanitarie per l'anno 1997 ammontava a

fr.

4'710.30

(7 x

fr.

512.40 da gennaio fino a lu­glio 1997 solidale

con l'ex-marito __________, nonché 5 x

fr.

224.70 da

agosto fino a dicembre 1997).

4.   La ricorrente

non contesta di non aver rimborsato i premi dovuti arretrati, e neppure

l'esattezza dell'ammontare dei suddetti premi. Essa piuttosto rimprovera alla

__________ di aver richiesto in tempi diversi per i premi arretrati sempre

importi differenti. Que­sta circostanza però non significa che la __________

sia "sempre stata imprecisa nelle sue richieste". Infatti la

situazione riguardo ai premi si modificava di continuo, tanto più che

l'ex-marito della ricorrente - almeno fino al mese di agosto 1997 - era

anch'esso de­bitore solidale dei premi. In ogni caso anche la ricorrente stessa

non nega di non aver pagato i premi assicurativi per l'anno 1997.

5.   Oltre a

questo la ricorrente sostiene di aver ricevuto dalla __________ solo nell'anno

2000 una polizza indicante i premi assicurativi che essa doveva pagare. Questo

pale­semente non corrisponde alla verità. Anche se per l'anno 1997 la polizza

della ricorrente come pure la rispettiva ricapitolazione dei premi per l'intera

famiglia era stata spedita al marito di allora, __________, quale

rappresentante legale, questo non significa che essa non fosse al corrente a

riguardo dell'ammontare dei premi. Anche a seguito del di­vorzio essa non

poteva supporre che con questo anche il rapporto assicurativo con la __________

si fosse sciolto. Inoltre anche l'ammontare del premio non si modificò con il

cambiamento del suo stato civile. Di conseguenza la ricorrente sapeva - o per

lo meno avrebbe potuto informarsi a questo riguardo presso la __________ - che

era ancora tenuta a versare un premio mensile di

fr.

224.70.

6.   Inoltre la

ricorrente fa valere, che la richiesta dei premi mensili per i mesi da gennaio

a luglio 1997, dopo la scadenza di cinque anni, è caduta in prescrizione. In

merito a que­sto va rilevato:

a)  II

Tribunale interpellato confermò per la prima volta con sentenza del 19 giugno

1998, che la decisione formale della __________ dell'8 giugno 1997, con la

quale quest'ulti­ma aveva abrogato l'opposizione a riguardo di tutti premi

arretrati della famiglia __________ (compresi quelli della ricorrente), era

cresciuta in giudicato. Con sentenza del 25 maggio 1999 lo stesso Tribunale

dichiarò che __________ era debitore dei premi nei confronti della __________

fino alla fine di giugno 1998. Inoltre espone quanto segue (pag. 13 e 14):

"

Un

coniuge è quindi, ex

lege,

debitore solidale dei premi dell'assicurazione-malattie

obbligatoria, stipulata dall'altro coniuge nel quadro della loro vita comune.

La responsabilità di un coniuge per i debiti contratti

dall'altro nel qua­dro dell'unione coniugale, è indipendente dal tipo di regime

matrimo­niale in vigore fra di essi. Quest'ultimo avrà un'influenza soltanto in

occasione della liquidazione del regime matrimoniale, che fa seguito,

generalmente, al decesso di uno dei coniugi oppure al loro divorzio (Petitpierre/de

Montmollin/Guinand/Hausheer, FJS n. 104, 1988, p. 11).

In concreto, dalle tavole processuali emerge che la vita

in comune fra __________ e sua moglie __________ è durata fino - al più tardi -

al mese di agosto 1997 (cfr. convenzione sulle conseguenze accessorie

della separazione stipulata il 4 agosto 1997, prodotta sub doc. _).

Pertanto, la Cassa malati convenuta avrebbe avuto il

diritto d'esigere dal ricorrente l'assunzione solidale dei premi afferenti

all'assicura­zione della sua consorte, soltanto fino a tale data."

Questa sentenza è stata tutelata

integralmente dal Tribunale federale delle assicurazioni nella sua sentenza del

15 settembre 2000.

b)  Se si

considera che la responsabilità solidale di __________ è stata confermata da

parte del Tribunale fino al mese di agosto 1997, è chiaro che questa

responsabilità sus­siste anche viceversa per la ricorrente. In ogni caso - come

esposto - la richiesta dei premi della __________ nei confronti della

ricorrente per i premi fino al 1° giugno 1997 è già passata in giudicato

tramite sentenza del 19 giugno 1998 del TCA, e in questa sentenza la ricorrente

è specificamente menzionata quale parte.

7.   Per quel che

riguarda l'obbligo al pagamento dei premi della ricorrente dopo il suo divor­zio

da __________ per il periodo fino a dicembre 1997, anche in questo caso la

__________, con l'introduzione della procedura di esecuzione in data 15 luglio

2002 come pure il rilascio della rispettiva decisione formale in data 16 agosto

2002, ha intra­preso le necessarie azioni giuridiche entro il termine di cinque

anni.

8.   Infine la

ricorrente afferma di avere delle pretese di prestazioni nei confronti della

__________, che vorrebbe compensare con i suoi arretrati "secondo quanto

previsto dal Codice delle obbligazioni".

Nella maggioranza delle leggi sulle

assicurazioni sociali della Confederazione il diritto di compensazione è

regolato in modo concordante nel senso che questo diritto spetta esclusivamente

all'assicuratore sociale; le formulazioni legislative escludono un diritto di

compensazione dell'assicurato. II motivo per questa regolamentazione concordante

sta nel fatto, che unicamente l'assicuratore sociale è autorizzato a rilasciare

delle decisioni formali, ossia a decidere unilateralmente e sovranamente sui

diritti e obblighi dell'assi­curato (cfr. art. 5 PA). Da questo risulta anche

la concessione unilaterale del diritto di compensazione all'assicuratore

sociale, quindi anche all'assicuratore malattie (DTF 110 V 186). In conformità

a ciò l'art. 17.1 del Regolamento (doc. _ della __________) sta­bilisce, che

l'assicurato non ha alcun diritto di fare dei conteggi. Con altre parole l'assi­curato

non può semplicemente detrarre delle prestazioni, alle quali presume di avere

di­ritto, dalla richiesta dei premi della __________.

9.   Giusta l'art.

20.5 del regolamento, la __________ ha inoltre il diritto di farsi rimborsare

gli interessi di mora e le spese causate da debitori morosi, come spese per

solleciti, esecuzioni, ecc. Spetta pertanto alla ricorrente di rimborsare le

spese di mora di un im­porto di

fr.

20.--.

10. Riassumendo

quindi risulta che l'importo totale dei premi arretrati dovuti dalla ricorrente

fino al 31 dicembre 1997 ammonta a

fr.

4'730.30 (premi

arretrati pari ad

um

importo di

fr.

4'710.30

per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie nonché

fr.

20.-- a titolo di spese di mora). La __________ ha pertanto

a giusto titolo rigettato, mediante decisione del 16 agosto 2002, l'opposizione

interposta relativamente a questo importo contro il precetto esecutivo n°

__________ dell'Ufficio esecuzione di __________, ragione per cui il presente

ricorso dev'essere integralmente respinto." (Doc. _)

1.6.   In data 7

febbraio 2003 l'assicurata ha osservato:

"

(…)

1)   La __________

riferisce nella sua risposta di causa che la ricorrente non ha contestato i

premi richiesti, quest'affermazione non è vera, nel ricorso presentato al

vostro Tribunale, la ricorrente a pagina 3 contesta i premi, chiedendo alla

__________ di motivare i vari importi richiesti nel tempo e su quali basi

questi conteggi erano regolati. Passare da una richiesta di 23'120,10

Frs.

a 4'710,30

Frs.

senza alcuna

motivazione é giustamente poco chiaro. La __________ afferma che i premi si

modificavano di continuo, ma su quali basi, perché. La __________ non ha dato

alcuna risposta o chiarimento in merito.

2)   La __________

dice di aver comunicato nel 1997 all'ex marito della ricorrente i premi

assicurativi da pagare e che la ricorrente doveva esserne al corrente prima del

02 marzo 2000.

L'affermazione non corrisponde al

vero, a seguito separazione, l'ex marito della ricorrente dal 1996 abitava in

__________ a __________, mentre la ricorrente aveva conservato il proprio

domicilio a __________. Questa particolarità era ben conosciuta alla __________

dal 1996 (vedere prove presentate nel ricorso alla lettera _) e anche potendo

inviare all'indirizzo della ricorrente le sue pretese, non ha mai fatto nulla.

Le affermazioni della __________ non

rispecchiano la realtà e le prove presentate dalla ricorrente la smentiscono,

la __________ ha mancato, pur avendo la possibilità e la conoscenza del suo domicilio

d'informare la ricorrente.

3)   Per i premi

dalla __________ per il periodo gennaio 1997 luglio 1997 (512,40 x 7) per un

importo di

Frs.

3'586,80, secondo il C.O. e quanto citato

nel ricorso, la richiesta é caduta in prescrizione perché trascorsi 5 anni.

La __________ vuole far cadere questa

prescrizione asserendo che una sentenza del 25 maggio 1999 confermata dal

Tribunale Federale in data 15 settembre 2000, avrebbe sentenziato che la

ricorrente era responsabile del pagamento di questi premi in forma solidale con

il marito.

Quanto

vuol far credere la __________ non è assolutamente vero perché:

La sentenza citata, della quale la

ricorrente è venuta a conoscenza solo tramite il legale della __________

nell'anno 2000, tratta il periodo di premi da luglio 1997 a dicembre 1997,

riporta esclusivamente considerazioni sulla responsabilità solidale dei

coniugi, e su quello che la __________ avrebbe potuto fare o richiedere a

__________, ma che non ha fatto, non sentenzia nulla nei confronti della ricorrente.

Tra l'altro il Tribunale Cantonale a

pag. 15 della sentenza della quale si presenta copia (allegato n. _) cita:

" In siffatte condizioni, se

l'assicuratore-malattia convenuto ha preteso un pagamento integrale dei premi,

anche per un periodo posteriore alla sospensione della sua vita in comune con

la moglie, rispettivamente, all'attribuzione a quest'ultima dell'autorità parentale

sulla figlia __________, ciò è potuto accadere in ragione di un'assenza di

diligenza da parte di __________, giusta l'art. 12.6 Reg. ne deve ora

sopportare le conseguenze. Al ricorrente rimane, beninteso, riservata la

facoltà di richiedere alla moglie il Rimborso di quei premi assicurativi che

non avrebbero dovuto essere da lui assunti............."

e il Tribunale Federale a pag. 6

(allegato

n. _)

cita:

" ne discende che egli avrebbe dovuto agire

senza indugio già nell'anno 1997, non avendolo fatto, nulla può esimerlo dal

pagamento dei premi assicurativi, dovuti alla Cassa opponente per la moglie e

la figlia sino a giugno 1998"

Le conclusioni delle citate sentenze

riguardano esclusivamente __________ e non la ricorrente, si riferiscono a

premi dal mese di luglio 1997 a giugno 1998, non da gennaio 1997 come affermato

dalla __________ che richiede il pagamento in forma solidale (allegato n. _).

Quanto dichiara e sentenzia il

Tribunale a pag. 16 della citata sentenza è riferito esclusivamente ad

__________ (allegato n. _), non cita minimamente __________, alla quale le

citate sentenze non sono mai state notificate non essendo parte in causa, così

mai altre sentenze che riguardano l'ex marito, nella questione con la

__________, sono state notificate alla ricorrente come parte in causa o anche

solo per conoscenza o abbiano condannato la ricorrente quale responsabile

solidale.

Quanto richiede la __________ è

lesivo del diritto della ricorrente, che in merito alle sentenze citate, o

altre, non ha avuto alcun modo di ricorso perché non informata.

Le sentenze citate dalla __________

nella sua risposta di causa, nei confronti di __________, non sono pertanto

vincolanti e/o cresciute in giudicato per la ricorrente, non comportano

l'interruzione del periodo di prescrizione.

4)   Per i premi

che vanno da agosto 1997 a dicembre 1997 per un importo di Fr. 1'123.50 la

ricorrente ritiene che la __________ non avendola informata del mancato

pagamento da parte dell'ex marito prima dell'accordo di separazione e

conseguentemente divorzio, abbia arrecato un danno materiale del quale deve

rispondere.

5)   II credito

vantato dalla ricorrente nei confronti della __________ e del quale è venuta a

conoscenza nel 2000, per spese medico sanitarie da agosto 1997 a dicembre 1997

essendo pienamente giustificato dalla documentazione inviata alla __________ e

al vostro Tribunale può essere compensato con i premi richiesti dalla Cassa

Malati. Il comportamento della __________ di non accettare spese medico

sanitarie ampiamente documentate è contrario alla legge sull'assicurazione

malattia. (…)" (Doc. _)

1.7.   Con scritto

datato 17 febbraio 2003 la __________ ha rilevato quanto segue:

"

(…)

1.   Una parte

dei premi assicurativi inizialmente arretrati è già stata pagata. Ne resta un

importo non versato di

fr.

4'710.30. La __________ si

attiene che la ricorrente non ha contestato di non aver rimborsato i premi

dovuti arretrati, e neppure l'esattezza dell'ammontare dei sud­detti premi.

Quindi l'esecuzione dei premi arretrati è stata introdotta a giusto titolo.

2.

Come

abbiamo già scritto nella nostra risposta di causa del

E. 22 gennaio

2003, il Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) ha esplicitamente

esposto nella sua sentenza del 25 maggio 1999 (doc. _, passata in giudicato!)

che,

"dalle tavole processuali'

emergeva

che la vita in comune fra __________ e sua moglie __________ era durata

"fino - al più tardi - al me­se di agosto 1997

(sentenza, pag. 14, cif. 2.8.2.7). Anche quando si guarda la prima

pagina dell'anteriore sentenza del TCA del 19 giugno 1998 (doc. _), è evidente

che la famiglia __________ aveva lo stesso domicilio (la ricorrente compresa),

cioè __________ nel momento della presentazione del ricorso del 27 novembre

1997. Non si vede perché la responsabilità solidale di __________ esisteva per

lo meno fino al mese di agosto 1997, invece la res­ponsabilità solidale della

ricorrente, per lo stesso periodo di premi, sarebbe negata. Questo non pare

logico. Ora, la ricorrente non riesce a sottrarsi ai suoi obblighi di premi con

un semplice rimando a un domicilio differente.

3.

Per

quel che riguarda i premi assicurativi fino al 1° giugno 1997, già esiste una decisione

passata in giudicato (la sentenza del

19

giugno 1998

del TCA) che qualifica la ricorrente chiaramente come

parte! Non è corretto che il TCA in questa sentenza si riferisca esclusi­vamente

ad __________, come la ricorrente pretende, anche se quest'ultimo esercitava la

funzione del rappresentante della sua famiglia intera.

4.

Per

quel che riguarda i premi assicurativi dopo il divorzio della ricorrente, è da

menzionare che il Codice delle obbligazioni (CO) non è applicabile per le

relazioni tra l'assicuratore ma­lattie e l'assicurato secondo la LAMal. Quindi

la ricorrente non può richiamarsi al termine di prescrizione secondo il CO. Per

quel che riguarda il termine di perenzione (non di prescri­zione!) nel diritto

delle assicurazioni sociali, la __________ ha già esposto che con l'intro­duzione

della procedura di esecuzione in data 15 luglio 2002 come pure il rilascio

della ris­pettiva decisione formale in data 16 agosto 2002, quest'ultima ha

intrapreso le necessarie azioni giuridiche entro il termine di cinque anni (cfr.

DTF 122 V 333 consid. 3a).

5.   Per i

motivi esposti ci atteniamo che il ricorso del 6 dicembre 2002 dev'essere

integralmente respinto." (Doc. _)

1.8.   In data 24

febbraio 2003 l'assicurata ha ancora osservato:

"

(…)

Le osservazioni sono fatte in merito ai 5 punti posti nella

lettera della __________ del 17 febbraio 2003.

1)   Nessun premio

assicurativo che la __________ ritiene arretrato e contestato alla ricorrente

dall'anno 2000, è stato pagato dalla ricorrente e alla stessa non risulta che

l'ex marito abbia effettuato alcun pagamento, non é pertanto vero quello che

vuol far credere la __________ che somme arretrate siano state pagate. I

conteggi della __________ sono stati sempre contestati dalla ricorrente,

proprio per questa mancanza di chiarezza, come per il fatto di aver emesso una

polizza in nome della sottoscritta per l'anno 1997 nell'anno 2000. La

ricorrente riconferma la sua contestazione per le somme richieste dalla

__________ per la mancata chiarezza nella documentazione delle stesse.

2)   E' chiaro dai

documenti presentati dalla ricorrente che la __________ era a conoscenza del

suo domicilio a __________ sin dal 1996, lo prova la proposta d'assicurazione

inviata dalla __________ alla ricorrente in data 08 febbraio 1996 dopo che la

__________ era stata avvisata dalla ricorrente della separazione di fatto e il

cambio d'abitazione del marito.

Come responsabile solidale la

ricorrente doveva essere avvisata dalla __________ per tutti gli atti che la

riguardavano, cosa che invece la __________ non ha mai fatto, anche conoscendo

il reale domicilio della ricorrente.

La __________ sino al 02 marzo 2000

non ha mai comunicato nulla al domicilio della ricorrente.

La ricorrente non ha mai cambiato

domicilio ha sempre abitato nel comune di __________ ininterrottamente dal

01.09.1985 come da certificato di domicilio allegato (allegato _), ha sempre

mantenuto il numero telefonico a conoscenza della __________ agenzia di

__________, e anche se la __________ avesse avuto amnesie nel non ricordare

l'indirizzo della ricorrente, sarebbe bastata una richiesta d'informazioni al

controllo abitanti di __________ o alle informazioni telefoniche.

3)   Nessuna

sentenza passata in giudicato è mai stata notificata alla ricorrente e comunque

non risulta nessuna sentenza in nome della sottoscritta, l'ex marito è l'unico

citato nella sentenza alla quale si riferisce la __________, chiaramente sarà

intervenuto come contraente delle polizze malattia con la __________, rimane

comunque che la ricorrente quale responsabile solidale non é mai stata

informata dei fatti né dalla __________ né da nessun Tribunale.

Per

la ricorrente le sentenze alle quali fa menzione la __________ non hanno

pertanto alcun valore poiché non parte in causa e non a conoscenza.

4)   Per i premi che

vanno da gennaio a luglio 1997 questi non possono più essere vantati dalla

__________ a nessun titolo, la prescrizione citata dalla ricorrente è quella

che produce l'estinzione di un eventuale diritto della __________, questo

diritto è caduto nel termine di perenzione per i premi da gennaio a luglio

1997, rispettivamente nei mesi da gennaio a luglio 2002 essendo per ogni

rispettivo mese trascorso il periodo di 5 anni, il termine si è interrotto con

le azioni promosse dalla __________ il 07 agosto 2002 con il precetto esecutivo

e con il rigetto dell'opposizione del 16 agosto 2002.

Tutto

quanto riguarda i premi da gennaio a luglio 1997 è stato intrapreso dalla

__________ dopo il periodo di 5 anni e non prima come vuol far credere la Cassa

Malati.

5)   Per le

osservazioni riportate, il ricorso e le ulteriori prove presentate, la

ricorrente chiede al vostro Spettabile Tribunale, la conferma delle proprie

richieste contenute nei documenti prodotti e l'annullamento delle pretese della

__________." (Doc. _)

1.9.   Con scritto

del 28 febbraio 2003 la __________ ha comunicato:

"

(…)

Nelle sue osservazioni del 24 febbraio 2003 la ricorrente ripete i

suoi argomenti già conosciuti. Per questo motivo, la __________ si attiene

integralmente alle sue argomentazioni esposte nei suoi scritti finora.

Particolarmente ritiene che la responsabilità solidale di __________ confermata

dal Tribunale è altrettanto valida per la ricorrente." (Doc. _)

1.10.   Pendente

causa il TCA ha chiesto alla __________:

"

vi invitiamo ad indicarci, producendo la

relativa documentazione, se avete proceduto nei confronti di __________

all'incasso della somma di fr. 5'604 oltre interessi per premi assicurativi impagati

da parte di __________, sua moglie __________ e sua figlia __________ nel

periodo compreso fra il 9 dicembre 1996 e il 1° giugno 1997, come indicato

nella decisione dell'8 giugno 1997 della __________, contro la quale __________

ha fatto un'opposizione dichiarata irricevibile per intempestività dalla Cassa

malati con decisione del 23 ottobre 1997, conclusione confermata dal TCA con

sentenza del 19 giugno 1998 e dal TFA con decisione del 21 dicembre 1998."

(Doc. _)

Con scritto datato 17 luglio 2003 la __________

ha risposto:

"

Le inviamo copia della nostra domanda di

proseguire l'esecuzione del 25 gennaio 1999 e il verbale di pignoramento

(attestato carenza beni) corrispondente del 5 febbraio 1999 come conseguenza

della sentenza del TFA del 21 dicembre 1998 concernente il signor

__________." (Doc. _)

Il doc. _ e il doc. _ sono stati trasmessi

all'assicurata per conoscenza (cfr. doc. _).

in

diritto

In

ordine

2.1.   La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e

penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al

Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H

335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio

2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U

347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella

causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

Nel

merito

2.2.   Il 1°

gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto

delle assicurazioni sociali (LPGA), che tuttavia non è applicabile al caso di

specie considerato che il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto

di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante

della resa del provvedimento amministrativo (STFA del 9 gennaio 2003 nella causa

A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U

347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid.

2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).

Per cui

ogni riferimento alle norme applicabili in concreto va inteso nel tenore in

vigore fino al 31 dicembre 2002.

2.3.   Oggetto

della lite è l'obbligo di __________ di tacitare, a titolo solidale (visto

l'attestato di carenza beni del 5 febbraio 1999 nei confronti di __________, cfr.

doc. _), i premi per l'assicurazione malattia sociale secondo la LAMal, dovuti

dal marito e dall'assicurata stessa a partire dal 1° gennaio 1997 fino al 31

luglio 1997 e i premi per l'assicurazione malattia sociale secondo la LAMal

dell'assicurata dal 1° agosto 1997 al 31 dicembre 1997.

La

ricorrente contesta questo obbligo adducendo di vivere separata dal marito; di

non avere mai ricevuto nessuna comunicazione da parte della Cassa malati in

merito a presunti premi impagati; che in ogni caso i premi arretrati

concernenti il periodo gennaio-luglio 1997 sono ormai caduti in prescrizione e

quelli relativi al periodo agosto-dicembre 1997 sono da compensare con il

credito vantato da __________ nei confronti della Cassa malati.

Giusta

l'art. 61 LAMal, l'assicurato è tenuto al pagamento dei premi fintanto che dura

l'affiliazione (art. 89-92 OAMal; cfr. STFA 30.6.1998 in re M. e P. c. C.M.H.,

inedita).

Il

pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi da parte dell'assicurato è

necessario per il finanziamento dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e

quindi per l'esecuzione della legge; secondo la volontà del legislatore gli

assicuratori malattia devono quindi far valere le proprie pretese in via

esecutiva secondo la LEF (cfr. art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125

V 273 consid. 6c).

In caso

di mora dell'assicurato l'art. 9 OAMal prevede che:

"

1

Se,

nonostante diffida, l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi

scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa

sfocia in un attestato di carenza di beni, l’assicuratore ne informa la

competente autorità d’assistenza sociale. Sono salve le disposizioni cantonali

che contemplano la previa notifica all’autorità preposta alla riduzione dei

premi."

Per l'art. 20 cpv. 1 LCAMal,

inoltre, il Consiglio di Stato designa l'autorità di assistenza sociale per il

pagamento dei crediti irrecuperabili relativi alle prestazioni obbligatorie

previste dalla legislazione federale.

Per il capoverso 3, prima

di procedere al pagamento dei crediti irrecuperabili, l'istanza competente

applica il sussidio per la riduzione dei premi.

Per l'art. 21 LCAMal,

inoltre, l'istanza designata dal Consiglio di Stato esige che l'assicuratore

promuova una nuova procedura esecutiva, se è a conoscenza di circostanze che lo

giustificano.

Per

l'art. 82 cpv. 1 del relativo Regolamento d'applicazione l’assicuratore

malattie che a seguito della procedura esecutiva di cui alla LCAMal ottiene un

attestato di carenza di beni definitivo o un certificato di insolvenza, può

chiedere all’Istituto delle assicurazioni sociali il pagamento dei crediti

irrecuperabili, incluse le spese esecutive, ma esclusi gli interessi.

Per il capoverso 4

l'Istituto delle assicurazioni sociali emana le direttive di procedura.

La cifra 4.2. delle direttive emanate il 31 maggio 1999 dall'IAS

relative alla richiesta di pagamento allo Stato dei premi LAMal e delle

partecipazioni alle spese di cura legate all'assicurazione obbligatoria prevede

che:

"

Se

per un assicurato fossero stati rilasciati due attestati di carenza di beni in

un periodo di 24 mesi (dal momento della richiesta di pagamento allo Stato),

l'assicuratore malattie è dispensato dall'avviare una nuova procedura

esecutiva, sempre che produca una dichiarazione di insolvenza rilasciata

dall'UEF.

osservazione

L'assicuratore malattie che dopo due procedure esecutive promosse

nell'arco di 2 anni ha ottenuto due attestati di carenza di beni (ACB), deve

richiedere, per le istanze di pagamento seguenti, il rilascio di una

dichiarazione

d'insolvenza

all'UEF, in quanto si presume che anche successive procedure

sfoceranno sempre in ACB. Ciò per evitare inutili spese esecutive.

Lo Stato non riconoscerà più le spese esecutive per una terza o

ulteriori procedure esecutive promosse sempre nel corso dei 24 mesi."

ed ancora, alla cifra 4.8. delle medesime direttive:

"

In

ossequio alla giurisprudenza oggi conosciuta, se viene rilasciato un attestato

di carenza di beni (ACB) o una dichiarazione di insolvenza per assicurati coniugati,

la procedura esecutiva o il rilascio della dichiarazione di insolvenza deve

essere richiesto anche per il coniuge

quando il contratto assicurativo è

stato sottoscritto durante li periodo matrimoniale

. Se per contro il

contratto assicurativo è stato stipulato prima del matrimonio, la procedura

esecutiva nei confronti dell'altro coniuge

non è ammessa

.

In situazione di procedura esecutiva ammessa nei confronti

dell'altro coniuge, non entra in linea di conto il tipo di regime matrimoniale

(in particolare non è tenuta in considerazione un'eventuale separazione dei

beni)."

2.4.   Nel merito,

in via preliminare occorre rilevare che il problema della responsabilità

solidale tra coniugi va risolto alla luce del diritto privato, nella misura in

cui esso è compatibile con il diritto delle assicurazioni sociali, non

prevedendo la LAMal alcunché in tal senso (RAMI 1993 p. 85 consid. 2b; DTF 119

V 16).

2.5.   Per l'art.

163 CCS, intitolato mantenimento della famiglia,

"

1

I coniugi

provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito

mantenimento della famiglia.

2

Essi

s’intendono sul loro contributo rispettivo, segnatamente circa le prestazioni

pecuniarie, il governo della casa, la cura della prole o l’assistenza nella

professione o nell’impresa dell’altro.

3

In tale

ambito, tengono conto dei bisogni dell’unione coniugale e della loro situazione

personale".

Secondo

l'art. 166 CCS

"

1

Durante la

vita comune, ciascun coniuge rappresenta l’unione coniugale per i bisogni

correnti della famiglia.

2

Per gli

altri bisogni, un coniuge rappresenta l’unione coniugale soltanto se:

1. è stato autorizzato dall’altro o dal giudice;

2. l’affare non consente una dilazione e l’altro coniuge è

impossibilitato a dare il proprio consenso per malattia, assenza o analoghi

motivi.

3

Con i propri

atti, ciascun coniuge obbliga se stesso e, in quanto non ecceda il potere di

rappresentanza in modo riconoscibile dai terzi, solidalmente anche

l’altro."

Il TF e

il TFA hanno già avuto modo di sancire che il pagamento dei premi alle

assicurazioni sociali fa parte del "debito mantenimento della

famiglia" secondo l'art. 163 cpv. 1 CCS (DTF 125 V 430 consid. 3b e

dottrina citata; RAMI 2/2000 p. 79 cfr. anche DTF 119 V 25 consid. 6a; DTF 112

II 404 consid. 6; Eugster, Krankenversicherung, in Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit,

Basilea 1998, p. 182 no. 337). Sia la conclusione di un'assicurazione malattia

obbligatoria che il cambiamento di assicuratore sono stati inoltre considerati

come facenti parte dei bisogni correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166

cpv. 1 CCS (Eugster op. cit. p. 182 e giurisprudenza federale citata alla N

815). Di conseguenza, alla luce dell'art. 166 cpv. 3 CCS, i coniugi rispondono

solidalmente tra di loro per i premi rimasti impagati, indipendentemente dal

regime matrimoniale scelto (DTF 119 V 21 consid. 4e), fintanto che vivono

insieme (RAMI 1993 n. 914 pag. 83).

Recentemente

il TFA, con sentenza del 18 ottobre 2002 nella causa R. (K 60/00), pubblicata

in DTF 129 V 90, ha precisato la sua giurisprudenza nei seguenti termini:

"

(…)

Nach herrschender Lehre erfasst der Unterhalt nach

Art. 163 Abs. 1 ZGB als Haushaltskosten alle grundlegenden Bedürfnisse,

insbesondere auch die Versicherungen (Kranken-, Unfall-, Lebens-,

Haftpflichtversicherungen) (Berner Kommentar, Das Familienrecht, 2. Teilband, N

9 zu Art. 163). Zu diesem Unterhaltsbedarf gehören somit die Versicherungen und

die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an Sozialversicherungen im weitesten Sinn,

namentlich die Prämien für Krankenkassen (Hasenböhler, Kommentar zum

schweizerischen Privatrecht, Schweizerisches Zivilgesetzbuch I, N 8 und 11 zu

Art. 163; Zürcher Kommentar, Das Familienrecht, Teilband II 1c, N 34 zu Art.

163; Deschenaux/ Steinauer/Baddeley, Les effets du mariage, S. 219 N 473).

Stellen könnte sich lediglich die - vorliegend unerhebliche - Frage, ob die

obligatorische soziale Krankenversicherung (Grundversicherung) als ausreichend

anzusehen ist, oder ob - angesichts der Prämienhöhe - Zusatzversicherungen in

den Unterhaltskosten eingeschlossen sind (Berner Kommentar, N 16 ff. zu Art.

163 und N 54 zu Art. 166; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, a.a.0. S. 193 N 400

und S. 220 N 473; Hausheer/Geiser/Kobel, Das Eherecht des Schweizerischen

Zivilgesetzbuches, S. 60 N 08.06).

Auch die Frage, ob der Abschluss einer

Krankenversicherung den laufenden Bedürfnissen der Familie im Sinne von Art.

166 Abs. 1 ZGB zuzuordnen ist, wird nach herrschender Lehre bejaht (Hasenböhler,

a.a.0. N 7 zu Art. 166; Hegnauer/Breitschmid, Grundriss des Eherechts, S. 191 N

18.07). Der Radius des laufenden Familienbedarfs erstreckt sich namentlich auf

die Versicherung der Familienmitglieder bei einer Krankenkasse (Zürcher

Kommentar, Das Familienrecht, Teilband II 1c, N 39 zu Art. 166). Die

Bedürfnisse der Familie nach Art. 166 Abs. 1 ZGB betreffen zwar den Unterhalt gemäss

Art. 163 ZGB. Diesem kommt aber eine umfassendere Bedeutung zu (BGE 119 V 24 f.

Erw. 6). So bedeutet der Unterhalt nach Art. 163 ZGB auf alle Fälle die obere

Begrenzung für die Bedürfnisse der Familie. Der Abschluss von Versicherungen

für die Familienmitglieder (insbesondere Krankenversicherung) und die

entsprechenden Prämien gehören daher zu den Bedürfnissen der Familie gemäss

Art. 166 ZGB im Sinne der Gewährleistung einer ausreichenden Grundversorgung

(Berner Kommentar, Das Familienrecht, 2. Teilband, N 38, 39a und 40 zu Art.

166). Diesbezüglich wollte der Reformgesetzgeber von Art. 166 Abs. 3 ZGB die

Haftung spiegelbildlich zur Vertretungsbefugnis regeln und in beiden Bereichen

die Gleichstellung der Ehegatten verwirklichen. Er hat deshalb neu eine primäre

und gleichrangige Haftung der Ehegatten eingeführt. Jeder von ihnen

verpflichtet durch sein rechtsgeschäftliches Handeln sowohl sich persönlich als

auch den anderen. Diese Solidarhaftung wird bereits bei Vorhandensein der

objektiven Voraussetzungen gemäss Art. 166 Abs. 1 oder 2 ZGB ausgelöst,

unabhängig davon, in wessen Namen der handelnde Ehegatte tätig wurde und ohne

Rücksicht darauf, ob der Dritte vom Verheiratetsein seines Vertragspartners

wusste oder nicht (Hasenböhler, a.a.0. N 19 zu Art. 166).

(…)

Gemäss Vorinstanz würde die Anwendung der in BGE 119

V 16 publizierten Rechtsprechung nach Einführung des Obligatoriums unter

Umständen zu einer ungleichen Behandlung der Versicherten führen. Wenn eine

versicherte Person nach dem 1. Januar 1996 heirate und nach der Eheschliessung

bei der gleichen Krankenkasse bleibe, hafte der Ehepartner nicht für Prämien

des anderen Ehegatten, die nach der Heirat fällig wurden. Dagegen sei der

Ehegatte solidarisch haftbar, wenn der andere Ehegatte nach der Heirat den

Krankenversicherer wechsle. Dass die Prämien für die obligatorische

Krankenpflegeversicherung das gesamte Familieneinkommen tangieren - und damit

beide Ehegatten für

die Prämien der obligatorischen Versicherung solidarisch

haften -, könne auch aus der Regelung betreffend

Prämienverbilligung geschlossen werden. Das Krankenversicherungsgesetz sehe

eine Prämienverbilligung  für

Versicherte in bescheidenen Verhältnissen vor (Art.

65 KVG). Davon sollen der Versicherte und seine

Familienangehörigen profitieren. Für die Auszahlung von Prämienverbilligung sei

nicht relevant, ob die Kassenmitgliedschaft während des Zusammenlebens oder im

Hinblick auf die Heirat erlangt wurde. Massgebend seien vielmehr die

finanziellen Verhältnisse, insbesondere das steuerbare Einkommen einer Familie.

Werde die ganze Familie mit Prämienverbilligungen begünstigt, unabhängig vom

Zeitpunkt, in dem das Versicherungsverhältnis begründet wurde, seien ebenfalls

die Prämien für die obligatorische Krankenpflegeversicherung als Auslage für

die laufenden Bedürfnisse der Familie, unbeachtlich des Zeitpunktes des

Abschlusses des Versicherungsverhältnisses, zu betrachten. Schliesslich sei zu

beachten, dass die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an

Sozialversicherungen zum Unterhaltsbedarf nach Art.

163 ZGB gehören.

(…)

Auf Grund dieser Ausführungen und nachdem auf den 1.

Januar 1996 das Obligatorium der Krankenpflegeversicherung eingeführt wurde,

kann an der bisherigen Rechtsprechung des Eidgenössischen Versicherungsgerichts

nicht festgehalten werden. In der Tat ist zu beachten, dass nach neuem Recht

jede Person mit Wohnsitz in der Schweiz versicherungspflichtig ist, weshalb sie

bei der Heirat nach dem 1. Januar 1996 ohnehin eine obligatorische Versicherung

abgeschlossen hat. Die daraus anfallenden Prämien stellen daher voraussehbare

Auslagen dar, die im Budget eines Haushaltes zu berücksichtigen sind. Diese

Lösung rechtfertigt sich sodann auch unter Beachtung des

Gleichbehandlungsgebots und der Regelung betreffend Prämienverbilligung sowie

in Anbetracht der Tatsache, dass die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an

Sozialversicherungen zum Unterhaltsbedarf nach Art. 163 ZGB gehören.

Daraus folgt, dass die solidarische Haftung des für

Beitragsschulden belangten Ehegatten im Sinne von Art. 166 Abs. 1 und 3 ZGB

nach Einführung der obligatorischen Krankenversicherung ungeachtet dessen

eintritt, ob das der Beitragsforderung zugrunde liegende

Versicherungsverhältnis während des ehelichen Zusammenlebens oder im Hinblick auf

familiäre Bedürfnisse begründet worden ist."

In

sostanza i coniugi che sono nella necessità di instaurare relazioni con terze

persone nell’interesse della coppia o della famiglia – compresa la necessità di

una assicurazione di base per la copertura delle malattie - rappresentano

l’unione coniugale nella misura in cui gestiscono i bisogni correnti della

coppia stessa o della famiglia. Affinché ciò possa avvenire, e quindi affinché

un coniuge possa essere legalmente rappresentato dall’altro, e quindi affinché

nasca una responsabilità solidale per i debiti contratti da uno dei coniugi per

i bisogni correnti dell’unione coniugale, occorre che le obbligazioni contratte

servano ai bisogni correnti della famiglia.

Nella sentenza federale

citata (cfr. STFA del 18 ottobre 2002 nella causa R, K 60/00) la nostra Massima

Istanza ha avuto modo di precisare che con l'entrata in vigore

dell'assicurazione malattia obbligatoria un coniuge risponde solidalmente, ex

art. 166 CC, per i debiti contributivi dell'altro coniuge indipendentemente dal

fatto che il rapporto di assicurazione a fondamento del credito contributivo

sia stato costituito durante la vita comune oppure per soddisfare dei bisogni

correnti della famiglia.

Il potere di

rappresentanza cessa quando sia sospesa la vita in comune dei coniugi (v. Henry

Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., no. 363 e segg.

pag. 179 e segg.). Occorre allora chiedersi cosa succeda in caso di sospensione

della vita in comune dei coniugi per i debiti contratti nei confronti dei terzi

in buona fede. Il Messaggio del Consiglio Federale (1979, no. 215.21 e no. 182)

relativo alla modifica della norma in questione non risolve la questione mentre

la più recente dottrina ritiene che non debba essere protetta la buona fede del

terzo contraente al fine di non avvantaggiarlo indebitamente nella sua veste di

creditore, da un lato, e per la necessaria protezione del coniuge del debitore

(in questo senso: Gilles Petitpierre et al.

In FJS103 a 106, in particolare

104, Ginevra 1988; M. Stettler, Droit Civil III, Effets généraux du mariage

(art. 159 – 180 CC), Friborgo, 1992, n. 175; C. Hegnauer e P. Breitschmid: Grundriss

des Eherechts, 3. Ed., Berna 1993, n. 18.05; V. Bräm e F. Hasenböhler, Das Familienrecht:

Die Wirkung der Ehe im allgemeinen (art. 159 – 180), commentario zurighese, Tomo

II/1c, 3 ed., Zurigo 1993 – 1997, n. 29 ad art. 166; ed altri; contra Henry Deschnaux,

Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., no. 367)

In proposito Eugster (op. cit., p. 182 N 817) precisa, rinviando a

DTF 119 V 24 consid. 6a che:

"

Die Vertretung der ehelichen Gemeinschaft und

damit die solidarische Haftung entfällt mit Aufhebung des gemeinsamen

Haushaltes ohne Rücksicht auf den guten Glauben des Dritten. Die Aufhebung des gemeinsamen

Haushalts bedarf keiner richterlicher Bewilligung (Hegnauer/Breitschmid, p.

180ss N 17.45, 17.46, 18.05)."

Questo

TCA si è allineato alla convincente opinione della dottrina maggioritaria, che

vuole evitare di avvantaggiare immotivatamente il creditore in caso di debito

dovuto da coniugi di fatto separati e che tende comunque alla protezione del

coniuge separato del debitore, in un caso recente (TCA __________ in re __

ancora sub judice) in cui due coniugi - dopo il matrimonio - avevano interrotto

la vita in comune a seguito di un tentativo di conciliazione fallito dinanzi al

Pretore. In quella sentenza era stato ritenuto come non fosse:

"

sempre

di meridiana evidenza accertare quando due coniugi non vivono più in comune. La

sospensione della vita comune potrà risultare sia da una decisione giudiziaria

che da un accordo delle parti rispettivamente ancora dalle circostanze. Si

tratta sostanzialmente di casi in cui i coniugi non intendono più mantenere una

vita coniugale rispettivamente i casi in cui la stessa ha cessato di

sussistere. Come detto una distinzione netta non sempre appare evidente, come

rammentano Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit.,

nota 25 a pié della pagina 179:

"                                                                             la

volonté des époux de maintenir l’union en tant que communauté de destin est

particulièrement importante pour déterminer si le pouvoir de représentation au

sens de l’art. 166 subsiste alors qu’une vie de couple n’est pas possible

(séjour prolongé à l’hôpital ou en prison)."

Come indicato,

quindi, una volta accertato il venir meno di una vita in comune dei coniugi

cessa la rappresentanza dell’unione coniugale e la solidarietà degli sposi per

i debiti contratti dal consorte.

2.6.   Trattandosi

in concreto di premi assicurativi relativi al periodo compreso fra il 1°

gennaio 1997 e il 31 dicembre 1997 occorre preliminarmente esaminare se, come

preteso dalla ricorrente, l'importo chiesto in pagamento dall'amministrazione è

perento.

Il TFA,

in una sentenza del 30 aprile 1996, pubblicata in DTF 122 V 331, ha precisato

quanto segue:

"

a)

A ragione i giudici di prime cure hanno constatato che la LAMI non contiene

disposizioni disciplinanti la prescrizione dei crediti relativi ai premi

assicurativi e che al riguardo nulla dicono le disposizioni interne della Cassa

malati __________. Non può invece essere tutelato il parere della giurisdizione

cantonale quando essa afferma che troverebbero applicazione in concreto le

norme riguardanti l'estinzione delle obbligazioni secondo il Codice delle

obbligazioni: queste disposizioni prevedono che le azioni per prestazioni

periodiche si prescrivono con il decorso di 5 anni (art. 128 cifra 1 CO), che

la prescrizione è interrotta mediante atti di esecuzione (art. 135 cifra 2 CO),

e che con l'interruzione incomincia a decorrere una nuova prescrizione (art.

137 cpv. 1 CO).

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale

delle assicurazioni, in caso di restituzione di premi dell'assicurazione

malattia pagati in eccesso, ove sia carente una disposizione statutaria, è

applicabile per analogia l'art. 16 cpv. 3, prima frase, LAVS al credito di

restituzione dell'assicurato (DTF 119 V 300 consid. 4). Ammesso questo

principio in caso di diritto dell'assicurato alla restituzione dei contributi

indebitamente pagati, si giustifica di applicare per analogia l'art. 16 LAVS

anche per quanto concerne la perenzione dell'esigibilità di crediti delle casse

malati relativi ai premi assicurativi rimasti insoluti. A norma dell'art.

16 cpv. 1 LAVS, i contributi il cui importo non è stato fissato in una

decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno

civile per il quale sono dovuti non possono più essere né pretesi né pagati.

L'art. 16 cpv. 2, prima frase, LAVS dispone che il credito per contributi,

fissato in una decisione notificata conformemente al capoverso 1, si estingue

tre anni dopo la fine dell'anno civile in cui la decisione è passata in

giudicato.

b) Nell'evenienza concreta, la Cassa malati

opponente ha informato l'interessato, per decisione formale del 24 ottobre

1988, rimasta inimpugnata, che avrebbe riscosso per le vie esecutive l'importo

dei premi assicurativi dovuti per il periodo dal 1° aprile al 30 giugno 1988.

Mediante tale provvedimento, il credito per i

premi assicurativi ancora insoluti è stato pertanto fissato in una decisione

notificata conformemente all'art. 16 cpv. 1 LAVS. Ne discende che, giusta

l'art. 16 cpv. 2, prima frase, LAVS, esso si è estinto tre anni dopo la fine

dell'anno civile in cui la decisione è passata in giudicato, vale a dire il 31

dicembre 1991.

In esito a quanto precede, alla data in cui la

Cassa malati __________ ha fatto spiccare il contestato precetto esecutivo del

E. 27 settembre 1993 nei confronti di G., la perenzione del suo credito era

intervenuta da quasi due anni." (DTF 122 V 331, sottolineature del

redattore)

L'Alta

Corte, allorquando era ancora in vigore la LAMI, ha pertanto stabilito che, in

assenza di disposizioni statutarie della Cassa relative alla prescrizione o

alla perenzione delle pretese (cfr. anche DTF 119 V 298, in particolare pag.

299, consid. 3) l'art. 16 LAVS va applicato anche per quanto concerne la

perenzione dell'esigibilità di crediti di casse malati relativi ai premi

assicurativi rimasti insoluti. Non trovano per contro applicazione le norme del

CO.

Considerato

che pure la LAMal non prevede termini per la riscossione dei premi, la

giurisprudenza del TFA rimane d'attualità anche con l'entrata in vigore della

nuova legge l'1.1.1996 (cfr. in tal senso G. Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht, pag. 185, n. 340; vedi anche: DTF 126 V 23 sul richiamo

all'art. 47 LAVS in materia di restituzione delle prestazioni).

In una sentenza del 17 giugno 2003 nella causa V.

(K 82/02) l'Alta Corte ha ancora avuto modo di confermare l'applicabilità, per

analogia, dell'art. 16 LAVS in tema di prescrizione dei premi assicurativi

secondo la LAMI e la LAMal (consid. 3).

Giusta

l'art. 16 cpv. 1 LAVS i contributi il cui importo non è stato fissato in una

decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno

civile per il quale sono dovuti, non possono essere né pretesi né pagati. Si

tratta di un termine di perenzione (RCC 1988 pag. 60 consid.

3a, RCC 1975 pag. 201 consid. 2a; P. - Y. Greber, J. - L. Duc, G. Scartazzini,

Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse

et survivants, ad art. 16, pag. 405).

I termini di perenzione non possono, differentemente da quelli di

prescrizione, né essere interrotti, né essere sospesi e vanno esaminati

d'ufficio (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, pag.

59). In particolare, come visto nella sentenza pubblicata in DTF 122 V 331, non

trattandosi di prescrizione, non si applicano gli art. 127 segg. CO.

In

concreto, dal Regolamento Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie

prodotto dalla __________, in vigore dal 1997 (cfr. doc. _), non emerge alcuna

norma concernente la prescrizione o la perenzione dell'esigibilità dei premi.

Viene solo indicato che se l'assicurato non paga i premi scaduti, la __________

lo diffida; se la diffida rimane senza effetto, una procedura esecutiva verrà

promossa (punto 30.1 del regolamento citato).

In queste

circostanze va applicato l'art. 16 LAVS e non, come invocato dalla ricorrente (cfr.

doc. _), l'art. 128 CO che, come appena ricordato, non trova applicazione nel

caso di specie trattandosi di perenzione e non di prescrizione.

Ora, come

visto in precedenza, dagli atti emerge che la Cassa ha chiesto all'assicurata

il pagamento degli arretrati con una decisione formale in data 16 agosto 2002.

In

precedenza la __________ aveva inoltrato in data 15 luglio 2002 all'UE di

__________ una domanda di esecuzione nei confronti di __________ (cfr. doc. _),

alla quale l'ufficio competente aveva dato seguito con precetto esecutivo

datato 7 agosto 2002 (cfr. doc. _).

In una sentenza del 17 giugno 2003 nella causa V.

(K 82/02) il TFA ha rilevato che in materia di assicurazione malattia,

contrariamente a quanto avviene in ambito AVS, non è necessario che la Cassa

malati emani una decisione formale per salvaguardare il termine di perenzione.

Al riguardo l'Alta Corte ha osservato:

"

5.1 Come sostenuto correttamente

dall'assicurazione ricorrente, nell'ambito dell'assicurazione vecchiaia e

superstiti, ad eccezione di quanto previsto all'art. 69quater cpv. 2 OAVS per

gli assegni per grandi invalidi in analogia all'assicurazione invalidità,

l'amministrazione deve statuire formalmente su contributi e prestazioni. In

effetti secondo l'art. 128 OAVS tutti gli atti amministrativi con cui una cassa

di compensazione pronuncia su diritti o obblighi di un assicurato o di un

datore di lavoro devono rivestire la forma di una decisione scritta, per quanto

non si fondino su provvedimenti della cassa già passati in giudicato. Le

decisioni delle casse devono indicare entro quale termine, in che forma e a

quale istanza può essere presentato ricorso o, all'occorrenza, domanda di

condono. Logico e conseguente appare quindi in tale ambito il tenore dell'art.

16 LAVS, secondo cui per salvaguardare il termine di perenzione in materia di

contributi AVS è necessario emanare una decisione formale.

5.2 L'assicuratore malattia, per contro, non è

costretto a statuire tramite decisione formale e ciò vale anche per quanto

riguarda l'incasso dei premi. Secondo l'art. 30 cpv. 1 LAMI se un assicurato o

la persona postulante l'ammissione non accetta una decisione della cassa,

questa deve, entro trenta giorni, emanare una decisione formale e notificarla

per iscritto all'interessato, con indicazione dei motivi, dei mezzi e del

termine di ricorso (si veda in proposito anche l'art. 80 LAMal e l'art. 49

LPGA; cfr. pure LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2a ed., Berna

1997, pag. 331 seg.). In effetti non esiste per l'assicuratore malattia un

obbligo di disciplinare di volta in volta formalmente i rapporti con i propri

assicurati. Il provvedimento formale va infatti emanato solo su richiesta

(espressa, orale o per atti concludenti) dell'assicurato. Se egli non agisce

entro un termine di riflessione adeguato, si considera che egli abbia

acconsentito al provvedimento (DTF 126 V 24 consid. 4b; RAMI 1990 no. K 835

pag. 82, 1989 no. K 793 pag. 20 consid. 1, 1988 no. K 783 pag. 395 consid. 3a, no.

K 770 pag. 250).

In tale ambito inoltre MAURER (Das neue Krankenversicherungsrecht,

Basilea e Francoforte sul Meno 1996, pag. 146) suggerisce di applicare per

analogia alla perenzione in materia di assicurazione malattia l'art. 94 cpv. 1

LAINF, secondo cui non possono più essere pretesi i premi non reclamati entro

cinque anni dalla fine dell'esercizio per il quale sono dovuti. Secondo il

tenore letterale della norma non è necessaria l'emanazione di una decisione

formale. Questa soluzione è giustificata dal fatto che, secondo l'art. 99

LAINF, l'assicuratore infortuni deve notificare per iscritto, motivate e con

l'indicazione dei rimedi di diritto solo le decisioni relative alle prestazioni

e alle pretese di notevole importanza o contestate dall'interessato.

Contrariamente all'AVS anche l'assicurazione infortuni non ha quindi un obbligo

pressoché totale di statuire formalmente.

Del medesimo tenore sono l'art. 49 LPGA

sull'obbligo di emanare una decisione formale e l'art. 24 LPGA sull'estinzione

del diritto a prestazioni o contributi arretrati. Anche in tal caso non è

prevista l'emanazione di una decisione formale.

5.3 Alla luce di quanto sopra esposto,

considerato che l'art. 16 LAVS va applicato per analogia - non direttamente -

alla LAMI e che quindi va senz'altro tenuto conto della peculiarità di questa

legge e delle differenze rilevanti rispetto alla LAVS, segnatamente del fatto

che in ambito dell'assicurazione vecchiaia e superstiti è necessaria

l'emanazione di decisioni formali ai fini di statuire su diritti e obblighi di

cassa e assicurati, non invece in campo dell'assicurazione malattia, si deve

concludere che non è necessario emanare una decisione formale per salvaguardare

il termine di perenzione. Questa tesi è pure suffragata da un'interpretazione

sistematica e d'insieme dell'ordinamento sociale in vigore, che tiene conto

cioè di quanto previsto in ambito LAINF e della soluzione prevista dalla LPGA.

Le censure sollevate dalla … appaiono quindi

fondate.

6. In concreto va quindi esaminato se la … ha

fatto valere il proprio diritto a contributi e partecipazioni alle spese entro

cinque anni dalla fine dell'anno per cui sono dovuti e meglio entro la fine del

1999.

Al riguardo occorre rilevare che, come indicato

dalla ricorrente, il termine di perenzione va considerato salvaguardato tramite

l'invio della domanda di esecuzione del 13 luglio 1998, notificata in data 3

agosto 1998 in forma di precetto esecutivo, a cui non è stata fatta

opposizione, presso il recapito di …. In effetti le domande di esecuzione del

20 aprile e del 5 maggio 1999 non hanno potuto essere notificate, mentre quelle

successive sono state emanate posteriormente al 2000 e sono pertanto tardive.

Da un punto di vista materiale la suddetta

domanda configura una decisione ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 lett. a PA e

dell'art. 30 cpv. 1 LAMI (si veda RAMI 1990 no K 835 pag. 82 consid. 2b).

(…)"

Pertanto,

dato che giusta l'art. 16 cpv. 1 LAVS i contributi il cui importo non è stato

fissato in una decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine

dell'anno civile per il quale sono dovuti, non possono essere né pretesi né

pagati e ritenuto che lo stesso TFA, nella sentenza appena citata (cfr. STFA

del 17 giugno 2003 nella causa V., K 82/02), ha espressamente indicato che i

premi e la partecipazione alle spese relativi al 1994 dovuti dall'assicurato

dovevano essere richiesti dalla Cassa malati __________ entro la fine del 1999,

occorre ritenere che nel caso di specie la __________, avendo richiesto

all'assicurata il pagamento dei premi impagati relativi all'anno 1997 entro cinque

anni, ovvero entro la fine del 2002, ha salvaguardato il termine di perenzione.

Alla luce

di quanto precede, dunque, i premi arretrati relativi all'anno 1997 non sono

perenti e possono quindi a giusta ragione essere chiesti dalla Cassa.

Per inciso va rilevato che in data 27 giugno 1997

la __________ aveva intimato al marito dell'assicurata, __________, un PE di fr.

5'604 oltre interessi, corrispondenti ai premi dell'assicurazione malattie impagati

di __________, __________ e __________ per il periodo compreso fra il 9

dicembre 1996 e il 1° giugno 1997; vista l'opposizione di __________ contro

tale PE, la __________ aveva emanato in data 8 giugno 1997 una decisione che

rigettava l'opposizione dell'assicurato, contro la quale __________, per sé e

per il resto della famiglia, aveva inoltrato opposizione; la Cassa malati, con

decisione del 23 ottobre 1997, aveva dichiarato l'opposizione irricevibile per

intempestività. Il TCA, con sentenza del 19 giugno 1998 (incarto __________, cfr.

doc. _), aveva confermato che la decisione della Cassa che dichiarava irricevibile

per intempestività l'opposizione di __________ era corretta; anche il TFA, con

sentenza del 21 dicembre 1998 (K 120/98), ha confermato la correttezza della

decisione della Cassa malati, di modo che la decisione con la quale la

__________ ha richiesto alla famiglia __________ i premi concernenti il periodo

dicembre 1996-giugno 1997 è divenuta definitiva.

In seguito alla citata sentenza del TFA la

__________, in data 25 gennaio 1999, ha inviato al competente UE una

"Domanda di proseguire l'esecuzione" (cfr. doc. _), cui ha fatto

seguito, in data 5 febbraio 1999, un attestato di carenza beni nei confronti di

__________ (cfr. doc. _).

Inoltre, come peraltro osservato dalla Cassa

nella risposta di causa (cfr. doc. _), il TCA ha già stabilito nella sentenza

del 25 maggio 1999 (incarto __________, cfr. doc. _), che la decisione formale

con cui la __________ in data 1° settembre 1998 aveva rigettato l'opposizione

al PE del 4 agosto 1998 riguardo ai premi arretrati da luglio 1997 a giugno

1998 della famiglia __________ è accolta limitatamente all'importo di fr.

6'415.20. Contro tale decisione __________ ha inoltrato ricorso al TFA, il

quale, con decisione del 15 settembre 2000 (K 81/99), ha interamente confermato

la sentenza del TCA (cfr. doc. _).

Nelle sentenze citate, è stato espressamente

indicato che i premi arretrati relativi al periodo luglio 1997-giugno 1998 di

cui la __________ ha chiesto il pagamento ad __________ concernevano

__________, sua moglie __________ e sua figlia __________ (cfr. doc. _ e doc.

_).

La __________ ha richiesto a __________ il

pagamento dei premi per l'assicurazione malattia arretrati per sé e, a titolo

solidale, per la moglie __________ e per la figlia __________ (cfr. doc. _).

2.7.   In sede ricorsuale

l'assicurata ha affermato di avere avuto conoscenza di un eventuale credito

della __________ nei suoi confronti solo in data 2 marzo 2000, quando la Cassa

malati le ha inviato un "ultimo richiamo pagamento" di fr. 23'130.10

(cfr. doc. _).

In risposta a questo scritto l'assicurata ha

inviato alla __________, in data 16 marzo 2000, una lettera nella quale

rilevava di non avere mai ricevuto in precedenza conteggi o richiami di

pagamento, motivo per il quale la richiesta di pagamento della __________ era

sicuramente dovuta ad un errore. Nello stesso scritto l'assicurata ha chiesto

alla Cassa malati di emanare una decisione formale (cfr. doc. _).

La __________ non ha emanato nessuna decisione.

Di conseguenza, __________ si è rivolta all'Avv. __________, la quale, in data

25 maggio 2000, si è rivolta alla Cassa malati con uno scritto del seguente

tenore:

"

Dopo aver tentato numerose volte di contattarla

telefonicamente, impossibilitata a raggiungerla, mi vedo costretta ad inviarle

il presente fax a nome e per conto della signora __________ che rappresento.

Come già riferito a suo tempo alle sue

collaboratrici ed in particolare alla signora __________, non ritengo

assolutamente debitrice la signora __________ di presunti premi cassa malati

per i quali lo scorso 2.3.2000 le era stata inviata una comminatoria di

pagamento di fr. 23'130,10.

La signora __________ vi ha risposto in data

16.3.2000 respingendo ogni vostra richiesta, in particolare non esistendo

nessuna polizza malattia presso la vostra Cassa malati sottoscritta dalla mia

cliente. La signora __________ è infatti già assicurata presso la __________.

Visto quanto sopra, la prego di volersi astenere

dal procedere per vie esecutive d'incasso nei confronti della mia patrocinata,

al quale, oltre che a contestare, ci opponiamo già sin d'ora.

Le chiedo di volermi cortesemente

confermare che la vertenza è stata da voi definitivamente chiarita nel

frattempo (essendo semmai assicurato presso di voi il marito della signora,

signor __________ rispettivamente il figlio __________).

Da ultimo sottolineo che tra i coniugi

__________, attualmente separati, è in essere già da parecchi anni la

separazione dei beni per decisione giudiziaria e che quindi eventuali debiti

del marito rimangono a suo carico.

" (Doc.

_)

In data 16 novembre 2000 la __________ ha inviato

all'Avv. __________ la seguente risposta:

"

Ci riferiamo alle sue diverse richieste

telefoniche per quanto riguarda l'obbligo del pagamento dei premi

dell'assicurata sopraccitata e le comunichiamo quanto segue:

è giusto che, secondo la decisione del Pretore

della Giurisdizione di __________ del 4 febbraio 1998 rispettivamente la

sentenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni del 25 maggio 1999, la

responsabilità solidale della sua mandante è stata abrogata per il 31 luglio

1997. Di conseguenza, dal 1° agosto 1997 la sua mandante deve saldare da sola i

suoi premi assicurativi.

Nello stesso tempo le confermiamo che a partire

dal 1° gennaio 1998 la sua mandante è assicurata presso l'assicuratore

__________. Di conseguenza, verso la __________ è in debito con i premi

assicurativi fino alla fine del mese di dicembre 1997.

Come può desumere dall'allegato estratto conto,

per la sua mandante sono ancora scoperti dei premi assicurativi per un totale

di fr. 6'823.50 (da gennaio 1996 a luglio 1997 con responsabilità solidale: fr.

5'700; da agosto a dicembre1997: fr. 1'123.50).

Questi arretrati sono da saldare entro 20 giorni

a partire dalla ricezione della lettera presente tramite le polizze di versamento

allegate. In caso di mancanza del pagamento la __________ sarebbe costretta ad

iniziare subito la procedura esecutiva contro la sua mandante. Come le abbiamo

già comunicato telefonicamente, l'assunzione dei premi scoperti tramite il Canton

Ticino avviene soltanto se per tutti e due i coniugi esiste un attestato di

carenza beni.

La preghiamo pertanto di scusarci per i ritardi

da parte nostra. A questo proposito tuttavia le facciamo notare che la sua

mandante non ci aveva informato direttamente né del fatto dell'annullamento

della responsabilità solidale, né del cambiamento di domicilio." (Doc. _)

In data 4 giugno 2002 la __________ ha poi

indirizzato a __________ il seguente scritto:

"

Siamo spiacenti di dover constatare che malgrado

il nostro avviso il seguente importo risulta tuttora scoperto:

Premi LAMal

1.1.1997-31.7.1997 (solidale con __________)       Fr. 3'586.80

Premi LAMal

1.8.1997-31.12.1997                                            Fr. 1'123.50

Tassa diffida                                                                            Fr.

20.00

Totale arretrato

Fr. 4'730.30

Nel caso in cui la somma arretrata non venisse

saldata interamente entro 14 giorni dall'invio di questa diffida, le

conseguenze di mora menzionate nella prossima pagina entreranno in

vigore." (Doc. _)

__________ non ha versato alla Cassa malati

quanto richiestole, motivo per il quale in data 7 agosto 2002 la __________ ha

fatto spiccare dall'UE di __________ un precetto esecutivo di fr. 4'730.30 (cfr.

doc. _), contro il quale l'assicurata ha fatto opposizione. In data 16 agosto

2002 la __________ ha poi emanato la decisione con la quale ha abrogato

l'opposizione dell'assicurata al PE del 7 agosto 2002 (cfr. doc. _).

Riguardo a quanto precede, questo Tribunale deve

censurare l'operato della Cassa malati __________, la quale ha omesso di

emanare, come richiestole espressamente da __________ in data 16 marzo 2000 (cfr.

doc. _), una decisione formale entro trenta giorni dalla richiesta ex art. 80 LAMal,

lasciando trascorrere degli anni prima di emanare, in data 16 agosto 2002, una

decisione munita dei rimedi di diritto (cfr. doc. _) e poi, dopo l'opposizione

del 18 settembre 2002 dell'assicurata (cfr. doc. _), la decisione su

opposizione datata 6 novembre 2002 oggetto della presente controversia (cfr.

doc. _).

In

concreto __________ e __________ si sono sposati il __________ 1976 (cfr. doc.

_). L'affiliazione alla Cassa malati __________ da parte di __________ è

durata, come già stabilito dal TCA nella sentenza del 25 maggio 1999, passata

in giudicato (incarto __________, cfr. doc. _) - sentenza integralmente

confermata dal TFA con sentenza del 15 settembre 2000 (K 81/99, cfr. doc. _) -

fino al 31 dicembre 1997. I coniugi vivono separati dall’agosto 1997 (cfr. doc.

_): come già stabilito dal TCA nella sentenza del 25 maggio 1999, passata in

giudicato (cfr. incarto __________), infatti, la vita in comune fra __________

e __________ è durata fino - al più tardi - al mese di agosto 1997 (cfr.

convenzione sulle conseguenze accessorie della separazione stipulata il 4

agosto 1997, prodotta sub doc. _).

Riguardo all'obbligo di __________ di saldare i

premi dell'assicurazione malattia di base della moglie __________ e della

figlia __________, stabilito dal TCA con sentenza del 25 maggio 1999, il TFA,

con sentenza del 15 settembre 2000, ha osservato che:

"

(…)

la precedente istanza ha rilevato in modo esatto

che il ricorrente (vale a dire __________, n.d.r.), aveva omesso di comunicare

senza indugio alla Cassa, malgrado una convenzione sulle conseguenze accessorie

della separazione tra i coniugi __________ fosse stata stipulata il 4 agosto

1997 e benché nella stessa convenzione fosse stata prevista l'attribuzione alla

madre dell'autorità parentale sulla figlia, le avvenute modifiche della sua

situazione personale riguardo al rapporto assicurativo. In tali circostanze

__________ era rimasto debitore della Cassa di un importo di fr. 6'415.20,

corrispondente ai premi dovuti per se stesso, nonché per la moglie __________ e

per la figlia __________, afferenti all'assicurazione delle cure medico-sanitarie

per i mesi da luglio 1997 a giugno 1998.

(…)

Per quanto concerne poi l'obbligo di __________

di comunicare alla Cassa le avvenute modifiche della propria situazione

personale, dev'essere rilevato, come a ragione ha sottolineato la medesima

nella risposta del 5 luglio 2000, che detta nuova situazione familiare era

intervenuta nell'agosto 1997, epoca in cui __________ era e doveva in ogni modo

reputarsi assicurato presso la __________. Ne discende che egli avrebbe dovuto

agire senza indugio già nell'anno 1997; non avendolo fatto, nulla può esimerlo

dal pagamento dei premi assicurativi dovuti alla Cassa opponente per la moglie

e la figlia sino a giugno 1998. (…)." (STFA del 15 settembre 2000, K

81/99)

Pertanto,

visto quanto precede, la Cassa malati convenuta aveva il diritto d'esigere

dalla ricorrente l'assunzione solidale dei premi dell'assicurazione concernenti

suo marito soltanto fino al mese di agosto 1997 - data in cui, al più tardi, è

venuta meno la vita in comune dei coniugi - come effettivamente preteso dalla

__________.

I premi

chiesti dalla Cassa malati in questa sede si riferiscono in parte ad un periodo

precedente la separazione (e meglio dal 1° gennaio al 31 luglio 1997) ed in

parte ad un periodo posteriore alla separazione (e meglio dal 1° agosto 1997 al

E. 31 dicembre 1997.

Quanto all'ammontare chiesto in pagamento a

__________ dalla __________, pari a fr. 4'730.30 (cfr. doc. _), esso risulta

così composto:

-

premi arretrati impagati dal 1° gennaio 1997 al 31 luglio 1997 concernenti

__________, __________ e __________, in via solidale, per un ammontare

complessivo di fr. 3'586.80, ritenuto che a partire dal 1° gennaio 1997 il

premio mensile a carico dei coniugi era di fr. 224.70 ciascuno e quello della

figlia __________, nata nel 1988, corrispondeva a fr. 63.00 (cfr. doc. _);

-

premi arretrati impagati dal 1° agosto 1997 al 31 dicembre 1997 concernenti

__________, per un ammontare complessivo di fr. 1'123.50, ritenuto che a

partire dal 1° agosto 1997 il premio mensile a carico dell'assicurata era di fr.

224.70 (cfr. doc. _);

-

fr. 20 di tasse di diffida (cfr. doc. _) di cui si dirà in seguito (cfr. consid.

2.9.).

2.8.   __________

ha inoltre osservato che i premi arretrati relativi al periodo compreso fra il

1° agosto 1997 e il 31 dicembre 1997 vanno compensati con il credito vantato

dall'assicurata nei confronti della Cassa malati. L'assicurata ha infatti

rilevato che nel 2000 il suo ex marito le ha comunicato che la __________ non

aveva più proceduto a rimborsare, già a partire dal 1996, le spese medico-sanitarie

sostenute da __________ per tutta la famiglia (moglie __________ e figlia

__________). Il credito nei confronti della __________ vantato dalla ricorrente

ammonterebbe, secondo quanto indicato in sede ricorsuale, a fr. 3'150,25 per il

periodo gennaio-luglio 1997 e fr. 644,80 per il periodo agosto-dicembre 1997, ammontari

di cui l'assicurata ha richiesto la compensazione con i presunti debiti nei

confronti della Cassa malati (cfr. doc. _).

Ora, a

prescindere dalle argomentazioni della ricorrente, va rilevato che il TCA,

applicando una consolidata giurisprudenza del TFA, ha più volte ricordato che,

di regola, l'assicurato non può compensare i propri debiti derivanti da premi e

partecipazioni ai costi con crediti da lui fatti valere.

La

compensazione da parte degli assicurati tra i premi dovuti e le eventuali

prestazioni a carico della Cassa non è possibile.

Infatti,

in una sentenza del 16 luglio 1984 sotto l'egida della LAMI, pubblicata in DTF

110 V 183 il TFA ha precisato che le casse malati riconosciute possono

compensare prestazioni assicurative scadute con crediti di pagamento di quote

arretrate.

Recentemente

l'Alta Corte in una sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa B. (K 102/00) ha

fissato i limiti entro i quali la compensazione da parte dell'assicuratore è

possibile. In particolare i giudici federali hanno stabilito che "

la

giurisprudenza federale sull'ammissibilità per la Cassa malati di procedere

alla compensazione va compresa nel senso che essa è possibile solo

posteriormente alla messa in atto, da parte dell'assicuratore malattia, della

procedura di cui all'art. 9 cpv. 1 OAMal

."

Pari

diritto non spetta agli assicurati. L'Alta Corte ha in particolare affermato:

"

3.- Im vorliegenden Fall ist zu prüfen, ob auch

der Versicherte eine Forderung der Kasse gegen ihn durch Verrechnung mit seiner

eigenen Leistungsforderung tilgen kann. Kasse und Vorinstanz haben dies

verneint, was die Beschwerdeführer als Rechtsungleichheit rügen.

In dem in RSKV 1970 Nr. 78 S. 184 publizierten

Urteil hat das Eidg. Versicherungsgericht das Recht des Versicherten zur

Verrechnung gegenüber einer öffentlichen Krankenkasse verneint. Es stützte sich

dabei auf Art. 125 Ziff. 3 OR, wonach Verpflichtungen gegenüber dem Gemeinwesen

gegen dessen Willen nicht durch Verrechnung getilgt werden können. Da die

damals betroffene öffentliche Krankenkasse als Teil einer Stadtverwaltung,

somit eines Gemeinwesens, betrachtet wurde und da sich die Kasse mit der Verrechnung

nicht einverstanden erklärt hatte, wurde der Verrechnungsanspruch des

Versicherten verneint (Erw. 4 des zitierten Urteils). - Das in RSKV 1980 Nr.

411 S. 125 veröffentlichte Urteil hatte den Fall eines Versicherten zum

Gegenstand, welcher die Verrechnung gegenüber einer Krankenkasse geltend

machte, die als Genossenschaft organisiert war. Das Gericht erachtete die

Verrechnung durch den Versicherten hier als zulässig, weil sich die Kasse als

Genossenschaft nicht auf Art. 125 Ziff. 3 OR berufen könne (Erw. 2b des

Urteils).

Diese unterschiedliche Handhabung der

Verrechnungsmöglichkeit, je nachdem ob die Verrechnung gegenüber einer

privatrechtlich oder einer öffentlichrechtlich organisierten Krankenkasse

geltend gemacht wird, vermag indessen nicht zu befriedigen. Bekanntlich weisen

die Rechtsverhältnisse in einer privatrechtlich organisierten Krankenkasse

sowohl zivilrechtliche als auch öffentlichrechtliche Elemente auf. Die

letzteren überwiegen jedenfalls dort, wo es um die der Krankenkasse übertragene

öffentliche Aufgabe geht, nämlich die Durchführung der sozialen

Krankenversicherung durch Erbringung von Leistungen einerseits und deren

Finanzierung durch Beiträge der Versicherten anderseits. In diesem Rahmen ist

es unerheblich, ob eine Krankenkasse privatrechtlich oder öffentlichrechtlich

organisiert ist. Die Rechtsstellung des Versicherten bezüglich seines

Versicherungsverhältnisses darf nicht von der Organisationsform der Kasse

abhängen.

Wie bereits dargelegt, ist in den meisten

Sozialversicherungs- gesetzen des Bundes das Verrechnungsrecht geregelt.

Übereinstimmend wird dieses Recht jeweils nur der Verwaltung eingeräumt; die

gesetzlichen Formulierungen schliessen ein Verrechnungsrecht des Versicherten

aus. Der Grund für diese übereinstimmenden Regelungen liegt darin, dass nur die

Verwaltung befugt ist, Verfügungen zu erlassen, d.h. einseitig und hoheitlich

über Rechte und Pflichten der Versicherten zu befinden (vgl. Art. 5 VwVG)

.

Hieraus ergibt sich die einseitige Zuerkennung

des Verrechnungsrechtes an die Verwaltung. Das hat insbesondere auch für die

Krankenversicherung zu gelten. Würde man in diesem Bereich das

Verrechnungsrecht auch dem Versicherten zugestehen, so hätte es dieser in der

Hand, zunächst von sich aus zu bestimmen, welche Kassenleistungen er für

richtig hält, und damit die Krankenkasse zu veranlassen, eine Beitragsverfügung

zu erlassen, bei der die Beiträge an sich gar nicht streitig sind, sondern eben

die Leistungen. Zudem liegt es im Interesse der Vereinheitlichung des

Sozialversicherungs- rechts, auch in der Krankenversicherung das Recht zur

Verrechnung einseitig nur den - öffentlichen und privaten - Krankenkassen

einzuräumen. In diesem Sinn eist die bisherige Rechtsprechung zu ändern."

(DTF 110 V 183)

In una

successiva sentenza del 15 giugno 1992, pubblicata in RAMI 1992, pag. 138,

l'Alta Corte, in un caso concernente le indennità giornaliere, facendo

riferimento alla giurisprudenza sopra indicata, ha ribadito che, pena la

disattenzione del principio della mutualità e la creazione di una disparità di

trattamento difficilmente ammissibile in seno alla cassa malati, solo

l'assicurato che paga regolarmente le quote può pretendere prestazioni.

Infine,

in una sentenza del 30 aprile 1996 il TFA, riferendosi alle sopra citate

decisioni, ha lasciato irrisolto il tema di sapere se al ricorrente fosse

consentito di estinguere un proprio debito invocando la compensazione,

considerato come il credito della cassa era ormai perento (DTF 122 V 331).

La

dottrina, a proposito della compensazione dei premi con le prestazioni dovute

dall'assicuratore malattia, ricorda che, in mancanza di regolamentazione, la

compensazione, nell'ambito della LAMI, poteva essere invocata unicamente

dall'assicuratore e non dall'assicurato. Neppure la LAMal, e la relativa

ordinanza, contengono disposizioni in merito.

Secondo la dottrina

la precedente giurisprudenza conserva la sua validità anche nel nuovo regime

(Jean-Louis Duc, Non-paiement des primes de l'assurance-maladie obligatoire et

suspension du droit aux prestations selon la LAMal; compensation dans le cadre

de la LAMal, in Recueil de travaux en l'honneur de la Société Suisse de droit

des assurances, ed.

IRAL, Losanna 1997, pag. 469 e

seg.).

In queste

circostanze, considerata la giurisprudenza applicabile in concreto e la

dottrina, a mente del TCA le richieste di __________ tendenti alla

compensazione dei premi scaduti con le pretese avanzate non possono trovare

accoglimento (cfr. anche in tal senso STCA del 23 aprile 2002 nella causa J.,

36.2001.64/66).

Del resto

il Regolamento Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie in vigore

dal 1° gennaio 1997 (art. 17.1) prevede che "la __________ può conteggiare

le sue prestazioni con crediti nei confronti dell'assicurato. L'assicurato non

ha nessun diritto di fare dei conteggi" (cfr. per quanto concerne la

possibilità di compensare per l'assicuratore, la citata STFA del 22 ottobre

2002 nella causa B., K 102/00).

2.9.   Quanto

all'importo di fr. 20 di tassa di diffida richiesto in pagamento dalla Cassa

malati occorre osservare quanto segue.

In una

sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 il TFA ha ricordato che

pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può

esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di

spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento

dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si

sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa

dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli

assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo.

Il TFA ha

in particolare precisato:

"

Im gegensatz zu Art. 1 Abs. 2 KUVG, wonach sich die

Krankenkassen nach ihrem Gutfinden einrichteten, soweit das Gesetz keine entgegestehenden

Vorschriften enthielt, fehlt im neuen Recht ein entsprechender Hinweis auf eine

Autonomie der Versicherer. Das Gesetzmässigkeitsprinzip hat das Autonomieprinzip

abgelöst, indem das KVG die Krankenpfelgeversicherung in wesentlichen Bereichen

vollständig und detailliert regelt (BGE 124 V 359 f. Erw 2d mit Hinweisen; zur sozialen

Krankentaggeldversicherung vgl. Demgegenüber BGE 124 V 205 Erw. 3d). In Bereichen,

in denen die gesetzliche Regelung nicht detailliert ist, sind kasseninterne Bestimmungen

hingegen nicht von vornherein unzulässig (Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht,

S. 9; zurückhaltender Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht

(SBVR), Rz. 5). Davon geht auch Art. 12 Abs. 2 lit. b KVV aus, wonach die Krankenkassen

dem Anerkennungsgesuch an das Bundesamt für Sozialversicherung allfällige allgemeine

Bestimmungen über die Rechte und Pflichten der Versicherten beizulegen haben.

Bezüglich der Erhebung von Mahngebühren beim Verzug

in der Zahlung von Prämien und Kostenbeteilungen vertritt Eugster (a.a.O., Rz

341) die Auffassung, dass autonome Regelungen der Versicherer zulässig sind, sofern

die versicherte Person die (unnötigen) Kosten schuldhaft verurscht hat und die Entschädigung

angemessen ist (anders bezüglich Kosten, die beim Gesetzesvollzug notwendigerweise

entstehen; vgl. Hiezu auch RKUV 1992 Nr. K 891 S. 72 Erw. 2b betreffend KUVG sowie

SVR 1994 BVG Nr. 18 S. 47 Erw. 4 betreffend BVG). Nachdem die Durchsetzung der finanziellen

Verpflichtungen der Versicherten gegenüber den Versicherern weder gesetzlich noch

verordnungsmässig ausführlich geregelt ist und die Erhebung von Mahngebühren nicht

in gesetzliche Ansprüche eingreift, kann dieser Auffassung gefolgt werden.

cc) Da Art. 12 Abs 4 der Allgemeinen Versicherungbedingungen

(der Kasse) … die Erhebung von Umtriebsspesen bis zu einem Beitrag von Fr.

50.-- pro Fall bei Verletzung der Mitwirkungspflichten des Versicherten (Prämieninkasso/Leistungsauszahlung)

ausdrücklich vorsieht und der Beschwerdeführer mehrmals gemahnt werden musste, erging

der vorinstanzliche Entscheid, soweit er die Auferlegung von Mahn- und Umtriebsspesen

in der Höhe von ingesamt Fr. 70.-- schützt, zu Recht."

In

concreto, il Regolamento Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie

della __________ in vigore a partire dal 1° gennaio 1997 prevede, al punto

20.5, che la Cassa malati ha il diritto di farsi rimborsare gli interessi di

mora e le spese causate da debitori morosi, come spese per solleciti,

esecuzioni, ecc. (cfr. doc. _). Per cui, nel caso di specie, anche la richiesta

delle spese di diffida va confermata. L'importo richiesto appare proporzionato

ed adeguato all'aggravio amministrativo.

2.10.   Per quanto

concerne l'incasso forzato di somme quali quelle in discussione, il TFA ha più

volte dichiarato applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109ss.; RAMI 1983, p.

294 = DTF 109 V 46; RCC 1984, p.197), la giurisprudenza secondo cui una cassa

di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione ad un P. E. con una

decisione formale riferentesi precisamente all'esecuzione in corso, qualora

avesse iniziato la procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima

avere formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in

tali casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi dell'art. 80

LEF.

Pertanto, alla luce degli argomenti sviluppati in

precedenza la decisione su opposizione del 6 novembre 2002 della __________

merita tutela.

Di conseguenza

l'opposizione interposta al P.E. dell'UE di __________ n. __________ del 7

agosto 2002 di fr. 4'730.30, oltre fr. 70 di spese di precetto, è rigettata in

via definitiva.

Dispositiv
  1. dichiara e pronuncia Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il giudice delegato                                                 Il segretario Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.08.2003 36.2002.145 Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.08.2003 36.2002.145 Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.08.2003 36.2002.145

Sentenza o decisione senza scheda

Raccomandata Incarto n. 36.2002.145 cr / sc Lugano 5 agosto 2003 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni Giudice Ivano Ranzanici con redattrice: Cinzia Raffa, vicecancelliera segretario: Fabio Zocchetti statuendo sul ricorso del 6 dicembre 2002 di __________ contro la decisione del 6 novembre 2002 emanata da __________, __________ in materia di assicurazione sociale contro le malattie ritenuto, in fatto 1.1.   __________ e __________ si sono uniti in matrimonio nel 1976 e si sono separati di fatto nel

1993. Dalla loro unione sono nati due figli, __________ (1971) e __________ (1988). In data 12 gennaio 1996 vi è stato il tentativo di conciliazione presso la Pretura di __________ - fallito - in seguito al quale i coniugi sono stati autorizzati a vivere separati in virtù dell'articolo 145 cpv. 1 CCS (cfr. doc. _). In data 4 agosto 1997 i coniugi __________ hanno stipulato una convenzione sulle conseguenze accessorie della separazione, nella quale hanno in particolare previsto l'attribuzione alla madre dell'autorità parentale sulla figlia __________ (cfr. doc. _). Questa convenzione è poi stata omologata dal Pretore della Giurisdizione di __________ con sentenza 4 febbraio 1998 (cfr. doc. _). 1.2.   __________ (così come la sua famiglia) è stata assicurata contro le malattie presso la Cassa malati __________ dal 1° gennaio 1990 (cfr. doc. _) fino al 31 dicembre 1997 per le prestazioni di base. Con decisione formale 16 agosto 2002, la __________ ha invitato la signora __________ a versare l’importo di fr. 4'730.30, pari ai premi dell'assicurazione malattia sociale rimasti impagati da parte sua e dal marito, __________, a partire dal 1° gennaio 1997 e fino al 31 luglio 1997, nonché i premi dell'assicurazione malattia sociale rimasti impagati dall'assicurata dal 1° agosto 1997 al 31 dicembre 1997 (cfr. doc. _). Il successivo 18 settembre 2002 __________ si è opposta alla decisione intimatale dalla Cassa malati, evidenziando di non avere nessun obbligo contributivo nei confronti del marito, __________, dal quale vive separata già da tempo e con il quale ha liquidato il regime matrimoniale con convenzione del 4 agosto 1997. Ella ha inoltre osservato di non avere mai stipulato una copertura assicurativa con la __________ e di non avere mai ricevuto, prima del 4 marzo 2000, nessuna comunicazione o sollecito riguardo a premi rimasti impagati dal marito e di cui ella avrebbe dovuto assumersi l'onere (cfr. doc. _). 1.3.   Con decisione su opposizione del 6 novembre 2002 la Cassa malati ha rigettato l'opposizione interposta da __________, adducendo le seguenti motivazioni: " IN FATTO

1.   Fino al 31 dicembre 1997 l'opponente __________ era assicurata obbligatoriamente presso la __________ secondo la Legge federale sull'assicurazione malattia (LAMal). Con lettera del 16 novembre 2000 la __________ le aveva comunicato che erano anco­ra in sospeso premi d'assicurazione per il 1996 ed il 1997 dell'importo totale di fr. 6'823.50 e le aveva intimato di provvedere entro 20 giorni al versamento di tali arretrati.

2.   II 4 giugno 2002 fu di nuovo intimato all'opponente di pagare i premi ancora in sospeso del

1997. Poiché anche questa lettera di sollecito non ebbe come risultato il saldo degli arretrati, il 15 luglio 2002 la __________ fu costretta ad introdurre una procedura di ese­cuzione.

3.   Contro il rispettivo precetto esecutivo no. __________ dell'Ufficio esecuzione di __________ l'op­ponente fece opposizione il 14 agosto 2002. Questa opposizione fu rigettata mediante la decisione qui contestata. IN DIRITTO

4.   Secondo la giurisprudenza, le casse malati riconosciute hanno il diritto di rigettare un'op­posizione mediante decisione formale (DTF 121 V 110; RAMI 1993 K 919 pag. 126).

5.   L'assicurato è obbligato a versare i suoi premi mensili sia quando è in buona salute, sia quando è malato. È possibile un pagamento anticipato per due mesi, tre mesi, sei mesi o per un anno intero (art. 20.1 e 20.2 Regolamento Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, edizione 1997).

6.   Come la __________ ha dovuto constatare nella sua contabilità, l'importo totale dei premi arretrati dovuti dall'opponente per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-­sanitarie per l'anno 1997 ammontava a fr. 4'710.30 (7 x fr. 512.40 da gennaio fino a luglio 1997 solidale con __________, nonché 5 x fr. 224.70 da agosto fino a dicembre 1997).

7.   L'opponente non contesta di non aver rimborsato i premi dovuti arretrati, e neppure l'esat­tezza dell'ammontare dei suddetti premi. Invece essa afferma di non aver ricevuto "nes­suna richiesta di premi, nessuna comunicazione o sollecito". Questo stato di cose evi­dentemente non corrisponde al vero. Già nel 2000 furono richiesti all'opponente i premi d'assicurazione menzionati, dopo di che essa si fece persino rappresentare da uno studio legale. Nella sua lettera del 16 novembre 2000 all'allora rappresentante legale dell'oppo­nente, l'avvocatessa __________ la __________ aveva esposto dettagliatamente la situazione giuridica vigente concedendo all'opponente un ulteriore termine di pagamento di 20 giorni. Quindi, all'opponente è noto già da anni che è in arre­trato con i premi per l'anno 1997.

8.   Inoltre, per quanto riguarda i premi dal gennaio al luglio 1997, l'opponente dice di non essere responsabile solidale per gli arretrati del suo ex marito __________. Anche que­sta affermazione è evidentemente sbagliata. Infatti dalla decisione del Pretore della Giu­risdizione di __________ del 4 febbraio 1998 rispettivamente dalla sentenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni del 25 maggio 1999 fatte valere dall'opponente ri­sulta chiaramente che la reciproca responsabilità solidale fu abrogata solo per il 31 luglio 1997. La __________ aveva indicato anche questa circostanza già nella sua lettera del 16 novembre 2000 all'avv. __________.

9.   Infine l'opponente rimanda all'art. 21 cpv. 1 della Legge federale sul contratto d'assicu­razione (LCA). Così facendo non vede però che i premi richiesti dalla __________ ri­guardano l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo la LAMal, per cui la LCA non è applicabile. La __________ si attiene pertanto al fatto che i suddetti premi arretrati devono esserle rimborsati integralmente.

10. Giusta l'art. 20.5 del regolamento, la __________ ha inoltre il diritto di farsi rimborsare gli interessi di mora e le spese causate da debitori morosi, come spese per solleciti, esecu­zioni, ecc. Spetta pertanto all'opponente di rimborsare le spese di mora di un importo di fr. 20.--.

11. Riassumendo quindi risulta che l'importo globale dei premi arretrati dovuti dall'opponente fino al 31 dicembre 1997 ammonta a fr. 4'730.30 (premi arretrati pari ad un importo di fr. 4'710.30 per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie nonché fr. 20.-- a ti­tolo di spese di mora). La __________ ha pertanto a giusto titolo rigettato, mediante de­cisione del 16 agosto 2002, l'opposizione interposta relativamente a questo importo con­tro il precetto esecutivo n° __________ dell'Ufficio esecuzione di __________, ragione per cui la presente opposizione dev'essere integralmente respinta." (Doc. _) 1.4.   Con ricorso 6 dicembre 2002 l'assicurata ha chiesto al TCA di annullare la decisione impugnata, osservando: "1) __________ ex marito della ricorrente ha stipulato con la cassa malati __________ dal 1990 una polizza malattia per tutti i componenti della famiglia domiciliati in __________ (allegato _).

2)   In data 12 gennaio 1996 la Pretura di __________ ha autorizzato, per turbativa familiare, __________ a lasciare legalmente il domicilio di __________ (allegato _).

3)   In data 08 agosto 1997 tra la ricorrente e l'ex marito è stata stipulata una convenzione di separazione (allegato _), tale convenzione è stata omologata dalla Pretura di __________ in data 04 febbraio 1998 (allegato _).

4)   A seguito del cambio di domicilio e l'avvenuta separazione, l'ex marito della ricorrente quale contraente dava disdetta per il 31 dicembre 1997 della polizza malattia con la __________ per sé e per gli altri componenti del nucleo familiare assicurati (allegato _).

5)   In data 05 giugno 2000 la sottoscritta stipulava con l'ex marito una convenzione di divorzio (allegato _), nella quale al punto 7 era ribadito che il regime matrimoniale era già stato liquidato con la convenzione del 04 agosto 1997 (allegato _), omologata il 04 febbraio 1998. La Pretura di __________ ha sciolto con sentenza del 12 settembre 2000 il matrimonio della ricorrente, (allegato _).

6)   Con decorrenza 01 gennaio 1998 la ricorrente ha stipulato con la cassa malati __________ una polizza malattia per sé e per la figlia __________.

7)   In data 02 marzo 2000 la cassa malati __________ inviava alla ricorrente un richiamo di pagamento di Frs. 23'130,10 (allegato _), per presunti premi e partecipazioni non pagate dal mese di settembre 1996 al mese di febbraio 2000. II 16 marzo 2000 la ricorrente respingeva la richiesta della __________ e richiedeva una decisione formale della cassa malati in base all'art. 80 LAMAL (allegato _), cosa che la __________ non ha fatto nel tempo previsto di 30 giorni. Non avendo avuto risposta dalla __________, la ricorrente delegava lo studio Avv. __________ che ribadiva con scritto del 25 maggio 2000 (allegato _) l'estraneità della ricorrente chiedendo la chiusura della vertenza. La cassa malati __________ solo il 16 novembre 2000 rispondeva allo studio legale __________ (allegato _) portando le pretese per presunti premi non pagati, sino al 31 dicembre 1997, a Frs. 6'823,50 e allestendo con data 14 novembre 2000 una polizza a nome della ricorrente, valevole dal 01 agosto 1997 (allegato _).

8)   La __________ non ha avviato alcuna azione legale se non nel mese di agosto 2002 con l'emissione di un precetto esecutivo a nome della ricorrente datato 07 agosto 2002 per un importo di Frs. 4'710,30 (allegato _); la ricorrente ha fatto opposizione al citato precetto, respinta con decisione del 18 agosto 2002 (allegato _); ulteriore opposizione è stata presentata dalla ricorrente il 18 settembre 2002 (allegato _). La cassa malati __________ basa la sua richiesta di pagamento in merito alla responsabilità in solido di premi non pagati dall'ex marito per i periodi gennaio-luglio 1997, e ad una responsabilità personale della ricorrente per premi non pagati dal mese di agosto a dicembre 1997, motiva il fatto che i premi non sono stati richiesti prima del 2000 perché non a conoscenza del domicilio e dello stato civile della ricorrente (allegato _). Quanto sopra non corrisponde al vero perché la __________ già dal 1996, era a conoscenza del cambiamento di domicilio dell'ex marito e che la ricorrente aveva conservato il domicilio di __________, tanto che avvisata di questo fatto, la __________ inviava in data 08 febbraio 1996 un'offerta di variazione della polizza di malattia per la ricorrente e per la figlia __________ (allegato _). La __________, pur essendo al corrente già dal 1996 della separazione dall'ex marito, dei differenti domicili, dello stato di non convivenza, mai ha informato la ricorrente, sia come eventuale responsabile solidale, sia come assicurata, del credito vantato nei confronti dell'ex marito. La prima informazione avuta dalla __________ è pervenuta al domicilio della ricorrente il 02 marzo 2000, dopo oltre due anni dal termine della copertura assicurativa, ad avvenuta liquidazione del regime matrimoniale e per una morosità iniziata dal 1996. AI momento della separazione dall'ex marito la ricorrente, in buona fede non aveva alcuna conoscenza di eventuali crediti vantati dalla __________, nella convenzione di separazione omologata il 04 febbraio 1998 ha regolato con l'ex marito il regime matrimoniale, convenzione riconfermata con il divorzio del 12 settembre 2000. La ricorrente se fosse stata informata dalla __________ del credito vantato, prima dello scioglimento del regime matrimoniale, omologazione del 04 febbraio 1998, avrebbe potuto richiedere all'ex marito tramite il Pretore competente di sistemare la situazione. La __________ è sempre stata imprecisa nelle sue richieste alla ricorrente, nel mese di marzo 2000 richiedeva un pagamento di Frs. 23'120,10, nel mese di novembre 2000 un pagamento di Frs. 6'823,50, il precetto al quale si riferisce il presente ricorso è stato fatto per un importo di Frs. 4'710,30. La __________ è tenuta a motivare queste variazioni e su quali basi regola i vari conteggi, cosa che non ha mai fatto. La Cassa Malati __________ ha mancato nei confronti della ricorrente in relazione all'obbligo d'informazione, durante e successivamente il periodo di assicurazione, tale obbligo dell'assicuratore è previsto dall'art. 16 della LAMAL. La mancanza d'informazione da parte della __________, il lungo periodo trascorso dal termine dell'assicurazione nel dicembre 1997 senza informazione alcuna, ha causato alla sottoscritta un danno reale, quanto ricevuto dalla ricorrente dall'ex marito a liquidazione del regime matrimoniale per colpa della __________ non ha potuto tener conto del credito vantato. La LAMAL non prevede alcuna responsabilità solidale per premi non pagati; la responsabilità solidale, solo durante il regime matrimoniale, è prevista dal C.C. Anche la Legge Cantonale sulle Assicurazioni, regola i tempi che un assicuratore ha per esigere premi non corrisposti, tempi che la __________ non ha rispettato. Cosa più importante da rilevare, secondo il Codice delle Obbligazioni art. 128, il credito vantato dalla __________ si prescrive con una decorrenza di 5 anni, la prescrizione si interrompe mediante atto esecutivo ecc., art. 135 parte 2. L'esecuzione della __________ nei confronti della sottoscritta è stata effettuata con data 07 agosto 2002, i premi relativi alla cassa malati scadono mensilmente, pertanto i premi pretesi dalla __________ per il periodo da gennaio 1997 a luglio 1997 per un totale di Frs. 4'710,30 essendo trascorsi i 5 anni previsti sono da ritenersi caduti in prescrizione e non più esigibili a nessun titolo. Riguardo i premi successivi da agosto 1997 a dicembre 1997 per un totale di Frs. 1'123,50, la sottoscritta oltre che contestare l'importo perché ha ricevuto la polizza solo nel mese di novembre 2000 (allegato _) e non comprende su quale base è stato effettuato il calcolo, ritiene che il pagamento non possa essere preteso per quanto sopra riportato relativamente alla mancata informazione da parte della __________ e alla richiesta avvenuta solo dopo lo scioglimento del regime matrimoniale. La ricorrente è venuta a conoscenza nell'anno 2000 dall'ex marito che la __________ non gli ha rimborsato già dal 1996 spese medico sanitarie da lui sostenute, per se stesso, per la sottoscritta e la figlia __________. Tale credito che oggi vanta la ricorrente nei confronti della __________ per il 1997 ammonta a Frs. 3'150, 25 per il periodo gennaio/luglio 1997 (allegato _ da _ a _) e Frs. 644,80 per il periodo agosto/dicembre 1997 (allegato _ da _ a _). Per tali importi e in particolare per quelli relativi al periodo agosto/dicembre 1997 la ricorrente secondo quanto previsto dal Codice delle Obbligazioni, ne richiede la compensazione con quanto richiesto dalla __________. Per guanto sopra riportato, la ricorrente richiede al Tribunale di giudicare: II credito vantato dalla __________ per il periodo gennaio/luglio 2002 (data errata, i premi si riferiscono al 1997, n.d.r.) é nullo e non esigibile per prescrizione. La ricorrente non è tenuta al pagamento del credito vantato dalla __________ per il periodo agosto/dicembre 1997 per mancata informazione della Cassa malati, richiesta dopo l'avvenuto scioglimento del regime matrimoniale e per mancata decisione alla quale era tenuta, da emettere nel periodo di 30 giorni, come richiesto dalla ricorrente con raccomandata del 16 marzo 2000 (allegato _). Nell'ipotesi non fosse accettata dal Tribunale tale ipotesi, di giudicare compensato il Credito vantato dalla __________ con il credito vantato dalla ricorrente, secondo il Codice delle Obbligazioni." (Doc. _) 1.5.   Con risposta di causa del 22 gennaio 2003 la __________ ha proposto al TCA di respingere il ricorso, rilevando che: " (…)

1.   Fino al 31 dicembre 1997 la ricorrente era assicurata obbligatoriamente presso la __________ secondo la Legge federale sull'assicurazione malattia (LAMal). Con lettera del 16 risp. del 22 novembre 2000 la __________ le aveva comunicato che erano ancora in sospeso premi d'assicurazione per il 1996 ed il 1997 e le aveva intimato di provvedere entro 20 giorni al versamento di tali arretrati.

2.   II 4 giugno 2002 fu di nuovo intimato alla ricorrente di pagare i premi ancora in sospeso del 1997. Poiché anche questa lettera di sollecito non ebbe come risultato il saldo degli arretrati, il 15 luglio 2002 la __________ fu costretta ad introdurre una procedura di esecuzione.

3.   Contro il rispettivo precetto esecutivo no. 583089 dell'Ufficio esecuzione di __________ la ri­corrente fece opposizione il 14 agosto 2002. Con decisione formale del 16 agosto 2002 la __________ abrogò questa opposizione. L'opposizione sollevata in merito è stata respinta dalla __________ con la decisione su opposizione qui contestata del 6 no­vembre 2002. IN DIRITTO

1.   Secondo la giurisprudenza, le casse malati riconosciute hanno il diritto di abrogare un'opposizione mediante decisione formale (DTF 121 V 110; RAMI 1993 K 919 pag. 126).

2.   L'assicurato è obbligato a versare i suoi premi mensili sia quando è in buona salute, sia quando è malato. È possibile un pagamento anticipato per due mesi, tre mesi, sei mesi o per un anno intero (art. 20.1 e 20.2 Regolamento Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, edizione 1997).

3.   Come la __________ ha dovuto constatare nella sua contabilità, l'importo totale dei premi arretrati dovuti dalla ricorrente per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-­sanitarie per l'anno 1997 ammontava a fr. 4'710.30 (7 x fr. 512.40 da gennaio fino a lu­glio 1997 solidale con l'ex-marito __________, nonché 5 x fr. 224.70 da agosto fino a dicembre 1997).

4.   La ricorrente non contesta di non aver rimborsato i premi dovuti arretrati, e neppure l'esattezza dell'ammontare dei suddetti premi. Essa piuttosto rimprovera alla __________ di aver richiesto in tempi diversi per i premi arretrati sempre importi differenti. Que­sta circostanza però non significa che la __________ sia "sempre stata imprecisa nelle sue richieste". Infatti la situazione riguardo ai premi si modificava di continuo, tanto più che l'ex-marito della ricorrente - almeno fino al mese di agosto 1997 - era anch'esso de­bitore solidale dei premi. In ogni caso anche la ricorrente stessa non nega di non aver pagato i premi assicurativi per l'anno 1997.

5.   Oltre a questo la ricorrente sostiene di aver ricevuto dalla __________ solo nell'anno 2000 una polizza indicante i premi assicurativi che essa doveva pagare. Questo pale­semente non corrisponde alla verità. Anche se per l'anno 1997 la polizza della ricorrente come pure la rispettiva ricapitolazione dei premi per l'intera famiglia era stata spedita al marito di allora, __________, quale rappresentante legale, questo non significa che essa non fosse al corrente a riguardo dell'ammontare dei premi. Anche a seguito del di­vorzio essa non poteva supporre che con questo anche il rapporto assicurativo con la __________ si fosse sciolto. Inoltre anche l'ammontare del premio non si modificò con il cambiamento del suo stato civile. Di conseguenza la ricorrente sapeva - o per lo meno avrebbe potuto informarsi a questo riguardo presso la __________ - che era ancora tenuta a versare un premio mensile di fr. 224.70.

6.   Inoltre la ricorrente fa valere, che la richiesta dei premi mensili per i mesi da gennaio a luglio 1997, dopo la scadenza di cinque anni, è caduta in prescrizione. In merito a que­sto va rilevato:

a)  II Tribunale interpellato confermò per la prima volta con sentenza del 19 giugno 1998, che la decisione formale della __________ dell'8 giugno 1997, con la quale quest'ulti­ma aveva abrogato l'opposizione a riguardo di tutti premi arretrati della famiglia __________ (compresi quelli della ricorrente), era cresciuta in giudicato. Con sentenza del 25 maggio 1999 lo stesso Tribunale dichiarò che __________ era debitore dei premi nei confronti della __________ fino alla fine di giugno 1998. Inoltre espone quanto segue (pag. 13 e 14): " Un coniuge è quindi, ex lege, debitore solidale dei premi dell'assicurazione-malattie obbligatoria, stipulata dall'altro coniuge nel quadro della loro vita comune. La responsabilità di un coniuge per i debiti contratti dall'altro nel qua­dro dell'unione coniugale, è indipendente dal tipo di regime matrimo­niale in vigore fra di essi. Quest'ultimo avrà un'influenza soltanto in occasione della liquidazione del regime matrimoniale, che fa seguito, generalmente, al decesso di uno dei coniugi oppure al loro divorzio (Petitpierre/de Montmollin/Guinand/Hausheer, FJS n. 104, 1988, p. 11). In concreto, dalle tavole processuali emerge che la vita in comune fra __________ e sua moglie __________ è durata fino - al più tardi - al mese di agosto 1997 (cfr. convenzione sulle conseguenze accessorie della separazione stipulata il 4 agosto 1997, prodotta sub doc. _). Pertanto, la Cassa malati convenuta avrebbe avuto il diritto d'esigere dal ricorrente l'assunzione solidale dei premi afferenti all'assicura­zione della sua consorte, soltanto fino a tale data." Questa sentenza è stata tutelata integralmente dal Tribunale federale delle assicurazioni nella sua sentenza del 15 settembre 2000.

b)  Se si considera che la responsabilità solidale di __________ è stata confermata da parte del Tribunale fino al mese di agosto 1997, è chiaro che questa responsabilità sus­siste anche viceversa per la ricorrente. In ogni caso - come esposto - la richiesta dei premi della __________ nei confronti della ricorrente per i premi fino al 1° giugno 1997 è già passata in giudicato tramite sentenza del 19 giugno 1998 del TCA, e in questa sentenza la ricorrente è specificamente menzionata quale parte.

7.   Per quel che riguarda l'obbligo al pagamento dei premi della ricorrente dopo il suo divor­zio da __________ per il periodo fino a dicembre 1997, anche in questo caso la __________, con l'introduzione della procedura di esecuzione in data 15 luglio 2002 come pure il rilascio della rispettiva decisione formale in data 16 agosto 2002, ha intra­preso le necessarie azioni giuridiche entro il termine di cinque anni.

8.   Infine la ricorrente afferma di avere delle pretese di prestazioni nei confronti della __________, che vorrebbe compensare con i suoi arretrati "secondo quanto previsto dal Codice delle obbligazioni". Nella maggioranza delle leggi sulle assicurazioni sociali della Confederazione il diritto di compensazione è regolato in modo concordante nel senso che questo diritto spetta esclusivamente all'assicuratore sociale; le formulazioni legislative escludono un diritto di compensazione dell'assicurato. II motivo per questa regolamentazione concordante sta nel fatto, che unicamente l'assicuratore sociale è autorizzato a rilasciare delle decisioni formali, ossia a decidere unilateralmente e sovranamente sui diritti e obblighi dell'assi­curato (cfr. art. 5 PA). Da questo risulta anche la concessione unilaterale del diritto di compensazione all'assicuratore sociale, quindi anche all'assicuratore malattie (DTF 110 V 186). In conformità a ciò l'art. 17.1 del Regolamento (doc. _ della __________) sta­bilisce, che l'assicurato non ha alcun diritto di fare dei conteggi. Con altre parole l'assi­curato non può semplicemente detrarre delle prestazioni, alle quali presume di avere di­ritto, dalla richiesta dei premi della __________.

9.   Giusta l'art. 20.5 del regolamento, la __________ ha inoltre il diritto di farsi rimborsare gli interessi di mora e le spese causate da debitori morosi, come spese per solleciti, esecuzioni, ecc. Spetta pertanto alla ricorrente di rimborsare le spese di mora di un im­porto di fr. 20.--.

10. Riassumendo quindi risulta che l'importo totale dei premi arretrati dovuti dalla ricorrente fino al 31 dicembre 1997 ammonta a fr. 4'730.30 (premi arretrati pari ad um importo di fr. 4'710.30 per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie nonché fr. 20.-- a titolo di spese di mora). La __________ ha pertanto a giusto titolo rigettato, mediante decisione del 16 agosto 2002, l'opposizione interposta relativamente a questo importo contro il precetto esecutivo n° __________ dell'Ufficio esecuzione di __________, ragione per cui il presente ricorso dev'essere integralmente respinto." (Doc. _) 1.6.   In data 7 febbraio 2003 l'assicurata ha osservato: " (…)

1)   La __________ riferisce nella sua risposta di causa che la ricorrente non ha contestato i premi richiesti, quest'affermazione non è vera, nel ricorso presentato al vostro Tribunale, la ricorrente a pagina 3 contesta i premi, chiedendo alla __________ di motivare i vari importi richiesti nel tempo e su quali basi questi conteggi erano regolati. Passare da una richiesta di 23'120,10 Frs. a 4'710,30 Frs. senza alcuna motivazione é giustamente poco chiaro. La __________ afferma che i premi si modificavano di continuo, ma su quali basi, perché. La __________ non ha dato alcuna risposta o chiarimento in merito.

2)   La __________ dice di aver comunicato nel 1997 all'ex marito della ricorrente i premi assicurativi da pagare e che la ricorrente doveva esserne al corrente prima del 02 marzo 2000. L'affermazione non corrisponde al vero, a seguito separazione, l'ex marito della ricorrente dal 1996 abitava in __________ a __________, mentre la ricorrente aveva conservato il proprio domicilio a __________. Questa particolarità era ben conosciuta alla __________ dal 1996 (vedere prove presentate nel ricorso alla lettera _) e anche potendo inviare all'indirizzo della ricorrente le sue pretese, non ha mai fatto nulla. Le affermazioni della __________ non rispecchiano la realtà e le prove presentate dalla ricorrente la smentiscono, la __________ ha mancato, pur avendo la possibilità e la conoscenza del suo domicilio d'informare la ricorrente.

3)   Per i premi dalla __________ per il periodo gennaio 1997 luglio 1997 (512,40 x 7) per un importo di Frs. 3'586,80, secondo il C.O. e quanto citato nel ricorso, la richiesta é caduta in prescrizione perché trascorsi 5 anni. La __________ vuole far cadere questa prescrizione asserendo che una sentenza del 25 maggio 1999 confermata dal Tribunale Federale in data 15 settembre 2000, avrebbe sentenziato che la ricorrente era responsabile del pagamento di questi premi in forma solidale con il marito. Quanto vuol far credere la __________ non è assolutamente vero perché: La sentenza citata, della quale la ricorrente è venuta a conoscenza solo tramite il legale della __________ nell'anno 2000, tratta il periodo di premi da luglio 1997 a dicembre 1997, riporta esclusivamente considerazioni sulla responsabilità solidale dei coniugi, e su quello che la __________ avrebbe potuto fare o richiedere a __________, ma che non ha fatto, non sentenzia nulla nei confronti della ricorrente. Tra l'altro il Tribunale Cantonale a pag. 15 della sentenza della quale si presenta copia (allegato n. _) cita: " In siffatte condizioni, se l'assicuratore-malattia convenuto ha preteso un pagamento integrale dei premi, anche per un periodo posteriore alla sospensione della sua vita in comune con la moglie, rispettivamente, all'attribuzione a quest'ultima dell'autorità parentale sulla figlia __________, ciò è potuto accadere in ragione di un'assenza di diligenza da parte di __________, giusta l'art. 12.6 Reg. ne deve ora sopportare le conseguenze. Al ricorrente rimane, beninteso, riservata la facoltà di richiedere alla moglie il Rimborso di quei premi assicurativi che non avrebbero dovuto essere da lui assunti............." e il Tribunale Federale a pag. 6 (allegato

n. _) cita: " ne discende che egli avrebbe dovuto agire senza indugio già nell'anno 1997, non avendolo fatto, nulla può esimerlo dal pagamento dei premi assicurativi, dovuti alla Cassa opponente per la moglie e la figlia sino a giugno 1998" Le conclusioni delle citate sentenze riguardano esclusivamente __________ e non la ricorrente, si riferiscono a premi dal mese di luglio 1997 a giugno 1998, non da gennaio 1997 come affermato dalla __________ che richiede il pagamento in forma solidale (allegato n. _). Quanto dichiara e sentenzia il Tribunale a pag. 16 della citata sentenza è riferito esclusivamente ad __________ (allegato n. _), non cita minimamente __________, alla quale le citate sentenze non sono mai state notificate non essendo parte in causa, così mai altre sentenze che riguardano l'ex marito, nella questione con la __________, sono state notificate alla ricorrente come parte in causa o anche solo per conoscenza o abbiano condannato la ricorrente quale responsabile solidale. Quanto richiede la __________ è lesivo del diritto della ricorrente, che in merito alle sentenze citate, o altre, non ha avuto alcun modo di ricorso perché non informata. Le sentenze citate dalla __________ nella sua risposta di causa, nei confronti di __________, non sono pertanto vincolanti e/o cresciute in giudicato per la ricorrente, non comportano l'interruzione del periodo di prescrizione.

4)   Per i premi che vanno da agosto 1997 a dicembre 1997 per un importo di Fr. 1'123.50 la ricorrente ritiene che la __________ non avendola informata del mancato pagamento da parte dell'ex marito prima dell'accordo di separazione e conseguentemente divorzio, abbia arrecato un danno materiale del quale deve rispondere.

5)   II credito vantato dalla ricorrente nei confronti della __________ e del quale è venuta a conoscenza nel 2000, per spese medico sanitarie da agosto 1997 a dicembre 1997 essendo pienamente giustificato dalla documentazione inviata alla __________ e al vostro Tribunale può essere compensato con i premi richiesti dalla Cassa Malati. Il comportamento della __________ di non accettare spese medico sanitarie ampiamente documentate è contrario alla legge sull'assicurazione malattia. (…)" (Doc. _) 1.7.   Con scritto datato 17 febbraio 2003 la __________ ha rilevato quanto segue: " (…)

1.   Una parte dei premi assicurativi inizialmente arretrati è già stata pagata. Ne resta un importo non versato di fr. 4'710.30. La __________ si attiene che la ricorrente non ha contestato di non aver rimborsato i premi dovuti arretrati, e neppure l'esattezza dell'ammontare dei sud­detti premi. Quindi l'esecuzione dei premi arretrati è stata introdotta a giusto titolo. 2. Come abbiamo già scritto nella nostra risposta di causa del 22 gennaio 2003, il Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) ha esplicitamente esposto nella sua sentenza del 25 maggio 1999 (doc. _, passata in giudicato!) che, "dalle tavole processuali' emergeva che la vita in comune fra __________ e sua moglie __________ era durata "fino - al più tardi - al me­se di agosto 1997 (sentenza, pag. 14, cif. 2.8.2.7). Anche quando si guarda la prima pagina dell'anteriore sentenza del TCA del 19 giugno 1998 (doc. _), è evidente che la famiglia __________ aveva lo stesso domicilio (la ricorrente compresa), cioè __________ nel momento della presentazione del ricorso del 27 novembre

1997. Non si vede perché la responsabilità solidale di __________ esisteva per lo meno fino al mese di agosto 1997, invece la res­ponsabilità solidale della ricorrente, per lo stesso periodo di premi, sarebbe negata. Questo non pare logico. Ora, la ricorrente non riesce a sottrarsi ai suoi obblighi di premi con un semplice rimando a un domicilio differente. 3. Per quel che riguarda i premi assicurativi fino al 1° giugno 1997, già esiste una decisione passata in giudicato (la sentenza del 19 giugno 1998 del TCA) che qualifica la ricorrente chiaramente come parte! Non è corretto che il TCA in questa sentenza si riferisca esclusi­vamente ad __________, come la ricorrente pretende, anche se quest'ultimo esercitava la funzione del rappresentante della sua famiglia intera. 4. Per quel che riguarda i premi assicurativi dopo il divorzio della ricorrente, è da menzionare che il Codice delle obbligazioni (CO) non è applicabile per le relazioni tra l'assicuratore ma­lattie e l'assicurato secondo la LAMal. Quindi la ricorrente non può richiamarsi al termine di prescrizione secondo il CO. Per quel che riguarda il termine di perenzione (non di prescri­zione!) nel diritto delle assicurazioni sociali, la __________ ha già esposto che con l'intro­duzione della procedura di esecuzione in data 15 luglio 2002 come pure il rilascio della ris­pettiva decisione formale in data 16 agosto 2002, quest'ultima ha intrapreso le necessarie azioni giuridiche entro il termine di cinque anni (cfr. DTF 122 V 333 consid. 3a).

5.   Per i motivi esposti ci atteniamo che il ricorso del 6 dicembre 2002 dev'essere integralmente respinto." (Doc. _) 1.8.   In data 24 febbraio 2003 l'assicurata ha ancora osservato: " (…) Le osservazioni sono fatte in merito ai 5 punti posti nella lettera della __________ del 17 febbraio 2003.

1)   Nessun premio assicurativo che la __________ ritiene arretrato e contestato alla ricorrente dall'anno 2000, è stato pagato dalla ricorrente e alla stessa non risulta che l'ex marito abbia effettuato alcun pagamento, non é pertanto vero quello che vuol far credere la __________ che somme arretrate siano state pagate. I conteggi della __________ sono stati sempre contestati dalla ricorrente, proprio per questa mancanza di chiarezza, come per il fatto di aver emesso una polizza in nome della sottoscritta per l'anno 1997 nell'anno 2000. La ricorrente riconferma la sua contestazione per le somme richieste dalla __________ per la mancata chiarezza nella documentazione delle stesse.

2)   E' chiaro dai documenti presentati dalla ricorrente che la __________ era a conoscenza del suo domicilio a __________ sin dal 1996, lo prova la proposta d'assicurazione inviata dalla __________ alla ricorrente in data 08 febbraio 1996 dopo che la __________ era stata avvisata dalla ricorrente della separazione di fatto e il cambio d'abitazione del marito. Come responsabile solidale la ricorrente doveva essere avvisata dalla __________ per tutti gli atti che la riguardavano, cosa che invece la __________ non ha mai fatto, anche conoscendo il reale domicilio della ricorrente. La __________ sino al 02 marzo 2000 non ha mai comunicato nulla al domicilio della ricorrente. La ricorrente non ha mai cambiato domicilio ha sempre abitato nel comune di __________ ininterrottamente dal 01.09.1985 come da certificato di domicilio allegato (allegato _), ha sempre mantenuto il numero telefonico a conoscenza della __________ agenzia di __________, e anche se la __________ avesse avuto amnesie nel non ricordare l'indirizzo della ricorrente, sarebbe bastata una richiesta d'informazioni al controllo abitanti di __________ o alle informazioni telefoniche.

3)   Nessuna sentenza passata in giudicato è mai stata notificata alla ricorrente e comunque non risulta nessuna sentenza in nome della sottoscritta, l'ex marito è l'unico citato nella sentenza alla quale si riferisce la __________, chiaramente sarà intervenuto come contraente delle polizze malattia con la __________, rimane comunque che la ricorrente quale responsabile solidale non é mai stata informata dei fatti né dalla __________ né da nessun Tribunale. Per la ricorrente le sentenze alle quali fa menzione la __________ non hanno pertanto alcun valore poiché non parte in causa e non a conoscenza.

4)   Per i premi che vanno da gennaio a luglio 1997 questi non possono più essere vantati dalla __________ a nessun titolo, la prescrizione citata dalla ricorrente è quella che produce l'estinzione di un eventuale diritto della __________, questo diritto è caduto nel termine di perenzione per i premi da gennaio a luglio 1997, rispettivamente nei mesi da gennaio a luglio 2002 essendo per ogni rispettivo mese trascorso il periodo di 5 anni, il termine si è interrotto con le azioni promosse dalla __________ il 07 agosto 2002 con il precetto esecutivo e con il rigetto dell'opposizione del 16 agosto 2002. Tutto quanto riguarda i premi da gennaio a luglio 1997 è stato intrapreso dalla __________ dopo il periodo di 5 anni e non prima come vuol far credere la Cassa Malati.

5)   Per le osservazioni riportate, il ricorso e le ulteriori prove presentate, la ricorrente chiede al vostro Spettabile Tribunale, la conferma delle proprie richieste contenute nei documenti prodotti e l'annullamento delle pretese della __________." (Doc. _) 1.9.   Con scritto del 28 febbraio 2003 la __________ ha comunicato: " (…) Nelle sue osservazioni del 24 febbraio 2003 la ricorrente ripete i suoi argomenti già conosciuti. Per questo motivo, la __________ si attiene integralmente alle sue argomentazioni esposte nei suoi scritti finora. Particolarmente ritiene che la responsabilità solidale di __________ confermata dal Tribunale è altrettanto valida per la ricorrente." (Doc. _) 1.10.   Pendente causa il TCA ha chiesto alla __________: " vi invitiamo ad indicarci, producendo la relativa documentazione, se avete proceduto nei confronti di __________ all'incasso della somma di fr. 5'604 oltre interessi per premi assicurativi impagati da parte di __________, sua moglie __________ e sua figlia __________ nel periodo compreso fra il 9 dicembre 1996 e il 1° giugno 1997, come indicato nella decisione dell'8 giugno 1997 della __________, contro la quale __________ ha fatto un'opposizione dichiarata irricevibile per intempestività dalla Cassa malati con decisione del 23 ottobre 1997, conclusione confermata dal TCA con sentenza del 19 giugno 1998 e dal TFA con decisione del 21 dicembre 1998." (Doc. _) Con scritto datato 17 luglio 2003 la __________ ha risposto: " Le inviamo copia della nostra domanda di proseguire l'esecuzione del 25 gennaio 1999 e il verbale di pignoramento (attestato carenza beni) corrispondente del 5 febbraio 1999 come conseguenza della sentenza del TFA del 21 dicembre 1998 concernente il signor __________." (Doc. _) Il doc. _ e il doc. _ sono stati trasmessi all'assicurata per conoscenza (cfr. doc. _). in diritto In ordine 2.1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98). Nel merito 2.2.   Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che tuttavia non è applicabile al caso di specie considerato che il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo (STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b). Per cui ogni riferimento alle norme applicabili in concreto va inteso nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002. 2.3.   Oggetto della lite è l'obbligo di __________ di tacitare, a titolo solidale (visto l'attestato di carenza beni del 5 febbraio 1999 nei confronti di __________, cfr. doc. _), i premi per l'assicurazione malattia sociale secondo la LAMal, dovuti dal marito e dall'assicurata stessa a partire dal 1° gennaio 1997 fino al 31 luglio 1997 e i premi per l'assicurazione malattia sociale secondo la LAMal dell'assicurata dal 1° agosto 1997 al 31 dicembre 1997. La ricorrente contesta questo obbligo adducendo di vivere separata dal marito; di non avere mai ricevuto nessuna comunicazione da parte della Cassa malati in merito a presunti premi impagati; che in ogni caso i premi arretrati concernenti il periodo gennaio-luglio 1997 sono ormai caduti in prescrizione e quelli relativi al periodo agosto-dicembre 1997 sono da compensare con il credito vantato da __________ nei confronti della Cassa malati. Giusta l'art. 61 LAMal, l'assicurato è tenuto al pagamento dei premi fintanto che dura l'affiliazione (art. 89-92 OAMal; cfr. STFA 30.6.1998 in re M. e P. c. C.M.H., inedita). Il pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi da parte dell'assicurato è necessario per il finanziamento dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e quindi per l'esecuzione della legge; secondo la volontà del legislatore gli assicuratori malattia devono quindi far valere le proprie pretese in via esecutiva secondo la LEF (cfr. art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125 V 273 consid. 6c). In caso di mora dell'assicurato l'art. 9 OAMal prevede che: " 1 Se, nonostante diffida, l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa sfocia in un attestato di carenza di beni, l’assicuratore ne informa la competente autorità d’assistenza sociale. Sono salve le disposizioni cantonali che contemplano la previa notifica all’autorità preposta alla riduzione dei premi." Per l'art. 20 cpv. 1 LCAMal, inoltre, il Consiglio di Stato designa l'autorità di assistenza sociale per il pagamento dei crediti irrecuperabili relativi alle prestazioni obbligatorie previste dalla legislazione federale. Per il capoverso 3, prima di procedere al pagamento dei crediti irrecuperabili, l'istanza competente applica il sussidio per la riduzione dei premi. Per l'art. 21 LCAMal, inoltre, l'istanza designata dal Consiglio di Stato esige che l'assicuratore promuova una nuova procedura esecutiva, se è a conoscenza di circostanze che lo giustificano. Per l'art. 82 cpv. 1 del relativo Regolamento d'applicazione l’assicuratore malattie che a seguito della procedura esecutiva di cui alla LCAMal ottiene un attestato di carenza di beni definitivo o un certificato di insolvenza, può chiedere all’Istituto delle assicurazioni sociali il pagamento dei crediti irrecuperabili, incluse le spese esecutive, ma esclusi gli interessi. Per il capoverso 4 l'Istituto delle assicurazioni sociali emana le direttive di procedura. La cifra 4.2. delle direttive emanate il 31 maggio 1999 dall'IAS relative alla richiesta di pagamento allo Stato dei premi LAMal e delle partecipazioni alle spese di cura legate all'assicurazione obbligatoria prevede che: " Se per un assicurato fossero stati rilasciati due attestati di carenza di beni in un periodo di 24 mesi (dal momento della richiesta di pagamento allo Stato), l'assicuratore malattie è dispensato dall'avviare una nuova procedura esecutiva, sempre che produca una dichiarazione di insolvenza rilasciata dall'UEF. osservazione L'assicuratore malattie che dopo due procedure esecutive promosse nell'arco di 2 anni ha ottenuto due attestati di carenza di beni (ACB), deve richiedere, per le istanze di pagamento seguenti, il rilascio di una dichiarazione d'insolvenza all'UEF, in quanto si presume che anche successive procedure sfoceranno sempre in ACB. Ciò per evitare inutili spese esecutive. Lo Stato non riconoscerà più le spese esecutive per una terza o ulteriori procedure esecutive promosse sempre nel corso dei 24 mesi." ed ancora, alla cifra 4.8. delle medesime direttive: " In ossequio alla giurisprudenza oggi conosciuta, se viene rilasciato un attestato di carenza di beni (ACB) o una dichiarazione di insolvenza per assicurati coniugati, la procedura esecutiva o il rilascio della dichiarazione di insolvenza deve essere richiesto anche per il coniuge quando il contratto assicurativo è stato sottoscritto durante li periodo matrimoniale . Se per contro il contratto assicurativo è stato stipulato prima del matrimonio, la procedura esecutiva nei confronti dell'altro coniuge non è ammessa . In situazione di procedura esecutiva ammessa nei confronti dell'altro coniuge, non entra in linea di conto il tipo di regime matrimoniale (in particolare non è tenuta in considerazione un'eventuale separazione dei beni)." 2.4.   Nel merito, in via preliminare occorre rilevare che il problema della responsabilità solidale tra coniugi va risolto alla luce del diritto privato, nella misura in cui esso è compatibile con il diritto delle assicurazioni sociali, non prevedendo la LAMal alcunché in tal senso (RAMI 1993 p. 85 consid. 2b; DTF 119 V 16). 2.5.   Per l'art. 163 CCS, intitolato mantenimento della famiglia, " 1 I coniugi provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito mantenimento della famiglia. 2 Essi s’intendono sul loro contributo rispettivo, segnatamente circa le prestazioni pecuniarie, il governo della casa, la cura della prole o l’assistenza nella professione o nell’impresa dell’altro. 3 In tale ambito, tengono conto dei bisogni dell’unione coniugale e della loro situazione personale". Secondo l'art. 166 CCS " 1 Durante la vita comune, ciascun coniuge rappresenta l’unione coniugale per i bisogni correnti della famiglia. 2 Per gli altri bisogni, un coniuge rappresenta l’unione coniugale soltanto se:

1. è stato autorizzato dall’altro o dal giudice;

2. l’affare non consente una dilazione e l’altro coniuge è impossibilitato a dare il proprio consenso per malattia, assenza o analoghi motivi. 3 Con i propri atti, ciascun coniuge obbliga se stesso e, in quanto non ecceda il potere di rappresentanza in modo riconoscibile dai terzi, solidalmente anche l’altro." Il TF e il TFA hanno già avuto modo di sancire che il pagamento dei premi alle assicurazioni sociali fa parte del "debito mantenimento della famiglia" secondo l'art. 163 cpv. 1 CCS (DTF 125 V 430 consid. 3b e dottrina citata; RAMI 2/2000 p. 79 cfr. anche DTF 119 V 25 consid. 6a; DTF 112 II 404 consid. 6; Eugster, Krankenversicherung, in Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit, Basilea 1998, p. 182 no. 337). Sia la conclusione di un'assicurazione malattia obbligatoria che il cambiamento di assicuratore sono stati inoltre considerati come facenti parte dei bisogni correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166 cpv. 1 CCS (Eugster op. cit. p. 182 e giurisprudenza federale citata alla N 815). Di conseguenza, alla luce dell'art. 166 cpv. 3 CCS, i coniugi rispondono solidalmente tra di loro per i premi rimasti impagati, indipendentemente dal regime matrimoniale scelto (DTF 119 V 21 consid. 4e), fintanto che vivono insieme (RAMI 1993 n. 914 pag. 83). Recentemente il TFA, con sentenza del 18 ottobre 2002 nella causa R. (K 60/00), pubblicata in DTF 129 V 90, ha precisato la sua giurisprudenza nei seguenti termini: " (…) Nach herrschender Lehre erfasst der Unterhalt nach Art. 163 Abs. 1 ZGB als Haushaltskosten alle grundlegenden Bedürfnisse, insbesondere auch die Versicherungen (Kranken-, Unfall-, Lebens-, Haftpflichtversicherungen) (Berner Kommentar, Das Familienrecht, 2. Teilband, N 9 zu Art. 163). Zu diesem Unterhaltsbedarf gehören somit die Versicherungen und die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an Sozialversicherungen im weitesten Sinn, namentlich die Prämien für Krankenkassen (Hasenböhler, Kommentar zum schweizerischen Privatrecht, Schweizerisches Zivilgesetzbuch I, N 8 und 11 zu Art. 163; Zürcher Kommentar, Das Familienrecht, Teilband II 1c, N 34 zu Art. 163; Deschenaux/ Steinauer/Baddeley, Les effets du mariage, S. 219 N 473). Stellen könnte sich lediglich die - vorliegend unerhebliche - Frage, ob die obligatorische soziale Krankenversicherung (Grundversicherung) als ausreichend anzusehen ist, oder ob - angesichts der Prämienhöhe - Zusatzversicherungen in den Unterhaltskosten eingeschlossen sind (Berner Kommentar, N 16 ff. zu Art. 163 und N 54 zu Art. 166; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, a.a.0. S. 193 N 400 und S. 220 N 473; Hausheer/Geiser/Kobel, Das Eherecht des Schweizerischen Zivilgesetzbuches, S. 60 N 08.06). Auch die Frage, ob der Abschluss einer Krankenversicherung den laufenden Bedürfnissen der Familie im Sinne von Art. 166 Abs. 1 ZGB zuzuordnen ist, wird nach herrschender Lehre bejaht (Hasenböhler, a.a.0. N 7 zu Art. 166; Hegnauer/Breitschmid, Grundriss des Eherechts, S. 191 N 18.07). Der Radius des laufenden Familienbedarfs erstreckt sich namentlich auf die Versicherung der Familienmitglieder bei einer Krankenkasse (Zürcher Kommentar, Das Familienrecht, Teilband II 1c, N 39 zu Art. 166). Die Bedürfnisse der Familie nach Art. 166 Abs. 1 ZGB betreffen zwar den Unterhalt gemäss Art. 163 ZGB. Diesem kommt aber eine umfassendere Bedeutung zu (BGE 119 V 24 f. Erw. 6). So bedeutet der Unterhalt nach Art. 163 ZGB auf alle Fälle die obere Begrenzung für die Bedürfnisse der Familie. Der Abschluss von Versicherungen für die Familienmitglieder (insbesondere Krankenversicherung) und die entsprechenden Prämien gehören daher zu den Bedürfnissen der Familie gemäss Art. 166 ZGB im Sinne der Gewährleistung einer ausreichenden Grundversorgung (Berner Kommentar, Das Familienrecht, 2. Teilband, N 38, 39a und 40 zu Art. 166). Diesbezüglich wollte der Reformgesetzgeber von Art. 166 Abs. 3 ZGB die Haftung spiegelbildlich zur Vertretungsbefugnis regeln und in beiden Bereichen die Gleichstellung der Ehegatten verwirklichen. Er hat deshalb neu eine primäre und gleichrangige Haftung der Ehegatten eingeführt. Jeder von ihnen verpflichtet durch sein rechtsgeschäftliches Handeln sowohl sich persönlich als auch den anderen. Diese Solidarhaftung wird bereits bei Vorhandensein der objektiven Voraussetzungen gemäss Art. 166 Abs. 1 oder 2 ZGB ausgelöst, unabhängig davon, in wessen Namen der handelnde Ehegatte tätig wurde und ohne Rücksicht darauf, ob der Dritte vom Verheiratetsein seines Vertragspartners wusste oder nicht (Hasenböhler, a.a.0. N 19 zu Art. 166). (…) Gemäss Vorinstanz würde die Anwendung der in BGE 119 V 16 publizierten Rechtsprechung nach Einführung des Obligatoriums unter Umständen zu einer ungleichen Behandlung der Versicherten führen. Wenn eine versicherte Person nach dem 1. Januar 1996 heirate und nach der Eheschliessung bei der gleichen Krankenkasse bleibe, hafte der Ehepartner nicht für Prämien des anderen Ehegatten, die nach der Heirat fällig wurden. Dagegen sei der Ehegatte solidarisch haftbar, wenn der andere Ehegatte nach der Heirat den Krankenversicherer wechsle. Dass die Prämien für die obligatorische Krankenpflegeversicherung das gesamte Familieneinkommen tangieren - und damit beide Ehegatten für die Prämien der obligatorischen Versicherung solidarisch haften -, könne auch aus der Regelung betreffend Prämienverbilligung geschlossen werden. Das Krankenversicherungsgesetz sehe eine Prämienverbilligung  für Versicherte in bescheidenen Verhältnissen vor (Art. 65 KVG). Davon sollen der Versicherte und seine Familienangehörigen profitieren. Für die Auszahlung von Prämienverbilligung sei nicht relevant, ob die Kassenmitgliedschaft während des Zusammenlebens oder im Hinblick auf die Heirat erlangt wurde. Massgebend seien vielmehr die finanziellen Verhältnisse, insbesondere das steuerbare Einkommen einer Familie. Werde die ganze Familie mit Prämienverbilligungen begünstigt, unabhängig vom Zeitpunkt, in dem das Versicherungsverhältnis begründet wurde, seien ebenfalls die Prämien für die obligatorische Krankenpflegeversicherung als Auslage für die laufenden Bedürfnisse der Familie, unbeachtlich des Zeitpunktes des Abschlusses des Versicherungsverhältnisses, zu betrachten. Schliesslich sei zu beachten, dass die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an Sozialversicherungen zum Unterhaltsbedarf nach Art. 163 ZGB gehören. (…) Auf Grund dieser Ausführungen und nachdem auf den 1. Januar 1996 das Obligatorium der Krankenpflegeversicherung eingeführt wurde, kann an der bisherigen Rechtsprechung des Eidgenössischen Versicherungsgerichts nicht festgehalten werden. In der Tat ist zu beachten, dass nach neuem Recht jede Person mit Wohnsitz in der Schweiz versicherungspflichtig ist, weshalb sie bei der Heirat nach dem 1. Januar 1996 ohnehin eine obligatorische Versicherung abgeschlossen hat. Die daraus anfallenden Prämien stellen daher voraussehbare Auslagen dar, die im Budget eines Haushaltes zu berücksichtigen sind. Diese Lösung rechtfertigt sich sodann auch unter Beachtung des Gleichbehandlungsgebots und der Regelung betreffend Prämienverbilligung sowie in Anbetracht der Tatsache, dass die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an Sozialversicherungen zum Unterhaltsbedarf nach Art. 163 ZGB gehören. Daraus folgt, dass die solidarische Haftung des für Beitragsschulden belangten Ehegatten im Sinne von Art. 166 Abs. 1 und 3 ZGB nach Einführung der obligatorischen Krankenversicherung ungeachtet dessen eintritt, ob das der Beitragsforderung zugrunde liegende Versicherungsverhältnis während des ehelichen Zusammenlebens oder im Hinblick auf familiäre Bedürfnisse begründet worden ist." In sostanza i coniugi che sono nella necessità di instaurare relazioni con terze persone nell’interesse della coppia o della famiglia – compresa la necessità di una assicurazione di base per la copertura delle malattie - rappresentano l’unione coniugale nella misura in cui gestiscono i bisogni correnti della coppia stessa o della famiglia. Affinché ciò possa avvenire, e quindi affinché un coniuge possa essere legalmente rappresentato dall’altro, e quindi affinché nasca una responsabilità solidale per i debiti contratti da uno dei coniugi per i bisogni correnti dell’unione coniugale, occorre che le obbligazioni contratte servano ai bisogni correnti della famiglia. Nella sentenza federale citata (cfr. STFA del 18 ottobre 2002 nella causa R, K 60/00) la nostra Massima Istanza ha avuto modo di precisare che con l'entrata in vigore dell'assicurazione malattia obbligatoria un coniuge risponde solidalmente, ex art. 166 CC, per i debiti contributivi dell'altro coniuge indipendentemente dal fatto che il rapporto di assicurazione a fondamento del credito contributivo sia stato costituito durante la vita comune oppure per soddisfare dei bisogni correnti della famiglia. Il potere di rappresentanza cessa quando sia sospesa la vita in comune dei coniugi (v. Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., no. 363 e segg. pag. 179 e segg.). Occorre allora chiedersi cosa succeda in caso di sospensione della vita in comune dei coniugi per i debiti contratti nei confronti dei terzi in buona fede. Il Messaggio del Consiglio Federale (1979, no. 215.21 e no. 182) relativo alla modifica della norma in questione non risolve la questione mentre la più recente dottrina ritiene che non debba essere protetta la buona fede del terzo contraente al fine di non avvantaggiarlo indebitamente nella sua veste di creditore, da un lato, e per la necessaria protezione del coniuge del debitore (in questo senso: Gilles Petitpierre et al. In FJS103 a 106, in particolare 104, Ginevra 1988; M. Stettler, Droit Civil III, Effets généraux du mariage (art. 159 – 180 CC), Friborgo, 1992, n. 175; C. Hegnauer e P. Breitschmid: Grundriss des Eherechts, 3. Ed., Berna 1993, n. 18.05; V. Bräm e F. Hasenböhler, Das Familienrecht: Die Wirkung der Ehe im allgemeinen (art. 159 – 180), commentario zurighese, Tomo II/1c, 3 ed., Zurigo 1993 – 1997, n. 29 ad art. 166; ed altri; contra Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., no. 367) In proposito Eugster (op. cit., p. 182 N 817) precisa, rinviando a DTF 119 V 24 consid. 6a che: " Die Vertretung der ehelichen Gemeinschaft und damit die solidarische Haftung entfällt mit Aufhebung des gemeinsamen Haushaltes ohne Rücksicht auf den guten Glauben des Dritten. Die Aufhebung des gemeinsamen Haushalts bedarf keiner richterlicher Bewilligung (Hegnauer/Breitschmid, p. 180ss N 17.45, 17.46, 18.05)." Questo TCA si è allineato alla convincente opinione della dottrina maggioritaria, che vuole evitare di avvantaggiare immotivatamente il creditore in caso di debito dovuto da coniugi di fatto separati e che tende comunque alla protezione del coniuge separato del debitore, in un caso recente (TCA __________ in re __ ancora sub judice) in cui due coniugi - dopo il matrimonio - avevano interrotto la vita in comune a seguito di un tentativo di conciliazione fallito dinanzi al Pretore. In quella sentenza era stato ritenuto come non fosse: " sempre di meridiana evidenza accertare quando due coniugi non vivono più in comune. La sospensione della vita comune potrà risultare sia da una decisione giudiziaria che da un accordo delle parti rispettivamente ancora dalle circostanze. Si tratta sostanzialmente di casi in cui i coniugi non intendono più mantenere una vita coniugale rispettivamente i casi in cui la stessa ha cessato di sussistere. Come detto una distinzione netta non sempre appare evidente, come rammentano Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., nota 25 a pié della pagina 179: "                                                                             la volonté des époux de maintenir l’union en tant que communauté de destin est particulièrement importante pour déterminer si le pouvoir de représentation au sens de l’art. 166 subsiste alors qu’une vie de couple n’est pas possible (séjour prolongé à l’hôpital ou en prison)." Come indicato, quindi, una volta accertato il venir meno di una vita in comune dei coniugi cessa la rappresentanza dell’unione coniugale e la solidarietà degli sposi per i debiti contratti dal consorte. 2.6.   Trattandosi in concreto di premi assicurativi relativi al periodo compreso fra il 1° gennaio 1997 e il 31 dicembre 1997 occorre preliminarmente esaminare se, come preteso dalla ricorrente, l'importo chiesto in pagamento dall'amministrazione è perento. Il TFA, in una sentenza del 30 aprile 1996, pubblicata in DTF 122 V 331, ha precisato quanto segue: " a) A ragione i giudici di prime cure hanno constatato che la LAMI non contiene disposizioni disciplinanti la prescrizione dei crediti relativi ai premi assicurativi e che al riguardo nulla dicono le disposizioni interne della Cassa malati __________. Non può invece essere tutelato il parere della giurisdizione cantonale quando essa afferma che troverebbero applicazione in concreto le norme riguardanti l'estinzione delle obbligazioni secondo il Codice delle obbligazioni: queste disposizioni prevedono che le azioni per prestazioni periodiche si prescrivono con il decorso di 5 anni (art. 128 cifra 1 CO), che la prescrizione è interrotta mediante atti di esecuzione (art. 135 cifra 2 CO), e che con l'interruzione incomincia a decorrere una nuova prescrizione (art. 137 cpv. 1 CO). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, in caso di restituzione di premi dell'assicurazione malattia pagati in eccesso, ove sia carente una disposizione statutaria, è applicabile per analogia l'art. 16 cpv. 3, prima frase, LAVS al credito di restituzione dell'assicurato (DTF 119 V 300 consid. 4). Ammesso questo principio in caso di diritto dell'assicurato alla restituzione dei contributi indebitamente pagati, si giustifica di applicare per analogia l'art. 16 LAVS anche per quanto concerne la perenzione dell'esigibilità di crediti delle casse malati relativi ai premi assicurativi rimasti insoluti. A norma dell'art. 16 cpv. 1 LAVS, i contributi il cui importo non è stato fissato in una decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno civile per il quale sono dovuti non possono più essere né pretesi né pagati. L'art. 16 cpv. 2, prima frase, LAVS dispone che il credito per contributi, fissato in una decisione notificata conformemente al capoverso 1, si estingue tre anni dopo la fine dell'anno civile in cui la decisione è passata in giudicato.

b) Nell'evenienza concreta, la Cassa malati opponente ha informato l'interessato, per decisione formale del 24 ottobre 1988, rimasta inimpugnata, che avrebbe riscosso per le vie esecutive l'importo dei premi assicurativi dovuti per il periodo dal 1° aprile al 30 giugno 1988. Mediante tale provvedimento, il credito per i premi assicurativi ancora insoluti è stato pertanto fissato in una decisione notificata conformemente all'art. 16 cpv. 1 LAVS. Ne discende che, giusta l'art. 16 cpv. 2, prima frase, LAVS, esso si è estinto tre anni dopo la fine dell'anno civile in cui la decisione è passata in giudicato, vale a dire il 31 dicembre 1991. In esito a quanto precede, alla data in cui la Cassa malati __________ ha fatto spiccare il contestato precetto esecutivo del 27 settembre 1993 nei confronti di G., la perenzione del suo credito era intervenuta da quasi due anni." (DTF 122 V 331, sottolineature del redattore) L'Alta Corte, allorquando era ancora in vigore la LAMI, ha pertanto stabilito che, in assenza di disposizioni statutarie della Cassa relative alla prescrizione o alla perenzione delle pretese (cfr. anche DTF 119 V 298, in particolare pag. 299, consid. 3) l'art. 16 LAVS va applicato anche per quanto concerne la perenzione dell'esigibilità di crediti di casse malati relativi ai premi assicurativi rimasti insoluti. Non trovano per contro applicazione le norme del CO. Considerato che pure la LAMal non prevede termini per la riscossione dei premi, la giurisprudenza del TFA rimane d'attualità anche con l'entrata in vigore della nuova legge l'1.1.1996 (cfr. in tal senso G. Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, pag. 185, n. 340; vedi anche: DTF 126 V 23 sul richiamo all'art. 47 LAVS in materia di restituzione delle prestazioni). In una sentenza del 17 giugno 2003 nella causa V. (K 82/02) l'Alta Corte ha ancora avuto modo di confermare l'applicabilità, per analogia, dell'art. 16 LAVS in tema di prescrizione dei premi assicurativi secondo la LAMI e la LAMal (consid. 3). Giusta l'art. 16 cpv. 1 LAVS i contributi il cui importo non è stato fissato in una decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno civile per il quale sono dovuti, non possono essere né pretesi né pagati. Si tratta di un termine di perenzione (RCC 1988 pag. 60 consid. 3a, RCC 1975 pag. 201 consid. 2a; P. - Y. Greber, J. - L. Duc, G. Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants, ad art. 16, pag. 405). I termini di perenzione non possono, differentemente da quelli di prescrizione, né essere interrotti, né essere sospesi e vanno esaminati d'ufficio (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, pag. 59). In particolare, come visto nella sentenza pubblicata in DTF 122 V 331, non trattandosi di prescrizione, non si applicano gli art. 127 segg. CO. In concreto, dal Regolamento Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie prodotto dalla __________, in vigore dal 1997 (cfr. doc. _), non emerge alcuna norma concernente la prescrizione o la perenzione dell'esigibilità dei premi. Viene solo indicato che se l'assicurato non paga i premi scaduti, la __________ lo diffida; se la diffida rimane senza effetto, una procedura esecutiva verrà promossa (punto 30.1 del regolamento citato). In queste circostanze va applicato l'art. 16 LAVS e non, come invocato dalla ricorrente (cfr. doc. _), l'art. 128 CO che, come appena ricordato, non trova applicazione nel caso di specie trattandosi di perenzione e non di prescrizione. Ora, come visto in precedenza, dagli atti emerge che la Cassa ha chiesto all'assicurata il pagamento degli arretrati con una decisione formale in data 16 agosto 2002. In precedenza la __________ aveva inoltrato in data 15 luglio 2002 all'UE di __________ una domanda di esecuzione nei confronti di __________ (cfr. doc. _), alla quale l'ufficio competente aveva dato seguito con precetto esecutivo datato 7 agosto 2002 (cfr. doc. _). In una sentenza del 17 giugno 2003 nella causa V. (K 82/02) il TFA ha rilevato che in materia di assicurazione malattia, contrariamente a quanto avviene in ambito AVS, non è necessario che la Cassa malati emani una decisione formale per salvaguardare il termine di perenzione. Al riguardo l'Alta Corte ha osservato: " 5.1 Come sostenuto correttamente dall'assicurazione ricorrente, nell'ambito dell'assicurazione vecchiaia e superstiti, ad eccezione di quanto previsto all'art. 69quater cpv. 2 OAVS per gli assegni per grandi invalidi in analogia all'assicurazione invalidità, l'amministrazione deve statuire formalmente su contributi e prestazioni. In effetti secondo l'art. 128 OAVS tutti gli atti amministrativi con cui una cassa di compensazione pronuncia su diritti o obblighi di un assicurato o di un datore di lavoro devono rivestire la forma di una decisione scritta, per quanto non si fondino su provvedimenti della cassa già passati in giudicato. Le decisioni delle casse devono indicare entro quale termine, in che forma e a quale istanza può essere presentato ricorso o, all'occorrenza, domanda di condono. Logico e conseguente appare quindi in tale ambito il tenore dell'art. 16 LAVS, secondo cui per salvaguardare il termine di perenzione in materia di contributi AVS è necessario emanare una decisione formale. 5.2 L'assicuratore malattia, per contro, non è costretto a statuire tramite decisione formale e ciò vale anche per quanto riguarda l'incasso dei premi. Secondo l'art. 30 cpv. 1 LAMI se un assicurato o la persona postulante l'ammissione non accetta una decisione della cassa, questa deve, entro trenta giorni, emanare una decisione formale e notificarla per iscritto all'interessato, con indicazione dei motivi, dei mezzi e del termine di ricorso (si veda in proposito anche l'art. 80 LAMal e l'art. 49 LPGA; cfr. pure LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2a ed., Berna 1997, pag. 331 seg.). In effetti non esiste per l'assicuratore malattia un obbligo di disciplinare di volta in volta formalmente i rapporti con i propri assicurati. Il provvedimento formale va infatti emanato solo su richiesta (espressa, orale o per atti concludenti) dell'assicurato. Se egli non agisce entro un termine di riflessione adeguato, si considera che egli abbia acconsentito al provvedimento (DTF 126 V 24 consid. 4b; RAMI 1990 no. K 835 pag. 82, 1989 no. K 793 pag. 20 consid. 1, 1988 no. K 783 pag. 395 consid. 3a, no. K 770 pag. 250). In tale ambito inoltre MAURER (Das neue Krankenversicherungsrecht, Basilea e Francoforte sul Meno 1996, pag. 146) suggerisce di applicare per analogia alla perenzione in materia di assicurazione malattia l'art. 94 cpv. 1 LAINF, secondo cui non possono più essere pretesi i premi non reclamati entro cinque anni dalla fine dell'esercizio per il quale sono dovuti. Secondo il tenore letterale della norma non è necessaria l'emanazione di una decisione formale. Questa soluzione è giustificata dal fatto che, secondo l'art. 99 LAINF, l'assicuratore infortuni deve notificare per iscritto, motivate e con l'indicazione dei rimedi di diritto solo le decisioni relative alle prestazioni e alle pretese di notevole importanza o contestate dall'interessato. Contrariamente all'AVS anche l'assicurazione infortuni non ha quindi un obbligo pressoché totale di statuire formalmente. Del medesimo tenore sono l'art. 49 LPGA sull'obbligo di emanare una decisione formale e l'art. 24 LPGA sull'estinzione del diritto a prestazioni o contributi arretrati. Anche in tal caso non è prevista l'emanazione di una decisione formale. 5.3 Alla luce di quanto sopra esposto, considerato che l'art. 16 LAVS va applicato per analogia - non direttamente - alla LAMI e che quindi va senz'altro tenuto conto della peculiarità di questa legge e delle differenze rilevanti rispetto alla LAVS, segnatamente del fatto che in ambito dell'assicurazione vecchiaia e superstiti è necessaria l'emanazione di decisioni formali ai fini di statuire su diritti e obblighi di cassa e assicurati, non invece in campo dell'assicurazione malattia, si deve concludere che non è necessario emanare una decisione formale per salvaguardare il termine di perenzione. Questa tesi è pure suffragata da un'interpretazione sistematica e d'insieme dell'ordinamento sociale in vigore, che tiene conto cioè di quanto previsto in ambito LAINF e della soluzione prevista dalla LPGA. Le censure sollevate dalla … appaiono quindi fondate.

6. In concreto va quindi esaminato se la … ha fatto valere il proprio diritto a contributi e partecipazioni alle spese entro cinque anni dalla fine dell'anno per cui sono dovuti e meglio entro la fine del 1999. Al riguardo occorre rilevare che, come indicato dalla ricorrente, il termine di perenzione va considerato salvaguardato tramite l'invio della domanda di esecuzione del 13 luglio 1998, notificata in data 3 agosto 1998 in forma di precetto esecutivo, a cui non è stata fatta opposizione, presso il recapito di …. In effetti le domande di esecuzione del 20 aprile e del 5 maggio 1999 non hanno potuto essere notificate, mentre quelle successive sono state emanate posteriormente al 2000 e sono pertanto tardive. Da un punto di vista materiale la suddetta domanda configura una decisione ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 lett. a PA e dell'art. 30 cpv. 1 LAMI (si veda RAMI 1990 no K 835 pag. 82 consid. 2b). (…)" Pertanto, dato che giusta l'art. 16 cpv. 1 LAVS i contributi il cui importo non è stato fissato in una decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno civile per il quale sono dovuti, non possono essere né pretesi né pagati e ritenuto che lo stesso TFA, nella sentenza appena citata (cfr. STFA del 17 giugno 2003 nella causa V., K 82/02), ha espressamente indicato che i premi e la partecipazione alle spese relativi al 1994 dovuti dall'assicurato dovevano essere richiesti dalla Cassa malati __________ entro la fine del 1999, occorre ritenere che nel caso di specie la __________, avendo richiesto all'assicurata il pagamento dei premi impagati relativi all'anno 1997 entro cinque anni, ovvero entro la fine del 2002, ha salvaguardato il termine di perenzione. Alla luce di quanto precede, dunque, i premi arretrati relativi all'anno 1997 non sono perenti e possono quindi a giusta ragione essere chiesti dalla Cassa. Per inciso va rilevato che in data 27 giugno 1997 la __________ aveva intimato al marito dell'assicurata, __________, un PE di fr. 5'604 oltre interessi, corrispondenti ai premi dell'assicurazione malattie impagati di __________, __________ e __________ per il periodo compreso fra il 9 dicembre 1996 e il 1° giugno 1997; vista l'opposizione di __________ contro tale PE, la __________ aveva emanato in data 8 giugno 1997 una decisione che rigettava l'opposizione dell'assicurato, contro la quale __________, per sé e per il resto della famiglia, aveva inoltrato opposizione; la Cassa malati, con decisione del 23 ottobre 1997, aveva dichiarato l'opposizione irricevibile per intempestività. Il TCA, con sentenza del 19 giugno 1998 (incarto __________, cfr. doc. _), aveva confermato che la decisione della Cassa che dichiarava irricevibile per intempestività l'opposizione di __________ era corretta; anche il TFA, con sentenza del 21 dicembre 1998 (K 120/98), ha confermato la correttezza della decisione della Cassa malati, di modo che la decisione con la quale la __________ ha richiesto alla famiglia __________ i premi concernenti il periodo dicembre 1996-giugno 1997 è divenuta definitiva. In seguito alla citata sentenza del TFA la __________, in data 25 gennaio 1999, ha inviato al competente UE una "Domanda di proseguire l'esecuzione" (cfr. doc. _), cui ha fatto seguito, in data 5 febbraio 1999, un attestato di carenza beni nei confronti di __________ (cfr. doc. _). Inoltre, come peraltro osservato dalla Cassa nella risposta di causa (cfr. doc. _), il TCA ha già stabilito nella sentenza del 25 maggio 1999 (incarto __________, cfr. doc. _), che la decisione formale con cui la __________ in data 1° settembre 1998 aveva rigettato l'opposizione al PE del 4 agosto 1998 riguardo ai premi arretrati da luglio 1997 a giugno 1998 della famiglia __________ è accolta limitatamente all'importo di fr. 6'415.20. Contro tale decisione __________ ha inoltrato ricorso al TFA, il quale, con decisione del 15 settembre 2000 (K 81/99), ha interamente confermato la sentenza del TCA (cfr. doc. _). Nelle sentenze citate, è stato espressamente indicato che i premi arretrati relativi al periodo luglio 1997-giugno 1998 di cui la __________ ha chiesto il pagamento ad __________ concernevano __________, sua moglie __________ e sua figlia __________ (cfr. doc. _ e doc. _). La __________ ha richiesto a __________ il pagamento dei premi per l'assicurazione malattia arretrati per sé e, a titolo solidale, per la moglie __________ e per la figlia __________ (cfr. doc. _). 2.7.   In sede ricorsuale l'assicurata ha affermato di avere avuto conoscenza di un eventuale credito della __________ nei suoi confronti solo in data 2 marzo 2000, quando la Cassa malati le ha inviato un "ultimo richiamo pagamento" di fr. 23'130.10 (cfr. doc. _). In risposta a questo scritto l'assicurata ha inviato alla __________, in data 16 marzo 2000, una lettera nella quale rilevava di non avere mai ricevuto in precedenza conteggi o richiami di pagamento, motivo per il quale la richiesta di pagamento della __________ era sicuramente dovuta ad un errore. Nello stesso scritto l'assicurata ha chiesto alla Cassa malati di emanare una decisione formale (cfr. doc. _). La __________ non ha emanato nessuna decisione. Di conseguenza, __________ si è rivolta all'Avv. __________, la quale, in data 25 maggio 2000, si è rivolta alla Cassa malati con uno scritto del seguente tenore: " Dopo aver tentato numerose volte di contattarla telefonicamente, impossibilitata a raggiungerla, mi vedo costretta ad inviarle il presente fax a nome e per conto della signora __________ che rappresento. Come già riferito a suo tempo alle sue collaboratrici ed in particolare alla signora __________, non ritengo assolutamente debitrice la signora __________ di presunti premi cassa malati per i quali lo scorso 2.3.2000 le era stata inviata una comminatoria di pagamento di fr. 23'130,10. La signora __________ vi ha risposto in data 16.3.2000 respingendo ogni vostra richiesta, in particolare non esistendo nessuna polizza malattia presso la vostra Cassa malati sottoscritta dalla mia cliente. La signora __________ è infatti già assicurata presso la __________. Visto quanto sopra, la prego di volersi astenere dal procedere per vie esecutive d'incasso nei confronti della mia patrocinata, al quale, oltre che a contestare, ci opponiamo già sin d'ora. Le chiedo di volermi cortesemente confermare che la vertenza è stata da voi definitivamente chiarita nel frattempo (essendo semmai assicurato presso di voi il marito della signora, signor __________ rispettivamente il figlio __________). Da ultimo sottolineo che tra i coniugi __________, attualmente separati, è in essere già da parecchi anni la separazione dei beni per decisione giudiziaria e che quindi eventuali debiti del marito rimangono a suo carico. " (Doc. _) In data 16 novembre 2000 la __________ ha inviato all'Avv. __________ la seguente risposta: " Ci riferiamo alle sue diverse richieste telefoniche per quanto riguarda l'obbligo del pagamento dei premi dell'assicurata sopraccitata e le comunichiamo quanto segue: è giusto che, secondo la decisione del Pretore della Giurisdizione di __________ del 4 febbraio 1998 rispettivamente la sentenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni del 25 maggio 1999, la responsabilità solidale della sua mandante è stata abrogata per il 31 luglio

1997. Di conseguenza, dal 1° agosto 1997 la sua mandante deve saldare da sola i suoi premi assicurativi. Nello stesso tempo le confermiamo che a partire dal 1° gennaio 1998 la sua mandante è assicurata presso l'assicuratore __________. Di conseguenza, verso la __________ è in debito con i premi assicurativi fino alla fine del mese di dicembre 1997. Come può desumere dall'allegato estratto conto, per la sua mandante sono ancora scoperti dei premi assicurativi per un totale di fr. 6'823.50 (da gennaio 1996 a luglio 1997 con responsabilità solidale: fr. 5'700; da agosto a dicembre1997: fr. 1'123.50). Questi arretrati sono da saldare entro 20 giorni a partire dalla ricezione della lettera presente tramite le polizze di versamento allegate. In caso di mancanza del pagamento la __________ sarebbe costretta ad iniziare subito la procedura esecutiva contro la sua mandante. Come le abbiamo già comunicato telefonicamente, l'assunzione dei premi scoperti tramite il Canton Ticino avviene soltanto se per tutti e due i coniugi esiste un attestato di carenza beni. La preghiamo pertanto di scusarci per i ritardi da parte nostra. A questo proposito tuttavia le facciamo notare che la sua mandante non ci aveva informato direttamente né del fatto dell'annullamento della responsabilità solidale, né del cambiamento di domicilio." (Doc. _) In data 4 giugno 2002 la __________ ha poi indirizzato a __________ il seguente scritto: " Siamo spiacenti di dover constatare che malgrado il nostro avviso il seguente importo risulta tuttora scoperto: Premi LAMal 1.1.1997-31.7.1997 (solidale con __________)       Fr. 3'586.80 Premi LAMal 1.8.1997-31.12.1997                                            Fr. 1'123.50 Tassa diffida                                                                            Fr. 20.00 Totale arretrato Fr. 4'730.30 Nel caso in cui la somma arretrata non venisse saldata interamente entro 14 giorni dall'invio di questa diffida, le conseguenze di mora menzionate nella prossima pagina entreranno in vigore." (Doc. _) __________ non ha versato alla Cassa malati quanto richiestole, motivo per il quale in data 7 agosto 2002 la __________ ha fatto spiccare dall'UE di __________ un precetto esecutivo di fr. 4'730.30 (cfr. doc. _), contro il quale l'assicurata ha fatto opposizione. In data 16 agosto 2002 la __________ ha poi emanato la decisione con la quale ha abrogato l'opposizione dell'assicurata al PE del 7 agosto 2002 (cfr. doc. _). Riguardo a quanto precede, questo Tribunale deve censurare l'operato della Cassa malati __________, la quale ha omesso di emanare, come richiestole espressamente da __________ in data 16 marzo 2000 (cfr. doc. _), una decisione formale entro trenta giorni dalla richiesta ex art. 80 LAMal, lasciando trascorrere degli anni prima di emanare, in data 16 agosto 2002, una decisione munita dei rimedi di diritto (cfr. doc. _) e poi, dopo l'opposizione del 18 settembre 2002 dell'assicurata (cfr. doc. _), la decisione su opposizione datata 6 novembre 2002 oggetto della presente controversia (cfr. doc. _). In concreto __________ e __________ si sono sposati il __________ 1976 (cfr. doc. _). L'affiliazione alla Cassa malati __________ da parte di __________ è durata, come già stabilito dal TCA nella sentenza del 25 maggio 1999, passata in giudicato (incarto __________, cfr. doc. _) - sentenza integralmente confermata dal TFA con sentenza del 15 settembre 2000 (K 81/99, cfr. doc. _) - fino al 31 dicembre 1997. I coniugi vivono separati dall’agosto 1997 (cfr. doc. _): come già stabilito dal TCA nella sentenza del 25 maggio 1999, passata in giudicato (cfr. incarto __________), infatti, la vita in comune fra __________ e __________ è durata fino - al più tardi - al mese di agosto 1997 (cfr. convenzione sulle conseguenze accessorie della separazione stipulata il 4 agosto 1997, prodotta sub doc. _). Riguardo all'obbligo di __________ di saldare i premi dell'assicurazione malattia di base della moglie __________ e della figlia __________, stabilito dal TCA con sentenza del 25 maggio 1999, il TFA, con sentenza del 15 settembre 2000, ha osservato che: " (…) la precedente istanza ha rilevato in modo esatto che il ricorrente (vale a dire __________, n.d.r.), aveva omesso di comunicare senza indugio alla Cassa, malgrado una convenzione sulle conseguenze accessorie della separazione tra i coniugi __________ fosse stata stipulata il 4 agosto 1997 e benché nella stessa convenzione fosse stata prevista l'attribuzione alla madre dell'autorità parentale sulla figlia, le avvenute modifiche della sua situazione personale riguardo al rapporto assicurativo. In tali circostanze __________ era rimasto debitore della Cassa di un importo di fr. 6'415.20, corrispondente ai premi dovuti per se stesso, nonché per la moglie __________ e per la figlia __________, afferenti all'assicurazione delle cure medico-sanitarie per i mesi da luglio 1997 a giugno 1998. (…) Per quanto concerne poi l'obbligo di __________ di comunicare alla Cassa le avvenute modifiche della propria situazione personale, dev'essere rilevato, come a ragione ha sottolineato la medesima nella risposta del 5 luglio 2000, che detta nuova situazione familiare era intervenuta nell'agosto 1997, epoca in cui __________ era e doveva in ogni modo reputarsi assicurato presso la __________. Ne discende che egli avrebbe dovuto agire senza indugio già nell'anno 1997; non avendolo fatto, nulla può esimerlo dal pagamento dei premi assicurativi dovuti alla Cassa opponente per la moglie e la figlia sino a giugno 1998. (…)." (STFA del 15 settembre 2000, K 81/99) Pertanto, visto quanto precede, la Cassa malati convenuta aveva il diritto d'esigere dalla ricorrente l'assunzione solidale dei premi dell'assicurazione concernenti suo marito soltanto fino al mese di agosto 1997 - data in cui, al più tardi, è venuta meno la vita in comune dei coniugi - come effettivamente preteso dalla __________. I premi chiesti dalla Cassa malati in questa sede si riferiscono in parte ad un periodo precedente la separazione (e meglio dal 1° gennaio al 31 luglio 1997) ed in parte ad un periodo posteriore alla separazione (e meglio dal 1° agosto 1997 al 31 dicembre 1997, quando l'interessata non viveva più in comunione con il marito e quindi non aveva più obbligo ai sensi dell'art. 163 e 166 CCS). Alla luce di questi fatti e delle considerazioni di diritto che precedono la ricorrente deve essere considerata solidalmente responsabile con il marito per il pagamento dei premi da questo dovuti all'assicurazione malattia sociale nel periodo compreso fra il 1° gennaio e il 31 luglio 1997; ella deve inoltre essere ritenuta debitrice nei confronti della Cassa malati dei propri premi arretrati impagati concernenti il periodo compreso fra il 1° agosto 1997 e il 31 dicembre 1997. Quanto all'ammontare chiesto in pagamento a __________ dalla __________, pari a fr. 4'730.30 (cfr. doc. _), esso risulta così composto: - premi arretrati impagati dal 1° gennaio 1997 al 31 luglio 1997 concernenti __________, __________ e __________, in via solidale, per un ammontare complessivo di fr. 3'586.80, ritenuto che a partire dal 1° gennaio 1997 il premio mensile a carico dei coniugi era di fr. 224.70 ciascuno e quello della figlia __________, nata nel 1988, corrispondeva a fr. 63.00 (cfr. doc. _); - premi arretrati impagati dal 1° agosto 1997 al 31 dicembre 1997 concernenti __________, per un ammontare complessivo di fr. 1'123.50, ritenuto che a partire dal 1° agosto 1997 il premio mensile a carico dell'assicurata era di fr. 224.70 (cfr. doc. _); - fr. 20 di tasse di diffida (cfr. doc. _) di cui si dirà in seguito (cfr. consid. 2.9.). 2.8.   __________ ha inoltre osservato che i premi arretrati relativi al periodo compreso fra il 1° agosto 1997 e il 31 dicembre 1997 vanno compensati con il credito vantato dall'assicurata nei confronti della Cassa malati. L'assicurata ha infatti rilevato che nel 2000 il suo ex marito le ha comunicato che la __________ non aveva più proceduto a rimborsare, già a partire dal 1996, le spese medico-sanitarie sostenute da __________ per tutta la famiglia (moglie __________ e figlia __________). Il credito nei confronti della __________ vantato dalla ricorrente ammonterebbe, secondo quanto indicato in sede ricorsuale, a fr. 3'150,25 per il periodo gennaio-luglio 1997 e fr. 644,80 per il periodo agosto-dicembre 1997, ammontari di cui l'assicurata ha richiesto la compensazione con i presunti debiti nei confronti della Cassa malati (cfr. doc. _). Ora, a prescindere dalle argomentazioni della ricorrente, va rilevato che il TCA, applicando una consolidata giurisprudenza del TFA, ha più volte ricordato che, di regola, l'assicurato non può compensare i propri debiti derivanti da premi e partecipazioni ai costi con crediti da lui fatti valere. La compensazione da parte degli assicurati tra i premi dovuti e le eventuali prestazioni a carico della Cassa non è possibile. Infatti, in una sentenza del 16 luglio 1984 sotto l'egida della LAMI, pubblicata in DTF 110 V 183 il TFA ha precisato che le casse malati riconosciute possono compensare prestazioni assicurative scadute con crediti di pagamento di quote arretrate. Recentemente l'Alta Corte in una sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa B. (K 102/00) ha fissato i limiti entro i quali la compensazione da parte dell'assicuratore è possibile. In particolare i giudici federali hanno stabilito che " la giurisprudenza federale sull'ammissibilità per la Cassa malati di procedere alla compensazione va compresa nel senso che essa è possibile solo posteriormente alla messa in atto, da parte dell'assicuratore malattia, della procedura di cui all'art. 9 cpv. 1 OAMal ." Pari diritto non spetta agli assicurati. L'Alta Corte ha in particolare affermato: " 3.- Im vorliegenden Fall ist zu prüfen, ob auch der Versicherte eine Forderung der Kasse gegen ihn durch Verrechnung mit seiner eigenen Leistungsforderung tilgen kann. Kasse und Vorinstanz haben dies verneint, was die Beschwerdeführer als Rechtsungleichheit rügen. In dem in RSKV 1970 Nr. 78 S. 184 publizierten Urteil hat das Eidg. Versicherungsgericht das Recht des Versicherten zur Verrechnung gegenüber einer öffentlichen Krankenkasse verneint. Es stützte sich dabei auf Art. 125 Ziff. 3 OR, wonach Verpflichtungen gegenüber dem Gemeinwesen gegen dessen Willen nicht durch Verrechnung getilgt werden können. Da die damals betroffene öffentliche Krankenkasse als Teil einer Stadtverwaltung, somit eines Gemeinwesens, betrachtet wurde und da sich die Kasse mit der Verrechnung nicht einverstanden erklärt hatte, wurde der Verrechnungsanspruch des Versicherten verneint (Erw. 4 des zitierten Urteils). - Das in RSKV 1980 Nr. 411 S. 125 veröffentlichte Urteil hatte den Fall eines Versicherten zum Gegenstand, welcher die Verrechnung gegenüber einer Krankenkasse geltend machte, die als Genossenschaft organisiert war. Das Gericht erachtete die Verrechnung durch den Versicherten hier als zulässig, weil sich die Kasse als Genossenschaft nicht auf Art. 125 Ziff. 3 OR berufen könne (Erw. 2b des Urteils). Diese unterschiedliche Handhabung der Verrechnungsmöglichkeit, je nachdem ob die Verrechnung gegenüber einer privatrechtlich oder einer öffentlichrechtlich organisierten Krankenkasse geltend gemacht wird, vermag indessen nicht zu befriedigen. Bekanntlich weisen die Rechtsverhältnisse in einer privatrechtlich organisierten Krankenkasse sowohl zivilrechtliche als auch öffentlichrechtliche Elemente auf. Die letzteren überwiegen jedenfalls dort, wo es um die der Krankenkasse übertragene öffentliche Aufgabe geht, nämlich die Durchführung der sozialen Krankenversicherung durch Erbringung von Leistungen einerseits und deren Finanzierung durch Beiträge der Versicherten anderseits. In diesem Rahmen ist es unerheblich, ob eine Krankenkasse privatrechtlich oder öffentlichrechtlich organisiert ist. Die Rechtsstellung des Versicherten bezüglich seines Versicherungsverhältnisses darf nicht von der Organisationsform der Kasse abhängen. Wie bereits dargelegt, ist in den meisten Sozialversicherungs- gesetzen des Bundes das Verrechnungsrecht geregelt. Übereinstimmend wird dieses Recht jeweils nur der Verwaltung eingeräumt; die gesetzlichen Formulierungen schliessen ein Verrechnungsrecht des Versicherten aus. Der Grund für diese übereinstimmenden Regelungen liegt darin, dass nur die Verwaltung befugt ist, Verfügungen zu erlassen, d.h. einseitig und hoheitlich über Rechte und Pflichten der Versicherten zu befinden (vgl. Art. 5 VwVG) . Hieraus ergibt sich die einseitige Zuerkennung des Verrechnungsrechtes an die Verwaltung. Das hat insbesondere auch für die Krankenversicherung zu gelten. Würde man in diesem Bereich das Verrechnungsrecht auch dem Versicherten zugestehen, so hätte es dieser in der Hand, zunächst von sich aus zu bestimmen, welche Kassenleistungen er für richtig hält, und damit die Krankenkasse zu veranlassen, eine Beitragsverfügung zu erlassen, bei der die Beiträge an sich gar nicht streitig sind, sondern eben die Leistungen. Zudem liegt es im Interesse der Vereinheitlichung des Sozialversicherungs- rechts, auch in der Krankenversicherung das Recht zur Verrechnung einseitig nur den - öffentlichen und privaten - Krankenkassen einzuräumen. In diesem Sinn eist die bisherige Rechtsprechung zu ändern." (DTF 110 V 183) In una successiva sentenza del 15 giugno 1992, pubblicata in RAMI 1992, pag. 138, l'Alta Corte, in un caso concernente le indennità giornaliere, facendo riferimento alla giurisprudenza sopra indicata, ha ribadito che, pena la disattenzione del principio della mutualità e la creazione di una disparità di trattamento difficilmente ammissibile in seno alla cassa malati, solo l'assicurato che paga regolarmente le quote può pretendere prestazioni. Infine, in una sentenza del 30 aprile 1996 il TFA, riferendosi alle sopra citate decisioni, ha lasciato irrisolto il tema di sapere se al ricorrente fosse consentito di estinguere un proprio debito invocando la compensazione, considerato come il credito della cassa era ormai perento (DTF 122 V 331). La dottrina, a proposito della compensazione dei premi con le prestazioni dovute dall'assicuratore malattia, ricorda che, in mancanza di regolamentazione, la compensazione, nell'ambito della LAMI, poteva essere invocata unicamente dall'assicuratore e non dall'assicurato. Neppure la LAMal, e la relativa ordinanza, contengono disposizioni in merito. Secondo la dottrina la precedente giurisprudenza conserva la sua validità anche nel nuovo regime (Jean-Louis Duc, Non-paiement des primes de l'assurance-maladie obligatoire et suspension du droit aux prestations selon la LAMal; compensation dans le cadre de la LAMal, in Recueil de travaux en l'honneur de la Société Suisse de droit des assurances, ed. IRAL, Losanna 1997, pag. 469 e seg.). In queste circostanze, considerata la giurisprudenza applicabile in concreto e la dottrina, a mente del TCA le richieste di __________ tendenti alla compensazione dei premi scaduti con le pretese avanzate non possono trovare accoglimento (cfr. anche in tal senso STCA del 23 aprile 2002 nella causa J., 36.2001.64/66). Del resto il Regolamento Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie in vigore dal 1° gennaio 1997 (art. 17.1) prevede che "la __________ può conteggiare le sue prestazioni con crediti nei confronti dell'assicurato. L'assicurato non ha nessun diritto di fare dei conteggi" (cfr. per quanto concerne la possibilità di compensare per l'assicuratore, la citata STFA del 22 ottobre 2002 nella causa B., K 102/00). 2.9.   Quanto all'importo di fr. 20 di tassa di diffida richiesto in pagamento dalla Cassa malati occorre osservare quanto segue. In una sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 il TFA ha ricordato che pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo. Il TFA ha in particolare precisato: " Im gegensatz zu Art. 1 Abs. 2 KUVG, wonach sich die Krankenkassen nach ihrem Gutfinden einrichteten, soweit das Gesetz keine entgegestehenden Vorschriften enthielt, fehlt im neuen Recht ein entsprechender Hinweis auf eine Autonomie der Versicherer. Das Gesetzmässigkeitsprinzip hat das Autonomieprinzip abgelöst, indem das KVG die Krankenpfelgeversicherung in wesentlichen Bereichen vollständig und detailliert regelt (BGE 124 V 359 f. Erw 2d mit Hinweisen; zur sozialen Krankentaggeldversicherung vgl. Demgegenüber BGE 124 V 205 Erw. 3d). In Bereichen, in denen die gesetzliche Regelung nicht detailliert ist, sind kasseninterne Bestimmungen hingegen nicht von vornherein unzulässig (Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, S. 9; zurückhaltender Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Rz. 5). Davon geht auch Art. 12 Abs. 2 lit. b KVV aus, wonach die Krankenkassen dem Anerkennungsgesuch an das Bundesamt für Sozialversicherung allfällige allgemeine Bestimmungen über die Rechte und Pflichten der Versicherten beizulegen haben. Bezüglich der Erhebung von Mahngebühren beim Verzug in der Zahlung von Prämien und Kostenbeteilungen vertritt Eugster (a.a.O., Rz

341) die Auffassung, dass autonome Regelungen der Versicherer zulässig sind, sofern die versicherte Person die (unnötigen) Kosten schuldhaft verurscht hat und die Entschädigung angemessen ist (anders bezüglich Kosten, die beim Gesetzesvollzug notwendigerweise entstehen; vgl. Hiezu auch RKUV 1992 Nr. K 891 S. 72 Erw. 2b betreffend KUVG sowie SVR 1994 BVG Nr. 18 S. 47 Erw. 4 betreffend BVG). Nachdem die Durchsetzung der finanziellen Verpflichtungen der Versicherten gegenüber den Versicherern weder gesetzlich noch verordnungsmässig ausführlich geregelt ist und die Erhebung von Mahngebühren nicht in gesetzliche Ansprüche eingreift, kann dieser Auffassung gefolgt werden. cc) Da Art. 12 Abs 4 der Allgemeinen Versicherungbedingungen (der Kasse) … die Erhebung von Umtriebsspesen bis zu einem Beitrag von Fr. 50.-- pro Fall bei Verletzung der Mitwirkungspflichten des Versicherten (Prämieninkasso/Leistungsauszahlung) ausdrücklich vorsieht und der Beschwerdeführer mehrmals gemahnt werden musste, erging der vorinstanzliche Entscheid, soweit er die Auferlegung von Mahn- und Umtriebsspesen in der Höhe von ingesamt Fr. 70.-- schützt, zu Recht." In concreto, il Regolamento Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie della __________ in vigore a partire dal 1° gennaio 1997 prevede, al punto 20.5, che la Cassa malati ha il diritto di farsi rimborsare gli interessi di mora e le spese causate da debitori morosi, come spese per solleciti, esecuzioni, ecc. (cfr. doc. _). Per cui, nel caso di specie, anche la richiesta delle spese di diffida va confermata. L'importo richiesto appare proporzionato ed adeguato all'aggravio amministrativo. 2.10.   Per quanto concerne l'incasso forzato di somme quali quelle in discussione, il TFA ha più volte dichiarato applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109ss.; RAMI 1983, p. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984, p.197), la giurisprudenza secondo cui una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione ad un P. E. con una decisione formale riferentesi precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse iniziato la procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima avere formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi dell'art. 80 LEF. Pertanto, alla luce degli argomenti sviluppati in precedenza la decisione su opposizione del 6 novembre 2002 della __________ merita tutela. Di conseguenza l'opposizione interposta al P.E. dell'UE di __________ n. __________ del 7 agosto 2002 di fr. 4'730.30, oltre fr. 70 di spese di precetto, è rigettata in via definitiva. Per questi motivi dichiara e pronuncia 1.-   Il ricorso è respinto . § Di conseguenza la decisione su opposizione è confermata. L'opposizione interposta al P.E. dell'UE di __________ n. __________ del 7 agosto 2002 di fr. 4'730.30, oltre fr. 70.-- di spese di precetto, è rigettata in via definitiva. 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. 3.-   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il giudice delegato                                                 Il segretario Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti