Sentenza o decisione senza scheda
Erwägungen (1 Absätze)
E. 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss,
consid. 2a).
Vi è
infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito sul corpo.
L'evento deve accadere nel mondo esterno.
Quando il
processo lesivo si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di
agenti esterni, l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in
caso di sforzo eccessivo o di movimenti scoordinati.
La
giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi
eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima
è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o
addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere.
Da un
altro lato, per poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da
movimenti scombinati o incongrui. Gli stessi devono essersi prodotti in
circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma.
Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la
conseguenza che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate
(DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid.
2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid.
3b).
2.7. Conformemente
alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in
concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.
Quando
l'istruttoria non permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado
della verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali
elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi,
l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid. 5b, 116
V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50; A. Bühler,
Der Unfallbegriff, in A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht- und
Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267).
Gli
stessi principi sono, ovviamente, applicabili alla prova dell'esistenza di una
lesione parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid. 5b; 116 V 141 consid.
4b).
2.8. In concreto,
il datore di lavoro di __________, nel compilare l'annuncio di infortunio del
25 ottobre 2002, ha così descritto l'evento occorsogli il 14 ottobre 2002:
"
Mentre sollevava con un collega una panchina in
granito, per spostarsi il suo collega inciampava ed il peso gravava tutto su di
lui
"
(doc. _).
Il 5
novembre 2002, l'assicurato è stato sentito da un ispettore dell'assicuratore
LAINF convenuto.
Questo,
in particolare, il contenuto del verbale steso in quell'occasione:
"
(…).
Fatto professionale del 14.10.02
Quel 14.10.2002 avevo ricevuto dalla ditta
l'incarico di posare col collega __________ (pure della ditta __________) una
panchina in una piazzetta ad __________, nota col nome di __________. Abbiamo
prelevato da una paletta, __________ da una parte e io dall'altra, il sedile di
tale panchina.
Sedile di granito, pesante circa 70 kg, grosso di
spessore e largo circa un metro. Ci siamo dunque spostati camminando
lateralmente in direzione del luogo, posto a circa 10 metri di distanza, dove
dovevamo depositare la citata panchina. Da notare che il piazzale sul quale ci
stavamo spostando non è pianeggiante, ma è strutturato a piccoli scalini
formati da una differenza di spessore tra una pioda e l'altra.
Mentre ci stavamo spostando, il collega
__________ è inavvertitamente inciampato in uno scalinetto e ha perso
l'equilibrio. Mi sono visto venire proprio contro di me il signor __________ e
a causa di questo fatto mi sono visto venire praticamente tutta la panchina. Ho
dovuto così sopportare un peso inaspettato e in quel momento ho sentito una
fitta alla schiena, __________ ha reagito e si è ripreso, evitando di cadere.
E' riuscito a riafferrare la panchina, ma ormai io ero già stato caricato per
un attimo da tutto il peso della panchina stessa.
Malgrado il dolore sono riuscito a portare fino
alla meta la citata panchina. Dopo averla depositata il male si è fatto molto
forte, è sceso lungo la gamba destra e ho dovuto smettere di lavorare"
(doc. _).
In sede
di ricorso (cfr. I), __________ ha fornito una versione dell'accaduto
sostanzialmente analoga a quella contenuta nel rapporto ispettivo del 5
novembre 2002, ossia di essere stato costretto ad improvvisamente sopportare
l'intero peso di una lastra di granito, a causa del fatto che il collega con il
quale stava effettuando il trasporto, era inciampato ed aveva quindi per un
attimo abbandonato la presa.
2.9. La nostra
Corte federale ha già avuto modo di giudicare due fattispeci analoghe a quella
sub
judice
, negando in entrambi i casi l'esistenza di un infortunio ai sensi di
legge.
Nella
sentenza del 14 febbraio 2000 nella causa B., U 238/99 (menzionata dall'INSAI a
pagina 3 della querelata decisione su opposizione) - concernente un infermiere
che, nell'aiutare una paziente che stava per soffocare a causa di un boccone
nonché per perdere conoscenza, aveva dovuto sopportarne l'intero peso (55-60
kg), riportando in tal modo un danno alla colonna vertebrale - il TFA ha negato
il carattere infortunistico all'evento in questione:
"
(…).
Il est ainsi établi que le 15 octobre 1996, alors
que le recourant procédait selon la méthode de Heimlich, il a ressenti une
douleur dorsale jusque dans l'épaule droite en voulant aider la patiente qui
s'étouffait et qui perdait connaissance.
Il n'apparaît donc pas qu'un quelconque facteur
extraordinaire ait marqué cet incident, qui n'excède pas le cadre des
événements et des situations que l'on peut, objectivement, qualifier de
quotidiens ou d'habituels pour un infirmier expérimenté travaillant dans une
clinique de psychiatrie gériatrique (voir aussi ATF 116 V 139 consid. 3c; comp.
RAMA 1994 no U 180 p. 38 consid. 3a).
Cela étant, le caractère accidentel de
l'événement doit être nié. Le recours est mal fondé de ce chef
"
(STFA
succitata, consid. 4).
La
seconda fattispecie - oggetto di una sentenza del 15 gennaio 2003 nella causa
S., U 421/01 - riguarda un'ausiliaria di cure presso una casa per anziani, la
quale, unitamente ad una collega, stava trasferendo un ospite dal letto alla
carrozzina. La collega è inaspettatamente inciampata, di modo che l'assicurata
si è trovata a dovere sopportare l'intero peso della paziente (66 kg),
accusando un improvviso dolore alla regione sacrale.
Anche in
questo caso, la nostra Massima Istanza non ha ritenuto adempiuti i presupposti
per potere ammettere l'esistenza di un fattore esterno straordinario e, quindi,
di un infortunio, affermando, citiamo:
"
(…).
Gestützt auf die Aussagen der Beschwerdeführerin
sowie von K.________ ist das Erfordernis der mechanischen Einwirkung eines
äusseren Faktors beim Ereignis vom 11. Dezember 1999 erfüllt. Wie die
Vorinstanz, auf deren Erwägungen verwiesen wird, richtig ausführt, fehlt es
jedoch an der Ungewöhnlichkeit. Im Hinblick auf die berufliche Gewöhnung sowie
die Konstitution der Versicherten (62 kg) im Vergleich zur Patientin (66 kg)
ist ein aussergewöhnlicher Kraftaufwand (BGE 116 V 138 f. Erw. 3b; RKUV 1994
Nr. U 185 S. 79 f. Erw. 2b) zu verneinen und sprengt das Ereignis den Rahmen
des Alltäglichen und Üblichen nicht. Zudem bezieht sich das Begriffsmerkmal der
Ungewöhnlichkeit nach der Definition des Unfalls nicht auf die Wirkung des
äusseren Faktors, sondern nur auf diesen selber, weshalb auf Grund der von den
Ärzten des Paraplegiker Zentrums Y.________, Institut für Radiologie,
diagnostizierten Diskushernie (Bericht vom 16. Dezember 1999) nicht auf ein
Unfallereignis im Rechtssinne geschlossen werden kann. Da die Kriterien des
Unfallbegriffs nach dem Gesagten nicht erfüllt sind, ist die Verwaltungsgerichtsbeschwerde
abzuweisen. Weitere Beweisvorkehren sind nicht notwendig (BGE 124 V 94 Erw. 4b)
"
(STFA
succitata, consid. 3).
Nella
concreta evenienza, con riferimento alla giurisprudenza federale citata e
contrariamente a quanto preteso dall'insorgente (cfr. I, p. 3), occorre
ritenere che quel 14 ottobre del 2002, non è accaduto nulla di straordinario,
ossia nulla che abbia ecceduto il quadro degli avvenimenti e delle situazioni
che si possono, obiettivamente, definire quotidiane o abituali.
D'altro
canto, tenuto segnatamente conto delle abitudini professionali del ricorrente
(cfr. doc. _), nel fatto di avere dovuto sopportare, per un attimo, un peso di
circa 70 kg, non è certamente ravvisabile uno sforzo manifestamente eccessivo
ai sensi della giurisprudenza.
Del
resto, un esame della giurisprudenza del TFA dimostra che il sollevare,
trasportare o spostare pesi inferiori ai 100 kg - trattandosi di
assicurati esercitanti attività manuali - non viene considerato sforzo
eccessivo (cfr. STFA del 12 aprile 2000 nella causa N., U 110/99, consid. 3; A.
Bühler, op. cit., p. 241).
Alla luce
di quanto appena esposto il TCA deve concludere che non sono,
in casu
,
soddisfatte le severe condizioni poste dalla giurisprudenza federale per poter
riconoscere il carattere infortunistico ad un determinato evento.
2.10. Si tratta ora
di esaminare se l’obbligo contributivo dell'_______ possa essere fondato
sull’art. 9 cpv. 2 OAINF, disposizione che parifica ad infortunio una serie di
lesioni corporali.
L’art. 9
cpv. 2 OAINF - nella versione introdotta con la modifica del 15 dicembre 1997,
applicabile,
in casu,
in forza dell’art. 147a OAINF (cfr. DTF 123 V 71
consid. 2 e riferimenti ivi menzionati) - prevede che se non attribuibili
indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi, le seguenti lesioni
corporali, il cui elenco é esaustivo, sono equiparate all’infortunio, anche se
non dovute a un fattore esterno straordinario:
a. fratture;
b. lussazioni
di articolazioni;
c. lacerazioni
del menisco;
d. lacerazioni
muscolari;
e. stiramenti
muscolari
f. lacerazioni
dei tendini;
g. lesioni
dei legamenti;
h.
lesioni del timpano.
Le
lesioni corporali di cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF sono paragonate ad infortunio
solo se presentano tutti gli elementi caratteristici dell'infortunio, eccezion
fatta per il fattore esterno straordinario (cfr. DTF 116 V 148 consid. 2b; RAMI
1988 U 57, p. 372). Il fattore scatenante può quindi essere quotidiano e
discreto. Basta un gesto brusco: non è necessario che esso sia stato scomposto
o an
omalo (cfr. E. Beretta, Il requisito della
repentinità in materia di lesioni parificabili ad infortunio e temi connessi, in
RDAT II-1991, p. 477ss.).
Necessario
è che si sia trattato di un evento improvviso (ad esempio, un movimento
violento oppure il rialzarsi dalla posizione inginocchiata, che provoca una
delle lesioni enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, cfr. RAMI 2000 U 385, p. 268).
Il presupposto della repentinità non va però inteso nel senso che l'azione sul
corpo umano debba avere luogo fulmineamente, ossia nell'arco di secondi o,
addirittura, di una frazione di secondo. A questo requisito va piuttosto
attribuito un significato relativo, nel senso che deve trattarsi di un singolo
avvenimento. Pertanto, deve essere escluso dall'assicurazione contro gli
infortuni quel danno alla salute che dipende da azioni ripetute o continue.
Decisiva non è dunque la durata di un'azione lesiva, ma piuttosto la sua
unicità (cfr. A. Bühler, Die unfallähnliche Körperschädigung, in SZS
1996, p. 88 e dello stesso autore, Meniskusläsionen und soziale
Unfallversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri, 2001; 84: n. 44,
p. 2341).
Uno stato
degenerativo o patologico preesistente non esclude l'applicabilità dell'art. 9
cpv. 2 OAINF, a condizione che un evento a carattere infortunistico abbia
aggravato oppure reso manifesto il preesistente danno alla salute: "es
genügt somit, wenn eine schädigende, äussere Einwirkung wenigstens im Sinne
eines Auslösungsfaktors zu den vor- oder überwiegend krankhaften oder
degenerativen Ursachen hinzutritt" (DTF 123 V 43 e riferimenti ivi
menzionati).
In una
sentenza del 5 giugno 2001 nella causa I., U 398/00 - pubblicata in
RAMI 2001 U 435, p. 332ss. e in SVR 2002 UV 3, p.
5s. -
la nostra Corte federale ha stabilito che i
principi di cui alla DTF 123 V 43 continuano ad essere validi anche dopo la
modifica dell'art. 9 cpv. 2 OAINF, entrata in vigore il 1° gennaio 1998,
osservando, fra l'altro, quanto segue:
"
Das
mit Art. 6 Abs. 2 UVG verfolgte und in Art. 9 Abs. 2 UVV ausgeführte
Regelungsziel bringt notwendigerweise eine Verlagerung der Leistungspflicht von
der Kranken- in die Unfallversicherung mit sich. Diese Folge haben Gesetz- und
Verordnungsgeber bewusst in Kauf genommen, um die mit dem früheren Ausschluss
unfallähnlicher Körperschädigungen von der obligatorischen Unfallversicherung
verbundene Problematik der Ausscheidung der Unfall- von den Krankheitsfolgen in
den, medizinisch gesehen, häufigsten Gemenglagen unfall-/krankheitsmässiger
Einwirkungen zu vermeiden. Die von der __________ eingenommene Haltung führt
demgegenüber wieder dazu, dass in praktisch jedem Fall, da sich einer der in
Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten Tatbestände sachverhaltlich ereignet -
also eine der dort erwähnten Gesundheitsschädigungen eintritt - wieder die
Abklärung an die Hand genommen werden müsste, ob eine "eindeutige"
krankheits- oder degenerativ bedingte Verursachung vorliegt. Diese
Betrachtungsweise trägt den tatsächlichen medizinischen Gegebenheiten nicht Rechnung:
Ohne dass sich ein Unfallereignis im Sinne von Art. 9 Abs. 1 UVV ereignet, sind
bei Eintritt eines der in Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten
Gesundheitsschäden praktisch immer Krankheits- und/oder degenerative
(Teil-)Ursachen im Spiel."
(RAMI
succitata, consid. 2c)
Questa
giurisprudenza è successivamente stata confermata in più di un'occasione (cfr.,
ad esempio, STFA del 27 giugno 2001 nella causa S., U 127/00 e del 27 giugno
2001 nella causa S.
, U 158/00).
La
suevocata pronunzia del 5 giugno 2001 ha dato adito a discussioni in dottrina.
A. Bühler
- in accordo con la giurisprudenza federale - sostiene che la definizione di
cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF è incompleta, siccome, anche per le lesioni
parificate ad infortunio, non si può rinunciare al concetto di "fattore
esterno". In effetti, un processo patologico che si sviluppa
esclusivamente all'interno del corpo e che non dipende da nessuna azione
esterna, è costitutivo di malattia (cfr. A. Bühler, Meniskusläsionen und …, p.
2340).
Da parte
loro, Ch. Kieser e U. Kieser (Ch. Kieser/U. Kieser, Die unfallähnliche
Körperschädigung - Bemerkungen zu einem neuen EVG-Entscheid, in SZS
45/2001, p. 580ss.) fanno valere - riferendosi a A. Maurer (cfr. A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 202) - che il fatto
per il TFA di avere attribuito un particolare significato al presupposto del
"fattore esterno", si troverebbe in contrasto con il tenore letterale
dell'art. 9 cpv. 2 OAINF ed auspicano che, in un prossimo futuro, la Corte federale
abbia a chiarire questo specifico aspetto. D'altro canto, essi osservano che,
quando è presente un fattore esterno, non è più possibile attribuire il danno
alla salute indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi, motivo per
cui, in un caso del genere, l'obbligo contributivo dell'assicuratore contro gli
infortuni è senz'altro (in particolare, senza valutazione medica) dato. Sempre
secondo Kieser/Kieser, il TFA ha così posto un importante principio inerente
all'apprezzamento delle prove: ogni qualvolta un assicurato dimostra, con il
grado della verosimiglianza preponderante, l'esistenza di un fattore esterno,
ne risulta un obbligo prestativo a carico dell'assicuratore contro gli
infortuni. Una controprova, secondo la quale il danno alla salute è
indubbiamente attribuibile a malattia o a fenomeni degenerativi, non entra più
in linea di conto (contra, A. Bühler, Meniskusläsionen und …, p. 2341).
Infine, a
mente di O. Niederberger e K. Stutz, la giurisprudenza del TFA, applicabile a
tutte le lesioni parificate ad infortunio enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, ha
reso insignificante il fatto che una lesione meniscale (oppure un'altra
lesione) corrisponda, da un profilo morfologico, ad una tipica conseguenza
traumatica. Pertanto, il medico deve soltanto porre la diagnosi. È, per contro,
compito dell'amministrazione valutare l'esistenza di un evento esterno a
carattere infortunistico (O. Niederberger/K. Stutz, Wann liegt nach neuester
Rechtsprechung des EVG eine unfallähnliche Körperschädigung (UKS) vor - auch an
der Rotatorenmanschette?, in Bollettino dei medici svizzeri, 2002; 83:
n. 20, p. 999s.).
2.11. Nel caso di
specie, dalla documentazione medica presente all'inserto - in particolare dal
referto relativo all'esame di risonanza magnetica lombosacrale del 26
novembre/3 dicembre 2002 - si evince che __________ è portatore di note
degenerative con spondilatrosi e segni di sofferenza interfaccettaria L4-L5,
ernia discale L5-S1 a base larga con lieve stenosi foraminale L5 a destra"
(cfr. doc. _).
Ora, le
alterazioni vertebrali citate non rientrano fra le diagnosi esaustivamente
enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF e, dunque,
non
possono essere assunte dall'__________ a titolo di lesione parificata ai
postumi d'infortunio.
Occorre
inoltre ricordare che il TFA ha già avuto modo di negare che un’ernia del
disco, rispettivamente, una "lombalgia" (o "lombaggine"),
possano essere ritenute lesioni parificate ai postumi d’infortunio ai sensi
dell’art. 9 cpv. 2 OAINF (cfr. DTF 116 V 145ss., 116 V 152ss. consid. 5; RAMI
1988 U 58, p. 376 consid. 2c).
2.12. Sulla scorta
di quanto precede, è a ragione che l'assicuratore LAINF convenuto ha rifiutato
di corrispondere le prestazioni assicurative a __________.
Dispositiv
- dichiara e pronuncia Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2003 35.2003.34 Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2003 35.2003.34 Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2003 35.2003.34
Sentenza o decisione senza scheda
Raccomandata Incarto n. 35.2003.34 mm /cd Lugano 21 luglio 2003 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni Giudice Daniele Cattaneo con redattore: Maurizio Macchi, vicecancelliere segretario: Fabio Zocchetti statuendo sul ricorso del 19 maggio 2003 di __________ rappr. da: avv. __________ contro la decisione del 18 marzo 2003 emanata da __________ rappr. da: avv. __________ in materia di assicurazione contro gli infortuni ritenuto, in fatto 1.1. Nel corso del mese di ottobre 2002, la ditta __________, ha annunciato all'__________ un evento che ha visto protagonista il proprio dipendente, __________, posatore di marmi e graniti, il 14 ottobre 2002: " Mentre sollevava con un collega una panchina in granito, per spostarsi il suo collega inciampava ed il peso gravava tutto su di lui " (doc. _). 1.2. Esperiti i necessari accertamenti medico-amministrativi, l'Istituto assicuratore, con decisione formale del 27 gennaio 2003, ha negato il proprio obbligo contributivo relativamente al danno alla salute localizzato al rachide lombo-sacrale, siccome esso, da un lato, non sarebbe da porre in relazione ad un infortunio ai sensi di legge e, dall’altro, non costituirebbe una lesione parificata ai postumi di un infortunio (cfr. doc. _). A seguito dell'opposizione interposta dalla __________ (cfr. doc. _), l'__________, in data 18 marzo 2003, ha sostanzialmente ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _). 1.3. Con tempestivo ricorso del 19 maggio 2003, __________, patrocinato dall'avv. __________, ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata, adducendo: " (…). 3. La decisione su opposizione della __________ non si giustifica. In effetti, è vero che in questo caso l'assicurato stava regolarmente trasportando una panchina, lavoro per il quale era aiutato da un collega. Tuttavia la lesione corporale non è avvenuta mentre l'assicurato, durante il trasporto, ha semplicemente accusato un dolore. Se così fosse, la decisione della __________ sarebbe del tutto corretta. Al contrario le lesioni corporali sono state cagionate da un fattore esterno, improvviso e straordinario, ossia il fatto che il collega __________ aveva inopinatamente inciampato. A seguito di questo evento, tutto il peso della panca, inaspettatamente, si è riversato sul qui ricorrente. Per formulare un esempio parallelo, ed a proposito del caso dell'infermiere citato in DTF 116 V 139, si può sostenere quanto segue:
a) se l'infermiere, nel trasportare regolarmente un paziente, risente di dolori alla schiena, allora verosimilmente non si è in presenza di un infortunio;
b) se però lo stesso infermiere, mentre trasporta regolarmente un paziente, cade perché scivola su una superficie sdrucciolevole oppure qualcuno lo urta ed in paziente gli crolla addosso, allora si ritiene si sia in presenza di un infortunio. In questo caso l'assicurato, assieme al collega __________, stava trasportando una pesante panchina. Fintanto che il trasporto avveniva regolarmente, l'assicurato non ha risentito di alcun problema. Improvvisamente ed inaspettatamente però, il collega __________ è inciampato, cadendo nella direzione dell'assicurato. A seguito di questo avvenimento, del tutto inaspettato, l'intero peso della pesante panchina si è riversato improvvisamente (ed inaspettatamente) sul signor __________, che ha quindi dovuto improvvisamente ed inaspettatamente sopportare un peso enorme, compiendo un enorme sforzo da reazione. A mente dell'assicurato, la presenza di un fattore esterno straordinario è quindi del tutto pacifica. E' in effetti evidente che, in casu, quanto successo eccede l'ambito quotidiano o abituale, anche considerando il lavoro svolto da qui ricorrente. Del resto in questo caso l'evento è dovuto al fatto che una terza persona (il signor __________) è scivolato, e non ad un problema avuto dall'assicurato stesso (che ha solo potuto subire gli eventi). Il signor __________ peraltro non ha assolutamente prodotto uno sforzo da azione (ossia quello che si produce trasportando normalmente una panchina) bensì uno sforzo da reazione (a seguito dell'inaspettato problema, ossia della scivolata del collega __________), trovandosi quindi in una situazione del tutto straordinaria. Si noti del resto che tutti gli esempi riportati dalla __________ a sostegno della propria tesi concernono chiaramente degli sforzi da azione e non degli sforzi da reazione. 4. Siamo quindi chiaramente confrontati con un caso infortunistico, per cui si chiede che la decisione su opposizione qui impugnata venga annullata e che la __________ prenda a suo carico il caso, con l'erogazione al signor __________ delle prestazioni assicurative in ambito LAINF" (I). 1.4. L'Istituto assicuratore, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del ricorso, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III). in diritto In ordine 2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98). Nel merito 2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000. Con la stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF. Poiché dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali deve tenere conto di modifiche di legge e di fatto subentrate anteriormente al momento determinante della decisione in lite (cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b) e poiché, inoltre, il Tribunale delle assicurazioni valuta la legalità di una decisione in base alla situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata emessa (cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366 consid. 1b; qui: il 18 marzo 2003), nel presente caso tornano quindi applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003. 2.3. Secondo l'art. 1 cpv. 1 LAINF, le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicurazione contro gli infortuni, sempre che la presente legge non preveda espressamente una deroga alla LPGA. 2.4. Giusta l'art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le prestazioni assicurative sono concesse in caso d'infortunio professionale, d'infortunio non professionale e di malattie professionali. 2.5. L'art. 4 LPGA così definisce l'infortunio: " È considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica o psichica o che provochi la morte" . Questa definizione riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 OAINF - disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -, di modo che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile. Cinque sono dunque gli elementi costitutivi essenziali dell'infortunio: "
- l'involontarietà
- la repentinità
- il danno alla salute (fisica o psichica)
- un fattore causale esterno
- la straordinarietà di tale fattore" (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 44-51) Scopo della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia. 2.6. Si evince dalla nozione stessa d'infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale (cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176). Pertanto, é irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali. Il fattore esterno é considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a). Vi è infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento deve accadere nel mondo esterno. Quando il processo lesivo si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni, l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di sforzo eccessivo o di movimenti scoordinati. La giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere. Da un altro lato, per poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti scombinati o incongrui. Gli stessi devono essersi prodotti in circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid. 3b). 2.7. Conformemente alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio. Quando l'istruttoria non permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado della verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi, l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid. 5b, 116 V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50; A. Bühler, Der Unfallbegriff, in A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht- und Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267). Gli stessi principi sono, ovviamente, applicabili alla prova dell'esistenza di una lesione parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid. 5b; 116 V 141 consid. 4b). 2.8. In concreto, il datore di lavoro di __________, nel compilare l'annuncio di infortunio del 25 ottobre 2002, ha così descritto l'evento occorsogli il 14 ottobre 2002: " Mentre sollevava con un collega una panchina in granito, per spostarsi il suo collega inciampava ed il peso gravava tutto su di lui " (doc. _). Il 5 novembre 2002, l'assicurato è stato sentito da un ispettore dell'assicuratore LAINF convenuto. Questo, in particolare, il contenuto del verbale steso in quell'occasione: " (…). Fatto professionale del 14.10.02 Quel 14.10.2002 avevo ricevuto dalla ditta l'incarico di posare col collega __________ (pure della ditta __________) una panchina in una piazzetta ad __________, nota col nome di __________. Abbiamo prelevato da una paletta, __________ da una parte e io dall'altra, il sedile di tale panchina. Sedile di granito, pesante circa 70 kg, grosso di spessore e largo circa un metro. Ci siamo dunque spostati camminando lateralmente in direzione del luogo, posto a circa 10 metri di distanza, dove dovevamo depositare la citata panchina. Da notare che il piazzale sul quale ci stavamo spostando non è pianeggiante, ma è strutturato a piccoli scalini formati da una differenza di spessore tra una pioda e l'altra. Mentre ci stavamo spostando, il collega __________ è inavvertitamente inciampato in uno scalinetto e ha perso l'equilibrio. Mi sono visto venire proprio contro di me il signor __________ e a causa di questo fatto mi sono visto venire praticamente tutta la panchina. Ho dovuto così sopportare un peso inaspettato e in quel momento ho sentito una fitta alla schiena, __________ ha reagito e si è ripreso, evitando di cadere. E' riuscito a riafferrare la panchina, ma ormai io ero già stato caricato per un attimo da tutto il peso della panchina stessa. Malgrado il dolore sono riuscito a portare fino alla meta la citata panchina. Dopo averla depositata il male si è fatto molto forte, è sceso lungo la gamba destra e ho dovuto smettere di lavorare" (doc. _). In sede di ricorso (cfr. I), __________ ha fornito una versione dell'accaduto sostanzialmente analoga a quella contenuta nel rapporto ispettivo del 5 novembre 2002, ossia di essere stato costretto ad improvvisamente sopportare l'intero peso di una lastra di granito, a causa del fatto che il collega con il quale stava effettuando il trasporto, era inciampato ed aveva quindi per un attimo abbandonato la presa. 2.9. La nostra Corte federale ha già avuto modo di giudicare due fattispeci analoghe a quella sub judice, negando in entrambi i casi l'esistenza di un infortunio ai sensi di legge. Nella sentenza del 14 febbraio 2000 nella causa B., U 238/99 (menzionata dall'INSAI a pagina 3 della querelata decisione su opposizione) - concernente un infermiere che, nell'aiutare una paziente che stava per soffocare a causa di un boccone nonché per perdere conoscenza, aveva dovuto sopportarne l'intero peso (55-60 kg), riportando in tal modo un danno alla colonna vertebrale - il TFA ha negato il carattere infortunistico all'evento in questione: " (…). Il est ainsi établi que le 15 octobre 1996, alors que le recourant procédait selon la méthode de Heimlich, il a ressenti une douleur dorsale jusque dans l'épaule droite en voulant aider la patiente qui s'étouffait et qui perdait connaissance. Il n'apparaît donc pas qu'un quelconque facteur extraordinaire ait marqué cet incident, qui n'excède pas le cadre des événements et des situations que l'on peut, objectivement, qualifier de quotidiens ou d'habituels pour un infirmier expérimenté travaillant dans une clinique de psychiatrie gériatrique (voir aussi ATF 116 V 139 consid. 3c; comp. RAMA 1994 no U 180 p. 38 consid. 3a). Cela étant, le caractère accidentel de l'événement doit être nié. Le recours est mal fondé de ce chef " (STFA succitata, consid. 4). La seconda fattispecie - oggetto di una sentenza del 15 gennaio 2003 nella causa S., U 421/01 - riguarda un'ausiliaria di cure presso una casa per anziani, la quale, unitamente ad una collega, stava trasferendo un ospite dal letto alla carrozzina. La collega è inaspettatamente inciampata, di modo che l'assicurata si è trovata a dovere sopportare l'intero peso della paziente (66 kg), accusando un improvviso dolore alla regione sacrale. Anche in questo caso, la nostra Massima Istanza non ha ritenuto adempiuti i presupposti per potere ammettere l'esistenza di un fattore esterno straordinario e, quindi, di un infortunio, affermando, citiamo: " (…). Gestützt auf die Aussagen der Beschwerdeführerin sowie von K.________ ist das Erfordernis der mechanischen Einwirkung eines äusseren Faktors beim Ereignis vom 11. Dezember 1999 erfüllt. Wie die Vorinstanz, auf deren Erwägungen verwiesen wird, richtig ausführt, fehlt es jedoch an der Ungewöhnlichkeit. Im Hinblick auf die berufliche Gewöhnung sowie die Konstitution der Versicherten (62 kg) im Vergleich zur Patientin (66 kg) ist ein aussergewöhnlicher Kraftaufwand (BGE 116 V 138 f. Erw. 3b; RKUV 1994 Nr. U 185 S. 79 f. Erw. 2b) zu verneinen und sprengt das Ereignis den Rahmen des Alltäglichen und Üblichen nicht. Zudem bezieht sich das Begriffsmerkmal der Ungewöhnlichkeit nach der Definition des Unfalls nicht auf die Wirkung des äusseren Faktors, sondern nur auf diesen selber, weshalb auf Grund der von den Ärzten des Paraplegiker Zentrums Y.________, Institut für Radiologie, diagnostizierten Diskushernie (Bericht vom 16. Dezember 1999) nicht auf ein Unfallereignis im Rechtssinne geschlossen werden kann. Da die Kriterien des Unfallbegriffs nach dem Gesagten nicht erfüllt sind, ist die Verwaltungsgerichtsbeschwerde abzuweisen. Weitere Beweisvorkehren sind nicht notwendig (BGE 124 V 94 Erw. 4b) " (STFA succitata, consid. 3). Nella concreta evenienza, con riferimento alla giurisprudenza federale citata e contrariamente a quanto preteso dall'insorgente (cfr. I, p. 3), occorre ritenere che quel 14 ottobre del 2002, non è accaduto nulla di straordinario, ossia nulla che abbia ecceduto il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire quotidiane o abituali. D'altro canto, tenuto segnatamente conto delle abitudini professionali del ricorrente (cfr. doc. _), nel fatto di avere dovuto sopportare, per un attimo, un peso di circa 70 kg, non è certamente ravvisabile uno sforzo manifestamente eccessivo ai sensi della giurisprudenza. Del resto, un esame della giurisprudenza del TFA dimostra che il sollevare, trasportare o spostare pesi inferiori ai 100 kg - trattandosi di assicurati esercitanti attività manuali - non viene considerato sforzo eccessivo (cfr. STFA del 12 aprile 2000 nella causa N., U 110/99, consid. 3; A. Bühler, op. cit., p. 241). Alla luce di quanto appena esposto il TCA deve concludere che non sono, in casu, soddisfatte le severe condizioni poste dalla giurisprudenza federale per poter riconoscere il carattere infortunistico ad un determinato evento. 2.10. Si tratta ora di esaminare se l’obbligo contributivo dell'_______ possa essere fondato sull’art. 9 cpv. 2 OAINF, disposizione che parifica ad infortunio una serie di lesioni corporali. L’art. 9 cpv. 2 OAINF - nella versione introdotta con la modifica del 15 dicembre 1997, applicabile, in casu, in forza dell’art. 147a OAINF (cfr. DTF 123 V 71 consid. 2 e riferimenti ivi menzionati) - prevede che se non attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi, le seguenti lesioni corporali, il cui elenco é esaustivo, sono equiparate all’infortunio, anche se non dovute a un fattore esterno straordinario:
a. fratture;
b. lussazioni di articolazioni;
c. lacerazioni del menisco;
d. lacerazioni muscolari;
e. stiramenti muscolari
f. lacerazioni dei tendini;
g. lesioni dei legamenti; h. lesioni del timpano. Le lesioni corporali di cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF sono paragonate ad infortunio solo se presentano tutti gli elementi caratteristici dell'infortunio, eccezion fatta per il fattore esterno straordinario (cfr. DTF 116 V 148 consid. 2b; RAMI 1988 U 57, p. 372). Il fattore scatenante può quindi essere quotidiano e discreto. Basta un gesto brusco: non è necessario che esso sia stato scomposto o an omalo (cfr. E. Beretta, Il requisito della repentinità in materia di lesioni parificabili ad infortunio e temi connessi, in RDAT II-1991, p. 477ss.). Necessario è che si sia trattato di un evento improvviso (ad esempio, un movimento violento oppure il rialzarsi dalla posizione inginocchiata, che provoca una delle lesioni enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, cfr. RAMI 2000 U 385, p. 268). Il presupposto della repentinità non va però inteso nel senso che l'azione sul corpo umano debba avere luogo fulmineamente, ossia nell'arco di secondi o, addirittura, di una frazione di secondo. A questo requisito va piuttosto attribuito un significato relativo, nel senso che deve trattarsi di un singolo avvenimento. Pertanto, deve essere escluso dall'assicurazione contro gli infortuni quel danno alla salute che dipende da azioni ripetute o continue. Decisiva non è dunque la durata di un'azione lesiva, ma piuttosto la sua unicità (cfr. A. Bühler, Die unfallähnliche Körperschädigung, in SZS 1996, p. 88 e dello stesso autore, Meniskusläsionen und soziale Unfallversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri, 2001; 84: n. 44,
p. 2341). Uno stato degenerativo o patologico preesistente non esclude l'applicabilità dell'art. 9 cpv. 2 OAINF, a condizione che un evento a carattere infortunistico abbia aggravato oppure reso manifesto il preesistente danno alla salute: "es genügt somit, wenn eine schädigende, äussere Einwirkung wenigstens im Sinne eines Auslösungsfaktors zu den vor- oder überwiegend krankhaften oder degenerativen Ursachen hinzutritt" (DTF 123 V 43 e riferimenti ivi menzionati). In una sentenza del 5 giugno 2001 nella causa I., U 398/00 - pubblicata in RAMI 2001 U 435, p. 332ss. e in SVR 2002 UV 3, p. 5s. - la nostra Corte federale ha stabilito che i principi di cui alla DTF 123 V 43 continuano ad essere validi anche dopo la modifica dell'art. 9 cpv. 2 OAINF, entrata in vigore il 1° gennaio 1998, osservando, fra l'altro, quanto segue: " Das mit Art. 6 Abs. 2 UVG verfolgte und in Art. 9 Abs. 2 UVV ausgeführte Regelungsziel bringt notwendigerweise eine Verlagerung der Leistungspflicht von der Kranken- in die Unfallversicherung mit sich. Diese Folge haben Gesetz- und Verordnungsgeber bewusst in Kauf genommen, um die mit dem früheren Ausschluss unfallähnlicher Körperschädigungen von der obligatorischen Unfallversicherung verbundene Problematik der Ausscheidung der Unfall- von den Krankheitsfolgen in den, medizinisch gesehen, häufigsten Gemenglagen unfall-/krankheitsmässiger Einwirkungen zu vermeiden. Die von der __________ eingenommene Haltung führt demgegenüber wieder dazu, dass in praktisch jedem Fall, da sich einer der in Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten Tatbestände sachverhaltlich ereignet - also eine der dort erwähnten Gesundheitsschädigungen eintritt - wieder die Abklärung an die Hand genommen werden müsste, ob eine "eindeutige" krankheits- oder degenerativ bedingte Verursachung vorliegt. Diese Betrachtungsweise trägt den tatsächlichen medizinischen Gegebenheiten nicht Rechnung: Ohne dass sich ein Unfallereignis im Sinne von Art. 9 Abs. 1 UVV ereignet, sind bei Eintritt eines der in Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten Gesundheitsschäden praktisch immer Krankheits- und/oder degenerative (Teil-)Ursachen im Spiel." (RAMI succitata, consid. 2c) Questa giurisprudenza è successivamente stata confermata in più di un'occasione (cfr., ad esempio, STFA del 27 giugno 2001 nella causa S., U 127/00 e del 27 giugno 2001 nella causa S., U 158/00). La suevocata pronunzia del 5 giugno 2001 ha dato adito a discussioni in dottrina. A. Bühler
- in accordo con la giurisprudenza federale - sostiene che la definizione di cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF è incompleta, siccome, anche per le lesioni parificate ad infortunio, non si può rinunciare al concetto di "fattore esterno". In effetti, un processo patologico che si sviluppa esclusivamente all'interno del corpo e che non dipende da nessuna azione esterna, è costitutivo di malattia (cfr. A. Bühler, Meniskusläsionen und …, p. 2340). Da parte loro, Ch. Kieser e U. Kieser (Ch. Kieser/U. Kieser, Die unfallähnliche Körperschädigung - Bemerkungen zu einem neuen EVG-Entscheid, in SZS 45/2001, p. 580ss.) fanno valere - riferendosi a A. Maurer (cfr. A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 202) - che il fatto per il TFA di avere attribuito un particolare significato al presupposto del "fattore esterno", si troverebbe in contrasto con il tenore letterale dell'art. 9 cpv. 2 OAINF ed auspicano che, in un prossimo futuro, la Corte federale abbia a chiarire questo specifico aspetto. D'altro canto, essi osservano che, quando è presente un fattore esterno, non è più possibile attribuire il danno alla salute indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi, motivo per cui, in un caso del genere, l'obbligo contributivo dell'assicuratore contro gli infortuni è senz'altro (in particolare, senza valutazione medica) dato. Sempre secondo Kieser/Kieser, il TFA ha così posto un importante principio inerente all'apprezzamento delle prove: ogni qualvolta un assicurato dimostra, con il grado della verosimiglianza preponderante, l'esistenza di un fattore esterno, ne risulta un obbligo prestativo a carico dell'assicuratore contro gli infortuni. Una controprova, secondo la quale il danno alla salute è indubbiamente attribuibile a malattia o a fenomeni degenerativi, non entra più in linea di conto (contra, A. Bühler, Meniskusläsionen und …, p. 2341). Infine, a mente di O. Niederberger e K. Stutz, la giurisprudenza del TFA, applicabile a tutte le lesioni parificate ad infortunio enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, ha reso insignificante il fatto che una lesione meniscale (oppure un'altra lesione) corrisponda, da un profilo morfologico, ad una tipica conseguenza traumatica. Pertanto, il medico deve soltanto porre la diagnosi. È, per contro, compito dell'amministrazione valutare l'esistenza di un evento esterno a carattere infortunistico (O. Niederberger/K. Stutz, Wann liegt nach neuester Rechtsprechung des EVG eine unfallähnliche Körperschädigung (UKS) vor - auch an der Rotatorenmanschette?, in Bollettino dei medici svizzeri, 2002; 83:
n. 20, p. 999s.). 2.11. Nel caso di specie, dalla documentazione medica presente all'inserto - in particolare dal referto relativo all'esame di risonanza magnetica lombosacrale del 26 novembre/3 dicembre 2002 - si evince che __________ è portatore di note degenerative con spondilatrosi e segni di sofferenza interfaccettaria L4-L5, ernia discale L5-S1 a base larga con lieve stenosi foraminale L5 a destra" (cfr. doc. _). Ora, le alterazioni vertebrali citate non rientrano fra le diagnosi esaustivamente enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF e, dunque, non possono essere assunte dall'__________ a titolo di lesione parificata ai postumi d'infortunio. Occorre inoltre ricordare che il TFA ha già avuto modo di negare che un’ernia del disco, rispettivamente, una "lombalgia" (o "lombaggine"), possano essere ritenute lesioni parificate ai postumi d’infortunio ai sensi dell’art. 9 cpv. 2 OAINF (cfr. DTF 116 V 145ss., 116 V 152ss. consid. 5; RAMI 1988 U 58, p. 376 consid. 2c). 2.12. Sulla scorta di quanto precede, è a ragione che l'assicuratore LAINF convenuto ha rifiutato di corrispondere le prestazioni assicurative a __________. Per questi motivi dichiara e pronuncia 1.- Il ricorso é respinto . 2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. 3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti